La serie di Fallout è da sempre stata tra le più importanti di casa Bethesda; con l’annuncio del nuovo Fallout 76 avevamo grandi aspettative, e dopo numerose ore di gioco ecco cosa ne pensiamo.

Sin dal suo annuncio Fallout 76 ha suscitato opinioni contrastanti nella fanbase della serie dividendo gli amanti della nuova componente multigiocatore dai più “conservatori” amanti del single player. L’idea di un Fallout completamente multigiocatore era stata persino già proposta da molti fan che Bethesda ha deciso di ascoltare. 

Iniziamo subito con il dire però che purtroppo questa idea non è stata sfruttata a dovere, principalmente a causa dei difetti che fanno parte del gioco. Non si tratta però di un gioco con soli lati negativi, poiché presenta numerosi punti a favore che gli amanti della serie certamente apprezzeranno non poco. Per questo motivo riteniamo più opportuno trattare di Fallout 76 parlando singolarmente dei pregi e dei difetti che questo titolo porta con se.

I pregi

Fallout 76 è un gioco che ci metterà nei panni di un sopravvissuto del vault numero 76, situato nel West Virginia, durante il cosiddetto “Reclamation Day”. Sin dalla nostra fuoriuscita dal vault avremo modo di prendere parte a numerose missioni principali e secondarie, oltre che alcuni eventi temporanei. Molte di queste sono state estremamente ben caratterizzate (nonostante la totale assenza di NPC a cui affezionarsi, difatti gli unici esseri umani saremo noi e gli altri giocatori) e diversificate, così da fornire a tutti i giocatori una base di partenza molto interessante ed in grado di garantire numerose ore di gioco.

Questa grande mole di avventure, trame e sottotrame è corredata da una fantastica ambientazione, ricca di vita (a noi letale o meno) e molto variegata. Infatti avremo modo di spaziare tra territori colmi di fiorente vegetazione, sulfurei terreni di geyser e persino catene montuose con tanto di lava. Ciascuno di questi “biomi” sarà caratterizzato da diverse tipologie di nemici unici, molti dei quali mai visti prima d’ora come gli ardenti, le bestie ardenti, nuovi tipi di robot e così via. Senza poi considerare la presenza di numerosi easter egg e di moltissimi segreti che in molti apprezzeranno.

Fallout 76, come mai prima d’ora, diventa un RPG fortemente incentrato sulla componente survival principalmente a causa dell’aggiunta di una barra della fame e di una della sete. Inoltre abbiamo una grande quantità di malattie che il nostro protagonista potrà sviluppare (ciascuna delle quali conferirà dei malus passivi) e che dovremo necessariamente cercare di curare con medicine o, in alternativa, attendere fino a guarigione. Come se ciò non bastasse potremo persino arrivare a sviluppare delle vere e proprie mutazioni che, però, non saranno necessariamente negative.

La componente RPG del gioco è stata sfruttata in maniera diversa (è molto più originale) rispetto al solito. Difatti ad ogni livello ottenuto potremo aumentare di un punto uno dei parametri S.P.E.C.I.A.L. (forza, percezione, resistenza, carisma, intelligenza, agilità e fortuna), ed al contempo scegliere una “carta” per la categoria che sceglieremo di migliorare; ciascuna di queste richiederà un certo numero di punti liberi per quella categoria. Queste carte presentano i bonus più disparati, da abilità nello scasso a danni inflitti, fino ad arrivare ad alcuni più “particolari” come la possibilità di cibarsi dei nostri nemici per riempire la barra della fame. Inoltre, raggiungendo determinati traguardi di livello, riceveremo dei pack di carte, ciascuno contenente tre carte normali ed una rara.

Infine, come in Fallout 4, avremo la possibilità di costruire edifici, sistemi di difesa da nemici ed altri giocatori, ed altre strutture utili al crafting di armi, armature, una cucina per il cibo e così via grazie al nostro pratico C.A.M.P.. Molti di questi elementi di costruzione prima di essere creati sarà necessario trovarne il relativo progetto di costruzione. Nel “crafting” bisogna includere la possibilità di riparare armi e armature e persino di modificarle. Per riuscire a sfruttare tutti questi elementi sarà però prima necessario raccogliere le risorse per la costruzione direttamente (come il legname da alberi abbattuti) o indirettamente raccogliendo oggetti da smantellare.

