Nidus Prime è l’ultima variante Prime introdotta in Warframe con l’aggiornamento 30.7, il quale riporta anche l’evento Plague Star su tutte le piattaforme e diverse altre migliorie e novità. Il Prime Access dedicato a Nidus, rilasciato l’8 Settembre 2021, include anche due nuove armi, ovvero lo Strun Prime e la Magnus Prime. Nel corso di questo articolo andremo dunque a spiegarvi come poter sfruttare al meglio queste tre aggiunte partendo innanzitutto da come ottenere questi contenuti. Come di consueto i contenuti di questo Prime Access potranno essere ottenuti tramite l’acquisto dei diversi pacchetti presenti negli store delle varie piattaforme, oppure direttamente in gioco (ad eccezione però di contenuti unici dell’acquisto come gli accessori, booster e Platini). Eccovi qui di seguito tutti i pacchetti disponibili all’acquisto:

  • Pacchetto Virulence: include le armi Strun e Magnus Prime oltre che 1050 Platini.
  • Pacchetto Parasitic Link: include le due armi, Nidus Prime, due glifi unici e 2650 Platini.
  • Pacchetto accessori Prime: include la Syandana Crinoid Prime, la Skin Nechramech Karnolyth, decorazioni infested per l’orbita e booster di risorse aggiuntive e affinità per 90 giorni.
  • Pacchetto Ravenous: unisce i contenuti dei pacchetti Parasitic Link e Accessori Prime con un totale di 3990 Platini.
nidus prime

Partiamo dalla prima e più importante aggiunta di questo Access, ovvero il poderoso Nidus Prime, il Warframe che è riuscito a dominare l’infestazione e con diverse caratteristiche importanti che lo rendono estremamente resistente e capace di infliggere copiosi danni. Cominciamo la sua descrizione partendo dalle sue quattro abilità di base e la sua passiva. Specialmente quest’ultima risulta essere tra le più complesse presenti in gioco, soprattutto per i numerosi effetti che questa comporta. Abbiamo dunque:

  • Passiva: l’intestazione garantisce a Nidus la capacità di mutare rapidamente quando usata contro i propri nemici. Innanzitutto sono presenti delle cariche di mutazione, fino ad un massimo di 100, ciascuna divisa in 5 segmenti (che vanno a riempirsi in base al numero di nemici colpiti dalle sue abilità). In base al numero di cariche presenti cambierà l’estetica di Nidus, la potenza delle sue abilità e da queste dipenderà inoltre la sua abilità passiva chiamata Undying, la quale previene la morte consumando invece 15 cariche e recuperando il 50% della salute con 5 secondi di invulnerabilità.
  • Virulence: colpisce con forza il suolo causando una crescita funginea di fronte a sé, la quale infligge danni, stordisce i nemici, ruba loro energia ed infine aggiunge un segmento alle cariche per ogni nemico colpito. Inoltre se Nidus è collegato ad un bersaglio con Parasitic Link ci sarà una crescita funginea anche di fronte a lui; infine questo colpo causa l’esplosione dei Maggot generati da Ravenous nel suo raggio d’azione.
  • Larva: crea una massa infested i cui tentacoli afferrano i nemici nel suo raggio d’azione e li trascina a se. I nemici uccisi quando sotto l’effetto di questa abilità hanno una possibilità di generare una carica di mutazione.
  • Parasitic Link: legati ad un bersaglio; se si tratta di un alleato sia il bersaglio che Nidus otterranno un aumento della potenza abilità, mentre nel caso di un nemico saranno gli saranno trasferiti parte dei danni subiti da Nidus, così come gli effetti subiti. Questa abilità costa una carica di mutazione.
  • Ravenous: Nidus determina la crescita dell’infestazione nel terreno circostante; dall’area nascono Maggots che vanno alla ricerca di nemici e li consumano aumentando le cariche di mutazione. L’area, inoltre, aumenta la rigenerazione dei nemici di tutti i Warframe che vi sono presenti. Questa abilità costa tre cariche di mutazione. 
nidus prime

La nuova variante Prime di Nidus presenta, rispetto alla sua versione di base, un quantitativo di salute massima di base aumentata (525 vs 450), così come per l’energia (125 vs 100), l’armatura (525 vs 459) ed infine una polarità Naramon aggiuntiva. Un’altra particolarità di questo personaggio da tenere in considerazione è che l’aumento di livello non determina soltanto un aumento della percentuale massima di salute, armatura ed energia massima (tralasciamo gli scudi perché Nidus non ne è provvisto); piuttosto avremo anche un discreto aumento della potenza abilità e della rigenerazione al secondo di salute. Si tratta quindi di un Warframe con abilità estremamente interconnesse tra loro, oltre alle già descritte passive estremamente complesse. Inoltre il suo discretamente ampio pool di salute e armatura gli permette di ottenere eccellenti capacità di sopravvivenza (soprattutto sfruttando tutte le mod Umbral).

Nella creazione di una build bisogna poi tenere in considerazione quelli che sono gli effetti della sua prima abilità. Parliamo specialmente della rigenerazione di energia per ogni nemico colpito, la quale permette sostanzialmente di non consumare energia anche usandola in maniera ripetuta purché si cerchi sempre di colpire il maggior numero di nemici. A questo aggiungiamo anche che sia la terza che la quarta abilità non consumano energia con l’utilizzo, ma andranno piuttosto a consumare cariche di mutazione. Per queste ragioni sia l’energia massima che l’efficienza abilità sono praticamente superflue per Nidus, soprattutto considerando che basta usare Rage per avere sempre un buon quantitativo di energia (considerando che Nidus non ha scudi ma solo salute, pertanto subirà solo danni diretti). Oltre a quanto detto finora le capacità di cui focalizzarsi sono soprattutto potenza abilità e la portata come nella build che trovate qui di seguito (alla quale eventualmente si potrebbe sacrificare un po’ di portata per potenziare il numero massimo di cariche di mutazione fino a 300 con la mod Abundant Mutation).

Nidus prime

Passiamo ora allo Strun Prime, un fucile a pompa che presenta buone capacità di critico e soprattutto di multishot ma capacità leggermente sotto la media di status chance. Rispetto alla sua variante di base abbiamo inoltre un danno totale aumentato (528 vs 300), ma anche probabilità e moltiplicatori di critico migliorati (24% e 2.2x vs 7.5 e 1.5x), probabilità di effetto leggermente aumentata (6.67% vs 5%), oltre a moltissime altre statistiche che spaziano dal fire rate al caricatore e per ultime due polarità Madurai aggiuntive. Tali statistiche risultano essere più importanti anche rispetto allo Strun Wraith, tra cui risalta soprattutto un maggior danno percentuale dedicato al taglio. Per tutti questi motivi risulta essere un fucile a pompa molto efficace, soprattutto se associato con una build virale e Hunter Munitions come quella che potete trovare qui di seguito (con la possibilità di aggiungere le mod galvanized per renderla più efficace):

Strun prime

Ultima, ma non per importanza, è la Magnus Prime, un potente revolver dotato di una meccanica unica: i colpi hanno infatti una probabilità di garantire munizioni illimitate nel caricatore per un breve periodo di tempo. Abbiamo inoltre statistiche di molto migliorate rispetto alla variante di base, soprattutto nel caso del critico (28% e 2.8x vs 22% e 2x), ma anche per quanto riguarda la probabilità di effetto (28% vs 22%) e la velocità di ricarica leggermente ridotta. Risulta dunque quasi scontato sottolineare l’importanza di concentrare le potenzialità nei confronti del critico, senza però trascurare la probabilità di effetto, soprattutto considerando che l’utilizzo di Carnis Stinger permette all’arma di far prevalere il taglio rispetto all’impatto come  danno fisico, rendendola così adatta ad una build virale. Anche in questo caso si possono utilizzare le mod Galvanized per migliorare i risultati finali, oltre ad eventualmente decidere di focalizzarsi maggiormente sul critico eliminando Carnis Stinger e focalizzandoci su un altro tipo di effetto come il corrosivo, oppure sostituendo Lethal Torrent con una maggior probabilità di critico o effetto.

