Credi di poterti fidare dei tuoi amici? Niente di più sbagliato!  Among Us, il titolo che rimette in discussione la tua sfera sociale, arriverà su PlayStation 4 e PlayStation 5 entro la fine dell’anno. Sali a bordo della navicella spaziale con 4-10 giocatori tramite il gioco online e mettiti al lavoro! Non dimenticare che a bordo potrebbero esserci uno o più impostori pronti a sabotare il tuo lavoro e infliggerti un colpo mortale.

Arriva la conferma durante lo State of Play di Sony del 29 aprile scorso: Among Us sarà disponibile anche su PlayStation 4 e PlayStation 5 entro il 2021. Non una data specifica dunque, ma comunque una notizia interessante, che consolida la popolarità del videogioco di InnerSloth anche nel panorama console. Among Us infatti è già disponibile da marzo scorso su Nintendo Switch, mentre sempre durante il 2021 arriverà pure su Xbox Series X|S, le nuove console di Microsoft. Riguardo la versione riservata a PlayStation 4 e PlayStation 5, Among Us avrà in esclusiva skin e capello presi da Ratchet & Clank, l’iconico duo della produzione Sony. Proprio su PlayStation 5, il prossimo 11 giugno, è prevista la pubblicazione di Ratchet & Clank: Rift Apart, capitolo che avrà il compito di portare effettivamente la next-gen in casa Sony.

Tornando ad Among Us, pure la versione dedicata a PlayStation 4 e PlayStation 5 garantirà il crossplay tra diverse piattaforme. Questo vuol dire che si potrà giocare al titolo sulle deduzioni sociali con amici ed amiche, indipendentemente dalla piattaforma utilizzata, sia essa PC, smartphone o console. Una funzionalità molto utile ed inclusiva, già disponibile sulle altre versioni di gioco rilasciate.

In generale Among Us è pronto ad accogliere importanti aggiornamenti, volti ad arricchire l’esperienza tipica del gioco. Dopo The Airship, la quarta mappa di gioco nonché la più grande tra quelle presenti, il team di sviluppo InnerSloth è al lavoro su una serie di migliore che vanno a toccare in particolare modo lo stile grafico di gioco, che sarà caratterizzato da linee più pulite ed animazioni più fluide. A tutto questo si aggiunge l’estensione delle lobby, che potranno ospitare un massimo di 15 utenti giocanti. Tutti questi cambiamenti sono previsti per il mese di maggio. Quanto delineato sinora dimostra la volontà di confermare il successo improvviso che ha travolto Among Us nel 2020 – che ricordiamo essere un titolo del 2018 – anche nel 2021.

Deiland: Pocket Planet Edition, è la versione per Nintendo Switch del titolo omonimo sviluppato da Chibig (stessi autori di Summer in Mara). Originariamente uscito per dispositivi mobile, Deiland è poi approdato in versione riveduta e corretta su console e PC, per arrivare infine anche sull’ibrida Nintendo.

Deiland, traendo parzialmente spunto dal celebre racconto di Antoine de Saint-Exupéry, si propone come un incrocio tra popolari serie come Rune Factory e Animal Crossing, proponendo però un’avventura compatta, che concentra tutto in uno spazio di gioco estremamente ridotto.

Il piccolo agricoltore

Il gioco prende il via con la misteriosa nascita del giovane Arco, il protagonista, che si ritrova su questo piccolo, piccolissimo pianeta e immediatamente finirà a dover fare i conti con la necessità di sopravvivere in qualche modo. Pochi secondi dopo aver preso il controllo del giovane, vedrete arrivare sul pianeta l’esploratrice Mun, che vi aiuterà a muovere i primi passi, donandovi materiali e conoscenze per costruire i vostri primi attrezzi.

Pianeta

Come avrete probabilmente già immaginato, Deiland è uno di quei titoli che si legano indissolubilmente al crafting e allo sviluppo di tecnologie in grado di consentire l’evoluzione di strutture. Lo scopo del giocatore è semplicemente quello di coltivare i propri campi, piantare alberi, cucinare e di tanto in tanto difendere il pianeta dall’attacco di ostili.

Ciò che lascia inizialmente perplessi è l’effettiva grandezza del pianeta, tutt’altro che ampio, bastano infatti pochi secondi per compiere l’intero giro della sfera in una qualsiasi direzione. Com’è possibile dunque sviluppare un progetto su una superficie così piccola vi chiederete, non a torto direi. In realtà Deiland non cerca di entrare in competizione con titoli più complessi e profondi, come Animal Crossing per esempio o il recente Valheim (che pur fa del crafting il suo punto di forza), ma si presenta piuttosto come alternativa scacciapensieri dove tutto ciò che dovrete fare è seguire una routine, interagendo di tanto in tanto con bizzarri personaggi, visitatori provenienti da altri pianeti che chiederanno di atterrare sul vostro sasso spaziale per chiacchierare con voi, scambiare oggetti utili e insegnarvi nuovi trucchi del mestiere.

Creature del pianeta

È solo verso metà del gioco (dalla durata comunque considerevole, superiore alle 10 ore) che vi si aprirà un secondo pianeta da esplorare e che porterà avanti la storia di Arco, facendovi scoprire chi siete e perché siete venuti al mondo, con una conclusione non particolarmente brillante oppure originale ma comunque interessante per un piccolo titolo con questo budget.

Ciò che funziona di meno, in un gestionale del genere, è la visuale estremamente ridotta del protagonista che, date le dimensioni del pianeta, vede comunque sempre l’orizzonte curvo. Se siete ossessionati dal posizionamento preciso degli elementi potreste ritrovarvi a premere spesso il tasto X sul pad Switch per allontanare la visuale e avere una visione dall’alto, peccato però che in tale modalità non potrete muovere il personaggio ma utilizzando l’analogico destro farete ruotare il pianeta stesso.

La meccanica di visualizzazione è stata ben implementata con un piccolo minigioco, dovrete infatti utilizzarla e ruotare il pianeta durante la caduta di sciami di meteoriti, che non distruggeranno così le vostre costruzioni ma cadranno in aree spoglie del pianeta.

