Digital Extremes annuncia a sorpresa l’uscita dell’aggiornamento Empyrean per Warframe durante i Game Awards 2019, ed in contemporanea Rising Tides su Console. 

Il momento è finalmente giunto, è arrivato il momento di confrontarsi con un nuovo nemico e nuove tatticheEmpyrean, la nuova espansione pensata per il gioco in cooperativa tra quattro giocatori, é finalmente arrivata! Esplorate le nuove aree aperte nello spazio della Terra, Saturno e Veil Proxima per sperimentare i nuovi combattimenti spaziali tattici a bordo della vostra Railjack. Il tutto sfruttando anche i vostri Archwing e cercando di cooperare al massimo con il vostro team comunicando il più possibile per far fronte ai diversi problemi che vi troverete ad affrontare.

Warframe empyrean
I giocatori su console, nell’attesa dell’arrivo di Empyrean, potranno cominciare a costruire la loro personale Railjack grazie all’aggiornamento Rising Tide (o Alta Marea) cominciando dalla costruzione del Dry Dock all’interno del Dojo per poi cimentarsi nella vera e propria missione di ricostruzione. Potete trovare ulteriori dettagli sull’aggiornamento Rising Tides a questo link.

Empyrean include:

  • Benvenuti sulla Railjack: Empyrean mette i giocatori al comando della nave da guerra serie Sigma: Railjack. Questa nave è completamente personalizzabile esteticamente e dal punto di vista tattico, può essere migliorata e rappresenta il fulcro di tutte le prossime missioni
  • Riunite il vostro Team: questa fase di Empyrean è studiata ed ottimizzata per il gioco in cooperativa; i giocatori più solitari potranno comunque giocare a questa nuova espansione ma attualmente la difficoltà ed il grado di progressione é bilanciato per un team completo. Nel corso del prossimo anno verrà ottimizzata al meglio anche per il gioco in singolo assieme a qualche nuova sorpresa.
  • Volo Libero: sarà possibile pilotare la Railjack anche in volo libero senza dover ingaggiare battaglia con altre navi, per poi passare agli scontri una volta pronti.
  • Poteri Railjack: la nuova nave da battaglia include diverse opzioni per poter contrastare gli assalti Grineer, tra attacchi ed abilità uniche, così come manovre speciali!
  • Poteri Warframe: a bordo della Railjack i giocatori avranno una serie di opzioni per rendere gli scontri più esaltanti; questo grazie a poteri unici relativi ad ogni Warframe e tattiche da sfruttare per invadere le navi nemiche ed utilizzarle a vostro vantaggio!

Warframe empyrean

L’espansione Empyrean per Warframe introduce un nuovo sistema di gioco che espande al massimo l’idea di “guerra spaziale”. Dalla semplice scelta del nome della nave, colori e skin fino alla costruzione di armi, armature ed abilità; questo nuovo sistema risulta essere estremamente ricco e profondo, difatti include:

  • Intrinsics: un nuovo sistema di progressione in stile RPG. Il tutto completando missioni ed ottenendo punti Intrinsics da utilizzare all’interno di un sistema di progressione unico!
  • Avionics: rappresentano i “poteri” o “abilità” potenziabili della nave e funzionano esattamente come le abilità dei Warframe, adattandosi ad ogni stile di gioco
  • Componenti: Armi, Motori, Reattori e Scudi
  • Armamenti: dotati di diverse tipologie di fuoco
  • Per dettagli più approfonditi su tutti i sistemi della nuova nave visitate: www.warframe.com/

Warframe Empyrean

La costruzione del Dry Dock e della Railjack può essere completata utilizzando risorse ottenibili gratuitamente tramite le missioni di Warframe o acquistate direttamente attraverso il Market. Infine questa nuova grande espansione dovrebbe giungere nel prossimo futuro anche su PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch.

Una nuova variante Prime va ad aggiungersi su Warframe, corredata da un Prime Access molto interessante.

L’elusiva regina della caccia Ivara Prime è ora disponibile su Warframe per tutte le piattaforme! In aggiunta a questa nuova variante Prime di Ivara ritroviamo due nuove armi Prime: la Baza e le Aksomati, oltre a nuovi accessori (la Syandana Apvada Prime ed il set armatura Ayatan Anasa) ed un nuovo glifo.

Sia Ivara che la Baza e le Aksomati Prime possono essere ottenuti gratuitamente in gioco attraverso le relative nuove reliquie, o, in alternativa, i giocatori possono acquistare l’intero set (assieme a booster per affinità e crediti di 90 giorni) grazie al Prime Access:

  • Ivara Prime: Regale e letale, la versione definitiva per la regina della caccia!
  • Baza Prime: la definizione Orokin per “silenzio letale”.
  • Aksomati Prime: l’elegante coppia di mitra raffinate al meglio.
  • Glifi Ivara Prime.

Ivara Prime

In alternativa i giocatori potranno acquistare il pack di Accessori Ivara Prime contenente:

  • Syandana Apavada Prime
  • Armatura Anasa Ayatan Prime
  • 90-Day Credit Booster
  • 90-Day Affinity Booster

Ivara prime

Il tutto è disponibile da ieri sera per ogni piattaforma: PC, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch!

Lo studio di sviluppo Psyonix ha annunciato che l’aggiornamento Blueprint di Rocket League andrà online il 4 Dicembre per tutte le piattaforme (essendo in attesa delle certificazioni per pubblicarlo su console).

Con il grande successo ottenuto con Rocket League gli sviluppatori continuano il loro costante supporto al titolo con questo nuovo aggiornamento chiamato Blueprint. Qui di seguito potete trovare tutti i contenuti che saranno introdotti:

  • Blueprints e crediti: non appena l’aggiornamento andrà online (circa alle ore 19:00 del 4 Dicembre) tutte le casse e le chiavi saranno sostituite dal nuovo sistema costituito da Blueprint (o schemi) e crediti. A questo link potrete trovare ulteriori informazioni sugli Schemi.
  • Il negozio di oggetti: i giocatori saranno adesso in grado di acquistare una serie di oggetti di gioco disponibili a rotazione.
  • Il Rocket Pass 5: il nuovo Pass andrà online in seguito all’aggiornamento ed ulteriori informazioni verranno rese note la prossima settimana.
  • Ricompense della Stagione 12 ed inizio della Stagione 13: saranno rilasciate le ricompense per la dodicesima stagione ed avrà inizio la tredicesima.
  • Numerose migliorie minori aggiuntive.

Rocket league aggiornamento

L’aggiornamento “Il Sangue Antico” per Warframe è ora disponibile anche su console (PS4, Xbox One e presto anche Nintendo Switch)!

