Dopo avervi parlato precedentemente nel corso di quest’anno di Greymoor, la prima grande espansione che ha introdotto “Il cuore oscuro di Skyrim”, oggi torniamo a parlarvi di The Elder Scrolls Online per l’arrivo di Markarth, la conclusione di questo nuovo arco narrativo. Il DLC è stato pubblicato il 2 Novembre su PC mentre invece arriverà su PlayStation 4 e Xbox One il 10 Novembre.

L’oscurità nel profondo

L’espansione Markarth di The Elder Scrolls Online riprende esattamente le vicende dalla fine della trama principale narrata in Greymoor. La prima parte dell’esperienza annuale de “Il cuore oscuro di Skyrim” ci ha infatti permesso di conoscere la minaccia rappresentata dal Gray Host; un pericolo che sfortunatamente non è stato completamente respinto. La missione introduttiva di questa nuova espansione, acquistabile gratuitamente dal negozio del gioco, ci ha inoltre fatto dare un primo sguardo al passato di Rada-al-Saran, ai suoi obiettivi e alla sua corte di creature della notte.

In questo nuovo contenuto aggiuntivo dovremo dunque seguire Rada-al-Saran all’interno della regione che circonda l’antica città di Markarth, ovvero The Reach. Si tratta di un territorio noto per l’alto numero di rovine Dwemer presenti non soltanto in superficie, ma anche nelle caverne sotterranee del Blackreach (in questo caso le caverne di Arkthzand). Abbiamo infatti l’aggiunta di alcune nuove zone dedicate a quest’antica rete di grotte, le quali si collegano direttamente a quelle che possiamo trovare al di sotto di Western Skyrim (oltre a connettersi direttamente alla superficie della regione tramite ascensori Dwemer).

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Questa volta però scopriremo che il piano del nostro nemico va ben oltre quanto visto all’interno della città di Solitude, e che questo era soltanto un primo piccolo passo in vista di un obiettivo molto più grande. Ci troveremo infatti dinnanzi a una serie di eventi inaspettatamente ricchi di nuovi elementi unici, con un’antica minaccia che ci permetterà di capire per davvero il senso del titolo dell’esperienza di The Elder Scrolls Online di quest’anno. Il tutto attraverso più missioni di quelle che potremo aspettarci di affrontare, nuovi alleati, ma anche nuovi nemici da affrontare; oltre ai già visti vampiri e licantropi abbiamo anche delle novità in termini di costrutti Dwemer, ma soprattutto una nuova tipologia di nemici strettamente connessi al fulcro di questa vicenda.

Nel complesso il tutto risulta non soltanto molto godibile, ma arriva ad essere uno dei filoni narrativi, a nostro avviso, più interessanti e memorabili dei vari territori del gioco. Questo, oltre che per la trama principale, anche grazie ad alcuni dettagli legati al territorio che potremo conoscere tramite missioni secondarie e i classici documenti di testo sparsi per la mappa. L’altro elemento particolarmente ben riuscito legato alla trama principale di Markarth è quello delle bossfight, tutte rese estremamente uniche e diverse da quanto visto finora. Di contro, purtroppo, abbiamo  un uso leggermente eccessivo di missioni che ci porteranno unicamente a viaggiare da un punto A a B (per poi magari ritornare ad A) andando a spezzare un ritmo tanto avvincente.

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Nelle profondità del Reach

Il nuovo DLC di Markarth aggiunge a The Elder Scrolls Online un buon quantitativo di nuove possibilità esplorative su più livelli. Come di consueto avviene con ogni nuova aggiunta, all’interno dei già citati territori del Reach e delle nuove caverne del Blackreach troveremo una serie di nuovi contenuti. Tra questi troviamo due nuovi World Bosses (dotati di meccaniche uniche e altre “nascoste”), due nuovi Delves, nuove zone per i già visti Harrowstorms (l’analogo alle Anchors introdotte in Greymoor) e tanti altri punti di interesse. In questo caso i Delve meritano una piccola nota a parte legata alla loro estensione; abbiamo infatti dei Delve grandi quanto alcuni Public Dungeons già presenti nel gioco!

