Giunge finalmente il tanto atteso seguito di uno dei giochi di zombie più promettente della scorsa generazione, parliamo di Dying Light 2: Stay Human. Questo nuovo titolo, sviluppato e prodotto da Techland, viene pubblicato il 4 Febbraio 2022 per PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X/S e PC, oltre ad una versione Cloud per Nintendo Switch in uscita prossimamente. Questo nuovo capitolo della serie promette di evolvere e migliorare tutto ciò che è nato grazie al suo predecessore, introducendo al contempo alcune piccole novità; quale sarà il risultato?

Trama

La trama di Dying Light 2 si apre con un’introduzione al mondo di gioco tanto calma e silenziosa quanto disturbante. In questa prima fase di gioco ci verranno introdotte le prime caratteristiche del nostro nuovo protagonista, così come le motivazioni che lo hanno spinto a diventare un pellegrino (uno dei coraggiosi capaci di abbandonare i pochi luoghi sicuri rimasti per fare da “Ponte” tra di essi). Vestiremo così i panni di Aiden Cadwell, oltre vent’anni dopo gli eventi di Harran che hanno visto protagonista Kyle Crane, un uomo in cerca di sua sorella Mia, oltre che in cerca di vendetta verso colui che li ha separati. La storia del nostro nuovo protagonista e di sua sorella apparirà inizialmente molto poco chiara, e soltanto procedendo nella trama principale scopriremo pian piano ciò che vi si cela dietro.

Al momento vi basti sapere che dai primi momenti di gioco si evince soltanto che questi due personaggi sembrano essere stati vittima di una qualche sorta di esperimento condotto da un certo Dottor Waltz (uomo a cui Aiden da ormai la caccia). Dopo essere stati delle vere e proprie cavie, i due fratelli sono stati quindi separati bruscamente, al punto da non sapere neanche più nulla sulle condizioni dell’altro. In cerca di risposte, e soprattutto di vendetta, finiremo per seguire una pista che ci porterà all’interno della città di Villedor, oltre ad avere un brutto incontro con un Notturno (con ripercussioni delle quali vi parleremo in seguito, relativamente al gameplay).

Complessivamente la narrazione si attesta su ottimi livelli, soprattutto nelle prime fasi del gioco. Sfortunatamente l’alto livello qualitativo che il team di sviluppo ha cercato di infondere all’interno del titolo non si mantiene tale per tutta la durata della campagna principale, ma piuttosto incapperemo in alcune piccole incertezze qua e là, anche se non si tratta di niente di troppo grave. In maniera analoga, però, avremo modo di provare sulla nostra pelle alcuni momenti “più alti” con colpi di scena ben assestati e momenti particolarmente azzeccati. Lo stesso accadrà nel caso delle missioni secondarie, dove potremo trovarne alcune più o meno interessanti, altre più divertenti, altre ancora più toccanti o alcune completamente piatte.

Dying light 2

Nel corso della nostra avventura verremo anche messi di fronte a scelte di vario genere; queste però non avranno praticamente mai delle reali ripercussioni a lungo termine. Queste piuttosto si andranno a configurare come semplici e brevi deviazioni rispetto al binario principale, con magari delle brevi sezioni di gioco aggiuntive, oppure con conseguenze immediate di sopravvivenza o morte di determinati personaggi. Complessivamente però non riteniamo che questo sia un difetto particolarmente grave: di certo la presenza di effetti a lungo termine (alla Butterfly Effect) o di un sistema di Karma rende le trame dei giochi più complesse e ricche da un punto di vista di roleplay; dall’altro lato però bisogna anche considerare che l’intenzione degli sviluppatori poteva anche essere più incentrata sul creare un gioco che fosse sì su binari, ma con scelte meno gravose sul giocatore. 