Il Sangue Antico (The Old Blood) è il più recente aggiornamento per Warframe rilasciato su console, e racchiude tutti gli ultimi contenuti presenti nella versione PC del gioco fino all’update 26.0.6. Questo aggiornamento risulta essere il più grande rilasciato fino ad oggi nel 2019 e getta le fondamenta per la prossima ed attesa maxi-espansione chiamata Empyrean.

Si tratta infatti di una grande mole di contenuti sia per i nuovi giocatori che per i veterani, andando quindi ad aggiungere un sistema aggiornato per il combattimento corpo a corpo, degli stupendi rework rivolti a Vauban ed Ember, il nuovo sistema di nemesi dei Kuva Lich, il nuovo Warframe Grendel e tutti gli hotfix rilasciati fino a quella versione!

Warframe Sangue antico

In particolare “Il Sangue Antico” va ad aggiungere:

  • I Kuva Lich: Cacciate la vostra personale nemesi attraverso il sistema Origin ed eliminatela utilizzando la nuova lama celata chiamata Parazon per ottenere esclusive ricompense, oppure convertitela in un vostro alleato.
  • Grendel: Il quarantaduesimo Warframe armato di una serie di abilità che vi permetteranno di banchettare con i corpi dei vostri nemici! Le parti di Grendel possono essere ottenute gratuitamente tramite missioni esclusive legate agli Arbiters of Hexis e le Essenze Vitus, o in alternativa é possibile acquistarlo direttamente nel Mercato.
  • Modifiche al Corpo a Corpo: Si tratta della seconda fase di modifiche a questo sistema per avvicinarsi ancor più al tanto atteso sistema di “Melee 3.0”. Il combattimento corpo a corpo diventa infatti molto più fluido e profondo andando ad introdurre numerose modifiche alle statistiche, molte delle quali rivolte ad alcune armi che necessitavano di un buff, nuovi attacchi pesanti che vanno a sostituire la “Canalizzazione”, combattimento aereo e migliorie per le combo.
  • Rework per Ember e Vauban: Due dei Warframe più classici del gioco ricevono delle evidenti migliorie per le loro abilità, molte delle quali ricreate da zero, così come alle loro statistiche. Il tutto per renderli più versatili ed appetibili per lo stile di gameplay attuale del gioco.
  • Nuovi elementi cosmetici e di equipaggiamento: I giocatori potranno andare a caccia di una serie di nuovi elementi di personalizzazione, un nuovo compagno (il Vasca Kavat), armi, una Skin Deluxe per Titania e ben quattro nuovi TennoGen creati dalla Community!

Warframe Sangue antico

A questo link potrete trovare nel dettaglio tutte le specifiche di ciascun contenuto che è stato introdotto.

Call of Duty fa il suo ritorno con il nuovo capitolo Modern Warfare, ricco di contenuti tra un’emozionante campagna ed un comparto multiplayer e coop estremamente variegato.

 

Campagna

La serie di Call of Duty con i suoi numerosissimi capitoli ha avuto modo di attraversare diverse tipologie di tematiche e di storie, nonostante nella maggior parte dei casi si trattasse della classica storia del “cattivone che vuole controllare il mondo”. Questo nuovo Modern Warfare, però, vuole mostrare qualcosa in più, qualcosa per far capire a tutti la realtà della guerra (come intuibile anche dall’avviso su contenuti sensibili che ci viene mostrato ogni volta che vorremo avviare la campagna).

Tra personaggi vecchi e nuovi conosceremo i nostri due “nuovi” protagonisti, ovvero Kyle ed Alex. Nei loro panni (e non solo) dovremo sventare la minaccia terroristica di Al-Quatala, comandata dal Lupo. Questi terroristi sembrano essere i responsabili  del furto di un’arma chimica russa estremamente pericolosa. Tra colpi di scena (specialmente sul finale), scontri spettacolari e momenti davvero unici vivremo un’avventura semplice ma che allo stesso tempo riesce a sorprendere.

Modern Warfare

Nonostante la campagna principale di Call of Duty Modern Warfare possa tranquillamente considerarsi tra le migliori della serie, purtroppo in termini di durata lascia un po’ l’amaro in bocca richiedendo complessivamente meno di 6 ore persino per riuscire ad ottenere il “trofeo di platino” (e dunque riuscire a completarla a difficoltà veterano e completarne tutti gli altri obiettivi). Nonostante ciò si tratta di un numero di ore abbastanza classico per la serie stessa e che riesce a non annoiare mai.

Questo non solo grazie agli espedienti narrativi adottati dalla trama stessa, ma anche grazie a brevi sequenze che potrebbero definirsi più “innovative”. Difatti sebbene nel gioco non ci siano novità di gameplay vere e proprie, ad eccezione della possibilità di posizionarci dietro ripari verticali o orizzontali (unica vera novità nel gameplay), avremo a che fare con delle sequenze più uniche (specialmente nel caso delle missioni in notturna) ma soprattutto realistiche come mai prima d’ora.

Modern Warfare


Multigiocatore

Il vero comparto che ha da sempre dato longevità ai capitoli della serie e che certamente farà questo anche con Call of Duty Modern Warfare è certamente quello multiplayer. Si tratta, inoltre, della porzione di gioco sulla quale gli sviluppatori hanno maggiormente incentrato l’attenzione per cercare di renderla un po’ diversa dal solito introducendo alcune interessanti nuove modalità e nuove meccaniche. Il tutto sarà corredato da una quantità davvero eccellente di mappe di gioco arrivando ad essere ben 21 e dalla possibilità di giocare in Cross Play con tutte le altre piattaforme.

Alcune di queste mappe sono state create in “notturna” in maniera analoga ad alcune missioni della campagna; in questo caso i giocatori che andranno ad affrontarsi potranno scegliere a loro discrezione se utilizzare o meno i visori notturni. Questo perché utilizzandoli otterrete certamente un vantaggio tattico maggiore riuscendo a vedere meglio e ad individuare meglio i nemici, di contro però gli altri giocatori saranno in grado di vedere il laser della vostra arma e quindi risulterete più facili da localizzare. Il tutto andrà fatto anche “giocando” con gli interruttori della corrente in alcuni edifici che può portare o togliere la luce all’interno.

Modern Warfare

Innanzitutto avremo il classico livello strettamente legato al nostro personaggio il cui massimo è il 55 e che andrà a sbloccare con ogni livello un nuovo elemento di equipaggiamento. In questo modo potremo sbloccare nuove armi, consumabili da lancio e nuove kill-streak (o serie di uccisioni). Un altro sbloccabile sarà rappresentato dai Potenziamenti da Campo, ovvero abilità ricaricabili con il tempo che vi permetteranno di utilizzare casse di munizioni, ripari mobili o impulsi EMP. Una volta raggiunto il livello massimo non troveremo più il classico sistema di “Prestigi” per poter continuare a sbloccare nuove skin o altro; al suo posto ci sarà un sistema di “livelli stagionale” a sua volta collegato a delle sfide.