Magnus prime

Come descritto all’inizio, vogliamo infine ricordarvi che tutti questi nuovi elementi di equipaggiamento (sia Nidus che lo Strun e Magnus Prime) potranno essere reperiti in gioco tramite le nuove reliquie. Queste vi daranno infatti una possibilità di ottenere le componenti di queste nuove armi e Warframe; in particolare l’evento Plague Star avrà una possibilità aggiuntiva di offrire una di queste reliquie come ricompense. Ecco qui di seguito l’elenco a tutte le reliquie contenenti le nuove parti:

Nidus Prime

  • Reliquia Lith N7: Chassis (raro)
  • Reliquia Meso B5: Sistemi (comune)
  • Reliquia Neo N16: Neurottiche (raro)
  • Reliquia Axi A14: Schema (non comune)

Strun Prime

  • Reliquia Lith T7: Canna (non comune)
  • Reliquia Meso S10: Schema (raro)
  • Reliquia Neo N17: Calcio (non comune)
  • Reliquia Axi I2: Castello (comune)

Magnus Prime

  • Reliquia Meso B6: Schema (comune)
  • Reliquia Neo T5: Castello (non comune)
  • Reliquia Axi M2: Canna (raro)

Lost in Random è un titolo sviluppato da Zoink e pubblicato da Electronic Arts per PlayStation 4/5, Xbox Series X/S, Xbox One, PC e Nintendo Switch il 10 Settembre 2021. Si tratta di una nuova IP facente parte della serie EA Originals e che sfrutta alcune nuove meccaniche di gioco che ci hanno lasciato particolarmente sorpresi; scoprite il nostro parere e ogni dettaglio su questo nuovo gioco in questa recensione.

Trama

Lost in Random è ambientato, per l’appunto, nel regno di Random (localizzato in italiano come Alea), un luogo dove tutto, e in particolar modo la sorte dei suoi abitanti, è decisa dal “caso”. Questo perché sono da sempre esistiti dei dadi incantati dal grande potere, ma ormai l’ultimo rimasto pare essere solo quello nelle mani della regina. Giunti all’età di 12 anni ad ogni abitante è concesso di lanciare per una volta il dado della Regina, e in base al risultato si verrà re-localizzati all’interno di una delle sei città che compongono il regno. Ogni città corrisponderà dunque ad un numero da uno a sei e sarà caratterizzata da un tenore di vita sempre crescente, da Primagora (un luogo decadente in cui finisce tutta l’immondizia del regno) fino a Sest’Incanto (un luogo perfetto e sommerso dal lusso in cui risiede la Regina).

Nel nostro caso ci ritroveremo a vestire i panni di Even, una uniana (così definiti gli abitanti di Primagora) che vive con la sua famiglia, e soprattutto con sua sorella Odd  (con la quale ha un profondo legame), nel più povero dei regni. Purtroppo però, nel giorno del dodicesimo compleanno di nostra sorella Odd, la fortuna sembrerà girare in suo favore facendole ottenere il tanto ambito sei come risultato del lancio. Per questa ragione sarà allontanata da tutta la sua famiglia e portata con la regina nel suo castello. Even però sente che c’è qualcosa che non va e vuole salvare sua sorella ad ogni costo; per questa ragione deciderà di partire per un viaggio nell’intento di salvarla.

Dovremo così viaggiare attraverso tutti i sei regni per poter trovare e salvare Odd, ma questo non prima di aver avuto anche noi un pizzico di fortuna essendo approdate per caso su una strana isola dove troveremo il nostro compagno di avventura. Si tratterà di un altro dado magico come quello della regina e che scopriremo essere senziente, ma anche in possesso di un potere fuori dal comune. L’intero nostro viaggio sarà caratterizzato da una trama avvincente (oltre che estremamente divertente da seguire) e diversi misteri da svelare, ma anche dal semplice piacere e curiosità nella scoperta delle diverse città. Altro elemento importante sarà il gran numero di personaggi (primari e secondari) legati alle loro missioni primarie o secondarie, tutti unici, caratterizzati in maniera a dir poco eccellente e in grado di aggiungere molto valore all’opera.

lost in random

Gameplay 

Per quanto la caratterizzazione dei personaggi in base al luogo di appartenenza e il tipo di umorismo ironico possano rendere Lost in Random molto unico rispetto ad altri giochi, l’elemento più unico di questo titolo risiede proprio nel gameplay. In particolare ci riferiamo alla meccanica nei combattimenti legata all’uso di Dicey, il nostro fidato compagno dado, e delle carte. Con queste premesse sarebbe facile pensare ad una sorta di gioco da tavolo, ma in realtà il gioco è riuscito ad integrare alla perfezione l’uso di dadi e carte ad un gameplay molto più action. Partiamo dunque dal presupposto che la nostra protagonista non sarà assolutamente in grado di danneggiare i nemici che ci si pareranno di fronte, ma al più schivare o colpire con la sua fionda dei cristalli che spuntano dai loro corpi.

Rompere questi cristalli farà cadere a terra dei piccoli globi di energia che il nostro amico potrà raccogliere ed accumulare passandovi vicino; in base a quanta energia raccoglierà andrà anche a pescare una o più carte (fino ad un massimo di cinque) presenti nel nostro mazzo. Già dalla prima carta pescata potremo dunque lanciare il nostro dado e, in base al risultato ottenuto, ottenere un determinato quantitativo di energia da spendere per attivare gli effetti delle nostre carte (ottenendo un due ad esempio potremo attivare una carta con costo due o ovviamente due a costo uno purché siano presenti nella nostra mano). Gli effetti di queste carte saranno molteplici, da capacità difensive come scudi o cure ad altre offensive come armi (spade, archi e lance) o persino trappole ed effetti più tattici.

lost in random

Sarà poi possibile ottenere nuove carte come ricompensa da alcune missioni oppure acquistandole tramite un mercante, il quale ne otterrà di nuove dopo un determinato numero di acquisti. In questo modo potremo poi comporre il nostro mazzo in Lost in Random andando a selezionare un totale di 15 carte che costituiranno il pool di base che sarà possibile ottenere in combattimento. Inizialmente però potremo ottenere soltanto un uno o un due come risultato di lancio del dado, proseguendo nel gioco poi si arriverà fino al sei, con ovviamente la possibilità di utilizzare carte via via più potenti. Unica piccola pecca di questa eccellente meccanica è che il totale di carte disponibile (ovvero 34) non permetterà chissà quale assurda varietà, ma molto più spesso si tratterà di carte simili ma dall’effetto migliorato.

Ciononostante si tratta di una meccanica particolarmente riuscita che oltre a funzionare rende molto divertente e poco frustrante (oltre che inaspettatamente interessante) una cosa come il doversi affidare al caso per la buona riuscita di uno scontro. In aggiunta avremo anche alcune particolari sezioni di gioco in cui non avremo semplicemente battaglie contro orde di avversari da sconfiggere, ma al contrario scontri contro boss oppure fasi più simili ad un gioco da tavolo. In quest’ultimo caso il risultato di un nostro lancio permetterà ad una pedina di muoversi di un certo numero di caselle, ed il nostro obiettivo sarà quello di raggiungere la fine del percorso, oppure capitare su determinate caselle dagli effetti particolari.

Infine in Lost in Random avremo anche la presenza di alcuni oggetti collezionabili nascosti nelle diverse aree di gioco e in forma di pagine di racconti, oltre ad avere le già citate missioni secondarie. Queste sono composte quasi esclusivamente da obiettivi che ci chiederanno di parlare con un altro personaggio, recuperare determinati oggetti, oppure fare delle scelte (ma senza reali ripercussioni pratiche, così come nella quasi totalità dei dialoghi con altri personaggi). Queste missioni, oltre a poterci ricompensare con nuove carte, ci permetteranno quasi sempre di ottenere nuove monete da spendere al mercante di carte; in alternativa sarà anche possibile recuperare monete esplorando in modo approfondito le diverse città.

lost in random

Longevità

Nel caso della durata complessiva di Lost in Random ci troviamo di fronte ad un quantitativo di ore complessivamente abbastanza alto, soprattutto considerando che si tratta di un gioco venduto a prezzo pieno a 30€. Parliamo infatti di 8-10 ore totali per completare il gioco in ogni suo dettaglio ed esplorare al meglio tutto ciò che questo ha da offrirci. Oltre ad essere una durata ottima c’è anche da considerare che per come l’intero gioco è stato strutturato (sia a livello umoristico, ma anche di curiosità nella scoperta) si tratta di ore molto ricche e che mai andranno ad annoiare il giocatore.

lost in random

Comparto Tecnico

A livello grafico Lost in Random non è certamente un titolo che fa gridare al miracolo per l’alto livello di texture, modelli ed effetti usati; quello in cui però questo gioco eccelle è assolutamente il livello artistico, sia del mondo di gioco che dei numerosi personaggi. Si tratta infatti di uno stile e design molto unico, molto simile per certi versi a quanto visto grazie a Tim Burton in “Nightmare Before Christmas”. Avremo infatti creature tetre e grottesche, ma anche ambientazioni altrettanto oscure e paradossali. Il tutto estremamente godibile da vedere e che va proprio a creare la componente (descritta in precedenza) relativa alla curiosità nell’esplorare nuovi luoghi e scoprirne le caratteristiche uniche (sia dell’ambiente che dei personaggi).

