Days Gone fu presentato da Sony all’E3 2016 e, da allora non è stato seguito dagli appassionati con lo stesso interesse generalmente riservato alle esclusive della casa Nipponica. Oltre ad essere una nuova ed inattesa IP, Days Gone rappresenta il rilancio della software house “Bend Studio” che diede i natali a Gabe Logan, eroe della celebre serie Siphon Filter; saranno riusciti nell’impresa? Scopriamolo nella nostra recensione.

Di primo impatto Days Gone potrebbe sembrare un “more of the same” fortemente incentrato sugli Zombie in stile The Last of Us. Non sareste ne i primi ne gli ultimi a pensare una cosa simile, ed effettivamente questo potrebbe essere l’impatto trasmetto durante le primissime ore di gioco, eppure…

…superate le prime dieci ore di campagna, si capisce immediatamente che Days Gone ha molto più da offrire di quel che si possa pensare e, non è in alcun modo un copia ed incolla scopiazzato da altre grandi produzioni. Per certi versi, gran parte delle meccaniche presenti in questa nuova avventura targata Bend Studio strizzano brillantemente l’occhio a The Last of Us e State of Decay che, per quanto estremamente differenti, si rispecchiano perfettamente nella formula messa in campo dalla nuova IP Sony.

Days Gone è un titolo open-world con una forte componente narrativa che funziona alla grande.

Il mondo è stato devastato a seguito della “pandemia”, un virus che ha mutato gran parte della popolazione in Zombie molto feroci ed estremamente diversi da quanto visto in The Last of Us o adattamenti cinematografici in stile The Walking Dead.

I “Furiosi”, così denominati dai superstiti, si muovono in gruppo ed una volta avvistata la preda si fionderanno velocemente e freneticamente su di essa, senza lasciare scampo.

In questo inferno vestiremo i panni di Deacon St. John, ex-motociclista facente parte di una gang denominata Monglers, che durante gli eventi scatenanti il filone narrativo principale, perde la moglie in un tragico incidente.

Days Gone è pieno zeppo di colpi di scena, alcuni prevedibili ed altri veramente riusciti che vi terranno col fiato sospeso per circa 30 ore, tempo necessario per completare la trama; se invece s’intende completare tutte le attività secondarie come: avamposti, accampamenti nemici, taglie e molto altro, non vi basteranno 100 ore di gioco.

Come detto poc’anzi Deacon è un motociclista e per spostarsi nell’enorme mappa di gioco, ha a sua disposizione una moto che rappresenta il fulcro dell’azione durante le traversate da un punto all’altro della mappa, ammesso che abbiate a disposizione la benzina necessaria…

Il mezzo è customizzabile praticamente in ogni parte, sia meccanicamente che solo per pura estetica con livree e decal vari. La nota dolente però arriva proprio durante la guida, infatti, non saranno poche le volte in cui vi troverete contro un albero senza nemmeno farci caso, questo perché l’handling del veicolo è gestito in maniera un po’ troppo arcade, non lasciando molto spazio agli errori da parte del giocatore. Dovrete farci il callo.

Il sistema di combattimento invece funziona magnificamente. Potrete destreggiarvi tra armi da fuoco, da mischia, trappole ed oggetti da lancio come molotov, granate e molto altro ancora. Il numero di armi a disposizione è particolarmente corposo; ne potrete sbloccare diverse presso gli accampamenti (dopo aver guadagnato la fiducia degli stessi accampamenti amici), ed è anche possibile raccogliere le armi lasciate dai nemici o trovarne di nuove lungo il cammino.

Oltre all’utilizzo di bocche da fuoco, è possibile cimentarsi in scontri all’arma bianca mediante l’utilizzo di mazze di accette, mazze da baseball, coltelli ed altri oggetti di fortuna che possono essere trovati praticamente ovunque ed adattati ad ogni situazione, tenendo conto però che hanno un indice di distruttività e quindi, non dureranno all’infinito a differenza del coltello da fianco che, seppur poco potente non potrà essere distrutto.

Inoltre è presente anche un sistema di crafting, facilmente accessibile e molto simile a quello visto in TLOU, con il quale potrete costruire oggetti di primo soccorso, bombe e trappole varie, estremamente utile poiché, per quanto siano sparse numerose risorse nel mondo di gioco, la versatilità del sistema permette di potersi adattare a molteplici situazioni rendendo interessante anche la parte survival del titolo.

Molta enfasi è stata concessa allo stealth, non per niente la maggior parte delle sessioni di gioco può essere affrontata con un approccio silenzioso che risulta, anche alla lunga, molto appagante e soddisfacente. Meccanica che piacerà molto agli amanti del genere stealth.

Altra meccanica interessante ed inedita presentata in Days Gone è la presenza delle orde: dei veri e propri fiumi di zombie pronti ad attaccarvi in qualsiasi istante; feroci, inarrestabili e difficili da gestire. In questi casi lo studio dell’ambiente circostante ed il corretto uso dei consumabili ed armi a nostra disposizione sarà fondamentale per sgominare la moltitudine di avversari su schermo, centinaia in alcuni casi.

Tralasciando le orde che richiedono ingegno e strategia per essere affrontate, lo stesso non si può dire degli altri nemici. Non per niente l’IA di Days Gone non è delle migliori e mostra il fianco in più situazioni; non aspettatevi dunque nemici capaci di stanarvi in ogni dove, anche se, una volta avvistato Deacon non molleranno l’osso facilmente.

