Quando si parla di picchiaduro,  Street Fighter è sicuramente una fra le serie più longeve, amate e supportate dalla community.

Il lancio di un nuovo capitolo di Street Fighter è sempre una fase importante, un passaggio che delineerà il futuro della serie negli anni a venire, e mai come nel caso di questo sesto episodio tutto profuma di ripartenza. Non solo in termini di gameplay e meccaniche, ma anche sotto il profilo dell’accessibilità e dei contenuti, e una nuova visione per quanto riguarda l’intrattenimento online.

Una delle novità più salienti su cui Capcom ha deciso di puntare fin dall’annuncio di Street Fighter 6 è sicuramente il World Tour, una corposa modalità singleplayer a metà strada fra i classicismi delle lotte di Street Fighter e il gioco di ruolo.

Dopo aver creato un personaggio, personalizzabile in ogni suo aspetto tramite un ricco editor, verremo introdotti al gioco da Luke, uno dei maestri lottatori del World Tour, che ci allenerà e ci aprirà le porte di Metro City, una città nella quale la crescente criminalità sta mettendo a soqquadro la pace nelle sue strade, e toccherà a noi, a suon di pugni e calci, riportare la tranquillità nel quartiere, e perchè no, magari farsi notare al più importante torneo di lotta della città.

Con il World Tour Capcom mette in piedi uno story mode abbastanza interessante, il tutto all’insegna della leggerezza e delle scazzottate, ma con due obiettivi ben precisi: intrattenere i giocatori e offrirgli una serie di contenuti dedicati alla personalizzazione dell’avatar.

Fra missioni principali, quest secondarie e mini giochi, ci troveremo ad esplorare la città di Metro City, teatro delle avventure di Final Fight, affrontando le varie bande dei Mad Gear, i criminali che invadono le strade della città, portando a termine di volta in volta le varie richieste. Proprio come in un RPG dopo ogni incontro guadagneremo punti esperienza da investire in nuove abilità, con tanto di skill tree multiscelta, soldi con cui comprare nuovi equipaggiamenti (con tanto di statistiche) ed estetiche, e oggetti consumabili, per ripristinare la salute persa o attivare dei buff momentanei.

La scelta di legare Street Fighter e Final Fight in questa modalità ha permesso di espandere ulteriormente la “lore” dei due giochi, che in passato hanno più volte intrecciato il loro cammino, e nel World Tour avrete modo anche di rivedere alcuni dei volti più famosi di Final Fight e di confrontarvi con loroper acquistare la loro fiducia.

Man mano che avanzeremo nell’avventura non solo potremo addentrarci alla scoperta di Metro City e di tutto quello che può offrirci, ma anche viaggiare intorno al mondo alla ricerca di nuovi maestri che possano insegnarci le loro tecniche e tutti i segreti della lotta. Infatti il nostro avatar può essere impostato su uno stile di lotta appartenente ad ognuno dei maestri presenti (al momento i 18 lottatori base di Street Fighter 6) e su questa base personalizzarlo grazie ad nuove mosse provenienti dagli altri stili. Ad esempio potremo avere come base lo stile di Luke, ma al posto delle sue mosse speciali classiche potremmo trovare l’Hundred Lighting Kicks di Chun-li o gli Hadoken di Ryu. E la stessa regola si applica anche alle Super Art. Le signature move invece ci saranno utili nell’esplorazione come lo Spinning Bird Kick che ci permetterà di raggiungere zone precluse, o gli Shoryuken saranno in grado di distruggere ostacoli.

La personalizzazione totale dello stile di lotta consente di plasmare l’avatar al meglio delle nostre possibilità ed esigenze, adattando non solo il gioco ai nostri gusti ma trovando un approccio più friendly ed adatto ai nuovi giocatori.

Finalmente l’introduzione dello schema di controllo Moderno.

Rispetto al classico sistema a 6 tasti di Street Fighter (due serie di colpi, pugno e calcio, divisi per potenzacon lo stile Moderno avremo a che fare solamente con 4 pulsanti, tre dedicati all’attacco (debole, medio e forte) mentre il quarto alle mosse speciali. Ci sono poi le combo automatiche, ottenibili con la pressione congiunta di un grilletto del pad con uno dei pulsanti d’attacco e le prese con l’altro. Troviamo poi una terza variante denominata Dinamica limitata al solo gioco in locale, che semplifica ulteriormente la cosa e lasciando la gestione dello scontro alla IA, mentre il giocatore si concentra sulla pressione compulsiva di pochi tasti.