L’eccellente comparto artistico è poi coadiuvato da musiche e doppiaggi di pari livello, soprattutto nel caso di questi ultimi abbiamo delle voci, doppiate in lingua inglese, che rendono ancora più evidente la caratterizzazione unica di ogni singolo personaggio. Nulla da segnalare infine per quanto riguarda la presenza di eventuali bug o glitch, se non alcuni difetti nell’illuminazione e nella renderizzazione degli ambienti che abbiamo notato su Nintendo Switch, oltre che alcune hitbox poco precise (specialmente legate all’ambiente che ci faranno finire molto spesso incastrati in alcuni spigoli). Altro problema tecnico notato su Switch è legato a cali di framerate, anche se abbastanza sporadici e legati soprattutto a determinate zone.

In conclusione Lost in Random è decisamente una piccola perla che nessuno dovrebbe lasciarsi sfuggire grazie alla sua trama interessante e personaggi unici, oltre che per lo stile umoristico usato, ma anche grazie al suo gameplay assolutamente unico che è riuscito a creare un’unione perfetta tra la “lentezza” dei giochi di carte o dadi e la “velocità” di un action-adventure. Il tutto poi coronato da un art design di ogni personaggio, nemico o ambiente assolutamente degno di nota e che farà soprattutto la felicità dei fan più “Burtoniani” (risultando comunque stupendo e godibile per chiunque). Un altro successo per questi “piccoli grandi giochi” che compongono gli EA Originals!

Digital Extremes rilascerà oggi il nuovo aggiornamento per Warframe, in arrivo per i giocatori di tutte le piattaforme con il ritorno dell’infezione Infested più forte che mai grazie al nuovo Nidus Prime e al ritorno di Operation: Plague Star. I giocatori  potranno così sbloccare istantaneamente o ottenere il 33-esimo Warframe Prime (una versione potenziata dei Warframe di base) che fa seguito a Gara e Octavia Prime, assieme alle sue armi Prime, ed oggetti cosmetici esclusivi Prime su Nintendo Switch, PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, and Xbox Series X|S. 

Sarà possibile ottenere accesso diretto a tutti i contenuti aggiuntivi racchiusi nel Prime Access di Nidus acquistando uno dei pack che trovate qui di seguito, o in alternativa sarà possibile ottenere direttamente in gioco sia Nidus che le sue armi caratteristiche, Lo Strun Prime e la Magnus Prime.

Nidus Prime Access Pack – 71.99€

  • 2625 Platini
  • Nidus Prime
  • Glifi Nidus Prime
  • Strun Prime
  • Magnus Prime

Prime Access Accessories Pack – 44.99€

  • 1365 Platini
  • Nidus Prime Syandana
  • Skin Universale Necramech
  • Decorazioni per la navicella da sbarco a tema infested
  • Booster di Affinità e risorse da 90 giorni

Come anticipato avremo anche il ritorno di Operation: Plague Star, un evento a tempo limitato che sarà disponibile fino a Giovedì 30 Settembre. Nel corso di questo evento i giocatori potranno unirsi per difendere le Piane di Eidolon, uno degli open world di Warframe, dalle forme di vita Infested prima che possano raggiungere il villaggio di Cetus. Operation: Plague Star includerà una serie di ricompense uniche, tra cui troviamo la nuova Ghoulsaw, l’arma più crudele creata dal più violento dei soldati Grineer. Quest’arma rappresenterà la prima di una nuova classe di armi e sarà dotata di una serie di attacchi aerei, in scivolata e violente combo in grado di renderla un attrezzo di morte che i giocatori non potranno assolutamente farsi sfuggire! Nel corso di queste tre settimane di evento i giocatori che vi prenderanno parte avranno una possibilità di ricevere le nuove reliquie di Nidus Prime come ricompensa, così da favorire ancor più l’ottenimento di questo nuovo Warframe.

Warframe Nidus Prime

Ultimo, ma non per importanza, questo nuovo aggiornamento include anche la nuova Collezione Mephisto per Revenant, disponibile per l’acquisto nel market, la quale include una skin alternativa unica per Revenant (così come una per le Nikana); inoltre il Warframe Yareli riceverà alcune importanti migliorie per le sue abilità, prima assoluta per importanza quella relativa alle sue capacità di movimento a bordo di Merulina (il K-Drive unico di questo Warframe), ma anche altri buff alle sue abilità:

Sea Snares:

  • Aumentata la velocità di ricerca di circa il 60% e lieve incremento nella visibilità delle bolle.

Aquablades:

  • Aumento della portata del 25%
  • Aumento del danno e durata del 50%

RipTide:

  • Aumento della portata del 25%

Per restare informati di tutti gli aggiornamenti seguite Warframe su Twitch, YouTube, Twitter, Facebook, e Instagram. Potete scaricare Warframe su Steam PC, Epic Games Store, PlayStation 4 e PlayStation 5, Xbox Series X|S, Xbox One e Nintendo Switch.

Glyph è un platform 3D – sviluppato da Bolverk Games – nel quale giocherete nei panni di Glyph, un piccolo scarabeo meccanico che è stato risvegliato in quello che, appare, come un deserto abbandonato. Non appena aperti gli occhi, vi verrà presentato il vostro principe azzurro di nome Anobi, che agirà da narratore. Egli vi spiega come, per ripulire la terra dalla sabbia corrotta, dobbiate trovare il Tempio perduto di Aaru. Il vostro compagno di avventure funge anche da guida, offrendo una voce sia tra che durante i livelli e guidandovi al meglio nell’utilizzo delle abilità di Glyph.

tempio aaru

La desolazione nella quale ci ritroviamo è ben diversa da ciò che ci viene narrato da Anobi. Infatti, una civiltà chiamata The Elders ha creato una macchina (The Guardian) per difendere il tempio. Purtroppo per loro, qualcosa è andato terribilmente storto, rendendo colui che avrebbe dovuto agire da guardiano, corrotto. Rotolando verso monete, gemme e artefatti, l’obbiettivo generale di Glyph è di ricostruire il Tempio perduto di Aaru. Per farlo, il protagonista dovrà trovare un modo per purificare la corruzione che ha avuto inizio all’interno proprio di quelle mura. Il Santuario funge da fulcro del gioco, donandogli uno stile non lineare nel quale potrete completare i livelli in qualsiasi ordine, e rivisitare quelli più vecchi con facilità.

