Torna il grande appuntamento che porta in scena i principali protagonisti della cultura nerd. Oltre 70 autori nazionali e internazionali tra cui il disegnatore di Dylan Dog Gigi Cavenago e gli autori di Star Wars e l’Uomo Ragno, che insegneranno le tecniche del disegno. Una sala giochi interattiva di 300 postazioni dove sfidarsi ai videogame di ieri e di oggi, il grande ritorno del wrestling e gli youtuber più amati. Si chiude con lo show della voce regina dei cartoni animati Cristina D’Avena.

Radici profonde nel passato, sguardo attento al futuro, dai fumetti e videogames storici ai protagonisti dei prossimi anni. Tutto in un unico appuntamento: Modena Nerd. Il festival che celebra e fa rivivere la cultura nerd in ogni sua declinazione torna sabato 15 e domenica 16 settembre al quartiere fieristico modenese, con una terza edizione all’insegna dello slogan “more of the same”: più fumetti, videogiochi, youtuber, ospiti, aree a tema, tornei, iniziative, show musicali. Insomma, più divertimento e tante novità.

ModenaNerd 2017

Dal concerto della voce regina dei cartoni animati Cristina D’Avena ai più talentuosi disegnatori della scena italiana e internazionale. Nic Klein, Yildiray Cinar, David Lafuente, Nicola Mari, Marco Checchetto, Gigi Cavenago e tantissimi altri fumettisti vanno a formare una delle artists’ alley più grandi del nostro paese: oltre 70 autori pronti a incontrare gli appassionati in cerca di uno sketch, un autografo o un semplice saluto. Attenta a tutte le sfaccettature della cultura “nerd” e “digital”, la rassegna modenese ospita gli youtuber più seguiti (Cartoni Morti, Jack Nobile, Dario Moccia) e un’immensa sala giochi con più di 300 postazioni dove sfidarsi in tornei esclusivi, o semplicemente ritrovare i videogames che hanno fatto la storia di questo settore.

I motori delle varie scuderie che animano Modena Nerd sono già accesi in vista di due giornate di divertimento assoluto: adulti e bambini, maratoneti di videogames o divoratori di fumetti, esperti e neofiti, grandi appassionati o semplici curiosi, non fa alcuna differenza. Modena Nerd promette di stupire e coinvolgere tutti, partendo dal presupposto che – assicurano gli organizzatori – “c’è un pizzico di nerd in ciascuno di noi”.

ModenaNerd 2017

E così tra gli stand delle principali casi editrici di settore, le città di mattoncini create dai migliori costruttori italiani, i tavoli dei disegnatori più conosciuti, le sfilate dei cosplay più colorati, i gadget più originali, i cartoons più fantasiosi e le star del web più seguite, ecco una delle grandi novità della terza edizione, lo show che forse più di tutti ha segnato i palinsesti televisivi tra gli anni Ottanta e Novanta: il wrestling. Un evento unico nel suo genere – a cura di NOW Entertainment REVENTS – che nell’ambito della “Tana delle Tigri” riserverà due giorni di spettacoli non-stop, con un ring animato dai lottatori più abili e dagli incontri più spettacolari.

ModenaNerd 2017

Uno dei temi scelti quest’anno dagli organizzatori è proprio quello degli anni Ottanta, a cui andranno a legarsi tutta una serie di iniziative ed eventi, mentre per i più piccoli – oltre all’immensa sala giochi da 0 a 100 anni – sarà possibile prendere parte al “battesimo della matita”, con i laboratori dei fumettisti di Star Wars e dell’Uomo Ragno che insegneranno le tecniche segrete del disegno.

ModenaNerd 2017

Organizzata da ModenaFiere con il patrocinio del Comune di Modena e le sponsorizzazioni di Conad e BPER Banca, la terza edizione di Modena Nerd punta a superare quota 20 mila visitatori, dopo i numeri dei record del debutto nel 2016 (14 mila) e dello scorso anno (19 mila).

ModenaNerd 2017

Finalmente sono stati svelati i titoli che saranno resi disponibili durante il mese di dicembre per gli abbonati al PlayStation Plus.

Partiamo innanzitutto dai titoli Ps4 offerti con il PlayStation Plus:

In questo nuovo mese Sony con riporta alla luce un grande gioco targato THQ, ovvero Darksiders 2, nel quale saremo messi nei panni di Morte, uno dei quattro cavalieri dell’apocalisse. Dovremo affrontare una lunga avventura per riuscire a scoprire la verità su quanto accaduto a nostro fratello Guerra, il quale è stato condannato dopo gli eventi del primo capitolo. Il secondo titolo disponibile per Ps4 sarà Kung Fu Panda Scontro Finale delle Leggende Leggendarie nel quale ci uniremo a Po in una nuova avventura in stile picchiaduro in 2.5D. Infine come di consueto sarà possibile scaricare Dimmi chi sei! ovvero uno dei titoli dell’esclusiva idea per Ps4 del Playlink ed anche Until Dawn Rush Of Blood. Ultimo, ma non per importanza, vi ricordiamo che dal 9 al 12 dicembre è prevista una beta esclusiva per i membri PlayStation Plus per poter provare il nuovo Monster Hunter World ed affrontare feroci creature con un massimo di tre compagni!

