Inaros Prime entra a far parte delle varianti Prime di Warframe assieme a due nuove armi: il Panthera ed il Karyst.

Il nuovo Prime Access di Inaros è stato aggiunto il 14 Luglio e, come di consueto, avrete la possibilità di ottenere questo nuovo Warframe e le sue armi esclusive direttamente in gioco, andando alla ricerca delle relative reliquie per ottenere le singole componenti, o in alternativa acquistandolo direttamente tramite lo store. Qui di seguito trovate tutti i quattro Pack presenti nello store per ottenere dalle sole armi agli accessori, fino al pacchetto omnicomprensivo. Il tutto è elencato qui di seguito:

  • Devour: include Panthera Prime, Karyst Prime e 1050 Platini.
  • Sandstorm: include Inaros Prime (e due suoi glifi), Panthera Prime, Karyst Prime e 2650 Platini.
  • Pacchetto Accessori: include Syandana Kathuss Prime, Armatura Mittahk Prime e Booster di crediti ed affinità per 90 giorni.
  • Scarab Swarm: include tutti i contenuti dei precedenti pacchetti (Warframe, armi, accessori e booster) con l’aggiunta di ben 3990 Platini.
Inaros prime

Entriamo ora nel vivo del contenuto andando ad analizzare tutti questi nuovi contenuti per trovare le build ideali. Partiamo innanzitutto dal vero protagonista del Prime Access, ovvero Inaros. Si tratta di un Warframe da sempre conosciuto per la sua altissima resistenza, soprattutto legata all’alto numero di punti salute che è in grado di raggiungere. La variante Prime presenta, come di consueto, varie statistiche migliorate; abbiamo infatti una quantità di salute aumentata (575 contro 550), energia migliorata (125 contro 100) ed una velocità di scatto maggiore (1.05 contro 1), il tutto con una polarità Madurai e una Vazarin aggiuntive. Sfortunatamente, a discapito di quello che in molti si sarebbero aspettati, non c’è stato alcun rework sulle sue abilità, le quali risultano essere attualmente non particolarmente efficienti, specialmente se paragonate a quelle di altri personaggi:

  • Passiva: Inaros presenta ben due abilità passive che contribuiscono alle sue alte capacità di resistenza. Innanzitutto in caso di morte andrà a rinchiudersi all’interno del suo sarcofago, in questo stato di “dissanguamento” può essere rianimato da altri giocatori (come per tutti gli altri Warframe) o in alternativa può assorbire energia vitale dai nemici (ed alleati) vicini per rianimarsi autonomamente. Inoltre ogni esecuzione con armi corpo a corpo andrà a ricaricare il 20% della sua salute massima.
  • Dessication: scaglia un’onda di sabbia maledetta che acceca i nemici e ruba loro salute. L’accecamento espone i nemici alle esecuzioni con armi corpo a corpo (in sinergia con la sua passiva).
  • Devour: intrappola i nemici nelle sabbie mobili ed li attira a sé per divorarli rubando loro salute (risultando essere inoltre immune agli attacchi un questo stato). In caso di uccisione il nemico verrà riportato in vita come Ombra di Sabbia alleata.
  • Sandstorm: Inaros si trasforma in un tornado di sabbia che manda in volo i nemici e divora quelli intrappolati nelle sabbie mobili.
  • Scarab Swarm: consuma la propria salute per generare un’armatura di scarabeo indurita. In aggiunta è possibile consumare parte della carica dell’armatura per colpire i nemici con uno sciame di scarabei; i nemici colpiti vedranno la loro salute prosciugata e conferita ai nostri alleati.

Tutte queste abilità sono pensate soprattutto per garantire un’ottima capacità rigenerativa di salute al nostro “Faraone” e discrete capacità di controllo per nemici numerosi. Purtroppo però, come già detto in precedenza, sono attualmente presenti in gioco altri Warframe in grado di raggiungere “l’immortalità”, i quali presentano anche abilità migliori non solo per il controllo di grandi numeri di nemici, ma anche per infliggere danno o supportare. Inaros rappresenta dunque un Warframe pensato per resistere a tutto ma con pochi fronzoli. Qui di seguito potete trovare due build da poter utilizzare:

In entrambi i casi manteniamo delle ottime capacità di sopravvivenza (con una sola Forma investita), ma nel caso della prima abbiamo la possibilità di sfruttare le sue abilità in modo più divertente. Abbiamo infatti incluso l’augment Dessication Curse, il quale conferisce una percentuale del 75% di evocare un’Ombra di Sabbia uccidendo un nemico accecato con un’esecuzione. Questo, abbinato ad un pizzico di durata in più favorisce l’uso delle esecuzioni per creare un nostro piccolo esercito (un po’ come nel caso della ultimate di Nekros). La seconda è invece incentrata sulla massima resistenza, soprattutto grazie a Negation Swarm; questo augment permette infatti di consumare una piccola percentuale dell’armatura scarabeo per resistere ad ogni tipo di effetto (l’unica cosa che può arrivare ad infastidire Inaros).

In entrambi i casi è essenziale soprattutto l’uso di Arcane Grace, ma anche di Arcane Guardian. Quest’ultima porta l’armatura di Inaros a numeri decisamente alti, ma nel caso della prima abbiamo la possibilità di ricaricare una percentuale di salute al secondo per ogni colpo subito, ed un 6% di rigenerazione al secondo su una salute di oltre 7.000 (in questo caso) significa più di 420 punti salute al secondo. Eventualmente, volendo utilizzare anche delle Forma Umbra e delle Forma aggiuntive si può andare a potenziare al massimo Umbral Vitality, sostituire Corrosive Projection con Physique ed aggiungere Coaction Drift come aura, il tutto per arrivare a sfiorare i 12.000 punti salute.

inaros prime

Passiamo ora, invece, alla prima delle due armi del Prime Access di Inaros, ovvero il Panthera. Parliamo di una categoria di armi primarie molto interessante ma non pienamente sfruttata all’interno di questo titolo, ovvero le spara lame. Delle due armi presenti in gioco il Miter ha sempre prevalso sul Panthera a causa del suo danno maggiore (parliamo di più del doppio), oltre che l’alta percentuale di effetto e l’innata capacità di attraversamento. Il Panthera Prime va oggi parzialmente a colmare questo divario grazie a probabilità di critico e di effetto migliorate (rispettivamente 18% contro 12% e 30% contro 24%) così come un rateo di fuoco e capienza caricatore aumentate, ma a discapito di precisione e munizioni massime. Tali statistiche sono state migliorate anche per il fuoco secondario dell’arma (scomodo da utilizzare nel caso usiate un controller, ma molto utile).

Tutto ciò consente l’utilizzo di una build ibrida status e critico (per la quale saranno necessarie solo due Forma grazie anche alla polarità Madurai che questa variante presenta) in grado di infliggere quantità di danno a dir poco inaspettate; infatti, grazie all’alta percentuale di effetto, l’arma causerà quasi sempre l’attivazione del Taglio che, combinato con il Virale, va a causare danni nel tempo davvero notevoli. Volendo spingere ancor più sulla probabilità critico si potrebbe valutare l’inserimento di Argon Scope in sostituzione a Vigilante Armaments, oppure anche l’uso di Heavy Caliber (anche se in questo caso la precisione cala drasticamente). Inoltre vogliamo sottolineare come il fuoco secondario sia particolarmente efficace contro nemici più coriacei, grazie allo status che supera il 114% ed il critico che arriva a 84%.

Eccoci, infine, a parlare della nuova piccola, ma potente daga: il Karyst Prime. Questa nuova arma corpo a corpo presenta delle statistiche inaspettatamente alte, risulta infatti essere la daga con la probabilità critico (ad esclusione delle zaw) e con la probabilità di effetto più alta del gioco. Rispetto alla sua versione standard presenta infatti un danno di base aumentato (344 contro 273), probabilità di critico e di effetto migliorate (24% contro 10% e 30% contro 26%), così come un moltiplicatore di danno critico leggermente aumentato (da 2x a 2.2x) ed una migliore portata (2.2m contro 1.7m). Il tutto, però, a discapito della velocità che da 0.75 passa a 0.67.

