Inaros Prime entra a far parte delle varianti Prime di Warframe assieme a due nuove armi: il Panthera ed il Karyst.

Il nuovo Prime Access di Inaros è stato aggiunto il 14 Luglio e, come di consueto, avrete la possibilità di ottenere questo nuovo Warframe e le sue armi esclusive direttamente in gioco, andando alla ricerca delle relative reliquie per ottenere le singole componenti, o in alternativa acquistandolo direttamente tramite lo store. Qui di seguito trovate tutti i quattro Pack presenti nello store per ottenere dalle sole armi agli accessori, fino al pacchetto omnicomprensivo. Il tutto è elencato qui di seguito:

  • Devour: include Panthera Prime, Karyst Prime e 1050 Platini.
  • Sandstorm: include Inaros Prime (e due suoi glifi), Panthera Prime, Karyst Prime e 2650 Platini.
  • Pacchetto Accessori: include Syandana Kathuss Prime, Armatura Mittahk Prime e Booster di crediti ed affinità per 90 giorni.
  • Scarab Swarm: include tutti i contenuti dei precedenti pacchetti (Warframe, armi, accessori e booster) con l’aggiunta di ben 3990 Platini.
Inaros prime

Entriamo ora nel vivo del contenuto andando ad analizzare tutti questi nuovi contenuti per trovare le build ideali. Partiamo innanzitutto dal vero protagonista del Prime Access, ovvero Inaros. Si tratta di un Warframe da sempre conosciuto per la sua altissima resistenza, soprattutto legata all’alto numero di punti salute che è in grado di raggiungere. La variante Prime presenta, come di consueto, varie statistiche migliorate; abbiamo infatti una quantità di salute aumentata (575 contro 550), energia migliorata (125 contro 100) ed una velocità di scatto maggiore (1.05 contro 1), il tutto con una polarità Madurai e una Vazarin aggiuntive. Sfortunatamente, a discapito di quello che in molti si sarebbero aspettati, non c’è stato alcun rework sulle sue abilità, le quali risultano essere attualmente non particolarmente efficienti, specialmente se paragonate a quelle di altri personaggi:

  • Passiva: Inaros presenta ben due abilità passive che contribuiscono alle sue alte capacità di resistenza. Innanzitutto in caso di morte andrà a rinchiudersi all’interno del suo sarcofago, in questo stato di “dissanguamento” può essere rianimato da altri giocatori (come per tutti gli altri Warframe) o in alternativa può assorbire energia vitale dai nemici (ed alleati) vicini per rianimarsi autonomamente. Inoltre ogni esecuzione con armi corpo a corpo andrà a ricaricare il 20% della sua salute massima.
  • Dessication: scaglia un’onda di sabbia maledetta che acceca i nemici e ruba loro salute. L’accecamento espone i nemici alle esecuzioni con armi corpo a corpo (in sinergia con la sua passiva).
  • Devour: intrappola i nemici nelle sabbie mobili ed li attira a sé per divorarli rubando loro salute (risultando essere inoltre immune agli attacchi un questo stato). In caso di uccisione il nemico verrà riportato in vita come Ombra di Sabbia alleata.
  • Sandstorm: Inaros si trasforma in un tornado di sabbia che manda in volo i nemici e divora quelli intrappolati nelle sabbie mobili.
  • Scarab Swarm: consuma la propria salute per generare un’armatura di scarabeo indurita. In aggiunta è possibile consumare parte della carica dell’armatura per colpire i nemici con uno sciame di scarabei; i nemici colpiti vedranno la loro salute prosciugata e conferita ai nostri alleati.

Tutte queste abilità sono pensate soprattutto per garantire un’ottima capacità rigenerativa di salute al nostro “Faraone” e discrete capacità di controllo per nemici numerosi. Purtroppo però, come già detto in precedenza, sono attualmente presenti in gioco altri Warframe in grado di raggiungere “l’immortalità”, i quali presentano anche abilità migliori non solo per il controllo di grandi numeri di nemici, ma anche per infliggere danno o supportare. Inaros rappresenta dunque un Warframe pensato per resistere a tutto ma con pochi fronzoli. Qui di seguito potete trovare due build da poter utilizzare:

In entrambi i casi manteniamo delle ottime capacità di sopravvivenza (con una sola Forma investita), ma nel caso della prima abbiamo la possibilità di sfruttare le sue abilità in modo più divertente. Abbiamo infatti incluso l’augment Dessication Curse, il quale conferisce una percentuale del 75% di evocare un’Ombra di Sabbia uccidendo un nemico accecato con un’esecuzione. Questo, abbinato ad un pizzico di durata in più favorisce l’uso delle esecuzioni per creare un nostro piccolo esercito (un po’ come nel caso della ultimate di Nekros). La seconda è invece incentrata sulla massima resistenza, soprattutto grazie a Negation Swarm; questo augment permette infatti di consumare una piccola percentuale dell’armatura scarabeo per resistere ad ogni tipo di effetto (l’unica cosa che può arrivare ad infastidire Inaros).

In entrambi i casi è essenziale soprattutto l’uso di Arcane Grace, ma anche di Arcane Guardian. Quest’ultima porta l’armatura di Inaros a numeri decisamente alti, ma nel caso della prima abbiamo la possibilità di ricaricare una percentuale di salute al secondo per ogni colpo subito, ed un 6% di rigenerazione al secondo su una salute di oltre 7.000 (in questo caso) significa più di 420 punti salute al secondo. Eventualmente, volendo utilizzare anche delle Forma Umbra e delle Forma aggiuntive si può andare a potenziare al massimo Umbral Vitality, sostituire Corrosive Projection con Physique ed aggiungere Coaction Drift come aura, il tutto per arrivare a sfiorare i 12.000 punti salute.

inaros prime

Passiamo ora, invece, alla prima delle due armi del Prime Access di Inaros, ovvero il Panthera. Parliamo di una categoria di armi primarie molto interessante ma non pienamente sfruttata all’interno di questo titolo, ovvero le spara lame. Delle due armi presenti in gioco il Miter ha sempre prevalso sul Panthera a causa del suo danno maggiore (parliamo di più del doppio), oltre che l’alta percentuale di effetto e l’innata capacità di attraversamento. Il Panthera Prime va oggi parzialmente a colmare questo divario grazie a probabilità di critico e di effetto migliorate (rispettivamente 18% contro 12% e 30% contro 24%) così come un rateo di fuoco e capienza caricatore aumentate, ma a discapito di precisione e munizioni massime. Tali statistiche sono state migliorate anche per il fuoco secondario dell’arma (scomodo da utilizzare nel caso usiate un controller, ma molto utile).