Inoltre ogni arma avrà un proprio sistema di punti esperienza e livelli per poterne poi sbloccare i relativi accessori che vanno da mirino a calcio, volata e così via. In aggiunta agli accessori ogni arma avrà delle specialità che possono essere sbloccare in maniera analoga agli accessori e che andranno ad aggiungere caratteristiche extra come ad esempio i proiettili perforanti o ritardare la guarigione del bersaglio colpito. Come se ciò non bastasse avremo anche la possibilità di personalizzare ulteriormente ogni nostra arma con mimetiche, adesivi e mirini. Infine sarà possibile ottenere degli “schemi” per alcune armi già dotate di accessori avanzati (attualmente solo tramite pacchetti in negozio).

Modern Warfare

Parlando invece delle modalità di gioco ne avremo di “classiche” come il deathmatch, dominio o cerca e distruggi; in aggiunta avremo la cosiddetta modalità Guerra Terrestre, la quale ricorda molto la modalità di gioco più apprezzata di Battlefield. Difatti questa modalità vede scontrarsi due team da ben 32 giocatori l’uno. Si tratta semplicemente di una modalità dominio su vasta scala con 5 bandiere da controllare. Il tutto con la possibilità di usare regole di spawn uniche e mezzi di trasporto per poter riuscire ad ottenere un vantaggio sul team nemico.

L’altra modalità nuova è lo Scontro, si tratta semplicemente di uno duello all’ultimo sangue tra due squadre da due giocatori l’una. Ogni giocatore potrà vedere la “salute complessiva” di entrambe le squadre come somma della salute dei due membri. L’equipaggiamento utilizzabile sarà deciso all’inizio di ogni round e sarà uguale per ogni giocatore; l’obiettivo sarà arrivare per primi a 5 round vinti.

Modern Warfare


Coop

Anche la modalità cooperativa bei Call of Duty è ormai diventata una consuetudine, e nel caso di questo nuovo Modern Warfare è stata divisa in una parte Suvival e nelle cosiddette Operazioni Speciali. In entrambi i casi avrete la possibilità di giocare in un team di massimo 4 giocatori e l’esperienza che otterrete per il personaggio o per le armi sarà condivisa con quella multiplayer. La prima consiste in una semplice modalità ad ondate con nemici sempre più numerosi e più forti, attualmente disponibile soltanto su PS4 mentre arriverà su PC ed Xbox One in un secondo momento. Per far fronte ad uno scontro sempre più ostico avremo la possibilità di acquistare presso determinati punti delle armi, oggetti tattici o serie di uccisioni utilizzando il denaro ottenuto con ogni nemico ucciso. La modalità sopravvivenza va a sostituire, purtroppo, una delle modalità da sempre più apprezzate della serie, ovvero la modalità Zombie.

Le Operazioni Speciali rappresentano un’estensione alla campagna principiale. Si tratta di alcune missioni da completare necessariamente con l’aiuto di una squadra ben organizzata essendo tutt’altro che semplici. Prima di cimentarci in queste missioni dovremo selezionare un “Ruolo” tra i vari presenti; ogni Ruolo consiste in un’abilità passiva ed una attiva (come corazze rinforzate per la squadra o lanciagranate). Per affrontarle al meglio sarà anche importante equipaggiare alcuni consumabili che spaziano dalla semplice, sebbene immancabile, cassa di munizioni fino alle serie di uccisioni più disparate.

Modern Warfare


Comparto Tecnico

Call of Duty Modern Warfare adotta un motore grafico del tutto nuovo rispetto a tutti i suoi predecessori. Questo riesce innanzitutto nell’intento di dare una nuova vita alla serie che era ormai diventata quasi ridondante sotto il lato grafico. Il risultato è assolutamente spettacolare persino su PlayStation 4 base, però su riesce a dare il meglio di se soprattutto su PC dove può sfruttare il Ray Tracing.

Comunque sia si tratta di una grafica eccellente sia per texture che per modelli, per non parlare poi degli effetti di luce e dei particellari, il tutto per dare un effetto molto vicino al fotorealismo. Al contempo riesce a mantenere il numero di fotogrammi al secondo pressoché inchiodato a 60 senza mai andare incontro a cali (al limite avrete qualche lieve ritardo nel caricamento delle texture in seguito ad alcuni caricamenti).

Allo stesso modo anche il comparto sonoro riesce a comportarsi egregiamente sia nel caso dei doppiaggi che in quello degli effetti, come d’altronde è sempre stato per ogni capitolo della serie. Infine non siamo quasi mai incappati in bug di alcun tipo, se non durante alcune partite nella modalità Operazioni Speciali con la conseguente impossibilità nell’utilizzare consumabili.

Inoltre questo nuovo Modern Warfare si è trascinato con sé un problema che ha da sempre afflitto la serie, ovvero lo spawn nel multiplayer non gestito in maniera corretta in alcune situazioni e che porterà voi o dei nemici ad apparire praticamente alle spalle di un nemico in seguito al respawn. Oltretutto lo spawn dei nemici non è stato gestito troppo bene anche nella modalità Operazioni Speciali, al punto che vi troverete spesso e volentieri a morire per nemici apparsi dal nulla.

Potrebbe essere difficile da credere, ma sono già passati nove anni dalla release di Fallout: New Vegas avvenuta il 19 Ottobre del 2010. Nonostante la veneranda età, rimane secondo noi uno dei migliori Fallout. Comunque il mondo dei videogiochi si è evoluto e oramai New Vegas comincia ad avere un sapore di ”old school” ad essere onesti. Quindi la cosa che più ci preoccupava di The Outer Worlds era proprio vedere come questo concetto di gioco si sarebbe adattato ai nuovi standard. Preoccupazioni del tutto motivate a nostro avviso visto che questo nuovo titolo presenta davvero poche innovazioni. Questo, comunque, non può necessariamente ledere totalmente questo tipo di esperienza di gioco e far sì che non risulti intrigante ed appassionante.

Il gioco offre ben quattro livelli di difficoltà: Facile, Normale, Difficile e Supernova, l’ultimo è una modalità sopravvivenza in cui le risorse sono limitate, i nemici sono più potenti e i compagni possono morire definitivamente. Inoltre, data la grande possibilità di scelte possibili e di finali offerti dal gioco, Obsidian stessa consiglia di rigiocare più volte il gioco così da riuscire a provare ogni tipo di scelta e relativa conseguenza sulla vostra pelle!

