Back 4 Blood è un nuovo titolo sviluppato da Turtle Rock Studios e pubblicato da Warner Bros Entertainment il 12 Ottobre 2021 per PlayStation 4/5, Xbox Series X, Xbox One e PC. Lo studio di sviluppo è stato il creatore del primo Left 4 Dead, e da questo il nuovo titolo pesca a piene mani diverse delle sue caratteristiche principali; scopriamo insieme se si tratta di una copia mal riuscita o del degno erede spirituale di uno dei titoli di maggior successo delle vecchie generazioni.

Trama

Ambientato dopo una catastrofica epidemia, causata da un parassita noto come il Verme del Diavolo, che ha spazzato via quasi del tutto il genere umano, Back 4 Blood ci porta in un mondo in cui gli infestati hanno ormai distrutto quasi del tutto la civiltà, e ora cercano di completare l’opera. Un gruppo di veterani sopravvissuti cercherà di riconquistare il controllo del mondo ed eliminare la minaccia. Così come nel caso del buon vecchio Left 4 Dead, Back 4 Blood non possiede una vera e propria trama da analizzare, oltre questo incipit narrativo, né tantomeno elementi di lore che vanno ad approfondire quello che è accaduto nel mondo in cui ci troviamo. Il fulcro del gioco sarà piuttosto rappresentato da una serie di missioni consecutive, suddivise in atti, ciascuna delle quali ci darà sempre un nuovo obiettivo per proseguire in quella che è la campagna principale.

In queste missioni ci ritroveremo dunque a sventare minacce da parte di pericoli sempre più grandi, salvare superstiti, bloccare l’avanzata degli infetti non morti e così via. Unico elemento valutabile di questa categoria è la caratterizzazione dei diversi protagonisti; saranno presenti un totale di otto personaggi tra cui poter impersonare. Ogni “sterminatore” avrà un suo carattere ben definito che viene evidenziato soprattutto attraverso le sue linee di dialogo e le interazioni con gli altri personaggi durante una partita, una piccola ma piacevole e simpatica caratteristica. Anche in questo caso, però, non abbiamo particolari approfondimenti narrativi sul loro passato.

Considerata la tipologia di gioco, però, la mancanza di una vera e propria storia non è un fattore tanto grave e anzi, si potrebbe considerare pressoché superflua. Back 4 Blood vuole infatti essere principalmente un titolo che si concentra sulla componente multigiocatore (cooperativa e competitiva). Senza dubbio l’aggiunta di una vera e propria linea narrativa da seguire avrebbe dato al titolo un qualcosa in più, anche solo nel caso di documenti per fornire un contesto a livello di lore (anche se probabilmente anche in questo caso sarebbe potuto essere un elemento con un’influenza negativa su un gameplay così attivo e veloce).

Gameplay

Come spiegato poc’anzi il fulcro principale di Back 4 Blood è sostanzialmente dato dalle modalità multigiocatore (fermo restando la possibilità di giocare la campagna principale in solitario con i bot). Il gioco è dunque composto da due modalità principali, ovvero la campagna e la cosiddetta modalità sciame. La prima è quella descritta poco prima, una serie di missioni con compiti sempre diversi  che ci porteranno ad esplorare diversi luoghi di questo mondo ormai in rovina. La campagna potrà inoltre essere giocata con un massimo di altri 3 amici, con giocatori casuali trovati tramite matchmaking oppure direttamente con i bot. 

Lo scheletro di base del gameplay è dunque rappresentato da uno sparatutto in prima persona con diversi elementi di progressione. Abbiamo innanzitutto la più “semplice e banale” costruzione del nostro arsenale, composto principalmente da un’arma primaria ed una da fianco. Nel caso delle prime avremo fucili d’assalto, mitragliatrici, fucili a pompa e di precisione, mentre per le seconde avremo pistole, mitragliette e armi corpo a corpo. Per ogni arma (ad eccezione delle corpo a corpo) avremo a disposizione quattro slot nei quali inserire accessori per migliorarne le statistiche (mirini, canne, calci e caricatori).

back 4 blood

Le armi, così come gli accessori, saranno inoltre caratterizzate da un livello di rarità e da uno di potenza complessiva; progredendo all’interno di un atto sarà sempre più semplice trovare oggetti più rari e potenti così da essere preparati al meglio per affrontare le nuove e più pericolose minacce. Ogni elemento di equipaggiamento, inclusi consumabili (come oggetti per curarsi, di supporto o granate e molotov), potrà essere recuperato direttamente sul campo in specifiche casse, stanze chiuse da aprire utilizzando dei kit, o posizionate direttamente in giro per la mappa. In alternativa, all’inizio di ogni missione, sarà possibile acquistare nuovi oggetti e consumabili in una pratica cassa pagando con le monete raccolte nelle missioni precedenti.

L’altro elemento che da il senso di progressione più importante in Back 4 Blood è invece rappresentato dal sistema di carte. Si tratta di oggetti che potranno essere trovati nel corso delle varie missioni  o pescate casualmente dal nostro mazzo al loro inizio, e che aggiungono migliorie di diverso tipo alle nostre statistiche. Avremo infatti carte con aumenti diretti a salute piuttosto che vigore (stamina), capacità delle munizioni, danno delle armi e così via, oppure statistiche di vario tipo come perforazione dei proiettili, velocità di uso dei consumabili, corpo a corpo sostituito da un attacco con coltello e tanto altro ancora. 

back 4 blood

I modificatori delle carte disponibili sono davvero molti e potremo sbloccarne di nuovi utilizzando le cosiddette linee di rifornimento. Si tratta semplicemente di vari blocchi di oggetti sbloccabili tra cui troviamo appunto le carte ed altri elementi di personalizzazione. Per avanzare all’interno di una linea di rifornimento e sbloccare nuovi oggetti sarà però necessario spendere “Scorte”, una risorsa che otterremo come ricompensa alla fine di ogni missione in quantità proporzionale alla difficoltà della stessa. Una volta completata una delle tre linee di rifornimento presenti nella nostra schermata questa sarà sostituita da una diversa, pertanto sarà sempre possibile ottenere nuovi oggetti per cambiare di volta in volta il nostro gameplay.

Nel caso della modalità sciame avremo invece la modalità PvP del gioco, che però anziché ricalcare le orme di Left 4 Dead (proponendo comunque missioni classiche all’interno dei quali gli avversari possono impersonare zombie speciali) basa il tutto su una sorta di sopravvivenza. Le due squadre da quattro giocatori ciascuna si alterneranno il ruolo di sterminatori e infestati nel corso di tre round nel tentativo di sopravvivere il più possibile (nel caso dei primi) o eliminare l’intera squadra il prima possibile (nel caso dei secondi). Vince la squadra che sarà riuscita a totalizzare il tempo di sopravvivenza complessivo maggiore.

back 4 blood

I sopravvissuti potranno migliorarsi in ogni round pescando nuove carte attraverso un mazzo specifico relativo alla modalità sciame, oltre a potersi preparare all’inizio di ogni partita raccogliendo risorse in giro per la mappa. I non morti, d’altro canto, con ogni azione eseguita otterranno punti mutazione, e grazie a questi potranno andare a potenziare direttamente una delle tre categorie di zombie speciali, ciascuna contenente tre di questi. I round si svolgeranno con un cerchio che andrà via via a stringersi limitando progressivamente le possibilità di movimento degli sterminatori e complicando il tutto.

A nostro avviso, sia che si tratti della semplice modalità campagna in cooperativa, sia per quanto riguarda la modalità PvP sciame di Back 4 Blood, il risultato ottenuto sul lato gameplay è davvero di ottimo livello. Il gioco risulta infatti estremamente divertente in entrambe le modalità specialmente se giocato in compagnia di amici. Il tutto non risulterà poi essere particolarmente noioso  o ripetitivo soprattutto grazie all’aiuto delle carte che possono stravolgere il nostro stile di gioco, ma anche grazie agli otto protagonisti presenti, ciascuno caratterizzato da bonus specifici per sé stessi e per l’intera squadra. La varietà è inoltre garantita da dalle diverse creature da affrontare, ciascuna con diversi punti deboli e di forza e con la possibilità di avere corazze o alti bonus.

back 4 blood

Longevità 

Complessivamente la durata della sola campagna principale di Back 4 Blood non risulta essere particolarmente elevata. Per completare questa sola modalità dovrete infatti impiegare circa 6-8 ore di gioco però, come spiegato poco fa, la durata complessiva può estendersi anche in maniera importante considerando sia la modalità competitiva, sia la rigiocabilità della campagna offerta dalle possibilità legate a nuove carte, nuovi mazzi o diversi personaggi da utilizzare. Inoltre la presenza del cross-play può permettere a tutti di “espandere i propri orizzonti” e magari giocare con gruppi di amici di piattaforme diverse.

back 4 blood

Comparto Tecnico

Dal punto di vista della grafica Back 4 Blood risulta essere particolarmente interessante, soprattutto sulle console di nuova generazione e su PC, dando un’ottima visione di insieme che si mantiene tale anche guardando più nel dettaglio. In questi casi il gioco risulta infatti essere molto fluido e visivamente appagante con ottime texture applicate allo scenario, ai personaggi ed ai nemici, così come effetti grafici di tutto rispetto. In particolare, nel caso di PlayStation 5 ed Xbox Series X, abbiamo la possibilità di giocare in 4K a 60 fps, mentre nel caso delle console delle vecchie generazioni abbiamo risoluzioni più basse (anche inferiori ai 1080p) e un framerate abbastanza stabile sui 30 fps. Piccola nota a parte relativa al design sia delle ambientazioni, molto variegate e suggestive, sia per i nemici anche se non particolarmente differenziati da un punto di vista visivo.

Di ottimo livello anche il sonoro, sia per quanto riguarda le musiche, sia per effetti sonori e doppiaggi anche in lingua italiana. Questi ultimi si adattano molto bene al carattere dei diversi protagonisti e li rendono al meglio! Infine nulla di troppo grave da segnalare sotto il punto di vista di bug e glitch se non per alcuni problemi di crash sulle console di vecchie generazione. Da segnalare soltanto alcuni problemi relativi alla stabilità del netcode, non sempre perfetto (anche in questo caso in particolare modo per gli utenti in possesso di PS4 e Xbox One, ma può capitare anche agli altri) con disconnessioni soprattutto nel caso della modalità sciame. Infine da considerare che il titolo in alcuni frangenti potrebbe già risultare ostico alla difficoltà minima!

back 4 blood

In conclusione Back 4 Blood riesce a superare egregiamente la prova e diventare il degno erede di Left 4 Dead, grazie soprattutto ad un gameplay molto ricco e divertente creato soprattutto per essere apprezzato in compagnia. Il titolo potrebbe essere infatti considerato un gioco che necessita quasi necessariamente della componente multigiocatore per essere giocato a pieno, giocandolo in singolo si va a perdere quindi il suo fulcro principale. Gli amanti di Left 4 Dead troveranno dunque quello che ci si aspetterebbe da una versione migliorata e rinnovata del gioco del 2008, mentre tutti quelli che non hanno mai avuto di approcciarsi alla serie troveranno ad attenderli un eccellente gioco cooperativo e con un buon comparto competitivo con cui divertirsi con gli amici godendo delle sue splendide ambientazioni rese al meglio dalla grafica. Purtroppo da tenere in considerazione soltanto alcune problematiche relative ai server e di crash per le console di vecchia generazione.