C’è da dire che Capcom ha puntato molto sullo schema di controllo Moderno, tanto da renderlo disponibile anche durante i match online, pure quelli classificati, ritenendola una valida alternativa al sistema classico. Se i puristi della serie continueranno ad occhi chiusi a lottare come in passato, lo stile Moderno vuole fare da apripista a tutti quei giocatori che spesso vengono spaventati dalla troppa carica competitiva che da sempre Street Fighter vanta in ambito gaming, offrendo un approccio più semplice ed immediato al gioco,consentendo a tutti di divertirsi a seconda del proprio livello di abilità, e tirando fuori in alcuni casi un appeal da party game, specie nel multiplayer con gli amici.

La carrellata di novità di Street Fighter 6 però non finisce qua e c’è ancora molto da scoprire, come il nuovissimo e fiammante Battle Hub, che rivoluziona l’impianto online di Street Fighter, affiancandosi all’ormai collaudato sistema di lobby.

Il Battle Hub è un’enorme arena virtuale

Una volta registrati nel Battle Hub potremo muoverci al suo interno utilizzando l’avatar del World Tour (in questo caso la personalizzazione trova maggior importanza) e piazzarci ad uno dei cabinati presenti in attesa di uno sfidante. Non solo potremo darci battaglia contro altri lottatori da tutto il mondo, ma è possibile assistere agli scontri degli altri giocatori presenti, partecipare ad eventi, o passare il tempo giocando con i cabinati dei vecchi classici di Capcom, come l’inossidabile secondo capitolo di Street Fighter, Final Fight e Puzzle Fighters.

Nell’area centrale del Battle Hub è possibile anche accedere agli scontri tra avatar, una modalità di lotta che permette di testare con mano i frutti del nostro allenamento durante il World Tour, sfruttando i livelli e le mosse sbloccate così come gli equip ottenuti.

La possibilità di gestire contatti e selezionare server dedicati ad amici e membri del club, consentirà di poter creare situazioni ad hoc per allenarsi o passare il tempo in compagnia, o ancora nel caso del server Tornei, accedere ad eventi esclusivi.

Il Fighting Ground, così come si evince dal nome, rappresenta il punto di partenza con il quale iniziare la propria carriera di lottatore, a partire dalla modalità Pratica.

Street fighter

Qua, a cascata, abbiamo tutti gli strumenti per fare conoscenza con le nuove tecniche di lotta introdotte in Street Fighter 6, con tanto di tutorial, guida ai personaggi (come usarli a seconda delle situazioni) e l’onnipresente sfida combo, con la quale testare quanto imparato.

Anche perché a livello di meccaniche troviamo l’aggiunta dell‘Indicatore Drive, una serie di barre poste sotto la salute dei personaggi e che servirà per dare vita a nuove azioni di lotta, a partire dalle Overdrive Art, mosse speciali potenziate che consumano due blocchi dell’indicatore.

Ci sono poi i Drive Impact, una tecnica difensiva che ci farà attivare la Drive Reversal, in grado non solo di annullare l’attacco avversario, ma ci prepara al contrattacco, aprendoci la strada per inanellare una nuova combo. Per quanto la Drive Impact sembri una mossa alquanto potente e chiave nell’economia dello scontro, non potremo abusarne in quanto il suo utilizzo andrà a consumare l’indicatore, che una volta prosciugato ci negherà qualsiasi beneficio fino alla fine del cooldown. Ma non solo, il Drive Impact può essere neutralizzato tramite il Drive Parry, una parata ottenibile attingendo nuovamente dall’Indicatore Drive.

Street fighter

Se Drive Impact e Drive Parry sono usati per lo più in fase difensiva, la Drive Rush è una tecnica da perfezionare per cancellare gli attacchi, potenziare quelli successivi e perchè no aprirsi la strada a nuove combo. Da qui in poi il gameplay di Street Fighter 6 si apre alla dedizione e alla sperimentazione, con tutta una serie di tecniche intermedie ed avanzate da scoprire e masterizzare con il tempo e l’allenamento.

Ora come non mai questo capitolo di Street Fighter si presenta come un titolo “easy to learn, hard to master”, ma al tempo stesso grazie alle nuove funzioni di accessibilità, tutti possono divertirsi e trovare il proprio spazio sul carrozzone di casa Capcom.
Le nuove meccaniche però si sposano alla perfezione con l’impianto classico di Street Figter, e sono la dimostrazione di un lungo lavoro di bilanciamentosvolto in questi mesi e con il solo scopo di perfezionare il tutto, che non si fermerà con la pubblicazione del gioco, ma che continuerà di release in release.

Il roster al completo

Anche a livello di roster troviamo ad affiancare i classici World Warriors (Ryu, Ken, Chun-Li, Guile, Zangief, Honda, Blanka e Dhalsim), 4 lottatori ricorrenti (Cammy, Juri, Dee Jay e Luke) al quale si affiancano 6 nuovi volti, per un totale di 18 personaggi.

Street fighter

Durante le nostre prove abbiamo spaziato principalmente fra le nuove aggiunte, rimanendo piacevolmente sorpresi dalla varietà e la cura che Capcom ha riposto nella loro costruzione.

