Gravel è l’ultima fatica di Milestone, l’azienda tutta italiana che dal 1996 ci porta a scorrazzare qua e là per i circuiti di tutto il mondo a bordo dei più disparati veicoli. Con questo nuovo titolo ha voluto regalarci l’esperienza delle corse off road, mettendo a nostra disposizione un parco macchine davvero invidiabile e una serie di location davvero, davvero spettacolari. Ci siamo fatti svariati chilometri di piste per voi, e ora vogliamo raccontarvi la nostra esperienza, a caldo, appena scesi dall’abitacolo, con ancora il casco in mano.

Qualcuno ha detto sorpasso all’interno?

Diciamocelo, negli ultimi anni con i giochi di guida ci siamo abituati ad essere puntigliosi: titoli prettamente simulativi, capaci di solleticare le nostre vellità di meccanici o di ingegneri, in grado di offrire il piacere di passare ore e ore a sistemare la messa a punto e/o la personalizzazione del veicolo, prima di scendere effettivamente in pista. Gravel, invece, in questo senso va in controtendenza, proponendosi come un titolo prettamente arcade (ne avevamo già parlato qui ndr), nel quale bastano pochi passaggi nel menù di gioco per essere subito in pista, nel mezzo dell’azione, a fare a sportellate con gli avversari o a driftare di prepotenza immersi nel fango e nella neve. Insomma, la prima parola che viene in mente per descrivere questo titolo è sicuramente l’aggettivo “immediato”, che, badate bene, è usato in una accezione estremamente positiva: in questo caso, come vedremo più avanti, immediato non significa necessariamente facile, né tantomeno superficiale.

Il piacere di fare a sportellate nella neve!

Ed è nel segno dell’immediatezza che sono strutturate le varie modalità di gioco: in primis troviamo una modalità campagna costituita da un fittizio campionato del mondo, denominato Off Road Master, dove è possibile, gara dopo gara, visitare tutte le undici, suggestive location, che offrono nel loro complesso fino a sessanta tracciati diversi. Si va dalle vette innevate piene di tornanti ai tracciati sterrati negli stadi da Monster Trucks, passando per i saliscendi dei canyon americani e per le sabbie della Namibia.

Che sia quella del sole o quella dei fari, l’illuminazione offre degli effetti visivi davvero belli!

Insomma, la varietà non manca e in questo i ragazzi dello studio milanese hanno dimostrato di sapere il fatto loro, riuscendo a creare una varietà di atmosfere che non annoiano mai, anzi. Questa competizione mondiale è costituita da una serie di eventi portati sullo schermo del videogiocatore da una fittizia televisione, chiamata Gravel TV, che scimmiotta, per stile e impostazione, i vari format di intrattenimento sportivo americani (Se leggendo queste righe vi è tornata alla mente la frase “Buonasera amici del Graaande Wrestling!”, sicuramente sapete di cosa sto parlando. Ndr). Gli eventi offrono le quattro tipologie di gioco principale, che vanno dalla classica corsa a giro su tracciato corto fino alle corse off road point to point, nelle quali si può ammirare il panorama e le bellezze naturali all’interno dei quali il giocatore viene catapultato. In aggiunta, ci sono una serie di eventi speciali, che consentono di sfidare i vari campioni di ogni categoria di veicolo, dando così la possibilità di ottenere il titolo di campione Off Road Master. La campagna è ben amalgamata, ma niente di eccezionale. In particolar modo, ci saremmo aspettati qualcosa di più, soprattutto considerando il fatto che si simula un programma televisivo. Sono del tutto assenti, ad esempio, interviste post gara, o un qualsivoglia elemento gestionale di sorta. Peccato, perché avrebbe davvero potuto essere un autentico gioiellino. È chiaro che il team milanese si sia concentrato più sullo sviluppo dell’esperienza di guida che sugli elementi di contorno. Una pecca che comunque non preclude il fatto che la campagna sia nel complesso divertente e stimolante.

Qualcuno ha detto canyon?

Affiancata a questa campagna troviamo una modalità libera, che ci permette di rigiocare, anche con vetture diverse, i vari tracciati sbloccati durante la modalità storia e due modalità online, una delle quali permette di affrontare delle “sfide settimanali” su diversi tracciati e di entrare in classifica con i piloti virtuali di tutto il mondo, gareggiando sul miglior tempo o sul raggiungimento di obbiettivi vari. L’altra invece è la vera modalità online, in cui poter sfidare altri avversari in carne ed ossa. Ed è qui che le cose si fanno interessanti. La possibilità di prendere a sportellate un altro essere umano è davvero divertente, e l’esperienza di gioco decisamente appagante. Se Milestone dovesse continuare (come promesso, ndr) a supportare il gioco, anche quello online, a lungo ci sono tutti i presupposti per creare un titolo online davvero valido. Manca tuttavia una modalità multiplayer locale, in split screen, cosa che avremmo trovato particolarmente indicata in un titolo come questo.

