DARQ è un gioco appartenente al genere dei Platform-rompicapo pubblicato originariamente in anteprima nell’estate del 2019 per PC e che ha di recente visto la pubblicazione della sua Complete Edition anche su PlayStation 4 e Xbox One. Appena un mese fa, inoltre, è stata rilasciata una versione per Nintendo Switch (quella della quale vi parleremo nel caso della nostra recensione). Questa versione completa del titolo, sviluppata e pubblicata da Unfold Games e Feardemic, comprende il titolo di base e due DLC aggiuntivi, ovvero The Tower e l’inedito The Crypt.

Enigmatico

Verremo dunque catapultati nei panni di Lloyd, un giovane ragazzo letteralmente schiavo dell’incubo in cui ci troveremo; il nostro protagonista vivrà infatti una vera e propria esperienza extracorporea che lo costringerà ad attraversare un incubo dal quale non può svegliarsi (nonostante i nostri tentativi di farlo). L’essere in questa realtà onirica ci permetterà di stravolgere le normali leggi della fisica facendoci sin da subito scoprire di essere in grado di camminare su qualsiasi superficie, dalle pareti ai soffitti di ogni luogo che dovremo esplorare, ribaltando letteralmente la realtà.

La possibilità di muoversi così liberamente in DARQ sarà il primo elemento che andrà a comporre i primi puzzle che ci troveremo ad affrontare per procedere in questo labirintico sogno. Progressivamente scopriremo modi per infrangere sempre più le leggi della fisica rendendo di fatti un gioco a scorrimento orizzontale ben più tridimensionale di quanto si possa immaginare, il tutto mettendoci sempre di fronte ad enigmi nuovi e via via più complessi in ciascun livello. Le meccaniche ideate dal team di sviluppo risultano essere particolarmente ben riuscite sia sotto questo punto di vista, ma anche per la risoluzione di alcuni enigmi dalla soluzione più “fantasiosa”.

La difficoltà dei rompicapo andrà infine a culminare nei DLC (La Torre e La Cripta) e soprattutto nell’ultimo (ed esclusivo di questa versione); questi, oltre che aggiungere semplicemente nuove ore di gioco, tipologie e complessità di enigmi, racconteranno una vera e propria storia aggiuntiva che arricchirà la lore del gioco. Risultano dunque essere una parte quasi fondamentale per il titolo anche se, un po’ come il gioco di base, si prestano forse un po’ troppo alla libera interpretazione lasciata al giocatore. Ciononostante rappresentano indubbiamente quella che vuole essere una conclusione alla trama, seppur relativamente sbrigativa.

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L’incubo

I vari rompicapo non saranno però la nostra unica nemesi in DARQ; incontreremo infatti vari tipi di creature da evitare dato che elimineranno il nostro Lloyd in men che non si dica. Considerato che non sarà neanche possibile fuggire (tranne che in una circostanza), la nostra sola opzione sarà nasconderci per evitare le loro “ronde” o abbassarci per evitare di farci sentire. Data la relativa semplicità con cui potremo evitare questo tipo di pericoli, il gioco non restituisce delle forti sensazioni di ansia e paura che ci si aspetterebbe da tematiche horror di questo tipo. La loro maggiore presenza, e soprattutto una maggior difficoltà a loro legata avrebbe certamente contribuito in tal senso avvicinandosi ancor più all”horror che al semplice platform/rompicapo.

L’ansia e il terrore nascono, più che dal pericolo di essere uccisi da una di queste creature, proprio dall’aspetto surreale e distorto sia di queste mostruosità viventi, sia dei diversi luoghi che avremo modo di esplorare. Per quanto il tutto non sia particolarmente innovativo e unico, riesce comunque a dare al giocatore un ottimo feeling e a risultare molto ben congeniato oltre che diversificato tra un livello e il successivo così da riuscire sempre ad evitare la caduta nella ripetitività (cosa non del tutto scontata persino in un gioco della durata di 2-3 ore totali come in questo caso). Ultimo ma non per importanza un comparto tecnico valido (sia dal punto di vista grafico che sonoro), nonostante la semplicità, e che contribuisce in ottima misura alla creazione di un’atmosfera horror di buon livello.

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Complessivamente con DARQ: Complete Edition avremo modo di visitare uno stupendo e labirintico incubo ricchissimo di enigmi, i quali rappresentano senz’ombra di dubbio la parte più interessante e meglio riuscita del gioco sia dal punto di vista della varietà che delle meccaniche che questi comprendono. Il tutto all’interno di un viaggio onirico in una psiche distorta che si riflette sulle mostruose creature che ha generato, così come sulle ambientazioni, nonostante queste non spicchino per unicità e innovazione. Purtroppo l’intera esperienza di gioco non risulta essere particolarmente longeva, anche se riconosciamo che sia complessivamente adatta al tipo di gioco, e la difficoltà risulta legata unicamente agli enigmi, mentre le creature nemiche possono essere bypassate abbastanza facilmente e per questo risultano essere poco ansiogene. Un titolo dunque assolutamente valido e degno di essere provato

Outriders è un nuovo gioco sviluppato e pubblicato da People Can Fly e Square Enix che unisce ad una base di sparatutto in terza persona elementi tipici di RPG e di looter-shooter interamente online. Questa nuova IP, nata con l’obiettivo di dare vita a uno dei migliori giochi PvE, è stata pubblicata il 1 aprile per PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X/S, PC e Stadia.

Trama

L’incipit narrativo di Outriders è al contempo semplice ma altrettanto interessante: nel futuro l’umanità ha ormai esaurito ogni risorsa del pianeta Terra distruggendolo e arrivando inoltre al punto in cui la guerra è rimasta l’unica opzione per riuscire ad accaparrarsi le limitate risorse rimanenti. L’unica speranza per la sopravvivenza del genere umano diventa quindi la ricerca di un nuovo pianeta da colonizzare, pertanto si è deciso di inviare su diversi pianeti candidati delle sonde per carpirne al meglio le condizioni. Tra questi la scelta è infine ricaduta sul pianeta Enoch, un corpo celeste distante diversi anni luce dalla Terra, alla volta del quale vengono inviate due grandi navi spaziali (vere e proprie arche capaci di ospitare fino a 500.000 persone in criostasi), ovvero la Caravel e la Flores. Sfortunatamente, dopo 83 anni, la sola a riuscire a compiere il viaggio senza grossi danni è la Flores, mentre la Caravel non è riuscita a superare la sequenza di lancio.

Giunti sul nuovo pianeta Enoch, prima di permettere lo sbarco dei coloni, l’avanguardia militare chiamata Outriders atterra per recuperare gli ultimi dati dalle sonde ormai già giunte da diversi anni e trovare un luogo sicuro da cui poter ripartire con lo sviluppo del genere umano. Tra questi soldati esperti (e mercenari) troviamo il nostro protagonista (creato tramite un menu di personalizzazione non troppo generoso) e cominceremo a fare la conoscenza dei primi personaggi secondari di questo titolo. Purtroppo però l’ordine di sbarco viene dato con troppa fretta e la quasi totalità degli Outriders viene sterminata da una malattia a insorgenza rapida e da una strana tempesta elettromagnetica; i pochi sopravvissuti vengono riportati in criostasi con l’obiettivo di essere risvegliati quando sarà possibile fornire loro le cure adeguate. Finiremo però per risvegliarci ben 31 anni dopo, e in questo lasso di tempo la situazione è degenerata molto rapidamente.

La temibile tempesta (chiamata Anomalia), così come la non eccessiva disponibilità di risorse, ha infatti ricreato le condizioni per l’instaurarsi di una nuova guerra tra i sopravvissuti allo sbarco, con l’ente governativo dell’ECA da una parte e i ribelli dall’altra. Al nostro risveglio in un campo di ribelli non troppo sani di mente saremo spediti incontro a morte certa, nella terra di fuoco incrociato tra le due fazioni e con l’Anomalia in avvicinamento. Riusciremo però a sopravvivere alla tempesta dato che in alcuni casi, come nel nostro, questa riesce ad alterare le persone trasformandole in potenti Mutazioni dotate di capacità sovrannaturali che le rendono quasi delle divinità viventi. Da questo momento in poi ci ritroveremo a collaborare con l’ECA per trovare il modo di recuperare una buona parte delle risorse rimaste bloccate a bordo della Flores, ma soprattutto trovare un luogo sicuro in cui poter vivere senza il pressante pericolo dell’Anomalia. Purtroppo la trama, per quanto riesca ad essere interessante, non risulta particolarmente incisiva, probabilmente soprattutto a causa della caratterizzazione dei vari personaggi. Comunque noterete diversi spunti concettualmente molto interessanti che danno valore al mondo di gioco, anche grazie a diversi elementi di lore.

