Bethesda torna alla carica con una IP totalmente inedita che in molti aspettavano ormai da tempo, parliamo ovviamente del nuovo Starfield, pubblicato il 6 Settembre per PC ed Xbox Series X/S! Il team di sviluppo è a dir poco celebre nel campo della creazione di titoli open world, ma questa volta più che di “open world” potremmo parlare di “open universe” avendo a disposizione un vero e proprio universo da esplorare. Parliamo infatti di oltre mille pianeti e di un quantitativo smodato di contenuti, pertanto entriamo subito nel vivo di questa recensione, dato che c’è davvero tanto di cui parlare!


Trama 

La trama principale di Starfield avrà inizio con un incipit abbastanza interessante: entreremo infatti sin da subito in contatto con uno strano materiale che ci provocherà visioni e svenimento. Da questo momento per una serie di eventi faremo la conoscenza di Constellation, una sorta di organizzazione dedita alla scoperta dei misteri dell’universo. Scopriremo così che quello da noi trovato è un manufatto dalla natura sconosciuta in grado di interagire con altri oggetti simili  già in possesso del gruppo. Con loro avrà quindi inizio la ricerca di altri manufatti simili per scoprire il mistero che questi celano. Conosceremo così progressivamente i nostri quattro compagni principali: Barret, Sara, Andreja e Sam, tutti ben costruiti e rappresentati; non mancheranno ovviamente altri personaggi più o meno importanti, ma da sottolineare che abbiamo apprezzato particolarmente la caratterizzazione di tutti.

Volendo evitare qualsiasi tipo di spoiler possiamo semplicemente dirvi che, seppur costituita da una partenza un po’ lenta, una volta preso il via la questline principale saprà catturare fortemente la vostra attenzione e la vostra curiosità. In questo caso specifico vorremmo evitare di soffermarci troppo sulla campagna principale anche per un’altra ragione: nonostante sia presente una serie di “missioni principali” non ci sentiamo esattamente di dire che l’aggettivo “principale” sia calzante. Queste missioni, infatti, come vedremo più nel dettaglio successivamente, non sono che la punta di un iceberg davvero immenso, con un quantitativo di missioni “secondarie” davvero esagerato. Certo, le principali sono assolutamente meglio curate e complessivamente più interessanti delle altre, però, tra alti e bassi, anche molte secondarie sapranno catturare la vostra attenzione e distrarvi al punto da farvi dimenticare cosa sia “principale” e cosa “secondario”.

Starfield


Gameplay

Cominciamo innanzitutto a parlare degli elementi fondamentali del gameplay si Starfield per poi scendere più nel dettaglio (perché c’è davvero tanto da dire). Parliamo di uno gioco di ruolo creato in pieno stile Bethesda, portando però il tutto a livelli a dir poco estremi. Per cominciare ci troveremo di fronte ad un sistema di gestione del nostro personaggio estremamente approfondita. Sarà infatti possibile deciderne non soltanto il background (che definirà le nostre abilità di partenza), ma anche specifici tratti in grado fornirci alcuni bonus davvero unici. Potremo infatti decidere di ottenere alcuni bonus dalle fazioni presenti in gioco, ottenere salute extra in cambio di una minore efficacia delle cure o consumo ridotto di ossigeno (la nostra stamina) se in presenza di compagni. Tra questi troviamo anche una piccola chicca che i fan (o forse dovremmo dire “super fan”) di Oblivion vorranno assolutamente a tutti i costi…. Infine importante ricordare che background e tratti andranno anche ad aggiungere alcune linee di dialogo specifiche con alcuni personaggi. 

Avremo poi un albero delle abilità di dimensioni davvero importanti (con un totale di ben 82 skill) e suddiviso in cinque categorie principali: Fisico, Sociale, Combattimento, Scienza e Tecnologia. Ogni categoria avrà più “livelli”, per cui per accedere alle abilità più potenti dovremo prima investire un certo numero di punti abilità nei livelli “inferiori”. In aggiunta ogni singola abilità potrà essere potenziata; ciascuna sarà infatti suddivisa in quattro gradi e, per accedere ai successivi oltre ad avere bisogno di un punto abilità da investirvi dovremo prima completare una specifica sfida. Per questa ragione non potremo, ad esempio, potenziare un’abilità al massimo avendo semplicemente quattro punti abilità ma dovremo invece completare un certo numero di persuasioni, uccidere un determinato numero di nemici con una specifica tipologia di arma, oppure ancora scassinare un certo numero di serrature. Piccola nota di plauso a parte agli sviluppatori per aver creato un sistema di scassinamento davvero molto divertente e complesso.

Starfield

Non possiamo ora esimerci dal parlare di un elemento fondamentale come il combattimento di Starfield che si basa, per la maggior parte, sugli scontri a fuoco che risultano essere complessivamente ben fatti. Le armi regalano infatti tutte un ottimo feedback e, a discapito di quanto sostenuto da molti, non abbiamo notato da parte dei nemici un’eccessiva resistenza al punto da renderli “spugne per proiettili”, eccezion fatta per quelli protetti da scudo. È inoltre possibile, per i fan sfegatati del corpo a corpo, dedicarsi al combattimento all’arma bianca anche se, a nostro avviso, non regala le stesse emozioni (anche perché parliamo di un combattimento molto semplificato in stile Skyrim).

Ogni singola arma sarà poi caratterizzata da un certo grado di rarità (dal comune al leggendario) in base alla sua efficacia in combattimento, ed eventualmente ad effetti speciali in suo possesso. Sarà poi possibile costruire (sbloccando la relativa abilità) delle utili mod e accessori per migliorarle ulteriormente e personalizzarle. Quanto detto fino ad ora risulta altresì valido per il vestiario da indossare che è suddiviso in tuta spaziale (con casco, tuta e zaino) e abiti veri e propri. Mod e tanto altro, equipaggiamento incluso, possono poi essere costruite direttamente da noi tramite un pratico sistema di crafting con vari banchi da lavoro. Tale sistema sarà poi essenziale per chi vorrà cimentarsi nella costruzione di veri e propri avamposti sui vari pianeti dove sarà possibile gestire davvero di tutto (in stile Fallout 4 per intenderci).

Starfield

Il combattimento in Starfield non si limiterà però alle sole fasi di movimento a piedi, ma si estenderà anche a scontri tra navicelle in spazio aperto e nell’orbita dei pianeti. Qui avremo una gestione delle battaglie molto competa, e se vogliamo anche un po’ complessa. Avremo infatti a nostra completa disposizione il controllo di ogni singolo sistema della nave e quanta energia fornire a ciascuna componente; potremo così, in base alla circostanza, indirizzare tutta l’energia ai motori per spostarci più rapidamente, piuttosto che dedicarci a rafforzare gli scudi o i danni inflitti dalle nostre armi. Sbloccando la relativa abilità potremo anche ottenere la possibilità di bersagliare specifiche componenti delle navi nemiche, prime tra tutte i loro motori così da bloccarne il movimento (e magari passare all’abbordaggio). 

La nostra fedele navicella potrà poi essere personalizzata in quasi ogni aspetto, così da modificarne l’apparenza in maniera radicale tramite un comodo sistema di editing. Spesso e volentieri però risulterà ben più efficiente la ricerca di una nuova navicella da prendere (in maniera più o meno lecita); questo tenendo anche in considerazione il fatto che saranno presenti diverse navicelle uniche con caratteristiche ben più potenti di altre. Tutto sta dunque a voi: preferite prendere il controllo della nave della Mantide, oppure creare una copia perfetta di una star destroyer imperiale o della navicella di futurama? Sempre a proposito di personalizzazione potrete davvero decidere ogni aspetto della vostra nuova vita spaziale, da quale casa acquistare a quale dei quattro companion far innamorare di voi.

Starfield

Passiamo adesso invece a quella che è con tutta probabilità la parte più importante di Starfield, ovvero l’esplorazione dello spazio e dei pianeti. Prima dovuta premessa è che lo spostamento dall’uno all’altro sarà sostanzialmente caratterizzata da un semplice caricamento (niente spostamento libero, dunque, come in No Man’s Sky). Agli inizi, inoltre, quando non avrete ancora ben chiara la meccanica di spostamento, potreste anche finire imbrigliati in sequenze di 5-6 caricamenti (ma una volta capito il sistema potreste ridurlo anche a 2-3). Tutto sommato questi non risultano essere particolarmente pesanti, ma da qui capiamo il perché uno dei requisiti per PC è l’SSD. 

Detto questo avremo uno o più punti di atterraggio su ciascun pianeta (alcuni potrebbero dover essere prima scoperti in qualche modo), e su ciascuno molteplici punti di interesse da esplorare liberamente. Tra città, avamposti di nemici, grotte e così via finiremo molto spesso per imbatterci in nuove missioni, nemici da affrontare o aree da esplorare alla ricerca di nuovo e più potente equipaggiamento. Unica pecca in tutto ciò è che spesso e volentieri questi punti di interesse saranno separati da centinaia di metri e purtroppo non avremo nulla ad aiutarci a colmare le distanze. In questo viene parzialmente in nostro soccorso la meccanica di raccolta risorse (principalmente minerali) o quella di scansionare flora e fauna locale (con un dovuto paragone fatto a No Man’s Sky, ma in scala molto ridotta), però un mezzo di trasporto non avrebbe guastato.


Longevità

Per la prima volta non sappiamo assolutamente come gestire questa componente del gioco. Volendo definire la durata della sola campagna principale  di Starfield, questa potrebbe essere completata in poco più di 20 ore, ma ovviamente questa non è altro che una microscopica parte di un titolo a dir poco immenso. Considerato lo smodato numero di mondi presenti nel gioco e il fatto che dedicandovi all’esplorazione o al completare le missioni secondarie che vi si pareranno d’innanzi potreste tranquillamente finire per perdervi su un singolo pianeta anche per decine di ore (con alcuni pianeti più ricchi di contenuti ed altri meno), possiamo dire senza esitazione che questo è un titolo a dir poco infinito. L’unico limite per Starfield sarà quindi quanto tempo deciderete di impiegarvi voi stessi (e vi ricordiamo che in tutto questo non abbiamo neanche nominato le possibilità future di aggiunte per mod, che già solo in Skyrim sono riuscite a dare vita ad aree e missioni memorabili).