Uno strano senso di dejà vu

Si possono trovare molte analogie con Fallout, ed anche la storia del nostro eroe ha dei chiari richiami alla serie. In una timeline alternativa, la Terra ha formato delle colonie nello spazio, queste sono state fondate da grandi corporazioni che vi hanno anche realizzato dei veri e propri governi. Una di queste colonie è il sistema di Halcyon. Vi risvegliate in una gigantesca nave colonizzatrice, e scoprite di essere rimasti ibernati per 70 anni perché qualcosa è andato storto. Il vostro salvatore, uno scienziato chiamato Dr. Phineas Wells, aveva le risorse necessarie per svegliare soltanto un soggetto, che ovviamente si tratta del nostro personaggio. Il dottore ci racconta che la seconda nave colonizzatrice non ha avuto alcun problema ed ha colonizzato il sistema nel frattempo. Per qualche ragione, però, Wells non ha interesse a svegliare gli altri coloni presenti sulla nave, e voi dovrete scoprire il perchè!

Possibilità infinite

A inizio gioco ci viene data l’opportunità di scegliere alcune abilità principali del nostro protagonista, selezionando attributi, stato sociale e alcune caratteristiche, oltre la modifica facciale del nostro alter-ego, completamente personalizzabile grazie a un editor abbastanza completo che può soddisfare le esigenze di tutti.

Ogni volta che saliamo di livello ottenendo esperienza possiamo decidere di attribuire dieci punti a una delle nostre caratteristiche, come ad esempio l’hacking, lo scassinamento, oppure la persuasione, l’intimidazione o le armi a distanza. Fino a livello 50, le caratteristiche possono aumentare in blocco (ci sono blocchi di tre abilità simili raggruppate), mentre invece per portarle al livello 100 è necessario aumentare ciascuna singolarmente all’interno dello stesso blocco. In generale è possibile costruire un personaggio molto ben variegato, anche in considerazione del fatto che il level cap fissato a 30 permette di potenziare gran parte delle caratteristiche. Ogni due livelli possiamo, inoltre, inserire anche un vantaggio che ci fornisce un’abilità passiva utile per portare per esempio più oggetti nel nostro inventario oppure ci permette di correre o camminare più velocemente.

Una delle particolarità di The Outer Worlds è la possibilità di diventare fobico di un determinato nemico una volta subiti una certa quantità di danni, come ad esempio la paura per i robot. Se succede questo ci viene chiesto se vogliamo accettare la fobia in questione; in questo modo ci saranno aggiunti dei malus, ma anche l’opportunità di aggiungere un vantaggio alle nostre abilità.

Fulcro del gioco sono anche i comprimari, ovvero compagni essenziali per superare determinate zone e proseguire in maniera più semplice. In totale sono sei, ognuno con caratteristiche uniche in grado di influenzare anche le nostre, sommandosi e andando a potenziare il livello generale di un’attributo. Possono essere anche loro potenziati con i vantaggi ed è possibile scegliere gli equipaggiamenti da fargli indossare, oltre che determinare la loro strategia d’attacco durante un combattimento.

Un potenziale non sfruttato

La Obsidian dà un tocco decisamente interessante alla tipica distopia. Non si tratta di un malvagio despota o di un “Grande Fratello” Orwelliano ad aver preso il potere ad un certo punto, cosa di cui nessuno comunque ha memoria. Invece, sono le corporazioni ad avere il controllo, perché dopottutto senza di queste non sarebbe iniziato neanche il nostro viaggio.

Sfortunatamente il potenziale di questo mondo rimane inespresso. Gli scrittori cercheranno in ogni modo di farci capire sin dai primi minuti di gioco che le corporazioni sono il male, eventualmente anche calcando la mano con forza visto che ogni personaggio, in ogni dialogo, cita qualche slogan essendone praticamente obbligati.

La libertà delle quest

La grande capacità di scrittura del team della Obsidian si può vedere soprattutto nelle quest secondarie. Strutture complesse di quest, soluzioni multiple e interconnesioni tra diverse missioni danno un grande senso di libertà. Anche se dovessi decidere di comportarti in un modo che non era previsto dalla quest, riuscirai comunque a concluderla senza problemi, oppure se il nostro personaggio possiede già delle informazioni utili può essere in grado di trovare l’opzione più logica in ogni dialogo.

Dunque, nonostante la struttura delle quest sia molto aperta, si ha comunque la sensazione che ci sia un filo conduttore. Ogni volta avrete a che fare con una fazione o una persona che vi chiede di compiere atti ostili contro un’altra. Quando parlate poi con l’obbiettivo della missione, vi darà la sua versione della storia e a questo punto starà a voi decidere di aiutarlo oppure no. Questo tipo di meccanica, non troppo innovativa in un gioco di ruolo di questo tipo, in The Outer Worlds viene decisamente abusata; il lato positivo, però, è che ogni scelta avrà delle conseguenze.

La libertà è in generale un aspetto molto importante durante il nostro viaggio in Halcyon. Anche se non c’è un vero e proprio open world, ci sono delle zone molto grandi su diversi pianeti. Le quest e i loot vi aspettano dietro ad ogni angolo, e l’esplorazione è ciò che rende The Outer Worlds veramente divertente.

Livello grafico all’altezza?

Che Obsidian sapesse creare mondi credibili e originali non è una novità e anche The Outer Worlds conferma questo pregio della nota azienda americana. L’ambientazione fantascientifica mischiata in salsa western funziona divinamente, lasciando il giocatore ammaliato da mondi dalla bellezza naturalistica quasi surreale, avamposti decadenti e abbandonati, città corporative dal lusso sfrenato e stazioni spaziali fatiscenti. A contornare un’indole artistica riuscita ci pensa una colonna sonora godibile e ben composta che accompagna sia i combattimenti che i momenti di pace e tranquillità durante l’esplorazione o una pausa in città.

Da un punto di vista tecnico, The Outer Worlds non si comporta male su PS4 (dove abbiamo avuto modo di provarlo). Il livello dei dettagli, delle textures e delle animazioni è buono, ma niente di più. Comunque fortunatamente non abbiamo mai riscontrato cali di framerate, ma di contro ci sono capitate delle textures che si sono caricate lentamente dopo lo spostamento rapido da una zona all’altra. Parlando dello spostamento rapido: i tempi di caricamento quando si cambia zona sono di circa 40 secondi, su PS4 PRO.

Parlando invece dei controlli, la Obsidian ha trovato una giusta soluzione per ottimizzare al meglio il porting da PC a console, anche se il tutto è molto facilitato da un sistema di combattimento fin troppo semplice. Nonostante ciò muoversi in alcuni menù risulta complicato ma, il problema più grande che abbiamo riscontrato nei controlli è stato lootare oggetti piccoli come le munizioni; riuscire a targhettarli risulta abbastanza difficile e richiede del tempo.

