In preparazione al lancio di Little Nightmares 2, Tarsier Studios e Bandai Namco hanno reso disponibile la demo del loro particolare titolo horror anche su PS4, Xbox One e Switch. Ricordiamo che questa demo era già disponibile su PC (Steam e GOG), quindi niente musi lunghi. In aggiunta, lo studio ha anche preparato un nuovo trailer che fa da introduzione alle avventure di Mono e Sei.

Little Nightmares 2 sarà disponibile a partire dall’11 febbraio su PC, PS4, Xbox One e Nintendo Switch, mentre la versione per console next-gen è prevista nel corso del 2021 come aggiornamento gratuito per chi già possiede il gioco su PS4 o Xbox One.

Prima di lasciarvi, vi ricordiamo che avete tempo fino al 17 gennaio per scaricare gratuitamente Little Nightmares per PC.

Little Nightmares 2

Dopo Nekros e Oberon due Warframe riemergono dal Prime Vault, parliamo di Mirage Prime e Banshee Prime e delle loro armi e accessori unici, ovvero la sentinella Helios Prime, le pistole Akbolto Prime e Euphona Prime e, infine, i Kogake Prime. Il tutto ritorna a essere disponibile nel gioco a partire da Martedì 15 Dicembre grazie alle reliquie per ottenere tutti i pezzi dei Warframe e armi, ma anche con dei nuovi pacchetti dello store che vi daranno accesso a tutti i contenuti, accessori inclusi!

Sia Banshee che Mirage presentano diversi punti in comune legati non soltanto alle capacità di sopravvivenza ma anche alle doti offensive. Molti infatti associano la capacità di sopravvivenza di un Warframe ai parametri numerici della salute e armatura spesso però tralasciando le loro doti innate che, se sfruttate adeguatamente, possono fare davvero la differenza. Partiamo innanzitutto dai contenuti legati a Banshee Prime, un Warframe che potrebbe essere facilmente sottovalutato ma che proprio grazie alle sue abilità uniche (due in particolare) riesce a resistere anche contro nemici di livello molto alto andando anche ad aumentarne il danno subito. Abbiamo infatti:

  • Passiva: silenzia le armi equipaggiate in modo tale che i nemici non sentano i colpi sparati.
  • Sonic Boom: emette un’onda sonica che spinge con forza i nemici nel suo cono d’azione.
  • Sonar: utilizzando l’eco-localizzazione, Banshee individua tutti i nemici nel raggio di azione ed espone i loro punti deboli.
  • Silence: circonda Banshee con un’aura che stordisce i nemici e limita la loro risposta e percezione degli attacchi.
  • Sound Quake: crea un vero e proprio terremoto convogliando le onde acustiche nel terreno.

Le due abilità più importanti nella build che potete vedere qui di seguito sono senz’ombra di dubbio Sonar e Silence, una perfetta combinazione di “spada e scudo” che permettono a Banshee di adattarsi a quasi ogni situazione. Il moltiplicatore di danno che deriva dall’uso di Sonar colpendo i punti deboli dei nemici permette di eliminare anche gli avversari di livello più alto in pochissimi colpi e, al contempo, Silence andrà a rendere inoffensivi i nemici. Per sfruttare al meglio queste due abilità bisognerà focalizzarsi principalmente sulla durata, portata, ma anche potenza abilità per migliorare il moltiplicatore di danno della seconda abilità. Risulta poi indispensabile l’uso di Resonance, augment che rende pressochè infinita la durata di Sonar e, nel caso vogliate aumentare ulteriormente il danno potrete usare l’augment Sonic Fracture (al posto di Resonance) che rende Sonic Boom capace di sottrarre una parte di armatura del nemico, o in alternativa sostituire la prima con Shooting Gallery di Mesa per inceppare le armi dei nemici e aumentare una percentuale di danno come nel nostro caso (o persino fare entrambe le cose eliminando Sound Quake).

banshee mirage

Gli oggetti distintivi legati a Banshee Prime sono l’Helios Prime e l’Euphona Prime; nel primo caso parliamo di uno dei droni più utili del gioco grazie al suo precetto che gli permette di scansionare oggetti e nemici utilizzando gli scanner Codex (ma anche grazie alla sua potente arma, il Deconstructor Prime, un lancia glaive ad effetto). Questo innanzitutto per sbloccare tutti i dettagli di lore legati a Warframe, alle varie fazioni presenti in gioco, nemici, personaggi e così via. In secondo luogo lo scannerizzare nemici vi permetterà di sbloccarli per l’utilizzo nel Simulacrum, luogo in cui potrete testare tutte le vostre build di armi e Warframe. Il Deconstructor va utilizzato sfruttando le sue alte capacità di danno e di infliggere status, mentre invece l’Helios non richiede particolari Build; al contrario la pistola chiamata Euphona Prime è un’arma basata totalmente sulla probabilità critico e sugli altissimi numeri di danno che è in grado di raggiungere:

Passando invece a Mirage Prime ci troveremo di fronte a un Warframe che, come già anticipato, presenta alcune analogie con Banshee legate ai danni che può infliggere e alle capacità uniche di sopravvivenza. Se Banshee risulta ottima nello stordire i nemici, Mirage eccelle nello schivare i colpi degli avversari grazie ad una combinazione di due delle sue abilità; le stesse abilità costituiscono inoltre la base del danno maggiorato che può infliggere. Eccovi qui di seguito una descrizione dettagliate di tutte le sue abilità:

  • Passiva: Mirage eccelle nel parkour, infatti le sue scivolate durano l’85% del tempo in più e le manovre di movimento sono il 50% più veloci.
  • Hall of Mirrors: crea fino a quattro copie di se stessa per confondere e distrarre i nemici; le copie sono in grado anche di attaccare ma infliggendo una percentuale di danno più bassa della vera Mirage.
  • Sleight of Hand: trasforma gli oggetti vicini in trappole che attirano i nemici e, se al buio creano un’esplosione radiale che acceca tutti nei paraggi, mentre alla luce crea vere e proprie bombe.
  • Eclipse: quando si trova esposta alla luce Mirage infligge danni aumentati, quando si trova all’ombra aumenta la sua evasività.
  • Prism: lancia un prisma che riflette raggi di luce in tutte le direzioni danneggiando i nemici; attiva nuovamente per farlo esplodere e colpire tutti gli ostili nel raggio d’azione.

Risulta dunque particolarmente chiara l’importanza di Hall of Mirrors e di Eclipse e, di conseguenza, la potenza abilità e durata come parametri essenziali. In questo però dobbiamo sempre considerare che, per quanto i valori di danno ed elusione di Eclipse siano davvero molto alti, non si tratta di un’abilità che ci permette di scegliere quale valore utilizzare (cambiando di volta in volta a seconda della nostra posizione rispetto all’illuminazione del gioco). Ciononostante già solo Hall of Mirrors riesce a compensare egregiamente non lasciandoci mai del tutto privi di danno extra o di probabilità aggiuntive di evitare i colpi dei nemici, pertanto, luce a parte, nel complesso non avremo quasi mai di che lamentarci.

A questo punto bisogna considerare quanto vorrete fare affidamento sulla sola Eclipse per il danno, oppure se vorrete aggiungere una buona percentuale di danno extra anche su Hall of Mirrors grazie all’augment Hall of Malevolence (che aumenta il danno delle copie per ogni nemico sconfitto), ma anche quante Forma vorrete investire su Mirage. Detto ciò eccovi le due build che vi consigliamo aggiungendo anche che potreste considerare di utilizzare anche qui l’Helminth per aggiungere un’abilità di resistenza al posto di Sleight of Hand:

Concludiamo con le ultime due armi legate a Mirage Prime, ovvero le Akbolto Prime e i Kogake Prime; nel primo caso parliamo di una coppia di pistole con statistiche abbastanza ibride tra lo status e il critico, mentre nel secondo di un’arma da sparring costituita da una coppia di tirapugni e di calzari principalmente studiate per lo status. Nient’altro di particolare da aggiungere se non che si potrebbe anche considerare l’idea di sfruttare quel 16% di critico nei Kogake, ma che comunque l’utilizzo di questa statistica è comunque limitato da un moltiplicatore critico abbastanza basso. Per questa ragione abbiamo preferito focalizzarci soprattutto sullo status, andando inoltre ad aumentare la portata dato che questo tipo di armi corpo a corpo presenta una portata di base che supera di poco il metro.

Tutti gli oggetti riportati sinora, incluse Mirage e Banshee Prime, possono essere ora ottenute in gioco per un periodo di tempo limitato attraverso le relative reliquie che vi permetteranno di trovarne i singoli componenti; pertanto se non avete ancora questi oggetti affrettatevi prima che il Vault si chiuda! In alternativa potrete anche acquistare questi Warframe e le loro armi ottenendo anche accesso ai loro accessori esclusivi (oltre che pack di platini) tramite i diversi pacchetti aggiunti negli store di ogni piattaforma. Questi variano dalla versione completa di tutto fino ai singoli accessori di Mirage o di Banshee, incluse delle Syandana esclusive e parti di armatura uniche:

Pacchetto doppio Mirage e Banshee Prime

  • 1200 Platini.
  • Banshee Prime e Mirage Prime.
  • Euphona Prime.
  • Kogake Prime.
  • Akbolto Prime.
  • Helios Prime.
  • Deconstructor Prime.
  • Capella Prime Syandana.
  • Abbera Prime Syandana.
  • Armatura Atavist Prime.
  • Accessori sentinella Ictus Prime.
  • Glifi Banshee Prime e Mirage Prime.
banshee mirage

Pacchetto Banshee Prime

  • 400 Platini.
  • Banshee Prime.
  • Euphona Prime.
  • Helios Prime.
  • Deconstructor Prime.
  • Capella Prime Syandana.
  • Accessori sentinella Ictus Prime.
  • Glifi Banshee Prime.
mirage banshee

Pacchetto Mirage Prime

  • 400 Platini.
  • Mirage Prime.
  • Kogake Prime.
  • Akbolto Prime.
  • Abbera Prime Syandana.
  • Armatura Atavist Prime.
  • Glifi Mirage Prime.
mirage banshee

Pacchetto accessori Banshee Prime

  • 200 Platini.
  • Capella Prime Syandana.
  • Accessori sentinella Ictus Prime.
mirage banshee

Pacchetto accessori Mirage Prime

  • 200 Platini.
  • Abbera Prime Syandana.
  • Armatura Atavist Prime.
mirage banshee

CD Projekt Red ha rilasciato una nuova patch hotfix per Cyberpunk 2077, che cerca di correggere alcuni dei glitch più degni di nota che compaiono durante le missioni della campagna principale all’inizio del gioco.

