Dopo due anni dal suo rilascio ufficiale, il gioco di ruolo spaziale di Obsidian Entertainment ottiene la sua seconda espansione narrativa denominata Assassinio su Eridano, che offre ai giocatori una rinnovata possibilità di vivere le atmosfere che hanno contraddistinto il titolo pubblicato da Private Division. A distanza di poco tempo siamo tornati in quel di Alcione, il sistema stellare in cui si svolgono le vicende di The Outer Worlds, per una nuova avventura narrativa, dopo quella proposta da ‘Pericolo su Gorgone’. Abbiamo rispolverato le nostre armi e riarruolato il nostro equipaggio, affrontando la nuova sfida proposta dal pianeta Eridano, che vi raccontiamo nelle prossime righe della nostra recensione.

The Outer Worlds Assassinio su Eridano Grand Colonial Hotel

Una nuova avventura investigativa sul pianeta Eridano

Dalla nave che utilizziamo per spostarci di pianeta in pianeta saremo contattati per un nuovo particolare incarico: indagare sull’assassinio di Helen Alcione, protagonista di uno show seriale interno al gioco (Terror on Monarch) apparso su diverse locandine e testimonial ingaggiata per il lancio di un nuovo particolare prodotto a cura della corporazione Rizzo: la spettrovodka. Se decideremo di accettare l’incarico, verremo assunti come ispettori e pronti per far rotta sul gigante gassoso Eridano per dare inizio alle indagini. Appena arrivati, saremo ben accolti e fatti scortare in un lussuoso hotel che si erge tra le varie isole che compongono il pianeta.

Come nei film investigativi più classici, saremo accolti nella hall dell’albergo con la disponibilità di una suite agli ultimi piani in cui riposare e intrattenersi. Tuttavia, l’area interessata dall’omicidio è una sala al piano terra, dove ci recheremo in prima battuta. Una volta sul posto, verremo informati delle ultime novità e saremo in grado di fare domande al personale e alla scientifica per capire meglio la situazione. Dopo esserci presentati ci verrà consegnato un dispositivo peculiare: l’amplificatore di discrepanze, in grado di identificare delle tracce importanti e analizzarle per trarre delle ipotesi sui fatti reali accaduti. L’arma in questione potrà interagire con noi in base alle domande e all’occorrenza potrà essere usata per sparare ai nemici, non rivelandosi tuttavia tra le più letali.

Detective per poche ore

Appena ricevuto il dispositivo, inizieranno ufficialmente le indagini, con varie piste da seguire tra tracce disseminate per il Grand Colonial Hotel e l’ambiente circostante che ci porteranno a fare domande agli abitanti delle isole limitrofe. La formula con cui si sviluppa la progressione è la medesima del gioco di ruolo principale: interagire con gli abitanti del posto attraverso varie e differenti linee di dialogo possibili, sfruttando anche le statistiche del nostro personaggio, porterà a risvolti differenziati e diversi metodi di prosecuzione. Sebbene la durata del DLC rasenti le 3 ore lato narrazione, l’esplorazione del pianeta Eridano, tra segreti e nuovi oggetti, con rinnovati vantaggi e svantaggi per il personaggio da scoprire oltre che ad un level cap innalzato di tre punti, garantirà ai fan del titolo Obsidian una continuazione congrua con quanto visto nel titolo principale, tra relativi pregi e difetti.

The Outer Worlds Assassinio su Eridano

L’indagine non ci ha particolarmente coinvolto, inscenando qualche stereotipo di genere e che, nonostante le molte opzioni messe a disposizione del giocatore per trovare il colpevole, non ci ha sviato dal soggetto che più di tutti ha destato più sospetti, rivelando la nostra iniziale ipotesi azzeccata. Tuttavia il clima di diffidenza che abbiamo vissuto durante l’indagine, tra scontri contro larve e soggetti governati da parassiti, ha rafforzato la proposta del gioco originale, che non ha perso il proprio focus con questa piccola espansione.

Atmosfera tra lusso e natura

L’atmosfera che si vive sul pianeta Eridano è intrigante, e sebbene la superficie del pianeta non sia poi così grande, divisa in diverse aree tra interni come laboratori ed esterni come grandi campi o giardini, riesce a rivelarsi un buon luogo per un’indagine strutturata. La parte sicuramente più convincente anche se non proprio grande quanto ci si aspetterebbe è decisamente il Grand Colonial Hotel, con interni molto ben definiti e caratteristici. L’esterno del pianeta si presenta alquanto colorato e in linea con lo stile della campagna principale, seguendo un filo di coerenza visiva e artistica che ci ha lasciato con buone sensazioni.

Il level design tuttavia ci è parso debole nelle varie aree e non ci ha convinto appieno, laddove ci saremmo aspettati delle scelte strutturali più consone e funzionali. L’atmosfera in sostanza, è ciò che permette ad Assassinio su Eridano di imporsi, grazie anche a tutta una serie di scelte da intraprendere nei confronti degli abitanti del posto, più o meno importanti che siano, ognuno con il suo contributo al caso anche attraverso dei retroscena curiosi, incappando talvolta anche in inquietanti impiegati sorridenti che faranno sorgere più di un interrogativo sulla storia. È sicuramente una nota positiva l’esplorazione con l’amplificatore di discrepanze, capace di rivelare ogni singolo indizio o prova anche a enorme distanza dalla scena del crimine, lasciando intendere che l’intero pianeta sia lo scenario di un qualcosa potenzialmente più grande.

Sotto il profilo tecnico e grafico siamo di fronte ad un allineamento con il gioco principale, senza particolari picchi qualitativi, mantenendosi stabile su un PC di fascia medio-alta per tutta l’avventura. Le creature ostili che abbiamo incontrato sono in perfetta sintonia con l’ambiente circostante, le quali hanno saputo dare un senso di sfida medio e progressivo ad un personaggio al livello 25 che durante la piccola avventura ha visto incrementarsi fino al 32, con qualche linea di dialogo caratteristica andata a buon fine e altrettante azioni ruolistiche di utilità ben eseguite.

