Ubisoft presenta il ritorno del più pauroso evento di Rainbow Six Siege: dal 13 ottobre al 2 novembre Doktor’s Curse: The Returned riporta l’amatissima modalità nascondino nella spaventosa mappa Doktor’s Castle, zeppa degli orrori del Dottore.

In questa versione, la modalità nascondino 5v5 mostra nuovi mostruosi personaggi, compreso Oryx tra i Cacciatori (Attaccanti) e Azami, Nomad, Thorn e Gridlock tra i Mostri (Difensori). I Mostri devono nascondersi per sopravvivere. I Cacciatori come arma hanno solo il Martello Tattico da Sfondamento e un gadget di tracciamento, ognuno legato a un’unica skin operatore. Il loro scopo è trovare i Mostri e portarli fuori dal Castello. I Mostri Difensori non hanno armi, ma possono usare trappole e un’abilità unica creata per questa modalità: Nightstride, che li fa diventare momentaneamente invisibili e muovere più velocemente per fuggire o nascondersi.

Rainbow six

Torna la Collezione Doktor’s Curse che comprende bundle perSmoke, Kapkan, Frost, Lesion, Doc, Bandit, Sledge, Lion, Jackal, Aruni ed Ela, con l’aggiunta di nuovi bundle per Oryx,Azami, Nomad, Thorn e Gridlock. Inoltre, ci saranno bundle aggiuntivi per Pulse (Chiroptera Bundle), Kaid (Bloodthirst Bundle) e Melusi (Haunting Bundle) oltre a tre novità a tema: Wicked Surgery Bundle, Incorporeal Bundle e il Flayed Pain Bundle. I Bundle saranno disponibili a 300 Crediti R6 l’uno o per 12500 Renown. Ogni giocatore che si registra da domani sino al 2 novembre avrà un pack Doktor’s Curse gratuito e altri tre pack completando le sfide Ubisoft Connect settimanali. Se un giocatore ha già acquistato e completato un bundle da un episodio precedente di Doktor’s Curse, la card Operatore corrispondente è gratuita.

Rainbow Six Siege può essere giocato su PlayStation®4, PlayStation®5, Xbox One family, Xbox Series X | S, PC Windows compreso Ubisoft+* e Amazon Luna.


L’epica saga di Eivor continua in Assassin’s Creed Valhalla grazie alla nuova espansione intitolata L’alba del Ragnarok, pubblicata il 10 Marzo su PlayStation 4/5, Xbox One, Series X e PC. Si tratta della terza e ultima espansione per quest’ultimo capitolo della serie di Assassin’s Creed, facendo seguito alle espansioni L’ira dei Druidi e L’assedio di Parigi pubblicate nel primo anno di contenuti di questo titolo (assieme a numerosi contenuti aggiuntivi e missioni totalmente gratuiti). 

L’invasione dei Muspel

Questa volta abbandoneremo la realtà tornando nella dimensione ultraterrena del mondo mitologico norreno, vestendo ancora una volta i panni di Odino stesso. Chi ha avuto modo di giocare ed esplorare i contenuti presenti nel gioco di base avrà infatti già avuto modo di visitare i mondi di Asgard e Jotunheim nelle vesti dell’Havi. Questa volta però, in seguito ad un sogno che vede protagonisti Odino e Frigg nel disperato tentativo di salvare il loro figlio Baldr dalle mani del gigante di fuoco Surtr, Eivor si rivolgerà a Velka per avere una nuova visione e scoprire di più sulla vicenda. Giungeremo così nel mondo di Svartalfheim, terra dei nani, riprendendo il sogno da dove era stato interrotto. 

Da questo momento in poi il nostro obiettivo come Odino sarà quello di salvare nostro figlio Baldr dalle mani dei giganti di fuoco che sono ormai riusciti a sottomettere tutta Svartalfheim, riducendo in schiavitù i nani o costringendoli a rifugiarsi in nascondigli segreti. Nonostante il carattere egoista e menefreghista del padre di tutti gli dei avremo comunque modo di conoscere un gran numero di nuovi personaggi, oltre a scoprire quali sono le intenzioni di Surtr, il perché dell’invasione di Muspelheim nei confronti di Svartalfheim e soprattutto il motivo del rapimento di Baldr. Che si tratti di Muspel, di Jotunn o di nani, tutti i personaggi che incontreremo risulteranno molto ben caratterizzati, al punto da finire per affezionarci ad alcuni di essi.

Nel complesso con Assassin’s Creed Valhalla: L’alba del Ragnarok ci ritroveremo di fronte ad una storia che richiederà circa 10 ore di gioco per essere completata; a queste vanno poi aggiunte altre ore (superando tranquillamente le 20) nel caso in cui decidiate di esplorare in maniera approfondita il nuovo mondo di gioco raccogliendone tutti i materiali di potenziamento, equipaggiamento e completando le missioni secondarie. L’intera trama principale saprà accompagnare il giocatore per tutta la sua durata riuscendo ad intrattenere e coinvolgerlo con un ottimo livello qualitativo e pressoché sovrapponibile a quanto visto nel corso della campagna principale e in particolar modo durante la prima visita di Eivor al mondo degli Aesir.

Il potere di Odino

Questo secondo viaggio nei panni di Odino ci permetterà di attingere ad una serie di nuove abilità magiche, molte delle quali potranno essere trovate raccogliendo specifici tomi disseminati nel mondo di gioco (esattamente come le abilità sbloccabili nella campagna principale). Saranno altresì sbloccate nuove ramificazioni nell’albero dei talenti. In aggiunta, però, durante le primissime fasi di gioco otterremo anche un potente manufatto chiamato Predatore di Hugr, grazie al quale potremo attingere al potere delle creature che ci circondano facendolo nostro. Sarà infatti possibile interagire con alcuni cadaveri di Jotunn, Muspel o di giganteschi corvi per acquisirne i poteri inserendoli in una nuova ruota delle abilità. Dei cinque nuovi poteri disponibili potremo equipaggiarne contemporaneamente un massimo di tre, ma potranno essere scambiati tra di loro in qualsiasi momento, in base alla necessità.

Avremo quindi la possibilità di tramutarci in corvo volando liberamente per la mappa e raggiungendo più in fretta specifici luoghi o aree altrimenti irraggiungibili (durata permettendo), oppure ancora trasformarci in Muspel o Jotunn potendo così mimetizzarci tra loro e acquisirne le caratteristiche speciali (come l’immunità alla lava dei primi o il teletrasporto dei secondi). Gli ultimi due poteri sono invece dei potenziamenti per la nostra arma, uno in grado di congelare i nostri nemici e l’altro capace di riportare in vita i nemici sconfitti facendoli combattere al nostro fianco. Tutti potranno poi essere potenziati utilizzando una serie di nuove risorse che recupereremo sconfiggendo creature oppure razziando specifici luoghi. Come suggerisce il nome del manufatto, l’utilizzo di queste abilità non richiederà adrenalina come quelle normali, ma piuttosto Hugr, la linfa vitale del mondo che potremo ottenere sconfiggendo nemici o attraverso specifiche piante o altari.

L’espansione L’alba del Ragnarok di Assassin’s Creed Valhalla aggiunge poi un nuovo livello di rarità per alcune tipologie di armi e armature. Sarà infatti possibile migliorare alcuni elementi di equipaggiamento fino al nuovo grado “divino” caratterizzato da un colore verde; raggiungere questo grado vi permetterà di potenziare ulteriormente le armi e armature interessate e, nel caso di queste ultime, equipaggiando un set divino completo non subirete alcun danno da caduta all’interno di Svartalfheim. Ultima aggiunta sarà l’arena delle Valchirie, uno specifico luogo dove troverete Kara, una valchiria che metterà alla prova le vostre abilità con scontri più o meno complessi ai quali potrete aggiungere dei modificatori (dopo aver trovato dei racconti leggendari che si aggiungono alla lista dei manufatti disponibili). Completare sfide con più modificatori vi permetterà di ottenere una nuova valuta di gioco che potrete spendere da Kara stessa per acquistare nuovo equipaggiamento o elementi estetici.

Valhalla ragnarok

La terra dei nani

 Come già detto in precedenza l’espansione Assassin’s Creed Valhalla: L’alba del Ragnarok si svolgerà interamente nel mondo di Svartalfheim. Si tratta di una nuova e ampia mappa di gioco composta da tre grandi regioni principali e una più piccola, tutte saranno però colme di ricchezze (inclusi i nuovi lingotti di platino per portare l’equipaggiamento al grado divino) e manufatti da raccogliere o misteri da svelare. Purtroppo però la nuova zona non si presenta visivamente accattivante e unica quanto Asgard e Jotunheim, risultando al contrario un’area ricca ampie distese verdeggianti con numerose montagne e colline, oltre ad imponenti depositi minerari. Fa eccezione la regione centrale che dovrebbe rappresentare la capitale andata ormai in rovina, alcune imponenti rovine e le aree in cui la presenza dei Muspel (o in alcuni casi quello degli Jotunn) si fa più forte; ci imbatteremo di frequente, infatti, in piccoli villaggi devastati da fiumi di lava, oppure enormi massi incandescenti che fluttuano in aria e così via.

