Deathloop è l’ultimo titolo sviluppato da Arkane Studios e pubblicato da Bethesda in esclusiva per PlayStation 5 e PC il 14 Settembre 2021. Si tratta di un’interessante e particolare FPS che unisce al genere elementi raccolti dai roguelite, ma che pesca anche a piene mani da altri titoli creati dallo studio di sviluppo; eccovi il risultato!

Trama 

L’ultima fatica di Arkane Studios ci permetterà di vestire i panni di Colt, un carismatico personaggio pieno di domande ma privo di qualsivoglia risposta. La nostra avventura avrà inizio proprio con la nostra morte per mano di una donna chiamata Julianna, della quale non sembreremo ricordare nulla, per poi svegliarci subito dopo in riva ad una spiaggia. Da questo momento avrà inizio la fase dedicata ad una sorta di tutorial per quella che è la meccanica principale di Deathloop, ovvero l’essere permanentemente bloccati all’interno di un loop temporale. Nulla può infatti salvarci da questo loop, al termine della giornata questa ricomincerà infatti dall’inizio, e neanche la morte sarà in grado di darci sollievo (poiché anche in questo caso ci risveglieremo sempre sulla stessa maledetta spiaggia).

Lo scenario della nostra avventura, ovvero l’isola di Blackreef, è stato così sconvolto temporalmente per cercare di creare una sorta di utopia “di pura libertà”, dove tutti possono fare ciò che vogliono. Al nostro Colt però questa prigionia mascherata da libertà non sta affatto bene, ed infatti nel corso della fase introduttiva scopriremo che forse c’è un modo per spezzare questo loop (e che a quanto pare è un obiettivo che ci siamo prefissati da tempo). L’unica soluzione sembra infatti essere quella di eliminare otto bersagli noti come “i Visionari”, i quali sembrano proprio essere i creatori del loop (oltre ad essere quelli a trarne maggior giovamento). Oltre al mistero legato al loop ed ai Visionari, però, il nostro protagonista ha molte altre domande a cui dover trovare risposta.

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Oltre al semplice scoprire chi siamo dobbiamo infatti cercare di capire chi è Juliana e perché vuole a tutti i costi proteggere il loop, perché tutti gli abitanti dell’isola indossano delle maschere, ma anche il perché vediamo delle scritte comparire in giro per i vari scenari, come fossero messaggi inviatici da chissà chi e chissà quando. Molte di queste troveranno una risposta nel corso del gioco ma, giunti ad uno dei finali, non necessariamente ci ritroveremo ad avere un quadro completissimo, ritrovandoci con alcune cose in sospeso. Indubbiamente un elemento essenziale ai fini della narrazione di Deathloop è dato dall’esplorazione, infatti nelle diverse aree di gioco sarà possibile trovare diversi documenti o altri elementi simili che andranno ad approfondire la lore del gioco (oltre ad essere anche importanti ai fini del gameplay).

La trama risulta essere particolarmente interessante ed affascinante da scoprire, e vi terra facilmente incollati allo schermo per l’intera durata del titolo. A questo compito però prende parte anche un’altra importantissima componente, ovvero la caratterizzazione di tutti i personaggi, ma soprattutto quella di Colt e Julianna. I loro passati non saranno particolarmente approfonditi all’interno dell’opera, ma comunque il lavoro svolto sulla creazione del semplice carattere li rende assolutamente affascinanti. A questo va poi ad aggiungersi anche il fatto che tutto risulta essere molto divertente grazie al loro umorismo e all’ironia che lega e contraddistingue, non soltanto i due personaggi principali, ma anche il gioco nella sua interezza.

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Gameplay

Come già anticipato l’intero gameplay di Deathloop va a basarsi sul concetto di loop temporale, ed è quindi da questo scandito, mentre il nostro obiettivo principale è l’eliminazione degli otto Visionari. La difficoltà ed il senso del gioco starà nell’eliminare i bersagli nell’arco di 24 ore, senza ovviamente incorrere in una morte prematura. Per questa ragione l’isola di Blackreef è stata suddivisa in quattro aree principali, ciascuna contraddistinta da proprie caratteristiche uniche, e per spostarsi da una all’altra il tempo scorrerà; partiremo così dall’alba e seguirà poi il mezzogiorno, tramonto e sera. Non avremo però limiti di tempo (e che quindi andranno ad avvicinarci alla fine della giornata) rimanendo all’interno di una zona.

Per queste ragioni quello che dovremo fare sarà andare alla ricerca di indizi sulla posizione dei bersagli, così da capire in quale zona si troveranno in quella determinata fase della giornata. Così, in base alle nostre scoperte, potremo organizzare un piano di attacco che ci permetta di completare tutti i nostri obiettivi prima del termine della giornata. Da tenere comunque in considerazione che tutto ciò che è contenuto in un’area (dai nemici a torrette, telecamere e trappole) subirà variazioni in base alla fase del giorno, costringendoci quindi a tenere in considerazione anche questo nell’ideazione di una strategia. In aggiunta non dovremo mai dimenticarci che Arkane è molto pratica nel creare mappe di gioco complesse e che permettono numerosi approcci (come nel caso di Dishonored), e questo titolo non è da meno.

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A tutte queste variabili dobbiamo poi aggiungere quelle legate direttamente al nostro Colt, e parliamo dunque delle nostre capacità offensive. Partiamo innanzitutto dal nostro equipaggiamento, ovvero l’Hackmajic (un oggetto per hackerare porte, telecamere e tanto altro), ma soprattutto alle numerose armi presenti in Deathloop. Queste saranno suddivise in diverse categorie, tra cui troviamo ad esempio fucili a pompa, pistole e mitragliatrici, ma anche caratterizzate da diverse classi di rarità e qualità. Avremo infatti dalle più semplici armi comuni (caratterizzate dal colore grigio e una maggiore facilità nell’incepparsi) fino alle armi uniche (di color oro e dai bonus estremamente utili). In ogni caso ciascuna arma permetterà diverse possibilità di approccio, da considerare anche in base al nostro stile di gioco preferito, con armi più silenziose e adatte allo stealth fino a perfetti strumenti per mattanze (anche se in generale l’approccio stealth si limiterà soprattutto alle prime ore di gioco, acquisendo confidenza e capacità diverremo sempre più aggressivi e veloci).

Alle armi vanno poi ad aggiungersi le piastrine e le tavolette; nel caso delle prime di tratta di potenziamenti di diversa efficacia che potremo utilizzare per migliorare abilità, attributi, ma anche armi ed infine le tavolette. Per quanto riguarda queste ultime si tratta di vere e proprie abilità uniche, molte delle quali ricordano molto quanto visto in altri titoli dello studio di sviluppo (come la traslazione da Dishonored o capacità telecinetiche di Prey). La prima, e forse più importante, che otterremo sarà “Recupero”, ovvero la possibilità di tornare in vita per un massimo di due volte prima che il loop venga reimpostato. Non c’è quindi bisogno di descrivere quanto tutto gli elementi descritti finora rendano il gameplay estremamente vario e divertente!

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Inevitabilmente bisogna però dire che, a causa del concetto di ciclo temporale che si ripete, Deathloop ha diversi elementi che rimandano al genere dei roguelite, primo tra tutti la perdita dell’equipaggiamento raccolto nel caso in cui il ciclo dovesse concludersi (per fine del giorno o nostra morte). A partire da una determinata fase del gioco, però, sbloccheremo la capacità di raccogliere una risorsa nota come Residuo, sia attraverso specifici oggetti, ma anche dai Visionari eliminati oppure sacrificando gli oggetti raccolti. Il Residuo sarà infuso di energia temporale, e per questa ragione non verrà perso tra una partita e la successiva, ma soprattutto potrà essere infuso nell’equipaggiamento raccolto in modo tale da conservarlo anche in caso di conclusione del ciclo.

L’ultimo elementi relativo al gameplay di Deathloop è legato alla nostra acerrima nemica Julianna. Il gioco presenta infatti una meccanica di gioco online multigiocatore che ci permetterà di invadere le partite di altri giocatori nei panni di questa “femme fatale”. In questo caso l’obiettivo sarà semplice: porre fine alla vita del Colt di quel mondo; per farlo avremo anche in questo caso a disposizione diverse armi, potenziamenti e poteri per migliorare la nostra Julianna e proteggere il loop! Se impersonando Colt doveste preferire evitare questi scontri 1vs1 con un altro giocatore potrete comunque disattivare l’impostazione e così, nel caso di un’invasione da parte di Julianna nella vostra partita, vi ritroverete a combattere contro l’IA. Comunque sia, trattandosi di una meccanica molto importante e assai divertente, consigliamo di mantenerla attiva per rendere le cose più interessanti.

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Longevità 

Deathloop presenta una durata complessiva non particolarmente ampia, ma ovviamente correlata al tipologia di gioco che rappresenta (sì un FPS con una storia da seguire, ma con un’impronta roguelite importante. Per completarlo saranno infatti necessarie dalle 8 alle 10 ore circa, ma a queste bisogna aggiungere la possibilità di completare alcune missioni secondarie, nel caso vogliate andare a caccia degli oggetti migliori, così come le ore di gioco possibili in multigiocatore. Inoltre bisogna anche considerare che la longevità è assai variabile e legata a quanto finirete per dedicarvi ad una minuziosa esplorazione o  quante volte dovrete morire e ripetere per trovare la soluzione.

