La serie Resident Evil ha finalmente aggiunto un altro tassello narrativo, infatti da pochi giorni è disponibile Resident Evil Village, ottavo capitolo che vede nuovamente Ethan Winter alle prese con un nuovo inferno. Questo ottava parte continua la scia di quella precedente, infatti appena avviato il gioco apparirà la possibilità di poter avere un riassunto degli avvenimenti accaduti nel settimo capitolo. Per quanto molti continuino a dire che Resident Evil non è più lo stesso, Capcom ha saputo riprendere in mano la serie inserendo nuovamente quegli elementi come enigmi e tensione. Certo molti continuano a non essere felici per via dei nemici sempre più particolari e molto lontani dalla figura dei classici zombie, ma questo è un discorso che non considereremo sicuramente in questa recensione. 

Resident evil village

Sono passati più di tre anni da quell’orribile luogo dove Mia era stata rinchiusa a forza dalla famiglia Baker. Ethan, ormai diventato padre, vive serenamente insieme alla sua famiglia in Europa sotto consiglio di Chris Redfield. Durante una semplice serata, un gruppo di soldati fanno irruzione nella casa di Ethan e Mia, distruggendo tutto e rapendo la piccola Rose. Risvegliatosi in un luogo misterioso situato in Europa, Ethan dovrà capire come salvare sua figlia e soprattutto il perché Chris Redfield gli abbia traditi. Village continua quindi sugli stessi binari del precedente capitolo, catapultando però il giocatore in una realtà molto più simile a quella vista su Resident Evil 4, mostrando villaggi e luoghi particolari come castelli medievali. Per quanto il povero Ethan abbia già visto l’inferno, continuerà a rimanere molto spaventato all’idea di dover rivivere un secondo incubo, cosa molto apprezzabile vista l’ormai abitudine degli altri personaggi della serie. Senza andare troppo sui particolari per non rovinare nulla, Village mette in risalto qualcosa già visto dai giocatori della serie, riuscendo quindi a farvi fare un mezzo sorrisetto.

Resident evil village

Il gameplay, come la visuale, adottano nuovamente quelle viste sul settimo capitolo, mostrando quindi come Capcom non abbia voluto cambiare nulla di quello già fatto. Ritroverete una visuale in prima persona, elemento che continua a mettere contrasto tra i giocatori che approvano la scelta e altri invece che vorrebbero nuovamente quella classica. Spendere qualche parola sulla visuale mi pare inutile, anche perché si tratta di gusti che vanno da persona a persona, sicuramente quella adottata dagli sviluppatori rende l’esperienza molto più immersiva. Le fasi di gioco si alternano tra momenti di pura azione e altre invece dove dovrete usare la testa per risolvere gli enigmi, dando quindi una giusta dose di entrambe le cose. I puzzle presenti non saranno particolarmente difficili da risolvere anzi, un peletto di difficoltà in più avrebbe sicuramente fatto bene. Passando a parlare dei nemici, in Village si presentano creature mai viste prima molto simili a licantropi o vampiri, anche se giocando capirete che è soltanto il loro aspetto fisico a ricordarlo, considerando sia la loro intelligenza e anche debolezze. Scende nuovamente in campo la scelta d’introdurre dei nemici inseguitori, una categoria già vista in altri capitoli della serie.

Lycan

Il villaggio funge da hub con la presenza del mercante per acquistare armi, potenziamenti, medikit, munizioni e progetti. Per “fare i soldi” dovrete raccogliere i collezionabili presenti nel gioco, con particolare attenzione ai cd. segreti. Anche i nemici stessi che sconfiggerete vi lasceranno un piccolo souvenir prima di diventare cenere.

La grandezza di un titolo è data dalla somma di numerosi aspetti, alcuni dei quali, il più delle volte, non rilevano nulla di trascendentale. Stiamo parlando dei famosi dettagli di contesto, quelli che non si vedono ma che fanno la differenza in termini di immersione. La saga di Resident Evil, su questi, ci ha costruito il suo successo. Dai fondali pre-renderizzati e fotografici sino ad arrivare a quelli di ultima generazione, non si è mai perso quella passione per i dettagli.

dettagli Resident Evil

Il fattore immersione si concrettizza partendo da questo aspetto. Il cambio di prospettiva, poi, è stato il colpo di grazia (in senso positivo, sia ben chiaro, ndr). Passando dalla classica terza persona, ad un’inedita prima persona, la fruizione del mondo di gioco è cambiata, e con essa anche il nostro modo di vedere le cose. Il passaggio da regista a protagonista è stato un bel salto.

Resident evil village

Il sistema di sviluppo appare molto più semplice dal settimo capitolo, infatti grazie a una losca figura chiamata il Duca, avrete modo di acquistare oggetti, pezzi aggiuntivi per le armi e persino potenziamenti, ovviamente sfruttando la moneta del gioco che potrete trovare o recuperare grazie alla vendita di determinati oggetti. Anche la classica valigia appare molto più semplice, infatti gli oggetti importanti come chiavi o materiali particolari, non andranno più a occupare caselle, lasciando quindi l’inventario a disposizione di armi o oggetti per la cura. La difficoltà di gioco risulta molto ben bilanciata, infatti giocando in modalità normale avrete modo di godervi a pieno ogni singolo elemento, avendo però la giusta dose di sfida.

Duca mercante

La grafica appare magnificamente, anche e soprattutto su Playstation 4, dimostrando come Capcom non abbia voluto dare soltanto attenzione alla nuova generazione di console, cosa che mostra ottimi livelli su PlayStation 5, nonostante alcuni cali di framerate circoscritti. L’ambientazione, ma anche i continui giochi di ombra, aggiungono molto valore alle texture, dando quindi quella sensazione di realismo. Non mancano errori anzi, ma già solo l’importanza data dagli sviluppatori nel portare in tutte le console una ottima grafica è una nota positiva. Il sonoro svolge il suo compito, soprattutto nei momenti di tensione dove inizierete a sentire le note musicali aumentare sempre di più. Inutile dirvi che Resident Evil Village, se giocato con le giuste cuffie, dona una bellissima esperienza di terrore. Ottimo anche il doppiaggio in italiano.

comparazione ps4-ps5

Resident Evil Village ha costruito le basi per “quello che verrà”. Lo ha fatto con il suo stile, con quello di Capcom, senza lasciare spazio alle libere interpretazioni. Il finale è chiaro, senza se e senza ma. Addirittura lo scrivono a caratteri cubitali, giusto se qualcuno, nel mentre, si fa una penichella. La cosa certa è che questo non sarà l’ultimo capitolo della saga, e il filone narrativo iniziato con il Resident Evil 7 Biohazard proseguirà ancora. Le cose che funzionano, giustamente, vanno avanti.

In conclusione Resident Evil Village è un capitolo che riesce a superare l’esame a pieni voti, dimostrando ancora una volta che la strada presa da Capcom sia quella giusta. Sicuramente la presenza della possibilità di giocare con la realtà virtuale sarebbe stato un valore aggiunto, ma evitare questo capitolo soltanto per questa mancanza è davvero imbarazzante.

Resident Evil Village

8.6

Trama

8.5/10

Gameplay

8.5/10

Sonoro

9.0/10

Grafica

8.5/10

Pro

  • Componente action predominante, solida e coinvolgente
  • Ottimo doppiaggio in italiano, a parte qualche disattenzione

Contro

  • L'inventario non è più un problema, si perde un elemento storico di RE
  • Qualche incertezza grafica anomala, da risolvere con le patch