Inoltre saranno disponibili i seguenti titoli per Ps3 e PlayStation Vita:

  • Xblaze Lost: Memories (PS3)
  • Syberia Collection (PS3)
  • Forma 8 (PS Vita & PS4)
  • Wanted Corp (PS Vita)

Cosa ne pensate dell’offerta di Sony per questo nuovo mese?

Abbiamo provato L.A. Noire rimesso a nuovo e migliorato per PlayStation 4. Il gioco, originariamente pubblicato da Rockstar è sviluppato da Team Bondi nel lontano 2011, è stato portato a nuova vita in questa imperdibile riedizione next-gen.

TRAMA

La storia di L.A. Noire parla del detective Cole Phelps e della sua scalata nella polizia di Los Angeles. Ascesa in cui dovrà risolvere delitti, furti o casi di sparizioni. Il nostro alter ego dovrà farsi largo tra le strade di una città degli angeli del secondo dopo guerra contaminata dal crimine, dalla droga e dei complotti.

Dopo una breve presentazione della città e dell’epoca in cui ci troviamo verremo catapultati nel nostro primo pattugliamento come poliziotti. Quando risponderemo alla chiamata di aiuto di due detective della “omicidi” dovremmo guidare fino al luogo impostatoci dal navigatore. Arrivati sulla scena del crimine capiremo subito che non tutti quelli che dovrebbero difendere la giustizia sono motivati al farlo e ci chiederanno di cercare l’arma del delitto. Questo primo pezzo è più un tutorial sul come muoverci e interagire con gli oggetti di scena. Ci insegneranno a interrogare i sospetti e cercare le prove per incastrare il colpevole.

Il bello di L.A Noire sta proprio nel trovare indizi e rimettere i pezzi del puzzle insieme per scoprire il colpevole. Quando avrete abbastanza indizi e starete interrogando un sospettato potreste usare gli indizi per accusarlo del crimine che credete abbia compiuto. Le espressioni facciali dovrebbero aiutarvi per capire se la persona che avete davanti sta dicendo la verità o meno, abbiamo detto che le espressioni facciali “dovrebbero” aiutarci perché non sempre sono utili o facili da decifrare.

Quando avremo risolto il nostro primo caso verremo promossi a detective del traffico e ci sarà assegnato un nuovo partner con cui dovremmo risolvere casi riguardanti furti di automobili. Questo primo pezzo di storia può sembrare un po’ lento e non avete tutti i torti, ma vi promettiamo che più andrete avanti più la trama diventerà avvincente. I flashback che vedremo ci spiegheranno di più sulla storia del nostro protagonista sottolineando i suoi comportamenti in caserma quando non era altro che un cadetto che voleva diventare un generale dell’esercito.

Ci sono varie missioni secondarie da fare. Mentre sarete in macchina potreste ricevere delle chiamate alla radio che, se volete, potete scegliere di accettare. Dovrete solo guidare fino al luogo prefissato sulla minimappa e assisterete a un filmato. Dal filmato partirà la vostra missione che può variare dalle sparatorie a inseguimenti a piedi.

GAMEPLAY

L.A. Noire è in terza persona e potrà ricordarvi GTA V. Non prendetelo come un open world ma come un simulatore. Quando sarete in pattugliamento oltre a deviare per fare missioni secondarie non ci sarà molto altro da fare se non risolvere il caso che il vostro capo vi ha assegnato. I movimenti all’inizio sembreranno un po’ macchinosi ma dopo qualche ora vi abituerete. Guidare invece sarà molto più bello. Le automobili sono molto belle e riprodotte alla perfezione. Lo shooting invece è molto meno divertente. Sarà infatti più difficile colpire i nemici poiché la sensibilità è altissima e i nemici sono quasi sempre riparati. Durante il gioco potrete anche fare a botte a suon di pugni. Sarà molto facile uscire vittoriosi da questi veloci scontri in cui bisognerà premere solo un paio di tasti e schivare i colpi nemici.

