La tanto amata serie di Ghost Recon fa il suo ritorno con Breakpoint, nuovo capitolo con nuove meccaniche interessanti, anche se…

Trama

In Ghost Recon Breakpoint vestiremo i panni di Nomad (anche in questo caso, come in Wildlands, totalmente personalizzabile) durante una spedizione con un contingente delle forze dei Ghost nell’isola di Auroa, sede dell’innovativa industria delle Skell Tech. Questo a causa di una nave che pare essere stata misteriosamente affondata nei giorni precedenti; al nostro arrivo, però, cadremo vittime un attacco non meglio identificato subendo numerose perdite. Scopriremo molto in fretta che sull’isola è presente un ex-membro delle forze dei Ghost, il tenente colonnello Cole D. Walker, il quale diventerà ben presto il vero antagonista principale, assieme al suo “esercito privato” di Lupi.

Ghost Recon Breakpoint

L’isola di Auroa è un luogo costruito ed ideato dal magnate Jace Skell, il quale è riuscito a dare alla luce quello che potrebbe apparire come un’utopia (o se vogliamo un vero paradiso) sia dal punto di vista organizzativo che tecnologico. Le varie strutture sono state infatti ideate per poter creare innovazioni tecnologiche all’avanguardia. Tutto questo, del resto, non può che fare gola ad un gruppo di veri e propri mercenari assetati di potere… Il nostro personaggio, di contro, andrà ad unirsi alla resistenza fondata dai coloni dell’isola nel tentativo di riportare un po’ di ordine su quest’isola. Potremo difatti seguire liberamente le missioni principali legate alla trama, dedicarci a missioni secondarie, abbandonarci semplicemente all’esplorazione oppure ancora affrontare le cosiddette missioni delle fazioni (un’interessante meccanica ideata seguendo lo stile dei “pass stagionali” e delle loro ricompense estetiche).

Ghost Recon Breakpoint

Nel suo piccolo la trama riesce a portare avanti alcuni spunti interessanti dal punto di vista narrativo, ed allo stesso modo cerca di mantenere sempre vivo, per quanto possibile, l’interesse del giocatore nello scoprire sempre nuovi elementi sul mondo di gioco e sulla storia dei vari personaggi. Difatti non mancherà una buona profondità dei personaggi, anche per quelli secondari, e saranno presenti numerosi collezionabili nel mondo di gioco che andranno ad aggiungere di volta in volta elementi di lore molto interessanti. Allo stesso tempo però, nonostante ci siano molti spunti interessanti, la trama con il passare delle ore va via via un po’ perdendosi grazie alla complicità di una narrazione a metà tra quella vista in The Division 2 e quella di Wildlands, ma anche a causa di un gameplay di per se molto interessante in un open world estremamente dispersivo (in senso buono).

Ghost Recon Breakpoint

Gameplay

Ghost Recon Breakpoint tenta di innovare il brand aggiungendo alcuni interessanti elementi in stile survival, al contempo, però, assume quelli che ormai vanno a consolidarsi come dei veri e propri canoni classici dei giochi Ubisoft dell’ultimo periodo. Questo se da un lato è sfruttato poiché si tratta di elementi che si è visto essere in linea con i canoni ideali di una buona fetta di giocatori, dall’altro ultimamente porta molti giochi ad assomigliarsi eccessivamente tra loro. Per queste ragioni non possono essere considerati come difetti assoluti del titolo, ma solamente come difetti relativi ascrivibili ai diversi punti di vista dei giocatori. Sostanzialmente Brakpoint mantiene l’ideale di sparatutto tattico in open world introducendovi i già citati elementi survival ed altri elementi RPG molto vicini agli ultimi titoli della serie Assassin’s Creed e di The Division 2.