Comparto Tecnico

Abbiamo avuto modo di provare Starfield su PC giocandolo in 2K a dettagli medio/alti e non possiamo che sentirci soddisfatti  del lavoro svolto dallo studio di sviluppo. Qualitativamente ci troveremo di fronte a texture di ottimo livello e modelli dei personaggi a dir poco eccellenti (ma non aspettatevi nulla di sconvolgente dalle animazioni facciali). Molto interessante poi il lavoro svolto sotto il punto di vista artistico su ogni livello, dalle ambientazioni (con pianeti e città ben diversificati e strutturati, così come qualche piccola chicca che meriterebbe menzioni a parte), alle creature aliene in particolare. Complessivamente buono anche il livello di ottimizzazione e fluidità con pochissime zone (principalmente città) che appesantiscono il gioco, anche se non si tratta di niente di eccessivo.

Eccellente anche il lavoro svolto su tutto il lato audio, dalle musiche ai doppiaggi (in lingua inglese). La parte migliore è che questa qualità non verrà mai meno e non ci saranno dislivelli qualitativi particolarmente evidenti. Qualche nota meritano infine i bug presenti nel gioco; è pressoché impossibile non imbattersi in bug o altri problemi tecnici in un titolo di questo calibro. Fortunatamente però, almeno nel nostro caso, non siamo incappati in nulla di particolarmente grave se non al più qualche piccolo problema con l’IA di alleati e nemici o qualche errore nell’avanzamento di alcune missioni di scarso rilievo (ma comunque nulla che un bel caricamento non sia  in grado di correggere). Quindi nulla di preoccupante nel complesso, al più riuscirete a farvi qualche sana risata!


Starfield è a tutti gli effetti l’Opera Magna di Bethesda sotto tutti i punti di vista, abbiamo un gioco di ruolo che potremmo definire quasi un simulatore di vita spaziale con l’esplorazione tipica di casa Bethesda ma ingigantita esponenzialmente con mille pianeti esplorabili. Il titolo non presenta grossi difetti se non qualche piccolo problema legato a bug e simili (ma fortunatamente nulla di grave) o alcune piccole pecche, ma in questo caso si dovrebbe parlare più di “quality of life”, primo tra tutti l’assenza di un mezzo di trasporto. Per il resto potremmo definire il titolo molto prossimo alla perfezione sotto tutti i punti di vista, dalla trama (o meglio ancora trame) coinvolgente ad un gameplay vario e divertente, fino ad una longevità a dir poco infinita e un eccellente comparto tecnico. Tutti i fan dei mondi Bethesda, o più in generale tutti gli amanti del fantascientifico e delle esplorazioni spaziali, finiranno davvero per perdersi tra le stelle in Starfield!

Dopo ben 9 anni dal suo debutto originale torniamo ancora una volta a parlarvi del longevo titolo MMORPG di casa Zenimax e Bethesda grazie all’uscita della nuova espansione di The Elder Scrolls Online: Necrom. Il nuovo contenuto è stato pubblicato il 5 Giugno per PC e il 20 Giugno per PS4/PS5, Xbox One e Series X/S. Preparatevi a scoprire le profondità della conoscenza ed entrare nel vivo di uno scontro tra signori daedrici, eccovi la nostra recensione di Necrom!

Lotta tra principi

Necrom porterà il nostro personaggio nel vivo di una “guerra interna” tra principi daedrici; ci ritroveremo infatti ben presto coinvolti in un complotto messo in piedi da Peryite e Vaermina (Signore delle pestilenze e Signora degli incubi) ai danni di Hermaeus Mora (il principe daedrico della conoscenza). Saremo infatti contattati proprio da quest’ultimo e da un suo agente, l’elfa di nome Leramil, i quali ci chiederanno aiuto per sventare il tutto, dato che le conseguenze potrebbero essere disastrose per l’intera realtà che ci circonda. Avremo così modo di esplorare ben due nuove regioni di Tamriel (anche se per la seconda non si può parlare proprio di “regione”), ovvero la penisola di Telvanni con la sua capitale Necrom e soprattutto il regno di Apocrypha. 

La nuova regione governata dai Telvanni non brilla particolarmente in termini di unicità estetica (essendo comunque fondamentalmente parte di Morrowind, con cui condivide molto), però riesce comunque a mettere in piedi una realtà assolutamente affascinante. Storicamente parliamo infatti di un luogo di estrema importanza per gli elfi scuri essendo Necrom il luogo in cui essi venerano i defunti, oltre ad essere secondo loro il luogo di incontro tra piano mortale e spirituale. Il vero fiore all’occhiello dell’espansione è però l’altro territorio esplorabile: ovvero il regno daedrico di Apocrypha. Quest’ultimo è il luogo in cui risiede tutta la conoscenza accumulata dal principe Mora, con gigantesche cataste di libri disseminate ovunque e territori che rappresentano appieno l’essenza dell’Oblivion.

È proprio in questa zona che si svolgerà la maggior parte della nuova campagna del gioco (e per fortuna oseremmo dire!). Qui avremo dunque modo di affrontare una trama interessante come non si vedeva da un po’ su The Elder Scrolls Online, e a nostro avviso tra le migliori proposte dalle varie espansioni. Sia la storia in sé che i nuovi personaggi introdotti sapranno infatti farsi apprezzare non poco sotto diversi aspetti, e soprattutto catturare l’attenzione del giocatore dall’inizio alla fine. Indubbiamente però prendono parte al successo complessivo di Necrom anche le nuove ambientazioni proposte (dallo stile stupendo) e la grande varietà di nuovi nemici che potremo affrontare (soprattutto nel regno daedrico).

Necrom

Sapere è potere 

L’altra eccezionale aggiunta al mondo di The Elder Scrolls Online con Necrom è l’inedita classe dell’Arcanista, una nuova tipologia di personaggio che fa della conoscenza la sua arma più potente. Si tratta infatti di una classe in grado di trarre potere direttamente dal regno di Apocrypha e da Hermaeus Mora che ci ha convinti sotto diversi punti di vista. Innanzitutto si tratta di una delle classi più appariscenti (e probabilmente tra le più curate in termini di animazioni) all’interno del gioco, con la creazione di rune, la capacità di attingere al potere di antichi tomi e di invocare il potere direttamente da Apocrypha, ma ovviamente non è tutto qui. L’Arcanista presenta infatti anche una meccanica unica di gameplay, ovvero l’uso delle cosiddette Crux; si tratta di elementi che vengono generati dall’uso di determinate abilità e che possono essere conservate fino ad un massimo di tre. In base alle Crux in nostro possesso potremo poi consumarle utilizzando altre abilità e potenziandone i loro effetti.

Si tratta di un qualcosa che potrebbe apparire alquanto semplice ma che in termini di gameplay, e soprattutto di rotazione a livello di abilità, aggiunge non poco. Saper gestire le crux e l’ordine delle abilità da usare sarà infatti fondamentale per questa classe per massimizzarne gli effetti, a prescindere se decideremo di dedicarci al “Herald of Tome” (dps), “Apocryphal Soldier” (tank) o “Curative Runeforms” (healer). In generale si tratta poi, oggettivamente, di una delle classi più forti all’interno del gioco, cosa che potrebbe portare in molti a provarne le capacità creando un nuovo personaggio (cosa che vi assicuriamo porterà una ventata di aria fresca nel gameplay). Di contro però trattandosi di una vera e propria classe, e non di uno skill tree introdotto con questa espansione, l’unico modo per provarla sarà proprio quello di creare un nuovo personaggio da zero, un peccato per gli utenti non intenzionati a farlo.

Necrom

Le novità non finiscono qui

Come già detto in precedenza Necrom aggiunge due nuovi territori esplorabili, e con essi un gran numero di nuovi contenuti da affrontare, con dungeon, delves, set di equipaggiamento, missioni secondarie e così via. In aggiunta però troviamo anche due nuovi companion che potremo reclutare per accompagnarci nel corso delle nostre avventure; potremo infatti fare la conoscenza di Sharp-as-night, un argoniano di classe warden con un leggero problema di amnesia, e Alexander, un carismatico redguard specializzato proprio nella nuova classe dell’arcanista.

L’ultima importante novità introdotta da questa espansione è il nuovo Trial da 12 giocatori chiamato Sanity’s Edge. Si tratta di uno dei trial, a nostro avviso, concettualmente più affascinanti del gioco soprattutto a livello di location; ci troveremo infatti nel sogno (o sarebbe meglio definirlo incubo) di un mago vittima dei poteri di Vaermina e sarà nostro compito salvarlo. Avremo modo di affrontare tre complesse bossfight caratterizzate da interessanti meccaniche uniche, ma nel complesso nulla di particolarmente sorprendente, con una difficoltà complessiva che definiremmo media per gli standard del gioco. Questa nuova prova sarà inoltre caratterizzata da nuovi set dedicati, tra cui spiccano in termini di qualità per le build quelli da healer e da tank.


Redfall è la nuova esclusiva Microsoft sviluppata da Arkane Studios e pubblicata da Bethesda su Xbox Series X/S e PC il 2 Maggio 2023. Questa nuova IP ci porterà su un’isola dominata da vampiri, dove i pochi superstiti lottano ogni giorno per la loro sopravvivenza. Quale sarà il risultato di questo mondo totalmente nuovo nato dai creatori di grandi successi come Prey e Dishonored

Trama 

Redfall ha inizio ponendoci di fronte alla scelta del personaggio da impersonare, con un totale di quattro protagonisti, ciascuno caratterizzato da uno specifico stile di gioco. Una volta fatta la nostra scelta ci risveglieremo dopo un tentativo fallito di abbandonare l’isola di Redfall, in Massachusetts, un tempo sede di un’allegria cittadina. Qui si è infatti riversata una vera e propria calamità, con vampiri assetati di sangue che hanno preso il controllo dell’intero territorio, e dove non sono arrivati loro sono giunti altri umani che hanno deciso di cacciare i loro simili pur di aver salva la vita. Le creature della notte hanno poi oscurato il sole e persino “prosciugato” i mari che circondano l’isola pur di prevenire qualsiasi tentativo di fuga e isolarla dal resto del mondo.

Al nostro risveglio non sapremo granché delle vicende che hanno portato alla situazione attuale, se non alcuni piccoli indizi fornitici dal filmato introduttivo, ma progressivamente riusciremo a svelare pian piano cosa c’è dietro a tutto questo. Inizialmente, inoltre, entreremo in contatto con una vampira assai particolare sia esteticamente che dal punto di vista del suo nome: Sole Nero. A questo punto il nostro obiettivo principale sarà cercare altri superstiti, che troveremo in una centrale dei pompieri (che farà anche da nostro hub centrale) e soprattutto cercare di sventare la minaccia dei succhiasangue. Da qui la storia si dipanerà attraverso una serie di missioni principali che potremmo dire essere divise in più rami contenenti varie attività da svolgere, e tra loro interconnesse. 

