Mortal Kombat vede un nuovo inizio per la sua serie grazie all’ultimo Mortal Kombat 1, pubblicato da Warner Bros. Games il 19 Settembre 2023 (ed il 14 settembre per i possessori dell’edizione premium del gioco) per PlayStation 5, Xbox Series X/S, Nintendo Switch e PC. Parliamo del dodicesimo capitolo della serie principale e, come suggerisce anche il titolo, si tratta di un vero e proprio ritorno alle origini per la trama. Questo viene fortunatamente giustificato da un punto di vista narrativo, e quindi, nonostante tutto, si tratta comunque di un proseguo da Mortal Kombat 11 piuttosto che di un semplice reboot.


Come al cinema e stagioni 

Mortal Kombat 1 riprende infatti subito dopo gli eventi di Mortal Kombat 11, con Liu Kang che, dopo aver sconfitto Kronika ed aver preso possesso della sua clessidra, riesce finalmente ad assumere il ruolo di Custode del Tempo così da creare una nuova linea temporale. Qui avremo subito modo di vedere Shang Tsung, ridotto a semplice mercante ciarlatano, ma riceverà rapidamente un’offerta da un misterioso individuo che si fa chiamare Damashi che non potrà rifiutare…. Dall’altra parte invece troveremo Raiden e Kung Lao che si troveranno ben presto ad affrontare il Lin Kuei e da qui ad essere poi reclutati da Liu Kang stesso, assieme anche a Johnny Cage e Kenshi per prendere parte al nuovo torneo di Mortal Kombat del Reame Terreno. 

Successivamente però Liu Kang si renderà così conto che il misterioso individuo che ha contattato Shang Tsung potrebbe mettere in pericolo non soltanto la sua nuova realtà, ma anche tutte le possibili realtà. Avrà così inizio una nuova sequenza di eventi per fermare entrambi sventando i piani di Damashi. Il tutto avverrà attraverso una storia complessivamente ben raccontata e molto interessante da seguire (oltre che altamente cinematografica visto il gran numero di filmati), come poche viste fino ad ora nei titoli di questo genere. Avremo poi, oltre alla campagna principale, le consuete Torri per affrontare scontri in sequenza con difficoltà variabile.

Mortal Kombat 1

Di fianco alla modalità Storia e alle Torri troveremo le cosiddette invasioni, ovvero una modalità che va sostanzialmente a basarsi sul concetto di realtà temporali alternative e che sostituisce (in termini di funzionalità) la vecchia Kripta. Oltre a sostituirla potremmo anche dire che va ad espanderne il concetto unendolo a quello degli eventi stagionali: avremo infatti diverse stagioni che si andranno ad aggiornare ogni 45 giorni circa e che introdurranno diversi contenuti stagionali come elementi cosmetici. Per acquistarli dovremo utilizzare le monete ottenute, per l’appunto, dagli scontri delle invasioni (alcuni dei quali potrebbero anche fornire direttamente alcuni oggetti di personalizzazione come quelli per il nostro “biglietto da visita”).

Le invasioni, inoltre, apportano anche alcune interessanti novità; come abbiamo già detto sono fondamentalmente una serie di scontri da affrontare spostandosi liberamente nella mappa in stile gioco da tavolo, ma c’è dell’altro. Potremmo anche trovarci ad incappare in scontri con alcuni “modificatori” come arene elettrizzate, nemici con resistenze elementali o dotati di barriere che sarà prima necessario distruggere. Allo stesso modo sarà possibile trovare anche aree segrete e forzieri speciali che, oltre a contenere elementi di personalizzazione, potranno anche fornirci degli utili talismani per potenziare specifiche caratteristiche del nostro personaggio.

Nel caso in cui gli elementi di personalizzazione già citati non fossero sufficienti avremo anche missioni giornaliere e settimanali che, assieme alle altre modalità di gioco, ci forniranno dei gettoni che potremo poi spendere per ottenere ricompense casuali dal cosiddetto Reliquiario. Infine ogni combattente presenterà un grado maestria che potremo aumentare utilizzandolo in una qualsiasi modalità di gioco. Questo ci permetterà di sbloccare un gran numero di elementi di personalizzazione come colori delle skin, provocazioni e persino nuove fatality! Lo stesso discorso si applica anche ai personaggi Kameo (di cui parleremo in seguito) così da sbloccare ancora nuove fatality, colori e così via.

Mortal kombat 1


Novità del Kombattimento

Mortal Kombat 1 mantiene ovviamente gli elementi di base di gameplay classici dei picchiaduro in generale, con varie tipologie di attacchi, combo e attacchi speciali, ma anche elementi tipici come fatality per ridurre i nostri avversari a veri colabrodo. In più però questo nuovo titolo porta diverse novità all’interno del franchise, così come alcune importanti reintroduzioni in termini di gameplay.  Tra queste al primo posto troviamo il ritorno delle combo aeree, un elemento senza dubbio molto apprezzato che aggiunge molte possibilità in termini di combattimento. Di fatti il combattimento non sarà più limitato alle sole combo a terra (con la possibilità di fare i giocolieri con i nostri avversari lasciandoli inermi in aria) o colpi rapidi a mezz’aria; al contrario i diversi personaggi del roster presenteranno diverse combo speciali da eseguire proprio in volo.

Un’altra importante novità (che però in questo caso risulta essere totalmente inedita per la serie, anche se ormai abbastanza comune nei picchiaduro) è l’aggiunta dei combattenti Kameo. Si tratta di un gruppo di personaggi, molti dei quali in più rispetto a quelli del roster di base, che potranno aiutarci nei vari scontri che affronteremo. Prima di uno scontro potremo infatti selezionare uno di questi per assisterci in battaglia; sarà poi possibile richiamarlo in battaglia in qualsiasi momento (con una barra di caricamento a tempo a fare da limite) per eseguire attacchi specifici, lanci, combo breaker o persino fatality. 

Mortal kombat 1

I personaggi Kameo introducono poi anche un’altra piccola novità che riguarda i cosiddetti “Final Blow”, ovvero gli attacchi speciali introdotti in Mortal Kombat 11 utilizzabili al di sotto del 30% di vita. Questi potenti e coreografici attacchi, in grado di ribaltare le sorti di uno scontro, saranno ora eseguiti in concomitanza dal nostro personaggio e dal Kameo che utilizzeremo, così da dare vita a interessanti combo. In aggiunta questi attacchi speciali saranno più simili, dal punto di vista visivo, ai vecchi attacchi X-Ray di Mortal Kombat X, e quindi avremo modo di vedere gli “effetti interni” dei nostri attacchi. 

Non si tratta di una novità, quanto piuttosto di una cosa in meno, ma con questo nuovo titolo gli sviluppatori hanno scelto di abbandonare l’uso delle varianti dei diversi personaggi. Si trattava di una meccanica introdotta negli ultimi capitoli che andava sì ad aggiungere molta varietà in termini di gameplay (andando sostanzialmente a scegliere diversi preset di mosse), ma all’atto pratico era fondamentalmente superflua. Questo perché in ambito competitivo venivano, giustamente, utilizzate solo le varianti più forti (o meta se vogliamo), mentre le altre non erano neanche prese in considerazione. Per sopperire a questa piccola mancanza gli sviluppatori hanno a quanto pare voluto espandere ancor di più il combo system del gioco rendendolo il più vasto della serie.