Ghost Recon Breakpoint

Dai mondi di questi due titoli il nuovo Ghost Recon va infatti a pescare la grande mole di loot recuperabile da casse e nemici e suddiviso in più livelli di rarità oltre che di punteggio. Questo punteggio dell’equipaggiamento va a fare media con il punteggio di ogni singolo oggetto da noi equipaggiato dandoci un valore complessivo che ci permetterà di discriminare tra nemici eccessivamente forti per noi e quelli più deboli. Di fianco a questo ritroviamo anche un sistema di livelli e punti esperienza da utilizzare in un ampio albero delle abilità. Qui troveremo abilità passive che verranno sbloccate immediatamente ma anche consumabili ed i cosiddetti tratti. Questi ultimi vanno equipaggiati in specifici slot per un massimo di tre ed aggiungono bonus più specifici per determinati stili di gioco (come ad esempio l’uso di una determinata arma).

Ghost Recon Breakpoint

Inoltre, proprio come in The Division 2, avremo differenti classi tra cui scegliere (quattro in totale) e queste andranno a conferire al nostro Nomad delle particolari abilità d’azione ed un gadget unico; non saranno, però, vincolanti e potranno essere scambiate tra loro in qualsiasi momento mantenendo sempre l’esperienza e le abilità sbloccate. Troveremo infatti Pantera utile per svanire rapidamente dal campo visivo dei nostri nemici, Assalto per gli scontri più diretti, Tiratore scelto per gli scontri dalla distanza e Medico da campo per fornire supporto ai nostri compagni (inoltre ne verranno aggiunte altre in futuro come il già annunciato Geniere). A differenza di Wildlands, purtroppo, parlare di “compagni“ è riferito unicamente al gioco in multigiocatore, non saranno dunque presenti soldati controllati dall’IA per supportarci o per tenerci compagnia nel pericoloso territorio di Auroa.

Ghost Recon Breakpoint

Come già anticipato Ghost Recon Breakpoint ha fortunatamente introdotto anche alcune novità assolute in stile survival per aumentare il grado di immersività e di realismo. Innanzitutto ci troveremo ad affrontare delle ferite più o meno gravi che andranno a limitare la nostra quantità massima di salute e, in casi estremi, persino ad intaccare la nostra capacità di movimento e di mira; pertanto in alcuni casi non sarà sufficiente attendere passivamente il ricaricarsi della nostra salute ma consumare iniezioni curative piuttosto che le bende. Inoltre dovremo anche combattere la fatica, elemento che andrà man mano ad accumularsi e che ridurrà la capacità massima della nostra stamina, utilizzando borracce d’acqua, razioni o semplicemente riposando.

Ghost Recon Breakpoint

Potremo infatti riposare presso i bivacchi, ovvero dei campi temporanei presso cui potremo organizzarci e prepararci per la nostra prossima missione. Si tratta di punti di interesse e di spostamento rapido dove avremo anche la possibilità di aggiungere un piccolo bonus temporaneo di un’ora (come punti XP massimi o precisione massima), creare armi ed oggetti consumabili come esplosivi o razioni, farci recapitare mezzi di trasporto o selezionare l’ora del giorno per sfruttare eventuali assalti notturni. L’affidarci alle tenebre per renderci ancora più difficili da notare è soltanto uno dei modi che avremo per semplificare le nostre incursioni presso le numerose basi nemiche. Avremo infatti anche la possibilità di hackerare droni e torrette nemiche per sfruttarle a nostro vantaggio, tagliare recinzioni esterne delle basi per introdurci facilmente, renderci invisibili ad una pattuglia di nemici restando immobili e ricoprendoci di terreno e così via.

Ghost Recon Breakpoint

Dal punto di vista dell’open world questo è stato gestito in maniera un po’ meno confusionaria del solito dato che nonostante ci siano un quantitativo impressionante di punti di interesse sulla mappa di gioco soltanto pochi di questi risultano essere davvero “essenziali”. Mettendo da parte i bivacchi (facilmente riconoscibili anche dalla distanza per l’alta colonna di fumo che da loro si innalza) gli unici punti importanti da esplorare per recuperare una particolare arma oppure un determinato accessorio per armi potranno essere identificati tramite dossier di informazioni disseminati un po’ ovunque, interrogando determinati soldati nemici oppure da altri membri della resistenza. Tutti gli altri luoghi hanno come unico scopo quello di contenere una cassa dalla quale recuperare un pezzo casuale di equipaggiamento o di armi.