Fare a sportellate è sicuramente divertente, ma i danni collaterali possono farsi sentire.

Ok, fino a qui tutto bene, ma cosa c’è esattamente sotto il cofano di questo prodotto virtuale? Pad alla mano, la forza di questo titolo sta essenzialmente in 3 punti fondamentali… Sì, avete letto bene, pad alla mano. Sia perché la versione che abbiamo provato è quella Ps4, ma anche perché questo è un titolo godibilissimo anche senza avere a disposizione un armamentario composto da pedaliera, volante e sedia da racing game. Fatta questa doverosa premessa, partiamo con il primo dei tre aspetti caratteristici di questo gioco: l’immediatezza di guida si traduce in un divertimento puro, leggero, dove a farla da padrona sono i drift, i salti sulle dune sterrate e le sportellate date alle macchine avversarie.

Guidare sulla neve è una delle cose più divertenti da fare…

Il giocatore si può concentrare sulla guida sporca e ruvida senza doversi preoccupare di imbroccare questa o quell’altra curva con una precisione millimetrica, regalando quindi un’esperienza arcade estremamente divertente ed appagante, che invoglia, una volta tagliato il traguardo, ad avviare immediatamente la gara successiva e così via fino a perdere discretamente la cognizione del tempo. Per i palati più esigenti, inoltre, ci sono delle opzioni di messa a punto pre gara, non tantissime a dirla tutta, ma sufficienti a customizzare in maniera soddisfacente l’esperienza di guida. Anche il terreno la fa da padrona, restituendo sensazioni diverse ad ogni tipo di terreno. Prendere le curve sulla neve è decisamente diverso che affrontare un terreno fangoso o sfrecciare in campo aperto in mezzo alla sabbia o sui terreni erbosi. A dirla tutta, lo stile arcade penalizza un po’ i veicoli, che a volte sembrano fin troppo simili tra loro, ma, ancora una volta, avendo ben in mente l’esperienza di gioco che la software house propone questo non dà particolare fastidio, anzi, contribuisce alla semplicità che rende divertente il titolo. Il terzo ed ultimo (ma non per importanza) punto su cui vale spendere qualche parola è costituito dall’IA degli avversari.

…Ma il rischio di schiantarsi è davvero dietro l’angolo!

Davvero ben fatta e capace di regalare sfide emozionanti e impegnative fatte di continui sorpassi e ottimi testa a testa, evita tutti i problemi che possono affliggere un titolo di questo tipo, compreso il fastidiosissimo effetto elastico. I livelli di difficoltà sono ben bilanciati e consentono di affrontare le varie competizioni ad un livello adeguato per tutti. In questo vogliamo davvero fare i nostri complimenti al team di sviluppo che ha saputo migliorarsi in maniera eccellente, anche rispetto a qualche mese fa, quando avevamo provato il gioco in anteprima alla Gamescom.

Graficamente il titolo è godibile, anche se non esagera nei dettagli. L’Unreal Engine 4, motore grafico scelto per questo gioco si dimostra davvero efficace e ben sfruttato, offrendo un’esperienza appagante, anche grazie ad un sistema di illuminazione dinamica davvero pregevole, in grado di far apparire ancora più belli i panorami dei tracciati off road. C’è anche da dire, proprio riguardo ai paesaggi, che le piste a tratti risultano eccessivamente vuoti e un po’ spogli, qualche dettaglio in più ci avrebbe davvero fatto piacere. Si tratta comunque di piccolezze, che nel complesso non disturbano più di tanto, anche perché la grafica ci sembra particolarmente impreziosita dagli effetti particellari della neve, della pioggia o del fango che va a imbrattare le carrozzerie delle nostre macchine. Menzione particolare al comparto audio, impeccabile per quanto riguarda i rombi dei motori e gli effetti delle gomme sui vari terreni, mentre ci è sembrata un po’ povera la colonna sonora, limitata ad una sola traccia principale, e poco altro.

Arrivare primi può non essere facilissimo, soprattutto a difficoltà elevate.

In conclusione, per quanto non sia un gioco perfetto in ogni sua parte, Gravel è un titolo capace di regalare ore e ore di sano divertimento spensierato. Le promesse di Milestone sono state ampiamente mantenute e l’esperienza arcade è gestita molto bene. Se la software house dovesse continuare a migliorare il gioco (con DLC e patch varie) per parecchio tempo dopo il lancio, davvero non potremmo lamentarci più di nulla!