Il 20 gennaio è stato pubblicato il nuovo capitolo della fortunata serie di Ubisoft, Rainbow Six Extraction. Disponibile per Xbox (GamePass), Playstation e PC, il nuovo FPS è ancora una delle serie cardine della azienda francese sino ad oggi. La community è ancora attiva, come si evince dal numero di giocatori di Rainbow Six Siege, che sino ad ora domina ancora su PC e console.

Rainbow Six rappresenta un franchise che negli anni si è saputo rinnovare costantemente, offrendo ai giocatori contenuti sempre nuovi, un eccellente sistema di sfide competitive a livello mondiale e una grande attenzione ai dettagli e all’equilibrio di gioco. Questi elementi gli hanno fatto guadagnare il podio tra i videogiochi multiplayer più quotati da moltissimi anni. Ora, il mondo di Rainbow Six si espande ulteriormente con un nuovo capitolo a se stante che porta sì alcuni elementi del già citato Siege, ma in una salsa tutta nuova. Gli ingredienti di base sono quelli che ci hanno fatto innamorare di questa serie, arricchiti però da interessanti novità tra cui lo stravolgimento delle battaglie contro nemici neutrali. Scopriamo dunque tutti i dettagli di Rainbow Six Extraction in questa recensione.

Rainbow Six Extraction è un titolo online co-op PvE nel quale squadre composte da uno a tre giocatori dovranno “invadere” delle zone infestate da un misterioso parassita alieno per raccogliere informazioni, dati e indebolire il nemico. Inoltre nel periodo in cui si portano a termine le missioni si possono completare degli “studi”, delle richieste che riceveremo divise per area; in questo modo otterremo ricompense aggiuntive come esperienza e cosmetici. Queste ricerche sul campo serviranno anche ad avanzare nella campagna e sbloccare nuove aree e modalità di gioco.

Il gioco è ispirato ad una modalità a tempo limitato rilasciata nel 2018 per Rainbow Six Siege e chiamata Outbreak, in cui i giocatori dovevano combattere alieni ostili nel New Mexico. Nonostante ciò, Ubisoft ha ribadito che il gioco è un titolo principale della serie, poiché Extraction era inteso come un’esperienza per i giocatori che non sono interessati alla “versione” PvP. Avendo i personaggi di Siege giocabili in Extraction, l’intenzione degli sviluppatori era probabilmente di poter attirare giocatori da Siege a giocare Extraction oltre che farlo diventare un buon punto d’inizio per i nuovi giocatori.

Una storia nuova

Tom Clancy’s Rainbow Six Extraction ci propone una storia nuova, semplice e intrigante che vede alla base un misterioso schianto di un missile russo nella città americana di Truth or Consequences. Il missile conteneva un pericoloso virus alieno che, una volta raggiunta la superficie della Terra, ha iniziato a diffondersi generando un esercito di creature aliene dotate di poteri particolari. L’invasione e la sua corruzione ha colpito le maggiori città americane che hanno già organizzato una difesa eccezionale.

Per fermare la minaccia è stato infatti creato il Rainbow Exogenous Analysis and Containment Team, ovvero il REACT, un team di agenti specializzati che mettono a disposizione le loro abilità e le più innovative tecnologia militari per fermare la minaccia. I membri del REACT sono ovviamente alcuni degli Operatori che abbiamo imparato ad amare in Rainbow Six Siege e che mettono ora a disposizione le proprie abilità non per scontrarsi a vicenda ma per abbattere un nemico comune.

Qualcosa di già visto

Attraverso diversi stati americani, la squadra, formata da un numero massimo di tre operatori, dovrà raggiungere degli obiettivi particolari per salvare i dispersi, eliminare la minaccia e scoprire di più su questa pericolosa razza.

Azione extraction

Prendendo come esempio  il gameplay si nota come in realtà questo titolo sia semplicemente una modalità alternativa a Rainbow Six Siege più evoluta, con nuovi ambienti, la componente PvE e una elevata difficoltà; questo titolo trasforma il gunplay solido e meccaniche PvP in qualcosa di molto più debole. Mentre nel gioco del 2015 alcune meccaniche erano una novità più realistica e utile per variare dal gameplay già visto in altri sparatutto online di punta, portarlo in una nuova ricetta senza l’ingrediente principale o senza particolari novità ne diluisce molto l’utilità.