Nonostante la scarsa velocità numerica, all’atto pratico non è un valore che si fa sentire particolarmente grazie soprattutto alle mod stance per le daghe. Per questa ragione abbiamo preferito l’utilizzo di Primed Reach a Primed Fury ma, in questo caso, dipende sostanzialmente dalle vostre preferenze se prediligere una velocità più bassa ma portata aumentata o viceversa. Inoltre volendo sfruttare maggiormente l’effetto di potrebbe andare a sostituire Sacrificial Steel con Weeping Wounds anche se questo andrebbe un po’ a sfavorire i danni da attacchi pesanti (molto efficaci per quest’arma) riducendo di molto il critico. In ogni caso utilizzando 2 Forma si può ottenere un’arma corpo a corpo estremamente valida grazie agli altissimi valori di critico ed effetto che vengono raggiunti.

Vi ricordiamo infine che (come detto in anticipo) sia le nuove armi, sia il nuovo Inaros Prime potranno essere ottenuti direttamente in gioco andando alla ricerca delle reliquie relative ai singoli componenti per ciascun elemento. Per aiutarvi nella ricerca potete trovare il loro elenco completo qui di seguito:

Inaros Prime:

  • Schema (Axi W1)
  • Chassis (Neo T3)
  • Sistemi (Lith M6)
  • Neurottiche (Meso I1)

Panthera Prime:

  • Schema (Axi C5)
  • Calcio (Meso N10)
  • Canna (Lith P3)
  • Castello (Meso P2)

Karyst Prime:

  • Schema (Meso P3)
  • Lama (Meso K3)
  • Elsa (Axi B4)

Quella di Saints Row è una serie che ha da sempre riscosso grande successo per il suo carattere comico molto spinto; il terzo capitolo chiamato Saints Row The Third è apparso sul mercato nell’ormai lontano 2011, oggi però, con quasi 9 anni di distanza, vediamo il ritorno di questo titolo particolarmente apprezzato con la sua versione Remastered. Parliamo del capitolo che ha probabilmente riscosso maggior successo (ed infatti è da molti definito il miglior Saints Row) e che più ha fatto avvicinare nuovi fan alla serie.

La gestione della Remastered è stata affidata a Sperasoft, la quale ha ridefinito e migliorato la grafica lavorando con gli ambienti, i modelli e gli effetti ed ha implementato un nuovo motore di illuminazione. Questa versione, inoltre, include tutti i DLC pubblicati con tre serie di missioni aggiuntive e vari contenuti aggiuntivi tra armi e veicoli.

saints row remastered

 

 

Trama

Saints Row The Third Remastered ci riporterà alla guida della gang dei Saints i quali, ormai raggiunto l’apice del potere, sono diventati vere e proprie celebrità ed il loro marchio divenuto un franchise. In questo contesto una gang rivale (anche se sarebbe più corretto definirla società criminale), chiamata Syndicate, verrà a chiederci tributo per consentirci di “restare in gioco”. Per chi conosce i Saints sa che questa richiesta non può portare a nulla di buono, ed infatti daremo il via ad una vera e propria guerra urbana per riacquisire il nostro status ed eliminare chiunque voglia opporsi al nostro predominio.

Il nostro campo di battaglia sarà la città di Steelport, interamente controllata dai Syndicate, e qui combatteremo con vecchi amici e tanti nuovi compagni; ogni personaggio avrà il suo folle carattere ed aggiungerà brio a tutte le missioni rendendole divertenti e più assurde di quanto già non siano. Questo è uno degli elementi meglio riusciti dell’intero titolo, al punto da migliorare di molto una storia che risulterebbe altrimenti fin troppo semplice e scontata (anche se del resto tra battaglie aeree a bordo di carri armati, scontri con zombie e “combattimenti alieni” nulla con i Saints è mai scontato).

 

Gameplay

Saints Row The Third Remastered presenta un gameplay sostanzialmente invariato rispetto al gioco originale; innanzitutto per sconfiggere il nemico dovremo conquistare tutti i territori della (discretamente ampia) mappa di gioco. Per fare ciò dovremo innanzitutto completare diverse tipologie di attività che verranno sbloccate con le prime missioni e che spazieranno dal effettuare truffe assicurative subendo incidenti il più gravi possibile, fino a compiere stragi a bordo di un carro armato. Inoltre dovremo acquistare tutti i negozi ed edifici presenti in ciascuna zona, cosa che ci garantirà anche un importante introito orario di denaro.

Oltre al denaro avremo bisogno di rispetto, e per guadagnarlo potremo completare le varie missioni principali o secondarie e le attività citate poc’anzi. Il tutto sarà gestito da un sistema di livelli che andrà progressivamente a sbloccare vari tipi di potenziamento suddivisi, ad esempio, in migliorie personali, riduzione dei danni, aumento delle munizioni, potenziamenti della gang e così via. Dopo averlo sbloccato, però, il potenziamento dovrà necessariamente essere acquistato utilizzando denaro.

saints row remastered

Saints Row non sarebbe degno di essere definito tale senza un buon numero di bocche da fuoco, molte delle quali fuori di testa; questa Remastered ovviamente non fa eccezione. Le armi si suddividono in pistole, mitragliette, fucili a pompa, fucili, esplosivi e speciali. Tutte le armi presenti (eccezion fatta per quelle dei DLC) possono essere potenziate dai numerosi armaioli presenti nella mappa di gioco per ottenere caricatori aumentati, riduzione del rinculo o persino aggiungere effetti particolari come i proiettili incendiari. Nella stessa maniera avremo a disposizione un vasto numero di veivoli e veicoli e anche questi ultimi potranno essere potenziati e personalizzati.

Alla campagna principale va poi ad associarsi la cosiddetta “modalità lorda”, si tratta di una sopravvivenza ad ondate che potremmo definire “singolare” per via delle combinazioni di armi in nostro possesso e nemici che andremo ad affrontare. Sia questa modalità che la campagna principale potranno poi essere giocate anche in modalità cooperativa online. Pertanto avrete la possibilità di seminare caos e distruzione o divertirvi anche in compagnia così da rendere il gioco più longevo.

saints row remastered

 

Longevità

Nonostante la durata di Saints Row The Third Remastered non risulti essere particolarmente consistente, il tutto risulta essere perfettamente commisurato alla tipologia di gioco. Infatti per completare la campagna principale avrete bisogno di poco meno di 10 ore di gioco. Queste possono anche raggiungere le 20 ore di gioco nel caso in cui vogliate dedicarvi a migliorare al massimo il vostro impero o raccogliere collezionabili in giro. Probabilmente una durata maggiore delle missioni principali avrebbe reso il tutto meno accattivante; al contempo però qualche aggiunta mirata alle attività e missioni secondarie avrebbe certamente migliorato la varietà senza cadere nella monotonia.

saints row remastered

 

Comparto Tecnico

Il lavoro svolto da Sperasoft con questa versione Remastered di Saints Row The Third è certamente di grande livello: le migliorie grafiche sono abbastanza evidenti, anche se qualche modello lascia un po’ a desiderare (ma vi ricordiamo che si tratta di una rimasterizzazione del titolo originale e quindi non una versione costruita da zero). La miglioria più evidente sul lato grafico è però merito soprattutto del lavoro svolto dal nuovo motore di illuminazione. Questo infatti riesce a rendere tutto estremamente più realistico di quanto non sarebbe in sua assenza.

Altra nota di merito va al lavoro sull’audio che introduce molti effetti non presenti nell’originale, come l’effetto della pioggia, e che aggiungono un buon livello di realismo. Le musiche poi risultano essere perfette per ogni circostanza rendendo tutto più vivo e adrenalinico; questo nonostante la colonna sonora non sia eccessivamente ricca di brani (come si può notare ascoltando la radio da qualsiasi auto). Nonostante tutto però anche qui ci sono alcuni problemi, anche se non eccessivamente gravi, come l’audio che non viene riprodotto in determinate circostanze per alcuni effetti.