Halloween è ormai alle porte, e Warframe offre tante terrificanti ricompense speciali ed avventure in cui i giocatori potranno cimentarsi, incluse missioni gratuite ed eventi a tema, primo tra tutti Le Notti di Naberus!

Notti di Naberus

Warframe entra nel pieno dello spirito di  Halloween quest’anno con un evento della durata di un mese e tante ricompense grazie alle “Notti di Naberus”, il quale include la nuova Nyctalus Ephemera, così come nuovi glifi ed altri oggetti dedicati a questo evento degli scorsi anni. Basato sull’antica festività Orokin festival della morte e della malizia, le Notti di Naberus sono disponibili per i giocatori di tutte le piattaforme ed accessibili visitando Figlia all’interno del Necralisk di Deimos, dove offrirà gli oggetti descritti in precedenza grazie ad un negozio dedicato.

Per un periodo di tempo limitato i giocatori potranno dunque riscattare queste ricompense a tema Halloween utilizzando i Token di Madre. Sarà così possibile trovare, oltre agli oggetti già descritti, una decorazione per l’Orbiter che racchiude una storia terrificante da farvi narrare, il Noggle dello Stalker e persino lo schema della Basmu, Ceti Lacera, la scena del Simulacrum “Stanza da Ballo” e tanto altro ancora!

Le Notti di Naberus hanno inizio oggi e si concluderanno Mercoledì 3 Novembre alle ore 20:00.

Warframe naberus

Il Giorno dei Morti

Ritornano anche diversi contenuti sempre dedicati ad Halloween ma legati alla serie de “Il giorno dei morti” che includono nuovi glifi acquistabili dal Market, Skin per armi, Syandane, armature e tanto altro con uno sconto del 25% dal negozio delle offerte di Darvo.

Chains of Harrow

Per restare in tema più che mai vi consigliamo vivamente di affrontare la quest più terrificante di Warframe, ovvero Chains of Harrow, la quale riceve ora anche un interessante prequel in forma di fumetto online visualizzabile qui: RELL. Dovrete così seguire una spaventosa trasmissione dei Red Veil fino a raggiungere una nave degli Steel Meridian abbandonata da tempo nell’orbita della Terra. All’interno del vascello senza vita strani bisbigli risuonano in maniera perpetua; solo le luci di emergenza continuano ad illuminare e mostrare gli orrori avvenuti qui in passato. Quale forza ha liberato questo male, e come può essere fermato?

Prerequisiti per la missione: Completare The War Within e sbloccare Mot nel Void.

 Ricompense della missione: Schema del Warframe Harrow.

Warframe naberus

Siete pronti per il terrore? 

Sony Interactive Entertainment è lieta di annunciare di aver stipulato un accordo definitivo per l’acquisizione di Bluepoint Games, uno dei principali partner di lunga data di SIE, con una storia di sviluppo di remaster e remake acclamati dalla critica per le console PlayStation. Con una relazione che dura da oltre 15 anni, l’esperienza di Bluepoint nella costruzione di mondi di alta qualità e nella creazione di personaggi aiuterà nello sviluppo delle future IP dei PlayStation Studios.

Con ciascuno dei propri progetti, Bluepoint ha continuato ad alzare l’asticella della componente grafica e del gameplay su console, sviluppando alcune delle remaster e dei remake di maggiore qualità del settore. L’uscita più recente di Bluepoint, il remake per PS5 di Demon’s Souls, è stato uno dei titoli più acclamati della critica, vendendo oltre 1,4 milioni di copie dall’uscita, datata al 19 novembre 2020. Altri titoli nel portfolio di Bluepoint includono i remake per PS4 e remaster di Uncharted: The Nathan Drake CollectionShadow of the Colossus, Gravity Rush e molti altri. Con sede ad Austin, in Texas, Bluepoint si unirà all’operazione di sviluppo globale di PlayStation Studios e sarà il sedicesimo studio ad entrare a far parte della famiglia PlayStation.

Bluepoint

Bluepoint Games è stato un partner incredibile con cui lavorare nel corso degli anni e l’abilità che hanno dimostrato nei progetti passati è impeccabile“, ha affermato Jim Ryan, Presidente e CEO di Sony Interactive Entertainment. “L’aggiunta di Bluepoint a PlayStation Studios dimostra ulteriormente la nostra continua attenzione all’investimento in team creativi e alla loro promozione, e siamo sicuri che essi offriranno esperienze di gioco di livello mondiale per i nostri fan“.

“Il roster di remake e remaster PlayStation di Bluepoint acclamati dalla critica non ha eguali e con ciascuno dei suoi progetti il team ha superato gli standard di alta qualità che cerchiamo in PlayStation Studios“, ha affermato Hermen Hulst, Head of PlayStation Studios. “Hanno l’esperienza nello sviluppo del nostro hardware, possiedono l’abilità tecnica per creare grandi titoli per la nostra piattaforma e hanno dimostrato abilità artistiche capaci di creare splendidi ambienti e personaggi. L’ambizione creativa e le competenze del talentuoso team di Bluepoint daranno nuova vita ai progetti imminenti e non potrei essere più felice di accoglierli ufficialmente nei PlayStation Studios“.

C’è una lunga storia di fiducia tra Bluepoint e SIE“, ha affermato Marco Thrush, Presidente di Bluepoint Games. “Il nostro primo gioco, Blast Factor, era un titolo di lancio per PS3 e il nostro titolo più recente, Demon’s Souls era pronto a lanciare una sfida per il pubblico al debutto di PS5. Condividiamo gli stessi valori e siamo ugualmente impegnati a creare nuovi fantastici giochi. Entrare a far parte di PlayStation Studios consentirà al nostro team di creatori di grande talento e passione di portare il livello di qualità ancora più in alto e diintraprendere progetti più ambiziosi mantenendo la cultura e l’identità della nostra azienda.

Bluepoint

Cosa ne pensate di questa acquisizione? Indubbiamente le capacità di Bluepoint Games saranno un’eccellente aggiunta agli studios di Sony, e di conseguenza potremmo vedere altre esclusive di qualità giungere su PlayStation. Questo soprattutto alla luce del progetto, annunciato da Bluepoint Games stessa, di un nuovo titolo creato totalmente da zero; quindi una nuova IP che non riguarda alcun tipo di remake.

Death Stranding fa ufficialmente il suo ingresso nella nuova generazione di console con una Director’s Cut che amplia tutti i contenuti della versione base. La nuova edizione del titolo sviluppato da Kojima Productions con la collaborazione di Guerrilla Games e pubblicato da Sony Interactive Entertainment, diventa quindi disponibile anche su PlayStation 5 a partire dal 24 Settembre 2021! Andiamo dunque ad esaminare quali sono le novità introdotte e come quest’opera si comporta sulla nuova ammiraglia di casa Sony, soffermandoci però innanzitutto a parlare di che cosa è Death Stranding.

Un cult… un’esperienza unica

Death Stranding è l’ultimo capolavoro nato dalla mente di Hideo Kojima e pubblicato precedentemente l’8 Novembre 2019 per PS4. Si tratta di un titolo decisamente unico nel suo genere, un’esperienza che sarebbe pressoché impossibile vivere altrimenti e che narra le vicende di San Porter Bridges in un futuro che definire distonico sarebbe riduttivo. Un cataclisma ha infatti cambiato per sempre la vita del genere umano costringendolo a vivere al riparo nelle poche città rimaste o all’interno di bunker disseminati per il territorio. Il mondo esterno è infatti divenuto oltremodo pericoloso sia a causa di un singolare fenomeno meteorologico definito come Cronopioggia (la quale causa l’invecchiamento di qualsiasi oggetto o individuo con cui viene a contatto), sia per le cosiddette CA, entità a dir poco paranormali che infestano il mondo seguendo la Cronopioggia.

In questo contesto gli unici spostamenti di oggetti, risorse e materiali sono garantiti da coraggiosi corrieri che mettono così a repentaglio la propria vita ogni giorno per il bene dell’America. Il nostro Sam sarà proprio uno di questi, ma anche molto di più, e potremo seguirlo nel suo lunghissimo viaggio per riuscire a ricollegare l’America e tutti i suoi abitanti. Evitando qualsiasi tipo di spoiler possiamo solo aggiungere che si tratterà di un magnifico viaggio, non soltanto per i paesaggi, percorsi e luoghi unici da esplorare nella traversata, ma anche grazie ad una trama ricca, profonda ed estremamente affascinante che accompagnerà ogni nostra mossa. Alla narrazione magistrale vengono poi affiancati numerosi personaggi caratterizzati alla perfezione, ma anche dagli importanti retroscena, che danno valore al tutto.

Death stranding

Essendo all’atto pratico dei “semplici” corrieri il nostro compito sarà “semplicemente” rappresentato dal trasportare i carichi dei vari ordini ricevuti fino alla loro destinazione (occupandoci della loro integrità oltre che della nostra incolumità). Tutto questo attraversando paesaggi impervi e ormai pressoché privi di qualsiasi struttura creata dall’uomo, oltre che estremamente pericolosi a causa delle già citate CA che li infestano in concomitanza con le precipitazioni. Per queste ragioni sarà essenziale un’accurata pianificazione del tragitto da percorrere così da evitare ogni sorta di impedimento ambientale, limitare i danni da Cronopioggia e CA a noi ed al nostro carico (studiando la mappa meteorologica), ed infine evitando i campi dei MULI, saccheggiatori che faranno di tutto per rubare il nostro carico. Non saremo comunque del tutto sprovvisti di capacità offensive o di strumenti per evitare qualsiasi tipo di imprevisto; in Death Stranding, infatti, nella pianificazione del viaggio bisogna considerare anche quale equipaggiamento portare con noi. 