Comparto Tecnico

Graficamente Deathloop si attesta su ottimi livelli, nonostante la relativa anzianità del motore di gioco (il Void Engine) che gli sviluppatori hanno introdotto per la prima volta in Dishonored 2 nel 2016. Per quanto questo vada in parte a limitare il salto generazionale, il livello di dettaglio di insieme è davvero eccellente (e ovviamente superiore a Dishonored), con molte texture ambientali e non di grande impatto, ma anche modelli ed effetti molto dettagliati. Da sottolineare poi come tutto questo venga applicato perfettamente ad una stupenda ambientazione in stile film di spionaggio anni 60, cosa che contribuisce a caratterizzare il tutto! Questo comunque al netto di alcune piccole sbavature di poco rilievo evidenti, ad esempio, nel caso dei molti nemici che abitano una zona. Nel caso della fluidità abbiamo buoni livelli su PlayStation 5 (con tre versioni grafiche dalla performance a 60fps e 4K dinamico, qualità con 50fps di media e più vicina al 4K e RT con 30fps e 4K) ma un po’ di instabilità nel caso del PC con cali improvvisi e stuttering (difetti di ottimizzazione che certamente verranno corretti celermente).

Dal punto di vista del sonoro Deathloop raggiunge un picco di eccellenza con il doppiaggio in italiano. Questo risulta essere difatti quasi sempre impeccabile (tranne pochissimi difetti minori) e soprattutto contribuisce in gran misura alla già descritta caratterizzazione dei personaggi, sopratutto con Colt e Julianna. Eccellenti anche le musiche utilizzate che sanno accompagnare ed alternare alla perfezione momenti calmi a momenti concitati con musiche sempre adatte ed incalzanti. Non abbiamo riscontrato infine grossi difetti dal punto di vista di bug o glitch (se non alcuni rarissimi crash su PC sempre legati al discorso di ottimizzazione), tranne per l’unico difetto più importante del gioco, ovvero l’IA dei nemici. Questa non risulterà infatti essere particolarmente sveglia e spesso e volentieri si limiterà a correrci incontro sparando all’impazzata (complessivamente un difetto non così gravemente invalidante, ma è comunque un peccato).

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Deathloop risulta dunque essere un magnifico esperimento nato dall’unione di un FPS basato sulla storia e un roguelite con molti elementi aggiuntivi che hanno garantito il successo ad altri titoli creati da Arkane Studios. Al netto di alcuni difetti tecnici (soprattutto legati all’IA e all’ottimizzazione su PC) il titolo risulta essere estremamente godibile e divertente grazie ad una trama molto interessante, anche se avrebbe potuto dare delle risposte più complete a tutte le nostre domande, così come la lore e la caratterizzazione dettagliata dei personaggi, in particolar modo di Colt e Julianna. Tutto questo coronato da un gameplay estremamente ricco e vario con una libertà d’approccio che ha da sempre contraddistinto Arkane (e che spazia anche al multigiocatore), ma anche un comparto tecnico molto interessante, sia dal punto di vista grafico che da quello del sonoro (con doppiaggi e musiche perfette). In conclusione assolutamente consigliato, soprattutto agli amanti degli FPS e dell’esplorazione di un mondo ricco di dettagli da svelare.

L’esperienza annuale “Gates of Oblivion” di The Elder Scrolls Online prosegue con Waking Flame, nuovo DLC che come di consueto aggiunge nuovi dungeon a questo enorme MMORPG, assieme a nuovi elementi di equipaggiamento unici. Questo contenuto aggiuntivo fa seguito all’altro DLC rilasciato nel corso di quest’anno, ovvero Flames of Ambition, e soprattutto all’espansione di Blackwood, l’aggiunta più corposa di questa esperienza annuale. Waking Flame, rilasciato il 23 Agosto su PC e in arrivo l’8 Settembre su console, aggiunge a TESO due nuovi dungeon chiamati Red Petal Bastion e The Dread Cellar dei quali andremo a parlarvi qui di seguito.

Red Petal Bastion

Il primo dei dungeon di Waking Flame di cui andremo a parlarvi è Red Petal Bastion, una vera e propria fortezza situata nella regione di Glenumbra ed appartenente ad un antico ordine di cavalieri chiamati “Silver Rose”. Si tratta di un ordine da sempre impegnato nella difesa di Tamriel dai pericoli dell’Oblivion, ma qualcosa pare essere cambiato; ultimamente, infatti, i membri di questo gruppo hanno iniziato a saccheggiare diversi santuari per depredarne le reliquie, accumulate poi all’interno della loro fortezza. Verremo così reclutati da un seguace di Azura per recuperare uno di questi artefatti rubati, e nel mentre scoprire cosa ha causato tutto ciò.

Nel complesso questo dungeon ricorda, per certi versi, quanto visto in Blakedrake Villa (incluso in Flames of Ambition); questo sia per quanto riguarda l’estetica generale del luogo, ma anche per la presenza di 3 boss segreti da scovare (anche in questo caso facendo attenzione a specifiche pedane in giro per la mappa) ed essenziali per facilitare il completamento in modalità veterana. Tralasciando i boss segreti avremo un totale di tre boss fight da affrontare, di queste la prima sarà caratterizzata da una meccanica unica e l’ultima sarà quella più complessa in termini di pura difficoltà. Questo boss finale è infatti complicato sia da attacchi specifici in grado di infliggere molti danni e stordire, molti dei quali ad area, sia da altri elementi che si presenteranno per stordire.

Abbiamo inoltre un totale di tre set completi e un monster set reperibile all’interno di Red Petal Bastion:

Thunder Caller (Leggero)

  • 2 oggetti: aggiunge 1487 Offensive Penetration
  • 3 oggetti: aggiunge 129 Weapon and Spell Damage
  • 4 oggetti: aggiunge 129 Weapon and Spell Damage
  • 5 oggetti: infliggere danno con un attacco pesante completamente caricato invoca un fulmine sul bersagio, infliggendo 1875 danno da Shock e lasciando un cratere di 4 metri alla sua posizione per 6 secondi; il cratere infligge 393 danno da Shock al secondo ai nemici che vi stazionano. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 12 secondi e scala in base alla statistica più alta tra Weapon e Spell Damage.

Grisly Gourmet (Medio)

  • 2 oggetti: aggiunge 1096 Stamina massima
  • 3 oggetti: aggiunge 129 Weapon and Spell Damage
  • 4 oggetti: aggiunge 1487 Offensive Penetration
  • 5 oggetti: aggiunge 526 Stamina massima, infliggere danno con un attacco leggero aggiunge al portatore una carica di Baker’s Delight per 5 secondi. Una volta ottenute 3 cariche crei uno Sweetroll di fianco al tuo bersaglio per 5 secondi. Se tu o un tuo alleato toccate lo Sweetroll, sia tu che tutti i tuoi alleati otterrete i seguenti effetti: Ricarica 1593 Health, Magicka and Stamina, ottieni Empower per 10 secondi, ottieni Major Force per 10 secondi. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 10 secondi.

Silver Rose Vigil (Pesante)

  • 2 oggetti: aggiunge 1096 Stamina massima
  • 3 oggetti: aggiunge 1206 Salute massima
  • 4 oggetti: aggiunge 1096 Stamina massima
  • 5 oggetti: bloccare un attacco garantisce una carica di Realmshaper per 15 secondi, con la possibilità di ottenere una carica ogni 0.5 secondi. Una volta raggiunte 3 cariche queste verranno consumate lanciando una sfera di energia necrotica al tuo attaccante, infliggendogli 3226 di danno magico e applicandogli Major Maim per 12 secondi, riducendo anche il loro danno inflitto del 10%. Il danno scala in base alla vostra salute massima.

Prior Thierric (Monster Set)

  • 1 oggetto: aggiunge 129 Weapon Damage e 129 Spell Damage
  • 2 oggetti: infliggere un danno diretto con un’abilità con effetto ad area crea un turbine di ombre di 6 metri sotto il bersaglio per 7 secondi. I nemici all’interno del turbine subiscono 297 danni fisici al secondo e incrementa il danno da loro subito da attacchi ad area del 5%. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 15 secondi.
Waking flame - Red petal bastion

The Dread Cellar

Il secondo dungeon di Waking Flame sarà invece situato proprio nella regione di Blackwood, in una delle prigioni dell’Impero più temute, ovvero Dread Cellar. Il luogo, ormai abbandonato da anni, ha però iniziato a emanare strane e misteriose energie magiche, e riceveremo così l’incarico di investigare da due stregoni dell’Impero. Finiremo così per scoprire che cultisti del Waking Flame ed esseri daedrici hanno occupato la prigione, e sarà nostro obiettivo scoprire quali sono i piani del culto e soprattutto il perché della scelta di questo singolare luogo. Nel complesso questo si rivelerà essere il dungeon più interessante dei due sia da un punto di vista meramente estetico, sia nella componente dei nemici da affrontare che spiegheremo meglio qui di seguito.

