Undertale è uscito ormai da più di un anno, ma continua a riscuotere un grande successo. Sviluppato praticamente dal solo Toby Fox Undertale è la dimostrazione che per riuscire a creare un gioco di ottima qualità non sono necessari finanziamenti milionari.

È veramente difficile parlare di Undertale senza rischiare di cadere nello spoiler oppure rovinare l’ esperienza di gioco a chi ancora non ha provato questo titolo, cercheremo quindi di parlarne nella maniera più semplice ma completa possibile.

ss_edab41f7c9fa287b0d90ebfa3b9219fec6e1b3ed-1920x1080Il giocatore interpreta un bambino umano caduto nell’Underground, dimora dei mostri (sconfitti in guerra dagli uomini e qui esiliati), e dovrà trovare un modo per tornare in superficie.  Fin qui nulla di nuovo rispetto a tanti altri titoli GDR, in realtà vi è una – non trascurabile- differenza,  in Undertale infatti ci viene offerta la possibilità di proseguire il nostro cammino come meglio crediamo: possiamo limitarci ad eliminare solo parte dei mostri e dei boss che ci si sbarreranno la strada (aumentando in questo modo il nostro LV e di conseguenza le nostre statistiche), oppure potremmo decidere di eliminare (quasi) ogni singolo mostro dell’ Underground, oppure potremmo decidere di proseguire il nostro cammino senza colpo ferire, riuscendo a terminare gli scontri semplicemente intavolando un dialogo (spesso assurdo, capiterà più di una volta che la quarta parete venga infranta) con il nostro avversario. Inutile dire che l’approccio “pacifista” è sicuramente il più difficile da sostenere; rinunciando ad eliminare i mostri rinunceremo anche a EXP, di conseguenza non potremo aumentare di LV e rimarremo con le statistiche base per tutto il gioco. L’approccio violento invece ci porterà – invece- ad aumentare le nostre statistiche, rendendo inizialmente più semplice il nostro cammino ma…..

Il successo di questo piccolo gioco Indie è sicuramente dovuto al particolare sistema di combattimento che tenta di unire caratteristiche di vari generi (come il GDR a turni e i bullet hell). Se (o meglio quando) verremo attaccati da qualche mostro il nostro protagonista verrà trasformato in un cuore rosso, rappresentazione della sua anima, rinchiuso  in un quadrato nella parte inferiore dello schermo, dovendo schivare i colpi nemici, identificati da proiettili, di tutte le forme, che cercheranno di colpirci, quando sarà invece il nostro turno avremo a disposizione quattro possibilità:

“FIGHT” che ci permetterà di fare danno al nostro avversario se riusciremo a fermare dei cursori, che si muovono orizzontalmente, al centro dell0n schermo, causando una quantità di danni maggiore in proporzione alla vicinanza al centro.ss_85d6f0db4b5d6207534120c4b51e37dfd2f8dd83-1920x1080

“ACT” che ci consentirà di ottenere info sul nostro avversario e di interagire con lui.

“ITEM” che ci  darà occasione di utilizzare oggetti per recuperare punti salute oppure equipaggiare armi o vesti che ci consentiranno di modificare le nostre statistiche di ATK e DEF.

“MERCY” che ci permetterà di risparmiare il nostro avversario.

Molto importante per avere successo nel gioco, sia che si scelga un approccio violento o meno, è studiare l’avversario: ogni mostro avrà infatti delle sue caratteristiche e un suo path di attacco peculiari, che potrebbero rendere controproducenti gli approcci utilizzati in precedenti scontri.

Degne di nota sono anche le musiche, che accompagnano la nostra avventura dall’inizio alla fine, realizzate in 8bit con temi molto orecchiabili.