Glyph e la dinamicità

Nel momento in cui mi approccio a giochi di ruolo open world, soffro del problema di voler portare a termine ogni singola missione che incontro. Ma, come il ragazzino di cinque anni che sono, nel momento in cui sono costretto dal titolo a svolgere quest’azione, mi ribello ed evito. Un po’ come accade in Dragon AgeInquisition, nel quale le missioni principali sono spesso inaccessibili senza possedere una certa risorsa, la quale potrà essere ottenuta solo completando le quest secondarie. Dunque, nel primo approccio a Glyph, temevo che una filosofia simile finisse col manifestarsi in me, con chissà quali conseguenze. Per fortuna, Bolverk Games è riuscita a trovare un equilibrio armonioso tra raccolta di monete, gemme e artefatti, che andavano perfettamente a cavallo con l’intenzione di incoraggiare l’esplorazione, senza scoraggiare la progressione.

tempio aaru dall'alto

Uno dei punti principali che convince del gioco, è la dinamicità che gli sviluppatori sono stati in grado di donargli. Approcciarsi in breve raffiche di tempo di 10 o 15 minuti, o sedersi per disputare delle sessioni più lunghe non renderà l’esperienza complessiva inferiore, scegliendo una o l’altra via. La trama non è raccontata in prima linea, ma Anobi offre sempre delle piccole informazioni durante ogni livello. Accorpandole, alla fine, vien fuori un mosaico sorprendentemente profondo e coerente, che potrebbe sfuggirvi pensando sia posto lì, solo come riempitivo. A conferma della dinamicità che investe Glyph, ci sono più percorsi per raggiungere il Tempio di Aaru. Ciò significa più livelli per ottenere le risorse necessarie a sbloccarlo, senza costringervi comunque a completarli tutti, qualora doveste voler terminare la vostra esperienza senza troppi ripensamenti.

Games

Il momentum

A livello di platforming puro, Glyph riesce a difendersi egregiamente. I livelli possono essere dedicati all’esplorazione, dandovi tutto il tempo per guardarvi attorno, o alle prove a tempo. In questo secondo caso, dovrete raccogliere tutte le chiavi e fuggire in fretta, dato che le gemme vi verranno concesse in base al risultato. Per aiutarvi, potrete planare, effettuare doppi salti, e sbattervi al suolo, ma è in aria che il gioco dà il meglio di sé. Infatti, il modo in cui riesce a gestire il momentum è eccezionale, complicato da padroneggiare ma estremamente soddisfacente una volta abituatisi.

Quando sarete persi tra le nuvole, avrete la sensazione costante di guadagnare slancio, fino a quando non cambierete direzione o colpirete un ostacolo. Tutto ciò, oltre a essere molto divertente, si rivelerà fondamentale nei livelli successivi, qualora doveste imbattervi in una torre molto alta. In particolare, una prova a tempo richiede di lanciarsi tra una serie di piccole piattaforme angolate a velocità pazzesche, per essere portata a termine. In questo caso, il momentum sarà necessario per riuscire a rimbalzare quasi a ritmo musicale tra le varie mattonelle, finendo altrimenti per cadere nel vuoto. È un vero e proprio livello di test, per mettere alla prova tutto quello che avrete imparato in quelli spericolati già completati.

Maps

In termini visivi, Glyph vira verso il lato più semplice, ma ciò non significa che non sia di bell’aspetto, anzi, Lo stile di design scelto è delizioso e ricco di fascino. I dettagli sullo sfondo sono realizzati quasi seguendo una tavolozza monotona, con l’ambientazione desertica che riporta ai vecchi fasti di Journey. Ma è nel comparto audio che Glyph brilla davvero. Gli effetti sonori generati sono sottili, confondendosi spesso con una colonna sonora di accompagnamento capace di scorrere in maniera lucida. Grazie a ciò, sarete trascinati ulteriormente all’interno del mondo di gioco, ergo vi consigliamo con forza l’utilizzo delle cuffie, per vivere un’esperienza completa.

Le nostre considerazioni su Glyph

Com’era semplice presupporre, Glyph culmina in una lotta nel Tempio Aaru proprio contro The Guardian, coadiuvata da un level design che mi ha rattristito, dato che non avrete la chance di vederlo più spesso. Sebbene criticare un gioco in base alle mie aspettative su ciò che non aveva nemmeno intenzione di essere non è un’opzione valida, ritengo che la presenza di più sezioni dedicate a battaglie complesse avrebbero offerto un cambio di ritmo rinfrescante. Questo vale soprattutto per le fasi più avanzate del titolo, completabili in tempi brevi, anche aumentando la difficoltà, dato che avrete ormai appreso le meccaniche. Nel complesso, comunque, Glyph è un platform divertente e ben fatto, capace di far divertire i giocatori più accaniti e quelli cosiddetti casual. Nonostante possa risultare stantio verso la fine, vista una certa ripetitività nei livelli, vale comunque il prezzo del biglietto.

Greak: Memories of Azur è un titolo platform in stile Metroidvania sviluppato da Navegante Entertainment e pubblicato da Team17 il 17 Agosto 2021 per Nintendo Switch, PlayStation 4/5, Xbox Series X/S, Xbox One e PC. Si tratta del titolo di esordio per lo studio di sviluppo messicano, che ha cercato di confezionare un Metroidvania un po’ atipico per le meccaniche che lo compongono, ma anche molto interessante sotto il punto di vista visivo; quale sarà dunque il risultato finale?

Greak memories of azure

Trama

La trama principale di Greak: Memories of Azur ci porterà nelle lande di Azur, dove tempo fa è nata, e poi ha cominciato ad insediarsi e svilupparsi, una forma di vita nota come Courine, creature simili ad elfi dei boschi. Nel corso della loro crescita i Courine hanno portato prosperità al territorio, soprattutto proteggendolo dagli Urlag, creature mostruose che hanno da sempre popolato queste terre distruggendo e martoriando il territorio. Dopo essere stati sconfitti innumerevoli volte gli Urlag hanno ora raccolto tutte le loro forze e sono così riusciti a sconfiggere  i Courine devastando ogni cosa sul loro cammino.

In questo contesto ci ritroveremo a vestire i panni di Greak, un Courine di cui non conosciamo molto, tranne per il fatto che pare essere stato separato da sua sorella e da suo fratello maggiore. Il nostro compito sarà dunque ricongiungerci ai nostri familiari, e nel mentre tentare di scoprire il segreto dietro il potere degli Urlag in modo da sventarne la minaccia. Nel corso dell’avventura non avremo particolari evoluzioni narrative, però è da mettere in evidenza l’impegno degli sviluppatori nel creare un mondo vivo e ricco di particolari grazie ad una lore consistente (da reperire leggendo libri sparsi per il mondo o attraverso il codex).

Greak memories of azure

Gameplay

La meccanica particolare attorno a cui ruota il gameplay di questo Metroidvania sarà proprio legata ai tre fratelli protagonisti, Greak, Adara e Raydel. Ritrovando nostra sorella, e poi nostro fratello, questi andranno infatti ad unirsi effettivamente al nostro gruppo, e da questo momento saremo in grado di controllarli separatamente. La struttura da Metroidvania risiede proprio in questa meccanica: molto spesso ci ritroveremo di fronte ad ostacoli che sarà possibile superare solo servendosi di un aiuto, dovremo utilizzare i vari personaggi per compiere determinate azioni che possano permettere a tutti di proseguire; tutto questo tenendo sempre in considerazione che ciascuno ha delle caratteristiche uniche.

Greak e Raydel sono infatti quelli più indicati per i combattimenti grazie alle loro capacità di movimento, ma anche attacchi in grado di infliggere molti danni. Nel particolare Raydel sarà dotato di uno scudo utile per proteggere da attacchi ma anche procedere in determinate aree, così come un rampino per muoversi sfruttando certi appigli, di contro però non sarà in grado di nuotare a differenza dei suoi fratelli. Adara sarà dotata di attacchi a distanza e sarà in grado di fluttuare in aria per brevi periodi, mentre infine Greak risulterà essere quello più bilanciato, in grado di fare un po’ di tutto, compreso lo spostarsi in stretti cunicoli.