La varietà in tal senso non manca e le possibilità d’approccio ai combattimenti sono le medesime che abbiamo imparato a conoscere durante la campagna principale, tra stealth e rallenta tempo per causare danni con malus in base alla sezione del corpo colpita. Un grande aiuto nella progressione ci è stato dato dagli immancabili compagni di squadra, che in tali frangenti hanno risolto la situazione meglio di noi stessi, interagendo splendidamente anche ai nuovi dialoghi proposti, integrandosi magistralmente nella narrazione, proprio come delle vere spalle del protagonista. Questa componente, insieme al noto amplificatore di discrepanze, hanno contribuito a rafforzare l’immersione all’interno del DLC, anche in relazione al ruolo da detective assegnatoci.

Conclusione

Siamo di fronte ad un DLC con un approccio più narrativo del predecessore, in cui tendenzialmente si combatte poco ma ci si districa tra la mole imponente di dialoghi con gli abitanti del posto alla ricerca della verità, avvalorati dalle possibilità di scelta in base alle caratteristiche personali, estremamente impattanti e che saranno dettate dalla nostra capacità di analisi e giudizio della situazione dopo aver esaminato attentamente ogni dettaglio proposto. The Outer Worlds Assassinio su Eridano aggiunge qualche ora al gameplay ma tende ad essere fine a se stesso sul piano della narrazione, rendendosi davvero appetibile solo ai veri fan che vogliono un pretesto per ritornare su Alcione nei panni del proprio alter-ego spaziale, godendo dell’atmosfera curata e delle poche novità che sicuramente non mancheranno a chi ha terminato il gioco principale rimanendo comunque soddisfatto. La seconda e ultima espansione di The Outer Worlds è inclusa nell’Expansion Pass insieme a Pericolo su Gorgone, formando un pacchetto solo a tratti convincente ma indubbiamente appetibile per chi ha amato alla follia il progetto di Obsidian Entertainment, che conclude in maniera comunque degna il suo percorso di supporto, rimanendo sempre fedele a quanto visto due anni fa e ad un prezzo tutto sommato contenuto.

L’anno scorso Private Division e Obsidian ci hanno fatto un bellissimo regalo con The Outer Worlds, portandoci un RPG pieno di sorprese e di scelte (del quale vi abbiamo già parlato nella nostra recensione). Quello che molti si aspettavano da Fallout, arrivò quindi da una produzione originale che speravamo potesse aggiungere ulteriori contenuti. Così, dopo quasi un anno dall’uscita, è stato finalmente rilasciato il primo dei due DLC, chiamato Pericolo su Gorgone, che ci riporterà in giro per l’universo sulla mitica Inaffidabile (nostra nave e base), e del quale vogliamo parlarvi oggi avendo avuto la possibilità di giocarlo grazie ad un codice offertoci da Private Division.

Dopo aver acquistato il DLC non troverete ad aspettarvi una nuova voce sul menu in grado di portarvi immediatamente al centro della nuova lunga quest. Chiariamo questo perché il ricevimento di un pacco che darà il via a questa avventura avverrà solo dopo che sarete giunti su Monarca, luogo su cui atterrerete a circa metà della trama principale. Potreste quindi essere troppo indietro per avviare la missione, così come potreste essere troppo avanti se avete già avviato la fase finale dell’avventura.

Pericolo su Gorgone

Come prima cosa, dovrete completare la missione Radio Free Monarch, che si svolge più o meno a metà della storia principale. Se per qualche motivo non vi ricordaste se l’avete completata oppure no, vi basterà controllare i membri della vostra squadra: se Nyoka è uno dei vostri compagni, allora potete passare senza problemi alla fase successiva; in caso contrario, dovrete prima completare la missione sopracitata.

Pericolo su Gorgone avrà inizio con un pacco mandato a bordo dell’Inaffidabile, dentro il quale è contenuto un braccio mozzato che regge un registratore. Avviando la registrazione contenuta capiamo che l’arto apparteneva a un vecchio amico del capitano Hawtorne, il quale sembra essersi invischiato in un lavoro pericoloso ma molto remunerativo. Dato che la nostra ciurma è composta perlopiù da canaglie (togliendo Parvati, ovviamente) si decide di seguire le tracce di questo fantomatico incarico, arrivando a una villa dove una donna ci chiederà di indagare sul fallito progetto Gorgone, al fine di rintracciare il diario della madre (la quale faceva parte del team di scienziati che ci ha lavorato) scomparsa prematuramente, in modo da capire cosa sia andato storto.

Pericolo su Gorgone

Questo ci porterà su Gorgone, appunto, un asteroide che ospitava questo vecchio progetto di Soluzioni Spaziali. Dopo il fallimento del progetto stesso, l’azienda ha evacuato il corpo celeste in tutta fretta, lasciando alcuni operai senza via di fuga, in preda ai predoni, alle cavie fuggite e alla fauna locale; molti anni dopo il luogo è in rovina e il mistero ancora irrisolto. Qui incontrerete una ricca abitante che chiederà il vostro aiuto in cambio di una montagna di soldi. Come dirle di no? Partirà così la ricerca di un diario che ci porterà per alcune ore all’interno di una cospirazione governativa che prevede esperimenti e altre diavolerie che portano avanti la vicenda.

Come già accadeva per il titolo base, la sceneggiatura di Pericolo su Gorgone sa di visto e rivisto, ma il modo con cui Obsidian gestisce tutta la questione è, anche questa volta, condito da momenti ironici, situazioni bizzarre e messaggi profondi e attuali, magari mascherati ed esagerati ma pur sempre concreti. Non mancano nemmeno i tanto amati bivi narrativi che magari non sconvolgono i destini della galassia, ma che riescono a tratteggiare in modo personale la storia che voi e il vostro personaggio starete creando, senza scelte giuste o sbagliate ma con conseguenze comunque visibili. Finire il DLC non porta a chissà quale cambiamento, un po’ come accade nelle missioni secondarie del gioco standard, ma lascia un ricordo di quanto si è fatto che ci immerge sempre più nell’universo unico creato da Obsidian.