La città è stata ricostruita fedelmente e la Los Angeles degli anni 40’ risulta viva e vitale, grazie anche all’oculato utilizzo di video e foto per renderla il più fedele possibile. Non solo la città sembra viva ma in giro potrete contare almeno un centinaio di passanti differenti

COLLEZIONABILI

I collezionabili di L.A. Noire sono moltissimi. Nella città ci saranno luoghi famosi da vedere e visitare. In questi luoghi si trovano dei distintivi e, a volte, delle pellicole da raccogliere. Ci saranno anche dei giornali da trovare ma non saranno solo un oggetto da prendere ma veri e propri filmati riguardanti una sub-storia che ci chiarirà sui casi che stiamo risolvendo o su quello che sta succedendo nella parte oscura di Los Angeles.

Abbiamo avuto modo di provare la versione Ps4 di Ark: Survival Evolved e non possiamo esimerci dall’applaudire lo Studio Wildcard per l’accuratezza e l’attenzione al dettaglio che hanno messo nella realizzazione di questa avventura.

Dopo svariate ore di gioco, ed innumerevoli morti violente, siamo pronti a raccontarvi cosa si prova a risvegliarsi su di un’isola deserta, nudi come dei vermi e circondati da animali preistorici affamati e molto, molto, pericolosi; tentando invano di ripararsi dagli elementi mentre fame e sete vi bruciano le viscere. Come ci si sente a cercare, spesso invano, di sopravvivere in un mondo in cui persino la più piccola ed innocente forma di vita può causare la vostra prematura dipartita. Ecco la nostra recensione di Ark: Survival Evolved

  • Starting a new life:

L’obbiettivo di Ark: Survival Evolved è semplice: sopravvivere. Nient’altro. Nessuna trama sottostante (volendosi escludere quella legata ai piloni alieni presenti sulle isole che, tuttavia, rimane sempre molto vaga e distante), nessuna “Quest” secondaria; solo l’imperativo categorico della lotta per la sopravvivenza.

Avviato il gioco, e individuato il server su cui “stabilirsi” (a tal riguardo vi consigliamo i server più giovani così da non imbattervi in isole già pesantemente colonizzate), dovrete dare vita al vostro avatar scegliendone sesso e conformazione fisica potendone definire, oltre all’altezza ed al peso, la grandezza di ogni singolo arto o il suo spessore. Svolta questa operazione vi sarà data la possibilità di individuare su quale spiaggia dell’isola (o del continente, a seconda di quale delle tre mappe disponibili scegliate) spawnare per la prima volta. Il nostro consiglio è quello di scegliere per il risveglio una delle spiagge nella zona sud, contrassegnate dalla dicitura “easy”, così da poter iniziare con una certa tranquillità la vostra nuova vita.

  • L’inizio:

Indipendentemente dal luogo da voi prescelto, la prima cosa che vi si parerà davanti appena “svegli” sarà il mare e, accanto a questo, una lussureggiante spiaggia (attenzione però perché la nostra recensione di Ark: Survival Evolved prende le mosse dallo spawn nella zona meridionale dell’isola) dove abbonderanno piante ed animali tipici delle zone del mondo di clima tropicale. La vostra prima priorità, a questo punto, sarà quella di costruirvi in fretta utensili, vestititi ed un tetto da mettere sopra la testa, possibilmente prima che cali la notte (e con lei i carnivori più pericolosi); per farlo dovrete trarre il meglio da quello che vi circonda: le palme per la paglia ed il legno, i cespugli per le fibre e le bacche commestibili, combinando il tutto grazie agli schemi che potrete apprendere salendo di livello. Più proseguirete nel vostro viaggio, maggiori saranno i pericoli che vi troverete a fronteggiare per sopravvivere ad un mondo preistorico in cui T-Rex e Velociraptor la fanno da padroni; un mondo in cui voi siete gli ultimi arrivati e, per farcela, dovrete sfruttare quella che è stata da sempre l’arma in più dell’umanità: l’ingegno. Per proteggervi dal freddo potrete edificare muri, per ripararvi dalle intemperie dovrete costruire tetti, per scaldarvi non avrete altra scelta che costruire dei falò intorno a cui sedersi nell’attesa che la fredda e buia notte passi, per sfamarvi costruirete lance per pescare o archi per colpire a distanza gli animali più piccoli così da poterne trarne carne e pelle; e questo solo per iniziare.