Varietà interplanetaria

All’inizio avrete poche risorse a vostra disposizione, gli unici alberi presenti sul pianeta sono i pini, con qualche cespuglio di bacche e semi di carote. Man mano che cadranno meteoriti e arriveranno visitatori, però, la flora selvatica si arricchirà di specie diverse, provenienti da mondi lontani e che cambieranno radicalmente l’aspetto del pianeta.

La varietà, per la portata del titolo, è più che soddisfacente, lo stesso si può dire anche delle costruzioni e dei prodotti terziari: per esempio dai semi di cotone portati da un visitatore potrete ottenere un raccolto da sfruttare per la produzione di fili che a loro volta diverranno tessuti.

A chi consigliamo Deiland: Pocket Planet Edition?

Visivamente Deiland non compie alcun miracolo, ma grazie a una gamma cromatica vivace e variegata riesce a garantire una piacevole esperienza, per niente complessa o difficile, rivelandosi adeguato soprattutto per i più piccoli. Chi apprezza i farming sim con una spruzzata di crafting e ritmi lenti e pacati, troverà motivi a sufficienza per investire in Deiland, che nella sua versione Switch consente di giocare ovunque, rispettando lo spirito dell’originale per dispositivi mobile uscito nel 2016.

La serie dedicata a Crash Bandicoot si espande con il capitolo numero 4 intitolato It’s About Time. Si tratta effettivamente del quarto capitolo della serie, rappresentando il seguito di Crash Bandicoot 3: Warped, ma risulta comunque essere l’ottavo titolo legato alla serie di questo celebre marsupiale. Lo sviluppo per questo nuovo gioco è stato affidato da Activision a Toys For Bob (recentemente fautori dei remake legati alle trilogie di Crash e Spyro), con il contributo di Beenox (studio che ha lavorato a Crash Team Racing Nitro-Fueled, oltre che a porting di alcuni titoli legati al franchise di Call of Duty su PC). Il gioco sarà riuscito ad ottenere una propria identità senza risultare essere un’altra semplice riproposizione di questa serie platform priva di novità? Scopriamolo insieme in questa recensione.

crash 4

Trama 

Dopo aver selezionato la modalità di gioco preferita, ovvero Classica (con le vite accumulabili con i frutti Wumpa e che, una volta terminate, ci costringeranno a ripetere il livello dall’inizio) o Moderna (senza limiti legati alle vite, ma con un semplice contatore che riporta il numero totali di morti nel livello), la nostra avventura avrà inizio. Dalla conclusione del terzo capitolo della serie il Dr. Neo Corex, N. Tropy e Uka Uka erano rimasti intrappolati in una sorta di “prigione temporale”, ma ora l’ultimo è finalmente riuscito a creare un varco e liberare i primi due. L’apertura di questo varco ha però generato una grande instabilità tra le varie dimensioni, permettendo l’apertura di spaccature nello spazio e nel tempo, oltre a risvegliare alcuni antichi esseri.

Questo altro non è che che un semplice incipit per far sì che i nostri Crash e Coco Bandicoot, accompagnati da Aku Aku, possano ripartire per questa nuova avventura e cercare di riportare l’ordine nell’universo. Nonostante si tratti di una trama effettivamente semplice e priva di grosse pretese (il cui scopo è semplicemente quello di dare un obiettivo ai protagonisti e fornire un accompagnamento al tutto), non mancheranno alcune piccole sorprese che danno un piccolo valore aggiuntivo. La vera parte che dà valore e risalto ai titoli di questo tipo è invece il gameplay, con tutti i suoi elementi, collezionabili da raccogliere e soprattutto la difficoltà che ha da sempre contraddistinto questa serie (tutte cose, in special modo l’ultima, che non mancano anche in questo capitolo).

Crash 4

Gameplay 

Ormai conosciamo tutti il gameplay che ha reso celebre la serie del bandicoot più famoso del mondo videoludico, ma avere una base solida non è sempre sufficiente: servono anche innovazioni e miglioramenti. Crash Bandicoot 4: It’s About Time riesce perfettamente a riproporci lo stile classico di questo genere di giochi migliorandolo e introducendo diverse novità. Ma partiamo dalle basi: ci troviamo di fronte al più classico dei giochi platform in tre dimensioni (con alcune fasi a scorrimento orizzontale) arricchito da alcune bossfight e le cui possibilità sono ampliate dalle abilità di base di Crash. Il nostro protagonista avrà infatti sin da subito tutte le capacità apprese nel corso dei precedenti capitoli (come ad esempio la panciata per distruggere le casse rinforzate), ma anche la possibilità di sfruttare alcuni “trucchetti” per raggiungere alcuni punti fuori portata (come il salto durante l’accovacciamento o l’utilizzo della scivolata per accorciare alcune distanze di salto). 

A questo va poi ad aggiungersi la novità principale di questo titolo mostrata nel corso dei diversi trailer, ovvero l’utilizzo delle maschere quantiche. Si tratta di un totale di quattro nuove maschere che, a differenza della semplice difesa fornita dall’affezionato Aku Aku, avranno una funzione più cruciale nel gameplay. Ogni nuova maschera trovata verrà in nostro soccorso in specifici punti, permettendoci di superare sezioni altrimenti impossibili, così da avanzare nei diversi livelli. Ad esempio la prima di queste (mostrata già nei primi trailer) sarà Lani Loli e, una volta raccolta, ci permetterà di rendere tangibili oggetti di dimensioni parallele a discapito di altri. Nel caso vogliate scoprire da voi il resto dei loro poteri concludiamo semplicemente dicendovi che si tratta di aggiunte estremamente interessanti e valide che arricchiscono il gioco più di quanto ci saremmo aspettati!

crash 4

Le novità però non finiscono qui, con questo nuovo Crash Bandicoot 4 potremo infatti vestire i panni di nuovi personaggi (anche se tecnicamente parliamo di personaggi vecchi quanto la serie stessa). Questo non è semplicemente un fattore estetico, come per l’eventuale scelta di utilizzare Coco piuttosto che Crash, ma si tratta di livelli creati su misura per questi personaggi e che ne rispecchiano le rispettive capacità di movimento. Parliamo infatti di Tawna Bandicoot, Dingodile e del nostro acerrimo nemico: il dottor Neo Cortex. Tutti questi avranno delle caratteristiche e abilità uniche, dal rampino di Tawna utilizzabile per raggiungere luoghi lontani o colpire dalla distanza fino alla pistola di Cortex capace di trasformare i nemici in piattaforme di due tipi per proseguire (cosa che si sposa con la sua assente capacità di eseguire dei doppi salti).