A queste vanno poi ad affiancarsi diverse missioni secondarie che potremo ricevere dai personaggi presenti nella stazione, direttamente all’esterno o in altri rifugi. Purtroppo complessivamente la trama non spicca da un punto di vista qualitativo, anche se comunque riesce ad intrattenere bene il giocatore grazie a diversi elementi ben celati dietro un alone di mistero. In più avremo diverse sottotrame ad accompagnare il tutto e soprattutto tanti dettagli a livello di lore disseminati in un gran numero di documenti da leggere.

Redfall

Gameplay 

Redfall è uno sparatutto in prima persona che pone molta enfasi sul looting di armi ed equipaggiamento. Alla base di tutto troviamo, come detto precedentemente, la scelta del personaggio da utilizzare; avremo infatti un totale di quattro protagonisti, ciascuno dotato di tre specifiche abilità di partenza. Da queste abilità principali, che compongono lo stile di gioco del personaggio (dal cecchino stealth fino a chi fa della telecinesi la sua arma principale) si dipanano poi dei rami di abilità che possono potenziare queste abilità così come altre passive. Per fare ciò sarà necessario salire di livello ottenendo punti esperienza nei modi classici che tutti conosciamo (sconfiggere nemici e completare missioni), e questo ci permetterà di accedere anche ad armi sempre più forti.

Ogni arma sarà infatti caratterizzata da un livello (che rispecchierà il nostro) e da un grado di rarità, dal bianco all’arancione, che insieme andranno a definire il danno e le statistiche di base (per il primo) ed alcuni bonus passivi più o meno forti (per il secondo). Gli strumenti di morte a nostra disposizione spaziano dalle più classiche pistole, fucili a pompa, da cecchino e via dicendo, fino ad arrivare ad oggetti più unici come sparapaletti e armi UV. I primi utilizzano qualsiasi tipo di oggetto appuntito per trapassare i nemici ed infliggere un danno particolarmente efficace contro i vampiri, mentre i secondi avranno in maniera analoga una particolare efficacia contro le creature della notte (potendole pietrificare), ma anche contro altro….. 

Redfall

Importante notare che, ad eccezione di queste due specifiche armi per vampiri e di alcune abilità dei personaggi, le armi convenzionali non saranno in grado di uccidere totalmente un vampiro. Azzerare la loro salute li farà infatti solo entrare in uno stato di vulnerabilità, e per dare loro il colpo di grazia dovremo affidarci al pratico paletto che montano alcune armi lunghe. Nella nostra dotazione equipaggiata (di tre armi) non potrà dunque mai mancare un’arma dotata di paletto. L’efficienza del nostro ammazzavampiri sarà definita, oltre che dalle armi a nostra disposizione, anche da altri elementi di equipaggiamento noti come reliquie vampiriche. Queste aggiungono diversi bonus passivi che potranno rendere il nostro personaggio davvero molto più forte.

Peculiare poi la scelta in Redfall di rendere disponibili, nella non eccessivamente grande mappa di gioco, oggetti da raccogliere di ogni tipo. Tra questi troviamo i più utili grimaldelli o kit di hackeraggio (per avere accesso a casse o aree chiuse), così come cibo e kit medici per curarci, ma soprattutto oggetti di ogni tipo e natura. Sarà infatti possibile raccogliere binocoli, carta igienica, disinfettanti e tanto tanto altro ancora, ed ogni oggetto raccolto ci darà un certo quantitativo di “rifornimenti” che fungono essenzialmente da valuta all’interno del gioco. Grazie a questi potremo così acquistare armi, munizioni o altri oggetti di utility presso rivenditori nei rifugi, e pertanto non potremo esimerci dal raccogliere ogni tipo di oggetto esplorando case ed edifici.

La mappa di gioco sarà inoltre disseminata di punti di interesse, utili soprattutto nella funzione di punti di spostamento rapido, così come rifugi. Ci sarà un rifugio per ciascun territorio in cui è suddivisa la mappa, e una volta liberato e ripristinati i suoi sistemi di difesa potremo accedervi. Da questo momento potremo accedere ad una serie di missioni secondarie dedicate non troppo lunghe, che culmineranno nella caccia ad un vampiro superiore che domina l’area e nella conseguente liberazione del territorio. Si tratta di un’idea molto interessante, ma avremmo preferito vedere più unicità in questi vampiri (un po’ come le diverse tipologie di succhiasangue esistenti, qualcuna in più non avrebbe guastato). Di tanto in tanto appariranno poi dei nidi di vampiri nel mondo di gioco, con un’area di influenza (in grado di potenziare i nemici) che crescerà tanto più li ignoreremo; sarà quindi necessario distruggerli quanto prima attraverso una missione dedicata, e visivamente molto ispirata, caratterizzata da modificatori casuali che definiscono le capacità dei nemici presenti.

Redfall

Longevità

Complessivamente Redfall presenta una durata discreta con un totale di circa 8-10 ore necessarie per completare la trama principale. A queste bisogna poi aggiungere le varie missioni secondarie ed altre attività di questo tipo (come ad esempio la liberazione dei vari territori, o l’eliminazione dei nidi), così come l’esplorazione alla ricerca di equipaggiamento e armi sempre più rare e potenti. Importante poi anche la possibilità di giocare il titolo in cooperativa online tra un massimo di quattro giocatori, anche se le missioni principali non sono ripetibili e soprattutto i progressi nella storia non sono condivisi tra tutti i giocatori. Di fatto soltanto l’ho at della partita manterrà i progressi fatti nelle missioni, mentre gli altri manterranno solo i dati relativi ai loro personaggi (livello, armi e così via).

Redfall

Comparto Tecnico

È qui che purtroppo Redfall trova il suo più grande punto debole quasi sotto tutti i punti di vista. L’unico a salvarsi è probabilmente il sonoro grazie a buoni effetti e doppiaggi, il resto ha purtroppo (e non ci stancheremo mai di ripetere i “purtroppo” su questa parte) poco di salvabile. Innanzitutto il gioco è molto instabile su PC per stuttering e da un punto di vista degli fps, con cali abbastanza importanti spostandosi nella mappa di gioco (più in specifiche aree di gioco) e in situazioni più concitate, mentre su Xbox la situazione è forse anche peggiore non essendoci attualmente il supporto ai 60 fps ma solo ai 30. Non riusciamo purtroppo a spiegarci il motivo di questo soprattutto considerando che, anche se si tratta di un titolo sviluppato interamente per la nuova generazione, graficamente non è nulla di eccezionale. 

Per paragone, il recente (anche se ormai parliamo di un anno e mezzo fa) Deathloop, titolo prodotto dagli stessi sviluppatori, riusciva a comportarsi molto meglio sotto tutti i punti di vista, sia graficamente che a livello di stabilità. Questo è un vero peccato dato l’interessante stile grafico tipico di Arkane che in questo caso riesce a dare vita ad ambientazioni e creature degne di nota che non vengono però valorizzate dal resto della grafica. Altro problema abbastanza importante è dato dalle IA che oseremmo definire a dir poco basilari, apparentemente persino incapaci di rendersi conto del pericolo alla morte di un compagno accanto a loro. Ultimo non mancano alcuni problemi di bug e glitch principalmente legati a nemici che possono compenetrare in diverse superfici o che finiscono per bloccarsi spesso nel loro tragitto, oppure ancora, ad esempio danni ad area (come aree infiammate) in grado di colpire anche attraverso le pareti.

Un nuovo anno ha avuto inizio, e con esso l’annuncio della nuova esperienza annuale dedicata a The Elder Scrolls Online; parliamo infatti di Shadow over Morrowind che inizia ora ufficialmente grazie al suo primo DLC intitolato Scribes of Fate. Questo nuovo contenuto per il vastissimo MMORPG di Zenimax è stato pubblicato il 13 marzo 2023 su PC e sarà disponibile a partire dal 28 Marzo anche su PlayStation 4/5 ed Xbox One e Series X/S. Come per tutti i DLC di TESO anche questo introduce due nuovi Dungeon al titolo così come nuove sfide, nuovi boss da sconfiggere e soprattutto set di oggetti aggiuntivi per tutte le classi. Passiamo ora a descrivere nel dettaglio tutte queste aggiunte partendo innanzitutto da Scrivener’s Hall.

Scrivener’s Hall

Scrivener’s Hall è il primo DLC di Scribes of Fate ed è situato in The Rift, dove una setta dedicata al principe daedrico della conoscenza Hemaeus Mora sta affrontando un pericoloso cambio ai vertici. Sul posto incontreremo infatti Keshargo, ormai ex leader della setta degli Scribes of Mora, che chiederà il nostro aiuto preoccupato dalle ideologie del nuovo capo Valinna che hanno tramutato la setta da gruppo di studiosi a violenti zeloti. Dovremo quindi aiutare il Khajit a riprendere i controllo sugli Scribes recuperando un antico manufatto chiamato Itinerant Staff e nel mentre combattere Valinna e i suoi seguaci più devoti su più piani dimensionali… Esteticamente questo nuovo dungeon di Scribes of Fate risulta essere molto interessante e soprattutto caratterizzato da una grande ed inaspettata varietà: tra le Deadlands e le sale di un culto devoto a Mora ci sarà molto da vedere!

Sono presenti un totale di tre bossfight, tutte caratterizzate da un buon grado di complessità (soprattutto le ultime due) oltre che ovviamente meccaniche uniche (tra cui spiccano delle pericolose AoE permanenti) che renderanno il tutto davvero molto complicato, soprattutto se lo affronteremo impreparati. Lo scontro più complesso sarà sicuramente quello finale, essendo presenti un gran numero di nemici secondari da sconfiggere e soprattutto diversi attacchi del boss in grado di eliminare i giocatori in un sol colpo. Sarà inoltre presente una meccanica unica del dungeon legata a degli Scamp specifici che, se uccisi, ci ricompenseranno con delle chiavi essenziali per aprire una porta all’inizio del livello in cui potremo trovare del loot aggiuntivo.

Scrivener’s Hall introduce, come di consueto, un totale di tre set aggiuntivi ed un Monster Set dedicato; abbiamo infatti:

Abyssal Brace (Pesante)

  • 2 Oggetti aggiuge 1096 Stamina massima
  • 3 Oggetti aggiunge 1096 Stamina massima
  • 4 Oggetti aggiuge 1206 Salute massima
  • 5 Oggetti aggiunge 1710 Salute massima, quando pari, tu e i membri del tuo gruppo entro 12 metri ottenete Minor Evasion, riducendo il danno subito da attacchi ad area del 10%.