Avremo così i cosiddetti CCP per costruire strutture di varia natura (da depositi a ponti, ripari dalla Cronopioggia e ricariche per batterie), scale per scendere o salire da rilievi non scalabili a mani nude (oltre che utilizzabili come vere e propri ponti), chiodi da arrampicata per superare discese particolarmente ripide o strapiombi, guanti da arrampicata, stivali, esoscheletri ed ovviamente veicoli di vario tipo. Allo stesso modo avremo a disposizione armi di diverso tipo, dalle letali alle non letali, dai lanciarazzi a granate di varia natura; il tutto utilizzabile sia per combattere contro nemici umani che contro entità sovrannaturali, inclusi boss unici! Risulta dunque scontato sottolineare quanto un gameplay tanto semplice (che richiede quasi sempre di raggiungere da un punto A a un punto B) venga reso divertente ed unico, anche se comunque passa in secondo piano rispetto ad una trama tanto interessante. Questo senza tralasciare alcune sezioni più uniche e scenografiche dalla specifica importanza narrativa.

Death stranding

I tagli di Kojima

Come riassunto nel primo paragrafo di questa recensione, Death Stranding Directors Cut racchiude diverse novità rispetto al gioco di base. Prima di passarle in rassegna è importante sottolineare che non si tratterà di implementazioni di grossa mole come nel caso dell’isola di Iki in Ghost of Tsushima Director’s Cut, ma piuttosto di tante piccole aggiunte su più livelli dando un’esperienza più “completa”. Di fatti il prezzo intero di questa nuova versione di Death Stranding si attesta sui 50€ circa, con la possibilità per i possessori del gioco base di acquistare l’upgrade alla Director’s Cut per soli 10€. Si tratta pertanto di un piccolo prezzo da pagare per aumentare le possibilità offerte dal gioco grazie a nuovi oggetti, aggiungere ore di gioco con nuovi ordini di consegna (con anche alcune missioni di particolare rilevanza) e “minigiochi”, ed infine introdurre alcune possibilità di personalizzazione aggiuntive (con nuovi colori per la tuta, la possibilità di personalizzare la capsula di BB ed elementi per lo zaino).

Partiamo dunque innanzitutto dalle nuove missioni, ed in particolar modo quelle legate agli Ordini di Sam. Avremo infatti diversi nuovi ordini da intraprendere, ed alcuni di questi ci permetteranno di esplorare delle zone inedite (anche se di piccole dimensioni) e soprattutto scoprire alcuni interessanti dettagli aggiuntivi legati alla lore dei personaggi presenti nel gioco. In aggiunta diventerà possibile rigiocare le bossfight principali del gioco attraverso le statuette situate nella nostra stanza privata; in questo modo sarà possibile competere con altri giocatori in vere e proprie classifiche online per cercare di ottenere il tempo migliore. Gli amanti della difficoltà, poi, non potranno farsi sfuggire un nuovo livello di difficoltà per rendere i viaggi ed i combattimenti ancor più pericolosi.

Death stranding

I nuovi oggetti introdotti in questa edizione di Death Stranding rappresentano sia un’aggiunta di possibilità e varietà (all’interno di un gameplay che già di per sé finisce per sorprendere il giocatore con sempre nuovi oggetti e migliorie per ottimizzarne al massimo l’efficienza di consegna), ma fanno anche da “ammortizzatore” per i nuovi giocatori. Indubbiamente di primo acchito il titolo potrebbe spaventare chi vi si approccia per la prima volta, sia per lo stile di gioco estremamente singolare, sia per la scarsa possibilità di armi ed equipaggiamento nelle primissime ore. Ecco dunque l’arrivo di un nuovo esoscheletro, una nuova arma ed un nuovo veicolo, oltre che nuove possibilità di costruzione utilizzando il nostro CCP e la possibilità di farci accompagnare dai robot da viaggio nelle nostre consegne semplificandoci il trasporto. Nella nuova dotazione abbiamo quindi:

  • La nuova arma data dal fucile Maser, in grado di sparare un fascio di energia elettrica (e per questo molto efficace se il bersaglio è in acqua) per stordire i nemici in maniera efficiente e soprattutto in totale silenzio.
  • La Roadster rappresenta il nuovo veicolo particolarmente veloce ma purtroppo inadatto alle impervietà del terreno.
  • L’esoscheletro ausiliario, di capacità inferiore rispetto a quelli più avanzati, ma che comunque può risultare fondamentale nelle prime ore di gioco (anche grazie alla sua ricarica ad energia solare, non limitato quindi alla carica della sua batteria).
  • Lo stabilizzatore per lo zaino ottiene poi una nuova versione più avanzata (forse anche troppo) rappresentata da un vero e proprio jet-pack per attutire le cadute e potenziare di molto il doppio salto.
Death stranding

Nel caso del robot da viaggio abbiamo invece la possibilità di farci accompagnare da uno di questi robot bipedi così da fargli trasportare una parte del carico, o eventualmente fare in modo tale da salirci noi stessi per goderci un viaggio, o una sua parte, in totale serenità magari ascoltando un bel brano dei Low Roar. Parlando invece del CCP avremo a disposizione tre nuove strutture, ovvero la catapulta (su cui potremo caricare il nostro carico e scagliarlo a distanza, così da fargli superare un ostacolo particolarmente fastidioso), la rampa di lancio (per permettere ai veicoli di superare zone accidentate con un bel salto) ed infine il ponte chirale (un vero e proprio ponte da utilizzare in zone con poco spazio per la costruzione ma attraversabile solo in assenza di neve o pioggia). Non si tratta quindi nel complesso di strumenti che stravolgono il gameplay o lo facilitano eccessivamente, ma piuttosto tanti piccoli elementi aggiuntivi che ne aumentano la varietà.

Infine, nel caso dei due nuovi minigiochi inclusi nella Director’s Cut di Death Stranding avremo il poligono di tiro e il circuito per delle vere e proprie gare a tempo a bordo di veicoli. Nel primo caso si tratta soprattutto di un modo per prendere familiarità con le diverse tipologie di armi presenti in gioco, dando comunque una piccola sfida a chi ne è in cerca (anche in questo caso, come per i boss, con classifiche online). Da considerare comunque che non si tratta proprio di un poligono in senso stretto ma saranno presenti anche fasi più “simulative”. Con il circuito avremo invece delle vere e proprie piste da corsa per mettere alla prova le nostre capacità di guida ed eventualmente anche qui confrontarle con quelle di altri giocatori. Si tratta di due aggiunte sicuramente gradite, ma nel caso delle gare queste risultano comunque limitate a quello che è il sistema di guida di questo titolo, né particolarmente realistico né troppo accurato.

La bellezza della devastazione

Death Stranding è un titolo che, grazie al suo motore di gioco particolarmente potente ed efficiente, mostra una grafica sorprendente praticamente sotto ogni aspetto. La nuova versione della Director’s Cut dedicata a PlayStation 5 porta il tutto a livelli ancor più avanzati: il titolo mostra caricamenti pressoché istantanei, un livello di dettaglio aumentato in maniera importante così come la profondità di campo e la distanza di visualizzazione. Di grande impatto anche gli effetti migliorati in modo importante con luci, riflessi e nubi volumetriche più definite e che creano un’atmosfera ancor più realistica ed avvolgente. In maniera analoga anche l’implementazione dell’audio 3D di PS5 contribuisce in grande misura ad aumentare il grado di immersione e coinvolgimento. Tutto questo potrà poi essere apprezzato con due diverse modalità grafiche, una Qualità con 4K nativo e framerate tendente ai 60fps oppure una Prestazioni con 4K dinamico e framerate pressoché inchiodato ai 60fps. Da considerare comunque che già la modalità qualità riesce con non troppe difficoltà a mantenere i 60fps, tranne in determinate situazioni particolarmente concitate, e per questa ragione potrebbe essere preferibile alla seconda così da puntare soprattutto sulla qualità senza grossi risentimenti sulla stabilità.

Ultimo, ma non per importanza, troviamo l’utilizzo delle funzionalità esclusive del DualSense applicate a Death Stranding; avremo un’ampia gamma di effetti che spazia dall’uso del feedback aptico per la sensazione dei passi del nostro protagonista sul suolo, fino ad effetti legati al BB (come il suo pianto attraverso l’altoparlante del controller), a cadute e alla cronopioggia. Nel caso dei grilletti adattivi abbiamo invece soprattutto effetti legati alla diversa tipologia di arma che ci troveremo ad impugnare (con resistenza e contraccolpo legato al suo rateo di fuoco), ma anche una diversa resistenza legata alla quantità di carico che ci troveremo a portare sulle spalle e alla quantità di vigore in nostro possesso. Nel complesso dunque nulla di particolarmente sconvolgente come nel caso di Astro’s Playroom, ma comunque si tratta di tanti piccoli dettagli che contribuiscono ad aumentare il grado di immedesimazione e feeling che il giocatore è in grado di provare.

Death stranding

In conclusione ci troviamo di fronte alla versione più ricca e completa di Death Stranding, sia grazie alle missioni inedite introdotte, sia grazie ai numerosi componenti aggiuntivi legati al gameplay che questa introduce. Non si tratta di un totale stravolgimento del gioco o di una macro area aggiuntiva, ma piuttosto di tante piccole migliorie che rendono il gioco ancor più interessante e valido da giocare; infatti abbiamo un costo complessivamente contenuto considerando l’acquisto del gioco completo (scelta quasi obbligata nel caso vogliate approcciarvi per la prima volta a questo titolo), ma anche nel caso del semplice upgrade dalla versione di base.In questo caso il nuovo livello di difficoltà potrebbe inoltre rappresentare una “scusa” per ricominciare il gioco affrontandolo partendo da zero con tutti i contenuti aggiuntivi. Le numerose innovazioni e migliorie offerte dalla versione PlayStation 5 finiscono poi per valorizzare il tutto in grande misura rendendo quest’opera visivamente ancor più maestosa, ma anche migliorandone l’effetto immersivo con l’audio 3D e gli effetti del Dualsense!

Chernobylite è un videogioco sviluppato da The Farm 51 e pubblicato da All in! Games il 28 luglio 2021 per PC; oggi però vi parleremo della versione console per PlayStation 4 e Xbox One pubblicata il 28 Settembre. Si tratta di un titolo con meccaniche molto simili ad altri giochi del genere, ma al contempo dotato di alcune più uniche rispetto ad altri survival, le quali sono poi anche accompagnate da meccaniche in stile rpg (oltre che temi e uno stile tendente all’horror). Scopriamo dunque qual’è il risultato, e soprattutto la qualità di questo porting da PC a console.

Trama

Il titolo ci porta circa trent’anni dopo il disastro nucleare di Chernobyl (verificatosi nel 26 aprile 1986) vestendo i panni di uno scienziato di nome Igor, il quale ha vissuto in prima persona questi drastici eventi. L’evento ha ovviamente sconvolto in maniera irreparabile la vita di centinaia di migliaia di persone, nel caso particolare del nostro protagonista ha causato la sparizione della sua amata Tatyana. Così, in cerca di risposte alla catastrofe, ma soprattutto apparentemente mossi da qualcosa di più che semplici “demoni del passato” e rimorsi, ci ritroveremo ad esplorare il territorio attorno alla centrale, e ovviamente la centrale stessa. Si tratta soprattutto di speranza, speranza di riuscire in qualche modo a ricongiungerci all’amore della nostra vita.