Tanto per fare un esempio, il drone ha quasi del tutto perso la sua utilità dell’andare in ricognizione mentre il giocatore è al sicuro dietro un riparo. Anche il fucile a pompa ha perso molta della sua “forza” originale poiché in questo titolo non conta la rapidità dell’uccisione ma la velocità di ricarica, per questo motivo la capacità di uccidere i nemici con un singolo colpo non bilancia la lentezza dell’operatore nel ricaricare ogni singola cartuccia.

Benvenuto PVE

Rainbow Six extraction

Attorno alla trama si svolgono i diversi match che, come anticipato, vedono la partecipazione di un team di tre giocatori (è possibile anche giocare in solitaria). Il team si batterà contro l’esercito nemico in diverse mappe ben circoscritte e divise in tre aree principali. Ad ogni area corrisponde una missione, via via sempre più difficile, che dovremo svolgere per passare a quella successiva.

Le missioni affidate al team sono moltissime e variano da partita a partita. Si passa dall’uccidere determinati nemici, ad analizzare i nidi alieni (SENZA DISTRUGGERLI!), a salvare un operatore rimasto intrappolato dalle spore nemiche, al difendere determinate zone per un periodo di tempo. Ogni partita comprende un numero massimo di tre missioni che possono andare perdute, nel caso non si raggiunga in tempo l’obiettivo (in genere in 15 minuti) o nel caso si compiano azioni sbagliate. Ogni area comprende anche un punto di estrazione, da qui il titolo del gioco, che potrà essere attivato in qualsiasi momento della partita così da “completarla” anche senza aver raggiunto tutti gli obiettivi. Il motivo di questa possibilità è ben spiegato dalla difficoltà e da quanto rapidamente le situazioni possono evolvere in negativo al minimo errore.

Se un operatore muore in battaglia e non viene salvato dal resto del team, non potrà essere giocato nella prossima partita. Dovremo utilizzare un altro operatore e un altro team fino a che non ritorneremo nella stessa mappa e non lo avremo salvato. Si tratta di una scelta piuttosto originale che vi spingerà a comprendere, insieme al vostro team, quando andare avanti e quando fermarvi in vista della tutela di un operatore o di una partita fin troppo difficile. Inoltre, perdere una partita o un operatore, causerà una fastidiosa perdita di punti esperienza che potrebbe rallentare molto il vostro progresso.

Cari vecchi Operatori

All Operators

Anche il sistema del level up presenta infatti meccaniche interessanti. Ogni operatore, infatti, possiede un livello di esperienza individuale che aumenta in base alle missioni fatte, agli obiettivi raggiunti nelle missioni e al suo comportamento in game (con quanta salute ha completato la partita, quanti nemici ha ucciso, ecc). L’aumento del suo livello – con un massimo di 10 – garantirà ad ogni operatore particolari buff e potenziamenti delle abilità, nonché la possibilità di utilizzare nuove armi.

Gli operatori sono in tutto 18 e portano con se tutte le caratteristiche che ce li fanno amare in Siege. Ogni operatore presenta un set di armi selezionabili, un’abilità unica e due gadget utili validi per tutti che possono essere selezionati a inizio partita. Le abilità rispecchiano quelle possedute in Rainbow Six Siege e alcune si rivelano essere estremamente utili anche qui. Specifichiamo “alcune” perché tante altre possono offrire dei vantaggi solo marginali e molto spesso riuscirete ad arrivare a fine match senza nemmeno adoperarle nemmeno una volta. Allo stesso modo la varietà di armi a disposizione e la possibilità di personalizzarle, ci è sembrata abbastanza carente.