  • La Natura:

Quando avrete messo al sicuro il vostro avatar dai pericoli “primari” potrete dedicarvi a scoprire quello che davvero rende Ark: Survival Evolved un prodotto di qualità elevata: l’esplorazione dell’isola e delle sue innumerevoli forme di vita ma, soprattutto, la doma dei vari tipi di animali presenti su di essa. Sull’isola, infatti, non sarete da soli (se doveste aver scelto l’esperienza single player vi trovereste ovviamente ad essere gli unici uomini presenti), dovrete dividerla con animali estinti da milioni di anni: dai pacifici Dodo agli enormi Brontosauri, dai piccoli e malefici Procompsognatus agli imponenti e letali Tirannosauri, dalle letali tigri dai denti a sciaboli sino ai Mammut dal carattere estremante irascibile; e non lasciatevi trarre in inganno dalle meravigliose acque che circondano l’isola dove, ai piccoli e voraci Piranha si affiancano i terribili Megalodonti (e fidatevi che il primo incontro con uno di questi prozii degli odierni squali rimarrà a lungo impresso nella vostra memoria!) ed i feroci Capodogli bianchi che infestano le acque più profonde. Tutti domabili: nei giusti modi e con le giuste selle potrete cavalcare ciascuno di essi, farvi portare in giro per l’isola o semplicemente proteggere nelle vostre peregrinazioni; avrete la possibilità di volare in sella agli sfuggenti Pteranodonti, nuotare aggrappati ad un Plesiosauro o correre nelle praterie in sella ad un veloce e letale Velociraptor. Un esperienza UNICA.

(E questo non è nulla, il numero e la qualità di specie facenti parte della fauna dell’isola aumenta ad ogni aggiornamento del gioco, con cui gli sviluppatori inseriscono nuove, mortali, creature nel mondo di gioco; ciascuna magistralmente caratterizzata in termini di colori, movenze, abitudini e comportamenti)

PhotoBombing: Level Brontosaurus
  • Il crafting:

Eccoci giunti al nucleo principale di Ark: Survival Evolved: per sopravvivere alle insidie che abitano l’isola dovrete ingegnarvi e costruirvi asce, picconi, lance, archi per cacciare ed accumulare materiali, vestiti ed armature per resistere alle estreme temperature dell’isola o ai feroci attacchi degli animali selvatici che infestano questo paradiso fuori dal tempo, spade e pistole per annientare le tribù rivali o i carnivori più pericolosi. Per farlo avrete bisogno di materiali primari come legno, paglia e pietra (reperibili facilmente in ogni zona dell’isola) o delle materie di più difficile reperibilità come il ferro o i cristalli (che possono essere trovati solo nelle pericolosissime paludi centrali dell’isola o sulle montagne del nord); raccolti i materiali dovrete, poi, sbloccare i c.d. “engrammi” che vi permetteranno di utilizzare le materie prime per creare i vostri attrezzi. Gli “engrammi” sono, fondamentalmente, dei progetti di costruzione e potranno essere sbloccati salendo di livello, sulla base di un elenco che progredisce con il progredire della vostra avventura sull’isola: dai progetti meno complessi (asce di pietra e muri di paglia) fino a quelli più complicati (fucili d’assalto o tute in polimeri). Anche le modalità di crafting cambieranno in relazione alla tipologia di progetto: se, infatti, potrete una lancia di pietra senza bisogno di particolari strutture, dovrete avere un banco di lavoro per la realizzazione degli oggetti più complessi; stesso discorso vale per la riparazione degli oggetti usurati o danneggiati.

  • E’ la Sopravvivenza la chiave dell’Evoluzione:

Come già detto, lo scopo in Ark: Survival Evolved è (soprattutto all’inizio) sopravvivere ma, con il passare del tempo, l’imperativo categorico cambia e, mutando nella sua essenza, si trasforma nella necessità di evolversi e progredire verso tecnologie sempre più moderne. Il tutto per riuscire finalmente a domare l’isola stessa e la sua natura incontaminata; affermando la definitiva vittoria dell’umanità sulle avversità. Perché il gioco non si esaurisce nella semplice ricerca di cibo/acqua/materiali ma progredisce assieme a voi e l’isola cambierà in risposta alle vostre scelte (ovviamente se siete online anche sulla base delle scelte degli altri giocatori): i carnivori che abitualmente popolano l’entroterra si sposteranno sulla costa se la vostra attività di caccia determinerà una sensibile diminuzione degli erbivori in una data area, così la vegetazione crescerà più rada se taglierete troppi alberi o strapperete tutti gli arbusti. Questi cambiamenti determineranno delle cicliche mutazioni delle vostre condizioni di vita e vi spingeranno ad adattarvi o a perire; in un costante equilibrio tra sopravvivenza e moto evolutivo.

