Greak: Memories of Azur è un titolo platform in stile Metroidvania sviluppato da Navegante Entertainment e pubblicato da Team17 il 17 Agosto 2021 per Nintendo Switch, PlayStation 4/5, Xbox Series X/S, Xbox One e PC. Si tratta del titolo di esordio per lo studio di sviluppo messicano, che ha cercato di confezionare un Metroidvania un po’ atipico per le meccaniche che lo compongono, ma anche molto interessante sotto il punto di vista visivo; quale sarà dunque il risultato finale?

Greak memories of azure

Trama

La trama principale di Greak: Memories of Azur ci porterà nelle lande di Azur, dove tempo fa è nata, e poi ha cominciato ad insediarsi e svilupparsi, una forma di vita nota come Courine, creature simili ad elfi dei boschi. Nel corso della loro crescita i Courine hanno portato prosperità al territorio, soprattutto proteggendolo dagli Urlag, creature mostruose che hanno da sempre popolato queste terre distruggendo e martoriando il territorio. Dopo essere stati sconfitti innumerevoli volte gli Urlag hanno ora raccolto tutte le loro forze e sono così riusciti a sconfiggere  i Courine devastando ogni cosa sul loro cammino.

In questo contesto ci ritroveremo a vestire i panni di Greak, un Courine di cui non conosciamo molto, tranne per il fatto che pare essere stato separato da sua sorella e da suo fratello maggiore. Il nostro compito sarà dunque ricongiungerci ai nostri familiari, e nel mentre tentare di scoprire il segreto dietro il potere degli Urlag in modo da sventarne la minaccia. Nel corso dell’avventura non avremo particolari evoluzioni narrative, però è da mettere in evidenza l’impegno degli sviluppatori nel creare un mondo vivo e ricco di particolari grazie ad una lore consistente (da reperire leggendo libri sparsi per il mondo o attraverso il codex).

Greak memories of azure

Gameplay

La meccanica particolare attorno a cui ruota il gameplay di questo Metroidvania sarà proprio legata ai tre fratelli protagonisti, Greak, Adara e Raydel. Ritrovando nostra sorella, e poi nostro fratello, questi andranno infatti ad unirsi effettivamente al nostro gruppo, e da questo momento saremo in grado di controllarli separatamente. La struttura da Metroidvania risiede proprio in questa meccanica: molto spesso ci ritroveremo di fronte ad ostacoli che sarà possibile superare solo servendosi di un aiuto, dovremo utilizzare i vari personaggi per compiere determinate azioni che possano permettere a tutti di proseguire; tutto questo tenendo sempre in considerazione che ciascuno ha delle caratteristiche uniche.

Greak e Raydel sono infatti quelli più indicati per i combattimenti grazie alle loro capacità di movimento, ma anche attacchi in grado di infliggere molti danni. Nel particolare Raydel sarà dotato di uno scudo utile per proteggere da attacchi ma anche procedere in determinate aree, così come un rampino per muoversi sfruttando certi appigli, di contro però non sarà in grado di nuotare a differenza dei suoi fratelli. Adara sarà dotata di attacchi a distanza e sarà in grado di fluttuare in aria per brevi periodi, mentre infine Greak risulterà essere quello più bilanciato, in grado di fare un po’ di tutto, compreso lo spostarsi in stretti cunicoli.

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Nonostante questa meccanica di Greak: Memories of Azur risulti essere molto interessante e azzeccata ha però alcuni risvolti negativi. I nostri personaggi saranno infatti in grado di muoversi o separatamente o in gruppo; per quanto riguarda la prima, come abbiamo già detto, risulta essere importante soprattutto ai fini della risoluzione di determinati puzzle ambientali, mentre diventa ovviamente ripetitiva e noiosa nel caso in cui si debba considerare di ripetere uno stesso percorso tre volte. Per risolvere questo problema è stata quindi ideata una meccanica di spostamento in gruppo, così come una per chiamare a sé gli altri personaggi nelle vicinanze (devono essere molto vicini e si muoveranno solo in linea retta). Il problema con lo spostamento di gruppo e che tutti i personaggi che sceglieremo di far muovere assieme andranno ad eseguire sempre movimenti e azioni in risposta ai nostri comandi

Non si tratta dunque di un “farsi seguire” ma piuttosto di un controllare contemporaneamente fino a tre personaggi con i stessi comandi. In teoria non dovrebbe essere così terribile (nonostante il farsi seguire sarebbe stato indubbiamente più efficiente in ogni caso), ma purtroppo in pratica abbiamo già accennato al fatto che si tratta di personaggi con meccaniche di movimento e attacco diverse tra loro. Di conseguenza non risulterà semplice, ad esempio, trovarsi a gestire contemporaneamente il doppio salto e il fluttuare in aria; oltretutto sarà essenziale spostarsi solo dopo aver raggruppato tutti i personaggi sullo stesso piano, altrimenti in una sezione platform anche pochi centimetri di differenza potranno cambiare molto. Lo stesso difetto si viene a creare nel caso di combattimenti contro nemici (anche se in questo caso la possibilità di sbilanciare l’avversario con ogni attacco permette spesso di stunlockarli) o peggio ancora contro i boss (in cui la gestione diventa abbastanza complessa).

