GreedFall un Action-GDR targato Spiders, team di sviluppo dietro il semi-interessante ma poco riuscito Technomancher, e pubblicato nel Settembre del 2019. Oggi vogliamo parlarvi della nuova Gold Edition pubblicata il 30 Giugno e contenente una nuova espansione e versioni aggiornate per le nuove console.

Seppur sempre dello stesso genere GDR, GreedFall veste panni decisamente diversi rispetto al “vecchio” Technomancer, infatti, vengono abbandonati del tutto i toni cupi e Steampunk della precedente produzione per abbracciare un’ambientazione Fantasy in linea con il 17° secolo, in pieno periodo coloniale. A contornare il tutto una trama decisa e fin da subito incisiva che lascia trasudare l’impegno da parte degli sviluppatore nel voler spingere sulla componente narrativa del titolo.

Il nostro Alter-ego, De Sardet, sarà chiamato a solcare i mari in cerca di una cura per la “Malicore”, malattia che sta mettendo in ginocchio l’Europa, pretesto per narrativo che ci spinge alla scoperta e conquista di nuove terre. Il nostro personaggio sarà affiancato da una serie di personaggi che faranno capolino durante l’avventura. E’ chiaro fin dalle prime ore come il mondo di gioco sia estremamente curato ed arricchito da fazioni e regioni anche molto diverse tra loro che donano un’ottima profondità ed immersione al giocatore.

L’intera trama principale andrà poi a svilupparsi non soltanto attorno alla questione della pericolosa Malicore, ma anche attorno ai numerosi misteri che avvolgono l’isola di Teer Fradee, agli avvenimenti e complotti che caratterizzano la convivenza tra i coloni della città di Nuova Serene e gli indigeni dell’isola, così come l’approfondimento delle storie legate a tutti i nostri compagni. Il titolo non vuole dunque farsi mancare nulla né da un punto di vista quantitativo né tantomeno da quello qualitativo!

Ovviamente come ogni Gioco di Ruolo che si rispetti, anche in GreedFall sono presenti diverse scelte da prendere, alcune incisive ed altre circostanziali che purtroppo, delle volte, portano comunque alla medesima conclusione ma aggiungendo spessore ai dialoghi (in Inglese, nonostante i sottotitoli in lingua italiana). Il tutto condurrà poi a diversi epiloghi che andranno a delineare in modo più definitivo la nostra avventura.

Parlando del Gameplay, GreedFall mostra un sistema di combattimento solido, forse un po’ datato direbbero alcuni ma che definiremmo più “vecchio stile”. Una volta ingaggiata una battaglia è possibile attaccare i nemici con colpi all’arma bianca, pesanti o normali, oppure utilizzare armi da fuoco (usando preziose munizioni) per infliggere maggiori danni, inoltre dopo aver caricato l’apposita barra è possibile utilizzare il “furore”: un attacco speciale capace di arrecare ingenti danni agli avversari, oltre ad attaccare è possibile parare o schivare gli attacchi nemici, anche se non tutti gli attacchi possono essere bloccati o rispediti al mittente con un contrattacco.

I nemici risultano essere decisamente agguerriti ed alcune battaglie vi daranno un discreto filo da torcere, soprattutto gli scontri coi Boss, alcuni in particolare decisamente ostici da affrontare senza le dovute precauzioni. Durante gli scontri, inoltre, tutto procede in modo dinamico ma è possibile mettere in pausa l’azione per pianificare al meglio la strategia; la pausa tattica è particolarmente apprezzata poiché in alcuni casi i combattimenti potrebbero diventare ardui per via di alcune lacune tecniche di cui parleremo più avanti.

Il personaggio principale (uomo o donna) è customizzabile ad inizio partita mediante un editor completo ma per certi versi scarno, è possibile cambiare il volto, i capelli ed altri macro-dettagli ma mai scendere nel dettaglio, limitandosi a modificare il colore della pelle, occhi e chioma; leggermente deludente ma funzionale. Lo stesso però non si può’ essere detto per l’equipaggiamento che risulta estremamente vario e curato nei minimi dettagli, difatti, passerete ore e ore ottimizzando il vostro protagonista al meglio, senza mai stancarvi. Sarà inoltre possibile personalizzare anche l’equipaggiamento dei vostri compagni per renderli più efficienti nelle battaglie.

Il sistema di progressione del personaggio è estremamente classico ma con qualche piccola modifica: di base dovrete scegliere tra una serie di punti abilità d’attribuire e una serie di diversi punti esperienza per sbloccare rami d’abilità più importanti e stratificati. Se i primi andranno soprattutto ad influenzare direttamente i vostri combattimenti, gli altri saranno più utili per rendere disponibili gli approcci da voi preferiti oltre che rendere possibile l’utilizzo di equipaggiamenti più potenti. Sarà infatti possibile migliorare (ad esempio) le nostre capacità di comunicazione per semplificare dialoghi o evitare scontri, le abilità di scasso per aprire casse o porte chiuse e persino, per i più teatrali, la capacità di usare esplosivi per fare breccia nelle strutture.

La nota dolente di GreedFall arriva sul versante Tecnico, dove il gioco dovrebbe mostrare i muscoli, presenta invece incertezze ed imperfezioni anche degne di nota in alcuni casi: cali di frame-rate sporadici, animazioni non proprio ben curate ed in alcuni casi velocizzate (delle volte potreste incappare in qualche nemico “velocizzato” durante i combattimenti) e poi, ogni qual volta entrerete in una stanza vi sembrerà che gli NPC siano arrivati in quel preciso istante come se il gioco li caricasse sul momento ogni qual volta apriate la porta; insomma tutta una serie di difetti che abbassano notevolmente l’immersività durante tutta l’esperienza.

Abbiamo avuto modo di provare la nuova Gold Edition su PlayStation 5 e purtroppo molti di questi problemi continuano a farsi sentire soprattutto nella modalità che spinge sulla qualità, mentre molto più attenuati in quella dedicata alle prestazioni (quella a nostro avviso migliore in assoluto per godersi il titolo al meglio). Da segnalare, inoltre, un seppur minimo utilizzo del Dualsense per dare al giocatore quel qualcosa in più anche se purtroppo si tratta praticamente solo della resistenza sui grilletti adattivi nel caso degli attacchi speciali.

Purtroppo non ci sono enormi differenze sul lato della velocità dei caricamenti rispetto alle versioni per le vecchie console, ma questo è dovuto al fatto che già in passato non si trattava di caricamenti particolarmente lunghi. Al netto di tutto, considerando che l’upgrade a PS5 viene offerto in forma gratuita ai giocatori in possesso del gioco, anche il solo poter giovare del titolo in maniera abbastanza fluida a 60FPS (o magari di una profondità di campo maggiore) gli aggiunge non poco valore rendendo gli scontri, ma anche l’esplorazione, adatti a quello che ci si aspetterebbe da un gioco di questo tipo.

Anche se tecnicamente parlando GreedFall presenta i problemi di cui sopra, lo stesso non puo’ dirsi per il lato artistico del titolo Spiders che presenta delle ambientazioni curate e ricercate, che risaltano per il loro splendore certi frangenti, come la città di New Serène (dove tra l’altro partono diverse delle quest più importanti). Spiders ha saputo creare un mondo di gioco vivo, interessante e bello da vedere e, per questo meritano un plauso non indifferente.

Avremo così la possibilità di immergerci, oltre che nelle stupende città in stile coloniale, anche in foreste, forti, villaggi e tanto altro ancora, tutti in forma di macro aree collegate tra loro da strade specifiche o dal più classico viaggio rapido. L’aspetto artistico di questo gioco, assieme a quello narrativo, rappresentano i capisaldi essenziali dell’esperienza che gli sviluppatori hanno voluto lasciare ai giocatori. Infine, la colonna sonora risulta evocativa ed orecchiabile, probabilmente non ai livelli di produzioni più importanti ma ben fatta ed in linea con tutto il resto senza stonare.

Il DLC The Vespe Conspiracy

Veniamo ora alla vera e propria novità di GreedFall, ovvero il contenuto aggiuntivo chiamato De Vespe Conspiracy. Si tratta di un DLC del costo di 7 euro se acquistato separatamente, o contenuto nella Gold Edition, che aggiunge una nuova missione con un’area dedicata al mondo di gioco. Sarà possibile accedervi da circa metà gioco, tramite una lettera reperibile in un accampamento qualsiasi, e da questo esplorare la zona caratterizzata da un bosco, un’area prettamente rocciosa e una piccola grotta.