Conclusioni

The Outer Worlds è un gioco dalla doppia personalità. Da un lato abbiamo una delle migliori esperienze GDR dell’anno, che ha tutte le potenzialità per sviluppare attorno a sé un universo che vada oltre la colonia di Alcione e si espanda ulteriormente in futuri sequel. Un gameplay divertente, mai noioso ma dai combattimenti un po’ troppo semplicistici, e che permette concretamente di assaporare gli investimenti nelle caratteristiche del personaggio; un contorno eccellente per un titolo dalla storia appassionante, ambientata in un mondo costantemente in movimento che rende partecipe il giocatore come raramente accade in altri giochi. Il quantitativo di missioni straordinario e la rigiocabilità elevatissima garantiscono un numero di ore potenzialmente spropositato da trascorrere a zonzo per la colonia. Dall’altro lato però il comparto tecnico è carente in diversi ambiti, arrivando addirittura a rompere in certi casi la magia di un’esperienza altresì eccellente. Si tratta di difetti correggibili, ma che devono necessariamente essere sistemati per elevare il gioco verso un giudizio di assoluta positività.

The Outer Worlds

Per tutti gli amanti dei GDR, The Outer Worlds è un acquisto assolutamente obbligato, un’ottima esperienza che difficilmente potrete cancellare dalle vostre menti. Anche gli amanti dei single player in generale possono prendere in considerazione l’acquisto, a patto che abbiano la pazienza di passare il loro tempo a leggere molti dialoghi. Se non rientrate in nessuna di queste due categorie probabilmente questo non è il gioco che fa per voi.

The Outer Worlds, nonostante il modo in cui appare, è un gioco che richiede tempo e dedizione per essere apprezzato in tutte le sue sfaccettature. Un po’ come la realizzazione dei prodotti della Soluzioni Spaziali, “fabbricati con cura sotto la supervisione di operai diligenti, preparati e volenterosi. I prodotti più adatti per eliminare ogni tua preoccupazione, dall’alito fatiscente che affligge la tua bocca fino ai predoni assetati di sangue. Assapora la libertà, con Soluzioni Spaziali”.

La tanto amata serie di Ghost Recon fa il suo ritorno con Breakpoint, nuovo capitolo con nuove meccaniche interessanti, anche se…

Trama

In Ghost Recon Breakpoint vestiremo i panni di Nomad (anche in questo caso, come in Wildlands, totalmente personalizzabile) durante una spedizione con un contingente delle forze dei Ghost nell’isola di Auroa, sede dell’innovativa industria delle Skell Tech. Questo a causa di una nave che pare essere stata misteriosamente affondata nei giorni precedenti; al nostro arrivo, però, cadremo vittime un attacco non meglio identificato subendo numerose perdite. Scopriremo molto in fretta che sull’isola è presente un ex-membro delle forze dei Ghost, il tenente colonnello Cole D. Walker, il quale diventerà ben presto il vero antagonista principale, assieme al suo “esercito privato” di Lupi.

Ghost Recon Breakpoint

L’isola di Auroa è un luogo costruito ed ideato dal magnate Jace Skell, il quale è riuscito a dare alla luce quello che potrebbe apparire come un’utopia (o se vogliamo un vero paradiso) sia dal punto di vista organizzativo che tecnologico. Le varie strutture sono state infatti ideate per poter creare innovazioni tecnologiche all’avanguardia. Tutto questo, del resto, non può che fare gola ad un gruppo di veri e propri mercenari assetati di potere… Il nostro personaggio, di contro, andrà ad unirsi alla resistenza fondata dai coloni dell’isola nel tentativo di riportare un po’ di ordine su quest’isola. Potremo difatti seguire liberamente le missioni principali legate alla trama, dedicarci a missioni secondarie, abbandonarci semplicemente all’esplorazione oppure ancora affrontare le cosiddette missioni delle fazioni (un’interessante meccanica ideata seguendo lo stile dei “pass stagionali” e delle loro ricompense estetiche).

Ghost Recon Breakpoint

Nel suo piccolo la trama riesce a portare avanti alcuni spunti interessanti dal punto di vista narrativo, ed allo stesso modo cerca di mantenere sempre vivo, per quanto possibile, l’interesse del giocatore nello scoprire sempre nuovi elementi sul mondo di gioco e sulla storia dei vari personaggi. Difatti non mancherà una buona profondità dei personaggi, anche per quelli secondari, e saranno presenti numerosi collezionabili nel mondo di gioco che andranno ad aggiungere di volta in volta elementi di lore molto interessanti. Allo stesso tempo però, nonostante ci siano molti spunti interessanti, la trama con il passare delle ore va via via un po’ perdendosi grazie alla complicità di una narrazione a metà tra quella vista in The Division 2 e quella di Wildlands, ma anche a causa di un gameplay di per se molto interessante in un open world estremamente dispersivo (in senso buono).

Ghost Recon Breakpoint

Gameplay

Ghost Recon Breakpoint tenta di innovare il brand aggiungendo alcuni interessanti elementi in stile survival, al contempo, però, assume quelli che ormai vanno a consolidarsi come dei veri e propri canoni classici dei giochi Ubisoft dell’ultimo periodo. Questo se da un lato è sfruttato poiché si tratta di elementi che si è visto essere in linea con i canoni ideali di una buona fetta di giocatori, dall’altro ultimamente porta molti giochi ad assomigliarsi eccessivamente tra loro. Per queste ragioni non possono essere considerati come difetti assoluti del titolo, ma solamente come difetti relativi ascrivibili ai diversi punti di vista dei giocatori. Sostanzialmente Brakpoint mantiene l’ideale di sparatutto tattico in open world introducendovi i già citati elementi survival ed altri elementi RPG molto vicini agli ultimi titoli della serie Assassin’s Creed e di The Division 2.

Ghost Recon Breakpoint

Dai mondi di questi due titoli il nuovo Ghost Recon va infatti a pescare la grande mole di loot recuperabile da casse e nemici e suddiviso in più livelli di rarità oltre che di punteggio. Questo punteggio dell’equipaggiamento va a fare media con il punteggio di ogni singolo oggetto da noi equipaggiato dandoci un valore complessivo che ci permetterà di discriminare tra nemici eccessivamente forti per noi e quelli più deboli. Di fianco a questo ritroviamo anche un sistema di livelli e punti esperienza da utilizzare in un ampio albero delle abilità. Qui troveremo abilità passive che verranno sbloccate immediatamente ma anche consumabili ed i cosiddetti tratti. Questi ultimi vanno equipaggiati in specifici slot per un massimo di tre ed aggiungono bonus più specifici per determinati stili di gioco (come ad esempio l’uso di una determinata arma).