Purtroppo sono presenti diversi bug e glitch che spaziano dalle “semplici” compenetrazioni errate, fino a veri e propri crash del gioco (nonostante non siano molto frequenti). Questo si associa poi anche ad un framerate che non riesce a mantenersi perfettamente stabile in tutte le situazioni anche su PlayStation 4 Pro.

Wintermoor Tactics Club è un gioco di ruolo tattico con una narrazione ispirata ai romanzi visivi, ambientato in un liceo durante gli anni ’80 e combina questa sua ambientazione contemporanea con il combattimento tattico in stile RPG fantasy. Lo sviluppatore indipendente EVC, in collaborazione con l’editore di giochi indipendenti Versus Evil, ha attualmente pubblicato il titolo su PC tramite Steam il 5 maggio, con le versioni per PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch che verranno lanciate entro la fine dell’anno.

In questo gioco, interpreteremo Alicia, una ragazza intelligente che ama giocare di ruolo con i suoi amici Jacob e Colin. Jacob è una via di mezzo tra un bullo ed eterno scontento, mentre Colin è il buono sempre preso di mira dai bulli di turno.

Wintermoor tactics club

L’Accademia di Wintermoor, come ogni liceo che si rispecchi, ha una serie di club che vantano diserve iniziative. Il gioco di ruolo di questi ragazzi non sono, però, un semplice hobby, ma parte integrante delle attività del club. Purtroppo però la loro tranquillità verrà spezzata da un annuncio del preside, che inviterà tutti i club nell’auditorium. Qui si scoprirà che per mantenere in vita il proprio club, bisognerà partecipare ad un torneo di palle di neve.

Lo shock e il panico invadono la sala e scatenano l’ansia tra gli studenti, anche perché il vincitore manterrà il proprio club mentre tutti gli altri verranno sciolti. Da qui inizierà un’avventura a metà tra guerra con palle di neve e quest cartacee, migliorando varie abilità e prendendo parte a sidequest e storie dei personaggi minori.


SGUAINIAMO LA SPADA

Il sistema di combattimento di Wintermoor Tactics Club è interamente a turni su griglia quadrata e decisamente accessibile. Ad ogni turno muoveremo i protagonisti, useremo abilità offensive o difensive e attaccheremo i nemici. La modalità è la stessa sia per le giocate cartacee personalizzate, sia per il torneo a palle di neve che per l’occasione andrà a trasformarsi in una giocata di ruolo cartacea.

Le tre classi principali, ovvero mago, ladro e paladino sono rispettate alla lettera. Il sistema funziona grazie anche alla possibilità di migliorare il proprio corredo di attacchi sia con le quest secondarie che con le missioni introdotte dai nostri amici. Quello che forse manca è una vera personalizzazione del personaggio che avrebbe donato un tocco di stile all’intera produzione. La nostra idea è che lo sviluppatore voglia proporre un’esperienza orientata ad un pubblico più ampio, meno avvezzo a caratteristiche e punti da distribuire.

Wintermoor tactics club


LA PAGINA DI UN LIBRO

La routine di gioco è scandita dall’esplorazione dell’intera accademia per svolgere incarichi secondari e dialogare con gli studenti, lo studio del nemico, la battaglia allo stadio, la fine delle ostilità con la meritata notte di riposo. Per muoverci tra i vari edifici useremo una mappa stilizzata dell’Accademia di Wintermoor che offre informazioni aggiuntive se manterremo il puntatore del mouse sul luogo che vogliamo raggiungere. Il tipo di storie che affronteremo sono di taglio decisamente giovanile, cosa che contraddistingue anche l’intero impalcato relativo alla storia principale. Il gioco perde l’equilibrio tra stereotipi molto di moda, come la ragazza emancipata a tutti i costi e il paladino che diventa principessina da salvare.

Abbiamo trovato interessante la fase di gioco relativa agli aspetti sociali, in cui i personaggi possono interagire tra loro per migliorare la propria affinità. Anche in questo caso nulla verrà approfondito più del dovuto, ma il completamento di questi incarichi sbloccherà nuove abilità molto utili. Man mano che il Tactics Club avanzerà nel torneo, avremo l’opportunità di portare nel nostro club nuovi “adepti”.

Wintermoor tactics club

Anche questa meccanica è risultata essere molto ben riuscita, soprattutto perché prima di usarli nel mondo di gioco, le nuove leve dovranno affrontare campagne cartacee create da noi. La veste da Dungeon Master si tradurrà nel divertirci a creare avventure personalizzate e avrà un impatto importante anche sul gameplay. La quantità di nemici, il terreno di gioco e altre opzioni determineranno le abilità di cui le nuove leve saranno dotate.

Peccato che il giocatore sia sempre limitato a soli tre personaggi in combattimento, dovendo quindi scegliere ogni volta chi tra i membri del club scartare. A nostro avviso sarebbe stato meglio aumentare la quantità di eroi sul campo di gioco almeno a quattro o cinque.

Wintermoor tactics club


GRAFICA E SONORO

Anche l’occhio vuole la sua parte e il lato artistico di Wintermoor Tactics Club è decisamente accattivante. Da un lato abbiamo un’inquadratura in isometrica e una regia che prende a piene mani dai tattici a turni giapponesi, dall’altro uno stile grafico che ricalca il fumetto americano moderno. Gli sviluppatori hanno giocato anche con la palette cromatica, alternando i toni freddi della scuola a quelli sgargianti delle campagne personalizzate e delle quest affrontate tra amici.

È una buona metafora per descrivere una situazione a suo modo pesante nella vita reale, contrapposta ad una fantasia che spesso rappresenta una via d’uscita dai problemi della vita. L’audio non rappresenta sicuramente l’aspetto più forte della produzione, ma è comunque supportato da tracce orecchiabili e scanzonate.

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Sono passati 33 anni da quando il film “Predator” di John Mc Tiernan introduceva uno dei personaggi più iconici della fantascienza horror, il quale è ora pronto a tornare in Predator Hunting Grounds. Il mostruoso alieno, nato dalla penna di Paul Monette e liberamente reinventato dal regista americano, era il co-protagonista di una pellicola violenta e ricca di pathos, foriera di un successo difficilmente prevedibile. Un indomito Arnold Schwarzenegger resta isolato in una fitta giungla pluviale, dopo che un avversario invisibile ha massacrato la sua squadra con armi ultra tecnologiche.

La seconda parte del film è basata su un appassionante duello tra la star statunitense e lo spietato extraterrestre, sconfitto solo dall’astuzia e dall’addestramento del coraggioso soldato. Il lungometraggio è stato il capostipite di una saga composta da tre capitoli: il secondo episodio del 1990, il remake del 2010 e uno spin-off che vede l’inquietante guerriero fronteggiare gli alieni di Ridley Scott (Alien vs Predator). Libri, fumetti e film d’animazione hanno contribuito a rafforzare il mito della creatura proveniente dal pianeta Yautja, pronta ad un’inedita trasposizione videoludica in Predator: Hunting Grounds. Nella recensione che segue analizzeremo il multiplayer asimmetrico di IIIFonic, pronta a cimentarsi nuovamente con il genere (dopo il discutibile Friday the 13th) e con l’obiettivo di dare nuova linfa al brand.

Predator hunting grounds

Caccia agli Umani

Cercare una trama in una produzione di questa tipologia è un’operazione alquanto inutile. Il titolo consente un’esperienza in solitario solo nel tutorial, senza dilungarsi in presentazioni testuali e filmati introduttivi. Una volta completata la fase di apprendistato non ci resterà che avviare il gioco nell’unica modalità disponibile, opzione tristemente comune a quasi tutti i titoli della categoria. Predator: Hunting Grounds prende ispirazione da Evolve, il capostipite del genere, sviluppato da Turtle Rock Studios. La comunanza tra i due prodotti è dettata sia dall’ormai classico confronto impari tra quattro utenti (3 vs 1 in PHG, 4 vs 1 in Evolve), sia dalla presenza di mob gestiti dalla CPU, inclini ad attaccare tanto il cacciatore quanto le prede.