Cucù!
  • Hic Sunt Leones (le dolenti note):

Ark: Survival Evolved è un gioco unico nel suo genere ed ha molteplici lati positivi ma, come tutte le cose, nel suo porting Ps4 presta il fianco ad alcune critiche; soprattutto per quanto attiene al comparto grafico. Se nessun dubbio vi è, infatti, sulla mole di texture/superfici/riflessi/ombre che un gioco di tale vastità richiede, non abbiamo potuto fare a meno di notare un fastidiosissimo ritardo nel caricamento delle superfici al momento dell’avvio del gioco o in occasione dei nostri viaggi aerei quando, ad una certa altezza, la superfice sotto di noi pareva sfuocata e priva di qualsivoglia vegetazione; stesso discorso deve farsi per il pop-up di alberi e vegetazione a distanze anche molto ravvicinate. Egualmente fastidioso risulta essere una errata valutazione delle dinamiche di movimento e compenetrazione degli oggetti  che, spesso e volentieri, finiscono per incastrarsi in maniera irreversibile gli uni negli altri: particolarmente complicato poi il rapporto tra i dinosauri (di grosse dimensioni) ed i muri, può capitare non di rado di assistere al comico tentativo di un Brontosauro di superare un’abitazione sulla spiaggia passandovi sopra, salvo poi rimanervi incastrato per una zampa finita in qualche invisibile buco del tetto, o ancora ci si può vedere spuntare le teste dei dinosauri dalle mura di casa (e nessun problema se si tratta di un innocuo Triceratopo, ma decisamente meno piacevole se ci si trova a cenare con un esemplare maschio di Raptor Alpha che cerca di mangiarvi la testa!) senza poterlo evitare in alcun modo.

What?

  • Conclusione:

Ark: Surivival Evolved, dunque, è un’esperienza unica che non smette mai di sorprendere, anche il giocatore più esperto, un’avventura che difficilmente può essere riassunta in un singolo articolo o in una sola video-review; è un ritorno ad un periodo in cui l’uomo non aveva ancora conquistato tutto il conquistabile ma, anzi, era l’ultima ruota del carro: una creaturina soffice e senza artigli che qualsiasi altra forma di vita (e dico qualsiasi) poteva facilmente uccidere senza grossa fatica. Un vivo e vibrante affresco della terra “quando regnavano i dinosauri“.

Sono stati da poco annunciati i nuovi giochi disponibili gratuitamente dal prossimo mese per gli abbonati al PlayStation Plus e..

Con questo mese di Novembre Sony ha voluto tirare il fiato dopo i mesi di grandi esclusive offerte con il Plus ed ha reso disponibili giochi di minore “spessore”; senza però dimenticare il divertimento che sarà, ancora una volta, assicurato a costo zero ai possessori di un abbonamento PlayStation Plus. Questo mese saranno infatti disponibili per Ps4: Worms Battlegrounds e Bound; in aggiunta avremo la possibilità di scaricare gratuitamente Until Dawn: Rush of Blood per i possessori di VR.

I rimanenti titoli offerti con il Plus saranno:

  • That’s You! (PS Plus bonus – PlayLink)
  • R-Type Dimensions (PS3)
  • Rag Doll Kung Fu: Fists of Plastic (PS3)
  • Dungeon Punks (PS Vita & PS4)
  • Broken Sword 5: The Serpent’s Curse [Ep. 1 & 2] (PS Vita)

Anche questo mese, dunque, una line-up di tutto rispetto in grado di regalarvi tante emozioni (compresa la paura) e di intrattenervi certamente per molte ore:

Buon divertimento a tutti!

Abbiamo provato il nuovo titolo di MercurySteam: Raiders of the Broken Planet, fra alieni schizzati, sparatorie esagerate e gravi dipendenze! Con questo nuovo titolo la casa di Madrid propone una nuova IP: interessanti le innovazioni, ma il prodotto pare ancora leggermente acerbo.

Nello spazio, tutti possono sentirti sparare.

In breve. In un sistema solare lontano esiste un pianeta carico di un materiale chiamato Aleph: un minerale dalle incredibili proprietà. O meglio ESISTEVA. Spinti da una sempre maggiore ingordigia, infatti, gli esseri umani hanno sfruttato le risorse del pianeta fino al collasso dello stesso facendolo andare in pezzi e lasciandolo tenuto insieme solo dal nucleo.

In questo scenario i Raiders, appartenenti a varie fazioni spesso in lotta fra loro, entrano in gioco. La loro missione? Scacciare gli umani e preservare quel poco che resta del loro pianeta. 

Sebbene il gioco faccia uso degli stilemi classici degli sparatutto in terza persona, introduce alcune novità interessanti.

Troviamo infatti un sistema di combattimento corpo a corpo che ricorda molto da vicino la morra cinese e ci permette tre possibilità di azione: colpo, schivata e presa. Le tre azioni si intrecciano fra loro in tipico stile carta, forbice e sasso:

-Schivata batte colpo.

-Colpo batte presa.

-Presa batte Schivata.

Vera falla di questo sistema di corpo a corpo è la difficoltà nell’ottenere risultati soddisfacenti nei combattimenti senza venire surclassati dagli avversari.