Grafica e online 

Da un punto di vista grafico Mortal Kombat 1 si attesta su ottimi livelli, pur mantenendosi abbastanza in linea con quanto visto con il suo predecessore, soprattutto nel caso dei dettagli dei personaggi. Abbiamo invece notato un lieve miglioramento soprattutto nel caso dei vari scenari di scontro presenti nel gioco, tutti davvero molto ricchi di particolari ed estremamente dinamici. Di contro, però, abbiamo purtroppo riscontrato (come si evinceva anche dai trailer) l’assenza di qualsiasi tipo di interattività con i diversi stage, dalle transizioni alla possibilità di lanciare oggetti e simili. Si tratta di un fattore che è andato a migliorarsi progressivamente negli ultimi titoli, fino a Mortal Kombat 11, e che sinceramente ci dispiace venga abbandonato così.

Altro elemento assai importante in ogni picchiaduro con gioco online è la stabilità del netcode. Questo è infatti in grado di offrire un’esperienza online senza grossi problemi di latenza e complessivamente molto fluida. Chi vorrà dunque cimentarsi nelle diverse tipologie di scontro online, (che si mantengono abbastanza classici, senza novità particolari), più o meno classificati o affrontare tornei non incapperà fortunatamente in grossi problemi. Speriamo che la situazione si mantenga stabile anche in futuro, soprattutto in vista  della futura aggiunta di un sistema di crossplay online che permetterà a giocatori di piattaforme diverse di affrontarsi. Di contro però si riscontrano alcuni problemi di bilanciamento, con personaggi molto più usati di altri, cosa che avviene in particolar modo per i Kameo.

Gotham Knights è il nuovo titolo dedicato al mondo DC del celebre “uomo-pipistrello” sviluppato da Warner Bros. Games Montréal e pubblicato da WB International Enterprises. Il gioco sarà pubblicato ufficialmente il 21 ottobre 2022 per PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC e in questa recensione vi parleremo nel dettaglio di tutti i suoi aspetti e di tutte le sue interessanti premesse che lo differenziano in maniera sostanziale sotto diversi punti di vista dai precedenti titoli dedicati a Batman.

Trama

La trama di Gotham Knights colpisce sin dai primissimi istanti di gioco: Batman si ritrova a combattere con Ras’al Gul, ma lo scontro non vede né vinti né vincitori. Entrambi rimangono infatti uccisi nello scontro, e anche la Batcaverna finisce ridotta in macerie. I quattro pupilli di Batman (Robin, Batgirl, Nightwing e Cappuccio Rosso) si ritrovano così a raccogliere le ultime volontà di Bruce Wayne, e con esse l’ultimo caso a cui stava lavorando. L’investigazione porterà il gruppo a svelare un’organizzazione antica quanto Gotham stessa, ovvero la temibile Corte dei Gufi. Si tratta di un potente avversario, noto soprattutto agli amanti dei fumetti del mondo DC, con radici ben salde in ogni parte della città. Il pericolo però non si limita alla sola Corte, ma anche la Lega delle Ombre dell’ormai defunto Ras’al Gul avrà un ruolo importante nella campagna principale!

L’intero Dossier principale si dipanerà in maniera abbastanza lineare con qualche colpo di scena piazzato qua e là. Nel complesso questo riesce ad intrattenere molto bene il giocatore, soprattutto grazie alla profondità offerta ai vari personaggi che però per alcuni argomenti richiede un approfondimento ulteriore tramite le mail e i vari dossier che potremo leggere nel corso del gioco (purtroppo questa potrà essere colta al meglio solo dai più appassionati al mondo di Batman). I nostri quattro eroi si ritroveranno inoltre ad affrontare altri famosi antagonisti del mondo di Batman tramite i relativi dossier dei casi. Questi andranno a costituire delle vere e proprie missioni secondarie con filoni narrativi dedicati, anche in questo caso tutti molto interessanti da seguire ma purtroppo i non conoscitori finiranno per sentirsi un po’ spaesati.

Gotham knights

Gameplay

Gotham Knights si configura come un action RPG open world, solo che da buoni “giustizieri della notte” la nostra attività sarà unicamente limitata alle ore serali e notturne. Per questo motivo le fasi di gioco delle missioni, così come l’esplorazione libera, saranno scandite dalle ore diurne in cui di troveremo all’interno della nostra base segreta dove potremo rilassarci, accedere all’addestramento e scoprire dettagli aggiuntivi di trama. Non temete però, durante le vostre attività notturne non avrete alcun orologio a limitare la vostra permanenza in città, al contrario una volta terminate le missioni o compiti di nostro interesse nella notte corrente dovremo semplicemente fare ritorno al Campanile per avanzare alla fase di gioco successiva. Da un certo punto di vista questo smorza un po’ l’azione di gioco, ma d’altra parte è molto più realistico dell’eterna notte della serie di Batman Arkham, oltre ad avere un senso ben preciso in termini narrativi.

Nel corso di ciascuna notte sarà possibile decidere liberamente a cosa dedicarci: potremo ad esempio proseguire nell’ investigazione della campagna principale, oppure dedicarci ai casi secondari, oppure ancora sventare crimini, completare sfide di vario genere, recuperare collezionabili e nuovo equipaggiamento. In particolare sventare i crimini è un’attività estremamente importante poiché rientra molto di frequente sia tra i compiti delle sfide, sia tra le missioni principali e secondarie. Avremo infatti un gran numero di crimini possibili: dalla difesa di un portavalori sotto attacco a sventare rapine e rapimenti, oppure ancora ripulire covi di cattivoni. Tutti presenteranno un obiettivo principale (necessario per il completamento) e obiettivi bonus che, se completati, ci permetteranno di ottenere risorse e punti esperienza aggiuntivi; questa meccanica si estende anche alle missioni principali e secondarie.

Fulcro principale del gameplay di Gotham Knights è però costituito proprio dalla presenza di ben quattro protagonisti. Ciascun personaggio avrà attacchi e capacità di base, ma anche un kit di abilità (passive ed attive) da sbloccare che lo differenzierà dagli altri sia in combattimento che nelle fasi esplorative. Avremo così, ad esempio, Cappuccio Rosso che sarà molto più funzionale nel combattimento a distanza grazie all’uso delle sue pistole, Batgirl con capacità di hacking che le permettono di eludere facilmente telecamere e altri dispositivi elettronici, Robin che sarà incentrato soprattutto sulla furtività (e quindi in grado di eliminare istantaneamente anche i nemici più grandi), e Nightwing con un combattimento corpo a corpo molto agile e veloce. Tra le abilità spiccano poi le abilità di Slancio, ovvero potenti attacchi speciali utilizzabili ricaricando una relativa barra in combattimento; tra questi poi ci sarà anche il più potente Slancio da Cavaliere che avrà invece un cooldown.