L’espansione ruoterà attorno alla figlia dei De Vespe, una giovane donna, ormai vedova, giunta sull’isola per un contratto di matrimonio proprio con nostro cugino Constantin, rendendola a tutti gli effetti Co-Governatrice. La famiglia dei De Vespe è però nostra rivale, pertanto starà a noi scoprire che cosa ha portato a questo e soprattutto perché. Purtroppo il tutto si svolge in modo fin troppo rapido (essendo possibile completare il DLC in circa due ore) senza lasciare neanche il tempo di approfondire dettagli che avrebbero potuto arricchire il tutto.

Si tratta dunque in maniera un po’ troppo letterale di una “missione aggiuntiva” caratterizzata da una nuova zona, che però non aggiunge nulla in termini di gameplay se non delle creature uniche da affrontare o nuovi elementi di equipaggiamento. Manca purtroppo anche solo un nuovo boss che avrebbe potuto rendere il tutto più che una semplice missione secondaria caratterizzata soprattutto dalla ricerca di indizi viaggiando tra le varie città delle fazioni. Al netto dell’assenza di grosse novità o di nuovi risvolti narrativi di rilievo si tratta comunque di una missione con un suo fascino, avvincente e soprattutto in linea con quello che l’intero GreedFall ci propone nel gioco di base.

GreedFall è dunque un gioco fortemente incentrato sul comparto narrativo che farà la gioia dei giocatori amanti dei single player fortemente story-driven, ma anche per tutti quelli che amano immergersi in un mondo ricco e vivo, con molte possibilità narrative e personaggi ricchi di sfaccettature. Un gameplay certamente non perfetto ma al contempo abbastanza vasto e dettagliato ed un comparto tecnico che riesce finalmente a dare, anche se solo su console di nuova generazione, il raggiungimento dei tanto agognati 60fps. Il nuovo DLC aggiunge infine un paio di ore extra per continuare la nostra immersione in un gioco tanto vasto, anche se certamente si sarebbe potuto fare molto di più.


Chivalry 2 è un gioco hack and slash multiplayer sviluppato da Torn Banner Studios e pubblicato da Tripwire Interactive; il titolo è stato rilasciato l’8 Gennaio per PlayStation 4/5, Xbox One/Series X e PC (esclusivamente tramite l’Epic Games Store). Si tratta del seguito di Chivalry: Medieval Warfare, gioco pubblicato ormai ben 9 anni fa e che fino ad oggi è riuscito a riscuotere un enorme successo tra il pubblico trattandosi di uno dei migliori titoli multigiocatore competitivi all’arma bianca.

Chivalry 2

Più medioevo di così..

Il fulcro centrale (e più importante) di questa serie è senza dubbio il proporre ai giocatori delle vaste e realistiche battaglie medievali che vedevano affrontarsi, nel caso del primo capitolo, un massimo di 32 utenti. Il primo grande passo in avanti di questo nuovo capitolo è proprio quello di espandere in modo considerevole le dimensioni di questi scontri: ora sono infatti disponibili partite da un minimo di 40 giocatori fino a un massimo di 64. Si tratta di una miglioria tanto piccola quanto importante, il numero di giocatori raddoppiato contribuisce infatti enormemente alla creazione di un’atmosfera tanto realistica quanto stimolante, dove una minima distrazione potrebbe costarci la vita.

Per il momento gli sviluppatori hanno voluto concentrarsi soprattutto su due tipi di modalità: un deathmatch a squadre e una modalità a obiettivi. La prima non necessita di particolari spiegazioni, mentre la seconda risulta essere (a nostro avviso) quella più ricca e divertente. I giocatori saranno infatti divisi in due squadre e di queste una sarà incaricata della difesa di un castello, e soprattutto del suo Re, mentre l’altra si occuperà dell’offensiva. Si viene così a creare un vero e proprio assedio medievale suddiviso in più fasi e con diversi obiettivi sbloccati in modo progressivo con la possibilità di utilizzare trabucchi (utilizzabili anche in modi più “impropri”), arieti, balliste e scale per superare le mura! 

Chivalry 2

Alle armi!

Ad arricchire ancor di più gli scontri di Chivalry 2 ci pensa il vasto arsenale di armi disponibili che spaziano dalle alabarde a grandi spade a due mani, archi, daghe o mazze. Molte di queste saranno legate al sistema di classi (quattro principali) e sottoclassi (2 per ogni classe) che caratterizzeranno i nostri soldati, mentre avremo comunque la possibilità di cambiarle direttamente sul campo di battaglia trovando alcune particolari casse. La scelta della classe dovrà ovviamente dipendere dal nostro stile di gioco nel caso in cui ci trovassimo a prediligere un ruolo di supporto piuttosto che uno per gli scontri a lunga distanza o distanza ravvicinata. Da tenere poi sempre in considerazione il fatto che ogni classe avrà determinate statistiche (come salute e velocità) e che alcune classi (con determinate armi) saranno più efficaci nell’infliggere danni ad altre classi specifiche.

Tralasciando le tipologie di classi e di armi i combattimenti saranno tutti basati su un eccellente sistema che riprende e migliora quanto visto in Chivalry: Medieval Warfare. Saranno infatti disponibili tre tipologie di attacchi: verticali, orizzontali e affondi, e ciascuno di questi potrà essere concatenato con il successivo creando combo di diversi tipi; a questi attacchi si dovrà rispondere con parate, che con il giusto tempismo potranno sbilanciare l’avversario. A tutto ciò si aggiungono altre possibilità un po’ meno ortodosse come il lanciare le nostre armi agli avversari (restando così disarmati), l’interazione con determinati elementi dello scenario o persino l’uso di arti recisi come armi, fino a giungere alla nuova introdotta possibilità di utilizzare cavalli per attraversare rapidamente il campo di battaglia.

Chivalry 2

La bellezza del vecchio stile

Quanto descritto fino a questo punto non avrebbe lo stesso valore senza uno stile e comparto tecnico di tutto rispetto. Chivalry 2 riuscirà infatti a soddisfare la sete di personalizzazione di qualsiasi giocatore grazie a numerose modifiche estetiche ad armature e armi; riesce inoltre a ricreare alla perfezione degli scenari estremamente realistici con un totale di otto mappe di gioco come un villaggio rurale inglese, un forte celato da una fitta foresta e vasti campi aperti. Di queste cinque sono dedicate alla modalità a obiettivi, mentre le restanti tre ai deathmatch. Sebbene non si tratti di un numero di aree di gioco particolarmente vasto, gli sviluppatori hanno già annunciato un supporto al titolo a lungo termine con nuove mappe gratuite che saranno aggiunte in futuro.

Si tratta di un qualcosa che, nel caso del primo capitolo, è stato continuamente arricchito dalla community stessa grazie all’integrazione di Steam Workshop all’interno di Chivalry (con anche l’aggiunta di nuove armi e asset oltre alle mappe), cosa che ha permesso al titolo di raggiungere la veneranda età di 9 anni. Data l’attuale esclusività di Chivalry 2 sull’Epic Games Store, ma anche la disponibilità di cross-play tra tutte le piattaforme, riteniamo che sia ormai una possibilità fin troppo remota e alla quale dovranno necessariamente sopperire gli sviluppatori con contenuti nuovi. Il tutto viene poi esaltato da un comparto tecnico di tutto rispetto soprattutto su PC e console di nuova generazione, mentre nel caso di PS4 e Xbox One si possono notare soprattutto alcuni ritardi nel caricamento delle texture o pop-up ambientali. L’unico vero problema è che attualmente sarebbero necessarie delle migliorie a livello di ottimizzazione che portano a cali di framerate non troppo rari. Il gioco restituisce un ottimo feedback anche a livello audio grazie ad effetto sonoro di ottimo livello.