Complessivamente dunque non ci troveremo di fronte ad un’area dall’impatto visivo sorprendente e unico come è stato, ad esempio, l’impatto della prima visita ad Asgard. Ciononostante le numerose aree più al chiuso permettono di controbilanciare abbastanza questo problema di differenziazione dalle regioni dell’Inghilterra, così come avviene soprattutto grazie alle creature che abitano il mondo e ai nemici presenti. Di questi ultimi la nuova vera categoria è data dai Muspel (avendo comunque già avuto modo di vedere in precedenza gli Jotunn, la loro capacità di teletrasporto e di mutare forma); questi hanno come nuova minaccia principale quella di nemici élite in grado di rianimare qualsiasi compagno caduto (e devono essere quindi eliminati prioritariamente), oppure altri ancora in grado di farsi saltare in aria.

Valhalla ragnarok

In conclusione Assassin’s Creed Valhalla: L’alba del Ragnarok risulta essere un eccellente nuova espansione sotto quasi tutti i punti di vista, primo tra tutti il riprendere e focalizzarsi sulla porzione dedicata alla mitologia nordica. La trama e i nuovi personaggi sapranno intrattenere e catturare l’attenzione del giocatore, così come i nuovi poteri riescono a dare alla perfezione quella sensazione di impersonare una divinità che invece mancava nel precedente viaggio a Asgard e Jotunheim. In particolare i poteri nati dal Predatore di Hugr e la sua meccanica a parte di accumulo di energia riesce a funzionare alla perfezione permettendo approcci stealth più diretti e di posizionamento più vario. Purtroppo nulla di sconvolgente dal punto di vista dell’unicità dell’ambientazione e delle tipologie di nemici da affrontare; allo stesso tempo possiamo tranquillamente dirvi che quello che c’è sarà più che sufficiente a soddisfare la vostra sete di novità.

Il 20 gennaio è stato pubblicato il nuovo capitolo della fortunata serie di Ubisoft, Rainbow Six Extraction. Disponibile per Xbox (GamePass), Playstation e PC, il nuovo FPS è ancora una delle serie cardine della azienda francese sino ad oggi. La community è ancora attiva, come si evince dal numero di giocatori di Rainbow Six Siege, che sino ad ora domina ancora su PC e console.

Rainbow Six rappresenta un franchise che negli anni si è saputo rinnovare costantemente, offrendo ai giocatori contenuti sempre nuovi, un eccellente sistema di sfide competitive a livello mondiale e una grande attenzione ai dettagli e all’equilibrio di gioco. Questi elementi gli hanno fatto guadagnare il podio tra i videogiochi multiplayer più quotati da moltissimi anni. Ora, il mondo di Rainbow Six si espande ulteriormente con un nuovo capitolo a se stante che porta sì alcuni elementi del già citato Siege, ma in una salsa tutta nuova. Gli ingredienti di base sono quelli che ci hanno fatto innamorare di questa serie, arricchiti però da interessanti novità tra cui lo stravolgimento delle battaglie contro nemici neutrali. Scopriamo dunque tutti i dettagli di Rainbow Six Extraction in questa recensione.

Rainbow Six Extraction è un titolo online co-op PvE nel quale squadre composte da uno a tre giocatori dovranno “invadere” delle zone infestate da un misterioso parassita alieno per raccogliere informazioni, dati e indebolire il nemico. Inoltre nel periodo in cui si portano a termine le missioni si possono completare degli “studi”, delle richieste che riceveremo divise per area; in questo modo otterremo ricompense aggiuntive come esperienza e cosmetici. Queste ricerche sul campo serviranno anche ad avanzare nella campagna e sbloccare nuove aree e modalità di gioco.

Il gioco è ispirato ad una modalità a tempo limitato rilasciata nel 2018 per Rainbow Six Siege e chiamata Outbreak, in cui i giocatori dovevano combattere alieni ostili nel New Mexico. Nonostante ciò, Ubisoft ha ribadito che il gioco è un titolo principale della serie, poiché Extraction era inteso come un’esperienza per i giocatori che non sono interessati alla “versione” PvP. Avendo i personaggi di Siege giocabili in Extraction, l’intenzione degli sviluppatori era probabilmente di poter attirare giocatori da Siege a giocare Extraction oltre che farlo diventare un buon punto d’inizio per i nuovi giocatori.

Una storia nuova

Tom Clancy’s Rainbow Six Extraction ci propone una storia nuova, semplice e intrigante che vede alla base un misterioso schianto di un missile russo nella città americana di Truth or Consequences. Il missile conteneva un pericoloso virus alieno che, una volta raggiunta la superficie della Terra, ha iniziato a diffondersi generando un esercito di creature aliene dotate di poteri particolari. L’invasione e la sua corruzione ha colpito le maggiori città americane che hanno già organizzato una difesa eccezionale.

Per fermare la minaccia è stato infatti creato il Rainbow Exogenous Analysis and Containment Team, ovvero il REACT, un team di agenti specializzati che mettono a disposizione le loro abilità e le più innovative tecnologia militari per fermare la minaccia. I membri del REACT sono ovviamente alcuni degli Operatori che abbiamo imparato ad amare in Rainbow Six Siege e che mettono ora a disposizione le proprie abilità non per scontrarsi a vicenda ma per abbattere un nemico comune.

Qualcosa di già visto

Attraverso diversi stati americani, la squadra, formata da un numero massimo di tre operatori, dovrà raggiungere degli obiettivi particolari per salvare i dispersi, eliminare la minaccia e scoprire di più su questa pericolosa razza.

Azione extraction

Prendendo come esempio  il gameplay si nota come in realtà questo titolo sia semplicemente una modalità alternativa a Rainbow Six Siege più evoluta, con nuovi ambienti, la componente PvE e una elevata difficoltà; questo titolo trasforma il gunplay solido e meccaniche PvP in qualcosa di molto più debole. Mentre nel gioco del 2015 alcune meccaniche erano una novità più realistica e utile per variare dal gameplay già visto in altri sparatutto online di punta, portarlo in una nuova ricetta senza l’ingrediente principale o senza particolari novità ne diluisce molto l’utilità.

Tanto per fare un esempio, il drone ha quasi del tutto perso la sua utilità dell’andare in ricognizione mentre il giocatore è al sicuro dietro un riparo. Anche il fucile a pompa ha perso molta della sua “forza” originale poiché in questo titolo non conta la rapidità dell’uccisione ma la velocità di ricarica, per questo motivo la capacità di uccidere i nemici con un singolo colpo non bilancia la lentezza dell’operatore nel ricaricare ogni singola cartuccia.

Benvenuto PVE

Rainbow Six extraction

Attorno alla trama si svolgono i diversi match che, come anticipato, vedono la partecipazione di un team di tre giocatori (è possibile anche giocare in solitaria). Il team si batterà contro l’esercito nemico in diverse mappe ben circoscritte e divise in tre aree principali. Ad ogni area corrisponde una missione, via via sempre più difficile, che dovremo svolgere per passare a quella successiva.

Le missioni affidate al team sono moltissime e variano da partita a partita. Si passa dall’uccidere determinati nemici, ad analizzare i nidi alieni (SENZA DISTRUGGERLI!), a salvare un operatore rimasto intrappolato dalle spore nemiche, al difendere determinate zone per un periodo di tempo. Ogni partita comprende un numero massimo di tre missioni che possono andare perdute, nel caso non si raggiunga in tempo l’obiettivo (in genere in 15 minuti) o nel caso si compiano azioni sbagliate. Ogni area comprende anche un punto di estrazione, da qui il titolo del gioco, che potrà essere attivato in qualsiasi momento della partita così da “completarla” anche senza aver raggiunto tutti gli obiettivi. Il motivo di questa possibilità è ben spiegato dalla difficoltà e da quanto rapidamente le situazioni possono evolvere in negativo al minimo errore.

Se un operatore muore in battaglia e non viene salvato dal resto del team, non potrà essere giocato nella prossima partita. Dovremo utilizzare un altro operatore e un altro team fino a che non ritorneremo nella stessa mappa e non lo avremo salvato. Si tratta di una scelta piuttosto originale che vi spingerà a comprendere, insieme al vostro team, quando andare avanti e quando fermarvi in vista della tutela di un operatore o di una partita fin troppo difficile. Inoltre, perdere una partita o un operatore, causerà una fastidiosa perdita di punti esperienza che potrebbe rallentare molto il vostro progresso.

Cari vecchi Operatori

All Operators

Anche il sistema del level up presenta infatti meccaniche interessanti. Ogni operatore, infatti, possiede un livello di esperienza individuale che aumenta in base alle missioni fatte, agli obiettivi raggiunti nelle missioni e al suo comportamento in game (con quanta salute ha completato la partita, quanti nemici ha ucciso, ecc). L’aumento del suo livello – con un massimo di 10 – garantirà ad ogni operatore particolari buff e potenziamenti delle abilità, nonché la possibilità di utilizzare nuove armi.

Gli operatori sono in tutto 18 e portano con se tutte le caratteristiche che ce li fanno amare in Siege. Ogni operatore presenta un set di armi selezionabili, un’abilità unica e due gadget utili validi per tutti che possono essere selezionati a inizio partita. Le abilità rispecchiano quelle possedute in Rainbow Six Siege e alcune si rivelano essere estremamente utili anche qui. Specifichiamo “alcune” perché tante altre possono offrire dei vantaggi solo marginali e molto spesso riuscirete ad arrivare a fine match senza nemmeno adoperarle nemmeno una volta. Allo stesso modo la varietà di armi a disposizione e la possibilità di personalizzarle, ci è sembrata abbastanza carente.