Purtroppo però non è tutto oro quel che luccica e Days Gone non brilla per niente sotto il comparto tecnico. Sia chiaro, il titolo Bend Studio si difende benissimo sotto il punto di vista grafico, presentando degli scorci mozzafiato, un open-world vivo e dinamico, texture ben fatte ed un sonoro di prim’ordine con un doppiaggio che, anche in Italiano, regala uno spessore che molte produzioni non hanno.

I problemi di Days Gone però sono tutti di natura tecnica, in primis, i caricamenti sono veramente estenuanti, soprattutto quelli iniziali che possono arrivare a passare anche i due minuti; inoltre tra una missione e l’altra è presente un caricamento che, delle volte viene mascherato dalle cut-scenes ma che nella maggioranza dei casi spezza l’azione.

Il frame-rate è ballerino, ma non ballerino alla “Baryshnikov”, invece, più simile ad una foca in tutù con la grazia d’una balena. Davvero non ci siamo, il gioco stenta a raggiungere i 30FPS e durante gli spostamenti in moto il tutto diventa molto più evidente che durante i combattimenti.

Durante le orde poi, si possono notare dei cali ancora più evidenti che danno quasi una sensazione al rallentatore. Seppure siano uscite diverse patch, i problemi persistono ancora e difficilmente verranno risolti; probabilmente per via della poca dimestichezza del team di sviluppo che, “pare” non conoscere a fondo l’Unreal Engine, motore grafico con il quale moltissime produzioni di successo sono approdate sia su PlayStation 4 che Xbox One; non è dunque un problema dell’hardware di PlayStation ma bensì d’ottimizzazione del codice.

Ci teniamo a precisare che abbiamo provato il gioco su PlayStation 4 PRO e non abbiamo un riscontro relativo alla versione standard della console Sony.

Tralasciando un comparto tecnico altalenante, Days Gone rimane un ottimo titolo che, al netto dei difetti, è capace di regalare emozioni forti e per certi versi inedite. Lo consigliamo caldamente agli appassionati dei videogame a sfondo post-apocalittico ed agli amanti dei giochi open-world. Days Gone resta un’esclusiva Sony inaspettata e di pregevole fattura, magari non al pari con produzioni maggiori ma che vi porterà in un mondo che difficilmente dimenticherete.

Abbiamo potuto provare una delle esclusive Sony più attese presso la Milan Games Week, si tratta appunto di Days Gone ed ecco le nostre prime impressioni.

Days Gone è una nuova IP sviluppata da Sony in esclusiva per PlayStation 4; sostanzialmente si tratta di un titolo open world ambientato in un mondo ormai dominato da creature simili a zombie e bande di razziatori. La demo giocabile era suddivisa in due modalità: una missione tratta direttamente dalla storia, e la cosiddetta modalità sopravvivenza. Nella prima dovevamo infiltrarci in un’officina per recuperare un pezzo di motocicletta di cui avevamo bisogno, questo passando attraverso alcune strutture infestate da queste creature. Ovviamente è possibile adottare un approccio furtivo eliminando i nemici silenziosamente o evitando di farci vedere, oppure correre direttamente verso l’obiettivo ad armi spianate ma con il rischio di essere inseguiti.

Nella seconda parte della demo di Days Gone, la modalità sopravvivenza, invece, l’obiettivo era riuscire ad eliminare un’orda di zombie senza essere uccisi per poi sopravvivere alle successive. Quest’orda è dotata di un indicatore di salute che riassume la spaventosa quantità di creature che la compongono ed eliminarle richiede un pizzico di strategia, poichè utilizzare semplicemente le armi per falciarli uno ad uno porterà inevitabilmente all’esaurimento delle nostre munizioni. Per questo motivo sono presenti alcuni elementi come barili esplosivi, cisterne di gas e tronchi impilati così da riuscire ad eliminarne diversi contemporaneamente, oppure pantani di fango e container dalle porte sbarrate a metà per rallentarli e cercare di affrontarli in numero ridotto.

Per quanto riguarda l’equipaggiamento utilizzabile è presente una ruota attraverso cui abbiamo notato la possibilità di trasportare un’arma principale, una secondaria ed una speciale, oltre che un’arma corpo a corpo (ciascuna delle quali sarà probabilmente caratterizzata da un diverso livello e grado di rarità) e quattro gadget come granate e trappole. Esplorando abbiamo anche potuto raccogliere alcuni elementi come piante ed oggetti quotidiani che in tutta probabilità serviranno per creare nuovi oggetti utili. Parlando infine della grafica di Days Gone abbiamo potuto apprezzare un lavoro di ottimo livello che va ad incidere positivamente sul grado di realismo che il titolo cerca di trasmettere; unica pecca risiede nell’instabilità del framerate che speriamo venga corretta prima dell’uscita.

Ancora una volta Call Of Duty WWII si espande e, con The War Machine vengono introdotte tre nuove mappe multigiocatore, una nuova operazione ed una nuova mappa zombie.

Ancora una volta torniamo a parlare di Call Of Duty WWII avendo già trattato il gioco principale e la sua prima espansione The Resistance; questa volta parliamo del secondo maxi contenuto aggiuntivo intitolato The War Machine.

Questo nuovo DLC aggiunge alla modalità multigiocatore tre nuove mappe intitolate Dunkirk, Egitto e V2, assieme ad una nuova operazione per la modalità guerra intitolata Operazione Husky e l’immancabile mappa extra per la modalità zombie chiamata Il Trono D’ombra. Di seguito procederemo nell’analizzare ciascuna di queste nel dettaglio cercando di descriverne punti di forza e punti deboli.

