È ufficiale, dal 5 novembre i giocatori potranno cambiare le sorti della guerra e vivere la Seconda Guerra Mondiale come mai prima d’ora in Call of Duty®: Vanguard. Questo insieme a una nuova esperienza dedicata a Warzone perfettamente integrata e in arrivo entro la fine dell’anno; l’enorme quantità di contenuti di Call of Duty fornirà ai giocatori un’offerta senza rivali.

Vanguard offre il pacchetto completo ai fan di Call of Duty attraverso le modalità Campagna, Multigiocatore online e Zombie in cooperativa. I giocatori scopriranno così le origini delle forze speciali mentre cambiano il corso della storia, formando la Task Force One in una vasta campagna narrativa ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale e che si estende sui fronti orientale e occidentale dell’Europa, su quello del Pacifico e del Nord Africa. Il multigiocatore offre invece 20 mappe fin dal giorno del lancio, mentre i fan di Zombie sperimenteranno un’esperienza di gioco tipica dei non morti, che segna il primo crossover Zombie del franchise.

Entro la fine dell’anno, i giocatori di Vanguard potranno inoltre immergersi in una nuova esperienza di Call of Duty: Warzone totalmente integrata, con una mappa completamente nuova, un nuovo gameplay e nuove esperienze. Questo è il Call of Duty più connesso di sempre, tutto alimentato dal motore Call of Duty di nuova generazione introdotto in Modern Warfare.

Vanguard

Call of Duty: Vanguard è pronto a offrire una straordinaria gamma di esperienze di gioco per l’intera community di Call of Duty. L’ampiezza dei contenuti di Vanguard è un segno distintivo del titolo, con il maggior numero di mappe multiplayer di sempre al giorno del lancio e il primo crossover Zombie nella storia di Call of Duty”, ha affermato Johanna Faries, General Manager Call of Duty di Activision. “I fan di Warzone sperimenteranno anche una serie di entusiasmanti novità in arrivo come parte del lancio. Non vediamo l’ora di condividerle“.

Call of Duty: Vanguard è ora disponibile per il preordine. L’uscita del titolo è prevista su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One e PC tramite Battle.net a partire dal 5 novembre. La nuova esperienza di Call of Duty: Warzone uscirà invece entro la fine dell’anno.


Ritorna la più celebre serie di sparatutto in prima persona con un nuovo capitolo chiamato Call of Duty: Black Ops Cold War. Questo nuovo titolo è stato pubblicato il 13 Novembre su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X/S e PC, mentre lo sviluppo è stato affidato da Activision a diversi studi di sviluppo, tra i quali spiccano Treyarch e Beenox.

Trama 

Call of Duty: Black Ops Cold War ci riporta ancora una volta nei panni dei membri del S.O.G. impegnati nello sventare la crisi degli ostaggi in Iran del 1981. Ci troveremo infatti a dare la caccia ai due principali indiziati, ma scoprire per chi lavorano cambierà le nostre priorità. Parliamo infatti di un pericoloso agente di intelligence sovietica, nome in codice Perseus, i cui piani si estendono ben oltre la semplice negoziazione di alcuni ostaggi. Un tale pericolo richiede dunque una task force di tutto rispetto; dopo aver scoperto che Perseus è coinvolto avremo infatti il via libera dal presidente Regan per formare una squadra che possa sventare questa minaccia. Parliamo infatti di noti agenti come Jason Hudson, Alex Mason, Frank Woods, ma anche nuovi nomi come Helen Park, Eleazar Azoulay e l’agente “Bell” (il nostro vero protagonista).

Nonostante Bell sia il protagonista principale che avremo modo di impersonare, non mancheranno alcune missioni nelle quali vestiremo i panni di altri membri del team. Le vicende ruoteranno sostanzialmente attorno alla caccia a Perseus per sventare i suoi piani; queste ci porteranno in varie parti del pianeta, ma anche “indietro nel tempo” nell’esplorare i nostri ricordi alla ricerca di informazioni utili. Il tutto spesso e volentieri mettendoci di fronte a delle scelte che potrebbero in alcuni casi semplificare il nostro lavoro, avere alcune ripercussioni sulle missioni future o anche cambiare radicalmente il finale. Si tratta di possibilità nuove per la serie di Call of Duty, ma che fortunatamente risultano molto ben riuscite adattandosi perfettamente a tutto il resto ed intrattenendo l’utente per ogni minuto della notevole, seppur breve, campagna principale.

Black Ops Cold War

Gameplay (campagna)

La libertà offerta dalle scelte della campagna principale di Call of Duty: Black Ops Cold War viene poi incrementata da un gameplay altrettanto “libero”. Questo partendo innanzitutto dalla possibilità di personalizzare il nostro protagonista. Non parliamo di un livello di personalizzazione che si spinge alla corporatura e viso, ma di altri piccoli dettagli minori come il nome, cognome, colore della pelle e infine dei profili psicologici. In quest’ultimo caso non si tratta, come invece si potrebbe pensare, di caratteristiche che possono influenzare il nostro comportamento, ma piuttosto un massimo di due bonus passivi da conferirci. Avremo infatti, ad esempio, la possibilità di aggiungere una “personalità paranoide” che ci conferirà un bonus del 100% alla velocità di mira, “tendenze violente” per aumentare il danno da noi inflitto, “lupo solitario” per aumentare la velocità di corsa e così via.

Abbiamo inoltre una buona libertà d’azione offerta dalle varie missioni che dovremo affrontare; oltre a questa, avremo anche alcuni compiti opzionali in determinate missioni che potremo decidere di completare o meno, ma anche delle sfide segrete. Il tutto ci porterà a esplorare in lungo e largo le diverse mappe di gioco anche alla ricerca dei cosiddetti indizi, ovvero dei documenti di intelligence unici che ci serviranno a eliminare due obiettivi secondari di Perseus. Si tratta infatti di due missioni secondarie che, prima di essere completate (eliminando i principali alleati di Perseus) ci richiederanno di svelare le relative reti di spie in America ed Europa; un compito che potremo svolgere soltanto dopo aver trovato ogni indizio presente nelle missioni principali. Trovarli però non sara sufficiente: dovremo anche far funzionare il nostro cervello per dare un senso al tutto.

Black Ops Cold War

Gameplay (multigiocatore)

Sappiamo tutti che il comparto multiplayer dei vari Call of Duty è di estrema importanza, e questo Black Ops Cold War non fa eccezione anche se purtroppo non porta con sé grosse novità e ripresenta alcuni problemi noti. Abbiamo infatti una grande varietà in termini di armi, con fucili d’assalto, mitragliette, fucili tattici, pistole, fucili a canna liscia e così via; tutti saranno, come di consueto, personalizzabili nei minimi particolari grazie ai numerosissimi accessori presenti (sbloccabili dopo aver guadagnato esperienza sufficiente con la relativa arma), skin, mirini modificati e adesivi. Avremo poi il classico equipaggiamento tattico e letale (tra granate di vario tipo e stimolanti per rigenerare la salute) e il cosiddetto “equipaggiamento da campo”, ovvero strumenti dotati di un tempo di ricarica come mine di prossimità, torrette SAM, microfoni da campo per identificare i suoni prodotti dai nemici e tanto altro.