Gotham knights

Per sbloccare nuove abilità dovremo investire punti abilità ottenuti salendo di livello (tranne nel caso degli Slanci che possono essere sbloccati solo tramite sfide uniche). Salire di livello ci permetterà anche di equipaggiare armi e armature progressivamente più potenti, così da semplificare gli scontri e soprattutto diventare in grado di affrontare in maniera efficiente le missioni (dato che queste avranno un livello richiesto). Ogni elemento di equipaggiamento sarà infatti caratterizzato da un grado di rarità e da un livello, i quali insieme determineranno il grado di potenza e il livello massimo delle statistiche del pezzo quali salute, difesa, danno, probabilità e danno critico ed accumulo elementale. Queste statistiche potranno essere ulteriormente potenziate utilizzando delle mod che aggiungono diversi bonus passivi, questo però solo se l’oggetto in questione avrà uno slot per mod. Sarà poi possibile ottenere nuovi oggetti sia recuperandoli nel corso delle missioni, sia tramite un sistema di crafting che ci permetterà di creare equipaggiamento con i materiali raccolti durante le nostre attività.

Gotham Knights possiede infine un sistema di gioco cooperativo online fino a due giocatori grazie al quale sarà possibile giocare il titolo in ogni sua parte con un amico, successivamente diventerà disponibile anche una modalità solo coop e chiamata “Attacco Eroico”. Giocando online i nemici saranno ovviamente più potenti, e il livello del giocatore più avanzato sarà adattato a quello dell’altro. Nota positiva è che il sistema di gioco premia anche i giocatori più navigati che decideranno di aiutare i novizi; tutte le ricompense vengono infatti portate al livello di ciascun giocatore (anche completando una missione iniziale un giocatore di livello 20 riceverà comunque un oggetto di livello 20). Il gioco in cooperativa è poi estremamente libero nel corso del free roaming: i due giocatori potranno infatti allontanarsi senza grandi limitazioni fino anche ad arrivare a dividersi i compiti e, ad esempio, sventare due crimini contemporaneamente. Inutile però sottolineare che la parte divertente della cooperativa è proprio prendere a pugni i cattivi in compagnia!

Longevità 

La campagna principale di Gotham Knights può raggiungere una durata minima complessiva di tutto rispetto, richiedendo anche 12 ore per il suo completamento. Queste però possono tranquillamente aumentare fino a superare senza problemi le 20 ore se consideriamo anche la possibilità di intraprendere le missioni secondarie, di dedicarsi ad interrompere crimini premeditati per ottenere nuovi materiali e infine completare sfide per equipaggiamento e altro. Il gioco online ha poi potenzialità eccellenti sia in termini di rigiocabilità che di gioco sul lungo termine se gli sviluppatori sapranno gestire correttamente gli “Attacchi Eroici”.

Comparto Tecnico

Gotham Knight presenta un comparto tecnico complessivamente di tutto rispetto, ma che purtroppo mostra alcuni importanti punti deboli. Innanzitutto sarà disponibile una sola modalità grafica su console, con 30fps e una risoluzione che punta al 4K con elementi di ray tracing. Di primo acchito l’assenza di una modalità a 60fps in un titolo action di questo tipo ci ha fatto storcere il naso (e comunque anche adesso siamo convinti del fatto che sarebbe un must), ma dopo averlo giocato per molte ore possiamo dirvi che la cosa non inficia particolarmente sulla qualità di gioco. La mancanza di fluidità si fa certamente sentire, però considerando l’altissimo livello di dettaglio grafico presente, e soprattutto il fatto che tranne per alcune particolari circostanze (fortunatamente non negli scontri) i 30fps vengono mantenuti, il tutto riesce a funzionare bene. 

Come già anticipato poc’anzi il livello qualitativo della grafica è eccellente praticamente in ogni suo aspetto, dalle texture a modelli e particellari e non ci sono grossi problemi di rendering tranne nel caso del gioco online quando i due giocatori si allontanano molto tra di loro (cosa che danneggia anche gli fps). Qualche alto e basso anche nel caso del comparto audio, soprattutto per quanto riguarda i doppiaggi in italiano con una qualità abbastanza altalenante. Nessun problema grave, infine, per quanto riguarda bug e altri problemi tecnici: tranne per alcune infelici collisioni con le superfici e un unico caso di un nemico diventato immortale nel corso di un crimine non abbiamo riscontrato alcun tipo di problema nel corso della nostra intera partita.

Gotham knights

Nel complesso questo nuovo Gotham Knights ci ha sicuramente convinti sotto diversi aspetti, primo tra tutti un gameplay gestito molto bene e soprattutto molto ben differenziato tra i quattro protagonisti. Le missioni scorrono con fluidità e il senso di progressione dato dalla continua acquisizione di nuovo equipaggiamento (cosi come quello di crescita dato dallo sblocco di nuove abilità) risulta essere soddisfacente al punto giusto. La trama avrebbe certamente giovato di una più dettagliata esposizione dei fatti passati (a livello di lore esterna all’archivio e le mail da leggere), ma ciononostante riesce ad appassionare. Un peccato, invece per l’assenza di una modalità ”prestazioni” a 60fps (compensata in parte da un ottimo dettaglio grafico) e per qualche alto e basso nel doppiaggio.

C’era davvero bisogno? Quando ci siamo approcciati a Multiversus, la prima, sventurata, cosa che ci è venuta in mente è proprio questa: c’era davvero bisogno? Un clone (l’ennesimo, forse) del blasonato Smash Bros di Nintendo, che ha ovviamente gettato delle basi quantomai solide per la creazione di “cloni” sia per la sua qualità effettiva, sia per una popolarità davvero estrema, sta per arrivare sul mercato, questa volta in forma free-to-play.

La Open Beta crossplay di MultiVersus sarà disponibile per tutti dal 26 luglio, ma potete ottenere l’accesso anticipato acquistando una delle tre versioni di Founder’s Pack per PC, PlayStation 4 e 5, Xbox One/Series X e S. Sono disponibili tre pacchetti a partire da 39,99€ che, non solo vi daranno accesso da subito al gioco, ma soprattutto vi permetteranno di sbloccare tutti i personaggi grazie ai Character Token, di sfoggiare elementi di personalizzazione del profilo esclusivi e di mettere da parte qualche Gleamium (la valuta di gioco a pagamento).

Un pò di dubbi..

Come in tutte le produzioni simili, vedasi il già citato Super Smash Bros o Brawhlalla, in Multiversus non ci sarà alcun tipo di trama da seguire. Si avvia il gioco, ci si avventura nel semplicissimo menu che ci si trova di fronte e si avvia uno scontro. Prima di far ciò, comunque, vi consigliamo di avviare il preciso e pragmatico tutorial che, oltre allo spiegarvi le meccaniche di base (e anche quelle avanzate, se deciderete di completarlo proprio tutto), vi sbloccherà la possibilità di utilizzare un altro personaggio, Wonder Woman.