I difetti 

Partiamo innanzitutto dal parlare di un problema che purtroppo va ad intaccare il fulcro centrale di questo nuovo titolo, ovvero il multigiocatore. Ovviamente potremo giocare con un massimo di altri quattro amici per affrontare nemici, avversità e missioni. Purtroppo però non sarà possibile un avanzamento di missione contemporaneo; difatti, attualmente, entrando a far parte del team di un altro giocatore ed affrontando una missione riceveremo unicamente l’esperienza dall’uccisione di nemici, mentre non riceveremo ricompense di fine missione, nè tantomeno il gioco conterà per noi la missione come completata.

Abbiamo avuto modo di parlare della ricchezza di storie e di contenuti, ma fondamentalmente, però, tutte queste trame sono parte della ricchissima lore di questi nuovi territori, e quindi saranno apprese essenzialmente attraverso la lettura di note, ricerca nei computer ancora intatti o l’ascolto degli olonastri. Non avremo dunque la possibilità di esplorare le storie di altri personaggi, come invece Bethesda ci ha da sempre abituato. Purtroppo siamo consapevoli che questo, più che essere un fattore totalmente negativo, potrebbe risultare fastidioso per alcuni giocatori.

Come di consueto avremo la possibilità di effettuare un viaggio rapido tra i punti di interesse già scoperti. Però, purtroppo, in questa circostanza per effettuare un viaggio rapido sarà necessario pagare in tappi una cifra più o meno alta in relazione alla distanza (tranne verso il nostro C.A.M.P. poiché sarà gratuito). Questo, correlato alla grande mole di missioni presenti e spesso distanziate non poco tra loro, costringerà a lunghissime camminate che, se magari durante i nostri primi viaggi potrebbe consentirci di esplorare nuovi punti di interesse, a lungo andare potrebbe arrivare a rendere noioso lo spostamento.

Il difetto più grande di Fallout 76 risiede, però, nel comparto tecnico e ne coinvolge quasi ogni elemento (facendo salvo il sonoro). Parlando innanzitutto della grafica ci ritroveremo di fronte a qualcosa di molto arretrato e che potrebbe persino essere considerato inferiore rispetto al precedente Fallout 4. Ci sono stati certamente alcuni passi in avanti rispetto a questo capitolo come per gli effetti particellari e di luce, ma texture e tutto il resto sembra aver fatto qualche passo indietro. È un qualcosa che purtroppo non riusciamo a spiegarci, anche mettendo in conto un necessario downgrade dovuto al multiplayer con molti giocatori, specialmente considerando altri titoli.

Oltre alla grafica abbiamo riscontrato problemi anche nel framerate che non risulta essere molto stabile, ma soprattutto nei bug. Questo perché, purtroppo in questo caso i bug ed i glitch non si limitano a semplici compenetrazioni o strambi artefatti, ma arrivano a danneggiare direttamente le missioni rendendo impossibile il loro completamento per vari motivi. Altrettanto sbagliato risulta essere lo spawn dei nemici, poiché potremo ritrovarci ad entrare in una zona apparentemente vuota (poiché ripulita da poco) per poi ritrovarci circondati da una pletora di nemici con scarse possibilità di sopravvivenza.

Rockstar ha finalmente dato alla luce Red Dead Redemption 2, secondo capitolo della serie nonostante in realtà si tratti di un prequel; dopo aver avuto modo di provarlo approfonditamente ecco la nostra recensione per questa immensa opera.

Red Dead Redemption 2 è un ambizioso progetto nato dalla collaborazione di tutti gli studi Rockstar del mondo, i quali hanno impiegato anima e corpo per riuscire a creare una delle opere più vaste (se non addirittura la più grande) pubblicate fino ad oggi. Per fare qualche esempio ecco alcuni dati:

  • Circa mezzo milione di linee di dialoghi (più del doppio di GTAV)
  • Dieci volte le animazioni personalizzate presenti in GTAV
  • 300.000 animazioni singole
  • Oltre 1.000 attività da scoprire e in cui cimentarsi
  • Oltre 1.000 performance di attori in gioco

Essendo inoltre il primo gioco sviluppato da Rockstar totalmente da zero per la nuova generazione di console, gli sviluppatori hanno avuto modo di curare nei minimi dettagli numerosi aspetti che andremo a descrivere meglio nel corso di questa recensione.