Greak memories of azure

Nonostante questa meccanica di Greak: Memories of Azur risulti essere molto interessante e azzeccata ha però alcuni risvolti negativi. I nostri personaggi saranno infatti in grado di muoversi o separatamente o in gruppo; per quanto riguarda la prima, come abbiamo già detto, risulta essere importante soprattutto ai fini della risoluzione di determinati puzzle ambientali, mentre diventa ovviamente ripetitiva e noiosa nel caso in cui si debba considerare di ripetere uno stesso percorso tre volte. Per risolvere questo problema è stata quindi ideata una meccanica di spostamento in gruppo, così come una per chiamare a sé gli altri personaggi nelle vicinanze (devono essere molto vicini e si muoveranno solo in linea retta). Il problema con lo spostamento di gruppo e che tutti i personaggi che sceglieremo di far muovere assieme andranno ad eseguire sempre movimenti e azioni in risposta ai nostri comandi

Non si tratta dunque di un “farsi seguire” ma piuttosto di un controllare contemporaneamente fino a tre personaggi con i stessi comandi. In teoria non dovrebbe essere così terribile (nonostante il farsi seguire sarebbe stato indubbiamente più efficiente in ogni caso), ma purtroppo in pratica abbiamo già accennato al fatto che si tratta di personaggi con meccaniche di movimento e attacco diverse tra loro. Di conseguenza non risulterà semplice, ad esempio, trovarsi a gestire contemporaneamente il doppio salto e il fluttuare in aria; oltretutto sarà essenziale spostarsi solo dopo aver raggruppato tutti i personaggi sullo stesso piano, altrimenti in una sezione platform anche pochi centimetri di differenza potranno cambiare molto. Lo stesso difetto si viene a creare nel caso di combattimenti contro nemici (anche se in questo caso la possibilità di sbilanciare l’avversario con ogni attacco permette spesso di stunlockarli) o peggio ancora contro i boss (in cui la gestione diventa abbastanza complessa).

Greak memories of azure

A tutto questo bisogna poi aggiungere che ogni personaggio avrà una propria barra della salute e un proprio inventario, pertanto per curare qualcuno lo si dovrà prima selezionare, poi aprire il suo inventario, poi utilizzare l’oggetto e infine aspettare che la cura faccia effetto (il tutto senza che il gioco vada in pausa). Anche in questo caso sarebbe bastata anche solo la possibilità di bloccare il gioco all’apertura dell’inventario così da non trovarsi a gestire quanto detto finora oltre che le meccaniche dei diversi personaggi durante le fasi di azione (anche perché nel caso dei boss questi lasciano davvero poco respiro, e venire colpiti con l’inventario aperto significa ritrovarselo chiuso). 

All’atto pratico si tratta dunque di una serie di meccaniche abbastanza interessanti, ma che avrebbero avuto bisogno di qualche piccola correzione per diventare più pratiche, divertenti e meno frustranti. Questo è davvero un peccato soprattutto considerando che Greak: Memories of Azur ha anche meccaniche legate ai puzzle e sezioni platform molto interessanti, bossfight con un giusto livello di sfida e abbastanza variegate e diversi oggetti e incarichi secondari in grado di aggiungere a tutti piccoli potenziamenti e attacchi aggiuntivi. Abbiamo poi anche la possibilità di cucinare (per ottenere cure) e la presenza di denaro per acquistare potenziamenti per l’inventario o altri oggetti dai vari shop.

Greak memories of azure

Longevità

Complessivamente Greak: Memories of Azur non è un titolo particolarmente vasto e longevo, si tratta piuttosto di una piccola opera che viene ben racchiusa nelle 5-6 ore necessarie a completarla. Si tratta comunque di una stima legata a quanto vi dedicherete ad esplorare nel dettaglio ogni area, e soprattutto a quanto riuscirete a non perdervi (considerando che le zone sono abbastanza labirintiche e non rappresentate da una mappa se non quella che ci spiega come le varie aree sono legate tra loro) fino anche ad arrivare a 8-10 ore totali per completare il tutto!

Greak memories of azure

Comparto Tecnico

Anche in questo caso vogliamo sottolineare che non si tratta di un titolo particolarmente dispendioso in termini di sviluppo proprio per la sua natura Indie. Oltretutto c’è anche da considerare il fatto che fondamentalmente si tratta di un titolo bidimensionale a scorrimento orizzontale, di conseguenza abbiamo anche qui delle “limitazioni” rispetto a quello che un gioco può fare. Ciononostante Greak: Memories of Azur riesce a risaltare e distinguersi egregiamente grazie ad uno stile grafico in stile cartoonesco davvero molto appagante. Oltre allo stile tecnico davvero eccellente abbiamo anche che questo viene applicato egregiamente alla caratterizzazione dei personaggi primari e secondari, di nemici e boss e ovviamente dell’ambientazione dei diversi luoghi che avremo modo di esplorare.

Di buon livello complessivo anche le musiche utilizzate, tutte adatte all’atmosfera rilassante che il gioco vuole trasmettere, o più dinamiche nel caso degli scontri. Niente di negativo invece sotto il punto di vista della stabilità, sia complessiva del gioco, sia della fluidità, così come per l’assenza di bug o altri problemi tecnici. Unica cosa da considerare (anche se non si tratta effettivamente di un problema tecnico, ma piuttosto di una scelta degli sviluppatori) è la totale assenza di salvataggi automatici, pertanto dovete sempre ricordarvi di salvare nei punti specifici predisposti dal gioco per evitare di perdere i vostri progressi in seguito a una morte.

Complessivamente dunque Greak: Memories of Azur risulta essere un ottimo titolo platform con meccaniche Metroidvania molto uniche e particolari. Per quanto queste siano teoricamente molto interessanti potrebbero praticamente risultare essere molto più efficienti e valide con alcune piccole modifiche (o comunque bisogna considerare che non sarà semplice imparare ad utilizzare tutto al meglio). Ciononostante si tratta di un prodotto davvero di ottimo livello sia dal punto di vista tecnico, ma anche da quello narrativo (in particolar modo per la lore), soprattutto se consideriamo che si tratta del primo titolo creato da questo studio di sviluppo!

NCSOFT ha annunciato ufficialmente di essere al lavoro su un nuovo MMORPG chiamato Lineage W; questo nuovo titolo, in uscita nel corso di quest’anno, sarà pubblicato per PC, iOS, Android, e altre console tra cui PlayStation 5 e Nintendo Switch. Potrete inoltre già iscrivervi alla pre-registrazione attraverso questo link ottenendo diversi oggetti aggiuntivi in gioco come regalo.

lineage w

Ecco cosa potrete aspettarvi da questo nuovo titolo secondo gli sviluppatori:

Taek-Jin Kim, CCO di NCSOFT, ha dichiarato: “Lineage W è un progetto che persegue il Lineage definitivo”.

Lineage W è un nuovo titolo che fa seguito alla serie del MMORPG per PC Lineage. Viene sviluppato per i giocatori di tutto il mondo con il concetto centrale di “globalità”. NCSOFT rilascerà il nuovo titolo in tutto il mondo nel 2021.

Il Chief Creative Officer Taek-Jin Kim ha presentato il gioco come “un progetto che persegue la versione definitiva di Lineage”. Kim ha evidenziato che “Lineage W è una raccolta della proprietà intellettuale di Lineage degli ultimi 24 anni. Il gioco enfatizza i valori fondamentali di Lineage: battaglia, impegno, sacrificio e onore. Lineage W espanderà l’elemento chiave della “battaglia di cominutà” di Lineage a livello globale.”

Sung-Gu Lee, capo di Lineage W Group, e Hong-Young Choi, capo dello sviluppo, hanno inoltre evidenziato le principali caratteristiche e i piani di servizio del titolo.

Il gioco presenta un mondo fantasy oscuro presentato con grafica 3D e vista dall’alto; vari aspetti visivi che trasformano l’immaginazione in realtà; un sistema di combattimento che segue l’originalità della proprietà intellettuale di Lineage con un feedback migliorato sugli attacchi; trame coinvolgenti e narrazioni diverse; contenuti migliorati per incarichi e alleanze.

Lineage W introduce inoltre una singola build per il mercato per creare “una comunità unica per la battaglia globale”. I giocatori di diversi paesi possono cooperare e competere in un unico campo di battaglia (server). Questo supportando anche la “traduzione AI” che consente la comunicazione in tempo reale tra giocatori che parlano lingue diverse e la funzione “Voice-to-text” che converte il parlato in testo.

Il gioco supporta anche il gioco multipiattaforma. I giocatori possono divertirsi con il gioco su PC tramite il servizio cross-play di NCSOFT “PURPLE”. È in preparazione anche il cross-play su console, tra cui PlayStation 5 e Nintendo Switch

Qui di seguito potrete inoltre trovare il video di presentazione di Lineage W:

Beautiful Desolation, videogame uscito inizialmente su PC Steam ed ora arrivato anche su Playstation 4 Nintendo Switch proprio in questi giorni.