Pericolo su Gorgone

Oltre alla possibilità di vivere un’altra interessante avventura, non c’è però molto altro che potrete portare con voi, specie se state affrontando questo pericolo prima delle battute finali. In quel caso avrete già armi ed equipaggiamento a sufficienza per fare quello che dovrete fare e non saranno certo i drop ottenuti su Gorgone a cambiare la faccenda. Diversamente la loro raccolta può ampliare la vostra scelta durante il proseguimento della storia, ma non aspettatevi nulla che possa essere considerato un game changer. Anche sul versante difficoltà e nemici non ci sono grandi differenze, con una sfida che si adatta a quanto visto in altre quest analoghe e con nemici non particolarmente differenziati, se non per alcuni che si rivelano molto più rapidi della versione base, ma che possono essere gestiti piuttosto bene grazie al potere della stasi. Sono presenti anche qui missioni secondarie, ma la loro presenza appare più come un voler prolungare il numero di ore necessario al completamento del DLC, piuttosto che ad una vera e propria necessità. Comunque completare ogni cosa di questa espansione vi porterà via circa una decina di ore, da ritoccare verso l’alto o il basso a seconda del livello di difficoltà scelto.

Il grande merito di Pericolo su Gorgone è innegabilmente quello di rifarci salire sull’Inaffidabile verso un nuovo viaggio in direzione dell’ignoto. Lo spirito caustico e spassoso di Obsidian è sempre al suo posto, così come le risposte taglienti che potrete dare, ascoltando tra l’altro un doppiaggio inglese anche questa volta grandioso. Si poteva chiedere di più? Probabilmente no, vista la voglia di proporre una nuova avventura che potesse piacere a chi già aveva amato il gioco base, senza stravolgimenti di sorta. La scelta di voler “solo” offrire un’ulteriore attività extra a tutti quelli che la chiedevano non è certo da condannare, fosse solo per il fatto che il risultato è più che positivo e punta anche questa volta sull’avanzamento di una trama che altrimenti apparirebbe già vista. Ad ogni modo, l’espansione propone due diversi finali e la già citata manciata di missioni secondarie che rimpolpano discretamente l’offerta. Sebbene il contenuto sia tutto sommato di dimensioni esigue, Obsidian vi ha inserito una serie di elementi e contenuti che potrebbero farvi gola. In particolare, è stato aumentato il level-cap fino al 33 e sono stati aggiunti nuovi difetti e perk. Non mancano nemmeno nuove armi – di cui tre scientifiche – ed equipaggiamenti.

Pericolo su Gorgone

Ora non ci resta che attendere il prossimo e conclusivo Asassinio su Eridano per vedere se Obsidian vorrà tentare qualche nuova caratteristica da inserire in un desideratissimo secondo capitolo o se preferirà ancora una volta concentrarsi sulla sceneggiatura che gli riesce così bene.

The Elder Scrolls Online: Greymoor – Introduzione

The Elder Scrolls Online aveva già accompagnato i suoi giocatori ad avventurarsi in diverse regioni di Tamriel, anteponendo loro nemici d’ogni tipo appartenenti al mondo fantastico di Bethesda: daedra, draghi e necromanti sono infatti stati gli antagonisti principali delle passate espansioni dell’MMORPG di Zenimax Online Studios, le cui zone visitabili sono aumentate sempre più, arricchendo la mappa del titolo e caratterizzandola con storie ed ambientazioni sempre diverse e distinte.
Dopo aver quindi visitato Morrowind, le isole Summerset e l’Elsweyr SettentrionaleThe Elder Scrolls Online: Greymoor introduce gli avventurieri di Tamriel ad una regione che ben conosciamo e che risuona come un’eco nostalgico dal passato: Skyrim Occidentale.

The Elder Scrolls Online: Greymoor: Meccaniche e Gameplay

Se avete intenzione di approcciarvi per la prima volta all’MMORPG di Bethesda, non lasciate che l’entusiasmo vi venga smorzato dal timore che sia troppo tardi per poterselo godere. Sebbene sia già al suo quarto capitolo d’espansione, The Elder Scrolls Online: Greymoor rimane ancora accessibile agli ultimi arrivati, che possono godersi la storia, le spedizioni e gli eventi speciali senza alcun handicap.
The Elder Scrolls Online: Greymoor è un MMORPG che si basa sugli stilemi classici del genere, dettati anni fa da World of Warcraft, titolo con il quale, insieme a Final Fantasy XIV OnlineGreymoor si compete l’utenza.
A partire dalla creazione del personaggio – punto cardine del genere – The Elder Scrolls Online: Greymoor si posa su delle scelte tradizionali ed efficaci: la scelta di razza e classe.
Alla creazione del personaggio sarà infatti possibile scegliere tra 6 classi: il Dragonknight, possente guerriero che sfrutta le arti marziali Akaviri e lo spirito igneo dei draghi per lanciare magie che lo rendano più forte e resistente; i Nightblade, assassini furtivi specializzati nello sferrare devastanti colpi critici; il Sorcerer, incantatore che controlla ed invoca magie elementali per provocare danno ai nemici; il Templar, paladino dai poteri radianti che sfrutta per curare gli alleati e distruggere gli avversari; il Warden, aggiunto con l’espansione Morrowind, che combina incantesimi di ghiaccio con evocazioni di alleati animali; ed infine il Necromancer di Elsweyr, che controlla ossa, sangue ed anime a suo piacimento.

Ogni classe ha tre sotto-classi da cui scegliere liberamente abilità sia passive che attive, permettendo al giocatore, anche mediante skill tree acquisibili da ogni classe attraverso missioni speciali, di creare un personaggio incredibilmente caratterizzato e personale, in base ai propri gusti ed al ruolo che si vuole giocare in battaglia, da scegliere tra i tre classici cardini del MMORPGTankDPS ed Healer.
Oltre a ciò, sarà necessario selezionare una delle 10 razze disponibili, tratte direttamente dalla lore della saga di The Elder Scrolls. La scelta, tuttavia, non sarà priva di vincoli: ogni razza appartiene ad una fazione in perenne lotta contro le altre per il controllo di Tamriel, e bisognerà scegliere con saggezza a quale appartenere; BretoniRedguard ed Orsimer sono le razze alleate della Daggerfall CovenantNordArgoniani e Dunmer stringono alleanza sotto l’Ebonheart Pact; mentre Khajiit, Bosmer ed Altmer combatto insieme sotto lo stendardo dell’Aldmeri Dominion. Gli Imperali, comportandosi da “jolly” in questa situazione, possono tuttavia decidere liberamente a quale fazione appartenere.
Legando il personaggio ad una fazione, esso potrà combattere solamente per essa nei “campi di battaglia”, modalità nella quale enormi eserciti di giocatori ed NPC si scontrano in assedi all’ultimo sangue per ottenere il dominio maggiore sulle lande di Tamriel.