Lo scopo del primo sarà quello di eliminare la squadra d’assalto sfruttando sia i letali strumenti di morte equipaggiati, sia la copertura fornita dalla fitta vegetazione. I secondi invece dovranno portare a termine una serie di compiti (entro la scadenza del tempo disponibile), ingaggiando frequenti scontri a fuoco con la milizia locale, al fine di raggiungere gli obiettivi e l’agognata fuga in elicottero. Ovviamente il gameplay tra le due fazioni è profondamente diverso, con l’alieno costretto ad un’approccio furtivo (onde evitare di essere bersagliato da decine di bocche di fuoco contemporaneamente) e i soldati liberi di gestire le proprie strategie di attacco.

Cacciatore

In Predator Hunting Grounds, nei panni del mostruoso guerriero del pianeta Yautja dovremo prima scoprire la posizione del team avversario e successivamente eliminarne tutti i componenti. Grazie alla visione termica potremo scorgere le presenza dei bersagli attraverso la vegetazione, prestando la giusta attenzione ai rumori provocati tanto dal loro passaggio quanto dal proiettili espulsi dai caricatori. L’invisibilità fornita dalla tuta e le incredibili capacità atletiche dell’alieno ci consentiranno di raggiungere rapidamente i rami più alti degli alberi, così da sfruttare il vantaggio delle posizioni sopraelevate. Il letale cannone al plasma installato sulla spalla del protagonista, coadiuvato dal puntamento laser dell’elmetto, ci permetterà prima di agganciare con discreta precisione la vittima e successivamente di ridurla in fin di vita con l’esplosione.

Qualora fossimo abbastanza abili nell’avvicinarci a pochi metri dall’obiettivo, le lame retrattili presenti in prossimità dei polsi favoriranno un sanguinoso attacco corpo a corpo (spesso sottolineato da “fatality” in puro stile Mortal Kombat), utile ad abbattere il malcapitato in pochi secondi. Per quanto le prime partite di Predator Hunting Grounds nelle vesti del cacciatore siano complesse da padroneggiare, l’esperienza risulta sicuramente soddisfacente, sostenuta da un’apparente sensazione di onnipotenza.

 

Osservare dal momentaneo nascondiglio gli avversari ignari della nostra posizione e studiare la strategia più appropriata per sopraffarli, costituiscono momenti di puro intrattenimento e trasmettono al giocatore un’indescrivibile “sete di sangue”. Il predatore per quanto resistente ai proiettili, non è immune ai danni da essi provocati e l’utente potrà raggiungere la vittoria solo sfruttandone tutte le caratteristiche. L’idea di fornire la creatura di una potente esplosione, innescabile poco prima dell’ultimo respiro, è un aspetto indovinato e perfettamente coerente allo spietato personaggio tratteggiato nel film.

Prede

Anche se sprovvisti dell’immortalità di Schwarzenegger, i tre soldati che compongono la nostra squadra hanno tutto l’occorrente per sopravvivere alle insidie della giungla. Oltre alla possibilità di attingere da un discreto arsenale datato di una ventina di bocche da fuoco, potremo avvantaggiarci del fondamentale elemento collaborativo e tramite la chat vocale e alcuni semplici comandi preimpostati potremo coordinare le nostre azioni a quelle degli alleati. La forza dello sparuto gruppo risiede tutta in questo fattore, visto il soverchiante numero degli avversari e il continuo aumento di quest’ultimi provocato dai fastidiosi allarmi, la cui disattivazione costituirà, per ovvi motivi, una priorità.

Come anticipato, oltre alla presenza del silenzioso extraterrestre, in Predator Hunting Grounds dovremo fronteggiare un piccolo esercito di fuorilegge pronto ad aprire il fuoco appena avvertirà la nostra presenza. L’intelligenza artificiale della milizia antagonista è il primo, grave aspetto negativo della produzione, penalizzata da mob inclini al suicidio e protagonisti di azioni inverosimili. Vi capiterà spesso di osservarli immobili mentre vengono perforati dai proiettili o aggirare le coperture per esporsi meglio alle nostre linee di tiro. Dotati di un udito vicino alla sordità, sono facilmente raggiungibili alle spalle, dove basterà un fendente del letale coltello tattico per farli passare a miglior vita.

Nonostante questi importanti difetti sarà comunque necessario evitare i pesanti danni delle loro armi e l’ottimo feedback di quest’ultime, darà vita spesso ad appassionati scontri a fuoco. Tra una sparatoria e l’altra dovremo completare gli obiettivi della nostra spedizione che varieranno dall’eliminazione di un bersaglio specifico, fino al reperimento di determinati oggetti. Nel frattempo potremo ricaricare le munizioni tramite delle apposite casse di rifornimento, senza trascurare la raccolta del prezioso “veritanio”, la moneta virtuale del gioco, utile al riscatto di svariati elementi estetici.

Infatti tutte le figure presenti nel roster (Predator incluso) potranno essere personalizzate in ogni singolo elemento, un aspetto che incrementa lievemente la longevità del titolo. Vivere l’esperienza nei panni dei soldati offre diversi spunti interessanti, il tutto impreziosito da un gradevole deja vu che investirà tutti gli amanti della pellicola originale. La tensione che si prova nell’avanzare cauti nella foresta pluviale, con timore di essere sorpresi da un momento all’altro dalla creatura aliena, immergere l’utente in un universo intrigante e pericoloso.

Una giungla sfuocata

Gli aspetti positivi finora descritti vengono in larga parte vanificati da un deludente comparto tecnico. Predator Hunting Grounds è penalizzato da un motore grafico vetusto, foriero di numerosi difetti e imperfezioni. L’ambientazione è composta in larga parte da texture sgranate, la cui scarsa definizione è infruttuosamente celata da un filtro che sfuoca le immagini. Foglie, rami ed edifici di varia tipologia alternano elementi sufficientemente curati a superfici spigolose e approssimative, lontanissime dalle produzioni moderne. Risulta davvero difficile descrivere l’orribile effetto dell’acqua, uno dei peggiori tra quelli visti negli ultimi anni.

Anche le animazioni lasciano a desiderare con sequenze che in alcuni casi sfiorano il ridicolo. Ci riferiamo in particolare alla funzione di mimetizzazione dei personaggi, che per celare la propria traccia termica possono cospargersi di fango. Ebbene la resa visiva dell’azione è paragonabile a quella di un videogame della precedente generazione videoludica, peggiorata da movenze inverosimili e dalle tracce del liquido realizzate in pura (speriamo involontaria) pixel art. Una serie di problematiche rese ancora più evidenti dagli schermi 4k, impietosi nel metterne a nudo i difetti.

Predator hunting grounds

La situazione migliora leggermente per quanto riguarda il comparto sonoro rafforzato dalla riproposizione della soundtrack originale del lungometraggio. Gli effetti presenti nel titolo svolgono sufficientemente il proprio lavoro e contribuiscono al coinvolgimento del giocatore. L’inquietante verso del cacciatore, il rumore soffuso dei proiettili che penetrano le protezioni dei nemici e gli sporadici rami che si spezzano sotto gli stivali, sono dei piccoli accorgimenti utili ad implementare l’atmosfera.

Ci saremmo aspettati una maggiore cura nel campionamento dei suoni “naturalistici”, troppo scarni rispetto al vasto ecosistema presente, un neo che non influisce eccessivamente sull’esperienza di gioco. A fronte di una buona stabilità delle sessioni quasi immuni da un leggero lag, il titolo presenta un matchmaking abbastanza lento nel convogliare i giocatori, frutto di un problema momentaneo, segnalato nella schermata iniziale e in attesa di soluzione.

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Deliver Us The Moon è un gioco nato nel 2018 con scarsi risultati; fu definito, infatti, un gioco incompleto. Nonostante le dure accuse la casa produttrice KeokeN decise di seguire un percorso alternativo trovando l’accordo con Wired Productions come publisher. Oggi ci troviamo a parlare della versione completa del gioco rilasciata su PlayStation 4 ed Xbox One.

