Hogwarts Legacy è un nuovo titolo incentrato sul Wizarding World nato con Harry Potter e Animali Fantastici; è stato pubblicato il 10 Febbraio 2023 ad opera di Portkey Games e pubblicato da Warner Bros. Entertainment. L’obiettivo del gioco è quello di porsi come esperienza videoludica definitiva di questo universo magico, ma fino a che punto sarà riuscito in questo intento? 

Trama

Hogwarts Legacy si distanzia cronologicamente da tutte le opere legate al Wizarding World collocandosi a più di un secolo di distanza da Harry Potter, e oltre 30 anni dalle avventure di Newt Scamander. Ci troveremo infatti nel 1890 ad impersonare un personaggio (creato da zero da noi) che si ritroverà ammesso alla scuola di Hogwarts ma, a discapito di quanto accade di solito, direttamente al quinto anno! Per aiutarci a recuperare gli anni persi la scuola ci affiancherà un docente, il professor Fig, grazie al quale entreremo in contatto per la prima volta con una qualche forma di magia che a quanto pare solo noi siamo in grado di vedere. La scoperta di questa forma di magia antica ci porterà ad affrontare un prologo assolutamente degno di nota, grazie al quale faremo anche la conoscenza dell’antagonista principale della nostra storia, un goblin di nome Ranrok.

L’intera storia verterà su questa potente magia ed il suo potere, tra una lezione e l’altra scopriremo antichi custodi di questa conoscenza ed a cosa ha portato in passato. Vogliamo cercare di essere i più sintetici possibile su questa parte dato che è davvero molto semplice lasciarsi sfuggire qualcosa. Possiamo comunque assicurarvi sul fatto che l’intera trama principale si dipanerà in maniera davvero molto interessante, con segreti da scoprire sul passato e sul presente! Dal punto di vista narrativo tutto ci sarà fornito in maniera lenta e pacata e non vi nascondiamo che in alcune situazioni avremmo preferito qualche guizzo in più; ciononostante tutto risulterà estremamente godibile (con un occhio di riguardo ai conoscitori di questo mondo magico).

Il buon numero di missioni secondarie di Hogwarts Legacy saprà poi intrattenerci ulteriormente con storie uniche ed esclusive, alcune più approfondite di altre, e alcune più ricche e interessanti di altre. Tra queste spiccano certamente le questline secondarie di tre nostri compagni di classe: Natty (Grifondoro), Poppy (Tassofrasso) e Sebastian (Serpeverde), che, a discapito di quanto falsamente diffuso da alcuni rumors prima dell’uscita del gioco, sono tutte giocabili a prescindere dalla nostra casa di appartenenza. A tal proposito segnaliamo che è invece presente una missione esclusiva per ciascuna casa, mentre è infine assolutamente degna di nota la missione esclusiva per gli utenti PlayStation, al punto che ci sentiremmo di definirla assolutamente immancabile!

hogwarts legacy

Gameplay

Cominciamo a parlarvi di questa parte del gioco facendo una dovuta premessa: dal primo trailer di gameplay di Hogwarts Legacy ciò che ci ha lasciati più dubbiosi sul titolo era certamente il combat system, probabilmente perché un qualcosa di nuovo e apparentemente molto statico (dovendo lanciare magie sul posto). I nostri dubbi sono invece stati fugati già dalle primissime ore di gioco, e andando avanti nella storia le cose non hanno fatto altro che migliorare in maniera pressoché esponenziale. Tutto questo al punto da farci amare questo aspetto del gioco più di ogni altra cosa! Le basi sono effettivamente molto semplici: un incantesimo di base per attaccare, una schivata e una parata utilizzando Protego e cui si può far seguire uno Stupeficium per stordire i nostri avversari.

Seguendo le lezioni del quinto anno o altre missioni, così come completando alcuni incarichi unici che ci offriranno i nostri docenti, sarà poi possibile sbloccare un totale di ventitré incantesimi, dei quali tre utilizzabili solo all’interno della stanza delle necessità (di cui vi parleremo in seguito), e quattro che definiremmo più di “utility”. Questi ultimi sono infatti Reparo (per riparare oggetti o ricomporre percorsi distrutti), Lumos (per vedere nelle aree più buie, risolvere rompicapi o superare alcuni ostacoli), Wingardium Leviosa (per spostare oggetti pesanti.. o farli cadere in testa ai nemici..) ed infine Disillusione (per muoversi furtivamente mimetizzandoci con l’ambiente). A questi vanno poi aggiunti altri incantesimi che non richiedono un’attivazione diretta, ma che hanno funzioni specifiche come i già citati Protego e Stupeficium, oppure Alohomora per aprire serrature chiuse e Petrificus Totalus per incapacitare i nemici ai quali riusciremo ad avvicinarci di soppiatto.

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I sedici incantesimi restanti sono invece quelli utilizzabili attivamente in combattimento e sono divisi in quattro grandi categorie: incantesimi di controllo (evidenziati dal colore giallo), incantesimi energici (colore viola), incantesimi di danno (colore rosso) ed infine le maledizioni senza perdono (colore verde). Questo tipo di classificazione è importante per spezzare gli scudi magici che alcuni nemici saranno in grado di attivare, ed in questo caso sarà sufficiente colpirli con la magia di colore corrispondente, per poi utilizzare il resto a nostro piacimento. Fanno eccezione le maledizioni senza perdono essendo in grado di spezzare qualsiasi tipo di scudo e soprattutto essendo dotate del maggior potenziale offensivo (prima tra tutte Avada Kedavra in grado di uccidere chiunque con un sol colpo).

L’utilizzo della magia antica è poi un discorso a parte che però si semplifica nella possibilità di lanciare ai nostri nemici oggetti dello scenario o mettere in atto potenti attacchi che consumano una specifica barra. La parte più interessante del combat system di Hogwarts Legacy risiede però nelle combinazioni che alcune di queste magie sono in grado di offrire, ma anche come queste abbiano vere e proprie interazioni uniche con specifici nemici. Nel primo caso parliamo soprattutto di bonus specifici ai danni in casi particolari, ad esempio usare Glacius per congelare i nemici e renderli più vulnerabili ai danni di altre magie, oppure Descendo che normalmente infligge danni facendo schiantare l’avversario al suolo, ma è capace di infliggerne di più ai nemici sospesi in aria con Levioso o Flipendo e così via. 

