Dopo le numerose critiche mosse contro Infinite Warfare (il nuovo titolo della celeberrima serie di sparatutto “Call of Duty”) specialmente per aver esasperato il tema “futuristico” vediamo quante di queste siano effettivamente fondate e se sia davvero un gioco totalmente da scartare.

Storia


Infinite Warfare ha inizio con una breve missione introduttiva che, oltre a spiegarci le meccaniche di gioco, ci introduce nel contesto all’interno del quale il gioco si svolge: ci troviamo in un futuro remoto in cui l’umanità è riuscita a colonizzare tutti i pianeti del sistema solare (molti dei quali soprattutto per carpirne le risorse) e circa trenta anni prima c’è stata un’insurrezione che ha portato l’SDF a.k.a. “Settlement Defense Front” (un’organizzazione creata con lo scopo di mantenere la legge sui vari pianeti) a distaccarsi completamente dalla terra al puto da ripudiare i terrestri e voler conquistare anche quest’ultimo pianeta per poter controllare l’intero sistema solare. Al comando di questa organizzazione troviamo l’ammiraglio Kotch (antagonista dal giusto carisma per essere definito tale) che, assieme ai suoi sottoposti, rappresenta il nemico. L’SDF nel corso degli anni ha raccolto risorse e costruito una flotta spaziale più grande di quella della terra ma, soprattutto, vanta la presenza come nave ammiraglia dell’Olympus Mons (la nave da guerra più grande mai costruita). L’unica cosa che ferma l’SDF dallo sferrare un attacco diretto alla terra è la presenza di un sistema di difesa presente sul nostro pianeta, ovvero una serie di cannoni automatici (ATIS), in grado di spazzare via in poco tempo un’intera flotta.
Subito dopo la fase introduttiva ci troveremo nei panni del protagonista, Nick Reyes, durante la “Giornata della flotta” e conosceremo i nostri compagni: il tenente Nora Solter e un androide chiamato Ethan. In questa occasione verrà attuato il piano “Riah” da parte dell’SDF e, in breve tempo, ci troveremo al comando di una nave da guerra (la Retribution) con l’obbiettivo di sconfiggere il nemico, l’ammiraglio Kotch e tutti i suoi sottoposti.
La nostra nave da guerra rappresenterà l’HUD principale attraverso il quale potremo selezionare le diverse missioni principali e secondarie. Tra le missioni secondarie bisogna distinguere le missioni assalto (abbastanza varie, con fasi stealth, combattimenti a bordo di caccia spaziali) e le missioni jackal che si svolgeranno solamente a bordo dei caccia.
La trama è sicuramente un punto a favore che risulta essere ben fatta e dal finale degno di nota (specialmente durante i titoli di coda..) ma allo stesso tempo è abbastanza semplice e lineare, mentre avremmo certamente apprezzato qualche colpo di scena o qualche particolare momento di rilievo in più.

Gameplay 

Il gameplay è quello classico della serie, caratterizzato dalla sua rapidità ed ottima manovrabilità del personaggio; anche in questo capitolo saremo dotati di un sistema di propulsori che ci permetterà di volare, planare e correre lungo le pareti. Ottima la varietà delle armi anche considerando che alcune di queste avranno due modalità di fuoco (ad esempio una mitraglietta che potrà diventare un fucile a pompa) anche se una volta trovata la vostra preferita farete fatica a lasciarla andare.

In Infinite Warfare avremo due tipi di armi, quelle balistiche (efficaci contro nemici umani) e quelle ad energia (efficaci contro robot). Oltre ad un arma principale ed una secondaria potremo portare con noi due tipi di granate (semplici, elettriche o dei seeker, ovvero granate che diventano piccoli droni che si attaccano ai nemici per poi esplodere) e due pezzi di equipaggiamento speciale come dispositivi per violare e controllare i droni nemici, granate che permettono di creare un muro di schiuma dietro il quale ripararci o uno scudo estensibile. Inoltre, prima di ogni missione, avremo la possibilità di selezionare l’equipaggiamento da portare con noi e anche di modificare il nostro caccia con armi (ottenibili attraverso le missioni secondarie) o personalizzarlo con decalcomanie. Per poter sbloccare le varie armi selezionabili sarà prima necessario “scansionarle” e per farlo sarà sufficiente, una volta rinvenute durante le missioni, equipaggiarle.
Le varie mappe all’interno delle quali svolgeremo le nostre missioni saranno in piccola parte esplorabili liberamente, questo principalmente allo scopo di trovare le armerie; all’interno di queste, infatti, potremo ottenere alcune armi esclusive oppure dei potenziamenti per le granate o l’equipaggiamento.