Apocryphal Inspiration (Medio)

  • 2 Oggetti aggiuge 657 Critical Chance
  • 3 Oggetti aggiuge 129 recupero di Stamina
  • 4 Oggetti aggiuge 129 Weapon e Spell Damage
  • 5 Oggetti tu e i mebri del tuo gruppo entro 28 metri ottenete Major Fortitude, Major Intellect, e Major Endurance, aumentando il vostro recupero di Salute, Magicka e Stamina del 30%.

Runecarver’s Blaze (Leggero)

  • 2 Oggetti aggiuge 129 Weapon e Spell Damage
  • 3 Oggetti aggiuge 129 Weapon e Spell Damage
  • 4 Oggetti aggiuge 1487 Penetrazione Offensiva
  • 5 Oggetti i tuoi effetti di danno prolungati inflliggono un danno aggiuntivo di Fuoco di 209 ogni tre colpi. Questo danno scala sul tuo Weapon o Spell Damage.

Ozezan the Inferno (Monster)

  • 1 Oggetto aggiuge 129 recupero di Magicka
  • 2 Oggetti sovracurare te stesso o un alleato conferisce 4272 Aratura per 1.1 secondi; conferisce inoltre Minor Vitality per 1.1 secondi aumentando il recupero di salute ricevuta dell’8%.
scribes of fate

Bal Sunnar

Bal Sunnar è il secondo dungeon introdotto da Scribes of Fate, e questa volta ci ritroveremo a tornare a Stonefall, dove una qualche strana forza magica sembra aver attirato l’attento sguardo dell’Ordine Psijic. Avremo infatti modo di incontrare la Psijic Saresea, giunta sul posto per scoprire perché una città Telvanni nascosta tra le montagne da secoli si sta mettendo così “in evidenza” emanando grandi quantitativi di magia, nello specifico magia temporale! Ed è proprio così che, indagando su questa anomaia temporale, ci ritroveremo anche noi a viaggiare nel tempo per trovare la causa di tutto e fermarla il prima possibile. Anche se questo dungeon è caratterizzato da diversi elementi di scenario molto ben riconoscibili, come le tipiche montagne di Morrowind, riesce comunque a risultare il più particolare a nostro avviso (probabilmente proprio grazie a sapiente uso dell’espediente del “viaggio nel tempo”).

Lo stesso elemento riesce a dare grande valore e varietà anche ai nemici e soprattutto ai boss che potremo affrontare all’interno di Bal Sunnar. Avremo infatti anche qui un totale di tre bossfight principali, e tutte risulteranno essere particolarmente uniche ed interessanti da affrontare, principalmente grazie alle loro meccaniche esclusive, ma anche da un punto di vista meramente visivo. Non mancheranno poi alcuni segreti, che in questo caso potranno semplificare il vostro viaggio all’interno di Bal Sunnar: avremo infatti due diversi puzzle nascosti nella mappa e un boss secondario. Questi tre elementi conferiranno, al completamento di ciascuno, diversi buff alla vostra squadra, tra aumento salute e riduzione danni, aumento del recupero di Stamina e Magicka e aumento dei danni.

Anche in questo caso abbiamo un totale di tre set aggiuntivi ed un Monster set introdotti grazie al secondo dungeon di Scribes of Fate: Bal Sunnar; parliamo infatti di:

Telvanni Enforcer (Pesante)

  • 2 Oggetti aggiuge 1096 Stamina massima
  • 3 Oggetti aggiuge 1206 Salute massima
  • 4 Oggetti aggiuge 1096 Magicka massima
  • 5 Oggetti Quando pari aumenta il tuo recupero di Magicka di 369, quando non pari aumenta il tuo recupero di Stamina di 369.

Nix-Hound’s Howl (Medio)

  • 2 Oggetti aggiuge 129 Weapon e Spell Damage
  • 3 Oggetti aggiuge 129 Weapon e Spell Damage
  • 4 Oggetti aggiuge 129 Weapon e Spell Damage
  • 5 Oggetti completando un attacco pesante caricato applichi Major Cowardice al tuo bersaglio per 1 secondo per ogni 1000 Weapon Damage in tuo possesso, diminuendo il loro Weapon e Spell Damage di 430. In seguito ottieni Major Courage per la stessa durata, aumentando il tuo Weapon e Spell Damage di 430. Questo effetto può verificarsi una vota ogni 12 secondi.

Ritemaster’s Bond (Leggero)

  • 2 Oggetti aggiuge 129 recupero di Magicka
  • 3 Oggetti aggiuge il 4% di Salute curata
  • 4 Oggetti aggiuge 1096 Magicka massima
  • 5 Oggetti curare un alleato entro 12 metri con una cura diretta crea un colegamento di 15 metri che vi collega per 10 secondi. Questo effetto può verificarsi una vota ogni 15 secondi. Tu e gli alleati che entrano in contatto con il colegamento vengono curati per 981 Salute ogni secondo, scalando sulla statistica più alta tra la tua Magicka massima o Stamina massima. Se tu o un tuo alleato venite curati oltre la capienza massima ottenete Minor Heroism per 1.5 secondi.

Roksa the Warped (Monster)

  • 1 Oggetto aggiuge 70 recupero di Stamina, Magicka e Salute
  • 2 Oggetti per ogni secondo che ti trovi in combattimento ottieni una carica di Darklight, fino ad un massimo di 30 cariche. Ogni carica aumenta il tuo recupero di Stamina, Magicka e Salute di 8. Ogni secondo che ti trovi al di fuori dal combattimento perdi una carica di Darklight.
scribes of fate

Nel complesso con Scribes of Fate ci troviamo di fronte ad uno dei migliori DLC di The Elder Scrolls Online, con quasi nessun difetto e tantissimi pregi che spaziano dalla semplice varietà aggiuntiva portata dai nuovi set, fino a boss complessi e ben strutturati oltre che ambientazioni assolutamente degne di nota che preparano a quello che potremo vedere con l’arrivo di Necrom grazie al principe daedrico della conoscenza Hemaeus Mora. Non lasciatevi sfuggire questi nuovi dungeon acquistabili dal Crown Store per 1500 Crown o 4500 per la versione da collezione.

Chi sono i vampiri supremi? Da dove vengono? E perché terrorizzano la cittadina un tempo tranquilla di Redfall, Massachusetts? Scoprite questo e altro in un nuovo trailer inquietante dello sparatutto a mondo aperto basato sulla trama, sviluppato da Arkane Austin e in arrivo prossimamente.
 
Guardate qui di seguito il nuovo trailer di Redfall incentrato sulla storia:

In questo trailer incentrato sulla storia, facciamo un tuffo nell’oscuro passato della Aevum per scoprire i sinistri esperimenti che hanno sconvolto questa pittoresca isola di pescatori. Che giochiate da soli o insieme a un massimo di tre amici, toccherà a voi affrontare la Aevum e liberare Redfall dall’oscurità che l’attanaglia.

Redfall

Vi ricordiamo che Redfall sarà disponibile per Xbox Series X|S e PC dal 2 maggio 2023. I giocatori possono preordinare il gioco ora o giocare dal giorno di uscita con Game Pass.

L’esperienza annuale di Legacy of Bretons in The Elder Scrolls Online prosegue, e comincia ormai a volgere verso la sua fine, con un nuovo DLC intitolato Lost Depths. Questo fa seguito al primo DLC Ascending Tide e alla grande espansione High Isle rilasciati nel corso di quest’anno. Il nuovo contenuto aggiuntivo è stato pubblicato il 23 Agosto per PC e Stadia, mentre diventerà disponibile all’acquisto su PlayStation 4/5 e su Xbox One e Series X il 6 Settembre. Questo nuovo DLC introduce nel già vasto mondo dell’MMORPG di Zenimax due dungeon inediti, chiamati Earthen Root Enclave e Graven Deep, corredati dai rispettivi set per tutte le classi del gioco, così come nuovi boss davvero unici da affrontare! Entriamo dunque nel dettaglio passando ad analizzare tutto ciò che vi è di nuovo partendo dal dungeon chiamato Earthen Root Enclave.

Earthen Root Enclave

Il primo dei dungeon di Lost Depths di cui vi parleremo in questa recensione, chiamato Earthen Root Enclave, si trova nell’arcipelago delle High Isle e ci permetterà di dare uno sguardo più ravvicinato al mondo dei druidi delle isole dei Bretoni. Qui infatti incontreremo alcuni druidi tra cui Laurel, la quale ci chiederà aiuto per sventare un attacco che la sua enclave sta subendo da parte del Firesong Circle e soprattutto dell’arcidruido Devyric, intento a rubare il Seed dell’enclave. Avremo così modo di affrontare ogni sorta di creatura legata a questo particolare mondo (tra atronach, spriggan, nereidi e persino “orsi mannari”), inclusi nuovi nemici unici, così come esplorare nuove aree che sposano alla perfezione il tema (con cambi di scenario non troppo rari), anche se rievocano parzialmente ricordi di altri dungeon esteticamente più o meno simili.

Nel complesso avremo modo di affrontare un totale di tre bossfight principali e tre secondarie, ciascuna caratterizzata da meccaniche uniche (soprattutto per quelle principali) che possono renderle abbastanza complesse soprattutto a causa del grande numero di elementi a schermo da tenere in considerazione. Tra pericolosi attacchi in grado di eliminarvi in un sol colpo e mob che questi boss possono far apparire, i buff ottenibili sconfiggendo i boss secondari potranno farvi davvero molto comodo, soprattutto giocando a difficoltà più elevata. Questo primo dungeon risulta dunque essere molto ben congeniato e divertente (o complesso nel caso cerchiate una sfida in più) da giocare, anche se non particolarmente innovativo sotto il punto di vista delle ambientazioni. Con questo non intendiamo dire che gli scenari siano riciclati o altro, quanto piuttosto che tali ambientazioni possono ricordare con non troppa difficoltà altri dungeon; ciononostante ogni scenario saprà catturare la vostra attenzione (nel nostro caso soprattutto il secondo) grazie alla splendida realizzazione.

Il dungeon Earthen Root Enclave di Lost Depths introduce inoltre un totale di quattro nuovi set nel gioco, di cui un Monster Set e gli altri tre per le tre classi di peso presenti in gioco:

Archdruid Devyric Set (Monster Set)

  • 1 item: Adds 1487 Offensive Penetration
  • 2 items: When you deal damage with a Heavy Attack, after 1.2 seconds deal 650 Shock damage to up to 6 enemies within a 7 meter cone on your target, applying Major Vulnerability to them for 7 seconds, increasing the damage enemies take by 10%. This effect can occur once every 15 seconds and scales off the higher of your Weapon or Spell Damage.

