Mentre ancora non abbiamo notizie ufficiali su Persona 6 e i fan stanno concentrando giustamente le loro attenzioni sul più tangibile Persona 3 Reload, altri sviluppatori sono pronti a soddisfare quella voglia di JRPG misto a dating sim con Eternights (una definizione piuttosto riduttiva per Persona, ma in questo contesto concedetecela).

Uno di questi è Studio Sai, nato da un singolo sviluppatore e poi allargatosi ad un piccolo team di persone con l’obiettivo di lanciare il loro primo gioco, Eternights, disponibile dal 12 settembre su PlayStation 5PlayStation 4 e PC (al momento solo in digitale, ma una versione fisica dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno).

In realtà, come vedremo, il paragone con Persona ha senso solo fino ad un certo punto, ma la presenza di una forte componente basata sulle interazioni sociali, con tanto di calendario da gestire e appuntamenti con potenziali partner, ha reso Eternights un buon candidato per chi è in astinenza dalla saga Atlus. Vediamo come se l’è cavata, rispetto all’anteprima!

Chani

Applicazioni per appuntamenti, poteri soprannaturali e zombie

La storia di Eternights si apre con il nostro protagonista senza nome ed il suo migliore amico Chani intenti a risolvere uno dei misteri più importanti nelle loro vite adolescenziali: capire come rimediare un appuntamento con una ragazza. I due utilizzano diverse applicazioni per appuntamenti, ma non sembrano riscuotere successo nonostante i preziosi suggerimenti di Chani. Proprio quando ogni speranza sembra perduta, il protagonista riceve finalmente una risposta da una ragazza. Quasi incredulo alla prospettiva di un appuntamento, il nostro eroe si veste di tutto punto per incontrare la sua nuova fiamma, ignaro del finimondo che sta per scatenarsi.

Yuna Eternights

Di recente, infatti, è stato rilasciato un medicinale anti-età, chiamato Eternights. Il caso vuole che gli effetti collaterali del farmaco comincino proprio il giorno dell’appuntamento: Eternights trasforma le persone in zombie violenti.
Come se non bastasse, nel centro della città compare un misterioso muro gigante. Il protagonista annulla il suo appuntamento e, insieme a Chani, raggiunge dei rifugi preparati apposta per eventuali apocalissi imminenti. Qui i due conosceranno Yuna, una famosa influencer e cantante, che si unirà presto al loro gruppo. I tre decidono di avventurarsi insieme alla ricerca di una spiegazione su quello che sta succedendo, sfuggendo miracolosamente agli zombie che si aggirano già nel rifugio.

I protagonisti sono la parte più interessante della scrittura: sono ben caratterizzati e vi tengono coinvolti nel gioco.Mentre stanno cercando una strada sicura, i tre vengono trovati da una ragazza misteriosa, che taglia il braccio al protagonista; tutto apparentemente normale, se non fosse che il braccio del protagonista ricresce, in un certo senso, nella forma di una specie di arto fantasma in grado di assumere la forma di una spada. Come se non bastasse, il protagonista ha una visione in cui rivede la ragazza conosciuta tramite l’applicazione, che si rivela essere qualcosa di più di un semplice essere umano, e sembra anche avere un ruolo in tutto quello che sta succedendo. E va bene, ci fermiamo qui con il racconto. La prima ora di gioco sembra correre ad una velocità spaventosa, ma possiamo assicurarvi che una volta digerito tutto questo la trama torna ad avere un ritmo normale e le cose tornano anche ad avere un loro senso.

A dire il vero, non è la storia il focus principale di Eternights, anche se dobbiamo ammettere che presenta un tocco horror davvero inaspettato; il punto forte sono piuttosto i personaggi. Oltre a Chani, conoscere altri quattro personaggi (tra cui Yuna) con cui potrete intraprendere anche una relazione amorosa attraverso la componente dating sim del gioco. Ogni comprimario, così come anche i personaggi secondari, risulta apparentemente caratterizzato secondo gli stereotipi classici dell’animazione giapponese, ma in realtà risultano tutti essere abbastanza approfonditi. Prendiamo Chani, ad esempio. All’inizio, è il classico migliore amico pervertito, con la battuta pronta ma anche con una buona dose di gelosia per i poteri del protagonista. Nel giro di poco tempo, però, Chani supera la sua macchietta: quando una ragazza lo rifiuta perché aromantica, Chani non ha problemi nel capirlo, o ancora si dimostra completamente supportivo verso la romance omosessuale, nel caso in cui decidessimo di perseguirla. Possono sembrare cose scontate, ma non lo sono affatto nel contesto dell’animazione orientale mainstream.

Eternights Sviluppo relazioni

In generale, molto del vostro gradimento per il gioco dipenderà da quanto saprete apprezzare i personaggi e la loro scrittura. Certe volte l’umorismo è molto adolescenziale, ma considerando che i personaggi sono, appunto, adolescenti non lo abbiamo trovato così pesante. Esteticamente, il gioco rientra nelle produzioni di fascia media della scorsa generazione, e non sfrutta minimamente PlayStation 5 (che trovate su Amazon). Lo stile anime adottato maschera comunque egregiamente i limiti tecnici, ed il gioco rimane comunque piacevole da vedere, soprattutto considerando l’entità del team che ci ha lavorato sopra. Molto buona invece la colonna sonora. Non ci sono brani indimenticabili, ma c’è un’incredibile varietà di generi, con l’esplicita intenzione di adattarsi al momento di storia. Nessuno di questi generi sembra fuori posto, e vi troverete a passare da rilassanti brani jazz a musica elettronica senza alcun tipo di dissonanza.

Combattimenti e appuntamenti

Sotto il profilo del gameplay, Eternights si divide sostanzialmente in due sezioni: la prima è quella di esplorazione dei dungeon, la seconda quella da simulatore di vita, per così dire. All’inizio, prenderemo contatto proprio con la prima delle due. Nei dungeon, potremo controllare il nostro protagonista mentre esploriamo la zona; le mappe sono perlopiù lineari, ma di tanto in tanto ci sono dei percorsi alternativi che regalano ricompense extra.