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Gameplay

Il nucleo centrale di Outriders è quello classico degli sparatutto in terza persona di stampo looter shooter (un po’ come visto recentemente con The Division 2); a questo va però ad aggiungere degli elementi da RPG estremamente ben azzeccati. Abbiamo infatti di base un gioco in cui dover sfruttare le coperture per evitare i colpi dei nemici e in cui dover raccogliere continuamente loot lasciato dai nemici per poter affrontare in modo sempre più efficiente le varie orde di nemici da affrontare. A questo bisogna dunque aggiungere la parte indubbiamente migliore rappresentata dalle classi e dalle mod. Nel primo caso parliamo di categorie di abilità che andranno a contraddistinguere il nostro personaggio, mentre nel secondo di modificatori per vestiario e armi in grado di aggiungere bonus attivi e passivi imprescindibili per riuscire ad avanzare al meglio delle nostre possibilità.

Sono dunque presenti quattro diverse classi: il Tecnomante, il Piromante, il Mistificatore e il Demolitore. Avremo il Tecnomante che sfrutta i poteri di gelo e veleno, oltre che la manipolazione di oggetti metallici per creare torrette e armi, il Piromante che utilizza il fuoco e ricopre i nemici di cenere per bloccarli sul posto, il Mistificatore che è in grado di controllare lo spazio e il tempo e, infine, il Demolitore, una classe più “tank” che manipola la pietra ed è capace di infliggere sanguinamento ai nemici. In aggiunta alle abilità uniche (un totale di otto tra cui potremo sceglierne tre da usare) e stati alterati di ogni classe avremo anche degli alberi delle abilità grazie ai quali dare vita a varie sottoclassi (da quella che si focalizza sulle cure o la resistenza a quella incentrata sull’uso delle armi, abilità e così via), e tra queste dovremo cercare di focalizzarci su una in particolare per massimizzare l’efficacia dei limitati punti esperienza.

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Ogni classe di Outriders presenta inoltre alcuni bonus passivi legati a particolari categorie di armi (come quelle a lunga distanza per il Tecnomante o, viceversa, a distanza ravvicinata per il Demolitore), ma anche e soprattutto delle abilità di cura passive molto importanti in termini di gameplay. Di base, infatti, un gioco di questo tipo porterebbe il giocatore all’uso continuato delle coperture per poi aver modo di contrattaccare nei momenti più opportuni. In questo caso invece viene incentivato uno stile di gioco più “aggressivo” con il Demolitore e Mistificatore che ottengono cure in base ai danni o uccisioni eseguite a distanza ravvicinata, il Piromante che ottiene cure per ogni nemico ucciso quando marchiato dalle sue abilità e infine il Tecnomante che ottiene semplicemente cure per una percentuale del danno inflitto. L’uso delle coperture diventa quindi relativamente secondario rispetto all’uso frequente delle abilità (soprattutto di quelle che più si adattano al nostro stile di gioco), delle armi giuste al momento giusto, degli attacchi corpo a corpo e l’uso sapiente del terreno di scontro.

Le possibilità offerte dalle classi con le rispettive abilità non si fermano qui, ma vengono ulteriormente incrementate dalle già citate mod. Si tratta di elementi presenti in tutti gli oggetti di vestiario e armi di livello blu o superiore e caratterizzate da un livello minimo di uno e massimo di tre in base ai loro effetti. Queste rappresentano forse la parte più importante del gameplay poiché per affrontare il gioco al massimo livello di sfida offerto (altro elemento di cui parleremo in seguito) è importante utilizzare delle mod adatte alle nostre abilità e stile di gioco. Potremo così avere modificatori che ci conferiscono vari bonus passivi o attivi o persino andare ad influire in maniera pesante sull’efficacia delle nostre abilità, permettendoci ad esempio usi multipli di una stessa prima di attivarne il cooldown, di infliggere danni aggiuntivi, aggiungere ad un’abilità capacità simili ad un’altra e tanto, tanto altro. Anche le mod presenti sulle diverse bocche da fuoco aggiungono effetti di diverso tipo come la possibilità di applicare uno status particolare, trasformare i nemici uccisi in bombe, far piovere fulmini su tutti quelli che subiranno i nostri colpi e via dicendo.

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La particolarità delle mod in Outriders è però che queste non sono strettamente vincolate a quel particolare oggetto ottenuto; ogni volta che otterremo un pezzo di equipaggiamento con una nuova mod ci basterà smantellarlo per poterla sbloccare in maniera definitiva. Una volta sbloccato un dato modificatore questo potrà essere inserito su qualunque altro oggetto dello stesso tipo (arma/arma o vestiario/vestiario) sostituendone uno già presente. Considerate però che sarà possibile sostituire solo una mod per oggetto, pertanto nel caso di oggetti di rarità epica o leggendaria (viola o gialla), i quali sono dotati di due slot, dovremo comunque sperare di ottenere una mod utile (da mantenere) e una facilmente rimpiazzabile o eventualmente fare una scelta per mantenere un setup complessivo di nostro gradimento. Considerato quanto detto sinora è quasi superfluo sottolineare quanto la varietà sia un elemento preponderante ed estremamente valido in questo titolo.

Concludiamo la parte dedicata al gameplay soffermandoci sull’applicazione pratica che gli sviluppatori hanno voluto dare alla difficoltà in questo nuovo Outriders. Sin da subito noteremo, sotto la barra relativa all’esperienza accumulata dal nostro personaggio, una barra relativa al cosiddetto “Livello del Mondo”; si tratta di un livello correlato con la difficoltà degli scontri che affronteremo, ma anche alla quantità e tipo di loot che potremo trovare (aumentando dunque la nostra possibilità di trovare oggetti leggendari). Questo avanzerà di pari passo con la crescita del nostro personaggio andando a sbloccare il livello successivo, e ciascuno di questi livelli andrà ad aumentare il livello massimo dei nemici rispetto al nostro così come quello degli oggetti ottenibili (ad esempio il level cap per il nostro personaggio è di 30, ma potremo ottenere oggetti anche di livello 50). Un modificatore di difficoltà e ricompensa analogo è inoltre presente nella parte legata all’Endgame, ovvero 14 missioni chiamate spedizioni e caratterizzate dal cosiddetto “Livello di Sfida”.

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Longevità

La durata complessiva di Outriders risulta essere ovviamente strettamente correlata a quanto vorremo dedicarci al completamento delle diverse missioni secondarie, incluse quelle di caccia a mostri unici o taglie. Per completare la sola campagna principale avrete bisogno di circa 10-12 ore di gioco, ma questa è appunto solo una parte del gioco completo. Le missioni secondarie, e soprattutto l’esplorazione dell’endgame alla ricerca della build perfetta per il nostro personaggio, potranno aggiungere facilmente decine di ore aggiuntive che possono inoltre essere arricchite dal gioco in coop con uno o due amici. Il titolo è infatti giocabile interamente in gruppo con la possibilità per ogni giocatore presente nella partita di completare le missioni del proprio personaggio anche se uniti a un’altra sessione. Anche se nessuno dei vostri amici è in possesso del gioco potrete comunque cercare giocatori casuali tramite il matchmaking che include anche il Cross-play, pertanto se deciderete di attivarlo potrete giocare anche con utenti di altre piattaforme.

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Comparto Tecnico

Abbiamo avuto modo di provare Outriders in maniera approfondita su PlayStation 5, PlayStation 4 e in misura minore su PC; il titolo mostra una grafica complessiva di buon livello sia per quanto riguarda le texture che i dettagli di personaggi e categorie di nemici, anche se le animazioni facciali non risultano essere particolarmente eccelse. Ottimi soprattutto gli effetti e i dettagli di illuminazione, ma anche l’efficienza dei caricamenti su PlayStation 5 e PC, mentre su PS4 risultano essere di media-lunga durata. In particolare segnaliamo una differenza non troppo importante tra console di vecchia e nuova generazione (così come nei confronti del PC) se non per la stabilità del framerate che nel caso della nuova si mantiene stabile sui 60fps (con solo una zona specifica a causare piccoli cali) con risoluzione dinamica in 4K, mentre sulla vecchia si attesta sui 30fps. Di eccellente livello l’ispirazione e la caratterizzazione del mondo di gioco, con i diversi biomi di Enoch, così come delle varie tipologie di nemici e boss da affrontare, anche se in quest’ultimo caso un pizzico di varietà in più non avrebbe guastato.