Tutti questi personaggi secondari avranno una loro linea narrativa da seguire e che andrà, spesso e volentieri, a intrecciarsi positivamente con le avventure del Bandicoot. In ogni caso, però, tutti avranno il nostro (inteso come videogiocatore) “scopo comune”, ovvero quello di distruggere tutte le casse e raccogliere il maggior numero possibile di frutti Wumpa presenti nei vari livelli; questo allo scopo di ottenere tutte le gemme di tutti i livelli. Per ogni livello avremo infatti un totale massimo di sei gemme: tre legate alla raccolta di frutti, una per la distruzione di tutte le casse, una che ci richiederà di completare il livello con meno di tre morti e la gemma nascosta; queste diventano dodici se consideriamo la variante “N. Vertita” di ogni livello, ovvero una versione speculare e spesso arricchita con elementi estetici o “modificatori” unici che sbloccheremo da circa metà gioco.

Crash 4

Le gemme come mai prima d’ora avranno un’interessante utilità intrinseca, oltre al semplice scopo di raggiungere il 100%, permettendoci di ottenere un grande quantitativo di skin sia per Crash che per Coco. Ogni livello avrà una propria skin da offrire, e per ottenerla dovremo totalizzare 6 gemme ottenute in quel dato livello sommando quelle recuperare tra variante normale e N. Vertita. Saranno poi presenti due classici della serie: le quattro gemme colorate nascoste in quattro specifici livelli (utili ad accedere a delle sezioni bonus in altri livelli ancora), e le sfide a tempo con le Reliquie a fare da trofeo e collezionabile. L’ultima tipologia di collezionabili presenti in Crash Bandicoot 4 è rappresentata dalle cassette flashback, ovvero 21 cassette presenti in altrettanti livelli che permettono l’accesso alle missioni sperimentali (ricche di casse da distruggere) svolte in origine da Neo Cortex sui nostri protagonisti principali; per ottenerle dovremo raggiungerle nella relativa missione senza morire.

Gli sviluppatori hanno poi introdotto in Crash Bandicoot 4 due modalità per permettervi di giocare con i vostri amici in locale. La prima, accessibile dal menu principale, è chiamata “Battaglia dei Bandicoot” e rappresenta una modalità competitiva tra un massimo di quattro giocatori. Potremo decidere l’obiettivo della competizione (se raccogliere il maggior numero di casse o raggiungere i vari checkpoint nel minor tempo possibile) e scegliere tra 24 dei livelli del gioco principale, oltre che eventualmente prolungare la gara per più round. L’altra modalità, accessibile dal menu di pausa, è chiamata “Passa e Gioca” e altro non è che la trasposizione di una pratica effettuata per giocare con altri amici a giochi di questo tipo. Potremo infatti affrontare la campagna con un massimo di altri quattro nostri amici passandoci il controller a ogni morte o ogni checkpoint raggiunto, ottenendo alla fine del livello il punteggio di ogni giocatore.

Longevità

Sarebbe pressoché impossibile stabilire una durata generale per un gioco di questo tipo, poiché dipende da quanto il gioco riuscirà a metterci in difficoltà, da quanto vorremo completarlo in ogni suo aspetto e così via. Non sarebbe infatti impossibile completare Crash Bandicoot 4: It’s About Time in poco meno di quattro ore lasciandoci alle spalle tutti i collezionabili, casse e livelli secondari; ma questo non sarebbe effettivamente il modo corretto di godersi il titolo. Questo gioco è stato infatti pensato e costruito per chi vuole completare il tutto al 100% senza tralasciare alcun particolare, sviscerando tutti i livelli di base e varianti N. Vertite, completando tutti i livelli flashback e le sfide presenti. Il tutto aggiungendo in maniera consistente anche la possibilità di sfruttare al meglio il gioco con altri amici, così da migliorarne ancora la durata complessiva. In parole povere solo una cosa è certa: si tratta del gioco di Crash più ricco e variegato mai creato!

Comparto Tecnico

Anche in questo caso gli sviluppatori hanno svolto un lavoro decisamente encomiabile, con una fluidità e livello di dettaglio grafico neanche lontanamente raggiunto dal remake dei primi capitoli. Crash Bandicoot 4 riesce infatti a raggiungere tranquillamente i 60 fps su PlayStation 4 Pro e a mantenerli in ogni situazione senza cali evidenti, questo senza scendere a forti compromessi in termini estetici. Graficamente il titolo appare decisamente di ottimo livello sotto ogni aspetto, dagli ottimi effetti particellari e di illuminazione fino alle texture di ambientazioni e personaggi, cosa che regala una magnifica resa generale (soprattutto considerando la fluidità). Altra cosa che merita una piccola nota a parte è proprio l’estetica e la fantasia messa in ogni dettaglio del gioco: viaggiare nel tempo e nello spazio ha permesso agli sviluppatori di dare forma ad un grandissimo numero di ambientazioni e di nemici (tutto molto ben differenziato).

Anche il doppiaggio è stato svolto magistralmente riproponendo molti dei doppiatori che hanno partecipato alla creazione di Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy. Tutte le voci, dai personaggi che già conosciamo fino a tutte le nuove introduzioni, risultano essere perfette e fatte su misura per ogni personaggio. La stessa cosa accade per quanto riguarda le musiche di accompagnamento nei diversi livelli, tutte molto ricche e ben diversificate, ma soprattutto il cui stile rispecchia perfettamente quello dell’ambientazione che ci circonderà. In conclusione nel corso della nostra avventura non abbiamo riscontrato alcun tipo di bug o glitch, se non in una parte di un particolare livello bonus dove, per qualche strana ragione, risultava impossibile effettuare il doppio salto (ma comunque non è stato qualcosa che ha precluso l’avanzamento o la raccolta di tutte le casse).