Stone’s Accord Set (Leggero)

  • 2 items: Adds 1096 Maximum Magicka
  • 3 items: Adds 4% Healing Done
  • 4 items: Adds 1096 Maximum Magicka
  • 5 items: On heal with an area effect, apply Minor Berserk and Minor Resolve to healed allies for 4 seconds. If a healed ally already has Minor Berserk or Minor Resolve from Stone’s Accord, restore 550 Magicka. The restore can occur once every 5 seconds.

Rage of the Ursauk (Medio)

  • 2 items: Adds 1487 Offensive Penetration
  • 3 items: Adds 1487 Offensive Penetration
  • 4 items: Adds 657 Critical Chance
  • 5 items: When you deal damage with a Heavy Attack, create a 12 meter area for 12 seconds that grants Empower to allies inside, increasing the damage of their Heavy Attacks against monsters by 80%. This effect can occur once every 8 seconds.

Deeproot Zeal (Pesante)

  • 2 items: Adds 1096 Maximum Stamina
  • 3 items: Adds 1096 Maximum Magicka
  • 4 items: Adds 1206 Maximum Health
  • 5 items: When you deal direct damage to a taunted target, restore 525 Stamina and Magicka. This effect can occur once every 2 seconds.
lost depths

Graven Deep

Passiamo ora a Graven Deep, il secondo dungeon incluso in Lost Depths che vi permetterà di avere una vera e propria esperienza subacquea. Questa nuova missione avrà infatti inizio su una piccola isola nel mezzo dell’Abecean Sea, dove incontreremo Dhulef, un pirata alla ricerca di informazioni sul leggendario viaggio del Re Druido verso le Systres, ma anche interessato a scoprire la causa della scomparsa di ogni nave che si avvicina alla zona. Finiremo così per ritrovarci all’interno di antiche rovine Dwemer che si spingono molto al di sotto del livello del mare, fino alle profondità abissali, con uno stile che potrebbe quasi farci credere di essere tornati nel mondo di Bioshock, nella pericolosa Rapture. L’esplorazione non si limiterà alle sole rovine ma ci porterà anche a camminare per un breve tratto circondati dall’acqua, anche se avremmo apprezzato molto di più se questa meccanica fosse stata sfruttata maggiormente all’interno del dungeon.

Anche in questo caso avremo un totale di sei bossfight suddivise in tre principali e tre secondarie e dotate di meccaniche uniche, così come alcuni piccoli puzzle e percorsi ricchi di trappole legati ai boss secondari. Così come per Earthen Root Enclave ci saranno un gran numero di elementi a schermo, ma soprattutto molti mob e nemici aggiuntivi che i boss vi lanceranno contro. Inoltre tra le bossfight spicca quella finale in particolar modo in termini di meccaniche uniche, avremo infatti sia attacchi unici da colpire il più possibile per evitare di essere eliminati istantaneamente, sia una meccanica che potrebbe ricordare per certi versi quanto visto con Z’Maja nel Trial di Cloudrest (con un giocatore il cui spirito sarà separato dal corpo e che dovrà ricongiungervisi il prima possibile, mentre successivamente questo si estenderà all’intero team).

Anche in questo caso abbiamo quattro set che si aggiungono al repertorio di possibilità disponibili per i giocatori di The Elder Scrolls Online (portando ad otto il totale di set introdotti grazie a Lost Depths); abbiamo dunque:

Euphotic Gatekeeper Set (Monster Set)

  • 1 item: Adds 129 Stamina Recovery
  • 2 items: When you use Roll Dodge, create a Hadolid Husk after you roll. While within 5 meters of the Hadolid Husk, it will absorb all direct damage attacks against you. After 1 second, the Hadolid Husk explodes, dealing 1155 Poison damage to all enemies within 5 meters. This effect can occur once every 20 seconds and scales off the higher of your Weapon or Spell Damage.

Grave Inevitability Set (Leggero)

  • 2 items: Adds 657 Critical Chance
  • 3 items: Adds 129 Weapon and Spell Damage
  • 4 items: Adds 657 Critical Chance
  • 5 items: Dealing damage with a Light or Heavy Attack grants you a stack of Remorseless for 5 seconds, up to 5 stacks, up to once every 0.5 seconds. While you have 5 stacks, you generate an aura of focus, granting you Major Force, increasing your Critical Damage by 20%. While you have an aura of focus, allies within 12 meters of you gain Minor Force, increasing their Critical Damage by 10%.

Phylactery’s Grasp Set (Medio)

  • 2 items: Adds 129 Weapon and Spell Damage
  • 3 items: Adds 657 Critical Chance
  • 4 items: Adds 657 Critical Chance
  • 5 items: On Light Attack Critical Damage, you apply Withered Soul, dealing 1500 Disease Damage over 10 seconds. On Light Attack Critical Damage on an enemy with Withered Soul, restore 575 Stamina. Withered Soul can occur once every 10 seconds and the damage scales off the higher of your Weapon or Spell Damage.

Pangrit Denmother Set (Pesante)

  • 2 items: Adds 4% Healing Taken
  • 3 items: Adds 1487 Armor
  • 4 items: Adds 129 Health Recovery
  • 5 items: Adds 1890 Maximum Stamina, When you Block, you and up to 3 group members within 12 meters gain Minor Courage for 10 seconds, increasing your Weapon and Spell Damage by 215. This effect can occur once every 5 seconds.
lost depths

Nel complesso il nuovo DLC Lost Depths di The Elder Scrolls Online si attesta su livelli eccellenti (dal nostro punto di vista anche leggermente al di sopra rispetto agli standard a cui gli sviluppatori ci hanno abituato con gli altri DLC), sia grazie alle tante meccaniche uniche che danno un buon livello di sfida ai combattimenti, sia per le ambientazioni molto convincenti, anche se per alcuni aspetti avremmo preferito se si fosse osato un po’ di più (come nel caso dello spostamento in acqua). Molto interessanti poi i vari set introdotti, con tante possibilità aggiuntive per rendere le vostre build ancora più complesse e varie, anche se i Magicka DPS potrebbero sentirsi un po’ tagliati fuori.Vi ricordiamo infine che è possibile acquistare Lost Depths direttamente dallo store del gioco nella sua versione di base per 1500 Crown e nella versione Collector per 4500 Crown.


Prosegue il nostro viaggio all’interno di Tamriel e dell’esperienza annuale di The Elder Scrolls Online intitolata Legacy of the Bretons con la prima e vera e propria espansione intitolata High Isle. High Isle è stata pubblicata il 6 Giugno 2022 per PC e sarà rilasciata il 21 Giugno su Xbox e PlayStation. Questa fa seguito al primo dlc rilasciato nel corso di quest’anno e chiamato Ascending Tide, del quale vi abbiamo già parlato nella relativa recensione; successivamente faranno seguito un altro dlc (che include due nuovi dungeon) e una seconda espansione con una nuova zona esplorabile.

Le isole “gemelle”

High Isles si apre con un prologo che mette in tavola un incipit narrativo davvero molto interessante, oltre che dal calibro molto elevato. Abbiamo infatti una società, chiamata Steadfast, che ha deciso di provare a porsi come intermediario per mettere fine alla Guerra dei Tre Stendardi e portare così la pace su Tamriel. Un altro gruppo noto come Ascendant Order pare però non essere d’accordo con tutto ciò, e quindi sta facendo di tutto per cercare di distruggere questi tentativi di pace. Ci ritroveremo quindi ad aiutare la Steadfast Society ed a tentare di contrastare i piani dell’Ascendant Order in uno scenario del tutto nuovo e totalmente neutrale alla guerra, ovvero l’arcipelago Systres, formato da due ampie isole gemelle e ben distinte non soltanto esteticamente. Avremo poi anche un buon numero di missioni secondarie in cui cimentarci, sempre ricche, dettagliate e ben costruite.

Le due isole che compongono il nuovo territorio esplorabile sono esattamente agli antipodi: da un lato troviamo High Isle, un paradiso per la nobiltà Bretone, con maestosi castelli e fiorenti città costiere, dalla parte opposta abbiamo invece Amenos, un’isola carceraria per prigionieri politici, criminali e altro ancora. In questo scenario ci ritroveremo invischiati in intrighi politici di ogni genere e scopriremo che l’Ascendant Order sembra avere più potere di quanto potremmo aspettarci, ma anche che i loro piani potrebbero avere conseguenze disastrose non soltanto per l’arcipelago. La nuova trama risulterà essere di eccellente livello, al pari delle storie principali viste in precedenza con le altre espansioni; al contrario le nuove ambientazioni risulteranno essere leggermente sottotono rispetto ai soliti standard. Questo principalmente a causa di ambienti non troppo particolari e unici, salvo alcune eccezioni o degli scorci, principalmente nel caso dell’isola di Amenos e del vulcano.

Non fraintendeteci però, da un punto di vista qualitativo tutte le ambientazioni sono state costruite in maniera impeccabile ed abbiamo soprattutto apprezzato il contrasto tra il mondo dell’alta nobiltà, con i suoi castelli e città in perfetto stile medievale, e le oscure giungle ricche di pericoli di ogni genere. Nulla da dire, dunque, dal punto di vista dell’immersività e del feeling dato al giocatore quanto piuttosto dal punto di vista dell’unicità del territorio (anche se possiamo capire che non tutto possa “sconvolgere le carte in tavola” quanto ad esempio l’isola di Vvardenfell, Summerset o le buie caverne di Blackreach). In compenso abbiamo molto apprezzato il tono dato alla campagna principale che si stacca leggermente dal “soprannaturale” a cui siamo stati abituati tra The Dark Heart of Skyrim e Gates of Oblivion, e che al contrario gioca soprattutto sui colpi di scena ed intrighi politici.

High isle

Fate posto alle carte

Le novità di High Isle non si limitano però soltanto alle nuove zone esplorabili e al gran numero di missioni principali e secondarie presenti; al contrario avremo tanti contenuti aggiuntivi, primo tra tutti un nuovo gioco di carte. Questo è chiamato Tales of Tributes, ed introduce un inedito sistema di gioco che vi permetterà di sfidare NPC in ogni taverna di Tamriel, ma anche altri giocatori. Con esso giungono anche nuove classifiche, missioni e ricompense dedicate per rendere il tutto più invitante! Si tratta di un gioco di carte in cui, all’inizio della partita, i due giocatori (o giocatore ed NPC) che si affrontano dovranno selezionare un totale di quattro mazzi di carte da usare (tra gli otto disponibili di cui quattro sbloccati sin da subito).