Le interazioni con i nemici sono invece ciò che come mai prima d’ora vi farà aprire il codex per leggere le descrizioni dei nostri nemici; qui troveremo infatti dei consigli utilissimi per usare specifiche magie in specifiche circostanze di combattimento per infliggere danni ingenti o addirittura eliminare un nemico in un sol colpo. Purtroppo però non tutto sarà scritto, per cui sperimentare e fare un po’ di pratica con alcune combinazioni di incantesimi porterà a risultati decisamente eccellenti. Per fare un rapido esempio i Dugbog (creature anfibie molto resistenti) quando spalancano le fauci per attaccare sono vulnerabili a Levioso, grazie al quale potremo sospenderli per aria (cosa altrimenti impossibile per loro), e tutto ciò è riportato nella nostra guida; quello che però non ci viene detto, ad esempio, è che colpendo un Dugbog sospeso in questo modo con l’incantesimo di taglio Diffindo ci permetterà di eliminarlo in un sol colpo.

Di contorno a tutto Hogwarts Legacy propone un sistema in stile RPG per la gestione del nostro equipaggiamento, con sei capi di vestiario per personalizzare l’estetica del nostro personaggio e attributi di attacco e difesa per ciascuno (potenziabili dopo un certo punto del gioco), così come slot per mod in grado di aggiungere bonus passivi come danni ridotti da specifici nemici, danni aumentati per alcune magie e così via. Il potenziale di questi oggetti sarà legato al livello (che salirà di pari passo con quello del nostro personaggio) e alla rarità (dal bianco/comune all’arancione/leggendario). Potremo ottenere XP per far salire il nostro personaggio soltanto in un modo, ovvero completando le Sfide della nostra guida pratica; questo significa che azioni come combattimenti o raccolta di collezionabili non ci forniranno punti esperienza in maniera infinita, ma solo finché non avremo completato la relativa sfida.

Per spiegare meglio questo sistema avremo, ad esempio, tra le sfide di combattimento il compito di sconfiggere maghi oscuri, quindi otterremo XP ogni volta che sconfiggeremo un mago oscuro. Quando però questa specifica sfida sarà completata non otterremo più punti dai combattimenti con questo tipo di nemico è dovremo quindi dedicarci ad un’altra sfida per salire di livello. Di conseguenza per raggiungere il livello 40 del personaggio (livello massimo) dovremo completare le sfide al 100%. Ogni livello dopo il 5 ci farà ottenere un punto talento, da investire (dopo uno specifico momento della storia) per sbloccare nuovi talenti per il nostro personaggio. Molti di questi sono potenziamenti per i vari incantesimi per renderli più potenti o efficaci, oppure ancora migliorare le capacità di furtività, gli effetti delle pozioni o “piante da combattimento”, nuovi slot rapidi in cui inserire incantesimi e così via.

L’ultima componente del gameplay di Hogwarts Legacy è tutto ciò che concerne alla Stanza delle Necessità, un luogo molto importante per diversi studenti ad Hogwarts che scopriremo grazie alla nostra professoressa Weasley. La stanza, personalizzabile in ogni sua parte, ci fornirà, come il nome suggerisce, tutto quello che potrà servirci e sarà infatti il luogo dove potremo coltivare piante, creare pozioni, migliorare il nostro equipaggiamento e non solo. Da un certo punto della storia, sarà anche possibile contenere alcune creature che potremo salvare e qui tenerle al sicuro e allevarle per ricavare materiali di crafting. Per tutto questo avremo a disposizione un ulteriore set di tre oggetti, uno per sfamarle, uno per coccolarle e soprattutto la borsa in stile Scamander da utilizzare per la loro cattura.

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Longevità 

Hogwarts Legacy ha una durata complessiva assolutamente di tutto rispetto, con un totale di circa 14 ore per completare la sola campagna principale e,  come nel nostro caso, un totale di circa 38-40 ore per completare tutto al 100%. In tutto questo ovviamente una parte importante del titolo è occupata dall’esplorazione che non si limiterà soltanto al vasto castello di Hogwarts, ricco di stanze, forzieri di bottino, segreti e oggetti collezionabili, ma anche alla celebre città di Hogsmeade e soprattutto ai vasti territori della regione (Borghi inclusi). Il mondo di gioco sarà ricco di oggetti da raccogliere, accampamenti di nemici da sconfiggere, tane di creature, sfide da completare (tra le Prove di Merlino e i tavoli astronomici) e così via. Data l’enorme estensione della mappa sarà quindi immancabile una scopa per viaggiare o in alternativa delle cavalcature volanti.

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Comparto Tecnico

Complessivamente Hogwarts Legacy si pone su livelli qualitativi decisamente eccellenti, con una grafica assolutamente degna della “attuale nuova generazione” anche se non priva di qualche piccolo difetto. Ottimi ad esempio i modelli dei personaggi, ma non sempre le animazioni (anche se è una cosa abbastanza tipica dei grandi RPG), eccellente anche la grafica nel suo insieme ma da segnalare alcuni cali di framerate in determinate circostanze o a causa di specifiche aree (che purtroppo in alcuni rari casi il gioco si porta dietro al punto da richiedere un riavvio, fortunatamente risolutivo). Questo per quanto riguarda la modalità Performance a 60fps, mentre le altre (Fidelity e RTX) risultano essere meno stabili o comunque con framerate a nostro avviso non adatto ad un gioco di questo tipo.

Comunque assolutamente degno di nota il livello di dettaglio artistico e scenico che permea ogni centimetro della scuola, e di Hogsmeade, con un gran numero di richiami visivi che chi ha avuto modo di vedere i film della serie di Harry Potter saprà riconoscere all’istante. Questo si estende poi anche a tutte le aree esterne con una grandissima varietà nelle ambientazioni, passando da pianure incontaminate a foreste (prima tra tutte la Foresta Proibita) e scogliere dall’inconfondibile stile britannico. Allo stesso modo le pagine della guida magica ci permetteranno di conoscere e scoprire tanti luoghi e punti di interesse legati a questo stupendo mondo, ed i piccoli riferimenti extra per i fan della serie saranno un valore aggiunto ben più che apprezzato.

Un po’ altalenante il doppiaggio in lingua italiana con un livello complessivo ottimo ma che in alcuni casi potrebbe risultare eccessivamente forzato, specialmente nel caso dei personaggi che si vuole far risultare più eccentrici. In ogni caso non si tratta di un problema che inficia particolarmente sull’esperienza di gioco e si può tranquillamente soprassedere. Qualche piccolo problema invece nel caso di bug, anche se fortunatamente non si tratta di niente in grado di incidere pesantemente sull’esperienza di gioco o sulla partita ma al più qualche gag divertente messa in atto dagli NPC.

hogwarts legacy

Nel complesso

Warner Bros. Games e Avalanche Software hanno presentato il trailer di lancio con il gameplay di Hogwarts Legacy, il gioco action RPG che arriverà il 10 febbraio 2023 per PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC. In questo incredibile nuovo trailer, i fan vengono accolti nella Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, dove diventeranno parte della magia e vivranno i loro sogni di studenti.