Il nuovo Crash Bandicoot 4: It’s About Time riesce dunque a superare tutte le aspettative e ad affermarsi come un nuovo capitolo della serie dalla forte identità, introducendo una grande quantità di nuove meccaniche di gameplay perfettamente riuscite da esplorare in ogni minimo particolare attraverso i numerosissimi livelli presenti, tutti resi al meglio da una grafica ed estetica stupende. Il titolo può riuscire ad appassionare tutti (soprattutto i fan della serie) ma, a discapito dell’aspetto, potrebbe risultare complesso per i più piccoli. Questo titolo farà inoltre la felicità dei più incalliti cacciatori di collezionabili e di segreti; anche se sarebbe più corretto dire che sarà la rovina per questo tipo di giocatori dato che sarà tutto fuorché semplice riuscire ad ottenere tutto senza trovarsi a ripetere uno stesso punto all’inverosimile!

In passato vi abbiamo parlato più volte di giochi musicali, tra cui Guitar Hero, Rock Band e molti altri, nei quali bisogna premere i tasti sullo schermo con il giusto tempismo o spostarsi negli scenari simili a spartiti musicali. Oggi invece vogliamo condividere con voi la Recensione di No Straight Roads, un gioco d’avventura unico nel suo genere, che ha destato il nostro interesse, essendo amanti sia di giochi musicali che d’avventura, un mix tra due generi che da vita a qualcosa di originale.

Il gioco è disponibile su PC, PS4, Xbox One e Nintendo Switch a partire dal 25 Agosto, ma bando alle ciance e scopriamo insieme di cosa si tratta.

In No Straight Roads vestite i panni di un duo, composto da una chitarrista e un batterista, i quali dovranno farsi un nome ottenendo quanti più fans possibili nel corso dell’avventura, al fine di salvare Vinyl City da una malvagia società che vuole bandire il Rock per imporre il suo genere musicale.

Il gioco si suddivide in due parti, da un lato abbiamo l’esplorazione della città, composta da quartieri che vengono sbloccati gradualmente, dall’altra invece livelli dove bisogna eliminare nemici di ogni sorta per giungere al Boss e porre fine al dominio che detiene nella sua zona. Durante l’esplorazione è possibile imbattersi in adesivi da utilizzare come Mod per ottenere agevolazioni temporane in battaglia, personaggi con i quali interagire, oggetti da analizzare e celle energetiche da raccogliere, utilizzabili per ripristinare la corrente nelle varie parti della città, incrementando il numero di fans.

Nel corso dell’avventura sbloccherete nuove stanze per il nascondiglio sotterraneo del duo, presso le quali potrete acquistare nuove abilità, installare le Mod ottenute, personalizzare l’Hub con i trofei ed altro ancora.

Sconfiggendo i Boss potrete poi accedere a nuove aree da esplorare, potenziamenti e migliorie varie per il duo, il quale è in grado di affrontare i nemici sia in combattimenti ravvicinati che dalla distanza, in quest’ultimo caso è necessario raccogliere delle note musicali che fungono da munizioni. Nonostante sia un’esperienza concepita principalmente per il multiplayer co-operativo, è possibile giocare in singolo, passando da un personaggio all’altro in qualsiasi momento, ognuno dotato di abilità, equipaggiamenti e una barra vitale propria.

Screen

Ogni Boss presenta punti deboli e attacchi differenti, portandovi a studiare la migliore strategia per sconfiggerli, i cui scontri sono suddividi in più fasi, le quali vi terranno impegnati per una ventina di minuti circa.
Il tutto narrato con una generosa mole di cutscene che naturalmente non sono doppiate in italiano, ma per lo meno supportate dalla lingua nostrana, in modo da offrire a tutti la possibilità di comprendere al meglio la trama.
L’unico lato negativo che possiamo menzionarvi è la presenza di caricamenti abbastanza lunghi da una zona all’altra, per il resto No Straight Roads si lascia giocare dall’inizio alla fine, divertente, originale, coinvolgente e longevo quel tanto che basta da farvi vivere un’avventura fuori dal comune senza portarvi via troppo tempo.

Pur essendo un gioco la cui musica è al centro di tutto, è più improntato sull’avventura che sul genere musicale, esplorativo, frenetico nei combattimenti e con Boss esilaranti, un insieme di ingredienti che danno vita ad una ricetta da leccarsi i baffi.

Deliver Us The Moon è un gioco nato nel 2018 con scarsi risultati; fu definito, infatti, un gioco incompleto. Nonostante le dure accuse la casa produttrice KeokeN decise di seguire un percorso alternativo trovando l’accordo con Wired Productions come publisher. Oggi ci troviamo a parlare della versione completa del gioco rilasciata su PlayStation 4 ed Xbox One.

Deliver us to the moon

Storia

La storia di Deliver Us The Moon racconta di un futuro 2054 in cui le risorse primarie sul pianeta Terra sono esaurite causando crisi nella civiltà umana, ma allo stesso tempo grande voglia di riscatto: ciò spinge l’uomo alla ricerca di nuove fonti sul suo unico satellite naturale. Le potenze mondiali decidono dunque di riunirsi e fondare la WSA (World Space Agency), con l’obiettivo di trovare una nuova fonte di energia e inviarla sulla Terra.

Nei primi anni lo scambio Luna-Terra funziona in maniera egregia, ma l’arrivo di un improvviso blackout fa perdere qualsiasi comunicazione con la base lunare; questo determina una repentina crisi terrestre per mancanza di risorse.

Deliver us to the moon

La soluzione al problema è quella di inviare un’astronauta sulla Luna nella speranza di riattivare lo scambio di materia e capire la causa di questo arresto inaspettato. Cosa è Successo? Dove sono finiti tutti i tecnici e scienziati della WSA?? Riuscirà il nostro astronauta a salvare il pianeta Terra? Troveremo ogni risposta alle nostre domande iniziando la nostra missione.

La storia di per sé risulta essere molto affascinante e spinge l’interesse del giocatore verso la scoperta del finale; il tutto accompagnato da una buona ricerca di collezionabili in ogni angolo delle stanze. Ciò risulta funzionale ed essenziale per approfondire la lore del gioco, rendendo la storia ancora più ricca di dettagli.

Deliver us to the moon

Gameplay

Deliver Us The Moon avrà inizio in una base spaziale sulla Terra, dove saremo costretti ad eseguire rapidamente la sequenza di lancio del nostro unico razzo rimasto prima che una tempesta di sabbia lo distrugga facendo svanire anche l’ultima speranza per l’umanità. In questo livello, che ci farà da tutorial, si apprenderanno i comandi del personaggio, il grado di interazione con gli oggetti circostanti e la modalità per risolvere gli enigmi.