Chi conosce i programmatori sudafricani di Brotherhood Games sa bene che sono un team indie specializzato in avventure grafiche punta e clicca. Se dunque dalle immagini potreste confondere BD con un Action RPG, vi diciamo che invece l’esperienza di gioco proposta conferma la loro naturale predisposizione se pur minimamente “contaminata” da alcune minime variazioni sul tema, rappresentate in particolare da alcuni mini giochi che comunque rimangono marginali nella totalità dell’esperienza proposta.

Il videogame inizia nel 1976 per le strade di Città del Capo quando improvvisamente a cambiare la storia dell’umanità per sempre arriva un enorme monolite alieno che porta in dote incredibili tecnologie letteralmente venerati da alcuni ma detestate e vituperate da altri tanto che nel mondo inizierà una vera e propria guerra mondiale tra le due fazioni.

In tutto questo Mark Leslie e suo fratello Don vogliono cercare di capirne di più sul mistero ma improvvisamente vengono risucchiati in un vortice dimensionale che li porta altrove, in un universo dove i confini tra esseri organici e robotici è molto differente da quello a cui siamo abituati nel nostro mondo.

Senza dirvi altro sulla trama, indubbiamente è proprio nell’ottima narrazione che Beautiful Desolation dà il meglio di sé tenendoci davanti allo schermo fino alla conclusione delle vicende con protagonisti i due fratelli.

Aventura punta e clicca

Leviamoci subito i dubbi: Beautiful Desolation non è un RPG isometrico, è un’avventura al limite del punta e clicca. Esploreremo gli ambienti, parleremo con i personaggi, effettueremo delle scelte che ci guideranno all’endgame. Quest’ultime potranno influenzare o meno il dipanarsi della storia portando comunque al medesimo finale. Alcune sidequest e minigiochi ci daranno modo di allungare l’avventura che nella sua storia principale dura circa 8-9 ore. Ci sarà del backtracking leggero, volto a scoprire quel che serve per aprire le porte (metaforicamente parlando) che permetteranno di scoprire come andare avanti.

Se si va oltra una realizzazione grafica che possiamo definire funzionale, l‘universo immaginifico di BD è incredibilmente ricco di personaggi e situazioni che intrigano nelle oltre dieci ore di gioco che serviranno per concludere l’avventura. Il suo unico limite è rappresentato dalla totale assenza di localizzazione in italiano: i testi sono presenti a schermo e anche doppiati vocalmente ma in entrambi i casi solo in inglese.

Per chi ama le avventure punta e clicca di una volta, ancora di più se fan dello sci-fi, Beautiful Desolation è un titolo da non perdere. I programmatori sudafricani di Broterhood Games confermano di aver dato vita ad un rinascimento del genere dopo i già eccellenti Cayne e Stasis. Occhio soltanto alla totale mancanza di localizzazione in italiano.

DARQ è un gioco appartenente al genere dei Platform-rompicapo pubblicato originariamente in anteprima nell’estate del 2019 per PC e che ha di recente visto la pubblicazione della sua Complete Edition anche su PlayStation 4 e Xbox One. Appena un mese fa, inoltre, è stata rilasciata una versione per Nintendo Switch (quella della quale vi parleremo nel caso della nostra recensione). Questa versione completa del titolo, sviluppata e pubblicata da Unfold Games e Feardemic, comprende il titolo di base e due DLC aggiuntivi, ovvero The Tower e l’inedito The Crypt.

Enigmatico

Verremo dunque catapultati nei panni di Lloyd, un giovane ragazzo letteralmente schiavo dell’incubo in cui ci troveremo; il nostro protagonista vivrà infatti una vera e propria esperienza extracorporea che lo costringerà ad attraversare un incubo dal quale non può svegliarsi (nonostante i nostri tentativi di farlo). L’essere in questa realtà onirica ci permetterà di stravolgere le normali leggi della fisica facendoci sin da subito scoprire di essere in grado di camminare su qualsiasi superficie, dalle pareti ai soffitti di ogni luogo che dovremo esplorare, ribaltando letteralmente la realtà.

La possibilità di muoversi così liberamente in DARQ sarà il primo elemento che andrà a comporre i primi puzzle che ci troveremo ad affrontare per procedere in questo labirintico sogno. Progressivamente scopriremo modi per infrangere sempre più le leggi della fisica rendendo di fatti un gioco a scorrimento orizzontale ben più tridimensionale di quanto si possa immaginare, il tutto mettendoci sempre di fronte ad enigmi nuovi e via via più complessi in ciascun livello. Le meccaniche ideate dal team di sviluppo risultano essere particolarmente ben riuscite sia sotto questo punto di vista, ma anche per la risoluzione di alcuni enigmi dalla soluzione più “fantasiosa”.

La difficoltà dei rompicapo andrà infine a culminare nei DLC (La Torre e La Cripta) e soprattutto nell’ultimo (ed esclusivo di questa versione); questi, oltre che aggiungere semplicemente nuove ore di gioco, tipologie e complessità di enigmi, racconteranno una vera e propria storia aggiuntiva che arricchirà la lore del gioco. Risultano dunque essere una parte quasi fondamentale per il titolo anche se, un po’ come il gioco di base, si prestano forse un po’ troppo alla libera interpretazione lasciata al giocatore. Ciononostante rappresentano indubbiamente quella che vuole essere una conclusione alla trama, seppur relativamente sbrigativa.

darq

L’incubo

I vari rompicapo non saranno però la nostra unica nemesi in DARQ; incontreremo infatti vari tipi di creature da evitare dato che elimineranno il nostro Lloyd in men che non si dica. Considerato che non sarà neanche possibile fuggire (tranne che in una circostanza), la nostra sola opzione sarà nasconderci per evitare le loro “ronde” o abbassarci per evitare di farci sentire. Data la relativa semplicità con cui potremo evitare questo tipo di pericoli, il gioco non restituisce delle forti sensazioni di ansia e paura che ci si aspetterebbe da tematiche horror di questo tipo. La loro maggiore presenza, e soprattutto una maggior difficoltà a loro legata avrebbe certamente contribuito in tal senso avvicinandosi ancor più all”horror che al semplice platform/rompicapo.

L’ansia e il terrore nascono, più che dal pericolo di essere uccisi da una di queste creature, proprio dall’aspetto surreale e distorto sia di queste mostruosità viventi, sia dei diversi luoghi che avremo modo di esplorare. Per quanto il tutto non sia particolarmente innovativo e unico, riesce comunque a dare al giocatore un ottimo feeling e a risultare molto ben congeniato oltre che diversificato tra un livello e il successivo così da riuscire sempre ad evitare la caduta nella ripetitività (cosa non del tutto scontata persino in un gioco della durata di 2-3 ore totali come in questo caso). Ultimo ma non per importanza un comparto tecnico valido (sia dal punto di vista grafico che sonoro), nonostante la semplicità, e che contribuisce in ottima misura alla creazione di un’atmosfera horror di buon livello.

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Complessivamente con DARQ: Complete Edition avremo modo di visitare uno stupendo e labirintico incubo ricchissimo di enigmi, i quali rappresentano senz’ombra di dubbio la parte più interessante e meglio riuscita del gioco sia dal punto di vista della varietà che delle meccaniche che questi comprendono. Il tutto all’interno di un viaggio onirico in una psiche distorta che si riflette sulle mostruose creature che ha generato, così come sulle ambientazioni, nonostante queste non spicchino per unicità e innovazione. Purtroppo l’intera esperienza di gioco non risulta essere particolarmente longeva, anche se riconosciamo che sia complessivamente adatta al tipo di gioco, e la difficoltà risulta legata unicamente agli enigmi, mentre le creature nemiche possono essere bypassate abbastanza facilmente e per questo risultano essere poco ansiogene. Un titolo dunque assolutamente valido e degno di essere provato


Eccoci a parlare dell’ultimo Prime Access di Warframe rilasciato il 23 febbraio 2021 per tutte le piattaforme. Questo pacchetto introduce la nuova (e tanto attesa) variante Prime di Octavia, un Warframe particolarmente apprezzato dagli utenti per via di un suo elemento unico di personalizzazione e fulcro essenziale di tutte le sue abilità. Questa “Regina della musica” viene così resa disponibile nel gioco assieme alle varianti Prime delle sue due armi iconiche, la Tenora e Pandero. Quanto descritto sinora può essere ottenuto gratuitamente nel gioco andando alla ricerca delle nuove reliquie (che potete trovare descritte nel dettaglio alla fine di questo articolo) oppure acquistando uno dei quattro pacchetti Prime Access elencati qui di seguito (considerando che gli accessori possono essere ottenuti soltanto in questo modo). In particolare in questo caso abbiamo dei nuovi strumenti per personalizzare il Mandachord di Octavia (del quale parleremo in seguito), un nuovo Shawzin e nuovi pezzi di armatura con relativa Syandana.

