Abbiamo avuto la possibilità di provare For Honor durante la games week di Milano ed abbiamo provato a fare qualche domanda sul titolo di casa Ubisoft. Di certo c’è che con questa nuova idea la casa francese è riuscita a stupire tutti presentando una IP con delle meccaniche molto interessanti che di certo farà parlare di sé nel futuro. Purtroppo le notizie sono davvero poche perché il gioco è ancora in piena fase di sviluppo.

For HonorFor Honor è la nuova scommessa con cui Ubisoft propone combattimenti multiplayer all’arma bianca e dove sarà importante sia il gioco di squadra che l’abilità individuale nel più classico PvP.

Iniziamo subito dai personaggi che ci verrà data la possibilità di manovrare. Il gioco ci  farà scegliere tra una di tre classi differenti: cavalieri medioevali, vichinghi norreni e samurai; ciascuno dotato di caratteristiche (ed armi) differenti. Per quanto attiene le modalità di gioco invece pare che ci sia una storia in single player e diverse modalità multiplayer.

Ma cominciamo dall’inizio. Come in tutti i grandi giochi Fps (perché non dimentichiamo che la formula è quella dei pilastri del genere), il primo passo da compiere riguarda la scelta della classe del personaggio tenendo conto delle sue abilità e del ruolo che svolgerà nel team. Durante la prova alla Milano Games Week ci è stata data la possibilità di iniziare con uno tra cinque pg preimpostati, appartenenti alla categoria dei cavalieri medioevali. Ricaduta la nostra scelta sull’enorme omone armato di Claymore, il gioco ci ha permesso di familiarizzare con le modalità di attacco e di difesa dell’arma a due mani.

for-honor-duelIn fase di attacco i colpi possono essere sferrati in tre modalità differenti: dall’alto, da destra e da sinistra, con la possibilità di scegliere tra due differenti tipi di attacco, uno più potente e più lento e un altro più veloce e meno dannoso. In fase di difesa, invece, a fare la differenza sarà la posizione in cui decidiamo di tenere la spada che dovrà essere la medesima di chi attacca, al fine di intercettare il fendente in arrivo, inutile dire che se si sbaglia a prevedere la direzione da cui arriva il colpo si subiscono danni.

Elemento di spicco del gamepaly di For Honor è l’incredibile feeling che l’arma restituisce al pad rendendo ogni duello al contempo tattico, rapido ed oltremodo cruento al tempo stesso.

La demo di For Honor cui abbiamo avuto il piacere di giocare alla Milano Games Week, ci ha permesso di provare la modalità multiplayer della conquista, in cui due squadre di quattro giocatori ciascuna,FH_screenshot1 devono conquistare un fortezza composta da 3 zone di cui due laterali (tendenzialmente più sgombre) ed una centrale, dove si concentra la battaglia più cruenta. Il tutto condito da numerosi  Bot che rallentano nella conquista. Lo scopo è quello di raggiungere 1000 punti, superati i quali, si ha la possibilità di attaccare il team avversario e di non dargli più la possibilità di respawn. Alla fine quindi vince la squadra che riesce ad avere almeno un guerriero ancora in piedi dopo i fatidici 1000 punti.

In definitiva, dunque, For Honor ci è apparso come un prodotto con idee interessanti e basi solide. I richiami alle meccaniche di gioco proprie degli Fps classici trasposti in salsa medioevale rendono questa IP una delle più promettenti del prossimo futuro per gli amanti del genere.

Vi ricordiamo che ancora non è prevista una data di uscita per For Honor data che è ancora in fase di sviluppo, unica certezza pare essere la sua natura di esclusiva per Play Station 4.