La nostra prima esplorazione della cosiddetta “zona di Alienazione” alla ricerca di risposte (che farà da missione introduttiva) sarà facilitata da due nostri compagni, e ben presto scopriremo che il governo sembra voler nascondere qualcosa di molto importante legato ad un potente elemento radioattivo, la Chernobylite. Purtroppo però questo nostro primo approccio non sarà affatto un successo, e pertanto dovremo riorganizzarci, cercare nuovi alleati e risorse per riuscire a far funzionare il nostro piano di infiltrazione nella centrale di Chernobyl. Sarà una preparazione che richiederà giorni, nel corso dei quali le nostre scelte avranno un impatto più o meno importante sulla riuscita finale del piano.

Nel complesso non ci troviamo di fronte ad una narrazione particolarmente ampia e approfondita, ma che comunque riesce a fornire i dettagli necessari, oltre che mettere in conto qualche piccolo e interessante colpo di scena. Questo è soprattutto dovuto alla struttura survival che il gioco assume, e della quale vi parleremo in maniera più dettagliata a breve, e che non lascia molto spazio a sviluppi approfonditi dei diversi personaggi presenti. Il tutto sarà inoltre legato al livello di familiarità che avremo con ciascun personaggio e che dipenderà dalle nostre scelte. Ciononostante la trama può risultare essere affascinante soprattutto grazie alle tematiche legate alle dimensioni parallele, l’esistenza di Wormhole e singolarità.

Chernobylite

Gameplay 

Come già anticipato l’obiettivo principale dì Chernobylite è riuscire a far funzionare il nostro piano di infiltrazione nella centrale di Chernobyl, e per farlo sarà necessaria una preparazione minuziosa. La pianificazione avrà inizio dalla nostra base logistica, un luogo sicuro che ci mostrerà alcuni elementi survival fondamentali per il titolo. Qui sarà infatti possibile costruire diversi banchi da lavoro, strumenti e tanto altro ancora per migliorarci e facilitare ogni compito. Da qui, inoltre, ogni giorno potremo selezionare una missione da affrontare, ed eventualmente anche altre missioni da far affrontare ai nostri compagni (con relativi tassi di riuscita ed insuccesso; da considerare che comunque anche noi potremo finire per fallirne una e tornare a casa a mani vuote).

Nel fare questo sarà ovviamente importante dedicarsi in prima persona alle missioni di primaria importanza, lasciando le missioni più semplici in mano all’IA dei nostri aiutanti; il tutto considerando sempre che ogni missione disponibile avrà una determinata finestra temporale in cui sarà possibile affrontarla, per cui dovremo sempre cercare di ottimizzare al meglio le nostre opzioni. Sarà poi sempre fondamentale considerare che sia noi che i nostri compagni, nel caso di una missione non riuscita, potremmo finire feriti, rapiti o persino uccisi, ma anche che non facendo nulla si potrebbe finire per morire di fame! La morte però, in Chernobylite, non è necessariamente da considerarsi un fattore negativo (salvo per la perdita di alcune risorse), ma potrebbe anche permetterci di cambiare alcune scelte dai risvolti non graditi….

Chernobylite

Dovremo quindi andare periodicamente alla ricerca di nuovi alleati, munizioni e risorse (per costruire ed attrezzarci), il tutto visitando diverse aree liberamente esplorabili (ma al cui interno la nostra missione sarà fondamentalmente arrivare dal punto A al B). All’interno di queste zone sarà possibile imbattersi anche in eventi unici che nulla hanno a che vedere con il nostro obiettivo principale, ma che potrebbero ricompensarci lautamente. L’esplorazione sarà poi comunque legata alla dotazione in nostro possesso, specialmente in caso di mancanza di grimaldelli per riuscire ad esplorare aree aggiuntive (ma anche ovviamente per la mancanza di munizioni per affrontare altri nemici), ma anche al fatto che restare troppo tempo in una zona potrebbe essere estremamente pericoloso!

L’esplorazione, le missioni ed i combattimenti ci ricompenseranno sempre con esperienza da convertire poi in punti abilità da spendere parlando con i compagni che potrebbero insegnarci qualcosa di nuovo. Sarà quindi importante prendersi sempre cura anche di tutti coloro i quali verranno ad abitare nella nostra base, oltre che renderlo un luogo il più ospitale possibile, anche perché in caso di malcontento potrebbero persino finire per abbandonarla. In tutto ciò la meccanica meglio riuscita è senza dubbio quella legata allo sviluppo della nostra base e del crafting di oggetti poiché ci darà un senso importante di progressione e di essere diventati più forti e capaci di affrontare una missione con meno rischi, ma anche la possibilità di cambiare le nostre scelte risulta essere molto interessante.

D’altro canto risulta essere meno interessante la costituzione delle missioni, che come abbiamo già anticipato sono sostanzialmente rappresentate da raggiungere l’obiettivo. In questo la libera esplorazione purtroppo non riesce ad aggiungere molto valore e a ridurre la ripetitività poiché all’atto pratico le zone esplorabili non saranno particolarmente numerose, e le possibilità aggiuntive saranno comunque limitate. Di conseguenza una volta che avremo esplorato una data area al 100% e qualora dovessimo tornarci per compiere un’altra missione ci ritroveremmo a non poter fare altro se non arrivare al punto B il più in fretta possibile. Un pizzico di varietà è data invece dalla possibilità di scelta di approccio a nemici, dall’opzione furtiva al più rischioso approccio diretto, fino anche all’uso di trappole per distrarre e sfoltire i ranghi nemici (non necessariamente umani).

Chernobylite

Longevità 

Grazie alle molteplici missioni presenti, ma anche grazie alla libertà di esplorazione (anche se come detto poc’anzi limitata solo alla “prima volta”) Chernobylite risulta avere una durata di tutto rispetto con un totale di ore necessarie a completare il titolo pari a circa 12-13. Il tutto ovviamente sarà legato a quanto vorremo dedicarci all’esplorazione, ricerca di risorse o al miglioramento del nostro protagonista.

Chernobylite

Comparto Tecnico

Veniamo ora, purtroppo, alla nota dolente di Chernobylite, quantomeno nel caso di questa versione per console. Il principale problema del titolo per le console di vecchia generazione risiede infatti nell’instabilità del suo framerate; questo risulta di fatti bloccato a 30fps ma spesso e volentieri cala fino anche a raggiungere i 20fps (o anche peggio nei momenti più concitati). Questo è un grandissimo peccato soprattutto considerando quanto può comunque coinvolgere un appassionato del genere, ma anche per l’attuale inutilità nel giocarlo su console di nuova generazione (considerando che il framerate è comunque bloccato e i cali sempre presenti). L’instabilità del framerate è poi affiancata da un livello di dettaglio grafico che comunque non spicca particolarmente mostrando una grafica d’insieme valida ma non eccellente (specialmente paragonandolo ad altri titoli simili come Metro o Fallout, per cui si tratta soprattutto di un problema di ottimizzazione).

D’altro canto l’estetica della zona morta, ma anche di nemici ed altri dettagli più unici (che per non spoilerare definiamo semplicemente come legati alla Chernobylite) risultano essere affascinanti ed interessanti, così come le musiche e gli effetti sonori di buon livello. Abbiamo inoltre un doppiaggio molto interessante soprattutto se ascoltato “come il contesto vorrebbe che sia”, ovvero in lingua russa. Nulla di grave da segnalare, infine, per quanto riguarda bug o altri difetti tecnici, se non alcune problematiche minori come personaggi che si bloccano contro alcune superfici o rari crash. Aspettiamo ora di vedere come il titolo si comporterà una volta rilasciata la versione per PlayStation 5 ed Xbox Series X verso la fine di questo anno, e che speriamo risolva soprattutto il problema legato al framerate.

In conclusione Chernobylite risulta essere un titolo interessante e godibile, grazie ad una trama matura e interessante soprattutto per gli amanti del fantascientifico, oltre alle possibilità di scelte e conseguenze presenti; la parte più interessante è però soprattutto legata ad un gameplay che sa regalare soddisfazioni sia a chi gradisce i titoli survival che quelli più dediti a titoli RPG, ma che comunque sarebbe potuto certamente risultare più vario e specialmente meno ripetitivo nelle fasi più avanzate di gioco. Il problema più grave che però danneggia maggiormente l’esperienza di gioco è legato al comparto tecnico, e soprattutto ad un framerate estremamente ballerino che può far storcere il naso a molti.

Nidus Prime è l’ultima variante Prime introdotta in Warframe con l’aggiornamento 30.7, il quale riporta anche l’evento Plague Star su tutte le piattaforme e diverse altre migliorie e novità. Il Prime Access dedicato a Nidus, rilasciato l’8 Settembre 2021, include anche due nuove armi, ovvero lo Strun Prime e la Magnus Prime. Nel corso di questo articolo andremo dunque a spiegarvi come poter sfruttare al meglio queste tre aggiunte partendo innanzitutto da come ottenere questi contenuti. Come di consueto i contenuti di questo Prime Access potranno essere ottenuti tramite l’acquisto dei diversi pacchetti presenti negli store delle varie piattaforme, oppure direttamente in gioco (ad eccezione però di contenuti unici dell’acquisto come gli accessori, booster e Platini). Eccovi qui di seguito tutti i pacchetti disponibili all’acquisto:

  • Pacchetto Virulence: include le armi Strun e Magnus Prime oltre che 1050 Platini.
  • Pacchetto Parasitic Link: include le due armi, Nidus Prime, due glifi unici e 2650 Platini.
  • Pacchetto accessori Prime: include la Syandana Crinoid Prime, la Skin Nechramech Karnolyth, decorazioni infested per l’orbita e booster di risorse aggiuntive e affinità per 90 giorni.
  • Pacchetto Ravenous: unisce i contenuti dei pacchetti Parasitic Link e Accessori Prime con un totale di 3990 Platini.
nidus prime

Partiamo dalla prima e più importante aggiunta di questo Access, ovvero il poderoso Nidus Prime, il Warframe che è riuscito a dominare l’infestazione e con diverse caratteristiche importanti che lo rendono estremamente resistente e capace di infliggere copiosi danni. Cominciamo la sua descrizione partendo dalle sue quattro abilità di base e la sua passiva. Specialmente quest’ultima risulta essere tra le più complesse presenti in gioco, soprattutto per i numerosi effetti che questa comporta. Abbiamo dunque:

  • Passiva: l’intestazione garantisce a Nidus la capacità di mutare rapidamente quando usata contro i propri nemici. Innanzitutto sono presenti delle cariche di mutazione, fino ad un massimo di 100, ciascuna divisa in 5 segmenti (che vanno a riempirsi in base al numero di nemici colpiti dalle sue abilità). In base al numero di cariche presenti cambierà l’estetica di Nidus, la potenza delle sue abilità e da queste dipenderà inoltre la sua abilità passiva chiamata Undying, la quale previene la morte consumando invece 15 cariche e recuperando il 50% della salute con 5 secondi di invulnerabilità.
  • Virulence: colpisce con forza il suolo causando una crescita funginea di fronte a sé, la quale infligge danni, stordisce i nemici, ruba loro energia ed infine aggiunge un segmento alle cariche per ogni nemico colpito. Inoltre se Nidus è collegato ad un bersaglio con Parasitic Link ci sarà una crescita funginea anche di fronte a lui; infine questo colpo causa l’esplosione dei Maggot generati da Ravenous nel suo raggio d’azione.
  • Larva: crea una massa infested i cui tentacoli afferrano i nemici nel suo raggio d’azione e li trascina a se. I nemici uccisi quando sotto l’effetto di questa abilità hanno una possibilità di generare una carica di mutazione.
  • Parasitic Link: legati ad un bersaglio; se si tratta di un alleato sia il bersaglio che Nidus otterranno un aumento della potenza abilità, mentre nel caso di un nemico saranno gli saranno trasferiti parte dei danni subiti da Nidus, così come gli effetti subiti. Questa abilità costa una carica di mutazione.
  • Ravenous: Nidus determina la crescita dell’infestazione nel terreno circostante; dall’area nascono Maggots che vanno alla ricerca di nemici e li consumano aumentando le cariche di mutazione. L’area, inoltre, aumenta la rigenerazione dei nemici di tutti i Warframe che vi sono presenti. Questa abilità costa tre cariche di mutazione. 
nidus prime

La nuova variante Prime di Nidus presenta, rispetto alla sua versione di base, un quantitativo di salute massima di base aumentata (525 vs 450), così come per l’energia (125 vs 100), l’armatura (525 vs 459) ed infine una polarità Naramon aggiuntiva. Un’altra particolarità di questo personaggio da tenere in considerazione è che l’aumento di livello non determina soltanto un aumento della percentuale massima di salute, armatura ed energia massima (tralasciamo gli scudi perché Nidus non ne è provvisto); piuttosto avremo anche un discreto aumento della potenza abilità e della rigenerazione al secondo di salute. Si tratta quindi di un Warframe con abilità estremamente interconnesse tra loro, oltre alle già descritte passive estremamente complesse. Inoltre il suo discretamente ampio pool di salute e armatura gli permette di ottenere eccellenti capacità di sopravvivenza (soprattutto sfruttando tutte le mod Umbral).

Nella creazione di una build bisogna poi tenere in considerazione quelli che sono gli effetti della sua prima abilità. Parliamo specialmente della rigenerazione di energia per ogni nemico colpito, la quale permette sostanzialmente di non consumare energia anche usandola in maniera ripetuta purché si cerchi sempre di colpire il maggior numero di nemici. A questo aggiungiamo anche che sia la terza che la quarta abilità non consumano energia con l’utilizzo, ma andranno piuttosto a consumare cariche di mutazione. Per queste ragioni sia l’energia massima che l’efficienza abilità sono praticamente superflue per Nidus, soprattutto considerando che basta usare Rage per avere sempre un buon quantitativo di energia (considerando che Nidus non ha scudi ma solo salute, pertanto subirà solo danni diretti). Oltre a quanto detto finora le capacità di cui focalizzarsi sono soprattutto potenza abilità e la portata come nella build che trovate qui di seguito (alla quale eventualmente si potrebbe sacrificare un po’ di portata per potenziare il numero massimo di cariche di mutazione fino a 300 con la mod Abundant Mutation).

Nidus prime

Passiamo ora allo Strun Prime, un fucile a pompa che presenta buone capacità di critico e soprattutto di multishot ma capacità leggermente sotto la media di status chance. Rispetto alla sua variante di base abbiamo inoltre un danno totale aumentato (528 vs 300), ma anche probabilità e moltiplicatori di critico migliorati (24% e 2.2x vs 7.5 e 1.5x), probabilità di effetto leggermente aumentata (6.67% vs 5%), oltre a moltissime altre statistiche che spaziano dal fire rate al caricatore e per ultime due polarità Madurai aggiuntive. Tali statistiche risultano essere più importanti anche rispetto allo Strun Wraith, tra cui risalta soprattutto un maggior danno percentuale dedicato al taglio. Per tutti questi motivi risulta essere un fucile a pompa molto efficace, soprattutto se associato con una build virale e Hunter Munitions come quella che potete trovare qui di seguito (con la possibilità di aggiungere le mod galvanized per renderla più efficace):

Strun prime

Ultima, ma non per importanza, è la Magnus Prime, un potente revolver dotato di una meccanica unica: i colpi hanno infatti una probabilità di garantire munizioni illimitate nel caricatore per un breve periodo di tempo. Abbiamo inoltre statistiche di molto migliorate rispetto alla variante di base, soprattutto nel caso del critico (28% e 2.8x vs 22% e 2x), ma anche per quanto riguarda la probabilità di effetto (28% vs 22%) e la velocità di ricarica leggermente ridotta. Risulta dunque quasi scontato sottolineare l’importanza di concentrare le potenzialità nei confronti del critico, senza però trascurare la probabilità di effetto, soprattutto considerando che l’utilizzo di Carnis Stinger permette all’arma di far prevalere il taglio rispetto all’impatto come  danno fisico, rendendola così adatta ad una build virale. Anche in questo caso si possono utilizzare le mod Galvanized per migliorare i risultati finali, oltre ad eventualmente decidere di focalizzarsi maggiormente sul critico eliminando Carnis Stinger e focalizzandoci su un altro tipo di effetto come il corrosivo, oppure sostituendo Lethal Torrent con una maggior probabilità di critico o effetto.

Magnus prime

Come descritto all’inizio, vogliamo infine ricordarvi che tutti questi nuovi elementi di equipaggiamento (sia Nidus che lo Strun e Magnus Prime) potranno essere reperiti in gioco tramite le nuove reliquie. Queste vi daranno infatti una possibilità di ottenere le componenti di queste nuove armi e Warframe; in particolare l’evento Plague Star avrà una possibilità aggiuntiva di offrire una di queste reliquie come ricompense. Ecco qui di seguito l’elenco a tutte le reliquie contenenti le nuove parti:

Nidus Prime

  • Reliquia Lith N7: Chassis (raro)
  • Reliquia Meso B5: Sistemi (comune)
  • Reliquia Neo N16: Neurottiche (raro)
  • Reliquia Axi A14: Schema (non comune)

Strun Prime

  • Reliquia Lith T7: Canna (non comune)
  • Reliquia Meso S10: Schema (raro)
  • Reliquia Neo N17: Calcio (non comune)
  • Reliquia Axi I2: Castello (comune)

Magnus Prime

  • Reliquia Meso B6: Schema (comune)
  • Reliquia Neo T5: Castello (non comune)
  • Reliquia Axi M2: Canna (raro)

Deathloop è l’ultimo titolo sviluppato da Arkane Studios e pubblicato da Bethesda in esclusiva per PlayStation 5 e PC il 14 Settembre 2021. Si tratta di un’interessante e particolare FPS che unisce al genere elementi raccolti dai roguelite, ma che pesca anche a piene mani da altri titoli creati dallo studio di sviluppo; eccovi il risultato!

Trama 

L’ultima fatica di Arkane Studios ci permetterà di vestire i panni di Colt, un carismatico personaggio pieno di domande ma privo di qualsivoglia risposta. La nostra avventura avrà inizio proprio con la nostra morte per mano di una donna chiamata Julianna, della quale non sembreremo ricordare nulla, per poi svegliarci subito dopo in riva ad una spiaggia. Da questo momento avrà inizio la fase dedicata ad una sorta di tutorial per quella che è la meccanica principale di Deathloop, ovvero l’essere permanentemente bloccati all’interno di un loop temporale. Nulla può infatti salvarci da questo loop, al termine della giornata questa ricomincerà infatti dall’inizio, e neanche la morte sarà in grado di darci sollievo (poiché anche in questo caso ci risveglieremo sempre sulla stessa maledetta spiaggia).

Lo scenario della nostra avventura, ovvero l’isola di Blackreef, è stato così sconvolto temporalmente per cercare di creare una sorta di utopia “di pura libertà”, dove tutti possono fare ciò che vogliono. Al nostro Colt però questa prigionia mascherata da libertà non sta affatto bene, ed infatti nel corso della fase introduttiva scopriremo che forse c’è un modo per spezzare questo loop (e che a quanto pare è un obiettivo che ci siamo prefissati da tempo). L’unica soluzione sembra infatti essere quella di eliminare otto bersagli noti come “i Visionari”, i quali sembrano proprio essere i creatori del loop (oltre ad essere quelli a trarne maggior giovamento). Oltre al mistero legato al loop ed ai Visionari, però, il nostro protagonista ha molte altre domande a cui dover trovare risposta.

deathloop

Oltre al semplice scoprire chi siamo dobbiamo infatti cercare di capire chi è Juliana e perché vuole a tutti i costi proteggere il loop, perché tutti gli abitanti dell’isola indossano delle maschere, ma anche il perché vediamo delle scritte comparire in giro per i vari scenari, come fossero messaggi inviatici da chissà chi e chissà quando. Molte di queste troveranno una risposta nel corso del gioco ma, giunti ad uno dei finali, non necessariamente ci ritroveremo ad avere un quadro completissimo, ritrovandoci con alcune cose in sospeso. Indubbiamente un elemento essenziale ai fini della narrazione di Deathloop è dato dall’esplorazione, infatti nelle diverse aree di gioco sarà possibile trovare diversi documenti o altri elementi simili che andranno ad approfondire la lore del gioco (oltre ad essere anche importanti ai fini del gameplay).

La trama risulta essere particolarmente interessante ed affascinante da scoprire, e vi terra facilmente incollati allo schermo per l’intera durata del titolo. A questo compito però prende parte anche un’altra importantissima componente, ovvero la caratterizzazione di tutti i personaggi, ma soprattutto quella di Colt e Julianna. I loro passati non saranno particolarmente approfonditi all’interno dell’opera, ma comunque il lavoro svolto sulla creazione del semplice carattere li rende assolutamente affascinanti. A questo va poi ad aggiungersi anche il fatto che tutto risulta essere molto divertente grazie al loro umorismo e all’ironia che lega e contraddistingue, non soltanto i due personaggi principali, ma anche il gioco nella sua interezza.

deathloop

Gameplay

Come già anticipato l’intero gameplay di Deathloop va a basarsi sul concetto di loop temporale, ed è quindi da questo scandito, mentre il nostro obiettivo principale è l’eliminazione degli otto Visionari. La difficoltà ed il senso del gioco starà nell’eliminare i bersagli nell’arco di 24 ore, senza ovviamente incorrere in una morte prematura. Per questa ragione l’isola di Blackreef è stata suddivisa in quattro aree principali, ciascuna contraddistinta da proprie caratteristiche uniche, e per spostarsi da una all’altra il tempo scorrerà; partiremo così dall’alba e seguirà poi il mezzogiorno, tramonto e sera. Non avremo però limiti di tempo (e che quindi andranno ad avvicinarci alla fine della giornata) rimanendo all’interno di una zona.