Saranno infine presenti le tre tipologie di specialità per dare alle nostre classi alcuni essenziali bonus passivi e, infine, la Wildcard. Si tratta di un ulteriore bonus aggiuntivo per le nostre classi in grado di permetterci sfruttare al meglio le opzioni descritte finora permettendoci di aggiungere una specialità extra per ogni categoria, accessori aggiuntivi per l’arma principale, equipaggiamento lanciabile e munizioni extra e, infine, la possibilità di utilizzare qualsiasi classe di arma in entrambi gli slot. Non mancheranno, infine, i progetti per alcune armi speciali introdotti nell’ultimo Modern Warfare. Anche il sistema di serie di punti è stato leggermente rinnovato sia grazie a nuove opzioni, ma anche permettendoci di personalizzare l’estetica di alcune ricompense.

Per quanto riguarda le modalità di gioco abbiamo opzioni abbastanza classiche che variano dal deathmatch a squadre finio ai tutti contro tutti, cerca e distruggi, uccisione confermata e la nuova Scorta VIP (in cui un giocatore dovrà cercare di fuggire attraverso specifici punti di estrazione con il supporto della propria squadra, mentre il tram avversario dovrà cercare di eliminare questo VIP). Troviamo infine una nuova e interessante modalità chiamata Bomba Sporca, nella quale sei team di quattro giocatori si affrontano con lo scopo di caricare (con l’uranio raccolto dai nemici sconfitti) e detonare delle bombe per raggiungere il punteggio limite per primi. Tutte queste modalità giocabili attraverso un numero un po’ esiguo di mappe e soprattutto di dimensioni non troppo generose (scoprendo il fianco al problema dei respawn in posizioni inadatte).

Black Ops Cold War

Gameplay (zombie)

In Call of Duty: Black Ops Cold War torna infine la tanto amata modalità zombie, la parte probabilmente meglio riuscita del titolo assieme alla campagna. Abbiamo infatti una mappa zombie chiamata Die Maschine, una modalità chiamata carneficina e, infine, il ritorno del Dead Ops Arcade. Partiamo innanzitutto da quest’ultima: una modalità introdotta per la prima volta nel primo Black Ops in forma di minigioco, che mette i giocatori alla prova con una sequenza di aree diverse in cui dovremo sostanzialmente sopravvivere alle orde di non morti per raggiungere la prossima. Il tutto con una visuale isometrica dall’alto (e in questo caso anche la possibilità di giocare in prima persona), vite cumulabili, tantissimi oggetti e armi da raccogliere, trappole e minacce da affrontare in perfetto stile gioco da “vecchio cabinato arcade”.

La modalità zombie vede poi per la prima volta l’aggiunta della nuova modalità chiamata Carneficina, ovvero la classica sopravvivenza a orde di zombie ma sulle mappe del multigiocatore e, soprattutto, con alcune meccaniche uniche. Innanzitutto non avremo dei veri e propri round a cui sopravvivere ma semplicemente una sorta di sfera di energia da caricare uccidendo i nemici nel suo raggio di azione. (dal quale dovremo anche cercare di non uscire per non perdere vita) per poi spostarci al luogo successivo, affrontare boss e tanto altro. In questa modalità, inoltre, le armi e tutti gli altri elementi di equipaggiamento potranno essere trovati direttamente come drop dagli zombie uccisi, pertanto non avremo la “cassa misteriosa” da aprire, armi da comprare o zone da sbloccare.

Black Ops Cold War

Il classico del comparto zombie è però legato alla nuova (anche se non troppo) mappa chiamata Die Maschine; in questo caso avremo i soliti round che dovremo superare sopravvivendo, le armi da recuperare, bibite per potenziarci, zone da sbloccare, segreti e easter egg, e la cara macchina del Pack-a-Punch da costruire. Questo però non senza alcune novità che rendono il tutto ancor più godibile: innanzitutto abbiamo un vero e proprio loot che potremo trovare eliminando gli zombie come granate e altro equipaggiamento (un po’ come visto nella Carneficina), ma anche pezzi di armi e armature utili per costruire delle corazze per aumentare le nostre chance di sopravvivenza, creare altri gadget utili o potenziare il grado dell’arma. Il Pack-a-Punch non sarà infatti l’unico elemento in grado di migliorare le nostre armi poiché ogni arma sarà caratterizzata da un livello di rarità (dal verde al giallo) che definisce i suoi danni di base e il numero di accessori che vi sono equipaggiati.

In aggiunta troviamo anche la possibilità di creare e selezionare una classe di partenza, ciò vuol dire che non dovremo più iniziare soltanto con una pistola in nostro possesso, ma potremo avviare la partita già con un’arma dotata di accessori (anche se caratterizzata da un danno standard). Queste classi sono composte però soltanto da due elementi: l’arma e un potenziamento da campo, ovvero un elemento di equipaggiamento extra e dotato di tempo di ricarica che potrebbe aiutarci molto in diverse situazioni; abbiamo ad esempio uno strumento che può creare delle esplosioni criogeniche per congelare i nemici in un’area, un altro che può renderci invisibili per pochi secondi, uno in grado di creare un’aura curativa attorno a noi e così via. Infine questi ultimi, le classi di armi, le specialità (o bibite) e le mod per le munizioni possono essere potenziate utilizzando dei cristalli di Aetherium, una risorsa che potremo ottenere semplicemente giocando, ma anche tentando l’estrazione per fuggire dalla mappa (anche questa una nuova e gradita aggiunta).

Black Ops Cold War

Longevità

La durata complessiva del nuovo Call of Duty: Black Ops Cold War dipende sostanzialmente da quanto finiremo per giocare alle modalità multigiocatore e zombie, essendo queste la fonte principale di ore di gioco per tutta la serie. La campagna principale può essere infatti completata facilmente entro circa quattro ore di gioco, anche se la possibilità di completare le missioni secondarie già citate aggiunge qualche ora di gioco aggiuntiva per essere sicuri di aver esplorato tutto, mentre le opzioni disponibili e le scelte aggiungono un po’ di rigiocabilità al tutto. Detto ciò va sicuramente premiato l’impegno messo nel migliorare una modalità consolidata come quella dedicata agli zombie, mentre per quanto riguarda il multiplayer, e soprattutto parlando del numero di mappe e modalità, dovremo necessariamente aspettare per vedere cosa sarà aggiunto in futuro.