Dunkirk

Ambientata nella città francese di Dunkirk, lungo la sua area di costa, questa mappa sviluppata principalmente in lunghezza presenta su un fianco una porzione di spiaggia abbastanza scoperta (la fanno da padrone solo alcuni veicoli ed una barca arenata, oltre che un piccolo edificio ad un polo), mentre sull’altra troviamo diverse stradine che si sviluppano dietro a due edifici costruiti su due piani e che si fronteggiano nella parte centrale della mappa.

In generale troviamo che Dunkirk sia una location di gioco sicuramente molto ispirata ma dedita un po’ più al combattimento a distanza che a quello ravvicinato dato che i due team riescono a creare delle vere e proprie linee di confine difficilmente oltrepassabili; in questo modo si riduce pressoché a zero la possibilità di infiltrarsi dietro le linee nemiche e ci si trova a poter avanzare quasi solamente in gruppo.

Egypt

Per la prima volta WWII ci porta nel Nord Africa, infatti questa nuova mappa ci permetterà di combattere esattamente ai piedi alle piramidi di Giza, in prossimità della Grande Sfinge. Riteniamo che questa possa essere considerata una delle migliori mappe create per questo gioco per via della sua intricatezza e level design, con numerose strade e nascondigli ed un ottimo sviluppo su due livelli che permette una grande interazione tra piano sopraelevato e piano terra.

Sostanzialmente questa area rettangolare presenta un solo fianco ampio e carente di coperture (per la gioia dei cecchini) ed un grande tempio centrale circondato da numerose aree ricolme di coperture e strade. Considerata nel suo insieme Egypt risulta essere estremamente versatile per ogni tipo di combattimento ed approccio, lasciando ad ogni tipo di giocatore la possibilità di giocare secondo il proprio stile.

V2

Ancora una volta torniamo in Germania, questa volta però in una zona rurale dove è stato costruito un sito missilistico di ricerca. Questa piccola mappa quadrata si sviluppa attorno ad una torre di lancio per missili situata centralmente e che rappresenta l’unico punto costruito su più livelli, ben tre per l’esattezza, di cui uno inferiore che serve principalmente a collegare le porzioni laterali dell’area, e i restanti due utilizzabili per colpire dall’alto gli ignari avversari. Per le sue dimensioni questa location risulta essere principalmente dedita a scontri rapidi e ravvicinati.

Operazione Husky

La nuova mappa per la modalità guerra introdotta con The War Machine ed intitolata Operazione Husky ci porterà in Italia, durante l’assalto da parte degli alleati alla macchina nazista. Innanzitutto il compito degli attaccanti sarà quello di recuperare dei dati relativi ad alcuni bersagli strategici a Palermo e Napoli da colpire con i bombardieri come in un classico cattura la bandiera.

Dopodiché si passerà a conquistare una stazione radio allo scopo di comunicare ai bombardieri dove colpire ed infine ci sarà una sezione di volo a bordo di caccia (con visuale in “terza persona”) dove lo scopo delle due squadre sarà quello di distruggere 25 aerei nemici per primi. Nel complesso un’operazione che riprende diverse meccaniche da altre modalità multiplayer ma introduce l’interessante possibilità di eseguire uno scontro aereo.

Il Trono D’ombra

Con The War Machine questa volta l’inseguimento di Straub da parte dei nostri nuovi eroi li porterà nel cuore di Berlino, messo a ferro e fuoco dalla guerra, dove il folle dottore ha in mente di scatenare l’esercito di non morti per spazzare via le forze d’assalto degli Alleati. La location tedesca risulta essere a nostro avviso tra le migliori riuscite fino ad ora a livello estetico e di atmosfera, con ambientazioni oscure e lugubri in un ottimo stile horror.

Non mancheranno come di consueto una nuova arma ammazza-zombie, nuovi inquietanti orrori non morti da uccidere ed un complesso ed intricato easter egg che abbiamo particolarmente apprezzato per avanzare in questa parte di storia.

Ubisoft ha svelato i primi dettagli su Operazione Chimera e sull’evento Outbreak, due dei principali contenuti che andranno a inaugurare il terzo anno di Tom Clancy’s Rainbow Six Siege. Due nuovi operatori, specialisti in attacchi biologici e utilizzabili anche nel multiplayer competitivo, dovranno affrontare una seria minaccia nel primo evento in cooperativa del gioco.

Questa volta, il team Rainbow dovrà affrontare una minaccia completamente diversa: un’epidemia di origine sconosciuta che ha colpito la piccola cittadina di Truth or Consequences, nel Nuovo Messico. Il pericolo è così elevato che le autorità hanno messo in quarantena l’intera città, intrappolando al suo interno civili e militari. Spinti al limite, i membri del team Rainbow decidono di chiamare alcuni dei migliori esperti di attacchi biologici attualmente operativi nelle più efficaci unità antiterroristiche di tutto il mondo.


Provenienti rispettivamente da Francia e Russia, questi specialisti in zone contaminate sono esperti di pericoli biologici, vantando una lunga esperienza in numerosi conflitti con armi biochimiche. Sono l’unica speranza per il team Rainbow contro i pericoli nascosti nella zona di quarantena.

Outbreak, sarà un nuovo evento in cooperativa della durata di 4 settimane; In questo primo evento stagionale di Rainbow Six Siege, i giocatori sceglieranno la propria squadra di tre operatori per entrare nella devastata cittadina di Truth or Consequences e neutralizzare la minaccia. Dalle mostruosità esplosive a orrori giganteschi, il team Rainbow Six affronterà qualcosa di mai visto prima. Questi mostri corazzati porteranno a scontri ravvicinati e porteranno il livello di distruzione oltre ogni aspettativa. I giocatori dovranno trovare nuovi metodi per usare il proprio arsenale contro un nemico che non prende precauzioni e si lancia subito nel combattimento a corto raggio.