L’hotfix è attualmente disponibile solo per le versioni Xbox One e PS4 del gioco, quest’ultima nemmeno più acquistabile dal PlayStation Store. Secondo CD Projekt Red, la versione PC di Cyberpunk 2077 riceverà presto questo hotfix, anche se non è stato dichiarato precisamente quando.

Anche se non sembra esserci nulla di così significativo come le modifiche per ridurre il rischio di epilessia apportate nell’hotfix 1.04 della scorsa settimana, si spera che questo nuovo aggiornamento renderà quello che è stato un gioco molto buggato con alcuni problemi in meno.

Tra le novità della patch troviamo la risoluzione di bug di molte missioni, come ad esempio alcune del prologo, le chiamate e i messaggi dei personaggi non vengono più bloccati in certi punti della storia, il viaggio veloce prima di certi punti nelle missioni non crea problemi ai progressi e molto altro ancora.

In termini di grafica e UI, dovrebbero apparire meno personaggi in T-Pose, e dopo la braindance non puoi più rimanere bloccato senza la tua testa nella prospettiva in terza persona. Questo aggiornamento dovrebbe, infine, apportare miglioramenti alle versioni console.

Cyberpunk 2077 è disponibile su PC, PS4, Xbox One e Google Stadia.

Sarà possibile ottenere il rimborso digitale per il gioco su old gen

Cyberpunk 2077

Stamatttina CD Projekt Red tramite le pagine social ufficiali di Cyberpunk 2077, ha lasciato un messaggio di scuse a tutti i giocatori che stanno avendo problemi con il gioco, in particolare quelli che hanno acquistato il gioco su old gen.

Scusandosi del fatto che la maggiorparte dei trailer e video di gameplay non erano registrati su PlayStation 4 e Xbox One, quindi non facendo sapere effettivamente lo stato del gioco su tali console non dando la “scelta” ai giocatori se conveniva prendere il gioco lì o no.

Inoltre promettono di nuove patch in arrivo, di cui due grandi a Gennaio e Febbraio, che non solo miglioreranno il gioco per tutte le versioni, ma in particolare per i giocatori su old gen, rendendo la loro esperienza più simile possibilera quelli su next gen.

Infine confermano che nel caso non si è soddisfatti del gioco si potrà richiedere il rimborso anche in digitale attraverso il sistema di rimborso PSN e Xbox.

Qui di seguito il messaggio completo in italiano preso dalla pagina ufficiale Facebook di CyberPunk 2077:

Post Facebook CD Projekt


Immortals Fenyx Rising é una nuova IP creata da Ubisoft e pubblicata il 3 Dicembre per PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X, PC e Nintendo Switch. Si tratta di un titolo nato grazie a evidenti influenze esterne, ma anche interne al mondo stesso di Ubisoft; considerato ciò riuscirà a distinguersi dal resto dei giochi e soprattutto ad affermare la propria identità? Scopriamolo in questa recensione.

Trama 

Le vicende narrate ci permetteranno di vestire i panni di Fenyx, un eroe (o eroina considerando che saranno presenti diverse opzioni di personalizzazione) giunto su una misteriosa isola in seguito a un naufragio. Per la precisione all’inizio della nostra avventura non saremo nulla di più che dei semplici porta-scudo in viaggio con il nostro eroico fratello Ligirone e la sua ciurma. Noteremo ben presto di essere gli unici superstiti, e che tutti i membri del nostro equipaggio, così come gli abitanti del posto, sono stati tramutati in pietra. L’ultima ruota del carro si ritroverà così a esplorare l’isola, incontrare diverse divinità del mondo greco, ma anche e soprattutto recuperare diversi manufatti e oggetti mitologici di diversi eroi e dei per aiutarla nel suo compito: riportare tutti alla normalità

Qualcosa di più profetico e ben più in alto di noi ci farà però scoprire che il nostro compito è molto più importante di quello che possiamo immaginare. L’intera vicenda ci viene infatti narrata principalmente, oltre che dai protagonisti diretti e personaggi secondari che incontreremo, in maniera indiretta da Prometeo, il quale si ritrova a spiegare il tutto a Zeus. Quest’ultimo cerca un modo per sconfiggere Tifone, un potente gigante che ha già combattuto in precedenza contro gli dei ma senza successo; questa volta però minaccia non soltanto di eliminare l’intero Olimpo, ma anche distruggere il genere umano. C’è dunque bisogno di un vero eroe, e soltanto Prometeo (nonostante la triste sorte che si ritrova ad affrontare dopo aver portato il fuoco all’uomo) può dare a Zeus una visione generale delle cose grazie al dono della Profezia.

La trama di Immortals Fenyx Rising riesce dunque senza dubbio a intrattenere sia grazie all’ottima narrazione portata avanti su più livelli, ma anche mettendo in campo diversi personaggi realizzati e caratterizzati in modo eccellente. Il tutto si focalizza però principalmente su un particolare: l’uso sfrenato di battute e siparietti sia tra Zeus e Prometeo che tra Fenyx e i diversi personaggi incontrati. L’umorismo è infatti parte integrante di tutto, e come tale è stato pensato per tutti passando da battute più o meno infantili a (seconda dei punti di vista), fino a giochi di parole e doppi senso a sfondo sessuale. Questo costante accompagnamento contribuisce sia all’intrattenimento generale (strappandoci molto spesso un sorriso), ma anche a dare un’identità unica a questo nuovo titolo. Non mancheranno, infine, alcuni colpi di scena per dare enfasi al tutto e aggiungere quel qualcosa in più.

immortals fenyx rising

Gameplay

Cominciamo innanzitutto con il dire che Immortals Fenyx Rising prende indubbiamente a piene mani diverse meccaniche da titoli di vario genere, creando così un vero e proprio pot-pourri, ma estremamente ben riuscito. Potremmo attribuire una parte di queste meccaniche a quanto visto negli ultimi anni nella serie di Assassin’s Creed (come in Valhalla), specialmente a livello di combattimento. Questo è infatti composto da combo di attacchi leggeri e pesanti, con questi ultimi in grado di riempire la cosiddetta barra di stordimento dei nostri nemici fino a renderli temporaneamente inermi. In aggiunta abbiamo schivate e patate, con la schivata perfetta che andrà a rallentare temporaneamente intorno a noi e le parate in grado di aumentare considerevolmente lo stordimento dei nemici e persino rispedire i proiettili lanciati al mittente.

L’altra parte essenziale del gameplay, e forse la più importante, è rappresentata dall’esplorazione del mondo di gioco (cosa che viene limitata dalla nostra stamina). In questa troviamo molte similitudini con altri titoli Ubisoft, con imponenti statue che, una volta scalate, ci permettono di rivelare l’intera area attorno a noi. Qui abbiamo però anche diverse sfide che metteranno alla prova il nostro ingegno, le nostre capacità di movimento o persino le abilità in combattimento. Parliamo infatti delle cosiddette sfide costellazione, sfide di Ermes, sfide affresco e soprattutto le Cripte del Tartaro. Mentre nelle prime sfide citate le meccaniche si manterranno più o meno simili, con sfere da raccogliere al completamento di alcuni enigmi per creare delle costellazioni, percorsi da completare entro un tempo limite o puzzle con blocchi mobili da posizionare nel corretto ordine, le Cripte saranno il vero pezzo forte.

immortals fenyx rising

Un po’ come nei sacrari visti in Zelda Breath of The Wild, le Cripte del Tartaro rappresentano delle sfide più o meno complesse che metteranno alla prova tutte le nostre capacità. In alcune potremo trovarci ad affrontare gruppi di nemici o dei boss unici, in altre superare veri e propri percorsi a ostacoli, in altre ancora sarà necessario aguzzare l’ingegno per proseguire (ad esempio spostando blocchi di peso diverso o sfruttando la freccia controllabile a distanza); potremo persino trovarci ad affrontare alcune meccaniche uniche. Le Cripte potranno essere identificate da un livello di difficoltà che varierà da 1 a 3, e alcune di queste (come quelle legate alle quattro divinità che incontreremo) saranno più lunghe di altre. La particolarità è che tutte queste aree saranno ben differenziate tra loro in termini di soluzione, annullando qualsiasi tipo di noia da ripetitività e soprattutto invogliandoci a completarle tutte al 100%.

Completare le Cripte, o qualsiasi altro punto di interesse dalla vasta mappa di gioco di Immortals Fenyx Rising, ci permetterà di ottenere una serie di risorse essenziali a potenziare il nostro personaggio. Avremo così l’ambrosia per migliorare la nostra salute massima, i fulmini di Zeus per incrementare la resistenza, le monete di Caronte per sbloccare nuovi attacchi o abilità (alcune delle quali essenziali per risolvere determinati enigmi), cristalli di vario genere per potenziare la nostra attrezzatura, frutti e funghi per creare pozioni e Ambra per potenziarle. Potenziando al massimo queste caratteristiche sbloccheremo la possibilità di investire altre risorse nell’ottenimento dei cosiddetti livelli prestigio così da migliorare il nostro personaggio anche in un’eventuale nuova partita +.

immortals fenyx rising

Un’altra ricompensa che potremo ottenere da alcuni forzieri è costituita dai diversi tipi di equipaggiamento. Il gioco comprende, infatti, un gran numero di copricapi e armature, archi, spade e asce (rispettivamente per attacchi leggeri e pesanti) tutti caratterizzati da una propria estetica e soprattutto effetti unici; nell’ambito, poi, dello stesso tipo di equipaggiamento troviamo diverse colorazioni disponibili (sempre da ricercare nei forzieri disseminati per il mondo di gioco). L’alto livello di personalizzazione si estende anche a diversi tipi di ali di Icaro, oggetto che otterremo nei primi momenti di gioco e utile per raggiungere punti sopraelevati e planare, cavalcature di diversa rarità e che dovremo domare prima di poterle sfruttare liberamente e infine aspetti di Fosforo, un compagno che ci aiuterà dopo aver completato la relativa missione e che avrà anche alcuni bonus passivi oltre che estetici.

