ELDEN RING, il fantasy Action-RPG sviluppato da FromSoftware Inc. e prodotto da BANDAI NAMCO Entertainment Inc. sarà giocabile tramite un Closed Network Test pianificato dal 12 novembre.

I fan selezionati potranno sperimentare le prime ore dell’attesissimo titolo, provare con mano una piccola porzione di quello che il gioco avrà da offrire e aiutare il team di sviluppo nel testare i server online del gioco prima della sua uscita grazie a questa closed beta.

Elden ring test

Il Closed Network Test di ELDEN RING sarà giocabile nei giorni tra il 12 e il 15 novembre per PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series X|S nei seguenti orari:

  • 12 novembre: 12:00 – 15:00 CET
  • 13 novembre: 4:00 – 7:00 CET
  • 13 novembre: 20:00 – 23:00  CET
  • 14 novembre 12:00 – 15:00 CET
  • 15 novembre: 4:00 – 7:00 CET

I giocatori europei dovranno registrarsi su www.eldenring.com/cnt per la possibilità di partecipare al Closed Network Test. Il gioco permetterà il multiplayer cross-gen (PlayStation 5 e PlayStation 4 potranno giocare insieme, come anche Xbox Series X|S e Xbox One. I giocatori PlayStation non potranno giocare con i possessori di Xbox).

Purtroppo però la profondità del gioco e il grado di libertà nella strategia sono andate ben oltre le aspettative iniziali e quindi Bandai Namco e From Software hanno ufficialmente deciso di estendere il tempo di sviluppo per garantire gli aggiustamenti finali, fissando la nuova data di uscita al 25 febbraio 2022. Si tratta di un rinvio di circa un mese, ma se permetterà al gioco di mostrarsi al pubblico al meglio delle sue possibilità, evitando fastidiosi problemi e bug, alla fine ne sarà valsa la pena!

Si è da poco conclusa la Closed Beta di Black Ops 4 su PS4! Eccovi le nostre prime impressioni dopo diverse ore di gioco.

Giocando la Beta di Black Ops 4, abbiamo potuto appurare che il più famoso FPS su piazza rimane sempre un multiplayer competitivo. Questo aspetto è quello che, trattandosi di un tratto distintivo della serie, ogni inverno attira a sé tutte le attenzioni del pubblico. Quest’anno, poi, hanno deciso di mettere da parte una tradizionale esperienza in singolo, per proporre al suo posto un’esperienza esclusivamente multigiocatore, aggiungendo una nuova modalità Battle Royale: Blackout.

Questo perché Call of Duty: Black Ops 4 si presenta al pubblico come uno shooter molto più “team based” rispetto ai suoi predecessori e che premia una composizione ragionata delle squadre, per sfruttare al meglio le abilità speciali di ciascuno Specialista nei diversi scenari disponibili. Ogni Specialista, infatti, oltre alla classica abilità speciale (con tempi di ricarica consistenti), può contare su un’altra skill (attivabile con la pressione del dorsale destro) legata al suo specifico ruolo all’interno nella squadra.

La new entry Torque, ad esempio, è un combattente specializzato nell’ostacolare l’attacco della squadra avversaria in diversi modi, disponendo sul campo delle barriere di filo spinato in grado di infliggere danni consistenti agli assalitori o creando delle barriere balistiche. Tra le nuove leve c’è anche Crash, uno Specialista di supporto la cui abilità speciale consente ai giocatori di curare fino ad un massimo di quattro fratelli in armi, aumentandone al contempo la quantità massima di salute, che passerà così da 150 a 200 di vita.

Dall’altro capo di questo arcobaleno di sangue e fuoco troviamo l’assaltatore Ruin, di ritorno con un rampino che gli permette di proiettarsi da una parte all’altra del campo di battaglia come un proiettile barbuto, magari verso un gruppo di avversari da intombare rapidamente con il suo tradizionale Gravity Slam.

Abbiamo anche il ritorno di Battery, Nomad, Phophet, Seraph e Firebreak. Per quanto riguarda le abilità speciali di Firebreak, hanno deciso di migliorare e rendere più realistico la sua abilità Purifier. Non basterà dare fuoco all’avversario per ucciderlo, come succedeva su BO3, ma bisognerà seguire i suoi movimenti per annientare l’avversario.

Continuando a parlare del gameplay, sarà subito evidente come anche questo nuovo capitolo punti ancora al “boot on the ground” (truppe sul terreno), infatti non sarà possibile correre sui muri e non saranno presenti jet pack o affini.

Il cambiamento più evidente però riguarderà la vita dei soldati, che oltre ad essere maggiore (150 punti ferita), non si rigenererà da sola. Ogni giocatore avrà la possibilità, premendo L1/LR, di iniettarsi una cura e far partire la rigenerazione.

Anche il radar è stato leggermente rivisto: ogni giocatore infatti avrà una sorta di sensore di prossimità sempre attivo. Sarà quindi possibile vedere attivamente il nostro raggio d’azione sulla minimappa, entro il quale tutti i nemici verranno automaticamente individuati.

Quanto alle mappe, in questa prima fase di prova ne sono state selezionate cinque, in modo tale da garantire un assaggio di terreni di gioco ben diversi tra loro, sia per dimensione che per level design.

Per quello che si è visto durante la beta, questo non rappresenta una grossa novità. Sicuramente si possono trovare differenze più o meno significative con i titoli precendenti, ma l’impostazione di base rimane invariata. La novità più grande di Black Ops 4, ovvero la modalità Blackout, si potrà provare solamente a Settembre, per il momento rimane il classico Call Of Duty, che a nostro parere si dimostra all’altezza delle aspettative.