Come potrete ben immaginare le modalità disponibili, sono diverse, ma il fulcro principale rimane senza alcun dubbio la 2vs2. Non mancano, però, l’1vs1 e il Tutto contro Tutti, nonché alcune modalità specifiche contro i bot: insomma, una varietà davvero indiscutibile. Varietà data anche dal roster dei personaggi già utilizzabili, in totale 15, e tutti provenienti dall’estesissimo universo Warner Bros. Passiamo dunque dai Looney Tunes, con Bugs Bunny e Taz Tazmania, Tom e Jerry, Arya Stark, Shaggy (potentissimo!) e Velma di Scooby Doo nonché un nutrito gruppetto di eroi ed antieroi dell’universo DC, come Batman, Superman, Harley Queen e la già citata Wonder Woman. E questo è solo l’inizio.

Equilibrio | Anteprima Multiversus

Qualsiasi sia il personaggio che decidiate di utilizzare, comunque, la curva d’apprendimento è piuttosto equilibrata, e, il tutorial di cui abbiamo già parlato in apertura, abbatte le barriere d’ingresso, specialmente per chi non è avvezzo a questa tipologia di videogiochi. I tutorial più avanzati, inoltre, pregustano tutta una serie di meccaniche veramente interessanti che, se sviluppate adeguatamente, potrebbero davvero rendere Multiversus un qualcosa di decisamente diverso da “il solito clone di”.

gameplay4vs4

Come già accennato, la modalità 2vs2 è il fulcro di Multiversus ed è anche ciò che più lo allontana da Smash Bros, notoriamente basato sulla lotta in singolo. In questo caso, una volta scelti i due personaggi, che stavolta vengono divisi in classi (Tank, Mago…) si potrà lottare contro altri gruppi da due personaggi e sfruttare abilità e mosse coordinate, amplificando di molto il senso di “squadra” che si è sempre andato inevitabilmente a perdere nei picchiaduro tradizionali.

2vs2

Battle Pass, ci rivediamo

Anche a livello tecnico il gioco ci ha abbastanza convinto, pur non catturandoci completamente dal punto di vista artistico. La leggibilità delle mosse è dopotutto ottima, le animazioni notevoli e curate e lo stile cartoonesco dai colori molto accesi non fa che aiutare l’occhio a seguire al meglio l’azione (cosa molto utile in un titolo che si concentra su una modalità come il due contro due, a cui spesso non è facile star dietro). Il design stilizzato dei personaggi però non ci ha catturato pienamente e, pur sposandosi molto bene ad alcuni di loro – prevalentemente i supereroi, che ricordano molto da vicino una modernizzazione del loro look nei cartoni animati che li vedevano protagonisti negli anni ’90 – non risulta altrettanto adeguato ad altri. Le arene, a loro volta, non vantano chissà quale personalità e forse sarebbe stato un bene rischiare di più nello stile.

Nulla da dire invece sul netcode: le partite fatte sono sempre risultate molto stabili e fluide, e il rollback usato dal gioco ci è parso di ottimo livello (anche se la sua solidità va ancora testata con le masse di giocatori dei primi giorni di lancio). Trattandosi di un gioco incentrato pressoché solo sul competitivo online, questo è un fattore importantissimo da gestire a dovere, ed è quindi un bene che la prova diretta non ci abbia deluso.

E la monetizzazione? Beh, al momento non sembra particolarmente predatoria. C’è un quasi inevitabile Battle Pass, che sembra concedere premi in modo discretamente onesto, e si parte con una manciata di combattenti sbloccabili con la valuta in game senza doversi necessariamente massacrare di partite. Così, a occhio, il guadagno sembra quindi per lo più legato a costumi alternativi per i personaggi (molto curati, va detto), e alla volontà dei giocatori di ottenere subito le eventuali new entry senza dover farmare valuta. Un sistema che con ogni probabilità rappresenta quello più funzionale per free to play di questa tipologia. Certo, un po’ di valuta in più a forza di livellare non farebbe male, e il timore di personaggi gradualmente sempre più ardui da sbloccare in futuro è presente, tuttavia è inutile fasciarsi la testa prima del tempo.

Cosa ne pensiamo? Dotato di un gameplay solido e meno derivativo del previsto, Multiversus si è rivelato un picchiaduro più divertente di quanto ci aspettassimo, e sorretto da un netcode di tutto rispetto. Pur con qualche elemento meccanico incapace di convincerci del tutto, e un’art direction più fredda e semplicistica di quanto avremmo voluto, il titolo sembra avere il potenziale per conquistare una community di tutto rispetto, a patto di non cedere eccessivamente alle voci oscure della monetizzazione predatoria.

La serie dei videogiochi LEGO ha da sempre spaziato tra molti brand noti, offrendo sempre un’esperienza ironica e ricca di contenuti, senza mai dimenticare il rispetto per il materiale originale.Traveller’s Tales Games è ormai uno studio esperto nel trattare i prodotti ludici, tanto da spingersi oltre nei videogiochi LEGO, che negli anni ha visto delle modifiche sostanziali, adatte ai diversi contesti di riferimento, senza perdere i tratti distintivi che rendono unico ogni gioco.

Il team di sviluppo torna sul franchise di Star Wars, il cult di proprietà Disney, dopo 5 titoli effettivi dedicati, cercando di creare il titolo LEGO definitivo di Guerre Stellari, che riprende i 9 film principali che compongono la saga, con un’impostazione decisamente diversa da quella a cui siamo stati abituati nel tempo. LEGO Star Wars: La Saga degli Skywalker vuole essere un compendio definitivo con soluzioni ludiche rinnovate e miglioramenti tecnici importanti capaci di elevare notevolmente il filone dei giochi basati sui noti mattoncini galattici, intrapreso tanti anni fa e che non ha conosciuto arresti. Ecco dunque cosa pensiamo del titolo dopo numerose ore passate in una galassia lontana lontana.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

Dobbiamo diverlo subito: l’attesa è stata ricompensata con quello che è, con molta probabilità, il miglior gioco LEGO mai creato finora. Ma andiamo con ordine: crediamo sia inutile raccontarvi la trama di Star Wars. Se siete qui a leggere questa recensione, è quasi assodato che conosciate le vie della Forza.

LEGO Star Wars: la Saga degli Skywalker ripercorre con estrema fedeltà e un pizzico della simpatica ironia LEGO l’intera epopea di Guerre Stellari: dalla classica trilogia iniziata nel 1977 ai più recenti (e ben più problematici) film sequel, passando per la recentemente più apprezzata trilogia prequel del 1999. Non si ha però accesso istantaneo a tutta la filmografia: il gioco ci permette di cominciare la storia di una delle tre trilogie a nostro piacimento, quindi da Episodio I: la Minaccia Fantasma, Episodio IV: Una nuova speranza e Episodio VII: il Risveglio della Forza. Gli altri film verranno sbloccati solo giocando e terminando i primi episodi.

Il titolo alterna, in ogni capitolo che lo compone, sezioni libere ad altre più lineari, cercando di bilanciare l’esperienza narrativa senza tralasciare una certa libertà d’azione ed esplorazione che il team sembra voler enfatizzare al massimo, dando anche possibilità di scelta grazie a piccoli bivi integrati.