Avremo infine le cosiddette Benedizioni degli Dei, ovvero alcuni bonus unici che riceveremo dalle quattro divinità che dovremo aiutare per completare la campagna principale e che aggiungono al gameplay più di quanto ci si potrebbe aspettare. Tutti gli elementi descritti fino a questo momento riescono perfettamente a incastonarsi tra loro e a funzionare all’unisono per creare un titolo che, nonostante finisca per mettere insieme meccaniche da più giochi non portando grosse novità dal punto di vista del gameplay, sa divertire fino all’ultimo minuto di gioco. Questo portandoci anche a cercare tutte le bossfight e nemici unici (come gli spettri dei quattro eroi più famosi della Grecia), con una discreta varietà nella loro tipologia (anche se non eccezionale) ed esplorare ogni angolo della vasta mappa di gioco, scalando ogni montagna, recuperando ogni oggetto e completando tutti gli incarichi e missioni secondarie (alcune delle quali segrete).

immortals fenyx rising

Longevità

Immortals Fenyx Rising presenta una durata complessiva della campagna principale di buon livello, essendo necessarie circa 12 ore per completarla interamente. Al contempo però, ribadendo quanto detto poc’anzi, bisogna tenere in considerazione anche tutto quello che gli sviluppatori hanno voluto inserire nel gioco e, di conseguenza, a quanto decideremo di dedicarci a tutte le attività secondarie. In ogni caso non parliamo certamente di un quantitativo di ore particolarmente alto, ma comunque sufficiente a triplicare il tempo necessario per raggiungere l’epilogo. Nel nostro caso, infatti, in circa 36 ore siamo riusciti a completare il gioco in ogni suo aspetto recuperando anche il trofeo di platino. In aggiunta troviamo delle missioni giornaliere e la possibilità di intraprendere una nuova partita + andando a recuperare nuove risorse per potenziarci ulteriormente, ma purtroppo si tratta di una cosa fine a se stessa (non ci sono, almeno per il momento, ricompense uniche).

immortals fenyx rising

Comparto Tecnico

Da un punto di vista visivo e grafico Immortals Fenyx Rising si attesta indubbiamente su ottimi livelli; di base abbiamo uno stile grafico molto “cartoonoso” sfruttando un ottimo cel-shading e una palette cromatica satura (il tutto in maniera molto simile a quanto visto nell’ultimo Zelda). Abbiamo poi ottime texture senza grosse o evidenti imperfezioni, ma soprattutto il gioco riesce a dare il meglio di se nelle illuminazioni e negli effetti, particellari inclusi, regalando molto spesso scenari appaganti che potremo mettere a frutto utilizzando la modalità foto inclusa. Inoltre il design delle creature e dei mostri che dovremo affrontare risulta essere ottimo, nonostante la non troppo ampia varietà che nella maggior parte dei casi si limita a semplici cambi di colore, ma anche quello relativo al mondo di gioco che spazia da aride terre flagellate dalla guerra fino a boschi ricchi di vegetazione o un’area montuosa coperta dal freddo e dalla neve (con un totale di sei “biomi”).

Qualche piccolo alto e basso, invece, dal punto di vista del sonoro; principalmente da segnalare alcuni doppiaggi in lingua italiana non perfettamente all’altezza di altri, ma comunque non particolarmente penalizzanti l’esperienza. Molto belle le musiche e gli effetti sonori che contribuiscono senza dubbio a farci immergere nel nuovo mondo creato da questa IP. Infine, incredibilmente, praticamente nulla da segnalare dal punto di vista di bug o difetti tecnici; abbiamo avuto modo di giocare il titolo su PlayStation 5 e non abbiamo riscontrato alcun calo nel framerate (fisso a 60 in modalità performance o a 30 in modalità qualità con 4K attivo, rispetto ai 30 fps su console della vecchia generazione) o crash e bug, eccezion fatta per un’unica circostanza in cui il gioco non ha caricato alcuni oggetti legati alla missione principale in una zona (per la quale è stato sufficiente ricaricare l’area).

immortals fenyx rising

In conclusione ci siamo trovati a un prodotto inaspettatamente interessante e valido, una nuova IP che riesce a farsi valere e ad affermarsi nonostante le similitudini con altri titoli. Una trama semplice ma abbastanza longeva e portata avanti con umorismo, citazioni e colpi di scena, un gameplay molto valido e divertente, soprattutto considerato l’impegno messo nella creazione di enigmi sempre nuovi e diversi per rendere ogni sfida e ogni Cripta unica. Un titolo che sa divertire e coinvolgere non soltanto per la durata della campagna principale, ma che vi porterà all’esplorazione per completare il tutto nella sua interezza e svelare qualche piccolo segreto nascosto. Indubbiamente con questo gioco Ubisoft ci dimostra ancora una volta la sua celebre esperienza nel creare degli ottimi open world conferendogli molti elementi unici e distintivi rispetto ad altre serie, nonostante alcune meccaniche rese ormai comuni.

Chronos: Before the Ashes è un nuovo titolo sviluppato da THQ Nordic e Gunfire Games e pubblicato per PlayStation 4, Xbox One, PC, Nintendo Switch e Google Stadia il 1 Dicembre. Si tratta del prequel di un validissimo titolo in stile “souls-like” e rilasciato lo scorso anno, ovvero Remnant: From the Ashes, dal quale questo nuovo gioco trae soprattutto la lore che costituiva il mondo di gioco e gli elementi da RPG. Il risultato è un titolo con meccaniche uniche (un po’ come avveniva per la casualità di nemici, bossfight e alcune aree in Remnant) in grado di renderlo estremamente valido e appetibile per tutti i tipi di giocatore.

Trama

Un po’ come avveniva nel caso di Remnant: From the Ashes, anche questo nuovo Chronos: Before the Ashes non presenta una trama vera e propria narrata tramite personaggi o un narratore esterno, ma piuttosto una lore ricca e dettagliata che va a costituire la base del sequel pubblicato lo scorso anno. Le uniche cose che ci verranno fornite all’inizio del gioco saranno infatti un piccolo incipit narrativo che ci vede sopravvissuti a una catastrofe che ha costretto l’umanità ad abbandonare le città e rifugiarsi in luoghi sicuri sparsi per la Terra, ma anche un importante compito: eliminare il Drago che ha causato tutto ciò. Chi ha già avuto modo di giocare a Remnant potrà riconoscere rapidamente molti degli elementi narrativi che ci verranno presentati, mentre gli altri potranno comunque apprezzare e scoprire questi dettagli, ma purtroppo non con la stessa completezza d’insieme.

Non mancheranno poi altri nuovi dettagli sulla lore del mondo di gioco strettamente connessa a questo capitolo. Potremo scoprire tutto ciò tramite una serie di note scritte o presenti su vecchi terminali e disseminate nei diversi mondi di gioco. Avremo infatti la possibilità, anche in questo caso, di visitare mondi alternativi anche se questi saranno praticamente una parte di quelli presenti in Remnant. Torneremo così ad esplorare (o lo faremo per la prima volta nel caso in cui questo sia il nostro primo approccio alla serie) zone come il Labyrinth o il reame di Yaesha trovando nuove storie e affrontando ogni creatura che ci sbarrerà la strada. Nel complesso abbiamo dunque sì delle storie interessanti e una lore avvincente, ma il tutto riceve valore soprattutto per chi ha avuto modo di giocare a Remnant: From The Ashes appassionandosi ai suoi retroscena.

chronos before the ashes

Gameplay

Di base questo nuovo Chronos: Before the Ashes risulta essere un action rpg che vuole distinguersi dal resto del genere principalmente grazie a un’interessante meccanica. Parliamo infatti dell’invecchiamento del nostro personaggio in seguito a ogni nostra morte; l’avventura avrà infatti inizio nel momento in cui avremo compiuto 18 anni, e da questo momento ogni morte ci farà guadagnare un anno di età. I risvolti di ciò non saranno unicamente relativi al semplice fattore estetico (potendo notare i progressivi segni dell’invecchiamento sul nostro volto) o all’eventuale conclusione del nostro viaggio a causa di un decesso definitivo per cause naturali, ma avrà anche degli effetti diretti sul gameplay. Il tutto integra come mai prima d’ora l’idea di “cadere per rialzarsi più forti di prima” in un videogioco, non limitando questo alla semplice abitudine data dal ripetere uno scontro più volte.

Il primo effetto tangibile sarà legato allo sblocco dei cosiddetti Talenti, ovvero dei bonus passivi derivanti dall’esperienza maturata nei combattimenti. Ogni 10 anni di età, a partire dai 20 anni fino agli 80, avremo la possibilità di scegliere tra uno di tre talenti che ci verranno proposti andando ovviamente a prediligere quello che più si adatta al nostro stile di gioco. Alcuni di questi ci permetteranno di aumentare il danno inflitto, aumentare la finestra di invincibilità data da una schivata, facilitare le parate e così via; il tutto finirà per variare (e migliorare) il gameplay in un modo che non ci saremmo aspettati di vedere. Ogni cosa potrà essere, infatti, resa molto più fluida ed efficiente, facendo in modo tale da rendere palese ed evidente quanto l’esperienza maturata ci abbia reso più forti. Purtroppo però morire non sarà molto facile (a eccezione di alcune situazioni in cui potremmo dover morire per capire delle meccaniche) considerando i danni che i nemici infliggeranno, che probabilmente sarebbe stato meglio incrementare.

chronos before the ashes

L’altro effetto dato dall’invecchiamento sarà strettamente collegato alla meccanica più classica di qualsiasi RPG, ovvero l’aumento di livello. Ogni nemico sconfitto ci permetterà di guadagnare un quantitativo più o meno alto di esperienza, la quale ci permetterà di volta in volta di salire di livello. Con questo non ci riferiamo a quanto potremmo vedere in un souls-like, con punti da accumulare e poi “mettere al sicuro” nei checkpoint, ma piuttosto di un vero e proprio ottenimento progressivo di esperienza che non potrà essere persa (non avremo nulla da recuperare dopo ogni decesso). Ogni livello guadagnato ci permetterà poi di ottenere quattro punti da spendere liberamente per migliorare le quattro caratteristiche, ovvero la Forza, Agilità, Arcano e Vitalità, e sarà proprio qui che entrerà in gioco la meccanica dell’invecchiamento.