L’Operazione Chimera sarà disponibile su TTS dal 19 febbraio e su tutte le piattaforme dal 6 marzo, mentre Outbreak sarà giocabile su PC dal secondo giorno dell’Operazione Chimera su TTS, il 20 febbraio. In seguito, sarà disponibile su tutte le piattaforme dal 6 marzo al 3 aprile. Per maggiori informazioni sui due nuovi operatori e l’evento Outbreak, seguire la diretta live in streaming della finale del Six Invitational, che si terrà a Montreal il 17 e 18 febbraio: https://www.twitch.tv/rainbow6.

Sono in arrivo delle nuove versioni per Rainbow Six Siege esclusive per il terzo anno di contenuti che comincerà a breve!

Ubisoft ha annunciato tre nuove versioni di Rainbow Six Siege che supporteranno l’uscita dei nuovi contenuti per l’Anno 3: Advanced Edition, Gold Edition e Complete Edition. Le tre edizioni saranno disponibili dal 13 febbraio 2018, mentre è già disponibile una Starter Edition.

Inoltre, in Rainbow Six Siege arriverà anche l’esclusiva collezione Outbreak, disponibile per un periodo limitato. Sarà possibile ottenere i pacchetti della collezione Outbreak nel gioco durante l’omonimo evento o nelle nuove edizioni Advanced, Gold e Complete, senza alcun limite di tempo.

Di seguito, maggiori informazioni sui contenuti delle varie edizioni:

La Advanced Edition sarà disponibile per PS4, Xbox One e PC al costo di 50 € e includerà:
• Tutte le mappe e le modalità.
• Tempo standard richiesto per sbloccare gli operatori.
• Un bonus di 600 crediti Rainbow Six.
• 10 pacchetti della collezione Outbreak*.

La Gold Edition sarà disponibile al prezzo di 80 € e includerà:
• Tutte le mappe e le modalità.
• Tempo standard richiesto per sbloccare gli operatori.
• Un bonus di 600 crediti Rainbow Six.
• 10 pacchetti della collezione Outbreak *.
• Il Pass per l’Anno 3.

La Complete Edition avrà un prezzo di 120 € e includerà:
• Tutte le mappe e le modalità.
• Tempo standard richiesto per sbloccare gli operatori.
• Un bonus di 600 crediti Rainbow Six.
• 10 pacchetti della collezione Outbreak *.
• Il Pass per l’Anno 3.
• 16 operatori dell’Anno 1 e dell’Anno 2.

La Starter Edition è attualmente disponibile per 15 € solo su PC e include:
• Tutte le mappe e le modalità.
• Tempo esteso richiesto per sbloccare gli operatori.
• Un bonus di 600 crediti Rainbow Six.

Maggiori informazioni sulla Stagione 1, l’Operazione Chimera e Outbreak saranno svelate durante il Six Invitational 2018 di Montreal.

Per maggiori informazioni su Tom Clancy’s Rainbow Six Siege, visitare www.rainbow6.com.

* I pacchetti della collezione Outbreak saranno disponibili dal 6 marzo 2018 (i contenuti potrebbero essere soggetti a modifiche). Ciascun pacchetto garantisce uno dei 50 oggetti cosmetici assolutamente unici e progettati per l’evento Outbreak, utilizzabile anche dopo la fine dell’evento e che non sarà un duplicato di un oggetto già sbloccato.

Ecco il ritorno delle avventure di Frank West in questo quarto capitolo della serie di Dead Rising che finalmente approda anche sulla console di casa Sony con dei piccoli extra.

Dead Rising 4 fu presentato durante l’E3 del 2016 come esclusiva Xbox e Pc ma da adesso, ad un anno di distanza dalla sua uscita sui dispositivi microsoft, anche i possessori di Ps4 potranno godere appieno di questo divertente titolo marchiato Capcom; inoltre in questa nuova edizione intitolata Dead Rising 4: Frank’s Big Package saranno disponibili tutti i contenuti scaricabili precedentemente rilasciati per Xbox (Stocking Stuffer Holiday Pack, Frank Rising, Super Ultra Dead Rising 4 Mini Golf). In aggiunta saranno presenti i seguenti contenuti bonus:

  • Street Fighter Outfit Pack 
  • My Bloody Valentine Pack 
  • Candy Cane Crossbow 
  • Slicecycle 
  • Sir-Ice-A-Lot 
  • Ugly Winter Sweater
  • X-Fists

Infine è stata aggiunta un’ulteriore modalità di gioco esclusiva e chiamata “Capcom Heroes”.

Trama

Dopo la sua comparsa nel primo capitolo della serie e nello spin-off del secondo capitolo (Off the Records) avremo il ritorno del simpatico e carismatico Frank West, famoso reporter. A seguito delle precedenti epidemie zombie ci ritroveremo ad affrontare un nuovo caso alla ricerca di uno scoop degno di nota dopo essere stati coinvolti dalla nostra allieva Vicky in ciò che sembra essere un esperimento governativo su cavie umane nella città di Willamette. Ben presto però una nuova epidemia esploderà ed il nostro compito sarà scoprire la verità sull’accaduto affrontando tanti, tantissimi zombie ed una società chiamata Obscuris la quale è interessata a trovare qualcosa nella città. Il tutto sarà caratterizzato da un ironico clima natalizio con zombie e psicopatici travestiti da omini di marzapane, pupazzi di neve e quant’altro.

