Chivalry 2 è un gioco hack and slash multiplayer sviluppato da Torn Banner Studios e pubblicato da Tripwire Interactive; il titolo è stato rilasciato l’8 Gennaio per PlayStation 4/5, Xbox One/Series X e PC (esclusivamente tramite l’Epic Games Store). Si tratta del seguito di Chivalry: Medieval Warfare, gioco pubblicato ormai ben 9 anni fa e che fino ad oggi è riuscito a riscuotere un enorme successo tra il pubblico trattandosi di uno dei migliori titoli multigiocatore competitivi all’arma bianca.

Chivalry 2

Più medioevo di così..

Il fulcro centrale (e più importante) di questa serie è senza dubbio il proporre ai giocatori delle vaste e realistiche battaglie medievali che vedevano affrontarsi, nel caso del primo capitolo, un massimo di 32 utenti. Il primo grande passo in avanti di questo nuovo capitolo è proprio quello di espandere in modo considerevole le dimensioni di questi scontri: ora sono infatti disponibili partite da un minimo di 40 giocatori fino a un massimo di 64. Si tratta di una miglioria tanto piccola quanto importante, il numero di giocatori raddoppiato contribuisce infatti enormemente alla creazione di un’atmosfera tanto realistica quanto stimolante, dove una minima distrazione potrebbe costarci la vita.

Per il momento gli sviluppatori hanno voluto concentrarsi soprattutto su due tipi di modalità: un deathmatch a squadre e una modalità a obiettivi. La prima non necessita di particolari spiegazioni, mentre la seconda risulta essere (a nostro avviso) quella più ricca e divertente. I giocatori saranno infatti divisi in due squadre e di queste una sarà incaricata della difesa di un castello, e soprattutto del suo Re, mentre l’altra si occuperà dell’offensiva. Si viene così a creare un vero e proprio assedio medievale suddiviso in più fasi e con diversi obiettivi sbloccati in modo progressivo con la possibilità di utilizzare trabucchi (utilizzabili anche in modi più “impropri”), arieti, balliste e scale per superare le mura! 

Chivalry 2

Alle armi!

Ad arricchire ancor di più gli scontri di Chivalry 2 ci pensa il vasto arsenale di armi disponibili che spaziano dalle alabarde a grandi spade a due mani, archi, daghe o mazze. Molte di queste saranno legate al sistema di classi (quattro principali) e sottoclassi (2 per ogni classe) che caratterizzeranno i nostri soldati, mentre avremo comunque la possibilità di cambiarle direttamente sul campo di battaglia trovando alcune particolari casse. La scelta della classe dovrà ovviamente dipendere dal nostro stile di gioco nel caso in cui ci trovassimo a prediligere un ruolo di supporto piuttosto che uno per gli scontri a lunga distanza o distanza ravvicinata. Da tenere poi sempre in considerazione il fatto che ogni classe avrà determinate statistiche (come salute e velocità) e che alcune classi (con determinate armi) saranno più efficaci nell’infliggere danni ad altre classi specifiche.

Tralasciando le tipologie di classi e di armi i combattimenti saranno tutti basati su un eccellente sistema che riprende e migliora quanto visto in Chivalry: Medieval Warfare. Saranno infatti disponibili tre tipologie di attacchi: verticali, orizzontali e affondi, e ciascuno di questi potrà essere concatenato con il successivo creando combo di diversi tipi; a questi attacchi si dovrà rispondere con parate, che con il giusto tempismo potranno sbilanciare l’avversario. A tutto ciò si aggiungono altre possibilità un po’ meno ortodosse come il lanciare le nostre armi agli avversari (restando così disarmati), l’interazione con determinati elementi dello scenario o persino l’uso di arti recisi come armi, fino a giungere alla nuova introdotta possibilità di utilizzare cavalli per attraversare rapidamente il campo di battaglia.

