La fiera tedesca di colonia è l’evento dedicato ai videogiochi con la maggiore affluenza registrata al mondo, un po’ per la sua collocazione strategica e poi per la presenza di uno showfloor con titoli giocabili che farebbe invidia anche all’E3. La fiera è inoltre un importante incontro per gli annunci di fine anno e, difatti, quest’anno a padroneggiare la scena è stata nVidia che durante il proprio keynote ha presentato le nuove GPU della famiglia GeForce RTX.

In realtà, le imminenti nVidia GeForce RTX erano sbucate online già qualche giorno prima grazie a dei leak di terze parti, tant’è che durante la presentazione, il CEO di nVidia, Jensen Huang, ha esordito con “benvenuti alla presentazione della nuova GTX 1180 (scimmiottando i presenti)… credo sia stato il leak più grande mai visto“; detto questo veniamo a noi. Al momento non son state pubblicate recensioni ufficiali su queste nuove GPU e non arriveranno prima del 14 settembre (data di lancio di Shadow of the Tomb Raider, coincidenza?), di conseguenza proseguiremo con quel che sappiamo sia sul lato tecnico che prettamente hardware.

La principale novità introdotta con le nuove GeForce RTX è il Ray Tracing in real-time, tecnologia che, senza scendere troppo nello specifico, permette di elaborare scene in 3D con effetti d’illuminazione e rifrazione mai visti prima, vi basti pensare ai film in CGI della Disney o Pixar per avere un’idea del possibile livello di dettaglio raggiungibile, con la sostanziale differenza che fino ad oggi questo genere di tecnologia era inapplicabile nei videogiochi poichè il render per un singolo frame in Ray Tracing poteva richiedere anche dei giorni per via della complessità dell’algoritmo utilizzato che, diversamente dal classico raster richiede una potenza decisamente superiore e fuori portata per i RIG casalinghi, almeno fino ad oggi.

Grazie al nuovo chip denominato Turing, nVidia è riuscita ad affiancare al classico core principale della GPU altre unità di calcolo, rendendo dunque il cuore delle nuove schede un sistema ibrido, capace di elaborare nello stesso tempo diversi task tra cui, per l’appunto, il Ray Tracing e senza appesantire drasticamente il carico della GPU. Detto questo c’è da dire che, ad oggi sono trapelate alcune info sulle prestazioni in Ray Tracing della RTX 2080Ti, modello di punta della nuova famiglia di GPU, e parrebbe che sia capace di eseguire Battlefield V in RT a 60FPS solo a 1080p, mentre per il nuovo Shadow of the Tomb Raider si parla di soli 30FPS e sempre a 1080p con Ray Tracing attivo.

Se le voci fossero veritiere ci troveremmo d’innanzi ad un poderoso passo in dietro in termini di risoluzione e fluidità di gioco ma, essendo queste informazioni basate solo ed esclusivamente sulla nuova tecnologia Ray Tracing e testate su titoli non ancora usciti e privi oltretutto di driver ottimizzati, restano dunque info che van prese con la dovuta cautela.

La vera difficoltà non è rappresentata infatti della potenza o meno delle nuove nVidia GeForce RTX ma da come gli sviluppatori abbracceranno la nuova tecnologia, poiché, probabilmente non tutti inizieranno ad appoggiare il Ray Tracing da oggi; è dunque doveroso attendere che i tempi siano maturi per poter apprezzare appieno tale tecnologia a meno che non vi dotiate di due GeForce RTX 2080Ti (2600€ di GPU).

Oltre al Ray Tracing, nVidia introduce anche il concetto di AI applicata ai videogame, lanciando di fatto una nuova forma di Anti Aliasing denominata DLSS che promette di fare veri e propri miracoli in termini di resa grafica, avendo mostrato al pubblico la demo in Unreal Engine di Inflitrator in 4K a 60FPS sfruttando tale tecnologia, dichiarando che avrebbe potuto girare a frame-rate più elevati disabilitando il VSYNC.

La campagna marketing di nVidia è stata oltretutto parecchio forviante, introducendo nuove unità di misura per la potenza di calcolo delle GPU, passando da TFLOPS a RTX-OPS e GigaRays che, attenzione, simboleggiano solo ed esclusivamente la potenza relativa al calcolo in Ray Tracing, assolutamente non paragonabile dunque con le schede video della serie GTX 10xx, poiché non progettate con il Ray Tracing in mente.

D’altro canto nVidia prosegue dicendo che le nuove RTX 20xx saranno ben sei volte più veloci della precedente generazione ma, fin tanto che non abbiamo benchmark tangibili su cui poterci basare, resta tutta fuffa; anche se, molto probabilmente ci troveremo di fronte al classico gap prestazionale del 20-30% rispetto alla generazione precedente (mera speculazione). 

Ad ogni modo nVidia ha presentato le GeForce RTX 2070, 2080 e 2080Ti e, aprite le orecchie, prima d’ora non era mai stata rilasciata al lancio una versione “Ti”, è dunque plausibile l’arrivo di una nuova possibile TITAN che sfrutti la totalità dei CudaCore presenti sul chip Turing, visto che le nuove QUADRO RTX 8000 presentate al GDC montano ben 4608 core contro i 4352 della punta di diamante rappresentata dalla RTX 2080Ti.

Le nuove schede saranno disponibili in versione Founders Edition (con un nuovo dissipatore dual-fan vapor chamber) e standard o modificate da terze parti, difatti, a colonia erano presenti anche modelli di ASUS, MSI ed EVGA parecchio interessanti che arriveranno sul mercato a partire dal 20 settembre, data del lancio fissata da nVidia per RTX 2080 e 2080Ti mentre la più piccolina ed appetibile GeForce RTX 2070 arriverà solo ad ottobre.

I prezzi seguono sfortunatamente in trend degli ultimi mesi lanciando dunque la RTX 2070 a 649€, RTX 2080 a 869€ ed RTX 2080Ti a ben 1279€, prezzi riferiti ai modelli Founders Edition disponibili in pre-order sul sito ufficiale nVidia. Prezzi certamente non per tutte le tasche che fanno un po’ pensare, soprattutto in vista delle vociferate performance poco lodevoli con Ray Tracing attivo.

Non ci resta che attendere il 14 settembre per poter mettere mano su qualche sample o recensione e discutere nuovamente con voi delle nuove GPU e voi, cosa ne pensate? 

 

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