Narrativa da MMORPG e nuove aggiunte in The Elder Scrolls Online: Greymoor

La narrazione di The Elder Scrolls Online, sezionata in missioni primarie e secondarie, risulta essere il cuore del titolo e permette un’approfondita immersione nel mondo di gioco. Questa, espansa dai capitoli rilasciati a cadenza annuale, si dirama per tutta Tamriel, abbracciando temi e personaggi ben diversi tra loro. In The Elder Scrolls Online: Greymoor avremo modo di esplorare una regione limitata di Skyrim ambientata circa un millennio prima degli avvenimenti di The Elder Scrolls V: Skyrim, ed avremo modo di osservare e combattere la piaga delle Harrowstorms, vortici cremisi di sangue ed energia, generati da vampiri e streghe per radunare le anime perdute e portare a termine i loro corrotti rituali.

Le Harrowstorms, così come le Dark Anchors, gli Abyssal Geysers ed i Dragonscours si traducono in eventi di gruppo generati casualmente in specifici punti della mappa, in cui più giocatori si possono radunare per ostacolarne il processo e, con un po’ di fortuna, fermarlo completamente in cambio di un ricco tesoro.
Accompagnati da Lyris Titanborn – mezza-gigante che già dovremmo aver conosciuto durante una missione del gioco base – e Fennorian di Ravenwatch – vampiro, studioso e ricercatore – dovremo viaggiare dall’imponente Solitude, arroccata in cima ad un immane promontorio, fino al Blackreach, profonde grotte sotterranee illuminate dalla bioluminescenza della flora e della fauna che le abitano, per convincere gli Jarl più influenti della Skyrim Occidentale a prendere in considerazione la minaccia delle Harrowstorm e dei loro fautori – vampiri, streghe e licantropi – in un’avventura dai toni e dall’estetica fortemente gotica.

Alle varie attività d’artigianato eseguibili nel gioco base, come la forgiatura, la tessitura, l’incisione di rune o la falegnameria, in The Elder Scrolls Online: Greymoor viene inoltre aggiunta la ricerca di oggetti antichi, gli “Antiquities“, reperti archeologici sparsi per tutta Tamriel – non solo Skyrim – che sarà possibile riportare alla luce grazie ad uno speciale dispositivo ottenibile a Solitude che ci permetterà di aggiungere due alberi di abilità d’artigianato (“scrutare” e “scavare”) ed una volta raggiunto l’area in cui si suppone essere locato il reperto, ottenerlo in seguito ad un mini-gioco molto simile ad un Battaglia Navale od ancor meglio, per chi conosce Pokémon Diamante/Perla/Platino, lo scavo alla ricerca di oggetti nei sotterranei.

Stile ed estetica visiva e sonora

Skyrim Occidentale è esattamente ciò che ci si aspetterebbe sentendo pronunciare il suo nome: sconfinate distese brinose su cui si stagliano i forti ed i castelli dei potenti Jarl del nord, nebbiosi monti che nascondono labirintiche segrete dove dimorano vampiri e necromanti e, ovviamente,  gli antichi sotterranei dei nani, ora tramutatisi nei crudeli e selvaggi Falmer.
I biomi in cui ci immergeremo saranno principalmente tre: quello urbano di Solitude, le cui mura ed edifici imperano sulla regione dell’Haafingar dal promontorio su cui si abbarbica la capitale; quello selvaggio della tundra collinare dello Hjaalmarch, caratterizzata dai classici panorami di Skyrim, colorati dal blu del cielo, dal bianco dei picchi innevati e dal verde della coriacea flora del nord;  e dulcis in fundo, le immani grotte di Blackreach, microcosmi sotterranei illuminati dalla luce color acquamarina dei funghi bioluminescenti.
Il sistema di illuminazione degli ambienti di ESO, che già in passato aveva dimostrato di essere capace di caratterizzare gli ambienti in maniera eccelsa, in Greymoor dona il meglio di sè, attribuendo ancor più valore e bellezza ai dungeon illuminati dalle tremolanti fiaccole che ci mostrano la via.

La maggior parte degli edifici più importanti, condividono uno stile gotico, astutamente scelto per accompagnare i temi e gli antagonisti cupi di The Elder Scrolls Online: Greymoor, ossia tutte quelle creature del folclore europeo legate all’esoterico ed alla magia del sangue: vampiri, streghe e licantropi, che coi loro rituali coloreranno il cielo di Skyrim di cremisi e nero.

La colonna sonora, figlia di Andrew Skeet, riprende alcuni leitmotif della OST di The Elder Scrolls V: Skyrim, distorcendoli con sonorità dai toni cupi e gravi, che ben la allontanano dall’aura di esplorazione eroica del famoso titolo Bethesda, al fine di impostare il mood del giocatore su una frequenza più adatta alle atmosfere della trama narrata.

Greymoor, in conclusione, si basa sulla stessa formula dei capitoli precedenti, aggiungendo il sistema di ricerca degli oggetti antichi, che ci invitano ad esplorare con calma una delle zone più belle da esplorare di tutto il MMORPG di Bethesda, dalle distese innevate ai sotterranei più oscuri. A scapito di contenuto come nuove classi od abilità, Greymoor rappresenta un ottimo momento per lanciarsi nel mondo di The Elder Scrolls Online, grazie all’accessibilità garantita dal bilanciamento delle missioni e dei nemici e dalla magnifica regione che è Skyrim.

L’acclamato Victor Vran: Overkill Edition è disponibile da oggi per Nintendo Switch!