C’è da dire però che il gameplay risulta semplice ma mai noioso ed è stato in grado di intrattenerci per moltissime ore. Siamo di fronte ad un classico sparatutto PVE (Player Vs Environment) dove le meccaniche stealth avranno una grande importanza. Alcuni dei minacciosi alieni sono infatti in grado di allertare con un furente urlo i loro nidi che genereranno così altri nemici con rapidità. Eliminarli in silenzio, con un rapido quanto efficace colpo in testa o con un pratico coltello, risolverà questo problema. Il corpo a corpo assume dunque grande importanza (soprattutto con nemici corazzati, per i quali non sarà sufficiente un colpo in testa), ma la potenza di fuoco delle armi resta padrona, con il gunplay tipico di Siege e la fisica degli oggetti distruttibili che lo caratterizza. Quest’ultima risulta particolarmente utile in virtù di una pratica torcia, presente di default in ogni arma, in grado di evidenziare i nemici attraverso le superfici distruttibili (così da eliminarli facilmente senza che possano accorgersi della nostra presenza).

Stile d’estrazione

Rainbow Six extraction

Anche dal punto di vista tecnico rainbow Six Exctraction mantiene gli standard della controparte competitiva. La grafica è sempre al top (noi lo abbiamo giocato su PC e PS5 al massimo delle sue potenzialità) e la stabilità è eccellente. I modelli degli operatori sono ancora una volta ben strutturati e farà molto piacere ai fan della serie ritrovarli belli e forti come sempre anche in questa nuova veste. Molto più debole invece è il design delle creature dell’infezione, fin troppo banali e troppo simili tra loro per ricevere un commento degno di nota.

In perfetto stile Rainbow Six anche le ambientazioni, le città e le aree di gioco: ben delimitate ma ricche di dettagli e di quella grigia nostalgia che solo questa serie riesce a regalare. Dello stesso stampo sono anche le musiche e gli effetti sonori. Sebbene nessuna traccia ci abbia fatto emozionare, nel complesso riescono tutte a incastrarsi bene con lo stile di gioco.

Protocollo Maelstrom di estrazione Rainbow Six

Il protocollo Maelstrom in Rainbow Six Extraction offre nove obiettivi individuali da completare in un’incursione, invece dei tre tradizionali. Ogni sottozona ha anche la propria Mutazione, che cambia alcuni aspetti del gioco, come l’occultamento di tutti gli Archeani. Man mano che avanzeremo in ogni sottozona, il tempo a nostra disposizione per completare l’obiettivo diminuisce e le munizioni e i pacchetti salute diventeranno più scarsi. Questo vi costringerà a prepararvi facendo prima salire al livello massimo il vostro operatore e soprattutto conoscere al meglio le sue capacità e la sua dotazione. Infine, se il vostro operatore non riesce ad estrarre o diventa MIA (disperso in azione), dovrete necessariamente tornare alle Incursioni tradizionali per salvarlo.

Da considerare poi che la rosa di operatori disponibili per prendere parte a queste missioni sarà limitata ad un numero di sei, pertanto potreste non trovare il vostro preferito tra quelli disponibili! Sebbene il protocollo Maelstrom si azzeri ogni settimana, rimane lo stesso ogni volta che lo proverete entro un periodo di sette giorni. Ciò vi consentirà di imparare come ciascuno è strutturato e di migliorare lentamente ad affrontarli ad ogni tentativo.

All’interno di Rainbow Six Extraction ci sono sei diversi gradi che potrete raggiungere, in base alla quantità di XP guadagnati durante una partita del Protocollo Maelstrom. Assomigliano molto ai gradi presenti in Rainbow Six Siege e vi permetteranno di sbloccare alcuni oggetti cosmetici unici.

Le classi sono le seguenti con i relativi obiettivi di XP:

  • Bronzo – 20.000+ XP
  • Argento – 30.000+ XP
  • Gold – 50.000+ XP
  • Platino – 75.000+ XP
  • Diamante – 95.000+ XP
protocollo maelstrom

Con più obiettivi in ​​un’Incursione, il Protocollo Maelstrom offre tonnellate di XP da guadagnare, molto più di quello che viene offerto nelle normali partite nelle località infettate dai parassiti sparse per l’America. Maelstrom vi permetterà di guadagnare anche crediti REACT, che sono la valuta premium del gioco. Potete usarli per acquistare skin dal negozio, che di solito richiedono una spesa reale. Sarà in questo modo possibile ottenere fino ad un massimo di 120 crediti REACT per settimana; per darvi un’idea concreta acquistare una skin per arma avrà un costo di circa 500 crediti (pari a circa 5€), mentre nel caso di skin uniche per operatori il costo salirà a 1000. Un esclusivo copricapo stagionale può anche essere guadagnato quando raggiungi ciascuno dei gradi all’interno dell’attività. Questo copricapo scomparirà alla fine di ogni stagione, quindi dovrai sfoggiarlo finché puoi.

Comparto tecnico

La nostra prova tecnicamente parlando non hai mai toccato punti di eccellenza ma neanche di mediocrità. Avviato il gioco ci siamo fiondati nelle opzioni grafiche, visto il PC piuttosto performante, per constatare con rammarico l’assenza delle recenti feature Ray Tracing e DLSS di Nvidia (quest’ultimo presente ma non selezionabile, presumiamo arriverà prossimamente); presente invece Nvidia Reflex.

Rainbow Six extraction

Nel 2022 da triple A di questo calibro, ci saremmo aspettati una completezza maggiore in termini di opzioni grafiche, ma tant’è. D’altro canto bisogna aggiungere che Rainbow Six Extraction non è stato assolutamente sviluppato per raggiungere risultati estetici spaccamascella. La grafica è pulita ma la maggior parte degli ambienti hanno asset decisamente ripetitivi. Da notare positivamente, per quanto riguarda la nostra prova, la solidità del frame rate, sempre stabile e privo di drop anche nelle fasi più concitate con personaggi ed elementi a schermo.

Tom Clancy’s Rainbow Six Extraction è essenziale nella sua veste grafica, fornendo ai giocatori un’ esperienza appagante in termini di fluidità. Non abbiamo rilevato nessun tipo di crash, freeze, o qualsiasi altro bug legato ad aspetti tecnici. Il level design, risulta decisamente piatto e quasi mai in grado di esaltarci nello sfruttamento dell’architettura delle varie mappe.

Versione PlayStation 5

Rainbow Six Extraction segna di fatto un inizio più efficiente della cooperazione tra i titoli di Ubisoft ed il DualSense di PS5. Per quello che riguarda il famigerato controller della console di Sony si segnala il pieno supporto al feedback aptico con le sue inconfondibili ed intense vibrazioni, unito ad i grilletti adattivi la cui implementazione si limita alla semplice resistenza offerta in fase di sparo, senza offrire resistenza differente a seconda del calibro delle armi. I led laterali cambieranno colore casualmente in base a quello che ci verrà assegnato di volta in volta. Graficamente non siamo molto distanti dalla controparte PC, si conferma il buon frame rate, in accoppiata ad una grafica pulita ma mai sbalorditiva.

Rainbow Six extraction

Altra esclusività di PS5 le Schede Attività, presenti anche in Tom Clancy’s Rainbow Six Siege, le quali fungeranno da collegamenti rapidi alle varie sessioni di gioco, seppur sottostanti all’obbligatorio matchmaking.

La recensione di Rainbow Six Extraction in pillole

Rainbow Six Extraction rappresenta una ventata di aria (aliena) fresca nel franchise, una prospettiva diversa a tutti gli appassionati della serie e agli amanti degli FPS non competitivi. Salvo qualche problema di bilanciamento che siamo certi che Ubisoft sistemerà in futuro, siamo di fronte a un titolo che saprà intrattenervi.

Nonostante ciò non ci troviamo di fronte ad un prodotto rivoluzionario, il sistema di gameplay e di progressione del personaggio scorrono bene con il ritmo di gioco. Le prospettive per il futuro sono buone e la possibilità di giocare in single player farà felice quei giocatori che non vogliono affidarsi alle cure di un team. Un’estrazione vincente, adatta a un vasto pubblico e in grado di sfoggiare il carisma e la potenza dei nostri cari Operatori.

Dobbiamo sottolineare che RainbowSix Extraction è ovviamente un titolo per i giocatori che amano il PvE, come le esperienze tattiche cooperative e il gameplay simile a Left 4 Dead o al più recente Back 4 Blood. Nel gioco tutto è molto ben collegato: le modalità di gioco, le meccaniche, gli operatori, il design delle mappe, le missioni. Rainbow Six Extraction è una proposta molto interessante per coloro che cercano un’esperienza cooperativa e tattica lontana dal PVP di Rainbow Six Siege. Giocare con gli amici è un divertimento assicurato. Ma di certo, non si tratta del capolavoro dell’anno. Il titolo fa il suo, lo fa bene e senza presunzione.