Nel complesso questo nuovo Chivalry 2 risulta essere il degno erede di Chivalry: Medieval Warfare e del suo successo. Viene infatti migliorato ed espanso sotto più punti di vista un sistema di combattimento all’arma bianca che già di per sé risultava essere ottimo, viene inoltre ampliata fino a raddoppiare la capienza di giocatori in ogni server così da creare dei veri e propri assedi e scontri che ci faranno sentire in pieno medioevo! Il tutto corredato da un dettaglio grafico e uno stile dei soldati e mappe di gioco immersivo e di ottimo livello, anche se con qualche limitazione dal punto di vista della possibilità di incrementare i contenuti disponibili (che però non dubitiamo sarà continuamente compensata direttamente dagli sviluppatori).


L’esperienza annuale chiamata “Il cuore oscuro di Skyrim” si è ormai conclusa, e il MMORPG di Bethesda, The Elder Scrolls Online, è pronto per una nuova espansione “I cancelli dell’Oblivion” che ha avuto inizio in “Flames of Ambition” e che ora entra nel vivo con Blackwood. Blackwood è dunque la prima grande espansione del 2021 per TESO alla quale faranno seguito, nel corso di quest’anno e dei primi mesi del prossimo, un secondo DLC contenente due nuovi Dungeon e un’altra espansione di dimensioni più contenute. In questa recensione andremo dunque a descrivervi tutte le numerose novità introdotte in questo vasto titolo a partire dal 1 Giugno su PC e dal 8 Giugno su console.

Argoniani e Daedra

La nostra nuova avventura avrà inizio proprio nelle terre di Blackwood, regione situata nei pressi di Black Marsh, terra natia degli argoniani. Qui incontreremo quella che per molti dei giocatori che hanno avuto modo di esplorare il titolo può essere considerata ben più di una conoscenza, ovvero Eveli Sharp-Arrow. L’elfa dei boschi avrà infatti bisogno di noi per sventare un piano che potrebbe mettere a repentaglio la vita di tutti gli abitanti di Tamriel; il piano riguarda un antico libro, recuperato da noi stessi nel dungeon Blakedrake Villa, che sarà infatti legato ad un culto daedrico devoto al principe daedrico Mehrunes Dagon.

Il signore dell’Oblivion, l’arida terra infuocata dimora dei più pericolosi Daedra e Dremora, ha infatti intenzione di conquistare l’intera Tamriel così da ottenere il dominio di entrambi i mondi. Per farlo ha però assoluta necessità dei suoi fedeli servitori e cultisti che, nel caso specifico di Blackwood, risultano essere ben organizzati in una vera e propria setta chiamata l’ordine della Walking Flame. Si tratta di un gruppo estremamente potente e temuto nell’intera regione e intenzionato a utilizzare ogni sua risorsa per esaudire il desiderio di Dagon, ovvero recuperare quattro potenti artefatti daedrici (chiamati Ambitions) tenuti ben nascosti dagli imperiali, e con i quali sarà in grado di soggiogare ogni cosa. 

La nuova espansione di Elder Scrolls Online Blackwood ci farà così tuffare in una trama estremamente ricca di intrighi, colpi di scena e personaggi vecchi e nuovi. Oltre a Eveli avremo modo di approfondire anche la conoscenza con la Dremora Lyranth, e farà la sua comparsa anche un altro gruppo che andrà ad arricchire non soltanto la trama principale e la lore, ma anche aggiungere nuovi colpi di scena e inganni. Il tutto esplorando territori molto cari agli appassionati della serie di The Elder Scrolls, sia con la regione di Blackwood ma anche con le Deadlands dell’Oblivion (anche se non in maniera molto approfondita). Dal punto di vista dell’intreccio narrativo e delle vicende sempre interessanti e stimolanti, si tratta senza dubbio di una delle migliori espansioni finora rilasciate per questo enorme gioco di ruolo online.

elder scrolls online blackwood

Dei veri compagni!

Tralasciando i dettagli della trama principale di questo nuovo capitolo e tutte le missioni ad esso connesse, Blackwood non manca nell’aggiungere nuove possibilità di gameplay in The Elder Scrolls Online. Infatti, così come avvenuto per il sistema delle Antiquities introdotto in Greymoor, Blackwood introduce un nuovo sistema di compagni! Si tratta infatti di un personaggio maschile di razza Imperiale chiamato Bastian e di una elfa oscura di nome Mirri; avremo così la possibilità di selezionare uno dei due per accompagnarci nel corso delle nostre avventure in solitario o in caso di team non completi. Per poter usufruire di questa novità dovremo innanzitutto completare le quest relative ad entrambi, dopodiché sbloccheremo l’intero sistema.

L’utilizzo dei compagni non si limita infatti alla semplice presenza di un NPC che ci seguirà ovunque e combatterà per noi, risulta invece essere ben più ricca e profonda di quanto potremmo pensare. Il sistema include infatti una serie di equipaggiamenti unici per poter rendere più performante il nostro “seguace”, abilità da sbloccare in vari modi, una barra che indicherà il livello del nostro rapporto (con azioni che potranno renderli contenti o meno, ricevendo un feedback diretto tramite dialogo in risposta a tali azioni) e ultimo, ma non per importanza, la possibilità di personalizzare le loro armature e cavalcature. Il tutto, poi, con la possibilità di scegliere se utilizzarli come Tank, DPS o Healer!

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Nuovi set, Trial ed eventi pubblici

Tra le novità introdotte abbiamo anche questa volta una nuova tipologia di eventi pubblici unici. Dopo gli Harrowstorm di Greymoor e i Geyser di Summerset, questa volta Blackwood introduce dei portali verso l’Oblivion che dovremo cercare di chiudere il prima possibile sconfiggendo il boss al suo interno. A questi vanno poi a sommarsi nuovi World Bosses, Delves e missioni giornaliere. Come di consueto, inoltre, la nuova espansione include una serie di nuovi set di equipaggiamento che vanno così ad espandere le possibilità di creazione di build in The Elder Scrolls Online. 

Una parte dei nuovi set potranno essere trovati all’interno del Trial chiamato Rockgrove; la nostra missione sarà quella di liberare il villaggio di Rockgrove da dei cultisti argoniani intenti ad evocare l’andata di Mehrunes Dagon. Questo trial è composto da un totale di tre boss con meccaniche uniche, alcune delle quali simili a quanto visto nella Maelstrom Arena, e tra le ricompense per completare i vari Achievements troviamo anche una cavalcatura unica e una tintura. Complessivamente non si tratta di uno dei migliori Trial del gioco ma rimane certamente godibile per le ambientazioni e soprattutto il livello di sfida (specialmente nel caso dello scontro finale).

elder scrolls online blackwood

Nel complesso la nuova espansione Blackwood di The Elder Scrolls Online risulta essere a dir poco eccellente dal punto di vista della trama, capace di appassionare dall’inizio alla fine mantenendo sempre viva l’attenzione del giocatore con colpi di scena e risvolti inaspettati, oltre a personaggi di buon spessore. Le ambientazioni di Blackwood e dell’Oblivion (che per chi ha avuto modo di giocare al quarto capitolo potranno risvegliare molti ricordi) risulteranno tutte essere affascinanti e ricche, con foreste, zone paludose, antiche rovine argoniane e le desolate e oscure terre di Dagon. Il sistema di compagni aggiunge poi possibilità di gioco sia per i veterani che per i novizi grazie al loro aiuto, ma anche semplicemente grazie alla loro compagnia sempre attiva.

È ufficiale, Ubisoft annuncia a sorpresa e invita tutti i fan a sintonizzarsi per il gameplay di reveal mondiale di Far Cry 6, l’ultimo capitolo della serie Far Cry, il 28 maggio alle 18:30 sui seguenti canali:

Far cry 6 gameplay

Far Cry 6 è uno sparatutto in prima persona open world, che proietta i giocatori in una rivoluzione guidata dalla guerriglia e ambientata a Yara, un paradiso tropicale congelato nel tempo sotto il controllo oppressivo del Presidente Antón Castillo (Giancarlo Esposito). Mentre il Presidente cerca di riportare la nazione al suo antico splendore e prepara suo figlio Diego (Anthony Gonzalez) a seguire le sue orme, i giocatori vestiranno i panni di Dani Rojas, un militare locale che si è unito alla guerriglia con lo scopo di rovesciare il regime tirannico e unificare la nazione.