Nel corso dei nostri primi decenni ci sarà più semplice migliorare la forza, agilità e vitalità (richiedendo ciascuno un punto per poter essere migliorata), mentre sarà più complesso potenziare le nostre capacità arcane (richiedendo inizialmente ben tre punti per ogni livello). Questo andrà poi progressivamente a invertirsi tanto più invecchieremo, rendendo ovviamente più complesso migliorare forza e agilità nella vecchiaia, ma più semplice “accumulare saggezza”. Forza e agilità aumenteranno i danni inflitti con determinate tipologie di armi (essendo presenti armi che scalano in maniera più o meno efficiente sull’una o l’altra), oltre ad aumentare la difesa e l’abilità nella schivata, l’Arcano invece andrà a potenziare gli effetti di alcuni particolari oggetti chiamati Pietre del Drago e, infine, la vitalità aumenterà la nostra salute massima.

Le Pietre del Drago sono potenti manufatti in grado di farci attivare temporaneamente alcune abilità dopo aver riempito un’apposita barra che andrà a riempirsi con ogni colpo inflitto, nemico sconfitto, schivata perfetta e parata eseguita. I poteri che questi oggetti saranno in grado di sprigionare varieranno dal semplice aumento del danno a renderci temporaneamente immuni ai colpi, stordire i nemici nei paraggi o, infine, assorbire vita con ogni colpo inflitto. All’inizio del gioco potremo però utilizzarne soltanto una, le altre andranno trovate esplorando accuratamente le varie aree di gioco andando anche a caccia di muri illusori (non così nascosti). In maniera analoga dovremo trovare i Cuori di Drago, la nostra fonte principale di cura che si ricaricherà solo dopo la nostra morte, non aspettatevi dunque di ricaricarle ai checkpoint come fossero fiaschette Estus!

L’esplorazione è un parametro sul quale gli sviluppatori hanno voluto puntare davvero molto, e non soltanto come modo per trovare gli utili oggetti consumabili appena descritti o nuove armi e scudi che potranno essere più o meno ben nascosti. Questo risulta essere infatti un elemento assolutamente necessario per superare determinate zone, costringendoci così a cercare attentamente oggetti, indizi o percorsi essenziali all’avanzamento. Tutto ciò viene poi avvalorato ulteriormente dalla presenza di alcuni enigmi ambientali o anche dal semplice comprendere quale oggetto utilizzare e a quale scopo, rendendo l’esplorazione in Chronos: Before the Ashes una delle più soddisfacenti che potrete incontrare. Purtroppo, considerando che non si tratta di un gioco particolarmente vasto, le aree non saranno molto ampie, così come i boss da affrontare non particolarmente numerosi e soprattutto con moveset davvero troppo semplici.

chronos before the ashes

Longevità

Quanto appena detto sulla povertà di contenuti è comunque un fattore abbastanza relativo; se paragoniamo Chronos: Before the Ashes ad un Dark Souls indubbiamente non avremo la stessa mole di contenuti, ma va sottolineato che il primo viene venduto a un prezzo di partenza di soli 29.99 Euro. Considerando quindi il rapporto tra durata complessiva e prezzo ci troviamo indubbiamente di fronte a un ottimo prodotto che per essere completato interamente richiede all’incirca 7-8 ore di gioco. Queste purtroppo non possono essere incrementate particolarmente se consideriamo che il gioco non presenta alcuna rigiocabilità, e attualmente dopo aver terminato la nostra missione non avremo neanche accesso ad una Nuova Partita +. Aumentare la rigiocabilità del titolo, magari come fatto nel caso di Remnant, o persino la sua quantità di contenuti (anche aumentandone il prezzo) avrebbe reso ancor più evidenti gli effetti dell’invecchiamento migliorando una meccanica che potreste finire per non esplorare abbastanza (avendo noi completato la campagna appena verso i 30 anni, per poi essere passati a scoprirne i risvolti suicidandoci un po’ di volte).

chronos before the ashes

Comparto Tecnico

La natura low-budget si mostra parzialmente anche su quello che rappresenta il comparto tecnico di Chronos: Before the Ashes; seppure il colpo d’occhio generale non sia particolarmente negativo su PlayStation 4/PlayStation 5 non parliamo comunque di un titolo perfetto dal punto di vista grafico. Texture e modelli saranno di buona qualità, con la parte meglio riuscita probabilmente data dall’illuminazione. Il problema principale per un titolo del genere è però dato dal framerate, attualmente bloccato a 30fps e con alcuni sporadici cali anche giocandolo su PS5 (un vero peccato non ci sia una versione migliorata per next-gen, o quantomeno la possibilità di giocarlo con un framerate più alto). Questo problema in compenso viene meno nel caso in cui abbiate intenzione di giocarlo da PC.

Dal punto di vista del sonoro abbiamo buoni doppiaggi in lingua originale (nonostante ci siano effettivamente poche voci da doppiare) e soprattutto ottime musiche ed effetti sonori. Purtroppo dobbiamo segnalarvi l’assenza della lingua italiana, pertanto se non avete troppa familiarità con la lingua inglese potreste finire con il perdervi dettagli di trama dei sottotitoli e oggetti da leggere (oltre ad alcuni suggerimenti). Nulla da segnalare, infine, dal punto di vista dei bug o altri problemi tecnici del gioco, se non alcuni nemici che potrebbero raramente finire con il bloccarsi in alcuni angoli o smettere di attaccarvi senza alcuna apparente ragione.

chronos before the ashes

Questo nuovo Chronos: Before the Ashes ci ha dunque convinti in maniera molto positiva, grazie alle ottime e interessanti meccaniche applicate al gameplay, così come l’ottima lore condivisa con Remnant: From The Ashes al quale questo gioco fa da prequel. Purtroppo il non essere un vero e proprio titolo tripla A dal vasto budget scopre alcuni punti deboli, primo tra tutti il non avere una quantità di contenuti particolarmente vasta e portando indirettamente a non esplorare in maniera approfondita l’interessante meccanica dell’invecchiamento (anche perché se vorrete invecchiare al punto da diventare ottantenni dovrete davvero morire di proposito). Anche il forse troppo efficiente bilanciamento contribuisce a questo problema rendendo davvero molto difficile incorrere in una morte. Comunque nel complesso, per quanto avremmo voluto vedere e giocare di più, si tratta di un ottimo titolo specialmente se commisurato al suo prezzo di vendita e, dunque, al suo rapporto tra qualità e prezzo.


Destiny 2 ritorna a far parlare di sé con l’uscita di una nuova espansione chiamata Oltre la Luce, la quale ci porta un gran numero di novità. Questo nuovo contenuto aggiuntivo è disponibile dal 10 Novembre su tutte le piattaforme assieme alla nuova Stagione della Caccia, inoltre dal 17 Novembre hanno avuto inizio i contenuti di questa nuova stagione e, infine, dal 21 Novembre è arrivata la nuova incursione “Cripta di Pietrafonda”. In aggiunta vi ricordiamo che a partire dall’8 Dicembre saranno pubblicate le versioni PlayStation 5 e Xbox Series X di Destiny 2 con una risoluzione fino a 4K e 60fps!

Luce e Oscurità

L’espansione Oltre la Luce di Destiny 2 ci porterà a esplorare Europa, il gelido satellite che orbita attorno a Giove, nella speranza di svelare il mistero che si cela dietro alla scomparsa di interi pianeti dal nostro sistema solare. Qui incontreremo Variks, un caduto che chi ha avuto modo di giocare all’espansione I Rinnegati (o persino al primo Destiny) conoscerà già, intento a sabotare un clan stanziato su Europa. Parliamo del Casato della Salvezza capitanato dalla Kell chiamata Eramis, la quale ha trovato un potere con cui intende recidere ogni legame di dipendenza dalle macchine “venerate” dai caduti: i Servitori. Si tratta infatti di un potere, chiamato Stasi, che pare essere strettamente connesso con le misteriose navi piramidali che hanno causato la scomparsa dei pianeti citata poc’anzi, e soprattutto con l’oscurità stessa. Piccola nota di merito a parte per questa nuova e carismatica antagonista, dal passato a dir poco burrascoso, che saprà farsi ricordare.

L’intera trama principale di questa espansione verterà proprio attorno al nostro tentativo di fermare Eramis e i suoi soldati di élite prima che possano minacciare ogni pianeta del sistema solare con la Stasi. Un obiettivo narrativo molto semplice, come possiamo notare da una durata complessiva delle missioni principali non particolarmente generosa, ma che cela alcuni interessanti risvolti (anche futuri) e che ci permetterà di incontrare alcune vecchie conoscenze e scoprire nuovi dettagli sul mondo di gioco. Dovremo così affrontare l’intero Casato della Salvezza partendo dai membri di rango inferiore fino a raggiungere la Kell, il tutto in un eccellente susseguirsi di boss fight rese estremamente uniche e divertenti da giocare. Per fare ciò, però, non basteranno le armi che siamo abituati a utilizzare.. per la prima volta la Luce pare dunque non essere abbastanza.

destiny 2 oltre la luce

Abbracciare l’Oscurità?

L’unico modo per affrontare una minaccia di questo calibro sarà combattere il fuoco con il fuoco: il nostro Guardiano (e il suo fido Spettro) dovrà dunque intraprendere un percorso che lo porterà più vicino all’Oscurità. L’imbrigliare il potere della Stasi sarà infatti un male necessario, ma soprattutto un rischio anche sul lungo periodo, considerando quanto le tenebre possano corrompere le menti. Sin dai primi momenti della campagna principale potremo avere un assaggio di quello che questo potere può darci, ma per farlo davvero nostro dovremo sconfiggere Eramis e il suo Casato. Completando la campagna sbloccheremo infatti un nuovo albero delle abilità legato all’oscurità e al cui interno avremo, per il momento, solo i poteri e modificatori legati alla Stasi. Di fianco alla possibilità di modificare la tipologia di granate e corpo a corpo compaiono anche due nuovi elementi di personalizzazione della classe, ovvero la natura e i frammenti in grado di aggiungere nuove abilità e passive alle nostre classi.