Deliver us to the moon

Storia

La storia di Deliver Us The Moon racconta di un futuro 2054 in cui le risorse primarie sul pianeta Terra sono esaurite causando crisi nella civiltà umana, ma allo stesso tempo grande voglia di riscatto: ciò spinge l’uomo alla ricerca di nuove fonti sul suo unico satellite naturale. Le potenze mondiali decidono dunque di riunirsi e fondare la WSA (World Space Agency), con l’obiettivo di trovare una nuova fonte di energia e inviarla sulla Terra.

Nei primi anni lo scambio Luna-Terra funziona in maniera egregia, ma l’arrivo di un improvviso blackout fa perdere qualsiasi comunicazione con la base lunare; questo determina una repentina crisi terrestre per mancanza di risorse.

Deliver us to the moon

La soluzione al problema è quella di inviare un’astronauta sulla Luna nella speranza di riattivare lo scambio di materia e capire la causa di questo arresto inaspettato. Cosa è Successo? Dove sono finiti tutti i tecnici e scienziati della WSA?? Riuscirà il nostro astronauta a salvare il pianeta Terra? Troveremo ogni risposta alle nostre domande iniziando la nostra missione.

La storia di per sé risulta essere molto affascinante e spinge l’interesse del giocatore verso la scoperta del finale; il tutto accompagnato da una buona ricerca di collezionabili in ogni angolo delle stanze. Ciò risulta funzionale ed essenziale per approfondire la lore del gioco, rendendo la storia ancora più ricca di dettagli.

Deliver us to the moon

Gameplay

Deliver Us The Moon avrà inizio in una base spaziale sulla Terra, dove saremo costretti ad eseguire rapidamente la sequenza di lancio del nostro unico razzo rimasto prima che una tempesta di sabbia lo distrugga facendo svanire anche l’ultima speranza per l’umanità. In questo livello, che ci farà da tutorial, si apprenderanno i comandi del personaggio, il grado di interazione con gli oggetti circostanti e la modalità per risolvere gli enigmi.

La risoluzione risulta essere intuitiva e spontanea; ad ogni porta bloccata da codici corrisponderà un blocco note giallo in una stanza vicina con su scritto il codice. Mentre in altri casi dovremo servirci del nostro fidato drone-“ciclope” ASE introducendolo nei condotti di aerazione (facilmente riconoscibili dalla loro forma inconfondibile e colore giallo) e raggiungendo il punto di sblocco per aprirci i diversi passaggi.

Deliver us to the moon

Particolare rilievo è meritato dai movimenti del personaggio, i quali sono sviluppati egregiamente; soprattutto se si considera la difficoltà nel dover rappresentare le condizioni fisiche presenti sul suolo lunare (in particolar modo l’assenza di gravità). Il tutto è stato poi integrato sapientemente ai cambi di prospettiva (dalla terza alla prima e viceversa) nelle diverse situazioni.

Tutto il gioco si svolgerà in aree più o meno ampie ma pur sempre limitate. Al contrario sarebbe stato molto più apprezzata la creazione di vere e proprie aree aperte (in stile più open world), così da favorire l’esplorazione e la libertà d’azione. Ciò avrebbe inoltre contribuito a migliorare ancora di più il tipo di atmosfera che il gioco vuole creare e che ci accompagnerà per tutte le 4/6 ore per completare il gioco (con la durata variabile in base a quanto decideremo di soffermarci a cercare i vari collezionabili).

Nel complesso, dunque, il gameplay di Deliver Us The Moon non risulta essere particolarmente solido o vario; ma il tutto viene scalzato dalla sua ambientazione, dalla grafica e dall’uso attento delle colonne sonore. Infatti questi elementi rendono molto più scorrevole, e meno pesante, lo svolgimento fino alla conclusione della storia. Questo soprattutto grazie al nostro essere completamente soli, cosa che favorisce ancor più l’atmosfera ricercata dagli sviluppatori.

Deliver us to the moon

Grafica

È proprio la grafica di Deliver Us The Moon, o meglio ancora il comparto tecnico in generale, a lasciare piacevolmente impressionati; questo pur essendo un gioco indie (con nulla da invidiare a giochi tripla A). Il personaggio è stato sviluppato sia in prima che in terza persona con dettagli piuttosto precisi. I paesaggi lunari si lasciano ammirare con piacevolezza e innescano nel giocatore una sensazione di immedesimazione nello svolgimento della missione. Un altro aspetto fondamentale è l’audio: il team è stato in grado di sfruttare il silenzio presente sulla superficie lunare per creare un’atmosfera unica e rilassante.

Titania va ad aggiungersi alla lista dei numerosi Warframe Prime presenti nel gioco, con lei due nuove varianti Prime di armi, ovvero il Corinth e la Pangolin Sword.

Il nuovo Prime Access introdotto in Warframe riporta alla luce Titania, il Corinth e la Pangolin Sword nelle loro nuove varianti Prime. Avrete la possibilità di acquistare quattro diversi Pack relativi a questo Access:

  • Spellbind: include Corinth Prime, Pangolin Prime e 1050 platini.
  • Lantern: include le due armi, Titania Prime ed i suoi glifi esclusivi oltre a 2625 platini.
  • Prime Accessories Pack: include booster di crediti ed affinità da 90 giorni, la Syandana Gigelorum Prime e la Skin Cicada Prime per Archwing.
  • Razorwing: unisce il pacchetto Lantern e quello di Accessori affiancati da ben 3990 platini.

Warframe titania

Partiamo innanzitutto a parlare di Titania; questa nuova versione presenta, rispetto a quella base, una polarità Naramon ed una Madurai aggiuntive, una salute maggiore (125/375 contro 100/300), armatura maggiore (125 contro 100), energia massima aumentata (175/262 contro 150/225). Si tratta di un Warframe non molto blasonato ma ricca di potenzialità, specialmente in seguito al suo recente Rework che ha corretto e migliorato il funzionamento della sua abilità passiva; questa consisteva in un bonus al bullet jump che fondamentalmente non veniva sfruttato appieno a causa della sua quarta abilità. La nuova passiva e le sue abilità funzionano come di seguito:

  • Passiva: ogni abilità utilizzata conferirà un bonus, chiamato Upsurge, a tutti gli alleati entro 15 metri; questo ricaricherà la loro salute di 4 punti al secondo per 20 secondi.
  • Spellbind: i nemici lasciano cadere le loro armi e cominciano a fluttuare nell’aria; tutti gli alleati nei paraggi ricevono immunità da status (tenendo premuto il tasto dell’abilità Titania la utilizzerà su se stessa).
  • Tribute: seleziona uno dei quattro bonus ed attivala contro un nemico per indebolirlo e far si che lasci un’immagine residua che se raccolta conferirà il bonus scelto. Questi potenziamenti sono Thorns (riduzione del 50% del danno e ne riflette la stessa percentuale al nemico), Entangle (rallenta i nemici del 25%), Dust (riduce la precisione dei nemici del 50%) e Full Moon (fornisce un bonus ai nostri animali ed a quelli degli alleati del 75% al danno e del 50% di salute ed armatura).
  • Lantern: attivala contro un nemico per farlo fluttuare in aria e rendere tutti i nemici nei dintorni atratti da lui. Chi dovesse avvicinarsi subirà un danno nel tempo o essere coinvolto nell’esplosione allo scadere della durata dell’abilità (l’esplosione può anche essere attivata manualmente).
  • Razorwing: Titania si rimpicciolisce (diventando più difficile da colpire) ed utilizza il suo Archwing e le sue armi uniche, le Dex Pixia e la Diwata, oltre alle sue farfalle Razorflies le quali attaccheranno e distrarranno i nemici.