Anche in questo caso avremo un totale di 3 boss principali e 3 segreti, i secondi essenziali per completare il dungeon alle difficoltà più alte grazie ai buff che offrono una volta sconfitti. Parlando dei boss segreti l’unica particolarità starà nello scovarli, soprattutto nella ricerca di alcuni cristalli in una zona a loro dedicata e all’interazione della squadra con tutti contemporaneamente; nel caso dei boss principali abbiamo molte meccaniche interessanti nel corso delle loro battaglie, ed inoltre risultano essere più interessanti da un punto di vista della pura e semplice estetica rispetto a quelli di Red Petal Bastion. Il risvolto della medaglia è che l’alto contenuto di meccaniche specifiche di questi boss (specialmente, sottolineato diverse volte, nel caso del nemico finale) è che saranno ovviamente più complessi da sconfiggere, soprattutto alle difficoltà più alte.

Anche in questo caso avremo un totale di tre set ed un Monster Set aggiuntivi:

Scorion’s Feast (Leggero)

  • 2 oggetti: aggiunge 1096 Magicka massima
  • 3 oggetti: aggiunge 129 Magicka Recovery
  • 4 oggetti: aggiunge 129 Weapon e Spell Damage
  • 5 oggetti: quando infliggi danno con un attacco pesante completamente caricato, ricevi una Imbued Aura per 10 secondi, garantendo a te e fino a 3 membri del tuo gruppo 307 Magicka e Stamina Recovery. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 20 secondi. Se infliggi un danno con attacco pesante caricato con Imbued Aura attiva, la consumerai ottenendo una Overflow Aura per 10 secondi, garantendo a te e 3 membri del tuo gruppo 307 Weapon e Spell Damage.

Rush of Agony (Medio)

  • 2 oggetti: aggiunge 129 Stamina Recovery
  • 3 oggetti: aggiunge 129 Weapon e Spell Damage
  • 4 oggetti: aggiunge 1487 Offensive Penetration
  • 5 oggetti: quando infliggi danno diretto con abilità dotate di Blink, Charge, Leap, Teleport, o Pull, attira a te tutti i nemici entro 10 metri. Dopo 2 secondi infliggi 1790 danno fisico a tutti i nemici entro 7 metri. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 8 secondi e scala in base alla statistica più alta tra Weapon e Spell Damage. Attrarre i nemici in questo modo non offrirà immunità al Crowd Control

Crimson Oath’s Rive (Pesante)

  • 2 oggetti: aggiunge 1487 Armor
  • 3 oggetti: aggiunge 1206 Salute massima
  • 4 oggetti: aggiunge 1487 Armor
  • 5 oggetti: utilizzare un’abilità, bere una pozione o usare un veleno che applica un buff di tipo Minor o Major a te o agli alleati, evocherà delle onde di energia che riducono l’armatura dei nemici entro 12 metri di 3541 per 15 secondi. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 12 secondi e solo se c’è un nemico nel raggio d’azione

Magma Incarnate (Monster Set)

  • 1 oggetto: aggiunge 129 Magicka Recovery e 129 Stamina Recovery
  • 2 oggetti: quando curi te stesso o un membro del tuo gruppo con un’abilità a bersaglio singolo, garantirai al membro del gruppo con meno salute entro 28 metri Minor Courage e Minor Resolve, aumentando i loro Weapon e Spell Damage di 215, oltre l’Armor di 2974 per 10 seconds. Energia Daedrica fluirà inoltre verso un membro del gruppo vicino (entro 8 metri) fino ad un massimo di tre volte, applicando Minor Courage e Minor Resolve per 10 secondi. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 15 secondi
Waking Flame - Dread cellar

Vi ricordiamo che sarà possibile acquistare Waking Flame sia tramite il Crown Store, per un totale di 1500 Crowns, o nel caso del Bundle per Collezionisti a 4000 Crowns (il quale include una mount, un pet e 5 Experience Scrolls), sia ottenendo accesso gratuito nel caso siate membri o vogliate usufruire dell’abbonamento di ESO Plus.

Nel complesso Waking Flame risulta essere dunque un DLC molto simile qualitativamente a quelli rilasciati fino ad ora (da un punto di vista ovviamente positivo) e che ottiene un valore di risalto aggiuntivo soprattutto grazie a quello che potrete trovare all’interno di The Dread Cellar. Anche Red Petal Bastion risulta essere un buon dungeon aggiuntivo ma purtroppo non riesce a spiccare come l’altro tra tutti i dungeon presenti all’interno di questo immenso titolo. I nuovi set, inoltre, aggiungono variabilità nelle build di tutti i giocatori spaziando da build per tank a DPS e Healer di vario tipo. Piccola nota aggiuntiva per la presenza di un nuovo pet che potrete sbloccare semplicemente accedendo ad uno dei due nuovi dungeon.

Ha finalmente inizio l’esperienza annuale del 2021 per The Elder Scrolls Online con questo DLC chiamato Flames of Ambition, il quale andrà poi a confluire nelle vicende che saranno narrate nel corso della prima vera espansione di quest’anno, ovvero Blackwood. Il tema dell’avventura che scopriremo nel corso dei prossimi mesi sarà infatti incentrato sul principe daedrico Mehrunes Dagon e sui Cancelli dell’Oblivion (considerando che questa esperienza annuale sarà chiamata The Gates of Oblivion), il tutto ben 800 anni prima degli eventi narrati nel corso di The Elder Scrolls IV. In questa occasione andremo dunque a focalizzare la nostra attenzione su Flames of Ambition e sui due nuovi dungeon che questo DLC introduce in TESO, ovvero Blakedrake Villa e The Cauldron, così come tutti gli altri contenuti che li accompagnano.

The Cauldron

Il Primo di questi nuovi dungeon di Flames of Ambition è forse quello che più sposa lo stile di Mehrunes Dagon e di quanto è stato mostrato fino ad oggi relativamente alle Deadlands dell’Oblivion nelle varie presentazioni di Blackwood. Giunti in una miniera abbandonata nella regione di Deshaan, e nei pressi di un villaggio di elfi scuri che stanno progressivamente scomparendo in circostanze misteriose, troveremo infatti la daedra Lyranth. Questa reietta avrà infatti bisogno del nostro aiuto per recuperare una cassetta bloccata da un’incantesimo che impedisce ai daedra come lei di avvicinarsi; finiremo però per imbatterci in un vero e proprio culto dedito al principe daedrico della Distruzione e chiamato Waking Flame e dovremo cercare a tutti i costi di sventare un loro rituale.

Nel corso della nostra esplorazione ci troveremo a combattere contro creature daedriche di ogni tipo e un totale di 5 bossfight, di cui una composta sostanzialmente da ondate di nemici da eliminare mentre cercheremo di eseguire un compito particolare con una meccanica unica.

Unleashed Ritualist

(2 items) Adds 1096 Maximum Magicka
(3 items) Adds 1096 Maximum Magicka
(4 items) Adds 1096 Maximum Magicka
(5 items) Dealing damage to an enemy applies Ritualist’s Mark to them for 10 seconds. Enemies with your Ritualist’s Mark take an additional 16% damage from your summoned pets.

Dagon’s Dominion

(2 items) Adds 129 Weapon Damage
(3 items) Adds 1096 Maximum Stamina
(4 items) Adds 129 Weapon Damage
(5 items) Adds 492 Weapon Damage to your area of effect abilities.

Foolkiller’s Ward

(2 items) Adds 1487 Armor
(3 items) Adds 1487 Armor
(4 items) Adds 1206 Maximum Health
(5 items) Activating Block while in combat places a damage shield on you and up to 3 group members within 18 meters for 2 seconds that absorbs up to 4000 direct damage. If a damage shield breaks, the wearer of the shield restores 5680 Magicka and Stamina. This effect can occur once every 30 seconds if a damage shield broke.This effect can occur once every 10 seconds if no damage shields broke.

Baron Zaudrus

(1 item) Adds 548 Maximum Stamina, Adds 548 Maximum Magicka, Adds 603 Maximum Health
(2 items) Applying a status effect to an enemy grants you a stack of Zaudrus’s Ambition for 10 seconds, up to 3 stacks max. When you gain 3 stacks, the stacks are removed and you gain 4 Ultimate. On gaining Ultimate, you cannot gain additional stacks Zaudrus’s Ambition for 1 second.

flames ambition

Blakedrake Villa

Il secondo dungeon di Flames of Ambition è invece Blakedrake Villa, un vero e proprio maniero, estremamente complesso e ricco di segreti, situato nella porzione nord della Gold Coast. Non appena entrati nei confini della magione incontreremo Eveli Sharp-Arrow, la quale ci chiederà di aiutarla nella sua missione: recuperare un misterioso tomo dalla casa. Giunti all’interno scopriremo però che ci sono forze oscure all’opera, e che recuperare questo libro sarà una vera e propria corsa contro il tempo poiché creature di ogni tipo (dai minotauri alle salamandre) sono impegnate nel tentativo di bruciare ogni libro presente. Ci troveremo così a esplorare un edificio estremamente complesso, ma anche molto dettagliato, particolareggiato e visivamente ispirato, oltre che ricco di strani meccanismi, alcuni dei quali potrebbero persino permetterci di scoprire ben più di semplici documenti di testo.