Tutti questi nuovi pericoli da affrontare, incluse le missioni secondarie presenti (tutte molto interessanti, anche se non troppo numerose) ci ricompenseranno con dei nuovi set unici legati al nuovo territorio. Abbiamo infatti Voidcaller (leggero, ricco di Spell Damage soprattutto per chi subisce un danno continuato), Witch-Knight Defiance (medio, incentrato sul Weapon Damage per le build da avvelenamento) e Radiant Bastion (pesante, un ottimo set per respingere una parte del danno subito). In aggiunta troviamo anche nuovi contenuti per il sistema delle Antiquities introdotto con Western Skyrim. Tra questi elementi unici da riportare alla luce troviamo dei nuovi compagni da portare al nostro fianco, nuovi elementi di personalizzazione per le nostre abitazioni, ma anche nuovi oggetti di equipaggiamento unici!

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Una nuova arena

Sin dall’arrivo dell’espansione di Wrothgar abbiamo visto soprattutto crescere i contenuti dedicati a gruppi di giocatori. Questa volta, però, l’espansione di Markarth in The Elder Scrolls Online aggiunge una nuova arena da giocare in solitario. Questa, chiamata Vateshran Hollow, ci permetterà di prendere parte a un’antica ordalia con nuove meccaniche uniche, prima tra tutte la scelta dell’arena da affrontare. Sono infatti presenti tre diverse arene, una legata a Molag Bal, una a Hircine e una a Mehrunes Dagon; in ciascuna di queste potremo affrontare un massimo di tre boss e altri nemici minori (alcuni dei quali essenziali per proseguire), per poi terminare il tutto con una bossfight finale. Dei tre boss presenti però uno sarà opzionale, mentre gli altri due necessari per completare l’arena.

Questo boss opzionale non è però raggiungibile in ogni caso, ma sarà legato all’ordine con cui decideremo di completare le varie arene. Ogni arena ci permetterà infatti di sbloccare un oggetto per avanzare nella stessa, ma anche per accedere ad aree nascoste nelle altre. Sottolineiamo il fatto che questo risulta valido perché ogni parte di questa nuova sfida lascerà al giocatore la libera esplorazione (cosa che potrebbe anche permetterci di ottenere dei manufatti capaci di conferirci dei bonus decisamente molto utili). Tutto ciò, sommato alla bellezza estetica di ogni zona, ma soprattutto alle meccaniche estremamente ben riuscite di ogni boss presente, rende Vateshran Hollow l’arena più divertente da giocare (essendo poi le altre praticamente un susseguirsi di zone chiuse).

Anche in questo caso abbiamo dei set di armature aggiuntivi legati alle casse che otterremo da ogni boss sconfitto, ma anche un set di armi ottenibile come ricompensa finale. Parliamo infatti dei set armatura Hex Siphon (leggero, utile per aumentare lo Spell Damage contro gruppi di nemici), Pestilent Host (medio, in grado di infliggere molti danni in PvE) e infine Explosive Rebuke (per infliggere danni ad area con le parate). Per quanto riguarda i set legati alle armi abbiamo:

  • Destruction Staff: Wrath of Elements (potenzia Weakness to Elements creando un collegamento con un nemico che gli causa danno continuo).
  • Restoration Staff: Force Overflow (permette di ricaricare stamina e magicka degli alleati usando Force Siphon).
  • Arco: Point-Blank Snipe (aumenta il danno inflitto da Snipe tanto più vicini si è al bersaglio).
  • Armi a due mani: Frenzied Momentum (usare abilità stamina con Momentum attivo aumenta il Weapon Damage fino a causare un danno ad area).
  • Due armi: Executioner’s Blade (Hidden Blade causa danno aggiuntivo se si attacca un nemico alle spalle).
  • Spada e scudo: Void Bash (infliggendo danno con Power Bash tutti i nemici entro 12 metri vengono attirati a noi per poi ridurre il loro danno inflitto).

Nel complesso dunque The Elder Scrolls: Markarth risulta essere un DLC molto più vasto di quello che potremmo aspettarci, grazie ai numerosi set introdotti (sia overland che quelli legati alla nuova arena), all’estensione della mappa in superficie e sotterranea (con tutti i delve e altre zone esplorabili) oltre che World Boss unici. Il tutto condito da una trama principale molto coinvolgente, ricca di dettagli e spettacolare grazie alle ambientazioni e bossfight tanto uniche quanto ben riuscite, questo seppur non senza difetti, primo tra tutti alcune fasi che spezzano l’azione. Infine la nuova arena è senz’ombra di dubbio la sfida, per il gioco in singolo, migliore in assoluto, sia per il divertimento che deriva dalla possibilità di esplorare un minimo e scoprire alcuni dettagli unici, ma anche per il lavoro svolto sulle bossfight, tutte molto divertenti da giocare.