Nelle sezioni più libere e ampie potremo girare liberamente per l’area, prima di recarci a un apposito luogo in cui continuare le vicende principali, e prendere parte alle numerose attività secondarie disponibili, oltre che ammirare da vicino la realizzazione dei luoghi iconici della saga, liberamente esplorabili in lungo e in largo in mappe più o meno vaste e dense. Una volta completati gli eventi principali si avrà accesso al gioco libero, che permette di affrontare ogni livello e zona con i personaggi sbloccati, senza vincoli di quelli necessari alla progressione narrativa, aspetto storico e fondamentale della serie LEGO per ottenere tutti i collezionabili, poiché alcune aree sono limitate a specifici personaggi che possono vantare di abilità peculiari.

Leia combattimento

Abbiamo iniziato la nostra esperienza in LEGO Star Wars: la Saga degli Skywalker con l’episodio IV, il primissimo film uscito al cinema più di quarant’anni fa. Il primo impatto è stato quasi commovente. La stessa scritta azzurra, il testo a scorrimento inclinato, e una principessa in fuga da un minaccioso Darth Vader. Istantaneamente si notano le differenze con i “vecchi” giochi LEGO al quale eravamo stati abituati da anni di produzioni di Traveller’s Tales: prima fra tutte è la variazione nel sistema di mira, non più meccanico e automatico ma ragionato, evoluto e molto più divertente.

Ora possiamo mirare ai nemici tenendo premuto un grilletto; così facendo la videocamera si sposterà dietro le spalle del nostro personaggio dandoci la possibilità di sparare a diverse parti del corpo delle minifigure avversarie, causando immediatamente diverse reazioni. Agli stormtrooper, per esempio, parte via l’elmo quando gli spariamo in testa (e soffrono molto se gli sparate in mezzo alle gambe), mentre ai droidi si staccano via i pezzi. Tutto molto naturale e ironico, curato con animazioni divertenti e in linea con i toni parodistici di LEGO.

Si aggiunge alla formula classica un sistema di potenziamento abilità che permette di migliorare alcuni aspetti dei personaggi al costo di mattoncini Kyber, di cui ne è piena la galassia e che andranno ottenuti superando enigmi, prove, e portando a termini incarichi di varia natura.

Considerando che di Kyber ce ne sono oltre mille da trovare, si capisce che TT Games è stato molto attento all’aspetto collezionistico, ma di traverso non c’è sfida, nel gioco, che non si possa superare senza investire nemmeno un punto nelle varie abilità, che così risultano un po’ superflue e tendono a ispessire un titolo già denso di schermate, interfacce e collezionabili.

potenziamenti abilità

Le nostre bellissime minifigures sono quindi divise in nove classi, le quali sono Eroe, Canaglia, Mercante di Rottami, Jedi, Cacciatore di Taglie, Cattivo, Droide Astromeccanico, Droide Protocollare e Lato Oscuro. A detta del vero è presente una decima classe all’interno della quale ricadono le creature speciali, come il Wampa di Hoth o il Rancor di Tatooine. Tra le minifigure sbloccabili durante la storia e quelle acquistabili con i mattoncini arriviamo a oltre 400 personaggi, comprese le varianti (ad esempio Anakin Skywalker bambino-adulto, Obi-Wan Kenobi maestro Jedi-Vecchio Ben); un numero davvero enorme e che andrà ad ampliarsi ulteriormente con i piccoli DLC ispirati a Rogue One e The Mandalorian in arrivo a breve.

The mandalorian con Grogu

Oltre a poter viaggiare fra una zona e l’altra della mappa stellare grazie al soddisfacente salto nell’iperspazio, ora potremo essere attaccati da eventi casuali come la presenza di uno star destroyer, il quale ci costringerà a interrompere il viaggio per affrontare i micidiali TIE Fighter. Controller alla mano, pilotare le navi di Guerre Stellari risulta più fluido e divertente, e sembra che da TT Games si siano ispirati vagamente al Battlefront II di EA per quanto riguarda il feeling e la manovrabilità di caccia e trasporti. È anche presente la modalità prima persona per pilotare la nostra nave con una visuale che riprende l’interno dell’abitacolo. 

Combattimenti mozzafiato

LEGO in grande spolvero

Dal punto di vista tecnico e grafico, LEGO Star Wars: La Saga degli Skywalker si pone al vertice della serie ludica LEGO, con un livello di dettaglio aumentato rispetto al passato e una pulizia di ottimo livello della scena, che esalta colori ed elementi a schermo. I pianeti visitabili sono tanti e ottimamente realizzati, fedeli nei dettagli strutturali principali e una gioia per gli occhi da esplorare in tutte le loro sfaccettature. La versione da noi testata su PS5 ha garantito un’assoluta fluidità di gameplay durante tutta l’esperienza giocata, attestata a 60 fps, che si limita a 30 fps nelle cutscene, le quali avremmo preferito più fluide alla stregua del giocato, che non ha mostrato insicurezze di natura tecnica, tantomeno bug, dimostrando una cura importante.

Il cambio di motore di gioco e i mesi in più investiti nel polish del titolo danno dei risultati estremamente soddisfacenti: le minifigure non sono mai state così ricche di dettagli, e grazie alla nuova telecamera possono essere anche ammirate come mai prima d’ora. Passeggiare fra le sabbie di Tatooine farà sporcare mantelli e vestiti dei nostri personaggi di sabbia, mentre correre inseguiti dall’impero su Hoth ci riempirà di ghiaccio e neve. I dettagli sono incredibili anche per quanto riguarda i fondali: la maggior parte di questi è creato partendo da mattoncini LEGO; in tutti gli altri casi c’è un lavoro estremamente curato di ricostruzione degli scenari originali, come la foresta della luna boscosa di Endor.

Grafica spettacolare

La stessa versione PS5 non trova implementazioni per quanto riguarda il DualSense, che non aggiunge in questo caso le sue feature al gameplay, limitandosi al ruolo di periferica di gioco standard. Come già menzionato, la telecamera ha giocato un ruolo fondamentale nel processo di rinnovamento voluto per la serie, che aggiunge un senso di immersività e libertà affascinante all’interno di un titolo LEGO, il quale mostra un approccio diverso nei confronti del level design, più libero e meno costrittivo e lineare, al costo di abbandonare qualche classicismo che da sempre contraddistingue i titoli basati sui mattoncini.

R2D2

Per chiudere, il comparto sonoro di LEGO Star Wars: La Saga degli Skywalker è all’altezza delle aspettative, con la colonna sonora ufficiale di Star Wars riproposta ad hoc e sempre di ottimo livello, mentre anche l’adattamento in lingua italiana risulta buono, con un doppiaggio all’altezza, di cui lodiamo principalmente la presenza, anche se non riescono ad avvicinarsi all’epicità delle voci originali di Massimo Foschi (Darth Vader) o quella di Francesco Vairano (o Alvise Battain prima di lui nel ruolo di Palpatine) per citarne alcuni. Il gioco mette comunque a disposizione la possibilità di cambiare il doppiaggio e sceglierlo nella lingua preferita, pur mantenendo menù e descrizioni (e anche sottotitoli) in italiano.

