Dopo avervi parlato precedentemente nel corso di quest’anno di Greymoor, la prima grande espansione che ha introdotto “Il cuore oscuro di Skyrim”, oggi torniamo a parlarvi di The Elder Scrolls Online per l’arrivo di Markarth, la conclusione di questo nuovo arco narrativo. Il DLC è stato pubblicato il 2 Novembre su PC mentre invece arriverà su PlayStation 4 e Xbox One il 10 Novembre.

L’oscurità nel profondo

L’espansione Markarth di The Elder Scrolls Online riprende esattamente le vicende dalla fine della trama principale narrata in Greymoor. La prima parte dell’esperienza annuale de “Il cuore oscuro di Skyrim” ci ha infatti permesso di conoscere la minaccia rappresentata dal Gray Host; un pericolo che sfortunatamente non è stato completamente respinto. La missione introduttiva di questa nuova espansione, acquistabile gratuitamente dal negozio del gioco, ci ha inoltre fatto dare un primo sguardo al passato di Rada-al-Saran, ai suoi obiettivi e alla sua corte di creature della notte.

In questo nuovo contenuto aggiuntivo dovremo dunque seguire Rada-al-Saran all’interno della regione che circonda l’antica città di Markarth, ovvero The Reach. Si tratta di un territorio noto per l’alto numero di rovine Dwemer presenti non soltanto in superficie, ma anche nelle caverne sotterranee del Blackreach (in questo caso le caverne di Arkthzand). Abbiamo infatti l’aggiunta di alcune nuove zone dedicate a quest’antica rete di grotte, le quali si collegano direttamente a quelle che possiamo trovare al di sotto di Western Skyrim (oltre a connettersi direttamente alla superficie della regione tramite ascensori Dwemer).

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Questa volta però scopriremo che il piano del nostro nemico va ben oltre quanto visto all’interno della città di Solitude, e che questo era soltanto un primo piccolo passo in vista di un obiettivo molto più grande. Ci troveremo infatti dinnanzi a una serie di eventi inaspettatamente ricchi di nuovi elementi unici, con un’antica minaccia che ci permetterà di capire per davvero il senso del titolo dell’esperienza di The Elder Scrolls Online di quest’anno. Il tutto attraverso più missioni di quelle che potremo aspettarci di affrontare, nuovi alleati, ma anche nuovi nemici da affrontare; oltre ai già visti vampiri e licantropi abbiamo anche delle novità in termini di costrutti Dwemer, ma soprattutto una nuova tipologia di nemici strettamente connessi al fulcro di questa vicenda.

Nel complesso il tutto risulta non soltanto molto godibile, ma arriva ad essere uno dei filoni narrativi, a nostro avviso, più interessanti e memorabili dei vari territori del gioco. Questo, oltre che per la trama principale, anche grazie ad alcuni dettagli legati al territorio che potremo conoscere tramite missioni secondarie e i classici documenti di testo sparsi per la mappa. L’altro elemento particolarmente ben riuscito legato alla trama principale di Markarth è quello delle bossfight, tutte rese estremamente uniche e diverse da quanto visto finora. Di contro, purtroppo, abbiamo  un uso leggermente eccessivo di missioni che ci porteranno unicamente a viaggiare da un punto A a B (per poi magari ritornare ad A) andando a spezzare un ritmo tanto avvincente.

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Nelle profondità del Reach

Il nuovo DLC di Markarth aggiunge a The Elder Scrolls Online un buon quantitativo di nuove possibilità esplorative su più livelli. Come di consueto avviene con ogni nuova aggiunta, all’interno dei già citati territori del Reach e delle nuove caverne del Blackreach troveremo una serie di nuovi contenuti. Tra questi troviamo due nuovi World Bosses (dotati di meccaniche uniche e altre “nascoste”), due nuovi Delves, nuove zone per i già visti Harrowstorms (l’analogo alle Anchors introdotte in Greymoor) e tanti altri punti di interesse. In questo caso i Delve meritano una piccola nota a parte legata alla loro estensione; abbiamo infatti dei Delve grandi quanto alcuni Public Dungeons già presenti nel gioco!

