Forspoken ha fatto parlare già tanto di sé. La demo, ad esempio, è stata un arma a doppio taglio perché non realizzata con la fase di gioco più adatta. Forspoken ha difetti importanti, è vero, ma ha personalità, cosa che spesso manca ai titoli che puntano ad entrare nella classifica della tripla A.

Di cosa parla Forspoken?

Alfre Holland – Frey per gli amici – è un orfana che vive a Hell’s Kitchen, un quartire difficile di New York. Durante la prima scena di gioco ci troviamo all’interno del tribunale: per tirare avanti, Frey è costretta a piccoli furti o altri reati da poco conto. Il giudice è clemente, la strada meno. Ed è per questo che la nostra protagonista si trova con le spalle al muro, senza un’apparente via d’uscita. La magia però, è dietro l’angolo.

Forspoken Paesaggio

Intravedendo un prezioso gioiello all’interno di un palazzo abbandonato, Frey si lascia trasportare dalla curiosità e di colpo si trova in un mondo che non è il suo. Quell’oggetto luccicante si rivela non solo animato, ma anche capace di fornire alla protagonista incredibili poteri magici. Le cose, comunque, non vanno tanto meglio nella dimensione parallela di Athia. L’intera regione è infatti minacciata dalla rovina, una sorta di tempesta maledetta che trasforma le persone in mostri e distrugge tutto ciò che trova davanti a sè, ma a cui a cui la protagonista sembra essere immune.

L’eroina che salverà Athia?

Frey si imbatte nell’ultimo baluardo dell’umanità, l’unica comunità a non essere ancora stata corrotta dalla rovina. Dopo un’accoglienza poco calorosa, la gente comincia a intravedere nella giovane l’unica speranza per un futuro migliore. Aspettative malriposte purtroppo, perché Frey è molto lontana dal modello di eroe senza macchia che salva il mondo. La protagonista è buona, in fondo, ma non per questo disposta ad aiutare il prossimo senza guadagnarci nulla. Tutte le sue azioni sono mosse dal desiderio di tornare a casa, soprattutto inizialmente, e poco importa se la gente di Athia soffre.

Forspoken magia

Un carattere forte, audace, a volte egoista, ma in costante evoluzione. Frey, per quanto ci riguarda, è un personaggio vivo e con cui è facile entrare in empatia. Non è priva di difetti, è umana, sbaglia e rimedia ai suoi errori. La sua fragilità, nascosta dietro a una corazza durissima, ci ha emozionato in più di un’occasione. Un’ottima caratterizzazione supportata da una trama che, proprio come la protagonista, inciampa e si rialza più volte. Ci sono incongruenze ed espedienti narrativi banali, ma anche colpi di scena d’impatto e personaggi che lasciano il segno (nel bene e nel male).

Menzione d’onore per Cuff, il gioiello animato già menzionato che ci accompagnerà durante l’avventura, scambia continuamente battute con la protagonista: lei, irriverente e sboccata, lui, dall’aria più sofisticata e seria. Un duo comico dallo stile discutibile: a qualcuno è piaciuto, a noi no. Ciò che davvero penalizza Forspoken, però, è la sua durata. Non fraintendete, per quanto ci riguarda un gioco può anche durare 30 minuti ed essere definito capolavoro. Quando però un open world su PS5 finisce dopo meno di 20 ore, forse qualcosa che non va c’è. E in effetti tutto sembra concluso in fretta e furia nelle fasi finali, un vero peccato.

Il gameplay di Forspoken

Se nel comparto narrativo sono diverse le crepe, altrettanto non si può dire del gameplay. L’opera di Luminous Productions e Square Enix è infatti sorprendente, capace di rapire fin da subito l’attenzione del giocatore. Un sistema tanto complesso e ricco di abilità, quanto semplice e appagante da gestire. I due tasti dorsali per le magie, una di attacco ravvicinato o a distanza e l’altra di supporto, frecce direzionali per cambiare elemento e cerchio premuto per svolazzare da una parte all’altra delle ambientazioni grazie al parkour magico. Durante ogni battaglia è fondamentale variare il proprio approccio e le proprie tecniche, ed è un piacere scoprirne ogni volta di nuove.