C’è da dire però che il gameplay risulta semplice ma mai noioso ed è stato in grado di intrattenerci per moltissime ore. Siamo di fronte ad un classico sparatutto PVE (Player Vs Environment) dove le meccaniche stealth avranno una grande importanza. Alcuni dei minacciosi alieni sono infatti in grado di allertare con un furente urlo i loro nidi che genereranno così altri nemici con rapidità. Eliminarli in silenzio, con un rapido quanto efficace colpo in testa o con un pratico coltello, risolverà questo problema. Il corpo a corpo assume dunque grande importanza (soprattutto con nemici corazzati, per i quali non sarà sufficiente un colpo in testa), ma la potenza di fuoco delle armi resta padrona, con il gunplay tipico di Siege e la fisica degli oggetti distruttibili che lo caratterizza. Quest’ultima risulta particolarmente utile in virtù di una pratica torcia, presente di default in ogni arma, in grado di evidenziare i nemici attraverso le superfici distruttibili (così da eliminarli facilmente senza che possano accorgersi della nostra presenza).

Stile d’estrazione

Rainbow Six extraction

Anche dal punto di vista tecnico rainbow Six Exctraction mantiene gli standard della controparte competitiva. La grafica è sempre al top (noi lo abbiamo giocato su PC e PS5 al massimo delle sue potenzialità) e la stabilità è eccellente. I modelli degli operatori sono ancora una volta ben strutturati e farà molto piacere ai fan della serie ritrovarli belli e forti come sempre anche in questa nuova veste. Molto più debole invece è il design delle creature dell’infezione, fin troppo banali e troppo simili tra loro per ricevere un commento degno di nota.

In perfetto stile Rainbow Six anche le ambientazioni, le città e le aree di gioco: ben delimitate ma ricche di dettagli e di quella grigia nostalgia che solo questa serie riesce a regalare. Dello stesso stampo sono anche le musiche e gli effetti sonori. Sebbene nessuna traccia ci abbia fatto emozionare, nel complesso riescono tutte a incastrarsi bene con lo stile di gioco.

Protocollo Maelstrom di estrazione Rainbow Six

Il protocollo Maelstrom in Rainbow Six Extraction offre nove obiettivi individuali da completare in un’incursione, invece dei tre tradizionali. Ogni sottozona ha anche la propria Mutazione, che cambia alcuni aspetti del gioco, come l’occultamento di tutti gli Archeani. Man mano che avanzeremo in ogni sottozona, il tempo a nostra disposizione per completare l’obiettivo diminuisce e le munizioni e i pacchetti salute diventeranno più scarsi. Questo vi costringerà a prepararvi facendo prima salire al livello massimo il vostro operatore e soprattutto conoscere al meglio le sue capacità e la sua dotazione. Infine, se il vostro operatore non riesce ad estrarre o diventa MIA (disperso in azione), dovrete necessariamente tornare alle Incursioni tradizionali per salvarlo.

Da considerare poi che la rosa di operatori disponibili per prendere parte a queste missioni sarà limitata ad un numero di sei, pertanto potreste non trovare il vostro preferito tra quelli disponibili! Sebbene il protocollo Maelstrom si azzeri ogni settimana, rimane lo stesso ogni volta che lo proverete entro un periodo di sette giorni. Ciò vi consentirà di imparare come ciascuno è strutturato e di migliorare lentamente ad affrontarli ad ogni tentativo.

All’interno di Rainbow Six Extraction ci sono sei diversi gradi che potrete raggiungere, in base alla quantità di XP guadagnati durante una partita del Protocollo Maelstrom. Assomigliano molto ai gradi presenti in Rainbow Six Siege e vi permetteranno di sbloccare alcuni oggetti cosmetici unici.

