In un periodo come questo, dove l’obbligo – sia morale che non – prevede di farci stare a casa quanto più possibile, anche se poco al riparo dal bombardamento mediatico che avviene fuori, nel mondo, un gioco come Animal Crossing: New Horizons può essere davvero una manna dal cielo. Rimanendo pur vero che si tratta comunque di un brand che appartiene a un genere che non a tutti può piacere, il nuovo capitolo lanciato su Nintendo Switch non ha sminuito affatto quelle che erano le aspettative dei giocatori e della critica lasciati in trepida attesa.

E sebbene rimanga allo stesso tempo difficile spiegare a parole quanto sia divertente, ricca e appassionante questa neonata generazione della classica IP Nintendo (soltanto provarla permette di capire, o meglio di “sentire” appieno di cosa stiamo parlando), cercheremo quanto possibile di convincervi del perché e del per come Animal Crossing: New Horizons sia un titolo da non lasciarsi assolutamente scappare.

Bentornato, Tom Nook!

Ce ne rendiamo sicuramente conto, e non è affatto insolita come situazione: coloro che non hanno mai provato “con mano” il fascino di Animal Crossing, si fanno un’idea poco positiva della saga; o quanto meno, rimangono perplessi e scettici davanti al suo innegabile successo. E in effetti, ciò che si ritorna a fare anche in New Horizons è quello che si è sempre fatto fino ad ora: far su e giù intorno a un piccolo appezzamento di terra, strappando erbacce qua e là, cogliendo fiori, frutta, catturando insetti… e farsi persino pungere, da quei mostri ripugnanti. E poi, arredare casa, mantenere uno scambio epistolare tra amici lontani e fare amicizia con tutta una serie di buffi animalini che popolano la zona. Ah sì, e pagare i debiti al subdolo Tom Nook; a quel furbo procione di Toom Nook; a quel caro, vecchio e irreprensibile pitocco di Tom Nook.

Questo trafficare di attività semplici ma mai banali, rende il nuovo Animal Crossing terapeutico come gli altri suoi predecessori. Perché sì, se c’è una qualità che è impossibile negare a questa longeva saga, è proprio il fatto di essere in grado di rilassarti, di portarti in un mondo lontano dove nessuno, a parte te, può interferire. L’avevamo già detto, del resto, come sia sempre stata una serie che ti chiede di rallentare i tuoi ritmi, di accantonare la frenesia del tempo “reale”, dando a te, e soltanto a te, il compito di gestire finalmente i tuoi ritmi a piacimento.

La stessa innegabile qualità, lo stesso accattivante mood, persiste allora anche in questo New Horizons dove anzi, l’esperienza ludica è forse anche più gratificante di quanto non sia mai stata prima. Del resto, se nei giochi precedenti siamo sempre stati catapultati in un villaggio pre-costruito completo di case e servizi, su Switch siamo chiamati ad iniziare un’avventura dal nulla, costruire passo dopo passo una comunità viva e prospera partendo interamente da zero.

Un’isola deserta, un mondo che cresce

Biglietto? Preso. Bagaglio a mano? Umh no, non servirà. Cibo? Magari dopo. Ok, siamo pronti per l’imbarco. Dove siamo diretti questa volta? Ah però, un’isola deserta. Niente male come scelta! L’idea di Tom Nook è del resto molto semplice, ma ha grandi potenzialità: inviare nuovi aspiranti “isolani” per colonizzare alcune isole incontaminate ed espandere, così, il suo impero immobiliare. Quale occasione migliore per buttarsi in una nuova avventura? Però sì, all’inizio non c’è molto sull’isola che abbiamo scelto – in nessuna di quelle che ci vengono proposte, in realtà -, ma il bello è proprio questo: nel piccolo atollo appariranno una tenda gialla (tre, se si considerano anche quelle degli altri due nostri compagni di viaggio), un aeroporto per accedere alle opzioni multiplayer e un accampamento di servizio per la vendita di merci e la fabbricazione di oggetti.

A parte alberi, scogliere, rocce e quant’altro di naturalistico, questo è tutto. E tra l’altro, non sarà possibile nemmeno accedere a tutte le aree dell’isola, all’inizio. Serviranno degli strumenti particolari per poterlo fare. L’obiettivo del gioco, però, è trasformare questa nostra isola deserta in qualcosa di più grande e più interessante da un punto di vista residenziale. Come farlo? Semplice, basterà vivere normalmente, così come abbiamo sempre fatto. E allora cominceremo a catturare insetti quatti quatti, nella speranza di non farci pungere; andremo a pesca di platesse (le femmine del plato!), calamari e sogliole; passeremo il tempo a decorare dapprima la nostra tenda, poi la sua mega-evoluzione – una casa di mattoni, si intende -, ci impegneremo a raccogliere legnascavare buche alla scoperta di fossili o sacchetti di scintillante denaro; impareremo a scalpellare pietre in cerca di minerali, e così via. Il tutto, guadagnando denaro rivendendo i nostri ricchi bottini e guadagnando le Miglia di Nook portando a termine delle mini-missioni interne al gioco.