Wired Productions, uno studio di pubblicazione indipendente, in accordo con gli sviluppatori di Haemimont Games, sono lieti di annunciare Victor Vran: Overkill Edition, disponibile da oggi per Switch. Questa edizione definitiva del vincitore di diversi premi come action RPG a telecamera isometrica è disponibile in copia fisica o digitale, al prezzo suggerito di €39.99 ed è stato classificato come PEGI 16. Gli avidi fan di Victor Vran potranno anche acquistare la Motörhead Collector’s Edition da adesso attraverso il sito di Wired (shop.wiredproductions.com), contenente diversi gadget dedicati ai Motörhead, e contenuta in uno stupendo tin di acciaio.

Victor Vran è un titolo che vi porterà al salvataggio della città maledetta di Zagoravia. Qui potrete cacciare in coop locale fino a due giocatori o fino a quattro giocatori in coop online così da sfruttare al meglio le potenzialità della console Nintendo, e garantire agli utenti l’esperienza da “ammazzademoni” definitiva! I giocatori potranno così creare la loro personale versione di Victor utilizzando un vasto arsenale di armi, abiti e poteri demoniaci ed affrontare orde di demoni e boss mostruosi da soli, comodamente seduti sul divano con un compagno, oppure online con altri tre giocatori  per emergere vittoriosi.

In Victor Vran: Overkill Edition i giocatori e fan potranno provare l’intera azione della campagna, corredata da due espansioni spettacolari dell’universo di Victor Vran: l’etereo Fractured Worlds (un nuovo capitolo della storia ricco di sfida), e Motörhead: Through the Ages (un tour selvaggio attraverso miti, musica ed una sfida alla band più “forte” del mondo).

In attesa dell’ormai annunciato The Elder Scrolls VI ritorniamo ancora una volta a Tamriel per l’uscita di una nuova maxi espansione per The Elder Scrolls Online, ovvero Summerset.

Ambientato nell’isola di Summerset, patria degli elfi alti (o Altmer che dir si voglia), questo nuovo DLC per TESO si prefigge l’obiettivo di arricchire di contenuti un titolo già di per se a dir poco immenso; difatti va ad aggiungersi ad una serie di espansioni minori ed alla più recente maxi espansione “Morrowind”. Scopriremo che l’arcipelago di Summerset ha aperto i suoi confini, a lungo chiusi sia al turismo che al commercio, a visitatori stranieri per decreto della nuova sovrana degli elfi alti, ovvero la Regina Ayrenn. Il nuovo territorio, la cui capitale è rappresentata dalla città di Alinor, è essenzialmente costituito da numerose isole ricche di vegetazione e di una stupenda ed altrettanto ricca fauna.

Appena giunti sul posto, però, ci renderemo conto che c’è qualcosa che non va e che tutti gli stranieri in arrivo stanno misteriosamente scomparendo (così come alcuni abitanti) e saremo incaricati da Razum-dar (primo personaggio incontrato sull’isola, che scopriremo in seguito essere parte della rete di “intelligence” della regina) di svelare il mistero che si cela dietro tutti questi eventi. Ben presto però apprenderemo che la questione è ancora più seria e preoccupante di quanto sembri e che potenti e misteriose forze si celano nelle profondità di Summerset. Fortunatamente, però, non saremo soli contro le forze del male, infatti incontreremo un esponente del famoso Ordine Psijic, del quale potremo persino entrare a far parte sbloccando un nuovo albero delle abilità (cosa che consigliamo di fare prima di cimentarsi nelle numerose quest secondarie) dedicato a magie di cura e di supporto. Come ulteriore aggiunta è stata introdotta la possibilità di craftare gioielli come anelli e collane presso un apposito banco di creazione e ben tre nuove case in aggiunta a quelle già presenti.

Abbiamo molto apprezzato la cura e la dovizia di particolari per queste nuove ed inedite ambientazioni che rendono tutte le isole esplorabili e le location principali delle vere perle. In aggiunta a tutto questo abbiamo anche numerose nuove tipologie di nemici e creature, tutti estremamente ispirati e adatti ai luoghi in cui si trovano. Tutto ciò contribuisce a creare un’atmosfera d’insieme di grande impatto costruendo ciò che potrebbe essere una delle ambientazioni meglio riuscite dell’intero titolo, considerando anche il fatto che in questo caso, a differenza di Morrowind, il team di sviluppo è partito quasi da zero per lo sviluppo e la creazione di Summerset visto che prima di oggi la patria degli elfi alti è stata “rappresentata” unicamente in The Elder Scrolls Arena, titolo del 1994 per PC.

L’intero titolo riesce a convincere sia per le vicende trattate (anche se non neghiamo che dal lato narrativo si sarebbe potuto fare qualcosa in più) e sia per la durata complessiva che può persino superare le 30-35 ore per il completamento di ogni missione, alle quali bisogna aggiungere anche due nuovi dungeon ed il Cloudrest Mini Trial, ovvero una sfida per dodici giocatori con tre boss minori ed uno finale. Questo nonostante la minore enfasi posta su ciò che questo titolo è veramente, ovvero un MMORPG, e ce ne renderemo facilmente conto durante la quest principale che risulta essere, a nostro avviso, adatta ad un nuovo titolo The Elder Scrolls in single player. Ricordiamo infine che The Elder Scrolls Online, così come questa espansione Summerset, risulta essere totalmente in lingua inglese, per cui i meno avvezzi potranno trovare non poche difficoltà nel seguire la narrazione ed i vari dialoghi.

Eccoci a parlare di Mooncrash, prima ed inaspettata espansione per Prey, titolo prodotto da Bethesda che ha suscitato pareri contrastanti tra critica e pubblico.

Abbiamo avuto già modo di parlare di Prey più nello specifico nella nostra recensione completa, ci soffermeremo dunque a parlare soprattutto del nuovo DLC. In Mooncrash impersoneremo un operatore di una stazione orbitante attorno alla luna, il cui obiettivo è quello di raccogliere dati sugli avvenimenti della stazione lunare Pytheas attraverso delle simulazioni. In queste simulazioni potremo impersonare personaggi differenti e tutti specializzati in un determinato ambito (che si tratti di armi da fuoco, poteri Typhon e così via) e con parametri differenti. In tutte le simulazioni l’obiettivo sarà uno solo: ovvero fuggire dalla stazione lunare e, di conseguenza, dalla simulazione.