Chivalry 2

La bellezza del vecchio stile

Quanto descritto fino a questo punto non avrebbe lo stesso valore senza uno stile e comparto tecnico di tutto rispetto. Chivalry 2 riuscirà infatti a soddisfare la sete di personalizzazione di qualsiasi giocatore grazie a numerose modifiche estetiche ad armature e armi; riesce inoltre a ricreare alla perfezione degli scenari estremamente realistici con un totale di otto mappe di gioco come un villaggio rurale inglese, un forte celato da una fitta foresta e vasti campi aperti. Di queste cinque sono dedicate alla modalità a obiettivi, mentre le restanti tre ai deathmatch. Sebbene non si tratti di un numero di aree di gioco particolarmente vasto, gli sviluppatori hanno già annunciato un supporto al titolo a lungo termine con nuove mappe gratuite che saranno aggiunte in futuro.

Si tratta di un qualcosa che, nel caso del primo capitolo, è stato continuamente arricchito dalla community stessa grazie all’integrazione di Steam Workshop all’interno di Chivalry (con anche l’aggiunta di nuove armi e asset oltre alle mappe), cosa che ha permesso al titolo di raggiungere la veneranda età di 9 anni. Data l’attuale esclusività di Chivalry 2 sull’Epic Games Store, ma anche la disponibilità di cross-play tra tutte le piattaforme, riteniamo che sia ormai una possibilità fin troppo remota e alla quale dovranno necessariamente sopperire gli sviluppatori con contenuti nuovi. Il tutto viene poi esaltato da un comparto tecnico di tutto rispetto soprattutto su PC e console di nuova generazione, mentre nel caso di PS4 e Xbox One si possono notare soprattutto alcuni ritardi nel caricamento delle texture o pop-up ambientali. L’unico vero problema è che attualmente sarebbero necessarie delle migliorie a livello di ottimizzazione che portano a cali di framerate non troppo rari. Il gioco restituisce un ottimo feedback anche a livello audio grazie ad effetto sonoro di ottimo livello.

Nel complesso questo nuovo Chivalry 2 risulta essere il degno erede di Chivalry: Medieval Warfare e del suo successo. Viene infatti migliorato ed espanso sotto più punti di vista un sistema di combattimento all’arma bianca che già di per sé risultava essere ottimo, viene inoltre ampliata fino a raddoppiare la capienza di giocatori in ogni server così da creare dei veri e propri assedi e scontri che ci faranno sentire in pieno medioevo! Il tutto corredato da un dettaglio grafico e uno stile dei soldati e mappe di gioco immersivo e di ottimo livello, anche se con qualche limitazione dal punto di vista della possibilità di incrementare i contenuti disponibili (che però non dubitiamo sarà continuamente compensata direttamente dagli sviluppatori).

Dai creatori di God Eater, gioco dal quale gli sviluppatori hanno preso più che dei semplici dettagli estetici, giunge Code Vein, un nuovo “souls-like” targato Bandai Namco e ricco di sorprese!

 

Trama

In Code Vein ci ritroveremo in una città isolata dal resto del mondo da una fitta coltre di nebbia rossa, ed al cui interno l’umanità pare essere giunta ad un vero e proprio declino in seguito agli eventi noti come “La Grande Rovina”. Ad essere precisi, però, di ciò che noi conosciamo come genere umano sono rimaste soltanto poche briciole. Al loro posto rimangono gli unici effettivamente in grado di sopravvivere, ovvero i “Redivivi”, esseri umani modificati dal cosiddetto parassita BOR e tramutati in veri e propri vampiri quasi del tutto immortali. Essi infatti per poter sopravvivere necessitano di sangue umano o, meglio ancora, delle cosiddette “gocce di sangue” in grado di placare la loro sete per mesi. Tutti coloro che cadono preda della loro stessa sete di sangue sono destinati a tramutarsi in “Corrotti”, ovvero creature mostruose ed estremamente pericolose.