Nell’edificio saranno infatti presenti un totale di tre bossfight segrete ben celate all’interno di botole e stanze secondarie il cui meccanismo di apertura potrebbe non essere di così immediata comprensione. Eliminare questi nemici extra ci ricompenserà, oltre con del loot aggiuntivo, anche con diversi bonus passivi e soprattutto con l’accesso a una quarta bossfight segreta disponibile dopo il boss finale. Tralasciando questi boss aggiuntivi il dungeon è sostanzialmente composto da un totale di tre boss, con soprattutto l’ultimo dotato di meccaniche uniche di gameplay che richiederanno un po’ di attenzione extra da parte nostra. Completare il tutto a difficoltà veterano sarà poi ovviamente più complesso per via della salute e il danno dei nemici incrementato, ma anche perché dovremo tenere in considerazione che per completare il vero boss finale (quello segreto) avremo a disposizione un massimo di sei tentativi.

I set collegati a questo dungeon risultano essere estremamente interessanti, soprattutto nel caso dei primi due (il primo per build legate al vampirismo mentre il secondo per dps stamina), mentre il terzo può essere una possibilità aggiuntiva per i tank che vogliono fornire supporto extra e il Monster Set risulta essere purtroppo abbastanza situazionale; qui di seguito potete trovarli tutti elencati nel dettaglio:

Set True-Sworn Fury (Magicka, leggero)

  • 2 Oggetti: aggiunge 657 Spell Critical.
  • 3 Oggetti: aggiunge 129 Spell Damage.
  • 4 Oggetti: aggiunge 1096 Magicka.
  • 5 Oggetti: aggiunge 708 Spell Critical e aumenta il Critical Damage del 4%, queste statistiche raddoppiano quando siamo al di sotto del 75% della salute (a 1416 e 8%) e quadruplicano sotto il 50% (2832 e 16%)

Set Kinras’s Wrath (Stamina, medio)

  • 2 Oggetti: aggiunge 129 Weapon Damage.
  • 3 Oggetti: aggiunge 657 Weapon Critical.
  • 4 Oggetti: aggiunge 129 Weapon Damage.
  • 5 Oggetti: infliggere danno con un attacco leggero o pesante aggiunge al nostro personaggio uno stack di Burning Heart per 5 secondi fino a un massimo di 5 stack. Raggiungere i 5 stack genera un’aura d’ira garantendoci Major Berserk e aumentando così il danno da noi inflitto del 10%. Avere un’aura d’ira attiva garantisce Minor Berserk ai nostri compagni aumentando il danno da loro inflitto del 5%.

Set Drake’s Rush (Salute e stamina, pesante)

  • 2 Oggetti: aggiunge 1206 Health.
  • 3 Oggetti: aggiunge 1096 Stamina.
  • 4 Oggetti: aggiunge 1096 Stamina.
  • 5 Oggetti: effettuare un Bash su un nemico permette a noi e a tre compagni nei nostri paraggi di ottenere Major Heroism per 12 secondi ricaricando 3 Ultimate ogni 1.5 secondi. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 18 secondi.

Set Encratis’s Behemoth (Monster set)

  • 1 Oggetto: aggiunge 1096 Magicka.
  • 2 Oggetti: infliggere danno da fuoco a un nemico ci permette di ottenere Behemoth’s Aura per 12 secondi e per un raggio di 12 metri attorno a noi, il quale riduce del 5% il danno da fuoco subito (per noi e un massimo di 11 alleati). I nemici nel raggio d’azione vedranno inoltre la loro resistenza al fuoco ridotta del 5%. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 15 secondi.
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Dopo avervi parlato precedentemente nel corso di quest’anno di Greymoor, la prima grande espansione che ha introdotto “Il cuore oscuro di Skyrim”, oggi torniamo a parlarvi di The Elder Scrolls Online per l’arrivo di Markarth, la conclusione di questo nuovo arco narrativo. Il DLC è stato pubblicato il 2 Novembre su PC mentre invece arriverà su PlayStation 4 e Xbox One il 10 Novembre.

L’oscurità nel profondo

L’espansione Markarth di The Elder Scrolls Online riprende esattamente le vicende dalla fine della trama principale narrata in Greymoor. La prima parte dell’esperienza annuale de “Il cuore oscuro di Skyrim” ci ha infatti permesso di conoscere la minaccia rappresentata dal Gray Host; un pericolo che sfortunatamente non è stato completamente respinto. La missione introduttiva di questa nuova espansione, acquistabile gratuitamente dal negozio del gioco, ci ha inoltre fatto dare un primo sguardo al passato di Rada-al-Saran, ai suoi obiettivi e alla sua corte di creature della notte.

In questo nuovo contenuto aggiuntivo dovremo dunque seguire Rada-al-Saran all’interno della regione che circonda l’antica città di Markarth, ovvero The Reach. Si tratta di un territorio noto per l’alto numero di rovine Dwemer presenti non soltanto in superficie, ma anche nelle caverne sotterranee del Blackreach (in questo caso le caverne di Arkthzand). Abbiamo infatti l’aggiunta di alcune nuove zone dedicate a quest’antica rete di grotte, le quali si collegano direttamente a quelle che possiamo trovare al di sotto di Western Skyrim (oltre a connettersi direttamente alla superficie della regione tramite ascensori Dwemer).

elder scrolls online markarth

Questa volta però scopriremo che il piano del nostro nemico va ben oltre quanto visto all’interno della città di Solitude, e che questo era soltanto un primo piccolo passo in vista di un obiettivo molto più grande. Ci troveremo infatti dinnanzi a una serie di eventi inaspettatamente ricchi di nuovi elementi unici, con un’antica minaccia che ci permetterà di capire per davvero il senso del titolo dell’esperienza di The Elder Scrolls Online di quest’anno. Il tutto attraverso più missioni di quelle che potremo aspettarci di affrontare, nuovi alleati, ma anche nuovi nemici da affrontare; oltre ai già visti vampiri e licantropi abbiamo anche delle novità in termini di costrutti Dwemer, ma soprattutto una nuova tipologia di nemici strettamente connessi al fulcro di questa vicenda.

Nel complesso il tutto risulta non soltanto molto godibile, ma arriva ad essere uno dei filoni narrativi, a nostro avviso, più interessanti e memorabili dei vari territori del gioco. Questo, oltre che per la trama principale, anche grazie ad alcuni dettagli legati al territorio che potremo conoscere tramite missioni secondarie e i classici documenti di testo sparsi per la mappa. L’altro elemento particolarmente ben riuscito legato alla trama principale di Markarth è quello delle bossfight, tutte rese estremamente uniche e diverse da quanto visto finora. Di contro, purtroppo, abbiamo  un uso leggermente eccessivo di missioni che ci porteranno unicamente a viaggiare da un punto A a B (per poi magari ritornare ad A) andando a spezzare un ritmo tanto avvincente.

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Nelle profondità del Reach

Il nuovo DLC di Markarth aggiunge a The Elder Scrolls Online un buon quantitativo di nuove possibilità esplorative su più livelli. Come di consueto avviene con ogni nuova aggiunta, all’interno dei già citati territori del Reach e delle nuove caverne del Blackreach troveremo una serie di nuovi contenuti. Tra questi troviamo due nuovi World Bosses (dotati di meccaniche uniche e altre “nascoste”), due nuovi Delves, nuove zone per i già visti Harrowstorms (l’analogo alle Anchors introdotte in Greymoor) e tanti altri punti di interesse. In questo caso i Delve meritano una piccola nota a parte legata alla loro estensione; abbiamo infatti dei Delve grandi quanto alcuni Public Dungeons già presenti nel gioco!

Tutti questi nuovi pericoli da affrontare, incluse le missioni secondarie presenti (tutte molto interessanti, anche se non troppo numerose) ci ricompenseranno con dei nuovi set unici legati al nuovo territorio. Abbiamo infatti Voidcaller (leggero, ricco di Spell Damage soprattutto per chi subisce un danno continuato), Witch-Knight Defiance (medio, incentrato sul Weapon Damage per le build da avvelenamento) e Radiant Bastion (pesante, un ottimo set per respingere una parte del danno subito). In aggiunta troviamo anche nuovi contenuti per il sistema delle Antiquities introdotto con Western Skyrim. Tra questi elementi unici da riportare alla luce troviamo dei nuovi compagni da portare al nostro fianco, nuovi elementi di personalizzazione per le nostre abitazioni, ma anche nuovi oggetti di equipaggiamento unici!

elder scrolls online markarth

Una nuova arena

Sin dall’arrivo dell’espansione di Wrothgar abbiamo visto soprattutto crescere i contenuti dedicati a gruppi di giocatori. Questa volta, però, l’espansione di Markarth in The Elder Scrolls Online aggiunge una nuova arena da giocare in solitario. Questa, chiamata Vateshran Hollow, ci permetterà di prendere parte a un’antica ordalia con nuove meccaniche uniche, prima tra tutte la scelta dell’arena da affrontare. Sono infatti presenti tre diverse arene, una legata a Molag Bal, una a Hircine e una a Mehrunes Dagon; in ciascuna di queste potremo affrontare un massimo di tre boss e altri nemici minori (alcuni dei quali essenziali per proseguire), per poi terminare il tutto con una bossfight finale. Dei tre boss presenti però uno sarà opzionale, mentre gli altri due necessari per completare l’arena.