Il combattimento di Eternights (vi ricordiamo che potete acquistarlo tramite le card disponibili su Amazon) ricalca lo stile hack’n’slash, senza troppi fronzoli; abbiamo un tasto per l’attacco di base, due tasti per gli attacchi speciali (uno si attiva solo in certi momenti, mentre l’altro richiede il caricamento di un’apposita barra), un tasto per la schivata ed uno per il parry. Si tratta di un sistema molto semplice ma anche funzionale, che riesce a divertire senza troppe pretese. Nel corso dell’avventura, potremo anche sbloccare delle abilità aggiuntive, utilizzate dagli altri membri del party, che agiscono in un ruolo di supporto.

Combattimento

Al di là dell’estrema semplicità, che sicuramente non piacerà a tutti, ci sono alcuni elementi che non abbiamo apprezzato nel combattimento. Innanzitutto, talvolta è necessario utilizzare l’attacco speciale per rompere lo scudo di alcuni nemici. Oltre ad essere una meccanica inutilmente ripetitiva, questi attacchi sono associati a dei QTE, che alla lunga si dimostrano alquanto fastidiosi. Inoltre, sebbene il sistema di schivata funzioni piuttosto bene nella maggioranza delle situazioni, ci sono dei frangenti in cui l’indizio visivo e uditivo dato dai nemici risultano troppo brevi e casuali, rendendo quindi semplicemente un caso fortuito azzeccare le tempistiche.Si tratta, tutto sommato, di difetti minori che non vanno a minare complessivamente l’esperienza, che rimane comunque godibile nella sua semplicità.

La seconda porzione di gameplay è rappresentata dalla simulazione di vita, ed è qui che il paragone con Persona assume un senso. Una volta superato il prologo, infatti, ci troveremo ad avere un tempo limitato, con un calendario da gestire. Potremo scegliere se dedicare le nostre ore ad esplorare dungeon o a passare il tempo con gli alleati, scegliendo tra diverse opzioni sulle attività da fare con loro. Si tratta di una versione molto semplificata di quanto visto in Persona, dato che qui le attività sono estremamente ridotte, ma si tratta comunque di una meccanica molto coinvolgente, complice anche la buona scrittura dei personaggi.

Bossfight Eternights

Interagendo con loro potrete migliorare la vostra relazione; questo avrà degli effetti anche in battaglia, con nuove abilità e potenziamenti da sbloccare, e vi permetterà anche di approfondire le storie di ogni personaggio secondario, fino ad arrivare alla possibilità di intraprendere una relazione con il vostro partner ideale. Il gioco vi farà capire chiaramente che dovrete raggiungere il livello massimo di relazione con almeno un personaggio prima della fine, in modo da assistere al “vero finale”, dunque tenetelo bene a mente.

Albero Relazioni

L’avventura ha una durata di circa dieci ore, che sebbene possa sembrare ridotta si dimostra essere ideale per non far avvertire un senso di stanchezza nei confronti del battle system. In ogni caso, la presenza di diverse possibilità a livello di romance e di una modalità New Game + darà comunque un incentivo per una seconda partita, che potrete fare anche variando i tre livelli di difficoltà presenti nel gioco.

In definitiva, Eternights non sarà certamente il nuovo Persona, ma siamo comunque davanti ad un titolo solido, che non ha assolutamente l’ambizione di entrare negli annali del genere ma che riesce comunque ad avere qualcosa da dire, soprattutto grazie al suo cast di protagonisti.

Eternights si presenta come un Indie – GdR in salsa Hack e Slash/ romantica / apocalittica sviluppato e rilasciato da Studio Sai. In uscita su Steam a fine settembre su PC e PS5, siamo qui a parlarvi di quello che abbiamo provato in anteprima grazie ad una versione preview che ci è stata offerta dagli sviluppatori. Trattandosi di una versione preview è necessario chiarire innanzitutto che non si tratta della versione finale del gioco, e pertanto alcune cose potrebbero cambiare.

L'inizio di tutto Eternights

Apocalisse, infetti e belle ragazze

Il gioco inizierà come una normalissima giornata tra adolescenti. Il protagonista sarà tormentato dal suo migliore amico Chani per iscriversi ad un app di incontro e trovare una ragazza. Il tutto procede per il verso giusto fino a quando non saremo contattati da una misteriosa ragazza, che dopo un piccolo test, lo ritiene degno delle sue attenzioni. Nei giorni avvenire, il nostro protagonista rientra da un breve giro in città quando improvvisamente accade un enorme esplosione che mette in moto una serie di spaventosi eventi. Raggiungeremo un rifugio sicuro insieme al nostro amico, e successivamente ci imbatteremo in Yuna, giovane e talentuosa Idol.

Dopo aver evitato alcuni mostri penetrati nel rifugio, il nostro trio riesce infine a guadagnare l’uscita in superficie ma cade vittima di un’imboscata e viene fatto prigioniero da una misteriosa donna armata e pericolosa che, senza mostrare nessuna pietà, trancia di netto il braccio destro al nostro protagonista, gettando nel panico i suoi amici. Mentre si trova tra la vita e la morte, il nostro viene raggiunto da un’altra ragazza a bordo di una piccola barca in mezzo al nulla più assoluto, scoprendo che era la ragazza che lo aveva contattato sulla strana applicazione di incontri e rivelandosi poi come Lux, una potente entità facente parte degli Architetti, esseri che plasmano e modellano il mondo a loro piacimento in un costante e perpetuo ciclo di veglia e sonno con Umbra, altro architetto deciso a spezzare questa routine secolare con nefasti piani di distruzione. Dopo aver spiegato la terribile situazione in cui rischia di precipitare il pianeta se non verrà risolta in tempo e aver accettato il nostro ruolo, la splendente Lux ci salverà la vita, donandoci un nuovo e più potente braccio destro infuso di enormi poteri per poter superare ogni ostacolo e per affrontare ogni avversario che oserà incrociare il nostro cammino, segnando così l’inizio della nostra avventura in questo mondo apocalittico.

Bossfight Eternights

Il modo in cui gli eventi prendono piede è chiaramente, almeno per ora, una scusa per gettare le basi narrative della stessa esperienza dating sim in primis e tutto sommato, affidandosi alla sospensione di incredulità, reggono abbastanza bene: il cast per tutta la durata di questa anteprima si è limitato al protagonista, Chani e Yuna, per cui è difficile farsi un’idea in termini di caratterizzazione che vada oltre gli stereotipi di base. Va però detto che, passata la prima fase, la mano calca un po’ meno sulle allusioni sessuali per lasciare più spazio alla storia in sé: nella sua semplicità al momento si tiene in piedi e la partita si è interrotta proprio quando cominciava a ingranare meglio. Vedremo nel gioco completo come verranno gestiti i personaggi e le eventuali storie d’amore.

