Deiland: Pocket Planet Edition, è la versione per Nintendo Switch del titolo omonimo sviluppato da Chibig (stessi autori di Summer in Mara). Originariamente uscito per dispositivi mobile, Deiland è poi approdato in versione riveduta e corretta su console e PC, per arrivare infine anche sull’ibrida Nintendo.

Deiland, traendo parzialmente spunto dal celebre racconto di Antoine de Saint-Exupéry, si propone come un incrocio tra popolari serie come Rune Factory e Animal Crossing, proponendo però un’avventura compatta, che concentra tutto in uno spazio di gioco estremamente ridotto.

Il piccolo agricoltore

Il gioco prende il via con la misteriosa nascita del giovane Arco, il protagonista, che si ritrova su questo piccolo, piccolissimo pianeta e immediatamente finirà a dover fare i conti con la necessità di sopravvivere in qualche modo. Pochi secondi dopo aver preso il controllo del giovane, vedrete arrivare sul pianeta l’esploratrice Mun, che vi aiuterà a muovere i primi passi, donandovi materiali e conoscenze per costruire i vostri primi attrezzi.

Pianeta

Come avrete probabilmente già immaginato, Deiland è uno di quei titoli che si legano indissolubilmente al crafting e allo sviluppo di tecnologie in grado di consentire l’evoluzione di strutture. Lo scopo del giocatore è semplicemente quello di coltivare i propri campi, piantare alberi, cucinare e di tanto in tanto difendere il pianeta dall’attacco di ostili.

Ciò che lascia inizialmente perplessi è l’effettiva grandezza del pianeta, tutt’altro che ampio, bastano infatti pochi secondi per compiere l’intero giro della sfera in una qualsiasi direzione. Com’è possibile dunque sviluppare un progetto su una superficie così piccola vi chiederete, non a torto direi. In realtà Deiland non cerca di entrare in competizione con titoli più complessi e profondi, come Animal Crossing per esempio o il recente Valheim (che pur fa del crafting il suo punto di forza), ma si presenta piuttosto come alternativa scacciapensieri dove tutto ciò che dovrete fare è seguire una routine, interagendo di tanto in tanto con bizzarri personaggi, visitatori provenienti da altri pianeti che chiederanno di atterrare sul vostro sasso spaziale per chiacchierare con voi, scambiare oggetti utili e insegnarvi nuovi trucchi del mestiere.

Creature del pianeta

È solo verso metà del gioco (dalla durata comunque considerevole, superiore alle 10 ore) che vi si aprirà un secondo pianeta da esplorare e che porterà avanti la storia di Arco, facendovi scoprire chi siete e perché siete venuti al mondo, con una conclusione non particolarmente brillante oppure originale ma comunque interessante per un piccolo titolo con questo budget.

Ciò che funziona di meno, in un gestionale del genere, è la visuale estremamente ridotta del protagonista che, date le dimensioni del pianeta, vede comunque sempre l’orizzonte curvo. Se siete ossessionati dal posizionamento preciso degli elementi potreste ritrovarvi a premere spesso il tasto X sul pad Switch per allontanare la visuale e avere una visione dall’alto, peccato però che in tale modalità non potrete muovere il personaggio ma utilizzando l’analogico destro farete ruotare il pianeta stesso.

La meccanica di visualizzazione è stata ben implementata con un piccolo minigioco, dovrete infatti utilizzarla e ruotare il pianeta durante la caduta di sciami di meteoriti, che non distruggeranno così le vostre costruzioni ma cadranno in aree spoglie del pianeta.

Varietà interplanetaria

All’inizio avrete poche risorse a vostra disposizione, gli unici alberi presenti sul pianeta sono i pini, con qualche cespuglio di bacche e semi di carote. Man mano che cadranno meteoriti e arriveranno visitatori, però, la flora selvatica si arricchirà di specie diverse, provenienti da mondi lontani e che cambieranno radicalmente l’aspetto del pianeta.

La varietà, per la portata del titolo, è più che soddisfacente, lo stesso si può dire anche delle costruzioni e dei prodotti terziari: per esempio dai semi di cotone portati da un visitatore potrete ottenere un raccolto da sfruttare per la produzione di fili che a loro volta diverranno tessuti.

A chi consigliamo Deiland: Pocket Planet Edition?

Visivamente Deiland non compie alcun miracolo, ma grazie a una gamma cromatica vivace e variegata riesce a garantire una piacevole esperienza, per niente complessa o difficile, rivelandosi adeguato soprattutto per i più piccoli. Chi apprezza i farming sim con una spruzzata di crafting e ritmi lenti e pacati, troverà motivi a sufficienza per investire in Deiland, che nella sua versione Switch consente di giocare ovunque, rispettando lo spirito dell’originale per dispositivi mobile uscito nel 2016.

Deiland: Pocket Planet Edition

6.5

Giudizio Complessivo

6.5/10

Pro

  • Compatto e piacevole
  • Perfetto per Nintendo Switch
  • Adatto ai bambini

Contro

  • Visuale del protagonista limitante
  • Meccaniche molto semplice e spesso appena tratteggiate
  • Progressione del PG troppo lenta