  • Pacchetto Mallet: comprende 1050 Platini, Tenora e Pandero Prime.
  • Pacchetto Resonator: comprende 2625 Platini, Octavia, Tenora e Pandero Prime e infline i Glifi di Octavia Prime.
  • Pacchetto Accessori Prime: comprende l’armatura Glissandra Prime, la Syandana Serenidine Prime, lo Shawzin Aristei Prime e booster di 90 giorni di affinità e risorse.
  • Pacchetto Amp: comprende il contenuto del pacchetto Resonato e Accessori Prime, con un totale di 3990 Platini.
octavia prime

Iniziamo dunque con la protagonista indiscussa di questa guida, ovvero Octavia Prime. Si tratta di un personaggio con discrete capacità di potenziamento per il resto della squadra, ma soprattutto con un’eccellente abilità nell’infliggere danni a ogni tipo di nemico e nel “crowd control”. In termini di sopravvivenza, invece, non possiede alcuna abilità specifica per mitigare i danni subiti, ma è piuttosto in grado di mantenersi invisibile con facilità così da non essere neanche presa di mira dai nemici. Le sue abilità sono infatti:

  • Passiva: ogni volta che Octavia attiva un’abilità conferisce a se stessa e ai compagni vicini Inspiration, ovvero un buff che restituisce 1 punto energia al secondo per trenta secondi.
  • Mallet: influenzato dalle “Percussioni”, attira il fuoco dei nemici e li danneggia con ogni nota suonata, inoltre tutto il danno subito viene accumulato e riflesso in maniera proporzionale.
  • Resonator: influenzato dai “Bassi”, crea una sfera che danneggia leggermente i nemici e li induce a seguirla. Se presente un Mallet il Resonator lo raccoglierà creando un ibrido tra le due abilità (un vero e proprio Mallet mobile).
  • Metronome: influenzato dalla “Melodia”, conferisce diversi buff a tutti quelli che eseguono determinate azioni in corrispondenza delle note. Abbiamo Nocturne che rende invisibili dopo essersi abbassati un numero sufficiente di volte in corrispondenza di una nota, Vivace che aumenta la velocità se si eseguono salti a tempo, Opera che aumenta il multishot delle armi sparando ritmicamente e infine Forte che aumenta il danno corpo a corpo inflitto.
  • Amp: raddoppia la portata e il danno del (o dei nel caso in cui utilizziamo l’augment “Partitioned Mallet”) Mallet e aggiunge un moltiplicatore di danni extra a Octavia e tutti gli alleati.
octavia prime

Di queste le abilità più importanti sono indubbiamente la prima (per deviare l’attenzione dei nemici e infliggere loro un danno proporzionale a quello che possono infliggere), la terza (soprattutto per mantenere l’invisibilità attiva il più possibile) ed infine la quarta per aumentare la portata di tutte le altre. Gli effetti di ogni abilità sono poi strettamente legati al Mandachord, uno strumento in cui potremo inserire le note a nostro piacimento (premendo, in base alla piattaforma, R2, RT o Tab dalla schermata di personalizzazione) per creare una determinata canzone da noi desiderata, oppure applicare una nota in ogni slot per massimizzare gli effetti (in questo caso abbiate però l’accortezza di mutare bassi, percussioni e melodia per non infastidire gli altri giocatori e le vostre orecchie). In termini di statistiche questo Warframe ottiene, grazie alla nuova variante, una polarità Vazarin aggiuntiva (che si somma alle due Naramon già presenti sulla versione di base), scudi migliorati (100 al livello base e 300 al massimo contro 75/255), e una quantità maggiore di energia disponibile (175/262 contro 150/225). 

Per quanto riguarda le build, invece, è quasi superfluo sottolineare l’importanza della durata sopra ogni altra statistica così da mantenere attiva ogni abilità (e buff nel caso dell’invisibilità) il più possibile senza doverle riattivare troppo spesso. In questo però non bisogna comunque tralasciare la portata così da massimizzare gli effetti del danno ad area, ma anche del controllo sui nemici; al contrario non è così essenziale spingere troppo sulla potenza abilità considerando che si andrebbe solo a potenziare il moltiplicatore dei danni (che comunque anche a valori negativi sarebbe proporzionale alla quantità di danno causata dai nemici) o buff che comunque non sono così essenziali come l’effetto del Mallet. Per questo motivo vi consigliamo la build presente qui di seguito tenendo comunque in considerazione che potete (e dovete) adattarla alle vostre preferenze nel caso preferiate più o meno danno, portata e così via:

La Tenora Prime è invece l’arma primaria distintiva di Octavia, e come tale quando impugnata da lei ottiene un piccolo bonus aggiuntivo, ovvero una probabilità del 20% di ricaricare all’istante le munizioni nel caso di un headshot con il fuoco secondario. Tralasciando questo ci troviamo di fronte a un’arma con statistiche estremamente valide per nemici di qualsiasi livello. Abbiamo infatti un danno maggiore rispetto alla versione di base per entrambe le modalità di fuoco (28.0 vs. 24.0 e 280.0 vs. 240.0), così come la probabilità di critico (30% vs. 28% e 40% vs. 34%) e quella di effetto (24% vs. 16% e 20% vs. 11%), ma anche il moltiplicatore di critico (2.2x vs. 2x), velocità di fuoco e capienza caricatore; ultimo ma non per importanza due polarità Madurai aggiuntive. Abbiamo dunque una vera e propria mitragliatrice leggera con un’elevata cadenza di fuoco (che aumenta ancor di più man mano che si spara) e con un fuoco secondario caratterizzato da un colpo singolo ad alta potenza.

Nel caso della Pandero Prime ci troviamo invece di fronte ad un revolver con eccellenti capacità di danno che, collegate a ottime statistiche di critico, possono dare vita a danni importanti. Non manca poi la probabilità di effetto che dà giovamento soprattutto al fuoco secondario di quest’arma che ci permetterà di svuotare il resto del caricatore in maniera repentina causando imponenti danni in pochi secondi. Anche in questo caso, trattandosi di un’arma distintiva, c’è un piccolo bonus quando impugnata da Octavia, ovvero: i colpi alla testa con il fuoco secondario aumentano la velocità di ricarica del 20%. Le nuove statistiche aggiungono danno base (104.0 vs. 72.0), probabilità di critico aumentata (24% vs. 10%) e infine una polarità Madurai aggiuntiva. Anche in questo caso abbiamo un’arma con ottime capacità di taglio innate, per cui vi consigliamo di sfruttarle abbinandole con virale e fuoco (quest’ultimo per ridurre in minima parte la corazza dei nemici). Potete trovare le build consigliate per la Pandero e la Tenora qui di seguito:

Concludiamo questa guida elencandovi le nuove reliquie che sono state aggiunte in Warframe e che vi aiuteranno nella ricerca dei diversi pezzi e schemi per costruire Octavia Prime, la Tenora Prime e la Pandero Prime. Potrete ottenere queste reliquie acquistando pacchetti dal mercato o dalle associazioni (in quest’ultimo caso utilizzando reputazione delle associazioni) oppure come ricompensa al completamento di alcune missioni o dopo un determinato numero di rotazioni (nel caso delle difese, sopravvivenze e così via).

Octavia Prime

  • Reliquia Lith G3: Octavia Prime Neurottiche (comune).
  • Reliquia Meso D6: Octavia Prime Sistemi (comune).
  • Reliquia Neo Z7: Octavia Prime Chassis (non comune).
  • Reliquia Axi O5: Octavia Prime Schema (raro).