Abbiamo provato la Beta di “Escape from Tarkov” e queste sono le nostre prime impressioni sul titolo.

Escape from Tarkov è un MMORPG di simulazione militare che pesca a piene mani dal mondo di S.T.A.L.K.E.R. Non per niente chiunque in passato abbia avuto modo di giocare ai titoli della GSC Games potrà notare da subito le similitudini tra questi ultimi e EFT.

In questo gioco si dovranno tenere conto di moltissimi fattori e, soprattutto, si dovrà fare molta attenzione prima di spostarsi allegramente da un punto all’altro della mappa : il pericolo, infatti, è sempre dietro l’angolo; sia questo rappresentato da altri giocatori o mob. Per familiarizzare con il mondo di gioco gli sviluppatori hanno inserito una modalità offline che permette ai giocatori di esplorare le varie mappe senza alcun malus, così da potervisi districare con più facilità durante le sessioni online.

 

L’inizio di un lungo viaggio

 

Le sessioni online (denominate, per l’appunto, “RAID”) hanno una caratteristica particolare: se doveste venire uccisi perderete tutto il vostro equipaggiamento che sarà saccheggiato da altri player e, solo dopo, potrete rientrare in azione privati dei vostri averi. Per far fronte a questa problematica, prima d’ogni sessione, potete assicurare (in tutto o in parte) il vostro equipaggiamento così da essere risarciti in caso di morte. Diversamente tutti gli oggetti che stiperete all’interno del vostro guardaroba, che funge un po’ da spawn point, li troverete sempre al proprio posto a patto che li riportiate sani e salvi completando il RAID.

 

Prima d’ogni sessione è necessario prepararsi, ricordate: tutto quello che porterete con voi potreste perderlo

 

Il punto in questo gioco è: cercare di non morire. Restare in vita alla fine d’ogni sessione è il punto focale del titolo che ricorda lontanamente DAYZ o il tanto acclamato Playerunknown’s Battlegrounds. Proprio per tale motivo è utile giocare in compagnia con degli amici in modo da potersi spalleggiare a vicenda e sopravvivere il più possibile. Durante il proprio cammino le azioni da compiere saranno molteplici, ma per gran parte della partita il vostro unico pensiero (o per lo meno, il mio) sarà quello di saccheggiare il più possibile alla ricerca di equipaggiamento superiore ed oggetti utili. Dopo il completamento di dieci RAID sarà possibile giocare in modalità free roam dove potrete girare apertamente per tutte le mappe di gioco che potranno ospitare un massimo di 64 giocatori.

Un’altra delle cose che colpisce maggiormente è la quasi totale mancanza dell’HUD che non fa altro che aumentare l’immersività proposta dal titolo di Battlestate.

 

Scusate RTSS, ma non riesco a giocare senza le statistiche in-game

 

Al momento il gioco è il Beta e tutti coloro che effettuato il pre-order possono accedervi. Sono disponibili ben tre mappe delle dieci in sviluppo; ogni mappa è comunque enorme e vi ci vorrà un po’ per esplorarle a dovere, soprattutto se dovrete fare attenzione ai player killer che sfortunatamente popolano questo MMORPG; problema questo che, a nostro avviso, mina l’essenza di un titolo ragionato ed interessante come Escape from Tarkov.

Anche l’acquisto e la vendita di equipaggiamento giocano una parte fondamentale nel gameplay di EFT: gli sviluppatori, infatti, hanno inserito un vero proprio mercato dove poter acquistare armi, tattici, accessori e molto altro. Per entrare in possesso di questi oggetti non si devono necessariamente spendere i crediti. Difatti molti items possono essere scambiati con i vari venditori e potrete facilmente ottenerli trovandoli durante i vostri viaggi variando da semplici sigarette a componenti più elaborate. Il tutto è gestito con la moneta di gioco e, al momento, non è ancora certa la presenza delle tanto odiate micro-transazioni per l’acquisto di crediti o equipaggiamento premium.

 

Una serie di venditori utili

 

La schermata di compravendita

 

Una componente tecnicamente molto riuscita è la balistica delle armi: infatti ogni arma è stata studiata e bilanciata adeguatamente, per essere resa il più fedelmente possibile all’interno del gioco. Vi potrà capitare inoltre che l’arma da voi utilizzata si inceppi poiché, complice il passare del tempo e l’utilizzo della stessa, questa si deteriorerà e per far fronte a ciò potrete ripararle con appositi tool. Le armi sono oltretutto ampiamente customizzabili, a partire dal mirino al calcio e varie altre modifiche che renderanno unica la vostra compagna.

 

 

Dal un punto di vista tecnico Escape from Tarkov è sublime. Grafica e sonoro sono di altissimo livello; non ho avuto alcun problema con la NVIDIA GTX 1080Ti Founder’s Edition, il gioco gira perfettamente con preset ULTRA a 60FPS in 4K senza alcuna incertezza. Disabilitando il VSYNC però si nota parecchio il tearing, motivo per il quale consiglio vivamente di abilitare il FAST SYNC dal pannello di controllo NVIDIA.

 

Impostazioni grafiche complete e customizzabili

 

Escape from Tarkov è dunque un titolo molto accattivante che potrebbe piacere sia ai fan della serie S.T.A.L.K.E.R. che agli appassionati di simulatori militari come ARMA. I ragazzi di Battlestate Games stanno svolgendo un ottimo lavoro e già in Beta il titolo sembra pronto per essere giocato al 100%. Alcune fonti non dichiarate affermano che il gioco dovrebbe uscire entro l’inizio del 2018. Se avete nostalgia di S.T.A.L.K.E.R. non esitate ad effettuare il pre-order, non ve ne pentirete.