In conclusione LEGO Star Wars: La Saga degli Skywalker è il titolo del brand definitivo, sia come punto di arrivo dei videogiochi LEGO che come evoluzione dei titoli dedicati a LEGO Star Wars nella fattispecie, che trovano in questa nuova e completa edizione un’espressione diversa e più ambiziosa. Viene mantenuto l’umorismo e l’idea di contenuto, che si espande all’inverosimile, mentre si ripercorrono le vicende dei film principali della saga tra rispetto per il materiale originale e una certa libertà interpretativa che lascia spazio a ironia e siparietti, nonché a dettagli che denotano attenzione e amore per il progetto e le fonti da cui si ha attinto. Il titolo resta concettualmente e praticamente semplice come vuole la tradizione, ma stavolta è in grado di offrire un alto grado di libertà d’azione, che unito alla mole imponente di contenuti, saprà fare la felicità della fanbase LEGO e Star Wars, soprattutto se disposti a passare sopra alle semplificazioni narrative principali, spostando i riflettori su un concetto di gioco più vasto, immersivo e libero.

Warner Bros. Games e DC hanno presentato durante i Game Awards il primo video di gameplay di Suicide Squad: Kill the Justice League, lo sparatutto in terza persona che combina avventura e azione e supera le etichette di genere, sviluppato da Rocksteady Studios, i creatori della celebre serie di Batman: Arkham.

Suicide squad

Questo primo gameplay trailer offre un’anteprima del caos e dell’adrenalina che i giocatori sperimenteranno nel gioco, tanto nella modalità single player quanto in quella coop online per squadre di quattro membri. In Suicide Squad: Kill the Justice League si vestiranno i panni di Harley Quinn, Deadshot, Capitan Boomerang o Re Squalo alle prese con la missione assegnata loro: uccidere i più grandi supereroi del mondo, la Justice League. Il video presenta incredibili e intense sequenze di combattimento e mostra un’anteprima del fantastico open world del gioco, delle mosse uniche, delle abilità e della grande varietà di armi a disposizione della Suicide Squad, che si prepara alla resa dei conti con l’uomo più veloce del mondo: Flash.

Suicide Squad: Kill the Justice League sarà disponibile in tutto il mondo nel 2022 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC. Per ulteriori informazioni, visita SuicideSquadGame.com o unisciti alla community su Twitter (SuicideSquadRS), Instagram (SuicideSquadRS), YouTube (SuicideSquadRS), Twitch (Rocksteady), Facebook (SuicideSquadRocksteady) e Discord (SuicideSquadRS).

Warner Bros e IO Interactive hanno presentato il nuovo Hitman 2, seguito diretto della precedente stagione di Hitman. Di seguito il comunicato stampa ufficiale con tanto di trailer.

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WARNER BROS. INTERACTIVE ENTERTAINMENT E IO INTERACTIVE ANNUNCIANO HITMAN 2

 

L’acclamata serie torna con ambientazioni sandbox ricche di dettagli per l’Agente 47
Il nuovo titolo include nuovi scenari internazionali per un gioco dalle possibilità infinite

 

Burbank, California, 7 giugno 2018 – Warner Bros. Interactive Entertainment e lo sviluppatore di giochi indipendente IO Interactive annunciano HITMAN 2, il sequel del grande successo internazionale HITMANHITMAN 2 include nuove ambientazioni sandbox ricche di dettagli da esplorare, e offre ai giocatori la libertà di pianificare l’assassinio perfetto: scegliendo in modo creativo strumenti, armi, travestimenti e tecniche furtive sarà possibile scatenare sequenze di eventi sempre nuove e imprevedibili. HITMAN 2 sarà disponibile sul sistema digitale di intrattenimento PlayStation®4, il sistema digitale di intrattenimento PlayStation®4 Pro, la famiglia di dispositivi Xbox One che include Xbox One X e Xbox One e PC dal 13 novembre 2018.

“E’ stato fantastico collaborare con IO Interactive per HITMAN 2 e poter offrire il nuovo capitolo di una serie così leggendaria sia ai fan storici di HITMAN che a una nuova generazione di giocatori”, ha dichiarato David Haddad, Presidente di Warner Bros. Interactive Entertainment. “IO Interactive ha svolto un lavoro eccezionale con la serie Hitman, e questo nuovo titolo contiene tante novità per i giocatori, che potranno scatenare la loro creatività in ambientazioni sandbox ancora più ampie.”

“Siamo molto orgogliosi di poter annunciare HITMAN 2, il nuovo, emozionante capitolo che va ad aggiungersi a un mondo di assassini in costante espansione. HITMAN 2 non tradisce la formula di successo del nostro titolo precedente, ma la espande e la arricchisce di nuove funzionalità, modalità ed elementi mai visti primi prima nella serie”, ha dichiarato Hakan Abrak, amministratore delegato di IO Interactive. “Warner Bros. è stato senz’altro il partner ideale per questo progetto: grazie a loro abbiamo potuto portare il gioco alla nostra comunità di appassionati e abbiamo conquistato tanti nuovi fan. Bentornato, Agente 47!”

Con HITMAN 2 i giocatori partiranno per un’avventura dal respiro internazionale che li condurrà in tante ambientazioni diverse, tra cui Miami, con i suoi colori e tutto il brivido di una corsa motociclistica. Dalle strade più assolate alle foreste pluviali più buie e pericolose, ogni ambientazione nasconde tanti modi diversi di immergersi nelle complessità del gioco.

In HITMAN 2, il nuovo capitolo dell’emozionante thriller di spionaggio, i giocatori vestiranno i panni dell’abile Agente 47 e partiranno in missione per dare la caccia all’elusivo Cliente Ombra ed eliminare lui e la sua milizia una volta per tutte. Ma quando 47 scopre la verità sul suo passato, niente sarà più come prima.

HITMAN 2 introduce nuovi modi di giocare con la modalità Sniper Assassin, una funzionalità separata che aggiunge, per la prima volta nella serie Hitman, il gioco cooperativo: due giocatori possono collaborare online per eliminare i loro bersagli. Per chi invece vuole immedesimarsi nell’Agente 47, Sniper Assassin può essere giocato anche in modalità giocatore singolo.

In più, l’accesso anticipato all’intero gioco sarà disponibile per chi è in possesso della Gold Edition o della Collector’s Edition quattro giorni prima del lancio. Per ulteriori informazioni, visita www.hitman.com.

 

È stato annunciato nei giorni scorsi l’arrivo di una nuova versione per Injustice™ 2, picchiaduro acclamato dalla critica e dai gamers, seguito dell’acclamato videogioco Injustice: Gods Among Us, nel quale i giocatori possono creare e potenziare la versione definitiva dei loro personaggi DC preferiti. Con una miriade di supereroi e supercriminali tra cui scegliere, i giocatori possono personalizzare i leggendari personaggi DC con del potentissimo equipaggiamento speciale ottenuto nel gioco. Inoltre, per la prima volta, chi gioca può controllare l’aspetto del suo personaggio e il modo in cui combatte e progredisce nelle diverse modalità di gioco.