Presentato lo scorso anno, Riders Republic entra a far parte dell’offerta Ubisoft del 2021 e lo fa in grande stile. Dopo una breve ma intensa beta pubblica ed un open di 4 ore durante la settimana del lancio, la repubblica più folle dei videogiochi è pronta a partire.

riders

 Hold my beer 

In casa Ubisoft c’è sempre stata un po’ di follia, dai vari capitoli di Trials fino ad arrivare alle vette innevate di Steep, la voglia di esprimere il potenziale degli sport estremi all’interno di un medium fortemente interattivo come il videogioco ha da sempre fatto parte dello spirito creativo del publisher francese. Riders Republic incarna dunque lo spirito degli sport estremi in un mondo fatto di stunt assolutamente fuori di testa e competizioni che nel mondo reale verrebbero vietate ancor prima di essere presentate ufficialmente. L’inno al pericolo di Ubisoft viene espresso in chiave goliardica a colpi di sano Punk, costumi sgargianti e veicoli a dir poco improvvisati. La struttura ludica che avvolge Riders Republic si basa sul concetto di libertà e creatività, un parco giochi da esplorare in completa autonomia da soli o con gli amici imbastendo gare di massa o lasciandosi trasportare dai panorami mozzafiato di un mondo che, pur essendo di fantasia, trae ispirazione dalle più suggestive bellezze che la natura può offrirci. Pur con le dovute differenze, il modello strutturale di Riders Republic si avvicina molto a quanto già visto in The Crew 2, una serie di discipline andrà a regolare il corso delle competizioni andando talvolta ad incrociare diversi sport in gare multi-disciplinari che prevedono dei repentini cambi di attrezzatura offrendo così esperienze incredibilmente adrenaliniche e divertenti.

La parola d’ordine resta “divertimento”, Riders Republic è un titolo leggero e spensierato che nasconde dietro alla sua apparente follia una base molto solida ed una curva di apprendimento non particolarmente ripida ma che richiede una grande attenzione qualora il giocatore volesse davvero raggiungere gli obiettivi più ardui. Le prime battute di gioco ci vedranno protagonisti di un editor dei personaggi abbastanza basilare e di una introduzione generale alle varie discipline ed alle regole base del mondo di gioco. Riders Republic ruota principalmente intorno a tre categorie principali: Sci e Snowboard, Mountain Bike, Tuta Alare e Jet-Wing. Ogni categoria propone due sport differenti, generalmente si tratta o di gare di velocità oppure di competizioni basate sui tricks. Se a primo impatto può sembrare che Riders Republic non offra una grande varietà di situazioni e discipline, basta semplicemente addentrarsi dentro una delle cinque carriere a disposizione per rendersi conto di quanto siano diversi i vari sports. Prendendo in esame le due carriere dedicate al mondo delle biciclette, sebbene queste prevedano una semplice distinzione tra corsa e gara a punti, basta affrontare un evento su strada invece che un vero e proprio Downhill per cambiare completamente lo stile di gioco, oltre che alla bici utilizzata. 

Paesaggio

Wings of freedom 

Ciò che più colpisce, affrontando il folle mondo di Riders Republic, è il senso di libertà e la fluidità con la quale gli eventi, i giocatori e tutte le attività a corredo dell’esperienza principale scorrono durante l’esperienza di gioco. Non c’è mai un punto morto, si è sempre coinvolti in qualcosa. Coinvolgere il giocatore in maniera così intensa potrebbe portare ad una sensazione di “asfissia” ma Riders Republic riesce a legare talmente bene le varie attività oltre che a diversificarle durante il playtrough che l’unico momento in cui ci si ferma davvero è quello in cui si torna all’HUB principale per riprendere fiato e fare il punto della situazione. In maniera ancora similare a The CrewRiders Republic propone un sistema basato sulle statistiche dell’equipaggiamento che viene offerto come ricompensa livellando le varie carriere. Equipaggiamento migliore vuol dire prestazioni migliori ed accessibilità a sfide via via più intense e difficili da superare.

Si comincia dal semplice Downhill da una dolce collina e si finisce per saltare giù da una montagna sfrecciando a folle velocità tra gli alberi. Una delle sensazioni più belle quando ci si avvicina a Riders Republic è data dalla Wing-suit, la tuta alare dotata di propulsori che, oltre ad essere parte integrante di una delle carriere, sarà sicuramente il mezzo più usato per spostarsi all’interno dell’immensa mappa di gioco. Librarsi in aria insieme agli amici ed esplorare il mondo è qualcosa di sublime, semplice ma incredibilmente efficace. Pur essendo giocabile tranquillamente in solitaria, Riders Republic è capace di dare il meglio se affrontato con un gruppo di amici. Le gare rocambolesche, le cadute rovinose e l’esplorazione incrociata rendono Riders Republic un parco giochi nel quale divertirsi senza troppi pensieri. 

Mappa

Insieme è meglio 

Come già accennato, Riders Republic è una bestia da palco scenico, immediato, frenetico e dannatamente divertente, il titolo si presta a serate di competizione con amici e giocatori incontrati nel mondo di gioco. Il titolo targato Ubisoft mette a disposizione una serie di funzioni atte a migliorare l’esperienza condivisa con gli altri giocatori. Come abbiamo già avuto modo di sperimentare in altre occasioni, ad esempio con Forza Horizon, l’intero mondo di gioco è condiviso con altri giocatori con i quali sarà possibile interagire, competere e fare amicizia. La possibilità di giocare percorsi ideati dagli utenti apre poi le porte ad un’esperienza virtualmente infinita che ha come unico limite la creatività dei giocatori. A completare un’opera atta alla condivisione ed al gioco in compagnia vi sono le competizioni multigiocatore più o meno competitive.

Sono presenti diverse playlist classificate dove dare il meglio di sé impegnandosi e dando fondo alle proprie abilità ma, almeno nel nostro caso, la vetta del divertimento si raggiunge con le gare di massa. Si tratta di competizioni che ospitano fino a 64 giocatori in folli e confusionarie gare multi-disciplinari. I fortunati vincitori saranno ricompensati con un numero maggiore di stelle, valuta che sta alla base del sistema di progressione del gioco. Sebbene ogni singola campagna propone un sistema di progressione indipendente, le stelle ottenute vincendo gare, completando acrobazie o esplorando il mondo di gioco, andranno ad arricchire l’esperienza di gioco sbloccando ulteriori elementi come sfide e sponsor nonché, almeno durante le prime fasi di gioco, le discipline che andranno poi ad espandersi in direzioni diverse. L’esplosione concettuale di contenuti ed attività da svolgere in Riders Republic non comprendono dunque il semplice flusso di eventi ma anche tutte le varie meccaniche che fanno da corredo all’esperienza principale. 

Skiing

Dalla bici al pad 

Ma come si comporta Riders Republic in termini di gameplay? Durante le prime presentazioni del titolo Ubisoft, una delle più grandi preoccupazioni era data dalla gestione delle varie discipline. Affrontare una corsa in bici è sostanzialmente diverso da una competizione in snowboard e proporre un mix così variegato all’interno di un’unica produzione rischiava di rendere l’esperienza di gioco piatta e poco incisiva. Riders Republic è la prova vivente che si trattava di preoccupazioni infondate. Il senso di velocità, la percezione del rischio e le diverse meccaniche messe in gioco rendono le varie discipline uniche e profondamente caratterizzate.

Essere alla guida di una mountain-bike in una rovinosa discesa di montagna, chiedendo al giocatore di bilanciare velocità e trazione nelle sezioni più impervie e di schivare eventuali ostacoli è sì un esempio di divertimento offerto dal gioco ma anche un grande tecnicismo in materia di game-design. Riders Republic non è piatto, non è monotono ed ogni gara riesce a regalare quei momenti di adrenalina che rendono l’intera produzione un punto di riferimento in un genere sicuramente non sovrappopolato. Anche la gestione del volo è importante e viene espressa in maniera impeccabile per le corde arcade predilette da Riders Republic in materia di impostazione ludica, ricordiamo, come se non fosse ovvio, che l’intero titolo ha una base profondamente Arcade e non simulativa, ciò che vediamo a schermo sfida ogni legge della natura ma lo fa con uno stile incredibilmente carismatico e fuori di testa, ci piace, ci piace tanto.

L’unico neo in una produzione altrimenti impeccabile è dato da un’integrazione tra comandi di gioco e trick da svolgere in acrobazia sostanzialmente problematica. La prima cosa che ci verrà chiesta all’avvio del gioco è infatti una scelta dedicata al modello di comandi da utilizzare per affrontare il titolo: racer o trickster. La differenza sostanziale è data dalla gestione delle acrobazie e dall’implementazione di questi trick all’interno del sistema di comandi. In modalità Racer saremo in grado di gestire la telecamera con l’analogico destro delegando l’esecuzione delle acrobazie ai tasti mentre la modalità trickster permetterà l’esecuzione delle acrobazie con l’analogico destro, come già visto su Steep, sacrificando però la possibilità di muovere liberamente la telecamera. Il problema nasce dalla gestione delle acrobazie durante le gare, non importa la modalità che sceglierete, prima o poi innescherete un’acrobazia involontaria che andrà a tradursi in una caduta rovinosa che potrebbe costarvi la gara nel peggiore dei casi. 

canyon

A tutta velocità 

Da un punto di vista più tecnico, Riders Republic riesce ancora una volta a sorprenderci. La resa grafica del titolo è decisamente buona, leggermente al di sopra degli standard di titoli come Far Cry 6, non siamo di fronte ad un miracolo ma a qualcosa di incredibilmente solido e piacevole da vedere. Ad aiutare la resa grafica vi è anche la bellezza intrinseca degli scenari proposti. Agli sport estremi si affiancano infatti panorami altrettanto estremi e variegati che spaziano dalle vette innevate fino ai canyon aridi, dipingendo un quadro folle ed estremo di un parco immaginario capace di divertire.

