The Persistence è il nuovo titolo horror roguelike in chiave fantascientifica sviluppato da Firesprite interamente per PlayStation VR e caratterizzato da una profondità davvero sorprendente.

Sin dall’uscita del supporto per la realtà virtuale di Sony, i titoli sviluppati per VR si sono sempre posti l’obiettivo di costituire delle avventure relativamente brevi e concise, in grado di raccontare la loro storia e far provare al videogiocatore tutti gli elementi di Gameplay che avevano da offrire in poche ore. The Persistence, invece, si propone come un gioco capace di sfatare questi canoni e far vivere al videogiocatore un’avventura profonda e duratura (in grado di superare anche le otto ore) oltre che ricca di cose da fare.

Lo spazio profondo è un elemento da sempre sfruttato sia in ambito cinematografico, sia in quello videoludico; The Persistence non si discosta molto dal genere ma, pur decidendo di seguire le orme di questo “genere horror”, non manca di introdurre elementi distintivi e caratteristici, a partire dall’incipit: ci troveremo, infatti ,a bordo di una stazione spaziale apparentemente abbandonata ed alla deriva in prossimità di un buco nero; assumeremo il controllo di Zimri Eder, un ufficiale della sicurezza, o meglio, assumeremo il controllo di un suo clone e così sarà ogni qual volta moriremo durante l’avventura, nonostante esista anche la possibilità di sfruttare anche i cloni di alcuni colleghi di Zimri dopo aver recuperato il loro DNA. Purtroppo però solo la “stampante di cloni” in nostro possesso sarà funzionante, le altre hanno cominciato a stampare dei cloni estremamente aggressivi e deformi (quasi come zombie). Il nostro compito, che si rivelerà essere tutt’altro che semplice, sarà quello di sopravvivere e riuscire a fuggire da questo incubo.

Il nostro alter ego sarà dotato di una libertà di movimento totale, con la possibilità di sfruttare anche un teletrasporto che funge da vero e proprio elemento di gameplay, non solo come movimento per chi soffre di motion sickness. In questo modo ci sposteremo tra i vari ponti della stazione spaziale anche se la posizione delle varie stanze dei ponti, così come quella di nemici, dispositivi per il crafting ed oggetti cambierà ad ogni nostro game over e verrà ricreato tutto da zero in maniera procedurale. Se questo da un lato potrebbe annoiare e risultare ripetitivo (soprattutto in considerazione del fatto che sarà davvero molto semplice venire uccisi, non solo nelle fasi iniziali), dall’altra parte risulterà essere fondamentale poiché solo ripercorrendo più volte questi oscuri e spaventosi ponti saremo in grado di potenziare considerevolmente il nostro personaggio ed aumentare le nostre chance di sopravvivenza.

Sarà possibile fare ciò sia nello stesso luogo dove si trova la nostra stampante grazie al sequenziatore di DNA, dove potremo migliorare numerosi parametri come salute, danno delle armi e scudi spendendo le cellule staminali in nostro possesso, oltre che costruire nuove tute con abilità uniche e varie utilizzando degli schemi; per aumentare le possibilità di sopravvivenza potremo sfruttare anche particolari macchinari situati in alcune stanze e dai quali potremo acquistare armi (come pistole, manganelli, raggi gravitazionali e tanti tipi di granate) e anche alcuni utili gadget pagando con dei crediti, ma solamente dopo aver sbloccato l’oggetto di nostro interesse con un “token”, entrambi ritrovabili nelle varie aree di gioco.

The Persistence nasce fondamentalmente come un titolo da giocare stealth e senza farsi notare dai nemici. Così facendo, infatti, sarà possibile evitare gli scontri più difficili e soprattutto arrivare alle spalle dei nemici per poter eseguire un’uccisione rapida ed in grado di ricompensarci con un buon numero di cellule staminali da sfruttare per il nostro personaggio. Sarà anche possibile utilizzare una specie di sonar per riuscire ad individuare la posizione ed il campo visivo dei nemici vicini ed in stanze a noi attigue. Nonostante tutto però molto spesso sarà inevitabile uno scontro frontale ed è qui che entra in gioco il sistema di combattimento e di shooting.