Questo boss opzionale non è però raggiungibile in ogni caso, ma sarà legato all’ordine con cui decideremo di completare le varie arene. Ogni arena ci permetterà infatti di sbloccare un oggetto per avanzare nella stessa, ma anche per accedere ad aree nascoste nelle altre. Sottolineiamo il fatto che questo risulta valido perché ogni parte di questa nuova sfida lascerà al giocatore la libera esplorazione (cosa che potrebbe anche permetterci di ottenere dei manufatti capaci di conferirci dei bonus decisamente molto utili). Tutto ciò, sommato alla bellezza estetica di ogni zona, ma soprattutto alle meccaniche estremamente ben riuscite di ogni boss presente, rende Vateshran Hollow l’arena più divertente da giocare (essendo poi le altre praticamente un susseguirsi di zone chiuse).

Anche in questo caso abbiamo dei set di armature aggiuntivi legati alle casse che otterremo da ogni boss sconfitto, ma anche un set di armi ottenibile come ricompensa finale. Parliamo infatti dei set armatura Hex Siphon (leggero, utile per aumentare lo Spell Damage contro gruppi di nemici), Pestilent Host (medio, in grado di infliggere molti danni in PvE) e infine Explosive Rebuke (per infliggere danni ad area con le parate). Per quanto riguarda i set legati alle armi abbiamo:

  • Destruction Staff: Wrath of Elements (potenzia Weakness to Elements creando un collegamento con un nemico che gli causa danno continuo).
  • Restoration Staff: Force Overflow (permette di ricaricare stamina e magicka degli alleati usando Force Siphon).
  • Arco: Point-Blank Snipe (aumenta il danno inflitto da Snipe tanto più vicini si è al bersaglio).
  • Armi a due mani: Frenzied Momentum (usare abilità stamina con Momentum attivo aumenta il Weapon Damage fino a causare un danno ad area).
  • Due armi: Executioner’s Blade (Hidden Blade causa danno aggiuntivo se si attacca un nemico alle spalle).
  • Spada e scudo: Void Bash (infliggendo danno con Power Bash tutti i nemici entro 12 metri vengono attirati a noi per poi ridurre il loro danno inflitto).

Nel complesso dunque The Elder Scrolls: Markarth risulta essere un DLC molto più vasto di quello che potremmo aspettarci, grazie ai numerosi set introdotti (sia overland che quelli legati alla nuova arena), all’estensione della mappa in superficie e sotterranea (con tutti i delve e altre zone esplorabili) oltre che World Boss unici. Il tutto condito da una trama principale molto coinvolgente, ricca di dettagli e spettacolare grazie alle ambientazioni e bossfight tanto uniche quanto ben riuscite, questo seppur non senza difetti, primo tra tutti alcune fasi che spezzano l’azione. Infine la nuova arena è senz’ombra di dubbio la sfida, per il gioco in singolo, migliore in assoluto, sia per il divertimento che deriva dalla possibilità di esplorare un minimo e scoprire alcuni dettagli unici, ma anche per il lavoro svolto sulle bossfight, tutte molto divertenti da giocare.

Bethesda Softworks ha presentato un nuovo trailer di DEATHLOOP, l’innovativo sparatutto creato dal pluripremiato team di Arkane Lyon in arrivo nel secondo trimestre 2021 in esclusiva su PlayStation 5 (PS5) e PC.

Deathloop trailer

Deathloop al limite fra trama e gameplay

Il nuovo trailer di DEATHLOOP porta i giocatori nella mente del protagonista, Colt, mentre dà la caccia a due degli otto bersagli chiave che lo tengono imprigionato in un loop temporale sull’isola di Blackreef. Il classico stile di gioco Arkane offre varie modalità di eliminazione dei bersagli e la facoltà di individuarne più di uno nello stesso posto simultaneamente, il tutto grazie a indizi da mettere insieme in un infinito rompicapo mortale prima che il giorno ricominci da capo.

A voi il trailer! Che ne pensate?

Direttamente dagli studi di sviluppo di ID Software i creatori di DOOM Eternal hanno voluto condividere una serie di immagini inedite dedicate alle iconiche armi utilizzate nel gioco con gustosi commenti e retroscena.

Ecco tutti i commenti degli sviluppatori per ogni immagine:

Il processo di sviluppo del cannone pesante ha rappresentato una sfida entusiasmante. Creare un’arma umana originale e unica ha richiesto un lavoro molto approfondito. Alla fine, però, ritengo che i nostri sforzi siano stati ripagati, e che l’arma offra un contrasto molto interessante con quelle più aliene.   
– Colin Geller

Questa è stata la prima arma che ho avuto l’opportunità di progettare per DOOM Eternal. È stato un lavoro entusiasmante, dal momento che era un’occasione per infondere un nuovo stile a quest’arma molto classica. Sia in termini di forma che di funzione, abbiamo voluto allontanarci dal concetto di un altro “oggetto a forma di tubo che fa BOOM”.
– Colin Geller

Per quest’arma, l’obiettivo era mantenere il look fortemente industriale della versione 2016 della mitragliatrice aggiungendo al tempo stesso degli elementi fantascientifici “esagerati”. Ho realizzato tutto ciò integrando forme più organiche di superfici solide e aggiungendo delle luci energetiche intorno alla canna e al nastro delle munizioni. Volevo che quest’arma, sparando, si illuminasse come un albero di Natale.
-Bryan Flynn

Il mio compito in questo caso era di adattare il BFG alla visuale in prima persona mantenendone intatta la vecchia base. Per questo nuovo aggiornamento mi sono ispirato ai motori e alle motociclette. Ho osato abbastanza, in termini di design, includendo forme organiche di superfici solide ed enfatizzando le animazioni ispirate al movimento dei pistoni/cilindri.
-Bryan Flynn

Come ebbe a dire John Carmack, DOOM vuol dire essenzialmente “fucili a pompa e demoni”. Il DOOM originale ha di fatto reso iconico l’uso dei fucili a pompa e delle doppiette nell’arsenale archetipico degli sparatutto in prima persona. Ancora oggi non è insolito veder figurare la doppietta originale di DOOM II nelle top ten delle armi dei videogiochi migliori di sempre. Nel progettare la doppietta per DOOM Eternal, ho dovuto tenere debito conto anche della legittima reverenza e del rispetto della tradizione.
-Jon Lane

In DOOM Eternal, il fucile a pompa serve principalmente da moderno complemento tattico alle armi meno convenzionali presenti nel gioco. Progettato per controbilanciare la più vetusta e brutale doppietta, il fucile a pompa si contraddistingue per la sua estetica futuristico-militare, con un’enfasi particolare sulla funzionalità.
-Jon Lane

Il fucile al plasma di DOOM Eternal è concepito come un omaggio all’originale apparso per la prima volta nel gioco del 1993. Durante lo sviluppo, mi sono rifatto agli sprite originali creati dal fondatore di id Software Kevin Cloud, nonché ai suoi materiali di riferimento. Sebbene abbia apportato diverse modifiche estetiche per modernizzarne il design classico, la nuova versione dell’arma è stata creata per essere immediatamente riconoscibile dai fan di lunga data della serie.
-Jon Lane


Oggi torniamo a parlare di The Elder Scrolls Online per l’uscita del nuovo DLC Stonethorn, il quale riprende gli eventi della nuova espansione rilasciata precedentemente quest’anno: Greymoor (della quale vi abbiamo parlato nella nostra recensione). Questo nuovo contenuto è infatti parte integrante dell’esperienza annuale chiamata “Il cuore oscuro di Skyrim” con Harrowstorm e Greymoor, e si concluderà entro la fine di quest’anno con un’ulteriore espansione. Come di consueto questo DLC va ad aggiungere all’esperienza di ESO un totale di due dungeon esplorabili e ricchi di pericoli, nuove quest dedicate, nuovi set e nuove meccaniche di gioco. Partiamo dunque innanzitutto dal parlare del “primo” di questi: Stone Garden.

Stone Garden

Questo primo dungeon ci porterà nelle profondità delle caverne di Blackreach, lungo labirintici percorsi in pietra ed antiche rovine Dwemer, dove incontreremo Gwendis (una conoscenza per i membri del Daggerfall Covenant) la quale ci chiederà di sventare i piani di un alchimista che ha fatto sua l’intera area per svolgere alcuni esperimenti. Dovremo così combattere contro orde di lupi mannari e “seguaci” dell’alchimista per giungere al termine di questa zona, particolarmente ispirata da un punto di vista estetico (ma anche degli scontri, come vedremo in seguito) proprio grazie al connubio tra le oscure profondità di Blackreach e le antiche rovine ivi presenti. L’intera area sarà inoltre colma di stanze opzionali e ricche di libri ed oggetti legati alla lore, non del tutto necessarie per completare il dungeon, o almeno questo risulta valido per la modalità normale.