Tutto ciò consente l’utilizzo di una build ibrida status e critico (per la quale saranno necessarie solo due Forma grazie anche alla polarità Madurai che questa variante presenta) in grado di infliggere quantità di danno a dir poco inaspettate; infatti, grazie all’alta percentuale di effetto, l’arma causerà quasi sempre l’attivazione del Taglio che, combinato con il Virale, va a causare danni nel tempo davvero notevoli. Volendo spingere ancor più sulla probabilità critico si potrebbe valutare l’inserimento di Argon Scope in sostituzione a Vigilante Armaments, oppure anche l’uso di Heavy Caliber (anche se in questo caso la precisione cala drasticamente). Inoltre vogliamo sottolineare come il fuoco secondario sia particolarmente efficace contro nemici più coriacei, grazie allo status che supera il 114% ed il critico che arriva a 84%.

Eccoci, infine, a parlare della nuova piccola, ma potente daga: il Karyst Prime. Questa nuova arma corpo a corpo presenta delle statistiche inaspettatamente alte, risulta infatti essere la daga con la probabilità critico (ad esclusione delle zaw) e con la probabilità di effetto più alta del gioco. Rispetto alla sua versione standard presenta infatti un danno di base aumentato (344 contro 273), probabilità di critico e di effetto migliorate (24% contro 10% e 30% contro 26%), così come un moltiplicatore di danno critico leggermente aumentato (da 2x a 2.2x) ed una migliore portata (2.2m contro 1.7m). Il tutto, però, a discapito della velocità che da 0.75 passa a 0.67.

Nonostante la scarsa velocità numerica, all’atto pratico non è un valore che si fa sentire particolarmente grazie soprattutto alle mod stance per le daghe. Per questa ragione abbiamo preferito l’utilizzo di Primed Reach a Primed Fury ma, in questo caso, dipende sostanzialmente dalle vostre preferenze se prediligere una velocità più bassa ma portata aumentata o viceversa. Inoltre volendo sfruttare maggiormente l’effetto di potrebbe andare a sostituire Sacrificial Steel con Weeping Wounds anche se questo andrebbe un po’ a sfavorire i danni da attacchi pesanti (molto efficaci per quest’arma) riducendo di molto il critico. In ogni caso utilizzando 2 Forma si può ottenere un’arma corpo a corpo estremamente valida grazie agli altissimi valori di critico ed effetto che vengono raggiunti.

Vi ricordiamo infine che (come detto in anticipo) sia le nuove armi, sia il nuovo Inaros Prime potranno essere ottenuti direttamente in gioco andando alla ricerca delle reliquie relative ai singoli componenti per ciascun elemento. Per aiutarvi nella ricerca potete trovare il loro elenco completo qui di seguito:

Inaros Prime:

  • Schema (Axi W1)
  • Chassis (Neo T3)
  • Sistemi (Lith M6)
  • Neurottiche (Meso I1)

Panthera Prime:

  • Schema (Axi C5)
  • Calcio (Meso N10)
  • Canna (Lith P3)
  • Castello (Meso P2)

Karyst Prime:

  • Schema (Meso P3)
  • Lama (Meso K3)
  • Elsa (Axi B4)

Quella di Saints Row è una serie che ha da sempre riscosso grande successo per il suo carattere comico molto spinto; il terzo capitolo chiamato Saints Row The Third è apparso sul mercato nell’ormai lontano 2011, oggi però, con quasi 9 anni di distanza, vediamo il ritorno di questo titolo particolarmente apprezzato con la sua versione Remastered. Parliamo del capitolo che ha probabilmente riscosso maggior successo (ed infatti è da molti definito il miglior Saints Row) e che più ha fatto avvicinare nuovi fan alla serie.

La gestione della Remastered è stata affidata a Sperasoft, la quale ha ridefinito e migliorato la grafica lavorando con gli ambienti, i modelli e gli effetti ed ha implementato un nuovo motore di illuminazione. Questa versione, inoltre, include tutti i DLC pubblicati con tre serie di missioni aggiuntive e vari contenuti aggiuntivi tra armi e veicoli.

saints row remastered

 

 

Trama

Saints Row The Third Remastered ci riporterà alla guida della gang dei Saints i quali, ormai raggiunto l’apice del potere, sono diventati vere e proprie celebrità ed il loro marchio divenuto un franchise. In questo contesto una gang rivale (anche se sarebbe più corretto definirla società criminale), chiamata Syndicate, verrà a chiederci tributo per consentirci di “restare in gioco”. Per chi conosce i Saints sa che questa richiesta non può portare a nulla di buono, ed infatti daremo il via ad una vera e propria guerra urbana per riacquisire il nostro status ed eliminare chiunque voglia opporsi al nostro predominio.

Il nostro campo di battaglia sarà la città di Steelport, interamente controllata dai Syndicate, e qui combatteremo con vecchi amici e tanti nuovi compagni; ogni personaggio avrà il suo folle carattere ed aggiungerà brio a tutte le missioni rendendole divertenti e più assurde di quanto già non siano. Questo è uno degli elementi meglio riusciti dell’intero titolo, al punto da migliorare di molto una storia che risulterebbe altrimenti fin troppo semplice e scontata (anche se del resto tra battaglie aeree a bordo di carri armati, scontri con zombie e “combattimenti alieni” nulla con i Saints è mai scontato).

 

Gameplay

Saints Row The Third Remastered presenta un gameplay sostanzialmente invariato rispetto al gioco originale; innanzitutto per sconfiggere il nemico dovremo conquistare tutti i territori della (discretamente ampia) mappa di gioco. Per fare ciò dovremo innanzitutto completare diverse tipologie di attività che verranno sbloccate con le prime missioni e che spazieranno dal effettuare truffe assicurative subendo incidenti il più gravi possibile, fino a compiere stragi a bordo di un carro armato. Inoltre dovremo acquistare tutti i negozi ed edifici presenti in ciascuna zona, cosa che ci garantirà anche un importante introito orario di denaro.

Oltre al denaro avremo bisogno di rispetto, e per guadagnarlo potremo completare le varie missioni principali o secondarie e le attività citate poc’anzi. Il tutto sarà gestito da un sistema di livelli che andrà progressivamente a sbloccare vari tipi di potenziamento suddivisi, ad esempio, in migliorie personali, riduzione dei danni, aumento delle munizioni, potenziamenti della gang e così via. Dopo averlo sbloccato, però, il potenziamento dovrà necessariamente essere acquistato utilizzando denaro.

saints row remastered

Saints Row non sarebbe degno di essere definito tale senza un buon numero di bocche da fuoco, molte delle quali fuori di testa; questa Remastered ovviamente non fa eccezione. Le armi si suddividono in pistole, mitragliette, fucili a pompa, fucili, esplosivi e speciali. Tutte le armi presenti (eccezion fatta per quelle dei DLC) possono essere potenziate dai numerosi armaioli presenti nella mappa di gioco per ottenere caricatori aumentati, riduzione del rinculo o persino aggiungere effetti particolari come i proiettili incendiari. Nella stessa maniera avremo a disposizione un vasto numero di veivoli e veicoli e anche questi ultimi potranno essere potenziati e personalizzati.