Il sistema di combattimento, seppur semplice, nasconde numerose insidie dovute soprattutto alla necessità di una buona manualità; difatti avremo un comando per attivare per pochi istanti uno scudo ed uno per attaccare. Data la scarsa durata dello scudo sarà essenziale riuscire a capire bene il tempismo di attacco dei nostri avversari, così da riuscire a stordirli temporaneamente e renderli vulnerabili ad un nostro attacco (persino ad un contrattacco con l’estrattore di cellule staminali nel caso in cui riusciremo a spostarci in tempo alle sue spalle). Il sistema di shooting con arma da fuoco basato sul puntamento della visuale invece risulta essere semplice ed intuitivo oltre che molto preciso.

A livello di comparto tecnico The Persistence mette in mostra delle texture eccellenti, tra le migliori viste fino ad oggi in giochi VR, oltre che ottimi doppiaggi in lingua inglese ed un comparto sonoro di grande livello in grado di aumentare il grado di immersione in questo luogo spaventoso.

SOLEX COMPANION APP
Non possiamo esimerci dal parlare di questa piccola perla fornita in aggiunta al titolo, la quale, oltre a rendere il tutto più divertente, semplifica di molto l’esperienza di gioco. Lo spazio è un luogo spaventoso e solitario, ma questo non ci vieta di portare qualche amico con noi. Infatti sarà possibile giocare con fino ad altri quattro giocatori, i quali si interfacceranno con noi attraverso l’applicazione ufficiale di The Persistance (chiamata anche Solex Companion App). In questo modo, se la console e gli smartphone saranno connessi alla stessa rete Wi-Fi (nel nostro caso non siamo riusciti a giocare con console collegata tramite cavo LAN) i nostri amici potranno aiutarci o sabotarci.

Attraverso l’applicazione sarà possibile individuare la posizione del giocatore all’interno della mappa e tutti gli altri elementi dello scenario (inclusi nemici ed oggetti da raccogliere). Questi elementi appariranno inizialmente come un punto interrogativo, ma una volta toccato rivelerà l’elemento di interesse che cela. Per ciascuno di questi elementi analizzati l’utente da smartphone sarà ricompensato con dei punti da poter utilizzare per acquistare numerose abilità per aiutare il giocatore, come la capacità di evidenziare un nemico attraverso le superfici o persino congelarlo per alcuni istanti. Come detto prima non necessariamente gli utenti da smartphone potrebbero avere buone intenzioni, in tal caso potrebbero allertare i nemici, poichè il gioco potrebbe offrire delle laute ricompense in punti in caso di ferimento da parte di un determinato nemico, o persino spegnere le luci nella nostra stanza.

L’esclusivo sistema Playlink per PlayStation ritorna con il botto grazie al nuovo titolo: Frantics, il quale ci mostra effettivamente le grandi potenzialità che Playlink ha da offrire.

Frantics ci propone una vera e propria sfida, un gioco in cui per vincere dovremo suonarcele di santa ragione con i nostri compagni, è perché no, magari anche pugnalarli alle spalle quando se ne presenterà la possibilità. Il titolo permette di giocare con un massimo di quattro giocatori (sarà possibile giocare anche in meno di 4 giocatori ed in tal caso eventualmente potranno essere aggiunti dei bot) per competere attraverso una serie di minigiochi (in totale ben 15 includendo anche il “Gran Finale” e tutti ben diversificati e variegati) in tre diverse modalità. I minigiochi presenti consisteranno essenzialmente di giochi in cui dovremo inclinare il nostro telefono per controllare i nostri personaggi ed altri in cui dovremo tenere premuto un pulsante sullo schermo o scorrervi il dito per indicare la direzione. Le tre modalità presenti sono: Festa della Volpe, Minigiochi e Sessione Personalizzata e cercheremo di analizzarle tutte nel dettaglio. Il primo passo per poter giocare sarà quello di scaricare sul telefono dei partecipanti l’app di Frantics dall’app store/play store, in seguito dovremo scattarci una foto per permettere al gioco di selezionare un’animale che più si adatta al nostro viso (ovviamente sarà possibile cambiarlo) ed in seguito, in minima parte, personalizzarlo.