Stonethorn

Diciamo questo perchè alcune di queste stanze ci conferiranno alcuni bonus (in generale per nulla di poco conto, parliamo ad esempio di un aumento di 3500 HP con riduzione del danno del 6%, o danno delle armi ed incantesimi aumentati di 375 punti) che possono essere considerati opzionali in modalità normale, ma a dir poco essenziali nella modalità veterano. Questo specialmente in virtù del fatto che ciascun bonus avrà anche un particolare effetto secondario da sfruttare soprattutto nel corso della bossfight finale (e per la quale preferiamo lasciarvi il piacere della scoperta); vogliamo infatti sottolineare innanzitutto che questo dungeon presenta un totale di tre combattimenti contro boss, e questi sono stati molto ben differenziati tra di loro e resi decisamente unici. Oltre a quella decisamente più spettacolare legata all’ultimo nemico (caratterizzato anche da un gran numero di fasi), infatti, ogni boss dovrà essere affrontato in modo cosciente e strategico, oltre che, soprattutto nel caso della modalità veterano, con un team ben coordinato.

Il tutto riesce a rendere questo Stone Garden divertente e stimolante da giocare, soprattutto qualora vi doveste ritrovare a ripetere questa missione più volte nel tentativo di recuperarne i set. Questo dungeon di Stonethorn contiene infatti, come sempre, un totale di tre set normali ed un Monster Set. I set dedicati alle build di stamina e salute sono maggiormente incentrati sull’ottenimento di punti ultimate aggiuntivi, mentre il set magicka ed il Monster set sono focalizzati sull’aumentare i danni; abbiamo infatti:

Set Elemental Catalyst (Magicka, leggero)

  • 2 Oggetti: aggiunge 1096 Magicka.
  • 3 Oggetti: aggiunge 833 Spell Critical.
  • 4 Oggetti: aggiunge 1096 Magicka.
  • 5 Oggetti: ogni volta che infliggi danno elettrico, di ghiaccio o di fuoco applichi una carica di debolezza elementare dello stesso tipo al nemico per tre secondi. Ogni carica aumenta il loro danno critico subito del 3%. Un nemico può avere una sola carica per elemento attiva.

Set Kraglen’s Howl (Stamina, medio)

  • 2 Oggetti: aggiunge 833 Weapon Critical.
  • 3 Oggetti: aggiunge 129 Stamina Recovery.
  • 4 Oggetti: aggiunge 129 Weapon Damage.
  • 5 Oggetti: dopo che un nemico che hai danneggiato di recente muore, emetti un ululato che conferisce a tre alleati entro 15 metri la sinergia Heed the Call. Attivare tale sinergia conferisce a te e a chi la attiva 12 ultimate. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 20 secondi.

Set Arkasis’s Genius (Salute, pesante)

  • 2 Oggetti: aggiunge 1206 Salute.
  • 3 Oggetti: aggiunge 1487 Armatura.
  • 4 Oggetti: aggiunge 1206 Salute.
  • 5 Oggetti: ogni volta che bevi una pozione, tu e 3 membri del tuo gruppo guadagnate 44 ultimate. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 30 secondi.

Set Stone Husk (Monster set)

  • 1 Oggetto: Aggiunge 833 Weapon Critical.
  • 2 Oggetti: i tuoi attacchi pesanti ti legano ad un nemico entro 10 metri per 5 secondi. I nemici che toccano il collegamento subiscono 1906 danni fisici ogni secondo e tu ottieni una carica di Husk Drain, fino a 15 cariche. Il collegamento si rompe se il nemico si allontana più di 12 metri. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 10 secondi. Quando il collegamento finisce consumi tutte le cariche accumulate ottenendo 30 Weapon Damage per carica per 5 secondi.
stonethorn

Castle Thorn

Il secondo dungeon incluso in Stonethorn è Castle Thorn, si tratta di un vero e proprio castello il cui stile gotico si adatta alla perfezione a quanto visto sin’ora con Greymoor, tra un’ampio cimitero nebbioso e le tetre sale dell’edificio, cattedrale inclusa (il tutto a nostro avviso complessivamente più unico e meglio riuscito rispetto a Stone Garden)! Anche in questo caso sarà Gwendis ad affidarci un compito: fermare la sovrana del castello ed il suo tentativo di mettere insieme una nuova armata di vampiri. Di conseguenza, in questo caso, i nostri nemici saranno rappresentati principalmente da vampiri, i cosiddetti bloodfiend, “mastini infernali”, gargoyles ed altre creature più uniche. Il tutto con un totale di ben 5 bossfight da affrontare e, di conseguenza, una lunghezza e complessità totale maggiore di questo dungeon rispetto al primo.

stonethorn

Anche in questo caso avremo dei combattimenti caratterizzati da meccaniche uniche, specialmente nel caso del terzo boss (e dell’area che lo precede) e dell’ultimo, questo di gran lunga il più ispirato ed interessante da un punto di vista “scenografico”, nonostante non ci siano grosse variazioni in termini di meccaniche tra una fase e l’altra. Da un punto di vista della difficoltà i boss a cui prestare maggiore attenzione (soprattutto nel caso in cui vi ritroviate ad affrontare Castle Thorn a veterano) sono gli ultimi due; questo a causa di attacchi particolarmente potenti in loro possesso, ed in grado di danneggiare considerevolmente anche un tank ben costruito. Inoltre, come prima, anche in questo caso potremo ottenere una serie di nuovi set; questi però (eccezion fatta per quello leggero) risultano essere molto più interessanti da accorpare alle varie build:

Set Talfyg’s Treachery (Magicka, leggero)

  • 2 Oggetti: aggiunge 833 Spell Critical.
  • 3 Oggetti: aggiunge 1096 Magicka.
  • 4 Oggetti: aggiunge 129 Spell Damage.
  • 5 Oggetti: aumenta lo Spell Damage di 372. Aumenta il danno ricevuto dal fuoco ed abilità della Fighters Guild del 10%.

Set Unleashed Terror (Stamina, medio)

  • 2 Oggetti: aggiunge 129 Weapon Damage.
  • 3 Oggetti: aggiunge 1096 Stamina.
  • 4 Oggetti: aggiunge 1096 Stamina.
  • 5 Oggetti: quando infliggi un danno diretto con un abilità del tipo Charge, Leap, Teleport, o Pull, tagli il tuo nemico causando sanguinamento per 10 secondi ed infliggendo 19728 danni fisici nel corso della durata. Questa abilità può verificarsi una volta ogni 10 secondi per bersaglio.

Set Crimson Twilight (Salute, pesante)

  • 2 Oggetti: aggiunge 1206 Salute.
  • 3 Oggetti: aggiunge 4% cure ricevute.
  • 4 Oggetti: aggiunge 1206 Salute.
  • 5 Oggetti: dopo aver subito un danno ti circondi in 8 metri di nebbia di sangue. Dopo 2 secondi la nebbia viene violentemente convogliata nel tuo corpo infliggendo 8220 danni da sanguinamento ai nemici vicini e curandoti del 100% del danno inflitto. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 8 secondi.

Set Lady Thorn (Monster set)

  • 1 Oggetto: aggiunge 1206 Salute.
  • 2 Oggetti: usare un’abilità che consuma salute evoca una sfera di sangue per 10 secondi. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 10 secondi. Tu o un alleato nei pressi della sfera potete attivare la sinergia  Sanguine Burst, infliggendo 5000 Disease Damage ai nemici vicini ed applicando loro Major Maim per 5 secondi, riducendo il loro danno inflitto del 30%. I nemici possono subire Major Maim da Sanguine Burst solo una volta ogni 30 secondi.

Complessivamente Stonethorn rappresenta dunque un DLC di tutto rispetto, sulla stessa linea e qualità di quanto aggiunto fin’ora. Tra novità in termini di meccaniche nei nemici e boss da affrontare ai nuovi scenari ed ambienti da esplorare, il tutto portando avanti la trama e la lore iniziata con Harrowstorm ed espansa ed esplorata con Greymoor. Questo rendendo sempre divertente e stimolante ciascuno dei due dungeon, in ogni loro parte. Anche i nuovi set, tra alti e bassi, riescono ad insinuarsi ed adattarsi a diverse tipologie di build (nonostante principalmente quelle incentrate su DPS e Tank). Di conseguenza si tratta di un’aggiunta a The Elder Scrolls Online da non farvi sfuggire per proseguire nel “Cuore oscuro di Skyrim” e per ottenere nuove ore di gioco aggiuntive, e possibilità nei dungeon da affrontare.

The Elder Scrolls Online: Greymoor – Introduzione

The Elder Scrolls Online aveva già accompagnato i suoi giocatori ad avventurarsi in diverse regioni di Tamriel, anteponendo loro nemici d’ogni tipo appartenenti al mondo fantastico di Bethesda: daedra, draghi e necromanti sono infatti stati gli antagonisti principali delle passate espansioni dell’MMORPG di Zenimax Online Studios, le cui zone visitabili sono aumentate sempre più, arricchendo la mappa del titolo e caratterizzandola con storie ed ambientazioni sempre diverse e distinte.
Dopo aver quindi visitato Morrowind, le isole Summerset e l’Elsweyr SettentrionaleThe Elder Scrolls Online: Greymoor introduce gli avventurieri di Tamriel ad una regione che ben conosciamo e che risuona come un’eco nostalgico dal passato: Skyrim Occidentale.

