La ormai collaudata saga di Atlus, ritorna alla grande con il quinto capitolo.

La difficoltà, nel parlare di un titolo come Persona 5, risiede nella vastità e particolarità tipiche di questo titolo. La complessità, tecnica e spirituale, del gioco rende arduo il compito del recensore.

Importante è specificare come Persona 5 non sia un titolo adatto a tutti, la grandissima quantità di dialoghi e cutscenes ne fanno un titolo quasi cinematografico, non adatto ai “malati d’azione”. Ma, se siete invece appassionati di Storie complesse e articolate, allora è il titolo che fa per voi.

Vista la vastità del tema, cercheremo di suddividere la recensione in capitoli, ciascuno riguardante uno specifico argomento.

Una trama…

La trama è forse la componente di maggior peso: il dipanarsi della storia è lento e metodico. Nelle primissime battute, ci ritroveremo catapultati nel vivo dell’azione, con “Joker” (nome in codice del protagonista) impegnato in una missione destinata a finire male. Il protagonista verrà infatti arrestato dalla polizia e interrogato. Proprio tramite l’interrogatorio, prenderà vita la trama vera e propria che ci porterà fino all’inizio della missione sciagurata, raccontandoci come tutto abbia avuto inizio. Il giovane Joker, interviene in aiuto di una ragazza vittima di violenze da parte di un uomo ricco e potente. Mettersi contro questo genere di persone, si sa, comporta dei rischi. Infatti il nostro alter ego viene tacciato di aggressione e trasformato in un reietto. Persino i genitori, più attenti all’immagine della famiglia che al legame stesso, lo allontanano in una scuola di periferia.

Inseguito dalle (ingiuste) voci sulle sue azioni, che rimbalzano per tutta la scuola e l’ambiente circostante, il giovane tenta di affrontare le problematiche di ogni giorno. Nella già difficile vita del ragazzo, si inserisce una misteriosa app autonomamente installata sul suo telefono. Scoprirà presto che l’applicazione permette l’accesso al Metaverse, una sorta di dimensione parallela che proietta la visione distorta del mondo di alcuni “criminali”. Ciascuno di essi è barricato nel proprio palazzo mentale e il compito di “Joker”, e dei suoi caompagni,sarà quello di penetrare nelle strutture e rubare un cuore, portando il malfattore a un pentimento.Version:1.0 StartHTML:000000221 EndHTML:000003154 StartFragment:000002703 EndFragment:000003117 StartSelection:000002703 EndSelection:000003117 SourceURL:https://geexmag.com/wp-admin/post.php?post=3943&action=edit

…o una critica?

La trama di Persona 5 racchiude in se tematiche molto profonde e quanto mai attuali. Corruzione, maltrattamenti e prostituzione sono all’ordine del giorno nel gioco come nella realtà. Per questo motivo l’intreccio di questo titolo può essere visto come una aspra critica alla società, Giapponese e non. Una società che predilige l’apparenza alla sostanza, spesso corrotta e priva di opportunità. Una società che va cambiata proprio da chi ha il il futuro in mano, i giovani.

Jrpg…

Le meccaniche del genere Jrpg si fanno sentire pesantemente in questo titolo, seppure in maniera originale e mai banale. Nei palazzi “mentali” ci troveremo ad esplorare dei veri e propri dungeon labirintici brulicanti di nemici. Le costruzioni mentali dei vari “cattivoni”, sono caratteristiche e devono essere affrontate in maniere differenti. Interessante è l’approcio stealth che è possibile assumere nascondendosi dietro eventuali spot, evitando di fatto gli scontri o iniziandoli in vantaggio tramite imboscate. Ed è proprio la dinamica di combattimento una delle tante delizie del gioco.

Il sistema si basa su un combattimento a turni in team di 4 elementi (i nemici possono essere maggiori). Oltre alle classiche azioni di attacco, che può essere all’arma bianca o tramite armi da fuoco, spicca l’utilizzo dei Persona, vere e proprie proiezioni degli aspetti psicologici dei personaggi. Queste presenze possono intervenire in battaglia in maniera differente a seconda della Persona evocata. Joker è l’unico personaggio in grado di controllare più Persona. Ogni demone presente nel gioco, potrà infatti essere sottomesso e invocato in battaglia. La difficoltà strategica del gioco ci porterà spesso a ritirarci da uno specifico dungeon per rifornirci e migliorarci, per poi tornare il giorno successivo.

I dungeon “obbligatori”, sono tuttavia disponibili per un determinato lasso di tempo. Esiste poi il Memento, un dungeon procedurale generato casualmente, dove sarà possibile effettuare missioni secondarie, ottenere oggetti ed effettuare miglioramenti ai personaggi attraverso combattimenti.