Ottimo il sonoro per gli effetti e musiche, mentre abbiamo riscontrato livelli qualitativi altalenanti nel caso del doppiaggio in lingua italiana, soprattutto se confrontato con il doppiaggio originale in inglese (cosa che potrebbe anche capitarvi di notare dato che molto raramente ci può essere la sostituzione delle voci o dei sottotitoli con quelli inglesi per via di un bug). Altra piccola nota da segnalare riguarda la gestione della regia delle cutscene, le quali risultano molto spesso tagliate in maniera fin troppo netta e con un effetto di tremolio della camera che per alcuni potrebbe risultare anche essere fastidioso, anche se può essere semplicemente rimosso tramite le opzioni. Infine dal punto di vista dei bug in gioco non abbiamo avuto modo di riscontrarne alcuno nel corso della nostra intera partita ma, purtroppo, ci sono attualmente episodi di crash del gioco relativamente frequenti così come di instabilità ai server (entrambi problemi ai quali gli sviluppatori sono attualmente al lavoro per risolvere il tutto quanto prima).

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In conclusione Outriders riesce a nostro avviso a trovarsi un proprio posto tra i titoli cooperativi di questo genere grazie alla sua ricchezza di contenuti tra gioco principale e endgame (con quest’ultimo che potrebbe essere ulteriormente aumentato con un supporto futuro dagli sviluppatori) oltre che meccaniche particolarmente riuscite in termini di gameplay, grazie all’ampia varietà dell’arsenale (dal punto di vista estetico e non) e soprattutto delle mod e delle classi, nonostante per queste ultime ci vorrebbe un leggero miglioramento nel bilanciamento che allo stato attuale fa in modo da rendere alcune build fin troppo efficaci rispetto alle altre (parlando nell’ambito di una stessa classe, tra classi invece il bilanciamento le rende abbastanza simili). Peccato per una trama che avrebbe potuto aggiungere quel qualcosa in più mentre invece si limita a fare da accompagnamento al gameplay, soprattutto dal punto di vista della lore. Ottima, infine, la longevità complessiva e il fattore divertimento che può essere incrementato dal gioco in cooperativo con uno o due amici e di buon livello un comparto tecnico attualmente minato da alcuni problemi di crash e instabilità ai server che speriamo vengano corretti quanto prima.

Dopo due anni dal suo rilascio ufficiale, il gioco di ruolo spaziale di Obsidian Entertainment ottiene la sua seconda espansione narrativa denominata Assassinio su Eridano, che offre ai giocatori una rinnovata possibilità di vivere le atmosfere che hanno contraddistinto il titolo pubblicato da Private Division. A distanza di poco tempo siamo tornati in quel di Alcione, il sistema stellare in cui si svolgono le vicende di The Outer Worlds, per una nuova avventura narrativa, dopo quella proposta da ‘Pericolo su Gorgone’. Abbiamo rispolverato le nostre armi e riarruolato il nostro equipaggio, affrontando la nuova sfida proposta dal pianeta Eridano, che vi raccontiamo nelle prossime righe della nostra recensione.

The Outer Worlds Assassinio su Eridano Grand Colonial Hotel

Una nuova avventura investigativa sul pianeta Eridano

Dalla nave che utilizziamo per spostarci di pianeta in pianeta saremo contattati per un nuovo particolare incarico: indagare sull’assassinio di Helen Alcione, protagonista di uno show seriale interno al gioco (Terror on Monarch) apparso su diverse locandine e testimonial ingaggiata per il lancio di un nuovo particolare prodotto a cura della corporazione Rizzo: la spettrovodka. Se decideremo di accettare l’incarico, verremo assunti come ispettori e pronti per far rotta sul gigante gassoso Eridano per dare inizio alle indagini. Appena arrivati, saremo ben accolti e fatti scortare in un lussuoso hotel che si erge tra le varie isole che compongono il pianeta.

Come nei film investigativi più classici, saremo accolti nella hall dell’albergo con la disponibilità di una suite agli ultimi piani in cui riposare e intrattenersi. Tuttavia, l’area interessata dall’omicidio è una sala al piano terra, dove ci recheremo in prima battuta. Una volta sul posto, verremo informati delle ultime novità e saremo in grado di fare domande al personale e alla scientifica per capire meglio la situazione. Dopo esserci presentati ci verrà consegnato un dispositivo peculiare: l’amplificatore di discrepanze, in grado di identificare delle tracce importanti e analizzarle per trarre delle ipotesi sui fatti reali accaduti. L’arma in questione potrà interagire con noi in base alle domande e all’occorrenza potrà essere usata per sparare ai nemici, non rivelandosi tuttavia tra le più letali.

Detective per poche ore

Appena ricevuto il dispositivo, inizieranno ufficialmente le indagini, con varie piste da seguire tra tracce disseminate per il Grand Colonial Hotel e l’ambiente circostante che ci porteranno a fare domande agli abitanti delle isole limitrofe. La formula con cui si sviluppa la progressione è la medesima del gioco di ruolo principale: interagire con gli abitanti del posto attraverso varie e differenti linee di dialogo possibili, sfruttando anche le statistiche del nostro personaggio, porterà a risvolti differenziati e diversi metodi di prosecuzione. Sebbene la durata del DLC rasenti le 3 ore lato narrazione, l’esplorazione del pianeta Eridano, tra segreti e nuovi oggetti, con rinnovati vantaggi e svantaggi per il personaggio da scoprire oltre che ad un level cap innalzato di tre punti, garantirà ai fan del titolo Obsidian una continuazione congrua con quanto visto nel titolo principale, tra relativi pregi e difetti.

The Outer Worlds Assassinio su Eridano

L’indagine non ci ha particolarmente coinvolto, inscenando qualche stereotipo di genere e che, nonostante le molte opzioni messe a disposizione del giocatore per trovare il colpevole, non ci ha sviato dal soggetto che più di tutti ha destato più sospetti, rivelando la nostra iniziale ipotesi azzeccata. Tuttavia il clima di diffidenza che abbiamo vissuto durante l’indagine, tra scontri contro larve e soggetti governati da parassiti, ha rafforzato la proposta del gioco originale, che non ha perso il proprio focus con questa piccola espansione.

Atmosfera tra lusso e natura

L’atmosfera che si vive sul pianeta Eridano è intrigante, e sebbene la superficie del pianeta non sia poi così grande, divisa in diverse aree tra interni come laboratori ed esterni come grandi campi o giardini, riesce a rivelarsi un buon luogo per un’indagine strutturata. La parte sicuramente più convincente anche se non proprio grande quanto ci si aspetterebbe è decisamente il Grand Colonial Hotel, con interni molto ben definiti e caratteristici. L’esterno del pianeta si presenta alquanto colorato e in linea con lo stile della campagna principale, seguendo un filo di coerenza visiva e artistica che ci ha lasciato con buone sensazioni.

Il level design tuttavia ci è parso debole nelle varie aree e non ci ha convinto appieno, laddove ci saremmo aspettati delle scelte strutturali più consone e funzionali. L’atmosfera in sostanza, è ciò che permette ad Assassinio su Eridano di imporsi, grazie anche a tutta una serie di scelte da intraprendere nei confronti degli abitanti del posto, più o meno importanti che siano, ognuno con il suo contributo al caso anche attraverso dei retroscena curiosi, incappando talvolta anche in inquietanti impiegati sorridenti che faranno sorgere più di un interrogativo sulla storia. È sicuramente una nota positiva l’esplorazione con l’amplificatore di discrepanze, capace di rivelare ogni singolo indizio o prova anche a enorme distanza dalla scena del crimine, lasciando intendere che l’intero pianeta sia lo scenario di un qualcosa potenzialmente più grande.

Sotto il profilo tecnico e grafico siamo di fronte ad un allineamento con il gioco principale, senza particolari picchi qualitativi, mantenendosi stabile su un PC di fascia medio-alta per tutta l’avventura. Le creature ostili che abbiamo incontrato sono in perfetta sintonia con l’ambiente circostante, le quali hanno saputo dare un senso di sfida medio e progressivo ad un personaggio al livello 25 che durante la piccola avventura ha visto incrementarsi fino al 32, con qualche linea di dialogo caratteristica andata a buon fine e altrettante azioni ruolistiche di utilità ben eseguite.

La varietà in tal senso non manca e le possibilità d’approccio ai combattimenti sono le medesime che abbiamo imparato a conoscere durante la campagna principale, tra stealth e rallenta tempo per causare danni con malus in base alla sezione del corpo colpita. Un grande aiuto nella progressione ci è stato dato dagli immancabili compagni di squadra, che in tali frangenti hanno risolto la situazione meglio di noi stessi, interagendo splendidamente anche ai nuovi dialoghi proposti, integrandosi magistralmente nella narrazione, proprio come delle vere spalle del protagonista. Questa componente, insieme al noto amplificatore di discrepanze, hanno contribuito a rafforzare l’immersione all’interno del DLC, anche in relazione al ruolo da detective assegnatoci.