Quando non siamo impegnati a combattere o esplorare, ci sono momenti di dialogo in cui possiamo scegliere come rispondere e guadagnare di conseguenza un punto caratteristica in base alla risposta fornita: può essere coraggio, fiducia, accettazione e via discorrendo, tutte opzioni che andranno a stabilire la personalità del protagonista ma non è chiaro se influenzeranno anche le sue interazioni future o le possibili relazioni. Abbiamo notato, nell’ultima conversazione con Yuna prima che si chiudesse la storia, che una nostra risposta ha fatto guadagnare un punto fiducia e due cuori da parte di lei – segno che il nostro rapporto è migliorato. Sulla falsa riga di Persona, non a caso Yuna viene definito Confidente, è altamente probabile che raggiunto un certo punto sarà possibile instaurare con lei una relazione concreta.

Eternights Sviluppo relazioni

Abbiamo anche apprezzato il fatto che migliorando il rapporto con Yuna è anche aumentata la sua efficacia in battaglia, dandole modo di imparare muove mosse.

Passiamo all’azione, semplice ma efficace

Eternights è un action GdR e come tale si comporta. Ci sono, durante la fase esplorativa, zone più o meno grandi che in cui combattere sia nemici base sia élite o boss veri e propri. Il protagonista può all’inizio infliggere danni con una combo base di spada, alla quale si accompagna un colpo più potente se l’intera combo viene portata a termine e anche un colpo di grazia (che non sempre è letale, dipende dal nemico) non appena il relativo indicatore verrà riempito mettendo a segno un colpo dopo l’altro.

Schivando con tempismo si attiva un temporaneo effetto bullet-time che ci permette di infierire con maggior ferocia sui nemici e riempire così più in fretta un altro indicatore, quello delle mosse speciali. In fase di anteprima ne abbiamo provata una sola, con una duplice funzione: da un lato è essenziale per spezzare gli scudi dei boss, la cui resistenza varia come sempre in base alla forza del nemico stesso; qualora ci fossero più scudi, definiamoli così, occorre incrinarli uno a uno per poter portare a segno il colpo definitivo (tramite QTA) per spezzare definitivamente le difese e poter fare effettivo danno. Dall’altro permette di infliggere ingenti danni alle creature prive di scudo, sempre a patto di azzeccare tutti i quick time action a essa collegati.

Aria Signora Drone

Senza eccedere in complessità, il sistema di combattimento parte da una buona base che sarà destinata ad approfondirsi sia per le abilità del protagonista da apprendere sia per i compagni: Yuna ad esempio è una guaritrice e durante il combattimento possiamo utilizzare la sua abilità per creare un cerchio di guarigione a terra e ripristinare la salute finché restiamo al suo interno.

Utilizzare abilità che non siano le nostre consuma mana, o un suo equivalente, e nel corso della prova non ho trovato oggetti che potessero ripristinarlo (posto esistano). Ho però visto che iniziando una boss fight sia la salute sia il mana sono stati riportati al massimo, segno che Eternights non intende offrire un’esperienza inutilmente punitiva. Sebbene Yuna abbia imparato nuove abilità, quel momento ha posto fine alla demo perciò non ho potuto dare un occhio alla loro eventuale gestione e all’impatto durante gli scontri. Di nuovo, occorre aspettare il gioco completo per farsi un’idea complessiva.

Albero abilità

Pur essendo un GdR, non ho notato alcun sistema di level up. Le abilità si apprendono consumando Essenza Nera, che si ottiene dai nemici o trovandola in giro durante l’esplorazione. L’uso dell’Essenza Bianca, o il “Classifica 1” che potete vedere nello screen, non ci sono state spiegate percui ci è difficile andare oltre nell’analisi del sistema di combattimento e, in generale, della gestione della squadra.

Concludendo, vedere le relazioni tra personaggi crescere e influenzare la loro utilità in battaglia ci piace, perché lega bene le dinamiche dating sim con quelle effettive di combattimento senza far sembrare i due aspetti alieni tra loro. Se saprà mantenere queste buone premesse, Eternights potrebbe rivelarsi una sorpresa maggior di quanto inizialmente faccia credere.

Deceive Inc è un gioco di camuffamenti e spie che ha catturato l’attenzione di molti appassionati di giochi di strategia e di intrighi. Sviluppato dallo studio italiano “Rosebud Games“, permette ai giocatori di assumere il controllo di una squadra di agenti segreti con l’obiettivo di svolgere missioni di spionaggio in tutto il mondo.

Il gioco offre una vasta gamma di modalità, tra cui storia, multiplayer e roguelike. In ogni modalità, il giocatore deve utilizzare la sua astuzia e il suo ingegno per completare le missioni e raggiungere gli obiettivi. La modalità storia di Deceive Inc segue la trama di una compagnia di sicurezza che utilizza le proprie risorse per aiutare i governi a combattere contro la criminalità internazionale.

Shot

Il giocatore assume il ruolo del capo della compagnia e deve assegnare missioni ai propri agenti e coordinare le attività della squadra, prendendo ddecisioni importanti che influenzeranno il risultato finale. La modalità multiplayer di Deceive Inc. consente ai giocatori di sfidare altri giocatori in missioni di spionaggio a turni.

Questa modalità richiede una pianificazione attenta e una buona dose di strategia per superare gli avversari. La modalità roguelike di Deceive Inc invece è un’esperienza di gioco unica in cui il giocatore deve sopravvivere il più a lungo possibile in una serie di missioni generate casualmente.