Tutti questi nuovi pericoli da affrontare, incluse le missioni secondarie presenti (tutte molto interessanti, anche se non troppo numerose) ci ricompenseranno con dei nuovi set unici legati al nuovo territorio. Abbiamo infatti Voidcaller (leggero, ricco di Spell Damage soprattutto per chi subisce un danno continuato), Witch-Knight Defiance (medio, incentrato sul Weapon Damage per le build da avvelenamento) e Radiant Bastion (pesante, un ottimo set per respingere una parte del danno subito). In aggiunta troviamo anche nuovi contenuti per il sistema delle Antiquities introdotto con Western Skyrim. Tra questi elementi unici da riportare alla luce troviamo dei nuovi compagni da portare al nostro fianco, nuovi elementi di personalizzazione per le nostre abitazioni, ma anche nuovi oggetti di equipaggiamento unici!

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Una nuova arena

Sin dall’arrivo dell’espansione di Wrothgar abbiamo visto soprattutto crescere i contenuti dedicati a gruppi di giocatori. Questa volta, però, l’espansione di Markarth in The Elder Scrolls Online aggiunge una nuova arena da giocare in solitario. Questa, chiamata Vateshran Hollow, ci permetterà di prendere parte a un’antica ordalia con nuove meccaniche uniche, prima tra tutte la scelta dell’arena da affrontare. Sono infatti presenti tre diverse arene, una legata a Molag Bal, una a Hircine e una a Mehrunes Dagon; in ciascuna di queste potremo affrontare un massimo di tre boss e altri nemici minori (alcuni dei quali essenziali per proseguire), per poi terminare il tutto con una bossfight finale. Dei tre boss presenti però uno sarà opzionale, mentre gli altri due necessari per completare l’arena.

Questo boss opzionale non è però raggiungibile in ogni caso, ma sarà legato all’ordine con cui decideremo di completare le varie arene. Ogni arena ci permetterà infatti di sbloccare un oggetto per avanzare nella stessa, ma anche per accedere ad aree nascoste nelle altre. Sottolineiamo il fatto che questo risulta valido perché ogni parte di questa nuova sfida lascerà al giocatore la libera esplorazione (cosa che potrebbe anche permetterci di ottenere dei manufatti capaci di conferirci dei bonus decisamente molto utili). Tutto ciò, sommato alla bellezza estetica di ogni zona, ma soprattutto alle meccaniche estremamente ben riuscite di ogni boss presente, rende Vateshran Hollow l’arena più divertente da giocare (essendo poi le altre praticamente un susseguirsi di zone chiuse).

Anche in questo caso abbiamo dei set di armature aggiuntivi legati alle casse che otterremo da ogni boss sconfitto, ma anche un set di armi ottenibile come ricompensa finale. Parliamo infatti dei set armatura Hex Siphon (leggero, utile per aumentare lo Spell Damage contro gruppi di nemici), Pestilent Host (medio, in grado di infliggere molti danni in PvE) e infine Explosive Rebuke (per infliggere danni ad area con le parate). Per quanto riguarda i set legati alle armi abbiamo:

  • Destruction Staff: Wrath of Elements (potenzia Weakness to Elements creando un collegamento con un nemico che gli causa danno continuo).
  • Restoration Staff: Force Overflow (permette di ricaricare stamina e magicka degli alleati usando Force Siphon).
  • Arco: Point-Blank Snipe (aumenta il danno inflitto da Snipe tanto più vicini si è al bersaglio).
  • Armi a due mani: Frenzied Momentum (usare abilità stamina con Momentum attivo aumenta il Weapon Damage fino a causare un danno ad area).
  • Due armi: Executioner’s Blade (Hidden Blade causa danno aggiuntivo se si attacca un nemico alle spalle).
  • Spada e scudo: Void Bash (infliggendo danno con Power Bash tutti i nemici entro 12 metri vengono attirati a noi per poi ridurre il loro danno inflitto).

