Durante la Milan Games Week 2018 abbiamo potuto provare The Division 2, l’atteso sequel sviluppato da Ubisoft. Il gioco sarà ambientato 7 mesi dopo il disastro di New York, raccontato nel primo capitolo, e tutti gli Stati Uniti ormai si sono riorganizzati per riprendere una vita apparentemente normale, ma ci sono scontri tra diverse fazioni per il potere, e Wahsington D.C. è uno dei punti in cui gli scontri sono più cruenti. Ci saranno tre nuove classi da sviluppare e tante nuove armi.

Grazie anche al buon impiego del Snowdrop Engine, le ambientazioni del titolo sembrano, rispetto a quelle che abbiamo avuto modo di percorrere negli scorsi anni, decisamente ricche di dettagli e di gran lunga più ampie rispetto alle anguste e grigie strade di New York, soffocate dall’ingente numero di grattacieli e palazzi.

Nella demo l’obbiettivo era quello di mettere in sicurezza un punto di controllo. Il percorso è disseminato di forze nemiche appostate e pronte ad entrare in azione. Il Time to kill non sembra essere cambiato rispetto al capitolo precedente, per quanto riguarda i nemici corazzati richiedono ancora un dose di fuoco concentrato e colpi precisi ai puti deboli, metre i nemici più deboli sembrano andare giù con meno colpi.

Il livello di sfida era ottimo e ci ha “obbligato” a fare affidamento alle copertura, in quanto già i nostri compagni si sono lanciati in campo aperto cadendo al suolo. Una maggiore tattica sembra quindi essere al centro delle dinamiche di gioco, non solo in quanto ad approcci sul campo ma anche in quanto a specializzazione del proprio personaggio che determinerà in modo più stringente rispetto a The Division le qualità uniche del nostro agente.

Le opzioni tra cui è possibile scegliere includono il Survivalist – con il quale abbiamo effettuato la prova – , dotato di una letale balestra per cavarsela nelle situazioni più impervie, il Demolitionist, equipaggiato con un lanciagranate devastante utile per generare caos e stanare i nemici nascosti, e lo Sharpshooter che porta con sé un fucile ad alto calibro, utile a sfoltire le linee nemiche dalla distanza e attaccare di precisione i nemici più pericolosi.

In conclusione, The Division 2 mantiene molti degli elementi che sorreggono tuttora il primo capitolo, e, partendo dall’enorme esperienza acquisita negli ultimi anni, Massive Entertainment prova a fare ammenda degli errori del passato, cercando di evolvere il marchio ad un titolo in grado di trattenere a lungo i molti ancora affezionati alla serie.