Trama

Red Dead Redemption 2 è ambientato 12 anni prima delle vicende narrate nel primo capitolo; appena prima dell’inizio del XX secolo ci ritroveremo nell’America del 1899 nei panni di Arthur Morgan, membro della famosa (per chi ha avuto modo di giocare il primo capitolo) banda di Dutch Van Der Linde. A seguito di un colpo andato male l’intera banda si trova a dover fuggire nelle fredde terre del nord, poiché ormai braccati dai federali. Ed è qui che avrà inizio la nostra avventura; in un primo capitolo incentrato specialmente ad introdurre il giocatore alle meccaniche di base del titolo.

Alla continua ricerca di un luogo sicuro la banda dovrà spostarsi tra diversi accampamenti situati nelle diverse regioni del gioco, andando di pari passo con l’avanzamento della trama principale. Durante questa avventura ci ritroveremo ad incontrare una quantità impressionante di personaggi, ritroveremo alcuni piccoli riferimenti al primo capitolo della serie (questo sarà sostanzialmente l’unico elemento che chi non ha giocato al primo Red Dead Redemption si perderà). Avremo inoltre modo di affrontare sparatorie in perfetto stile Western, duelli all’ultimo sangue ed inseguimenti e sessioni più o meno lunghe a cavallo nelle quali avremo modo di conversare con i nostri compagni e scoprire qualche piccola nota in più sul loro conto.

La trama risulterà essere nel complesso estremamente intrigante e coinvolgente, complice anche il fatto che grazie alle numerose missioni ed attività che dovrete o potrete svolgere con i membri della banda finirete per affezionarvi a ciascuno di essi. Tutto questo grazie anche al fatto che ogni personaggio sarà caratterizzato in maniera minuziosa e dotato di tante interessanti sfaccettature, compreso il nostro protagonista. In questo contesto vi ritroverete quindi ad affrontare una vera e propria odissea arricchita da una stupenda narrazione, colpi di scena e punti salienti in grado di farvi restare sempre con il fiato sospeso nell’attesa di scoprire cosa accadrà in seguito, fino al raggiungimento di uno dei quattro finali presenti.

Gameplay 

Così come la trama principale, anche il gameplay di Red Dead Redemption 2 risulta essere estremamente profondo e curato in ogni minimo particolare per riuscire a creare un contesto ed un’atmosfera all’insegna del puro realismo. Difatti le scelte di gameplay che gli sviluppatori hanno preso sono state fatte mantenendo sempre al primo posto l’obiettivo di dare al giocatore un’esperienza realistica e conforme a quella del periodo storico rappresentato in questo titolo. 

Non è da nascondere, però, che ovviamente alcune di queste scelte per alcuni possono purtroppo andare ad incidere negativamente sull’esperienza di gioco complessiva, specialmente per i giocatori abituati a titoli più “arcade”; ciononostante vogliamo rassicurarvi sul fatto che si tratta solamente di alcuni piccoli aspetti sui quali dopo qualche ora di gioco riuscirete a soprassedere senza problemi grazie alla bellezza ed alla cura di tutto ciò che vi è intorno.

Fatta questa necessaria precisazione iniziale partiamo con il parlare del punto nevralgico di tutte le nostre attività (e quelle del resto della banda), ovvero l’accampamento. Qui avremo la possibilità di iniziare missioni primarie, secondarie ed eventi di caccia e pesca, oltre che ricevere in alcune situazioni consigli ed informazioni utili per dare inizio ad alcune rapine. Dall’accampamento potremo inoltre rifornirci di munizioni, cibo e medicinali, oltre che riposare, cambiarci d’abito e curare il nostro aspetto.

Le provviste non saranno però illimitate, per questo motivo sarà necessario fare rifornimento di tanto in tanto mandando qualcuno in città a fare compere utilizzando il “libro contabile” oppure rimpinguare le scorte di cibo direttamente con la selvaggina che avremo modo di cacciare. Attraverso il libro contabile potremo inoltre acquistare diverse migliorie per l’accampamento, la più importante delle quali è probabilmente il “viaggio rapido” grazie al quale potremo spostarci dall’accampamento a qualunque città già conosciuta. Il denaro utilizzato per queste migliorie e per le provviste deriverà da una cassetta nella quale tutti potranno contribuire secondo possibilità, noi compresi.