Per ogni fuga, diversamente pensata per ogniuno dei cinque personaggi, verremo ricompensati con un nuovo membro dell’equipaggio. L’obiettivo finale sarà quello di riuscire a fuggire con tutti i membri dell’equipaggio in un’unica sessione senza morire, tenendo in considerazione che tutto ciò che raccoglieremo con un singolo personaggio non sarà disponibile per i successivi.

In caso di disfatta, con un’altro membro dell’equipaggio sarà possibile proseguire dal punto in cui si è morti con l’alter-ego precedente, rendendo necessario il riavvio della simulazione per riuscire nel salvataggio dell’intero equipaggio. Ma non temete, in questo caso alcuni progressi come punti Sim (ottenibili compiendo numerose azioni in gioco come ad esempio trovare membri dell’equipaggio deceduti, fuggendo o completando le “taglie Kasma”) e progetti di assemblaggio trovati verranno conservati. La morte in Mooncrash è un elemento essenziale per proseguire, infatti ricominciando una nuova simulazione potremo spendere i punti Sim ottenuti per acquistare dell’equipaggiamento iniziale o dei chip tuta per il nostro personaggio così da agevolare il proseguimento.

Sostanzialmente il gameplay che è alla base di Prey resta invariato (abilità typhon, oggetti, armi, neuromod, nemici e così via), con alcune piccole differenze; innanzitutto la prima novità in cui ci imbatteremo saranno le “barriere typhon”, macchinari che generano campi di forza in alcune zone per bloccare i typhon (o noi nel caso in cui installeremo troppe abilità aliene) e che, eventualmente, possono marcare eventuali mimic presenti nel loro raggio di azione così da non essere colti alla sprovvista. Bisogna inoltre considerare la presenza dei cosiddetti traumi che fanno le veci degli stati alterati quali: sanguinamento, ossa rotte e trauma cranico, che dovranno essere curati tramite oggetti particolari o operatori medici.

Altro elemento importantissimo e caratterizzante di Mooncrash è il fatto che tutto sarà generato proceduralmente; non fraintendete, percorsi e vie di fuga saranno sostanzialmente invariati, ma ci saranno cambiamenti inattesi come aree incendiate, nemici, drop ed oggetti ritrovabili. Così facendo la base Pytheas offre sempre situazioni diverse tra loro così da rendere il gioco il più vario possibile.

Associato a questo elemento abbiamo il livello di corruzione della simulazione che varia da 0 a 5; sostanzialmente più a lungo resteremo nella simulazione e più pericolosa questa diventerà, sia per via dei Typhon che diventeranno sempre più numerosi e forti o fino a subire l’espulsione dalla simulazione per il raggiungimento della corruzione massima. Ragion per cui dovremo cercare di muoverci il più rapidamente possibile (anche se un modo per rallentare l’avanzare della corruzione c’è), valutando sempre quali azioni compiere e quali evitare.

Ritorniamo a parlare per l’ultima volta del grande titolo targato Warner Bros: “La Terra di Mezzo – L’ombra della guerra” per l’espansione conclusiva intitolata La desolazione di Mordor.

La seconda ed ultima espansione intitolata La desolazione di Mordor ci porterà ad impersonare un nuovo personaggio che già abbiamo avuto di conoscere durante l’avventura principale, ovvero Baranor, sergente dell’ormai caduta città di Minas Ithil. Nei suoi panni esploreremo un territorio totalmente nuovo ed esclusivo: le desertiche terre di Lithlad allo scopo di conquistare la cittadella di orchi che domina sull’intera regione. A tale scopo dovremo reclutare dei mercenari dalla compagnia dei “Figli Evanescenti” utilizzando monete ottenibili durante le varie missioni, attività, o recuperabili da cadaveri. A livello di storia, dunque, non ci sarà niente di particolarmente eccezionale o intrigante, sostanzialmente sarà sempre la solita conquista di una cittadella con un piccolo contorno di trama esclusiva e le dovute modifiche che saranno presenti nel gameplay (inclusa una nuova bestia selvatica) delle quali parleremo di seguito. Ovviamente Baranor non sarà dotato come nel caso di Talion o Elthariel di un anello del potere, di conseguenza questo sarà l’unico modo per ottenere una forza in grado di prendere d’assedio la cittadella; da ciò, però, deriva anche il fatto che questo nuovo protagonista non sarà dotato di nessun potere visto fino ad ora (dalla dominazione di orchi ai salti acrobatici).

Per colmare questo difetto gli sviluppatori hanno fatto in modo tale da dotare Baranor di un intero ed innovativo armamentario per migliorarne la mobilità e le possibilità in combattimento. Infatti riguardo alla mobilità riceveremo sin da subito (da una vecchia conoscenza per chi ha avuto modo di giocare al primo capitolo) un rampino ed un paracadute; mentre invece per quanto riguarda l’armamentario inizialmente non avremo tantissime novità (ad eccezione dello scudo e di una balestra rapida che andrà a sostituire l’arco), ma nelle varie aree di gioco potremo trovare dei particolari schemi per sbloccare nuove abilità uniche come la possibilità di utilizzare il rampino in combattimento, uno scudo “infuocato”, sbloccare nuovi dardi per la balestra e persino la possibilità di usare rampino e paracadute in maniera più “rapida ed efficiente” (in perfetto stile Just Cause!). Inoltre per ogni elemento dell’equipaggiamento (spada lunga, spada corta, balestra, scudo ed armatura) potremo ottenere dei potenziamenti soprattutto tramite l’eliminazione di capitani nemici e che una volta applicati saranno permanenti! Infine è importante dire che sempre per l’assenza dell’anello Baranor non sarà immortale, e pertanto nel caso in cui doveste morire durante l’avventura subirete una specie di “permadeath” andando a perdere i mercenari ottenuti ed alcuni progressi nel gioco, ma non quelli legati alla storia. Fortunatamente per riuscire ad evitare questo spiacevole epilogo sarà sufficiente ricordarsi di avere sempre con se delle pozioni di cura (visto che non sarà presente neanche una cura automatica) per ripristinare la salute.