Festa della Volpe
Questa rappresenta la modalità principale di Frantics, nella quale “Volpe” organizzerà l’intera partita. Il tutto consisterà di una serie di minigiochi scelti casualmente ed in ciascuno di questi il vincitore (o i vincitori in caso di pareggio) otterranno delle corone grazie alle quali otterrete più possibilità di vincere nel Gran Finale (poiché le corone ottenute saranno convertite in vite). Oltre alle corone nei vari livelli saranno presenti delle monete che dovremo cercare di accumulare poiché nel corso del gioco si riveleranno essenziali. Questo perché durante i minigiochi, negli intermezzi e soprattutto nella fase finale saranno presenti delle aste grazie alle quali potremo ottenere oggetti utili per sbaragliare i nostri avversari (come magneti per monete, disinnescatori di bombe, cappello a punta per raddoppiare i punti ottenuti ed altri oggetti situazionali per ogni minigioco) o persino riuscire ad accaparrarci delle corone extra. Il tutto è reso più interessante dal fatto che non sarete in grado di vedere la quantità di monete dei vostri avversari ed a quali oggetti loro saranno interessati; tutti questi saranno elementi che dovremo cercare di carpire nel corso del gioco e nel contempo, magari, fuorviare i nostri avversari con un bel bluff, il tutto per cercare di conservare più monete possibili per l’asta del Gran Finale, dove ottenere gli oggetti più utili sarà fondamentale per vincere. Infine saranno presenti alcune sfide bonus come “Passa la Bomba” (in cui ci si dovrà passare una bomba ricevendo monete per ogni secondo in cui la terrete ed ovviamente chi la terrà in braccio al momento della detonazione non prenderà niente), “Missioni Segrete” (che verranno assegnate ad un solo giocatore con una chiamata da parte di Volpe e che vi ricompenseranno con corone) ed infine il “Dilemma dei Traditori” (classica sfida di fiducia in cui due giocatori saranno scelti a caso per sostenere un’incudine, se entrambi la manterranno fino alla fine riceveranno una corona a testa, se uno dei due la lascia andare facendo così schiacciare il proprio “amico” riceverà solo lui la corona, ma se entrambi la lasceranno andare non la riceverà nessuno!).

Minigiochi
In questa modalità potremo selezionare uno dei 14 minigiochi presenti per giocare contro 1-4 giocatori. Per citarne qualcuno sarà presente: “Bombaroli” (in cui pioveranno bombe sul campo di gioco e dovremo cercare di raccoglierle per poi scagliarle contro i nostri avversari, ed eventualmente raccoglierne anche più contemporaneamente così da aumentare il raggio di esplosione, e così da farli saltare in aria), “Palle d’acciaio” (in cui si disputerà una vera e propria partita di calcio su pattini con la differenza che per colpire la palla potremo solo fare uno schianto sul terreno per spingerla dalla parte opposta), “Gara in Caduta” (in cui i giocatori presenti dovranno mostrare tutto il loro coraggio cercando di aprire il loro paracadute, in caduta libera, il più tardi possibile, cercando ovviamente di non schiantarsi al suolo) ed infine “Sedie Selvagge” (una sorta di partita a golf in cui i giocatori su sedie con ruote dovranno cercare di scagliarsi con più precisione possibile verso un centro con la possibilità di aggiustare il tiro facendo piccoli saltelli).

Sessione Personalizzata
Come lascia intuire il nome di questa modalità sarà possibile creare una partita personalizzata con fino a quattro minigiochi, l’eventuale scelta di attivare o meno le sfide bonus e con la possibilità di scegliere se concludere con il Gran Finale, con una risoluzione rapida (semplicemente chi avrà più corone vincerà) oppure con il cosiddetto “Finale Regale” che consisterà in un’asta per le corone e per cui sarà fondamentale accumulare più monete possibili.