Per queste ragioni quello che dovremo fare sarà andare alla ricerca di indizi sulla posizione dei bersagli, così da capire in quale zona si troveranno in quella determinata fase della giornata. Così, in base alle nostre scoperte, potremo organizzare un piano di attacco che ci permetta di completare tutti i nostri obiettivi prima del termine della giornata. Da tenere comunque in considerazione che tutto ciò che è contenuto in un’area (dai nemici a torrette, telecamere e trappole) subirà variazioni in base alla fase del giorno, costringendoci quindi a tenere in considerazione anche questo nell’ideazione di una strategia. In aggiunta non dovremo mai dimenticarci che Arkane è molto pratica nel creare mappe di gioco complesse e che permettono numerosi approcci (come nel caso di Dishonored), e questo titolo non è da meno.

deathloop

A tutte queste variabili dobbiamo poi aggiungere quelle legate direttamente al nostro Colt, e parliamo dunque delle nostre capacità offensive. Partiamo innanzitutto dal nostro equipaggiamento, ovvero l’Hackmajic (un oggetto per hackerare porte, telecamere e tanto altro), ma soprattutto alle numerose armi presenti in Deathloop. Queste saranno suddivise in diverse categorie, tra cui troviamo ad esempio fucili a pompa, pistole e mitragliatrici, ma anche caratterizzate da diverse classi di rarità e qualità. Avremo infatti dalle più semplici armi comuni (caratterizzate dal colore grigio e una maggiore facilità nell’incepparsi) fino alle armi uniche (di color oro e dai bonus estremamente utili). In ogni caso ciascuna arma permetterà diverse possibilità di approccio, da considerare anche in base al nostro stile di gioco preferito, con armi più silenziose e adatte allo stealth fino a perfetti strumenti per mattanze (anche se in generale l’approccio stealth si limiterà soprattutto alle prime ore di gioco, acquisendo confidenza e capacità diverremo sempre più aggressivi e veloci).

Alle armi vanno poi ad aggiungersi le piastrine e le tavolette; nel caso delle prime di tratta di potenziamenti di diversa efficacia che potremo utilizzare per migliorare abilità, attributi, ma anche armi ed infine le tavolette. Per quanto riguarda queste ultime si tratta di vere e proprie abilità uniche, molte delle quali ricordano molto quanto visto in altri titoli dello studio di sviluppo (come la traslazione da Dishonored o capacità telecinetiche di Prey). La prima, e forse più importante, che otterremo sarà “Recupero”, ovvero la possibilità di tornare in vita per un massimo di due volte prima che il loop venga reimpostato. Non c’è quindi bisogno di descrivere quanto tutto gli elementi descritti finora rendano il gameplay estremamente vario e divertente!

deathloop

Inevitabilmente bisogna però dire che, a causa del concetto di ciclo temporale che si ripete, Deathloop ha diversi elementi che rimandano al genere dei roguelite, primo tra tutti la perdita dell’equipaggiamento raccolto nel caso in cui il ciclo dovesse concludersi (per fine del giorno o nostra morte). A partire da una determinata fase del gioco, però, sbloccheremo la capacità di raccogliere una risorsa nota come Residuo, sia attraverso specifici oggetti, ma anche dai Visionari eliminati oppure sacrificando gli oggetti raccolti. Il Residuo sarà infuso di energia temporale, e per questa ragione potrà essere utilizzato infondendolo nell’equipaggiamento ottenuto in modo tale da conservarlo anche in caso di conclusione del ciclo; da notare però che questa risorsa non sarà conservata tra un ciclo e l’altro, pertanto sarà meglio utilizzarlo non appena possibile.

L’ultimo elemento relativo al gameplay di Deathloop è legato alla nostra acerrima nemica Julianna. Il gioco presenta infatti una meccanica di gioco online multigiocatore che ci permetterà di invadere le partite di altri giocatori nei panni di questa “femme fatale”. In questo caso l’obiettivo sarà semplice: porre fine alla vita del Colt di quel mondo; per farlo avremo anche in questo caso a disposizione diverse armi, potenziamenti e poteri per migliorare la nostra Julianna e proteggere il loop! Se impersonando Colt doveste preferire evitare questi scontri 1vs1 con un altro giocatore potrete comunque disattivare l’impostazione e così, nel caso di un’invasione da parte di Julianna nella vostra partita, vi ritroverete a combattere contro l’IA. Comunque sia, trattandosi di una meccanica molto importante e assai divertente, consigliamo di mantenerla attiva per rendere le cose più interessanti.

deathloop

Longevità 

Deathloop presenta una durata complessiva non particolarmente ampia, ma ovviamente correlata al tipologia di gioco che rappresenta (sì un FPS con una storia da seguire, ma con un’impronta roguelite importante. Per completarlo saranno infatti necessarie dalle 8 alle 10 ore circa, ma a queste bisogna aggiungere la possibilità di completare alcune missioni secondarie, nel caso vogliate andare a caccia degli oggetti migliori, così come le ore di gioco possibili in multigiocatore. Inoltre bisogna anche considerare che la longevità è assai variabile e legata a quanto finirete per dedicarvi ad una minuziosa esplorazione o  quante volte dovrete morire e ripetere per trovare la soluzione.

Comparto Tecnico

Graficamente Deathloop si attesta su ottimi livelli, nonostante la relativa anzianità del motore di gioco (il Void Engine) che gli sviluppatori hanno introdotto per la prima volta in Dishonored 2 nel 2016. Per quanto questo vada in parte a limitare il salto generazionale, il livello di dettaglio di insieme è davvero eccellente (e ovviamente superiore a Dishonored), con molte texture ambientali e non di grande impatto, ma anche modelli ed effetti molto dettagliati. Da sottolineare poi come tutto questo venga applicato perfettamente ad una stupenda ambientazione in stile film di spionaggio anni 60, cosa che contribuisce a caratterizzare il tutto! Questo comunque al netto di alcune piccole sbavature di poco rilievo evidenti, ad esempio, nel caso dei molti nemici che abitano una zona. Nel caso della fluidità abbiamo buoni livelli su PlayStation 5 (con tre versioni grafiche dalla performance a 60fps e 4K dinamico, qualità con 50fps di media e più vicina al 4K e RT con 30fps e 4K) ma un po’ di instabilità nel caso del PC con cali improvvisi e stuttering (difetti di ottimizzazione che certamente verranno corretti celermente).

Dal punto di vista del sonoro Deathloop raggiunge un picco di eccellenza con il doppiaggio in italiano. Questo risulta essere difatti quasi sempre impeccabile (tranne pochissimi difetti minori) e soprattutto contribuisce in gran misura alla già descritta caratterizzazione dei personaggi, sopratutto con Colt e Julianna. Eccellenti anche le musiche utilizzate che sanno accompagnare ed alternare alla perfezione momenti calmi a momenti concitati con musiche sempre adatte ed incalzanti. Non abbiamo riscontrato infine grossi difetti dal punto di vista di bug o glitch (se non alcuni rarissimi crash su PC sempre legati al discorso di ottimizzazione), tranne per l’unico difetto più importante del gioco, ovvero l’IA dei nemici. Questa non risulterà infatti essere particolarmente sveglia e spesso e volentieri si limiterà a correrci incontro sparando all’impazzata (complessivamente un difetto non così gravemente invalidante, ma è comunque un peccato).

deathloop

Deathloop risulta dunque essere un magnifico esperimento nato dall’unione di un FPS basato sulla storia e un roguelite con molti elementi aggiuntivi che hanno garantito il successo ad altri titoli creati da Arkane Studios. Al netto di alcuni difetti tecnici (soprattutto legati all’IA e all’ottimizzazione su PC) il titolo risulta essere estremamente godibile e divertente grazie ad una trama molto interessante, anche se avrebbe potuto dare delle risposte più complete a tutte le nostre domande, così come la lore e la caratterizzazione dettagliata dei personaggi, in particolar modo di Colt e Julianna. Tutto questo coronato da un gameplay estremamente ricco e vario con una libertà d’approccio che ha da sempre contraddistinto Arkane (e che spazia anche al multigiocatore), ma anche un comparto tecnico molto interessante, sia dal punto di vista grafico che da quello del sonoro (con doppiaggi e musiche perfette). In conclusione assolutamente consigliato, soprattutto agli amanti degli FPS e dell’esplorazione di un mondo ricco di dettagli da svelare.

Lost in Random è un titolo sviluppato da Zoink e pubblicato da Electronic Arts per PlayStation 4/5, Xbox Series X/S, Xbox One, PC e Nintendo Switch il 10 Settembre 2021. Si tratta di una nuova IP facente parte della serie EA Originals e che sfrutta alcune nuove meccaniche di gioco che ci hanno lasciato particolarmente sorpresi; scoprite il nostro parere e ogni dettaglio su questo nuovo gioco in questa recensione.

Trama

Lost in Random è ambientato, per l’appunto, nel regno di Random (localizzato in italiano come Alea), un luogo dove tutto, e in particolar modo la sorte dei suoi abitanti, è decisa dal “caso”. Questo perché sono da sempre esistiti dei dadi incantati dal grande potere, ma ormai l’ultimo rimasto pare essere solo quello nelle mani della regina. Giunti all’età di 12 anni ad ogni abitante è concesso di lanciare per una volta il dado della Regina, e in base al risultato si verrà re-localizzati all’interno di una delle sei città che compongono il regno. Ogni città corrisponderà dunque ad un numero da uno a sei e sarà caratterizzata da un tenore di vita sempre crescente, da Primagora (un luogo decadente in cui finisce tutta l’immondizia del regno) fino a Sest’Incanto (un luogo perfetto e sommerso dal lusso in cui risiede la Regina).

Nel nostro caso ci ritroveremo a vestire i panni di Even, una uniana (così definiti gli abitanti di Primagora) che vive con la sua famiglia, e soprattutto con sua sorella Odd  (con la quale ha un profondo legame), nel più povero dei regni. Purtroppo però, nel giorno del dodicesimo compleanno di nostra sorella Odd, la fortuna sembrerà girare in suo favore facendole ottenere il tanto ambito sei come risultato del lancio. Per questa ragione sarà allontanata da tutta la sua famiglia e portata con la regina nel suo castello. Even però sente che c’è qualcosa che non va e vuole salvare sua sorella ad ogni costo; per questa ragione deciderà di partire per un viaggio nell’intento di salvarla.