Injustice™ 2 – Legendary Edition, che sarà disponibile a partire dal 27 marzo per PlayStation®4, PlayStation®4 Pro, Xbox One, Xbox One X e PC via Steam e Microsoft Store, è il picchiaduro definitivo con i supereroi e i supercriminali DC e unisce il gioco principale ai seguenti contenuti scaricabili:

  • Tutti i personaggi giocabili scaricabili: Darkseid, Cappuccio Rosso, Starfire, Sub-Zero, Black Manta, Raiden, Hellboy, Atomo, l’Incantatrice e le Teenage Mutant Ninja Turtles.
  • Skin Premium disponibili con Injustice 2 Ultimate Edition, tra cui Power Girl, John Stewart e Lanterna Verde, Anti-Flash, Grid e Black Lightning, ciascuna con aspetto, voci e dialoghi unici.

Oltre a questi contenuti, i potenziamenti che saranno resi disponibili con Injustice™ 2 – Legendary Edition includono:

  • L’introduzione del Learn Hub, il tutorial esteso del gioco
  • Nuovo equipaggiamento per tutti i personaggi aggiunti
  • Il limite del livello dei personaggi è stato portato a 30
  • Un nuovo Slot Potenziamento diventa disponibile al livello 30.

Per ulteriori informazioni su Injustice 2 potete farvi un giretto qui.

 

Jam City, casa di produzione di giochi per mobile, in collaborazione con Warner Bros., ha diffuso nuovi dettagli su Harry Potter: Hogwarts Mystery, tra cui il primo trailer promozionale del gioco.

Harry Potter: Hogwarts Mystery è il primo gioco in cui i giocatori potranno creare il proprio personaggio e vivere l’esperienza di essere uno studente di Hogwarts. Sarà infatti possibile creare un avatar personalizzato dello studente, frequentare le lezioni, apprendere le abilità della magia, creare amicizie o rivalità con altri studenti, e prendere decisioni chiave che influenzeranno lo svolgimento della storia del loro personaggio. Il gioco sarà lanciato da Portkey Games della Warner Bros. Interactive Entertainment, un’etichetta dedicata alla creazione di esperienze di gioco ispirate dalla magia e dalle avventure del magico mondo creato da J.K. Rowling.

Prima del lancio, previsto per questa primavera, il titolo verrà presentato agli appassionati nel prossimo evento A Celebration of Harry Potter che si svolgerà presso gli Universal Studios in Orlando, Florida, dal 26 al 28 gennaio. In questa occasione, i partecipanti potranno finalmente dare un’occhiata al gioco in due panel ospitati dal team di Jam City.

Harry Potter: Hogwarts Mystery è un gioco di ruolo su magia, amicizia, e sulla vita da studente nella Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts,” ha dichiarato Chris DeWolfe, co-fondatore e Amministratore Delegato di Jam City. “Siamo impazienti di permettere agli appassionati di dare un primo sguardo al gioco in occasione dell’evento A Celebration of Harry Potter, e questa primavera, i giocatori potranno esplorare completamente Hogwarts nel percorso che li porterà a diventare maghi.”

Il gioco sarà ambientato nel periodo che intercorre tra la nascita di Harry Potter e la sua iscrizione a Hogwarts, quando Ninfadora Tonks e Bill Weasley erano studenti. Il sistema di personalizzazione degli avatar consentirà di aggiornare costantemente il proprio avatar in modo da poter acquisire nuove capacità e abilità da mago, e sarà anche possibile scegliere il proprio animale preferito. Si entrerà a far parte di una delle quattro Case prima di poter avanzare negli anni a Hogwarts, partecipando alle lezioni di magia e ad attività quali Pozioni e Trasfigurazioni. Il miglioramento delle proprie capacità sarà utile per risolvere misteri e per poter affrontare le avventure proposte. Quando i giocatori miglioreranno le proprie capacità, sbloccheranno nuove località, nuovi incantesimi e altri poteri magici.

Harry Potter: Hogwarts Mystery presenterà sia trame di ampio respiro che storie più brevi. Il gioco presenterà un nuovo sistema di incontri in cui le decisioni dei giocatori, sia nelle azioni che nella narrazione, si rifletteranno anche nelle loro ricerche e nei modi in cui gli altri personaggi li vedranno ed interagiranno con loro. Queste possibilità di scelta consentiranno agli appassionati di Harry Potter di creare il personaggio di partenza del mago o della maga che desiderano diventare.

Harry Potter: Hogwarts Mystery è concesso in licenza da Warner Bros. Interactive Entertainment, sviluppato da Jam City e questa primavera sarà distribuito per i dispositivi mobili da Portkey Games, la nuova etichetta delle esperienze di gioco ispirate alla magia e alle avventure del mondo magico di J.K. Rowling. Il titolo sarà disponibile nell’App Store, in Google Play, e nell’Appstore di Amazon. Per avere maggiori informazioni su Harry Potter: Hogwarts Mystery, e per connettersi con altri appassionati di Harry Potter in attesa del vostro gufo visitate www.facebook.com/HPHogwartsMystery/www.twitter.com/HogwartsMystery, inoltre, per ulteriori informazioni visitate www.HarryPotterHogwartsMystery.com/.

Il trailer di lancio è invece disponibile qui.

In i giocatori si affronteranno in frenetiche esperienze party multigiocatore per Nintendo Switch™, PlayStation® 4 e Xbox One

Burbank, California, 16 gennaio 2018 – Oggi Warner Bros. Interactive Entertainment ha annunciato ScribblenautsShowdown, un nuovo videogioco della fantasiosa serie puzzle-azione che ne espande la creatività introducendo due nuove modalità party per 1-4 giocatori. Scribblenauts™ Showdown sarà disponibile dall’8 marzo per Nintendo Switch™, il sistema digitale di intrattenimento PlayStation®4 e Xbox One.

Trailer: https://youtu.be/2_vSea4DfnM

Scribblenauts™ Showdown diverte con la fantasia e l’umorismo tanto amati dai fan di Scribblenauts™ uniti a nuovi elementi social che permettono di sfidare amici e familiari”, ha dichiarato Steven Chiang, vicepresidente esecutivo del settore produzione di Warner Bros. Interactive Entertainment. “I giocatori di qualunque livello di abilità potranno mettere alla prova la propria fantasia con lo stile di gioco party, rapido e avvincente”.

Nella modalità Showdown del gioco, un massimo di quattro giocatori dovrà affrontarsi a colpi di immaginazione e puntare alla vittoria giocando bene le proprie carte e usando tanta creatività. Nei minigiochi di parole i concorrenti dovranno evocare il miglior oggetto o personaggio a partire dall’enorme dizionario di Scribblenauts, che comprende oltre trentamila parole, per superare in astuzia l’avversario. I minigiochi di velocità, invece, premiano chi completa per primo una certa sfida. Una mappa in stile “gioco da tavolo” mostra i progressi dei giocatori. Con tanti modi diversi per recuperare terreno, la vittoria è alla portata di tutti: questo mantiene alto l’entusiasmo fino alla fine!