Questo è il primo nuovo potere elementale aggiunto alla selezione originale di Destiny, ma non si tratta di un potere che sfocia in un’aperta aggressione, piuttosto nella gestione dello spazio e dei combattenti. In Destiny 2: Oltre la Luce ogni classe di guardiani avrà infatti modi diversi per sfruttare la Stasi, ma la particolarità sta soprattutto nell’uso che potremo farne rispetto agli elementi che già conosciamo. In generale questo potere è infatti in grado di cristallizzare il nostro bersaglio sul posto, e si tratta di un qualcosa che troveremo applicato anche ad alcune armi di nuova introduzione. L’applicazione di queste nuove possibilità all’interno del gameplay risulta essere molto convincente e divertente; abbiamo infatti:

  • Stregoni vincolatori dell’ombra: con la Super sono in grado di evocare un bastone di Stasi in grado di lanciare frammenti capaci di congelare i nostri nemici, per poi essere frantumati da un potente impulso (il tutto interamente controllabile da noi). L’attacco corpo a corpo speciale viene inoltre convertito in un attacco a distanza lanciato dal bastone.
  • Cacciatori revenant: abbiamo una Super che ci permette di utilizzare una coppia di rapidi Kama che esplodono al contatto col bersaglio ed evocano una tempesta di stasi che rintraccia ed elimina quanto rimane.
  • Titani Behemoth: per gli amanti del corpo a corpo abbiamo un potente guanto di Stasi da usare con violenza, senza troppi mezzi termini.
destiny 2 oltre la luce

Europa è soltanto l’inizio

Come già anticipato, lo scenario principale delle vicende trattate in Destiny 2: Oltre la Luce sarà Europa, uno dei satelliti di Giove completamente avvolto dal ghiaccio e dalla neve. Si tratta di una località che gli sviluppatori hanno voluto sfruttare appieno dando al tutto un’identità ben definita e visivamente molto interessante, ma anche aggiungendo nuovi eventi pubblici. Avremo infatti rovine dell’Età dell’Oro ormai completamente dominate dal ghiaccio (inclusi i resti della leggendaria Clovis Bray Corporation), strutture dei caduti, e persino un portale Vex. In aggiunta i nostri viaggi ci permetteranno di tornare ancora una volta nel Cosmodromo sulla Terra, una vecchia gloria per i fan di vecchia data e soprattutto una destinazione rimodernata per i nuovi e vecchi giocatori; nel complesso queste due nuove zone ci permetteranno di esplorare dei territori molto vasti e, soprattutto, ricchissimi di dettagli di lore.

La parte relativa ai Vex sarà sostanzialmente il nuovo Cala la Notte chiamato “Il Ponte di Vetro”, ovvero un portale Vex unico celato nelle profondità del Centro Futuristico Bray. In questa missione Eramis tenterà di sottomettere questa antica tecnologia al suo volere, e sarà nostro compito assoluto fermarla prima che possa riuscirci. Dall’altra parte troviamo il nuovo raid chiamato “Cripta di Pietrafonda”, nel quale dovremo cooperare con la nostra squadra per raggiungere una struttura creata da Clovis Bray nelle profondità di Europa per scoprire quali oscuri segreti cela al suo interno. Questa missione, che si classifica tranquillamente tra i migliori raid di Destiny, ci porterà dapprima ad affrontare le gelide condizioni climatiche di Europa e le sue tempeste (riparandoci all’occorrenza per evitare la morte), per poi giungere nelle profondità di questa struttura e approfondire i ruoli essenziali per proseguire.

destiny 2 oltre la luce

Sono infatti presenti dei potenziamenti che possono essere raccolti e che conferiranno a ogni membro del team specifici ruoli, ovvero l’Operatore, il Soppressore e lo Scanner. Particolarmente ben riuscita la scelta di permettere ai giocatori di scambiarsi i ruoli utilizzando appositi terminali così da potersi adattare alla situazione in ogni momento avendo Operatore e Scanner con ruoli principalmente di “supporto” e attività da svolgere in sinergia; rispettivamente questi dovranno infatti interagire con le varie porte e analizzare le aree per trasmettere al resto della squadra le informazioni utili. Il soppressore, invece, risulta particolarmente utile nelle fasi contro i boss andando a stordirli. Il tutto, poi, avviene attraverso una serie di scenari e fasi di gioco complessivamente molto ben riuscite e suggestive, al punto da meritare un encomio a parte solo per queste.

La conclusione della breve campagna principale non costituisce però la conclusione di questa nuova espansione. Gli effetti prodotti dal Casato della Salvezza saranno infatti più profondi di quanto possiamo immaginare, e sconfiggere Eramis sarà soltanto il primo passo per affrontare il nuovo endgame molto ricco di contenuti e con missioni molto variegate da affrontare (specialmente nel caso in cui decidessimo di andare a caccia del nuovo arsenale esotico aggiunto al gioco). L’espansione di Oltre la Luce di Destiny 2, però, non si limita soltanto ad aggiungere nuovi contenuti in questo momento, ma vuole preparare il campo a un pericolo ben più grave in arrivo, i cui segni si sono manifestati già da tempo. L’Era dell’Oscurità sta infatti per avere inizio, e gli sviluppatori hanno già diffuso i nomi delle prossime due espansioni che la comporranno; di fianco a Oltre la Luce troviamo infatti “La Regina dei Sussurri” in arrivo nel 2021 e “L’Eclissi” in arrivo nel 2022.

destiny 2
Dirt 5

I giochi di corse, in particolare i simulatori, se li raggruppate nello stesso campo, si prendono piuttosto seriamente in questi giorni. Se non riduci decimi sul tempo sul giro, non stai ottenendo il massimo da F1 o iRacing o Project Cars. È diventato un tale obiettivo imparare le arti della frenata e della ricerca del setting, che le “buffonate” arcade sono quasi passate in secondo piano, Bene, Dirt 5 è qui per riempire quei numeri con i brividi che ti aspetteresti di più da un cabinet che da una console di nuova generazione.

Non è solo il gameplay veloce e sciolto a renderlo così. Dirt 5 ha un’estetica supportata principalmente da colori vivaci e bellissimi, ambientazioni per ogni tracciato, modalità di gioco e opzione di menu. La sensazione mirata è chiara fin dall’inizio quando lanci il gioco: Donut Media ti saluta con delle battute sciocche con un umorismo becero da ambiente motoristico, oltre che con una godibile colonna sonora punk e alt-rock.

Dirt 5

Come nei precedenti titoli, in Dirt c’è una vasta selezione di auto, e qualsiasi altra “cosa” abbia un motore e quattro ruote, pensati per lanciare ghiaia, fango, sabbia e neve (complici anche le dinamiche meteorologiche esagerate). A meno che non modifichi le impostazioni meteorologiche prima della gara, sei sicuro di vedere un mix di condizioni che possono sembrare realistiche o meno. Come già detto nelle anticipazioni, questo titolo ha un’atmosfera classica da sala giochi.

Le caratteristiche di guida infatti cambiano con ogni auto: per esempio, una VW Polo a trazione integrale è destinata a comportarsi in modo diverso su ogni terreno rispetto a una Peugeot 306 Maxi a trazione anteriore. Questo non vuol dire che le auto siano prevedibili, per inchiodare davvero una serie di curve su un determinato tipo di superficie dovrete necessariamente adattarvi allo stile di Dirt 5.

Questo è gestibile quando si gioca a eventi Rally Raid, ma molto, molto più difficile quando guidi campi da gioco più tecnici come nella modalità Gymkhana. Non posso salire su quelle rampe strette e tortuose per salvarmi la vita, specialmente con il mio controller. Forse è questo il punto, se vuoi sfruttare al massimo il potenziale potresti dover preferire volante e pedali, altrimenti, potresti impazzire invece per attraversare con successo i labirinti di questi tracciati.

Come potrete notare, la grafica è ipersaturata, ma non al punto da perdere di credibiltà. Detto questo, c’erano alcune texture che non venivano caricate correttamente e sembravano buggate, a volte influenzando il gameplay. Le patch risolveranno sicuramente questo problema ma, al momento, è qualcosa da tenere a mente.

La modalità carriera è piacevolmente semplice: gareggi in un evento e passi al successivo, acquisendo XP e un po’ di bottino lungo il percorso. Ciò ti consente di guadagnare ogni auto invece di prenderla semplicemente da una schermata del concessionario. Inoltre, un altro bel dettaglio: Dirt 5 mostra le cifre reali di potenza e peso per ogni veicolo piuttosto che solo una valutazione in lettere. Dunque non tralascia le specifiche per i nerd di auto che si basano su quei dati per scegliere il mezzo da acquistare, o semplicemente per curiosità. Se quelle minime differenze nelle statistiche si manifestano o meno come pubblicizzato, in pista è una storia diversa.

Le vere auto da corsa non mancano, poiché ci sono più categorie con gusti diversi per tutti: Rally classico, Rally anni ’80, Rally anni ’90, Cross Raid, Formula fuoristrada, Rally moderno, Pre-Runners, Rally Cross, Rally GT, Rock Bouncers, Sprint, Superlites e Unlimited. Ognuno contiene le macchine che vuoi guidare, come la Lancia 037 Gruppo B o una Citroen DS3 Liam Doran. Se sei un fan dei camion, il gioco ha anche quelli con Ford Raptors e buggy di sabbia.

E ancora, se vuoi un vero sim blu, o anche qualcosa che si avvicini a quel livello di realismo stimolante, ci sono altre opzioni là fuori, questo non è mai stato l’obiettivo previsto per Dirt 5, che offre risultati per il tempo di volo e ti premia per aver sorpassato i tuoi avversari mentre tiri fuori sportellate.

Dirt 5 è disponibile oggi su Playstation 4, Xbox One e PC. Al momento del lancio sarà disponibile anche su console di nuova generazione come Playstation 5 e Xbox Series X. Le persone che acquistano Dirt 5 per la generazione di console in uscita riceveranno un aggiornamento gratuito compatibile con i loro sistemi di nuova generazione.


Ritorna la più celebre serie di sparatutto in prima persona con un nuovo capitolo chiamato Call of Duty: Black Ops Cold War. Questo nuovo titolo è stato pubblicato il 13 Novembre su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X/S e PC, mentre lo sviluppo è stato affidato da Activision a diversi studi di sviluppo, tra i quali spiccano Treyarch e Beenox.