La trama principale si dipanerà attraverso 7 casi in totale, i quali ci guideranno attraverso le varie zone della città (tutte esplorabili liberamente) senza però costringerci alla linearità e lasciandoci quasi sempre la possibilità di gironzolare per la città alla ricerca di sopravvissuti, eventi secondari, nuovi strumenti di morte o semplicemente massacrare qualche zombie per passare il tempo. Le fasi di esplorazione saranno spesso intervallate da fasi di indagine in stile Batman con l’utilizzo della nostra videocamera dotata di due filtri differenti per poter trovare oggetti di interesse o altri invisibili ad occhio nudo. La narrazione non rappresenta di certo un punto forte del titolo e procede in maniera lineare con qualche punto saliente, ma serve essenzialmente come accompagnamento a ciò che ha sempre contraddistinto i giochi della serie di Dead Rising, ovvero il gameplay.

Gameplay

La formula utilizzata per questo nuovo capitolo di Dead Rising è la solita già vista in precedenza. Avremo a disposizione un’area di gioco complessivamente molto ampia e ricca di collezionabili da raccogliere, oggetti utili ed eventi e missioni secondarie (inclusa la possibilità di salvare sopravvissuti che si trasferiranno nei rifugi sbloccabili per tutta la città con la possibilità di sbloccare nuovi oggetti in vendita dai rivenditori presenti), ma soprattutto ricolma di un numero smodato di zombie, tutti lì per soddisfare il nostro sadico bisogno di massacrarne qualche centinaio tra una missione principale e l’altra nei modi più disparati; ed è proprio questo l’elemento che da sempre ha caratterizzato particolarmente questa serie di giochi. Difatti, disseminati in ogni dove per la mappa di gioco (negozi, appartamenti, e rifugi) troveremo oggetti di ogni tipo (da giocattoli o detergenti fino ad arrivare a vere e proprie armi contundenti o da fuoco come spade, pistole e granate). Molti di questi oggetti potranno essere combinati con un secondo oggetto per creare vere e proprie armi di distruzione di massa per le quali i creatori hanno spremuto ogni grammo di fantasia che avevano in corpo (oltre alle classiche mazze da baseball corredate di chiodi). Combinando un coltello da cucina ed una bombola di azoto, ad esempio, potremo creare una spada di ghiaccio in grado di congelare (anche con onde d’urto) i nostri nemici; oppure ancora unendo un mitra con delle parti di computer otterremo un letale fucile a laser.

Le combinazioni sono davvero numerosissime e molto varie e non si limitano alle sole armi ma anche a veicoli così da creare piccoli carri armati su quattro ruote, go-kart elettrici e tanto altro… Per poter costruire questi oggetti “speciali”, però, avremo prima bisogno del loro progetto di costruzione. Questo potrà essere trovato in determinati luoghi della mappa facilmente raggiungibili oppure contenuti in armadietti che per essere aperti necessiteranno di un’apposita chiave situata, solitamente, nei paraggi. In alternativa potremo acquistare le armi già combinate nei rifugi dove troveremo dei sopravvissuti che venderanno ogni tipo di merce. È importante tenere sempre presente che ogni arma ha un numero di utilizzo limitato, ed infatti in corrispondenza di ogni arma sarà segnalato il suo grado di usura, inoltre raggiunto un certo numero di attacchi in combo potremo sferrare un attacco speciale che varierà in base al tipo di arma impugnata. Un’interessante introduzione al gioco è l’aggiunta dei cosiddetti esoscheletri, i quali potranno essere utilizzati per sterminare rapidamente gruppi di zombie, grazie anche alla presenza di armi e potenziamenti sparsi per la mappa (da notare però che anche questi si esauriranno molto rapidamente con l’utilizzo; forse anche troppo rapidamente).

Il gioco ci propone, inoltre un sistema di albero delle abilità sbloccabili salendo di livello e che vanno da una maggior probabilità di colpi critici alla possibilità di poter trasportare più armi corpo a corpo, da lancio e così via. È stata implementata anche una modalità stealth anche se purtroppo risulta essere pressoché inutile nelle fasi contro gli esseri umani. Infine a differenza dei suoi predecessori Dead Rising 4 non ripropone il sistema incessante del tempo che scandiva ogni momento del gioco e che, se vogliamo, dava qualche limitazione al gameplay; infatti adesso avremo semplicemente un ciclo giorno/notte con la possibilità di esplorare ogni zona liberamente in qualsiasi momento. Infine sarà possibile giocare in modalità Coop fino a 4 giocatori.

Contenuti Extra

I tre maggiori contenuti extra aggiunti in questa edizione (Capcom Heroes, Super Ultra Dead Rising 4 Mini Golf e Frank Rising) meritano una piccola menzione a parte. Capcom Heroes sostanzialmente ripropone la stessa modalità principale ma con l’aggiunta dei costumi dei più famosi eroi della Capcom. Le armi non si consumeranno con l’utilizzo ed i costumi potranno essere indossati presso particolari macchinette da sala giochi sparse per la mappa. Questi ci conferiranno per un breve tempo una gamma di speciali abilità (inclusi gli attacchi di base), ciascuno con i suoi punti di forza e di debolezza. Potremo, così, impersonare Dante dalla serie Devil May Cry, Amaterasu da Okami, diversi personaggi di Street Fighter inclusi Mr Bison e Akuma, Mega Man, Viewtiful Joe e tanti altri. Per sbloccare i costumi dovremo completare i vari casi e cercare le stelle Eroi Capcom, grazie alle quali, una volta collezionate a sufficienza, si sbloccherà un nuovo costume. Infine ogni costume potrà essere potenziato attraverso gli esercizi “Addestramento eroe”, questi verranno sbloccati sbloccando nuovi costumi e si compongono di due livelli di sfida: completando il primo si sbloccherà il colpo corpo a corpo letale per quel costume mentre completando il secondo si sbloccherà la versione ombra (esteticamente diversa) per quel costume.

