La serie dedicata a Crash Bandicoot si espande con il capitolo numero 4 intitolato It’s About Time. Si tratta effettivamente del quarto capitolo della serie, rappresentando il seguito di Crash Bandicoot 3: Warped, ma risulta comunque essere l’ottavo titolo legato alla serie di questo celebre marsupiale. Lo sviluppo per questo nuovo gioco è stato affidato da Activision a Toys For Bob (recentemente fautori dei remake legati alle trilogie di Crash e Spyro), con il contributo di Beenox (studio che ha lavorato a Crash Team Racing Nitro-Fueled, oltre che a porting di alcuni titoli legati al franchise di Call of Duty su PC). Il gioco sarà riuscito ad ottenere una propria identità senza risultare essere un’altra semplice riproposizione di questa serie platform priva di novità? Scopriamolo insieme in questa recensione.

crash 4

Trama 

Dopo aver selezionato la modalità di gioco preferita, ovvero Classica (con le vite accumulabili con i frutti Wumpa e che, una volta terminate, ci costringeranno a ripetere il livello dall’inizio) o Moderna (senza limiti legati alle vite, ma con un semplice contatore che riporta il numero totali di morti nel livello), la nostra avventura avrà inizio. Dalla conclusione del terzo capitolo della serie il Dr. Neo Corex, N. Tropy e Uka Uka erano rimasti intrappolati in una sorta di “prigione temporale”, ma ora l’ultimo è finalmente riuscito a creare un varco e liberare i primi due. L’apertura di questo varco ha però generato una grande instabilità tra le varie dimensioni, permettendo l’apertura di spaccature nello spazio e nel tempo, oltre a risvegliare alcuni antichi esseri.

Questo altro non è che che un semplice incipit per far sì che i nostri Crash e Coco Bandicoot, accompagnati da Aku Aku, possano ripartire per questa nuova avventura e cercare di riportare l’ordine nell’universo. Nonostante si tratti di una trama effettivamente semplice e priva di grosse pretese (il cui scopo è semplicemente quello di dare un obiettivo ai protagonisti e fornire un accompagnamento al tutto), non mancheranno alcune piccole sorprese che danno un piccolo valore aggiuntivo. La vera parte che dà valore e risalto ai titoli di questo tipo è invece il gameplay, con tutti i suoi elementi, collezionabili da raccogliere e soprattutto la difficoltà che ha da sempre contraddistinto questa serie (tutte cose, in special modo l’ultima, che non mancano anche in questo capitolo).

Crash 4

Gameplay 

Ormai conosciamo tutti il gameplay che ha reso celebre la serie del bandicoot più famoso del mondo videoludico, ma avere una base solida non è sempre sufficiente: servono anche innovazioni e miglioramenti. Crash Bandicoot 4: It’s About Time riesce perfettamente a riproporci lo stile classico di questo genere di giochi migliorandolo e introducendo diverse novità. Ma partiamo dalle basi: ci troviamo di fronte al più classico dei giochi platform in tre dimensioni (con alcune fasi a scorrimento orizzontale) arricchito da alcune bossfight e le cui possibilità sono ampliate dalle abilità di base di Crash. Il nostro protagonista avrà infatti sin da subito tutte le capacità apprese nel corso dei precedenti capitoli (come ad esempio la panciata per distruggere le casse rinforzate), ma anche la possibilità di sfruttare alcuni “trucchetti” per raggiungere alcuni punti fuori portata (come il salto durante l’accovacciamento o l’utilizzo della scivolata per accorciare alcune distanze di salto). 

A questo va poi ad aggiungersi la novità principale di questo titolo mostrata nel corso dei diversi trailer, ovvero l’utilizzo delle maschere quantiche. Si tratta di un totale di quattro nuove maschere che, a differenza della semplice difesa fornita dall’affezionato Aku Aku, avranno una funzione più cruciale nel gameplay. Ogni nuova maschera trovata verrà in nostro soccorso in specifici punti, permettendoci di superare sezioni altrimenti impossibili, così da avanzare nei diversi livelli. Ad esempio la prima di queste (mostrata già nei primi trailer) sarà Lani Loli e, una volta raccolta, ci permetterà di rendere tangibili oggetti di dimensioni parallele a discapito di altri. Nel caso vogliate scoprire da voi il resto dei loro poteri concludiamo semplicemente dicendovi che si tratta di aggiunte estremamente interessanti e valide che arricchiscono il gioco più di quanto ci saremmo aspettati!

crash 4

Le novità però non finiscono qui, con questo nuovo Crash Bandicoot 4 potremo infatti vestire i panni di nuovi personaggi (anche se tecnicamente parliamo di personaggi vecchi quanto la serie stessa). Questo non è semplicemente un fattore estetico, come per l’eventuale scelta di utilizzare Coco piuttosto che Crash, ma si tratta di livelli creati su misura per questi personaggi e che ne rispecchiano le rispettive capacità di movimento. Parliamo infatti di Tawna Bandicoot, Dingodile e del nostro acerrimo nemico: il dottor Neo Cortex. Tutti questi avranno delle caratteristiche e abilità uniche, dal rampino di Tawna utilizzabile per raggiungere luoghi lontani o colpire dalla distanza fino alla pistola di Cortex capace di trasformare i nemici in piattaforme di due tipi per proseguire (cosa che si sposa con la sua assente capacità di eseguire dei doppi salti).

Tutti questi personaggi secondari avranno una loro linea narrativa da seguire e che andrà, spesso e volentieri, a intrecciarsi positivamente con le avventure del Bandicoot. In ogni caso, però, tutti avranno il nostro (inteso come videogiocatore) “scopo comune”, ovvero quello di distruggere tutte le casse e raccogliere il maggior numero possibile di frutti Wumpa presenti nei vari livelli; questo allo scopo di ottenere tutte le gemme di tutti i livelli. Per ogni livello avremo infatti un totale massimo di sei gemme: tre legate alla raccolta di frutti, una per la distruzione di tutte le casse, una che ci richiederà di completare il livello con meno di tre morti e la gemma nascosta; queste diventano dodici se consideriamo la variante “N. Vertita” di ogni livello, ovvero una versione speculare e spesso arricchita con elementi estetici o “modificatori” unici che sbloccheremo da circa metà gioco.

Crash 4

Le gemme come mai prima d’ora avranno un’interessante utilità intrinseca, oltre al semplice scopo di raggiungere il 100%, permettendoci di ottenere un grande quantitativo di skin sia per Crash che per Coco. Ogni livello avrà una propria skin da offrire, e per ottenerla dovremo totalizzare 6 gemme ottenute in quel dato livello sommando quelle recuperare tra variante normale e N. Vertita. Saranno poi presenti due classici della serie: le quattro gemme colorate nascoste in quattro specifici livelli (utili ad accedere a delle sezioni bonus in altri livelli ancora), e le sfide a tempo con le Reliquie a fare da trofeo e collezionabile. L’ultima tipologia di collezionabili presenti in Crash Bandicoot 4 è rappresentata dalle cassette flashback, ovvero 21 cassette presenti in altrettanti livelli che permettono l’accesso alle missioni sperimentali (ricche di casse da distruggere) svolte in origine da Neo Cortex sui nostri protagonisti principali; per ottenerle dovremo raggiungerle nella relativa missione senza morire.

Gli sviluppatori hanno poi introdotto in Crash Bandicoot 4 due modalità per permettervi di giocare con i vostri amici in locale. La prima, accessibile dal menu principale, è chiamata “Battaglia dei Bandicoot” e rappresenta una modalità competitiva tra un massimo di quattro giocatori. Potremo decidere l’obiettivo della competizione (se raccogliere il maggior numero di casse o raggiungere i vari checkpoint nel minor tempo possibile) e scegliere tra 24 dei livelli del gioco principale, oltre che eventualmente prolungare la gara per più round. L’altra modalità, accessibile dal menu di pausa, è chiamata “Passa e Gioca” e altro non è che la trasposizione di una pratica effettuata per giocare con altri amici a giochi di questo tipo. Potremo infatti affrontare la campagna con un massimo di altri quattro nostri amici passandoci il controller a ogni morte o ogni checkpoint raggiunto, ottenendo alla fine del livello il punteggio di ogni giocatore.

Longevità

Sarebbe pressoché impossibile stabilire una durata generale per un gioco di questo tipo, poiché dipende da quanto il gioco riuscirà a metterci in difficoltà, da quanto vorremo completarlo in ogni suo aspetto e così via. Non sarebbe infatti impossibile completare Crash Bandicoot 4: It’s About Time in poco meno di quattro ore lasciandoci alle spalle tutti i collezionabili, casse e livelli secondari; ma questo non sarebbe effettivamente il modo corretto di godersi il titolo. Questo gioco è stato infatti pensato e costruito per chi vuole completare il tutto al 100% senza tralasciare alcun particolare, sviscerando tutti i livelli di base e varianti N. Vertite, completando tutti i livelli flashback e le sfide presenti. Il tutto aggiungendo in maniera consistente anche la possibilità di sfruttare al meglio il gioco con altri amici, così da migliorarne ancora la durata complessiva. In parole povere solo una cosa è certa: si tratta del gioco di Crash più ricco e variegato mai creato!