Ghost Recon Breakpoint

Inoltre, proprio come in The Division 2, avremo differenti classi tra cui scegliere (quattro in totale) e queste andranno a conferire al nostro Nomad delle particolari abilità d’azione ed un gadget unico; non saranno, però, vincolanti e potranno essere scambiate tra loro in qualsiasi momento mantenendo sempre l’esperienza e le abilità sbloccate. Troveremo infatti Pantera utile per svanire rapidamente dal campo visivo dei nostri nemici, Assalto per gli scontri più diretti, Tiratore scelto per gli scontri dalla distanza e Medico da campo per fornire supporto ai nostri compagni (inoltre ne verranno aggiunte altre in futuro come il già annunciato Geniere). A differenza di Wildlands, purtroppo, parlare di “compagni“ è riferito unicamente al gioco in multigiocatore, non saranno dunque presenti soldati controllati dall’IA per supportarci o per tenerci compagnia nel pericoloso territorio di Auroa.

Ghost Recon Breakpoint

Come già anticipato Ghost Recon Breakpoint ha fortunatamente introdotto anche alcune novità assolute in stile survival per aumentare il grado di immersività e di realismo. Innanzitutto ci troveremo ad affrontare delle ferite più o meno gravi che andranno a limitare la nostra quantità massima di salute e, in casi estremi, persino ad intaccare la nostra capacità di movimento e di mira; pertanto in alcuni casi non sarà sufficiente attendere passivamente il ricaricarsi della nostra salute ma consumare iniezioni curative piuttosto che le bende. Inoltre dovremo anche combattere la fatica, elemento che andrà man mano ad accumularsi e che ridurrà la capacità massima della nostra stamina, utilizzando borracce d’acqua, razioni o semplicemente riposando.

Ghost Recon Breakpoint

Potremo infatti riposare presso i bivacchi, ovvero dei campi temporanei presso cui potremo organizzarci e prepararci per la nostra prossima missione. Si tratta di punti di interesse e di spostamento rapido dove avremo anche la possibilità di aggiungere un piccolo bonus temporaneo di un’ora (come punti XP massimi o precisione massima), creare armi ed oggetti consumabili come esplosivi o razioni, farci recapitare mezzi di trasporto o selezionare l’ora del giorno per sfruttare eventuali assalti notturni. L’affidarci alle tenebre per renderci ancora più difficili da notare è soltanto uno dei modi che avremo per semplificare le nostre incursioni presso le numerose basi nemiche. Avremo infatti anche la possibilità di hackerare droni e torrette nemiche per sfruttarle a nostro vantaggio, tagliare recinzioni esterne delle basi per introdurci facilmente, renderci invisibili ad una pattuglia di nemici restando immobili e ricoprendoci di terreno e così via.

Ghost Recon Breakpoint

Dal punto di vista dell’open world questo è stato gestito in maniera un po’ meno confusionaria del solito dato che nonostante ci siano un quantitativo impressionante di punti di interesse sulla mappa di gioco soltanto pochi di questi risultano essere davvero “essenziali”. Mettendo da parte i bivacchi (facilmente riconoscibili anche dalla distanza per l’alta colonna di fumo che da loro si innalza) gli unici punti importanti da esplorare per recuperare una particolare arma oppure un determinato accessorio per armi potranno essere identificati tramite dossier di informazioni disseminati un po’ ovunque, interrogando determinati soldati nemici oppure da altri membri della resistenza. Tutti gli altri luoghi hanno come unico scopo quello di contenere una cassa dalla quale recuperare un pezzo casuale di equipaggiamento o di armi.

Ghost Recon Breakpoint

La porzione dedicata al multiplayer di Ghost Recon Breakpoint è quella che riesce a rendere godibile il titolo al massimo delle sue possibilità. Mettendo da parte la riduzione della difficoltà, se giocato in compagnia il titolo risulta essere estremamente divertente ed al contempo aggiunge molte più possibilità di tatticismo. Così tra “colpi sincronizzati”, sparatorie in compagnia e perché no, anche momenti divertenti causati da bug o simili riuscirete a trarre il massimo da un gioco che è probabilmente pensato soprattutto per questo (considerata anche l’impossibilità di giocare in modalità offline; per poter giocare è infatti necessaria una connessione internet!). Oltre al classico PvE è inoltre presente una modalità PvP per scontrarvi in intense battaglie 4vs4 all’ultimo sangue con altri giocatori. Anche questa modalità competitiva sarà utile per ottenere nuovo equipaggiamento, attrezzatura e valuta di gioco, oltre che aumentare il livello del vostro personaggio.

Ghost Recon Breakpoint

Longevità

In base a quanto detto finora la durata complessiva di Ghost Recon Breakpoint è strettamente connessa a quanto finiremo per perderci nei meandri della vasta e variegata isola di Auroa, tra i suoi numerosi biomi e basi nemiche. Teoricamente è possibile completare la campagna principale in circa 10 ore, ma è anche vero che non è impossibile ritrovarsi con 10 ore di gioco ma lo 0% delle missioni principali completate! Oltretutto la già citata possibilità di giocare in multigiocatore cooperativo e competitivo va in ogni caso ad incrementare le ore di gioco e divertimento possibili.

Ghost Recon Breakpoint

Comparto Tecnico

Sul lato grafico Ghost Recon Breakpoint offre un’impatto visivo eccellente, con buone texture e modelli (nonostante quelli dei personaggi secondari siano poco dettagliati); purtroppo però su PlayStation 4 ci sono alcuni problemi di popup degli elementi dello scenario più distanti man mano che ci avviciniamo oltre che cali di framerate in alcune situazioni (anche se non troppo frequenti) e texture o persino interi plotoni di nemici caricati in ritardo. Il tutto risulta molto più evidente subito dopo il primo caricamento del gioco nonostante la sua durata non proprio minimalista. Su PC invece i problemi vanno a ridursi di pari passo con la potenza del vostro Hardware.

Ghost Recon Breakpoint

Anche il sonoro presenta alcuni problemi abbastanza evidenti: nonostante le voci dei doppiaggi anche in lingua italiana e le musiche ed effetti sonori siano di ottimo livello ci siamo trovati spesso di fronte a ritardi nel caricamento dell’audio o persino alla scomparsa improvvisa e momentanea di quest’ultimo. I problemi legati a bug e glitch sono di quanto più variopinto possiate immaginare, comprendendo vere e proprie violazioni della fisica, oggetti che scompaiono e così via. Fortunatamente non abbiamo riscontrato alcun tipo di problema effettivamente venefico ai fini della nostra avventura, ma sappiamo che è una cosa da tenere in conto al momento.

Psyonix, lo sviluppatore videoludico di San Diego, ha annunciato che dal 14 ottobre la celebre serie di Netflix, Stranger Things, sarà la protagonista del prossimo evento Haunted Hallows di Rocket League su tutte le piattaforme! Come negli eventi precedenti, i giocatori potranno ottenere “Candy Corn” giocando alle partite online e usarli per riscattare diversi oggetti a tema Stranger Things (oltre agli oggetti generali a tema Halloween). Anche l’arena di Farmstead sarà trasportata nel Sottosopra e la questa nuova arena sarà disponibile nella rotazione delle arene per l’intera durata dell’evento.