Al gameplay si aggiungono dei momenti in grado di spezzare il gameplay ed aggiungere un po’ di varietà in cui ci troveremo liberi nello spazio e per muoverci potremo servirci solamente dei nostri propulsori. Inoltre avremo a disposizione un rampino che potremo anche usare per agganciare i nemici per poi eliminarli in corpo a corpo e saremo anche dotati automaticamente in queste fasi di granate dotate di un razzo posteriore ed in grado di seguire i nemici

Longevità


Purtroppo, nonostante ci siano missioni principali e secondarie,. Infinte Warfare non durerà più di 7 ore completandole tutte. Certamente si sarebbe potuto fare di più sotto questo punto di vista considerando soprattutto il ridottissimo numero di missioni principali o magari anche ideando altre tipologie di missioni secondarie.

Grafica


Dal punto di vista grafico Infinite Warfare è ottimo, con texture sicuramente ben fatte così come anche il lavoro di motion capture svolto sui vari personaggi. Ottimo il doppiaggio in italiano così come anche il comparto sonoro in generale ma musiche senza infamia e senza lode. Dal punto di vista dei bug abbiamo riscontrato un problema nel caricamento delle texture di una zona al punto che per paura di cadere nel vuoto siamo stati costretti a ritornare indietro per consentire al gioco di ricaricarle. A parte questo nulla di troppo grave in grado di inficiare l’esperienza di gioco.

Multiplayer 

Nella ormai essenziale modalità multigiocatore della serie call of duty ci troveremo subito d’innanzi alla possibilità di selezionare un kit di battaglia. Ci sono esattamente 6 kit tra cui scegliere e per sbloccare alcuni sarà necessario salire di livello; questi ci consentiranno di equipaggiare il nostro personaggio con armi speciali o abilità uniche (tre per ogni kit) e con un attributo extra (come recupero salute o rapidità di movimento, anche in questo caso ne avremo tre per ogni kit).
Dal punto di vista dell’arsenale avremo a disposizione un discreto quantitativo di bocche da fuoco (alcune delle quali sbloccabili unicamente tramite sfide, season pass, oppure l’ormai conosciuto “furiere” introdotto con Black Ops 3), ma soprattutto un’ottima personalizzazione di queste con numerosi accessori. Tramite il furiere potremo acquistare delle casse con la possibilità di trovare armi uniche, skin e tanto altro utilizzando delle chiavi che otterremo completando partite, oppure acquistando crediti in game… Oltre questo avremo la possibilità di potenziare le armi entrando nel laboratorio prototipi, dove, se saremo del livello necessario e avremo una determinata quantità di un altro tipo di crediti in gioco (anche questi ottenibili tramite sfide e partite) potremo migliorare i parametri delle armi e aggiungere altre proprietà come munizioni aumentare, rinculo ridotto e tante altre.
Le modalità di gioco in multiplayer variano dal classico deathmatch, tutti contro tutti, dominio e cerca e distruggi, ad altre modalità che in passato hanno avuto molto successo come il gioco delle armi, o infezione. Avremo inoltre a disposizione dei contratti che, una volta completati, ci premieranno con casse di rifornimenti, accessori o armi.
I server sono molto stabili, infatti nelle sessioni che abbiamo provato non abbiamo riscontrato nessun tipo di lag.

Zombie 

Un altro importante caposaldo della serie è proprio la modalità zombie. In Infinite Warfare non avremo più i quattro classici ed amati personaggi ma altri nuovi; ma non temete, non mancherà la classica ironia e simpatia che ha sempre caratterizzato questa modalità.

Un regista molto famoso assumerà i quattro attori protagonisti della modalità per recitare nel suo nuovo film la cui prima scena è ambientata negli anni 80 e si chiamerà “zombie in spaceland”: tramite un rituale verremo risucchiati in un’altra dimensione dove ci troveremo ad affrontare veri zombie in un parco divertimenti. La mappa è molto grande e ramificata e non mancheranno segreti ed easter egg in grado di far perdere interi pomeriggi nel tentativo di completarli.

In questa modalità sono state aggiunte le carte fato e fortuna: nella schermata principale potremo personalizzare un mazzo di carte da usare durante la partita, eliminando zombie riempiremo un indicatore che una volta completo ci permetterà di selezionare ed attivare una di queste. Inoltre potremo personalizzare i kit di armi così da modificare le armi che troveremo durante la partita ed anche qui troveremo delle casse contenenti equipaggiamento o elementi di personalizzazione come nel caso del furiere. Infine nella mappa di gioco potremo trovare tante aggiunte come ad esempio biglietti per salire a bordo delle diverse attrazioni del parco, gettoni souvenir da scambiare per premi in apposite stazioni e bancomat in cui potremo depositare i soldi accumulati per essere condivisi con gli altri giocatori.