Warframe Titania

Allo stato attuale il Warframe Titania è dotata di una serie di abilità e di armi estremamente utili ed in grado di renderla estremamente efficace a livello di sopravvivenza e di danni inflitti. Purtroppo, al contempo, potrebbe essere migliorata ancora molto ad esempio facendo sì che i buff di Tribute vadano a scalare sulla potenza delle abilità, cosa che attualmente non accade; inoltre sempre quest’ultima abilità spesso e volentieri non funziona correttamente ed infatti anche utilizzando Thorns ed Entangle non si noteranno differenze. Ciononostante, grazie alla modalità di funzionamento di Razorwing, può essere utilizzata egregiamente con Aerodynamic ed Aviator per ridurre il danno subito in volo, questo associato alle sue dimensioni ed alta mobilità in questa fase la rendono molto difficile da uccidere. Qui di seguito trovate due build, una che sfrutta le due mod appena citate (e per la quale eventualmente si potrebbe sostituire Umbral Intensify con un’altra scelta) ed una più “semplice”:

Warframe titaniaWarframe titania

Le sue armi uniche sono invece incentrate una sulla probabilità di effetto (ovvero le Dex Pixia) ed una sulla probabilità di critico (la Diwata). Entrambe possono rivelarsi estremamente efficaci nel causare ingenti danni anche ai nemici più ostici in breve tempo, al punto che in questo la si potrebbe definire rivale di Mesa. Le Dex Pixia soprattutto hanno un’innata capacità di taglio davvero notevole, la quale se associata ad una build virale può rivelarsi estremamente efficace. Queste doppie armi presentano, però, lo svantaggio di essere estremamente lente, per cui sarebbe raccomandabile l’utilizzo di Gunslinger (come in questo caso) o di Anemic Agility; di seguito potrete trovare delle ottime build sia per le Dex Pixia che per la Diwata (con l’unica nota che eventualmente potreste considerare la possibilità di sostituire Augur Pact con Scorch per aggiungere danno da fuoco, con Magnum Force per aumentare il danno in generale, o infine con Target Cracker per aumentare il danno critico, nonostante la probabilità non sia eccessivamente alta):

Warframe titaniaWarframe titania

Passiamo infine a parlare delle due nuove armi introdotte in Warframe con il Prime Access di Titania, ovvero il Corinth e la Pangolin Prime. Si tratta di due armi dalle statistiche di base davvero eccellenti; partendo innanzitutto dalla Pangolin Prime abbiamo un danno di base più alto rispetto alla versione di base (248 contro 150 e con status principale taglio), probabilità critica aumentata (dall’8% al 26%) così come il moltiplicatore critico (che passa da 1,5x a 2,2x) e la probabilità di effetto (da 22% a 30%), infine una polarità Madurai aggiuntiva. Considerato tutto ciò non è difficile capire perchè quest’arma possa considerarsi tra le migliori corpo a corpo attualmente presenti nel gioco, specialmente nel caso in cui siate in possesso di una Riven da poter equipaggiare. Per poter sfruttare al meglio le capacità di critico e di effetto di quest’arma vi consigliamo una build ibrida come questa (con la possibilità di rimpiazzare Weeping Wounds o Sacrificial Steel con  una mod per il danno critico come Organ Shatter):

Il Corinth Prime, alla stessa maniera, finisce per ritrovarsi tra le migliori primarie attualmente presenti in gioco; questo anche grazie alle sue due modalità di fuoco, la principale in perfetto stile fucile a pompa (da usare per i nemici più duri a morire), mentre la seconda consiste in una vera e propria granata. Quest’ultima modalità di fuoco risulta essere al contempo la migliore per eliminare grandi quantitativi di nemici più deboli in pochissimo tempo (se vogliamo unica pecca dei fucili a pompa), ma anche l’unica pecca dell’arma poichè la granata deve essere necessariamente attivata da noi a mezz’aria per poter esplodere e, di conseguenza, non esploderà nel caso in cui dovesse impattare con un nemico o con un alleato.

Ciononostante quest’arma entra nell’Olimpo delle primarie grazie a probabilità di effetto aumentata (da 6% a 9% per il fuoco primario, dal 28% al 50% per il secondario), velocità di fuoco aumentata per il fuoco primario (1.42 vs. 1.17) ma ridotta per il secondario (0.667 vs. 1.17), caricatore aumentato (da 5 a 20 colpi), danno aumentato per il fuoco secondario (da 404 a 2200) ed infine una polarità Naramon aggiuntiva. Considerando tutto la build più efficace sarebbe una basata sulla probabilità di critico (vista la base di 30%) ed associata a danno virale ed Hunter Munitions come la seguente:

Vi ricordiamo che è possibile acquistare il Prime Access per ottenere accesso istantaneo a Titania Prime ed a Corinth e Pangolin Prime, o che è possibile cercare di ottenere tutte e tre direttamente in Warframe cercandone i relativi pezzi nelle reliquie riportate qui di seguito.

Titania Prime:

  • Schema (Lith M5)
  • Chassis (Neo M3)
  • Neurottiche (Meso E4)
  • Sistemi (Axi T5)

Corinth Prime:

  • Schema (Axi T4)
  • Canna (Meso C5)
  • Calcio (Lith C6)
  • Castello (Neo R4)

Pangolin Prime:

  • Schema (Neo P1)
  • Lama (Axi G4)
  • Elsa (Meso R3)

Lo studio di Team Ninja è riuscito nell’intento di creare una nuova serie di grande successo basandosi sui Souls Like ma al contempo creando qualcosa di unico e nuovo; eccoci infatti a parlare del nuovo Nioh 2 dopo averlo giocato in maniera approfondita.


Storia

Nioh 2 ci riporta in Giappone, questa volta però circa trent’anni prima degli eventi che hanno visto protagonista William e la sua lotta contro Kelley verso la fine del periodo Sengoku. In questo caso ci troviamo sempre nell’ambito del celebre periodo, ma per l’esattezza nella fase di occupazione ed unificazione del Giappone da parte di Oda Nobunaga. Il nostro nuovo protagonista, totalmente personalizzabile nel minimo particolare, è l’erede di un’antica spada creata con l’Amrita per sconfiggere gli Yokai; inoltre risulta essere parte di una nuova specie di Metamorfici (nel nostro caso abbiamo sangue Yokai) introdotta in questo titolo.

Nioh 2

L’intera storia andrà a dipanarsi attorno alle mire espansionistiche di Nobunaga, per il quale ci troveremo a combattere, a nuovi e vecchi compagni che avremo modo di conoscere; ultima, ma non per importanza, una misteriosa creatura causa della morte di nostra madre e che sembra essere particolarmente interessata alla spada di Amrita. Il tutto riuscendo sempre a mantenere vivo l’interesse del giocatore grazie ad un’ottima narrazione non priva di colpi di scena e momenti di risalto.

Senza voler nulla togliere alla narrazione e storia principale di Nioh 2 è essenziale dare enfasi, e soprattutto valore, al lavoro degli sviluppatori nella costruzione della lore del gioco. Il gioco è infatti intriso di folklore e mitologia giapponese che può essere approfondito attraverso un sistema di classificazione di Yokai, Spiriti Guardiani e personaggi nel quale trovare descrizioni ed a volte anche utili consigli per la battaglia. Infine anche i vari oggetti di gioco presenteranno una loro descrizione molto spesso basata su effettive credenze o riferimenti storici.

Nioh 2

Details


Dreams è un gioco, se così si può definire, sviluppato da Media Molecule (il “se così si può definire” è perché chiamarlo gioco è davvero limitativo..). Forse ricorderete il team di sviluppo per i vari LittleBigPlanet.

Noi ne avevamo già parlato nella nostra anteprima dedicata al titolo in versione Early Access  al MGW19 ma adesso, finalmente, il gioco è disponibile liberamente per l’acquisto nella sua versione completa. Se puoi sognarlo, puoi farlo. Questo è il mantra che dovrebbe accompagnare ognuno di noi nella vita quotidiana e che rappresenta, a tutti gli effetti, la base portante di questa piccola grande meraviglia sandbox. Dreams ci permette di creare, condividere giocare, senza alcun tipo di limitazione eccezion fatta per la nostra originalità.