Rocket League evento

I contenuti a tema Stranger Things che saranno inclusi in Haunted Hallows sono:

  1. Arene a tempo limitatoArena di Farmstead (Sottosopra)
  2. Oggetti dell’evento:
  • Topper Camp Know Where
  • Banner giocatore Demogorgone
  • Titolo giocatore Demogorgone
  • Adesivo Hawaiian Hopper
  • Bordo avatar Scoops Ahoy
  • Cerchi Starcourt
  • Boost di Stranger Things

Rocket league evento

Haunted Hallows terminerà l’11 novembre con un periodo di estensione di tre giorni, fino al 14 novembre, in cui sarà possibile usare i restanti “Candy Corn” nel negozio dell’evento. Per maggiori informazioni, visitare la pagina dedicata al nuovo evento di Rocket League a questo link e il nuovo post del blog a questo link.

Il nuovo Prime Access su Warframe ci porta il nuovo Atlas Prime assieme ai suoi Tekko Prime ed una nuova variante Prime di un drone: Il Dethcube accanto al suo Deth Machine Rifle.

Il Prime Access di Atlas è disponibile a partire dal 1 Ottobre 2019 e comprende il pacchetto di Accesso Atlas Prime che include Atlas Prime, i Tekko Prime, il Dethcube Prime ed il Deth Machine Rifle Prime oltre che I Glifi Atlas Prime. In alternativa potrete acquistare il pacchetto di Accessori contenente la Syandana Massif Prime, Accessori sentinella Orcus Prime, booster crediti ed affinità di 90 giorni ed il nuovo booster probabilità Mod di 7 giorni.

Atlas Prime

Atlas è di base un Warframe studiato specialmente per il combattimento ravvicinato (specialmente grazie alla sua prima e terza abilità), ma al contempo riesce a non peccare troppo sotto il lato del “crowd control” e della difesa. La sua nuova variante Prime va ad aggiungere qualche punto extra ad ogni sua statistica: Armatura (che da 450 passa a 475), Salute (da 300 a 525), Scudi (da 300 a 450), Energia (da 225 a 262) ed infine anche la velocità di scatto (da 0.9 a 1.0), oltre che una polarità Madurai aggiuntiva. Ecco qui seguito le quattro abilità principali di questo abile combattente:

  • Landslide: Atlas slitta rapidamente verso un nemico puntato colpendolo con un pugno esplosivo (anche in grado di infliggere danno in una piccola area) con la possibilità di concatenare anche delle combo. I nemici pietrificati subiscono danno extra e se colpiti lasciano cadere un Rubbler.
  • Tectonics: Evoca una parete di roccia, se utilizzata nuovamente la scaglia contro i nemici sotto forma di gigantesco masso.
  • Petrify: Pietrifica i nemici e le pareti di roccia (della seconda abilità) e cura i Rumbler entro il raggio d’azione. Le pareti pietrificate possono essere scagliate sotto forma di un masso che viaggia più velocemente, a lungo ed infligge danno maggiore rispetto a quello normale.
  • Rumblers: Evoca due guerrieri di pietra che combatteranno al fianco di Atlas. Durante l’attivazione dell’abilità tutti i nemici vicini verranno pietrificati ed alla morte i Rumblers lasceranno dei Rubble.

Atlas Prime

La caratteristica principale di Atlas è però quella di poter recuperare i già citati “Rubbler”, ovvero piccole rocce, da nemici e dai suoi Rumbler. Queste pietre potranno curarci se non avremo la salute al massimo, oppure in alternativa, andranno ad aggiungere un quantitativo non indifferente di armatura extra (può infatti arrivare anche fino a 1500 in più). La quantità totale di armatura andrà poi a decadere di una quantità di 5 punti al secondo.

Considerate le statistiche di base di Atlas Prime e le caratteristiche di ogni sua abilità vi consigliamo due tipi di build che potrete trovare qui di seguito; la prima maggiormente incentrata sui danni inflitti dai Rumbler e da Landslide e la seconda (decisamente più consigliata) dedita a capacità di sopravvivenza decisamente fuori dal comune mantenendo, al contempo, la possibilità di usare in maniera sempre efficace ciascuna delle sue quattro abilità. Ci teniamo anche a precisare che per quest’ultima sarebbe raccomandabile l’utilizzo di Power Drift o Cunning Drift come mod Exilus, ma per farlo vi sarà necessariamente richiesto di utilizzare una forma Umbra su di lui, oppure avere delle mod ad un livello inferiore.

Passiamo adesso, invece, a parlare dei Tekko Prime, arma caratteristica di Atlas e dotata di statistiche davvero eccellenti: danno di base di 55.9 (contro i 45 della versione base), probabilità critico del 30%, moltiplicatore critico di 2.4x ed una probabilità effetto del 26%. Per queste ragioni e per un’innato danno taglio maggiore rispetto agli altri fisici l’arma si presta estremamente bene a build virali ibride critico/status. Inoltre abbiamo avuto modo di notare una particolare sinergia tra i Tekko Prime e la stance mod “Seismic Palm”; difatti se questa verrà equipaggiata quasi ogni colpo sferrato con i Tekko andrà a creare un piccolo fascio di energia in grado di incrementare, anche se di poco, la loro portata di base (di per sè estremamente ridotta). Inoltre Seismic Palm ha la capacità di stordire con grande facilità i nemici ed esporli così ad attacchi critici in piedi ed a terra.

Purtroppo la “nota dolente” del Prime Access di Atlas, a nostro avviso, è data dal Dethcube Prime e dalla sua arma. Questo Dethcube presenta valori di salute ed armatura incrementati rispetto alla sua versione base, mentre il Deth Machine Rifle Prime possiede statistiche di danno, velocità di fuoco, probabilità critico e status migliorate. Riteniamo, però, che un drone principalmente dedito all’attacco (eccezion fatta per la Mod “Energy Generator”, comunque non essenziale per uno stile di gioco) sia relativamente poco utile in un gioco che mette a disposizione dell’utente una pletora di armi ed abilità in grado di distruggere interi gruppi di nemici in pochi secondi. Inoltre la scena delle sentinelle e compagni é pressoché dominata da altri nomi (tra Kavat ed Helios Prime)! Per queste ragioni se vorrete provare a sfruttare questa sentinella gli unici consigli che avremmo da darvi sono di utilizzare Energy Generator su di essa ed eventualmente delle Mod di Set per l’arma (come il set Vigilante per migliorare i danni critici della vostra primaria).