Alla campagna principale va poi ad associarsi la cosiddetta “modalità lorda”, si tratta di una sopravvivenza ad ondate che potremmo definire “singolare” per via delle combinazioni di armi in nostro possesso e nemici che andremo ad affrontare. Sia questa modalità che la campagna principale potranno poi essere giocate anche in modalità cooperativa online. Pertanto avrete la possibilità di seminare caos e distruzione o divertirvi anche in compagnia così da rendere il gioco più longevo.

saints row remastered

 

Longevità

Nonostante la durata di Saints Row The Third Remastered non risulti essere particolarmente consistente, il tutto risulta essere perfettamente commisurato alla tipologia di gioco. Infatti per completare la campagna principale avrete bisogno di poco meno di 10 ore di gioco. Queste possono anche raggiungere le 20 ore di gioco nel caso in cui vogliate dedicarvi a migliorare al massimo il vostro impero o raccogliere collezionabili in giro. Probabilmente una durata maggiore delle missioni principali avrebbe reso il tutto meno accattivante; al contempo però qualche aggiunta mirata alle attività e missioni secondarie avrebbe certamente migliorato la varietà senza cadere nella monotonia.

saints row remastered

 

Comparto Tecnico

Il lavoro svolto da Sperasoft con questa versione Remastered di Saints Row The Third è certamente di grande livello: le migliorie grafiche sono abbastanza evidenti, anche se qualche modello lascia un po’ a desiderare (ma vi ricordiamo che si tratta di una rimasterizzazione del titolo originale e quindi non una versione costruita da zero). La miglioria più evidente sul lato grafico è però merito soprattutto del lavoro svolto dal nuovo motore di illuminazione. Questo infatti riesce a rendere tutto estremamente più realistico di quanto non sarebbe in sua assenza.

Altra nota di merito va al lavoro sull’audio che introduce molti effetti non presenti nell’originale, come l’effetto della pioggia, e che aggiungono un buon livello di realismo. Le musiche poi risultano essere perfette per ogni circostanza rendendo tutto più vivo e adrenalinico; questo nonostante la colonna sonora non sia eccessivamente ricca di brani (come si può notare ascoltando la radio da qualsiasi auto). Nonostante tutto però anche qui ci sono alcuni problemi, anche se non eccessivamente gravi, come l’audio che non viene riprodotto in determinate circostanze per alcuni effetti.

Purtroppo sono presenti diversi bug e glitch che spaziano dalle “semplici” compenetrazioni errate, fino a veri e propri crash del gioco (nonostante non siano molto frequenti). Questo si associa poi anche ad un framerate che non riesce a mantenersi perfettamente stabile in tutte le situazioni anche su PlayStation 4 Pro.

Wintermoor Tactics Club è un gioco di ruolo tattico con una narrazione ispirata ai romanzi visivi, ambientato in un liceo durante gli anni ’80 e combina questa sua ambientazione contemporanea con il combattimento tattico in stile RPG fantasy. Lo sviluppatore indipendente EVC, in collaborazione con l’editore di giochi indipendenti Versus Evil, ha attualmente pubblicato il titolo su PC tramite Steam il 5 maggio, con le versioni per PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch che verranno lanciate entro la fine dell’anno.

In questo gioco, interpreteremo Alicia, una ragazza intelligente che ama giocare di ruolo con i suoi amici Jacob e Colin. Jacob è una via di mezzo tra un bullo ed eterno scontento, mentre Colin è il buono sempre preso di mira dai bulli di turno.

Wintermoor tactics club

L’Accademia di Wintermoor, come ogni liceo che si rispecchi, ha una serie di club che vantano diserve iniziative. Il gioco di ruolo di questi ragazzi non sono, però, un semplice hobby, ma parte integrante delle attività del club. Purtroppo però la loro tranquillità verrà spezzata da un annuncio del preside, che inviterà tutti i club nell’auditorium. Qui si scoprirà che per mantenere in vita il proprio club, bisognerà partecipare ad un torneo di palle di neve.

Lo shock e il panico invadono la sala e scatenano l’ansia tra gli studenti, anche perché il vincitore manterrà il proprio club mentre tutti gli altri verranno sciolti. Da qui inizierà un’avventura a metà tra guerra con palle di neve e quest cartacee, migliorando varie abilità e prendendo parte a sidequest e storie dei personaggi minori.


SGUAINIAMO LA SPADA

Il sistema di combattimento di Wintermoor Tactics Club è interamente a turni su griglia quadrata e decisamente accessibile. Ad ogni turno muoveremo i protagonisti, useremo abilità offensive o difensive e attaccheremo i nemici. La modalità è la stessa sia per le giocate cartacee personalizzate, sia per il torneo a palle di neve che per l’occasione andrà a trasformarsi in una giocata di ruolo cartacea.

Le tre classi principali, ovvero mago, ladro e paladino sono rispettate alla lettera. Il sistema funziona grazie anche alla possibilità di migliorare il proprio corredo di attacchi sia con le quest secondarie che con le missioni introdotte dai nostri amici. Quello che forse manca è una vera personalizzazione del personaggio che avrebbe donato un tocco di stile all’intera produzione. La nostra idea è che lo sviluppatore voglia proporre un’esperienza orientata ad un pubblico più ampio, meno avvezzo a caratteristiche e punti da distribuire.

Wintermoor tactics club


LA PAGINA DI UN LIBRO

La routine di gioco è scandita dall’esplorazione dell’intera accademia per svolgere incarichi secondari e dialogare con gli studenti, lo studio del nemico, la battaglia allo stadio, la fine delle ostilità con la meritata notte di riposo. Per muoverci tra i vari edifici useremo una mappa stilizzata dell’Accademia di Wintermoor che offre informazioni aggiuntive se manterremo il puntatore del mouse sul luogo che vogliamo raggiungere. Il tipo di storie che affronteremo sono di taglio decisamente giovanile, cosa che contraddistingue anche l’intero impalcato relativo alla storia principale. Il gioco perde l’equilibrio tra stereotipi molto di moda, come la ragazza emancipata a tutti i costi e il paladino che diventa principessina da salvare.

Abbiamo trovato interessante la fase di gioco relativa agli aspetti sociali, in cui i personaggi possono interagire tra loro per migliorare la propria affinità. Anche in questo caso nulla verrà approfondito più del dovuto, ma il completamento di questi incarichi sbloccherà nuove abilità molto utili. Man mano che il Tactics Club avanzerà nel torneo, avremo l’opportunità di portare nel nostro club nuovi “adepti”.

Wintermoor tactics club

Anche questa meccanica è risultata essere molto ben riuscita, soprattutto perché prima di usarli nel mondo di gioco, le nuove leve dovranno affrontare campagne cartacee create da noi. La veste da Dungeon Master si tradurrà nel divertirci a creare avventure personalizzate e avrà un impatto importante anche sul gameplay. La quantità di nemici, il terreno di gioco e altre opzioni determineranno le abilità di cui le nuove leve saranno dotate.