Conclusione

Siamo di fronte ad un DLC con un approccio più narrativo del predecessore, in cui tendenzialmente si combatte poco ma ci si districa tra la mole imponente di dialoghi con gli abitanti del posto alla ricerca della verità, avvalorati dalle possibilità di scelta in base alle caratteristiche personali, estremamente impattanti e che saranno dettate dalla nostra capacità di analisi e giudizio della situazione dopo aver esaminato attentamente ogni dettaglio proposto. The Outer Worlds Assassinio su Eridano aggiunge qualche ora al gameplay ma tende ad essere fine a se stesso sul piano della narrazione, rendendosi davvero appetibile solo ai veri fan che vogliono un pretesto per ritornare su Alcione nei panni del proprio alter-ego spaziale, godendo dell’atmosfera curata e delle poche novità che sicuramente non mancheranno a chi ha terminato il gioco principale rimanendo comunque soddisfatto. La seconda e ultima espansione di The Outer Worlds è inclusa nell’Expansion Pass insieme a Pericolo su Gorgone, formando un pacchetto solo a tratti convincente ma indubbiamente appetibile per chi ha amato alla follia il progetto di Obsidian Entertainment, che conclude in maniera comunque degna il suo percorso di supporto, rimanendo sempre fedele a quanto visto due anni fa e ad un prezzo tutto sommato contenuto.

Ha finalmente inizio l’esperienza annuale del 2021 per The Elder Scrolls Online con questo DLC chiamato Flames of Ambition, il quale andrà poi a confluire nelle vicende che saranno narrate nel corso della prima vera espansione di quest’anno, ovvero Blackwood. Il tema dell’avventura che scopriremo nel corso dei prossimi mesi sarà infatti incentrato sul principe daedrico Mehrunes Dagon e sui Cancelli dell’Oblivion (considerando che questa esperienza annuale sarà chiamata The Gates of Oblivion), il tutto ben 800 anni prima degli eventi narrati nel corso di The Elder Scrolls IV. In questa occasione andremo dunque a focalizzare la nostra attenzione su Flames of Ambition e sui due nuovi dungeon che questo DLC introduce in TESO, ovvero Blakedrake Villa e The Cauldron, così come tutti gli altri contenuti che li accompagnano.

The Cauldron

Il Primo di questi nuovi dungeon di Flames of Ambition è forse quello che più sposa lo stile di Mehrunes Dagon e di quanto è stato mostrato fino ad oggi relativamente alle Deadlands dell’Oblivion nelle varie presentazioni di Blackwood. Giunti in una miniera abbandonata nella regione di Deshaan, e nei pressi di un villaggio di elfi scuri che stanno progressivamente scomparendo in circostanze misteriose, troveremo infatti la daedra Lyranth. Questa reietta avrà infatti bisogno del nostro aiuto per recuperare una cassetta bloccata da un’incantesimo che impedisce ai daedra come lei di avvicinarsi; finiremo però per imbatterci in un vero e proprio culto dedito al principe daedrico della Distruzione e chiamato Waking Flame e dovremo cercare a tutti i costi di sventare un loro rituale.

Nel corso della nostra esplorazione ci troveremo a combattere contro creature daedriche di ogni tipo e un totale di 5 bossfight, di cui una composta sostanzialmente da ondate di nemici da eliminare mentre cercheremo di eseguire un compito particolare con una meccanica unica.

Unleashed Ritualist

(2 items) Adds 1096 Maximum Magicka
(3 items) Adds 1096 Maximum Magicka
(4 items) Adds 1096 Maximum Magicka
(5 items) Dealing damage to an enemy applies Ritualist’s Mark to them for 10 seconds. Enemies with your Ritualist’s Mark take an additional 16% damage from your summoned pets.

Dagon’s Dominion

(2 items) Adds 129 Weapon Damage
(3 items) Adds 1096 Maximum Stamina
(4 items) Adds 129 Weapon Damage
(5 items) Adds 492 Weapon Damage to your area of effect abilities.

Foolkiller’s Ward

(2 items) Adds 1487 Armor
(3 items) Adds 1487 Armor
(4 items) Adds 1206 Maximum Health
(5 items) Activating Block while in combat places a damage shield on you and up to 3 group members within 18 meters for 2 seconds that absorbs up to 4000 direct damage. If a damage shield breaks, the wearer of the shield restores 5680 Magicka and Stamina. This effect can occur once every 30 seconds if a damage shield broke.This effect can occur once every 10 seconds if no damage shields broke.

Baron Zaudrus

(1 item) Adds 548 Maximum Stamina, Adds 548 Maximum Magicka, Adds 603 Maximum Health
(2 items) Applying a status effect to an enemy grants you a stack of Zaudrus’s Ambition for 10 seconds, up to 3 stacks max. When you gain 3 stacks, the stacks are removed and you gain 4 Ultimate. On gaining Ultimate, you cannot gain additional stacks Zaudrus’s Ambition for 1 second.

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Blakedrake Villa

Il secondo dungeon di Flames of Ambition è invece Blakedrake Villa, un vero e proprio maniero, estremamente complesso e ricco di segreti, situato nella porzione nord della Gold Coast. Non appena entrati nei confini della magione incontreremo Eveli Sharp-Arrow, la quale ci chiederà di aiutarla nella sua missione: recuperare un misterioso tomo dalla casa. Giunti all’interno scopriremo però che ci sono forze oscure all’opera, e che recuperare questo libro sarà una vera e propria corsa contro il tempo poiché creature di ogni tipo (dai minotauri alle salamandre) sono impegnate nel tentativo di bruciare ogni libro presente. Ci troveremo così a esplorare un edificio estremamente complesso, ma anche molto dettagliato, particolareggiato e visivamente ispirato, oltre che ricco di strani meccanismi, alcuni dei quali potrebbero persino permetterci di scoprire ben più di semplici documenti di testo.

Nell’edificio saranno infatti presenti un totale di tre bossfight segrete ben celate all’interno di botole e stanze secondarie il cui meccanismo di apertura potrebbe non essere di così immediata comprensione. Eliminare questi nemici extra ci ricompenserà, oltre con del loot aggiuntivo, anche con diversi bonus passivi e soprattutto con l’accesso a una quarta bossfight segreta disponibile dopo il boss finale. Tralasciando questi boss aggiuntivi il dungeon è sostanzialmente composto da un totale di tre boss, con soprattutto l’ultimo dotato di meccaniche uniche di gameplay che richiederanno un po’ di attenzione extra da parte nostra. Completare il tutto a difficoltà veterano sarà poi ovviamente più complesso per via della salute e il danno dei nemici incrementato, ma anche perché dovremo tenere in considerazione che per completare il vero boss finale (quello segreto) avremo a disposizione un massimo di sei tentativi.

I set collegati a questo dungeon risultano essere estremamente interessanti, soprattutto nel caso dei primi due (il primo per build legate al vampirismo mentre il secondo per dps stamina), mentre il terzo può essere una possibilità aggiuntiva per i tank che vogliono fornire supporto extra e il Monster Set risulta essere purtroppo abbastanza situazionale; qui di seguito potete trovarli tutti elencati nel dettaglio:

Set True-Sworn Fury (Magicka, leggero)

  • 2 Oggetti: aggiunge 657 Spell Critical.
  • 3 Oggetti: aggiunge 129 Spell Damage.
  • 4 Oggetti: aggiunge 1096 Magicka.
  • 5 Oggetti: aggiunge 708 Spell Critical e aumenta il Critical Damage del 4%, queste statistiche raddoppiano quando siamo al di sotto del 75% della salute (a 1416 e 8%) e quadruplicano sotto il 50% (2832 e 16%)

Set Kinras’s Wrath (Stamina, medio)

  • 2 Oggetti: aggiunge 129 Weapon Damage.
  • 3 Oggetti: aggiunge 657 Weapon Critical.
  • 4 Oggetti: aggiunge 129 Weapon Damage.
  • 5 Oggetti: infliggere danno con un attacco leggero o pesante aggiunge al nostro personaggio uno stack di Burning Heart per 5 secondi fino a un massimo di 5 stack. Raggiungere i 5 stack genera un’aura d’ira garantendoci Major Berserk e aumentando così il danno da noi inflitto del 10%. Avere un’aura d’ira attiva garantisce Minor Berserk ai nostri compagni aumentando il danno da loro inflitto del 5%.