Nel complesso, dunque, con La desolazione di Mordor il titolo cerca di introdurre alcune interessanti novità nell’ambito del gameplay così da aggiungere varietà anche se, ovviamente, la formula di base non cambia. Purtroppo però sul lato trama e longevità (circa 2-3 ore per riuscire a completare il tutto senza tralasciare particolari) si sarebbe potuto certamente fare di più riducendo quasi (e vorrei sottolineare questo quasi visto che comunque qualche innovazione c’è stata) il tutto ad un semplice “allungamento del brodo” anche se qualcuno potrebbe apprezzare il sistema di punteggio conferito a fine espansione e sfruttarlo come spunto per aumentarne la rigiocabilità e di conseguenza la longevità.

Ritorniamo ancora una volta nel mondo di Destiny 2 per parlare della sua seconda espansione: La Mente Bellica.

Dopo aver parlato di Destiny 2 e del suo primo DLC “La Maledizione di Osiride” ci ritroviamo ancora una volta a discutere di questo interessante sparatutto targato Bungie per l’uscita della seconda espansione intitolata La Mente Bellica. Come si intuisce dal titolo questa espansione parlerà di Rasputin, l’Intelligenza Artificiale incaricata di difendere il sistema solare.

Questa volta però Rasputin è in pericolo a causa del cosiddetto alveare glaciale che minaccia il suo nucleo su Marte (difatti La Mente Bellica è stata creata proprio su questo pianeta, nella struttura di Clovis Bray); anche questa volta non saremo soli, infatti, ad accompagnarci nella nostra avventura avremo un nuovo personaggio principale, ovvero Ana Bray (abbreviativo di Anastasia Bray) e che scopriremo essere parte della famiglia che ha costruito Rasputin.

Durante lo svolgersi della campagna principale dell’espansione (della durata complessiva di appena 2-3 ore circa per completare ogni missione) scopriremo che un’entità molto pericoloso brama la distruzione di Rasputin, trattandosi nientedimeno che di una vera e propria divinità dell’alveare. Nonostante tutto questo incipit davvero intrigante, però, la trama non riesce a decollare come dovrebbe, probabilmente per la durata complessiva o per la rapidità con cui si succedono gli eventi principali; fatto sta che, nonostante un finale “interessante”, questa espansione non riesce a colpire come dovrebbe, mentre a nostro avviso avrebbe potuto avere potenzialità più grandi, così come accaduto anche nel caso del precedente contenuto a pagamento.

Dobbiamo però anche dire che a livello di contenuti, ovviamente, l’espansione de La Mente Bellica non si limita al solo nuovo pianeta esplorabile (sicuramente più vasto rispetto a quello del precedente contenuto) ed alle nuove missioni, ma aggiunge anche nuovo equipaggiamento esclusivo tra armi, armature e navi, oltre che due nuovi eventi pubblici; di questo uno rappresenta una novità assoluta in Destiny 2 che va a ricalcare le orme di alcuni eventi ad orde del primo capitolo e sarà anche caratterizzato da ricompense uniche.

Si chiama Protocollo di Intensificazione e in sostanza sarà strutturato su sette livelli, ciascuno dei quali diviso in quattro ondate ed in caso di fallimento si dovrà ricominciare da quello precedente e potranno partecipare tutti i giocatori presenti in pattuglia al momento dell’inizio dell’evento. Infine, questa espansione aggiungerà un nuovo Raid intitolato Pinnacolo Siderale, il quale ci porterà sulla cima del Leviatano per permetterci di affrontare nuove sfide (sarà suddiviso in tre parti) di difficoltà generale più ardua rispetto a quelle riscontrate nei precedenti e che nel complesso ci ha particolarmente convinti.

Ancora una volta Call Of Duty WWII si espande e, con The War Machine vengono introdotte tre nuove mappe multigiocatore, una nuova operazione ed una nuova mappa zombie.

Ancora una volta torniamo a parlare di Call Of Duty WWII avendo già trattato il gioco principale e la sua prima espansione The Resistance; questa volta parliamo del secondo maxi contenuto aggiuntivo intitolato The War Machine.

Questo nuovo DLC aggiunge alla modalità multigiocatore tre nuove mappe intitolate Dunkirk, Egitto e V2, assieme ad una nuova operazione per la modalità guerra intitolata Operazione Husky e l’immancabile mappa extra per la modalità zombie chiamata Il Trono D’ombra. Di seguito procederemo nell’analizzare ciascuna di queste nel dettaglio cercando di descriverne punti di forza e punti deboli.

Dunkirk

Ambientata nella città francese di Dunkirk, lungo la sua area di costa, questa mappa sviluppata principalmente in lunghezza presenta su un fianco una porzione di spiaggia abbastanza scoperta (la fanno da padrone solo alcuni veicoli ed una barca arenata, oltre che un piccolo edificio ad un polo), mentre sull’altra troviamo diverse stradine che si sviluppano dietro a due edifici costruiti su due piani e che si fronteggiano nella parte centrale della mappa.

In generale troviamo che Dunkirk sia una location di gioco sicuramente molto ispirata ma dedita un po’ più al combattimento a distanza che a quello ravvicinato dato che i due team riescono a creare delle vere e proprie linee di confine difficilmente oltrepassabili; in questo modo si riduce pressoché a zero la possibilità di infiltrarsi dietro le linee nemiche e ci si trova a poter avanzare quasi solamente in gruppo.

Egypt

Per la prima volta WWII ci porta nel Nord Africa, infatti questa nuova mappa ci permetterà di combattere esattamente ai piedi alle piramidi di Giza, in prossimità della Grande Sfinge. Riteniamo che questa possa essere considerata una delle migliori mappe create per questo gioco per via della sua intricatezza e level design, con numerose strade e nascondigli ed un ottimo sviluppo su due livelli che permette una grande interazione tra piano sopraelevato e piano terra.

Sostanzialmente questa area rettangolare presenta un solo fianco ampio e carente di coperture (per la gioia dei cecchini) ed un grande tempio centrale circondato da numerose aree ricolme di coperture e strade. Considerata nel suo insieme Egypt risulta essere estremamente versatile per ogni tipo di combattimento ed approccio, lasciando ad ogni tipo di giocatore la possibilità di giocare secondo il proprio stile.