Peccato che il giocatore sia sempre limitato a soli tre personaggi in combattimento, dovendo quindi scegliere ogni volta chi tra i membri del club scartare. A nostro avviso sarebbe stato meglio aumentare la quantità di eroi sul campo di gioco almeno a quattro o cinque.

Wintermoor tactics club


GRAFICA E SONORO

Anche l’occhio vuole la sua parte e il lato artistico di Wintermoor Tactics Club è decisamente accattivante. Da un lato abbiamo un’inquadratura in isometrica e una regia che prende a piene mani dai tattici a turni giapponesi, dall’altro uno stile grafico che ricalca il fumetto americano moderno. Gli sviluppatori hanno giocato anche con la palette cromatica, alternando i toni freddi della scuola a quelli sgargianti delle campagne personalizzate e delle quest affrontate tra amici.

È una buona metafora per descrivere una situazione a suo modo pesante nella vita reale, contrapposta ad una fantasia che spesso rappresenta una via d’uscita dai problemi della vita. L’audio non rappresenta sicuramente l’aspetto più forte della produzione, ma è comunque supportato da tracce orecchiabili e scanzonate.

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Sono passati 33 anni da quando il film “Predator” di John Mc Tiernan introduceva uno dei personaggi più iconici della fantascienza horror, il quale è ora pronto a tornare in Predator Hunting Grounds. Il mostruoso alieno, nato dalla penna di Paul Monette e liberamente reinventato dal regista americano, era il co-protagonista di una pellicola violenta e ricca di pathos, foriera di un successo difficilmente prevedibile. Un indomito Arnold Schwarzenegger resta isolato in una fitta giungla pluviale, dopo che un avversario invisibile ha massacrato la sua squadra con armi ultra tecnologiche.

La seconda parte del film è basata su un appassionante duello tra la star statunitense e lo spietato extraterrestre, sconfitto solo dall’astuzia e dall’addestramento del coraggioso soldato. Il lungometraggio è stato il capostipite di una saga composta da tre capitoli: il secondo episodio del 1990, il remake del 2010 e uno spin-off che vede l’inquietante guerriero fronteggiare gli alieni di Ridley Scott (Alien vs Predator). Libri, fumetti e film d’animazione hanno contribuito a rafforzare il mito della creatura proveniente dal pianeta Yautja, pronta ad un’inedita trasposizione videoludica in Predator: Hunting Grounds. Nella recensione che segue analizzeremo il multiplayer asimmetrico di IIIFonic, pronta a cimentarsi nuovamente con il genere (dopo il discutibile Friday the 13th) e con l’obiettivo di dare nuova linfa al brand.

Predator hunting grounds

Caccia agli Umani

Cercare una trama in una produzione di questa tipologia è un’operazione alquanto inutile. Il titolo consente un’esperienza in solitario solo nel tutorial, senza dilungarsi in presentazioni testuali e filmati introduttivi. Una volta completata la fase di apprendistato non ci resterà che avviare il gioco nell’unica modalità disponibile, opzione tristemente comune a quasi tutti i titoli della categoria. Predator: Hunting Grounds prende ispirazione da Evolve, il capostipite del genere, sviluppato da Turtle Rock Studios. La comunanza tra i due prodotti è dettata sia dall’ormai classico confronto impari tra quattro utenti (3 vs 1 in PHG, 4 vs 1 in Evolve), sia dalla presenza di mob gestiti dalla CPU, inclini ad attaccare tanto il cacciatore quanto le prede.

Lo scopo del primo sarà quello di eliminare la squadra d’assalto sfruttando sia i letali strumenti di morte equipaggiati, sia la copertura fornita dalla fitta vegetazione. I secondi invece dovranno portare a termine una serie di compiti (entro la scadenza del tempo disponibile), ingaggiando frequenti scontri a fuoco con la milizia locale, al fine di raggiungere gli obiettivi e l’agognata fuga in elicottero. Ovviamente il gameplay tra le due fazioni è profondamente diverso, con l’alieno costretto ad un’approccio furtivo (onde evitare di essere bersagliato da decine di bocche di fuoco contemporaneamente) e i soldati liberi di gestire le proprie strategie di attacco.

Cacciatore

In Predator Hunting Grounds, nei panni del mostruoso guerriero del pianeta Yautja dovremo prima scoprire la posizione del team avversario e successivamente eliminarne tutti i componenti. Grazie alla visione termica potremo scorgere le presenza dei bersagli attraverso la vegetazione, prestando la giusta attenzione ai rumori provocati tanto dal loro passaggio quanto dal proiettili espulsi dai caricatori. L’invisibilità fornita dalla tuta e le incredibili capacità atletiche dell’alieno ci consentiranno di raggiungere rapidamente i rami più alti degli alberi, così da sfruttare il vantaggio delle posizioni sopraelevate. Il letale cannone al plasma installato sulla spalla del protagonista, coadiuvato dal puntamento laser dell’elmetto, ci permetterà prima di agganciare con discreta precisione la vittima e successivamente di ridurla in fin di vita con l’esplosione.

Qualora fossimo abbastanza abili nell’avvicinarci a pochi metri dall’obiettivo, le lame retrattili presenti in prossimità dei polsi favoriranno un sanguinoso attacco corpo a corpo (spesso sottolineato da “fatality” in puro stile Mortal Kombat), utile ad abbattere il malcapitato in pochi secondi. Per quanto le prime partite di Predator Hunting Grounds nelle vesti del cacciatore siano complesse da padroneggiare, l’esperienza risulta sicuramente soddisfacente, sostenuta da un’apparente sensazione di onnipotenza.

 

Osservare dal momentaneo nascondiglio gli avversari ignari della nostra posizione e studiare la strategia più appropriata per sopraffarli, costituiscono momenti di puro intrattenimento e trasmettono al giocatore un’indescrivibile “sete di sangue”. Il predatore per quanto resistente ai proiettili, non è immune ai danni da essi provocati e l’utente potrà raggiungere la vittoria solo sfruttandone tutte le caratteristiche. L’idea di fornire la creatura di una potente esplosione, innescabile poco prima dell’ultimo respiro, è un aspetto indovinato e perfettamente coerente allo spietato personaggio tratteggiato nel film.

Prede

Anche se sprovvisti dell’immortalità di Schwarzenegger, i tre soldati che compongono la nostra squadra hanno tutto l’occorrente per sopravvivere alle insidie della giungla. Oltre alla possibilità di attingere da un discreto arsenale datato di una ventina di bocche da fuoco, potremo avvantaggiarci del fondamentale elemento collaborativo e tramite la chat vocale e alcuni semplici comandi preimpostati potremo coordinare le nostre azioni a quelle degli alleati. La forza dello sparuto gruppo risiede tutta in questo fattore, visto il soverchiante numero degli avversari e il continuo aumento di quest’ultimi provocato dai fastidiosi allarmi, la cui disattivazione costituirà, per ovvi motivi, una priorità.