Dopo il primo capitolo eccoci a parlare del nuovo The Surge 2, ricco di migliorie rispetto al suo predecessore anche se..

 

Trama

The Surge 2 riprende la storia dal finale del precedente capitolo, questa volta però non mettendoci nei panni di Warren, ma bensì di una persona “qualunque” finita, per un motivo o per un altro, a bordo di un aereo diretto nella città di Jericho. Infatti una volta terminata la creazione del nostro personaggio (selezionando persino la sua storia passata) ci risveglieremo all’interno di un carcere dopo essere sopravvissuti ad un disastro a bordo di un aereo. Approfittando del caos prodotto da una creatura costituita da nanomacchine riusciremo ad evadere e, così, entrare a Jericho City.

The Surge 2

Da questo punto in poi la trama avanzerà in maniera lineare mantenendo come fulcro centrale sempre la ricerca di quella che pare essere una bambina anch’essa sopravvissuta al nostro stesso incidente. Nel fare ciò ci ritroveremo a toccare le vite di altri personaggi secondari e seguirne le relative vicende (che potranno essere parte integrante della campagna principale o semplici quest secondarie) scoprendo dettagli di trama e di lore. Il tutto, nonostante sia costituito in maniera discreta, pecca purtroppo di mordente e finisce facilmente in secondo piano rispetto al gameplay vero e proprio.

The Surge 2Gameplay

Il gameplay di The Surge 2 rimane sostanzialmente invariato rispetto al suo predecessore mantenendo sempre il suo tratto caratteristico distintivo, ma al contempo è evidente un miglioramento generale di tutto il suo contorno. La caratteristica distintiva della serie è, infatti, la possibilità di smembrare parti di nemici umani e non così da recuperarne degli schemi di armatura o vere e proprie armi da loro utilizzate. Sarà infatti possibile prendere di mira specifiche parti del corpo e, una volta inflitto loro un danno sufficiente, sarà possibile staccarle con un attacco critico che si potrebbe definire in perfetto stile “Fatality” di Mortal Kombat.

The Surge 2

Una volta recuperato lo schema di un determinato elemento di equipaggiamento  risulterà comunque sempre essenziale sfruttare questi smembramenti per eliminare più rapidamente i nemici, ma soprattutto per recuperare (al posto dello schema) delle parti per poter costruire e migliorare quelle già in nostro possesso. Potremo sempre comunque decidere se concentrarci su una determinata parte corazzata per recuperarne parti o schemi o se dedicarci a parti non corazzate dei nemici così da infliggere danni maggiori diretti alla salute e sbilanciare maggiormente. Inoltre il danneggiamento di parti corazzate risulta essere l’elemento più importante nelle bossfight contro nemici non umani, le quali risultano decisamente più interessanti e divertenti.

The Surge 2

Nel tutto risulterà essenziale il controllo, oltre che della barra della salute e della stamina, quello della nostra batteria, la quale andrà a caricarsi con ogni attacco inflitto e ogni carica potrà essere utilizzata per eseguire gli smembramenti oppure per attivare determinati innesti. Questi ultimi sono semplicemente delle mod aggiuntive che possono essere recuperate da nemici o in giro per il mondo di gioco ed il cui effetto spazia dalla più semplice cura istantanea ad altri bonus passivi e non. L’indice di caricamento della batteria per colpo sarà determinato dalle stesse armi, e la sua efficienza potrà essere migliorata con i punti abilità ottenuti durante il level up (cosa che permetterà ogni 10 livelli di sbloccare anche un nuovo slot per impianti).

The Surge 2

Fortunatamente è stata decisamente migliorata la fluidità degli scontri (inclusa la parata direzionale) e dei movimenti; allo stesso modo ha subito dei miglioramenti anche il nostro fedele drone, il quale adesso risulta essere molto più efficace negli scontri grazie anche alla complicità di una più vasta scelta nei suoi gadget che varieranno da semplici armi a distanza (utili persino per gli smembramenti) fino ad elementi per sbloccare nuove aree di gioco o per interagire con gli altri giocatori. Sono stati infatti introdotti due gadget per l’interazione con altri giocatori, ovvero la bomboletta spray (la quale vi permetterà di lasciare segnali e suggerimenti) e lo stendardo.

The Surge 2

Quest’ultimo consiste in un vero e proprio “nascondino” da fare con altri 20 giocatori che ci ricompenserà con risorse per ogni stendardo trovato o soprattutto in base a quanto saremo bravi a nascondere il nostro (meno giocatori saranno a trovarlo, maggiore sarà la ricompensa). Di fianco a questi gadget faranno la loro comparsa anche i cosiddetti “nemici vendicativi” che altro non sono che nemici che sono riusciti a sconfiggere altri giocatori; se riusciremo a vendicare i nostri colleghi riceveremo un buon quantitativo di materiali per il potenziamento. Per il resto The Surge 2 si comporta da classico “souls-like” con le Med Bay a fare da checkpoint, necessità di recuperare gli “scarti tecnologici” in caso di morte (anche se a tempo) e così via.

The Surge 2

Longevità

The Surge 2 presenta una durata complessiva piuttosto “classica” per il genere richiedendo all’incirca 20-25 ore per completare la campagna principale e le missioni secondarie; a questo si deve aggiungere l’eventuale possibilità di tornare ad esplorare al meglio determinate aree una volta ottenuti particolari oggetti in grado di raggiungere nuovi luoghi. Del resto quello che avremo di fronte è un’ampia mappa esplorabile liberamente (eccezion fatta per le zone poc’anzi descritte) che però, a volte, nel contesto di missioni principali e secondarie risulta essere un po’ troppo dispersiva.

The Surge 2

Comparto Tecnico

Dal punto di vista grafico The Surge 2 parrebbe offrire un buon colpo d’occhio generale. Purtroppo però ad un esame più dettagliato sono evidenti texture non proprio eccezionali e che, spesso e volentieri, faticano a caricarsi (o almeno su PS4 base). Questo con tutta probabilità è dovuto alla necessità di raggiungere un compromesso tra grafica e fluidità, difatti non abbiamo quasi mai riscontrato cali di framerate ed il caricamento tra aree e quello “post-mortem” risulta essere abbastanza veloce. L’unica cosa che riesce a distinguersi sono gli effetti di luce, molto ben studiati, nonostante in alcune occasioni possano causare alcuni strani artefatti (specialmente in zone non troppo illuminate).

The Surge 2

Di discreto livello anche il sonoro, specialmente per gli effetti e per le musiche; leggermente sottotono, invece, i doppiaggi (in lingua inglese) poiché risultano essere abbastanza piatti (tranne alcune eccezioni). Infine non abbiamo da evidenziare nulla di grave sotto il lato dei bug se non alcuni “positivi” in grado di farci guadagnare rapidamente un discreto gruzzolo di scarti tecnologici.