In Red Dead Redemption 2 il nostro personaggio potrà portare con se al massimo due pistole e due armi a due mani suddivise in fucili a canna liscia, a canna rigata, a ripetizione ed un arco. Tutte in caso di utilizzo prolungato si deterioreranno e sarà quindi necessario effettuare una manutenzione per evitare che le loro statistiche diventino troppo basse e che si inceppino. Sarà possibile scambiare il nostro equipaggiamento dalla sella del cavallo, dove saranno conservate tutte le armi in nostro possesso, oltre che eventualmente copricapi e capi di vestiario per rispondere ai diversi tipi di clima con cui avremo a che fare.

Oltre alla gestione delle armi citata poc’anzi sarà anche essenziale la gestione del nostro cavallo e quella del nostro personaggio. Difatti Arthur presenterà tre icone che rappresenteranno la salute, la stamina e la barra del Dead Eye (abilità per puntare rapidamente più nemici da colpire in rapida successione); queste saranno composte da una barra esterna ed una interna, quella esterna rappresenterà il loro valore corrente, mentre quella interna indicherà quanto velocemente si andrà a ricaricare automaticamente quella esterna. 

Mangiare, bere, fumare, riposarsi ed indossare abiti adatti al clima sarà essenziale per mantenere a livelli sempre alti la barra interna di ciascuna statistica (senza però esagerare, poiché altrimenti potremmo diventare ad esempio sovrappeso). Il livello massimo di ciascuna statistica, e della rispettiva barra esterna, potrà poi essere incrementato consumando alcuni oggetti unici o svolgendo determinate attività, come scazzottate e pesca per la salute, corsa rapida per la stamina e colpi in testa per il Dead Eye. Inoltre, nonostante il nostro protagonista sia effettivamente un fuorilegge, sarà presente una barra che rappresenterà il nostro “onore” e che potrà aumentare o diminuire in base alle azioni da noi compiute ed alle scelte morali che ci troveremo ad affrontare.

Anche la nostra cavalcatura presenterà una barra della salute ed una della stamina dal funzionamento sovrapponibile a quello del nostro protagonista. Per questo motivo dovremo continuamente nutrirla e mantenerla pulita spazzolandola. Inoltre sarà presente un grado di affinità con il cavallo suddiviso in quattro livelli, ciascuno dei quali farà guadagnare alcune capacità, oltre che migliorare la salute e la stamina massima e la distanza massima alla quale risponderà alla nostra chiamata. Infatti potremo richiamarlo solamente se ci troveremo nel suo “raggio d’azione”, potrete dunque dimenticarvi di cavalli che compaiono dal nulla al nostro richiamo, la sua posizione sarà sempre conservata all’interno del gioco!

Come abbiamo già avuto modo di citare, un elemento fondamentale in Red Dead Redemption 2 è proprio la caccia e la pesca. Grazie a queste potremo non solo rifornire di provviste il nostro accampamento, ma anche la nostra bisaccia con alimenti estremamente efficaci e nutrienti (previa cottura ad un fuoco da campo). Inoltre grazie ai proventi della caccia, ed in particolare le pelli, sarà possibile migliorare la capacità delle nostre borse ed ottenere alcune migliorie per l’accampamento. Da citare anche la possibilità di cacciare e pescare animali “leggendari” che, nel caso della caccia, potrà ricompensarci con capi d’abbigliamento unici.

Tutto questo sarà racchiuso all’interno di una mappa di gioco davvero molto vasta e caratterizzata da diversi biomi, passando da zone innevate ad aree palustri o desertiche. Il mondo di gioco è vasto al punto da rendere spesso noioso il dover spostarsi spesso da un punto ad un altro per compiere un determinato obiettivo; per questo motivo gli sviluppatori hanno deciso di risolvere in tre modi: innanzitutto è possibile attivare la visuale dinamica per attivare la “guida automatica” del cavallo, il quale raggiungerà così, seguendo la strada, una meta da noi contrassegnata o un obiettivo di missione. 

Il secondo modo per “rompere la noia” è la presenza di numerosi eventi che incontreremo casualmente ed interagendovi potremo modificare il nostro onore ed in alcuni casi ottenere ricompense inaspettate, anche dopo tempo… Infine tutta la mappa di gioco è stata arricchita da tesori nascosti, punti di interesse con oggetti ed armi uniche e tantissimi Easter Egg per la gioia dei più accaniti esploratori o per chi vuole semplicemente farsi una risata o affrontare una piccola missione aggiuntiva.