Ghost Recon Breakpoint

La porzione dedicata al multiplayer di Ghost Recon Breakpoint è quella che riesce a rendere godibile il titolo al massimo delle sue possibilità. Mettendo da parte la riduzione della difficoltà, se giocato in compagnia il titolo risulta essere estremamente divertente ed al contempo aggiunge molte più possibilità di tatticismo. Così tra “colpi sincronizzati”, sparatorie in compagnia e perché no, anche momenti divertenti causati da bug o simili riuscirete a trarre il massimo da un gioco che è probabilmente pensato soprattutto per questo (considerata anche l’impossibilità di giocare in modalità offline; per poter giocare è infatti necessaria una connessione internet!). Oltre al classico PvE è inoltre presente una modalità PvP per scontrarvi in intense battaglie 4vs4 all’ultimo sangue con altri giocatori. Anche questa modalità competitiva sarà utile per ottenere nuovo equipaggiamento, attrezzatura e valuta di gioco, oltre che aumentare il livello del vostro personaggio.

Ghost Recon Breakpoint

Longevità

In base a quanto detto finora la durata complessiva di Ghost Recon Breakpoint è strettamente connessa a quanto finiremo per perderci nei meandri della vasta e variegata isola di Auroa, tra i suoi numerosi biomi e basi nemiche. Teoricamente è possibile completare la campagna principale in circa 10 ore, ma è anche vero che non è impossibile ritrovarsi con 10 ore di gioco ma lo 0% delle missioni principali completate! Oltretutto la già citata possibilità di giocare in multigiocatore cooperativo e competitivo va in ogni caso ad incrementare le ore di gioco e divertimento possibili.

Ghost Recon Breakpoint

Comparto Tecnico

Sul lato grafico Ghost Recon Breakpoint offre un’impatto visivo eccellente, con buone texture e modelli (nonostante quelli dei personaggi secondari siano poco dettagliati); purtroppo però su PlayStation 4 ci sono alcuni problemi di popup degli elementi dello scenario più distanti man mano che ci avviciniamo oltre che cali di framerate in alcune situazioni (anche se non troppo frequenti) e texture o persino interi plotoni di nemici caricati in ritardo. Il tutto risulta molto più evidente subito dopo il primo caricamento del gioco nonostante la sua durata non proprio minimalista. Su PC invece i problemi vanno a ridursi di pari passo con la potenza del vostro Hardware.

Ghost Recon Breakpoint

Anche il sonoro presenta alcuni problemi abbastanza evidenti: nonostante le voci dei doppiaggi anche in lingua italiana e le musiche ed effetti sonori siano di ottimo livello ci siamo trovati spesso di fronte a ritardi nel caricamento dell’audio o persino alla scomparsa improvvisa e momentanea di quest’ultimo. I problemi legati a bug e glitch sono di quanto più variopinto possiate immaginare, comprendendo vere e proprie violazioni della fisica, oggetti che scompaiono e così via. Fortunatamente non abbiamo riscontrato alcun tipo di problema effettivamente venefico ai fini della nostra avventura, ma sappiamo che è una cosa da tenere in conto al momento.

Gli Operatori australiani Mozzie e Gridlock si uniscono a Rainbow Six nella stagione 1 dell’anno 4, in aggiunta alla nuova mappa “Outback”

Durante il SixInvitational 2019, Ubisoft ha annunciato tutti I dettagli della Stagione 1 dell’anno 4 di Tom Clancy’s Rainbow Six Siege. L’operazione Burnt Horizon introduce un attaccante e un difensore reclutati direttamente dal plotone di mobilità della SASR australiana, Gridlock e Mozzie. Questi due nuovi operatori arrivano nel gioco con una nuova mappa, Outback, un omaggio alle solitarie stazioni di servizio e ai motel situati lungo le dimenticate highway della splendida e soleggiata Australia. La Stagione 1 dell’Anno 4 introduce anche un nuovo Set Elite per l’Operatore Hibana, che include un’uniforme Onkochishin, una nuova emote di vittoria e una skin per l’arma.