Dovremo così viaggiare attraverso tutti i sei regni per poter trovare e salvare Odd, ma questo non prima di aver avuto anche noi un pizzico di fortuna essendo approdate per caso su una strana isola dove troveremo il nostro compagno di avventura. Si tratterà di un altro dado magico come quello della regina e che scopriremo essere senziente, ma anche in possesso di un potere fuori dal comune. L’intero nostro viaggio sarà caratterizzato da una trama avvincente (oltre che estremamente divertente da seguire) e diversi misteri da svelare, ma anche dal semplice piacere e curiosità nella scoperta delle diverse città. Altro elemento importante sarà il gran numero di personaggi (primari e secondari) legati alle loro missioni primarie o secondarie, tutti unici, caratterizzati in maniera a dir poco eccellente e in grado di aggiungere molto valore all’opera.

lost in random

Gameplay 

Per quanto la caratterizzazione dei personaggi in base al luogo di appartenenza e il tipo di umorismo ironico possano rendere Lost in Random molto unico rispetto ad altri giochi, l’elemento più unico di questo titolo risiede proprio nel gameplay. In particolare ci riferiamo alla meccanica nei combattimenti legata all’uso di Dicey, il nostro fidato compagno dado, e delle carte. Con queste premesse sarebbe facile pensare ad una sorta di gioco da tavolo, ma in realtà il gioco è riuscito ad integrare alla perfezione l’uso di dadi e carte ad un gameplay molto più action. Partiamo dunque dal presupposto che la nostra protagonista non sarà assolutamente in grado di danneggiare i nemici che ci si pareranno di fronte, ma al più schivare o colpire con la sua fionda dei cristalli che spuntano dai loro corpi.

Rompere questi cristalli farà cadere a terra dei piccoli globi di energia che il nostro amico potrà raccogliere ed accumulare passandovi vicino; in base a quanta energia raccoglierà andrà anche a pescare una o più carte (fino ad un massimo di cinque) presenti nel nostro mazzo. Già dalla prima carta pescata potremo dunque lanciare il nostro dado e, in base al risultato ottenuto, ottenere un determinato quantitativo di energia da spendere per attivare gli effetti delle nostre carte (ottenendo un due ad esempio potremo attivare una carta con costo due o ovviamente due a costo uno purché siano presenti nella nostra mano). Gli effetti di queste carte saranno molteplici, da capacità difensive come scudi o cure ad altre offensive come armi (spade, archi e lance) o persino trappole ed effetti più tattici.

lost in random

Sarà poi possibile ottenere nuove carte come ricompensa da alcune missioni oppure acquistandole tramite un mercante, il quale ne otterrà di nuove dopo un determinato numero di acquisti. In questo modo potremo poi comporre il nostro mazzo in Lost in Random andando a selezionare un totale di 15 carte che costituiranno il pool di base che sarà possibile ottenere in combattimento. Inizialmente però potremo ottenere soltanto un uno o un due come risultato di lancio del dado, proseguendo nel gioco poi si arriverà fino al sei, con ovviamente la possibilità di utilizzare carte via via più potenti. Unica piccola pecca di questa eccellente meccanica è che il totale di carte disponibile (ovvero 34) non permetterà chissà quale assurda varietà, ma molto più spesso si tratterà di carte simili ma dall’effetto migliorato.

Ciononostante si tratta di una meccanica particolarmente riuscita che oltre a funzionare rende molto divertente e poco frustrante (oltre che inaspettatamente interessante) una cosa come il doversi affidare al caso per la buona riuscita di uno scontro. In aggiunta avremo anche alcune particolari sezioni di gioco in cui non avremo semplicemente battaglie contro orde di avversari da sconfiggere, ma al contrario scontri contro boss oppure fasi più simili ad un gioco da tavolo. In quest’ultimo caso il risultato di un nostro lancio permetterà ad una pedina di muoversi di un certo numero di caselle, ed il nostro obiettivo sarà quello di raggiungere la fine del percorso, oppure capitare su determinate caselle dagli effetti particolari.

Infine in Lost in Random avremo anche la presenza di alcuni oggetti collezionabili nascosti nelle diverse aree di gioco e in forma di pagine di racconti, oltre ad avere le già citate missioni secondarie. Queste sono composte quasi esclusivamente da obiettivi che ci chiederanno di parlare con un altro personaggio, recuperare determinati oggetti, oppure fare delle scelte (ma senza reali ripercussioni pratiche, così come nella quasi totalità dei dialoghi con altri personaggi). Queste missioni, oltre a poterci ricompensare con nuove carte, ci permetteranno quasi sempre di ottenere nuove monete da spendere al mercante di carte; in alternativa sarà anche possibile recuperare monete esplorando in modo approfondito le diverse città.

lost in random

Longevità

Nel caso della durata complessiva di Lost in Random ci troviamo di fronte ad un quantitativo di ore complessivamente abbastanza alto, soprattutto considerando che si tratta di un gioco venduto a prezzo pieno a 30€. Parliamo infatti di 8-10 ore totali per completare il gioco in ogni suo dettaglio ed esplorare al meglio tutto ciò che questo ha da offrirci. Oltre ad essere una durata ottima c’è anche da considerare che per come l’intero gioco è stato strutturato (sia a livello umoristico, ma anche di curiosità nella scoperta) si tratta di ore molto ricche e che mai andranno ad annoiare il giocatore.

lost in random

Comparto Tecnico

A livello grafico Lost in Random non è certamente un titolo che fa gridare al miracolo per l’alto livello di texture, modelli ed effetti usati; quello in cui però questo gioco eccelle è assolutamente il livello artistico, sia del mondo di gioco che dei numerosi personaggi. Si tratta infatti di uno stile e design molto unico, molto simile per certi versi a quanto visto grazie a Tim Burton in “Nightmare Before Christmas”. Avremo infatti creature tetre e grottesche, ma anche ambientazioni altrettanto oscure e paradossali. Il tutto estremamente godibile da vedere e che va proprio a creare la componente (descritta in precedenza) relativa alla curiosità nell’esplorare nuovi luoghi e scoprirne le caratteristiche uniche (sia dell’ambiente che dei personaggi).

L’eccellente comparto artistico è poi coadiuvato da musiche e doppiaggi di pari livello, soprattutto nel caso di questi ultimi abbiamo delle voci, doppiate in lingua inglese, che rendono ancora più evidente la caratterizzazione unica di ogni singolo personaggio. Nulla da segnalare infine per quanto riguarda la presenza di eventuali bug o glitch, se non alcuni difetti nell’illuminazione e nella renderizzazione degli ambienti che abbiamo notato su Nintendo Switch, oltre che alcune hitbox poco precise (specialmente legate all’ambiente che ci faranno finire molto spesso incastrati in alcuni spigoli). Altro problema tecnico notato su Switch è legato a cali di framerate, anche se abbastanza sporadici e legati soprattutto a determinate zone.

In conclusione Lost in Random è decisamente una piccola perla che nessuno dovrebbe lasciarsi sfuggire grazie alla sua trama interessante e personaggi unici, oltre che per lo stile umoristico usato, ma anche grazie al suo gameplay assolutamente unico che è riuscito a creare un’unione perfetta tra la “lentezza” dei giochi di carte o dadi e la “velocità” di un action-adventure. Il tutto poi coronato da un art design di ogni personaggio, nemico o ambiente assolutamente degno di nota e che farà soprattutto la felicità dei fan più “Burtoniani” (risultando comunque stupendo e godibile per chiunque). Un altro successo per questi “piccoli grandi giochi” che compongono gli EA Originals!

Digital Extremes rilascerà oggi il nuovo aggiornamento per Warframe, in arrivo per i giocatori di tutte le piattaforme con il ritorno dell’infezione Infested più forte che mai grazie al nuovo Nidus Prime e al ritorno di Operation: Plague Star. I giocatori  potranno così sbloccare istantaneamente o ottenere il 33-esimo Warframe Prime (una versione potenziata dei Warframe di base) che fa seguito a Gara e Octavia Prime, assieme alle sue armi Prime, ed oggetti cosmetici esclusivi Prime su Nintendo Switch, PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, and Xbox Series X|S. 

Sarà possibile ottenere accesso diretto a tutti i contenuti aggiuntivi racchiusi nel Prime Access di Nidus acquistando uno dei pack che trovate qui di seguito, o in alternativa sarà possibile ottenere direttamente in gioco sia Nidus che le sue armi caratteristiche, Lo Strun Prime e la Magnus Prime.

Nidus Prime Access Pack – 71.99€

  • 2625 Platini
  • Nidus Prime
  • Glifi Nidus Prime
  • Strun Prime
  • Magnus Prime

Prime Access Accessories Pack – 44.99€

  • 1365 Platini
  • Nidus Prime Syandana
  • Skin Universale Necramech
  • Decorazioni per la navicella da sbarco a tema infested
  • Booster di Affinità e risorse da 90 giorni

Come anticipato avremo anche il ritorno di Operation: Plague Star, un evento a tempo limitato che sarà disponibile fino a Giovedì 30 Settembre. Nel corso di questo evento i giocatori potranno unirsi per difendere le Piane di Eidolon, uno degli open world di Warframe, dalle forme di vita Infested prima che possano raggiungere il villaggio di Cetus. Operation: Plague Star includerà una serie di ricompense uniche, tra cui troviamo la nuova Ghoulsaw, l’arma più crudele creata dal più violento dei soldati Grineer. Quest’arma rappresenterà la prima di una nuova classe di armi e sarà dotata di una serie di attacchi aerei, in scivolata e violente combo in grado di renderla un attrezzo di morte che i giocatori non potranno assolutamente farsi sfuggire! Nel corso di queste tre settimane di evento i giocatori che vi prenderanno parte avranno una possibilità di ricevere le nuove reliquie di Nidus Prime come ricompensa, così da favorire ancor più l’ottenimento di questo nuovo Warframe.

Warframe Nidus Prime

Ultimo, ma non per importanza, questo nuovo aggiornamento include anche la nuova Collezione Mephisto per Revenant, disponibile per l’acquisto nel market, la quale include una skin alternativa unica per Revenant (così come una per le Nikana); inoltre il Warframe Yareli riceverà alcune importanti migliorie per le sue abilità, prima assoluta per importanza quella relativa alle sue capacità di movimento a bordo di Merulina (il K-Drive unico di questo Warframe), ma anche altri buff alle sue abilità:

Sea Snares:

  • Aumentata la velocità di ricerca di circa il 60% e lieve incremento nella visibilità delle bolle.