Set Drake’s Rush (Salute e stamina, pesante)

  • 2 Oggetti: aggiunge 1206 Health.
  • 3 Oggetti: aggiunge 1096 Stamina.
  • 4 Oggetti: aggiunge 1096 Stamina.
  • 5 Oggetti: effettuare un Bash su un nemico permette a noi e a tre compagni nei nostri paraggi di ottenere Major Heroism per 12 secondi ricaricando 3 Ultimate ogni 1.5 secondi. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 18 secondi.

Set Encratis’s Behemoth (Monster set)

  • 1 Oggetto: aggiunge 1096 Magicka.
  • 2 Oggetti: infliggere danno da fuoco a un nemico ci permette di ottenere Behemoth’s Aura per 12 secondi e per un raggio di 12 metri attorno a noi, il quale riduce del 5% il danno da fuoco subito (per noi e un massimo di 11 alleati). I nemici nel raggio d’azione vedranno inoltre la loro resistenza al fuoco ridotta del 5%. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 15 secondi.
flames ambition


Eccoci a parlare dell’ultimo Prime Access di Warframe rilasciato il 23 febbraio 2021 per tutte le piattaforme. Questo pacchetto introduce la nuova (e tanto attesa) variante Prime di Octavia, un Warframe particolarmente apprezzato dagli utenti per via di un suo elemento unico di personalizzazione e fulcro essenziale di tutte le sue abilità. Questa “Regina della musica” viene così resa disponibile nel gioco assieme alle varianti Prime delle sue due armi iconiche, la Tenora e Pandero. Quanto descritto sinora può essere ottenuto gratuitamente nel gioco andando alla ricerca delle nuove reliquie (che potete trovare descritte nel dettaglio alla fine di questo articolo) oppure acquistando uno dei quattro pacchetti Prime Access elencati qui di seguito (considerando che gli accessori possono essere ottenuti soltanto in questo modo). In particolare in questo caso abbiamo dei nuovi strumenti per personalizzare il Mandachord di Octavia (del quale parleremo in seguito), un nuovo Shawzin e nuovi pezzi di armatura con relativa Syandana.

  • Pacchetto Mallet: comprende 1050 Platini, Tenora e Pandero Prime.
  • Pacchetto Resonator: comprende 2625 Platini, Octavia, Tenora e Pandero Prime e infline i Glifi di Octavia Prime.
  • Pacchetto Accessori Prime: comprende l’armatura Glissandra Prime, la Syandana Serenidine Prime, lo Shawzin Aristei Prime e booster di 90 giorni di affinità e risorse.
  • Pacchetto Amp: comprende il contenuto del pacchetto Resonato e Accessori Prime, con un totale di 3990 Platini.
octavia prime

Iniziamo dunque con la protagonista indiscussa di questa guida, ovvero Octavia Prime. Si tratta di un personaggio con discrete capacità di potenziamento per il resto della squadra, ma soprattutto con un’eccellente abilità nell’infliggere danni a ogni tipo di nemico e nel “crowd control”. In termini di sopravvivenza, invece, non possiede alcuna abilità specifica per mitigare i danni subiti, ma è piuttosto in grado di mantenersi invisibile con facilità così da non essere neanche presa di mira dai nemici. Le sue abilità sono infatti:

  • Passiva: ogni volta che Octavia attiva un’abilità conferisce a se stessa e ai compagni vicini Inspiration, ovvero un buff che restituisce 1 punto energia al secondo per trenta secondi.
  • Mallet: influenzato dalle “Percussioni”, attira il fuoco dei nemici e li danneggia con ogni nota suonata, inoltre tutto il danno subito viene accumulato e riflesso in maniera proporzionale.
  • Resonator: influenzato dai “Bassi”, crea una sfera che danneggia leggermente i nemici e li induce a seguirla. Se presente un Mallet il Resonator lo raccoglierà creando un ibrido tra le due abilità (un vero e proprio Mallet mobile).
  • Metronome: influenzato dalla “Melodia”, conferisce diversi buff a tutti quelli che eseguono determinate azioni in corrispondenza delle note. Abbiamo Nocturne che rende invisibili dopo essersi abbassati un numero sufficiente di volte in corrispondenza di una nota, Vivace che aumenta la velocità se si eseguono salti a tempo, Opera che aumenta il multishot delle armi sparando ritmicamente e infine Forte che aumenta il danno corpo a corpo inflitto.
  • Amp: raddoppia la portata e il danno del (o dei nel caso in cui utilizziamo l’augment “Partitioned Mallet”) Mallet e aggiunge un moltiplicatore di danni extra a Octavia e tutti gli alleati.
octavia prime

Di queste le abilità più importanti sono indubbiamente la prima (per deviare l’attenzione dei nemici e infliggere loro un danno proporzionale a quello che possono infliggere), la terza (soprattutto per mantenere l’invisibilità attiva il più possibile) ed infine la quarta per aumentare la portata di tutte le altre. Gli effetti di ogni abilità sono poi strettamente legati al Mandachord, uno strumento in cui potremo inserire le note a nostro piacimento (premendo, in base alla piattaforma, R2, RT o Tab dalla schermata di personalizzazione) per creare una determinata canzone da noi desiderata, oppure applicare una nota in ogni slot per massimizzare gli effetti (in questo caso abbiate però l’accortezza di mutare bassi, percussioni e melodia per non infastidire gli altri giocatori e le vostre orecchie). In termini di statistiche questo Warframe ottiene, grazie alla nuova variante, una polarità Vazarin aggiuntiva (che si somma alle due Naramon già presenti sulla versione di base), scudi migliorati (100 al livello base e 300 al massimo contro 75/255), e una quantità maggiore di energia disponibile (175/262 contro 150/225). 

Per quanto riguarda le build, invece, è quasi superfluo sottolineare l’importanza della durata sopra ogni altra statistica così da mantenere attiva ogni abilità (e buff nel caso dell’invisibilità) il più possibile senza doverle riattivare troppo spesso. In questo però non bisogna comunque tralasciare la portata così da massimizzare gli effetti del danno ad area, ma anche del controllo sui nemici; al contrario non è così essenziale spingere troppo sulla potenza abilità considerando che si andrebbe solo a potenziare il moltiplicatore dei danni (che comunque anche a valori negativi sarebbe proporzionale alla quantità di danno causata dai nemici) o buff che comunque non sono così essenziali come l’effetto del Mallet. Per questo motivo vi consigliamo la build presente qui di seguito tenendo comunque in considerazione che potete (e dovete) adattarla alle vostre preferenze nel caso preferiate più o meno danno, portata e così via:

La Tenora Prime è invece l’arma primaria distintiva di Octavia, e come tale quando impugnata da lei ottiene un piccolo bonus aggiuntivo, ovvero una probabilità del 20% di ricaricare all’istante le munizioni nel caso di un headshot con il fuoco secondario. Tralasciando questo ci troviamo di fronte a un’arma con statistiche estremamente valide per nemici di qualsiasi livello. Abbiamo infatti un danno maggiore rispetto alla versione di base per entrambe le modalità di fuoco (28.0 vs. 24.0 e 280.0 vs. 240.0), così come la probabilità di critico (30% vs. 28% e 40% vs. 34%) e quella di effetto (24% vs. 16% e 20% vs. 11%), ma anche il moltiplicatore di critico (2.2x vs. 2x), velocità di fuoco e capienza caricatore; ultimo ma non per importanza due polarità Madurai aggiuntive. Abbiamo dunque una vera e propria mitragliatrice leggera con un’elevata cadenza di fuoco (che aumenta ancor di più man mano che si spara) e con un fuoco secondario caratterizzato da un colpo singolo ad alta potenza.

Nel caso della Pandero Prime ci troviamo invece di fronte ad un revolver con eccellenti capacità di danno che, collegate a ottime statistiche di critico, possono dare vita a danni importanti. Non manca poi la probabilità di effetto che dà giovamento soprattutto al fuoco secondario di quest’arma che ci permetterà di svuotare il resto del caricatore in maniera repentina causando imponenti danni in pochi secondi. Anche in questo caso, trattandosi di un’arma distintiva, c’è un piccolo bonus quando impugnata da Octavia, ovvero: i colpi alla testa con il fuoco secondario aumentano la velocità di ricarica del 20%. Le nuove statistiche aggiungono danno base (104.0 vs. 72.0), probabilità di critico aumentata (24% vs. 10%) e infine una polarità Madurai aggiuntiva. Anche in questo caso abbiamo un’arma con ottime capacità di taglio innate, per cui vi consigliamo di sfruttarle abbinandole con virale e fuoco (quest’ultimo per ridurre in minima parte la corazza dei nemici). Potete trovare le build consigliate per la Pandero e la Tenora qui di seguito:

Concludiamo questa guida elencandovi le nuove reliquie che sono state aggiunte in Warframe e che vi aiuteranno nella ricerca dei diversi pezzi e schemi per costruire Octavia Prime, la Tenora Prime e la Pandero Prime. Potrete ottenere queste reliquie acquistando pacchetti dal mercato o dalle associazioni (in quest’ultimo caso utilizzando reputazione delle associazioni) oppure come ricompensa al completamento di alcune missioni o dopo un determinato numero di rotazioni (nel caso delle difese, sopravvivenze e così via).