Hogwarts

Hogwarts Legacy invita i giocatori a tuffarsi in un viaggio epico nei panni di uno studente o una studentessa del quinto anno di Hogwarts che ha la rara abilità di attingere a un’antica, potente magia. Con l’aiuto della Guida pratica alla magia e dell’istruzione impagabile ricevuta da professori e altri personaggi, i fan scopriranno una trama avvincente piena di misteri e sfide mozzafiato. Affrontando gravi pericoli, difenderanno Hogwarts da nemici letali e scopriranno i segreti del passato dimenticato del mondo magico.

Ecco qui di seguito il nuovo trailer:

Sviluppato da Avalanche Software e pubblicato da Warner Bros. Games sotto l’etichetta Portkey Games, Hogwarts Legacy è un gioco di ruolo immersivo d’azione open world ambientato nel mondo magico del 1800. I giocatori iniziano il loro quinto anno di scuola e partono per un viaggio che li porterà a esplorare ambientazioni nuove e familiari, scoprire animali magici, preparare pozioni, imparare incantesimi, sviluppare i propri talenti e rendere unico il proprio personaggio per diventare il mago o la strega dei loro sogni. 

Il lancio mondiale di Hogwarts Legacy per PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC è previsto per il 10 febbraio 2023, mentre il gioco arriverà successivamente anche su PlayStation 4 e Xbox One il 4 aprile e su Nintendo Switch il 25 luglio.

Gotham Knights è il nuovo titolo dedicato al mondo DC del celebre “uomo-pipistrello” sviluppato da Warner Bros. Games Montréal e pubblicato da WB International Enterprises. Il gioco sarà pubblicato ufficialmente il 21 ottobre 2022 per PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC e in questa recensione vi parleremo nel dettaglio di tutti i suoi aspetti e di tutte le sue interessanti premesse che lo differenziano in maniera sostanziale sotto diversi punti di vista dai precedenti titoli dedicati a Batman.

Trama

La trama di Gotham Knights colpisce sin dai primissimi istanti di gioco: Batman si ritrova a combattere con Ras’al Gul, ma lo scontro non vede né vinti né vincitori. Entrambi rimangono infatti uccisi nello scontro, e anche la Batcaverna finisce ridotta in macerie. I quattro pupilli di Batman (Robin, Batgirl, Nightwing e Cappuccio Rosso) si ritrovano così a raccogliere le ultime volontà di Bruce Wayne, e con esse l’ultimo caso a cui stava lavorando. L’investigazione porterà il gruppo a svelare un’organizzazione antica quanto Gotham stessa, ovvero la temibile Corte dei Gufi. Si tratta di un potente avversario, noto soprattutto agli amanti dei fumetti del mondo DC, con radici ben salde in ogni parte della città. Il pericolo però non si limita alla sola Corte, ma anche la Lega delle Ombre dell’ormai defunto Ras’al Gul avrà un ruolo importante nella campagna principale!

L’intero Dossier principale si dipanerà in maniera abbastanza lineare con qualche colpo di scena piazzato qua e là. Nel complesso questo riesce ad intrattenere molto bene il giocatore, soprattutto grazie alla profondità offerta ai vari personaggi che però per alcuni argomenti richiede un approfondimento ulteriore tramite le mail e i vari dossier che potremo leggere nel corso del gioco (purtroppo questa potrà essere colta al meglio solo dai più appassionati al mondo di Batman). I nostri quattro eroi si ritroveranno inoltre ad affrontare altri famosi antagonisti del mondo di Batman tramite i relativi dossier dei casi. Questi andranno a costituire delle vere e proprie missioni secondarie con filoni narrativi dedicati, anche in questo caso tutti molto interessanti da seguire ma purtroppo i non conoscitori finiranno per sentirsi un po’ spaesati.

Gotham knights

Gameplay

Gotham Knights si configura come un action RPG open world, solo che da buoni “giustizieri della notte” la nostra attività sarà unicamente limitata alle ore serali e notturne. Per questo motivo le fasi di gioco delle missioni, così come l’esplorazione libera, saranno scandite dalle ore diurne in cui di troveremo all’interno della nostra base segreta dove potremo rilassarci, accedere all’addestramento e scoprire dettagli aggiuntivi di trama. Non temete però, durante le vostre attività notturne non avrete alcun orologio a limitare la vostra permanenza in città, al contrario una volta terminate le missioni o compiti di nostro interesse nella notte corrente dovremo semplicemente fare ritorno al Campanile per avanzare alla fase di gioco successiva. Da un certo punto di vista questo smorza un po’ l’azione di gioco, ma d’altra parte è molto più realistico dell’eterna notte della serie di Batman Arkham, oltre ad avere un senso ben preciso in termini narrativi.

Nel corso di ciascuna notte sarà possibile decidere liberamente a cosa dedicarci: potremo ad esempio proseguire nell’ investigazione della campagna principale, oppure dedicarci ai casi secondari, oppure ancora sventare crimini, completare sfide di vario genere, recuperare collezionabili e nuovo equipaggiamento. In particolare sventare i crimini è un’attività estremamente importante poiché rientra molto di frequente sia tra i compiti delle sfide, sia tra le missioni principali e secondarie. Avremo infatti un gran numero di crimini possibili: dalla difesa di un portavalori sotto attacco a sventare rapine e rapimenti, oppure ancora ripulire covi di cattivoni. Tutti presenteranno un obiettivo principale (necessario per il completamento) e obiettivi bonus che, se completati, ci permetteranno di ottenere risorse e punti esperienza aggiuntivi; questa meccanica si estende anche alle missioni principali e secondarie.

Fulcro principale del gameplay di Gotham Knights è però costituito proprio dalla presenza di ben quattro protagonisti. Ciascun personaggio avrà attacchi e capacità di base, ma anche un kit di abilità (passive ed attive) da sbloccare che lo differenzierà dagli altri sia in combattimento che nelle fasi esplorative. Avremo così, ad esempio, Cappuccio Rosso che sarà molto più funzionale nel combattimento a distanza grazie all’uso delle sue pistole, Batgirl con capacità di hacking che le permettono di eludere facilmente telecamere e altri dispositivi elettronici, Robin che sarà incentrato soprattutto sulla furtività (e quindi in grado di eliminare istantaneamente anche i nemici più grandi), e Nightwing con un combattimento corpo a corpo molto agile e veloce. Tra le abilità spiccano poi le abilità di Slancio, ovvero potenti attacchi speciali utilizzabili ricaricando una relativa barra in combattimento; tra questi poi ci sarà anche il più potente Slancio da Cavaliere che avrà invece un cooldown.