Come anticipato, oltre alla presenza del silenzioso extraterrestre, in Predator Hunting Grounds dovremo fronteggiare un piccolo esercito di fuorilegge pronto ad aprire il fuoco appena avvertirà la nostra presenza. L’intelligenza artificiale della milizia antagonista è il primo, grave aspetto negativo della produzione, penalizzata da mob inclini al suicidio e protagonisti di azioni inverosimili. Vi capiterà spesso di osservarli immobili mentre vengono perforati dai proiettili o aggirare le coperture per esporsi meglio alle nostre linee di tiro. Dotati di un udito vicino alla sordità, sono facilmente raggiungibili alle spalle, dove basterà un fendente del letale coltello tattico per farli passare a miglior vita.

Nonostante questi importanti difetti sarà comunque necessario evitare i pesanti danni delle loro armi e l’ottimo feedback di quest’ultime, darà vita spesso ad appassionati scontri a fuoco. Tra una sparatoria e l’altra dovremo completare gli obiettivi della nostra spedizione che varieranno dall’eliminazione di un bersaglio specifico, fino al reperimento di determinati oggetti. Nel frattempo potremo ricaricare le munizioni tramite delle apposite casse di rifornimento, senza trascurare la raccolta del prezioso “veritanio”, la moneta virtuale del gioco, utile al riscatto di svariati elementi estetici.

Infatti tutte le figure presenti nel roster (Predator incluso) potranno essere personalizzate in ogni singolo elemento, un aspetto che incrementa lievemente la longevità del titolo. Vivere l’esperienza nei panni dei soldati offre diversi spunti interessanti, il tutto impreziosito da un gradevole deja vu che investirà tutti gli amanti della pellicola originale. La tensione che si prova nell’avanzare cauti nella foresta pluviale, con timore di essere sorpresi da un momento all’altro dalla creatura aliena, immergere l’utente in un universo intrigante e pericoloso.

Una giungla sfuocata

Gli aspetti positivi finora descritti vengono in larga parte vanificati da un deludente comparto tecnico. Predator Hunting Grounds è penalizzato da un motore grafico vetusto, foriero di numerosi difetti e imperfezioni. L’ambientazione è composta in larga parte da texture sgranate, la cui scarsa definizione è infruttuosamente celata da un filtro che sfuoca le immagini. Foglie, rami ed edifici di varia tipologia alternano elementi sufficientemente curati a superfici spigolose e approssimative, lontanissime dalle produzioni moderne. Risulta davvero difficile descrivere l’orribile effetto dell’acqua, uno dei peggiori tra quelli visti negli ultimi anni.

Anche le animazioni lasciano a desiderare con sequenze che in alcuni casi sfiorano il ridicolo. Ci riferiamo in particolare alla funzione di mimetizzazione dei personaggi, che per celare la propria traccia termica possono cospargersi di fango. Ebbene la resa visiva dell’azione è paragonabile a quella di un videogame della precedente generazione videoludica, peggiorata da movenze inverosimili e dalle tracce del liquido realizzate in pura (speriamo involontaria) pixel art. Una serie di problematiche rese ancora più evidenti dagli schermi 4k, impietosi nel metterne a nudo i difetti.

Predator hunting grounds

La situazione migliora leggermente per quanto riguarda il comparto sonoro rafforzato dalla riproposizione della soundtrack originale del lungometraggio. Gli effetti presenti nel titolo svolgono sufficientemente il proprio lavoro e contribuiscono al coinvolgimento del giocatore. L’inquietante verso del cacciatore, il rumore soffuso dei proiettili che penetrano le protezioni dei nemici e gli sporadici rami che si spezzano sotto gli stivali, sono dei piccoli accorgimenti utili ad implementare l’atmosfera.

Ci saremmo aspettati una maggiore cura nel campionamento dei suoni “naturalistici”, troppo scarni rispetto al vasto ecosistema presente, un neo che non influisce eccessivamente sull’esperienza di gioco. A fronte di una buona stabilità delle sessioni quasi immuni da un leggero lag, il titolo presenta un matchmaking abbastanza lento nel convogliare i giocatori, frutto di un problema momentaneo, segnalato nella schermata iniziale e in attesa di soluzione.

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Deliver Us The Moon è un gioco nato nel 2018 con scarsi risultati; fu definito, infatti, un gioco incompleto. Nonostante le dure accuse la casa produttrice KeokeN decise di seguire un percorso alternativo trovando l’accordo con Wired Productions come publisher. Oggi ci troviamo a parlare della versione completa del gioco rilasciata su PlayStation 4 ed Xbox One.

Deliver us to the moon

Storia

La storia di Deliver Us The Moon racconta di un futuro 2054 in cui le risorse primarie sul pianeta Terra sono esaurite causando crisi nella civiltà umana, ma allo stesso tempo grande voglia di riscatto: ciò spinge l’uomo alla ricerca di nuove fonti sul suo unico satellite naturale. Le potenze mondiali decidono dunque di riunirsi e fondare la WSA (World Space Agency), con l’obiettivo di trovare una nuova fonte di energia e inviarla sulla Terra.

Nei primi anni lo scambio Luna-Terra funziona in maniera egregia, ma l’arrivo di un improvviso blackout fa perdere qualsiasi comunicazione con la base lunare; questo determina una repentina crisi terrestre per mancanza di risorse.

Deliver us to the moon

La soluzione al problema è quella di inviare un’astronauta sulla Luna nella speranza di riattivare lo scambio di materia e capire la causa di questo arresto inaspettato. Cosa è Successo? Dove sono finiti tutti i tecnici e scienziati della WSA?? Riuscirà il nostro astronauta a salvare il pianeta Terra? Troveremo ogni risposta alle nostre domande iniziando la nostra missione.

La storia di per sé risulta essere molto affascinante e spinge l’interesse del giocatore verso la scoperta del finale; il tutto accompagnato da una buona ricerca di collezionabili in ogni angolo delle stanze. Ciò risulta funzionale ed essenziale per approfondire la lore del gioco, rendendo la storia ancora più ricca di dettagli.

Deliver us to the moon

Gameplay

Deliver Us The Moon avrà inizio in una base spaziale sulla Terra, dove saremo costretti ad eseguire rapidamente la sequenza di lancio del nostro unico razzo rimasto prima che una tempesta di sabbia lo distrugga facendo svanire anche l’ultima speranza per l’umanità. In questo livello, che ci farà da tutorial, si apprenderanno i comandi del personaggio, il grado di interazione con gli oggetti circostanti e la modalità per risolvere gli enigmi.