Altro sistema interessante è quello della gestione dello stress del personaggio, nella parte inferiore dell HUD avremo infatti una barra che rappresenta il livello di stress. Una volta superato un determinato punto, il nostro personaggio sarà visibile dagli avversari attraverso le barriere protettive e muri.

Il roster dei personaggi giocabili è destinato ad essere ampliato offrendo un numero piuttosto consistente (probabilmente 12 pg giocabili).

La caratterizzazione dei singoli personaggi gioca un ruolo fondamentale nell’esperienza di Raiders, ciascuno avrà infatti le proprie peculiarità psicologiche, oltre che diverse classi. Questa diversificazione dei personaggi ci permetterà di scegliere l’eroe giusto per ogni singola missione.

Le cutscene hanno delle riprese agitate e in costante movimento, sottolineando ancora di più la natura folle di questo titolo.

Noi abbiamo potuto provare il contenuto base, che svolge un ruolo di introduzione/tutorial, e la prima di quattro campagne a pagamento, dal titolo: Miti Alieni. MercurySteam non ha ben chiaro la via di sviluppo che prenderà il gioco, ma per ora ci assicura ben quattro campagne entro la fine dell’anno.

Guarda che bel pianeta!

La qualità poligonale di Raiders of the Broken Planet non fa certo urlare al miracolo. Tuttavia lo stile cartoonesco e la rappresentazione dei personaggi, riescono a dare un look accattivante e fresco. Le ambientazioni sono ben riprodotte e i dettagli delle macchine risultano, bene o male, completi.

Il procedere delle campagne proposte, dovrebbe introdurre cambiamenti ambientali nelle varie sezioni del pianeta.

Parlando invece di Multiplayer, il gioco ci porta altre interessanti novità. Ciascuna missione potrà essere infatti lanciata in modalità matchmaking. Questo ci permetterà di affrontare la partita in quattro giocatori, in cooperativa. Capiterà alle volte che, all’inizio di una missione, verremo avvisati della presenza di un antagonista. Questo losco figuro, sarà impersonato ovviamente da un altro giocatore e il suo unico obiettivo sarà sabotare e vanificare la missione dei quattro compagni. Ovviamente avrà a disposizioni alcuni vantaggi tattici, come ad esempio i respawn infiniti e la possibilità di vedere i giocatori a distanza.

Ecco quindi la novità, che ci introduce in un 4 vs 1 nuovo e che, se ben sviluppata, potrebbe portare una interessante ondata di freschezza alla situazione del multiplayer attuale.

In conclusione.

Ci troviamo davanti ad un titolo acerbo ma che promette bene, le campagne sono in arrivo e con esse molte novità. Il gameplay non è banale e consente un divertimento piacevole. La grafica cartoonesca è nel complesso ben realizzata e spassosa. Interessante la caratterizzazione e differenziazione dei vari personaggi giocabili. Per finire la modalità multiplayer che si dimostra differente e non priva di sfide.

Di contro il sistema di combattimento è da rivedere, spesso ci imbatteremo in vere e proprie frustrazioni. La grafica sebbene divertente non fa di certo impazzire.

Sicuramente torneremo a parlare di questo titolo, nel frattempo vi consigliamo vivamente di giocare il prologo gratuito.

 

Eccoci a parlare di Far Cry 5, nuovo titolo dell’omonima serie in uscita nel prossimo febbraio 2018 dopo averne provato la versione giocabile in occasione della Milano Games Week 2017.

Far Cry è un titolo che, da sempre, riesce a riscuotere un grande successo tra l’utenza sia per le meccaniche di gameplay in stile survival-RPG, sia per una trama di grande qualità (non in ogni caso) e per degli antagonisti a dir poco memorabili (specialmente negli ultimi capitoli). Questo Far Cry 5 ci porta nel selvaggio Montana, in un luogo chiamato Hope County n cui di “speranza” ce ne sarà davvero poca: una setta religiosa è riuscita a coinvolgere o sottomettere l’intera popolazione e noi, assieme ad un manipolo di compagni, dovremo riuscire a riportare la serenità nella contea. La premesse su cui si fonda la trama ed il nuovo antagonista principale sono davvero promettenti.

Abbiamo avuto modo di testare sia una fase di esplorazione libera, sia una a bordo di aeroplano armato fino ai denti. Gli aiutanti saranno parte integrante del gameplay, a partire dal cane (Boomer) che potrà trovare munizioni ed armi per noi quando non azzanna alla gola i nostri nemici, fino ad arrivare ad un pilota di aerei che ci assisterà nelle missioni volanti.

Molti elementi del gameplay sono identici ai precedenti titoli della serie: ci sarà un albero delle abilità con nuove capacità acquisibili attraverso l’ottenimento di esperienza, sarà possibile cacciare animali selvatici e craftare oggetti ed anche scegliere se giocare tramite scontro diretto con i nemici oppure tramite eliminazioni silenziose senza farsi vedere.