Comparto Tecnico

Anche in questo caso gli sviluppatori hanno svolto un lavoro decisamente encomiabile, con una fluidità e livello di dettaglio grafico neanche lontanamente raggiunto dal remake dei primi capitoli. Crash Bandicoot 4 riesce infatti a raggiungere tranquillamente i 60 fps su PlayStation 4 Pro e a mantenerli in ogni situazione senza cali evidenti, questo senza scendere a forti compromessi in termini estetici. Graficamente il titolo appare decisamente di ottimo livello sotto ogni aspetto, dagli ottimi effetti particellari e di illuminazione fino alle texture di ambientazioni e personaggi, cosa che regala una magnifica resa generale (soprattutto considerando la fluidità). Altra cosa che merita una piccola nota a parte è proprio l’estetica e la fantasia messa in ogni dettaglio del gioco: viaggiare nel tempo e nello spazio ha permesso agli sviluppatori di dare forma ad un grandissimo numero di ambientazioni e di nemici (tutto molto ben differenziato).

Anche il doppiaggio è stato svolto magistralmente riproponendo molti dei doppiatori che hanno partecipato alla creazione di Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy. Tutte le voci, dai personaggi che già conosciamo fino a tutte le nuove introduzioni, risultano essere perfette e fatte su misura per ogni personaggio. La stessa cosa accade per quanto riguarda le musiche di accompagnamento nei diversi livelli, tutte molto ricche e ben diversificate, ma soprattutto il cui stile rispecchia perfettamente quello dell’ambientazione che ci circonderà. In conclusione nel corso della nostra avventura non abbiamo riscontrato alcun tipo di bug o glitch, se non in una parte di un particolare livello bonus dove, per qualche strana ragione, risultava impossibile effettuare il doppio salto (ma comunque non è stato qualcosa che ha precluso l’avanzamento o la raccolta di tutte le casse).

Il nuovo Crash Bandicoot 4: It’s About Time riesce dunque a superare tutte le aspettative e ad affermarsi come un nuovo capitolo della serie dalla forte identità, introducendo una grande quantità di nuove meccaniche di gameplay perfettamente riuscite da esplorare in ogni minimo particolare attraverso i numerosissimi livelli presenti, tutti resi al meglio da una grafica ed estetica stupende. Il titolo può riuscire ad appassionare tutti (soprattutto i fan della serie) ma, a discapito dell’aspetto, potrebbe risultare complesso per i più piccoli. Questo titolo farà inoltre la felicità dei più incalliti cacciatori di collezionabili e di segreti; anche se sarebbe più corretto dire che sarà la rovina per questo tipo di giocatori dato che sarà tutto fuorché semplice riuscire ad ottenere tutto senza trovarsi a ripetere uno stesso punto all’inverosimile!


La serie di Mafia ha segnato un’epoca; quest’oggi siamo felici di tornare a parlarvene per l’uscita di Mafia Definitive Edition, remake del primo capitolo. Nel corso degli anni, e di generazioni di console, abbiamo infatti avuto modo di conoscere più di recente Lincoln Clay (con Mafia 3 ambientato verso la fine degli anni 60’), preceduto dall’italianissimo Vito Scaletta (grazie a Mafia 2, dalla fine della seconda guerra mondiale attraverso gli anni 50’) e prima ancora dal sempre più italiano Thomas Angelo, Tommy per gli amici (grazie, per l’appunto, al primo Mafia).

La versione originale di questo primo capitolo è stato pubblicato per PC nel 2002, per poi arrivare su PlayStation 2 e Xbox due anni dopo. Questa nuova Mafia Definitive Edition, invece è arrivata sul mercato il 25 Settembre, ed è attualmente disponibile per PlayStation 4, Xbox One e PC. Lo sviluppo di questo remake è stato affidato ad Hangar 13 (team che ha anche lavorato alla creazione del terzo capitolo), mentre la pubblicazione spetta, come per tutto il resto della serie, al publisher 2K Games.

Mafia definitive edition

Trama 

Un po’ tutti i videogiocatori di vecchia data dovrebbero conoscere le vicende che vedono protagonista Tommy Angelo, quindi per qualcuno potrebbe essere superfluo il trattare della trama di questo titolo; non dimentichiamoci però che questa versione mira anche ad un pubblico di nuovi fan. A tale scopo Mafia Definitive Edition ha avuto la possibilità di ripresentarci le vicende originali, ma sotto una nuova e migliorata veste grafica (della quale parleremo meglio nel Comparto Tecnico).

Il nostro protagonista altri non è che un mafioso pentito, che si ritrova in un cafè nel 1938 a richiedere protezione al detective Norman per lui ed il resto della sua famiglia in cambio di informazioni. Tommy è infatti entrato a far parte di una famiglia mafiosa, quella di Don Salieri, 8 anni prima, a causa di uno sfortunato (o fortunato a seconda dei punti di vista) gioco del destino. Da buon immigrato italiano in cerca di fortuna in quel periodo storico, il nostro protagonista ha iniziato dalle “basi”, con un lavoro da tassista; inaspettatamente è proprio questo che l’ha portato a finire in un giro d’affari illegale.

L’intera vicenda ci sarà narrata proprio grazie la conversazione tra Tommy e il detective, attraverso una serie di focus sui momenti più rilevanti delle attività della famiglia di Don Salieri. Si tratta di una storia di odio e amore, tradimenti e perdite, ma anche tanto divertimento grazie ai diversi personaggi secondari che avremo modo di incontrare.. insomma, senza girarci troppo intorno parliamo di una delle trame migliori del suo periodo, ma estremamente avvincente e godibile tutt’oggi. La qualità della trama è avvalorata ancor più dallo stile narrativo adottato, decisamente molto azzeccato.

Mafia definitive edition

Gameplay

Il gameplay di Mafia Definitive Edition è sostanzialmente sovrapponibile a quello della versione originale del primo capitolo. Tutte le missioni che ci ritroveremo ad affrontare presenteranno una struttura diversa. Avremo infatti missioni molto ricche di sparatorie, nelle quali dovremo farci strada attraverso gruppi di nemici più o meno numerosi, altre nelle quali ci ritroveremo a guidare per la maggior parte del tempo (cosa in genere abbastanza presente) e infine alcune nelle quali ci verrà richiesto di mantenere un basso profilo e non farci notare. Si tratta dunque di un gameplay piuttosto semplice (considerando quello a cui siamo abituati oggi, nel 2020), ma nonostante ciò abbastanza variegato da cercare di ridurre la noia e la ripetitività il più possibile. 

Le due parti preponderanti nel gameplay sono dunque lo shooting e la guida dei veicoli. Per quanto riguarda il primo abbiamo un sistema abbastanza soddisfacente in termini di feedback, che va ad aggiungere, rispetto all’originale, un sistema di coperture pressoché identico a quello visto in Mafia 3. Sarà così possibile utilizzare diverse tipologie di armi da fuoco e da lancio, dalle pistole alla lupara, incluso un classico del periodo: il Thompson. Tutte queste armi regalano soddisfazioni non soltanto nel loro semplice utilizzo, ma anche nella risposta ai colpi dei nostri avversari.

Mafia definitive edition

L’utilizzo delle coperture, assieme all’uso dell’arma giusta al momento giusto, ci permetteranno di sopravvivere ai diversi scontri, considerando anche che la nostra salute non si ricaricherà in automatico, ma soltanto utilizzando kit di primo soccorso a parete. Sarà anche possibile utilizzare il corpo a corpo anche se, in questo caso, si tratta di un tipo di combattimento non certo privo di difetti e migliorabile. Questo è dovuto principalmente al fatto che se il nostro avversario vorrà sferrare un colpo dovremo necessariamente contrattaccare per poterlo colpire: anche se proveremo a sferrare un colpo a pochi centimetri dal nostro avversario durante un suo attacco, questo non avrà alcun effetto.

Anche il sistema di guida di Mafia Definitive Edition presenta alcuni alti e bassi. Si tratta infatti di una parte del gameplay abbastanza profonda e realistica, a volte anche troppo realistica. Avremo innanzitutto la possibilità di selezionare un sistema di guida realistico piuttosto che di tipo simulato e, in aggiunta, sarà anche possibile scegliere se utilizzare il cambio automatico o quello manuale dei veicoli. L’elemento più ricco in assoluto è poi dato dalla quantità di veicoli diversi disponibili, tutti ben differenziati ed utilizzabili liberamente in Free Roaming (fatti un giro) o nella modalità Autopedia, ma anche in determinate missioni. Dall’altra parte abbiamo il realismo dell’attrito sull’asfalto, specialmente in caso di pioggia, cosa che dovrete imparare a gestire per evitare il “ragequit”.

Mafia definitive edition

Longevità 

Mafia Definitive Edition presenta una durata della campagna principale non particolarmente elevata, ma perfettamente commisurata al tipo di gioco. Saranno infatti necessarie all’incirca 7-8 ore per completare tutte le missioni principali del titolo, ma questo non è tutto. È infatti presente la modalità “fatti un giro”, la quale ci permetterà di esplorare liberamente le strade di Lost Heaven (città abbastanza grande e variegata, con diversi quartieri e zone di campagna) per scoprirne alcuni segreti, raccogliere tutti i collezionabili e completare alcune missioni particolari. Il tutto per riuscire a sbloccare tutti i veicoli utilizzabili e tutti gli abiti per il nostro protagonista.

Mafia definitive edition

Comparto Tecnico

È proprio qui che risiedono tutte le novità di questa nuova Mafia Definitive Edition, coinvolgendo migliorie sotto ogni punto di vista. Partiamo innanzitutto dalla grafica di questo nuovo remake: il titolo è stato ricostruito in maniera eccellente condividendo il motore grafico, e altri piccoli dettagli con il recente Mafia 3. Abbiamo infatti texture, effetti, modelli e animazioni nuove, in grado di dare risalto ad ogni aspetto della città di Lost Heaven, ma anche a tutti i personaggi. La parte meglio riuscita è senza dubbio l’illuminazione e i vari effetti di luce e riflessi introdotti, decisamente sorprendenti e capaci di rendere il tutto estremamente realistico.

