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DOOM è l’attesissimo reboot per console di ultima generazione dei giochi che hanno fatto la fortuna dell’omonima serie a partire dai primi anni novanta. È un ottimo FPS (First Person Shooter) sviluppato da Id Software e prodotto da Bethesda Softworks per PS4, Xbox One e PC.

Il gioco riprende a grandi linee la trama dei suoi predecessori: ci pone infatti nei panni del protagonista (un marine di cui non si conosce l’esatta identità) che viene risvegliato su Marte dopo esservi stato sigillato per tempo immemore all’interno di un sarcofago per mano di alcuni demoni infernali poiché, in passato, era arrivato a pochi passi dal distruggerli definitivamente.

Appena svegli veniamo catapultati all’interno di una struttura dell’UAC (Union Aerospace Corporation) dove è stato scoperto il modo di sfruttare l’energia degli inferi convertendola in fonte energetica pressoché infinita che, una volta raffinata, viene chiamata Argent. Ovviamente, come sempre accade in queste situazioni, qualcuno ha voluto strafare aprendo un portale per l’inferno e liberando i malvagi e numerosissimi demoni ivi contenuti.

doom_2Il nostro obiettivo è chiaro sin da subito: distruggere e menomare con foga le terribili creature demoniache. A fugare ogni dubbio sul contenuto sanguinolento del gioco ci pensano sin da subito gli sviluppatori di Id Software con la frase di apertura del gioco: «Essi sono furia: brutali, senza pietà. Ma tu… tu sarai peggio. Falli a pezzi, finché non sarà finita!». Lasciandoci carta bianca su come farci strada attraverso le copiose orde di demoni che cercheranno di impedirci di chiudere il portale.

Dinanzi ad una trama così semplice e lineare starà a noi scegliere se approfondirla o comportarci come la macchina di morte e distruzione che il protagonista rappresenta, proseguendo il nostro personalissimo bagno di sangue senza curarci troppo della storia dell’universo di DOOM o dei personaggi che incontreremo. Di non scarsa importanza in tal senso la possibilità che ci viene data di saltare dialoghi se si decide di seguire gli obiettivi senza permettere agli NPC di condurre alcuna conversazioni con il nostro alter ego. Decidendo altrimenti è possibile approfondire la storia dei vari personaggi, mostri o luoghi grazie all’utilizzo del nostro “codex” che potremo riempire per mezzo dei numerosi oggetti collezionabili sparsi nelle mappe di gioco, o semplicemente progredendo nella storia. Questo sistema risulta essere davvero preciso e dettagliato, infatti le descrizioni sono estremamente ricche di contenuti così da garantire anche a chi non conosce la serie un’esperienza completa.

doom_1Il gameplay è quello tipico di un FPS con alcune particolarità tra le quali spicca la velocità di gioco: in DOOM infatti non esiste alcun tasto per la corsa e il nostro protagonista si muoverà di base ad una velocità superiore rispetto al normale così come i nostri avversari che non saranno di certo da meno e potranno correre, saltare, volare, teletrasportarsi e persino diventare invisibili. Queste loro caratteristiche ci permettono di dedurre un’altra importante particolarità del titolo, ovvero la caratterizzazione e la differenziazione delle nostre nemesi: i demoni infatti avranno diversi punti deboli (oltre al classico colpo alla testa), diversi moveset e abilità così da metterci in serie difficoltà (soprattutto ai livelli di difficoltà più alti) qualora fossimo attaccati contemporaneamente da più nemici di diverso tipo. Estremamente interessanti in quest’ottica le boss fight che risultano molto differenziate ed in grado di offrire un degno livello di sfida anche a difficoltà normale; unica pecca è che sono circoscritte solamente alle ultime missioni. Altra peculiarità di Doom che lo distingue dai semplici FPS è la possibilità di muoversi più o meno liberamente nelle diverse aree di gioco: oltre al semplice percorso da inizio a fine livello saranno infatti presenti numerose aree secondarie nelle quali potremo trovare numerosi oggetti per potenziare il nostro alter ego così da conferirgli nuove abilità, incrementare le sue capacita di sopravvivenza, potenziare le armi (completando sfide nei vari livelli) o sbloccare nuovi tipi di fuoco secondario per queste ultime. Per ciascuna arma (otto in totale e di queste solo sei hanno modalità di fuoco intercambiabili) si avranno, infatti, a disposizione due diversi tipi di fuoco secondario: ad esempio il fucile a pompa potrà avere un lanciagranate oppure una modalità di fuoco grazie alla quale potremo sparare tre colpi in rapida successione, oppure la mitragliatrice potrà avere un mirino di precisione oppure un mini-lanciamissili integrato. Alle otto armi del gioco bisogna sommarne due ad “uso limitato”: la motosega e il BFG 9000 (un ricordo per gli appassionati della serie), e ovviamente il corpo a corpo che in DOOM assume un ruolo importantissimo: quando i nemici saranno stati danneggiati a sufficienza sarà infatti possibile eseguire delle vere e proprie esecuzioni (diverse in base a dove colpiremo il nemico) e ciò potrà ricaricare in piccola parte la nostra salute. L’ultima particolarità del titolo è la possibilità di raccogliere power up (in perfetto stile FPS arena) che potranno aiutarci nei vari scontri, ad esempio aumentando la nostra velocità o permettendoci di fare più danno.