Comparto Tecnico

Come di consueto Call of Duty: Black Ops Cold War mostra il suo grande livello di dettaglio tecnico non soltanto sulle console di nuova generazione, ma anche su Playstation 4 e Xbox One. Abbiamo infatti avuto modo di provare questo titolo in maniera approfondita sia su PS4 Pro che su PS5 notando l’impegno posto nella resa grafica. Sia a livello di texture ambientali che (e soprattutto) per quanto riguarda i vari personaggi il lavoro svolto è davvero eccellente sia qualitativamente parlando, ma anche considerando il livello di fluidità con 60fps pressoché granitici su PS4 e fino a 120fps su PS5. A questo si somma poi un ottimo dettaglio di illuminazione e di riflessi con la possibilità di attivare il Ray Tracing su PlayStation 5 e Xbox Series X migliorando il tutto. Piccola nota di merito a parte per la versione PS5 grazie all’utilizzo del nuovo Dualsense e, in particolare, dei grilletti adattivi così da rendere un’idea del peso delle varie armi e ottiche utilizzate tramite la resistenza posta su R2 e L2 (oltre a dare un effetto di rinculo del grilletto con ogni colpo sparato.

L’alto livello si mantiene anche per ogni singola parte dell’audio di gioco, dai doppiaggi in lingua italiana eseguiti magistralmente fino agli effetti sonori e ultima, ma non per importanza, l’azzeccata colonna sonora che accompagnerà ogni nostro momento di gioco. Purtroppo alcuni più o meno piccoli problemi da segnalare sul lato di bug del gioco, primo tra tutti quello che ha colpito diversi utenti PS4 (noi compresi) rendendo inizialmente impossibile il proseguimento oltre alla terza missione della campagna principale a causa del controller DualShock 4 che si disconnetteva in automatico senza possibilità di riconnettersi, e dunque risolvibile soltanto riavviando forzatamente la console. Giocando la campagna su PS5, invece, non abbiamo riscontrato grossi problemi sotto questo punto di vista se non alcuni rari crash del gioco o impossibilità di unirsi temporaneamente ad alcune lobby.

Nel complesso questo nuovo Call of Duty: Black Ops Cold War ci ha dunque piacevolmente sorpresi sia con una campagna di ottimo livello (anche se purtroppo fin troppo breve) grazie allo stile narrativo adottato e alla libertà lasciata al giocatore favorendone anche la rigiocabilità, ma anche grazie alle altre modalità divertenti da giocare e più o meno ricche di novità. Questo senza poi tralasciare il lavoro eccellente svolto dal punto di vista tecnico, nonostante alcuni problemi che sono stati fortunatamente risolti con il tempo, e soprattutto le interessanti applicazioni del Dualsense di PS5 nell’utilizzo dei grilletti adattivi per le diverse armi, ma anche altri dettagli per il feedback aptico. Senza dubbio possiamo parlare di uno dei capitoli più validi della serie e che saprà far divertire e appassionare!

Call of Duty Modern Warfare 2 ritorna in versione HD completamente rimasterizzata con una delle più celebri esperienze per giocatore singolo; incluso gratuitamente lo speciale tema “Ghost” Digital Bundle per Call of Duty: Modern Warfare e per Call of Duty: Warzone!

Una delle esperienze narrative più iconiche e di maggior successo nella storia dei videogiochi è tornata; Call of Duty: Modern Warfare 2 Campaign Remastered, un miglioramento a tutto tondo della celebre esperienza per giocatore singolo. Il gioco è ora disponibile per PlayStation 4 su PlayStation Network, mentre sulle altre piattaforme è disponibile il pre-acquisto. Il gioco include l’intera campagna con incredibili effetti visivi in alta definizione: una risoluzione fino a 4K e supporto HDR su console; un framerate illimitato e supporto monitor su PC ultrawide.

Call of duty modern warfare 2

Pubblicato da Activision, Call of Duty: Modern Warfare 2 Campaign Remastered offre la risoluzione e i dettagli migliorati, animazioni rinnovate, audio rimasterizzato e molto altro ancora. In questa celebre esperienza, originariamente sviluppata da Infinity Ward e ora ri-masterizzata da Beenox, i giocatori si arruolano come membri della Task Force 141 e Operatori Tier 1 in una serie mozzafiato di missioni per salvare il mondo dalla distruzione. In questa intensa esperienza narrativa ritornano “Cliffhanger”, “Takedown”, “No Russian” e molto altro.

Call of duty modern warfare 2

La campagna di Modern Warfare 2 è stata incredibile. Ricordiamo tutti l’impressione che la storia ci ha lasciato. Questa campagna è stata davvero speciale e ringraziamo Infinity Ward per aver creato un’esperienza così straordinaria”, ha dichiarato Thomas Wilson, Co-Studio Head di Beenox. “Ripristinare e rimasterizzare questa campagna per una nuova generazione di giocatori è stato per il nostro team un lavoro fatto con amore. Volevamo assicurarci che le sensazioni e la potenza della narrazione fossero rappresentate accuratamente con elementi visivi in alta definizione e con la più recente audio fidelity”.

Call of duty modern warfare 2

Call of Duty: Modern Warfare 2 Campaign Remastered è ora disponibile su PlayStation. Coloro che l’acquisteranno, riceveranno gratuitamente insieme all’acquisto anche l’Underwater Demo Team Classic Ghost Bundle per Call of Duty: Modern Warfare, tra cui la skin UDT dell’operatore Ghost ispirata al livello della campagna “L’unico giorno facile…era ieri” caratterizzato da un movimentato tentativo di salvataggio di ostaggi da una piattaforma petrolifera al circolo polare artico.

Call of duty modern warfare 2

Oltre alla skin dell’operatore Ghost, i giocatori riceveranno anche due progetti di armi, un portafortuna per arma, una nuova mossa finale, una battuta, una scheda telefonica animata, un emblema e due Battle Pass per i salti di livello, tutti per accesso immediato su Call of Duty: Modern Warfare e nel più recente Call of Duty: Warzone.

I giocatori possono pre-acquistare Call of Duty: Modern Warfare 2 Campaign Remastered per le altre piattaforme e ricevere subito l’Underwater Demo Team Classic Ghost Bundle per Call of Duty: Modern Warfare insieme alla skin UDT dell’Operatore Ghost.

Call of Duty fa il suo ritorno con il nuovo capitolo Modern Warfare, ricco di contenuti tra un’emozionante campagna ed un comparto multiplayer e coop estremamente variegato.

 

Campagna

La serie di Call of Duty con i suoi numerosissimi capitoli ha avuto modo di attraversare diverse tipologie di tematiche e di storie, nonostante nella maggior parte dei casi si trattasse della classica storia del “cattivone che vuole controllare il mondo”. Questo nuovo Modern Warfare, però, vuole mostrare qualcosa in più, qualcosa per far capire a tutti la realtà della guerra (come intuibile anche dall’avviso su contenuti sensibili che ci viene mostrato ogni volta che vorremo avviare la campagna).

Tra personaggi vecchi e nuovi conosceremo i nostri due “nuovi” protagonisti, ovvero Kyle ed Alex. Nei loro panni (e non solo) dovremo sventare la minaccia terroristica di Al-Quatala, comandata dal Lupo. Questi terroristi sembrano essere i responsabili  del furto di un’arma chimica russa estremamente pericolosa. Tra colpi di scena (specialmente sul finale), scontri spettacolari e momenti davvero unici vivremo un’avventura semplice ma che allo stesso tempo riesce a sorprendere.