  • Manon è una lottatrice che basa la sua strategia su potenti prese, preparando il terreno a suon di calci per attirare nella sua area d’attacco il malcapitato di turno,pressandolo a più non posso e potenziando i suoi lanci.
  • Kimberly punta tutto su agilità e velocità per risultare imprevedibile nelle sue azioni. La varietà negli attacchi, così come la difficile lettura delle mosse sono un connubio letale per spiazzare l’avversario e sfondarne la guardia.
  • L’italiana Marisa è un vero e proprio muro invalicabile, dalla portata veramente ampia dei suoi colpi e una potenza devastante, in grado addirittura di sfondare i Drive Reversal avversari. Le versioni Overdrive delle sue mosse speciali le conferiscono anche un guard point, rendendola inarrestabile, da temere nelle mani dei lottatori più “skillati”.
  • Jamie propone invece uno stile di lotta abbastanza eclettico, unendo quello dell’ubriaco a mosse dio breakdance. La possibilità di bere durante lo scontro farà aumentare il livello di ebrezza di Jamie, permettendogli di accedere a nuove mosse e potenziare le altre, da sferrare corpo a corpo così da togliere all’avversario ogni margine di manovra.
  • Lily è la piccolina del gruppo ma non per questo la meno pericolosa. Armata di mazze da guerra usa il potere del vento per potenziare i suoi attacchi, bloccare l’avversario e usare le sue combo e finirlo con potenti prese.

Chiudiamo questa breve panoramica con JP, lottatore in grado di usare lo Psycho Power per creare proiettili e utilizzare mosse a lungo raggio così da bloccare il nemico in un angolo e impedirgli di avvicinarsi. Fra le nuove aggiunte è sicuramente uno dei più tecnici del gruppo, ma allo stesso tempo uno dei più divertenti da usare.

Per quanto riguarda gli altri personaggi selezionabili godono di netti miglioramenti e aggiunte in grado di potenziare le mosse speciali e, in generale, sfruttare a pieno di tutte le novità introdotte a livello di meccaniche.

Street Fighter 6 segna anche un taglio netto nello stile grafico rispetto al precedente capitolo. 

Abbandonato lo stile cartoonesco di Street Fighter V, ci ritroviamo con un titolo artisticamente più maturo, che strizza l’occhio alla street art, che prende vita nei vari effetti delle mosse speciali e nelle arti Drive. I combattimenti sono una gioia per la vista, con un colpo d’occhio veramente notevole, sia nella costruzione dei modelli dei personaggi, solidi e massicci, ed animati sempre con perizia, sia negli stage, ricchi di dettagli ed elementi animati. A volte c’è qualche elemento che andrebbe ritoccato, come la barba di Ryo, ma sono dettagli che una volta iniziato il combattimento si perdono nel resto del gioco.

Il tutto si fa apprezzare ancora di più grazie alla granitica stabilità dei 60 fpsdurante gli scontri, che rendono il flow delle lotte ancora più dinamico che in passato. Insomma, bello sia da vedere che da giocare.

Street fighter

Un appunto a parte invece per la modalità World Tour. Metro City è piacevole da esplorare, con un sacco di location da visitare e tanti easter egg da scoprire. La cosa che ci è piaciuta di più è stata la transizione da esplorazione a combattimento, che crea in maniera del tutto istantanea degli stage dalle ambientazioni circostanti, con dei risultati che in alcuni casi non sfigurano minimamente con quelli del gioco base.

La pesantezza però del mondo aperto ha obbligato gli sviluppatori a scendere ad alcuni compromessi, limitando al momento le battaglie a 30fps. Per aggirare il tutto però e godere dei 60 fps come nelle altre modalità, basta affidarsi all’opzione grafica Prestazioni, che abbassando di poco la risoluzione permette di mantenere alto e costante il frame rate.

Sebbene ci troviamo in chiusura di recensione, Street Fighter 6 continua a scaricarci addosso succose novità, che riguardano pure il comparto audio. In Street Fighter 6 fa il debutto anche un interessante commento degli scontri in tempo reale, ottenuto grazie alla collaborazione con alcuni dei più famosi commentatori della FGC (la Fighting Game Community) e che arricchiscono gli scontri con una dettagliata analisi della lotta.

Si tratta di un esperimento alquanto interessante anche se limitato alle sole lingue Inglesi e Giapponesi, mettendo in difficoltà i non anglofoni. È vero che son pur presenti i sottotitoli nella nostra lingua (l’intero gioco gode di un ottimo adattamento italiano) ma è tremendamente difficile seguirli durante le lotte. Speriamo che Capcom decida con il tempo di investire sempre più in questa feature, che pur non essendo qualcosa di rivoluzionario in termini di gameplay, aggiunge quel tocco in più allo scontro, facendoci respirare aria di eSport.