Ciononostante il titolo condivide, purtroppo, alcuni difetti con il capitolo dedicato a Lincoln Clay. Nel caso della recensione del terzo capitolo della serie abbiamo infatti già avuto modo di parlarvi di un problema abbastanza evidente, il popup della vegetazione e il rendering degli elementi lontani. Quest’ultimo è stato abbastanza ridotto, risultando riscontrabile soltanto in alcune occasioni e guidando veicoli particolarmente veloci, mentre il popup potremmo dire che è stato “mascherato”. Lost Haven è infatti una città molto distante dall’ambiente di New Bordeaux, essendo principalmente presenti strade di città e pochissime zone di campagna il popup può essere riscontrato (in maniera anche troppo evidente) solo in queste ultime.

Mafia

In aggiunta vogliamo dire che il framerate nella maggior parte dei casi riesce a mantenersi molto stabile e fluido su PlayStation 4 Pro, purtroppo però anche qui abbiamo qualche piccolo problema. In genere i cali sono abbastanza rari e limitati ad alcune particolari circostanze, ma in altri casi sono estesi alla quasi totalità della missione (una in particolare, in una zona ricca di vegetazione e con pioggia, ha avuto cali fin troppo frequenti). Da un punto di vista dei bug e glitch fortunatamente non abbiamo nulla da segnalare, se non alcune animazioni di morte pre impostate che possono risultare fuori contesto (l’animazione di caduta da una balconata a volte finisce per applicarsi anche sulle staccionate).

Concludiamo con il sonoro di Mafia Definitive Edition, anch’esso rimesso a nuovo con doppiaggi decisamente di grande livello (oltre al cast rinnovato per dare vita ai personaggi tramite motion capture). Parliamo di un titolo che merita di essere giocato in lingua italiana, proprio per un doppiaggio molto ben riuscito e per le voci che rendono perfettamente giustizia ai diversi personaggi. In maniera analoga anche le musiche risultano essere ottime e sempre adatte alle situazioni, ma soprattutto allo stile anni 30’ dato al titolo.

Dunque, questo nuovo Mafia Definitive Edition riesce perfettamente a ricreare un’esperienza ormai vecchia di 18 anni riportandola, dopo averla rinnovata sotto ogni aspetto, ai giorni nostri. Dalla trama avvincente ed interessante fino allo stupendo lavoro dietro a tutto il comparto tecnico (nonostante alcune piccole sbavature che peggiorano leggermente quest’ultimo aspetto, ma fortunatamente non in maniera irreparabile). Anche il semplice gameplay, migliorato sotto alcuni aspetti, può riuscire a convincere e accompagnare l’intera esperienza di gioco (e magari anche oltre nel Free Roaming) annoiando con difficoltà.

Oggi torniamo a parlare di The Elder Scrolls Online per l’uscita del nuovo DLC Stonethorn, il quale riprende gli eventi della nuova espansione rilasciata precedentemente quest’anno: Greymoor (della quale vi abbiamo parlato nella nostra recensione). Questo nuovo contenuto è infatti parte integrante dell’esperienza annuale chiamata “Il cuore oscuro di Skyrim” con Harrowstorm e Greymoor, e si concluderà entro la fine di quest’anno con un’ulteriore espansione. Come di consueto questo DLC va ad aggiungere all’esperienza di ESO un totale di due dungeon esplorabili e ricchi di pericoli, nuove quest dedicate, nuovi set e nuove meccaniche di gioco. Partiamo dunque innanzitutto dal parlare del “primo” di questi: Stone Garden.

Stone Garden

Questo primo dungeon ci porterà nelle profondità delle caverne di Blackreach, lungo labirintici percorsi in pietra ed antiche rovine Dwemer, dove incontreremo Gwendis (una conoscenza per i membri del Daggerfall Covenant) la quale ci chiederà di sventare i piani di un alchimista che ha fatto sua l’intera area per svolgere alcuni esperimenti. Dovremo così combattere contro orde di lupi mannari e “seguaci” dell’alchimista per giungere al termine di questa zona, particolarmente ispirata da un punto di vista estetico (ma anche degli scontri, come vedremo in seguito) proprio grazie al connubio tra le oscure profondità di Blackreach e le antiche rovine ivi presenti. L’intera area sarà inoltre colma di stanze opzionali e ricche di libri ed oggetti legati alla lore, non del tutto necessarie per completare il dungeon, o almeno questo risulta valido per la modalità normale.

Stonethorn

Diciamo questo perchè alcune di queste stanze ci conferiranno alcuni bonus (in generale per nulla di poco conto, parliamo ad esempio di un aumento di 3500 HP con riduzione del danno del 6%, o danno delle armi ed incantesimi aumentati di 375 punti) che possono essere considerati opzionali in modalità normale, ma a dir poco essenziali nella modalità veterano. Questo specialmente in virtù del fatto che ciascun bonus avrà anche un particolare effetto secondario da sfruttare soprattutto nel corso della bossfight finale (e per la quale preferiamo lasciarvi il piacere della scoperta); vogliamo infatti sottolineare innanzitutto che questo dungeon presenta un totale di tre combattimenti contro boss, e questi sono stati molto ben differenziati tra di loro e resi decisamente unici. Oltre a quella decisamente più spettacolare legata all’ultimo nemico (caratterizzato anche da un gran numero di fasi), infatti, ogni boss dovrà essere affrontato in modo cosciente e strategico, oltre che, soprattutto nel caso della modalità veterano, con un team ben coordinato.

Il tutto riesce a rendere questo Stone Garden divertente e stimolante da giocare, soprattutto qualora vi doveste ritrovare a ripetere questa missione più volte nel tentativo di recuperarne i set. Questo dungeon di Stonethorn contiene infatti, come sempre, un totale di tre set normali ed un Monster Set. I set dedicati alle build di stamina e salute sono maggiormente incentrati sull’ottenimento di punti ultimate aggiuntivi, mentre il set magicka ed il Monster set sono focalizzati sull’aumentare i danni; abbiamo infatti:

Set Elemental Catalyst (Magicka, leggero)

  • 2 Oggetti: aggiunge 1096 Magicka.
  • 3 Oggetti: aggiunge 833 Spell Critical.
  • 4 Oggetti: aggiunge 1096 Magicka.
  • 5 Oggetti: ogni volta che infliggi danno elettrico, di ghiaccio o di fuoco applichi una carica di debolezza elementare dello stesso tipo al nemico per tre secondi. Ogni carica aumenta il loro danno critico subito del 3%. Un nemico può avere una sola carica per elemento attiva.

Set Kraglen’s Howl (Stamina, medio)

  • 2 Oggetti: aggiunge 833 Weapon Critical.
  • 3 Oggetti: aggiunge 129 Stamina Recovery.
  • 4 Oggetti: aggiunge 129 Weapon Damage.
  • 5 Oggetti: dopo che un nemico che hai danneggiato di recente muore, emetti un ululato che conferisce a tre alleati entro 15 metri la sinergia Heed the Call. Attivare tale sinergia conferisce a te e a chi la attiva 12 ultimate. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 20 secondi.

Set Arkasis’s Genius (Salute, pesante)

  • 2 Oggetti: aggiunge 1206 Salute.
  • 3 Oggetti: aggiunge 1487 Armatura.
  • 4 Oggetti: aggiunge 1206 Salute.
  • 5 Oggetti: ogni volta che bevi una pozione, tu e 3 membri del tuo gruppo guadagnate 44 ultimate. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 30 secondi.

Set Stone Husk (Monster set)

  • 1 Oggetto: Aggiunge 833 Weapon Critical.
  • 2 Oggetti: i tuoi attacchi pesanti ti legano ad un nemico entro 10 metri per 5 secondi. I nemici che toccano il collegamento subiscono 1906 danni fisici ogni secondo e tu ottieni una carica di Husk Drain, fino a 15 cariche. Il collegamento si rompe se il nemico si allontana più di 12 metri. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 10 secondi. Quando il collegamento finisce consumi tutte le cariche accumulate ottenendo 30 Weapon Damage per carica per 5 secondi.
stonethorn

Castle Thorn

Il secondo dungeon incluso in Stonethorn è Castle Thorn, si tratta di un vero e proprio castello il cui stile gotico si adatta alla perfezione a quanto visto sin’ora con Greymoor, tra un’ampio cimitero nebbioso e le tetre sale dell’edificio, cattedrale inclusa (il tutto a nostro avviso complessivamente più unico e meglio riuscito rispetto a Stone Garden)! Anche in questo caso sarà Gwendis ad affidarci un compito: fermare la sovrana del castello ed il suo tentativo di mettere insieme una nuova armata di vampiri. Di conseguenza, in questo caso, i nostri nemici saranno rappresentati principalmente da vampiri, i cosiddetti bloodfiend, “mastini infernali”, gargoyles ed altre creature più uniche. Il tutto con un totale di ben 5 bossfight da affrontare e, di conseguenza, una lunghezza e complessità totale maggiore di questo dungeon rispetto al primo.

stonethorn

Anche in questo caso avremo dei combattimenti caratterizzati da meccaniche uniche, specialmente nel caso del terzo boss (e dell’area che lo precede) e dell’ultimo, questo di gran lunga il più ispirato ed interessante da un punto di vista “scenografico”, nonostante non ci siano grosse variazioni in termini di meccaniche tra una fase e l’altra. Da un punto di vista della difficoltà i boss a cui prestare maggiore attenzione (soprattutto nel caso in cui vi ritroviate ad affrontare Castle Thorn a veterano) sono gli ultimi due; questo a causa di attacchi particolarmente potenti in loro possesso, ed in grado di danneggiare considerevolmente anche un tank ben costruito. Inoltre, come prima, anche in questo caso potremo ottenere una serie di nuovi set; questi però (eccezion fatta per quello leggero) risultano essere molto più interessanti da accorpare alle varie build:

Set Talfyg’s Treachery (Magicka, leggero)

  • 2 Oggetti: aggiunge 833 Spell Critical.
  • 3 Oggetti: aggiunge 1096 Magicka.
  • 4 Oggetti: aggiunge 129 Spell Damage.
  • 5 Oggetti: aumenta lo Spell Damage di 372. Aumenta il danno ricevuto dal fuoco ed abilità della Fighters Guild del 10%.