Parlandoci liberamente, non tutti possono apprezzare la continua tensione provocata sul giocatore da scelte di vario genere o arrivare a temere determinate conseguenze (o comunque l’avere ogni tanto un gioco più “rilassato” sotto questo punto di vista può non essere un male). Portando un esempio alquanto semplice, e soprattutto abbastanza simile a questo titolo dal lato gameplay, potremmo considerare la serie di Metro. In questa serie il sistema di Karma andrà a guidare ogni nostra scelta, per cui chi è alla ricerca di un finale buono dovrà necessariamente fare scelte positive e persino adottare uno stile di gioco non letale. Nel caso di Dying Light 2, invece, non avere gravi ripercussioni di questo tipo può permetterci di vivere il gioco con maggiore leggerezza e spensieratezza, massacrando zombie qua e là godendosi una trama lineare ma assolutamente di buon livello.

Dying light 2

Gameplay 

Il gameplay di Dying Light 2: Stay Human e sostanzialmente un’evoluzione sotto quasi tutti gli aspetti di quello che Techland ci ha proposto con il primo capitolo della serie. L’impalcatura del titolo è sostanzialmente data da un buon survival horror con elementi di RPG, in cui la ricerca di materiali, armi ed equipaggiamento si affianca a un sistema di combattimento non troppo complesso ed un sistema di movimento divertente ed efficace. Partiamo quindi innanzitutto dal lato “survival” del titolo: nella vasta città di Villedor ci imbatteremo di frequente in risorse di vario tipo, tutte essenziali per creare oggetti di vario genere, dalle semplici medicine a grimaldelli e complesse modifiche per le armi. Ed è proprio qui che troviamo la prima grande novità di questo titolo rispetto al suo predecessore, ovvero la possibilità di potenziare le ricette per il crafting tramite i cosiddetti artigiani; in questo modo potremo avere medicine più potenti e rapide da applicare, modifiche per armi più pericolose e così via.

L’intero sistema di crafting sarà raccolto in un menu semplice ma pratico, che ci permetterà in qualsiasi momento di controllare rapidamente gli oggetti in nostro possesso ed applicarli e gestirli efficacemente (con quattro slot rapidi disponibili per le armi, quattro per le armi da lancio e quattro per consumabili). Esplorando potremo anche imbatterci frequentemente in armi di vario tipo e livello, oltre che di rarità variabile, ed in base a questi parametri avremo dei valori di danno e durabilità (quest’ultima, a differenza del primo capitolo è unica, le armi non potranno quindi essere riparate se non applicandovi modifiche aggiuntive). Altro elemento per personalizzare e potenziare il nostro alter ego saranno i nuovi capi di vestiario; anche questi saranno caratterizzati da un livello e dalla rarità (fortunatamente non dalla durata) e andranno ad aggiungere bonus più semplici come la resistenza ai danni, ma anche tanti altri effetti passivi come aumento esperienza ottenuta, dei danni inflitti con armi a distanza e così via.

Dying light 2

Come chi ha giocato il primo capitolo della serie saprà, gli infetti del mondo di gioco di Dying Light sono fotosensibili, risultano dunque più vulnerabili e deboli di giorno (soprattutto se esposti a luce UV), e più aggressivi e pericolosi di notte. Questa cosa risultava essere valida solo nel caso di specifici zombie detti Notturni che andavano quindi ad infestare le strade di Harran di notte, mentre di giorno si rifugiavano nelle loro tane (unica variabile tra le due fasi della giornata era quindi data dalla presenza di questi pericolosi infetti). In questo nuovo titolo la situazione risulta essere abbastanza diversa e molto più complicata: di giorno pochi zombie (sia quantitativamente che qualitativamente parlando) infestano le strade, e quasi nessuno si spinge fino si tetti, di notte invece è tutta un’altra storia. La notte è infatti dominata da grandi quantità di zombie, ma soprattutto da alcune specifiche e pericolose tipologie, che vanno oltre il già citato Notturno. 