Ed è questa, forse, la più interessante introduzione di Animal Crossing: New Horizons. All’inizio del gioco, infatti, Tom Nook ci darà (assieme al kit basico con la tenda) anche uno smartphone – chiamato guarda caso NookPhone – con all’interno diverse app. Tra queste, c’è quella dedicata alle Miglia di Nook, che ci permette sostanzialmente di guadagnare dei punti, chiamati miglia, svolgendo delle normalissime attività quotidiane. Le miglia possono essere riscattate per pagare il debito iniziale, così come per sbloccare oggetti, vestiti e schemi del fai-da-te. Inoltre, proprio come avviene per i servizi offerti dalle compagnie aeree, le miglia possono essere riscattate per acquistare dei coupon validi a viaggiare su altre isole nei paraggi, e vengono accumulate anche a forza di svolazzare in giro. Per ottenere le Miglia, in generale, si possono portare a termine degli obiettivi fissi, oppure dedicarsi a quelli quotidiani che cambiano di volta in volta e all’inizio offrono un bonus in più. Anche accedere regolarmente ogni giorno al Punto Nook permette di ottenere qualche piccolo extra. Questo, allora, ci stimolerà a far sempre qualcosa, tutti i giorni. Ad ogni modo, anche lo stesso Tom Nook ci affiderà degli incarichi regolarmente: compiti che, una volta portati a termine, ci permetteranno di ottenere interessanti ricompense e di arricchire regolarmente la nostra bella isoletta con strutture dedicate (museo e negozi, ad esempio) o casette private. Del resto, non rimarremo solamente in 3 sull’isola deserta: al di là delle visite degli amici, infatti, alcuni animaletti potranno pensare di venire a visitare il nostro regno paradisiaco e persino di stanziarvisi. Altri invece saranno degli incontri “fissi” ma casuali – come Spirideo Gulliver – e che a modo loro ci ricompenseranno a dovere.

Fai-da-te e personalizzazione ai massimi livelli

Il sistema di raccolta delle Miglia, però, non è l’unico grande cambiamento introdotto nel titolo. New Horizons introduce infatti anche il crafting, che permette di raccogliere le varie risorse naturali disponibili nella nostra isola, così come anche nelle altre visitabili, per costruire strumenti e altri oggetti. Per realizzare ciò di cui avremo bisogno toccherà prima collezionare gli schemi del fai-da-te, che verranno inseriti nell’app apposita del nostro NookPhone. Dagli strumenti essenziali, come la canna da pesca, il retino, la pala o la scaletta, fino anche al mobilio per arredare le nostre case e i nostri giardini: tutto può essere costruito in quest’isola, e tutto può essere personalizzato a piacimento con dei motivi che, anche in questo caso, possono essere modificati o inventati direttamente da zero. Happy Home Designer in questo senso si fa sentire, perché molto è stato ripreso – per la gioia degli “arredatori wannabe” – dal simpatico spin-off del 2015. Proseguendo con il gioco, e stando quindi attenti a portare a termine le varie missioni assegnateci da Tom Nook e non solo, potremo espandere i livelli di personalizzazione fino a tutta l’isola: cambiare i fiumi, le cascate, le scogliere, aggiungere pontinegozi, e quant’altro, diventerà un gioco da ragazzi. E grazie a questo alto potere di personalizzazione, l’isola diventerà davvero “nostra”. Un’esperienza gratificante, dato che siamo veramente partiti dal basso, con una tenda gialla posizionata sulla spiaggia o in mezzo alle erbacce, in balia delle tarantole assassine.

In viaggio!

Ma la vita in Animal Crossing: New Horizons non è solo quella che viviamo nel nostro delizioso atollo. Sfruttando le Miglia di Nook, infatti, è possibile prendere parte a delle spedizioni in altre isole vicine, tutte da esplorare e da “depredare” di animali, frutta, fiori, e risorse naturali che possono esserci utili per continuare a realizzare il nostro mini impero isolano. Se si è fortunati, inoltre, ci si può imbattere in isole misteriose che sfoggiano frutti o fiori rari, che potremmo poi pensare di ripiantare nel nostro atollo quando decideremo di ritornare a casa. Questo è un ottimo stratagemma per chi non ha intenzione di sfruttare la modalità multiplayer del gioco, soprattutto perché anche in queste spedizioni avremo modo di conoscere nuovi animaletti che saranno ben felici di trasferirsi sulla nostra isola.

Per coloro che invece amano passare il tempo in compagnia dei propri amici, il titolo offre due modalità multigiocatore: in locale e online. Con un numero limitato fino a 8 giocatori per isola, si potrà allora decidere di aprire i gate della nostra dimora – o eventualmente di impostare un codice DODO segreto da condividere solo con gli amici più stretti – per ricevere visite, anche inaspettate, e divertirsi insieme con tante attività. Si può far festa, si può organizzare una ricca caccia al tesoro, fare un concertino in piazza, un falò sulla spiaggia di notte; si può passare il tempo pescando pacatamente lungo le rive del fiume, farsi una sana passeggiata culturale al museo o darsi al brio mettendosi a caccia di tarantole agguerrite. Il limite, in Animal Crossing, diventa soltanto la fantasia dei giocatori!