Nel complesso dunque The Elder Scrolls: Markarth risulta essere un DLC molto più vasto di quello che potremmo aspettarci, grazie ai numerosi set introdotti (sia overland che quelli legati alla nuova arena), all’estensione della mappa in superficie e sotterranea (con tutti i delve e altre zone esplorabili) oltre che World Boss unici. Il tutto condito da una trama principale molto coinvolgente, ricca di dettagli e spettacolare grazie alle ambientazioni e bossfight tanto uniche quanto ben riuscite, questo seppur non senza difetti, primo tra tutti alcune fasi che spezzano l’azione. Infine la nuova arena è senz’ombra di dubbio la sfida, per il gioco in singolo, migliore in assoluto, sia per il divertimento che deriva dalla possibilità di esplorare un minimo e scoprire alcuni dettagli unici, ma anche per il lavoro svolto sulle bossfight, tutte molto divertenti da giocare.

Oggi torniamo a parlare di The Elder Scrolls Online per l’uscita del nuovo DLC Stonethorn, il quale riprende gli eventi della nuova espansione rilasciata precedentemente quest’anno: Greymoor (della quale vi abbiamo parlato nella nostra recensione). Questo nuovo contenuto è infatti parte integrante dell’esperienza annuale chiamata “Il cuore oscuro di Skyrim” con Harrowstorm e Greymoor, e si concluderà entro la fine di quest’anno con un’ulteriore espansione. Come di consueto questo DLC va ad aggiungere all’esperienza di ESO un totale di due dungeon esplorabili e ricchi di pericoli, nuove quest dedicate, nuovi set e nuove meccaniche di gioco. Partiamo dunque innanzitutto dal parlare del “primo” di questi: Stone Garden.

Stone Garden

Questo primo dungeon ci porterà nelle profondità delle caverne di Blackreach, lungo labirintici percorsi in pietra ed antiche rovine Dwemer, dove incontreremo Gwendis (una conoscenza per i membri del Daggerfall Covenant) la quale ci chiederà di sventare i piani di un alchimista che ha fatto sua l’intera area per svolgere alcuni esperimenti. Dovremo così combattere contro orde di lupi mannari e “seguaci” dell’alchimista per giungere al termine di questa zona, particolarmente ispirata da un punto di vista estetico (ma anche degli scontri, come vedremo in seguito) proprio grazie al connubio tra le oscure profondità di Blackreach e le antiche rovine ivi presenti. L’intera area sarà inoltre colma di stanze opzionali e ricche di libri ed oggetti legati alla lore, non del tutto necessarie per completare il dungeon, o almeno questo risulta valido per la modalità normale.

Stonethorn

Diciamo questo perchè alcune di queste stanze ci conferiranno alcuni bonus (in generale per nulla di poco conto, parliamo ad esempio di un aumento di 3500 HP con riduzione del danno del 6%, o danno delle armi ed incantesimi aumentati di 375 punti) che possono essere considerati opzionali in modalità normale, ma a dir poco essenziali nella modalità veterano. Questo specialmente in virtù del fatto che ciascun bonus avrà anche un particolare effetto secondario da sfruttare soprattutto nel corso della bossfight finale (e per la quale preferiamo lasciarvi il piacere della scoperta); vogliamo infatti sottolineare innanzitutto che questo dungeon presenta un totale di tre combattimenti contro boss, e questi sono stati molto ben differenziati tra di loro e resi decisamente unici. Oltre a quella decisamente più spettacolare legata all’ultimo nemico (caratterizzato anche da un gran numero di fasi), infatti, ogni boss dovrà essere affrontato in modo cosciente e strategico, oltre che, soprattutto nel caso della modalità veterano, con un team ben coordinato.