Tra questi il più “pericoloso” e che necessita di maggior attenzione è il nuovo Urlatore, ovvero una creatura che, se allertata, avvierà nei nostri confronti una vera e propria caccia da parte degli infetti. Avremo così un vero e proprio indicatore che segnalerà il livello di caccia, da un minimo di 1 ad un massimo di 4, ed in base a questo ci ritroveremo braccati da quantità e tipologie di nemici via via più pericolose; unica via di fuga e di salvezza sarà rappresentata dalle luci UV posizionate in accampamenti, avamposti e luoghi specifici. Queste luci, però, rappresentano una parte importante del gameplay anche sotto un altro punto di vista: nelle primissime fasi del gioco il nostro protagonista sarà morso da un Notturno, e per questo motivo a rischio trasformazione. Unico modo per arrestare il processo sarà l’evitare l’assenza di luce ultravioletta per lunghi periodi (con un timer di notte e nei luoghi bui che limiterà le nostre possibilità di movimento senza interruzioni) e l’utilizzo di inibitori. 

Dying light 2

Gli inibitori di Dying Light 2 sono un’altra importantissima meccanica introdotta il questo nuovo capitolo. Si tratta infatti di sostanze essenziali per aumentare la quantità di salute e di stamina massima del nostro personaggio, e di riflesso la durata della nostra immunità al buio. Questi due parametri non sono essenziali soltanto dal semplice punto di vista più diretto (più vigore uguale maggiori capacità di spostamento con il parkour e più salute uguale maggiore sopravvivenza), ma anche perché questi rappresentano requisiti allo sblocco di diverse abilità. Anche in questo nuovo capitolo avremo infatti degli alberi delle abilità attraverso cui sbloccare nuove capacità, ma in questo caso saranno soltanto relativi al parkour e al combattimento (con valori di punti esperienza e punti abilità separati: combattendo otterremo punti combattimento e con azioni di parkour punti agilità).

Il sistema di combattimento e quello di movimento sono stati ampiamente migliorati sotto tanti punti di vista. Nel primo caso avremo un qualcosa di molto più complesso rispetto al passato, con non soltanto semplici schivate, attacchi leggeri e pesanti, ma avremo anche parate, parate e schivate perfette per sbilanciare gli avversari, ma anche scavalcamenti con calci concatenati, calci durante l’atterraggio e tanto altro ancora (anche se quasi mai avremo nemici che ci richiederanno particolari sforzi tecnici in combattimento). In maniera sovrapponibile anche il sistema di movimento risulta essere molto più evoluto, sia da un punto di vista di animazioni e complessità, sia per le possibilità che questo può offrire: da slanci potenti scavalcando un ostacolo, al rampino che questa volta fa più da corda per darsi lo slancio verso nuove zone, corse laterali sui muri e così via. Il tutto con una città creata ad hoc per permettere al giocatore di muoversi sempre in maniera continua e rapida. Piccola nota a parte, infine, per quanto riguarda la gestione della città che dipende dalle due fazioni principali alle quali potremo decidere di affidare i quartieri; in questo modo avremo bonus e strutture uniche in quelle specifiche zone, oppure un’arma in un caso particolare.

Dying light 2

Longevità 

Dying Light 2 è decisamente un titolo molto longevo sotto ogni punto di vista. Per quanto riguarda la sola campagna principale, senza dedicarsi ad altro nel mentre, vi saranno richieste un totale di circa 14-15 ore di gioco, ma la parte più vasta è proprio data da tutto ciò che vi è intorno. Secondo gli sviluppatori, infatti, per completare il titolo al 100% sono necessarie circa 500 ore di gioco. Effettivamente questo nuovo capitolo è letteralmente foderato e tappezzato di contenuti in ogni dove, e tra missioni secondarie, sfide di parkour e combattimento, zone buie ricche di pericoli e ricompense e tanti altri punti di interesse disseminati per la vasta mappa di gioco (questa volta comprensiva di un sistema di spostamento rapido sbloccabile da un certo punto in poi) le cose da fare non mancheranno mai. 