Gotham knights

Per sbloccare nuove abilità dovremo investire punti abilità ottenuti salendo di livello (tranne nel caso degli Slanci che possono essere sbloccati solo tramite sfide uniche). Salire di livello ci permetterà anche di equipaggiare armi e armature progressivamente più potenti, così da semplificare gli scontri e soprattutto diventare in grado di affrontare in maniera efficiente le missioni (dato che queste avranno un livello richiesto). Ogni elemento di equipaggiamento sarà infatti caratterizzato da un grado di rarità e da un livello, i quali insieme determineranno il grado di potenza e il livello massimo delle statistiche del pezzo quali salute, difesa, danno, probabilità e danno critico ed accumulo elementale. Queste statistiche potranno essere ulteriormente potenziate utilizzando delle mod che aggiungono diversi bonus passivi, questo però solo se l’oggetto in questione avrà uno slot per mod. Sarà poi possibile ottenere nuovi oggetti sia recuperandoli nel corso delle missioni, sia tramite un sistema di crafting che ci permetterà di creare equipaggiamento con i materiali raccolti durante le nostre attività.

Gotham Knights possiede infine un sistema di gioco cooperativo online fino a due giocatori grazie al quale sarà possibile giocare il titolo in ogni sua parte con un amico, successivamente diventerà disponibile anche una modalità solo coop e chiamata “Attacco Eroico”. Giocando online i nemici saranno ovviamente più potenti, e il livello del giocatore più avanzato sarà adattato a quello dell’altro. Nota positiva è che il sistema di gioco premia anche i giocatori più navigati che decideranno di aiutare i novizi; tutte le ricompense vengono infatti portate al livello di ciascun giocatore (anche completando una missione iniziale un giocatore di livello 20 riceverà comunque un oggetto di livello 20). Il gioco in cooperativa è poi estremamente libero nel corso del free roaming: i due giocatori potranno infatti allontanarsi senza grandi limitazioni fino anche ad arrivare a dividersi i compiti e, ad esempio, sventare due crimini contemporaneamente. Inutile però sottolineare che la parte divertente della cooperativa è proprio prendere a pugni i cattivi in compagnia!

Longevità 

La campagna principale di Gotham Knights può raggiungere una durata minima complessiva di tutto rispetto, richiedendo anche 12 ore per il suo completamento. Queste però possono tranquillamente aumentare fino a superare senza problemi le 20 ore se consideriamo anche la possibilità di intraprendere le missioni secondarie, di dedicarsi ad interrompere crimini premeditati per ottenere nuovi materiali e infine completare sfide per equipaggiamento e altro. Il gioco online ha poi potenzialità eccellenti sia in termini di rigiocabilità che di gioco sul lungo termine se gli sviluppatori sapranno gestire correttamente gli “Attacchi Eroici”.

Comparto Tecnico

Gotham Knight presenta un comparto tecnico complessivamente di tutto rispetto, ma che purtroppo mostra alcuni importanti punti deboli. Innanzitutto sarà disponibile una sola modalità grafica su console, con 30fps e una risoluzione che punta al 4K con elementi di ray tracing. Di primo acchito l’assenza di una modalità a 60fps in un titolo action di questo tipo ci ha fatto storcere il naso (e comunque anche adesso siamo convinti del fatto che sarebbe un must), ma dopo averlo giocato per molte ore possiamo dirvi che la cosa non inficia particolarmente sulla qualità di gioco. La mancanza di fluidità si fa certamente sentire, però considerando l’altissimo livello di dettaglio grafico presente, e soprattutto il fatto che tranne per alcune particolari circostanze (fortunatamente non negli scontri) i 30fps vengono mantenuti, il tutto riesce a funzionare bene. 

Come già anticipato poc’anzi il livello qualitativo della grafica è eccellente praticamente in ogni suo aspetto, dalle texture a modelli e particellari e non ci sono grossi problemi di rendering tranne nel caso del gioco online quando i due giocatori si allontanano molto tra di loro (cosa che danneggia anche gli fps). Qualche alto e basso anche nel caso del comparto audio, soprattutto per quanto riguarda i doppiaggi in italiano con una qualità abbastanza altalenante. Nessun problema grave, infine, per quanto riguarda bug e altri problemi tecnici: tranne per alcune infelici collisioni con le superfici e un unico caso di un nemico diventato immortale nel corso di un crimine non abbiamo riscontrato alcun tipo di problema nel corso della nostra intera partita.

Gotham knights

Nel complesso questo nuovo Gotham Knights ci ha sicuramente convinti sotto diversi aspetti, primo tra tutti un gameplay gestito molto bene e soprattutto molto ben differenziato tra i quattro protagonisti. Le missioni scorrono con fluidità e il senso di progressione dato dalla continua acquisizione di nuovo equipaggiamento (cosi come quello di crescita dato dallo sblocco di nuove abilità) risulta essere soddisfacente al punto giusto. La trama avrebbe certamente giovato di una più dettagliata esposizione dei fatti passati (a livello di lore esterna all’archivio e le mail da leggere), ma ciononostante riesce ad appassionare. Un peccato, invece per l’assenza di una modalità ”prestazioni” a 60fps (compensata in parte da un ottimo dettaglio grafico) e per qualche alto e basso nel doppiaggio.

Warner Bros. Games e DC hanno svelato oggi un nuovissimo trailer di lancio con scene tratte da Gotham Knights, l’action RPG open world in uscita il 21 ottobre 2022. Questo nuovo video mostra, dalla prospettiva di Alfred Pennyworth, gli stati d’animo che Batgirl, Nightwing, Red Hood e Robin vivono nella loro ascesa al ruolo di Cavalieri e mentre fronteggiano le sfide per difendere una Gotham City sempre più vulnerabile dopo la morte di Batman. Il trailer, che potete trovare qui di seguito, offre anche uno sguardo alla misteriosa Corte dei Gufi e alla minaccia sempre più grande che rappresenta.

L’uscita mondiale di Gotham Knights è prevista per il 21 ottobre 2022 per PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC. È possibile prenotarlo ora per ricevere la skin personalizzata N°233 per la Batcycle, basata sulla prima apparizione del veicolo nel numero 233 di Detective Comics, edito da DC.