Super Ultra Dead Rising 4 Mini Golf invece ci permetterà di giocare (eventualmente anche contro altri 4 giocatori online oppure in locale) ad una vera e propria partita di “mini golf” con tanto di palle da golf enormi, malus per avversari chiamati “Rompipalle” e la possibilità (come al solito) di uccidere qualche zombie nel frattempo. Infatti lo scopo principale sarà quello di fare buca in meno colpi possibile ma eliminando zombie si guadagneranno crediti da utilizzare per personalizzare il proprio personaggio con nuovi costumi, mazze e palline.

Frank Rising, infine, ci metterà nei panni di un furioso Frank West tramutato in zombie in una storia alternativa; il nostro scopo sarà trovare una cura e fuggire dalla città il prima possibile con un timer che in questo caso scandirà ogni momento della partita. Con l’avanzare dell’espansione sbloccheremo nuove abilità e ciascuna di queste potrà essere potenziata (così come vari attributi come la salute e la stamina) raccogliendo particolari oggetti o completando delle missioni secondarie. Il tutto per riuscire a combattere meglio contro i vari tipi di nemici che troveremo soprattutto in considerazione del fatto che potremo contare solamente sui nostri attacchi speciali da zombie, sui nostri artigli e per rigenerare la salute divorare gli avversari dopo aver ricaricato la barra delle combo. Questo contenuto però va necessariamente giocato dopo aver completato la trama principale del gioco poiché contiene diversi spoiler su di essa.

Longevità

Sotto il punto di vista della longevità Dead Rising 4: Frank’s Big Package garantisce un’ottima durata complessiva che può variare dalle 10 ore circa per il solo completamento della campagna principale fino anche a raddoppiare o addirittura triplicarle per completare tutte le missioni secondarie, dedicarsi alla libera esplorazione e raccogliere tutti i collezionabili; senza poi contare le ore di gioco aggiuntive nei diversi contenuti extra e la possibilità di giocare in coop alla modalità principale ma anche all’espansione Super Ultra Dead Rising 4 Mini Golf. Purtroppo però la ripetitività non mancherà di palesarsi di frequente a causa della relativa staticità del gameplay ravvivato solo dalla continua scoperta di nuovi ed interessanti strumenti di morti; complice anche la scarsa varietà che le missioni secondarie aggiungono.

Comparto Tecnico

Sul lato della grafica Dead Rising 4 non brilla certamente; i modelli poligonali e le texture sono di buona qualità ma comunque nulla di eccelso. Complessivamente comunque a livello visivo è piacevolmente giocabile anche grazie ad un framerate abbastanza stabile nonostante lo smodato numero di zombie che saranno presenti a schermo. Buono anche il comparto audio con ottimi doppiaggi e simpatiche musiche natalizie “adatte all’occasione”. Infine da segnalare qualche problema con l’IA (che spesso mostra non pochi difetti), alcuni Bug e compenetrazioni frequenti ma, in ogni caso, nulla di prevaricante l’esperienza di gioco.

E’ tornato Call Of Duty: l’iconico brand appartenente ad una serie che da sempre è riuscita a conquistare giocatori di ogni fascia di età ma che ultimamente è stata ampiamente criticata per l’eccessivo utilizzo di tecnologia futuristica verso sparatutto adesso ritorna alle origini!

Trama

Cominciamo subito con il dire che questo Call Of Duty WWII non racconta la solita storia dell’eroe che da solo riesce a sconfiggere l’intera armata nazista fino alla presa di Berlino. Il nostro protagonista principale sarà il soldato Daniels e l’intera trama verterà sulla sua personalità, il suo passato e la sua vita. Non avremo a che fare con la solita “macchina per uccidere”, ma con un vero soldato, un essere umano vittima delle sorti della guerra. Il tutto contestualizzando la guerra per quello che davvero è: un luogo in cui ogni persona deve confrontarsi con le proprie paure e dalla quale solamente in pochi riescono a venire fuori.

Ci troveremo così a prendere parte a diversi eventi storici: primo tra tutti il D-day coadiuvando l’offensiva americana contro l’esercito tedesco nella seconda guerra mondiale. Il tutto accompagnato da una narrazione di buon livello ed una trama abbastanza semplice e lineare, ma non per questo troppo scontata e che riuscirà a trasmetterci per davvero le sensazioni e gli orrori vissute realmente da quei soldati.

Gameplay

Il gameplay in Call Of Duty WWII è quello classico: uno sparatutto in prima persona frenetico ed in grado di mantenere sempre viva l’attenzione. Una piccola variazione sul tema è che nella campagna principale la nostra salute non si recupererà con il tempo, infatti nell’angolo in basso a sinistra dello schermo avremo una barra della salute che potrà essere riempita solamente utilizzando dei kit medici sparsi nelle varie mappe oppure ottenibili da uno dei nostri compagni previo riempimento (uccidendo nemici e compiendo gesta eroiche come salvare soldati alleati) di un’apposita barra. Oltre a kit medici ci saranno anche altri compagni con abilità diverse; potranno infatti fornirci munizioni, granate o persino individuare i nemici presenti nell’area evidenziandoli con un aura bianca.