Code Vein

Dopo la creazione del nostro personaggio ci risveglieremo senza ricordi accanto ad una ragazza, anch’essa senza ricordi. Saremo subito “reclutati forzatamente” da un altro gruppo di redivivi ed il nostro destino finirà per intrecciarsi con quello di molti alti personaggi. La trama di Code Vein nel particolare è molto lontana rispetto a quello che ci si aspetterebbe da un qualsiasi rappresentate dell’ormai consolidato sotto-genere dei “souls like”. Ci troviamo infatti di fronte ad una trama profonda e misteriosa, ricca di dettagli con una narrazione non del tutto lineare e non priva di colpi di scena, con personaggi anch’essi profondi e ricchi di sfaccettature. L’unica analogia resta il nostro alter ego, il quale, nonostante sia estremamente importante ai fini della trama è il classico personaggio privo di personalità e che non dialoga mai (probabilmente unica vera pecca a livello narrativo). 

Code Vein

Di fianco a tutti i dettagli riguardanti gli eventi in divenire che ci troveremo ad affrontare scopriremo numerosi dettagli sul passato (nostro e dei nostri compagni) grazie alla nostra capacità di poter rivivere i ricordi di altri redivivi. Il tutto ci porterà a svelare qualsivoglia alone di mistero, dall’origine di Redivivi e Corrotti fino ai dettagli sul “progetto QUEEN” e la nube rossa. Inoltre non mancheranno dei dettagli sulla lore nascosti nelle descrizioni dei vari equipaggiamenti presenti in gioco e persino in descrizioni visibili nelle schermate di caricamento. Il tutto risulta essere inaspettatamente interessante fino all’ultimo minuto di gioco e soprattutto degno dei migliori anime/manga prodotti!

Code Vein

Gameplay

Oltre alla base dell’ormai classico stile di gioco alla Dark Souls, Code Vein introduce alcune interessanti innovazioni e meccaniche inedite decisamente ben riuscite nel complesso. Prima tra tutti salterà all’occhio la totale assenza di statistiche durante l’aumento di livello che si limiterà, dunque, ad aumentare i livelli di salute massima, vigore e danno con le armi. In alternativa le nostre statistiche di base saranno determinate dai cosiddetti “Codici Sanguigni”, ovvero vere e proprie tipologie di sangue ottenibili da altri personaggi o recuperabili direttamente nelle varie aree di gioco. Ogni Codice Sanguigno sarà inoltre caratterizzato da diversi “Doni” che consistono in abilità attive o passive che possono anche essere sbloccate per l’utilizzo con altri Codici dopo averle equipaggiate fino ad ottenere abbastanza esperienza (o tramite sblocco diretto usando un particolare materiale).

Code Vein

Come di consueto avremo inoltre diverse categorie di armi (ad una mano, spade, martelli e asce a due mani, baionette) e nell’ambito delle stesse una più o meno marcata varietà nei moveset di base, mentre invece l’equipaggiamento viene interamente sostituito dai cosiddetti “Veli di Sangue”. Si tratta infatti di soprabiti in grado di offrire grande variabilità in termini di statistiche, così da consentire un buon numero di possibilità nella creazione delle build, principalmente distinte in attacco, difesa, doni di attacco (o ombra), di supporto (luce) e così via, allo stesso modo delle build con armi leggere o pesanti. Sia le armi che i veli di sangue potranno poi, ovviamente, essere ulteriormente potenziati così da migliorarne le statistiche di base.

Code Vein

I doni, e principalmente quelli attivi, per poter essere attivati richiederanno Icore, una risorsa preziosa che può essere ottenuta tramite appositi consumabili, colpendo i nemici con le nostre armi, oppure eseguendo l’attacco caratteristico del nostro Velo di Sangue. Allo stesso modo sarà altresì possibile eseguire attacchi critici con il Velo sfruttando i classici backstab (o attacchi alle spalle) e parata con contrattacco. Inoltre subendo attacchi o schivandoli correttamente riempiremo un’apposita barra della concentrazione, la quale ci permetterà di eseguire attacchi critici istantanei oltre a sfruttare alcuni doni… Questi ultimi tre (backstab, parry e attacco in concentrazione) saranno estremamente importanti anche perché andranno ad aumentare la riserva massima di Icore a noi disponibile fino al nostro prossimo “riposo” (e che sarà di partenza caratteristica per ogni Codice Sanguigno) ma non potranno essere eseguiti contro ogni tipo di nemico.