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A tutto questo bisogna poi aggiungere che ogni personaggio avrà una propria barra della salute e un proprio inventario, pertanto per curare qualcuno lo si dovrà prima selezionare, poi aprire il suo inventario, poi utilizzare l’oggetto e infine aspettare che la cura faccia effetto (il tutto senza che il gioco vada in pausa). Anche in questo caso sarebbe bastata anche solo la possibilità di bloccare il gioco all’apertura dell’inventario così da non trovarsi a gestire quanto detto finora oltre che le meccaniche dei diversi personaggi durante le fasi di azione (anche perché nel caso dei boss questi lasciano davvero poco respiro, e venire colpiti con l’inventario aperto significa ritrovarselo chiuso). 

All’atto pratico si tratta dunque di una serie di meccaniche abbastanza interessanti, ma che avrebbero avuto bisogno di qualche piccola correzione per diventare più pratiche, divertenti e meno frustranti. Questo è davvero un peccato soprattutto considerando che Greak: Memories of Azur ha anche meccaniche legate ai puzzle e sezioni platform molto interessanti, bossfight con un giusto livello di sfida e abbastanza variegate e diversi oggetti e incarichi secondari in grado di aggiungere a tutti piccoli potenziamenti e attacchi aggiuntivi. Abbiamo poi anche la possibilità di cucinare (per ottenere cure) e la presenza di denaro per acquistare potenziamenti per l’inventario o altri oggetti dai vari shop.

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Longevità

Complessivamente Greak: Memories of Azur non è un titolo particolarmente vasto e longevo, si tratta piuttosto di una piccola opera che viene ben racchiusa nelle 5-6 ore necessarie a completarla. Si tratta comunque di una stima legata a quanto vi dedicherete ad esplorare nel dettaglio ogni area, e soprattutto a quanto riuscirete a non perdervi (considerando che le zone sono abbastanza labirintiche e non rappresentate da una mappa se non quella che ci spiega come le varie aree sono legate tra loro) fino anche ad arrivare a 8-10 ore totali per completare il tutto!

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Comparto Tecnico

Anche in questo caso vogliamo sottolineare che non si tratta di un titolo particolarmente dispendioso in termini di sviluppo proprio per la sua natura Indie. Oltretutto c’è anche da considerare il fatto che fondamentalmente si tratta di un titolo bidimensionale a scorrimento orizzontale, di conseguenza abbiamo anche qui delle “limitazioni” rispetto a quello che un gioco può fare. Ciononostante Greak: Memories of Azur riesce a risaltare e distinguersi egregiamente grazie ad uno stile grafico in stile cartoonesco davvero molto appagante. Oltre allo stile tecnico davvero eccellente abbiamo anche che questo viene applicato egregiamente alla caratterizzazione dei personaggi primari e secondari, di nemici e boss e ovviamente dell’ambientazione dei diversi luoghi che avremo modo di esplorare.

Di buon livello complessivo anche le musiche utilizzate, tutte adatte all’atmosfera rilassante che il gioco vuole trasmettere, o più dinamiche nel caso degli scontri. Niente di negativo invece sotto il punto di vista della stabilità, sia complessiva del gioco, sia della fluidità, così come per l’assenza di bug o altri problemi tecnici. Unica cosa da considerare (anche se non si tratta effettivamente di un problema tecnico, ma piuttosto di una scelta degli sviluppatori) è la totale assenza di salvataggi automatici, pertanto dovete sempre ricordarvi di salvare nei punti specifici predisposti dal gioco per evitare di perdere i vostri progressi in seguito a una morte.

Complessivamente dunque Greak: Memories of Azur risulta essere un ottimo titolo platform con meccaniche Metroidvania molto uniche e particolari. Per quanto queste siano teoricamente molto interessanti potrebbero praticamente risultare essere molto più efficienti e valide con alcune piccole modifiche (o comunque bisogna considerare che non sarà semplice imparare ad utilizzare tutto al meglio). Ciononostante si tratta di un prodotto davvero di ottimo livello sia dal punto di vista tecnico, ma anche da quello narrativo (in particolar modo per la lore), soprattutto se consideriamo che si tratta del primo titolo creato da questo studio di sviluppo!

Greak: Memories of Azure

7.8

Giudizio Complessivo

7.8/10

Pro

  • Lore interessante
  • Meccanica metroidvania unica
  • Stile grafico eccellente
  • Stupendo design ambienti e creature

Contro

  • Alcune pecche di gameplay
  • Trama non troppo coinvolgente