Le classi sono le seguenti con i relativi obiettivi di XP:

  • Bronzo – 20.000+ XP
  • Argento – 30.000+ XP
  • Gold – 50.000+ XP
  • Platino – 75.000+ XP
  • Diamante – 95.000+ XP
protocollo maelstrom

Con più obiettivi in ​​un’Incursione, il Protocollo Maelstrom offre tonnellate di XP da guadagnare, molto più di quello che viene offerto nelle normali partite nelle località infettate dai parassiti sparse per l’America. Maelstrom vi permetterà di guadagnare anche crediti REACT, che sono la valuta premium del gioco. Potete usarli per acquistare skin dal negozio, che di solito richiedono una spesa reale. Sarà in questo modo possibile ottenere fino ad un massimo di 120 crediti REACT per settimana; per darvi un’idea concreta acquistare una skin per arma avrà un costo di circa 500 crediti (pari a circa 5€), mentre nel caso di skin uniche per operatori il costo salirà a 1000. Un esclusivo copricapo stagionale può anche essere guadagnato quando raggiungi ciascuno dei gradi all’interno dell’attività. Questo copricapo scomparirà alla fine di ogni stagione, quindi dovrai sfoggiarlo finché puoi.

Comparto tecnico

La nostra prova tecnicamente parlando non hai mai toccato punti di eccellenza ma neanche di mediocrità. Avviato il gioco ci siamo fiondati nelle opzioni grafiche, visto il PC piuttosto performante, per constatare con rammarico l’assenza delle recenti feature Ray Tracing e DLSS di Nvidia (quest’ultimo presente ma non selezionabile, presumiamo arriverà prossimamente); presente invece Nvidia Reflex.

Rainbow Six extraction

Nel 2022 da triple A di questo calibro, ci saremmo aspettati una completezza maggiore in termini di opzioni grafiche, ma tant’è. D’altro canto bisogna aggiungere che Rainbow Six Extraction non è stato assolutamente sviluppato per raggiungere risultati estetici spaccamascella. La grafica è pulita ma la maggior parte degli ambienti hanno asset decisamente ripetitivi. Da notare positivamente, per quanto riguarda la nostra prova, la solidità del frame rate, sempre stabile e privo di drop anche nelle fasi più concitate con personaggi ed elementi a schermo.

Tom Clancy’s Rainbow Six Extraction è essenziale nella sua veste grafica, fornendo ai giocatori un’ esperienza appagante in termini di fluidità. Non abbiamo rilevato nessun tipo di crash, freeze, o qualsiasi altro bug legato ad aspetti tecnici. Il level design, risulta decisamente piatto e quasi mai in grado di esaltarci nello sfruttamento dell’architettura delle varie mappe.

Versione PlayStation 5

Rainbow Six Extraction segna di fatto un inizio più efficiente della cooperazione tra i titoli di Ubisoft ed il DualSense di PS5. Per quello che riguarda il famigerato controller della console di Sony si segnala il pieno supporto al feedback aptico con le sue inconfondibili ed intense vibrazioni, unito ad i grilletti adattivi la cui implementazione si limita alla semplice resistenza offerta in fase di sparo, senza offrire resistenza differente a seconda del calibro delle armi. I led laterali cambieranno colore casualmente in base a quello che ci verrà assegnato di volta in volta. Graficamente non siamo molto distanti dalla controparte PC, si conferma il buon frame rate, in accoppiata ad una grafica pulita ma mai sbalorditiva.

Rainbow Six extraction

Altra esclusività di PS5 le Schede Attività, presenti anche in Tom Clancy’s Rainbow Six Siege, le quali fungeranno da collegamenti rapidi alle varie sessioni di gioco, seppur sottostanti all’obbligatorio matchmaking.

La recensione di Rainbow Six Extraction in pillole

Rainbow Six Extraction rappresenta una ventata di aria (aliena) fresca nel franchise, una prospettiva diversa a tutti gli appassionati della serie e agli amanti degli FPS non competitivi. Salvo qualche problema di bilanciamento che siamo certi che Ubisoft sistemerà in futuro, siamo di fronte a un titolo che saprà intrattenervi.

Nonostante ciò non ci troviamo di fronte ad un prodotto rivoluzionario, il sistema di gameplay e di progressione del personaggio scorrono bene con il ritmo di gioco. Le prospettive per il futuro sono buone e la possibilità di giocare in single player farà felice quei giocatori che non vogliono affidarsi alle cure di un team. Un’estrazione vincente, adatta a un vasto pubblico e in grado di sfoggiare il carisma e la potenza dei nostri cari Operatori.