Ogni volta che si gioca, il gioco presenta nuove sfide e obiettivi diversi, mantenendo il gioco sempre fresco e interessante Le meccaniche di gioco includono:

  • Pianificazione delle missioni: Il gioco richiede una pianificazione attenta delle missioni da parte del giocatore. Il giocatore deve scegliere gli agenti giusti per la missione, equipaggiare gli agenti con l’equipaggiamento appropriato e pianificare le mosse dei propri agenti.
  • Gestione delle risorse: Il gioco richiede anche una gestione attenta delle risorse da parte del giocatore. Il giocatore deve gestire il budget della sua compagnia, acquistare l’equipaggiamento appropriato per i propri agenti e assicurarsi che gli agenti siano pronti per la missione.
  • Utilizzo di abilità speciali: Ogni agente ha abilità speciali che possono essere utilizzate durante la missione. Ad esempio, un agente può avere l’abilità di hackerare i sistemi di sicurezza, mentre un altro agente può essere in grado di mimetizzarsi e passare inosservato.
  • Sfide ambientali: Il gioco presenta anche una serie di sfide ambientali che il giocatore deve superare durante la missione. Ad esempio, il giocatore deve evitare le telecamere di sicurezza, superare le serrature elettroniche e passare inosservato dalla guardia.
  • Sistema di allarme: Il gioco include anche un sistema di allarme che si attiva se il giocatore viene scoperto o compie un errore. Se l’allarme si attiva, la missione fallirà e il giocatore dovrà riprovarla.
Personaggi

Buona la varietà di ambienti, da uffici e fabbriche a luoghi all’aperto come parchi e strade di città.Le texture degli oggetti e dei personaggi sono curate e ben realizzate, con un’attenzione particolare ai dettagli come i vestiti degli agenti, gli oggetti dell’equipaggiamento e gli elementi degli ambienti.

La grafica è supportata anche da una buona illuminazione dinamica, inoltre, le animazioni dei personaggi e degli oggetti sono fluide e realistiche. Il tutto supportato da una colonna sonora ben realizzata che contribuisce a creare un’atmosfera di tensione e mistero.

Macchina volante

Deceive Inc è un gioco di camuffamento e spionaggio che offre una grande varietà di missioni coinvolgenti, con meccaniche ben strutturate e sfide sempre diverse, per un’esperienza di gioco coinvolgente e immersiva.

Buono il livello di personalizzazione dei personaggi e delle loro abilità, che consente ai giocatori di creare una squadra di agenti in linea con il loro stile di gioco.

Deceive Inc le ha studiate proprio tutte per distinguersi dalla massa di multiplayer competitivi, sostituendo lo sparare all’impazzata tipico dei last man standing o dei battle royale con un approccio più stealth. La formula è riuscita, e le partite sono molto divertenti anche qualora non si riesca a effettuare nemmeno una kill. Bisogna però aggiungere più contenuti e soprattutto una stagione premium per offrire la stessa varietà dei mostri sacri di questo settore, altrimenti rischia di diventare una meteora. Le premesse sono ottime, ma solo il tempo e l’interesse dei giocatori decreteranno il successo del gioco.

I giocatori di vecchia data come me, con la coop da divano ci sono cresciuti. Sedersi accanto ad un amico per collaborare ad un “bene comune” è sempre una bella soddisfazione e ci sono stati casi recenti che ce lo hanno spiegato in modo eccellente. Il mondo indie ha fatto tesoro di questa qualità e giochi come Overcooked lo hanno dimostrato ampiamente, rendendoli dei veri party game. Ma se si punta sull’avventura, magari addirittura roguelite, gli esponenti sono pochini. A questa ristretta fila si aggiunge oggi Ship of Fools, divertente uscita che dà il suo meglio in cooperativa. Vediamolo insieme!

Cos’è Ship of Fools

Prodotto da Team17, Ship of Fools racconta un’avventura per i mari, a bordo di una nave chiamata Cavalcatempeste. Al di là del nome altisonante, però, l’imbarcazione è più una bagnarola all’inizio, obbligata ad avanzare attraverso una mappa sempre più pericolosa. Dopo aver scelto il nostro personaggio dotato di abilità speciale e design unici, verremo chiamati alla traversata per riportare la luce ad un mistico faro ormai spento.

Nemici e cannonate

In altre parole, dopo ogni avventura culminata con l’affondamento porterete alla base uno speciale materiale per comprare potenziamenti permanenti. Potrete aumentare le energie della nave prima di colare a picco, la potenza dei cannoni, aggiungere slot su cui inserire equipaggiamenti e bonus… più giocherete, più otterrete questa moneta e più probabilità avrete di avanzare sulla mappa.

Come si sviluppa la partita

La mappa stessa è rappresentata da aree esagonali che, in altri roguelite, definiremmo stanze. In esse troveremo ad aspettarci nemici, negozi, aree di teletrasporto, così come scelte da effettuare. Essendo in alto mare, il movimento sarà limitato alla sola nave, ma avrete comunque molto da fare. I nemici si avvicineranno alla nave con l’intento di colpirla e per respingerli potrete fare affidamento sul vostro fidato remo per quando sono a bordo o ai fianchi, così come su un paio di cannoni. Inizierete con quelli standard ma recuperando certi personaggi che popoleranno l’hub principale, ne otterrete di nuovi, con tipi di colpi differenti.

Mappa

Ogni tre turni l’oscurità inghiottirà diverse caselle della mappa e dopo un po’ dovrete per forza avventurarvi in queste acque agitate. Qui vi aspetterà il boss di quell’area, da sconfiggere per proseguire, ma anche per ottenere preziosi materiali. Talvolta questi materiali, così come ciondoli per potenziare il proprio personaggi, vengono offerti in dono anche alla fine di certe aree, con una mappa che può indirizzarvi ad esse tramite alcuni simboli.

Roguelite per due

Queste dinamiche familiari ad un qualunque conoscitore dei roguelite, acquisiscono ulteriore valore quando si gioca con un amico. Ship of Fools si può giocare sia in locale che online. La nostra prova è stata effettuata tramite la versione Switch – probabilmente la console migliore per il divertimento da divano con i suoi due Joy-Con – , ma il gioco è disponibile anche su PS5, Xbox e Steam .In questo caso i naufraghi protagonisti condivideranno l’hub e potranno scegliere cosa potenziare. Inoltre, entrambi dovranno scegliere un tipo cannone a testa (dopo averli sbloccati). Partire in due per mare è uno spasso perché la coordinazione diventa fondamentale.

Cooperativa

I nemici aumentano di numero e la gestione della nave diventa più complessa. Intanto ci si può colpire con il remo, andando a creare momenti esilaranti. In secondo luogo i due cannoni andranno continuamente spostati ai lati della nave e, quando scarichi, dovranno essere caricati. A bordo avrete un distributore infinito di palle di cannone, ma scoprirete che molte altre cose possono essere inserite e sparate. Il culmine si raggiunge con i boss, creature marine che metteranno alla prova la gestione delle incombenze, andando a ricordare per frenesia, le azioni da compiere in Overcooked, quando le cose iniziano ad andar male.

E se giocassi da solo?

