Alla kermesse non poteva mancare Milestone, che sceglie proprio (e non potrebbe essere altrimenti) la fiera tedesca per presentare alla stampa una versione giocabile successiva alla alfa di Gravel, il nuovo titolo con cui la casa milanese ha deciso di cambiare le carte in tavola.

Milestone, negli anni, ci ha abituati ad una simulazione sempre più realistica con esperienze di guida sofisticate, complesse, adatte a chi ha bisogno di sentire il veicolo proprio come se lo stesse davvero guidando. Messe a punto minuziose, gestione degli assetti, delle gomme e delle strategie di gara così particolareggiate da portare via, al “videopilota” più esigente, tante ore di preparazione. Con Gravel la software house nostrana vuole cambiare le carte in tavola, puntando ad un’esperienza di guida totalmente arcade, destinata a chi (citando quasi testualmente quanto ci è stato detto durante la presentazione del gioco) “Vuole, anche solo per dieci minuti, giocare ad un racing game senza dover pensare o super concentrarsi”. Insomma, l’idea di fondo è un gioco arcade ambientato nel mondo dell’off-road, con diverse tipologie di veicoli, di circuiti e anche di modalità di gioco.

La presentazione

Prima di parlare del gioco, ci sembra doveroso spendere due parole per l’ottima organizzazione mostrata da Milestone che ha riservato alla stampa un intero box dedicato alla presentazione e alla prova del gioco. Prova che è durata ben un’ora per sei membri della stampa. Un’atmosfera raccolta e ordinata, che ci ha permesso di fare tutte le domande del caso e di poter provare il titolo con tutta calma. Detta così sembra una sciocchezza (o peggio, il solito marchettone ndr), ma vi assicuriamo che, per chi bazzica questi eventi con un pass stampa, è un aspetto tutt’altro che trascurabile. L’atmosfera colloquiale che si respirava durante la prova, poi, ci ha davvero permesso di provare il titolo come se fossimo seduti comodamente sulla nostra poltrona da gioco preferita.

La prova vera e propria è stata preceduta da un quarto d’ora di presentazione in cui ci è stato mostrato il trailer del gioco, quindi abbiamo avuto modo di sentire le principali caratteristiche del titolo grazie ad una quindicina di minuti di discorso ed infine le modalità di gioco e i veicoli disponibili. A quel punto abbiamo potuto prendere il gamepad in mano e cominciare la nostra sessione di provato.

Il gioco

La versione di Gravel che abbiamo provato, come già citato prima, per stessa ammissione di Milestone è una versione intermedia tra la alfa e la beta. Si tratta, quindi, di uno stadio ancora non particolarmente avanzato dello sviluppo, manchevole di buona parte dei contenuti (per forza di cose) e con parecchi aspetti grafici ancora da limare e da migliorare. Non possiamo sbilanciarci più di tanto su quello che abbiamo visto, ma l’impressione è che in Milestone abbiano davvero imboccato lo sterrato giusto la strada giusta: il cambio di motore grafico, che passa dal motore proprietario all’Unreal Engine, per il momento sembra dare i suoi frutti, la grafica ci è sembrata azzeccata, dettagliata al punto giusto e tuttavia non particolarmente pesante. Gli effetti particellari, come la terra che si alza dalle ruote o la pioggia durante le corse, sembrano aver già raggiunto un buon livello di dettagli seppure in alcuni punti si veda ancora la necessità di limare e migliorare qualcosina. Anche gli ambienti sembrano davvero ottimamente costruiti, con un buon livello di dettagli e di elementi di contorno a bordo pista. Nota di merito, a nostro avviso, va all’illuminazione, davvero curata e precisa anche nei passaggi un po’ più complessi. Il tracciato di notte, forse, risente di un’illuminazione generale un po’ eccessiva, ma il tutto si sposa bene con l’impronta arcade che gli sviluppatori hanno voluto dare a Gravel, rendendo meno “hard” l’esperienza di gioco.