Tenora Prime

  • Reliquia Lith T5: Tenora Prime Canna (raro).
  • Reliquia Meso T4: Tenora Prime Castello (raro).
  • Reliquia Neo B7: Tenora Prime Schema (comune).
  • Reliquia Axi T6: Tenora Prime Calcio (non comune).

Pandero Prime

  • Reliquia Lith I1: Pandero Prime Schema (comune).
  • Reliquia Neo P2: Pandero Prime Castello (raro).
  • Reliquia Axi C6: Pandero Prime Canna (non comune).

Dopo essere stato annunciato la scorsa estate, Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy ha recentemente debuttato su Pc, PS4, PS5 e Switch. Il gioco costituisce il sequel di Atelier Ryza: Ever Darkness & The Secret Hideout, rilasciato alla fine del 2019 e protagonista di un grande successo in termini di vendite.

Va da sé che un successore non si sarebbe fatto attendere troppo, e infatti eccoci qui. Con questo nuovo titolo sviluppato da Gust Studios e pubblicato da Koei Tecmo.

Si parte per l’avventura

La storia di Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy si svolge a tre anni di distanza dalla fine del primo capitolo. Dopo che i suoi amici hanno lasciato l’isola di Kurken per inseguire i loro sogni, Ryza è rimasta indietro. Nel frattempo ha sia continuato i suoi studi alchemici che servito come insegnante per i bambini più piccoli del villaggio. Un giorno, Ryza riceve una lettera da Tao, che sta studiando nella capitale reale Ashra-am Baird. In tale missiva le viene raccontato di come le antiche rovine intorno alla città potrebbero avere qualcosa a che fare con l’alchimia e la invita a mettersi in viaggio per raggiungerlo.

Ryza e Moritz - Prologo

Allo stesso tempo, Mortiz Brunnen le chiede di indagare su una misteriosa pietra luminosa. Ryza decide così di prendere la pietra con sé e si dirige ad Ashra-am Baird. Qui si riunisce con vecchi amici e ne incontra di nuovi. E scopre inoltre che la pietra luminosa è in realtà un uovo, che si schiude facendone fuoriuscire una misteriosa creatura. Dopo aver deciso di chiamarla Fi, inizia così la nuova avventura di Ryza.

Un JRPG maggiormente evoluto

Le nuove funzionalità aggiunte in Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy si sono rivelate assai gradite. Ryza è ora in grado di interagire con l’ambiente circostante in molti più modi rispetto al passato. Essa può ora nuotare sott’acqua, oscillare attraverso gli spazi vuoti, arrampicarsi sui muri e (una volta sbloccata) cavalcare una creatura che le consentirà di accelerare l’esplorazione. L’intera esperienza è stata resa più fluida e intuitiva, anche grazie all’aggiunta di nuove sfide nei dungeon, spesso presentate sotto forma di enigmi.

Questi dovranno essere risolti dalla protagonista per poterci permettere di raggiungere determinate zone. Il fatto che gli ambienti siano interattivi e non delle semplici immagini piazzate sullo sfondo rende assai più raffinati gli elementi jrpg del titolo. Esplorare i dungeon per intero permetterà a Ryza di usare la Bussola del Ricordo, con la quale potrà raccogliere le memorie delle persone vissute in passato. In questo modo l’alchimista otterrà gli indizi per poter risolvere i vari misteri dei dungeon.

Mappa gioco

Questa meccanica rappresenta una peculiarità unica e divertente all’interno del gioco. I ricordi/indizi, una volta raccolti, dovranno essere abbinati a delle descrizioni al fine di completare una sorta di libro di francobolli. Una volta completato, quest’ultimo racconterà la storia di quel dato luogo. Rispetto al predecessore sono state inoltre apportate diverse modifiche al combat system, oltre alla completa revisione dei punti CC (Core Charge ndr) e della barra dei turni.

In precedenza Ryza poteva, tramite attacchi normali, aumentare i punti azione (AP) e spenderli per aumentare il livello tattico (cioè la quantità massima di AP che si può detenere) e dunque utilizzare le abilità. In Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy invece i livelli tattici aumentano le abilità e gli ordini che è possibile eseguire. Iin questo modo potremo inserire anche le mosse speciali all’interno di combo specifiche.

Combattente e soprattutto alchimista

Ryza level up

Avendo a disposizione più compagni di squadra rispetto al passato potremmo anche scambiare il personaggio “attaccante” con uno di “supporto” durante l’esecuzione di una combo. In questo modo sarà possibile effettuare combinazioni di attacchi sempre più lunghe e complesse. E’ inoltre possibile parare gli attacchi nemici con il giusto tempismo. Cosa che ci garantità anche qualche AP aggiuntivo.

I nostri compagni ci chiederanno tramite degli “ordini” di eseguiti delle mosse speciali (fisiche o magiche ndr), per poter a loro volta scatenare un’incredibile forza sul campo di battaglia. A primo impatto tutto ciò potrebbe sembrare complicato (e forse un po’ lo è), ma una volta comprese le meccaniche ci si renderà conto di come, rispetto al passato, le battaglie siano ora molto più veloci e frenetiche.

Ricette calderone

Come alchimista la nostra Ryza passerà ovviamente molto tempo davanti al calderone cercando di apprendere e mettere in pratica nuove formule. Le ricette potranno risultare un po’ travolgenti, con l’aggiunta di ingredienti bonus in grado di aumentare le statistiche o assegnare determinati bonus agli oggetti che andremo a creare in questo modo.

Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy offre inoltre la possibilità di aggiungere materiali manualmente nel caso si abbia affinità col sistema di creazione. In caso contrario potremo automatizzare il processo scegliendo semplicemente se adoperare materiali di alta o bassa qualità. Completare e modificare ricette ci porterà, infatti, a sbloccarne sempre di nuove.

Ammnodernamenti, ma qualche sbavatura

Ryza schiusura

Gli SP (Skill Point) si potranno ottenere in due modi. Il primo consiste nella creazione di oggetti di qualsiasi qualità tramite il calderone. Il secondo invece riguarda il completamento di missioni secondarie, rinvenibili presso una bacheca specifica. Il gioco presenta una guida molto pratica che permette di controllare la locazione di materiali e mostri, in modo da facilitare il completamento di incarichi secondari quali il ritrovamento e la consegna di risorse e l’uccisione di mostri.

Per quanto riguarda alcune missioni della trama principale abbiamo notato che è necessaria la creazione di un determinato oggetto, completandone la relativa ricetta, per poter avanzare. Ciò costringe non di rado a investire tempo a visitare nuovamente i vecchi dungeon per trovare quanto necessario per proseguire nella trama. Questo rende il tutto a tratti frustrante, specie se si scopre, poi, che l’oggetto richiesto può essere tranquillamente acquistato in negozio. Perciò vi consigliamo sempre di controllare i negozi in caso di necessità!

A livello tecnico con Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy abbiamo assistito a un considerevole passo in avanti a livello grafico, rispetto al primo capitolo. Il grazioso design dei personaggi è sensibilmente migliorato, così come gli ambienti e gli effetti visivi. Il valore aggiunto della produzione rimane particolarmente evidente nell’atto di ammirare la capitale reale, come anche ogni piccola animazione durante il combattimento e l’esplorazione.

A rovinare il quadro sono giusto gli NPC e alcuni dungeon, dove viceversa la grafica risulta un po’ datata. Il comparto tecnico non manca di brillare anche sul fronte audio, dove abbiamo avuto modo di rimanere ammaliati dalla colonna sonora. Meravigliosamente azzeccata e con tante melodie capaci di accompagnare degnamente le nostre avventure. Nessun problema registrato a livello di framerate, che si è dimostrato assolutamente granitico.

Spawn iniziale

Atelier Ryza 2: Lost Legends & the Secret Fairy si è rivelato essere un degno nuovo capitolo della rinomata seria di jrpg. Un successore destinato a soddisfare tanto i nuovi arrivati quanto i fan di vecchia data. Il tutto grazie a un coloratissimo e vivace cast di personaggi, interessanti misteri da svelare, tante funzioni divertenti di creazione e un sistema di combattimento migliorato. Sebbene non manchino i difetti, risulta fin troppo facile perdonarli alla luce del fascino imperituro di cui certamente godrà il titolo.