Su Dreams il gioco lo creiamo noi stessi. Possiamo mettere in concreto tutte le nostre idee creando qualcosa di veramente unico e spettacolare. Il gioco ci venne presentato come una rivoluzione, come qualcosa di mai visto. E signori e signore è davvero così, non ci sono limiti. Si può creare qualunque cosa si voglia e di qualunque genere.

Vuoi creare un tuo videogioco? Puoi farlo. Ma non si limita solo a quello, puoi creare cortometraggi, disegni, sculture, insomma tutto.

La filosofia di Dreams

Al giorno d’oggi vediamo uscire sempre più giochi open world, prodotti capaci, a volte, di farci immergere in un mondo che non è il nostro ma dove vorremmo tanto vivere. Dreams lo si può vedere come un open world, ma non come gli altri. Negli altri giochi siamo rinchiusi comunque in un mondo prestabilito, qui saremo completamente liberi da tutto. Noi creiamo i nostri confini, noi creiamo dove vogliamo immergerci. Ed è proprio questa la filosofia di Dreams: noi ti diamo i mezzi, tu usali per sbizzarrirti, per dar sfogo ai tuoi desideri e ai tuoi sogni! Ed è qualcosa di semplicemente magnifico.

Se puoi sognarlo, puoi farlo. Questo è il mantra che dovrebbe accompagnare ognuno di noi nella vita quotidiana e che rappresenta, a tutti gli effetti, la base portante di questa piccola grande meraviglia sandbox. Dreams ci permette di creare, condividere giocare, senza alcun tipo di limitazione eccezion fatta per la nostra originalità.

 

Ma in cosa consiste esattamente Dreams?

E’ un gioco che permette di creare giochi e ogni altro contenuto audiovisivo. Pad alla mano, siamo guidati passo passo da diverse sessioni introduttive. In primo luogo, dobbiamo creare il nostro Spiritello, che svolge la funzione di vero e proprio puntatore per selezionare le diverse opzioni e i differenti elementi per creare un determinato scenario. Successivamente veniamo introdotti a quella che è la Base Onirica, una sorta di hub centrale completamente personalizzabile e visitabile anche dagli altri giocatori. Al di là delle apparenze, posso assicurarvi che il titolo è veramente molto più di quel che sembra, e offre al giocatore libertà pressoché assoluta e sconfinata.

Dal menù principale di Dreams possiamo poi scegliere tra Viaggio tra i Sogni Creazione Onirica. Con la prima modalità è possibile visitare le Creazioni – anche dette Sogni – degli altri giocatori, e dunque sperimentare ciò che la fantasia e la capacità degli altri utenti è stata in grado di generare. Vi possiamo assicurare che si riesce a trovare davvero di tutto. Dalle avventure decisamente poco ispirate, della manciata di qualche minuto e dal risvolto più tragicomico che altro, fino ad esperienze davvero valide appartenenti ai generi più diversi. Abbiamo infatti platform, shooter tributo a Space Invaders, action a tema fantasy e gli immancabili horror in prima persona (a tal proposito, vi segnalo la presenza del teaser trailer del cancellato Silent Hills, P.T. ricreato in maniera a dir poco maniacale). Davvero, la sorpresa è dietro l’angolo: è possibile imbattersi, persino, in personali reinterpretazioni dei brand più famosi tra cui Dark Souls, Zelda e Crash Bandicoot. Ovviamente, la qualità di molti di essi non è tra i migliori e si tratta di creazioni prettamente amatoriali, ma non mancano numerosi giochi in grado di stupire.

Vero fulcro centrale di Dreams è, tuttavia, la già citata Creazione Onirica. In questa modalità possiamo infatti creare pressoché ogni cosa sfiori la nostra mente previa, ovviamente, la giusta formazione. Dico questo perché, nonostante le apparenze, dare vita alle nostre fantasie è decisamente complesso. Tutto si basa, infatti, sulla padronanza degli strumenti a nostra disposizione, inseriti in un sistema di creazione talmente ampio e vario da risultare sconfinato. Anzitutto, possiamo creare oggetti, scolpirli, colorarli ed animarli.

Attraverso i connettori logici, siamo in grado di sviluppare diverse interazioni: ad esempio, impostare un ponte o una piattaforma che si abbassano o si alzano quando viene premuto un pulsante. Tramite appositi strumenti, è poi possibile animare determinati oggetti che abbiamo deciso di inserire nello scenario, come piattaforme o altri personaggi, facendogli seguire pattern predefiniti. Ma questa è solo la punta dell’iceberg di un sistema che si rivela molto più complesso del previsto.

A tal contesto, ci viene in aiuto il Laboratorio dei Sogni. In questo luogo abbiamo accesso a ogni sorta di tutorial, che ci guidano nella creazione della nostra personale esperienza ludica. Si parte da spiegazioni riguardo il controllo della telecamera, il posizionamento e il ridimensionamento degli oggetti. Si passa poi al rivestimento e alla colorazione degli stessi e alla loro rifinitura. Una volta acquisita la giusta esperienza, si può pensare di passare a vere e proprie lezioni di level design sound design, che permettono di dare una struttura più organica e articolata ai mondi di gioco. Ma non finisce qui: se si vuole ottenere un buon risultato, è anche necessario capire come personalizzare il personaggio che si vuole rendere protagonista, creandolo magari da zero o ispirandoci a volti ben più noti e conosciuti. Non dimentichiamo poi i tutorial dedicati al gameplay dei personaggi, così da dotarli di mosse speciali e abilità uniche.

Cosa sarebbe poi un videogioco senza il concetto di salute danneggiamento? Ebbene, in Dreams c’è un tutorial appositamente dedicato all’argomento, l’implementazione del quale è condizione necessaria per la riuscita di un buon gioco. Ovviamente, è importante anche dotare le nostre ambientazioni della giusta atmosfera, accompagnata magari da un corretto utilizzo delle luci. Per rendere una determinata creazione giocabile più volte e invogliare i giocatori a fare sempre meglio, si potrebbe poi pensare di implementare un sistema di punteggi numerici e a tempo. Dobbiamo anche curare stilisticamente la nostra scena con una certa dose di accortezza, in modo da renderla più viva ed unica che mai. Insomma, le possibilità sono davvero infinite, così come numerose sono le tecniche da dover padroneggiare prima di ottenere un risultato soddisfacente. Dire cosa si potrebbe fare e cosa no, in Dreams, sarebbe davvero riduttivo. Possedendo la giusta dose di pazienza, fantasia e immaginazione, è potenzialmente impossibile incontrare limiti.


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Digital Extremes ci porta finalmente alcune notizie aggiuntive sui nuovi aggiornamenti in arrivo su Warframe e, ultimo ma non per importanza, anche la data ufficiale del Tennocon 2020, il maxi-evento dedicato unicamente a questo titolo.

Due nuovi aggiornamenti

Partiamo innanzitutto dai contenuti in arrivo su Warframe ed annunciati Venerdì durante il Devstream 138; avremo infatti ben due aggiornamenti chiamati rispettivamente Operation Scarlet Spear e The Deadlock Protocol. Il primo sarà incentrato principalmente sul vero e proprio arrivo dei Sentient nel Veil Proxima e questa “operazione” avrà come centro nevralgico un nuovo HUB dedicato, oltre a portare una nuova arma Sentient dotata di due modalità di fuoco. Il secondo aggiornamento sarà invece dedicato maggiormente ai Corpus ed al loro nuovo piano, oltre che portare nuove armi (un fucile ed una gunblade) ed il primo nuovo Warframe del 2020, Protea. Infine, sempre con The Deadlock Protocol i tileset Corpus verranno rimasterizzati!

Warframe Devstream

Tennocon 2020

Digital Extremes ha finalmente annunciato anche la data ufficiale per il Tennocon 2020, convention annuale che si svolge solitamente nel mese di Luglio in Canada. Quest’anno il Tennocon è stato infatti organizzato per l’11 Luglio. Nel caso foste interessati ad acquistare i biglietti vi consigliamo di prenotarvi tramite questo sito così da ricevere una notifica non appena saranno resi disponibili per l’acquisto.