Burnt Horizon introduce due nuovi operatori, l’attaccante Gridlock e il difensore Mozzie, amici di lunga data e membri del plotone di mobilità dell’Australian Special Air Service Regiment (SASR). Gridlock usa i pungiglioni Trax, una versione portatile delle strisce chiodate stradali che, quando attivati, rilasciano un cluster esagonale di spuntoni. Se i difensori li calpestano, i pungiglioni Trax infliggono dei danni e ne rallentano i movimenti, una caratteristica che rende questo gadget un ottimo strumento per il controllo della mappa. Allo stesso tempo, Mozzie può schierare il suo Parassita. Quando scende in campo, il Parassita si attacca al drone nemico più vicino, oscurandone la videocamera e avviando una sequenza di override al fine di hackerare il drone e garantirne il controllo a Mozzie.

In aggiunta a questi due nuovi operatori, Burnt Horizon introduce la mappa Outback, una stazione di servizio dimenticata di una iconica autostrada situata in Australia. Outback è divisa in tre sezioni distinte: il Garage, il Motel e il Ristorante, ciascuna con caratteristiche uniche. Outback è una mappa di dimensioni medie, quindi i giocatori non dovranno andare lontano per trovare percorsi alternativi. Ricca di elementi distintivi dell’ecosistema australiano, questa mappa è impreziosita da angoli nascosti e da souvenir della grande isola del sud.

Il Test Server dell’Operazione Burnt Horizon sarà attivo dal 18 febbraio. Il Test Server è una versione alternativa di Tom Clancy’s Rainbow Six Siege che offre ai giocatori la possibilità di provare le nuove funzioni che entreranno a far parte del titolo principale. Trattandosi di un ambiente di testing, non si garantisce una esperienza di gioco stabile. I giocatori sono invitati a indicare i problemi che riscontrano sul Test Server sulla piattaforma R6 Fix. Il Test Server è disponibile esclusivamente su Windows PC.

Ubisoft® annuncia e rilascia Ode, un titolo per PC sviluppato dai ragazzi di Ubisoft Reflections, studio indie legato alla major francese.  Un gioco sperimentale, un’incantevole viaggio visivo e musicale in splendidi scenari.

In questo titolo il giocatore si troverà a vestire i panni di Joy, una creaturina tenera e affascinante, e potrà esplorare quattro distinti giardini musicali cercando di ottenere stelle cadenti. Più stelle riuscirà a raccogliere e maggiore sarà l’intensità visiva e sonora dell’esperienza che vivrà.

Ogni giardino è ricco di piante “musicali”, capaci di emettere specifiche note, in modo da aiutare il giocatore a creare un sottofondo musicale personale e unico in ciascun livello. In aggiunta, alcune intuitive sfide sbloccheranno ancora più livelli per dare vita a una composizione sonora, un vero e proprio tema musicale unico e irripetibile basato sull’esperienza e sullo stile di gioco di ogni giocatore.

Aspetto particolare e caratteristico è che differenza dei giochi più tradizionali, anche quelli che fanno delle esperienze visive e sonore i loro principali punti di forza, è che Ode non ha alcuna guida, tutorial o suggerimento, lasciando così che sia il giocatore stesso a sperimentare ed esplorare i mondi sensoriali con i tempi e i modi che preferisce, lasciandosi guidare unicamente dal proprio istinto e dalla propria curiosità.

Ode nasce con il semplice obiettivo di offrire un’esperienza di gioco gioiosa, piacevole e rilassante. I ragazzi di Reflections, già autori di Grow Home, Grow Up e del recente Atomega, hanno dato fondo a tutta la loro fantasia per rendere l’esperienza più onirica possibile.

Ubisoft ha lanciato il gioco contestualmente al suo annuncio. Lo si può comprare per PC tramite Uplay a 4,99€.

Vi lasciamo con il trailer e il link al sito ufficiale del gioco, che potete trovare cliccando qui.