La risoluzione risulta essere intuitiva e spontanea; ad ogni porta bloccata da codici corrisponderà un blocco note giallo in una stanza vicina con su scritto il codice. Mentre in altri casi dovremo servirci del nostro fidato drone-“ciclope” ASE introducendolo nei condotti di aerazione (facilmente riconoscibili dalla loro forma inconfondibile e colore giallo) e raggiungendo il punto di sblocco per aprirci i diversi passaggi.

Deliver us to the moon

Particolare rilievo è meritato dai movimenti del personaggio, i quali sono sviluppati egregiamente; soprattutto se si considera la difficoltà nel dover rappresentare le condizioni fisiche presenti sul suolo lunare (in particolar modo l’assenza di gravità). Il tutto è stato poi integrato sapientemente ai cambi di prospettiva (dalla terza alla prima e viceversa) nelle diverse situazioni.

Tutto il gioco si svolgerà in aree più o meno ampie ma pur sempre limitate. Al contrario sarebbe stato molto più apprezzata la creazione di vere e proprie aree aperte (in stile più open world), così da favorire l’esplorazione e la libertà d’azione. Ciò avrebbe inoltre contribuito a migliorare ancora di più il tipo di atmosfera che il gioco vuole creare e che ci accompagnerà per tutte le 4/6 ore per completare il gioco (con la durata variabile in base a quanto decideremo di soffermarci a cercare i vari collezionabili).

Nel complesso, dunque, il gameplay di Deliver Us The Moon non risulta essere particolarmente solido o vario; ma il tutto viene scalzato dalla sua ambientazione, dalla grafica e dall’uso attento delle colonne sonore. Infatti questi elementi rendono molto più scorrevole, e meno pesante, lo svolgimento fino alla conclusione della storia. Questo soprattutto grazie al nostro essere completamente soli, cosa che favorisce ancor più l’atmosfera ricercata dagli sviluppatori.

Deliver us to the moon

Grafica

È proprio la grafica di Deliver Us The Moon, o meglio ancora il comparto tecnico in generale, a lasciare piacevolmente impressionati; questo pur essendo un gioco indie (con nulla da invidiare a giochi tripla A). Il personaggio è stato sviluppato sia in prima che in terza persona con dettagli piuttosto precisi. I paesaggi lunari si lasciano ammirare con piacevolezza e innescano nel giocatore una sensazione di immedesimazione nello svolgimento della missione. Un altro aspetto fondamentale è l’audio: il team è stato in grado di sfruttare il silenzio presente sulla superficie lunare per creare un’atmosfera unica e rilassante.

Call of Duty Modern Warfare 2 ritorna in versione HD completamente rimasterizzata con una delle più celebri esperienze per giocatore singolo; incluso gratuitamente lo speciale tema “Ghost” Digital Bundle per Call of Duty: Modern Warfare e per Call of Duty: Warzone!

Una delle esperienze narrative più iconiche e di maggior successo nella storia dei videogiochi è tornata; Call of Duty: Modern Warfare 2 Campaign Remastered, un miglioramento a tutto tondo della celebre esperienza per giocatore singolo. Il gioco è ora disponibile per PlayStation 4 su PlayStation Network, mentre sulle altre piattaforme è disponibile il pre-acquisto. Il gioco include l’intera campagna con incredibili effetti visivi in alta definizione: una risoluzione fino a 4K e supporto HDR su console; un framerate illimitato e supporto monitor su PC ultrawide.

Call of duty modern warfare 2

Pubblicato da Activision, Call of Duty: Modern Warfare 2 Campaign Remastered offre la risoluzione e i dettagli migliorati, animazioni rinnovate, audio rimasterizzato e molto altro ancora. In questa celebre esperienza, originariamente sviluppata da Infinity Ward e ora ri-masterizzata da Beenox, i giocatori si arruolano come membri della Task Force 141 e Operatori Tier 1 in una serie mozzafiato di missioni per salvare il mondo dalla distruzione. In questa intensa esperienza narrativa ritornano “Cliffhanger”, “Takedown”, “No Russian” e molto altro.

Call of duty modern warfare 2

La campagna di Modern Warfare 2 è stata incredibile. Ricordiamo tutti l’impressione che la storia ci ha lasciato. Questa campagna è stata davvero speciale e ringraziamo Infinity Ward per aver creato un’esperienza così straordinaria”, ha dichiarato Thomas Wilson, Co-Studio Head di Beenox. “Ripristinare e rimasterizzare questa campagna per una nuova generazione di giocatori è stato per il nostro team un lavoro fatto con amore. Volevamo assicurarci che le sensazioni e la potenza della narrazione fossero rappresentate accuratamente con elementi visivi in alta definizione e con la più recente audio fidelity”.

Call of duty modern warfare 2

Call of Duty: Modern Warfare 2 Campaign Remastered è ora disponibile su PlayStation. Coloro che l’acquisteranno, riceveranno gratuitamente insieme all’acquisto anche l’Underwater Demo Team Classic Ghost Bundle per Call of Duty: Modern Warfare, tra cui la skin UDT dell’operatore Ghost ispirata al livello della campagna “L’unico giorno facile…era ieri” caratterizzato da un movimentato tentativo di salvataggio di ostaggi da una piattaforma petrolifera al circolo polare artico.

Call of duty modern warfare 2

Oltre alla skin dell’operatore Ghost, i giocatori riceveranno anche due progetti di armi, un portafortuna per arma, una nuova mossa finale, una battuta, una scheda telefonica animata, un emblema e due Battle Pass per i salti di livello, tutti per accesso immediato su Call of Duty: Modern Warfare e nel più recente Call of Duty: Warzone.

I giocatori possono pre-acquistare Call of Duty: Modern Warfare 2 Campaign Remastered per le altre piattaforme e ricevere subito l’Underwater Demo Team Classic Ghost Bundle per Call of Duty: Modern Warfare insieme alla skin UDT dell’Operatore Ghost.

Lo studio di Team Ninja è riuscito nell’intento di creare una nuova serie di grande successo basandosi sui Souls Like ma al contempo creando qualcosa di unico e nuovo; eccoci infatti a parlare del nuovo Nioh 2 dopo averlo giocato in maniera approfondita.