The Elder Scrolls Online: Greymoor: Meccaniche e Gameplay

Se avete intenzione di approcciarvi per la prima volta all’MMORPG di Bethesda, non lasciate che l’entusiasmo vi venga smorzato dal timore che sia troppo tardi per poterselo godere. Sebbene sia già al suo quarto capitolo d’espansione, The Elder Scrolls Online: Greymoor rimane ancora accessibile agli ultimi arrivati, che possono godersi la storia, le spedizioni e gli eventi speciali senza alcun handicap.
The Elder Scrolls Online: Greymoor è un MMORPG che si basa sugli stilemi classici del genere, dettati anni fa da World of Warcraft, titolo con il quale, insieme a Final Fantasy XIV OnlineGreymoor si compete l’utenza.
A partire dalla creazione del personaggio – punto cardine del genere – The Elder Scrolls Online: Greymoor si posa su delle scelte tradizionali ed efficaci: la scelta di razza e classe.
Alla creazione del personaggio sarà infatti possibile scegliere tra 6 classi: il Dragonknight, possente guerriero che sfrutta le arti marziali Akaviri e lo spirito igneo dei draghi per lanciare magie che lo rendano più forte e resistente; i Nightblade, assassini furtivi specializzati nello sferrare devastanti colpi critici; il Sorcerer, incantatore che controlla ed invoca magie elementali per provocare danno ai nemici; il Templar, paladino dai poteri radianti che sfrutta per curare gli alleati e distruggere gli avversari; il Warden, aggiunto con l’espansione Morrowind, che combina incantesimi di ghiaccio con evocazioni di alleati animali; ed infine il Necromancer di Elsweyr, che controlla ossa, sangue ed anime a suo piacimento.

Ogni classe ha tre sotto-classi da cui scegliere liberamente abilità sia passive che attive, permettendo al giocatore, anche mediante skill tree acquisibili da ogni classe attraverso missioni speciali, di creare un personaggio incredibilmente caratterizzato e personale, in base ai propri gusti ed al ruolo che si vuole giocare in battaglia, da scegliere tra i tre classici cardini del MMORPGTankDPS ed Healer.
Oltre a ciò, sarà necessario selezionare una delle 10 razze disponibili, tratte direttamente dalla lore della saga di The Elder Scrolls. La scelta, tuttavia, non sarà priva di vincoli: ogni razza appartiene ad una fazione in perenne lotta contro le altre per il controllo di Tamriel, e bisognerà scegliere con saggezza a quale appartenere; BretoniRedguard ed Orsimer sono le razze alleate della Daggerfall CovenantNordArgoniani e Dunmer stringono alleanza sotto l’Ebonheart Pact; mentre Khajiit, Bosmer ed Altmer combatto insieme sotto lo stendardo dell’Aldmeri Dominion. Gli Imperali, comportandosi da “jolly” in questa situazione, possono tuttavia decidere liberamente a quale fazione appartenere.
Legando il personaggio ad una fazione, esso potrà combattere solamente per essa nei “campi di battaglia”, modalità nella quale enormi eserciti di giocatori ed NPC si scontrano in assedi all’ultimo sangue per ottenere il dominio maggiore sulle lande di Tamriel.

Narrativa da MMORPG e nuove aggiunte in The Elder Scrolls Online: Greymoor

La narrazione di The Elder Scrolls Online, sezionata in missioni primarie e secondarie, risulta essere il cuore del titolo e permette un’approfondita immersione nel mondo di gioco. Questa, espansa dai capitoli rilasciati a cadenza annuale, si dirama per tutta Tamriel, abbracciando temi e personaggi ben diversi tra loro. In The Elder Scrolls Online: Greymoor avremo modo di esplorare una regione limitata di Skyrim ambientata circa un millennio prima degli avvenimenti di The Elder Scrolls V: Skyrim, ed avremo modo di osservare e combattere la piaga delle Harrowstorms, vortici cremisi di sangue ed energia, generati da vampiri e streghe per radunare le anime perdute e portare a termine i loro corrotti rituali.

Le Harrowstorms, così come le Dark Anchors, gli Abyssal Geysers ed i Dragonscours si traducono in eventi di gruppo generati casualmente in specifici punti della mappa, in cui più giocatori si possono radunare per ostacolarne il processo e, con un po’ di fortuna, fermarlo completamente in cambio di un ricco tesoro.
Accompagnati da Lyris Titanborn – mezza-gigante che già dovremmo aver conosciuto durante una missione del gioco base – e Fennorian di Ravenwatch – vampiro, studioso e ricercatore – dovremo viaggiare dall’imponente Solitude, arroccata in cima ad un immane promontorio, fino al Blackreach, profonde grotte sotterranee illuminate dalla bioluminescenza della flora e della fauna che le abitano, per convincere gli Jarl più influenti della Skyrim Occidentale a prendere in considerazione la minaccia delle Harrowstorm e dei loro fautori – vampiri, streghe e licantropi – in un’avventura dai toni e dall’estetica fortemente gotica.

Alle varie attività d’artigianato eseguibili nel gioco base, come la forgiatura, la tessitura, l’incisione di rune o la falegnameria, in The Elder Scrolls Online: Greymoor viene inoltre aggiunta la ricerca di oggetti antichi, gli “Antiquities“, reperti archeologici sparsi per tutta Tamriel – non solo Skyrim – che sarà possibile riportare alla luce grazie ad uno speciale dispositivo ottenibile a Solitude che ci permetterà di aggiungere due alberi di abilità d’artigianato (“scrutare” e “scavare”) ed una volta raggiunto l’area in cui si suppone essere locato il reperto, ottenerlo in seguito ad un mini-gioco molto simile ad un Battaglia Navale od ancor meglio, per chi conosce Pokémon Diamante/Perla/Platino, lo scavo alla ricerca di oggetti nei sotterranei.

Stile ed estetica visiva e sonora

Skyrim Occidentale è esattamente ciò che ci si aspetterebbe sentendo pronunciare il suo nome: sconfinate distese brinose su cui si stagliano i forti ed i castelli dei potenti Jarl del nord, nebbiosi monti che nascondono labirintiche segrete dove dimorano vampiri e necromanti e, ovviamente,  gli antichi sotterranei dei nani, ora tramutatisi nei crudeli e selvaggi Falmer.
I biomi in cui ci immergeremo saranno principalmente tre: quello urbano di Solitude, le cui mura ed edifici imperano sulla regione dell’Haafingar dal promontorio su cui si abbarbica la capitale; quello selvaggio della tundra collinare dello Hjaalmarch, caratterizzata dai classici panorami di Skyrim, colorati dal blu del cielo, dal bianco dei picchi innevati e dal verde della coriacea flora del nord;  e dulcis in fundo, le immani grotte di Blackreach, microcosmi sotterranei illuminati dalla luce color acquamarina dei funghi bioluminescenti.
Il sistema di illuminazione degli ambienti di ESO, che già in passato aveva dimostrato di essere capace di caratterizzare gli ambienti in maniera eccelsa, in Greymoor dona il meglio di sè, attribuendo ancor più valore e bellezza ai dungeon illuminati dalle tremolanti fiaccole che ci mostrano la via.

La maggior parte degli edifici più importanti, condividono uno stile gotico, astutamente scelto per accompagnare i temi e gli antagonisti cupi di The Elder Scrolls Online: Greymoor, ossia tutte quelle creature del folclore europeo legate all’esoterico ed alla magia del sangue: vampiri, streghe e licantropi, che coi loro rituali coloreranno il cielo di Skyrim di cremisi e nero.

La colonna sonora, figlia di Andrew Skeet, riprende alcuni leitmotif della OST di The Elder Scrolls V: Skyrim, distorcendoli con sonorità dai toni cupi e gravi, che ben la allontanano dall’aura di esplorazione eroica del famoso titolo Bethesda, al fine di impostare il mood del giocatore su una frequenza più adatta alle atmosfere della trama narrata.

Greymoor, in conclusione, si basa sulla stessa formula dei capitoli precedenti, aggiungendo il sistema di ricerca degli oggetti antichi, che ci invitano ad esplorare con calma una delle zone più belle da esplorare di tutto il MMORPG di Bethesda, dalle distese innevate ai sotterranei più oscuri. A scapito di contenuto come nuove classi od abilità, Greymoor rappresenta un ottimo momento per lanciarsi nel mondo di The Elder Scrolls Online, grazie all’accessibilità garantita dal bilanciamento delle missioni e dei nemici e dalla magnifica regione che è Skyrim.

Durante la Milan Games Week abbiamo avuto modo di provare l’imminente DOOM Eternal presso lo Stand Bethesda in collaborazione con ASUS ROG e non possiamo far altro che riferirvi quanto segue: il nuovo DOOM è una bomba!