Nel corso della campagna principale ci troveremo ad affrontare missioni di diverso genere: andremo dal guidare un carro armato a pilotare un aereo da combattimento, ci saranno sezioni stealth ed altre di infiltrazione, così come frenetici inseguimenti su veicoli o sezioni più “particolari”. Nel complesso dunque una buona varietà accompagnata sempre dalla frenesia e velocità a cui ci ha sempre abituati il brand e che riesce sempre nell’intento di divertire l’utenza!

Longevità

Il gioco purtroppo ha una durata molto simile a quella dei vecchi capitoli della serie e si aggira sulle 7 ore circa. Ciò risulta essere da un lato un peccato per l’andamento che la serie aveva guadagnato sotto questo aspetto negli ultimi capitoli (con una durata della storia superiore alle 12 ore), dall’altra però risulta essere sufficiente per soddisfarci così da poter passare al “grosso” di questo e degli altri capitoli, ovvero la modalità zombie e soprattutto quella multiplayer.

Comparto tecnico

La grafica è sicuramente un buon punto a favore di questo Call Of Duty WWII, seppure con qualche piccolo “ma”. Le animazioni facciali di tutti i personaggi, le armi, i modelli e le texture sono tutti di grande qualità; invece quelle del terreno sono poco definite se viste da vicino, così come anche le esplosioni non risultano essere di qualità eccezionale. Il doppiaggio invece è di grande qualità così come anche il sonoro in generale. Infine bug e glitch pressoché assenti, o comunque nulla di importante da segnalare, tranne per quanto riguarda il matchmaking per il multigiocatore che attualmente risulta essere abbastanza fallace e lento.

Multiplayer

Il multiplayer nei Call Of Duty ha sempre avuto una grandissima importanza e quest’anno si aggiorna con alcune interessanti nuove modalità. Innanzitutto dovremo scegliere una divisione tra cinque disponibili e ciascuna con abilità ed accessori unici: come ad esempio un silenziatore per le mitragliette, la baionetta per il fucile d’assalto, movimento silenzioso e tanto altro (per la precisione ci sono 4 livelli per ciascuna divisione e ciascuno darà accesso ad un nuovo bonus). Ovviamente potrete scegliere di specializzarvi in una determinata divisione oppure progredire in più contemporaneamente cambiando il vostro soldato (personalizzabile attraverso un apposito menu). Inoltre ci troveremo nella sezione social del gioco dove potremo visualizzare altri giocatori se presenti in squadra con noi e dove sarà possibile ottenere ordini (missioni giornaliere e settimanali), avviare una modalità 1 vs 1, richiedere lanci di rifornimenti per sbloccare mimetiche ed altro ancora.

Il nostro soldato potrà salire di livello ed ogni livello ci ricompenserà con un punto di sblocco utilizzabile per sbloccare nuove serie di punti, nuove armi (per un totale di venticinque armamenti suddivisi tra fucili d’assalto, mitragliette, mitragliatrici leggere, fucili di precisione e fucili a canna liscia). Ogni arma potrà poi essere equipaggiata con diversi accessori sbloccabili salendo di livello con l’arma tramite il suo utilizzo.

Di fianco alle modalità più classiche come deathmatch a squadre, cattura la bandiera, dominio, cerca e distruggi, uccisione confermata e tutti contro tutti troveremo due nuove modalità: guerra (in cui due squadre si fronteggiano in una serie di attacchi e difese a determinati obiettivi, molto simile alla modalità più famosa di battlefied), e football (le due squadre disputeranno una vera e propria partita a football prendendo una palla che può essere passata a compagni ed avversari e per segnare sarà necessario fare meta portando fisicamente la palla in un determinato punto oppure lanciandola dalla distanza). Inoltre dal 1º dicembre avrà inizio la prima stagione per le partite classificate. Le varie partite potranno essere disputate in nove mappe in totale (alle quali vanno aggiunte le tre mappe della modalità guerra) ciascuna con buona variabilità ma con un grosso problema dovuto allo spawn che spesso vi farà apparire dietro e difronte agli avversari.

Zombi

Come ogni anno troveremo la consueta modalità zombi di Call Of Duty. Avremo a disposizione quattro personaggi tra cui scegliere e per ciascuno potremo equipaggiare un’abilità speciale (tra quattro disponibili come invisibilità, sparare senza consumare munizioni) ed in aggiunta tre mod extra tra numerose presenti: come ad esempio tre punti di scudo, capienza massima e tanto altro. Inoltre potremo personalizzare le armi presenti prima di iniziare una partita oppure cambiare la granata da portare con noi. Questa volta il denaro farà spazio alle cosiddette “scosse” utilizzabili per acquistare armi, munizioni, aprire cancelli, casse di armi, e i perk che non saranno più in formato di bibita ma come un macchinario che tramite la corrente infonderà in noi il perk.

Saranno presenti due mappe giocabili: l’ultimo Reich (mappa principale) e Gröesten Haus (una piccola mappa situata in una abitazione che ricorda molto la vecchia Nacht der Untoten). Se la seconda è ridotta all’essenziale con una cassa delle armi ed un distributore randomico di perk, la prima è estremamente vasta, stupenda dal punto di vista estetico e della caratterizzazione ed infine in grado di garantire divertimento in più con il consueto “easter egg” con tanto di boss finale da abbattere (e pack-a-punch sbloccabile in modo abbastanza intricato). Inoltre soprattutto nella mappa principale faranno la comparsa diversi zombie (tutti anche i più semplici davvero ben fatti e ricchissimi di particolari) unici come delle creature putrefatte e piene di mosche (che faranno da round speciali), grossi zombie con mazza ferrata al posto del braccio in grado di mandarvi in fin di vita con un sol colpo, altri che trasporteranno delle bombe ed altri ancora dotati di lanciafiamme!