Per ora ho parlato di Ship of Fools come di un gioco cooperativo per due giocatori. Il titolo è comunque giocabile anche in singolo e, pur perdendo i momenti di ilarità che si scatenano insieme ad un amico, funziona ancora e diverte. In quel caso, il compagno sarà sostituito da un cannone automatico che mirerà e sparerà ai nemici fintanto che avrà munizioni.

crew

Dovrete caricarlo quando scarseggiano, dovrete spostarlo sul lato della nave verso cui puntano i nemici, ma potrete fidarvi di lui quando c’è da colpire a distanza. Nei casi in cui i mostri arrivano a bordo, invece, solo voi potrete eliminare le minacce. Va ricordato che in singolo ci saranno meno mostri, ma arrivato alla terza area, la gestione si fa parecchio complicata. L’importante è non demordere, visto che affondare e ripartire fa parte del gioco.

Mari strambi, pericolosi e buffi

Tecnicamente Ship of Fools è piuttosto semplice, ma anche piacevolissimo. Il design dei personaggi è spassoso e quello dei mostri piuttosto ispirato, specie per quanto riguarda i giganteschi boss. Le aree da esplorare sono solamente mari, ma grazie a colorazioni e oggetti di contorno, la differenza è subito evidente.

design

Gli oggetti da recuperare sono poi ben caratterizzati e i luoghi da visitare sono parecchi e rendono l’idea di stare compiendo un viaggio sempre diverso. Viene svolto anche un ottimo lavoro da parte del sonoro, che caratterizza magnificamente sia le aree più tranquille, sia le furiose battaglie contro i boss. Infine è presente una completa traduzione dei testi in italiano, sia per i dialoghi (non doppiati), sia per le descrizioni.

potenziamenti

Ship of Fools è una piacevole sorpresa. Non colpisce come alcuni roguelite già diventati classici, ma offre un’esperienza sfidante e ben realizzata. La crescita della nave ad ogni riavvio è evidente e l’ironia che caratterizza ogni battaglia rende sempre piacevole ripartire sapendo di avere qualche chance in più. Da soli ci si diverte, ma se avete sempre desiderato giocare e rigiocare ad un roguelite che sappia farvi ridere, litigare ed esultare insieme ad amici o familiari, Ship of Fools farà per voi. Adatto anche ai più giovani, il gioco costa all’incirca 15 euro, un ottimo prezzo per le tante traversate che affronterete, specie se in compagnia.

Dall’esordio di PlayerUnknown’s Battlegrounds (2017) abbiamo assistito a un vero e proprio boom di popolarità per quanto concerne i battle royale. Una categoria che fino a quel momento era rimasta un po’ in secondo piano, ma che poi esplose definitivamente anche grazie all’avvento, nello stesso anno, di Fortnite. Considerato ormai da anni il battle royale per antonomasia. Oggi, nel 2022, possiamo dire che sia rimasto ancora un sottogenere di grande tendenza, seppur in fase di assestamento.

Nel corso del tempo i titoli appartenenti a questo filone hanno adottato approcci diversi al gameplay generale. Dove però l’elemento primario resta sempre l’eliminazione permanente (dalla partita) degli altri giocatori. La sfida avviene solitamente in mappe di vaste dimensioni, che spesso si restringono con il passare del tempo. Attualmente lo “sfidante da battere” è probabilmente Apex Legends, ma il piccolo team di Small Impact Games cerca di intercettare un altro tipo di utenza con il suo Marauders.

Un fps tattico multigiocatore rivolto a una fanbase maggiormente affine al ramo più hardcore di questo sottogenere, che in questo caso trova in Escape from Tarkov il titolo di punta. Ma andiamo a scoprire quindi Marauders in questa anteprima, curata dal nostro Alessandro Da Campo. Ricordiamo che il gioco, pubblicato da Team17, è disponibile in accesso anticipato su Pc, via Steam.

Marauders (ri)parte proprio da Escape from Tarkov, cercando però di aggiungere qualcosa in più nel tentativo di rendersi più appetibile. A primo impatto, l’esperienza offerta da Small Impact Games richiama la ricerca del realismo più assoluto. Una giocabilità essenziale, con pochi aiuti a disposizione e poco spazio per la creatività in materia di uccisioni.

Va da sé che si vincerà principalmente pazientando e tenendo un basso profilo. Capacità fondamentali per poter sì prevalere sugli altri giocatori, ma anche per perseguire l’altro importante obiettivo. Stiamo parlando del bottino, meglio conosciuto nel suo termine inglese, “loot”. Il gioco infatti si presenta anche come looter shooter/extraction royale.

Spazio

Ovvero: spawna, cerca e uccidi, torna alla base vivo con più bottino possibile (in solo o in team fino a quattro giocatori). Questa è di base la ciclicità di Marauders, ma c’è dell’altro… Grazie a un pretesto di trama caratterizzato dal dieselpunk (ovvero scenari distopici futuristici per cui si dovrebbe essere avanti tecnologicamente, ma permangono comunque mezzi e strumenti arretrati), il gioco sfrutterà un concept molto vicino a Fallout, ma ambientato nello spazio. Essendo la Terra ormai giunta al collasso, con l’ordine e le leggi fuori controllo, le persone sono spinte a viaggiare nello spazio cercando di depredare risorse utili.

A tal proposito sarà possibile cominciare da una fase di “guida”, a bordo di astronavi un po’ arrangiate per quanto riguarda la sicurezza e il trasporto. Da lì dovremo recarci nella colonia principale per far iniziare la partita vera e propria.  Fermo restando che potremo anche abbordare le astronavi degli altri giocatori per saccheggiarle, come dei veri pirati spaziali. E in questo caso ritroveremo delle meccaniche simili a quelle di Sea of Thieves. Non a caso sarà anche possibile ingaggiare il nemico rimanendo all’esterno, utilizzando cannoni e torrette dai posti di combattimento situati sulla nostra nave. Superata questa prima scrematura e raggiunta la colonia, il titolo entrerà nel suo vivo.

Nel vivo dell’azione

Marauders

L’obiettivo, come accennavamo in precedenza, sarà quello di addentrarsi nella mappa saccheggiando più risorse possibili. Non solo armi ed equipaggiamenti, ma anche consumabili quali oggetti curativi e munizioni saranno importantissimi. Nel contempo ci imbatteremo in scontri che potranno ripagarci in maniera molto soddisfacente, a patto di riuscire a sopravvivere.