In Gotham Knights i giocatori potranno vestire i panni dei componenti della Bat-famiglia e immedesimarsi in BatgirlNightwingCappuccio Rosso Robin, una nuova generazione di supereroi DC che dovrà dimostrarsi all’altezza nel ruolo di protettori di Gotham City in seguito alla morte di Batman, per risolvere i misteri che collegano i capitoli più foschi della storia della città esconfiggere i più celebri supercattivi in scontri epici, affrontandouna serie di sfide mentre sviluppano la loro personale versione del Cavaliere Oscuro.

La serie dei videogiochi LEGO ha da sempre spaziato tra molti brand noti, offrendo sempre un’esperienza ironica e ricca di contenuti, senza mai dimenticare il rispetto per il materiale originale.Traveller’s Tales Games è ormai uno studio esperto nel trattare i prodotti ludici, tanto da spingersi oltre nei videogiochi LEGO, che negli anni ha visto delle modifiche sostanziali, adatte ai diversi contesti di riferimento, senza perdere i tratti distintivi che rendono unico ogni gioco.

Il team di sviluppo torna sul franchise di Star Wars, il cult di proprietà Disney, dopo 5 titoli effettivi dedicati, cercando di creare il titolo LEGO definitivo di Guerre Stellari, che riprende i 9 film principali che compongono la saga, con un’impostazione decisamente diversa da quella a cui siamo stati abituati nel tempo. LEGO Star Wars: La Saga degli Skywalker vuole essere un compendio definitivo con soluzioni ludiche rinnovate e miglioramenti tecnici importanti capaci di elevare notevolmente il filone dei giochi basati sui noti mattoncini galattici, intrapreso tanti anni fa e che non ha conosciuto arresti. Ecco dunque cosa pensiamo del titolo dopo numerose ore passate in una galassia lontana lontana.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

Dobbiamo diverlo subito: l’attesa è stata ricompensata con quello che è, con molta probabilità, il miglior gioco LEGO mai creato finora. Ma andiamo con ordine: crediamo sia inutile raccontarvi la trama di Star Wars. Se siete qui a leggere questa recensione, è quasi assodato che conosciate le vie della Forza.

LEGO Star Wars: la Saga degli Skywalker ripercorre con estrema fedeltà e un pizzico della simpatica ironia LEGO l’intera epopea di Guerre Stellari: dalla classica trilogia iniziata nel 1977 ai più recenti (e ben più problematici) film sequel, passando per la recentemente più apprezzata trilogia prequel del 1999. Non si ha però accesso istantaneo a tutta la filmografia: il gioco ci permette di cominciare la storia di una delle tre trilogie a nostro piacimento, quindi da Episodio I: la Minaccia Fantasma, Episodio IV: Una nuova speranza e Episodio VII: il Risveglio della Forza. Gli altri film verranno sbloccati solo giocando e terminando i primi episodi.

Il titolo alterna, in ogni capitolo che lo compone, sezioni libere ad altre più lineari, cercando di bilanciare l’esperienza narrativa senza tralasciare una certa libertà d’azione ed esplorazione che il team sembra voler enfatizzare al massimo, dando anche possibilità di scelta grazie a piccoli bivi integrati.

Nelle sezioni più libere e ampie potremo girare liberamente per l’area, prima di recarci a un apposito luogo in cui continuare le vicende principali, e prendere parte alle numerose attività secondarie disponibili, oltre che ammirare da vicino la realizzazione dei luoghi iconici della saga, liberamente esplorabili in lungo e in largo in mappe più o meno vaste e dense. Una volta completati gli eventi principali si avrà accesso al gioco libero, che permette di affrontare ogni livello e zona con i personaggi sbloccati, senza vincoli di quelli necessari alla progressione narrativa, aspetto storico e fondamentale della serie LEGO per ottenere tutti i collezionabili, poiché alcune aree sono limitate a specifici personaggi che possono vantare di abilità peculiari.

Leia combattimento

Abbiamo iniziato la nostra esperienza in LEGO Star Wars: la Saga degli Skywalker con l’episodio IV, il primissimo film uscito al cinema più di quarant’anni fa. Il primo impatto è stato quasi commovente. La stessa scritta azzurra, il testo a scorrimento inclinato, e una principessa in fuga da un minaccioso Darth Vader. Istantaneamente si notano le differenze con i “vecchi” giochi LEGO al quale eravamo stati abituati da anni di produzioni di Traveller’s Tales: prima fra tutte è la variazione nel sistema di mira, non più meccanico e automatico ma ragionato, evoluto e molto più divertente.

Ora possiamo mirare ai nemici tenendo premuto un grilletto; così facendo la videocamera si sposterà dietro le spalle del nostro personaggio dandoci la possibilità di sparare a diverse parti del corpo delle minifigure avversarie, causando immediatamente diverse reazioni. Agli stormtrooper, per esempio, parte via l’elmo quando gli spariamo in testa (e soffrono molto se gli sparate in mezzo alle gambe), mentre ai droidi si staccano via i pezzi. Tutto molto naturale e ironico, curato con animazioni divertenti e in linea con i toni parodistici di LEGO.

Si aggiunge alla formula classica un sistema di potenziamento abilità che permette di migliorare alcuni aspetti dei personaggi al costo di mattoncini Kyber, di cui ne è piena la galassia e che andranno ottenuti superando enigmi, prove, e portando a termini incarichi di varia natura.

Considerando che di Kyber ce ne sono oltre mille da trovare, si capisce che TT Games è stato molto attento all’aspetto collezionistico, ma di traverso non c’è sfida, nel gioco, che non si possa superare senza investire nemmeno un punto nelle varie abilità, che così risultano un po’ superflue e tendono a ispessire un titolo già denso di schermate, interfacce e collezionabili.

potenziamenti abilità

Le nostre bellissime minifigures sono quindi divise in nove classi, le quali sono Eroe, Canaglia, Mercante di Rottami, Jedi, Cacciatore di Taglie, Cattivo, Droide Astromeccanico, Droide Protocollare e Lato Oscuro. A detta del vero è presente una decima classe all’interno della quale ricadono le creature speciali, come il Wampa di Hoth o il Rancor di Tatooine. Tra le minifigure sbloccabili durante la storia e quelle acquistabili con i mattoncini arriviamo a oltre 400 personaggi, comprese le varianti (ad esempio Anakin Skywalker bambino-adulto, Obi-Wan Kenobi maestro Jedi-Vecchio Ben); un numero davvero enorme e che andrà ad ampliarsi ulteriormente con i piccoli DLC ispirati a Rogue One e The Mandalorian in arrivo a breve.