Purtroppo, la versione della demo di Far Cry 5 che abbiamo provato alla Milano Games Week 2017 era in una delle primissime fasi di sviluppo e, pertanto, afflitta da bug e glitch anche abbastanza fastidiosi: per citarne alcuni abbiamo riscontrato un input lag dei comandi abbastanza pesante (1-2 secondi), così come un pop up di elementi dell’ambiente (da semplici cespugli ad interi alberi), oltre che dei caricamenti davvero molto lunghi.

Comunque siamo sicuri che per la data di uscita il tutto sarà corretto e sistemato; per cui restiamo in attesa del Day One per poter conoscere ed esplorare il selvaggio stato del Montana e la nuova tematica del fanatismo religioso.

 

 

Il 27 Ottobre 2017 uscirà il nuovo Assassin’s Creed Origins ed abbiamo avuto modo di provarlo durante la Games Week. Ecco le nostre prime impressioni.

L’ormai famosissima saga di Assassin’s Creed fa un grosso balzo indietro con Origins: fino ad oggi i titoli presentati hanno sempre seguito una linea temporale lineare ma questa volta passeremo dalla Londra Vittoriana del XVIII secolo fino all’antico Egitto. Faraoni e Divinità la faranno da padrona, così come personaggi celebri quali Cleopatra e Giulio Cesare (con l’ovvia conseguenza dell’importanza storica). La nuova ambientazione presentata è senza dubbio a dir poco stupenda: il tutto è estremamente ben realizzato e caratterizzato a meraviglia, la mappa di gioco pare essere spaventosamente grande ed il mondo sarà sempre attivo e vitale con passanti ed animali di ogni genere.

Siamo rimasti inoltre profondamente e positivamente colpiti dal grande albero delle abilità presente e dal combat system, che è stato totalmente rinnovato per l’occasione: avremo a disposizione diversi tipi di armi ed armature e ciascuna di queste avrà un diverso grado di rarità e parametro di efficacia. Inoltre saremo in grado di impugnare uno scudo così da aggiungere anche la parata al sistema e saranno, infine, presenti diversi tipi di nemici (alcuni dei quali particolarmente forti ed in grado di dare filo da torcere) così da richiederci necessariamente di studiare le mosse dell’avversario per contrastarlo e così da rendere il tutto molto più stimolante e coinvolgente. Non mancherà come al solito la possibilità di muoverci furtivamente ed eliminare silenziosamente i nostri nemici.

Altra interessante novità che abbiamo notato in Assassin’s Creed Origins è che non sarà più necessario tenere premuto un tasto per avviare la “modalità corsa”; il nostro personaggio sarà, dunque, in grado di correre ed arrampicarsi sui muri semplicemente tramite il controllo dell’analogico sinistro. Mentre per effettuare salti ed arrampicarsi rapidamente su un edificio o per scendervi sarà semplicemente necessaria la pressione di un tasto per ciascuno. Ciò riesce a rendere il tutto più immediato e teoricamente più semplice da controllare, ma staremo a vedere durante la versione definitiva.

Ultimo elemento che abbiamo avuto modo di apprezzare è la grafica, la quale è certamente di ottima qualità nel complesso sia per quanto riguarda i personaggi e sia per le ambientazioni dotate di un’ottima profondità di campo. Guardando con un po’ più di attenzione però ci siamo resi conto che molte texture ambientali non sono poi così ben definite (anche se siamo certi che molto lavoro è stato già fatto e dell’altro sarà fatto prima dell’uscita rispetto alla versione che abbiamo avuto modo di provare, così da riuscire a perfezionare il tutto). Ovviamente abbiamo notato anche alcuni piccoli bug e deficit nell’IA ma nulla di troppo grave, soprattutto considerando che si trattava di una versione Alpha. Nel complesso, dunque, un’esperienza che ci ha sicuramente convinto per l’ottimo lavoro fatto soprattutto a livello gameplay per il combat system ed il sistema di drop di armi di tipi diversi e rarità diverse.

Durante la Games Week abbiamo avuto l’occasione di provare presso lo stand Bandai la loro nuova IP in uscita nel 2018: Code Vein.

Parlando di Bandai Namco non si può evitare di parlare della serie dei Souls che è riuscita, anche se con un po’ di fatica iniziale, a conquistare una grande fanbase oltre che a creare un nuovo sottogenere di videogames: parliamo dei cosiddetti Souls-like, ovvero giochi caratterizzati dall’essere action-RPG con alcuni elementi caratterizzanti ed un buon livello di difficolta. Code Vein fa proprio parte di questa categoria ma questa volta non ci saranno “cavalieri” o “cacciatori” ma Vampiri! Ci ritroveremo in un mondo distorto e distopico nel quale albergano mostri e vampiri assetati di sangue che, volendo, si potrebbe definire come formato dalla mescolanza degli universi di Dark Souls e di Bloodborne ma con un gameplay rapido e più simile a quest’ultimo. I nostri nemici saranno i Perduti (creature dall’aspetto demoniaco), burattini della Regina e sono alla continua ricerca di sangue.