Sviluppato da Ubisoft Toronto, Far Cry 6 fa parte di una delle serie più famose create da Ubisoft che, grazie ai suoi numerosi capitoli, ha avuto modo di provare e mostrare al pubblico varie sfaccettature e possibilità di gameplay, pertanto tutti i fan sono curiosi di scoprire come questo nuovo capitolo sarà strutturato. Il nuovo titolo uscirà nel 2021 su Xbox Series X, Xbox One, PlayStation 5, PlayStation 4, Windows PC (esclusivamente sull’Epic Games Store e l’Ubisoft Store), oltre che su Stadia e Amazon Luna. Il gioco sarà anche disponibile su Ubisoft +, il servizio di abbonamento di Ubisoft, in maniera gratuita per gli abbonati.

Far cry 6 gameplay

La Demo Edition di SCARLET NEXUS è finalmente disponibile per Xbox Series X|S e Xbox One. Questa versione di prova sarà inoltre disponibile anche per PlayStation 5 e PlayStation 4 dal 28 maggio. Si tratta di una nuova IP creata da Bandai Namco dal gameplay estremamente promettente e variegato grazie ai numerosi poteri e capacità uniche dei protagonisti.

Scarlet nexus demo

Grazie alla demo di SCARLET NEXUS i giocatori possono unirsi alla FSE (Forza di Soppressione Estranei) e prendere il controllo di Yuito o Kasane e divertirsi con i loro poteri psicocinetici fino allo scontro con il primo boss.  Yuito combatte con attacchi da vicino grazie alle sue spade e può farsi prestare i poteri di Pirocinesi, Teletrasporto, Chiaroveggenza e Sclerocinesi dai membri del suo team. Kasane, invece, è specializzata in attacchi a medio raggio con coltelli da lancio. Inoltre, può usare, a seconda della composizione del suo party, i seguenti poteri: Elettrocinesi, Supervelocità, Invisibilità e Duplicazione.

Eccovi, inoltre, il nuovo trailer dedicato alla demo:

SCARLET NEXUS sarà disponibile dal 25 giugno 2021 per Xbox Series X|S, Xbox One, PlayStation 5, PlayStation 4 e PC.

Ubisoft ha presentato la seconda stagione del sesto anno di Tom Clancy’s Rainbow Six Siege, ovvero North Star e il suo nuovo Operatore locale, Thunderbird, della nazione Nakoda, una delle Prime Nazioni del Nord America, oltre alla mappa Favelas rivista e molto altro.

In North Star, il giocatore scoprirà un nuovo Difensore: Thunderbird. È in grado di posizionare sul campo una Healing Station Kóna, capace di curare ogni giocatore (alleato o nemico) che si trovi vicino al dispositivo, anche quelli atterrati. La Kóna Station necessita un periodo di cooldown tra una carica e l’altra. Thunderbird è un Operatore veloce con armatura leggera; è equipaggiata con uno SPEAR .308 o uno SPAS-15 come armi primarie e una BEARING 9 o una Q-929 come secondarie.

North star

Inoltre, North Star presenta una mappa Favelas totalmente rinnovata con stanze riorganizzate, una migliore vista generale e una migliore navigazione. Questi cambiamenti aumenteranno la sua leggibilità e struttura, assicurandosi che il giocatore sappia sempre dove si trova e dove sta andando.

Inoltre abbiamo due nuove caratteristiche che saranno testate sul Test Server: un rinnovato sistema di armature e uno di attività dopo la morte. L’armatura del giocatore sarà infatti convertita in salute addizionale, per dare una maggiore visibilità del suo impatto. Inoltre, il giocatore avrà a sua disposizione nuove attività dopo essere stato abbattuto: gli Assalitori saranno infatti in grado di controllare i propri droni e alcuni Difensori (come Maestro, Echo o Mozzie) potranno usare i propri gadget. Si tratta di cambiamenti di grande rilevanza e che avranno un forte impatto sul gameplay; pertanto necessitano di essere testati tramite il feedback dei giocatori. Saranno comunque disponibili solo sul Test Server e non verranno resi disponibile sui server live al lancio di North Star, ma piuttosto in una fase successiva nel caso in cui dovessero rivelarsi efficaci.

North star

Ulteriori aggiornamenti inclusi in North Star:

  • Tavola dei punteggi 2.0
  • Nuove icone dei cadaveri
  • Miglioramento dei buchi di pallottola
  • Bilanciamento degli Operatori (aggiustamenti per Melusi, Mira e Maestro e sulla propagazione del gas)

Il Test Server di North Star sarà live dal 25 maggio. Il Test Server (TTS) è una versione alternativa di Tom Clancy’s Rainbow Six Siege che permette al giocatore di testare nuove caratteristiche di gameplay che verranno in seguito introdotte nel gioco principale. I giocatori sono invitati a segnalare i problemi incontrati sul Test Server nella piattaforma R6 Fix qui.

DARQ è un gioco appartenente al genere dei Platform-rompicapo pubblicato originariamente in anteprima nell’estate del 2019 per PC e che ha di recente visto la pubblicazione della sua Complete Edition anche su PlayStation 4 e Xbox One. Appena un mese fa, inoltre, è stata rilasciata una versione per Nintendo Switch (quella della quale vi parleremo nel caso della nostra recensione). Questa versione completa del titolo, sviluppata e pubblicata da Unfold Games e Feardemic, comprende il titolo di base e due DLC aggiuntivi, ovvero The Tower e l’inedito The Crypt.

Enigmatico

Verremo dunque catapultati nei panni di Lloyd, un giovane ragazzo letteralmente schiavo dell’incubo in cui ci troveremo; il nostro protagonista vivrà infatti una vera e propria esperienza extracorporea che lo costringerà ad attraversare un incubo dal quale non può svegliarsi (nonostante i nostri tentativi di farlo). L’essere in questa realtà onirica ci permetterà di stravolgere le normali leggi della fisica facendoci sin da subito scoprire di essere in grado di camminare su qualsiasi superficie, dalle pareti ai soffitti di ogni luogo che dovremo esplorare, ribaltando letteralmente la realtà.

La possibilità di muoversi così liberamente in DARQ sarà il primo elemento che andrà a comporre i primi puzzle che ci troveremo ad affrontare per procedere in questo labirintico sogno. Progressivamente scopriremo modi per infrangere sempre più le leggi della fisica rendendo di fatti un gioco a scorrimento orizzontale ben più tridimensionale di quanto si possa immaginare, il tutto mettendoci sempre di fronte ad enigmi nuovi e via via più complessi in ciascun livello. Le meccaniche ideate dal team di sviluppo risultano essere particolarmente ben riuscite sia sotto questo punto di vista, ma anche per la risoluzione di alcuni enigmi dalla soluzione più “fantasiosa”.

La difficoltà dei rompicapo andrà infine a culminare nei DLC (La Torre e La Cripta) e soprattutto nell’ultimo (ed esclusivo di questa versione); questi, oltre che aggiungere semplicemente nuove ore di gioco, tipologie e complessità di enigmi, racconteranno una vera e propria storia aggiuntiva che arricchirà la lore del gioco. Risultano dunque essere una parte quasi fondamentale per il titolo anche se, un po’ come il gioco di base, si prestano forse un po’ troppo alla libera interpretazione lasciata al giocatore. Ciononostante rappresentano indubbiamente quella che vuole essere una conclusione alla trama, seppur relativamente sbrigativa.

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L’incubo

I vari rompicapo non saranno però la nostra unica nemesi in DARQ; incontreremo infatti vari tipi di creature da evitare dato che elimineranno il nostro Lloyd in men che non si dica. Considerato che non sarà neanche possibile fuggire (tranne che in una circostanza), la nostra sola opzione sarà nasconderci per evitare le loro “ronde” o abbassarci per evitare di farci sentire. Data la relativa semplicità con cui potremo evitare questo tipo di pericoli, il gioco non restituisce delle forti sensazioni di ansia e paura che ci si aspetterebbe da tematiche horror di questo tipo. La loro maggiore presenza, e soprattutto una maggior difficoltà a loro legata avrebbe certamente contribuito in tal senso avvicinandosi ancor più all”horror che al semplice platform/rompicapo.