Trama 

Call of Duty: Black Ops Cold War ci riporta ancora una volta nei panni dei membri del S.O.G. impegnati nello sventare la crisi degli ostaggi in Iran del 1981. Ci troveremo infatti a dare la caccia ai due principali indiziati, ma scoprire per chi lavorano cambierà le nostre priorità. Parliamo infatti di un pericoloso agente di intelligence sovietica, nome in codice Perseus, i cui piani si estendono ben oltre la semplice negoziazione di alcuni ostaggi. Un tale pericolo richiede dunque una task force di tutto rispetto; dopo aver scoperto che Perseus è coinvolto avremo infatti il via libera dal presidente Regan per formare una squadra che possa sventare questa minaccia. Parliamo infatti di noti agenti come Jason Hudson, Alex Mason, Frank Woods, ma anche nuovi nomi come Helen Park, Eleazar Azoulay e l’agente “Bell” (il nostro vero protagonista).

Nonostante Bell sia il protagonista principale che avremo modo di impersonare, non mancheranno alcune missioni nelle quali vestiremo i panni di altri membri del team. Le vicende ruoteranno sostanzialmente attorno alla caccia a Perseus per sventare i suoi piani; queste ci porteranno in varie parti del pianeta, ma anche “indietro nel tempo” nell’esplorare i nostri ricordi alla ricerca di informazioni utili. Il tutto spesso e volentieri mettendoci di fronte a delle scelte che potrebbero in alcuni casi semplificare il nostro lavoro, avere alcune ripercussioni sulle missioni future o anche cambiare radicalmente il finale. Si tratta di possibilità nuove per la serie di Call of Duty, ma che fortunatamente risultano molto ben riuscite adattandosi perfettamente a tutto il resto ed intrattenendo l’utente per ogni minuto della notevole, seppur breve, campagna principale.

Black Ops Cold War

Gameplay (campagna)

La libertà offerta dalle scelte della campagna principale di Call of Duty: Black Ops Cold War viene poi incrementata da un gameplay altrettanto “libero”. Questo partendo innanzitutto dalla possibilità di personalizzare il nostro protagonista. Non parliamo di un livello di personalizzazione che si spinge alla corporatura e viso, ma di altri piccoli dettagli minori come il nome, cognome, colore della pelle e infine dei profili psicologici. In quest’ultimo caso non si tratta, come invece si potrebbe pensare, di caratteristiche che possono influenzare il nostro comportamento, ma piuttosto un massimo di due bonus passivi da conferirci. Avremo infatti, ad esempio, la possibilità di aggiungere una “personalità paranoide” che ci conferirà un bonus del 100% alla velocità di mira, “tendenze violente” per aumentare il danno da noi inflitto, “lupo solitario” per aumentare la velocità di corsa e così via.

Abbiamo inoltre una buona libertà d’azione offerta dalle varie missioni che dovremo affrontare; oltre a questa, avremo anche alcuni compiti opzionali in determinate missioni che potremo decidere di completare o meno, ma anche delle sfide segrete. Il tutto ci porterà a esplorare in lungo e largo le diverse mappe di gioco anche alla ricerca dei cosiddetti indizi, ovvero dei documenti di intelligence unici che ci serviranno a eliminare due obiettivi secondari di Perseus. Si tratta infatti di due missioni secondarie che, prima di essere completate (eliminando i principali alleati di Perseus) ci richiederanno di svelare le relative reti di spie in America ed Europa; un compito che potremo svolgere soltanto dopo aver trovato ogni indizio presente nelle missioni principali. Trovarli però non sara sufficiente: dovremo anche far funzionare il nostro cervello per dare un senso al tutto.

Black Ops Cold War

Gameplay (multigiocatore)

Sappiamo tutti che il comparto multiplayer dei vari Call of Duty è di estrema importanza, e questo Black Ops Cold War non fa eccezione anche se purtroppo non porta con sé grosse novità e ripresenta alcuni problemi noti. Abbiamo infatti una grande varietà in termini di armi, con fucili d’assalto, mitragliette, fucili tattici, pistole, fucili a canna liscia e così via; tutti saranno, come di consueto, personalizzabili nei minimi particolari grazie ai numerosissimi accessori presenti (sbloccabili dopo aver guadagnato esperienza sufficiente con la relativa arma), skin, mirini modificati e adesivi. Avremo poi il classico equipaggiamento tattico e letale (tra granate di vario tipo e stimolanti per rigenerare la salute) e il cosiddetto “equipaggiamento da campo”, ovvero strumenti dotati di un tempo di ricarica come mine di prossimità, torrette SAM, microfoni da campo per identificare i suoni prodotti dai nemici e tanto altro.

Saranno infine presenti le tre tipologie di specialità per dare alle nostre classi alcuni essenziali bonus passivi e, infine, la Wildcard. Si tratta di un ulteriore bonus aggiuntivo per le nostre classi in grado di permetterci sfruttare al meglio le opzioni descritte finora permettendoci di aggiungere una specialità extra per ogni categoria, accessori aggiuntivi per l’arma principale, equipaggiamento lanciabile e munizioni extra e, infine, la possibilità di utilizzare qualsiasi classe di arma in entrambi gli slot. Non mancheranno, infine, i progetti per alcune armi speciali introdotti nell’ultimo Modern Warfare. Anche il sistema di serie di punti è stato leggermente rinnovato sia grazie a nuove opzioni, ma anche permettendoci di personalizzare l’estetica di alcune ricompense.

Per quanto riguarda le modalità di gioco abbiamo opzioni abbastanza classiche che variano dal deathmatch a squadre finio ai tutti contro tutti, cerca e distruggi, uccisione confermata e la nuova Scorta VIP (in cui un giocatore dovrà cercare di fuggire attraverso specifici punti di estrazione con il supporto della propria squadra, mentre il tram avversario dovrà cercare di eliminare questo VIP). Troviamo infine una nuova e interessante modalità chiamata Bomba Sporca, nella quale sei team di quattro giocatori si affrontano con lo scopo di caricare (con l’uranio raccolto dai nemici sconfitti) e detonare delle bombe per raggiungere il punteggio limite per primi. Tutte queste modalità giocabili attraverso un numero un po’ esiguo di mappe e soprattutto di dimensioni non troppo generose (scoprendo il fianco al problema dei respawn in posizioni inadatte).

Black Ops Cold War

Gameplay (zombie)

In Call of Duty: Black Ops Cold War torna infine la tanto amata modalità zombie, la parte probabilmente meglio riuscita del titolo assieme alla campagna. Abbiamo infatti una mappa zombie chiamata Die Maschine, una modalità chiamata carneficina e, infine, il ritorno del Dead Ops Arcade. Partiamo innanzitutto da quest’ultima: una modalità introdotta per la prima volta nel primo Black Ops in forma di minigioco, che mette i giocatori alla prova con una sequenza di aree diverse in cui dovremo sostanzialmente sopravvivere alle orde di non morti per raggiungere la prossima. Il tutto con una visuale isometrica dall’alto (e in questo caso anche la possibilità di giocare in prima persona), vite cumulabili, tantissimi oggetti e armi da raccogliere, trappole e minacce da affrontare in perfetto stile gioco da “vecchio cabinato arcade”.

La modalità zombie vede poi per la prima volta l’aggiunta della nuova modalità chiamata Carneficina, ovvero la classica sopravvivenza a orde di zombie ma sulle mappe del multigiocatore e, soprattutto, con alcune meccaniche uniche. Innanzitutto non avremo dei veri e propri round a cui sopravvivere ma semplicemente una sorta di sfera di energia da caricare uccidendo i nemici nel suo raggio di azione. (dal quale dovremo anche cercare di non uscire per non perdere vita) per poi spostarci al luogo successivo, affrontare boss e tanto altro. In questa modalità, inoltre, le armi e tutti gli altri elementi di equipaggiamento potranno essere trovati direttamente come drop dagli zombie uccisi, pertanto non avremo la “cassa misteriosa” da aprire, armi da comprare o zone da sbloccare.

Black Ops Cold War

Il classico del comparto zombie è però legato alla nuova (anche se non troppo) mappa chiamata Die Maschine; in questo caso avremo i soliti round che dovremo superare sopravvivendo, le armi da recuperare, bibite per potenziarci, zone da sbloccare, segreti e easter egg, e la cara macchina del Pack-a-Punch da costruire. Questo però non senza alcune novità che rendono il tutto ancor più godibile: innanzitutto abbiamo un vero e proprio loot che potremo trovare eliminando gli zombie come granate e altro equipaggiamento (un po’ come visto nella Carneficina), ma anche pezzi di armi e armature utili per costruire delle corazze per aumentare le nostre chance di sopravvivenza, creare altri gadget utili o potenziare il grado dell’arma. Il Pack-a-Punch non sarà infatti l’unico elemento in grado di migliorare le nostre armi poiché ogni arma sarà caratterizzata da un livello di rarità (dal verde al giallo) che definisce i suoi danni di base e il numero di accessori che vi sono equipaggiati.

In aggiunta troviamo anche la possibilità di creare e selezionare una classe di partenza, ciò vuol dire che non dovremo più iniziare soltanto con una pistola in nostro possesso, ma potremo avviare la partita già con un’arma dotata di accessori (anche se caratterizzata da un danno standard). Queste classi sono composte però soltanto da due elementi: l’arma e un potenziamento da campo, ovvero un elemento di equipaggiamento extra e dotato di tempo di ricarica che potrebbe aiutarci molto in diverse situazioni; abbiamo ad esempio uno strumento che può creare delle esplosioni criogeniche per congelare i nemici in un’area, un altro che può renderci invisibili per pochi secondi, uno in grado di creare un’aura curativa attorno a noi e così via. Infine questi ultimi, le classi di armi, le specialità (o bibite) e le mod per le munizioni possono essere potenziate utilizzando dei cristalli di Aetherium, una risorsa che potremo ottenere semplicemente giocando, ma anche tentando l’estrazione per fuggire dalla mappa (anche questa una nuova e gradita aggiunta).