La parte migliore è che ogni parte del titolo, eccezion fatta per la fase iniziale di tutorial, può essere giocata in compagnia con un numero massimo di altri 3 giocatori conservando ciascuno i propri progressi. Questo aggiunge molto sia dal punto di vista della semplice durata complessiva, ma rende anche il tutto molto più divertente (e rendendo meno pesanti e ripetitivi compiti che altrimenti, soprattutto a causa dell’alta longevità, potrebbero finire per dare la noia). Del resto come in qualsiasi altro gioco di questo tipo non c’è davvero nulla di meglio che massacrare zombie con armi stravaganti in compagnia di amici!

Comparto Tecnico 

Veniamo ora alla parte di Dying Light 2 più altalenante, ovvero il comparto tecnico. Abbiamo infatti avuto modo di provare il titolo sia su un buon PC con dettagli alti e risoluzione in 2K, ma anche su PS5 e su PS4. Graficamente il titolo si attesta su ottimi livelli soprattutto su PC grazie a texture, effetti visivi e di illuminazione davvero stupendi, oltre che una profondità di campo degna di nota, nonostante alcune sbavature qua e là. Sulle console invece la situazione cambia abbastanza, infatti nel caso di PS5 riusciamo a trovare livelli grafici molto simili alla versione PC ma soltanto nell’impostazione grafica che si concentra sulla risoluzione (a discapito di un framerate che si aggira sui 30 fps), mentre prediligendo la fluidità si nota abbastanza l’abbassamento della risoluzione (anche se comunque viene compensato dagli effetti visivi e di illuminazione sempre presenti). 

Nel caso di console di vecchia generazione invece abbiamo framerate bloccato a 30 e l’assenza di effetti visivi(oltre che ovviamente una bassa risoluzione). Complessivamente però non si tratta di nulla di ingiocabile neanche nel caso estremo di PlayStation 4, dove effettivamente gli sviluppatori sono riusciti a far girare abbastanza bene un titolo molto pesante. Nel caso di PlayStation 5 invece ci saremmo aspettati qualcosa in più sul lato ottimizzazione. Tornando al discorso in generale comunque abbiamo anche buoni livelli di animazioni facciali dei personaggi, ma al contempo alcuni difetti nelle animazioni del parkour che in certi frangenti sembrano proprio mancare. Eccellente poi la caratterizzazione visiva degli ambienti di gioco, ma un po’ meno nel caso del design visivo dei nemici infetti, con alcuni (parlando di quelli speciali) ben definiti e dettagliati ma altri che si assomigliano fin troppo.

Ottime poi anche le voci, ma da segnalare l’assenza del doppiaggio in lingua italiana, così come le musiche e gli effetti sonori che accompagneranno ogni nostra azione e momento di gioco. Nulla di particolarmente grave infine da segnalare sotto il punto di vista di bug, con al più crash (soprattutto su console) o nemici che non appaiono in specifiche zone speciali o l’audio che ogni tanto scompare (soprattutto giocando online se non si è host). Niente di grave neanche dal lato del gioco online con un netcode abbastanza stabile anche se non manca di far saltare la connessione tra i giocatori di tanto in tanto; a tal proposito però da segnalare l’assenza, almeno al momento dell’uscita, di gioco cross gen (rendendo di fatto impossibile giocare tra versioni PS4 e PS5 o tra Xbox One e Xbox Series X/S tranne avviando tramite console new gen la versione old gen del titolo).