Storia

Nioh 2 ci riporta in Giappone, questa volta però circa trent’anni prima degli eventi che hanno visto protagonista William e la sua lotta contro Kelley verso la fine del periodo Sengoku. In questo caso ci troviamo sempre nell’ambito del celebre periodo, ma per l’esattezza nella fase di occupazione ed unificazione del Giappone da parte di Oda Nobunaga. Il nostro nuovo protagonista, totalmente personalizzabile nel minimo particolare, è l’erede di un’antica spada creata con l’Amrita per sconfiggere gli Yokai; inoltre risulta essere parte di una nuova specie di Metamorfici (nel nostro caso abbiamo sangue Yokai) introdotta in questo titolo.

Nioh 2

L’intera storia andrà a dipanarsi attorno alle mire espansionistiche di Nobunaga, per il quale ci troveremo a combattere, a nuovi e vecchi compagni che avremo modo di conoscere; ultima, ma non per importanza, una misteriosa creatura causa della morte di nostra madre e che sembra essere particolarmente interessata alla spada di Amrita. Il tutto riuscendo sempre a mantenere vivo l’interesse del giocatore grazie ad un’ottima narrazione non priva di colpi di scena e momenti di risalto.

Senza voler nulla togliere alla narrazione e storia principale di Nioh 2 è essenziale dare enfasi, e soprattutto valore, al lavoro degli sviluppatori nella costruzione della lore del gioco. Il gioco è infatti intriso di folklore e mitologia giapponese che può essere approfondito attraverso un sistema di classificazione di Yokai, Spiriti Guardiani e personaggi nel quale trovare descrizioni ed a volte anche utili consigli per la battaglia. Infine anche i vari oggetti di gioco presenteranno una loro descrizione molto spesso basata su effettive credenze o riferimenti storici.

Nioh 2

Details


Dreams è un gioco, se così si può definire, sviluppato da Media Molecule (il “se così si può definire” è perché chiamarlo gioco è davvero limitativo..). Forse ricorderete il team di sviluppo per i vari LittleBigPlanet.

Noi ne avevamo già parlato nella nostra anteprima dedicata al titolo in versione Early Access  al MGW19 ma adesso, finalmente, il gioco è disponibile liberamente per l’acquisto nella sua versione completa. Se puoi sognarlo, puoi farlo. Questo è il mantra che dovrebbe accompagnare ognuno di noi nella vita quotidiana e che rappresenta, a tutti gli effetti, la base portante di questa piccola grande meraviglia sandbox. Dreams ci permette di creare, condividere giocare, senza alcun tipo di limitazione eccezion fatta per la nostra originalità.

Su Dreams il gioco lo creiamo noi stessi. Possiamo mettere in concreto tutte le nostre idee creando qualcosa di veramente unico e spettacolare. Il gioco ci venne presentato come una rivoluzione, come qualcosa di mai visto. E signori e signore è davvero così, non ci sono limiti. Si può creare qualunque cosa si voglia e di qualunque genere.

Vuoi creare un tuo videogioco? Puoi farlo. Ma non si limita solo a quello, puoi creare cortometraggi, disegni, sculture, insomma tutto.

La filosofia di Dreams

Al giorno d’oggi vediamo uscire sempre più giochi open world, prodotti capaci, a volte, di farci immergere in un mondo che non è il nostro ma dove vorremmo tanto vivere. Dreams lo si può vedere come un open world, ma non come gli altri. Negli altri giochi siamo rinchiusi comunque in un mondo prestabilito, qui saremo completamente liberi da tutto. Noi creiamo i nostri confini, noi creiamo dove vogliamo immergerci. Ed è proprio questa la filosofia di Dreams: noi ti diamo i mezzi, tu usali per sbizzarrirti, per dar sfogo ai tuoi desideri e ai tuoi sogni! Ed è qualcosa di semplicemente magnifico.

Se puoi sognarlo, puoi farlo. Questo è il mantra che dovrebbe accompagnare ognuno di noi nella vita quotidiana e che rappresenta, a tutti gli effetti, la base portante di questa piccola grande meraviglia sandbox. Dreams ci permette di creare, condividere giocare, senza alcun tipo di limitazione eccezion fatta per la nostra originalità.

 

Ma in cosa consiste esattamente Dreams?

E’ un gioco che permette di creare giochi e ogni altro contenuto audiovisivo. Pad alla mano, siamo guidati passo passo da diverse sessioni introduttive. In primo luogo, dobbiamo creare il nostro Spiritello, che svolge la funzione di vero e proprio puntatore per selezionare le diverse opzioni e i differenti elementi per creare un determinato scenario. Successivamente veniamo introdotti a quella che è la Base Onirica, una sorta di hub centrale completamente personalizzabile e visitabile anche dagli altri giocatori. Al di là delle apparenze, posso assicurarvi che il titolo è veramente molto più di quel che sembra, e offre al giocatore libertà pressoché assoluta e sconfinata.

Dal menù principale di Dreams possiamo poi scegliere tra Viaggio tra i Sogni Creazione Onirica. Con la prima modalità è possibile visitare le Creazioni – anche dette Sogni – degli altri giocatori, e dunque sperimentare ciò che la fantasia e la capacità degli altri utenti è stata in grado di generare. Vi possiamo assicurare che si riesce a trovare davvero di tutto. Dalle avventure decisamente poco ispirate, della manciata di qualche minuto e dal risvolto più tragicomico che altro, fino ad esperienze davvero valide appartenenti ai generi più diversi. Abbiamo infatti platform, shooter tributo a Space Invaders, action a tema fantasy e gli immancabili horror in prima persona (a tal proposito, vi segnalo la presenza del teaser trailer del cancellato Silent Hills, P.T. ricreato in maniera a dir poco maniacale). Davvero, la sorpresa è dietro l’angolo: è possibile imbattersi, persino, in personali reinterpretazioni dei brand più famosi tra cui Dark Souls, Zelda e Crash Bandicoot. Ovviamente, la qualità di molti di essi non è tra i migliori e si tratta di creazioni prettamente amatoriali, ma non mancano numerosi giochi in grado di stupire.