Se graficamente ci troviamo di fronte ad un titolo valido e capace di stupire, la gestione dei caricamenti degli spostamenti all’interno del gioco rappresenta la vera punta di diamante del titolo. L’intera mappa di gioco è a nostra portata di mano nel giro di pochissimi secondi, la possibilità di teletrasportarsi istantaneamente da un compagno di gruppo a prescindere dalla distanza che ci separa va ad annullare le distanze rendendo l’esperienza di gioco incredibilmente scorrevole. Considerando le dimensioni della mappa e la densità di elementi che la compongono siamo rimasti davvero sbalorditi di fronte alla velocità con cui tutto viene caricato e proposto a schermo. 

In conclusione, Riders Republic ha saputo divertirci ed ha saputo farlo attraverso una proposta fresca, variegata ma soprattutto leggera e senza troppi fronzoli. Non siamo di fronte al titolo perfetto, qualche sbavatura per quanto riguarda i controlli e, in alcuni casi, la varietà delle singole corse affrontate in singolo ma per il resto non possiamo che consigliare Riders Republic a tutti coloro che vorranno passare ore di puro divertimento con i propri amici. La roadmap pubblicata da Ubisoft prevede l’arrivo di nuove discipline e nuove sfide che andranno ad arricchire la già vastissima offerta del titolo. Riders Republic è la nuova casa degli sport estremi ed il nuovo esempio da seguire per affacciarsi a questo mondo tanto folle quanto inesplorato

Far Cry 6 è l’ultimo capitolo di una delle serie più famose e longeve create da Ubisoft; il titolo è stato pubblicato il 6 Ottobre 2021 per PlayStation 4/5, Xbox One, Xbox Series X/S e PC. Si tratta di un capitolo che unisce diversi elementi ben riusciti dei suoi predecessori con alcune novità di vario tipo, quale sarà il risultato finale?

Trama

Far Cry 6 abbandona lo scenario dell’entroterra americano del precedente capitolo in favore di un’ambientazione relativamente più simile a Far Cry 3, ovvero l’isola caraibica di Yara. Si tratta di un paese sottomesso alla tirannica dittatura del presidente Antón Castillo, il quale è riuscito ad ottenere il potere e fare fortuna grazie a quella che pare essere la cura definitiva contro il cancro, ovvero il Viviro. Il prezzo da pagare è però stato altissimo per gli yarani: tra veri e propri campi di schiavismo, torture, oppressione e soppressione di ogni forma di libertà, il popolo si trova ormai allo stremo delle forze. Unica via d’uscita da tutto ciò è tentare la rischiosa fuga dal paese oppure rischiare ancor di più unendosi ad un gruppo di rivoluzionari per riuscire a spezzare il giogo di Castillo.

In questo contesto vestiremo i panni di Dani Rojas (di cui potremo scegliere sin da subito il sesso), personaggio orfano dalla nascita la cui famiglia è costituita dai suoi due migliori amici, Alejo e Lita. L’obiettivo iniziale dei tre è quello di abbandonare Yara per raggiungere Miami e inseguire “l’American Dream”; purtroppo però il tentativo di fuga non va a buon fine e Dani si ritrova sola, con l’unica strada da seguire lasciata da Lita e rappresentata dall’ unirsi alla causa della rivoluzione. È dunque così che ci avvicineremo al gruppo di Libertad ed al suo rappresentante, Clara Garcia con lo scopo iniziale di trovare un mezzo di fuga e lasciarci tutto alle spalle. Mossi però da un desiderio di vendetta, ed in seguito dall’abbracciare progressivamente l’ideale di Libertad, potremo decidere di continuare a seguire Clara anche dopo aver ottenuto la possibilità di fuggire (si, anche in questo titolo potremo concludere il gioco precocemente) fino a rovesciare il regime di Castillo.

far cry 6

La trama sarà però narrata in maniera un po’ diversa rispetto al solito, i normali filmati che introducono le diverse missioni saranno infatti rimpiazzati da una vera e propria schermata di quest relativa a ciascun personaggio. Tramite questa potremo ascoltare il dialogo del personaggio con cui ci troveremo ad interagire o leggere direttamente il riassunto della missione (anche se in questo caso si possono perdere informazioni anche abbastanza importanti). Si tratta di una scelta molto particolare che in parte snatura il senso del gioco a cui siamo abituati dando una sensazione più simile a quella di un MMORPG, ma che comunque complessivamente non rovina l’esperienza di gioco e che anzi, qualcuno potrebbe anche apprezzare risultando una scelta più rapida e riassuntiva. In ogni caso la trama risulta essere assolutamente godibile e corredata dei giusti colpi di scena e momenti divertenti.

Complessivamente però si ha come la sensazione di perdere qualcosa sotto il lato narrativo, o comunque dal punto di vista della caratterizzazione dei diversi personaggi. Quelli che risaltano maggiormente e che risultano più memorabili sono infatti i tre più di frequente mostrati all’interno di filmati, ovvero il nostro protagonista, l’antagonista principale Antón Castillo (anche se non proprio all’altezza del massimo esponente degli antagonisti per la serie, ovvero Vaas) e al di sopra di tutti suo figlio Diego. Con quanto detto sinora teniamo però a precisare che non si tratta di una cattiva strutturazione dei personaggi, ma che piuttosto qualche filmato in più avrebbe lasciato più spazio alla nascita dei divertenti siparietti o scene più “serie” a cui la serie ci ha da sempre abituati, oppure un maggior approfondimento dei “cattivi secondari” un po’ come avvenuto nel caso dei tre “fratelli” di Joseph Seed.

far cry 6

Gameplay

Far Cry 6 unisce diversi elementi provenienti dai precedenti capitoli della serie, inclusi gli spin-off ed in particolar modo New Dawn, ad alcune piccole novità di gameplay ed approcci differenti rispetto al passato. Il titolo è infatti costituito dalla solita impostazione open world con qualche piccolo aggiustamento sul lato dei punti di interesse; sono stati infatti mantenuti i classici avamposti da liberare (sia come avamposti veri e propri che con i più semplici “posti di blocco”, molto più rapidi da conquistare), missioni e compiti secondari (con imboscate a gruppi di nemici, corse, lanci di rifornimenti da recuperare entro un tempo limite e cannoni da contraerea da distruggere per poter sorvolare liberamente i cieli), alcuni minigiochi ed infine le cacce al tesoro. In quest’ultimo caso abbiamo le fasi più divertenti ed originali da affrontare con compiti molto variegati che spaziano tra sezioni più “platform” ed enigmi.

Per affrontare tutto ciò avremo un vasto arsenale corredato di armi di ogni tipo classificate in armi di base, armi uniche ed armi fai-da-te. Tutte queste potranno poi essere modificate applicando mod e accessori di vario genere (ad eccezione di quelle uniche che avranno una loro dotazione predefinita). Potremo dunque aggiungere mirini, laser, canne e così via, oltre che inserirvi dei modificatori che possono ad esempio aumentare i danni inflitti al corpo dei nemici, aumentare la velocità di movimento durante la mira, aggiungere la probabilità di curarsi con ogni colpo inflitto e così via. Tra questi però spicca soprattutto la possibilità di cambiare le munizioni di un’arma scegliendo tra munizioni anti-uomo (contro bersagli semplici), munizioni perforanti (contro bersagli corazzati), munizioni incendiarie (per dar fuoco a nemici o scatenare incendi, oltre che danneggiare pesantemente determinate strutture e nemici) e munizioni avvelenate (con un danno nel tempo e la possibilità di far impazzire il bersaglio e farlo rivoltare contro i suoi alleati).

far cry 6

Le armi più particolari e stravaganti saranno però rappresentate da quelle fai-da-te, con spara arpioni, lancia-dischi musicali, un fucile di precisione esplosivo ed un vero e proprio cannone EMP ci sarà di che divertirsi! Per sbloccare questi singolari oggetti sarà però necessario costruirli utilizzando uranio impoverito, una risorsa presente solo nei pressi dei cannoni di contraerea che ci impediranno di attraversare i cieli usando aerei o elicotteri. Con la stessa risorsa potremo poi costruire un’altra importante aggiunta al gameplay di Far Cry 6, ovvero i Supremo. Si tratta di zaini che garantiscono al nostro protagonista una sorta di “Ultimate” da scatenare contro i nostri nemici, anch’essi modificabili per aggiungere importanti effetti passivi. Avremo Supremo di vario tipo che si adattano ad ogni stile di gioco, con la possibilità di lanciare una salva di missili a ricerca sui nemici di fronte a noi, creare un anello di fuoco attorno a noi, scatenare un EMP per bloccare i mezzi presenti attorno a noi e così via.