 

Il combattimento potrà addirittura essere evitato tramite la negoziazione, proponendo clemenza in cambio di oggetti, denaro o aiuto. La soluzione d una negoziazione è complessa e fortemente influenzata dal filo narrativo, dalle competenze sociali e da altri fattori.

Da non dimenticare è la celebre Velvet Room, che in questo capitolo assume le sembianze di una cupa prigione, rappresentante le catene che la società impone al giovane protagonista. Qui si imparerà a fondere, sacrificare e trasformare in oggetti i vari Persona ottenuti.

…o simulazione?

La vita reale in Persona 5, rappresenta tuttavia un ben diverso stile di gioco. Nella Tokio reale il giovane dovrà affrontare le problematiche quotidiane: lo studio, gli esami e la necessità di guadagnare soldi. Sarà infatti possibile trovare lavori part – time che ci permetteranno di portare a casa la pagnotta.

Importantissimo è il sistema di gestione “sociale”. Per migliorarci nel Metaverso sarà infatti necessario sviluppare e migliorare i rapporti sociali con i Confidant. Ciascuno di essi presenta 10 livelli di legame, migliorabili attraverso conversazioni e attività. Ciascuno di questi livelli propone una nuova abilità o un miglioramento. L’eroe dispone di cinque statstiche migliorabili proprio attraverso le attività proposte nel gioco: Knowledge, Guts, Charm, Kindness e Proficiency. Va però tenuto conto che i suddetti Confidant saranno disponibili sono in determinati momenti.

la meccanica di esplorazione della città di Tokyo non è open world ma utilizza la tecnica dei settori, divisi da alcuni caricamenti. Saranno disponibili alcuni quartieri della metropoli (ad es. Shibuya). Sarà possibile muoversi velocemente verso una determinata zona dopo averla frequentata la prima volta.

Videogioco…

L’aspetto grafico di Persona 5 ne rivela la natura old-gen. Non va dimenticato infatti che questo titolo fu pensato e sviluppato per ps3. Tuttavia la grafica cartoonesca risulta essere davvero accattivante e carica di Verve. La riproduzione dei quartieri di Tokio è impressionante, ci troveremo più volte di fronte a locali e luoghi realmente esistenti.

La caratterizzazione grafica dei Dungeon diventa invece folle e strettamente legata all’ego del suo costruttore.

I colori molto caldi  e “sparati” uniti alle scritte in stile Graffiti, sia nella fase di gioco che nei menù danno un’idea  di ribellione e underground, sottolineando ancora di più la tematica di questo titolo. Le cutscenes sono quasi tutte sviluppate tramite il motore di gioco, offrendo una continuità interessante. Le musiche sono anch’esse accattivanti caratterizzate da temi Acid Jazz mai noiosi e perfettamente sposati alla narrativa.

I dialoghi e i testi (ci troveremo, di tanto in tanto, ad osservare dialoghi attraverso chat di gruppo) sono tutti esclusivamente in Inglese e possono mettere alla prova chi non mastica benissimo la lingua.

…o Graphic Novel?

Proprio l’assidua presenza di dialoghi e introspezione, ci metterà nella situazione di assistere in maniera passiva al gioco, trasformando il ruolo di giocatore in quello di spettatore. la vita in Persona 5 prosegue in maniera normale, con tutto ciò che ne consegue. Quanto tempo passate a parlare con i vostri amici in una normale giornata?

Non va però pensato che si tratti di un gioco noioso in cui premere ripetutamente X per far scorrere velocemente dialoghi infiniti. Ogni singola interazione ha risvolti, maggiori o minori, sulla trama stessa. Solo in rarissimi casi ci troveremo di fronte a dialoghi puramente fini a se stessi.

Di squisita fattura sono anche le cutscenes realizzate in puro stile anime.

Di tutto e di più!

Persona 5 è davvero un titolo magistrale, in grado di combinare elementi diversi fra loro in un magnifico intreccio di azione, suspance, introspezione e vita di tutti i giorni.

A farla da padrona è la avvincente e ricca trama, scanzonata a tratti ma che nasconde dentro di se una profonda critica alla società moderna.

la caratterizzazione dei personaggi sfiora la perfezione mostrandoci ogni aspetto della personalità di protagonisti e non. Le fasi di azione sono davvero coinvolgenti e mai banali. La struttura grafica è sempre fedele a se stessa e accompagnata da un solidissimo comparto musicale.

Purtroppo la natura stessa del gioco, ne fa un titolo non adatto a tutti, rendendolo quasi di nicchia. Tuttavia se avrete voglia di dare una possibilità a questa Opera Magna del Jrpg, vi troverete davanti a un titolo strepitoso, che rimarrà sicuramente un punto di riferimento per il genere negli anni a venire.