Qui di seguito trovate i link alle nostre recensioni per gli altri titoli Playlink usciti fino ad oggi: Hidden Agenda e Sapere è Potere.

Grazie alla copia che ci è stata fornita da Sony Interactive Entertainment Europe abbiamo avuto modo di provare a fondo Hidden Agenda, ed ecco la nostra recensione!

Hidden Agenda è il nuovo titolo presentato per il sistema Playlink di PlayStation assieme a Sapere è Potere, ovvero un sistema che unisce console e smartphone così da rendere questi ultimi dei veri e propri controller utilizzabili in diversi modi (dopo aver scaricato la corrispondente applicazione dagli store IOS ed Android). Abbiamo già avuto modo di parlare di Sapere è Potere ma questo titolo porta a nuovi livelli di intrattenimento. Hidden Agenda si pone, infatti, come una vera e propria esperienza cinematografica da vivere e giocare in gruppo. Innanzitutto il gioco è suddiviso in una modalità storia ed una competitiva.

Trama & Gameplay

Partiamo dalla modalità storia e da quello che è la trama principale del titolo. In Hidden Agenda un serial killer conosciuto come il Manipolatore sta seminando il panico tra la popolazione per il suo particolare modus operandi. Starà a noi catturare il killer e scoprire la verità attraverso una narrazione in perfetto stile film thriller. I diversi giocatori (fino ad un massimo di 6) dovranno limitarsi a scegliere le opzioni di dialogo tra i vari personaggi (per maggioranza, usando punti decisione o in particolari frangenti in cui la scelta sarà nelle mani di 1-2 giocatori scelti dagli altri come “i più decisi” o “i più intuitivi”), ricercare indizi sulle varie “scene del crimine” e compiere particolari quick time event (queste ultime due azioni conferiranno ai giocatori i punti decisione per decidere come far evolvere la trama nelle scelte dei dialoghi escludendo gli altri dalla scelta). Il tutto attraverso l’utilizzo dello smartphone semplicemente trascinando il dito sullo schermo. Tutto ciò porterà ad un’evoluzione della trama in stile “effetto farfalla” con tante possibilità e finali diversi (compresi quelli “prematuri”).

La modalità competitiva ripropone la trama con l’aggiunta dei cosiddetti piani segreti; questi potranno essere conferiti ad un giocatore in diversi momenti del gioco. Il giocatore in possesso di un piano segreto dovrà cercare di convincere gli altri a compiere una scelta di dialogo e così facendo potrà ottenere punti. Inoltre i giocatori che non saranno in possesso del piano dovranno cercare di indovinare chi ne è in possesso così da ottenere punti. Alla fine del gioco vincerà il giocatore con più punti. Questa modalità riesce semplicemente a rendere il gioco di base più interessante senza però apportare grandi novità o stravolgimenti al gioco.

Longevità

Parlando invece della durata Hidden Agenda ha anche la stessa durata di un film abbastanza lungo; difatti si aggira sulle 2-3 ore per essere completata. Il titolo, comunque, é dotato di una discreta rigiocabilità dovuta alle moltitudini di possibilità presenti così da analizzare ogni aspetto della trama (o nel caso in cui arriviate ad un vicolo cieco). Un vero peccato per la totale assenza di possibilità di ricominciare la storia da un punto prestabilito così da cambiare semplicemente alcuni aspetti della trama (specialmente in seguito ad un’inaspettata fine della storia per una scelta errata a causa della quale saremo, dunque, costretti a ricominciare il gioco da capo).

Comparto Tecnico

Dal punto di vista della grafica Hidden Agenda propone un livello di texture, poligoni ed animazioni facciali in motion capture sicuramente di livello eccelso. Purtroppo però abbiamo notato qualche piccolo problema nel doppiaggio con alcune voci sottotono rispetto ad altre e soprattutto alcuni errori nella traduzione delle opzioni di dialogo che, a volte, non fanno ben intendere a cosa si stiano riferendo.