I combattimenti dureranno tendenzialmente poco, in quanto la tolleranza ai danni risulterà davvero bassa. Ciò si tradurrà in uccisioni quasi istantanee (ma lo stesso varrà anche per noi). Abbiamo apprezzato la varietà degli scenari, anche se la mancanza di una minimappa ha reso ostici gli spostamenti tra di essi. Per familiarizzare con i suddetti, memorizzandone i punti di riferimento ecc, serviranno un buon numero di partite.

Marauders

Dove la nostra sopravvivenza dipenderà anche, per l’appunto, dalla nostra abilità nell’orientarci all’interno degli scenari. Per fuggire infatti dovremo raggiungere la nostra navicella attraccata alla stazione. Oppure, in alternativa, sarà possibile fuggire su quelle avversarie. Questo però dopo essere riusciti a prendere la scheda identificativa dal loro cadavere e dopo aver localizzato il punto di attracco.

I pericoli di Marauders non si fermano comunque qui. Una corsa contro il tempo sarà determinate dalle riserve d’ossigeno limitate presenti nelle colonie. La giocabilità dunque sarà strettamente legata anche a questo fattore, di cui dovremo tenere fortemente conto durante le nostre azioni. L’estrazione, come intuibile, rappresenta a nostro avviso il punto maggiormente da limare dagli sviluppatori, in quanto punto cruciale di ciascuna partita.

Marauders

Questa, contando che simboleggia la chiusura del match, risulta purtroppo ancora un po’ criptica. Specialmente se consideriamo l’approccio medio da parte di un giocatore occasionale. Prima di cominciare tuttavia potremo craftare, comprare o vendere equipaggiamento funzionale al nostro personaggio. Con la consapevolezza che, in caso di morte, perderemo irrimediabilmente tutto.

Segnaliamo infine un buon numero di bug e glitch che affliggono il gioco già dal pre-partita. Come per esempio crash al desktop o interruzioni dell’audio improvvise. Senza dimenticare il framerate, che ha mostrato diverse incertezze. Problemi che con ogni probabilità verranno risolti nel corso delle patch che seguiranno nei prossimi mesi di sviluppo.

Marauders rappresenta una promettente aggiunta nel panorama dei battle royale. Chi ha presente titoli come Escape from Tarkov e Hunt: Showdown, saprà già di cosa stiamo parlando. Un’esperienza volta alla ricerca del realismo e della simulazione della guerriglia, in spazi scuri e angusti. La partenza in accesso anticipato si è rivelata un po’ incerta, a causa di diverse problematiche tecniche che allo stato attuale inficiano non poco il gameplay. Nulla che non possa essere coretto da Small Impact Games in corso d’opera, con patch correttive mirate. La struttura generale comunque ci sembra convincente, e in possesso di un’idea chiara da percorrere nel corso dello sviluppo. Se siete alla ricerca di un’alternativa a Tarkov e compagnia, tenete sott’occhio Marauders, perchè potrebbe valerne la pena.

FixFox creato da Rendlike – uno studio di sviluppo composto da una sola persona. E’ un avventura indie/rompicapo fantascientifico con una visuale dall’alto, realizzata con una pixel art abbastanza discreta in cui è possibile muoversi a piedi o con mezzi di trasporto.

Giocando a FixFox, nonostante alcune piccole dinamiche di gioco, si notano numerose idee di successo unite a una narrativa incentrata sul nostro personaggio, scirtta in modo fantastico.

La Pace di FixFox

FixFox è ambientato in un mondo futuristico in cui gli umani si sono evoluti in semianimali per sopravvivere ai cambiamenti climatici. Interpreteremo una volpe di nome Vix, con il pronome Lei ma potremmo cambiarlo nelle impostazioni.

Vix è un aggiustatutto, insieme alla sua amica IA Tin, si ritrovano ad atterare sul pianeta Karamel. Non hanno idea di dove trovare lavoro per cui sono arrivati, nè sanno come tornare sulla terra.

Karamel

Iniziando la nostra avventura ci troveremo difronte a diversi puzzle molto soddifascenti e che ci mandano in giro quel che basta per non essere snervanti. Un aspetto un po’ fastidioso – a nostro parere – è l’identificazione degli oggetti che a mano a mano si trovano sul pianeta. Sarebbe stato meglio non dover eseguire sempre le stesso nosse e tornare sempre a parlare con l’oracolo per poter sapere che con un cerotto possiamo unire due fili.

Data strumenti

Gli strumenti si degradano e si rompono nel tempo, quindi saremo incoraggiati a tenere tutto ciò che riusciremo a trovare. Gli strumenti non sono ordinati in un menu, ma visivamente su 3 schermi, impilati uno sopra l’altro. Dobbiamo fare clic e trascinare per ordinarli. Attenzione a raccogliere troppi strumenti durante la giornata, superato il limite arriverà una delle fazioni a prenderci degli strumenti casualmente. Per evitare questo problema basterà una radio o andare a dormire per la notte.

Zaino

Alcuni NPC che troveremo in giro per il mondo ci daranno cibo di conforto, portando a una schermata in cui dovremmo cliccare per mangiare metre loro ci riveleranno un segreto – di una scorta o di un percorso nascosto.

Magiare

Conclusioni

Nel suo complesso, FixFox ci ha divertito. Forse ha bisogno ancora di una messa punto nei comandi, in particolar modo quando si sale a bordo dei mezzi dato che la velocità non sembra equilibrata.
Bilancia il gameplay con una storia intima e piena di piccoli moimenti dei personaggi che costruiscono verso qualcosa di più grande. Vix è il solito personaggio silenzioso, mentre Tin è un pasticcio ansioso, pronto a “giudicare” ogni tua mossa, ma sempre dalla tua parte.
L’assenza di violenza nel gameplay, ma non della trama, ci fa guardare al mondo e le sue vicende con altri occhi. Ci fa pensare che ci possa davvero essere un’alternativa, e lo fa nella maniera più naturale possibile.

Il modo perfetto per regolare i conti? I buoni pugni “vecchio stile”… e raggi di energia, spade e servitori non morti!
Merge Games, insieme agli sviluppatori con sede in Francia Dark Screen Games, sono lieti di annunciare il lancio, dopo un breve ritardo, di Bounty Battleil picchiaduro da 1 a 4 giocatori con personaggi da tutto il mondo Indie.