 

 

Il 4 Novembre uscirà il nuovo capitolo della popolare saga di fps made by Activision. Noi di Geexmag sappiamo benissimo che questa serie è, come poche altre al mondo, in grado di dividere in due l’opinione dell’utenza, spaccando letteralmente a metà la community dei gamers. È un gioco che si ama o si odia, senza via di mezzo, e ogni anno si scatenano su social e siti vari vere e proprie guerre che non vengono combattute a colpi di joypad, ma a suon di flame e di commenti al vetriolo.
Abbiamo avuto modo di provare il gioco in anteprima, ma, invece di farvi la solita recensione, abbiamo deciso di portarvi un punto di vista diverso: quello di un giocatore di FPS veramente, veramente scarso.

Disclaimer: la parte seguente è una conversazione immaginaria tra chi scrive e sé stesso, scarso FPS gamer con tendenze all’isterismo. Nessuna console, joypad, schermo o giocatore avversario è stato maltrattato nella stesura di questo articolo. Se si escludono le kill in game.

“Ciao. Sono. Sono qui. Qui, dentro lo specchio.”

“Orca Miseria! Sto davvero parlando con me stesso?”

“Guarda che faccia che hai. Hai di nuovo giocato a CS:GO?”

In action“Cosa vuoi che ti dica?! Facciamo. Davvero. Schifo. Tutte le volte che ci mettiamo a giocare ad un fps finisce che imprechiamo come uno scaricatore di porto costretto a fare il doppio turno di notte. Ragequittiamo come se non ci fosse un domani lanciando mouse e tastiera in giro per la stanza in preda alla rabbia. Poi, lo sai, se al posto del mouse ci ritroviamo in mano un controller, è anche peggio. E non solo perché il device ci torna indietro come un boomerang e finisce per centrarci sulla testa. Guarda qua che livido che ci è rimasto l’ultima volta.”

“Lo vedo e fa anche male. Ma smettila di usare il noi. Sei tu che fai cagare con gli sparatutto.”

“Ok, hai ragione, comunque per ogni kill che riesco a fare muoio tre, quattro, cinque volte. Ed è un problema generale: che si tratti di uno sparatutto tattico, di una campagna single player o di lunghe (e frustranti) partite multiplayer. Sono lento con la mira, con la visuale, e il mio senso dell’orientamento finisce per alcolizzarsi tutte le volte che compio più di due svolte in un corridoio. Per non parlare di quando si tratta di ambientazioni survival horror, con labirinti infestati e mostri che compaiono da ogni dove.”

“Dai, smettila di piangerti addosso. Non puoi sempre giocare con la pausa tattica. E poi, pensa a quando hai giocato all’ultimo CoD.”

“Ma la pausa tattica è così bella!”

“Mh-mh. Non fare il bambino. Infinite Warfare.”

Running“Uff! Dai, hai ragione. L’ho provato addirittura per Ps4. Incredibile ma vero, per la prima volta non mi sono trasformato nella versione scurrile di Godzilla, che porta morte e distruzione nella sua camera. Mi hanno colpito le mappe: graficamente pulite, ben organizzate, abbastanza intricate per poter abbozzare qualche strategia basata sulla location, e tuttavia non così tanto da risultare impossibile da percorrere senza l’uso massiccio della minimappa, che sai che non sono abituato a guardare. I comandi poi, anche su console rispondono che è una meraviglia. Ho apprezzato particolarmente la doppia granata, il doppio salto (ben fatto, devo dire) e la scivolata, davvero utile e funzionante. Il puntamento preciso e il rinculo attutito grazie ai moduli delle armi mi hanno permesso di giocare veloce e preciso.”

“Insomma, stai dicendo che il nuovo CoD: Infinite Warfare è un titolo per nabbi?”

“No, non sto affatto dicendo questo. Sto dicendo che l’approccio immediato è sicuramente un vantaggio per chiunque si approcci alla saga per la prima volta, come me. In questo modo non bisogna aver giocato seimila ore ai capitoli precedenti per poter giocare divertendosi.”

Class“Le classi come ti sembrano?”

“Non sono riuscito a provarle bene, però potrebbero dare quel qualcosa in più alla saga, se ben sfruttate e supportate. Dipenderà da come Infinity Ward avrà bilanciato le classi e soprattutto le armi.”

“E le microtransazioni?”

“Ecco, quella è una cosa che non capisco e non capirò mai. Ma non solo in CoD, in un qualsiasi gioco che non sia free-to-play. Mi fanno arrabbiare? Sì, molto.”

“Comunque, abbiamo chiuso la partita con un rateo di 2.33. Il nostro record personale.”

“Ehi! Non usare il noi. Non prenderti meriti che non hai!”

“Dai, su, non rompere le scatole. Io torno a fare quello che mi riesce meglio: riflettere la tua immagine. Ma tu ricordati che fai schifo.”

“…”