Code Vein

Per tutto il resto Code Vein, ed eccezion fatta per la possibilità di portare con voi un compagno durante l’avventura, riprende i classici concetti base dei souls-like con la Foschia di sangue per salire di livello e sbloccare nuovi doni e che resterà per terra in caso di una nostra sconfitta, dei vischi che si comporteranno da checkpoint e che, inoltre, andranno a mappare l’area circostante (dato che sarà presente una minimappa in alto nel nostro HUD ed eventualmente consultabile dal menu di gioco) così come faranno altri punti da “purificare” che però non saranno veri checkpoint, o alcuni nemici particolari. Allo stesso modo non mancheranno bossfight esteticamente e concettualmente molto ben concepite, nonostante alcune di queste possano risultare fin troppo semplici se deciderete di abusare dello sbilanciamento causato da alcune armi ed un compagno in particolare.

Code Vein

L’ultima piccola aggiunta a questo titolo è rappresentata dalle “Profondità”. Si tratta di veri e propri dungeon caratterizzati da una bossfight finale, i quali vanno ad aggiungere profondità e qualche ora di gioco aggiuntiva (oltre a oggetti unici e Foschia di Sangue in abbondanza). Per poter trovare questi luoghi sarà necessario recuperarne prima la relativa mappa, per poi accedervi attraverso un personaggio nella nostra Base. Queste mappe possono trovarsi sia come “drop” nelle aree di gioco, sia come vero e proprio oggetto di “quest secondaria” affidata da alcuni personaggi che compariranno nelle aree che avremo già completato (per cui fare un salto in una vecchia zona è sempre raccomandato).

Code Vein

Longevità

Code Vein non pecca di certo sotto il punto di vista della durata riuscendo a proporre una longevità degna del suo genere superando tranquillamente le 25-30 ore per completare la campagna principale in ogni suo dettaglio (considerando alcune missioni secondarie che consistono in un semplice eliminare un nemico o recuperare un oggetto). In aggiunta, però, bisogna considerare la possibilità di giocare nelle Profondità (delle quali attualmente siamo riusciti a trovare 4 mappe) così da completarne i relativi livelli ed le relative bossfight. Al tutto si può poi aggiungere la possibilità di giocare in cooperativa con altri giocatori sia nel gioco principale che all’interno delle Profondità.

Code Vein

Comparto Tecnico

Gli sviluppatori sono riusciti a migliorare molto Code Vein sotto il comparto tecnico rispetto rispetto alle precedenti versioni Beta. In particolare il titolo era precedentemente afflitto da cali di framerate anche abbastanza consistenti, mentre adesso sono stati “contenuti” in una particolare area del gioco ed in tutti i passaggi di transizione tra una zona di gioco all’altra (le quali fanno da vero e proprio caricamento per l’area in cui si sta giungendo per cui può considerarsi come “relativamente giustificata”). Per il resto, a parte qualche ritardo nel caricamento di alcune texture, il gioco si comporta molto bene su PS4 base con un ottimo livello di dettaglio e di grafica in generale; del resto non mancheranno zone in cui il colpo d’occhio iniziale potrà lasciarvi affascinati (specialmente considerando il lavoro di design di zone e nemici che vi è dietro).

Code Vein

Dal punto di vista del sonoro il titolo è semplicemente magnifico: abbiamo una colonna sonora tra le migliori prodotte ultimamente ed anche doppiaggi degni di nota (anche se solo in lingua inglese o, meglio ancora, in lingua originale giapponese). Il tutto contribuisce estremamente bene a dare “epicità” al gioco, rendere gli scontri sempre avvincenti e a dare grande enfasi ai discorsi presenti. Nulla di importante da segnalare, infine, sotto il lato di bug se non un singolo crash del gioco, che rappresenta senz’altro un’occasione rara e che può essere corretta rapidamente dal team di sviluppo.