Vero fulcro centrale di Dreams è, tuttavia, la già citata Creazione Onirica. In questa modalità possiamo infatti creare pressoché ogni cosa sfiori la nostra mente previa, ovviamente, la giusta formazione. Dico questo perché, nonostante le apparenze, dare vita alle nostre fantasie è decisamente complesso. Tutto si basa, infatti, sulla padronanza degli strumenti a nostra disposizione, inseriti in un sistema di creazione talmente ampio e vario da risultare sconfinato. Anzitutto, possiamo creare oggetti, scolpirli, colorarli ed animarli.

Attraverso i connettori logici, siamo in grado di sviluppare diverse interazioni: ad esempio, impostare un ponte o una piattaforma che si abbassano o si alzano quando viene premuto un pulsante. Tramite appositi strumenti, è poi possibile animare determinati oggetti che abbiamo deciso di inserire nello scenario, come piattaforme o altri personaggi, facendogli seguire pattern predefiniti. Ma questa è solo la punta dell’iceberg di un sistema che si rivela molto più complesso del previsto.

A tal contesto, ci viene in aiuto il Laboratorio dei Sogni. In questo luogo abbiamo accesso a ogni sorta di tutorial, che ci guidano nella creazione della nostra personale esperienza ludica. Si parte da spiegazioni riguardo il controllo della telecamera, il posizionamento e il ridimensionamento degli oggetti. Si passa poi al rivestimento e alla colorazione degli stessi e alla loro rifinitura. Una volta acquisita la giusta esperienza, si può pensare di passare a vere e proprie lezioni di level design sound design, che permettono di dare una struttura più organica e articolata ai mondi di gioco. Ma non finisce qui: se si vuole ottenere un buon risultato, è anche necessario capire come personalizzare il personaggio che si vuole rendere protagonista, creandolo magari da zero o ispirandoci a volti ben più noti e conosciuti. Non dimentichiamo poi i tutorial dedicati al gameplay dei personaggi, così da dotarli di mosse speciali e abilità uniche.

Cosa sarebbe poi un videogioco senza il concetto di salute danneggiamento? Ebbene, in Dreams c’è un tutorial appositamente dedicato all’argomento, l’implementazione del quale è condizione necessaria per la riuscita di un buon gioco. Ovviamente, è importante anche dotare le nostre ambientazioni della giusta atmosfera, accompagnata magari da un corretto utilizzo delle luci. Per rendere una determinata creazione giocabile più volte e invogliare i giocatori a fare sempre meglio, si potrebbe poi pensare di implementare un sistema di punteggi numerici e a tempo. Dobbiamo anche curare stilisticamente la nostra scena con una certa dose di accortezza, in modo da renderla più viva ed unica che mai. Insomma, le possibilità sono davvero infinite, così come numerose sono le tecniche da dover padroneggiare prima di ottenere un risultato soddisfacente. Dire cosa si potrebbe fare e cosa no, in Dreams, sarebbe davvero riduttivo. Possedendo la giusta dose di pazienza, fantasia e immaginazione, è potenzialmente impossibile incontrare limiti.


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Digital Extremes ci porta finalmente alcune notizie aggiuntive sui nuovi aggiornamenti in arrivo su Warframe e, ultimo ma non per importanza, anche la data ufficiale del Tennocon 2020, il maxi-evento dedicato unicamente a questo titolo.

Due nuovi aggiornamenti

Partiamo innanzitutto dai contenuti in arrivo su Warframe ed annunciati Venerdì durante il Devstream 138; avremo infatti ben due aggiornamenti chiamati rispettivamente Operation Scarlet Spear e The Deadlock Protocol. Il primo sarà incentrato principalmente sul vero e proprio arrivo dei Sentient nel Veil Proxima e questa “operazione” avrà come centro nevralgico un nuovo HUB dedicato, oltre a portare una nuova arma Sentient dotata di due modalità di fuoco. Il secondo aggiornamento sarà invece dedicato maggiormente ai Corpus ed al loro nuovo piano, oltre che portare nuove armi (un fucile ed una gunblade) ed il primo nuovo Warframe del 2020, Protea. Infine, sempre con The Deadlock Protocol i tileset Corpus verranno rimasterizzati!

Warframe Devstream

Tennocon 2020

Digital Extremes ha finalmente annunciato anche la data ufficiale per il Tennocon 2020, convention annuale che si svolge solitamente nel mese di Luglio in Canada. Quest’anno il Tennocon è stato infatti organizzato per l’11 Luglio. Nel caso foste interessati ad acquistare i biglietti vi consigliamo di prenotarvi tramite questo sito così da ricevere una notifica non appena saranno resi disponibili per l’acquisto.

Il “Sound Team”

Durante il Devstream hanno fatto la loro comparsa anche i membri addetti al sound design di armi, effetti e quant’altro, i quali hanno mostrato i molti aspetti ed il lavoro che si cela dietro un effetto sonoro. Il tutto applicato alla nuova Protea, alle nuove armi (ed a quelle già introdotte come il Kuva Bramma), alla realtà del Railjack e tanto altro!

 

Potrete inoltre trovare notizie aggiuntive sul Devstream 138 di Warframe a questo link.

L’11 Febbraio un nuovo Prime Vault è stato rilasciato su Warframe; si tratta infatti del ritorno dei “rappresentanti” della vita e della morte, rispettivamente Oberon e Nekros Prime. Entrambi tornati nel “Vault”  tempo fa, ora sono nuovamente ottenibili in gioco tramite le rispettive reliquie che ritornano, dunque, a far parte del possibile drop dalle missioni. Di fianco a questi ottimi Warframe rifanno la loro comparsa anche le armi che hanno caratterizzato il loro Prime Access originario, ovvero per Nekros la Galatine ed il Tigris Prime, mentre per Oberon il Sybaris e Silva & Aegis Prime.

Si tratta di due eccellenti Warframe caratterizzati da capacità innate molto particolari; innanzitutto in linea generale Oberon è un Warframe particolarmente incentrato sull’utilizzo in squadra grazie alle sue doti curative ed al buff all’armatura che è in grado di fornire (facendo parte a tutti gli effetti dei personaggi “supporter” presenti in gioco). Qui di seguito potete trovare le sue abilità:

  • Passiva: i Kavat ed i Kubrow alleati ricevono un bonus di link alla salute, armatura e scudi del 25%; inoltre essi guadagnano una rianimazione istantanea per missione.
  • Smite: soncentra energia all’interno di un bersaglio nemico per poi proiettarla all’esterno danneggiando i nemici nei dintorni ed il bersaglio stesso.
  • Hallowed Grounds: santifica il terreno d’innanzi ad Oberon in modo che tutti i nemici che vi entreranno in contatto subiranno danno radioattivo.
  • Renewal: onde curative si irradiano da Oberon ai suoi alleati ricaricando la loro salute nel tempo.
  • Reckoning: solleva i nemici in aria per poi farli schiantare violentemente al suolo; i nemici uccisi hanno una possibilità di rilasciare sfere di salute.