V2

Ancora una volta torniamo in Germania, questa volta però in una zona rurale dove è stato costruito un sito missilistico di ricerca. Questa piccola mappa quadrata si sviluppa attorno ad una torre di lancio per missili situata centralmente e che rappresenta l’unico punto costruito su più livelli, ben tre per l’esattezza, di cui uno inferiore che serve principalmente a collegare le porzioni laterali dell’area, e i restanti due utilizzabili per colpire dall’alto gli ignari avversari. Per le sue dimensioni questa location risulta essere principalmente dedita a scontri rapidi e ravvicinati.

Operazione Husky

La nuova mappa per la modalità guerra introdotta con The War Machine ed intitolata Operazione Husky ci porterà in Italia, durante l’assalto da parte degli alleati alla macchina nazista. Innanzitutto il compito degli attaccanti sarà quello di recuperare dei dati relativi ad alcuni bersagli strategici a Palermo e Napoli da colpire con i bombardieri come in un classico cattura la bandiera.

Dopodiché si passerà a conquistare una stazione radio allo scopo di comunicare ai bombardieri dove colpire ed infine ci sarà una sezione di volo a bordo di caccia (con visuale in “terza persona”) dove lo scopo delle due squadre sarà quello di distruggere 25 aerei nemici per primi. Nel complesso un’operazione che riprende diverse meccaniche da altre modalità multiplayer ma introduce l’interessante possibilità di eseguire uno scontro aereo.

Il Trono D’ombra

Con The War Machine questa volta l’inseguimento di Straub da parte dei nostri nuovi eroi li porterà nel cuore di Berlino, messo a ferro e fuoco dalla guerra, dove il folle dottore ha in mente di scatenare l’esercito di non morti per spazzare via le forze d’assalto degli Alleati. La location tedesca risulta essere a nostro avviso tra le migliori riuscite fino ad ora a livello estetico e di atmosfera, con ambientazioni oscure e lugubri in un ottimo stile horror.

Non mancheranno come di consueto una nuova arma ammazza-zombie, nuovi inquietanti orrori non morti da uccidere ed un complesso ed intricato easter egg che abbiamo particolarmente apprezzato per avanzare in questa parte di storia.

Abbiamo avuto modo di provare “Dragon Bones”: l’ultima espansione rilasciata da Bethesda per “The Elder Scrolls Online”. Con questo nuovo contenuto (che arriva assieme all’Update n.17) la casa statunitense rende ancora più entusiasmante il viaggio attraverso Tamriel.

Con “Dragon Bones” Bethesda ci offre la possibilità di affrontare una nuova entusiasmante avventura: questo DLC, infatti, ci permetterà di affrontare due nuovi Dungeons; nel tentativo di evitare che oscure macchinazioni riportino in vita il terribile Thurvokun, il temibile dragone. Come i precedenti contenuti scaricabili per il MMORPG di The Elder Scrolls, anche in questo caso alle nuove zone esplorabili si aggiungeranno equipaggiamento e Motif dedicati, con armi e protezioni in sintonia con le ambientazioni; a questo vanno aggiunti nuovi Achievement e nuove sfide. Il tutto in grado di garantirci un discreto numero di ore di gioco.

Ma ora vediamo cosa ci attende in The Elder Scrolls “Dragon Bones”

  • Scalecaller Peak

In questo primo, inedito, dungeon ci troveremo a scalare una delle montagne più alte di Tamriel sulle tracce di Zaan the Scalecaller, accolita e prescelta del malvagio Dragon Lord Thurvokun; la nostra caccia ci porterà attraverso valichi ed enormi caverne, dovendo affrontare orde di mostri e di seguaci di Zaan, in una serie incredibile di combattimenti che terranno incollato allo schermo anche il più smaliziato dei giocatori. Saremo costretti a rapide schivate e veloci affondi per evitare che le numerosissime minion presenti sul nostro cammino ci distruggano. Il tutto per giungere, infine, sulla cima della montagna ed affrontare Zaan in combattimento, ottenendo così la Renegade Dragon Priest Mask; questo elemento di equipaggiamento leggendario vi garantirà numerosi bonus, così come faceva con il suo precedente possessore.

  • Fang Lair

Questo il secondo dungeon introdotto da “Dragon Bones” dove, accompagnati dai nostri amici (o dai nostri bot alleati), ci dovremo avventurare, tra rovine naniche e dozzine di esagitati cultisti, per dare la caccia ad Orryn il Nero. Mago che, abusando delle sue arti negromantiche, sta cercando di far risorgere il buon vecchio Thurvokun; così da poterlo sguinzagliare su una Tamriel già prostrata dalla costante guerra civile. Come sempre i nostri eroi arriveranno a giochi già fatti e, dopo aver dato una sonora lezione all’incauto negromante, non potranno fare altro che distruggere (nuovamente) lo scheletrico Dragon Lord; dandogli così il tanto ambito eterno (?) riposo.

Queste dunque le perle contenute in “The Elder Scrolls Online: Dragon Bones”; contenuti che, al costo di 12,99 Euro, sarà possibile aggiungere ad un MMORPG che, pur essendo approdato sugli scaffali ormai qualche anno fa, non ha ancora smesso di stupire, regalando a tutti gli appassionati del famoso brand made by Bethesda un’epica avventura in un continente in guerra, attraverso le iconiche ambientazioni della serie. L’aggiunta dell’Update n.17 permette altresì di correggere alcuni bug ed introdurre ancora più possibilità di personalizzazione dei propri avatar, oltre ad introdurre la feature che rende la vostra abitazione il luogo ove depositare tutti gli oggetti in eccesso.

VI ricordiamo che “The Elder Scrolls Online: Dragon Bones” è disponibile su tutte le piattaforme al prezzo di 12,99 Euro per coloro che non siano già in possesso di un season pass; season pass che diviene ancora pi importante in vista della prossima espansione di TESO che, annunciata per l’anno corrente, dovrebbe darci la possibilità di esplorare Sommerset, la patria degli alti Elfi e dell’Aldmeri Dominion.