Aquablades:

  • Aumento della portata del 25%
  • Aumento del danno e durata del 50%

RipTide:

  • Aumento della portata del 25%

Per restare informati di tutti gli aggiornamenti seguite Warframe su Twitch, YouTube, Twitter, Facebook, e Instagram. Potete scaricare Warframe su Steam PC, Epic Games Store, PlayStation 4 e PlayStation 5, Xbox Series X|S, Xbox One e Nintendo Switch.

L’esperienza annuale “Gates of Oblivion” di The Elder Scrolls Online prosegue con Waking Flame, nuovo DLC che come di consueto aggiunge nuovi dungeon a questo enorme MMORPG, assieme a nuovi elementi di equipaggiamento unici. Questo contenuto aggiuntivo fa seguito all’altro DLC rilasciato nel corso di quest’anno, ovvero Flames of Ambition, e soprattutto all’espansione di Blackwood, l’aggiunta più corposa di questa esperienza annuale. Waking Flame, rilasciato il 23 Agosto su PC e in arrivo l’8 Settembre su console, aggiunge a TESO due nuovi dungeon chiamati Red Petal Bastion e The Dread Cellar dei quali andremo a parlarvi qui di seguito.

Red Petal Bastion

Il primo dei dungeon di Waking Flame di cui andremo a parlarvi è Red Petal Bastion, una vera e propria fortezza situata nella regione di Glenumbra ed appartenente ad un antico ordine di cavalieri chiamati “Silver Rose”. Si tratta di un ordine da sempre impegnato nella difesa di Tamriel dai pericoli dell’Oblivion, ma qualcosa pare essere cambiato; ultimamente, infatti, i membri di questo gruppo hanno iniziato a saccheggiare diversi santuari per depredarne le reliquie, accumulate poi all’interno della loro fortezza. Verremo così reclutati da un seguace di Azura per recuperare uno di questi artefatti rubati, e nel mentre scoprire cosa ha causato tutto ciò.

Nel complesso questo dungeon ricorda, per certi versi, quanto visto in Blakedrake Villa (incluso in Flames of Ambition); questo sia per quanto riguarda l’estetica generale del luogo, ma anche per la presenza di 3 boss segreti da scovare (anche in questo caso facendo attenzione a specifiche pedane in giro per la mappa) ed essenziali per facilitare il completamento in modalità veterana. Tralasciando i boss segreti avremo un totale di tre boss fight da affrontare, di queste la prima sarà caratterizzata da una meccanica unica e l’ultima sarà quella più complessa in termini di pura difficoltà. Questo boss finale è infatti complicato sia da attacchi specifici in grado di infliggere molti danni e stordire, molti dei quali ad area, sia da altri elementi che si presenteranno per stordire.

Abbiamo inoltre un totale di tre set completi e un monster set reperibile all’interno di Red Petal Bastion:

Thunder Caller (Leggero)

  • 2 oggetti: aggiunge 1487 Offensive Penetration
  • 3 oggetti: aggiunge 129 Weapon and Spell Damage
  • 4 oggetti: aggiunge 129 Weapon and Spell Damage
  • 5 oggetti: infliggere danno con un attacco pesante completamente caricato invoca un fulmine sul bersagio, infliggendo 1875 danno da Shock e lasciando un cratere di 4 metri alla sua posizione per 6 secondi; il cratere infligge 393 danno da Shock al secondo ai nemici che vi stazionano. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 12 secondi e scala in base alla statistica più alta tra Weapon e Spell Damage.

Grisly Gourmet (Medio)

  • 2 oggetti: aggiunge 1096 Stamina massima
  • 3 oggetti: aggiunge 129 Weapon and Spell Damage
  • 4 oggetti: aggiunge 1487 Offensive Penetration
  • 5 oggetti: aggiunge 526 Stamina massima, infliggere danno con un attacco leggero aggiunge al portatore una carica di Baker’s Delight per 5 secondi. Una volta ottenute 3 cariche crei uno Sweetroll di fianco al tuo bersaglio per 5 secondi. Se tu o un tuo alleato toccate lo Sweetroll, sia tu che tutti i tuoi alleati otterrete i seguenti effetti: Ricarica 1593 Health, Magicka and Stamina, ottieni Empower per 10 secondi, ottieni Major Force per 10 secondi. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 10 secondi.

Silver Rose Vigil (Pesante)

  • 2 oggetti: aggiunge 1096 Stamina massima
  • 3 oggetti: aggiunge 1206 Salute massima
  • 4 oggetti: aggiunge 1096 Stamina massima
  • 5 oggetti: bloccare un attacco garantisce una carica di Realmshaper per 15 secondi, con la possibilità di ottenere una carica ogni 0.5 secondi. Una volta raggiunte 3 cariche queste verranno consumate lanciando una sfera di energia necrotica al tuo attaccante, infliggendogli 3226 di danno magico e applicandogli Major Maim per 12 secondi, riducendo anche il loro danno inflitto del 10%. Il danno scala in base alla vostra salute massima.

Prior Thierric (Monster Set)

  • 1 oggetto: aggiunge 129 Weapon Damage e 129 Spell Damage
  • 2 oggetti: infliggere un danno diretto con un’abilità con effetto ad area crea un turbine di ombre di 6 metri sotto il bersaglio per 7 secondi. I nemici all’interno del turbine subiscono 297 danni fisici al secondo e incrementa il danno da loro subito da attacchi ad area del 5%. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 15 secondi.
Waking flame - Red petal bastion

The Dread Cellar

Il secondo dungeon di Waking Flame sarà invece situato proprio nella regione di Blackwood, in una delle prigioni dell’Impero più temute, ovvero Dread Cellar. Il luogo, ormai abbandonato da anni, ha però iniziato a emanare strane e misteriose energie magiche, e riceveremo così l’incarico di investigare da due stregoni dell’Impero. Finiremo così per scoprire che cultisti del Waking Flame ed esseri daedrici hanno occupato la prigione, e sarà nostro obiettivo scoprire quali sono i piani del culto e soprattutto il perché della scelta di questo singolare luogo. Nel complesso questo si rivelerà essere il dungeon più interessante dei due sia da un punto di vista meramente estetico, sia nella componente dei nemici da affrontare che spiegheremo meglio qui di seguito.

Anche in questo caso avremo un totale di 3 boss principali e 3 segreti, i secondi essenziali per completare il dungeon alle difficoltà più alte grazie ai buff che offrono una volta sconfitti. Parlando dei boss segreti l’unica particolarità starà nello scovarli, soprattutto nella ricerca di alcuni cristalli in una zona a loro dedicata e all’interazione della squadra con tutti contemporaneamente; nel caso dei boss principali abbiamo molte meccaniche interessanti nel corso delle loro battaglie, ed inoltre risultano essere più interessanti da un punto di vista della pura e semplice estetica rispetto a quelli di Red Petal Bastion. Il risvolto della medaglia è che l’alto contenuto di meccaniche specifiche di questi boss (specialmente, sottolineato diverse volte, nel caso del nemico finale) è che saranno ovviamente più complessi da sconfiggere, soprattutto alle difficoltà più alte.

Anche in questo caso avremo un totale di tre set ed un Monster Set aggiuntivi:

Scorion’s Feast (Leggero)

  • 2 oggetti: aggiunge 1096 Magicka massima
  • 3 oggetti: aggiunge 129 Magicka Recovery
  • 4 oggetti: aggiunge 129 Weapon e Spell Damage
  • 5 oggetti: quando infliggi danno con un attacco pesante completamente caricato, ricevi una Imbued Aura per 10 secondi, garantendo a te e fino a 3 membri del tuo gruppo 307 Magicka e Stamina Recovery. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 20 secondi. Se infliggi un danno con attacco pesante caricato con Imbued Aura attiva, la consumerai ottenendo una Overflow Aura per 10 secondi, garantendo a te e 3 membri del tuo gruppo 307 Weapon e Spell Damage.

Rush of Agony (Medio)

  • 2 oggetti: aggiunge 129 Stamina Recovery
  • 3 oggetti: aggiunge 129 Weapon e Spell Damage
  • 4 oggetti: aggiunge 1487 Offensive Penetration
  • 5 oggetti: quando infliggi danno diretto con abilità dotate di Blink, Charge, Leap, Teleport, o Pull, attira a te tutti i nemici entro 10 metri. Dopo 2 secondi infliggi 1790 danno fisico a tutti i nemici entro 7 metri. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 8 secondi e scala in base alla statistica più alta tra Weapon e Spell Damage. Attrarre i nemici in questo modo non offrirà immunità al Crowd Control

Crimson Oath’s Rive (Pesante)

  • 2 oggetti: aggiunge 1487 Armor
  • 3 oggetti: aggiunge 1206 Salute massima
  • 4 oggetti: aggiunge 1487 Armor
  • 5 oggetti: utilizzare un’abilità, bere una pozione o usare un veleno che applica un buff di tipo Minor o Major a te o agli alleati, evocherà delle onde di energia che riducono l’armatura dei nemici entro 12 metri di 3541 per 15 secondi. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 12 secondi e solo se c’è un nemico nel raggio d’azione

Magma Incarnate (Monster Set)

  • 1 oggetto: aggiunge 129 Magicka Recovery e 129 Stamina Recovery
  • 2 oggetti: quando curi te stesso o un membro del tuo gruppo con un’abilità a bersaglio singolo, garantirai al membro del gruppo con meno salute entro 28 metri Minor Courage e Minor Resolve, aumentando i loro Weapon e Spell Damage di 215, oltre l’Armor di 2974 per 10 seconds. Energia Daedrica fluirà inoltre verso un membro del gruppo vicino (entro 8 metri) fino ad un massimo di tre volte, applicando Minor Courage e Minor Resolve per 10 secondi. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 15 secondi
Waking Flame - Dread cellar

Vi ricordiamo che sarà possibile acquistare Waking Flame sia tramite il Crown Store, per un totale di 1500 Crowns, o nel caso del Bundle per Collezionisti a 4000 Crowns (il quale include una mount, un pet e 5 Experience Scrolls), sia ottenendo accesso gratuito nel caso siate membri o vogliate usufruire dell’abbonamento di ESO Plus.

Nel complesso Waking Flame risulta essere dunque un DLC molto simile qualitativamente a quelli rilasciati fino ad ora (da un punto di vista ovviamente positivo) e che ottiene un valore di risalto aggiuntivo soprattutto grazie a quello che potrete trovare all’interno di The Dread Cellar. Anche Red Petal Bastion risulta essere un buon dungeon aggiuntivo ma purtroppo non riesce a spiccare come l’altro tra tutti i dungeon presenti all’interno di questo immenso titolo. I nuovi set, inoltre, aggiungono variabilità nelle build di tutti i giocatori spaziando da build per tank a DPS e Healer di vario tipo. Piccola nota aggiuntiva per la presenza di un nuovo pet che potrete sbloccare semplicemente accedendo ad uno dei due nuovi dungeon.