Il tutto riesce a rendere questo Stone Garden divertente e stimolante da giocare, soprattutto qualora vi doveste ritrovare a ripetere questa missione più volte nel tentativo di recuperarne i set. Questo dungeon di Stonethorn contiene infatti, come sempre, un totale di tre set normali ed un Monster Set. I set dedicati alle build di stamina e salute sono maggiormente incentrati sull’ottenimento di punti ultimate aggiuntivi, mentre il set magicka ed il Monster set sono focalizzati sull’aumentare i danni; abbiamo infatti:

Set Elemental Catalyst (Magicka, leggero)

  • 2 Oggetti: aggiunge 1096 Magicka.
  • 3 Oggetti: aggiunge 833 Spell Critical.
  • 4 Oggetti: aggiunge 1096 Magicka.
  • 5 Oggetti: ogni volta che infliggi danno elettrico, di ghiaccio o di fuoco applichi una carica di debolezza elementare dello stesso tipo al nemico per tre secondi. Ogni carica aumenta il loro danno critico subito del 3%. Un nemico può avere una sola carica per elemento attiva.

Set Kraglen’s Howl (Stamina, medio)

  • 2 Oggetti: aggiunge 833 Weapon Critical.
  • 3 Oggetti: aggiunge 129 Stamina Recovery.
  • 4 Oggetti: aggiunge 129 Weapon Damage.
  • 5 Oggetti: dopo che un nemico che hai danneggiato di recente muore, emetti un ululato che conferisce a tre alleati entro 15 metri la sinergia Heed the Call. Attivare tale sinergia conferisce a te e a chi la attiva 12 ultimate. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 20 secondi.

Set Arkasis’s Genius (Salute, pesante)

  • 2 Oggetti: aggiunge 1206 Salute.
  • 3 Oggetti: aggiunge 1487 Armatura.
  • 4 Oggetti: aggiunge 1206 Salute.
  • 5 Oggetti: ogni volta che bevi una pozione, tu e 3 membri del tuo gruppo guadagnate 44 ultimate. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 30 secondi.

Set Stone Husk (Monster set)

  • 1 Oggetto: Aggiunge 833 Weapon Critical.
  • 2 Oggetti: i tuoi attacchi pesanti ti legano ad un nemico entro 10 metri per 5 secondi. I nemici che toccano il collegamento subiscono 1906 danni fisici ogni secondo e tu ottieni una carica di Husk Drain, fino a 15 cariche. Il collegamento si rompe se il nemico si allontana più di 12 metri. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 10 secondi. Quando il collegamento finisce consumi tutte le cariche accumulate ottenendo 30 Weapon Damage per carica per 5 secondi.
stonethorn

Castle Thorn

Il secondo dungeon incluso in Stonethorn è Castle Thorn, si tratta di un vero e proprio castello il cui stile gotico si adatta alla perfezione a quanto visto sin’ora con Greymoor, tra un’ampio cimitero nebbioso e le tetre sale dell’edificio, cattedrale inclusa (il tutto a nostro avviso complessivamente più unico e meglio riuscito rispetto a Stone Garden)! Anche in questo caso sarà Gwendis ad affidarci un compito: fermare la sovrana del castello ed il suo tentativo di mettere insieme una nuova armata di vampiri. Di conseguenza, in questo caso, i nostri nemici saranno rappresentati principalmente da vampiri, i cosiddetti bloodfiend, “mastini infernali”, gargoyles ed altre creature più uniche. Il tutto con un totale di ben 5 bossfight da affrontare e, di conseguenza, una lunghezza e complessità totale maggiore di questo dungeon rispetto al primo.

stonethorn

Anche in questo caso avremo dei combattimenti caratterizzati da meccaniche uniche, specialmente nel caso del terzo boss (e dell’area che lo precede) e dell’ultimo, questo di gran lunga il più ispirato ed interessante da un punto di vista “scenografico”, nonostante non ci siano grosse variazioni in termini di meccaniche tra una fase e l’altra. Da un punto di vista della difficoltà i boss a cui prestare maggiore attenzione (soprattutto nel caso in cui vi ritroviate ad affrontare Castle Thorn a veterano) sono gli ultimi due; questo a causa di attacchi particolarmente potenti in loro possesso, ed in grado di danneggiare considerevolmente anche un tank ben costruito. Inoltre, come prima, anche in questo caso potremo ottenere una serie di nuovi set; questi però (eccezion fatta per quello leggero) risultano essere molto più interessanti da accorpare alle varie build:

Set Talfyg’s Treachery (Magicka, leggero)

  • 2 Oggetti: aggiunge 833 Spell Critical.
  • 3 Oggetti: aggiunge 1096 Magicka.
  • 4 Oggetti: aggiunge 129 Spell Damage.
  • 5 Oggetti: aumenta lo Spell Damage di 372. Aumenta il danno ricevuto dal fuoco ed abilità della Fighters Guild del 10%.

