Le avventure di Corvo ed Emily stanno per tornare. Saranno fatte di sotterfugi, appostamenti e tante zone d’ombra in cui nascondersi per non farsi vedere dal nemico. Zone d’ombra come quelle in cui sembrano nascondersi Bethesda e Arkane Studios con gli utenti.

Ci aspettavamo grandi cose da questo Dishonored 2, presentatoci durante la Milano Games Week. Il titolo infatti è in uscita il prossimo 11 Novembre e le aspettative sono assai alte, dopo un primo capitolo davvero ben fatto, con una storia appassionante e meccaniche di gioco molto ben congegnate. È dunque con spirito davvero pieno di aspettative che ci siamo trovati ad entrare nel cubicolo dello stand dedicato al gioco, dove con nostra sorpresa ci siamo trovati di fronte a due video. Solo due video. Inediti e interessanti, ma si è trattato di soli due video. Nessuna prova, nessuna demo giocabile, nemmeno un gameplay fatto in diretta (come invece è avvenuto per The Last Guardian). Insomma, per un titolo così grosso e dal lancio così imminente, ci si sarebbe aspettato qualcosina in più.

dishonored2Superata la sorpresa iniziale, ci siamo immersi nel mondo di Dishonored e abbiamo potuto ammirare, in parte, due missioni: una ambientata al Conservatorio Reale, l’altra nella tecnologica e misteriosa Villa Meccania. I ragazzi di Arkane Studios pare sembrano voler premere l’acceleratore sulla componente action: entrambe le missioni sono state affrontate con un piglio decisamente votato al combattimento e alla velocità. Gli sviluppatori hanno puntato molto sui nuovi poteri di Emily e potenziato parecchio quelli di Corvo, tanto che nei due video che ci sono stati mostrati ne viene fatto un uso decisamente massiccio. I poteri sembrano davvero interessanti e capaci di dare un dinamismo che il primo capitolo forse non aveva, ma non vi nascondiamo che a tratti ci sono sembrati anche un po’ troppo potenti, anche a fronte di un’intelligenza artificiale che controlla i nemici che non sembra, almeno da quello che abbiamo potuto osservare, all’altezza di questi “fenomenali poteri cosmici (in uno spazio vitale piuttosto ampio, però, ndr)”.

dishonored1Quello che però ci ha fatto alzare il sopracciglio per lo scetticismo, riguarda il motore grafico. Se da una parte apprezziamo lo stile e il design delle ambientazioni e dei personaggi (in questo, Villa Meccania è sorprendente), la qualità delle texture non ci fa gridare al miracolo, anzi: nel momento in cui ci troviamo ad inquadrare oggetti molto vicini, saltano immediatamente all’occhio una serie di imperfezioni e sgranature che sinceramente avremmo preferito non vedere, tra le quali, ci è sembrato, anche un leggero ritardo nell’elaborazione delle textures e degli effetti di luce. Considerando anche il fatto che si tratta di un titolo in prima persona, si tratta di un dettaglio non da poco.

Dishonored 2 rimane comunque uno dei titoli più attesi, qui in redazione. Il primo capitolo ha tenuto incollati allo schermo tutti i redattori per ore e ore, facendoci perdere più e più volte nei meandri di una storia costruita divinamente e di un mondo oscuro e affascinante. La speranza è che questo titolo riesca a trasmetterci le stesse sensazioni del precedente, facendoci nuovamente innamorare di quel mondo corrotto e decadente che tanto ci è piaciuto.