Dying light 2

Complessivamente Dying Light 2: Stay Human si attesta su ottimi livelli complessivo complice soprattutto un gameplay molto derivativo dal suo predecessore, ma che al contempo riesce a migliorarlo ed a renderlo più ricco ed interessante sotto ogni punto di vista. Al dare risalto al titolo prende parte anche una trama che si prefigge sin da subito lo scopo di risultare più matura ed importante rispetto al primo capitolo della serie, riuscendo in questo intento ma al contempo non particolarmente sorprendente. A tutto questo si affianca una durata complessiva che potremmo definire anche fin troppo alta, ma che diventa soprattutto un pregio considerando la possibilità di giocare e divertirsi con amici in ogni istante e fase del gioco. Ottimo infine il livello tecnico anche se raggiunge livelli ampiamente superiori su PC di fascia alta (nonostante alcuni problemi e sbavature tecniche), mentre su console ci sono alcuni problemi aggiuntivi che speriamo vengano risolti presto. Assolutamente consigliato per tutti i fan del primo capitolo (che troveranno una versione migliorata sotto tutti i punti di vista di Dying Light), ma anche per gli utenti che vorranno approcciarsi al franchise.

Techland ha confermato che Dying Light 2 Stay Human fornirà un aggiornamento gratuito per PlayStation 5 a tutti gli utenti PlayStation 4 e PlayStation 4 Pro. L’attesissimo videogioco in uscita di Techland supporterà inoltre il servizio di Smart Delivery di Microsoft. Grazie a ciò, anche tutti i giocatori Xbox One potranno aggiornare tranquillamente le loro copie del gioco su Xbox Series X e Xbox Series S.
 
Accanto agli aggiornamenti gratuiti per i giocatori su console, Techland ha inoltre confermato che la modalità cooperativa multi-piattaforma e tra diverse generazioni di console non sarà disponibile per Dying Light 2 Stay Human all’uscita del gioco. Il cross-play tra Steam ed Epic Games Store entrerà in funzione non appena il gioco uscirà, il 4 di febbraio. Techland ha già preannunciato che offriranno 5 anni di supporto per il loro nuovo titolo, perciò, grazie a questo ambizioso progetto, potremo aspettarci tanti nuovi ed entusiasmanti contenuti ed espansioni.

Dying light 2

Detto questo, sono state rivelate alcune informazioni sulla modalità cooperativa:

  • Al di fuori del prologo, Dying Light 2 Stay Human sarà interamente giocabile in modalità cooperativa – si potrà anche finire il gioco
  • Tutti gli ospiti delle sessioni di gioco potranno conservare gli strumenti ottenuti e i progressi effettuati
  • Tutti giocatori potranno effettuare scelte importanti nel gioco tramite votazione, ma la decisione finale spetterà all’host della sessione

Questa settimana ha portato grandi novità per Techland, dato che Dying Light 2 Stay Human ha superato la soglia di 3 milioni di aggiunte alla Lista dei Desideri su Steam! Sembra che The City il 4 febbraio sarà piena di tanti nuovi cittadini!

L’anteprima mondiale di Dying Light 2 Stay Human è molto vicina, assicuratevi quindi di aver guardato tutti gli episodi della serie Dying 2 Know (tutti gli episodi sono disponibili qui) oppure, se state veramente Dying 2 Know More riguardo al gioco, visitate questo link per accedere a ulteriori interviste esclusive.

Dying light 2

Dying Light 2 Stay Human, pubblicato da Techland, uscirà il 4 febbraio 2022 su PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, e successivamente in versione Cloud per Nintendo Switch.

Lo sviluppatore e publisher Techland ha finalmente annunciato i suoi piani per Dying Light 2 durante la Gamescom di quest’anno. In un comunicato stampa la compagnia avrebbe infatti affermato che il terzo episodio della serie che va “dietro le scene” di questo nuovo titolo andrà live il 26 Agosto alle 20.00 ora italiana, per l’appunto come parte integrante della Gamescom.