Modern Warfare

Nonostante la campagna principale di Call of Duty Modern Warfare possa tranquillamente considerarsi tra le migliori della serie, purtroppo in termini di durata lascia un po’ l’amaro in bocca richiedendo complessivamente meno di 6 ore persino per riuscire ad ottenere il “trofeo di platino” (e dunque riuscire a completarla a difficoltà veterano e completarne tutti gli altri obiettivi). Nonostante ciò si tratta di un numero di ore abbastanza classico per la serie stessa e che riesce a non annoiare mai.

Questo non solo grazie agli espedienti narrativi adottati dalla trama stessa, ma anche grazie a brevi sequenze che potrebbero definirsi più “innovative”. Difatti sebbene nel gioco non ci siano novità di gameplay vere e proprie, ad eccezione della possibilità di posizionarci dietro ripari verticali o orizzontali (unica vera novità nel gameplay), avremo a che fare con delle sequenze più uniche (specialmente nel caso delle missioni in notturna) ma soprattutto realistiche come mai prima d’ora.

Modern Warfare


Multigiocatore

Il vero comparto che ha da sempre dato longevità ai capitoli della serie e che certamente farà questo anche con Call of Duty Modern Warfare è certamente quello multiplayer. Si tratta, inoltre, della porzione di gioco sulla quale gli sviluppatori hanno maggiormente incentrato l’attenzione per cercare di renderla un po’ diversa dal solito introducendo alcune interessanti nuove modalità e nuove meccaniche. Il tutto sarà corredato da una quantità davvero eccellente di mappe di gioco arrivando ad essere ben 21 e dalla possibilità di giocare in Cross Play con tutte le altre piattaforme.

Alcune di queste mappe sono state create in “notturna” in maniera analoga ad alcune missioni della campagna; in questo caso i giocatori che andranno ad affrontarsi potranno scegliere a loro discrezione se utilizzare o meno i visori notturni. Questo perché utilizzandoli otterrete certamente un vantaggio tattico maggiore riuscendo a vedere meglio e ad individuare meglio i nemici, di contro però gli altri giocatori saranno in grado di vedere il laser della vostra arma e quindi risulterete più facili da localizzare. Il tutto andrà fatto anche “giocando” con gli interruttori della corrente in alcuni edifici che può portare o togliere la luce all’interno.

Modern Warfare

Innanzitutto avremo il classico livello strettamente legato al nostro personaggio il cui massimo è il 55 e che andrà a sbloccare con ogni livello un nuovo elemento di equipaggiamento. In questo modo potremo sbloccare nuove armi, consumabili da lancio e nuove kill-streak (o serie di uccisioni). Un altro sbloccabile sarà rappresentato dai Potenziamenti da Campo, ovvero abilità ricaricabili con il tempo che vi permetteranno di utilizzare casse di munizioni, ripari mobili o impulsi EMP. Una volta raggiunto il livello massimo non troveremo più il classico sistema di “Prestigi” per poter continuare a sbloccare nuove skin o altro; al suo posto ci sarà un sistema di “livelli stagionale” a sua volta collegato a delle sfide.

Inoltre ogni arma avrà un proprio sistema di punti esperienza e livelli per poterne poi sbloccare i relativi accessori che vanno da mirino a calcio, volata e così via. In aggiunta agli accessori ogni arma avrà delle specialità che possono essere sbloccare in maniera analoga agli accessori e che andranno ad aggiungere caratteristiche extra come ad esempio i proiettili perforanti o ritardare la guarigione del bersaglio colpito. Come se ciò non bastasse avremo anche la possibilità di personalizzare ulteriormente ogni nostra arma con mimetiche, adesivi e mirini. Infine sarà possibile ottenere degli “schemi” per alcune armi già dotate di accessori avanzati (attualmente solo tramite pacchetti in negozio).

Modern Warfare

Parlando invece delle modalità di gioco ne avremo di “classiche” come il deathmatch, dominio o cerca e distruggi; in aggiunta avremo la cosiddetta modalità Guerra Terrestre, la quale ricorda molto la modalità di gioco più apprezzata di Battlefield. Difatti questa modalità vede scontrarsi due team da ben 32 giocatori l’uno. Si tratta semplicemente di una modalità dominio su vasta scala con 5 bandiere da controllare. Il tutto con la possibilità di usare regole di spawn uniche e mezzi di trasporto per poter riuscire ad ottenere un vantaggio sul team nemico.

L’altra modalità nuova è lo Scontro, si tratta semplicemente di uno duello all’ultimo sangue tra due squadre da due giocatori l’una. Ogni giocatore potrà vedere la “salute complessiva” di entrambe le squadre come somma della salute dei due membri. L’equipaggiamento utilizzabile sarà deciso all’inizio di ogni round e sarà uguale per ogni giocatore; l’obiettivo sarà arrivare per primi a 5 round vinti.

Modern Warfare


Coop

Anche la modalità cooperativa bei Call of Duty è ormai diventata una consuetudine, e nel caso di questo nuovo Modern Warfare è stata divisa in una parte Suvival e nelle cosiddette Operazioni Speciali. In entrambi i casi avrete la possibilità di giocare in un team di massimo 4 giocatori e l’esperienza che otterrete per il personaggio o per le armi sarà condivisa con quella multiplayer. La prima consiste in una semplice modalità ad ondate con nemici sempre più numerosi e più forti, attualmente disponibile soltanto su PS4 mentre arriverà su PC ed Xbox One in un secondo momento. Per far fronte ad uno scontro sempre più ostico avremo la possibilità di acquistare presso determinati punti delle armi, oggetti tattici o serie di uccisioni utilizzando il denaro ottenuto con ogni nemico ucciso. La modalità sopravvivenza va a sostituire, purtroppo, una delle modalità da sempre più apprezzate della serie, ovvero la modalità Zombie.

Le Operazioni Speciali rappresentano un’estensione alla campagna principiale. Si tratta di alcune missioni da completare necessariamente con l’aiuto di una squadra ben organizzata essendo tutt’altro che semplici. Prima di cimentarci in queste missioni dovremo selezionare un “Ruolo” tra i vari presenti; ogni Ruolo consiste in un’abilità passiva ed una attiva (come corazze rinforzate per la squadra o lanciagranate). Per affrontarle al meglio sarà anche importante equipaggiare alcuni consumabili che spaziano dalla semplice, sebbene immancabile, cassa di munizioni fino alle serie di uccisioni più disparate.

Modern Warfare


Comparto Tecnico

Call of Duty Modern Warfare adotta un motore grafico del tutto nuovo rispetto a tutti i suoi predecessori. Questo riesce innanzitutto nell’intento di dare una nuova vita alla serie che era ormai diventata quasi ridondante sotto il lato grafico. Il risultato è assolutamente spettacolare persino su PlayStation 4 base, però su riesce a dare il meglio di se soprattutto su PC dove può sfruttare il Ray Tracing.

Comunque sia si tratta di una grafica eccellente sia per texture che per modelli, per non parlare poi degli effetti di luce e dei particellari, il tutto per dare un effetto molto vicino al fotorealismo. Al contempo riesce a mantenere il numero di fotogrammi al secondo pressoché inchiodato a 60 senza mai andare incontro a cali (al limite avrete qualche lieve ritardo nel caricamento delle texture in seguito ad alcuni caricamenti).