Longevità 

La durata complessiva di Red Dead Redemption 2 è davvero impressionante, difatti, senza considerare la mole di contenuti ed attività secondarie la sola campagna principale può durare anche più di 50 ore. Dedicarsi poi a tutte le altre missioni ed attività potrà assicurare tranquillamente una durata superiore alle 60-70 ore di gioco. Da evidenziare inoltre che tutte le missioni secondarie, comprese le semplici missioni da cacciatore di taglie, sono estremamente ben diversificate ed offrono  sempre un buon grado di intrattenimento e, perché no, magari anche strapparvi qualche sorriso. Infine bisogna tenere in considerazione che gli sviluppatori hanno deciso di rimandare di circa un mese l’uscita della modalità online, della quale attualmente si sa poco e niente e che, ovviamente, promette di espandere ancora più una longevità già di per se ottima.

Comparto Tecnico

Dal punto di vista della grafica e del sonoro c’è davvero poco da dire, Red Dead Redemption 2 è da considerarsi all’avanguardia in entrambi i campi. Abbiamo infatti una grafica davvero impressionante, probabilmente vicina al limite massimo di questa generazione, con un livello di dettaglio, di texture, di illuminazione strepitosi, oltre che una fisica estremamente realistica (a volte fin troppo!); comparto sonoro con musiche fantastiche ed un ottimo doppiaggio in lingua originale in grado di mettere in risalto la personalità di ogni singolo personaggio.

Il tutto corredato da un framerate in genere abbastanza stabile sui 30 fps su PS4, tranne che in alcuni centri abitati. In un universo così ricco e vasto non possono mancare alcuni bug, molti dei quali (anche se non tutti) difficilmente potranno inficiare negativamente sull’esperienza di gioco. Parliamo in particolare di due casi in cui abbiamo “fallito” una missione senza reale motivo ed al più qualche piccolo deficit nell’IA.

Ecco il ritorno delle avventure di Frank West in questo quarto capitolo della serie di Dead Rising che finalmente approda anche sulla console di casa Sony con dei piccoli extra.

Dead Rising 4 fu presentato durante l’E3 del 2016 come esclusiva Xbox e Pc ma da adesso, ad un anno di distanza dalla sua uscita sui dispositivi microsoft, anche i possessori di Ps4 potranno godere appieno di questo divertente titolo marchiato Capcom; inoltre in questa nuova edizione intitolata Dead Rising 4: Frank’s Big Package saranno disponibili tutti i contenuti scaricabili precedentemente rilasciati per Xbox (Stocking Stuffer Holiday Pack, Frank Rising, Super Ultra Dead Rising 4 Mini Golf). In aggiunta saranno presenti i seguenti contenuti bonus:

  • Street Fighter Outfit Pack 
  • My Bloody Valentine Pack 
  • Candy Cane Crossbow 
  • Slicecycle 
  • Sir-Ice-A-Lot 
  • Ugly Winter Sweater
  • X-Fists

Infine è stata aggiunta un’ulteriore modalità di gioco esclusiva e chiamata “Capcom Heroes”.

Trama

Dopo la sua comparsa nel primo capitolo della serie e nello spin-off del secondo capitolo (Off the Records) avremo il ritorno del simpatico e carismatico Frank West, famoso reporter. A seguito delle precedenti epidemie zombie ci ritroveremo ad affrontare un nuovo caso alla ricerca di uno scoop degno di nota dopo essere stati coinvolti dalla nostra allieva Vicky in ciò che sembra essere un esperimento governativo su cavie umane nella città di Willamette. Ben presto però una nuova epidemia esploderà ed il nostro compito sarà scoprire la verità sull’accaduto affrontando tanti, tantissimi zombie ed una società chiamata Obscuris la quale è interessata a trovare qualcosa nella città. Il tutto sarà caratterizzato da un ironico clima natalizio con zombie e psicopatici travestiti da omini di marzapane, pupazzi di neve e quant’altro.