Gli altri elementi essenziali nella costituzione del nostro personaggio sono rappresentati dai mezzi di trasporto, dagli “Amigos” e dai capi di vestiario. Nel primo caso abbiamo veicoli da ottenere tramite scansione o recupero in specifici punti, i quali potranno essere richiamati in specifiche stazioni, oppure il nostro veicolo personale da personalizzare ed armare secondo le nostre preferenze. Nel caso degli amigos parliamo dei classici compagni animali che ci potranno accompagnare nella nostra avventura, ciascuno legato ad un particolare stile di gioco (con ad esempio la pantera Olúso adatta allo stealth, il gallo Chicharrón per approcci più diretti, oppure un gradito ritorno dal quinto capitolo con effetti da “ricognitore”). Gli elementi di vestiario sono infine capi di abbigliamento dalla testa ai piedi con effetti molto unici e, anche in questo caso, adatti a numerosi stili di gioco. Avremo infatti dotazione più adatta a garantirci una resistenza diretta ai colpi nemici, altre più utili a non farci sentire, muoverci più in fretta e così via.

far cry 6

Manca del tutto, però, una forma di progressione del personaggio in stile RPG come per i precedenti capitoli; l’esperienza guadagnata attraverso missioni o completamento di obiettivi servirà unicamente per farci avanzare di grado e sbloccare nuove armi fai-da-te da costruire o elementi di equipaggiamento da acquistare da determinati mercanti. Molte delle abilità che siamo abituati a sbloccare sin dal terzo capitolo saranno dunque sbloccate sin da subito, tra tuta alare, abbattimento a catena (ravvicinato o con coltello da lancio), oppure in alcuni casi più particolari (come per l’abbattimento con granata) legate ad uno specifico oggetto di vestiario. Si tratta però di una scelta che in parte limita il senso di progressione che in passato si guadagnava dopo diverse ore di gioco, permettendo al giocatore di trovare sin da subito l’equipaggiamento migliore per il suo stile di gioco (e che potrebbe finire per utilizzare dall’inizio alla fine dell’avventura).

Importante poi la gestione dei nostri tre campi principali dove avremo la possibilità di costruire alcune strutture uniche (sei in totale, due per ciascun luogo) le quali ci permetteranno di sbloccare meccaniche di gioco uniche (come nel caso della cucina per creare del cibo che ci conferirà bonus temporanei), scoprire nuovi punti di caccia e pesca o persino sbloccare nuovi luoghi per lo spostamento rapido, nuovi negozi e bonus per i Banditos. Anche quest’ultima risulta essere una novità abbastanza interessante: completando alcune missioni sbloccheremo nuovi “capi dei Banditos”, mentre aiutando civili o compiendo alcune azioni otterremo nuove reclute dei Banditos. Questi potranno essere inviati in delle missioni in cui prenderemo parte unicamente dando ordini e scegliendo quale compito impartire loro per proseguire. Il tutto attraverso una sorta di “avventura di testo” con tre fasi, ciascuna corredata di tre scelte con diversi tassi di successo, ricompense o risorse necessarie per compierle.

Ultimo elemento legato al gameplay di Far Cry 6 è dato da una sorta di “endgame” che gli sviluppatori hanno voluto aggiungere per permettere agli utenti di continuare a giocare anche dopo aver terminato l’avventura principale. Sono infatti presenti le Operazioni Speciali (simili a quelle presenti in Far Cry New Dawn) e le cosiddette Insurrezioni. Nel primo caso abbiamo delle missioni aggiuntive, giocabili in singolo o in compagnia di un amico (così come per tutto il resto del gioco principale), nelle quali dovremo recuperare un’arma chimica nota come PG-240X in scenari di vario genere. In ogni caso avremo una meccanica di gioco unica legata a questa sostanza che ci costringerà a non stare troppo al sole e servirci dell’acqua per raffreddarla così da evitare un’esplosione letale. Le insurrezioni sono invece eventi settimanali durante i quali dovremo compiere specifici compiti (come riconquistare alcuni avamposti) o missioni delle Operazioni Speciali per trovare un bersaglio da assassinare e ottenere equipaggiamento unico.

far cry 6

Longevità

Far Cry 6 presenta una durata complessiva assolutamente di tutto rispetto, con un totale di tempo necessario a completare la sola storia principale che si aggira tra le 10 e le 12 ore. Se però, come nel nostro caso, deciderete di affrontare il gioco in maniera più approfondita, completando tutte le missioni secondarie e dedicandovi in maniera consistente all’esplorazione, potrete facilmente superare le 40-50 ore prima ancora di concludere l’ultima missione del gioco. Il tutto può inoltre essere aumentato considerevolmente sia grazie alle operazioni speciali, con nuove in arrivo nelle prossime settimane, sia grazie alle insurrezioni per chi vorrà andare a caccia di equipaggiamento unico, ma anche grazie al gioco in cooperativa. Sarà infatti possibile affrontare, come anticipato poc’anzi, l’intera campagna principale in compagnia di un amico (così come nel caso delle operazioni), oppure con un utente casuale utilizzando un matchmaking. Questo però risulta essere attivo solo per il gioco principale e non per le operazioni; potrete quindi affrontare queste ultime soltanto da soli o in compagnia di un amico.

far cry 6

Comparto Tecnico

Indubbiamente il motore grafico di Far Cry comincia a raggiungere i suoi limiti tecnici e la cosa risulta essere più evidente soprattutto sulle console di vecchia generazione (con una grafica sostanzialmente sovrapponibile al precedente capitolo). Nel caso di PlayStation 5 ed Xbox Series X (così come, ovviamente, su PC) il discorso invece cambia grazie soprattutto ad un pack di texture in alta definizione, oltre che molti altri effetti migliorati in maniera evidente. Nel nostro caso abbiamo avuto modo di giocare Far Cry 6 su PlayStation 5 ottenendo un eccellente risultato di insieme anche se non sbalorditivo; abbiamo infatti soprattutto dettagli stupendi nel caso dei diversi personaggi, ma anche nell’uso degli effetti e dell’illuminazione, così come per la maggior parte delle texture ambientali. Le ambientazioni, inoltre, per quanto non siano molto variegate (nonostante l’assurda dimensione della mappa), offrono alcuni luoghi molto interessanti. Ci sono però comunque alcune piccole sbavature tecniche qua e là anche se non di grandissimo rilievo (in particolare modo con alcuni effetti, nel caso di grandi specchi d’acqua, nei filmati o di popup della vegetazione).

Di grande livello poi sia le musiche che gli effetti sonori di ogni tipo, così come i doppiaggi anche se in questo caso da segnalare l’assenza del doppiaggio in lingua italiana (per la prima volta da tempo). Comunque sia le voci di tutti i doppiatori in lingua inglese rendono al meglio ogni singolo personaggio, in particolare modo nel caso di Giancarlo Esposito nel ruolo di Antón Castillo. Problemi di vario genere, infine, nel caso di bug o problemi di gioco anche se nella maggior parte dei casi non si tratta di problemi così gravi da pregiudicare l’esperienza complessiva di gioco (con al più la possibilità di vedere personaggi ed animali incastrati nel suolo, di amigos che si incastrano contro superfici o NPC e così via). Più grave, invece, un problema legato al respawn dei nemici che in alcuni luoghi risulta essere davvero troppo “aggressivo” e insensato, con nemici che ritornano in vita semplicemente spostandoci a distanza di pochi metri, oppure ancora nemici che appaiono dal nulla o comunque non segnalati dalla minimappa.

far cry 6

Concludendo, questo Far Cry 6 risulta essere un eccellente esponente di questa celebre serie, sia grazie all’ottima trama (anche se narrata in modo leggermente atipico), sia per i personaggi che avrete modo di conoscere. Il tutto anche grazie ad un gameplay migliorato ed affinato sotto diversi aspetti rispetto ai precedenti capitoli, nonostante la scelta di rimuovere la progressione legata allo sblocco di nuove abilità accumulando esperienza, la quale limita in parte il senso di progressione e di sviluppo del personaggio. Grazie ad una ricchezza di contenuti sapientemente dosata e alla presenza di contenuti legati all’endgame potrete divertirvi per molte ore giocando a questo nuovo titolo, eventualmente anche invitando un amico con cui condividere le vostre battaglie da guerriglieri!

Ubisoft ha presentato la seconda stagione del sesto anno di Tom Clancy’s Rainbow Six Siege, ovvero North Star e il suo nuovo Operatore locale, Thunderbird, della nazione Nakoda, una delle Prime Nazioni del Nord America, oltre alla mappa Favelas rivista e molto altro.

In North Star, il giocatore scoprirà un nuovo Difensore: Thunderbird. È in grado di posizionare sul campo una Healing Station Kóna, capace di curare ogni giocatore (alleato o nemico) che si trovi vicino al dispositivo, anche quelli atterrati. La Kóna Station necessita un periodo di cooldown tra una carica e l’altra. Thunderbird è un Operatore veloce con armatura leggera; è equipaggiata con uno SPEAR .308 o uno SPAS-15 come armi primarie e una BEARING 9 o una Q-929 come secondarie.

North star

Inoltre, North Star presenta una mappa Favelas totalmente rinnovata con stanze riorganizzate, una migliore vista generale e una migliore navigazione. Questi cambiamenti aumenteranno la sua leggibilità e struttura, assicurandosi che il giocatore sappia sempre dove si trova e dove sta andando.