Set Unleashed Terror (Stamina, medio)

  • 2 Oggetti: aggiunge 129 Weapon Damage.
  • 3 Oggetti: aggiunge 1096 Stamina.
  • 4 Oggetti: aggiunge 1096 Stamina.
  • 5 Oggetti: quando infliggi un danno diretto con un abilità del tipo Charge, Leap, Teleport, o Pull, tagli il tuo nemico causando sanguinamento per 10 secondi ed infliggendo 19728 danni fisici nel corso della durata. Questa abilità può verificarsi una volta ogni 10 secondi per bersaglio.

Set Crimson Twilight (Salute, pesante)

  • 2 Oggetti: aggiunge 1206 Salute.
  • 3 Oggetti: aggiunge 4% cure ricevute.
  • 4 Oggetti: aggiunge 1206 Salute.
  • 5 Oggetti: dopo aver subito un danno ti circondi in 8 metri di nebbia di sangue. Dopo 2 secondi la nebbia viene violentemente convogliata nel tuo corpo infliggendo 8220 danni da sanguinamento ai nemici vicini e curandoti del 100% del danno inflitto. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 8 secondi.

Set Lady Thorn (Monster set)

  • 1 Oggetto: aggiunge 1206 Salute.
  • 2 Oggetti: usare un’abilità che consuma salute evoca una sfera di sangue per 10 secondi. Questo effetto può verificarsi una volta ogni 10 secondi. Tu o un alleato nei pressi della sfera potete attivare la sinergia  Sanguine Burst, infliggendo 5000 Disease Damage ai nemici vicini ed applicando loro Major Maim per 5 secondi, riducendo il loro danno inflitto del 30%. I nemici possono subire Major Maim da Sanguine Burst solo una volta ogni 30 secondi.

Complessivamente Stonethorn rappresenta dunque un DLC di tutto rispetto, sulla stessa linea e qualità di quanto aggiunto fin’ora. Tra novità in termini di meccaniche nei nemici e boss da affrontare ai nuovi scenari ed ambienti da esplorare, il tutto portando avanti la trama e la lore iniziata con Harrowstorm ed espansa ed esplorata con Greymoor. Questo rendendo sempre divertente e stimolante ciascuno dei due dungeon, in ogni loro parte. Anche i nuovi set, tra alti e bassi, riescono ad insinuarsi ed adattarsi a diverse tipologie di build (nonostante principalmente quelle incentrate su DPS e Tank). Di conseguenza si tratta di un’aggiunta a The Elder Scrolls Online da non farvi sfuggire per proseguire nel “Cuore oscuro di Skyrim” e per ottenere nuove ore di gioco aggiuntive, e possibilità nei dungeon da affrontare.

The Elder Scrolls Online: Greymoor – Introduzione

The Elder Scrolls Online aveva già accompagnato i suoi giocatori ad avventurarsi in diverse regioni di Tamriel, anteponendo loro nemici d’ogni tipo appartenenti al mondo fantastico di Bethesda: daedra, draghi e necromanti sono infatti stati gli antagonisti principali delle passate espansioni dell’MMORPG di Zenimax Online Studios, le cui zone visitabili sono aumentate sempre più, arricchendo la mappa del titolo e caratterizzandola con storie ed ambientazioni sempre diverse e distinte.
Dopo aver quindi visitato Morrowind, le isole Summerset e l’Elsweyr SettentrionaleThe Elder Scrolls Online: Greymoor introduce gli avventurieri di Tamriel ad una regione che ben conosciamo e che risuona come un’eco nostalgico dal passato: Skyrim Occidentale.