L’ansia e il terrore nascono, più che dal pericolo di essere uccisi da una di queste creature, proprio dall’aspetto surreale e distorto sia di queste mostruosità viventi, sia dei diversi luoghi che avremo modo di esplorare. Per quanto il tutto non sia particolarmente innovativo e unico, riesce comunque a dare al giocatore un ottimo feeling e a risultare molto ben congeniato oltre che diversificato tra un livello e il successivo così da riuscire sempre ad evitare la caduta nella ripetitività (cosa non del tutto scontata persino in un gioco della durata di 2-3 ore totali come in questo caso). Ultimo ma non per importanza un comparto tecnico valido (sia dal punto di vista grafico che sonoro), nonostante la semplicità, e che contribuisce in ottima misura alla creazione di un’atmosfera horror di buon livello.

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Complessivamente con DARQ: Complete Edition avremo modo di visitare uno stupendo e labirintico incubo ricchissimo di enigmi, i quali rappresentano senz’ombra di dubbio la parte più interessante e meglio riuscita del gioco sia dal punto di vista della varietà che delle meccaniche che questi comprendono. Il tutto all’interno di un viaggio onirico in una psiche distorta che si riflette sulle mostruose creature che ha generato, così come sulle ambientazioni, nonostante queste non spicchino per unicità e innovazione. Purtroppo l’intera esperienza di gioco non risulta essere particolarmente longeva, anche se riconosciamo che sia complessivamente adatta al tipo di gioco, e la difficoltà risulta legata unicamente agli enigmi, mentre le creature nemiche possono essere bypassate abbastanza facilmente e per questo risultano essere poco ansiogene. Un titolo dunque assolutamente valido e degno di essere provato

Outriders è un nuovo gioco sviluppato e pubblicato da People Can Fly e Square Enix che unisce ad una base di sparatutto in terza persona elementi tipici di RPG e di looter-shooter interamente online. Questa nuova IP, nata con l’obiettivo di dare vita a uno dei migliori giochi PvE, è stata pubblicata il 1 aprile per PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X/S, PC e Stadia.

Trama

L’incipit narrativo di Outriders è al contempo semplice ma altrettanto interessante: nel futuro l’umanità ha ormai esaurito ogni risorsa del pianeta Terra distruggendolo e arrivando inoltre al punto in cui la guerra è rimasta l’unica opzione per riuscire ad accaparrarsi le limitate risorse rimanenti. L’unica speranza per la sopravvivenza del genere umano diventa quindi la ricerca di un nuovo pianeta da colonizzare, pertanto si è deciso di inviare su diversi pianeti candidati delle sonde per carpirne al meglio le condizioni. Tra questi la scelta è infine ricaduta sul pianeta Enoch, un corpo celeste distante diversi anni luce dalla Terra, alla volta del quale vengono inviate due grandi navi spaziali (vere e proprie arche capaci di ospitare fino a 500.000 persone in criostasi), ovvero la Caravel e la Flores. Sfortunatamente, dopo 83 anni, la sola a riuscire a compiere il viaggio senza grossi danni è la Flores, mentre la Caravel non è riuscita a superare la sequenza di lancio.

Giunti sul nuovo pianeta Enoch, prima di permettere lo sbarco dei coloni, l’avanguardia militare chiamata Outriders atterra per recuperare gli ultimi dati dalle sonde ormai già giunte da diversi anni e trovare un luogo sicuro da cui poter ripartire con lo sviluppo del genere umano. Tra questi soldati esperti (e mercenari) troviamo il nostro protagonista (creato tramite un menu di personalizzazione non troppo generoso) e cominceremo a fare la conoscenza dei primi personaggi secondari di questo titolo. Purtroppo però l’ordine di sbarco viene dato con troppa fretta e la quasi totalità degli Outriders viene sterminata da una malattia a insorgenza rapida e da una strana tempesta elettromagnetica; i pochi sopravvissuti vengono riportati in criostasi con l’obiettivo di essere risvegliati quando sarà possibile fornire loro le cure adeguate. Finiremo però per risvegliarci ben 31 anni dopo, e in questo lasso di tempo la situazione è degenerata molto rapidamente.

La temibile tempesta (chiamata Anomalia), così come la non eccessiva disponibilità di risorse, ha infatti ricreato le condizioni per l’instaurarsi di una nuova guerra tra i sopravvissuti allo sbarco, con l’ente governativo dell’ECA da una parte e i ribelli dall’altra. Al nostro risveglio in un campo di ribelli non troppo sani di mente saremo spediti incontro a morte certa, nella terra di fuoco incrociato tra le due fazioni e con l’Anomalia in avvicinamento. Riusciremo però a sopravvivere alla tempesta dato che in alcuni casi, come nel nostro, questa riesce ad alterare le persone trasformandole in potenti Mutazioni dotate di capacità sovrannaturali che le rendono quasi delle divinità viventi. Da questo momento in poi ci ritroveremo a collaborare con l’ECA per trovare il modo di recuperare una buona parte delle risorse rimaste bloccate a bordo della Flores, ma soprattutto trovare un luogo sicuro in cui poter vivere senza il pressante pericolo dell’Anomalia. Purtroppo la trama, per quanto riesca ad essere interessante, non risulta particolarmente incisiva, probabilmente soprattutto a causa della caratterizzazione dei vari personaggi. Comunque noterete diversi spunti concettualmente molto interessanti che danno valore al mondo di gioco, anche grazie a diversi elementi di lore.

outriders

Gameplay

Il nucleo centrale di Outriders è quello classico degli sparatutto in terza persona di stampo looter shooter (un po’ come visto recentemente con The Division 2); a questo va però ad aggiungere degli elementi da RPG estremamente ben azzeccati. Abbiamo infatti di base un gioco in cui dover sfruttare le coperture per evitare i colpi dei nemici e in cui dover raccogliere continuamente loot lasciato dai nemici per poter affrontare in modo sempre più efficiente le varie orde di nemici da affrontare. A questo bisogna dunque aggiungere la parte indubbiamente migliore rappresentata dalle classi e dalle mod. Nel primo caso parliamo di categorie di abilità che andranno a contraddistinguere il nostro personaggio, mentre nel secondo di modificatori per vestiario e armi in grado di aggiungere bonus attivi e passivi imprescindibili per riuscire ad avanzare al meglio delle nostre possibilità.

Sono dunque presenti quattro diverse classi: il Tecnomante, il Piromante, il Mistificatore e il Demolitore. Avremo il Tecnomante che sfrutta i poteri di gelo e veleno, oltre che la manipolazione di oggetti metallici per creare torrette e armi, il Piromante che utilizza il fuoco e ricopre i nemici di cenere per bloccarli sul posto, il Mistificatore che è in grado di controllare lo spazio e il tempo e, infine, il Demolitore, una classe più “tank” che manipola la pietra ed è capace di infliggere sanguinamento ai nemici. In aggiunta alle abilità uniche (un totale di otto tra cui potremo sceglierne tre da usare) e stati alterati di ogni classe avremo anche degli alberi delle abilità grazie ai quali dare vita a varie sottoclassi (da quella che si focalizza sulle cure o la resistenza a quella incentrata sull’uso delle armi, abilità e così via), e tra queste dovremo cercare di focalizzarci su una in particolare per massimizzare l’efficacia dei limitati punti esperienza.

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Ogni classe di Outriders presenta inoltre alcuni bonus passivi legati a particolari categorie di armi (come quelle a lunga distanza per il Tecnomante o, viceversa, a distanza ravvicinata per il Demolitore), ma anche e soprattutto delle abilità di cura passive molto importanti in termini di gameplay. Di base, infatti, un gioco di questo tipo porterebbe il giocatore all’uso continuato delle coperture per poi aver modo di contrattaccare nei momenti più opportuni. In questo caso invece viene incentivato uno stile di gioco più “aggressivo” con il Demolitore e Mistificatore che ottengono cure in base ai danni o uccisioni eseguite a distanza ravvicinata, il Piromante che ottiene cure per ogni nemico ucciso quando marchiato dalle sue abilità e infine il Tecnomante che ottiene semplicemente cure per una percentuale del danno inflitto. L’uso delle coperture diventa quindi relativamente secondario rispetto all’uso frequente delle abilità (soprattutto di quelle che più si adattano al nostro stile di gioco), delle armi giuste al momento giusto, degli attacchi corpo a corpo e l’uso sapiente del terreno di scontro.