doom_3Per quanto riguarda la longevità del titolo dipende dal tipo di approccio che decidiamo di dare al gioco. In generale comunque ci sono 13 missioni ciascuna delle quali può durare tranquillamente ben più di un’ora nel caso in cui decidessimo di esplorare alla perfezione la mappa, raccogliendo tutti i collezionabili e completando le varie sfide.

La grafica e le texture sono complessivamente di ottima qualità (anche se a volte ci sono ritardi nel caricamento di queste ultime), e possono essere tali anche su PC con prestazioni non troppo elevate grazie al tipo di motore grafico. Ottima anche la fluidità, senza cali evidenti neanche nelle fasi più concitate. Il comparto sonoro è ottimo con musiche metal incalzanti durante gli scontri e localizzazione in italiano ben fatta. Bug e glitch pressoché assenti. In alcune circostanze caricamenti un po’ lunghi ma, comunque, accettabili dato che ogni missione può essere considerata come un “piccolo open world”.

doom_5Il comparto multiplayer esalta ancora di più lo stile FPS arena del titolo e rispecchia la modalità in singolo per velocità e adrenalina. Estremamente interessante la possibilità di personalizzare completamente il nostro marine, utilizzare nuove armi presenti esclusivamente nel multiplayer, creare mappe e soprattutto poter impersonare dei demoni per breve tempo raccogliendo particolari potenziamenti che appaiono ad intervalli regolari in punti casuali della mappa. Il multigiocatore comprende 6 modalità di gioco: oltre ai classici “Deathmatch a squadre” e “Dominazione” sono presenti le modalità “Mietitore d’anime” (in cui i giocatori devono raccogliere le anime dei nemici caduti per ottenere punti), “Congelamento” (particolare modalità nella quale anziché uccidere i nemici questi restano congelati in blocchi di ghiaccio e possono essere scongelati solo dagli alleati; perde la prima squadra che viene completamente congelata), “Via della guerra” (simile alla modalità dominio tranne che per la presenza di un unico punto da conquistare che si muoverà lungo la mappa secondo traiettorie predefinite) ed infine “Arena clan” (deathmatch a squadre ad eliminazione).

doom_6In conclusione ci troviamo davanti ad un titolo ben fatto e ben realizzato. Caratterizzato da una maniacale attenzione ai dettagli da parte dei ragazzi di Id Software e da una evidente intenzione di ritrovare la formula vincente nel genere FPS così da tornare ai vecchi fasti dei primi anni ’90. La grafica e la storia non deludono lanciando il giocatore su Marte in mezzo ad orde di demoni affamati e dandogli carta bianca su come liberarsene; il tutto senza rinunciare a quel minimo di lore in grado di affascinare anche il giocatore più “ruolistico”. Da non perdere.