Non potendo soffermarci più di tanto sugli aspetti grafici del gioco, ci siamo lanciati a capofitto sulla sostanza.
Il gioco offre quattro modalità di gara: la prima, chiamata Cross Country è una modalità point-to-point, dove dovremo guidare la nostra autovettura attraverso una serie di checkpoint (rigorosamente da non mancare) attraverso diversi percorsi, cercando di rimanere in testa alle altre vetture. La Wild Rush, invece, offre la possibilità di guidare in veri e propri off-road really, in un tripudio di sterrati, percorsi erbosi, cunette e dossi di ogni genere e tipo. Le ultime due modalità, invece chiamate Stadium Circuit e Speed Cross, consentono rispettivamente di pilotare veicoli in percorsi circondati da tribune o in tradizionali autodromi. In quest’ottica saranno a disposizione 16 ambientazioni diverse, ognuna con una buona quantità di varianti e tracciati differenti.  Anche il parco veicoli sembra buono, offrendo una buona varietà di modelli e di tipologie di auto: si va dalla Ford Fiesta ST alla Raptor F150, passando per, ad esempio, la Celica ST185 e il Volkswagen Touareg 3. I veicoli disponibili saranno un mix di autovetture originali, create ad hoc per il gioco, e vetture già esistenti come quelle citate prima.

Interessante anche la modalità storia, la Gravel TV, che promette di guidare il videogiocatore attraverso uno show televisivo alla “americana”: dove in ogni episodio si dovranno sfidare altri piloti nelle varie modalità, fino ad arrivare ai quattro boss finali (una specie di superquattro in autovettura). La modalità storia dovrebbe durare all’incirca dieci ore di gioco, né troppe, né troppo poche.

Il provato

Ma alla fine, questo Gravel, com’è?! Doverosa premessa: chi scrive (e ha messo le mani sul gioco) non è un appassionato di racing game. Anzi. Generalmente quando prende in mano un titolo di questo genere per la prima volta va dritto alle prime due curve. Poi spegne tutto dal nervoso. Immaginate quindi la sorpresa nel trovarsi di fronte un titolo semplice, che risponde bene ai comandi e con una curva di apprendimento molto facile. Sbagliare  una curva non ti costringe a dover ripetere l’intero tracciato, ma viene lasciato all’utente un discreto spazio di manovra. Viene davvero facile imparare a manovrare una macchina e passare da un modello all’altro non è così traumatico come potrebbe essere in un gioco prettamente simulativo, anche se le differenze tra le varie tipologie di vetture si sentono eccome, e questo è un bene: guidare i Truck nello stadio restituisce tutta la sensazione di possanza e pesantezza tipica di quella tipologia di vetture, così come sfrecciare su un tracciato automobilistico con la Celica lascia davvero quella sensazione di velocità “spensierata” che ci è piaciuta davvero tanto.

Abbiamo rubato uno scatto a Davide Mancini di TGM che prova il gioco. Spriamo non se la prenda, intanto gli diciamo che è un ottimo modello!

In tutto questo c’è però un grosso “ma”: il titolo forse dimostra di essere fin troppo semplice, e il nostro timore è quello di trovarsi di fronte ad un prodotto capace di divertire, ma di non offrire al giocatore una vera e propria sfida, con il rischio di vederlo annoiato dopo poche ore di gioco perchè vincere risulta troppo facile. Pensiamo che una maggiore aggressività da parte dell’IA, tanto nel mordere la strada quanto nel fare a sportellate con l’utente, possa giovare alla longevità e all’appeal di questo titolo. Parlando con il team di sviluppo, ci è stata confermata che la messa a punto dell’IA e della difficoltà di gioco è tutt’ora materia di sviluppo. siamo fiduciosi in merito.

Conclusioni

Prima di saltare alle conclusioni vere e proprie, dedichiamo un attimo di tempo a parlare del Multiplayer. Non ci è stato mostrato niente né durante la presentazione né durante la prova, tuttavia scambiando due parole con gli sviluppatori alla fine della nostra lunga esperienza di guida virtuale, ci siamo fatti raccontare che il multiplayer, attualmente in lavorazione, comprenderà diverse modalità di gioco, tra cui, oltre al classico campionato multiplayer, anche modalità cattura la bandiera e una denominata “King Run” diverse corone saranno sparse per il tracciato e andranno raccolte e mantenute per più tempo rispetto agli aversari, che cercheranno di rubarle facendo a sportellate con le macchine.

Insomma, questo Gravel ci ha stuzzicato a dovere, facendoci gustare un antipasto davvero gustoso e lasciandoci con quella voglia di provare il gioco finito, nonostante si discosti davvero tanto dalla simulazione estrema a cui Milestone ci ha abituati in passato. L’intendo di conquistare una fetta di giocatori che normalmente non sono avvezzi ai racing games appare chiara ed evidente. A noi non resta che fare i nostri migliori auguri allo studio di sviluppo, in attesa di avere tra le mani il prodotto definitivo da poter testare e con cui (speriamo) poterci divertire a lungo.