La selezione dei mazzi di gioco determinerà non soltanto quali carte saranno giocate nel corso della partita, ma anche quali saranno i quattro “Patrons” del gioco. Innanzitutto ogni giocatore inizierà con dei mazzi da 10 carte composti unicamente da denaro, il quale potrà essere utilizzato per acquistare una o più delle cinque carte presenti al centro del tavolo da gioco (e derivanti dai quattro mazzi prescelti), ciascuna contraddistinta, oltre che da un valore d’acquisto, anche da diversi effetti, primo tra tutti la possibilità di guadagnare potere. Tutto il potere accumulato, alla fine del turno del giocatore, sarà convertito in prestigio e questo rappresenterà la prima possibilità di vittoria per gli sfidanti. Difatti il primo a raggiungere 40 prestigio, ed a mantenerlo come punteggio più alto fino alla fine del turno dell’avversario, si aggiudicherà la vittoria.

I Patrons citati prima sono invece la seconda possibilità che un giocatore ha di vincere, oltre che un’importantissima e utile meccanica di gioco. Questi hanno infatti diversi effetti che possono essere attivati principalmente pagando una determinata somma di denaro. Una volta attivato e applicato l’effetto otterremo anche il favore di quello specifico Patron, mentre l’altro giocatore ne otterrà la sfiducia (cosa che potrà comunque essere recuperata dall’avversario riattivando l’effetto una prima volta per riportare uno stato di neutralità ed eventualmente una seconda volta per arrivare alla situazione opposta). In breve il primo che riesce ad ottenere il favore di tutti e quattro i Patrons contemporaneamente si aggiudicherà la vittoria; da tenere in considerazione che si potrà avere una sola interazione con un solo Patron per turno. Abbiamo dunque un gioco dalle meccaniche totalmente nuove che ci ha particolarmente convinto sia per le meccaniche di gioco e possibilità strategiche che per la concentrazione che esso richiede.

High isle

Non finisce qui

Le aggiunte di High Isle al mondo di The Elder Scrolls Online non si limitano “soltanto” alle novità elencate fino ad ora. Abbiamo infatti, per prima cosa, due nuovi Compagni che potremo reclutare per farci accompagnare nel corso delle nostre avventure; una meccanica introdotta nel corso dello scorso anno grazie a Gates of Oblivion che in molti (noi compresi) hanno apprezzato. Abbiamo quindi Isobel Velois (una templare bretone) e la simpatica Ember (una maga Kajit). Grazie ai relativi skill tree queste due aggiunte introducono una varietà ancor più ampia nella scelta dei compagni da utilizzare, oltre all’aggiunta delle relative questline (particolarmente interessanti da completare). 

Inoltre la mappa di gioco sarà come di consueto ricca di nuovi delves, world bosses, un public dungeon e tanti altri punti di interesse. Tra questi fanno la loro comparsa anche una nuova tipologia di world events chiamati Volcanic Vents e che ricordano gli Harrowstorms presenti in Skyrim. Non mancheranno poi una serie di nuovi oggetti collezionabili, ricerche per gli amanti dell’antiquariato e soprattutto nuovi set di equipaggiamento, inclusi oggetti mitici inediti. Nello specifico qui di seguito potrete trovare una lista dei nuovi set introdotti con l’espansione di High Isle, ciascuno consultabile liberamente tramite ESO-HUB:

High isle

Tutti all’arrembaggio

Ultima aggiunta di The Elder Scrolls Online: High Isle, ma non per importanza, è il nuovo Trial da 12 giocatori chiamato Dreadsail Rift, il quale vi porterà ad affrontare la temibile ciurma pirata nota come Dreadsail. Questa sfida è composta da un totale di tre bossfight principali e due extra, e ciascuno dei tre boss principali avrà delle meccaniche uniche da imparare. In particolare i primi due combattimenti saranno quelli caratterizzati dalle meccaniche che abbiamo trovato più uniche e particolari. Il boss finale invece, per quanto complesso e scenografico, ha meccaniche più semplici e soprattutto meno uniche. 

Ricordatevi poi che, per chi è alla ricerca di una sfida in più (oppure della versione Perfected dei set del Trial), sarà anche possibile affrontare il Trial a difficoltà Veterana; in tal caso però vi consigliamo vivamente di portare con voi un gruppo ben organizzato! Nel complesso comunque questa avvincente sfida vi permetterà di visitare splendidi paesaggi costieri ed oscure caverne, con un’ambientazione che è riuscita a convincerci, ma soprattutto abbiamo apprezzato le divertenti meccaniche presenti nelle prime bossfight (la prima soprattutto).

High isle

Complessivamente The Elder Scrolls: High Isle si attesta dunque su ottimi livelli complessivi, sia per una trama molto interessante e davvero ricca di colpi di scena, sia per il nuovo gioco di carte che può appassionare molto facilmente grazie alla sua vena strategica. Molto apprezzate anche tutte le novità a livello di contenuti aggiuntivi come i nuovi Set, Companions e soprattutto il nuovo Trial. Unica piccolissima pecca è che avremmo apprezzato e amato ancor di più l’arcipelago Systres con qualche unicità in più.

È finalmente disponibile GhostWire: Tokyo, nuova IP che segna il momento del tanto atteso ritorno del padre di una delle serie più celebri del mercato videoludico. Parliamo ovviamente di Shinji Mikami, creatore del mondo di Resident Evil (e non solo), che va ora a costruire un titolo del tutto nuovo assieme al suo team, Tango Gameworks, e a Bethesda. Il gioco in questione è stato pubblicato il 25 Marzo 2022 su PlayStation 5 e PC, e sin dalla sua presentazione ha stupito il pubblico grazie ad un gameplay molto particolare e soprattutto per il suo design davvero molto unico. Andiamo quindi ora a vedere nel dettaglio qual è il risultato finale raggiunto da questa IP totalmente nuova e unica nel suo genere.

Trama

L’incipit narrativo di GhostWire: Tokyo è abbastanza semplice: ci ritroviamo in una Tokyo dove una misteriosa nebbia fa improvvisamente svanire l’intera popolazione nel nulla, lasciando come uniche spoglie gli abiti dei cittadini per le strade, oltre a spettri (e non solo) di vario genere. Unico sopravvissuto è il nostro protagonista chiamato Akito, anche se effettivamente questo non è proprio l’unico protagonista della storia. Pochi attimi prima della comparsa della nebbia, infatti, uno spirito che si fa chiamare semplicemente KK è entrato nel corpo di Akito salvandolo sia dalla nebbia stessa che da un incidente che lo ha coinvolto poco prima. L’unione con questo spirito pare non soltanto averci salvato la vita, ma anche averci donato degli strani poteri che ci permettono di controllare alcuni elementi e tanto altro ancora.

L’unica preoccupazione iniziale di Akito sarà quella di controllare le condizioni di sua sorella Mari, ricoverata in ospedale, mentre invece KK pare essere a conoscenza di diversi dettagli riguardanti la nebbia e chi l’ha causata. Scopriremo però ben presto che Mari sembra avere un ruolo cruciale nei piani di chi ha causato questo disastro, un uomo che indossa una maschera Hannya, aka il nostro antagonista principale. Il nostro obiettivo, sia come Akito che come KK, sarà quindi quello di salvare Mari e fermare i piani di Hannya. Inizialmente non ci verranno fornite altre informazioni su questi personaggi, quindi scopriremo tutto (anche se in maniera non troppo approfondita) solo progredendo nella trama principale ed in alcuni casi completando delle missioni secondarie, oppure ancora trovando alcuni documenti da leggere o registrazioni da ascoltare. 

La trama di GhostWire: Tokyo risulta assolutamente interessante e godibile, anche se avremmo certamente apprezzato qualche approfondimento in più sui personaggi che ci vengono presentati nel corso della storia. Da considerare però che le parti più corpose in termini di contenuto giungono soltanto verso le ultime ore di gioco, tutte insieme (assieme alle bossfight). Estremamente interessanti anche le numerose storie che ci vengono narrate nelle missioni secondarie. Queste infatti risultano essere tutte molto uniche ed affascinanti da seguire, ad eccezione di quelle funzionali ad introdurre specifiche meccaniche di gioco come nel caso della cattura degli yokai. Altrettanto eccellente (se non anche più) il lavoro svolto attorno all’affascinante folklore giapponese, con un gran numero di approfondimenti e descrizioni sui diversi spettri, yokai e leggende che permeano il gioco in ogni sua parte.

ghostwire tokyo

Gameplay

In tutta onestà il gameplay era proprio la parte di GhostWire: Tokyo che sin dalla sua prima presentazione ci aveva lasciato i dubbi più grossi. Possiamo però dirvi sin da subito che invece è stata la parte che più ci ha sorpreso e che, una volta appreso come usarlo a dovere o sbloccate le dovute abilità, riesce a dare le soddisfazioni maggiori. Partiamo innanzitutto dal combat system, composto da tre tipologie di attacco elementale che i nostri protagonisti  impareranno ad utilizzare, l’uso di un arco e dei talismani (consumabili con diversi effetti come bloccare nemici sul posto o creare ripari per nascondersi). L’arco non ha particolari segreti, si tratta di una semplice arma per poter colpire i nemici da lontano ed in silenzio, oppure necessaria in alcune fasi di gioco (o di combattimento) nelle quali saremo separati da KK e di conseguenza non avremo accesso ai suoi poteri. 

Gli attacchi elementali sono invece sia il fulcro principale di tutti i combattimenti (assieme alle parate), sia la parte più unica e soddisfacente da imparare ad usare a dovere. Questi saranno tutti caratterizzati da un colpo leggero ed uno pesante caricato, ed avranno tutti tipologie specifiche di nemici contro cui è più utile utilizzarli (non nel senso di debolezze nemiche ad elementi specifici), oltre ad essere tutti adatti a situazioni diverse. Gli elementi disponibili saranno dunque il vento, con colpi continui e veloci molto efficaci da tutte le distanze, l’acqua, con attacchi ad arco orizzontale in grado di colpire molti nemici da distanza ravvicinata, ed infine il fuoco, con colpi estremamente lenti ma in grado di infliggere copiosi danni sia a bersagli singoli che ad area. A questi si andrà poi anche a sommare un’abilità speciale in grado di semplificare di molto per un breve periodo di tempo l’eliminazione dei nemici. Unica pecca è data dalla mancanza di mobilità durante i combattimenti, per cui è solo possibile indietreggiare o pararsi per evitare i colpi.