Set Unleashed Terror (Stamina, medio)

  • 2 Oggetti: aggiunge 129 Weapon Damage.
  • 3 Oggetti: aggiunge 1096 Stamina.
  • 4 Oggetti: aggiunge 1096 Stamina.
  • 5 Oggetti: quando infliggi un danno diretto con un abilità del tipo Charge, Leap, Teleport, o Pull, tagli il tuo nemico causando sanguinamento per 10 secondi ed infliggendo 19728 danni fisici nel corso della durata. Questa abilità può verificarsi una volta ogni 10 secondi per bersaglio.

Set Crimson Twilight (Salute, pesante)

  • 2 Oggetti: aggiunge 1206 Salute.
  • 3 Oggetti: aggiunge 4% cure ricevute.
  • 4 Oggetti: aggiunge 1206 Salute.
  • 5 Oggetti: dopo aver subito un danno ti circondi in 8 metri di nebbia di sangue. Dopo 2 secondi la nebbia viene violentemente convogliata nel tuo corpo infliggendo 8220 danni da sanguinamento ai nemici vicini e curandoti del 100% del danno inflitto. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 8 secondi.

Set Lady Thorn (Monster set)

  • 1 Oggetto: aggiunge 1206 Salute.
  • 2 Oggetti: usare un’abilità che consuma salute evoca una sfera di sangue per 10 secondi. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 10 secondi. Tu o un alleato nei pressi della sfera potete attivare la sinergia  Sanguine Burst, infliggendo 5000 Disease Damage ai nemici vicini ed applicando loro Major Maim per 5 secondi, riducendo il loro danno inflitto del 30%. I nemici possono subire Major Maim da Sanguine Burst solo una volta ogni 30 secondi.

Complessivamente Stonethorn rappresenta dunque un DLC di tutto rispetto, sulla stessa linea e qualità di quanto aggiunto fin’ora. Tra novità in termini di meccaniche nei nemici e boss da affrontare ai nuovi scenari ed ambienti da esplorare, il tutto portando avanti la trama e la lore iniziata con Harrowstorm ed espansa ed esplorata con Greymoor. Questo rendendo sempre divertente e stimolante ciascuno dei due dungeon, in ogni loro parte. Anche i nuovi set, tra alti e bassi, riescono ad insinuarsi ed adattarsi a diverse tipologie di build (nonostante principalmente quelle incentrate su DPS e Tank). Di conseguenza si tratta di un’aggiunta a The Elder Scrolls Online da non farvi sfuggire per proseguire nel “Cuore oscuro di Skyrim” e per ottenere nuove ore di gioco aggiuntive, e possibilità nei dungeon da affrontare.

Mortal Shell è un Action RPG facente parte del sottogenere dei Souls-Like; è stato pubblicato il 18 Agosto da Playstack e sviluppato da Cold Symmetry per PlayStation 4, Xbox One e PC.

La serie dei Souls ha dato inizio ad un vero e proprio nuovo sottogenere degli Action RPG: i Souls-like. Dato il successo riscosso da questi titoli non c’è da sorprendersi su quanto questo stile di gioco sia stato ripreso da più sviluppatori e reinventato sotto i più disparati aspetti. Abbiamo visto, ad esempio, la nascita dell’intetessante Remnant: From The Ashes (tra sezioni di gioco e boss randomici, oltre all’utilizzo più spinto delle armi da fuoco), la serie di The Surge (tra esoscheletri e giganteschi robot) e di Code Vein (dallo stile e comparto narrativo molto “anime style”).

Oggi torniamo ancora una volta a parlare di questo genere per l’uscita del nuovo Mortal Shell. Si tratta di un titolo definibile come indie, essendo il titolo di lancio di Cold Symmetry, studio di sviluppo di dimensioni ridotte (appena 15) ma composti da veterani nella creazione di giochi. Ciononostante il team ha deciso di cimentarsi direttamente nella creazione di questo ambizioso progetto e di creare un nuovo souls-like ricco di elementi che lo contraddistinguono da altri titoli dello stesso tipo.

Mortal shell

Trama

Sappiamo bene che di norma i souls-like non presentano una vera e propria trama complessa ed articolata che spinge il nostro protagonista ad avanzare nella sua avventura; piuttosto siamo stati abituati ad una lore (anche molto complessa) che viene arricchita di dettagli nel corso del gioco svelandoci diversi retroscena del mondo e delle diverse ambientazioni. Questi ci vengono dati non soltanto dai dialoghi con i diversi NPC o da documenti scritti, ma anche dalla semplice (ed apparentemente trascurabile) descrizione di un oggetto. Mortal Shell in questo non fa eccezione, anzi, forse ha voluto spingersi troppo in là

La nostra avventura avrà infatti inizio nei panni di una curiosa creatura albina, della quale inizialmente non conosceremo nulla: né uno scopo né l’origine. Mossi dunque dal semplice senso di scoperta finiremo per viaggiare (dopo un breve tutorial) nelle oscure terre di Fallgrim, dove incontreremo i nostri primi NPC ed alcune “tavolette di lore” per le quali l’aggettivo “criptiche” sarebbe riduttivo. In compenso grazie a questi primi personaggi secondari otterremo un obiettivo da completare, così come un soprannome: “Foundling” (che può essere tradotto in “Trovatello”).

Mortal shell

Da qui potremo poi cominciare ad esplorare i territori circostanti alla ricerca di tre Templi che celano delle importanti reliquie. Ogni area di gioco avrà delle iscrizioni che dovrebbero risultare utili alla lore ma purtroppo, come già detto in precedenza, queste risultano essere fin troppo criptiche lasciando inevitabilmente molti punti in sospeso. La situazione non viene poi migliorata dalle descrizioni degli oggetti (anche in questo caso molto criptiche), nonostante queste vengano raccolte in un comodo compendio.

La parte meglio narrata è quella relativa agli involucri che il nostro protagonista è in grado di controllare; il loro passato ci viene infatti spiegato attraverso alcuni ricordi ottenibili potenziando ciascuno di essi (processo che vi spiegheremo meglio nella parte dedicata al gameplay). Tralasciando questa componente, il resto genera inevitabilmente confusione nell’utente e, per quanto egli possa cercare di collegare i punti con l’immaginazione, rimangono comunque alcune mancanze. Tutta la componente narrativa sarebbe dunque potuta essere gestita in maniera più completa e precisa, senza lasciare troppo all’immaginazione sfruttando, ad esempio, un meccanismo più simile ai ricordi degli involucri.

Mortal shell

Gameplay

Giunge in soccorso della narrazione il gameplay di Mortal Shell: troviamo infatti alcune idee estremamente ben riuscite, in grado di rendere questo titolo inconfondibile e unico rispetto agli altri! Partiamo dunque innanzitutto dalla fondamentale, e già citata, meccanica degli involucri. Il nostro Foundling pare infatti essere un’entità spiritica in grado di prendere il controllo dei corpi di alcuni defunti (essenziale dato che altrimenti saremo talmente vulnerabili da morire per un colpo qualsiasi); in particolare avremo la possibilità di scegliere tra quattro personaggi molto ben diversificati l’uno dall’altro proprio da un punto di vista del gameplay.

In questo titolo non sono infatti presenti statistiche da migliorare per il nostro personaggio, al contrario i quattro involucri possederanno statistiche diversificate in grado di adattarsi ai diversi stili di gioco. Avremo così due personaggi bilanciati tra salute e stamina, uno incentrato soprattutto sulla stamina e sulla rapidità ed uno fatto di salute e resistenza allo stato puro. Gli involucri sono poi contraddistinti da alcune abilità attive e passive uniche e sbloccabili grazie alla nostra “guardiana del fuoco” investendo Tar (che qui svolge il ruolo delle anime di Dark Souls) e le cosiddette Visioni (un “materiale” più raro).

Mortal shell

Un’altra importante statistica da tenere in considerazione nella scelta dell’involucro è la Determinazione; si tratta di una barra più o meno ampia in grado di accumulare cariche essenziali per l’esecuzione dei “parry e repost” (parate con contrattacco) o l’attivazione delle abilità delle armi. Avete capito bene, in Mortal Shell ciascuna delle quattro armi presenti in gioco (poche ma con moveset molto ben differenziato tra loro) sarà in grado di attivare due attacchi speciali unici, ma questo solo dopo che avremo trovato alcuni oggetti particolari strettamente connessi alle stesse. Tutte le armi possono poi essere potenziate così da aumentare i danni inflitti, la determinazione ottenuta da ogni colpo o il danno dei contrattacchi.