Allo stesso modo anche il comparto sonoro riesce a comportarsi egregiamente sia nel caso dei doppiaggi che in quello degli effetti, come d’altronde è sempre stato per ogni capitolo della serie. Infine non siamo quasi mai incappati in bug di alcun tipo, se non durante alcune partite nella modalità Operazioni Speciali con la conseguente impossibilità nell’utilizzare consumabili.

Inoltre questo nuovo Modern Warfare si è trascinato con sé un problema che ha da sempre afflitto la serie, ovvero lo spawn nel multiplayer non gestito in maniera corretta in alcune situazioni e che porterà voi o dei nemici ad apparire praticamente alle spalle di un nemico in seguito al respawn. Oltretutto lo spawn dei nemici non è stato gestito troppo bene anche nella modalità Operazioni Speciali, al punto che vi troverete spesso e volentieri a morire per nemici apparsi dal nulla.

20 anni e non sentirli!

Sin dalla sua prima comparsa nell’ormai lontano 1996 Crash Bandicoot è riuscito ad appassionare buona parte degli utenti della prima PlayStation di casa Sony. Tre anni (e tre capitoli) dopo, Naughty Dog pubblicò una versione di Crash interamente incentrata su uno stile di guida arcade competitivo estremamente divertente. Ciò che più ha sancito il successo di questo “Crash Team Racing” è stata quasi certamente la modalità multigiocatore in locale grazie alla quale in molti hanno potuto sfidare gli amici, con tante ore di divertimento aggiuntivo.

A ben 20 anni dalla sua pubblicazione, rieccoci a parlare di questo titolo grazie all’uscita di questo magnifico Remake: Crash Team Racing Nitro-Fueled! Crash torna così, ancora una volta a bordo del suo bolide, per cercare di sconfiggere Nitros Oxide e salvare il nostro pianeta. Difatti, nella modalità storia, questo strano alieno ha promesso che risparmierà la Terra se un “campione” riuscirà a sconfiggerlo in una gara!

Con questo semplice pretesto ci ritroveremo ad affrontare numerose gare all’interno di un vasto scenario di piste tutte estremamente ispirate e rese in maniera ottimale, in linea con la grafica dell’attuale generazione. L’obiettivo sarà sempre arrivare al primo posto, così da vincere un trofeo; una volta ottenuti tutti i trofei di una zona (quattro per ciascuna area) dovremo affrontare un “Boss” in una sfida 1vs1, per sbloccare l’area successiva.

Classico ma non troppo

Data la sua natura di remake, Crash Team Racing: Nitro-Fueled segue fedelmente la base del vecchio Crash Team Racing, aggiungendo però alcune piccole, e spesso interessanti, novità. La prima a saltare all’occhio è la possibilità di selezionare all’inizio dell’avventura una modalità aggiuntiva, chiamata Nitro-Fueled, che si affianca a quella Classica, più vicina al titolo orginale; Questa nuova tipologia di story mode vi dà la possibilità di giocare le normali gare della storia principale, lasciandovi al contempo la libertà di personalizzare o cambiare il vostro personaggio e il vostro Kart in qualsiasi momento.

Buona parte degli elementi di personalizzazione può essere ottenuta completando l’intera storia principale, ma non solo. Molti oggetti possono anche essere acquistati all’interno di uno shop chiamato “Pit Stop”; non temete, non si tratta di uno shop con necessità di acquistare con “soldi veri”, ma con i crediti forniti dal gioco stesso, elargiti in giusta quantità in base ai vostri risultati nelle singole gare, fornendo una buona aggiunta alle possibilità di personalizzazione.

Ultima, ma non per importanza, novità introdotta è la presenza dei Gran Premi, ovvero vere e proprie seasons costituite da un insieme di sfide di varia natura, grazie alle quali è possibile ottenere del “Nitro“: una sorta di esperienza che permette di salire di grado e sbloccare personaggi, kart, e oggetti di personalizzazione aggiuntivi! La particolarità è che ciascuno dei Gran Premi si svolgerà su piste totalmente nuove che saranno rilasciate dagli sviluppatori con il tempo e che vanno così ad aggiungersi alle piste di Crash Team Racing più le tredici di Crash Nitro Kart presenti nel gioco.

Gare “all’ultimo sangue”

L’intero gioco è costruito su un gameplay di base solido e più profondo di quanto si possa credere. Per sgominare i nostri avversari abbiamo a disposizione un vasto arsenale di “armi e gadget” che dovrà essere sfruttato al massimo, anche perché gli altri piloti non hanno senza alcuna remora nei nostri confronti. Ci troviamo quindi a gareggiare e nel mentre lanciare o schivare casse di TNT, missili, bombe, turbo per accelerare e così via. Il tutto funziona egregiamente in qualsiasi modalità di gioco, senza alcuna eccezione.

Tutti questi “sistemi di distruzione” possono essere ulteriormente potenziati per infliggere danni maggiori o acquisire caratteristiche aggiuntive (ad esempio una cassa di TNT diventa una cassa di Nitro, e se la prima ci salta in testa per poi esplodere dopo qualche secondo, lasciandoci anche la possibilità di liberarcene, l’altra detona direttamente all’impatto). Per fare ciò dobbiamo raccogliere 10 dei classici “Frutti Wumpa” contenuti in apposite casse ed evitare di essere danneggiati, poiché ogni colpo fa perdere qualche frutto.

Inoltre più Frutti Wumpa avremo in nostro possesso e più acquisiremo velocità, ma le possibilità per finire in cima alla classifica non finiscono qui. Altre due meccaniche essenziali per raggiungere velocità estreme sono rappresentate dalle derapate e dai salti. Con la pressione dei “Trigger” anteriori del controller c’è la possibilità di saltare e fare ciò in prossimità di un rialzo sulla pista permette di andare più veloci per qualche secondo; allo stesso modo, eseguire un salto in curva e mantenendo premuto il relativo tasto dà il via ad una derapata. A questo punto è possibile attivare un turbo fino ad un massimo di tre volte consecutivamente premendo al momento giusto il Trigger opposto.

Divertimento di gruppo!

Così come per il gioco originale anche Crash Team Racing Nitro-Fueled offre un comparto multigiocatore in locale fino a quattro giocatori in schermo condiviso. In questo modo è possibile affrontare i propri amici in gare (singole o di coppia), battaglie all’ultimo sangue, cattura la bandiera e così via; è importante notare che ogni modalità ha un set di mappe totalmente dedicato! Ovviamente non poteva mancare anche una modalità Online per poter sfidare altri giocatori in gare personalizzate.

Nelle partite contro altri giocatori è possibile cambiare tanti parametri per ciascuna modalità, inclusa la difficoltà dei bot dato che non è possibile, purtroppo, giocare senza piloti controllati dal gioco. Anche in questo caso c’è la possibilità di personalizzare il proprio kart in ogni minimo particolare o, eventualmente, scegliere un altro personaggio nel vasto roster.