Ogni elemento avrà un determinato numero di “munizioni” massime disponibili (che potranno essere incrementate trovando specifiche statue nella mappa di gioco), e i colpi a nostra disposizione potranno essere ricaricati eliminando i nemici o rompendo gli “ammassi di etere” che si condensano in oggetti dello scenario (come automobili o cartelli stradali). Si potrà poi passare da un elemento all’altro in qualsiasi momento in maniera estremamente fluida, cosa soprattutto favorita dal DualSense di PS5, un dettaglio di cui vi parleremo meglio nel comparto tecnico. Obiettivo di ogni nostro colpo sarà quello di danneggiare i nemici e possibilmente scoprire il loro nucleo, cosa che ci permetterà di dare inizio ad un’esecuzione (eventualmente anche di gruppo se ci saranno più nemici con nucleo esposto). Spesso però risulterà molto più efficiente giungere di soppiatto alle spalle di un nemico per eliminarlo rapidamente con una purificazione istantanea.

ghostwire tokyo

GhostWire: Tokyo è ambientato, come si evince dal nome, nella capitale del Giappone, con cui condivide diversi luoghi di interesse e punti di riferimento. La porzione di città che potremo esplorare nel gioco è ricca di pericoli, ma anche delle già citate missioni secondarie e di tantissimi oggetti e collezionabili da raccogliere. Avremo infatti tanuki da trovare e che proveranno a fingersi oggetti dello scenario (stanabili molto facilmente con l’aiuto di cani e gatti della città, con i quali sarà possibile “comunicare”), portali Torii da purificare per sbloccare nuove zone della città e per ottenere rosari (da equipaggiare per ottenere bonus), oggetti unici da raccogliere e da portare a specifici mercanti, negozi, cibo (per ricaricare ed aumentare la nostra salute) e le già nominate statue di Jizo. Alcune missioni potranno anche condurci all’interno di abitazioni ed edifici dove potremmo imbatterci in stupende e fantasiose alterazioni della realtà che ricordano molto quanto visto in The Evil Within 2.

Per ogni nemico sconfitto e missione completata otterremo punti esperienza, grazie ai quali potremo salire di livello ed ottenere punti abilità. Questi ultimi potranno essere ottenuti in gran numero anche raccogliendo degli appunti di KK, nascosti per la città o presso alcuni rivenditori. Potremo poi spendere i punti abilità ottenuti per sbloccare nuove abilità, potenziamenti per gli attacchi, bonus passivi e per aumentare la capacità massima dei consumabili o della faretra. Nello specifico un’abilità per il movimento tridimensionale può totalmente svoltare le modalità di spostamento per la città e semplificare di molto il raggiungimento di punti sopraelevati. Per avere accesso all’intero set di abilità, però, sarà necessario anche accumulare Matagama, una risorsa molto importante che otterremo completando degli eventi disseminati in ogni angolo della città in cui dovremo acciuffare o aiutare degli yokai.

Per la mappa di GhostWire: Tokyo saranno poi sempre presenti gli spiriti degli abitanti che potremo raccogliere ed accumulare all’interno delle Katashiro, oggetti unici che potremo acquistare dai mercanti. Grazie a queste “bambole di carta” potremo trasferire gli abitanti che sono stati colpiti dalla nebbia fino al di fuori della città, in un luogo sicuro dove un collega di KK farà in modo di ripristinare i loro corpi. Questa è una meccanica a dir poco fondamentale principalmente perché sarà la nostra fonte principe di punti esperienza, ed infatti il quantitativo di esperienza fornita dalle missioni in sé non sarà particolarmente esoso, mentre al contrario fornirà molti più punti il raccoglimento delle anime bonus rilasciate attorno a noi al loro completamento. Alcune di queste anime potranno poi avere un’afflizione, e per poterle assorbire dovremo prima necessariamente rimuoverla tramite un minigioco (forse un po’ troppo semplice ed abusato all’interno del gioco).

ghostwire tokyo

Longevità 

GhostWire: Tokyo non è un titolo particolarmente longevo grazie alla sua campagna principale quanto soprattutto grazie alle missioni secondarie e ai numerosi contenuti presenti per completare la città. Di base la campagna principale potrebbe essere completata anche in circa 5 ore, questo però senza dedicarsi a nessun altro contenuto del titolo (cosa davvero praticamente impossibile da fare). Al contrario, se deciderete di cimentarvi nel completare al 100% il titolo, potreste anche finire per passare dalle 20 alle 25 ore per la città. Da tenere però in considerazione che l’attività che richiederà più tempo in assoluto sarà quella della raccolta e liberazione delle anime dei cittadini, trattandosi di un numero davvero molto imponente. 

La longevità complessiva per questo titolo è dunque molto variabile, possiamo però dirvi che vale assolutamente la pena almeno completare tutte le missioni secondarie presenti (oltre a quelle principali ovviamente). Potreste comunque riuscire a fare tutto il resto tra l’una e l’altra o durante gli spostamenti, oppure ancora qualora decidiate di esplorare la città con la giusta calma che merita per apprezzarne gli scorci. Al contrario però la raccolta di anime sarà più una meccanica abbastanza lunga e ripetitiva e, anche dedicandovi in maniera abbastanza continua al loro ottenimento potreste arrivare al completamento di ogni contenuto con ancora un gran numero di anime mancanti. Nel nostro caso, ad esempio, in poco più di 20 ore di gioco abbiamo completato ogni tipo di attività tranne per quest’ultima, avendo raccolto un totale di circa 150.000 anime su 240.000.

Comparto Tecnico

Abbiamo avuto modo di provare GhostWire: Tokyo su un PC corredato di 2080ti, giocando a risoluzione 2K con dettagli alti e Ray Tracing attivo (cosa che cambia non poco la qualità complessiva del gioco) ma con un pizzico di DLSS. In tutto ciò abbiamo potuto ammirare una Tokyo davvero stupenda in ogni sua parte, dagli effetti a riflessi, illuminazione, modelli di personaggi e nemici oltre che texture ambientali (anche se su quest’ultimo punto si può notare qualche parte non all’altezza del resto); unica piccola stonatura è data dalla pioggia, in certi frangenti davvero troppo “densa”. Il tutto con cali di framerate abbastanza rari e soprattutto limitati alle situazioni più concitate. Stupendo poi soprattutto il design ambientale, soprattutto quando si verificheranno manifestazioni paranormali, ma anche di ogni singola creatura in cui finiremo per imbatterci, anche se per molte di tratterà di varianti piuttosto che di nuovi nemici. Ottimo anche il lavoro svolto per le bossfight al punto che avremmo apprezzato molto di più averne un numero maggiore.

Di grande livello il doppiaggio in lingua giapponese e le musiche che si adattano alla perfezione allo stile del gioco. Piccola nota a parte merita l’utilizzo del DualSense, con supporto ad ogni sua funzionalità anche da PC; il titolo sfrutta infatti sia il feedback aptico che i grilletti adattivi per dare un feedback con ogni colpo inflitto o purificazione eseguita. A livello di gameplay però risulta essere il touchpad, questo perché con un rapido movimento direzionale potremo cambiare l’elemento utilizzato in maniera davvero molto fluida (mentre normalmente dovremmo fare ricorso alla “ruota delle armi” oppure continuare a premere il pulsante per cambiare elemento fino a giungere a quello desiderato). Infine assolutamente nulla da segnalare a livello di bug o altri problemi tecnici, se non alcuni crash estremamente rari (nel nostro caso due nell’intera partita).

ghostwire tokyo

In conclusione GhostWire: Tokyo risulta essere un’eccellente nuova IP sotto praticamente tutti i punti di vista, al netto di alcuni piccoli difetti; il design del gioco, così come quello di tutte le creature rispecchia e rende alla perfezione l’idea di folklore giapponese, ed inoltre fa sentire davvero il giocatore sperduto all’interno di una Tokyo deserta. La trama principale e tutte le missioni secondarie sapranno affascinare e coinvolgere (anche se qualche approfondimento aggiuntivo sul passato di alcuni personaggi non avrebbe guastato), mentre il gameplay risulta davvero unico e soddisfacente come mai ci saremmo aspettati (anche se non sarà semplicissimo imparare subito ad utilizzarlo alla perfezione). Nulla da dire dal punto di vista tecnico, probabilmente una Tokyo più bella di questa la trovereste a fatica anche nella realtà.

Il 27 Gennaio 2022 Bethesda annuncia ufficialmente la nuova esperienza annuale per The Elder Scrolls Online intitolata Eredità dei Bretoni, che fa seguito a Gates of Oblivion con la sua ultima parte chiamata Deadlands; la nuova serie di contenuti ha inizio con Ascending Tide, primo DLC pubblicato il 14 Marzo 2022 per PC, Google Stadia e Mac e in arrivo il 29 Marzo per PlayStation 4/5, Xbox One e Series X. Il contenuto aggiuntivo introduce al già vasto mondo di TESO due nuovi dungeon chiamati Coral Aerie e Shipwright’s Regret, entrambi ricchi di nuovi boss e una serie di nuovi set per DPS, Tank e Healer. Qui di seguito andremo a parlarvi nel dettaglio di tutte le nuove aggiunte introdotte con questo DLC.

Coral Aerie

Coral Aerie è il primo dei Dungeon introdotti con Ascending Tide ed è ambientato nell’isola di Summerset, dalla quale trae ovviamente lo stile generale e buona parte della tipologia dei nemici presenti. Ci ritroveremo quindi su una delle piccole isole che circondano Summerset dove troveremo il capitano Kaleen, la quale ci chiederà di aiutarla nel salvataggio di Jakarn dalle mani dell’Ascendant Order, nuovo gruppo di antagonisti principali dell’Eredità dei Bretoni. Il rapimento pare essere legato a qualcosa che Jakarn era stato incaricato di trasportare. Si tratta di due personaggi che i membri del Daggerfall Covenant (o i giocatori che hanno intrapreso quella questline principale) avranno già avuto modo di conoscere sin dalle loro prime ore di gioco e che molto probabilmente conosceremo ancora meglio nel corso di quest’anno.

Il nuovo Dungeon sarà composto da un totale di sette Bossfight, delle quali quattro opzionali (per trovarle basterà guardarsi attentamente intorno); a livello di nemici avremo invece dagli Yaghra e Grifoni fino ai membri del nuovo Ordine. In una run normale i boss non possiedono meccaniche particolarmente complesse o innovative, tranne forse nel caso del primo. Giocando a difficoltà veterana invece tutto ovviamente si complica, e nel caso del primo e dell’ultimo boss principale vengono inoltre aggiunte diverse meccaniche molto interessanti e soprattutto non semplici da gestire. Per i boss opzionali, invece, avremo i primi tre che conferiranno diversi buff una volta sconfitti (aumenti di statistiche e critico) e permetteranno l’accesso all’ultimo, il quale rimuoverà tutti i buff ottenuti. Anche in questo caso nulla di troppo complesso o particolare come meccaniche per questi nemici segreti se non per gli innumerevoli attacchi ad area per l’ultimo e dei tentacoli che può far apparire.