La meccanica delle parate e dei contrattacchi sarà strettamente legata, oltre alle cariche di Determinazione, anche ad un particolare oggetto (che qualcuno non prestando attenzione potrebbe anche lasciarsi sfuggire di primo acchito), ovvero il Sigillo. Si tratta di uno strumento che ci permetterà di stordire temporaneamente un nemico qualsiasi (boss inclusi) se utilizzato con un giusto tempismo. Da notare però che non tutti gli attacchi potranno essere contrastati in questo modo e infatti, in caso di attacco che non può essere bloccato, il Sigillo ce lo indicherà brillando ed emettendo un suono particolare. Avanzando nel gioco sbloccheremo un totale di quattro tipologie di contrattacco, da quello curativo di base fino ad uno più “esplosivo”.

Il nostro Foundling non sarà però totalmente inerme contro questo tipo di attacchi, avremo infatti sin da subito una vera e propria abilità salvavita, ovvero la Pietrificazione. Potremo infatti indurire in qualsiasi momento il nostro involucro o la nostra forma spiritica, diventando di fatto totalmente immuni a qualsiasi colpo subiremo in seguito. Dopo il primo colpo subito avremo anche una piccola finestra di invulnerabilità che potrebbe permetterci di resistere anche ad un secondo colpo se sferrato poco dopo il primo. La Pietrificazione sarà anche in grado di sbilanciare la maggior parte degli avversari diventando così anche molto importante nell’esecuzione di “contrattacchi” (ad esempio pietrificandoci nel bel mezzo di un attacco pesante).

Un po’ come in Sekiro, anche il nostro involucro sarà in grado di “morire due volte”; la prima volta che i nostri HP raggiungeranno lo 0 verremo infatti sbalzati al di fuori del nostro involucro. In questo stato (in cui un colpo qualsiasi potrebbe eliminarci) avremo una sorta di “seconda chance” potendo eventualmente combattere in questa forma o, meglio ancora, ritornare “al sicuro” nel nostro guscio ripristinandone totalmente la salute. Nel caso in cui dovessimo finire per perire una seconda volta dovremo ricominciare dall’ultimo checkpoint, ma con la possibilità di recuperare tutto il Tar rimasto all’interno del precedente involucro che resterà pietrificato nel punto di morte.

Mortal shell

Il “mistero” che avvolge l’intera trama di Mortal Shell si estende anche ad alcuni suoi elementi di gameplay. Il nostro personaggio sarà infatti totalmente ignorante rispetto al mondo che lo circonda, e questo si ripercuoterà su tutti gli oggetti presenti in gioco. Di base, infatti, non sapremo quale effetto scatenerà ciascun oggetto; per questo motivo una volta trovato un nuovo consumabile saremo costretti ad utilizzarlo “alla cieca”. In aggiunta ogni oggetto presenterà un determinato numero di utilizzo che ci consentirà di raggiungere la familiarità massima. Una volta raggiunta il suo effetto potrà aumentare di efficacia o persino cambiare totalmente (come un fungo che di base ci intossicherà, ma raggiunta la massima familiarità ci renderà immuni al veleno).

Concludendo, ogni area del mondo di gioco (formato da una zona centrale ed altre tre che da questa di diramano) presenterà una discreta varietà nei nemici presenti, così come nell’ambientazione. Questo ci costringerà a studiare l’approccio, l’arma o persino l’involucro più adatto alla situazione in modo tale da semplificare il tutto. Di miglior grado la varietà nel tipo di boss presenti in gioco, seppure il loro quantitativo possa lasciare a desiderare. Sono infatti state incluse un totale di otto bossfight e, di queste, tre sono opzionali ed uno di questi viene ripetuto per due volte.

Mortal shell

Longevità

Considerato quanto detto poc’anzi, non è un mistero che Mortal Shell presenti una durata complessiva più bassa di quanto riscontrabile in un qualsiasi capitolo della serie di Dark Souls o in altri titoli del genere. Parliamo infatti di circa 8-10 ore per completare il gioco sotto ogni suo aspetto! Una volta terminate queste avremo, come di consueto, la possibilità di avviare una nuova partita +. Purtroppo però il titolo non stimola particolarmente l’interesse del giocatore a ripetere il tutto se non per, eventualmente, cimentarsi in una sfida più ardua senza legarsi ad alcun involucro e puntare all’ottenimento del trofeo di platino. 

Comparto Tecnico

Mortal Shell presenta un comparto tecnico di tutto rispetto che tuttavia da il meglio di sé soprattutto su PC. Ciononostante il colpo d’occhio generale riesce a mantenersi ottimo anche su PlayStation 4 con un framerate inchiodato a 30 ed effetti visivi, illuminazione e modelli eccellenti. Anche le texture risultano essere di buon livello con solo poche sbavature tecniche. In modo analogo anche il comparto audio risulta essere eccellente, dai doppiaggi in lingua inglese fino agli effetti sonori e musiche; il tutto contribuisce a creare un’atmosfera decisamente unica! Fortunatamente niente di grave da segnalare neanche sotto il punto di vista di bug e glitch, se non alcuni ragdoll dei nemici che a volte “danno i numeri”.

Inaros Prime entra a far parte delle varianti Prime di Warframe assieme a due nuove armi: il Panthera ed il Karyst.

Il nuovo Prime Access di Inaros è stato aggiunto il 14 Luglio e, come di consueto, avrete la possibilità di ottenere questo nuovo Warframe e le sue armi esclusive direttamente in gioco, andando alla ricerca delle relative reliquie per ottenere le singole componenti, o in alternativa acquistandolo direttamente tramite lo store. Qui di seguito trovate tutti i quattro Pack presenti nello store per ottenere dalle sole armi agli accessori, fino al pacchetto omnicomprensivo. Il tutto è elencato qui di seguito:

  • Devour: include Panthera Prime, Karyst Prime e 1050 Platini.
  • Sandstorm: include Inaros Prime (e due suoi glifi), Panthera Prime, Karyst Prime e 2650 Platini.
  • Pacchetto Accessori: include Syandana Kathuss Prime, Armatura Mittahk Prime e Booster di crediti ed affinità per 90 giorni.
  • Scarab Swarm: include tutti i contenuti dei precedenti pacchetti (Warframe, armi, accessori e booster) con l’aggiunta di ben 3990 Platini.
Inaros prime

Entriamo ora nel vivo del contenuto andando ad analizzare tutti questi nuovi contenuti per trovare le build ideali. Partiamo innanzitutto dal vero protagonista del Prime Access, ovvero Inaros. Si tratta di un Warframe da sempre conosciuto per la sua altissima resistenza, soprattutto legata all’alto numero di punti salute che è in grado di raggiungere. La variante Prime presenta, come di consueto, varie statistiche migliorate; abbiamo infatti una quantità di salute aumentata (575 contro 550), energia migliorata (125 contro 100) ed una velocità di scatto maggiore (1.05 contro 1), il tutto con una polarità Madurai e una Vazarin aggiuntive. Sfortunatamente, a discapito di quello che in molti si sarebbero aspettati, non c’è stato alcun rework sulle sue abilità, le quali risultano essere attualmente non particolarmente efficienti, specialmente se paragonate a quelle di altri personaggi:

  • Passiva: Inaros presenta ben due abilità passive che contribuiscono alle sue alte capacità di resistenza. Innanzitutto in caso di morte andrà a rinchiudersi all’interno del suo sarcofago, in questo stato di “dissanguamento” può essere rianimato da altri giocatori (come per tutti gli altri Warframe) o in alternativa può assorbire energia vitale dai nemici (ed alleati) vicini per rianimarsi autonomamente. Inoltre ogni esecuzione con armi corpo a corpo andrà a ricaricare il 20% della sua salute massima.
  • Dessication: scaglia un’onda di sabbia maledetta che acceca i nemici e ruba loro salute. L’accecamento espone i nemici alle esecuzioni con armi corpo a corpo (in sinergia con la sua passiva).
  • Devour: intrappola i nemici nelle sabbie mobili ed li attira a sé per divorarli rubando loro salute (risultando essere inoltre immune agli attacchi un questo stato). In caso di uccisione il nemico verrà riportato in vita come Ombra di Sabbia alleata.
  • Sandstorm: Inaros si trasforma in un tornado di sabbia che manda in volo i nemici e divora quelli intrappolati nelle sabbie mobili.
  • Scarab Swarm: consuma la propria salute per generare un’armatura di scarabeo indurita. In aggiunta è possibile consumare parte della carica dell’armatura per colpire i nemici con uno sciame di scarabei; i nemici colpiti vedranno la loro salute prosciugata e conferita ai nostri alleati.

Tutte queste abilità sono pensate soprattutto per garantire un’ottima capacità rigenerativa di salute al nostro “Faraone” e discrete capacità di controllo per nemici numerosi. Purtroppo però, come già detto in precedenza, sono attualmente presenti in gioco altri Warframe in grado di raggiungere “l’immortalità”, i quali presentano anche abilità migliori non solo per il controllo di grandi numeri di nemici, ma anche per infliggere danno o supportare. Inaros rappresenta dunque un Warframe pensato per resistere a tutto ma con pochi fronzoli. Qui di seguito potete trovare due build da poter utilizzare:

In entrambi i casi manteniamo delle ottime capacità di sopravvivenza (con una sola Forma investita), ma nel caso della prima abbiamo la possibilità di sfruttare le sue abilità in modo più divertente. Abbiamo infatti incluso l’augment Dessication Curse, il quale conferisce una percentuale del 75% di evocare un’Ombra di Sabbia uccidendo un nemico accecato con un’esecuzione. Questo, abbinato ad un pizzico di durata in più favorisce l’uso delle esecuzioni per creare un nostro piccolo esercito (un po’ come nel caso della ultimate di Nekros). La seconda è invece incentrata sulla massima resistenza, soprattutto grazie a Negation Swarm; questo augment permette infatti di consumare una piccola percentuale dell’armatura scarabeo per resistere ad ogni tipo di effetto (l’unica cosa che può arrivare ad infastidire Inaros).

