Sviluppato in esclusiva per PS4 dal pluripremiato studio Media Molecule, creatori di Little Big Planet e Tearaway, Dreams esprime appieno la sconfinata passione dei suoi creatori per la sperimentazione nelle esperienze videoludiche.

Annunciato ufficialmente nel 2015, alla conferenza E3 di Sony Computer Entertainment, dopo una fase di closed-beta, Dreams è ora utilizzabile da tutti i possessori di PlayStation 4, nella sua forma non definitiva, l’early-access.

Del resto, Media Molecule non è nuovo ai progetti “particolari” in grado di enfatizzare le peculiarità della piattaforma (vedi Teraway su PS Vita) e di stimolare l’acume, l’intelletto e la logica del destinatario dell’opera. Se, però, in un Little Big Planet questo era finalizzato al progredire su un contesto già pronto, con Dreams il team di sviluppo vuol permettere ai giocatori di creare il proprio progetto, rendendo il tutto più accessibile attraverso un software che è allo stesso tempo editor e raccoglitore di videogames.

“Crea giochi, musica, film, opere d’arte… e tutto ciò che riesci a immaginare in un universo di creatività in continua espansione.”

Ad avere, così, un’estrema importanza è (e sarà) la community che può creare, offrire, attingere, collaborare e mescolare porzioni di Sogni dando vita ad un “database” onirico (dalla qualità altalenante) senza apparenti limiti.

Dreams è un sandbox ambizioso, con potenzialità così grandi che è difficile farlo rientrare in una categoria di videogioco. È quindi più corretto parlare di strumento vero e proprio, tramite il quale dare sfogo alla propria creatività senza grandi limiti: un motore di gioco al pari di Unity o Unreal Engine, ma allo stesso tempo anche una serie di giochi nel quale perdersi per una quantità di ore potenzialmente infinita.

Del resto siamo tutti ex-bambini e “Ogni bambino è un’artista. Il problema è poi come rimanere un’artista quando si cresce.” Con Dreams possiamo almeno provare a continuare ad esserlo.

Zapping nel Sogniverso

Parlando del gioco vero e proprio, nonostante il tema più onirico, non siamo molto distanti da LittleBigPlanet, dal momento che il concetto della creazione e della condivisione sono anche in questo caso le colonne portanti della produzione britannica. In Dreams, gli strati ludici sono due: la fruizione dei contenuti creati da MM e dai giocatori, e la creazione. Quanto al primo aspetto, ci dividiamo tra i tutorial e una forma interattiva di zapping. Possiamo infatti passare da una creazione all’altra in pochissimo tempo, quasi all’istante, come in una sorta di Netflix dei videogiochi.

Concretizzare un Sogno non è così semplice

Non c’è da aspettarsi di avviare il gioco e di dar vita ad un nuovo Tripla A con gli strumenti offerti. Non per il fatto che non si possano creare contenuti di grande qualità ma perché non è immediato padroneggiare quello che effettivamente è un programma di sviluppo e che certamente può essere più accessibile a chi ha già esperienza nel settore.

Dreams è, però, impostato per “cominciare da zero” grazie ad una modalità tutorial che istruisce a partire dai controlli di base, che siano il DualShock 4 o i Move, passando per la programmazione vera e propria di tutto ciò che è possibile gestire in un videogame: personaggi, ambientazioni, interazioni, animazioni, illuminazione, effetti, modellazione poligonale, texturizzazione, sonoro (con tantissimi elementi suddivisi in categorie, menù e sotto-menù, selezionabili, personalizzabili e articolabili attraverso un sistema a nodi).

Ogni sezione del tutorial, suddivisa in più fasi, è “interattiva” e pone al giocatore degli obbiettivi da raggiungere, step by step, seguendo le indicazioni mostrate tramite una video-guida.

Suggeriamo agli utenti di non aver fretta: spesso “noi giocatori” siamo orgogliosi e frettolosi, non vogliamo star dietro ad una voce che ci suggerisce cosa fare, quando e come farlo; amiamo cimentarci direttamente nelle imprese e imparare “sfidando” eventuali difficoltà. Non è il modus operandi che consigliamo di adottare su Dreams. Riteniamo i tutorial una parte fondamentale dell’esperienza ludica: permettono di abituarsi alla mappatura dei comandi, ad un tipo di “intrattenimento” diverso, sbloccano elementi utili nelle progettazioni future e forniscono le basi di “logica” necessarie per poi intraprendere un percorso autonomo nel quale, fidatevi, ci saranno tantissimi modi e tempo per sbattere il muso e imparare qualcosa che le guide non hanno esplicitamente spiegato.

In Dreams, i giocatori controlleranno un folletto, imp, il quale permetterà di interagire con il mondo circostante (come un cursore del mouse) e di creare personaggi e nuovi oggetti. Il folletto è personalizzabile, e i giocatori ne possono cambiare l’umore disegnando sul touchpad del controller.

I livelli di Dreams sono separati da diversi segmenti chiamati “dreams”(sogni), quest’ultimi sono connessi tra di loro mediante dei passaggi, come delle porte. Vi sono diversi puzzle ed enigmi, che devono essere risolti usando le abilità dell’imp e dei personaggi posseduti. Gli oggetti raccolti, nei sogni, dai giocatori possono essere usati per alterare e modificare lo stato del mondo del gioco.

I giocatori possono creare, nel gioco, i propri livelli usando oggetti personalizzati e pre-costruiti. Questi possono poi essere condivisi online con gli altri giocatori. Il che lo rende una sorta di Motore Grafico per la PlayStaton.

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