Octavia Prime

  • Reliquia Lith G3: Octavia Prime Neurottiche (comune).
  • Reliquia Meso D6: Octavia Prime Sistemi (comune).
  • Reliquia Neo Z7: Octavia Prime Chassis (non comune).
  • Reliquia Axi O5: Octavia Prime Schema (raro).

Tenora Prime

  • Reliquia Lith T5: Tenora Prime Canna (raro).
  • Reliquia Meso T4: Tenora Prime Castello (raro).
  • Reliquia Neo B7: Tenora Prime Schema (comune).
  • Reliquia Axi T6: Tenora Prime Calcio (non comune).

Pandero Prime

  • Reliquia Lith I1: Pandero Prime Schema (comune).
  • Reliquia Neo P2: Pandero Prime Castello (raro).
  • Reliquia Axi C6: Pandero Prime Canna (non comune).

Nioh The Collection è la versione definitiva per una delle serie più celebri e più recenti pubblicate da Team Ninja, pubblicata ufficialmente il 5 Febbraio 2021. Si tratta di una versione che include le versioni complete di Nioh (inclusi i DLC: Il Drago del Nord, Onore Sprezzante e La fine del Massacro) e Nioh 2 (inclusi i DLC: Il discepolo dei Tengu, Oscurità nella Capitale e Il Primo Samurai), entrambe rimasterizzate per adattarsi ad un funzionamento ottimale su PlayStation 5 e PC.

Una ricca serie

Annunciato per la prima volta nel lontano 2004, Nioh ha visto uno sviluppo molto travagliato che lo ha poi portato a vedere la luce nel Febbraio del 2017. Questa nuova IP, creata dallo studio di sviluppo di Koei Tecmo (e in particolare di Team Ninja), è stata inizialmente pubblicata come esclusiva PlayStation 4; nel corso dello stesso anno, però, in seguito all’uscita di tre espansioni che hanno incrementato di molto le possibilità di gioco, è stata infine rilasciata una versione per PC. In maniera analoga (grazie anche al successo riscosso) il secondo capitolo viene pubblicato nel Febbraio del 2020 e oggi, a un anno di distanza da questa data (e di tre espansioni rilasciate nel frattempo), ci troviamo a parlare dell’edizione completa per Nioh 2 e non solo. 

In questa occasione vogliamo infatti parlarvi della nuova Nioh Collection, ovvero un vero e proprio compendio di tutto ciò che i ragazzi di Team Ninja hanno rilasciato per questa serie. Il tutto, però, non con delle semplici riedizioni dei due capitoli e delle sei espansioni totali ad essi collegati. Questa collection vuole infatti dare nuova vita alla serie proponendoci delle vere e proprie versioni rimasterizzate per poter girare al meglio sulla nuova PlayStation 5, ma anche su PC. Nel nostro caso abbiamo avuto modo di provare la versione PlayStation 5 di queste Remastered ed è pertanto a questa versione che i nostri riscontri faranno riferimento.

nioh the collection

Ni-Oh?

Cominciamo dunque dalle basi: che cosa è Nioh? Si tratta di un action RPG con una forte impronta “souls-like” e anzi, possiamo dire sin da subito che si tratta di uno dei migliori (se non il migliore) esempi di come un titolo di come questo deve essere creato. Questo sia per il rispetto di tutte le caratteristiche di base “soulsiane”, ma anche e soprattutto per la forte caratterizzazione data alla serie, i cui elementi sono ormai ben distinguibili e riconoscibili. Con questi vogliamo fare riferimento sia a scelte di gameplay particolarmente uniche e ben riuscite, ma anche alle possibilità estetiche fornite da un’ambientazione affascinante come quella del Giappone feudale e dalla ricchezza di folklore (che satura le descrizioni di personaggi e nemici) che questa coltura offre.

Entrambi i capitoli di questa serie sono infatti ambientati nel corso del periodo Sengoku, uno dei più celebri e più di frequente rappresentati di questo paese. In particolare abbiamo Nioh 2 a fare da vero e proprio prequel al primo capitolo della serie con due storie pressoché distinte e con soltanto alcuni punti a farle collimare tra loro. Nel caso di Nioh avremo infatti modo di vestire i panni dell’inglese William che si trova a sbarcare sulle coste del Giappone nel tentativo di recuperare il suo spirito guida che gli è stato sottratto da un losco individuo incappucciato. Qui avremo modo di conoscere il potere legato alle misteriose pietre note come Amrita fino a giungere (grazie alle espansioni) ai primi viaggi in Giappone da parte dei Portoghesi (contestualizzati al gioco).

Con Nioh 2 potremo invece impersonare un personaggio metà uomo e metà Yokai interamente personalizzabile, e possessore (come ultimo erede della sua dinastia) di una potente spada ammazza demoni. Con lui esploreremo il Giappone in lungo e in largo (e anche verso il passato nel caso delle espansioni) per sventare una pericolosa minaccia Yokai. Nel caso in cui vogliate approfondire la conoscenza di questa interessante serie e scoprirne tutti i dettagli di gameplay vi rimandiamo alle recensioni di Nioh e delle sue espansioni: Drago del Nord, Onore sprezzante e La fine del Massacro , così come di Nioh 2. In ogni caso con Nioh The Collection parliamo quindi di una mole di contenuti davvero molto imponente e che potrà impegnarvi facilmente per centinaia di ore!

nioh the collection

Una nuova qualità!

La vera novità di questa edizione della serie risiede però tutta nel comparto tecnico e grafico. Il colpo d’occhio generale è infatti decisamente ottimo, al punto che soltanto nel caso di un vero e proprio remake si sarebbe potuto fare di meglio. Le nuove texture sono infatti di ottima qualità e la differenza grafica si nota soprattutto dopo essere arrivati nelle impostazioni grafiche. Qui troviamo infatti tre diverse modalità: una in 4K nativo e 60fps, una a 120fps e una per monitor standard a 1080p e 60fps (modalità qualità). Le due modalità di punta, quella con risoluzione massima e quella con la massima fluidità, funzionano in maniera ottima sul primo Nioh, e di queste quella che può portare il maggior numero di benefici in un gioco dal gameplay così rapido e preciso é certamente quella a 120fps. Nel caso di Nioh 2, invece, abbiamo un po’ di instabilità nel caso di quest’ultima modalità e benefici complessivamente migliori per quelle in 4K o qualità.

Oltre a sfruttare al meglio la potenza di PS5, la Nioh Collection utilizza le possibilità offerte dal rapido SSD della console e dal Dualsense. Grazie al primo abbiamo caricamenti estremamente rapidi così da non spezzare mai l’azione di gioco, mentre nel secondo si tratta di un dettaglio che non ci saremmo aspettati di veder usato così approfonditamente. Sia ben chiaro, non siamo certamente ai livelli di Astro’s Playroom, ma ciononostante il team di sviluppo ha voluto trasmettere al giocatore un buon quantitativo di feedback aptico al giocatore. Abbiamo infatti oltre al più semplice utilizzo dei grilletti adattivi che vanno a creare resistenza durante l’uso dell’arco o armi da fuoco, ma anche l’uso di suoni come la spada che impatta sulle diverse superfici o la distruzione di alcuni oggetti che tramite il Dualsense riescono a fornire alcune piccole (ma non per questo superficiali) sensazioni.

nioh the collection

Nioh The Collection è dunque indubbiamente il modo migliore per riscoprire la serie, o approcciarvisi per la prima volta nel caso di chi non ha avuto modo di giocarvi in precedenza così da esplorare il fantastiche ambientazioni e il folklore giapponese nel dettaglio. Oltretutto la presenza di diversi livelli di difficoltà aggiunge molta rigiocabilità anche per tutti quelli che hanno già terminato la serie. Ottimo il lavoro di rimasterizzazione di entrambi i capitoli, nonostante nel caso di Nioh 2 ci sono alcuni problemi minori di instabilità nel caso delle versioni in 4K e a 120fps (probabilmente per il suo essere relativamente recente considerando che non sono problemi limitati alla sola versione PlayStation 5 ma anche a PC). In ogni caso non si tratta di difetti particolarmente evidenti e l’esperienza complessiva non può che essere estremamente positiva da PS5, complice anche l’estrema rapidità dei caricamenti e l’uso sapiente delle funzionalità del Dualsense da parte degli sviluppatori.