Le possibilità offerte dalle classi con le rispettive abilità non si fermano qui, ma vengono ulteriormente incrementate dalle già citate mod. Si tratta di elementi presenti in tutti gli oggetti di vestiario e armi di livello blu o superiore e caratterizzate da un livello minimo di uno e massimo di tre in base ai loro effetti. Queste rappresentano forse la parte più importante del gameplay poiché per affrontare il gioco al massimo livello di sfida offerto (altro elemento di cui parleremo in seguito) è importante utilizzare delle mod adatte alle nostre abilità e stile di gioco. Potremo così avere modificatori che ci conferiscono vari bonus passivi o attivi o persino andare ad influire in maniera pesante sull’efficacia delle nostre abilità, permettendoci ad esempio usi multipli di una stessa prima di attivarne il cooldown, di infliggere danni aggiuntivi, aggiungere ad un’abilità capacità simili ad un’altra e tanto, tanto altro. Anche le mod presenti sulle diverse bocche da fuoco aggiungono effetti di diverso tipo come la possibilità di applicare uno status particolare, trasformare i nemici uccisi in bombe, far piovere fulmini su tutti quelli che subiranno i nostri colpi e via dicendo.

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La particolarità delle mod in Outriders è però che queste non sono strettamente vincolate a quel particolare oggetto ottenuto; ogni volta che otterremo un pezzo di equipaggiamento con una nuova mod ci basterà smantellarlo per poterla sbloccare in maniera definitiva. Una volta sbloccato un dato modificatore questo potrà essere inserito su qualunque altro oggetto dello stesso tipo (arma/arma o vestiario/vestiario) sostituendone uno già presente. Considerate però che sarà possibile sostituire solo una mod per oggetto, pertanto nel caso di oggetti di rarità epica o leggendaria (viola o gialla), i quali sono dotati di due slot, dovremo comunque sperare di ottenere una mod utile (da mantenere) e una facilmente rimpiazzabile o eventualmente fare una scelta per mantenere un setup complessivo di nostro gradimento. Considerato quanto detto sinora è quasi superfluo sottolineare quanto la varietà sia un elemento preponderante ed estremamente valido in questo titolo.

Concludiamo la parte dedicata al gameplay soffermandoci sull’applicazione pratica che gli sviluppatori hanno voluto dare alla difficoltà in questo nuovo Outriders. Sin da subito noteremo, sotto la barra relativa all’esperienza accumulata dal nostro personaggio, una barra relativa al cosiddetto “Livello del Mondo”; si tratta di un livello correlato con la difficoltà degli scontri che affronteremo, ma anche alla quantità e tipo di loot che potremo trovare (aumentando dunque la nostra possibilità di trovare oggetti leggendari). Questo avanzerà di pari passo con la crescita del nostro personaggio andando a sbloccare il livello successivo, e ciascuno di questi livelli andrà ad aumentare il livello massimo dei nemici rispetto al nostro così come quello degli oggetti ottenibili (ad esempio il level cap per il nostro personaggio è di 30, ma potremo ottenere oggetti anche di livello 50). Un modificatore di difficoltà e ricompensa analogo è inoltre presente nella parte legata all’Endgame, ovvero 14 missioni chiamate spedizioni e caratterizzate dal cosiddetto “Livello di Sfida”.

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Longevità

La durata complessiva di Outriders risulta essere ovviamente strettamente correlata a quanto vorremo dedicarci al completamento delle diverse missioni secondarie, incluse quelle di caccia a mostri unici o taglie. Per completare la sola campagna principale avrete bisogno di circa 10-12 ore di gioco, ma questa è appunto solo una parte del gioco completo. Le missioni secondarie, e soprattutto l’esplorazione dell’endgame alla ricerca della build perfetta per il nostro personaggio, potranno aggiungere facilmente decine di ore aggiuntive che possono inoltre essere arricchite dal gioco in coop con uno o due amici. Il titolo è infatti giocabile interamente in gruppo con la possibilità per ogni giocatore presente nella partita di completare le missioni del proprio personaggio anche se uniti a un’altra sessione. Anche se nessuno dei vostri amici è in possesso del gioco potrete comunque cercare giocatori casuali tramite il matchmaking che include anche il Cross-play, pertanto se deciderete di attivarlo potrete giocare anche con utenti di altre piattaforme.

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Comparto Tecnico

Abbiamo avuto modo di provare Outriders in maniera approfondita su PlayStation 5, PlayStation 4 e in misura minore su PC; il titolo mostra una grafica complessiva di buon livello sia per quanto riguarda le texture che i dettagli di personaggi e categorie di nemici, anche se le animazioni facciali non risultano essere particolarmente eccelse. Ottimi soprattutto gli effetti e i dettagli di illuminazione, ma anche l’efficienza dei caricamenti su PlayStation 5 e PC, mentre su PS4 risultano essere di media-lunga durata. In particolare segnaliamo una differenza non troppo importante tra console di vecchia e nuova generazione (così come nei confronti del PC) se non per la stabilità del framerate che nel caso della nuova si mantiene stabile sui 60fps (con solo una zona specifica a causare piccoli cali) con risoluzione dinamica in 4K, mentre sulla vecchia si attesta sui 30fps. Di eccellente livello l’ispirazione e la caratterizzazione del mondo di gioco, con i diversi biomi di Enoch, così come delle varie tipologie di nemici e boss da affrontare, anche se in quest’ultimo caso un pizzico di varietà in più non avrebbe guastato.

Ottimo il sonoro per gli effetti e musiche, mentre abbiamo riscontrato livelli qualitativi altalenanti nel caso del doppiaggio in lingua italiana, soprattutto se confrontato con il doppiaggio originale in inglese (cosa che potrebbe anche capitarvi di notare dato che molto raramente ci può essere la sostituzione delle voci o dei sottotitoli con quelli inglesi per via di un bug). Altra piccola nota da segnalare riguarda la gestione della regia delle cutscene, le quali risultano molto spesso tagliate in maniera fin troppo netta e con un effetto di tremolio della camera che per alcuni potrebbe risultare anche essere fastidioso, anche se può essere semplicemente rimosso tramite le opzioni. Infine dal punto di vista dei bug in gioco non abbiamo avuto modo di riscontrarne alcuno nel corso della nostra intera partita ma, purtroppo, ci sono attualmente episodi di crash del gioco relativamente frequenti così come di instabilità ai server (entrambi problemi ai quali gli sviluppatori sono attualmente al lavoro per risolvere il tutto quanto prima).

outriders

In conclusione Outriders riesce a nostro avviso a trovarsi un proprio posto tra i titoli cooperativi di questo genere grazie alla sua ricchezza di contenuti tra gioco principale e endgame (con quest’ultimo che potrebbe essere ulteriormente aumentato con un supporto futuro dagli sviluppatori) oltre che meccaniche particolarmente riuscite in termini di gameplay, grazie all’ampia varietà dell’arsenale (dal punto di vista estetico e non) e soprattutto delle mod e delle classi, nonostante per queste ultime ci vorrebbe un leggero miglioramento nel bilanciamento che allo stato attuale fa in modo da rendere alcune build fin troppo efficaci rispetto alle altre (parlando nell’ambito di una stessa classe, tra classi invece il bilanciamento le rende abbastanza simili). Peccato per una trama che avrebbe potuto aggiungere quel qualcosa in più mentre invece si limita a fare da accompagnamento al gameplay, soprattutto dal punto di vista della lore. Ottima, infine, la longevità complessiva e il fattore divertimento che può essere incrementato dal gioco in cooperativo con uno o due amici e di buon livello un comparto tecnico attualmente minato da alcuni problemi di crash e instabilità ai server che speriamo vengano corretti quanto prima.

Ha finalmente inizio l’esperienza annuale del 2021 per The Elder Scrolls Online con questo DLC chiamato Flames of Ambition, il quale andrà poi a confluire nelle vicende che saranno narrate nel corso della prima vera espansione di quest’anno, ovvero Blackwood. Il tema dell’avventura che scopriremo nel corso dei prossimi mesi sarà infatti incentrato sul principe daedrico Mehrunes Dagon e sui Cancelli dell’Oblivion (considerando che questa esperienza annuale sarà chiamata The Gates of Oblivion), il tutto ben 800 anni prima degli eventi narrati nel corso di The Elder Scrolls IV. In questa occasione andremo dunque a focalizzare la nostra attenzione su Flames of Ambition e sui due nuovi dungeon che questo DLC introduce in TESO, ovvero Blakedrake Villa e The Cauldron, così come tutti gli altri contenuti che li accompagnano.