Inoltre abbiamo due nuove caratteristiche che saranno testate sul Test Server: un rinnovato sistema di armature e uno di attività dopo la morte. L’armatura del giocatore sarà infatti convertita in salute addizionale, per dare una maggiore visibilità del suo impatto. Inoltre, il giocatore avrà a sua disposizione nuove attività dopo essere stato abbattuto: gli Assalitori saranno infatti in grado di controllare i propri droni e alcuni Difensori (come Maestro, Echo o Mozzie) potranno usare i propri gadget. Si tratta di cambiamenti di grande rilevanza e che avranno un forte impatto sul gameplay; pertanto necessitano di essere testati tramite il feedback dei giocatori. Saranno comunque disponibili solo sul Test Server e non verranno resi disponibile sui server live al lancio di North Star, ma piuttosto in una fase successiva nel caso in cui dovessero rivelarsi efficaci.

North star

Ulteriori aggiornamenti inclusi in North Star:

  • Tavola dei punteggi 2.0
  • Nuove icone dei cadaveri
  • Miglioramento dei buchi di pallottola
  • Bilanciamento degli Operatori (aggiustamenti per Melusi, Mira e Maestro e sulla propagazione del gas)

Il Test Server di North Star sarà live dal 25 maggio. Il Test Server (TTS) è una versione alternativa di Tom Clancy’s Rainbow Six Siege che permette al giocatore di testare nuove caratteristiche di gameplay che verranno in seguito introdotte nel gioco principale. I giocatori sono invitati a segnalare i problemi incontrati sul Test Server nella piattaforma R6 Fix qui.

Assassin’s Creed Valhalla è il nuovo capitolo di una delle serie più celebri sviluppate da Ubisoft e che ha avuto un’evoluzione consistente in termini di gameplay passando dall’essere un gioco di azione/avventura ad essere principalmente un gioco di ruolo che ricordava molto un The Witcher. In questo nuovo capitolo, pubblicato il 10 Novembe per Xbox One, PlayStation 4 e Xbox Series X (con la versione PS5 in arrivo il 19), gli sviluppatori hanno voluto dare ascolto alle critiche riadattando gli elementi caratteristici di questa serie per ritrovare un giusto compromesso; ci saranno riusciti?

assassin's creed valhalla

Trama

In Assassin’s Creed Valhalla torneremo ancora una volta nei panni di Layla Hassan, ex impiegata Abstergo che si trova ora a lavorare con gli Assassini per sventare la fine del mondo che si è innescata con la fine dell’arco narrativo dedicato a Desmond Miles. Questa volta però pare che non saremo su nessuna pista legata a manufatti dell’Eden, ma per evitare spoiler diciamo che si tratterà di un “suggerimento da uno sconosciuto” che ci porterà a scovare la tomba di un vichingo chiamato Eivor. Potremo così vedere la vita che ha vissuto e cercare di scoprire cos’ha di tanto importante e particolare. Si tratta di un DNA che si mostra anomalo già dai primi momenti di gioco presentando due flussi distinti e permettendoci di scegliere il sesso del nostro protagonista (scelta che potremo modificare in qualsiasi momento).

Inizierà così la nostra avventura nei fiordi norvegesi, la quale procederà contemporaneamente a quella nel presente, che ci porterà a conoscere il o la nostro/a Eivor, così come altri personaggi importanti tutti molto ben caratterizzati. Tra questi figurano anche due membri degli Assassini (o gli Occulti) che ci introdurranno alle loro pratiche, oltre a donarci una lama celata. Essendo Eivor totalmente esterno al gruppo e non condividendone l’ideologia di base finiremo per conoscere da zero i loro obiettivi e la loro storia. Purtroppo in seguito ad alcuni eventi ci ritroveremo a viaggiare alla volta dell’Inghilterra con l’obiettivo di stabilircisi e fondare un nostro insediamento ma, da buoni vichinghi, otterremo tutte le risorse a noi necessarie razziando e depredando con il nostro gruppo di guerrieri a bordo della nostra imbarcazione.

assassin's creed valhalla

In Inghilterra saremo quindi visti dagli autoctoni come dei barbari e, pertanto, sarà anche importante stabilire delle alleanze con altri clan vichinghi e non solo. In quest’ottica pare poi chiara l’idea di rimuovere le classiche missioni secondarie alle quali siamo solitamente abituati e rimpiazzandole con quelli che potremo più definire come eventi (quasi come quelli visti in Red Dead Redemption 2 anche se non casuali ma prestabiliti in punti della mappa relativi ai “Misteri”). Riceveremo infatti delle semplici richieste che potranno variare dal semplice aiutare una persona a trasportare una cassa di mele fino a pescare qualcosa, entrare in un fight club o partecipare a uno scontro. Il punto a favore di questi compiti è non soltanto dato dalla rapidità con cui possono essere completati, ma anche dal fatto che sono stati tutti resi estremamente unici e divertenti da completare (che sia per il personaggio incontrato o per la questione in se).

Tutta la trama principale, così come le missioni descritte poc’anzi, è stata resa il meno dispersivo possibile e molto accattivante soprattutto grazie a un risvolto più onirico e trascendentale. Ciononostante non avremo soltanto una linea narrativa principale, ma piuttosto più storie sulle quali potremo focalizzarci in ogni momento. Tra queste ritroviamo anche la parte strettamente legata agli Assassini e il loro sempreverde compito di eliminare la minaccia e l’influsso di controllo dei Templari; questo sempre tramite una schermata legata all’Ordine degli Occulti che ci permetterà, con vari indizi che potremo trovare, di svelare le loro identità per poi eliminarli (sostanzialmente come nel caso di Odyssey). Affronteremo così numerose battaglie, assedi e razzie, stringeremo alleanze con altri clan e affermeremo il nostro dominio.

assassin's creed valhalla

Gameplay

La serie di Assassin’s Creed è andata incontro a profondi mutamenti nel gameplay non apprezzati da tutti, ma come si sarà comportato questo nuovo Valhalla? Cominciamo con il sottolineare che abbiamo apprezzato il precedente capitolo della serie, ovvero Odyssey, come un ottimo RPG che però effettivamente aveva perso alcuni caratteri distintivi che lo rendevano un AC. Con questo nuovo capitolo della serie, però, Ubisoft pare aver voluto dare ascolto alle critiche cercando un giusto compromesso tra tutte le meccaniche, vecchie e nuove. Infatti, pur condividendo alcuni caratteri tipici dei giochi di ruolo (sperimentati e sviluppati tra Origins e Odyssey), questo titolo ha tutti, o quasi, gli elementi in grado di ridare una sensazione più affine ai primi capitoli.

Il primo elemento che sancisce questo “ritorno alle origini” è senza dubbio la tanto agognata lama celata, l’arma distintiva degli Assassini che in Odyssey aveva ceduto il posto alla lancia di Leonida. A ciò si somma anche la possibilità di indossare un mantello per rendersi meno riconoscibili e nascondersi in gruppi di monaci o mescolarsi agli abitanti. In aggiunta, questo letale strumento, ci darà la possibilità di uccidere silenziosamente qualsiasi tipo di nemico (“boss” esclusi) purché questi siano ignari della nostra presenza. Ciò accade per due motivi: innanzitutto potremo sbloccare sin da subito un talento (dei quali vi parleremo in seguito) che ci permetterà di eliminare anche i nemici più coriacei al completamento di un quick time event, inoltre né i nemici né noi saremo più identificati da un livello vero e proprio. 

Il sistema di livelli a cui siamo normalmente abituati viene infatti rimpiazzato da un valore numerico che definisce il grado di forza sia nostro che dei nostri nemici. Parliamo infatti della cosiddetta “Potenza”, ovvero un dato che ci permette di capire quanto una zona sia adatta al nostro personaggio ma, considerata la possibilità di eliminare i nemici in maniera stealth, soltanto da un punto di vista degli scontri diretti. Questo valore va fatto crescere tramite il nostro albero (o costellazione in questo caso) dei talenti; ogni azione, uccisione e missione ci ricompenserà con dei punti esperienza e ogni volta che saremo riusciti ad accumularne un certo quantitativo riceveremo due punti talento (potremo ottenerli direttamente anche da alcuni punti di interesse nella mappa).

assassin's creed valhalla

In Assassin’s Creed Valhalla ogni punto talento ci permetterà di sbloccare alcuni bonus passivi (come salute e danno) e attivi (come barre di adrenalina extra, attacco in corsa, assassini multipli e il già citato Assassinio Perfezionato per eliminare nemici di alto profilo); parliamo di un sistema vasto e complesso come pochi proprio nei termini della sua semplice estensione. In tutto ciò non vengono però considerate le Abilità, le quali formano una sezione a parte e vanno sbloccate raccogliendo dei Tomi disseminati in tutto il mondo di gioco (a ciascuno corrisponde una specifica abilità). Queste ultime si strutturano in maniera molto simile a quanto visto in Odyssey potendone equipaggiare quattro per il corpo a corpo e quattro per la distanza e potendo persino migliorarle dopo aver raccolto un secondo Tomo dello stesso tipo.