La risoluzione risulta essere intuitiva e spontanea; ad ogni porta bloccata da codici corrisponderà un blocco note giallo in una stanza vicina con su scritto il codice. Mentre in altri casi dovremo servirci del nostro fidato drone-“ciclope” ASE introducendolo nei condotti di aerazione (facilmente riconoscibili dalla loro forma inconfondibile e colore giallo) e raggiungendo il punto di sblocco per aprirci i diversi passaggi.

Deliver us to the moon

Particolare rilievo è meritato dai movimenti del personaggio, i quali sono sviluppati egregiamente; soprattutto se si considera la difficoltà nel dover rappresentare le condizioni fisiche presenti sul suolo lunare (in particolar modo l’assenza di gravità). Il tutto è stato poi integrato sapientemente ai cambi di prospettiva (dalla terza alla prima e viceversa) nelle diverse situazioni.

Tutto il gioco si svolgerà in aree più o meno ampie ma pur sempre limitate. Al contrario sarebbe stato molto più apprezzata la creazione di vere e proprie aree aperte (in stile più open world), così da favorire l’esplorazione e la libertà d’azione. Ciò avrebbe inoltre contribuito a migliorare ancora di più il tipo di atmosfera che il gioco vuole creare e che ci accompagnerà per tutte le 4/6 ore per completare il gioco (con la durata variabile in base a quanto decideremo di soffermarci a cercare i vari collezionabili).

Nel complesso, dunque, il gameplay di Deliver Us The Moon non risulta essere particolarmente solido o vario; ma il tutto viene scalzato dalla sua ambientazione, dalla grafica e dall’uso attento delle colonne sonore. Infatti questi elementi rendono molto più scorrevole, e meno pesante, lo svolgimento fino alla conclusione della storia. Questo soprattutto grazie al nostro essere completamente soli, cosa che favorisce ancor più l’atmosfera ricercata dagli sviluppatori.

Deliver us to the moon

Grafica

È proprio la grafica di Deliver Us The Moon, o meglio ancora il comparto tecnico in generale, a lasciare piacevolmente impressionati; questo pur essendo un gioco indie (con nulla da invidiare a giochi tripla A). Il personaggio è stato sviluppato sia in prima che in terza persona con dettagli piuttosto precisi. I paesaggi lunari si lasciano ammirare con piacevolezza e innescano nel giocatore una sensazione di immedesimazione nello svolgimento della missione. Un altro aspetto fondamentale è l’audio: il team è stato in grado di sfruttare il silenzio presente sulla superficie lunare per creare un’atmosfera unica e rilassante.

Un nuovo Case si aggiunge alla gamma iTek Taurus Addressable RGB. Il suo nome è MAJES 20, è di colore nero, ed è disponibile in due varianti, MAJES 20 e MAJES 20 Mesh, che si differenziano unicamente per il frontale rispettivamente in vetro temperato oppure appunto mesh/traforato per chi è alla ricerca di un airflow al top.

Case itek

La finestra laterale è interamente in vetro temperato restituendo eleganza ed effetto pulito. Una della particolarità di questo chassis è certamente rappresentata dalle due ventole della serie T-Ring Advanced posizionate nella parte frontale, in quanto si tratta di ventole da 20cm con illuminazione addressable ARGB. Oltre ad offrire un eccellente ricircolo dell’aria, esibiscono un’incredibile resa estetica.

Case itek

Alle due ventole da 20cm ARGB si aggiunge una terza da 12cm, installata posteriormente, tutte collegate al comodo controller interno, che può gestire fino a 6 ventole/strisce LED ARGB. Due se ne possono montare nel top del case alternativamente a liquid cooler da 120mm o 240mm. Svariate sono le possibilità di gestione degli straordinari effetti di illuminazione: tramite software della scheda madre, tasti sul controller, tasto reset del cabinet oppure tramite il telecomando in dotazione con tecnologia a radiofrequenza (e non infrarossi), che garantisce un’egregia qualità di segnale.

Case itek

La struttura, molto solida, da 0,8cm di spessore, permette di installare al proprio interno le migliori componenti hardware disponibili ad oggi sul mercato: liquid cooling fino a 360mm, dissipatori CPU alti fino a 165mm, MB di ogni formato compreso E- ATX, schede video di ultima generazione collocabili anche verticalmente… tutto molto pratico da installare grazie all’ottimo cable management da 28mm. Facilmente fruibili anche ben 4 porte USB posizionate sul top, nello specifico 2 USB 2.0 e 2 USB 3.0.

Case itek

I Case iTek MAJES 20 e MAJES 20 Mesh sono già disponibili in Italia, li potrete acquistare online nei migliori e- commerce dal mese di maggio 2020 e presso tutti i rivenditori ufficiali iTek.
I prezzi suggeriti al pubblico:

  • Case MAJES 20 – € 89,90
  • Case MAJES 20 Mesh – € 87,90

Titania va ad aggiungersi alla lista dei numerosi Warframe Prime presenti nel gioco, con lei due nuove varianti Prime di armi, ovvero il Corinth e la Pangolin Sword.

Il nuovo Prime Access introdotto in Warframe riporta alla luce Titania, il Corinth e la Pangolin Sword nelle loro nuove varianti Prime. Avrete la possibilità di acquistare quattro diversi Pack relativi a questo Access:

  • Spellbind: include Corinth Prime, Pangolin Prime e 1050 platini.
  • Lantern: include le due armi, Titania Prime ed i suoi glifi esclusivi oltre a 2625 platini.
  • Prime Accessories Pack: include booster di crediti ed affinità da 90 giorni, la Syandana Gigelorum Prime e la Skin Cicada Prime per Archwing.
  • Razorwing: unisce il pacchetto Lantern e quello di Accessori affiancati da ben 3990 platini.

Warframe titania

Partiamo innanzitutto a parlare di Titania; questa nuova versione presenta, rispetto a quella base, una polarità Naramon ed una Madurai aggiuntive, una salute maggiore (125/375 contro 100/300), armatura maggiore (125 contro 100), energia massima aumentata (175/262 contro 150/225). Si tratta di un Warframe non molto blasonato ma ricca di potenzialità, specialmente in seguito al suo recente Rework che ha corretto e migliorato il funzionamento della sua abilità passiva; questa consisteva in un bonus al bullet jump che fondamentalmente non veniva sfruttato appieno a causa della sua quarta abilità. La nuova passiva e le sue abilità funzionano come di seguito:

  • Passiva: ogni abilità utilizzata conferirà un bonus, chiamato Upsurge, a tutti gli alleati entro 15 metri; questo ricaricherà la loro salute di 4 punti al secondo per 20 secondi.
  • Spellbind: i nemici lasciano cadere le loro armi e cominciano a fluttuare nell’aria; tutti gli alleati nei paraggi ricevono immunità da status (tenendo premuto il tasto dell’abilità Titania la utilizzerà su se stessa).
  • Tribute: seleziona uno dei quattro bonus ed attivala contro un nemico per indebolirlo e far si che lasci un’immagine residua che se raccolta conferirà il bonus scelto. Questi potenziamenti sono Thorns (riduzione del 50% del danno e ne riflette la stessa percentuale al nemico), Entangle (rallenta i nemici del 25%), Dust (riduce la precisione dei nemici del 50%) e Full Moon (fornisce un bonus ai nostri animali ed a quelli degli alleati del 75% al danno e del 50% di salute ed armatura).
  • Lantern: attivala contro un nemico per farlo fluttuare in aria e rendere tutti i nemici nei dintorni atratti da lui. Chi dovesse avvicinarsi subirà un danno nel tempo o essere coinvolto nell’esplosione allo scadere della durata dell’abilità (l’esplosione può anche essere attivata manualmente).
  • Razorwing: Titania si rimpicciolisce (diventando più difficile da colpire) ed utilizza il suo Archwing e le sue armi uniche, le Dex Pixia e la Diwata, oltre alle sue farfalle Razorflies le quali attaccheranno e distrarranno i nemici.