The Cauldron

Il Primo di questi nuovi dungeon di Flames of Ambition è forse quello che più sposa lo stile di Mehrunes Dagon e di quanto è stato mostrato fino ad oggi relativamente alle Deadlands dell’Oblivion nelle varie presentazioni di Blackwood. Giunti in una miniera abbandonata nella regione di Deshaan, e nei pressi di un villaggio di elfi scuri che stanno progressivamente scomparendo in circostanze misteriose, troveremo infatti la daedra Lyranth. Questa reietta avrà infatti bisogno del nostro aiuto per recuperare una cassetta bloccata da un’incantesimo che impedisce ai daedra come lei di avvicinarsi; finiremo però per imbatterci in un vero e proprio culto dedito al principe daedrico della Distruzione e chiamato Waking Flame e dovremo cercare a tutti i costi di sventare un loro rituale.

Nel corso della nostra esplorazione ci troveremo a combattere contro creature daedriche di ogni tipo e un totale di 5 bossfight, di cui una composta sostanzialmente da ondate di nemici da eliminare mentre cercheremo di eseguire un compito particolare con una meccanica unica.

Unleashed Ritualist

(2 items) Adds 1096 Maximum Magicka
(3 items) Adds 1096 Maximum Magicka
(4 items) Adds 1096 Maximum Magicka
(5 items) Dealing damage to an enemy applies Ritualist’s Mark to them for 10 seconds. Enemies with your Ritualist’s Mark take an additional 16% damage from your summoned pets.

Dagon’s Dominion

(2 items) Adds 129 Weapon Damage
(3 items) Adds 1096 Maximum Stamina
(4 items) Adds 129 Weapon Damage
(5 items) Adds 492 Weapon Damage to your area of effect abilities.

Foolkiller’s Ward

(2 items) Adds 1487 Armor
(3 items) Adds 1487 Armor
(4 items) Adds 1206 Maximum Health
(5 items) Activating Block while in combat places a damage shield on you and up to 3 group members within 18 meters for 2 seconds that absorbs up to 4000 direct damage. If a damage shield breaks, the wearer of the shield restores 5680 Magicka and Stamina. This effect can occur once every 30 seconds if a damage shield broke.This effect can occur once every 10 seconds if no damage shields broke.

Baron Zaudrus

(1 item) Adds 548 Maximum Stamina, Adds 548 Maximum Magicka, Adds 603 Maximum Health
(2 items) Applying a status effect to an enemy grants you a stack of Zaudrus’s Ambition for 10 seconds, up to 3 stacks max. When you gain 3 stacks, the stacks are removed and you gain 4 Ultimate. On gaining Ultimate, you cannot gain additional stacks Zaudrus’s Ambition for 1 second.

flames ambition

Blakedrake Villa

Il secondo dungeon di Flames of Ambition è invece Blakedrake Villa, un vero e proprio maniero, estremamente complesso e ricco di segreti, situato nella porzione nord della Gold Coast. Non appena entrati nei confini della magione incontreremo Eveli Sharp-Arrow, la quale ci chiederà di aiutarla nella sua missione: recuperare un misterioso tomo dalla casa. Giunti all’interno scopriremo però che ci sono forze oscure all’opera, e che recuperare questo libro sarà una vera e propria corsa contro il tempo poiché creature di ogni tipo (dai minotauri alle salamandre) sono impegnate nel tentativo di bruciare ogni libro presente. Ci troveremo così a esplorare un edificio estremamente complesso, ma anche molto dettagliato, particolareggiato e visivamente ispirato, oltre che ricco di strani meccanismi, alcuni dei quali potrebbero persino permetterci di scoprire ben più di semplici documenti di testo.

Nell’edificio saranno infatti presenti un totale di tre bossfight segrete ben celate all’interno di botole e stanze secondarie il cui meccanismo di apertura potrebbe non essere di così immediata comprensione. Eliminare questi nemici extra ci ricompenserà, oltre con del loot aggiuntivo, anche con diversi bonus passivi e soprattutto con l’accesso a una quarta bossfight segreta disponibile dopo il boss finale. Tralasciando questi boss aggiuntivi il dungeon è sostanzialmente composto da un totale di tre boss, con soprattutto l’ultimo dotato di meccaniche uniche di gameplay che richiederanno un po’ di attenzione extra da parte nostra. Completare il tutto a difficoltà veterano sarà poi ovviamente più complesso per via della salute e il danno dei nemici incrementato, ma anche perché dovremo tenere in considerazione che per completare il vero boss finale (quello segreto) avremo a disposizione un massimo di sei tentativi.

I set collegati a questo dungeon risultano essere estremamente interessanti, soprattutto nel caso dei primi due (il primo per build legate al vampirismo mentre il secondo per dps stamina), mentre il terzo può essere una possibilità aggiuntiva per i tank che vogliono fornire supporto extra e il Monster Set risulta essere purtroppo abbastanza situazionale; qui di seguito potete trovarli tutti elencati nel dettaglio:

Set True-Sworn Fury (Magicka, leggero)

  • 2 Oggetti: aggiunge 657 Spell Critical.
  • 3 Oggetti: aggiunge 129 Spell Damage.
  • 4 Oggetti: aggiunge 1096 Magicka.
  • 5 Oggetti: aggiunge 708 Spell Critical e aumenta il Critical Damage del 4%, queste statistiche raddoppiano quando siamo al di sotto del 75% della salute (a 1416 e 8%) e quadruplicano sotto il 50% (2832 e 16%)

Set Kinras’s Wrath (Stamina, medio)

  • 2 Oggetti: aggiunge 129 Weapon Damage.
  • 3 Oggetti: aggiunge 657 Weapon Critical.
  • 4 Oggetti: aggiunge 129 Weapon Damage.
  • 5 Oggetti: infliggere danno con un attacco leggero o pesante aggiunge al nostro personaggio uno stack di Burning Heart per 5 secondi fino a un massimo di 5 stack. Raggiungere i 5 stack genera un’aura d’ira garantendoci Major Berserk e aumentando così il danno da noi inflitto del 10%. Avere un’aura d’ira attiva garantisce Minor Berserk ai nostri compagni aumentando il danno da loro inflitto del 5%.

Set Drake’s Rush (Salute e stamina, pesante)

  • 2 Oggetti: aggiunge 1206 Health.
  • 3 Oggetti: aggiunge 1096 Stamina.
  • 4 Oggetti: aggiunge 1096 Stamina.
  • 5 Oggetti: effettuare un Bash su un nemico permette a noi e a tre compagni nei nostri paraggi di ottenere Major Heroism per 12 secondi ricaricando 3 Ultimate ogni 1.5 secondi. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 18 secondi.

Set Encratis’s Behemoth (Monster set)

  • 1 Oggetto: aggiunge 1096 Magicka.
  • 2 Oggetti: infliggere danno da fuoco a un nemico ci permette di ottenere Behemoth’s Aura per 12 secondi e per un raggio di 12 metri attorno a noi, il quale riduce del 5% il danno da fuoco subito (per noi e un massimo di 11 alleati). I nemici nel raggio d’azione vedranno inoltre la loro resistenza al fuoco ridotta del 5%. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 15 secondi.
flames ambition


Eccoci a parlare dell’ultimo Prime Access di Warframe rilasciato il 23 febbraio 2021 per tutte le piattaforme. Questo pacchetto introduce la nuova (e tanto attesa) variante Prime di Octavia, un Warframe particolarmente apprezzato dagli utenti per via di un suo elemento unico di personalizzazione e fulcro essenziale di tutte le sue abilità. Questa “Regina della musica” viene così resa disponibile nel gioco assieme alle varianti Prime delle sue due armi iconiche, la Tenora e Pandero. Quanto descritto sinora può essere ottenuto gratuitamente nel gioco andando alla ricerca delle nuove reliquie (che potete trovare descritte nel dettaglio alla fine di questo articolo) oppure acquistando uno dei quattro pacchetti Prime Access elencati qui di seguito (considerando che gli accessori possono essere ottenuti soltanto in questo modo). In particolare in questo caso abbiamo dei nuovi strumenti per personalizzare il Mandachord di Octavia (del quale parleremo in seguito), un nuovo Shawzin e nuovi pezzi di armatura con relativa Syandana.