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Devo ammetterlo, dopo aver visto snowpiercer sono rimasto perplesso dal connubio del film post-apocalittico interamente ambientato all’interno di un treno, forse mancava qualcosa.. Gli zombie!

tfs_screen-2The final station è un indie retro con grafica pixellosa 2d, classico platformer a scorrimento orizzontale dai connotati action ambientato in un mondo post-apocalittico, probabilmente apprezzabile da una ristretta cerchia di appassionati.

Il mondo di The final station è stato sconvolto da un’apparente invasione di zombie un secolo prima degli eventi del gioco ed i sopravvissuti vivono ignari del pericolo incombente all’interno di una società utopica ricostruita sulle macerie di quella passata. Il tutto ricorda anche Neon genesis Evangelion vista la costruzione un Guardiano in grado di proteggere l’umanità nell’eventualità di una seconda visita.

Il nostro personaggio, un semplice capotreno, si trova presto immischiato nel tentativo da parte dell’attuale governo di nascondere la seconda invasione zombie. Al comando dell’unico treno funzionante in grado di connettere le trenta e più stazioni visitabili toccherà quindi armarsi di olio di gomito, olio motore, pistola e fucile per sopravvivere e venire a capo dell’intricata trama svelata amabilmente da stralci di informazioni sparsi per il mondo di gioco.

Per quanto riguarda il comparto audio le musiche creano l’atmosfera giusta ma non sono nulla di eccezionale.tfs_screen-6

Il gameplay è suddiviso in due fasi: una d’esplorazione delle varie fermate a volte ancora sotto controllo di civili o più spesso ricca d’azione in luoghi pieni di zombie pronti a farci la pelle; una seconda fase in cui è necessario gestire il treno ed i passeggeri superstiti bisognosi di cibo e cure, riparare i vari malfunzionamenti, comunicare quando possibile con il quartier generale e creare munizioni e medikit necessari per sopravvivere al prossimo pitstop.

La fase di esplorazione diventa velocemente ripetitiva, è necessario ottenere un codice per proseguire verso la prossima stazione ed ogni volta per motivi arbitrari questo si trova lontano dal treno, tocca quindi inizialmente esplorare la parte esterna di una cittadina scoprendo spesso dettagli inquietanti della storia del luogo per poi ritornare attraverso cunicoli sotterranei pieni di pericoli.

tfs_screen-4La gestione delle risorse è critica ed è spesso necessario prendere a pugni o lanciare scatole televisori e water agli zombie per non rimanere senza munizioni nei momenti peggiori. Questa meccanica bilancia la difficoltà che non raggiunge comunque livelli roguelike che costringerebbero il giocatore a ritentare da capo tutta l’avventura innumerevoli volte senza proseguire nella trama, è sempre possibile ripartire dall’ultimo livello o checkpoint.

La fase di viaggio in treno è piacevolmente accompagnata da paesaggi ed eventi che scorrono sullo sfondo e dai curiosi discorsi dei passeggeri; la necessità di mantenenerli in vita aggiunge un po’ di interazione a scene altrimenti prive di gameplay ma ricche di dettagli che arricchiscono l’esperienza di gioco.

Il finale lascia purtroppo confusi e non risponde alle molte domande che il giocatore si pone, la community sta tentando in tutti i modi di analizzare ogni minimo dettaglio fornito dal gioco, credo che tutti avremmo però apprezzato un’esposizione più chiara e meno criptica, almeno nell’epilogo.

Esce oggi il primo DLC di Dying Light “The Following” che aggiunge un’intera mappa di gioco con nuove aree da esplorare, nuovi nemici da abbattere e sopratutto nuovi veicoli da guidare.

Questa mattina Techland ha pubblicato il trailer di lancio della prima espansione del pluripremiato gioco Dying Light, da oggi disponibile per dying_light_1l’acquisto su Steam ed altre piattaforme di digital delivery. Si tratta di “The Following” che introdurrà una nuova area completamente esplorabile e notevolmente più grande di quella originaria (si parla del doppio), nuovi edifici su cui arrampicarsi grazie alle indimenticate dinamiche parkour che hanno reso grande il capitolo principale, nuove orde di zombie da affettare e maciullare e, sopratutto, l’innovativa possibilità di guidare una Dune Buggie nel corso dell’esplorazione.

Da quanto visto nel filmato introduttivo, “The Following” porterà il nostro alter ego Kyle Crane nelle pianure vicine all’infestata città di Harran per cercare una cura al morbo che continua a dying light_2trasformare le persone in spietati mostri mangia-carne. Qui Kyle dovrà vedersela con un misterioso quanto inquietante culto religioso guidato dalla “Madre” che pare sia in grado di curare (o quantomeno arrestare) il diffondersi del virus nell’organismo umano. Da qui la stura per un plot di altissimo livello ricco di colpi di scena e novità sia per quanto riguarda le armi con cui difendersi dagli infetti, sia per quanto attiene agli zombie ormai sempre più letali.

“The Following” promette dunque di regalare nuove ore di gioco per coloro che hanno già affrontato le notti di Harran ed altresì essere un buon motivo per farlo nel caso in cui ci si sia lasciati sfuggire questa chicca. Tornerà anche l’amatissima modalità “be the zombie” più violenta e cruenta che mai.

Prima di lasciarvi al trailer vi ricordiamo che, da oggi, negli store digitali non sarà più disponibile la versione “semplice” di Dying Light, ma solo quella contenente anche “The Following”. Non lasciatevela scappare!

Good Night, and Good Luck!dying light_3