Il lead game designer di Dying Light 2, Tymon Smektała, nel corso di questa diretta andrà dunque ad analizzare più nel dettaglio gli elementi legati al sistema di parkour, combattimento e delle fazioni. Quasi certamente sarà quindi mostrato un nuovo trailer inedito che andrà a spiegare il tutto, partendo dal parkour, un dettaglio fondamentale per questa serie.

dying light 2

Techland ha infatti affermato: “Il parkour è un elemento centrale in Dying Light 2: Stay Human, e questo nuovo episodio spiegherà nel dettaglio gli utilizzi più creativi del parkour per migliorare al massimo il gameplay, incluso il modo in cui questo si legherà al combattimento, ma anche una spiegazione più tecnica relativa a questo sistema di movimento avanzato e realistico.”

Gli sviluppatori promettono inoltre di spiegarci anche come le armi funzioneranno e “quanto le braccia e le gambe di Aiden possono essere potenti”. Ci sarà quindi un’introduzione “all’impressionante arsenale di attrezzi mortali” così come, anche in questo caso, il retroscena più tecnico legato all’ispirazione alla base di tutte questi nuovi attrezzi.

Concludendo vi ricordiamo che l’uscita di Dying Light 2 è prevista per il 7 Dicembre per PS5, PS4, Xbox One, Xbox Series X/S e PC.

Abbiamo provato in anteprima Pure Farming 2018, gioco di simulazione agraria creato da Iceflames e Techland in uscita il 13 marzo 2018.

Il nostro Alessandro Gallo, in arte “Dominator” si è estraniato per giorni, perso nell’ultima, bucolica, fatica dei ragazzi di Iceflames ed ecco le sue prime impressioni: possiamo dire che il primo punto su cui si e soffermato Pure Farming 2018 è stata la grafica, non solo dell’ambiente, delle strutture e degli animali ma, soprattutto, dei macchinari: curati nel minimo dettaglio in modo straordinario, con gli accessori che risultano completamente animati durante l’utilizzo che se ne fa in apertura e in chiusura.

Pure Farming 2018 è basato su quattro ambientazioni preannunciate (a cui se ne aggiungerà una quinta che si potrà ricevere in modo gratuito semplicemente preordinando il gioco) che vanno a formare i luoghi principali dell’industria agraria e che danno un tocco mai visto in altri simulatori: potremo, infatti, cimentarci nella coltivazione del caffè in Colombia, oppure prendere parte alla gestione delle risaie in Giappone, fino ad arrivare in Italia con le olive o l’uva. Oltre a cimentarci nelle coltivazioni da terra in pure farming, sarà possibile anche esplorare il mondo della produzione della frutta, delle coltivazioni in serra e della gestione di energie rinnovabili (pale eoliche e pannelli solari).

Le modalità di gioco annunciate di Pure Farming 2018 sono tre: la prima è “coltivazione libera” dove ci viene data la possibilità di scegliere il luogo da dove iniziare la nostra attività, quindi coltivare ed espandere i nostri orizzonti senza nessuna preoccupazione. La seconda modalità è  quella di “sfide di coltivazione” dove avremo la possibilità di prendere parte ad apposite missioni studiate per mette alla prova le nostre abilità e, prima di iniziare una missione, potremo vedere di cosa ci dovremo occupare ma, soprattutto, delle tempistiche necessarie; in modo da permettere ai giocatori con meno tempo a disposizione di sapere a cosa vanno incontro senza rischiare di perdersi nelle varie attività collaterali. L’ultima modalità è “la mia prima fattoria” dove i nuovi giocatori che si buttano nel mondo dell’agricoltura avranno modo di imparare tutti i passaggi necessari dall’inizio alla fine.