Bounty Battle è il gioco di combattimento indie definitivo: un nuovo picchiaduro 2D, in cui puoi mettere i tuoi eroi indie preferiti l’uno contro l’altro! Eroi indie di giochi come Guacamelee! Dead Cells, Darkest Dungeon, Owlboy e altri combattono in questa frenetica rissa. Include 30 combattenti di oltre 20 diversi giochi indie! I combattenti vengono forniti con il loro compagno Minion e abilità uniche. Combatti attraverso livelli ispirati ai mondi di gioco nativi dei combattenti con un massimo di altri 3 giocatori.
Pensate a Super Smash Bros , ma rimuovete il roster di tutte le star di Nintendo e sostituitele con alcuni dei personaggi indie più famosi di questi tempi.

Bounty Battle non è un bel gioco. Quando analizzi ogni personaggio individualmente, non sembrano poi così male. Sono ben progettati e assomigliano alle loro controparti originali. Le cose vanno in discesa quando le metti una accanto all’altra. Sembrano ritagli di cartone, poiché sono scarsamente animati e presentano stili artistici completamente diversi l’uno dall’altro. Il gioco ci ricordava quei cloni di Smash basati su Flash che presentano Goku che combatte Topolino e Geno da Super Mario RPG. Neanche le arene sembravano così impressionanti. Sono praticamente identici l’uno dall’altro, in quanto non presentano piattaforme o trappole. Sono fondamentalmente uno sfondo che assomiglia a malapena al gioco su cui sono basati. Per aggiungere la beffa al danno, il framerate non è molto stabile.

Il reparto audio potrebbe effettivamente essere l’aspetto peggiore. Sembra tutto così economico e crudo. La colonna sonora è deludente, essendo davvero discreta e generica. I personaggi non dispongono di clip vocali e il gioco presenta a malapena effetti sonori nel suo complesso. Per esempio, i colpi inflitti ai vostri nemici non saranno sempre dettagliati e diversificati sulla base dell’arma utilizzata; il tutto portando ad un feedback per nulla soddisfacente. L’annunciatore del gioco è l’unica voce che sentirai durante il gioco, e il ragazzo è a dir poco “fastidioso”: sembra qualcuno che finge di essere l’annunciatore di Killer Instinct; quindi potete già immaginare quanto si senta fuori posto qui.

Infine, c’è il gameplay, il pane e il burro su qualsiasi gioco di combattimento come questo. Tutto ciò che gli sviluppatori dovevano fare era copiare il gameplay di Smash e lo schema di controllo. Non c’è bisogno di riparare ciò che non è rotto; potete già immaginare che non è stato così. Il gameplay di Bounty Battle non ricorda Super Smash Bros a tutti, ma ricorda anche il pazzo Playstation All-Stars Battle Royale (il gioco che prevedeva mosse meno speciali per personaggio e un pulsante di salto dedicato in un gioco di combattimento).

Ogni personaggio presenta pochissime mosse e si sentono tutti pigri. Tutti si sentono come il personaggio lento e coraggioso del proprio elenco di combattimenti ordinario. C’è anche una notevole quantità di input-lag, per rendere le cose ancora meno piacevoli.

Siamo delusi. Bounty Battle ha una premessa così fantastica e un elenco così straordinario. Sembra insipido: il suo reparto audio è nella migliore delle ipotesi mediocre, presenta una selezione travolgente di modalità e per finire, il suo gameplay non è divertente. Questo non è un buon clone di Smash. Non ci fa venir voglia di giocarci per ore e ore. Ha finito per farci desiderare di interpretare questi personaggi in un futuro aggiornamento di Super Smash Bros Ultimate.

The Mooseman è un interessante titolo indie con uno scopo tanto ambizioso quanto intrigante.

Se parliamo di mitologia obugrica (o ugrica) molto probabilmente nessuno avrà la più pallida idea di cosa si stia parlando, ed ammettiamo che lo stesso valeva per noi prima di iniziare The Mooseman. In effetti parliamo di una mitologia risaliente al settimo-quinto secolo AC e fondata da una popolazione indigena (predecessori degli odierni Ungarici) della Russia che si era stanziata lungo le porzioni Nord-Est degli Urali fino alle regioni ad Ovest della Siberia. In queste regioni sono stati trovati numerosi reperti in bronzo dalle forme più disparate, ma essenzialmente raffiguranti diversi animali e che attualmente sono conservati in diversi musei tra cui il museo regionale di Perm Krai. Il gioco rappresenta, dunque, una ricostruzione artistica dei miti e leggende su cui sono basati questi reperti.

Dopo un breve incipit saremo messi nei panni di un Mooseman (o uomo alce), ovvero un essere estremamente importante dal punto di vista della storia e che verrà meglio identificato durante il procedere dell’avventura. La sua grande capacità è quella di vedere ciò che non può essere visto da occhio umano attraverso una sorta di vista spirituale in grado di rivelare la realtà nascosta e l’anima presente anche in oggetti inanimati. Ben presto ci renderemo conto che questo tipo di vista sarà essenziale per proseguire lungo questo relativamente breve (parliamo di un titolo della durata complessiva di circa un’ora e mezza) titolo a scorrimento orizzontale che ci porterà attraverso i tre “mondi” della realtà.

Le vicende saranno narrate per mezzo di una voce fuoricampo che interverrà essenzialmente durante gli intermezzi tra un livello e l’altro, anche se purtroppo durante alcuni di questi non ci è stata data traduzione ma le parole apparivano unicamente in russo (da segnalare l’assenza della localizzazione in italiano, per cui i meno avvezzi alla lingua avranno qualche problema a seguire la storia). Inoltre troveremo numerose statue che faranno sia da checkpoint e permetteranno anche di sbloccare alcuni brevi approfondimenti accessibili in qualsiasi momento, ed alcuni idoli disseminati nei vari livelli che fungeranno da collezionabili. The Mooseman si svolgerà essenzialmente attraverso alcuni semplici enigmi ambientali che richiederanno l’uso di elementi dello scenario e della nostra speciale visione. Il gioco non sarà esente dall’elemento “trial and error” per cui non ci verrà spiegato quasi nulla e spesso dovremo necessariamente morire per comprendere il funzionamento di determinati elementi, ma comunque, grazie anche alla vicinanza dei vari checkpoint non sarà per nulla un peso.