Black Ops Cold War

Longevità

La durata complessiva del nuovo Call of Duty: Black Ops Cold War dipende sostanzialmente da quanto finiremo per giocare alle modalità multigiocatore e zombie, essendo queste la fonte principale di ore di gioco per tutta la serie. La campagna principale può essere infatti completata facilmente entro circa quattro ore di gioco, anche se la possibilità di completare le missioni secondarie già citate aggiunge qualche ora di gioco aggiuntiva per essere sicuri di aver esplorato tutto, mentre le opzioni disponibili e le scelte aggiungono un po’ di rigiocabilità al tutto. Detto ciò va sicuramente premiato l’impegno messo nel migliorare una modalità consolidata come quella dedicata agli zombie, mentre per quanto riguarda il multiplayer, e soprattutto parlando del numero di mappe e modalità, dovremo necessariamente aspettare per vedere cosa sarà aggiunto in futuro.

Comparto Tecnico

Come di consueto Call of Duty: Black Ops Cold War mostra il suo grande livello di dettaglio tecnico non soltanto sulle console di nuova generazione, ma anche su Playstation 4 e Xbox One. Abbiamo infatti avuto modo di provare questo titolo in maniera approfondita sia su PS4 Pro che su PS5 notando l’impegno posto nella resa grafica. Sia a livello di texture ambientali che (e soprattutto) per quanto riguarda i vari personaggi il lavoro svolto è davvero eccellente sia qualitativamente parlando, ma anche considerando il livello di fluidità con 60fps pressoché granitici su PS4 e fino a 120fps su PS5. A questo si somma poi un ottimo dettaglio di illuminazione e di riflessi con la possibilità di attivare il Ray Tracing su PlayStation 5 e Xbox Series X migliorando il tutto. Piccola nota di merito a parte per la versione PS5 grazie all’utilizzo del nuovo Dualsense e, in particolare, dei grilletti adattivi così da rendere un’idea del peso delle varie armi e ottiche utilizzate tramite la resistenza posta su R2 e L2 (oltre a dare un effetto di rinculo del grilletto con ogni colpo sparato.

L’alto livello si mantiene anche per ogni singola parte dell’audio di gioco, dai doppiaggi in lingua italiana eseguiti magistralmente fino agli effetti sonori e ultima, ma non per importanza, l’azzeccata colonna sonora che accompagnerà ogni nostro momento di gioco. Purtroppo alcuni più o meno piccoli problemi da segnalare sul lato di bug del gioco, primo tra tutti quello che ha colpito diversi utenti PS4 (noi compresi) rendendo inizialmente impossibile il proseguimento oltre alla terza missione della campagna principale a causa del controller DualShock 4 che si disconnetteva in automatico senza possibilità di riconnettersi, e dunque risolvibile soltanto riavviando forzatamente la console. Giocando la campagna su PS5, invece, non abbiamo riscontrato grossi problemi sotto questo punto di vista se non alcuni rari crash del gioco o impossibilità di unirsi temporaneamente ad alcune lobby.

Nel complesso questo nuovo Call of Duty: Black Ops Cold War ci ha dunque piacevolmente sorpresi sia con una campagna di ottimo livello (anche se purtroppo fin troppo breve) grazie allo stile narrativo adottato e alla libertà lasciata al giocatore favorendone anche la rigiocabilità, ma anche grazie alle altre modalità divertenti da giocare e più o meno ricche di novità. Questo senza poi tralasciare il lavoro eccellente svolto dal punto di vista tecnico, nonostante alcuni problemi che sono stati fortunatamente risolti con il tempo, e soprattutto le interessanti applicazioni del Dualsense di PS5 nell’utilizzo dei grilletti adattivi per le diverse armi, ma anche altri dettagli per il feedback aptico. Senza dubbio possiamo parlare di uno dei capitoli più validi della serie e che saprà far divertire e appassionare!

Assassin’s Creed Valhalla è il nuovo capitolo di una delle serie più celebri sviluppate da Ubisoft e che ha avuto un’evoluzione consistente in termini di gameplay passando dall’essere un gioco di azione/avventura ad essere principalmente un gioco di ruolo che ricordava molto un The Witcher. In questo nuovo capitolo, pubblicato il 10 Novembe per Xbox One, PlayStation 4 e Xbox Series X (con la versione PS5 in arrivo il 19), gli sviluppatori hanno voluto dare ascolto alle critiche riadattando gli elementi caratteristici di questa serie per ritrovare un giusto compromesso; ci saranno riusciti?

assassin's creed valhalla

Trama

In Assassin’s Creed Valhalla torneremo ancora una volta nei panni di Layla Hassan, ex impiegata Abstergo che si trova ora a lavorare con gli Assassini per sventare la fine del mondo che si è innescata con la fine dell’arco narrativo dedicato a Desmond Miles. Questa volta però pare che non saremo su nessuna pista legata a manufatti dell’Eden, ma per evitare spoiler diciamo che si tratterà di un “suggerimento da uno sconosciuto” che ci porterà a scovare la tomba di un vichingo chiamato Eivor. Potremo così vedere la vita che ha vissuto e cercare di scoprire cos’ha di tanto importante e particolare. Si tratta di un DNA che si mostra anomalo già dai primi momenti di gioco presentando due flussi distinti e permettendoci di scegliere il sesso del nostro protagonista (scelta che potremo modificare in qualsiasi momento).

Inizierà così la nostra avventura nei fiordi norvegesi, la quale procederà contemporaneamente a quella nel presente, che ci porterà a conoscere il o la nostro/a Eivor, così come altri personaggi importanti tutti molto ben caratterizzati. Tra questi figurano anche due membri degli Assassini (o gli Occulti) che ci introdurranno alle loro pratiche, oltre a donarci una lama celata. Essendo Eivor totalmente esterno al gruppo e non condividendone l’ideologia di base finiremo per conoscere da zero i loro obiettivi e la loro storia. Purtroppo in seguito ad alcuni eventi ci ritroveremo a viaggiare alla volta dell’Inghilterra con l’obiettivo di stabilircisi e fondare un nostro insediamento ma, da buoni vichinghi, otterremo tutte le risorse a noi necessarie razziando e depredando con il nostro gruppo di guerrieri a bordo della nostra imbarcazione.

assassin's creed valhalla

In Inghilterra saremo quindi visti dagli autoctoni come dei barbari e, pertanto, sarà anche importante stabilire delle alleanze con altri clan vichinghi e non solo. In quest’ottica pare poi chiara l’idea di rimuovere le classiche missioni secondarie alle quali siamo solitamente abituati e rimpiazzandole con quelli che potremo più definire come eventi (quasi come quelli visti in Red Dead Redemption 2 anche se non casuali ma prestabiliti in punti della mappa relativi ai “Misteri”). Riceveremo infatti delle semplici richieste che potranno variare dal semplice aiutare una persona a trasportare una cassa di mele fino a pescare qualcosa, entrare in un fight club o partecipare a uno scontro. Il punto a favore di questi compiti è non soltanto dato dalla rapidità con cui possono essere completati, ma anche dal fatto che sono stati tutti resi estremamente unici e divertenti da completare (che sia per il personaggio incontrato o per la questione in se).

Tutta la trama principale, così come le missioni descritte poc’anzi, è stata resa il meno dispersivo possibile e molto accattivante soprattutto grazie a un risvolto più onirico e trascendentale. Ciononostante non avremo soltanto una linea narrativa principale, ma piuttosto più storie sulle quali potremo focalizzarci in ogni momento. Tra queste ritroviamo anche la parte strettamente legata agli Assassini e il loro sempreverde compito di eliminare la minaccia e l’influsso di controllo dei Templari; questo sempre tramite una schermata legata all’Ordine degli Occulti che ci permetterà, con vari indizi che potremo trovare, di svelare le loro identità per poi eliminarli (sostanzialmente come nel caso di Odyssey). Affronteremo così numerose battaglie, assedi e razzie, stringeremo alleanze con altri clan e affermeremo il nostro dominio.

assassin's creed valhalla

Gameplay

La serie di Assassin’s Creed è andata incontro a profondi mutamenti nel gameplay non apprezzati da tutti, ma come si sarà comportato questo nuovo Valhalla? Cominciamo con il sottolineare che abbiamo apprezzato il precedente capitolo della serie, ovvero Odyssey, come un ottimo RPG che però effettivamente aveva perso alcuni caratteri distintivi che lo rendevano un AC. Con questo nuovo capitolo della serie, però, Ubisoft pare aver voluto dare ascolto alle critiche cercando un giusto compromesso tra tutte le meccaniche, vecchie e nuove. Infatti, pur condividendo alcuni caratteri tipici dei giochi di ruolo (sperimentati e sviluppati tra Origins e Odyssey), questo titolo ha tutti, o quasi, gli elementi in grado di ridare una sensazione più affine ai primi capitoli.

Il primo elemento che sancisce questo “ritorno alle origini” è senza dubbio la tanto agognata lama celata, l’arma distintiva degli Assassini che in Odyssey aveva ceduto il posto alla lancia di Leonida. A ciò si somma anche la possibilità di indossare un mantello per rendersi meno riconoscibili e nascondersi in gruppi di monaci o mescolarsi agli abitanti. In aggiunta, questo letale strumento, ci darà la possibilità di uccidere silenziosamente qualsiasi tipo di nemico (“boss” esclusi) purché questi siano ignari della nostra presenza. Ciò accade per due motivi: innanzitutto potremo sbloccare sin da subito un talento (dei quali vi parleremo in seguito) che ci permetterà di eliminare anche i nemici più coriacei al completamento di un quick time event, inoltre né i nemici né noi saremo più identificati da un livello vero e proprio. 

Il sistema di livelli a cui siamo normalmente abituati viene infatti rimpiazzato da un valore numerico che definisce il grado di forza sia nostro che dei nostri nemici. Parliamo infatti della cosiddetta “Potenza”, ovvero un dato che ci permette di capire quanto una zona sia adatta al nostro personaggio ma, considerata la possibilità di eliminare i nemici in maniera stealth, soltanto da un punto di vista degli scontri diretti. Questo valore va fatto crescere tramite il nostro albero (o costellazione in questo caso) dei talenti; ogni azione, uccisione e missione ci ricompenserà con dei punti esperienza e ogni volta che saremo riusciti ad accumularne un certo quantitativo riceveremo due punti talento (potremo ottenerli direttamente anche da alcuni punti di interesse nella mappa).

assassin's creed valhalla

In Assassin’s Creed Valhalla ogni punto talento ci permetterà di sbloccare alcuni bonus passivi (come salute e danno) e attivi (come barre di adrenalina extra, attacco in corsa, assassini multipli e il già citato Assassinio Perfezionato per eliminare nemici di alto profilo); parliamo di un sistema vasto e complesso come pochi proprio nei termini della sua semplice estensione. In tutto ciò non vengono però considerate le Abilità, le quali formano una sezione a parte e vanno sbloccate raccogliendo dei Tomi disseminati in tutto il mondo di gioco (a ciascuno corrisponde una specifica abilità). Queste ultime si strutturano in maniera molto simile a quanto visto in Odyssey potendone equipaggiare quattro per il corpo a corpo e quattro per la distanza e potendo persino migliorarle dopo aver raccolto un secondo Tomo dello stesso tipo.