Dobbiamo sottolineare che RainbowSix Extraction è ovviamente un titolo per i giocatori che amano il PvE, come le esperienze tattiche cooperative e il gameplay simile a Left 4 Dead o al più recente Back 4 Blood. Nel gioco tutto è molto ben collegato: le modalità di gioco, le meccaniche, gli operatori, il design delle mappe, le missioni. Rainbow Six Extraction è una proposta molto interessante per coloro che cercano un’esperienza cooperativa e tattica lontana dal PVP di Rainbow Six Siege. Giocare con gli amici è un divertimento assicurato. Ma di certo, non si tratta del capolavoro dell’anno. Il titolo fa il suo, lo fa bene e senza presunzione.

La tanto amata serie di Ghost Recon fa il suo ritorno con Breakpoint, nuovo capitolo con nuove meccaniche interessanti, anche se…

Trama

In Ghost Recon Breakpoint vestiremo i panni di Nomad (anche in questo caso, come in Wildlands, totalmente personalizzabile) durante una spedizione con un contingente delle forze dei Ghost nell’isola di Auroa, sede dell’innovativa industria delle Skell Tech. Questo a causa di una nave che pare essere stata misteriosamente affondata nei giorni precedenti; al nostro arrivo, però, cadremo vittime un attacco non meglio identificato subendo numerose perdite. Scopriremo molto in fretta che sull’isola è presente un ex-membro delle forze dei Ghost, il tenente colonnello Cole D. Walker, il quale diventerà ben presto il vero antagonista principale, assieme al suo “esercito privato” di Lupi.

Ghost Recon Breakpoint

L’isola di Auroa è un luogo costruito ed ideato dal magnate Jace Skell, il quale è riuscito a dare alla luce quello che potrebbe apparire come un’utopia (o se vogliamo un vero paradiso) sia dal punto di vista organizzativo che tecnologico. Le varie strutture sono state infatti ideate per poter creare innovazioni tecnologiche all’avanguardia. Tutto questo, del resto, non può che fare gola ad un gruppo di veri e propri mercenari assetati di potere… Il nostro personaggio, di contro, andrà ad unirsi alla resistenza fondata dai coloni dell’isola nel tentativo di riportare un po’ di ordine su quest’isola. Potremo difatti seguire liberamente le missioni principali legate alla trama, dedicarci a missioni secondarie, abbandonarci semplicemente all’esplorazione oppure ancora affrontare le cosiddette missioni delle fazioni (un’interessante meccanica ideata seguendo lo stile dei “pass stagionali” e delle loro ricompense estetiche).

Ghost Recon Breakpoint

Nel suo piccolo la trama riesce a portare avanti alcuni spunti interessanti dal punto di vista narrativo, ed allo stesso modo cerca di mantenere sempre vivo, per quanto possibile, l’interesse del giocatore nello scoprire sempre nuovi elementi sul mondo di gioco e sulla storia dei vari personaggi. Difatti non mancherà una buona profondità dei personaggi, anche per quelli secondari, e saranno presenti numerosi collezionabili nel mondo di gioco che andranno ad aggiungere di volta in volta elementi di lore molto interessanti. Allo stesso tempo però, nonostante ci siano molti spunti interessanti, la trama con il passare delle ore va via via un po’ perdendosi grazie alla complicità di una narrazione a metà tra quella vista in The Division 2 e quella di Wildlands, ma anche a causa di un gameplay di per se molto interessante in un open world estremamente dispersivo (in senso buono).