Un ultimo elemento che serve ad unire il tutto e a rendere questo titolo quasi un’esperienza “spirituale” in grado di raccontare una storia “mai narrata” è la colonna sonora utilizzata, estremamente suggestiva e fatta su misura. Infine parlando della grafica, anche questa risulta essere studiata per riuscire ad essere suggestiva e, per quanto semplice sia, di grande impatto. Sarà infatti basata su disegni ed animazioni molto semplici e tinteggiature varie, ma basate soprattutto sul contrasto tra lo sfondo ed il bianco delle diverse forme spirituali.

Abbiamo provato la versione ps4 di Past Cure, titolo sviluppato a Berlino dal team Phantom-8. Il gioco descritto al momento del lancio come un “thriller horror/sci-fi” ha però mostrato fin da subito alcune problematiche. Sappiamo che per un team di sole otto persone sviluppare un titolo valido è un impresa titanica (a volte lo è persino per le case più grandi), ma in Past Cure i problemi si presentano già nel tutorial…. Per questo non vi proponiamo una vera e propria recensione, ma solamente le nostre opinioni al riguardo.

Le premesse

La storia di per sé non è una delle più originali,ma che avrebbe comunque potuto dare una marcia in più al gioco. Vi riportiamo di seguito una breve sinossi:

Dopo anni di torture, il soldato d’elite veterano Ian si ritira a vivere in un alloggio sicuro con suo fratello, soffrendo per le conseguenze degli esperimenti militari cui è stato sottoposto in passato. I suoi aguzzini fecero esperimenti con la sua mente e gli diedero capacità mentali soprannaturali (come il controllo del tempo o la telecinesi). Desideroso di trovare la verità e assetato di vendetta, Ian, aiutato da suo fratello, si mette alla ricerca dei responsabili, per scoprire cosa gli è stato fatto, e perché. Addentrandosi sempre di più dentro questo mondo criminale, Ian sarà obbligato ad usare i suoi poteri sempre di più per sopravvivere. Ma ad ogni utilizzo, la sua mente si distacca sempre più dalla realtà, rivelando inoltre la presenza di una forza oscura molto pericolosa.

Il gioco

Non ci soffermeremo per nulla sul comparto grafico, in quanto seppur non eccelso (es. animazioni un po’ legnose e texture non sempre perfette) fa il minimo per rendere il gioco “guardabile”.

A livello di gameplay invece sono dolori….dolori atroci. Se le premesse proposte e i primi secondi di tutorial, ambientato in una dimensione onirica, sembravano poter far sorvolare sulla non-originalità della trama e i difetti estetici, abbiamo dovuto scoprire con sommo rammarico che i difetti più grandi si annidavano proprio nelle fasi di gioco. Nonostande il gioco sia basato su fasi stealth, fasi di shooting o combattimenti a mani nude, senza dimenticare la possibilità/necessità di utilizzare i poteri di cui è dotato il nostro protagonista, alla lunga le sequenze noiose diventano veramente tante, decisamente troppe  Lasciando da parte la quantità di bug che ci hanno costretto a ricominciare più di una volta, fin dal tutorial le meccaniche di gioco si sono rivelate frustranti e tediose, possiamo dirvi che già solo completare il tutorial si è rivelata un impresa, non per la difficoltà ma per la noia.

In conclusione

Purtroppo Past Cure è la dimostrazione che a volte la buona volontà non basta per realizzare un titolo ben riuscito, specialmente se si vuole fare il passo più lungo della gamba con un team di otto persone e un budget veramente limitato. Non ci sentiamo di consigliarvi l’acquisto di questo titolo neppure se scontato, salvate i vostri risparmi per altro.

Stifled è un nuovo titolo thriller psicologico sviluppato da Gattai Games e che porta alla base un concept davvero molto interessante.

Stifled è il successore spirituale di Lurking, un gioco sviluppato e prodotto da un team di soli 6 studenti e che conteneva il concept interessante ed innovativo che è stato poi rinnovato nel nuovo titolo. Difatti l’idea alla base dei due giochi è quella di sfruttare l’ecolocalizzazione per vedere nel buio assoluto, esattamente come fanno i pipistrelli. In Stifled dovremo quindi utilizzare i suoni per esplorare l’ambiente circostante e, soprattutto, evitare le creature che si nascondono nell’ombra e che cercheranno in tutti i modi di catturarci. La trama alla base di Stifled non è narrata o spiegata in maniera diretta, piuttosto saremo noi a dover cercare di carpire quanto ci verrà detto, ricavare informazioni da note ed oggetti sparsi per le varie aree di gioco così da riuscire a comporre la trama completa e comprendere tutti i retroscena che si celano all’interno del gioco.

Per la stragrande maggioranza del gioco ci troveremo in condizioni di buio totale e l’unico modo di vedere sarà quello di emettere suoni ad esempio con i passi oppure persino utilizzando un microfono. Così facendo creeremo un’onda bianca che delimiterà i contorni di ogni oggetto che ci circonda; ovviamente più il suono sarà forte più l’onda sarà evidente e si propagherà nello spazio. D’altra parte saremo frenati dall’emettere in ogni momento suoni troppo forti poiché nonostante i suoni possano aiutarci a vedere meglio bisogna sempre tenere in considerazione che spesso e volentieri ci ritroveremo circondati da diversi tipi di creature da evitare e se faremo troppo rumore ci troveranno in men che non si dica uccidendoci. Questi mostri saranno facilmente riconoscibili poiché emettendo suoni creeranno delle onde simili alle nostre ma di colore rosso. L’unico modo che avremo per riuscire ad emettere suoni rimandando al sicuro sarà quello di distrarre le creature lanciando oggetti (come ad esempio un sasso) in punti lontani della mappa così da farli allontanare.

La cosa più interessante riguardo a Stifled è che potrà essere giocato anche utilizzando il VR (che si tratti di oculus rift, HTC Vive o PlayStation VR). In questo modo il titolo raggiungerà un livello di immersività davvero ottimo e troverà la sua vera e propria ragion d’essere. Unica pecca da segnalare è riguardo alle sezioni di gioco “illuminate”, infatti alla luce verranno fuori alcuni difetti grafici che, purtroppo, vengono in piccola parte accentuati dai visori di realtà virtuale; si noteranno, infatti, texture di scarsa qualità così come i poligoni degli oggetti. Per quanto riguarda la durata del titolo ci troviamo di fronte ad un gioco che non impegnerà più di 2-3 ore per il suo completamento, ma parliamo comunque di una durata, secondo noi, abbastanza consona al tipo di gioco.