All’evento Lenovo a Milano abbiamo avuto modo di vedere e toccare con mano i nuovi Moto Z e Z Play. Due smartphone modulari pensati per poter soddisfare i bisogni di ogni utente. Come ci sono sembrati? Scopriamolo insieme!

Partiamo facendo una veloce premessa: Negli ultimi anni la storia di Motorola è stata piuttosto travagliata con la società che è passata da un compratore all’altro senza riuscire a tornare ai fasti degli anni ’90/’00, dove insieme a Nokia (che non ha avuto sorte migliore) letteralmente dominava il mercato. Dal 2015, dopo essere stata sotto la grande G (per cui ha prodotto, tra gli altri, il Nexus 6), è passata in mano ed è stata acquisita da Lenovo, che ora annuncia la nuova serie di modelli Moto Z, con i quali cerca di riguadagnare il terreno perso in un mercato che la vede rincorrere la concorrenza da ormai troppo tempo.
Annunciati a tutto il mondo durante l’IFA2016, in Italia sono stati presentati a Milano il 28 settembre, durante un evento che ha visto coinvolti anche tutti gli altri settori di Lenovo, compreso quello dei tablet e dei portatili da gaming.

Senza dilungarci ulteriormente andiamo quindi a scoprire il Moto Z e il Moto Z Play.

Esteticamente si presentano in maniera davvero eccellente: corpo interamente in metallo, ultrasottile, design raffinato e molto gradevole alla vista, fotocamera sporgente (che può creare forse qualche problema se siete sprovvisti di cover e volete appoggiarlo su un tavolo, ma di questo parliamo dopo), display 5.5” Quad HD e FullHD (Rispettivamente lo Z e lo Z Play). Anche da un punto di vista di funzionalità non si fanno mancare nulla: NFC, Bluetooth 4.0, usb type-C, lettore di impronte digitali e Android 6.0.1 (che probabilmente verrà aggiornato alla settima versione del sistema operativo targato Google).

moto-mods-hasselblad-landingpage-hoverMa la vera novità di questi due dispositivi non riguarda gli aspetti classici a cui tutti i dispositivi di fascia alta ci hanno ormai abituati, bensì si può osservare sul retro della scocca, in basso. Qui, infatti, troviamo un piccolo attacco magnetico con un connettore chiamato “Moto Mods™”, il quale permette di collegare allo smartphone una serie di moduli che hanno le funzioni più disparate. Già, Motorola (E Lenovo con lei) punta tutto sulla modularità e, a differenza di Lg con il suo G5, sembra crederci davvero e punta a fare le cose in grande stile. I primi moduli presentati sono infatti cinque: una batteria aggiuntiva da 2200 mAh, una fotocamera con zoom ottico, flash e otturatore fisico targato Hasselblad, Speaker stereo brandizzato JBL e un proiettore portatile (avete capito bene, UN PROIETTORE PORTATILE!). A questi si aggiunge una semplice cover magnetica per non lasciare “scoperto” il retro del telefono.
Non solo, in fase di presentazione Motorola ha promesso di sostenere eventuali sviluppatori di terze parti che vorranno produrre ulteriori moduli e una piena compatibilità tra moduli e smartphone di generazioni future.

product-grid-img-speaker-row-2x-hover6n3voqq6Da quello che abbiamo avuto modo di provare, la cassa e la fotocamera sono i due dispositivi che ci hanno colpito di più: Ottima qualità audio e di ripresa fanno questi due accessori un must have per chi non si accontenta dei semplici strumenti in dotazione con lo smartphone.

La nota dolente arriva sui prezzi, non proprio accessibili: Si parte da una base di 699 € per il M0to Z e 499 € il Moto Z Play. Per i moduli invece, dovremo sborsare 89 € per lo speaker della JBL, 70 per la batteria (il modulo più “economico”), 259 per la fotocamera e ben 399 per il proiettore. Insomma, si tratta di dispositivi che sicuramente non sono adatti a tutte le tasche, anzi.

Noi di Geexmag ci sentiamo di promuovere lo sforzo innovativo di Motorola, anche se con qualche riserva (soprattutto per quanto riguarda i prezzi). Troviamo che sia importante, in generale, non soltanto nel caso specifico, cercare costantemente di innovare e di proporre all’utenza e al pubblico miglioramenti e soluzioni tecnologiche sempre all’avanguardia. Il concetto stesso di modularità stuzzica la nostra curiosità e ci fa guardare speranzosi ad un futuro in cui l’offerta della tecnologia portatile possa essere maggiormente personalizzabile a seconda dell’uso che il singolo utente ha bisogno di fare.

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