Warframe Titania

Allo stato attuale il Warframe Titania è dotata di una serie di abilità e di armi estremamente utili ed in grado di renderla estremamente efficace a livello di sopravvivenza e di danni inflitti. Purtroppo, al contempo, potrebbe essere migliorata ancora molto ad esempio facendo sì che i buff di Tribute vadano a scalare sulla potenza delle abilità, cosa che attualmente non accade; inoltre sempre quest’ultima abilità spesso e volentieri non funziona correttamente ed infatti anche utilizzando Thorns ed Entangle non si noteranno differenze. Ciononostante, grazie alla modalità di funzionamento di Razorwing, può essere utilizzata egregiamente con Aerodynamic ed Aviator per ridurre il danno subito in volo, questo associato alle sue dimensioni ed alta mobilità in questa fase la rendono molto difficile da uccidere. Qui di seguito trovate due build, una che sfrutta le due mod appena citate (e per la quale eventualmente si potrebbe sostituire Umbral Intensify con un’altra scelta) ed una più “semplice”:

Warframe titaniaWarframe titania

Le sue armi uniche sono invece incentrate una sulla probabilità di effetto (ovvero le Dex Pixia) ed una sulla probabilità di critico (la Diwata). Entrambe possono rivelarsi estremamente efficaci nel causare ingenti danni anche ai nemici più ostici in breve tempo, al punto che in questo la si potrebbe definire rivale di Mesa. Le Dex Pixia soprattutto hanno un’innata capacità di taglio davvero notevole, la quale se associata ad una build virale può rivelarsi estremamente efficace. Queste doppie armi presentano, però, lo svantaggio di essere estremamente lente, per cui sarebbe raccomandabile l’utilizzo di Gunslinger (come in questo caso) o di Anemic Agility; di seguito potrete trovare delle ottime build sia per le Dex Pixia che per la Diwata (con l’unica nota che eventualmente potreste considerare la possibilità di sostituire Augur Pact con Scorch per aggiungere danno da fuoco, con Magnum Force per aumentare il danno in generale, o infine con Target Cracker per aumentare il danno critico, nonostante la probabilità non sia eccessivamente alta):

Warframe titaniaWarframe titania

Passiamo infine a parlare delle due nuove armi introdotte in Warframe con il Prime Access di Titania, ovvero il Corinth e la Pangolin Prime. Si tratta di due armi dalle statistiche di base davvero eccellenti; partendo innanzitutto dalla Pangolin Prime abbiamo un danno di base più alto rispetto alla versione di base (248 contro 150 e con status principale taglio), probabilità critica aumentata (dall’8% al 26%) così come il moltiplicatore critico (che passa da 1,5x a 2,2x) e la probabilità di effetto (da 22% a 30%), infine una polarità Madurai aggiuntiva. Considerato tutto ciò non è difficile capire perchè quest’arma possa considerarsi tra le migliori corpo a corpo attualmente presenti nel gioco, specialmente nel caso in cui siate in possesso di una Riven da poter equipaggiare. Per poter sfruttare al meglio le capacità di critico e di effetto di quest’arma vi consigliamo una build ibrida come questa (con la possibilità di rimpiazzare Weeping Wounds o Sacrificial Steel con  una mod per il danno critico come Organ Shatter):

Il Corinth Prime, alla stessa maniera, finisce per ritrovarsi tra le migliori primarie attualmente presenti in gioco; questo anche grazie alle sue due modalità di fuoco, la principale in perfetto stile fucile a pompa (da usare per i nemici più duri a morire), mentre la seconda consiste in una vera e propria granata. Quest’ultima modalità di fuoco risulta essere al contempo la migliore per eliminare grandi quantitativi di nemici più deboli in pochissimo tempo (se vogliamo unica pecca dei fucili a pompa), ma anche l’unica pecca dell’arma poichè la granata deve essere necessariamente attivata da noi a mezz’aria per poter esplodere e, di conseguenza, non esploderà nel caso in cui dovesse impattare con un nemico o con un alleato.

Ciononostante quest’arma entra nell’Olimpo delle primarie grazie a probabilità di effetto aumentata (da 6% a 9% per il fuoco primario, dal 28% al 50% per il secondario), velocità di fuoco aumentata per il fuoco primario (1.42 vs. 1.17) ma ridotta per il secondario (0.667 vs. 1.17), caricatore aumentato (da 5 a 20 colpi), danno aumentato per il fuoco secondario (da 404 a 2200) ed infine una polarità Naramon aggiuntiva. Considerando tutto la build più efficace sarebbe una basata sulla probabilità di critico (vista la base di 30%) ed associata a danno virale ed Hunter Munitions come la seguente:

Vi ricordiamo che è possibile acquistare il Prime Access per ottenere accesso istantaneo a Titania Prime ed a Corinth e Pangolin Prime, o che è possibile cercare di ottenere tutte e tre direttamente in Warframe cercandone i relativi pezzi nelle reliquie riportate qui di seguito.

Titania Prime:

  • Schema (Lith M5)
  • Chassis (Neo M3)
  • Neurottiche (Meso E4)
  • Sistemi (Axi T5)

Corinth Prime:

  • Schema (Axi T4)
  • Canna (Meso C5)
  • Calcio (Lith C6)
  • Castello (Neo R4)

Pangolin Prime:

  • Schema (Neo P1)
  • Lama (Axi G4)
  • Elsa (Meso R3)

Lo studio di sviluppo di Donkey Crew ha annunciato oggi che il loro tanto atteso survival MMO, Last Oasis, è ora disponibile in Early Access tramite Steam!

Il nuovo Last Oasis, oltre ad essere ora disponibile in Early Access, sarà anche scontato per i prossimi 7 giorni per aiutare i videogiocatori in questa fase di quarantena. Il gioco sarà infatti acquistabile tramite Steam con uno sconto del 17%, dopodiché tornerà al suo prezzo standard di 29,99€.