Gunfire Reborn è un gioco pubblicato come accesso anticipato dallo studio indipendente di Duoyi Interactive Entertainment il 28 Novembre 2020. Trattandosi di un early access vogliamo innanzitutto iniziare con il dire che questa recensione sarà riferita a quanto pubblicato e aggiunto fino ad oggi in questo titolo, il quale però ha già una roadmap programmata dal team di sviluppo per questo 2021 e che vede una release definitiva verso l’inizio dell’ultimo trimestre di quest’anno.

Gunfire Reborn si presenta dunque come un titolo che vuole unire molti generi per creare un qualcosa di unico. Lo scheletro portante del gioco è dato dalla struttura tipica dei cosiddetti Roguelite ovvero titoli caratterizzati da livelli generati casualmente e con permadeath (una volta morti si deve per forza ricominciare da capo). La morte come parte integrante del gioco è però, a differenza dei Roguelike (versione “originale” di questo genere particolare), un elemento essenziale per diventare più forti e riuscire ad avanzare sempre più nel gioco. Nel corso di ogni partita otterremo infatti una valuta di gioco, chiamata Essenza dell’anima, e che, dopo la nostra sconfitta, potremo utilizzare per sbloccare nuovi talenti così da migliorare le nostre statistiche, capacità di munizioni e tanto altro. Eventualmente potremmo anche considerare di “investire” questa valuta particolare per rianimarci una volta; questo anche perché tutti i punti di fine partita non spesi andranno persi per sempre non essendo cumulabili.

Da buon Roguelite, inoltre, ogni partita è resa diversa dalla precedente non soltanto grazie alla casualità delle mappe dei vari livelli, ma anche e soprattutto dal loot ottenuto dai nemici. Ogni avversario sconfitto avrà infatti una probabilità di lasciarci (oltre alla valuta per potenziare il nostro personaggio e monete) delle armi da poter utilizzare; per la precisione sono attualmente presenti un totale di 44 armi suddivise in 8 diverse categorie che spaziano dalle semplici pistole ad armi corpo a corpo e lanciamissili. Ogni arma è caratterizzata da alcune caratteristiche predeterminate come il danno, la probabilità di critico o la dimensione del caricatore, ma ogni oggetto avrà diverse “incisioni” le quali aggiungono diversi bonus passivi che possono fare la differenza. Esplorandole diverse aree di gioco potremo inoltre spendere l’oro accumulato nei nostri incontri con un mercante e un fabbro; il primo ci permetterà di acquistare oggetti come munizioni e armi, mentre tramite il secondo potremo potenziare le armi in nostro possesso incrementando il loro danno.

gunfire reborn

Se quanto detto sinora non dovesse bastare a soddisfare la vostra sete di varietà non temete, ci saranno le “pergamene” a soccorrervi. Questi oggetti sono indispensabili per potenziare in maniera importante il vostro personaggio e le vostre statistiche e riuscire ad avanzare nel gioco il più possibile. Si tratta di oggetti reperibili in dei forzieri che otterremo dopo aver ripulito ogni area dai nemici presenti, dopo aver completato le cosiddette stanze del tesoro (sfide ricche di nemici o di trappole da evitare), da forzieri unici che potremo aprire solo spendendo un certo quantitativo di oro o consumando un determinato quantitativo di salute, oppure ancora come loot casuale dai nemici. Le pergamene costituiscono dunque la base portante delle nostre build e alcune potrebbero anche aggiungere ottimi bonus ma al contempo malus.

La maggior parte degli oggetti descritti fino a questo punto non potranno però essere ottenuti sin dalla nostra prima partita: per sbloccare molte armi e pergamene come loot dai nemici dovremo necessariamente prima completare delle sfide. Queste ci richiederanno quasi sempre di sconfiggere un determinato numero di un tipo specifico di nemico (o sua variante elite) o di farlo in un modo particolare e risulta essere un modo eccellente di esaltare la natura Roguelite di Gunfire Reborn, rendendoci più semplice ogni partita successiva dopo aver sbloccato ad esempio una determinata arma che potremo trovare, con un po’ di fortuna, già nei primi minuti di gioco. Ogni nuovo tipo di nemico sconfitto andrà inoltre a sbloccare una relativa descrizione nel cosiddetto Logbook anche se, purtroppo, non si tratta al momento di dettagli che aggiungono lore o che ci possono suggerire punti deboli specifici.

gunfire reborn

Alle caratteristiche da Roguelite descritte fino a ora vanno inoltre ad aggiungersi altri elementi tipici di giochi di ruolo o sparatutto in prima persona. Abbiamo infatti, ad esempio, una schivata il perfetto stile Dash di DOOM (così come il sistema di shooting rapido paragonabile a un FPS Arena), armi che applicano determinati status più o meno forti contro corazze, scudi o salute normale, ma anche un roster di diversi personaggi tra cui scegliere. Si tratta allo stato attuale di quattro personaggi diversi, ciascuno caratterizzato da determinate statistiche di salute, scudo e armatura, una propria granata specifica e da un’abilità definitiva. Il primo eroe utilizzabile sin da subito è il Principe ereditario, un gatto dotato di una granata fumogena che danneggia e diminuisce la precisione dei nemici, oltre che l’abilità definitiva rappresentata da un globo che blocca i nemici colpiti sul posto infliggendo loro danno e aumentandone il danno subito. I personaggi successivi saranno sbloccati dopo aver raggiunto con i precedenti determinati livelli di Talento (cosa che vi richiederà non poco tempo).

Gunfire Reborn presenta infine una grafica molto particolare che risulta essere molto interessante nonostante la semplicità, anzi, è proprio questa semplicità a renderla tanto valida. Potremmo infatti paragonare lo stile grafico di questo gioco alla serie di Borderlands per quanto riguarda il cell shading, il tutto è però caratterizzato da un basso numero di poligoni (low poly) che rendono i modelli di tutti i personaggi, nemici e ambienti molto minimali. Ciononostante tutto è reso molto unico e ben differenziato dal resto: ogni macro area presenta i propri elementi distintivi e nemici completamente differenti dalla precedente, così come le bossfight finali di ogni livello (per le quali dovrete necessariamente essere preparati a dovere per poter sperare di avere una possibilità), tutte uniche e divertenti da giocare. Concludiamo con il dire che il titolo può essere giocato interamente in coop con un massimo di quattro amici o giocatori incontrati casualmente in matchmaking, cosa che semplifica non poco le partite e soprattutto rende il tutto molto più divertente e rigiocabile (soprattutto considerando la possibilità di scambiare oggetti e armi).

gunfire reborn

In conclusione con Gunfire Reborn ci troviamo di fronte a un gioco davvero molto ricco e valido, per il quale il team di sviluppo indipendente sembra avere grandi piani per il futuro, inclusa una versione per console e una modalità campagna principale da affiancare alla modalità Roguelite, così come nuovi oggetti, armi, boss, nemici e aree di gioco. Abbiamo inoltre un gameplay molto veloce e divertente da esplorare in ogni suo aspetto, soprattutto divertendosi a fare tutto ciò in compagnia di amici. Considerando questo e l’importanza che gli sviluppatori stanno dando all’utenza, non è una sorpresa che il gioco in pochi mesi sia riuscito a raggiungere il traguardo di un milione di copie vendute e che ci siano attualmente sulla pagina Steam un totale di oltre 30 mila recensioni positive. Per queste ragioni non possiamo che consigliare Gunfire Reborn sia ai fan dei Roguelite, ma anche a tutti quelli che vogliono provare ad approcciarsi al genere.

Gunfire Reborn si aggiorna alla versione 1.29 e, per celebrare questo nuovo update ricco di contenuti, ma soprattutto per celebrare il capodanno Lunare (del 12 Febbraio) il titolo è in sconto per un periodo limitato. Si tratta di un titolo che ha ormai riscosso un ottimo successo attraverso la piattaforma di Steam accumulando in breve tempo oltre 30 mila recensioni, di cui la quasi totalità di tipo positivo, sulla piattaforma stessa. Il gioco unisce elementi FPS ai classici dei Roguelite aggiungendovi anche un pizzico di RPG creando una formula davvero interessante e divertente, soprattutto se giocato con altri amici.

gunfire reborn

Il nuovo aggiornamento 1.29 include innanzitutto un nuovo eroe giocabile chiamato Lei Luo, il quale utilizza l’elettricità che nasce da alcuni tatuaggi presenti sul suo corpo dalla nascita per potenziare i suoi attacchi e colpire i nemici. Troviamo anche due nuove armi (un arco e una katana) che potremo ottenere casualmente dai nemici dopo aver completato la relativa sfida, ma anche nuovi talenti per potenziare il nostro personaggio nel corso di ogni run, nuovi set di livelli e ultimo, ma non per importanza, due nuove tipologie di nemici da affrontare nelle diverse aree di gioco.