Ghost Recon Breakpoint

Gameplay

Ghost Recon Breakpoint tenta di innovare il brand aggiungendo alcuni interessanti elementi in stile survival, al contempo, però, assume quelli che ormai vanno a consolidarsi come dei veri e propri canoni classici dei giochi Ubisoft dell’ultimo periodo. Questo se da un lato è sfruttato poiché si tratta di elementi che si è visto essere in linea con i canoni ideali di una buona fetta di giocatori, dall’altro ultimamente porta molti giochi ad assomigliarsi eccessivamente tra loro. Per queste ragioni non possono essere considerati come difetti assoluti del titolo, ma solamente come difetti relativi ascrivibili ai diversi punti di vista dei giocatori. Sostanzialmente Brakpoint mantiene l’ideale di sparatutto tattico in open world introducendovi i già citati elementi survival ed altri elementi RPG molto vicini agli ultimi titoli della serie Assassin’s Creed e di The Division 2.

Ghost Recon Breakpoint

Dai mondi di questi due titoli il nuovo Ghost Recon va infatti a pescare la grande mole di loot recuperabile da casse e nemici e suddiviso in più livelli di rarità oltre che di punteggio. Questo punteggio dell’equipaggiamento va a fare media con il punteggio di ogni singolo oggetto da noi equipaggiato dandoci un valore complessivo che ci permetterà di discriminare tra nemici eccessivamente forti per noi e quelli più deboli. Di fianco a questo ritroviamo anche un sistema di livelli e punti esperienza da utilizzare in un ampio albero delle abilità. Qui troveremo abilità passive che verranno sbloccate immediatamente ma anche consumabili ed i cosiddetti tratti. Questi ultimi vanno equipaggiati in specifici slot per un massimo di tre ed aggiungono bonus più specifici per determinati stili di gioco (come ad esempio l’uso di una determinata arma).

Ghost Recon Breakpoint

Inoltre, proprio come in The Division 2, avremo differenti classi tra cui scegliere (quattro in totale) e queste andranno a conferire al nostro Nomad delle particolari abilità d’azione ed un gadget unico; non saranno, però, vincolanti e potranno essere scambiate tra loro in qualsiasi momento mantenendo sempre l’esperienza e le abilità sbloccate. Troveremo infatti Pantera utile per svanire rapidamente dal campo visivo dei nostri nemici, Assalto per gli scontri più diretti, Tiratore scelto per gli scontri dalla distanza e Medico da campo per fornire supporto ai nostri compagni (inoltre ne verranno aggiunte altre in futuro come il già annunciato Geniere). A differenza di Wildlands, purtroppo, parlare di “compagni“ è riferito unicamente al gioco in multigiocatore, non saranno dunque presenti soldati controllati dall’IA per supportarci o per tenerci compagnia nel pericoloso territorio di Auroa.

Ghost Recon Breakpoint

Come già anticipato Ghost Recon Breakpoint ha fortunatamente introdotto anche alcune novità assolute in stile survival per aumentare il grado di immersività e di realismo. Innanzitutto ci troveremo ad affrontare delle ferite più o meno gravi che andranno a limitare la nostra quantità massima di salute e, in casi estremi, persino ad intaccare la nostra capacità di movimento e di mira; pertanto in alcuni casi non sarà sufficiente attendere passivamente il ricaricarsi della nostra salute ma consumare iniezioni curative piuttosto che le bende. Inoltre dovremo anche combattere la fatica, elemento che andrà man mano ad accumularsi e che ridurrà la capacità massima della nostra stamina, utilizzando borracce d’acqua, razioni o semplicemente riposando.

Ghost Recon Breakpoint

Potremo infatti riposare presso i bivacchi, ovvero dei campi temporanei presso cui potremo organizzarci e prepararci per la nostra prossima missione. Si tratta di punti di interesse e di spostamento rapido dove avremo anche la possibilità di aggiungere un piccolo bonus temporaneo di un’ora (come punti XP massimi o precisione massima), creare armi ed oggetti consumabili come esplosivi o razioni, farci recapitare mezzi di trasporto o selezionare l’ora del giorno per sfruttare eventuali assalti notturni. L’affidarci alle tenebre per renderci ancora più difficili da notare è soltanto uno dei modi che avremo per semplificare le nostre incursioni presso le numerose basi nemiche. Avremo infatti anche la possibilità di hackerare droni e torrette nemiche per sfruttarle a nostro vantaggio, tagliare recinzioni esterne delle basi per introdurci facilmente, renderci invisibili ad una pattuglia di nemici restando immobili e ricoprendoci di terreno e così via.