Una vista mozzafiato!

Infine non potevamo non fare un piccolo appunto sul comparto tecnico del gioco. Crash Team Racing Nitro-Fueled dimostra un ottimo lavoro tecnico da parte del team di sviluppo sotto diversi aspetti. Primo tra tutti il comparto grafico vero e proprio che riesce a dare un magnifico risalto a tutti i nostri ricordi del vecchio gioco. Texture stupende, modelli perfettamente costruiti, il tutto condito da una perfetta stabilità nel framerate. Il comparto audio non è assolutamente da meno: i nuovi doppiaggi riescono a dare una “nuova vita” a tutti i personaggi!

Sekiro: Shadows Die Twice è il nuovo titolo creato da FromSoftware e pubblicato da Activision per PlayStation 4, Xbox One e PC; un gioco in grado di dare parecchio filo da torcere al più difficile dei Souls.

Trama

Parlando di FromSoftware la prima cosa che viene in mente è sicuramente la serie di titoli che ha dato origine ai cosiddetti “soulslike”, di cui capostipite Demon’s Souls. Tutti i “Souls” e Bloodborne hanno da sempre mostrato una particolarità sulla narrazione: si trattava infatti di giochi dalla trama principale ridotta all’osso ma con una corposa “lore” ricca ed approfondita che faceva da contorno a tutto il contesto di gioco. Dunque, nulla veniva esplicitamente spiegato ma andava compreso via via dal giocatore mediante dialoghi con NPC, descrizioni di oggetti e molto altro.

Sekiro: Shadows Die Twice si discosta in buona misura da questa consuetudine mostrandoci una trama principale più ricca del solito, senza però privare gli appassionati di un’interessante lore di contorno. Il gioco ci porterà infatti nel Giappone feudale mettendoci nei panni di uno Shinobi senza nome, definito da molti Lupo, raccolto da giovane sul campo di battaglia ed addestrato per diventare un guerriero perfetto e leale. Saremo messi al servizio di Kuro, unico discendente di un antico clan e figlio adottivo del ministro Hirata del clan degli Ashina. Dopo essere stato rapito dal clan Ashina sarà nostro compito salvarlo per poi decidere di aiutarlo nella sua ardua impresa.

Avremo così a che fare con numerosi personaggi secondari (e con le loro relative quest secondarie), lunghi dialoghi, cut-scenes ed interessanti descrizioni del più disparato degli oggetti, il tutto per dare grande risalto ad una trama che riesce a trovare il suo perché ammaliando ed intrattenendo il giocatore, nonostante non brilli per originalità. Infine giungeremo ad uno dei ben quattro finali presenti.

 

Gameplay

Sekiro: Shadows Die Twice mostra senz’ombra di dubbio un gameplay più ricco e profondo di ogni suo predecessore. Il tutto, però, richiederà al giocatore un piccolo sforzo aggiuntivo per riuscire ad apprendere alla perfezione ogni suo segreto; ed è proprio in questo che risiede gran parte della difficoltà del titolo, nel riuscire ad abituarsi ad un gameplay con una moltitudine di elementi di cui tener conto e da sfruttare per sopravvivere nel più duro dei combattimenti. Il tutto con una fluidità ed una rapidità di gioco a dir poco stupenda.

Con quanto detto sin’ora non intendiamo dire che il gioco sia fondamentalmente semplice, anzi, tutt’altro!

Vogliamo far capire che, a nostro avviso, con questo nuovo progetto gli sviluppatori hanno voluto annoverare una serie di elementi capaci di semplificare di molto il gioco, lasciando però all’utente il compito di fare sue tutte le capacità del protagonista per poi potersi lanciare contro il più temibile dei nemici a testa alta.

In tutta onestà apriamo, infine, una piccola parentesi per dirvi che: aver giocato ai precedenti titoli di FromSoftware non vi sarà d’aiuto, anzi, in alcuni momenti noterete che vi risulterà controproducente ed inappropriato.

La prima cosa che salterà all’occhio in Sekiro sarà l’assenza della barra della stamina, altresì, al suo posto troveremo la cosiddetta barra della postura. Questa sarà visibile sia per noi che per i nostri nemici e dovremo sfruttarla per poter sbilanciare l’avversario così da esporlo ad un colpo mortale. Per fare ciò avremo a disposizione diversi modi, primo tra tutti l’effettuare il famoso “parry”; infatti, premendo il tasto della parata al momento giusto, riusciremo ad infliggere un duro colpo alla barra della postura avversaria. Un altro modo per sbilanciare sarà quello di colpire l’avversario, sia durante un momento di vulnerabilità che durante la sua parata (lasciamo a voi la scoperta degli altri metodi).

I boss avranno una meccanica più o meno a parte poichè sarà necessario infliggere (nella maggior parte dei casi) almeno due colpi mortali per riuscire ad eliminarli definitivamente. Starà a noi valutare se la tipologia di boss richiede attacchi diretti alla salute per rimuoverla rapidamente ed effettuare infine un colpo mortale, oppure sfruttare i loro attacchi per sbilanciare la loro stessa postura fino ad esporli al nostro attacco finale.

La barra della postura sarà inoltre influenzata dallo stato della salute; in questo modo se in piena salute (sia per noi che per il nemico) si recupererà molto più in fretta, mentre viceversa con una barra della salute quasi vuota ci vorrà molto più tempo per riuscire a recuperare del tutto il livello di postura.

Sia la salute che la postura potranno essere ulteriormente migliorate non tramite il classico “level up” a cui siamo abituati, bensì tramite i cosiddetti Grani di Rosario, oggetti unici lasciati da boss secondari o in determinate zone del mondo di gioco. Allo stesso modo potremo incrementare i danni massimi utilizzando i “Ricordi” delle boss fight principali.

In Sekiro uccidere un nemico qualsiasi ci ricompenserà con eventuali oggetti, Sen (monete utilizzabili dai mercanti o per acquistare potenziamenti) ed esperienza. Quest’ultima andrà a riempire un’apposita barra che, ad ogni riempimento conferirà dei punti abilità con i quali sbloccare vere e proprie abilità passive e non, in grado di fornire più spunti in battaglia. Avremo quindi diversi “alberi delle abilità” che sbloccheremo nel corso dell’avventura (se sapremo esplorare con dovizia le aree di gioco). Acquistando i giusti oggetti i punti abilità potrebbero anche essere sfruttati per migliorare il nostro Lupo in modo più “diretto”…

Un altro importantissimo elemento aggiuntivo del gameplay è la presenza del “braccio prostetico“, sfruttabile per più scopi, primo tra tutti lo spostamento tridimensionale. Saremo infatti dotati di un rampino grazie al quale potremo raggiungere punti sopraelevati, aree lontane, salvarci da una caduta altrimenti fatale e, perché no, anche in battaglia. Esplorando il mondo di gioco potremo inoltre incappare in alcuni oggetti chiamati Strumenti Prostetici, che potranno essere adattati al nostro braccio per scopi machiavellici. Potremo trovare, ad esempio, un’ascia pesante, una lama avvelenata, uno scudo impenetrabile e così via; il tutto, se usato con diligenza (anche per via degli utilizzi limitati), potrà semplificare molte situazioni.