  • Pacchetto Mallet: comprende 1050 Platini, Tenora e Pandero Prime.
  • Pacchetto Resonator: comprende 2625 Platini, Octavia, Tenora e Pandero Prime e infline i Glifi di Octavia Prime.
  • Pacchetto Accessori Prime: comprende l’armatura Glissandra Prime, la Syandana Serenidine Prime, lo Shawzin Aristei Prime e booster di 90 giorni di affinità e risorse.
  • Pacchetto Amp: comprende il contenuto del pacchetto Resonato e Accessori Prime, con un totale di 3990 Platini.
octavia prime

Iniziamo dunque con la protagonista indiscussa di questa guida, ovvero Octavia Prime. Si tratta di un personaggio con discrete capacità di potenziamento per il resto della squadra, ma soprattutto con un’eccellente abilità nell’infliggere danni a ogni tipo di nemico e nel “crowd control”. In termini di sopravvivenza, invece, non possiede alcuna abilità specifica per mitigare i danni subiti, ma è piuttosto in grado di mantenersi invisibile con facilità così da non essere neanche presa di mira dai nemici. Le sue abilità sono infatti:

  • Passiva: ogni volta che Octavia attiva un’abilità conferisce a se stessa e ai compagni vicini Inspiration, ovvero un buff che restituisce 1 punto energia al secondo per trenta secondi.
  • Mallet: influenzato dalle “Percussioni”, attira il fuoco dei nemici e li danneggia con ogni nota suonata, inoltre tutto il danno subito viene accumulato e riflesso in maniera proporzionale.
  • Resonator: influenzato dai “Bassi”, crea una sfera che danneggia leggermente i nemici e li induce a seguirla. Se presente un Mallet il Resonator lo raccoglierà creando un ibrido tra le due abilità (un vero e proprio Mallet mobile).
  • Metronome: influenzato dalla “Melodia”, conferisce diversi buff a tutti quelli che eseguono determinate azioni in corrispondenza delle note. Abbiamo Nocturne che rende invisibili dopo essersi abbassati un numero sufficiente di volte in corrispondenza di una nota, Vivace che aumenta la velocità se si eseguono salti a tempo, Opera che aumenta il multishot delle armi sparando ritmicamente e infine Forte che aumenta il danno corpo a corpo inflitto.
  • Amp: raddoppia la portata e il danno del (o dei nel caso in cui utilizziamo l’augment “Partitioned Mallet”) Mallet e aggiunge un moltiplicatore di danni extra a Octavia e tutti gli alleati.
octavia prime

Di queste le abilità più importanti sono indubbiamente la prima (per deviare l’attenzione dei nemici e infliggere loro un danno proporzionale a quello che possono infliggere), la terza (soprattutto per mantenere l’invisibilità attiva il più possibile) ed infine la quarta per aumentare la portata di tutte le altre. Gli effetti di ogni abilità sono poi strettamente legati al Mandachord, uno strumento in cui potremo inserire le note a nostro piacimento (premendo, in base alla piattaforma, R2, RT o Tab dalla schermata di personalizzazione) per creare una determinata canzone da noi desiderata, oppure applicare una nota in ogni slot per massimizzare gli effetti (in questo caso abbiate però l’accortezza di mutare bassi, percussioni e melodia per non infastidire gli altri giocatori e le vostre orecchie). In termini di statistiche questo Warframe ottiene, grazie alla nuova variante, una polarità Vazarin aggiuntiva (che si somma alle due Naramon già presenti sulla versione di base), scudi migliorati (100 al livello base e 300 al massimo contro 75/255), e una quantità maggiore di energia disponibile (175/262 contro 150/225). 

Per quanto riguarda le build, invece, è quasi superfluo sottolineare l’importanza della durata sopra ogni altra statistica così da mantenere attiva ogni abilità (e buff nel caso dell’invisibilità) il più possibile senza doverle riattivare troppo spesso. In questo però non bisogna comunque tralasciare la portata così da massimizzare gli effetti del danno ad area, ma anche del controllo sui nemici; al contrario non è così essenziale spingere troppo sulla potenza abilità considerando che si andrebbe solo a potenziare il moltiplicatore dei danni (che comunque anche a valori negativi sarebbe proporzionale alla quantità di danno causata dai nemici) o buff che comunque non sono così essenziali come l’effetto del Mallet. Per questo motivo vi consigliamo la build presente qui di seguito tenendo comunque in considerazione che potete (e dovete) adattarla alle vostre preferenze nel caso preferiate più o meno danno, portata e così via:

La Tenora Prime è invece l’arma primaria distintiva di Octavia, e come tale quando impugnata da lei ottiene un piccolo bonus aggiuntivo, ovvero una probabilità del 20% di ricaricare all’istante le munizioni nel caso di un headshot con il fuoco secondario. Tralasciando questo ci troviamo di fronte a un’arma con statistiche estremamente valide per nemici di qualsiasi livello. Abbiamo infatti un danno maggiore rispetto alla versione di base per entrambe le modalità di fuoco (28.0 vs. 24.0 e 280.0 vs. 240.0), così come la probabilità di critico (30% vs. 28% e 40% vs. 34%) e quella di effetto (24% vs. 16% e 20% vs. 11%), ma anche il moltiplicatore di critico (2.2x vs. 2x), velocità di fuoco e capienza caricatore; ultimo ma non per importanza due polarità Madurai aggiuntive. Abbiamo dunque una vera e propria mitragliatrice leggera con un’elevata cadenza di fuoco (che aumenta ancor di più man mano che si spara) e con un fuoco secondario caratterizzato da un colpo singolo ad alta potenza.

Nel caso della Pandero Prime ci troviamo invece di fronte ad un revolver con eccellenti capacità di danno che, collegate a ottime statistiche di critico, possono dare vita a danni importanti. Non manca poi la probabilità di effetto che dà giovamento soprattutto al fuoco secondario di quest’arma che ci permetterà di svuotare il resto del caricatore in maniera repentina causando imponenti danni in pochi secondi. Anche in questo caso, trattandosi di un’arma distintiva, c’è un piccolo bonus quando impugnata da Octavia, ovvero: i colpi alla testa con il fuoco secondario aumentano la velocità di ricarica del 20%. Le nuove statistiche aggiungono danno base (104.0 vs. 72.0), probabilità di critico aumentata (24% vs. 10%) e infine una polarità Madurai aggiuntiva. Anche in questo caso abbiamo un’arma con ottime capacità di taglio innate, per cui vi consigliamo di sfruttarle abbinandole con virale e fuoco (quest’ultimo per ridurre in minima parte la corazza dei nemici). Potete trovare le build consigliate per la Pandero e la Tenora qui di seguito:

Concludiamo questa guida elencandovi le nuove reliquie che sono state aggiunte in Warframe e che vi aiuteranno nella ricerca dei diversi pezzi e schemi per costruire Octavia Prime, la Tenora Prime e la Pandero Prime. Potrete ottenere queste reliquie acquistando pacchetti dal mercato o dalle associazioni (in quest’ultimo caso utilizzando reputazione delle associazioni) oppure come ricompensa al completamento di alcune missioni o dopo un determinato numero di rotazioni (nel caso delle difese, sopravvivenze e così via).

Octavia Prime

  • Reliquia Lith G3: Octavia Prime Neurottiche (comune).
  • Reliquia Meso D6: Octavia Prime Sistemi (comune).
  • Reliquia Neo Z7: Octavia Prime Chassis (non comune).
  • Reliquia Axi O5: Octavia Prime Schema (raro).

Tenora Prime

  • Reliquia Lith T5: Tenora Prime Canna (raro).
  • Reliquia Meso T4: Tenora Prime Castello (raro).
  • Reliquia Neo B7: Tenora Prime Schema (comune).
  • Reliquia Axi T6: Tenora Prime Calcio (non comune).

Pandero Prime

  • Reliquia Lith I1: Pandero Prime Schema (comune).
  • Reliquia Neo P2: Pandero Prime Castello (raro).
  • Reliquia Axi C6: Pandero Prime Canna (non comune).