The Elder Scrolls Online: Greymoor: Meccaniche e Gameplay

Se avete intenzione di approcciarvi per la prima volta all’MMORPG di Bethesda, non lasciate che l’entusiasmo vi venga smorzato dal timore che sia troppo tardi per poterselo godere. Sebbene sia già al suo quarto capitolo d’espansione, The Elder Scrolls Online: Greymoor rimane ancora accessibile agli ultimi arrivati, che possono godersi la storia, le spedizioni e gli eventi speciali senza alcun handicap.
The Elder Scrolls Online: Greymoor è un MMORPG che si basa sugli stilemi classici del genere, dettati anni fa da World of Warcraft, titolo con il quale, insieme a Final Fantasy XIV OnlineGreymoor si compete l’utenza.
A partire dalla creazione del personaggio – punto cardine del genere – The Elder Scrolls Online: Greymoor si posa su delle scelte tradizionali ed efficaci: la scelta di razza e classe.
Alla creazione del personaggio sarà infatti possibile scegliere tra 6 classi: il Dragonknight, possente guerriero che sfrutta le arti marziali Akaviri e lo spirito igneo dei draghi per lanciare magie che lo rendano più forte e resistente; i Nightblade, assassini furtivi specializzati nello sferrare devastanti colpi critici; il Sorcerer, incantatore che controlla ed invoca magie elementali per provocare danno ai nemici; il Templar, paladino dai poteri radianti che sfrutta per curare gli alleati e distruggere gli avversari; il Warden, aggiunto con l’espansione Morrowind, che combina incantesimi di ghiaccio con evocazioni di alleati animali; ed infine il Necromancer di Elsweyr, che controlla ossa, sangue ed anime a suo piacimento.

Ogni classe ha tre sotto-classi da cui scegliere liberamente abilità sia passive che attive, permettendo al giocatore, anche mediante skill tree acquisibili da ogni classe attraverso missioni speciali, di creare un personaggio incredibilmente caratterizzato e personale, in base ai propri gusti ed al ruolo che si vuole giocare in battaglia, da scegliere tra i tre classici cardini del MMORPGTankDPS ed Healer.
Oltre a ciò, sarà necessario selezionare una delle 10 razze disponibili, tratte direttamente dalla lore della saga di The Elder Scrolls. La scelta, tuttavia, non sarà priva di vincoli: ogni razza appartiene ad una fazione in perenne lotta contro le altre per il controllo di Tamriel, e bisognerà scegliere con saggezza a quale appartenere; BretoniRedguard ed Orsimer sono le razze alleate della Daggerfall CovenantNordArgoniani e Dunmer stringono alleanza sotto l’Ebonheart Pact; mentre Khajiit, Bosmer ed Altmer combatto insieme sotto lo stendardo dell’Aldmeri Dominion. Gli Imperali, comportandosi da “jolly” in questa situazione, possono tuttavia decidere liberamente a quale fazione appartenere.
Legando il personaggio ad una fazione, esso potrà combattere solamente per essa nei “campi di battaglia”, modalità nella quale enormi eserciti di giocatori ed NPC si scontrano in assedi all’ultimo sangue per ottenere il dominio maggiore sulle lande di Tamriel.

Narrativa da MMORPG e nuove aggiunte in The Elder Scrolls Online: Greymoor

La narrazione di The Elder Scrolls Online, sezionata in missioni primarie e secondarie, risulta essere il cuore del titolo e permette un’approfondita immersione nel mondo di gioco. Questa, espansa dai capitoli rilasciati a cadenza annuale, si dirama per tutta Tamriel, abbracciando temi e personaggi ben diversi tra loro. In The Elder Scrolls Online: Greymoor avremo modo di esplorare una regione limitata di Skyrim ambientata circa un millennio prima degli avvenimenti di The Elder Scrolls V: Skyrim, ed avremo modo di osservare e combattere la piaga delle Harrowstorms, vortici cremisi di sangue ed energia, generati da vampiri e streghe per radunare le anime perdute e portare a termine i loro corrotti rituali.