Alla base delle abilità e talenti di Assassin’s Creed Valhalla abbiamo un sistema di combattimento che è stato migliorato per certi versi, ma che ha anche visto l’aggiunta di alcuni, anche se piccoli, elementi in grado di renderlo diverso dagli altri capitoli della serie. Abbiamo infatti schivate, attacchi leggeri e pesanti il cui uso è legato a doppio senso a una barra della stamina; questo perché se gli attacchi pesanti consumano un quantitativo più alto di energia, quelli leggeri andati a segno la ricaricheranno leggermente costringendoci a sfruttare delle combo miste per non esaurirla troppo rapidamente (anche perché dopo averla esaurita non potremo schivare fino a quando non sarà di nuovo piena), ma anche a concatenarvi delle abilità al giusto momento per ottenere un po’ di respiro). Il tutto permette dunque un inaspettatamente grande livello di possibilità tra attacchi, abilità e talenti.

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A questo si aggiunge la possibilità di effettuare parry deviando gli attacchi nemici o di parare e/o attaccare con l’oggetto impugnato nella mano sinistra (che sia uno scudo, un’ascia o una mazza chiodata), oppure ancora usare pesanti armi a due mani. I parry in misura maggiore, ma anche gli attacchi pesanti o l’utilizzare arco e frecce per colpire specifici punti dell’avversario andranno tutti a ridurre una barra degli avversari legata al loro libello di stordimento; questa, una volta azzerata, li esporrà a violente esecuzioni o, nel caso di bossfight ad attacchi che ridurranno in maniera consistente la loro salute. Si tratta dunque di un sistema soddisfacente da utilizzare, molto più di quanto non sia lo stealth che, pur avendo ricevuto alcune reintroduzioni, è reso fin troppo complesso anche a difficoltà normale da nemici in grado di individuarvi e far scattare l’allarme anche da distanze improbabili.

Come in ogni altro capitolo della serie, Ubisoft ha voluto porre molta enfasi sull’esplorazione del mondo di gioco ma questa volta riuscendo a rendere il tutto meno dispersivo pur mantenendo le enormi dimensioni del mondo di gioco. Si è riusciti a giungere a questo risultato rimuovendo dalla mappa i classici punti di interesse ai quali la serie, soprattutto negli ultimi due capitoli, ci ha abituati. Dunque non avremo più zone che per essere completate ci richiederanno l’eliminazione di nemici di un certo tipo o il recuperare determinati forzieri; al contrario potremo trovare sulla mappa tre tipologie di punti di interesse: le ricchezze, i manufatti e i misteri. Nel primo caso si tratterà di risorse utili (primo tra tutti il caso dei monasteri da razziare), armi o armature, nel secondo avremo mappe del tesoro, nuovi tatuaggi o collezionabili e infine, nell’ultimo, abbiamo le nuove “missioni secondarie” o per l’appunto dei misteri da svelare (come prove “allucinogene”, anomalie nell’animus e tanto altro).

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Anche l’esplorazione e l’effettuare una ricognizione dall’alto hanno subito alcune piccole modifiche per migliorare l’esperienza di gioco. La rimozione del buon vecchio “Occhio dell’aquila” è stata infatti rimpiazzata nel tempo dall’uso di Senu e Icaro, le nostre fedeli aquile da ricognizione che in Origins e Odyssey dovevamo sfruttare prima di avvicinarci agli insediamenti nemici così da studiare il migliore piano d’approccio. Anche in Assassin’s Creed Valhalla avremo il nostro fido compagno volante (un corvo di nome Synin), ma questo non sarà in grado di lasciare indicatori diretti sui nemici semplicemente inquadrandoli, al contrario servirà piuttosto ad avere un’idea generale dell’area o eventualmente cercare rapidamente un luogo di nostro interesse. Il tracciamento dei nemici viene così affidato a una sorta di “Occhio dell’aquila” con portata limitata, ovvero l’impulso che in Odyssey serviva a individuare risorse vicine; una scelta a nostro avviso ben fatta che evita la ripetitività e l’interruzione dell’azione data dall’abuso dei nostri compagni alati.

Come già anticipato parlandovi della trama la nostra esplorazione su territorio inglese partirà dal nostro insediamento vichingo, Ravensthorpe. Si tratta non soltanto del punto nevralgico di tutte le nostre attività, dalla ricerca di nuovi alleati alla caccia all’Ordine degli Antichi, ma anche la nostra nuova casa e, come tale, va migliorata e fatta crescere. Avremo infatti la possibilità di costruire diverse tipologie di edifici (con i proventi delle nostre razzie) come la caserma, un capanno per la pesca e caccia, un emporio e tanto altro. Tutto ciò avrà un impatto diretto non soltanto sul nostro gameplay, andando per esempio a sbloccare potenziamenti per le armi o oggetti da acquistare, ma anche incrementando la reputazione del nostro villaggio così da sbloccare nuove possibilità di costruzione. Sia il nostro villaggio, che il nostro protagonista (incluso il cavallo, il corvo e la nave) avranno poi a disposizione diverse possibilità di personalizzazione come strutture e abbellimenti per il primo, oppure tatuaggi, taglio e colore dei capelli per il secondo.

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Longevità

Nonostante la ridotta dispersività data dalle oculate scelte in termini di gameplay, Assassin’s Creed Valhalla risulta essere un gioco decisamente imponente sia in termini di storia che di contenuti in generale. Per completare la sola campagna principale del titolo saranno infatti necessarie oltre 15-16 ore di gioco ma, considerato ciò che potrete trovarvi intorno, sarà pressoché impossibile (oltre che sbagliato) arrivare all’epilogo con così poche ore. Un titolo che pone così tanta enfasi sull’esplorazione delle varie mappe di gioco (che non si limitano alla sola Inghilterra) va infatti giocato lasciandosi ogni tanto andare a qualche deviazione per sconfiggere un nemico unico, raccogliere un tesoro o semplicemente perdersi a guardare un luogo particolarmente ispirato dal punto di vista visivo. Questo titolo è infatti un’esperienza a 360 gradi che non si limita alla sola narrazione, soprattutto quando accompagnato, come in questo caso, da un’importante riduzione di monotonia che potevamo invece trovare nei suoi predecessori!

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Comparto Tecnico

Veniamo ora, purtroppo, al vero punto dolente dell’intero titolo e che vi si estende in quasi ogni sua parte. Cominciamo innanzitutto con il dire che questo nuovo Assassin’s Creed Valhalla presenta un livello di dettaglio grafico di tutto rispetto, con una buona resa complessiva e soprattutto un ottimo lavoro sui volti dei personaggi e sui loro modelli, così come su buona parte delle texture ambientali e sull’illuminazione. Purtroppo su PS4 Pro, per mantenere pressochè costante il numero degli fps (tranne in alcuni casi in situazioni con un alto numero di personaggi a schermo), non mancano alcune zone con texture meno definite, anche se in casi circoscritti, o altri tipi di compromessi grafici.

Anche da un punto di vista del sonoro il titolo presenta alcuni alti e bassi; abbiamo certamente un ottimo doppiaggio anche in lingua nostrana, così come ottimi effetti sonori e soprattutto un’altrettanto ottima colonna sonora. Purtroppo però non mancano alcuni difetti più o meno evidenti come degli sbilanciamenti, in particolare degli effetti sonori, o persino delle linee di dialogo che in alcune circostanze possono saltare facendovi perdere la frase. Comunque in questi casi descritti finora si tratta soprattutto di difetti di minore entità o comunque più rari da riscontrare al contrario di quanto invece non accada nel caso di bug e glitch.

Su quest’ultimo elemento si potrebbe purtroppo parlare fin troppo, potremmo infatti ritrovarci dai difetti minori come personaggi che fanno cose inspiegabili, animali e personaggi che si incastrano nei luoghi più disparati, difetti nelle animazioni o nell’illuminazione e tanto altro, oppure anche problemi più evidenti che possono passare dalla “semplice” assenza di un torace per un personaggio fino al cavallo che decide di non rispondere più ai nostri comandi o crash del gioco. Se questi ultimi riescono fortunatamente a essere meno frequenti, i primi purtroppo sono decisamente fin troppo frequenti, al punto da rovinare momenti di pathos o dialoghi distogliendo la nostra attenzione, soprattutto considerando lo splendido lavoro svolto sul mondo di gioco. A questo va poi a sommarsi un’IA fin troppo deficitaria che, ad esempio, non corre neanche ai ripari in caso di un attacco con frecce come invece avveniva in Odyssey.

Il nuovo Assassin’s Creed Valhalla riesce dunque a rendersi unico come capitolo e ben distinto dagli altri trovando quel connubio perfetto tra le possibilità che un Assassino può mettere nelle nostre mani (nonostante sia più complesso rispetto al passato mantenere un basso profilo) e quello che può dare un gioco di ruolo ben riuscito e con un combat system molto ampio. Questo però sempre ponendo grande enfasi su uno dei veri punti di rilievo della serie, ovvero l’esplorazione e il perdersi in un mondo ricco e dettagliato che in questo caso non si limita soltanto all’Inghilterra o ai freddi territori del Nord… Tutte le scelte messe in atto riescono così a unirsi molto bene tra loro (soprattutto per quanto riguarda le missioni secondarie) con l’accompagnamento di una trama ben narrata e molto interessante da seguire; purtroppo una parte dell’esperienza di gioco viene inevitabilmente compromessa dai numerosi problemi tecnici che affliggono il titolo e che, se fossero stati più ridotti, sarebbe stato più semplice passarci sopra.