Il “Sound Team”

Durante il Devstream hanno fatto la loro comparsa anche i membri addetti al sound design di armi, effetti e quant’altro, i quali hanno mostrato i molti aspetti ed il lavoro che si cela dietro un effetto sonoro. Il tutto applicato alla nuova Protea, alle nuove armi (ed a quelle già introdotte come il Kuva Bramma), alla realtà del Railjack e tanto altro!

 

Potrete inoltre trovare notizie aggiuntive sul Devstream 138 di Warframe a questo link.

L’11 Febbraio un nuovo Prime Vault è stato rilasciato su Warframe; si tratta infatti del ritorno dei “rappresentanti” della vita e della morte, rispettivamente Oberon e Nekros Prime. Entrambi tornati nel “Vault”  tempo fa, ora sono nuovamente ottenibili in gioco tramite le rispettive reliquie che ritornano, dunque, a far parte del possibile drop dalle missioni. Di fianco a questi ottimi Warframe rifanno la loro comparsa anche le armi che hanno caratterizzato il loro Prime Access originario, ovvero per Nekros la Galatine ed il Tigris Prime, mentre per Oberon il Sybaris e Silva & Aegis Prime.

Si tratta di due eccellenti Warframe caratterizzati da capacità innate molto particolari; innanzitutto in linea generale Oberon è un Warframe particolarmente incentrato sull’utilizzo in squadra grazie alle sue doti curative ed al buff all’armatura che è in grado di fornire (facendo parte a tutti gli effetti dei personaggi “supporter” presenti in gioco). Qui di seguito potete trovare le sue abilità:

  • Passiva: i Kavat ed i Kubrow alleati ricevono un bonus di link alla salute, armatura e scudi del 25%; inoltre essi guadagnano una rianimazione istantanea per missione.
  • Smite: soncentra energia all’interno di un bersaglio nemico per poi proiettarla all’esterno danneggiando i nemici nei dintorni ed il bersaglio stesso.
  • Hallowed Grounds: santifica il terreno d’innanzi ad Oberon in modo che tutti i nemici che vi entreranno in contatto subiranno danno radioattivo.
  • Renewal: onde curative si irradiano da Oberon ai suoi alleati ricaricando la loro salute nel tempo.
  • Reckoning: solleva i nemici in aria per poi farli schiantare violentemente al suolo; i nemici uccisi hanno una possibilità di rilasciare sfere di salute.

Queste abilità presentano anche una “sinergia nascosta”, infatti gli alleati che ricevono i benefici di Renewal, qualora si troveranno ad entrare nella zona di Hallowed Grounds, riceveranno un bonus all’armatura che parte da un minimo di 200 e può essere aumentato con la potenza abilità di Oberon. Per sfruttare al meglio ogni sua abilità vi consigliamo le seguenti build, la prima ottima contro nemici di livello medio (grazie all’alta potenza sfruttata), mentre la seconda maggiormente incentrata sulla resistenza per affrontare nemici di livello più alto; in entrambi i casi è quasi d’obbligo l’uso di Phoenix Renewal (augment che salverà voi ed i vostri alleati dalla morte una volta ogni 90 secondi) per aumentare di molto le probabilità di sopravvivenza dell’intera squadra:

Passando invece a parlare di Nekros non possiamo assolutamente esimerci dal parlare del suo “vero scopo dalla nascita”, ovvero l’aumentare la quantità di drop (tra risorse e materiali) lasciato dai nostri nemici grazie alla sua terza abilità; questo senza pero dimenticarci del fatto che potenzialmente può essere anche considerato ottimo nel controllo di grandi quantità di nemici, oltre che, in particolari circostanze, essere in grado di fornire buff a sé stesso e ad ogni compagno:

  • Passiva: Nekros si cura di 5 punti salute per ogni nemico che muore in un raggio di 10 metri (questo risulta valido anche nel caso dei vostri Kavat e Kubrow).
  • Soul Punch: un colpo talmente violento da proiettare l’anima del vostro nemico all’esterno danneggiando tutto ciò che essa toccherà.
  • Terrify: scatena il panico tra i nemici facendoli fuggire in preda al terrore e riducendo il loro livello di armatura.
  • Desecrate: consuma i cadaveri dei nemici o parti di essi (particolarmente valido utilizzando armi da taglio, utili per farli in più pezzi) per ottenere loot aggiuntivo.
  • Shadows of the Dead: evoca le ombre dei nemici che hai ucciso per combattere al tuo fianco per un breve periodo.

Anche in questo caso vogliamo proporvi due tipologie di build per questo Warframe, la prima incentrata unicamente sul massimizzare le capacità di Desacrate utilizzando innanzitutto il relativo augment Despoil, il quale converte il consumo di energia di Desacrate in consumo di salute (che viene compensato al meglio da un’alta efficienza e da Equilibrium e Rejuvenation in aggiunta alla sua passiva), ma anche portando al massimo la portata, cosicché nulla potrà “sfuggirvi”. La seconda build va invece a concentrarsi maggiormente su Shadows of the Dead poiché risulta utile per ridurre i danni subiti da Nekros (grazie a Shield of Shadows) ed anche per creare alleati in grado di combattere contro ogni nemico (con moltiplicatori eccellenti grazie all’alta Potenza) o di darvi qualche piccolo aiuto (ad esempio evocando un Artic Eximus potrete usare il suo scudo, oppure evocando un Ancient Healer questo andrà a ricaricare la vostra salute):

Per quanto riguarda le quattro armi avremo di fronte una coppia di armi corpo a corpo di ottimo livello con la Galatine Prime, spada pesante in grado di competere con la Gram (anche se comunque non può definirsi al suo livello) e con la coppia di mazza e scudo chiamate Silva & Aegis Prime, dall’ottimo potenziale grazie ad un danno base di fuoco da non trascurare (specialmente dopo il buff che l’elemento ha subito assieme al rework di Ember) e dotata di una mod associazione che può tornare molto utile. Infine abbiamo il mitico Tigris Prime, fucile a pompa a due colpi che possono essere sparati contemporaneamente o dilazionati e che di base rappresenta una delle armi in grado di infliggere più danni contro bersagli singoli (unica pecca dell’arma che volendo eventualmente può essere compensata in parte sostituendo Blunderbluss con Seeking Fury all’interno della build qui di seguito); ultimo, ma non per importanza, il Sybaris Prime, fucile a raffica dall’alto potenziale offensivo, specialmente se corredato da una build virale.

 

Nel caso preferiate non aspettare per ottenere ogni singola parte per costruire entrambi i Warframe e le quattro armi Prime contenuti in questo Prime Vault sarà altresì possibile acquistare i seguenti pacchetti:

PACCHETTO DOPPIO OBERON E NEKROS PRIME:
– 1200 Platinum
– Warframe Oberon e Nekros Prime
– Silva & Aegis Prime
– Sybaris Prime
– Tigris Prime
– Galatine Prime
– Syandana Sukira Prime
– Sugatra Aroka Prime
– Syandana Uru Prime
– Armatura Acanthus Prime
– Glifi Oberon e Nekros Prime

Warframe

PACCHETTO OBERON PRIME:
– 400 Platinum
– Warframe Oberon Prime
– Silva & Aegis Prime
– Sybaris Prime
– Syandana Sukira Prime
– Sugatra Aroka Prime
– Glifi Oberon Prime

PACCHETTO NEKROS PRIME:
– 400 Platinum
– Warframe Nekros Prime
– Tigris Prime
– Galatine Prime
– Syandana Uru Prime
– Armatura Acanthus Prime
– Glifi Nekros Prime

 

Inoltre, nel caso in cui vi interessino unicamente gli splendidi accessori contenuti in questo Prime Vault sarà possibile acquistare singolarmente i due pack di accessori:

PACCHETTO ACCESSORI OBERON PRIME:
– 200 Platinum
– Syandana Sukira Prime
– Sugatra Aroka Prime

Warframe

PACCHETTO ACCESSORI NEKROS PRIME:
– 200 Platinum
– Syandana Uru Prime
– Armatura Acanthus Prime

Warframe