La trama principale si dipanerà attraverso 7 casi in totale, i quali ci guideranno attraverso le varie zone della città (tutte esplorabili liberamente) senza però costringerci alla linearità e lasciandoci quasi sempre la possibilità di gironzolare per la città alla ricerca di sopravvissuti, eventi secondari, nuovi strumenti di morte o semplicemente massacrare qualche zombie per passare il tempo. Le fasi di esplorazione saranno spesso intervallate da fasi di indagine in stile Batman con l’utilizzo della nostra videocamera dotata di due filtri differenti per poter trovare oggetti di interesse o altri invisibili ad occhio nudo. La narrazione non rappresenta di certo un punto forte del titolo e procede in maniera lineare con qualche punto saliente, ma serve essenzialmente come accompagnamento a ciò che ha sempre contraddistinto i giochi della serie di Dead Rising, ovvero il gameplay.

Gameplay

La formula utilizzata per questo nuovo capitolo di Dead Rising è la solita già vista in precedenza. Avremo a disposizione un’area di gioco complessivamente molto ampia e ricca di collezionabili da raccogliere, oggetti utili ed eventi e missioni secondarie (inclusa la possibilità di salvare sopravvissuti che si trasferiranno nei rifugi sbloccabili per tutta la città con la possibilità di sbloccare nuovi oggetti in vendita dai rivenditori presenti), ma soprattutto ricolma di un numero smodato di zombie, tutti lì per soddisfare il nostro sadico bisogno di massacrarne qualche centinaio tra una missione principale e l’altra nei modi più disparati; ed è proprio questo l’elemento che da sempre ha caratterizzato particolarmente questa serie di giochi. Difatti, disseminati in ogni dove per la mappa di gioco (negozi, appartamenti, e rifugi) troveremo oggetti di ogni tipo (da giocattoli o detergenti fino ad arrivare a vere e proprie armi contundenti o da fuoco come spade, pistole e granate). Molti di questi oggetti potranno essere combinati con un secondo oggetto per creare vere e proprie armi di distruzione di massa per le quali i creatori hanno spremuto ogni grammo di fantasia che avevano in corpo (oltre alle classiche mazze da baseball corredate di chiodi). Combinando un coltello da cucina ed una bombola di azoto, ad esempio, potremo creare una spada di ghiaccio in grado di congelare (anche con onde d’urto) i nostri nemici; oppure ancora unendo un mitra con delle parti di computer otterremo un letale fucile a laser.

Le combinazioni sono davvero numerosissime e molto varie e non si limitano alle sole armi ma anche a veicoli così da creare piccoli carri armati su quattro ruote, go-kart elettrici e tanto altro… Per poter costruire questi oggetti “speciali”, però, avremo prima bisogno del loro progetto di costruzione. Questo potrà essere trovato in determinati luoghi della mappa facilmente raggiungibili oppure contenuti in armadietti che per essere aperti necessiteranno di un’apposita chiave situata, solitamente, nei paraggi. In alternativa potremo acquistare le armi già combinate nei rifugi dove troveremo dei sopravvissuti che venderanno ogni tipo di merce. È importante tenere sempre presente che ogni arma ha un numero di utilizzo limitato, ed infatti in corrispondenza di ogni arma sarà segnalato il suo grado di usura, inoltre raggiunto un certo numero di attacchi in combo potremo sferrare un attacco speciale che varierà in base al tipo di arma impugnata. Un’interessante introduzione al gioco è l’aggiunta dei cosiddetti esoscheletri, i quali potranno essere utilizzati per sterminare rapidamente gruppi di zombie, grazie anche alla presenza di armi e potenziamenti sparsi per la mappa (da notare però che anche questi si esauriranno molto rapidamente con l’utilizzo; forse anche troppo rapidamente).

Il gioco ci propone, inoltre un sistema di albero delle abilità sbloccabili salendo di livello e che vanno da una maggior probabilità di colpi critici alla possibilità di poter trasportare più armi corpo a corpo, da lancio e così via. È stata implementata anche una modalità stealth anche se purtroppo risulta essere pressoché inutile nelle fasi contro gli esseri umani. Infine a differenza dei suoi predecessori Dead Rising 4 non ripropone il sistema incessante del tempo che scandiva ogni momento del gioco e che, se vogliamo, dava qualche limitazione al gameplay; infatti adesso avremo semplicemente un ciclo giorno/notte con la possibilità di esplorare ogni zona liberamente in qualsiasi momento. Infine sarà possibile giocare in modalità Coop fino a 4 giocatori.