In entrambi i casi è essenziale soprattutto l’uso di Arcane Grace, ma anche di Arcane Guardian. Quest’ultima porta l’armatura di Inaros a numeri decisamente alti, ma nel caso della prima abbiamo la possibilità di ricaricare una percentuale di salute al secondo per ogni colpo subito, ed un 6% di rigenerazione al secondo su una salute di oltre 7.000 (in questo caso) significa più di 420 punti salute al secondo. Eventualmente, volendo utilizzare anche delle Forma Umbra e delle Forma aggiuntive si può andare a potenziare al massimo Umbral Vitality, sostituire Corrosive Projection con Physique ed aggiungere Coaction Drift come aura, il tutto per arrivare a sfiorare i 12.000 punti salute.

inaros prime

Passiamo ora, invece, alla prima delle due armi del Prime Access di Inaros, ovvero il Panthera. Parliamo di una categoria di armi primarie molto interessante ma non pienamente sfruttata all’interno di questo titolo, ovvero le spara lame. Delle due armi presenti in gioco il Miter ha sempre prevalso sul Panthera a causa del suo danno maggiore (parliamo di più del doppio), oltre che l’alta percentuale di effetto e l’innata capacità di attraversamento. Il Panthera Prime va oggi parzialmente a colmare questo divario grazie a probabilità di critico e di effetto migliorate (rispettivamente 18% contro 12% e 30% contro 24%) così come un rateo di fuoco e capienza caricatore aumentate, ma a discapito di precisione e munizioni massime. Tali statistiche sono state migliorate anche per il fuoco secondario dell’arma (scomodo da utilizzare nel caso usiate un controller, ma molto utile).

Tutto ciò consente l’utilizzo di una build ibrida status e critico (per la quale saranno necessarie solo due Forma grazie anche alla polarità Madurai che questa variante presenta) in grado di infliggere quantità di danno a dir poco inaspettate; infatti, grazie all’alta percentuale di effetto, l’arma causerà quasi sempre l’attivazione del Taglio che, combinato con il Virale, va a causare danni nel tempo davvero notevoli. Volendo spingere ancor più sulla probabilità critico si potrebbe valutare l’inserimento di Argon Scope in sostituzione a Vigilante Armaments, oppure anche l’uso di Heavy Caliber (anche se in questo caso la precisione cala drasticamente). Inoltre vogliamo sottolineare come il fuoco secondario sia particolarmente efficace contro nemici più coriacei, grazie allo status che supera il 114% ed il critico che arriva a 84%.

Eccoci, infine, a parlare della nuova piccola, ma potente daga: il Karyst Prime. Questa nuova arma corpo a corpo presenta delle statistiche inaspettatamente alte, risulta infatti essere la daga con la probabilità critico (ad esclusione delle zaw) e con la probabilità di effetto più alta del gioco. Rispetto alla sua versione standard presenta infatti un danno di base aumentato (344 contro 273), probabilità di critico e di effetto migliorate (24% contro 10% e 30% contro 26%), così come un moltiplicatore di danno critico leggermente aumentato (da 2x a 2.2x) ed una migliore portata (2.2m contro 1.7m). Il tutto, però, a discapito della velocità che da 0.75 passa a 0.67.

Nonostante la scarsa velocità numerica, all’atto pratico non è un valore che si fa sentire particolarmente grazie soprattutto alle mod stance per le daghe. Per questa ragione abbiamo preferito l’utilizzo di Primed Reach a Primed Fury ma, in questo caso, dipende sostanzialmente dalle vostre preferenze se prediligere una velocità più bassa ma portata aumentata o viceversa. Inoltre volendo sfruttare maggiormente l’effetto di potrebbe andare a sostituire Sacrificial Steel con Weeping Wounds anche se questo andrebbe un po’ a sfavorire i danni da attacchi pesanti (molto efficaci per quest’arma) riducendo di molto il critico. In ogni caso utilizzando 2 Forma si può ottenere un’arma corpo a corpo estremamente valida grazie agli altissimi valori di critico ed effetto che vengono raggiunti.

Vi ricordiamo infine che (come detto in anticipo) sia le nuove armi, sia il nuovo Inaros Prime potranno essere ottenuti direttamente in gioco andando alla ricerca delle reliquie relative ai singoli componenti per ciascun elemento. Per aiutarvi nella ricerca potete trovare il loro elenco completo qui di seguito:

Inaros Prime:

  • Schema (Axi W1)
  • Chassis (Neo T3)
  • Sistemi (Lith M6)
  • Neurottiche (Meso I1)

Panthera Prime:

  • Schema (Axi C5)
  • Calcio (Meso N10)
  • Canna (Lith P3)
  • Castello (Meso P2)

Karyst Prime:

  • Schema (Meso P3)
  • Lama (Meso K3)
  • Elsa (Axi B4)

Quella di Saints Row è una serie che ha da sempre riscosso grande successo per il suo carattere comico molto spinto; il terzo capitolo chiamato Saints Row The Third è apparso sul mercato nell’ormai lontano 2011, oggi però, con quasi 9 anni di distanza, vediamo il ritorno di questo titolo particolarmente apprezzato con la sua versione Remastered. Parliamo del capitolo che ha probabilmente riscosso maggior successo (ed infatti è da molti definito il miglior Saints Row) e che più ha fatto avvicinare nuovi fan alla serie.

La gestione della Remastered è stata affidata a Sperasoft, la quale ha ridefinito e migliorato la grafica lavorando con gli ambienti, i modelli e gli effetti ed ha implementato un nuovo motore di illuminazione. Questa versione, inoltre, include tutti i DLC pubblicati con tre serie di missioni aggiuntive e vari contenuti aggiuntivi tra armi e veicoli.

saints row remastered

 

 

Trama

Saints Row The Third Remastered ci riporterà alla guida della gang dei Saints i quali, ormai raggiunto l’apice del potere, sono diventati vere e proprie celebrità ed il loro marchio divenuto un franchise. In questo contesto una gang rivale (anche se sarebbe più corretto definirla società criminale), chiamata Syndicate, verrà a chiederci tributo per consentirci di “restare in gioco”. Per chi conosce i Saints sa che questa richiesta non può portare a nulla di buono, ed infatti daremo il via ad una vera e propria guerra urbana per riacquisire il nostro status ed eliminare chiunque voglia opporsi al nostro predominio.

Il nostro campo di battaglia sarà la città di Steelport, interamente controllata dai Syndicate, e qui combatteremo con vecchi amici e tanti nuovi compagni; ogni personaggio avrà il suo folle carattere ed aggiungerà brio a tutte le missioni rendendole divertenti e più assurde di quanto già non siano. Questo è uno degli elementi meglio riusciti dell’intero titolo, al punto da migliorare di molto una storia che risulterebbe altrimenti fin troppo semplice e scontata (anche se del resto tra battaglie aeree a bordo di carri armati, scontri con zombie e “combattimenti alieni” nulla con i Saints è mai scontato).

 

Gameplay

Saints Row The Third Remastered presenta un gameplay sostanzialmente invariato rispetto al gioco originale; innanzitutto per sconfiggere il nemico dovremo conquistare tutti i territori della (discretamente ampia) mappa di gioco. Per fare ciò dovremo innanzitutto completare diverse tipologie di attività che verranno sbloccate con le prime missioni e che spazieranno dal effettuare truffe assicurative subendo incidenti il più gravi possibile, fino a compiere stragi a bordo di un carro armato. Inoltre dovremo acquistare tutti i negozi ed edifici presenti in ciascuna zona, cosa che ci garantirà anche un importante introito orario di denaro.

Oltre al denaro avremo bisogno di rispetto, e per guadagnarlo potremo completare le varie missioni principali o secondarie e le attività citate poc’anzi. Il tutto sarà gestito da un sistema di livelli che andrà progressivamente a sbloccare vari tipi di potenziamento suddivisi, ad esempio, in migliorie personali, riduzione dei danni, aumento delle munizioni, potenziamenti della gang e così via. Dopo averlo sbloccato, però, il potenziamento dovrà necessariamente essere acquistato utilizzando denaro.

saints row remastered

Saints Row non sarebbe degno di essere definito tale senza un buon numero di bocche da fuoco, molte delle quali fuori di testa; questa Remastered ovviamente non fa eccezione. Le armi si suddividono in pistole, mitragliette, fucili a pompa, fucili, esplosivi e speciali. Tutte le armi presenti (eccezion fatta per quelle dei DLC) possono essere potenziate dai numerosi armaioli presenti nella mappa di gioco per ottenere caricatori aumentati, riduzione del rinculo o persino aggiungere effetti particolari come i proiettili incendiari. Nella stessa maniera avremo a disposizione un vasto numero di veivoli e veicoli e anche questi ultimi potranno essere potenziati e personalizzati.