The mandalorian con Grogu

Oltre a poter viaggiare fra una zona e l’altra della mappa stellare grazie al soddisfacente salto nell’iperspazio, ora potremo essere attaccati da eventi casuali come la presenza di uno star destroyer, il quale ci costringerà a interrompere il viaggio per affrontare i micidiali TIE Fighter. Controller alla mano, pilotare le navi di Guerre Stellari risulta più fluido e divertente, e sembra che da TT Games si siano ispirati vagamente al Battlefront II di EA per quanto riguarda il feeling e la manovrabilità di caccia e trasporti. È anche presente la modalità prima persona per pilotare la nostra nave con una visuale che riprende l’interno dell’abitacolo. 

Combattimenti mozzafiato

LEGO in grande spolvero

Dal punto di vista tecnico e grafico, LEGO Star Wars: La Saga degli Skywalker si pone al vertice della serie ludica LEGO, con un livello di dettaglio aumentato rispetto al passato e una pulizia di ottimo livello della scena, che esalta colori ed elementi a schermo. I pianeti visitabili sono tanti e ottimamente realizzati, fedeli nei dettagli strutturali principali e una gioia per gli occhi da esplorare in tutte le loro sfaccettature. La versione da noi testata su PS5 ha garantito un’assoluta fluidità di gameplay durante tutta l’esperienza giocata, attestata a 60 fps, che si limita a 30 fps nelle cutscene, le quali avremmo preferito più fluide alla stregua del giocato, che non ha mostrato insicurezze di natura tecnica, tantomeno bug, dimostrando una cura importante.

Il cambio di motore di gioco e i mesi in più investiti nel polish del titolo danno dei risultati estremamente soddisfacenti: le minifigure non sono mai state così ricche di dettagli, e grazie alla nuova telecamera possono essere anche ammirate come mai prima d’ora. Passeggiare fra le sabbie di Tatooine farà sporcare mantelli e vestiti dei nostri personaggi di sabbia, mentre correre inseguiti dall’impero su Hoth ci riempirà di ghiaccio e neve. I dettagli sono incredibili anche per quanto riguarda i fondali: la maggior parte di questi è creato partendo da mattoncini LEGO; in tutti gli altri casi c’è un lavoro estremamente curato di ricostruzione degli scenari originali, come la foresta della luna boscosa di Endor.

Grafica spettacolare

La stessa versione PS5 non trova implementazioni per quanto riguarda il DualSense, che non aggiunge in questo caso le sue feature al gameplay, limitandosi al ruolo di periferica di gioco standard. Come già menzionato, la telecamera ha giocato un ruolo fondamentale nel processo di rinnovamento voluto per la serie, che aggiunge un senso di immersività e libertà affascinante all’interno di un titolo LEGO, il quale mostra un approccio diverso nei confronti del level design, più libero e meno costrittivo e lineare, al costo di abbandonare qualche classicismo che da sempre contraddistingue i titoli basati sui mattoncini.

R2D2

Per chiudere, il comparto sonoro di LEGO Star Wars: La Saga degli Skywalker è all’altezza delle aspettative, con la colonna sonora ufficiale di Star Wars riproposta ad hoc e sempre di ottimo livello, mentre anche l’adattamento in lingua italiana risulta buono, con un doppiaggio all’altezza, di cui lodiamo principalmente la presenza, anche se non riescono ad avvicinarsi all’epicità delle voci originali di Massimo Foschi (Darth Vader) o quella di Francesco Vairano (o Alvise Battain prima di lui nel ruolo di Palpatine) per citarne alcuni. Il gioco mette comunque a disposizione la possibilità di cambiare il doppiaggio e sceglierlo nella lingua preferita, pur mantenendo menù e descrizioni (e anche sottotitoli) in italiano.

In conclusione LEGO Star Wars: La Saga degli Skywalker è il titolo del brand definitivo, sia come punto di arrivo dei videogiochi LEGO che come evoluzione dei titoli dedicati a LEGO Star Wars nella fattispecie, che trovano in questa nuova e completa edizione un’espressione diversa e più ambiziosa. Viene mantenuto l’umorismo e l’idea di contenuto, che si espande all’inverosimile, mentre si ripercorrono le vicende dei film principali della saga tra rispetto per il materiale originale e una certa libertà interpretativa che lascia spazio a ironia e siparietti, nonché a dettagli che denotano attenzione e amore per il progetto e le fonti da cui si ha attinto. Il titolo resta concettualmente e praticamente semplice come vuole la tradizione, ma stavolta è in grado di offrire un alto grado di libertà d’azione, che unito alla mole imponente di contenuti, saprà fare la felicità della fanbase LEGO e Star Wars, soprattutto se disposti a passare sopra alle semplificazioni narrative principali, spostando i riflettori su un concetto di gioco più vasto, immersivo e libero.

Warner Bros. Games ha pubblicato il primo video ufficiale del gameplay di Hogwarts Legacy, il gioco di ruolo d’azione open world ambientato nel mondo magico del 1800 e sviluppato da Avalanche Software. Il video offre uno sguardo approfondito sulle meccaniche di gioco, tra cui la creazione del personaggio, e mostra l’ampia varietà di incantesimi, avventure, missioni, luoghi e personaggi che i giocatori incontreranno come studenti di Hogwarts. Oggi è stato anche rivelato un video con i commenti delle menti creative dietro le quinte della realizzazione del gioco. 

Hogwarts Legacy è pervaso da una coinvolgente magia che pone i giocatori al centro della loro avventura. Nei panni di uno studente del quinto anno con la rara capacità di dominare un’antica e potente magia, i giocatori vivranno storie inedite e potranno imbarcarsi in un viaggio pericoloso alla scoperta di una verità nascosta del mondo magico. Nel corso dell’avventura svilupperanno le abilità del proprio personaggio imparando a padroneggiare potenti incantesimi, preparando pozioni e raccogliendo piante magiche mentre affrontano nemici letali. Lungo il percorso, conosceranno nuovi amici che potranno accompagnarli, interagiranno con i professori della scuola e sfideranno minacce che potrebbero mettere a repentaglio il futuro delle persone con abilità magiche. 

Hogwarts legacy gameplay

L’uscita di Hogwarts Legacy è prevista per l’inverno del 2022 e questo nuovo video di gameplay non poteva renderci più entusiasti. Il gioco sarà pubblicato da Warner Bros. Games attraverso l’etichetta Portkey Games. Il gioco sarà disponibile per le console PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S e Xbox One, per Nintendo Switch e PC.