Last Oasis early access

Ambientato centinaia di anni nel futuro, Last Oasis vede mette i giocatori nei panni di un nomade che dovrà viaggiare ed esplorare un pianeta Terra profondamente cambiato e ricco di pericoli. Tempo fa, infatti, un cataclisma ha distrutto la Luna e bloccato la rotazione terrestre causando la formazione di due habitat estremi; tra un torrido deserto ed una landa ghiacciata troviamo, infine, una piccola zona ospitale ed abitabile. I nomadi sono ora costretti ad attraversare questo ostile territorio sfruttando i Walkers: macchine di legno in grado di muoversi con la forza del vento ed al contempo utili basi adattabili al trasporto, alla coltivazione e persino al combattimento.

Last Oasis Early access

In Last Oasis il sole arde la terra ad ovest, trasformando tutto in polvere, per sopravvivere gli abitanti sono così costretti ad esplorare i nuovi territori ad est che lentamente vengono liberati dal ghiaccio. I sopravvissuti del genere umano hanno costruito una grande città mobile, Flotilla, la quale costituisce ormai l’ultimo baluardo per l’umanità. Sarà dunque essenziale recuperare risorse e combattere con pericolosi clan di predoni al fine di tenere in movimento la città!

Last oasis early access

Florian Hofreither, direttore creativo di Donkey Crew e capo del progetto, ha dichiarato: “Siamo emozionati per la pubblicazione in Early Access del nostro nuovo Last Oasis; nonostante i tempi duri che stiamo affrontando i nostri beta tester hanno svolto un lavoro eccellente nell’intera fase di closed Beta per aiutarci a migliorare e dar forma al nostro gioco. Vogliamo cogliere quest’opportunità per ringraziarli ed incoraggiare lo stesso grado di contributo e coinvolgimento da parte di tutti i nuovi giocatori che saremo lieti di accogliere nella nostra crescente community”.

I Nomadi possono unirsi alla community di Last Oasis seguendo @OasisNomad su Twitter, unendosi al canale ufficiale di Discord e tenendo d’occhio la community di Steam per ricevere regolarmente aggiornamenti dal team di sviluppo.

La Nuova Guerra ha inizio, è il momento di respingere l’invasione Sentient in Warframe con l’operazione Scarlet Spear!

Il secondo aggiornamento di Warframe del 2020 è da poco stato rilasciato su PC; tra i numerosi nuovi contenuti ritroviamo la nuova Operazione Scarlet Spear. Si tratta di una sfida, che potrebbe ricordare i vecchi Raid, che vi porterà a combattere in prima linea nella guerra contro i Sentient. Per contrastare questa prima offensiva della New War i giocatori potranno pianificare e raggrupparsi nella nuova sala operativa prima di partire alla volta di scontri a terra o a bordo dei propri Railjack. Grazie al nuovo Operation Link (o Squad Link) i Tenno potranno organizzarsi al meglio per sconfiggere l’incursione Sentient in questo evento a tempo. La nuova Operazione Scarlet Spear, infatti, durerà 4 settimane, ovvero dal 24 Marzo al 21 Aprile.

Warframe scarlet spear

Il nuovo filmato introdotto in questo aggiornamento, inoltre, andrà ad indagare sull’arrivo e diffusione dei Sentient nel sistema Origin. Questo andando a completare l’arco narrativo introdotto con l’aggiornamento di Empyrean del 2019 e delle prime apparizioni di questi temibili nemici su Veil Proxima per testare la risposta e le capacità offensive dei Tenno.

Adesso con Scarlet Spear è finalmente giunto il momento di affrontare la minaccia definitiva in Warframe e respingere l’invasione. I giocatori potranno coordinarci all’interno di un nuovo Relay (o sala operativa) che ospiterà fino a 40 giocatori, per poi imbarcarsi in operazioni da quattro giocatori  sfruttando un nuovo sistema cooperativa, l’Operation Link. In questo modo le varie squadre a terra e di combattenti Railjack potranno combattere all’unisono per ottenere esperienza. Ogni missione completata con successo vi permetterà di procedere nel traguardo comunitario di respingere l’invasione prima che possa opprimere l’intero sistema Origin.

Warframe Scaret Spear

Questo aggiornamento, inoltre, introduce numerosi nuovi oggetti per la felicità (ed avidità) dei giocatori di Warframe! Tra questi ritroviamo la seconda Collection Deluxe di Nova (contenente una nuova skin, una nuova variante della sua armatura, Syandana e una skin per le sue armi preferite) ed una nuova e potente classe di armi. I giocatori potranno infine scoprire l’origine dell’anti materia di Nova all’interno del suo Leverian.

Dopo l’orrore di Sydrome nel 2015, Camel 101 ha realizzato un nuovo video fissare la data di uscita della loro prossima avventura horror per PC e console. 

Those Who Remain racconta le disavventure di Edward, un ragazzo che recatosi a Dormot, sperimenterà e assisterà a degli eventi che lo porteranno in contatto con entità sovrannaturali. Le creature che vedremo a Dormot saranno un riflesso delle spaventose azioni compiute dai suoi abitanti e di chi avrà la sfortuna di soggiornare nei proprio hotel.

Partiremo dal Motel Quercia Dorata, dove dovremmo fare appello a tutto il nostro coraggio per venire a capo dell’enigma e contrastare gli esseri ombra. Ogni scelta che compiremo si rifletterà sugli eventi e sul destino dei singoli abitanti di Dormot.

Those who remain

Impressioni. 

La breve demo ci racconta di un titolo dalle meccaniche molto classiche, con una storia che sembra davvero intrigante.

Those who remain

La meccanica della luce sembra ben fatta, ma non sappiamo se potrà reggere per tutto lo svolgimento dell’avventura senza cadere nella monotonia. I puzzle attualmente presenti sono semplici, speriamo che con l’avanzare del gioco diventino più complessi. 

L’atmosfera risulta essere decisamente ben fatta e l’idea delle sagome ben visibili nelle zone d’ombra crea un forte senso di oppressione, palpabilissimo nella stazione di servizio.

Those Who remain

La demo purtroppo non aveva molti momenti da “salto sulla sedia”, che nella maggior parte dei casi è indice di cattivo design, anche se la versione finale potrebbe essere diversa. 

Dal punto di vista tecnico ci troviamo di fronte a un titolo di media fattura, si fatto bene, ma in generale si nota che non si tratta di una grossa produzione, soprattutto dalle animazioni e da alcune ingenuità con cui sono stati costruiti i livelli. 

Those Who Remain ci ha convinti, ma è solo una demo di pochi minuti in rappresentanza ad un gioco che durerà qualche ora. Molte meccaniche sono risultate interessanti e la storia ci ha catturati, ma il tempo di gioco è stato troppo poco per trarre delle conclusioni definitive. Consigliamo di seguirlo agli appassionati di horror, poiché la versione finale potrebbe avere diverse sorprese.