Ghost Recon Breakpoint

Dal punto di vista dell’open world questo è stato gestito in maniera un po’ meno confusionaria del solito dato che nonostante ci siano un quantitativo impressionante di punti di interesse sulla mappa di gioco soltanto pochi di questi risultano essere davvero “essenziali”. Mettendo da parte i bivacchi (facilmente riconoscibili anche dalla distanza per l’alta colonna di fumo che da loro si innalza) gli unici punti importanti da esplorare per recuperare una particolare arma oppure un determinato accessorio per armi potranno essere identificati tramite dossier di informazioni disseminati un po’ ovunque, interrogando determinati soldati nemici oppure da altri membri della resistenza. Tutti gli altri luoghi hanno come unico scopo quello di contenere una cassa dalla quale recuperare un pezzo casuale di equipaggiamento o di armi.

Ghost Recon Breakpoint

La porzione dedicata al multiplayer di Ghost Recon Breakpoint è quella che riesce a rendere godibile il titolo al massimo delle sue possibilità. Mettendo da parte la riduzione della difficoltà, se giocato in compagnia il titolo risulta essere estremamente divertente ed al contempo aggiunge molte più possibilità di tatticismo. Così tra “colpi sincronizzati”, sparatorie in compagnia e perché no, anche momenti divertenti causati da bug o simili riuscirete a trarre il massimo da un gioco che è probabilmente pensato soprattutto per questo (considerata anche l’impossibilità di giocare in modalità offline; per poter giocare è infatti necessaria una connessione internet!). Oltre al classico PvE è inoltre presente una modalità PvP per scontrarvi in intense battaglie 4vs4 all’ultimo sangue con altri giocatori. Anche questa modalità competitiva sarà utile per ottenere nuovo equipaggiamento, attrezzatura e valuta di gioco, oltre che aumentare il livello del vostro personaggio.

Ghost Recon Breakpoint

Longevità

In base a quanto detto finora la durata complessiva di Ghost Recon Breakpoint è strettamente connessa a quanto finiremo per perderci nei meandri della vasta e variegata isola di Auroa, tra i suoi numerosi biomi e basi nemiche. Teoricamente è possibile completare la campagna principale in circa 10 ore, ma è anche vero che non è impossibile ritrovarsi con 10 ore di gioco ma lo 0% delle missioni principali completate! Oltretutto la già citata possibilità di giocare in multigiocatore cooperativo e competitivo va in ogni caso ad incrementare le ore di gioco e divertimento possibili.

Ghost Recon Breakpoint

Comparto Tecnico

Sul lato grafico Ghost Recon Breakpoint offre un’impatto visivo eccellente, con buone texture e modelli (nonostante quelli dei personaggi secondari siano poco dettagliati); purtroppo però su PlayStation 4 ci sono alcuni problemi di popup degli elementi dello scenario più distanti man mano che ci avviciniamo oltre che cali di framerate in alcune situazioni (anche se non troppo frequenti) e texture o persino interi plotoni di nemici caricati in ritardo. Il tutto risulta molto più evidente subito dopo il primo caricamento del gioco nonostante la sua durata non proprio minimalista. Su PC invece i problemi vanno a ridursi di pari passo con la potenza del vostro Hardware.

Ghost Recon Breakpoint

Anche il sonoro presenta alcuni problemi abbastanza evidenti: nonostante le voci dei doppiaggi anche in lingua italiana e le musiche ed effetti sonori siano di ottimo livello ci siamo trovati spesso di fronte a ritardi nel caricamento dell’audio o persino alla scomparsa improvvisa e momentanea di quest’ultimo. I problemi legati a bug e glitch sono di quanto più variopinto possiate immaginare, comprendendo vere e proprie violazioni della fisica, oggetti che scompaiono e così via. Fortunatamente non abbiamo riscontrato alcun tipo di problema effettivamente venefico ai fini della nostra avventura, ma sappiamo che è una cosa da tenere in conto al momento.