Warner Bros. Games e DC hanno presentato durante i Game Awards il primo video di gameplay di Suicide Squad: Kill the Justice League, lo sparatutto in terza persona che combina avventura e azione e supera le etichette di genere, sviluppato da Rocksteady Studios, i creatori della celebre serie di Batman: Arkham.

Suicide squad

Questo primo gameplay trailer offre un’anteprima del caos e dell’adrenalina che i giocatori sperimenteranno nel gioco, tanto nella modalità single player quanto in quella coop online per squadre di quattro membri. In Suicide Squad: Kill the Justice League si vestiranno i panni di Harley Quinn, Deadshot, Capitan Boomerang o Re Squalo alle prese con la missione assegnata loro: uccidere i più grandi supereroi del mondo, la Justice League. Il video presenta incredibili e intense sequenze di combattimento e mostra un’anteprima del fantastico open world del gioco, delle mosse uniche, delle abilità e della grande varietà di armi a disposizione della Suicide Squad, che si prepara alla resa dei conti con l’uomo più veloce del mondo: Flash.

Suicide Squad: Kill the Justice League sarà disponibile in tutto il mondo nel 2022 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC. Per ulteriori informazioni, visita SuicideSquadGame.com o unisciti alla community su Twitter (SuicideSquadRS), Instagram (SuicideSquadRS), YouTube (SuicideSquadRS), Twitch (Rocksteady), Facebook (SuicideSquadRocksteady) e Discord (SuicideSquadRS).

Back 4 Blood è un nuovo titolo sviluppato da Turtle Rock Studios e pubblicato da Warner Bros Entertainment il 12 Ottobre 2021 per PlayStation 4/5, Xbox Series X, Xbox One e PC. Lo studio di sviluppo è stato il creatore del primo Left 4 Dead, e da questo il nuovo titolo pesca a piene mani diverse delle sue caratteristiche principali; scopriamo insieme se si tratta di una copia mal riuscita o del degno erede spirituale di uno dei titoli di maggior successo delle vecchie generazioni.

Trama

Ambientato dopo una catastrofica epidemia, causata da un parassita noto come il Verme del Diavolo, che ha spazzato via quasi del tutto il genere umano, Back 4 Blood ci porta in un mondo in cui gli infestati hanno ormai distrutto quasi del tutto la civiltà, e ora cercano di completare l’opera. Un gruppo di veterani sopravvissuti cercherà di riconquistare il controllo del mondo ed eliminare la minaccia. Così come nel caso del buon vecchio Left 4 Dead, Back 4 Blood non possiede una vera e propria trama da analizzare, oltre questo incipit narrativo, né tantomeno elementi di lore che vanno ad approfondire quello che è accaduto nel mondo in cui ci troviamo. Il fulcro del gioco sarà piuttosto rappresentato da una serie di missioni consecutive, suddivise in atti, ciascuna delle quali ci darà sempre un nuovo obiettivo per proseguire in quella che è la campagna principale.

In queste missioni ci ritroveremo dunque a sventare minacce da parte di pericoli sempre più grandi, salvare superstiti, bloccare l’avanzata degli infetti non morti e così via. Unico elemento valutabile di questa categoria è la caratterizzazione dei diversi protagonisti; saranno presenti un totale di otto personaggi tra cui poter impersonare. Ogni “sterminatore” avrà un suo carattere ben definito che viene evidenziato soprattutto attraverso le sue linee di dialogo e le interazioni con gli altri personaggi durante una partita, una piccola ma piacevole e simpatica caratteristica. Anche in questo caso, però, non abbiamo particolari approfondimenti narrativi sul loro passato.

Considerata la tipologia di gioco, però, la mancanza di una vera e propria storia non è un fattore tanto grave e anzi, si potrebbe considerare pressoché superflua. Back 4 Blood vuole infatti essere principalmente un titolo che si concentra sulla componente multigiocatore (cooperativa e competitiva). Senza dubbio l’aggiunta di una vera e propria linea narrativa da seguire avrebbe dato al titolo un qualcosa in più, anche solo nel caso di documenti per fornire un contesto a livello di lore (anche se probabilmente anche in questo caso sarebbe potuto essere un elemento con un’influenza negativa su un gameplay così attivo e veloce).

Gameplay

Come spiegato poc’anzi il fulcro principale di Back 4 Blood è sostanzialmente dato dalle modalità multigiocatore (fermo restando la possibilità di giocare la campagna principale in solitario con i bot). Il gioco è dunque composto da due modalità principali, ovvero la campagna e la cosiddetta modalità sciame. La prima è quella descritta poco prima, una serie di missioni con compiti sempre diversi  che ci porteranno ad esplorare diversi luoghi di questo mondo ormai in rovina. La campagna potrà inoltre essere giocata con un massimo di altri 3 amici, con giocatori casuali trovati tramite matchmaking oppure direttamente con i bot. 

Lo scheletro di base del gameplay è dunque rappresentato da uno sparatutto in prima persona con diversi elementi di progressione. Abbiamo innanzitutto la più “semplice e banale” costruzione del nostro arsenale, composto principalmente da un’arma primaria ed una da fianco. Nel caso delle prime avremo fucili d’assalto, mitragliatrici, fucili a pompa e di precisione, mentre per le seconde avremo pistole, mitragliette e armi corpo a corpo. Per ogni arma (ad eccezione delle corpo a corpo) avremo a disposizione quattro slot nei quali inserire accessori per migliorarne le statistiche (mirini, canne, calci e caricatori).

back 4 blood

Le armi, così come gli accessori, saranno inoltre caratterizzate da un livello di rarità e da uno di potenza complessiva; progredendo all’interno di un atto sarà sempre più semplice trovare oggetti più rari e potenti così da essere preparati al meglio per affrontare le nuove e più pericolose minacce. Ogni elemento di equipaggiamento, inclusi consumabili (come oggetti per curarsi, di supporto o granate e molotov), potrà essere recuperato direttamente sul campo in specifiche casse, stanze chiuse da aprire utilizzando dei kit, o posizionate direttamente in giro per la mappa. In alternativa, all’inizio di ogni missione, sarà possibile acquistare nuovi oggetti e consumabili in una pratica cassa pagando con le monete raccolte nelle missioni precedenti.