Le Harrowstorms, così come le Dark Anchors, gli Abyssal Geysers ed i Dragonscours si traducono in eventi di gruppo generati casualmente in specifici punti della mappa, in cui più giocatori si possono radunare per ostacolarne il processo e, con un po’ di fortuna, fermarlo completamente in cambio di un ricco tesoro.
Accompagnati da Lyris Titanborn – mezza-gigante che già dovremmo aver conosciuto durante una missione del gioco base – e Fennorian di Ravenwatch – vampiro, studioso e ricercatore – dovremo viaggiare dall’imponente Solitude, arroccata in cima ad un immane promontorio, fino al Blackreach, profonde grotte sotterranee illuminate dalla bioluminescenza della flora e della fauna che le abitano, per convincere gli Jarl più influenti della Skyrim Occidentale a prendere in considerazione la minaccia delle Harrowstorm e dei loro fautori – vampiri, streghe e licantropi – in un’avventura dai toni e dall’estetica fortemente gotica.

Alle varie attività d’artigianato eseguibili nel gioco base, come la forgiatura, la tessitura, l’incisione di rune o la falegnameria, in The Elder Scrolls Online: Greymoor viene inoltre aggiunta la ricerca di oggetti antichi, gli “Antiquities“, reperti archeologici sparsi per tutta Tamriel – non solo Skyrim – che sarà possibile riportare alla luce grazie ad uno speciale dispositivo ottenibile a Solitude che ci permetterà di aggiungere due alberi di abilità d’artigianato (“scrutare” e “scavare”) ed una volta raggiunto l’area in cui si suppone essere locato il reperto, ottenerlo in seguito ad un mini-gioco molto simile ad un Battaglia Navale od ancor meglio, per chi conosce Pokémon Diamante/Perla/Platino, lo scavo alla ricerca di oggetti nei sotterranei.

Stile ed estetica visiva e sonora

Skyrim Occidentale è esattamente ciò che ci si aspetterebbe sentendo pronunciare il suo nome: sconfinate distese brinose su cui si stagliano i forti ed i castelli dei potenti Jarl del nord, nebbiosi monti che nascondono labirintiche segrete dove dimorano vampiri e necromanti e, ovviamente,  gli antichi sotterranei dei nani, ora tramutatisi nei crudeli e selvaggi Falmer.
I biomi in cui ci immergeremo saranno principalmente tre: quello urbano di Solitude, le cui mura ed edifici imperano sulla regione dell’Haafingar dal promontorio su cui si abbarbica la capitale; quello selvaggio della tundra collinare dello Hjaalmarch, caratterizzata dai classici panorami di Skyrim, colorati dal blu del cielo, dal bianco dei picchi innevati e dal verde della coriacea flora del nord;  e dulcis in fundo, le immani grotte di Blackreach, microcosmi sotterranei illuminati dalla luce color acquamarina dei funghi bioluminescenti.
Il sistema di illuminazione degli ambienti di ESO, che già in passato aveva dimostrato di essere capace di caratterizzare gli ambienti in maniera eccelsa, in Greymoor dona il meglio di sè, attribuendo ancor più valore e bellezza ai dungeon illuminati dalle tremolanti fiaccole che ci mostrano la via.

La maggior parte degli edifici più importanti, condividono uno stile gotico, astutamente scelto per accompagnare i temi e gli antagonisti cupi di The Elder Scrolls Online: Greymoor, ossia tutte quelle creature del folclore europeo legate all’esoterico ed alla magia del sangue: vampiri, streghe e licantropi, che coi loro rituali coloreranno il cielo di Skyrim di cremisi e nero.

La colonna sonora, figlia di Andrew Skeet, riprende alcuni leitmotif della OST di The Elder Scrolls V: Skyrim, distorcendoli con sonorità dai toni cupi e gravi, che ben la allontanano dall’aura di esplorazione eroica del famoso titolo Bethesda, al fine di impostare il mood del giocatore su una frequenza più adatta alle atmosfere della trama narrata.

Greymoor, in conclusione, si basa sulla stessa formula dei capitoli precedenti, aggiungendo il sistema di ricerca degli oggetti antichi, che ci invitano ad esplorare con calma una delle zone più belle da esplorare di tutto il MMORPG di Bethesda, dalle distese innevate ai sotterranei più oscuri. A scapito di contenuto come nuove classi od abilità, Greymoor rappresenta un ottimo momento per lanciarsi nel mondo di The Elder Scrolls Online, grazie all’accessibilità garantita dal bilanciamento delle missioni e dei nemici e dalla magnifica regione che è Skyrim.