Queste abilità presentano anche una “sinergia nascosta”, infatti gli alleati che ricevono i benefici di Renewal, qualora si troveranno ad entrare nella zona di Hallowed Grounds, riceveranno un bonus all’armatura che parte da un minimo di 200 e può essere aumentato con la potenza abilità di Oberon. Per sfruttare al meglio ogni sua abilità vi consigliamo le seguenti build, la prima ottima contro nemici di livello medio (grazie all’alta potenza sfruttata), mentre la seconda maggiormente incentrata sulla resistenza per affrontare nemici di livello più alto; in entrambi i casi è quasi d’obbligo l’uso di Phoenix Renewal (augment che salverà voi ed i vostri alleati dalla morte una volta ogni 90 secondi) per aumentare di molto le probabilità di sopravvivenza dell’intera squadra:

Passando invece a parlare di Nekros non possiamo assolutamente esimerci dal parlare del suo “vero scopo dalla nascita”, ovvero l’aumentare la quantità di drop (tra risorse e materiali) lasciato dai nostri nemici grazie alla sua terza abilità; questo senza pero dimenticarci del fatto che potenzialmente può essere anche considerato ottimo nel controllo di grandi quantità di nemici, oltre che, in particolari circostanze, essere in grado di fornire buff a sé stesso e ad ogni compagno:

  • Passiva: Nekros si cura di 5 punti salute per ogni nemico che muore in un raggio di 10 metri (questo risulta valido anche nel caso dei vostri Kavat e Kubrow).
  • Soul Punch: un colpo talmente violento da proiettare l’anima del vostro nemico all’esterno danneggiando tutto ciò che essa toccherà.
  • Terrify: scatena il panico tra i nemici facendoli fuggire in preda al terrore e riducendo il loro livello di armatura.
  • Desecrate: consuma i cadaveri dei nemici o parti di essi (particolarmente valido utilizzando armi da taglio, utili per farli in più pezzi) per ottenere loot aggiuntivo.
  • Shadows of the Dead: evoca le ombre dei nemici che hai ucciso per combattere al tuo fianco per un breve periodo.

Anche in questo caso vogliamo proporvi due tipologie di build per questo Warframe, la prima incentrata unicamente sul massimizzare le capacità di Desacrate utilizzando innanzitutto il relativo augment Despoil, il quale converte il consumo di energia di Desacrate in consumo di salute (che viene compensato al meglio da un’alta efficienza e da Equilibrium e Rejuvenation in aggiunta alla sua passiva), ma anche portando al massimo la portata, cosicché nulla potrà “sfuggirvi”. La seconda build va invece a concentrarsi maggiormente su Shadows of the Dead poiché risulta utile per ridurre i danni subiti da Nekros (grazie a Shield of Shadows) ed anche per creare alleati in grado di combattere contro ogni nemico (con moltiplicatori eccellenti grazie all’alta Potenza) o di darvi qualche piccolo aiuto (ad esempio evocando un Artic Eximus potrete usare il suo scudo, oppure evocando un Ancient Healer questo andrà a ricaricare la vostra salute):

Per quanto riguarda le quattro armi avremo di fronte una coppia di armi corpo a corpo di ottimo livello con la Galatine Prime, spada pesante in grado di competere con la Gram (anche se comunque non può definirsi al suo livello) e con la coppia di mazza e scudo chiamate Silva & Aegis Prime, dall’ottimo potenziale grazie ad un danno base di fuoco da non trascurare (specialmente dopo il buff che l’elemento ha subito assieme al rework di Ember) e dotata di una mod associazione che può tornare molto utile. Infine abbiamo il mitico Tigris Prime, fucile a pompa a due colpi che possono essere sparati contemporaneamente o dilazionati e che di base rappresenta una delle armi in grado di infliggere più danni contro bersagli singoli (unica pecca dell’arma che volendo eventualmente può essere compensata in parte sostituendo Blunderbluss con Seeking Fury all’interno della build qui di seguito); ultimo, ma non per importanza, il Sybaris Prime, fucile a raffica dall’alto potenziale offensivo, specialmente se corredato da una build virale.

 

Nel caso preferiate non aspettare per ottenere ogni singola parte per costruire entrambi i Warframe e le quattro armi Prime contenuti in questo Prime Vault sarà altresì possibile acquistare i seguenti pacchetti:

PACCHETTO DOPPIO OBERON E NEKROS PRIME:
– 1200 Platinum
– Warframe Oberon e Nekros Prime
– Silva & Aegis Prime
– Sybaris Prime
– Tigris Prime
– Galatine Prime
– Syandana Sukira Prime
– Sugatra Aroka Prime
– Syandana Uru Prime
– Armatura Acanthus Prime
– Glifi Oberon e Nekros Prime

Warframe

PACCHETTO OBERON PRIME:
– 400 Platinum
– Warframe Oberon Prime
– Silva & Aegis Prime
– Sybaris Prime
– Syandana Sukira Prime
– Sugatra Aroka Prime
– Glifi Oberon Prime

PACCHETTO NEKROS PRIME:
– 400 Platinum
– Warframe Nekros Prime
– Tigris Prime
– Galatine Prime
– Syandana Uru Prime
– Armatura Acanthus Prime
– Glifi Nekros Prime

 

Inoltre, nel caso in cui vi interessino unicamente gli splendidi accessori contenuti in questo Prime Vault sarà possibile acquistare singolarmente i due pack di accessori:

PACCHETTO ACCESSORI OBERON PRIME:
– 200 Platinum
– Syandana Sukira Prime
– Sugatra Aroka Prime

Warframe

PACCHETTO ACCESSORI NEKROS PRIME:
– 200 Platinum
– Syandana Uru Prime
– Armatura Acanthus Prime

Warframe