Alla base delle abilità e talenti di Assassin’s Creed Valhalla abbiamo un sistema di combattimento che è stato migliorato per certi versi, ma che ha anche visto l’aggiunta di alcuni, anche se piccoli, elementi in grado di renderlo diverso dagli altri capitoli della serie. Abbiamo infatti schivate, attacchi leggeri e pesanti il cui uso è legato a doppio senso a una barra della stamina; questo perché se gli attacchi pesanti consumano un quantitativo più alto di energia, quelli leggeri andati a segno la ricaricheranno leggermente costringendoci a sfruttare delle combo miste per non esaurirla troppo rapidamente (anche perché dopo averla esaurita non potremo schivare fino a quando non sarà di nuovo piena), ma anche a concatenarvi delle abilità al giusto momento per ottenere un po’ di respiro). Il tutto permette dunque un inaspettatamente grande livello di possibilità tra attacchi, abilità e talenti.

assassin's creed valhalla

A questo si aggiunge la possibilità di effettuare parry deviando gli attacchi nemici o di parare e/o attaccare con l’oggetto impugnato nella mano sinistra (che sia uno scudo, un’ascia o una mazza chiodata), oppure ancora usare pesanti armi a due mani. I parry in misura maggiore, ma anche gli attacchi pesanti o l’utilizzare arco e frecce per colpire specifici punti dell’avversario andranno tutti a ridurre una barra degli avversari legata al loro libello di stordimento; questa, una volta azzerata, li esporrà a violente esecuzioni o, nel caso di bossfight ad attacchi che ridurranno in maniera consistente la loro salute. Si tratta dunque di un sistema soddisfacente da utilizzare, molto più di quanto non sia lo stealth che, pur avendo ricevuto alcune reintroduzioni, è reso fin troppo complesso anche a difficoltà normale da nemici in grado di individuarvi e far scattare l’allarme anche da distanze improbabili.

Come in ogni altro capitolo della serie, Ubisoft ha voluto porre molta enfasi sull’esplorazione del mondo di gioco ma questa volta riuscendo a rendere il tutto meno dispersivo pur mantenendo le enormi dimensioni del mondo di gioco. Si è riusciti a giungere a questo risultato rimuovendo dalla mappa i classici punti di interesse ai quali la serie, soprattutto negli ultimi due capitoli, ci ha abituati. Dunque non avremo più zone che per essere completate ci richiederanno l’eliminazione di nemici di un certo tipo o il recuperare determinati forzieri; al contrario potremo trovare sulla mappa tre tipologie di punti di interesse: le ricchezze, i manufatti e i misteri. Nel primo caso si tratterà di risorse utili (primo tra tutti il caso dei monasteri da razziare), armi o armature, nel secondo avremo mappe del tesoro, nuovi tatuaggi o collezionabili e infine, nell’ultimo, abbiamo le nuove “missioni secondarie” o per l’appunto dei misteri da svelare (come prove “allucinogene”, anomalie nell’animus e tanto altro).

assassin's creed valhalla

Anche l’esplorazione e l’effettuare una ricognizione dall’alto hanno subito alcune piccole modifiche per migliorare l’esperienza di gioco. La rimozione del buon vecchio “Occhio dell’aquila” è stata infatti rimpiazzata nel tempo dall’uso di Senu e Icaro, le nostre fedeli aquile da ricognizione che in Origins e Odyssey dovevamo sfruttare prima di avvicinarci agli insediamenti nemici così da studiare il migliore piano d’approccio. Anche in Assassin’s Creed Valhalla avremo il nostro fido compagno volante (un corvo di nome Synin), ma questo non sarà in grado di lasciare indicatori diretti sui nemici semplicemente inquadrandoli, al contrario servirà piuttosto ad avere un’idea generale dell’area o eventualmente cercare rapidamente un luogo di nostro interesse. Il tracciamento dei nemici viene così affidato a una sorta di “Occhio dell’aquila” con portata limitata, ovvero l’impulso che in Odyssey serviva a individuare risorse vicine; una scelta a nostro avviso ben fatta che evita la ripetitività e l’interruzione dell’azione data dall’abuso dei nostri compagni alati.

Come già anticipato parlandovi della trama la nostra esplorazione su territorio inglese partirà dal nostro insediamento vichingo, Ravensthorpe. Si tratta non soltanto del punto nevralgico di tutte le nostre attività, dalla ricerca di nuovi alleati alla caccia all’Ordine degli Antichi, ma anche la nostra nuova casa e, come tale, va migliorata e fatta crescere. Avremo infatti la possibilità di costruire diverse tipologie di edifici (con i proventi delle nostre razzie) come la caserma, un capanno per la pesca e caccia, un emporio e tanto altro. Tutto ciò avrà un impatto diretto non soltanto sul nostro gameplay, andando per esempio a sbloccare potenziamenti per le armi o oggetti da acquistare, ma anche incrementando la reputazione del nostro villaggio così da sbloccare nuove possibilità di costruzione. Sia il nostro villaggio, che il nostro protagonista (incluso il cavallo, il corvo e la nave) avranno poi a disposizione diverse possibilità di personalizzazione come strutture e abbellimenti per il primo, oppure tatuaggi, taglio e colore dei capelli per il secondo.

assassin's creed valhalla

Longevità

Nonostante la ridotta dispersività data dalle oculate scelte in termini di gameplay, Assassin’s Creed Valhalla risulta essere un gioco decisamente imponente sia in termini di storia che di contenuti in generale. Per completare la sola campagna principale del titolo saranno infatti necessarie oltre 15-16 ore di gioco ma, considerato ciò che potrete trovarvi intorno, sarà pressoché impossibile (oltre che sbagliato) arrivare all’epilogo con così poche ore. Un titolo che pone così tanta enfasi sull’esplorazione delle varie mappe di gioco (che non si limitano alla sola Inghilterra) va infatti giocato lasciandosi ogni tanto andare a qualche deviazione per sconfiggere un nemico unico, raccogliere un tesoro o semplicemente perdersi a guardare un luogo particolarmente ispirato dal punto di vista visivo. Questo titolo è infatti un’esperienza a 360 gradi che non si limita alla sola narrazione, soprattutto quando accompagnato, come in questo caso, da un’importante riduzione di monotonia che potevamo invece trovare nei suoi predecessori!

assassin's creed valhalla

Comparto Tecnico

Veniamo ora, purtroppo, al vero punto dolente dell’intero titolo e che vi si estende in quasi ogni sua parte. Cominciamo innanzitutto con il dire che questo nuovo Assassin’s Creed Valhalla presenta un livello di dettaglio grafico di tutto rispetto, con una buona resa complessiva e soprattutto un ottimo lavoro sui volti dei personaggi e sui loro modelli, così come su buona parte delle texture ambientali e sull’illuminazione. Purtroppo su PS4 Pro, per mantenere pressochè costante il numero degli fps (tranne in alcuni casi in situazioni con un alto numero di personaggi a schermo), non mancano alcune zone con texture meno definite, anche se in casi circoscritti, o altri tipi di compromessi grafici.

Anche da un punto di vista del sonoro il titolo presenta alcuni alti e bassi; abbiamo certamente un ottimo doppiaggio anche in lingua nostrana, così come ottimi effetti sonori e soprattutto un’altrettanto ottima colonna sonora. Purtroppo però non mancano alcuni difetti più o meno evidenti come degli sbilanciamenti, in particolare degli effetti sonori, o persino delle linee di dialogo che in alcune circostanze possono saltare facendovi perdere la frase. Comunque in questi casi descritti finora si tratta soprattutto di difetti di minore entità o comunque più rari da riscontrare al contrario di quanto invece non accada nel caso di bug e glitch.

Su quest’ultimo elemento si potrebbe purtroppo parlare fin troppo, potremmo infatti ritrovarci dai difetti minori come personaggi che fanno cose inspiegabili, animali e personaggi che si incastrano nei luoghi più disparati, difetti nelle animazioni o nell’illuminazione e tanto altro, oppure anche problemi più evidenti che possono passare dalla “semplice” assenza di un torace per un personaggio fino al cavallo che decide di non rispondere più ai nostri comandi o crash del gioco. Se questi ultimi riescono fortunatamente a essere meno frequenti, i primi purtroppo sono decisamente fin troppo frequenti, al punto da rovinare momenti di pathos o dialoghi distogliendo la nostra attenzione, soprattutto considerando lo splendido lavoro svolto sul mondo di gioco. A questo va poi a sommarsi un’IA fin troppo deficitaria che, ad esempio, non corre neanche ai ripari in caso di un attacco con frecce come invece avveniva in Odyssey.

Il nuovo Assassin’s Creed Valhalla riesce dunque a rendersi unico come capitolo e ben distinto dagli altri trovando quel connubio perfetto tra le possibilità che un Assassino può mettere nelle nostre mani (nonostante sia più complesso rispetto al passato mantenere un basso profilo) e quello che può dare un gioco di ruolo ben riuscito e con un combat system molto ampio. Questo però sempre ponendo grande enfasi su uno dei veri punti di rilievo della serie, ovvero l’esplorazione e il perdersi in un mondo ricco e dettagliato che in questo caso non si limita soltanto all’Inghilterra o ai freddi territori del Nord… Tutte le scelte messe in atto riescono così a unirsi molto bene tra loro (soprattutto per quanto riguarda le missioni secondarie) con l’accompagnamento di una trama ben narrata e molto interessante da seguire; purtroppo una parte dell’esperienza di gioco viene inevitabilmente compromessa dai numerosi problemi tecnici che affliggono il titolo e che, se fossero stati più ridotti, sarebbe stato più semplice passarci sopra.