Avremo poi un totale di tre set aggiuntivi che sarà possibile trovare in questo Dungeon, oltre ad un nuovo Monster Set:

Maligalig’s Maelstrom Set (Leggero)

  • 2 Oggetti: aggiunge 1096 Magicka
  • 3 Oggetti: aggiunge il 4% di cure applicate
  • 4 Oggetti: aggiunge129 Weapon e Spell Damage
  • 5 Oggetti: quando sovracuri te stesso o un membro del tuo gruppo con una cura diretta, applichi Maligalig’s Maelstrom al bersaglio per 6 secondi, infliggendo il 33% del quantitativo della sovracura, fino ad un massimo di 3300, come Shock Damage una volta al secondo a nemici entro un raggio di 7 metri. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 10 secondi.

Gryphon’s Reprisal Set (Medio)

  • 2 Oggetti: aggiunge 657 Critical Chance
  • 3 Oggetti: aggiunge 1487 Offensive Penetration
  • 4 Oggetti: aggiunge 657 Critical Chance
  • 5 Oggetti: quando infliggi un Critical Damage, tu o un tuo alleato potete attivare Gryphon’s Reprisal sul nemico colpito per i prossimi 8 secondi; questo farà giungere un piccolo grifone che infliggerà 4758 Bleed Damage su 10 secondi ai nemici entro 5 metri. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 20 secondi, e scala sulla statistica più alta tra Weapon o Spell Damage di chi ha attivato la sinergia.

Glacial Guardian Set (Pesante)

  • 2 Oggetti: aggiunge 1487 armatura
  • 3 Oggetti: aggiunge 1096 Stamina massima
  • 4 Oggetti: aggiunge 129 Health Recovery
  • 5 Oggetti: quando blocchi, ti colleghi al nemico per 8 secondi se si trova in un raggio di 8 metri. Quando collegato infliggi 256 Frost Damage al secondo a tutti i nemici che si avvicinano al collegamento ed essi ricevono inoltre una possibilità aggiuntiva del 200% di subire uno Status Effect. Il collegamento si rompe se il bersaglio si muove oltre i 12 metri. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 12 secondi e il danno scala sulla tua salute massima.

Kargaeda Set (Monster Set)

  • 1 Oggetto: aggiunge 731 Magicka massima e 731 Stamina massima
  • 2 Oggetti: infliggendo danno con un attacco pesante crei un mulinello di 6 metri che si sposta lentamente in avanti per 8 metri; il raggio aumenterà di 3 metri ogni 3 secondi. I nemici all’interno del mulinello subiscono 150 Shock damage e 150 Physical damage ogni secondo. Gli alleati nel mulinello riceveranno una riduzione del costo di Stamina e Magicka per le loro abilità del 10%. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 20 secondi e scala sulla statistica più alta tra Weapon o Spell Damage.
ascending tide

Shipwright’s Regret

Il secondo Dungeon del DLC Ascending Tide si chiama Shipwright’s Regret ed è ambientato nelle terre di Rivenspire, la regione più a nord di High Rock. Parliamo di un’ambientazione diametralmente opposta rispetto alla precedente, con uno stile molto più tetro rispetto alle luminose e splendide coste di Summerset, tra buie e nebbiose foreste fino ad una città costiera abbandonata e decadente. Qui troveremo il capitano Za’ji, un altro personaggio introdotto precedentemente con la serie di missioni dedicate ai Dragonguard nell’espansione di Southern Elsweyr. Il Kahjiit ci chiederà aiuto per trovare alcuni documenti che potrebbero tornargli utili per migliorare la sua stupenda nave, e per fare ciò dovremo raggiungere una città portuale vicina, casa di alcuni tra i più celebri costruttori di navi di Tamriel. La città sarà purtroppo tutto fuorchè ospitale, e ci ritroveremo così a farci strada tra pericoli decisamente inaspettati con, ancora una volta, il coinvolgimento dell’Ascendant Order.

Non mancheranno anche questa volta un gran numero di bossfight: avremo infatti un totale di sei nemici principali da affrontare, di cui tre opzionali e segreti; parlando di nemici invece potremo scontrarci con gruppi abbastanza variegati che spazieranno da zombie a scheletri, melme e pirati. In questo caso le bossfight opzionali sono principalmente utili per semplificare i combattimenti contro quelle principali (rispetto all’ottenere accesso all’ultimo boss nel caso del precedente Dungeon), ed infatti i buff non si limiteranno a semplici aumenti di statistiche, ma conferiranno anche diversi bonus passivi davvero molto efficaci sotto molti punti di vista. Tutti i boss principali avranno poi meccaniche ed attacchi unici che possono rivelarsi spesso e volentieri estremamente pericolosi (incluso il continuo spawn di mob), ma soprattutto avranno tutti meccaniche specifiche alla difficoltà più alta che possono facilmente eliminare l’intero team o parte di esso in pochi istanti.

Anche in questo caso potremo imbatterci in un totale di tre set dedicati a questo Dungeon, oltre ad un esclusivo Monster Set:

Storm-Cursed’s Revenge Set (Leggero)

  • 2 Oggetti: aggiunge 1096 Magicka massima
  • 3 Oggetti: aggiunge 129 Weapon e Spell Damage
  • 4 Oggetti: aggiunge 1487 Offensive Penetration
  • 5 Oggetti: quando infliggi Shock Damage, hai il 15% di probabilità di infliggere 433 Shock Damage al nemico e fino ad un massimo di altri due nemici in un raggio di 5 metri. Questo effetto scala sulla statistica più alta tra Weapon o Spell Damage.

Spriggan’s Vigor Set (Medio)

  • 2 Oggetti: aggiunge 657 Critical Chance
  • 3 Oggetti: aggiunge 1096 Stamina massima
  • 4 Oggetti: aggiunge 129 Weapon e Spell Damage
  • 5 Oggetti: quando infliggi un danno critico, recupera 100 Stamina e ottieni una carica di Wild Growth per 5 secondi, aumentando la tua Stamina massima di 222. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 0.5 secondi e può accumularsi fino a 10 volte.

Turning Tide Set (Pesante)

  • 2 Oggetti: aggiunge 1206 Salute massima
  • 3 Oggetti: aggiunge 1096 Stamina massima
  • 4 Oggetti: aggiunge 1206 Salute massima
  • 5 Oggetti: quando blocchi, ricevi Flowing Water per 10 secondi, questo ti permette di infliggere 2223 Magic Damage con il tuo prossimo Bash in una linea di 5 metri per 10 e nei confronti di massimo 6 nemici; applica loro inoltre Major Vulnerability per 10 secondi, aumentando il danno da loro subito del 10%. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 15 secondi e scala sulla tua Salute massima. 

Nazaray Set (Monster Set)

  • 1 Oggetto: aggiunge 1206 Salute massima
  • 2 Oggetti: quando utilizzi una Ultimate, i 6 nemici più vicini entro un raggio di 12 metri riceveranno un’estensione alla durata dei Major e Minor debuff applicati loro pari a 1 secondo per ogni 20 punti Ultimate utilizzati. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 30 secondi per ciascun bersaglio.
ascending tide

Complessivamente con Ascending Tide ci troviamo di fronte ad un ottimo DLC per The Elder Scrolls Online, qualitativamente perfettamente in linea con quelli pubblicati nel corso degli anni per questo immenso tiolo. Questa introduzione a L’Eredità dei Bretoni mette delle ottime carte in tavola che speriamo vengano giocate al meglio nel corso di questa esperienza annuale. Dei due Dungeon aggiunti abbiamo trovato poi più unico ed interessante il secondo di cui vi abbiamo parlato, soprattutto per lo stile più particolare, ma anche per alcune piccole novità che speriamo di vedere nell’espansione maggiore che farà seguito a questo DLC. Vi ricordiamo infine che è possibile acquistare il nuovo DLC direttamente nel Crown Store del gioco al prezzo di 1500 Corone per la versione base o 4000 per la versione da Collezione; in alternativa gli abbonati al servizio di ESO Plus potranno avere accesso gratuito ai nuovi Dungeon e tutti i contenuti aggiuntivi a loro connessi.

Tango Gameworks e Bethesda hanno annunciato che la loro prossima avventura dinamica, Ghostwire: Tokyo, in uscita su PlayStation 5 e PC, sarà disponibile a partire dal 25 marzo 2022. I giocatori hanno potuto dare un primo sguardo approfondito alle meccaniche di gioco ricche di azione, all’atmosfera mozzafiato e a una visione unica nel suo genere. Ghostwire: Tokyo è un affascinante viaggio fantastico attraverso la geniale rivisitazione di una delle città più straordinarie del mondo.

Ghostwire: Tokyo è un’avventura dinamica che mette alla prova i giocatori sfidandoli a padroneggiare le arti mistiche della Tessitura eterea e a sconfiggere il pericoloso Hannya e i suoi seguaci che hanno invaso Tokyo, i Visitatori. Queste entità soprannaturali popolano l’incredibile mondo di Ghostwire, creando un’atmosfera brillante che è una dichiarazione d’amore a Tokyo, alle sue curiosità e ai suoi segreti.

Ghostwire: Tokyo trasporterà i giocatori in un mondo intrigante e colmo di personaggi appartenenti alle leggende, al folklore e ai racconti del Giappone. Queste storie sono state d’ispirazione per molte delle inusuali creature presenti nel gioco, dando a Ghostwire un’impronta della Tokyo emblematica. Realizzato dalle menti creative di Tango Gameworks, i giocatori attraverseranno il paesaggio urbano di una Tokyo ultramoderna, scopriranno punti di interesse iconici e riveleranno segreti nascosti.

Ghostwire Tokyo uscita

I giocatori che si allontaneranno dal cammino principale incontreranno adorabili personaggi in cerca d’aiuto, innumerevoli spiriti da salvare e inaspettati amici miagolanti che scambieranno oggetti rari con generosi premi. Le storie opzionali di Ghostwire non sono il solito contenuto secondario, ma degli incantevoli racconti che arricchiscono ulteriormente il mondo e la visione del gioco.

I giocatori su PS5 che prenoteranno l’Edizione Deluxe di Ghostwire: Tokyo otterranno l’accesso anticipato al gioco il 22 marzo 2022. Otterranno anche l’accesso al pacchetto stile streetwear, al completo shinobi e alle armi kunai.
Ghostwire: Tokyo è in uscita in tutto il mondo su PS5 e PC il 25 marzo 2022. Per ulteriori notizie e informazioni, visita il sito ufficiale e segui il gioco su TwitterFacebookInstagram, e YouTube.

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