L’ultimo elemento innovativo per questo titolo è la presenza di un’ottima meccanica stealth; infatti, da buoni Shinobi, potremo eliminare silenziosamente i nostri nemici con attacchi alle spalle, durante l’aggancio col rampino e persino durante la caduta. Muovendoci silenziosamente (e magari con il favore di qualche nascondiglio) potremo eliminare molti nemici in maniera estremamente rapida e, soprattutto, evitando di sprecare risorse preziose in battaglie non essenziali; inoltre, in alcuni casi, sarà possibile eseguire attacchi stealth su alcuni boss così da semplificare anche questi scontri. Infine i colpi mortali in stealth potranno esporre i nemici ad alcune tecniche ninjutsu estremamente importanti.

Per il resto il gameplay di Sekiro: Shadows Die Twice ricalca a grandi linee quanto già visto nei suoi predecessori, con “Idoli” che fanno da “Falò”, fiaschette curative, schivate, attacchi leggeri, caricati, speciali e così via, tranne per l’assenza di armi ed armature e per il “Sei Morto”. Infatti, come anche il titolo suggerisce, il nostro protagonista potrà resuscitare più di una volta dopo la morte grazie a particolari “token”, uno dei quali ricaricabile riposando presso gli idoli, ed altri da ricaricare eseguendo colpi mortali sui nemici (nonostante la resurrezione sia una pratica non del tutto senza costi…). In caso di morte definitiva, però, la punizione sarà alta: perderemo infatti metà dei Sen e dell’esperienza nel nostro attuale livello di abilità (tranne che in una piccola percentuale di casi).

 

Longevità

Sekiro: Shadows Die Twice ha una durata complessiva di poco inferiore a quella dei precedenti titoli FromSoftware attestandosi sulle 25-30 ore per completare ogni scontro, quest secondaria ed esplorare ogni anfratto delle numerose aree presenti. Il tutto potrà poi essere ricalcolato ulteriormente nel caso in cui decidessimo di passare alla nuova partita + per riuscire a scoprire tutti i finali possibili, o magari trovare qualche piccolo segreto sfuggito in precedenza.

 

Comparto Tecnico

A livello grafico Sekiro mostra un livello di dettaglio d’ottimo livello con texture e modelli eccellenti persino su PS4 base, nonostante, però, in questo caso il framerate non sia perfettamente stabile ed ancorato sui 30 FPS (cosa che ovviamente non accade su PS4 Pro o PC dove il framerate risulta sbloccato). Grazie all’ottima grafica si riesce a dare un grandissimo risalto alle stupende ed ispirate ambientazioni esplorabili, e lo stesso vale per i nemici molto variegati e ricchi di dettagli.

Così come FromSoftware ci ha da sempre abituati ci troveremo di fronte ad un comparto sonoro eccellente con tracce coinvolgenti e variegate ed un doppiaggio in lingua originale fatto a regola d’arte (a differenza della localizzazione in lingua italiana lievemente sottotono). Infine pressoché esente da bug di rilievo. Sekiro: Shadows Die Twice è un must have per tutti gli appassionati dei titoli FromSoftware e per tutti coloro che amano le sfide di un certo livello, non rimarrete delusi.

Si è da poco conclusa la Closed Beta di Black Ops 4 su PS4! Eccovi le nostre prime impressioni dopo diverse ore di gioco.

Giocando la Beta di Black Ops 4, abbiamo potuto appurare che il più famoso FPS su piazza rimane sempre un multiplayer competitivo. Questo aspetto è quello che, trattandosi di un tratto distintivo della serie, ogni inverno attira a sé tutte le attenzioni del pubblico. Quest’anno, poi, hanno deciso di mettere da parte una tradizionale esperienza in singolo, per proporre al suo posto un’esperienza esclusivamente multigiocatore, aggiungendo una nuova modalità Battle Royale: Blackout.

Questo perché Call of Duty: Black Ops 4 si presenta al pubblico come uno shooter molto più “team based” rispetto ai suoi predecessori e che premia una composizione ragionata delle squadre, per sfruttare al meglio le abilità speciali di ciascuno Specialista nei diversi scenari disponibili. Ogni Specialista, infatti, oltre alla classica abilità speciale (con tempi di ricarica consistenti), può contare su un’altra skill (attivabile con la pressione del dorsale destro) legata al suo specifico ruolo all’interno nella squadra.

La new entry Torque, ad esempio, è un combattente specializzato nell’ostacolare l’attacco della squadra avversaria in diversi modi, disponendo sul campo delle barriere di filo spinato in grado di infliggere danni consistenti agli assalitori o creando delle barriere balistiche. Tra le nuove leve c’è anche Crash, uno Specialista di supporto la cui abilità speciale consente ai giocatori di curare fino ad un massimo di quattro fratelli in armi, aumentandone al contempo la quantità massima di salute, che passerà così da 150 a 200 di vita.

Dall’altro capo di questo arcobaleno di sangue e fuoco troviamo l’assaltatore Ruin, di ritorno con un rampino che gli permette di proiettarsi da una parte all’altra del campo di battaglia come un proiettile barbuto, magari verso un gruppo di avversari da intombare rapidamente con il suo tradizionale Gravity Slam.

Abbiamo anche il ritorno di Battery, Nomad, Phophet, Seraph e Firebreak. Per quanto riguarda le abilità speciali di Firebreak, hanno deciso di migliorare e rendere più realistico la sua abilità Purifier. Non basterà dare fuoco all’avversario per ucciderlo, come succedeva su BO3, ma bisognerà seguire i suoi movimenti per annientare l’avversario.

Continuando a parlare del gameplay, sarà subito evidente come anche questo nuovo capitolo punti ancora al “boot on the ground” (truppe sul terreno), infatti non sarà possibile correre sui muri e non saranno presenti jet pack o affini.

Il cambiamento più evidente però riguarderà la vita dei soldati, che oltre ad essere maggiore (150 punti ferita), non si rigenererà da sola. Ogni giocatore avrà la possibilità, premendo L1/LR, di iniettarsi una cura e far partire la rigenerazione.

Anche il radar è stato leggermente rivisto: ogni giocatore infatti avrà una sorta di sensore di prossimità sempre attivo. Sarà quindi possibile vedere attivamente il nostro raggio d’azione sulla minimappa, entro il quale tutti i nemici verranno automaticamente individuati.

Quanto alle mappe, in questa prima fase di prova ne sono state selezionate cinque, in modo tale da garantire un assaggio di terreni di gioco ben diversi tra loro, sia per dimensione che per level design.

Per quello che si è visto durante la beta, questo non rappresenta una grossa novità. Sicuramente si possono trovare differenze più o meno significative con i titoli precendenti, ma l’impostazione di base rimane invariata. La novità più grande di Black Ops 4, ovvero la modalità Blackout, si potrà provare solamente a Settembre, per il momento rimane il classico Call Of Duty, che a nostro parere si dimostra all’altezza delle aspettative.