Abbiamo infine una serie di bug fix e migliorie, il tutto esplorabile nel dettaglio tramite la pagina Steam dedicata a questo aggiornamento di Gunfire Reborn che potete trovare a questo link. Vi ricordiamo infine che lo sconto del 21% attualmente presente sarà disponibile solo fino al 15 Febbraio, pertanto se avete intenzione di acquistare o provare questo titolo vi consigliamo di approfittarne il prima possibile!

Capcom ha ufficialmente svelato tramite il Resident Evil Showcase del 21 Gennaio nuovi dettagli chiave riguardo il suo attesissimo titolo survival horror Resident Evil Village, l’ottavo capitolo del franchise di Resident Evil. Capcom ha innanzitutto confermato che Resident Evil Village sarà disponibile in tutto il mondo il 7 maggio 2021 per PlayStation 5, Xbox Series X|S e Steam, ma anche per PlayStation 4 e Xbox One. Resident Evil Village sarà idoneo per l’aggiornamento dalla console della vecchia generazione di Sony a PS5 e supporterà Smart Delivery per le console Microsoft. Sono stati rivelati anche nuovi dettagli attraverso il primo video di gameplay esteso, oltre all’annuncio del gioco multiplayer Resident Evil Re:Verse che celebrerà il 25° anniversario del franchise.

In Resident Evil Village prosegue la storia di Ethan Winters, che ha avuto inizio in Resident Evil™ 7 biohazard. L’ultimo capitolo combina un’azione mozzafiato con un gameplay survival horror esclusivo, sinonimo della serie Resident Evil. Nel primo video esteso di gameplay, il team di sviluppo ha rivelato diversi nuovi dettagli tra cui alcune funzionalità che richiamano gli elementi preferiti dai fan dei precedenti giochi della serie. Il protagonista Ethan, sarà ora in grado di acquistare e vendere oggetti, acquistare ricette per la creazione e personalizzare delle armi con un mercante soprannominato “The Duke”. Utilizzando i materiali trovati durante il gioco, sarà in grado di creare materiali di consumo inestimabili, necessari per sopravvivere ai terrori del villaggio. L’utilizzo di queste provviste comporterà anche una pianificazione più strategica, con un sistema di inventario rivisto basato sulla gestione dello spazio che sarà familiare ai fan della serie.

resident evil village

Il cast variegato di nemici apparsi durante la diretta rappresenta solo una piccola parte di quelli che troveremo in Resident Evil Village. Ethan affronterà molte minacce tra cui le velocissime creature che lo perseguitano senza sosta e le misteriose figlie di Lady Dimitrescu che possono trasformarsi in sciami di insetti. La schiera disparata di avversari del gioco avrà i propri attacchi distintivi, quindi i giocatori dovranno adattare le loro strategie con decisioni rapide in modo da capire quando attaccare, proteggere o fuggire per sopravvivere. Ethan ha una nuova mossa nel suo arsenale per creare maggiore distanza dai nemici e guadagnare tempo prezioso per decidere la sua prossima mossa.

I possessori di PlayStation 5 possono inoltre assistere a un’anteprima esclusiva dell’area del castello di Resident Evil Village tramite la demo Maiden. Questa esperienza stand-alone è autonoma, ma mette in mostra le straordinarie immagini e l’audio 3D che ti attendono nel gioco principale. Nei panni della Maiden, i giocatori dovranno fare affidamento esclusivamente sul proprio ingegno per fuggire in questa demo piena di tensione, poiché non avranno modo di combattere o difendersi. Una nuova e diversa demo per tutte le piattaforme sarà disponibile entro la fine della primavera.

Per celebrare il 25° anniversario del franchise di Resident Evil, che prenderà il via a marzo 2021, Capcom ha annunciato che Resident Evil Village includerà l’accesso a un’esperienza multiplayer gratuita intitolata Resident Evil Re:Verse in arrivo su PlayStation 4, Xbox One e PC. I giocatori PlayStation 5 e Xbox Series X|S possono accedere al gioco grazie alla retrocompatibilità. Questo bonus di ringraziamento per i fan presenta straordinarie immagini in stile fumetto e mette i famosi personaggi di Resident Evil l’uno contro l’altro in battaglie deathmatch da quattro a sei giocatori in luoghi iconici di Resident Evil. I giocatori possono scegliere i personaggi preferiti dai fan da un elenco e ognuno di loro avrà proprie abilità uniche da padroneggiare. Quando i giocatori vengono sconfitti in combattimento, il loro personaggio si rigenera trasformandosi in un’arma biologica per mettere in atto la sua vendetta nei confronti dei suoi nemici. Ulteriori informazioni su Resident Evil Re:Verse saranno disponibili prossimamente.

I pre-order di Resident Evil Village sono già disponibili e permettono di prenotare la Standard Edition in versione fisica e digitale, una Deluxe Edition digitale e una Collector’s Edition fisica (i pre-order di quest’ultima saranno disponibili prossimamente presso retailer selezionati). La Deluxe Edition digitale include il gioco base e il “Trauma Pack” digitale, che include contenuti di gioco aggiuntivi tra cui un’arma Samurai Edge, il filtro speciale “Found Footage” ispirato a Resident Evil 7 biohazard e opzioni di salvataggio tramite mangianastri, accesso immediato a un livello di difficoltà particolarmente impegnativo e altro ancora. La Collector’s Edition fisica, include i contenuti digitali della Deluxe Edition più una straordinaria statuetta di Chris Redfield, una custodia SteelBook, un artbook, una mappa in tessuto del villaggio e una stampa A4 che raffigura il key art del gioco.

Lo studio di sviluppo di Duoyi Interactive Entertainment è lieto di annunciare che il suo recente titolo Gunfire Reborn ha raggiunto il totale di un milione di copie vendute sin dal suo lancio del 28 Novembre. Parliamo inoltre di numeri in continua crescita dato l’ottimo riscontro positivo ricevuto da parte del pubblico.

Gunfire reborn

Questo titolo si distingue per le grandi possibilità offerte nel corso degli scontri a fuoco che dovremo affrontare. Sarà infatti possibile utilizzare tre diversi eroi antropomorfi, ciascuno dotato di abilità uniche. Questo, unito alla natura Roguelite di Gunfire Reborn renderà ogni partita diversa portando al giocatore una sempre nuova esperienza creata casualmente. Sarà infatti possibile imbattersi in una grande varietà di nemici, trovare diversi incantesimi per aiutarci negli scontri, ma soprattutto un gran numero di armi diverse. Queste ultime, inoltre, presenteranno delle iscrizioni (anch’esse casuali) in grado di aggiungere alcuni bonus come danno aumentato, caricatori migliorati, numero di proiettili sparati e tanto altro.

Qui di seguito potete trovare i risultati ottenuti dal team di sviluppo nel corso di questi mesi, grazie anche al lavoro svolto insieme ai giocatori e alla community che si è venuta a creare attorno a Gunfire Reborn.

Gunfire reborn

Per celebrare quest’ultimo traguardo gli sviluppatori hanno in programma diversi giveaway sui loro canali social ufficiali (Facebook and Twitter). Il team vuole infine ringraziare tutti i giocatori: “Siamo grati a tutti i nostri utenti, che consideriamo come veri e propri sviluppatori di Gunfire Reborn”.

Sono inoltre in arrivo diversi aggiornamenti che andranno a migliorare il gioco sotto diversi aspetti. Oltre ai due aggiornamenti maggiori già pubblicati nel corso di questo autunno e inverno, vedremo innanzitutto arrivare un primo update con nuovi boss, armi e soprattutto un nuovo eroe!

Nella Roadmap che potete trovare qui di seguito possiamo inoltre notare altri piani futuri per nuovi contenuti come altre armi, eroi, una rivisitazione della struttura dei talenti in arrivo nel corso dell’estate di quest’anno, fino a giungere all’autunno del 2021 con la release completa del gioco. È infatti in arrivo una vera e propria modalità campagna dedicata, ma anche la pubblicazione di Gunfire Reborn su console e persino dispositivi mobile (il tutto ereditando i contenuti e il gameplay della versione PC).