La demo testata parte con un tutorial che introduce il giocatore alle nuove meccaniche introdotte con DOOM Eternal, tra cui il dash in qualsiasi direzione e la possibilità di arrampicarsi su alcune superfici o di utilizzare appigli per spostarsi ancora più in alto. Le meccaniche sono estremamente semplici e veloci d’assimilare e rendono la mobilità del giocatore di parecchio superiore al precedente DOOM, introducendo una verticalità durante le fasi di gameplay davvero non indifferente.

Ad ogni modo, le nuove meccaniche non sono soltanto belle da vedere in azione ma assolutamente essenziali durante gli scontri coi nemici, difatti, la quantità di avversari su schermo è aumentata notevolmente rispetto al precedente capitolo e la necessità di schivare i colpi diventi un punto cruciale in un gunplay rinnova in pieno le meccaniche degli First Person Shooter.

DOOM Eternal osa, e tanto, inserendo nelle mappe delle vere e proprie zone in cui il platforming la fa da padrone: sarà infatti necessario “saltellare ed arrampicarsi” da un punto A ad un punto B passando tra ostacoli e nemici in pieno marasma, delle volte anche senza capire esattamente cosa si sta facendo.

Non neghiamo che questo platforming, forse un po’ forzato, potrebbe stonare con la struttura di gioco ma, avendo avuto modo di provare solo una porzione relativamente piccola del titolo non ci sentiamo di spendere parole negative a riguardo e per questo dovremo necessariamente attendere la versione finale.

Il livello tecnico ed artistico di DOOM Eternal tocca vette di eccellenza senza mai stancare o ripetersi, e come detto in precedenza, mette in campo delle ambientazioni che si sviluppano in modo lineare e verticale con un’attenzione ai piccoli dettagli che potrebbe lasciare con la mascella a terra chiunque.

Avanzando ad armi spianate la sensazione di potenza del DOOM Slayer è palese e trasmette un’adrenalina non indifferente, proprio come anticipato dagli sviluppatori durante l’ultimo Quakecon: vi sentirete estremamente potenti e pronti a distruggere qualsiasi cosa vi si pari d’innanzi.

A contornare il tutto una colonna sonora Heavy Metal che durante gli scontri non fa altro che caricare ancora di più il giocatore, trasmettendo vibrazioni estremamente positive e stimolanti per un connubio audio-visivo che non lascia scampo.

Abbiamo giocato il titolo su PC Desktop ASUS ROG di ultima generazione “T-ROK APOCALYPSE” equipaggiato con scheda madre ROG Strix Z390-F, Intel Core i9-9900K e ROG Strix RTX 2080 8G sfruttando in pieno i 240Hz del monitor ASUS ROG Strix XG258Q, per una fluidità senza compromessi; sicuramente il modo migliore per giocare un titolo veloce e frenetico come DOOM Eternal.

Dopo questa prova non possiamo far altro che aspettare trepidanti DOOM Eternal il 22 Novembre con un Hype mai visto e tanta, ma tanta voglia di crivellare centinaia di demoni a suon di WASD.

Trama

Wolfenstein Youngblood ci porta nel 1980, ben 20 anni dopo gli eventi dell’ultimo capitolo della serie. Ormai il buon vecchio B.J. Blazkowicz pare aver abbandonato il palcoscenico della guerriglia al nazismo, specialmente in seguito alla nascita delle sue due figlie gemelle: Jess e Soph. Il nostro “eroe ammazzanazisti” però, ha cresciuto le sue figlie insegnando loro tutto ciò che ha imparato nel corso della sua vita e, specialmente, nelle innumerevoli battaglie che ha affrontato.

Wolfenstein Youngblood

All’improvviso, Blazkowicz pare essere scomparso e l’unica pista trovata da Jess e Soph sembrerebbe condurre a Parigi e, per questo motivo, le due partono alla volta dell’Europa accompagnate dalla figlia di Grace Walker: Abby. In questo modo si uniranno a quel che resta della resistenza francese a Parigi e con loro si dedicheranno alla liberazione della città. Per farlo però sarà necessario sbaragliare tre torri (chiamate Brother) controllate da soldati nazisti estremamente pericolosi e pesantemente armati.

La trama principale di questo Wolfenstein Youngblood, più che mai risulta essere un mero contorno al ricco e divertente gameplay. In aggiunta alla campagna principale troviamo diverse missioni secondarie che più che essere caratterizzate da storie a sé stanti risultano interessanti per l’ottimo livello di realizzazione e design.

Wolfenstein Youngblood

Gameplay

In Wolfenstein Youngblood è particolarmente evidente l’intenzione del team di sviluppo di creare un gioco particolarmente incentrato sul comparto cooperativo multigiocatore; difatti la maggior parte delle modifiche applicate al classico gameplay di base puntano al creare un comparto online più ricco ed interessante. Comunque sia, vogliamo rassicurarvi sul fatto che lo scheletro del gioco rispetto ai precedenti capitoli non è stato intaccato e resta frenetico ed adrenalinico come da tradizione.

Le modifiche sono incentrate soprattutto sul sistema di “progressione” del nostro personaggio, partendo dalla scelta di chi vorremo usare tra le due sorelle Blazkowicz (senza sostanziali differenze tra le due se non l’arma iniziale) ed un’abilità per la supercorazza da sbloccare. Da questo momento in poi dovremo accumulare esperienza sconfiggendo nemici, aprendo casse e trovando oggetti collezionabili, così da salire di livello e sbloccare nuove abilità servendoci dei classici “punti abilità” ed albero dei potenziamenti suddiviso in tre rami.

Wolfenstein Youngblood

L’esperienza non sarà però l’unica cosa necessaria da accumulare in Wolfenstein Youngblood; infatti sparse per le diverse mappe di gioco, dietro nemici sconfitti o in apposite casse sarà possibile trovare delle monete d’argento. Queste saranno una valuta essenziale per potenziare le nostre armi modificandone canna, impugnatura, caricatore, mirino e castello scegliendo tra tre tipi di potenziamento disponibile, e ciascuno incentrato su una data caratteristica come danno o precisione.

Al livello d’esperienza dei nostri personaggi corrisponderanno livelli più o meno alti dei nemici, particolarmente elevati nei pressi delle torri Brother (ed è sostanzialmente per questo motivo che per affrontare queste missioni sarà necessario dedicarsi alle missioni secondarie per potenziare il proprio alter-ego), oppure in caso di allarme lanciato dai comandanti nazisti (i quali andrebbero per questo eliminati sempre per primi). Mai come in questo caso ci ritroveremo ad affrontare svariate classi di nemici e ben differenziate tra loro; basti pensare al semplice fatto che alcuni di questi saranno dotati di una corazza leggera o pesante, ed in base a questo saranno più o meno vulnerabili ad alcune armi.

Wolfenstein Youngblood

Altra cosa che salterà immediatamente all’occhio sarà la presenza di “vite condivise” tra i giocatori (o personaggi se deciderete di giocare in singolo con vostra sorella controllata dall’IA). Queste saranno custodite all’interno di apposite casse ed equipaggiate per un massimo di tre; verranno poi consumate per tornare in vita qualora finiate in ginocchio, in condizioni critiche e vostra sorella non dovesse riuscire a “rianimarvi”. Sempre rimanendo in tema di “interazione tra sorelle” avremo la possibilità di utilizzare dei “Segnali di Intesa”, ovvero semplici azioni di motivazione nei confronti del vostro compagno ed in grado di fornire ad entrambe bonus estremamente utili.

L’intero mondo di gioco è sostanzialmente costruito in stile open world, con una zona di partenza iniziale, e tre aree maggiori che corrispondono ai luoghi di costruzione di Brother 1, 2 e 3. In queste zone potremo dedicarci al completamento delle missioni secondarie oppure alla semplice esplorazione data la grande mole di segreti, collezionabili e luoghi nascosti da raggiungere.

Wolfenstein Youngblood

Longevità

Nonostante tutto, Wolfenstein Youngblood mantiene le caratteristiche di durata appena al di sopra di un classico sparatutto, con la possibilità di riuscire a completare il tutto in poco meno di 10 ore, questo però senza considerare la possibilità di dedicarsi all’esplorazione libera per riuscire a trovare tutti i collezionabili del gioco e, soprattutto, senza tenere in conto delle buone possibilità di rigiocabilitá in compagnia di un amico o di altri giocatori.

Wolfenstein Youngblood

Comparto Tecnico

Wolfenstein Youngblood non si discosta di molto dal comparto tecnico del suo predecessore; ciononostante mantiene comunque una grafica generale di assoluto rispetto se non per qualche piccola imperfezione di alcuni modelli. Di buona qualità anche il comparto sonoro grazie a traccie musicali adrenaliniche quanto il gameplay ed un doppiaggio anche in lingua italiana di buon livello.

Fortunatamente non abbiamo riscontrato gravi bug se non una gestione poco azzeccata del respawn dei nemici che spesso e volentieri non vi permetterà d’esplorare e di muovervi con troppa libertà nelle aree di gioco. Questo perché se in una determinata area vi sposterete anche di poco da un luogo ad un altro, i nemici sconfitti nel luogo di partenza riappariranno quasi istantaneamente. Se questo da un lato riesce a mantenere il gameplay sempre “vivo” dall’altra parte risulta essere anche troppo pressante.