Alla campagna principale va poi ad associarsi la cosiddetta “modalità lorda”, si tratta di una sopravvivenza ad ondate che potremmo definire “singolare” per via delle combinazioni di armi in nostro possesso e nemici che andremo ad affrontare. Sia questa modalità che la campagna principale potranno poi essere giocate anche in modalità cooperativa online. Pertanto avrete la possibilità di seminare caos e distruzione o divertirvi anche in compagnia così da rendere il gioco più longevo.

saints row remastered

 

Longevità

Nonostante la durata di Saints Row The Third Remastered non risulti essere particolarmente consistente, il tutto risulta essere perfettamente commisurato alla tipologia di gioco. Infatti per completare la campagna principale avrete bisogno di poco meno di 10 ore di gioco. Queste possono anche raggiungere le 20 ore di gioco nel caso in cui vogliate dedicarvi a migliorare al massimo il vostro impero o raccogliere collezionabili in giro. Probabilmente una durata maggiore delle missioni principali avrebbe reso il tutto meno accattivante; al contempo però qualche aggiunta mirata alle attività e missioni secondarie avrebbe certamente migliorato la varietà senza cadere nella monotonia.

saints row remastered

 

Comparto Tecnico

Il lavoro svolto da Sperasoft con questa versione Remastered di Saints Row The Third è certamente di grande livello: le migliorie grafiche sono abbastanza evidenti, anche se qualche modello lascia un po’ a desiderare (ma vi ricordiamo che si tratta di una rimasterizzazione del titolo originale e quindi non una versione costruita da zero). La miglioria più evidente sul lato grafico è però merito soprattutto del lavoro svolto dal nuovo motore di illuminazione. Questo infatti riesce a rendere tutto estremamente più realistico di quanto non sarebbe in sua assenza.

Altra nota di merito va al lavoro sull’audio che introduce molti effetti non presenti nell’originale, come l’effetto della pioggia, e che aggiungono un buon livello di realismo. Le musiche poi risultano essere perfette per ogni circostanza rendendo tutto più vivo e adrenalinico; questo nonostante la colonna sonora non sia eccessivamente ricca di brani (come si può notare ascoltando la radio da qualsiasi auto). Nonostante tutto però anche qui ci sono alcuni problemi, anche se non eccessivamente gravi, come l’audio che non viene riprodotto in determinate circostanze per alcuni effetti.

Purtroppo sono presenti diversi bug e glitch che spaziano dalle “semplici” compenetrazioni errate, fino a veri e propri crash del gioco (nonostante non siano molto frequenti). Questo si associa poi anche ad un framerate che non riesce a mantenersi perfettamente stabile in tutte le situazioni anche su PlayStation 4 Pro.

Un nuovo Case si aggiunge alla gamma iTek Taurus Addressable RGB. Il suo nome è MAJES 20, è di colore nero, ed è disponibile in due varianti, MAJES 20 e MAJES 20 Mesh, che si differenziano unicamente per il frontale rispettivamente in vetro temperato oppure appunto mesh/traforato per chi è alla ricerca di un airflow al top.

Case itek

La finestra laterale è interamente in vetro temperato restituendo eleganza ed effetto pulito. Una della particolarità di questo chassis è certamente rappresentata dalle due ventole della serie T-Ring Advanced posizionate nella parte frontale, in quanto si tratta di ventole da 20cm con illuminazione addressable ARGB. Oltre ad offrire un eccellente ricircolo dell’aria, esibiscono un’incredibile resa estetica.

Case itek

Alle due ventole da 20cm ARGB si aggiunge una terza da 12cm, installata posteriormente, tutte collegate al comodo controller interno, che può gestire fino a 6 ventole/strisce LED ARGB. Due se ne possono montare nel top del case alternativamente a liquid cooler da 120mm o 240mm. Svariate sono le possibilità di gestione degli straordinari effetti di illuminazione: tramite software della scheda madre, tasti sul controller, tasto reset del cabinet oppure tramite il telecomando in dotazione con tecnologia a radiofrequenza (e non infrarossi), che garantisce un’egregia qualità di segnale.

Case itek

La struttura, molto solida, da 0,8cm di spessore, permette di installare al proprio interno le migliori componenti hardware disponibili ad oggi sul mercato: liquid cooling fino a 360mm, dissipatori CPU alti fino a 165mm, MB di ogni formato compreso E- ATX, schede video di ultima generazione collocabili anche verticalmente… tutto molto pratico da installare grazie all’ottimo cable management da 28mm. Facilmente fruibili anche ben 4 porte USB posizionate sul top, nello specifico 2 USB 2.0 e 2 USB 3.0.

Case itek

I Case iTek MAJES 20 e MAJES 20 Mesh sono già disponibili in Italia, li potrete acquistare online nei migliori e- commerce dal mese di maggio 2020 e presso tutti i rivenditori ufficiali iTek.
I prezzi suggeriti al pubblico:

  • Case MAJES 20 – € 89,90
  • Case MAJES 20 Mesh – € 87,90

Titania va ad aggiungersi alla lista dei numerosi Warframe Prime presenti nel gioco, con lei due nuove varianti Prime di armi, ovvero il Corinth e la Pangolin Sword.

Il nuovo Prime Access introdotto in Warframe riporta alla luce Titania, il Corinth e la Pangolin Sword nelle loro nuove varianti Prime. Avrete la possibilità di acquistare quattro diversi Pack relativi a questo Access:

  • Spellbind: include Corinth Prime, Pangolin Prime e 1050 platini.
  • Lantern: include le due armi, Titania Prime ed i suoi glifi esclusivi oltre a 2625 platini.
  • Prime Accessories Pack: include booster di crediti ed affinità da 90 giorni, la Syandana Gigelorum Prime e la Skin Cicada Prime per Archwing.
  • Razorwing: unisce il pacchetto Lantern e quello di Accessori affiancati da ben 3990 platini.

Warframe titania

Partiamo innanzitutto a parlare di Titania; questa nuova versione presenta, rispetto a quella base, una polarità Naramon ed una Madurai aggiuntive, una salute maggiore (125/375 contro 100/300), armatura maggiore (125 contro 100), energia massima aumentata (175/262 contro 150/225). Si tratta di un Warframe non molto blasonato ma ricca di potenzialità, specialmente in seguito al suo recente Rework che ha corretto e migliorato il funzionamento della sua abilità passiva; questa consisteva in un bonus al bullet jump che fondamentalmente non veniva sfruttato appieno a causa della sua quarta abilità. La nuova passiva e le sue abilità funzionano come di seguito:

  • Passiva: ogni abilità utilizzata conferirà un bonus, chiamato Upsurge, a tutti gli alleati entro 15 metri; questo ricaricherà la loro salute di 4 punti al secondo per 20 secondi.
  • Spellbind: i nemici lasciano cadere le loro armi e cominciano a fluttuare nell’aria; tutti gli alleati nei paraggi ricevono immunità da status (tenendo premuto il tasto dell’abilità Titania la utilizzerà su se stessa).
  • Tribute: seleziona uno dei quattro bonus ed attivala contro un nemico per indebolirlo e far si che lasci un’immagine residua che se raccolta conferirà il bonus scelto. Questi potenziamenti sono Thorns (riduzione del 50% del danno e ne riflette la stessa percentuale al nemico), Entangle (rallenta i nemici del 25%), Dust (riduce la precisione dei nemici del 50%) e Full Moon (fornisce un bonus ai nostri animali ed a quelli degli alleati del 75% al danno e del 50% di salute ed armatura).
  • Lantern: attivala contro un nemico per farlo fluttuare in aria e rendere tutti i nemici nei dintorni atratti da lui. Chi dovesse avvicinarsi subirà un danno nel tempo o essere coinvolto nell’esplosione allo scadere della durata dell’abilità (l’esplosione può anche essere attivata manualmente).
  • Razorwing: Titania si rimpicciolisce (diventando più difficile da colpire) ed utilizza il suo Archwing e le sue armi uniche, le Dex Pixia e la Diwata, oltre alle sue farfalle Razorflies le quali attaccheranno e distrarranno i nemici.

Warframe Titania

Allo stato attuale il Warframe Titania è dotata di una serie di abilità e di armi estremamente utili ed in grado di renderla estremamente efficace a livello di sopravvivenza e di danni inflitti. Purtroppo, al contempo, potrebbe essere migliorata ancora molto ad esempio facendo sì che i buff di Tribute vadano a scalare sulla potenza delle abilità, cosa che attualmente non accade; inoltre sempre quest’ultima abilità spesso e volentieri non funziona correttamente ed infatti anche utilizzando Thorns ed Entangle non si noteranno differenze. Ciononostante, grazie alla modalità di funzionamento di Razorwing, può essere utilizzata egregiamente con Aerodynamic ed Aviator per ridurre il danno subito in volo, questo associato alle sue dimensioni ed alta mobilità in questa fase la rendono molto difficile da uccidere. Qui di seguito trovate due build, una che sfrutta le due mod appena citate (e per la quale eventualmente si potrebbe sostituire Umbral Intensify con un’altra scelta) ed una più “semplice”:

Warframe titaniaWarframe titania

Le sue armi uniche sono invece incentrate una sulla probabilità di effetto (ovvero le Dex Pixia) ed una sulla probabilità di critico (la Diwata). Entrambe possono rivelarsi estremamente efficaci nel causare ingenti danni anche ai nemici più ostici in breve tempo, al punto che in questo la si potrebbe definire rivale di Mesa. Le Dex Pixia soprattutto hanno un’innata capacità di taglio davvero notevole, la quale se associata ad una build virale può rivelarsi estremamente efficace. Queste doppie armi presentano, però, lo svantaggio di essere estremamente lente, per cui sarebbe raccomandabile l’utilizzo di Gunslinger (come in questo caso) o di Anemic Agility; di seguito potrete trovare delle ottime build sia per le Dex Pixia che per la Diwata (con l’unica nota che eventualmente potreste considerare la possibilità di sostituire Augur Pact con Scorch per aggiungere danno da fuoco, con Magnum Force per aumentare il danno in generale, o infine con Target Cracker per aumentare il danno critico, nonostante la probabilità non sia eccessivamente alta):