Code Vein oltre a presentare alcuni elementi molto simili ai Souls (come la presenza di cure, magie utilizzabili come buff personali o per offesa, un’ampia varietà di armi utilizzabili e persino le stesse animazioni) porterà con se alcune interessanti novità. La più grande tra queste è che saremo affiancati da un alleato durante il nostro viaggio. Ovviamente ci saranno più compagni tra cui scegliere e ciascuno avrà bonus ed abilità specifiche. Il nostro fedele alleato, ad esempio, sarà in grado di rianimarci per circa tre volte se dovessimo esaurire la nostra salute, oltre ad assisterci nel combattimento. Sono presenti, poi, tante altre meccaniche di gameplay che però non abbiamo avuto modo di approfondire a pieno poiché questa versione era interamente in giapponese.

La demo di Code Vein ci ha convinto e, nonostante fosse in una fase iniziale di sviluppo (non di rado abbiamo notato lievi cali di framerate), nel complesso questo titolo pare essere riuscito ad unire i pregi di Bloodborne con quelli di Dark Souls aggiungendo anche tante piccole novità al gameplay ed una storia che pare essere narrata come in un qualsiasi videogame e non più attraverso la “lore”. Siamo senz’altro sicuri che questo sarà un gioco che farà gola a tutti gli appassionati dei Souls e con buona probabilità farà appassionare molti altri utenti a questo particolare sottogenere “di nicchia”.

 

Abbiamo avuto modo di assistere in prima persona ad un gameplay giocato direttamente di fronte a noi della nuova esclusiva per Ps4 intitolata Days Gone che, sin dai primi video di presentazione, ha colpito tutti per la resa grafica e, soprattutto, per l’orda di zombie.

Iniziamo subito con il dire che sicuramente Days Gone sarà un gioco con tanto da offrire e con buone meccaniche stealth, così come il sistema di shooting e le possibilità di interazione con l’ambiente. Il gioco possiede tanti elementi che ricordano davvero tanto Horizon (qui potrete trovare la nostra recensione) ed infatti siamo abbastanza certi che si tratti dello stesso motore grafico che, come noto, è riuscito a lasciare sbigottiti un po’ tutti per la fantastica resa a schermo e per la stupenda profondità di campo. Grafica a parte abbiamo notato molte meccaniche simili tra i due giochi come, ad esempi,o la possibilità di nascondersi nell’erba alta, una visione speciale per seguire le tracce e persino la visuale durante la mira con le armi. Ma questa volta al posto di Aloy ci sarà Deacon, il classico motociclista con giacca di pelle ed Harley Davidson al suo fianco.

Il punto focale di Days Gone sarà quello di sopravvivere in un mondo ostile invaso da zombie e pertanto ci troveremo di fronte ad un titolo action in terza persona prettamente survival ma con altre interessanti meccaniche. Innanzitutto le risorse (che si tratti di munizioni o persino benzina per i veicoli) saranno limitate e pertanto estremamente importanti nel gioco; sarà possibile craftare munizioni e trappole, attirare nemici in determinati punti con il famoso “sasso” ma, la cosa più interessante, è la possibilità di interagire con l’ambiente in più modi. Infatti gli zombie saranno contemporaneamente nostri nemici ed alleati: potremo utilizzarli per eliminare rapidamente gruppi troppo numerosi, causare distrazione o semplicemente facilitare l’eliminazione di alcuni avversari armati e pericolosi. Parlando di survival non si può evitare di parlare della caccia che, con tutta probabilità, anche in questo titolo rivestirà un ruolo importante per la possibilità di migliorare il nostro inventario o come semplice strumento di scambio; ma questa volta dovremo fare attenzione poiché, pare, che anche gli animali possano essere infettati e diventare anche loro zombie.

Abbiamo notato anche la presenza di punti esperienza in risposta all’uccisione di nemici e, di conseguenza, ci troveremo con tutta probabilità di fronte ad un sistema di livelli e di abilità sbloccabili: tutti elementi RPG che in generale riescono sempre ad aggiungere più varietà al gameplay.

Speriamo che a breve vengano annunciate novità su Days Gone con informazioni più sicure e dettagliate e di poter provare il prima possibile una demo giocabile del gioco e nel frattempo vi lasciamo con il video dell’E3 della demo.

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