L’altro elemento che da il senso di progressione più importante in Back 4 Blood è invece rappresentato dal sistema di carte. Si tratta di oggetti che potranno essere trovati nel corso delle varie missioni  o pescate casualmente dal nostro mazzo al loro inizio, e che aggiungono migliorie di diverso tipo alle nostre statistiche. Avremo infatti carte con aumenti diretti a salute piuttosto che vigore (stamina), capacità delle munizioni, danno delle armi e così via, oppure statistiche di vario tipo come perforazione dei proiettili, velocità di uso dei consumabili, corpo a corpo sostituito da un attacco con coltello e tanto altro ancora. 

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I modificatori delle carte disponibili sono davvero molti e potremo sbloccarne di nuovi utilizzando le cosiddette linee di rifornimento. Si tratta semplicemente di vari blocchi di oggetti sbloccabili tra cui troviamo appunto le carte ed altri elementi di personalizzazione. Per avanzare all’interno di una linea di rifornimento e sbloccare nuovi oggetti sarà però necessario spendere “Scorte”, una risorsa che otterremo come ricompensa alla fine di ogni missione in quantità proporzionale alla difficoltà della stessa. Una volta completata una delle tre linee di rifornimento presenti nella nostra schermata questa sarà sostituita da una diversa, pertanto sarà sempre possibile ottenere nuovi oggetti per cambiare di volta in volta il nostro gameplay.

Nel caso della modalità sciame avremo invece la modalità PvP del gioco, che però anziché ricalcare le orme di Left 4 Dead (proponendo comunque missioni classiche all’interno dei quali gli avversari possono impersonare zombie speciali) basa il tutto su una sorta di sopravvivenza. Le due squadre da quattro giocatori ciascuna si alterneranno il ruolo di sterminatori e infestati nel corso di tre round nel tentativo di sopravvivere il più possibile (nel caso dei primi) o eliminare l’intera squadra il prima possibile (nel caso dei secondi). Vince la squadra che sarà riuscita a totalizzare il tempo di sopravvivenza complessivo maggiore.

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I sopravvissuti potranno migliorarsi in ogni round pescando nuove carte attraverso un mazzo specifico relativo alla modalità sciame, oltre a potersi preparare all’inizio di ogni partita raccogliendo risorse in giro per la mappa. I non morti, d’altro canto, con ogni azione eseguita otterranno punti mutazione, e grazie a questi potranno andare a potenziare direttamente una delle tre categorie di zombie speciali, ciascuna contenente tre di questi. I round si svolgeranno con un cerchio che andrà via via a stringersi limitando progressivamente le possibilità di movimento degli sterminatori e complicando il tutto.

A nostro avviso, sia che si tratti della semplice modalità campagna in cooperativa, sia per quanto riguarda la modalità PvP sciame di Back 4 Blood, il risultato ottenuto sul lato gameplay è davvero di ottimo livello. Il gioco risulta infatti estremamente divertente in entrambe le modalità specialmente se giocato in compagnia di amici. Il tutto non risulterà poi essere particolarmente noioso  o ripetitivo soprattutto grazie all’aiuto delle carte che possono stravolgere il nostro stile di gioco, ma anche grazie agli otto protagonisti presenti, ciascuno caratterizzato da bonus specifici per sé stessi e per l’intera squadra. La varietà è inoltre garantita da dalle diverse creature da affrontare, ciascuna con diversi punti deboli e di forza e con la possibilità di avere corazze o alti bonus.

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Longevità 

Complessivamente la durata della sola campagna principale di Back 4 Blood non risulta essere particolarmente elevata. Per completare questa sola modalità dovrete infatti impiegare circa 6-8 ore di gioco però, come spiegato poco fa, la durata complessiva può estendersi anche in maniera importante considerando sia la modalità competitiva, sia la rigiocabilità della campagna offerta dalle possibilità legate a nuove carte, nuovi mazzi o diversi personaggi da utilizzare. Inoltre la presenza del cross-play può permettere a tutti di “espandere i propri orizzonti” e magari giocare con gruppi di amici di piattaforme diverse.

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Comparto Tecnico

Dal punto di vista della grafica Back 4 Blood risulta essere particolarmente interessante, soprattutto sulle console di nuova generazione e su PC, dando un’ottima visione di insieme che si mantiene tale anche guardando più nel dettaglio. In questi casi il gioco risulta infatti essere molto fluido e visivamente appagante con ottime texture applicate allo scenario, ai personaggi ed ai nemici, così come effetti grafici di tutto rispetto. In particolare, nel caso di PlayStation 5 ed Xbox Series X, abbiamo la possibilità di giocare in 4K a 60 fps, mentre nel caso delle console delle vecchie generazioni abbiamo risoluzioni più basse (anche inferiori ai 1080p) e un framerate abbastanza stabile sui 30 fps. Piccola nota a parte relativa al design sia delle ambientazioni, molto variegate e suggestive, sia per i nemici anche se non particolarmente differenziati da un punto di vista visivo.

Di ottimo livello anche il sonoro, sia per quanto riguarda le musiche, sia per effetti sonori e doppiaggi anche in lingua italiana. Questi ultimi si adattano molto bene al carattere dei diversi protagonisti e li rendono al meglio! Infine nulla di troppo grave da segnalare sotto il punto di vista di bug e glitch se non per alcuni problemi di crash sulle console di vecchie generazione. Da segnalare soltanto alcuni problemi relativi alla stabilità del netcode, non sempre perfetto (anche in questo caso in particolare modo per gli utenti in possesso di PS4 e Xbox One, ma può capitare anche agli altri) con disconnessioni soprattutto nel caso della modalità sciame. Infine da considerare che il titolo in alcuni frangenti potrebbe già risultare ostico alla difficoltà minima!

back 4 blood

In conclusione Back 4 Blood riesce a superare egregiamente la prova e diventare il degno erede di Left 4 Dead, grazie soprattutto ad un gameplay molto ricco e divertente creato soprattutto per essere apprezzato in compagnia. Il titolo potrebbe essere infatti considerato un gioco che necessita quasi necessariamente della componente multigiocatore per essere giocato a pieno, giocandolo in singolo si va a perdere quindi il suo fulcro principale. Gli amanti di Left 4 Dead troveranno dunque quello che ci si aspetterebbe da una versione migliorata e rinnovata del gioco del 2008, mentre tutti quelli che non hanno mai avuto di approcciarsi alla serie troveranno ad attenderli un eccellente gioco cooperativo e con un buon comparto competitivo con cui divertirsi con gli amici godendo delle sue splendide ambientazioni rese al meglio dalla grafica. Purtroppo da tenere in considerazione soltanto alcune problematiche relative ai server e di crash per le console di vecchia generazione.