Forspoken parkour

La velocità della protagonista valorizza anche l’open world, che invece non ci ha convinto fino in fondo. Le attività secondarie sono praticamente identiche tra loro e non invogliano il giocatore a completarle tutte, cacciatori di trofei esclusi. Quantomeno, esplorare è veloce e divertente grazie alla freschezza del gameplay. In termini di difficoltà, Forspoken ci è sembrato equilibrato senza sfide troppo esagerate. Ciò è piacevole durante l’avventura, meno nel post-game, in cui non ci saranno più sfide o avversari in grado di impensierirci.

Seppur non centrali, sono tante le componenti RPG di Forspoken. Dalla possibilità di apprendere e potenziare nuovi incantesimi, alla presenza di farming di materiali e crafting per potenziare l’equipaggiamento. Ciò che ci ha più colpito è il metodo di sviluppo delle magie. Dopo aver acquisito un nuovo incantesimo, infatti, dovremo portare a termine delle azioni specifiche con esso per potenziarlo: un motivo in più per variare il nostro stile di combattimento in ogni battaglia. Tutte ottime trovate che però, purtroppo, difficilmente approfondirete: vuoi per la difficoltà mai eccessiva, vuoi per il già citato post game scarno.

Forspoken magia fuoco

Luminous Engine, promosso o bocciato?

Rimandato a giugno, data d’uscita di Final Fantasy XVI che utilizzerà lo stesso motore grafico. Le prestazioni di Forspoken, infatti, non sempre convincono e sicuramente non stupiscono. La modalità Performance ci ha sorpreso in negativo, condizionando molto il nostro impatto iniziale con l’avventura. Per quanto il framerate a 60fps risulti solido e gradevole, la resa generale non è all’altezza. A risentirne, in particolare, è il sistema di illuminazione: tutto risulta appiattito e nell’open world è addirittura difficile riconoscere i nemici.

In modalità Risoluzione o Ray Tracing, nonostante un framerate più basso, il gioco è piacevole da vedere, con personaggi e scenari più vivi. Ennesimo lato a due facce di questa produzione. La grafica, prestazioni a parte, è discreta, senza infamia e senza lode. Modelli non sempre convincenti si alternano a buoni effetti speciali, tra magie e parkour magico. Non aiuta il design generale del gioco: un mondo fantasy mediocre, uguale a mille altri già visti. Si poteva fare di più.

Promosso, infine, il comparto audio. Doppiaggio originale azzeccatissimo, ma lingua italiana solo nei sottotitoli. Ella Balinska, voce e volto di Frey, è stata a nostro avviso davvero impeccabile, in ogni situazione. La colonna sonora, poi, è sempre un piacevole accompagnamento all’avventura.

Forspoken vive di luci e ombre: l’ottima caratterizzazione della protagonista, Frey, è ostacolata da espedienti narrativi non sempre all’altezza. La storia però emoziona e il gameplay anche: volteggiare tra i nemici facendo sfoggio di decine di incantesimi diversi, cercando in ogni combattimento quello più adatto, è a dir poco appagante. Lo sono un po’ meno l’open world pigro e il comparto tecnico claudicante. Al di là dei problemi oggettivi però, Forspoken ha carattere e, magari aspettando il primo taglio di prezzo, dovreste assolutamente dargli una possibilità.

Forspoken

7.5

Voto Complessivo

7.5/10

Pro

  • Ottimo sistema di combattimento
  • Parkour magico divertente
  • Tantissimi incantesimi con effetti impressionanti
  • Esperienza che rimane fluida
  • Mondo di gioco sconfinato e ricco di cose da fare..

Contro

  • ..ma caratterizzate da scarsa varietà
  • Trama probabilmente tagliata
  • Evidenti limiti produttivi
  • Un gioco che impiega tempo per svelare i suo potenziale