Ora passiamo a parlare della modalità “la mia prima fattoria” di Pure Farming 2018: ovvero la carriera adatta per i giocatori principianti nella quale verranno accompagnati dal gioco in piccole missioni per imparare a muoversi nella mappa ma, soprattutto, a conoscere i veicoli che saranno a disposizione inizialmente; la carriera comincia con un video introduttivo dove viene raccontata la storia della fattoria che possedeva il nonno venuto a mancare e che vi lascia in eredità; il vostro primo obbiettivo sarà quello ripagare il debito che aveva il nonno salvando la fattoria e seguire le sue orme. Il tutto completando i vari incarichi e missioni, guadagnando esperienza e denaro per acquistare macchinari sempre migliori; machinari che il gioco ci mette a disposizione nel negozio con le marche migliori in circolazione nel mondo dell’agricoltura (tra cui Zetor, McCormick, JCB e molti altri). Man mano, andando avanti, si otterrà piano piano accesso a coltivazioni sempre più avanzate in modo da soddisfare gli ordini di altri agricoltori. Tra i  vari modi per guadagnare e risollevare la fattoria, oltre a prodotti da campo (tra cui grano, segale, orzo e patate) avremo la possibilità di coltivare prodotti da serra (tra cui pomodori, peperoni e cavoli) oppure frutteti (mele, pere e prugne) e per finire avremo anche la possibilità di allevare animali (polli, mucche, maiali e conigli).

In definitiva Pure Farming 2018 introduce importanti novità nel mondo dei gestionali: la possibilità di approcciarsi alle attività agricole tramite una modalità “Storia” ci permetterà di conoscere passo passo le attività da svolgere, considerando fin da subito le nostre opzioni e le modalità attraverso cui recuperare i debiti del nonno. Dopo aver imparato le basi, dunque, potremo affrontare liberamente l’attività agricola nella modalità “Coltivazione Libera” che ci garantirà libertà di scelta e di movimento nella costruzione del nostro impero agricolo.

Pure Farming 2018 è, dunque, un MUST HAVE per gli appassionati del genere ma che, data la vocazione “RPG” di alcune sue modalità, potrebbe attrarre anche coloro che, del tutto digiuni da queste tematiche, vogliono avvicinarsi al bucolico paradiso offertoci dai ragazzi di “IceFlames”

Esce oggi il primo DLC di Dying Light “The Following” che aggiunge un’intera mappa di gioco con nuove aree da esplorare, nuovi nemici da abbattere e sopratutto nuovi veicoli da guidare.

Questa mattina Techland ha pubblicato il trailer di lancio della prima espansione del pluripremiato gioco Dying Light, da oggi disponibile per dying_light_1l’acquisto su Steam ed altre piattaforme di digital delivery. Si tratta di “The Following” che introdurrà una nuova area completamente esplorabile e notevolmente più grande di quella originaria (si parla del doppio), nuovi edifici su cui arrampicarsi grazie alle indimenticate dinamiche parkour che hanno reso grande il capitolo principale, nuove orde di zombie da affettare e maciullare e, sopratutto, l’innovativa possibilità di guidare una Dune Buggie nel corso dell’esplorazione.

Da quanto visto nel filmato introduttivo, “The Following” porterà il nostro alter ego Kyle Crane nelle pianure vicine all’infestata città di Harran per cercare una cura al morbo che continua a dying light_2trasformare le persone in spietati mostri mangia-carne. Qui Kyle dovrà vedersela con un misterioso quanto inquietante culto religioso guidato dalla “Madre” che pare sia in grado di curare (o quantomeno arrestare) il diffondersi del virus nell’organismo umano. Da qui la stura per un plot di altissimo livello ricco di colpi di scena e novità sia per quanto riguarda le armi con cui difendersi dagli infetti, sia per quanto attiene agli zombie ormai sempre più letali.

“The Following” promette dunque di regalare nuove ore di gioco per coloro che hanno già affrontato le notti di Harran ed altresì essere un buon motivo per farlo nel caso in cui ci si sia lasciati sfuggire questa chicca. Tornerà anche l’amatissima modalità “be the zombie” più violenta e cruenta che mai.

Prima di lasciarvi al trailer vi ricordiamo che, da oggi, negli store digitali non sarà più disponibile la versione “semplice” di Dying Light, ma solo quella contenente anche “The Following”. Non lasciatevela scappare!

Good Night, and Good Luck!dying light_3