Nella modalità Versus, due giocatori si sfidano in oltre 25 minigiochi che cambiano ad ogni sessione. I minigiochi sono disponibili anche per un giocatore singolo. Questa modalità consente di giocare ininterrottamente: i giocatori si succedono partita dopo partita, per un divertimento senza sosta.
La modalità Sandbox, la tanto apprezzata oasi creativa di Scribblenauts™, permette a uno o due giocatori di raggiungere mete in otto nuovi livelli evocando qualunque oggetto possano immaginare, guadagnando così Starite nascoste e raggiungendo obiettivi. I giocatori possono anche scatenare la fantasia evocando qualunque oggetto riescano a immaginare e guardando le loro creazioni interagire in modi del tutto inaspettati.

Per divertirsi ancora di più in famiglia, i giocatori possono scegliere o creare il proprio Scribblenautoriginale, sempre disegnato nel classico stile Scribblenauts™, che li rappresenterà all’interno del gioco. Lo Scribblenaut può essere personalizzato ulteriormente con abbigliamento e accessori unici ottenendo Starite e completando obbiettivi.

In occasione della Milano Games Week 2017 abbiamo avuto modo di provare La Terra di Mezzo: L’ombra della Guerra; il seguito del pluripremiato La Terra di Mezzo: L’ombra di Mordor. Ecco le nostre primissime impressioni sul titolo Monolith, distribuito da Warner Bros, in uscita il prossimo 10 ottobre.

Come facilmente deducibile dal titolo ne L‘Ombra della Guerra ci troviamo dinanzi al secondo capitolo della storia che vede coinvolti il ramingo Talion e  l’elfo Celebrimbor nella loro spasmodica ricerca di vendetta nei confronti del malvagio Sauron; reo di aver ucciso o distrutto tutto ciò che amavano.

Il titolo ha inizio esattamente da dove si era interrotta la trama de L’Ombra di Mordor e ci catapulta nella guerra fratricida cui il Ramingo ha dato inizio servendosi del potere di coercizione proprio del suo alleato spirituale: l’etereo Celebrimbor. In questo contesto il nostro compito sarà quello di scalare (nuovamente) le gerarchie dell’esercito orchesco di Sauron per poterlo fronteggiare ed abbattere. Il tutto facendoci largo a colpi di spada e di arco nelle fortezze nemiche, fino ad ucciderne o soggiogarne il comandante. Già, soggiogare. Anche in questo secondo capitolo, infatti, elemento caratterizzante del gameplay sarà la possibilità si sottomettere al proprio volere (grazie al mistico potere del nostro defunto alleato elfico) gli Uruk nemici, convertendoli così in preziosi alleati da convocare nel momento del bisogno tramite un rapido comando. A differenza del suo predecessore, infatti, in cui i nostri “schiavi” apparivano random e potevano essere forzati a combattere contro gli orchi vicini; ne L’Ombra della Guerra la possibilità di “summon” è lasciata alla totale discrezionalità del giocatore che può decidere come e quando evocare le sue minions per farle combattere con lui (o al posto suo). A questa interessantissima possibilità si somma la capacità di Talion di invocare, con un sistema molto simile a quello già visto per gli orchi, la propria cavalcatura in qualsiasi momento; sia essa un Caragor od un Drago (si, avete capito bene, potrete domare e cavalcare un DRAGO) questa accorrerà solerte al richiamo del proprio padrone per assisterlo in battaglia o trasportarlo a destinazione.

Sulla base di quello che abbiamo potuto giocare, poi, pare rimasto pressoché invariato il sistema di combattimento che, fatta eccezione per l’aggiunta di una nuova “lancia spirituale” ed un duplice salto in avanti, non è cambiato molto; riconfermando il (vincente) combat system visto ed apprezzato ne L’Ombra di Mordor, fatto di salti, tuffi ed agili schivate in un mortale danzare di lame. Parimenti invariata pare essere rimasta la natura “Open World” del titolo sviluppato dai ragazzi di Monolith che, saggiamente, hanno preferito implementare gli spazi esplorabili aggiungendovi ambientazioni iconiche della trilogia di J.R.R.Tolkien come la città di Osghiliat o la torre di Minas Anor (dai più conosciuta come Minas Morgul). Esplorazioni a cui deve sommarsi l’innovativa modalità “assedio” che ci permetterà di assaltare e conquistare le roccaforti di Sauron sparse per la mappa di gioco. Riconfermata, poi, la presenza del viscido Gollum ci è stato riferito che, ne L’Ombra della Guerra incontreremo altri personaggi pescati nell’infinito universo creato dal filologo britannico: Shelob ed i Nove Spettri dell’Anello saranno, infatti, ospiti ricorrenti delle nostre scampagnate per la Terra di Mezzo.

Dal punto di vista grafico il titolo pare dovere molto al suo predecessore anche se, dal poco che abbiamo visto, i miglioramenti rispetto ad un titolo datato 2014 sono molteplici ed evidenti: dagli effetti particellari alle texture definite, passando per una maggiore definizione dei volti e del motion capture a cui fanno eco movenze fluide e copiosi spargimenti di sangue; il tutto apparentemente scevro da grossi difetti estetici o da vizi eclatanti. Anche il sonoro fa la sua parte rendendo epici gli scontri più concitati e catapultandoci nelle atmosfere magiche della Terra di Mezzo.

In definitiva, questa prima prova de L’ombra della Guerra ci ha positivamente colpito, mostrandoci un gioco vivo e vitale, fatto di battaglie campali, draghi, imboscate, insidie e tradimenti in grado di aggiungere materiale all’universo nato dalla penna di uno dei grandi Maestri del genere Fantasy e di rivaleggiare con la maestosità e l’epicità della trilogia di Peter Jackson. Un viaggio oscuro e violento verso la redenzione e la salvezza. 

A margine della Milano Games Week 2017, poi, abbiamo avuto modo di ascoltare il Design Director  de L’ombra della Guerra Bob Roberts che, interrogato sui rumors inerenti la presenza delle micro-transazioni nel gioco e sul loro effetto nella giocabilità dello stesso, ha voluto rassicurare tutti i presenti circa la totale ininfluenza degli acquisti con moneta reale sulla fruibilità del titolo:

“Come designer, il responsabile del design, è mio compito concentrarmi sul bilanciamento” [ha spiegato Roberts] “Facciamo tantissimo playtesting e ci assicuriamo che il gioco sia sintonizzato su un’impostazione in cui i giocatori possano divertirsi”.

“Abbiamo tenuto tutti i loot box e l’economia che include la valuta del mondo reale disattivata in questo playtesting, quindi sappiamo che stiamo bilanciando un’esperienza che può essere gratificante senza quelle cose”.

In  attesa dell’ormai prossima uscita de L‘Ombra della Guerra non possiamo dunque che lasciarvi con il trailer di presentazione della storia di Talion di Gondor e ricordate: NULLA SARA’ DIMENTICATO