Per il secondo appuntamento con la nostra rubrica, chi vi scrive ha deciso di parlarvi di un tema caro a qualsiasi nerd. Uno dei mostri sacri della fantascienza, della cinematografia e della cultura pop. Una saga ambientata tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

C’è letteralmente un intero universo di cui parlare. Su Star Wars sono stati scritti libri, trattati, tesi di laurea. A centinaia. Anche volendo prendere in esame solo le opere canoniche (Per chi non fosse così esperto in materia, rimandiamo direttamente a Wikipedia) si tratta comunque di un territorio vastissimo di cui discutere. Qualche ora fa, mentre girovagavo”nell’internet”, sono capitato in un noto sito di e-commerce e l’occhio mi è caduto sul cofanetto steelbox di “Rogue One: A Star Wars Story“. In preorder. Inutile dire che l’ho comprato senza pensarci due volte. Forse sollecitato dai Midi-chlorian, sono stato travolto subito da una serie di riflessioni. E nella mia testa ha cominciato a prendere forma questo articolo.

Le parole per l’articolo fluiscono attraverso di me grazie alla forza…

Voglio raccontarvi una storia: quella di un ragazzo alla soglia dei trenta, nato a ridosso degli anni novanta. Ricordo con nitidezza il primo contatto con la saga di Lucas. 1999, Episodio I stava per uscire nelle sale. Dopo settimane di estenuanti e complicate trattative con i miei genitori (di cui io ero completamente all’oscuro), mia nonna, grande appassionata di fantascienza, ottenne il permesso di tenermi a casa sua per un’intera notte (cosa rara per l’epoca) a guardare tutta la trilogia originale, rigorosamente in VHS (i dvd erano ancora qualcosa di mistico, come la Forza) e conservata in maniera maniacale. La mia prima maratona. Per l’occasione aveva comprato Spumador, Coca-cola, pop corn, patatine e altre schifezze varie in quantità industriale. Posso affermare con certezza che quella notte ha segnato in maniera indelebile il mio cammino verso la nerditudine.

Le gesta di Luke e soci si impressero nella mia memoria in modo indelebile. Non solo, ma il percorso di Anakin verso il lato oscuro compiuto nella trilogia prequel mi ha accompagnato per tutta l’adolescenza, crescendo insieme a me e guidandomi attraverso momenti delicati e difficili (Ah, la pubertà, quel bellissimo periodo fatto di peli che spuntano senza controllo, brufoli, timidezza cronica e un odore di ascella non indifferente).

Ma Star Wars è un prodotto ingenuo, pensato per essere fruibile, nella sua semplicità, anche dai bambini. Ad un ragazzo dai 16 anni in su, che guarda il mondo con occhi diversi, che impara a conoscere la cattiveria e la violenza, SW non può bastare più, diventa qualcosa di infantile.
Nel momento in cui 6 film hanno cominciato a perdere di fascino e complessità è subentrato quel mondo meraviglioso che è l’Universo Espanso, che costituisce la maggior parte, in termini di volume di opere prodotto, del mondo di Guerre Stellari.

“Se anche una sola volta la strada buia tu prendi, per sempre essa dominerà il tuo destino!”

All’interno dell UE si incontrano le opere videoludiche di maggior valore. Titoli come Star Wars Jedi Knight e Knights of the Old Republic presentavano storie nuove, complesse e articolate, in cui il giocatore poteva scegliere di seguire i dettami del Lato Chiaro o abbracciare le impetuose emozioni del Lato Oscuro. Questo è, secondo l’opinione di chi vi scrive, il principale apporto che Guerre Stellari ha saputo regalare al mondo dei videogiochi. Il confronto vivo tra bene e male, del quale il giocatore non è solo una pedina ma ne è l’ago della bilancia, capace di spostare gli equilibri di un intero universo. Anche se (va detto, per onor di cronaca) non si è trattato dei primi videogiochi a porre dilemmi morali, sono stati i primi a farlo inquadrando la storia in un contesto più ampio, che trascende il mero mezzo videoludico arrivando ad includere anche il cinema e la letteratura di genere.

Con Star Wars noi nerd siamo cresciuti, abbiamo imparato a distinguere il male dal bene, capito che ogni scelta comporta una conseguenza, che le strade più facili spesso conducono ad esiti problematici e che non si può avere tutto con facilità, anche quando ci sono forze sovrannaturali che ti aiutano nel percorso.

Che piaccia o no, Star Wars è una saga che ha rivoluzionato la nerd cultura e con la quale ogni opera di fantasy o fantascienza successiva non può fare a meno di confrontarsi. E non solo. Star Wars è stata una delle teste d’ariete che hanno contribuito in maniera determinante a sdoganare una sottocultura chiusa e (tendenzialmente) mal vista, facendola diventare fenomeno di costume e attrattiva per tutti. Ma più di tutto, Guerre Stellari è un universo così grande e complesso da includere ciò che c’è di più importante: il cuore di ogni nerd.

“Trasmetti ciò che imparato hai… “