Contenuti Extra

I tre maggiori contenuti extra aggiunti in questa edizione (Capcom Heroes, Super Ultra Dead Rising 4 Mini Golf e Frank Rising) meritano una piccola menzione a parte. Capcom Heroes sostanzialmente ripropone la stessa modalità principale ma con l’aggiunta dei costumi dei più famosi eroi della Capcom. Le armi non si consumeranno con l’utilizzo ed i costumi potranno essere indossati presso particolari macchinette da sala giochi sparse per la mappa. Questi ci conferiranno per un breve tempo una gamma di speciali abilità (inclusi gli attacchi di base), ciascuno con i suoi punti di forza e di debolezza. Potremo, così, impersonare Dante dalla serie Devil May Cry, Amaterasu da Okami, diversi personaggi di Street Fighter inclusi Mr Bison e Akuma, Mega Man, Viewtiful Joe e tanti altri. Per sbloccare i costumi dovremo completare i vari casi e cercare le stelle Eroi Capcom, grazie alle quali, una volta collezionate a sufficienza, si sbloccherà un nuovo costume. Infine ogni costume potrà essere potenziato attraverso gli esercizi “Addestramento eroe”, questi verranno sbloccati sbloccando nuovi costumi e si compongono di due livelli di sfida: completando il primo si sbloccherà il colpo corpo a corpo letale per quel costume mentre completando il secondo si sbloccherà la versione ombra (esteticamente diversa) per quel costume.

Super Ultra Dead Rising 4 Mini Golf invece ci permetterà di giocare (eventualmente anche contro altri 4 giocatori online oppure in locale) ad una vera e propria partita di “mini golf” con tanto di palle da golf enormi, malus per avversari chiamati “Rompipalle” e la possibilità (come al solito) di uccidere qualche zombie nel frattempo. Infatti lo scopo principale sarà quello di fare buca in meno colpi possibile ma eliminando zombie si guadagneranno crediti da utilizzare per personalizzare il proprio personaggio con nuovi costumi, mazze e palline.

Frank Rising, infine, ci metterà nei panni di un furioso Frank West tramutato in zombie in una storia alternativa; il nostro scopo sarà trovare una cura e fuggire dalla città il prima possibile con un timer che in questo caso scandirà ogni momento della partita. Con l’avanzare dell’espansione sbloccheremo nuove abilità e ciascuna di queste potrà essere potenziata (così come vari attributi come la salute e la stamina) raccogliendo particolari oggetti o completando delle missioni secondarie. Il tutto per riuscire a combattere meglio contro i vari tipi di nemici che troveremo soprattutto in considerazione del fatto che potremo contare solamente sui nostri attacchi speciali da zombie, sui nostri artigli e per rigenerare la salute divorare gli avversari dopo aver ricaricato la barra delle combo. Questo contenuto però va necessariamente giocato dopo aver completato la trama principale del gioco poiché contiene diversi spoiler su di essa.

Longevità

Sotto il punto di vista della longevità Dead Rising 4: Frank’s Big Package garantisce un’ottima durata complessiva che può variare dalle 10 ore circa per il solo completamento della campagna principale fino anche a raddoppiare o addirittura triplicarle per completare tutte le missioni secondarie, dedicarsi alla libera esplorazione e raccogliere tutti i collezionabili; senza poi contare le ore di gioco aggiuntive nei diversi contenuti extra e la possibilità di giocare in coop alla modalità principale ma anche all’espansione Super Ultra Dead Rising 4 Mini Golf. Purtroppo però la ripetitività non mancherà di palesarsi di frequente a causa della relativa staticità del gameplay ravvivato solo dalla continua scoperta di nuovi ed interessanti strumenti di morti; complice anche la scarsa varietà che le missioni secondarie aggiungono.

Comparto Tecnico

Sul lato della grafica Dead Rising 4 non brilla certamente; i modelli poligonali e le texture sono di buona qualità ma comunque nulla di eccelso. Complessivamente comunque a livello visivo è piacevolmente giocabile anche grazie ad un framerate abbastanza stabile nonostante lo smodato numero di zombie che saranno presenti a schermo. Buono anche il comparto audio con ottimi doppiaggi e simpatiche musiche natalizie “adatte all’occasione”. Infine da segnalare qualche problema con l’IA (che spesso mostra non pochi difetti), alcuni Bug e compenetrazioni frequenti ma, in ogni caso, nulla di prevaricante l’esperienza di gioco.