Abbiamo avuto modo di provare “Dragon Bones”: l’ultima espansione rilasciata da Bethesda per “The Elder Scrolls Online”. Con questo nuovo contenuto (che arriva assieme all’Update n.17) la casa statunitense rende ancora più entusiasmante il viaggio attraverso Tamriel.

Con “Dragon Bones” Bethesda ci offre la possibilità di affrontare una nuova entusiasmante avventura: questo DLC, infatti, ci permetterà di affrontare due nuovi Dungeons; nel tentativo di evitare che oscure macchinazioni riportino in vita il terribile Thurvokun, il temibile dragone. Come i precedenti contenuti scaricabili per il MMORPG di The Elder Scrolls, anche in questo caso alle nuove zone esplorabili si aggiungeranno equipaggiamento e Motif dedicati, con armi e protezioni in sintonia con le ambientazioni; a questo vanno aggiunti nuovi Achievement e nuove sfide. Il tutto in grado di garantirci un discreto numero di ore di gioco.

Ma ora vediamo cosa ci attende in The Elder Scrolls “Dragon Bones”

  • Scalecaller Peak

In questo primo, inedito, dungeon ci troveremo a scalare una delle montagne più alte di Tamriel sulle tracce di Zaan the Scalecaller, accolita e prescelta del malvagio Dragon Lord Thurvokun; la nostra caccia ci porterà attraverso valichi ed enormi caverne, dovendo affrontare orde di mostri e di seguaci di Zaan, in una serie incredibile di combattimenti che terranno incollato allo schermo anche il più smaliziato dei giocatori. Saremo costretti a rapide schivate e veloci affondi per evitare che le numerosissime minion presenti sul nostro cammino ci distruggano. Il tutto per giungere, infine, sulla cima della montagna ed affrontare Zaan in combattimento, ottenendo così la Renegade Dragon Priest Mask; questo elemento di equipaggiamento leggendario vi garantirà numerosi bonus, così come faceva con il suo precedente possessore.

  • Fang Lair

Questo il secondo dungeon introdotto da “Dragon Bones” dove, accompagnati dai nostri amici (o dai nostri bot alleati), ci dovremo avventurare, tra rovine naniche e dozzine di esagitati cultisti, per dare la caccia ad Orryn il Nero. Mago che, abusando delle sue arti negromantiche, sta cercando di far risorgere il buon vecchio Thurvokun; così da poterlo sguinzagliare su una Tamriel già prostrata dalla costante guerra civile. Come sempre i nostri eroi arriveranno a giochi già fatti e, dopo aver dato una sonora lezione all’incauto negromante, non potranno fare altro che distruggere (nuovamente) lo scheletrico Dragon Lord; dandogli così il tanto ambito eterno (?) riposo.

Queste dunque le perle contenute in “The Elder Scrolls Online: Dragon Bones”; contenuti che, al costo di 12,99 Euro, sarà possibile aggiungere ad un MMORPG che, pur essendo approdato sugli scaffali ormai qualche anno fa, non ha ancora smesso di stupire, regalando a tutti gli appassionati del famoso brand made by Bethesda un’epica avventura in un continente in guerra, attraverso le iconiche ambientazioni della serie. L’aggiunta dell’Update n.17 permette altresì di correggere alcuni bug ed introdurre ancora più possibilità di personalizzazione dei propri avatar, oltre ad introdurre la feature che rende la vostra abitazione il luogo ove depositare tutti gli oggetti in eccesso.

VI ricordiamo che “The Elder Scrolls Online: Dragon Bones” è disponibile su tutte le piattaforme al prezzo di 12,99 Euro per coloro che non siano già in possesso di un season pass; season pass che diviene ancora pi importante in vista della prossima espansione di TESO che, annunciata per l’anno corrente, dovrebbe darci la possibilità di esplorare Sommerset, la patria degli alti Elfi e dell’Aldmeri Dominion.