Warframe titaniaWarframe titania

Passiamo infine a parlare delle due nuove armi introdotte in Warframe con il Prime Access di Titania, ovvero il Corinth e la Pangolin Prime. Si tratta di due armi dalle statistiche di base davvero eccellenti; partendo innanzitutto dalla Pangolin Prime abbiamo un danno di base più alto rispetto alla versione di base (248 contro 150 e con status principale taglio), probabilità critica aumentata (dall’8% al 26%) così come il moltiplicatore critico (che passa da 1,5x a 2,2x) e la probabilità di effetto (da 22% a 30%), infine una polarità Madurai aggiuntiva. Considerato tutto ciò non è difficile capire perchè quest’arma possa considerarsi tra le migliori corpo a corpo attualmente presenti nel gioco, specialmente nel caso in cui siate in possesso di una Riven da poter equipaggiare. Per poter sfruttare al meglio le capacità di critico e di effetto di quest’arma vi consigliamo una build ibrida come questa (con la possibilità di rimpiazzare Weeping Wounds o Sacrificial Steel con  una mod per il danno critico come Organ Shatter):

Il Corinth Prime, alla stessa maniera, finisce per ritrovarsi tra le migliori primarie attualmente presenti in gioco; questo anche grazie alle sue due modalità di fuoco, la principale in perfetto stile fucile a pompa (da usare per i nemici più duri a morire), mentre la seconda consiste in una vera e propria granata. Quest’ultima modalità di fuoco risulta essere al contempo la migliore per eliminare grandi quantitativi di nemici più deboli in pochissimo tempo (se vogliamo unica pecca dei fucili a pompa), ma anche l’unica pecca dell’arma poichè la granata deve essere necessariamente attivata da noi a mezz’aria per poter esplodere e, di conseguenza, non esploderà nel caso in cui dovesse impattare con un nemico o con un alleato.

Ciononostante quest’arma entra nell’Olimpo delle primarie grazie a probabilità di effetto aumentata (da 6% a 9% per il fuoco primario, dal 28% al 50% per il secondario), velocità di fuoco aumentata per il fuoco primario (1.42 vs. 1.17) ma ridotta per il secondario (0.667 vs. 1.17), caricatore aumentato (da 5 a 20 colpi), danno aumentato per il fuoco secondario (da 404 a 2200) ed infine una polarità Naramon aggiuntiva. Considerando tutto la build più efficace sarebbe una basata sulla probabilità di critico (vista la base di 30%) ed associata a danno virale ed Hunter Munitions come la seguente:

Vi ricordiamo che è possibile acquistare il Prime Access per ottenere accesso istantaneo a Titania Prime ed a Corinth e Pangolin Prime, o che è possibile cercare di ottenere tutte e tre direttamente in Warframe cercandone i relativi pezzi nelle reliquie riportate qui di seguito.

Titania Prime:

  • Schema (Lith M5)
  • Chassis (Neo M3)
  • Neurottiche (Meso E4)
  • Sistemi (Axi T5)

Corinth Prime:

  • Schema (Axi T4)
  • Canna (Meso C5)
  • Calcio (Lith C6)
  • Castello (Neo R4)

Pangolin Prime:

  • Schema (Neo P1)
  • Lama (Axi G4)
  • Elsa (Meso R3)

Call of Duty Modern Warfare 2 ritorna in versione HD completamente rimasterizzata con una delle più celebri esperienze per giocatore singolo; incluso gratuitamente lo speciale tema “Ghost” Digital Bundle per Call of Duty: Modern Warfare e per Call of Duty: Warzone!

Una delle esperienze narrative più iconiche e di maggior successo nella storia dei videogiochi è tornata; Call of Duty: Modern Warfare 2 Campaign Remastered, un miglioramento a tutto tondo della celebre esperienza per giocatore singolo. Il gioco è ora disponibile per PlayStation 4 su PlayStation Network, mentre sulle altre piattaforme è disponibile il pre-acquisto. Il gioco include l’intera campagna con incredibili effetti visivi in alta definizione: una risoluzione fino a 4K e supporto HDR su console; un framerate illimitato e supporto monitor su PC ultrawide.

Call of duty modern warfare 2

Pubblicato da Activision, Call of Duty: Modern Warfare 2 Campaign Remastered offre la risoluzione e i dettagli migliorati, animazioni rinnovate, audio rimasterizzato e molto altro ancora. In questa celebre esperienza, originariamente sviluppata da Infinity Ward e ora ri-masterizzata da Beenox, i giocatori si arruolano come membri della Task Force 141 e Operatori Tier 1 in una serie mozzafiato di missioni per salvare il mondo dalla distruzione. In questa intensa esperienza narrativa ritornano “Cliffhanger”, “Takedown”, “No Russian” e molto altro.

Call of duty modern warfare 2

La campagna di Modern Warfare 2 è stata incredibile. Ricordiamo tutti l’impressione che la storia ci ha lasciato. Questa campagna è stata davvero speciale e ringraziamo Infinity Ward per aver creato un’esperienza così straordinaria”, ha dichiarato Thomas Wilson, Co-Studio Head di Beenox. “Ripristinare e rimasterizzare questa campagna per una nuova generazione di giocatori è stato per il nostro team un lavoro fatto con amore. Volevamo assicurarci che le sensazioni e la potenza della narrazione fossero rappresentate accuratamente con elementi visivi in alta definizione e con la più recente audio fidelity”.

Call of duty modern warfare 2

Call of Duty: Modern Warfare 2 Campaign Remastered è ora disponibile su PlayStation. Coloro che l’acquisteranno, riceveranno gratuitamente insieme all’acquisto anche l’Underwater Demo Team Classic Ghost Bundle per Call of Duty: Modern Warfare, tra cui la skin UDT dell’operatore Ghost ispirata al livello della campagna “L’unico giorno facile…era ieri” caratterizzato da un movimentato tentativo di salvataggio di ostaggi da una piattaforma petrolifera al circolo polare artico.

Call of duty modern warfare 2

Oltre alla skin dell’operatore Ghost, i giocatori riceveranno anche due progetti di armi, un portafortuna per arma, una nuova mossa finale, una battuta, una scheda telefonica animata, un emblema e due Battle Pass per i salti di livello, tutti per accesso immediato su Call of Duty: Modern Warfare e nel più recente Call of Duty: Warzone.

I giocatori possono pre-acquistare Call of Duty: Modern Warfare 2 Campaign Remastered per le altre piattaforme e ricevere subito l’Underwater Demo Team Classic Ghost Bundle per Call of Duty: Modern Warfare insieme alla skin UDT dell’Operatore Ghost.

Lo studio di sviluppo di Donkey Crew ha annunciato oggi che il loro tanto atteso survival MMO, Last Oasis, è ora disponibile in Early Access tramite Steam!

Il nuovo Last Oasis, oltre ad essere ora disponibile in Early Access, sarà anche scontato per i prossimi 7 giorni per aiutare i videogiocatori in questa fase di quarantena. Il gioco sarà infatti acquistabile tramite Steam con uno sconto del 17%, dopodiché tornerà al suo prezzo standard di 29,99€.

Last Oasis early access

Ambientato centinaia di anni nel futuro, Last Oasis vede mette i giocatori nei panni di un nomade che dovrà viaggiare ed esplorare un pianeta Terra profondamente cambiato e ricco di pericoli. Tempo fa, infatti, un cataclisma ha distrutto la Luna e bloccato la rotazione terrestre causando la formazione di due habitat estremi; tra un torrido deserto ed una landa ghiacciata troviamo, infine, una piccola zona ospitale ed abitabile. I nomadi sono ora costretti ad attraversare questo ostile territorio sfruttando i Walkers: macchine di legno in grado di muoversi con la forza del vento ed al contempo utili basi adattabili al trasporto, alla coltivazione e persino al combattimento.

Last Oasis Early access

In Last Oasis il sole arde la terra ad ovest, trasformando tutto in polvere, per sopravvivere gli abitanti sono così costretti ad esplorare i nuovi territori ad est che lentamente vengono liberati dal ghiaccio. I sopravvissuti del genere umano hanno costruito una grande città mobile, Flotilla, la quale costituisce ormai l’ultimo baluardo per l’umanità. Sarà dunque essenziale recuperare risorse e combattere con pericolosi clan di predoni al fine di tenere in movimento la città!

Last oasis early access

Florian Hofreither, direttore creativo di Donkey Crew e capo del progetto, ha dichiarato: “Siamo emozionati per la pubblicazione in Early Access del nostro nuovo Last Oasis; nonostante i tempi duri che stiamo affrontando i nostri beta tester hanno svolto un lavoro eccellente nell’intera fase di closed Beta per aiutarci a migliorare e dar forma al nostro gioco. Vogliamo cogliere quest’opportunità per ringraziarli ed incoraggiare lo stesso grado di contributo e coinvolgimento da parte di tutti i nuovi giocatori che saremo lieti di accogliere nella nostra crescente community”.

I Nomadi possono unirsi alla community di Last Oasis seguendo @OasisNomad su Twitter, unendosi al canale ufficiale di Discord e tenendo d’occhio la community di Steam per ricevere regolarmente aggiornamenti dal team di sviluppo.