In occasione della sua conferenza E3 Sony ha fatto un grande annuncio per i membri Playstation Plus.

Sony ha infatti annunciato durante la sua PlayStation Conference dell’E3 2018 che da oggi è disponibile un titolo aggiuntivo per tutti i membri iscritti al PlayStation Plus. Si tratta per l’appunto di Call Of Duty: Black Ops III (uno dei migliori titoli della serie per l’interessante trama diversa dal solito) per PS4 che va in questo modo ad aggiungersi ai due giochi completi già presenti nella lineup di questo mese (XCOM 2 e Trials Fusion) migliorando di molto la qualità generale dei titoli di Giugno. Questo interessante ed inaspettato annuncio è stato fatto per celebrare l’uscita del quarto capitolo di questa serie in uscita il 12 ottobre su PlayStation 4, Xbox One e PC.

È live il trailer di presentazione ufficiale di Sekiro: Shadows Die Twice

Intraprendi il cammino verso la vendetta in una nuova avventura di FromSoftware: Sekiro – Shadows Die Twice.
Esplora il Giappone alla fine del 1500, in pieno periodo Sengoku: un’era violenta percorsa da conflitti brutali e in bilico tra la vita e la morte. Affronta straordinari nemici in un mondo oscuro e perverso. Scatena protesi letali e potenti abilità ninja unendo azione furtiva, movimento verticale e combattimenti viscerali in un’avventura sanguinolenta.

Vendicati. Riscatta il tuo onore. Uccidi con astuzia.

Ritorniamo oggi a parlare di Call Of Duty WWII per l’uscita della prima espansione intitolata The Resistance, per quello che è stato uno dei più piacevoli ritorni al passato.

Dopo aver ampiamente parlato di Call Of Duty WWII nella nostra recensione abbiamo nuovamente modo di ritornare a combattere nella seconda guerra mondiale grazie a questa prima espansione intitolata The Resistance. Come di consueto questo DLC aggiunge ben tre mappe per la modalità multigiocatore (Anthropoid, Occupation e Valkyrie) ed una per la modalità Zombie (L’isola delle Tenebre), oltre che una nuova mappa per la modalità Guerra (Operazione Intercept); passiamo ad analizzare ciascuna di queste iconiche ambientazioni della resistenza al nazismo nei vari paesi nel dettaglio.

Anthropoid
Ambientata a Praga, lievemente coperta dalla neve, nel luogo in cui l’ufficiale nazista Reinhard Heydrich è stato assassinato dai guerriglieri della resistenza ceca durante l’operazione Anthropoid. Mappa ideale per i combattimenti a lunga distanza essendo sviluppata principalmente in lunghezza con 3 zone principali (una centrale e due laterali) e numerosi piccoli accessi (incluso un fiume con alcuni appoggi come barche e pontili) secondari tra l’una e l’altra, anche se comunque, quasi tutti molto ampi e quindi non in grado di offrire un’eccessiva copertura. La mappa si presta in maniera perfetta alla modalità dominio e, come già detto, all’utilizzo di fucili di precisione per combattimenti sulla lunga distanza.

Occupation
Questa volta ci ritroveremo in Francia, nella Parigi occupata dalle forze naziste. Gli amanti della serie di COD certamente riconosceranno la struttura della mappa che è costituita sulla base di una vecchia mappa multigiocatore presente in Modern Warfare 3 ed ambientata sempre a Parigi. Si tratta di una mappa relativamente compatta con due lunghe strade principali interconnesse da una zona centrale e da altre due situate ai poli della mappa. A differenza della precedente qui ci saranno numerosissime coperture come veicoli (utili anche come esplosivi), aiuole, edifici, casse e muretti.

Valkyrie
Dopo essere stati a Praga ed a Parigi c’è bisogno di un po’ di “verde”; in questa mappa infatti ci troveremo nel cuore della Prussia orientale dove è nascosto il quartier generale militare di Hitler del fronte est. Questa mappa risulta essere eccezionale per i combattimenti ravvicinati essendo costituita essenzialmente da un’area centrale quadrata attorno alla quale si sviluppano numerosi cunicoli all’interno di edifici, bunker ed altro, così da poter trovare una “sorpresa” dietro ogni angolo e da costringervi a controllarci le spalle di frequente. A nostro avviso questa risulta essere la meglio caratterizzata delle tre esteticamente parlando.

Operazione Intercept
Questa nuova missione per la modalità guerra ci porterà nel paese francese di St. Lo, dove dovremo liberare innanzitutto dei leader della resistenza francese dalle mani dei nazisti, in seguito passare a distruggere i loro sistemi di comunicazione con la squadra attaccante che dovrà distruggere dei dispositivi radio ed una in difesa che dovrà difenderli e cercare di riparare quelli distrutti. Infine nella fase finale gli attaccanti dovranno cercare di scortare un carro armato per raggiungere un treno nazista carico di munizioni e rifornimenti per il fronte. La prima fase rappresenta quella con più possibilità per entrambe le parti con numerosi punti di accesso (eventualmente anche da far saltare in aria), la seconda invece consisterà essenzialmente di uno scontro frontale testa a testa con qualche possibilità di riuscire ad infiltrare qualche giocatore tra le fila nemiche per riuscire a distruggere i dispositivi più nascosti; la terza, infine, è quella probabilmente più complessa per gli assalitori per via di un unico stretto corridoio con poche possibilità di passaggi alternativi attraverso cui procedere e cercare di sfoltire le linee nemiche.

L’isola delle Tenebre (NaziZombie)
La storia dei nostri nuovi eroi prosegue in questo nuovo capitolo; dopo alcuni giorni dagli eventi di Mittelburg la squadra ha ricevuto dei dati secondo i quali il dottor Straub si trova in una fortezza marittima situata su un’isola a nord della Germania. Alla sua ricerca, dunque, prenderanno il largo per raggiungerlo, ma ovviamente non avranno il tempo di sbarcare che saranno circondati da orde ed orde di non morti. Questa mappa si sviluppa essenzialmente in verticale su più livelli, molti dei quali sono connessi tra loro da carrelli minerari che potremo usare per spostarci velocemente da un punto all’altro (ed anche per trovare oggetti utili). Nel complesso non saranno presenti molte aree ampie per cui ci ritroveremo spesso a doverci muovere tra una zona e l’altra inseguiti da zombie, prestando però sempre attenzione alle porte da aprire che saranno in numero considerevole. Oltre agli zombie speciali già visti nel primo capitolo di questa modalità incontreremo altri zombie la cui presenza sarà preannunciata dalla presenza di nebbia che ridurrà in maniera drastica il nostro campo visivo e per questo sarà fondamentale eliminarli il più in fretta possibile. Inutile dire che sarà presente la solita macchina Pack-a-Punch attivabile attraverso un certo procedimento, così come la presenza di un’arma unica (una sega circolare che potremo poi anche potenziare….) e del consueto Easter Egg da completare attraverso diversi passaggi (da compiere possibilmente in squadra).