State of Decay 2 è il sequel dell’acclamato titolo made by Undead Labs che, dopo 5 lunghissimi anni, ritorna su Xbox one e PC grazie a Play anywhere che da la possibilità di giocare il titolo sia su pc che sulla console.

State of decay 2

Il genere zombie è da sempre uno dei più amati nel mondo videoludico, in gradi di attrarre un gran numero di giocatori; tutto questo in ragione del senso di esplorazione ed al senso di pericolo che solo un survival di questo tipo può trasmettere ai videogiocatori. Soli su un pianeta infetto dovremo cercare di salvare ciò che resta di sano e umano, andando avanti giorno dopo giorno, conquista dopo conquista consapevoli che ogni mossa falsa potrebbe costarci cara.

State of Decay 2 continua la saga del primo capitolo, procedendo però ad espandere il mondo di gioco e ad aggiungere una delle feature più desiderate dai player, il coop. Lo scopo del gioco, come detto, è quello di sopravvivere il più possibile all’apocalisse zombie, aiutando chi ne fa richiesta e cercando di allestire un campo base. Cosa davvero difficile, nelle prime battute di gioco: le risorse saranno limitatissime e si dovranno fare scelte pesanti, che influenzeranno sia l’andamento del gioco che la storia. Una storia principale appena accennata, che resta sullo sfondo, a fronte di una ben più intensa e vera storia fatta di piccole cose, piccoli avvenimenti, piccole grandi scelte di vita.

State of decay 2

In State of Decay 2 gli unici creatori del nostro futuro siamo noi che, attraverso scelte e valutazioni di rischi e benefici, assumeremo il ruolo di guida per la piccola comunità nella quale daremo rifugio. Sulla falsa riga di quanto si poteva fare nel primo capitolo. Il giocatore, infatti, non gestisce un unico personaggio ma l’intera enclave di sopravvissuti: un gruppo di umani che trova riparo in un rifugio e che contribuisce, ognuno con le sue abilità, alla sopravvivenza dell’intera comunità. Il giocatore, invece, deve scegliere chi impiegare e come: chi mandare in missione e con quali attrezzature. Semplice direte? Beh l’equipaggiamento a disposizione del nostro gruppo di persone non sempre sarà sufficiente, dovremo quindi provvedere a migliorarlo, inoltre anche la scelta di voler allargare la nostra comunità avrà la conseguenza di dover procurare più risorse cibo acqua medicinali etc. infatti gli abitanti hanno molte esigenze, si stancano, si ammalano, si feriscono. Devono essere curati e fatti riposare, oppure sacrificati per un bene superiore e lasciare che gli altri affrontino il lutto e la disperazione.State of decay 2

Il multiplayer sicuramente aiuta a superare le difficoltà di un mondo in cui il senso di impotenza è notevole perché, in certe situazioni, avere qualcuno di reale su cui contare può fare la differenza. Sì, perché basta davvero un attimo o un calcolo fatto superficialmente per passare da una missione ben riuscita ad un disastro con morti e feriti. Un’orda di zombie improvvisa, oppure la benzina che finisce anzitempo, e così via: la tentazione di fare un passo in più è grande e questo potrebbe rivelarsi un’imprudenza fatale. Molto meglio, soprattutto all’inizio, un approccio prudente: fare poco rumore, non attirare zombie e tornare spesso alla base per depositare le risorse recuperate e far riposare i sopravvissuti.

La gestione della base, poi, è altro punto centrale: complessa ma non complicata, richiede anch’essa tanto lavoro di pianificazione e progettazione. Lo spazio non è infinito e bisognerà scegliere a cosa rinunciare, o cosa sacrificare. Ed ogni scelta avrà un’impatto in positivo e in negativo, per cui nulla è da lasciare al caso.

Per quanto riguarda il multiplayer, grande assente nel primo capitolo, bisogna dire che solo l’host procede con la propria storia: gli altri giocatori sono semplicemente di “supporto”. Questo non vuol dire che non si torni a casa a mani vuote: oggetti raccolti e “reputazione” (fondamentale per costruire avamposti, commerciare e usare la radio per interagire con altri giocatori) vengono portati nella propria comunità, un ottimo aiuto per riprendere poi la storia dove la si aveva lasciata.

Grafica

State of Decay 2 non è stato sviluppato da una grande software house, ma da un team indie e questo (purtroppo) in game si vede spesso e volentieri. La grafica non è certo il punto di forza del gioco e non mancano i bug: texture non eccezionali (meglio su One X grazie al supporto 4K) e ripetitività dei modelli si fanno vedere, ma non compromettono l’esperienza di gioco.
Ci sono invece degli aspetti che incidono eccome, e danno la sensazione che sia mancato il lavoro di fino, la cura del dettaglio e, fondamentalmente, una fase di beta accurata: parliamo della compenetrazione dei poligoni, di texture che scompaiono, di personaggi incastrati nei muri e nelle porte, ma anche di lag pesantissimi nel multiplayer, marker mancanti sulla mappa e di attività che non si attivano come dovrebbero, costringendo a girare attorno in attesa che appaia l’indicazione giusta.
Questo, unito al permanent death, potrebbe dare una sensazione di frustrazione del tutto gratuita che incide sulla qualità del prodotto.

Nonostante questo, la giocabilità resta davvero ottima e fa di questo titolo sicuramente l’esclusiva Xbox più interessante di questa prima parte del 2018, anche grazie al supporto Play Anywhere, che consente il coop con utenti PC. Bisogna anche riconoscere, tuttavia, che si tratta di un gioco dal prezzo davvero contenuto, resta però tanta strada da fare sul comparto tecnico da parte del team di sviluppo.

State of Decay 2 è disponibile per PC e Xbox One al prezzo di 29,99 Euro nella versione base e al prezzo di 49,99 Euro per la Ultimate Edition, comprensiva di DLC.
Per chi invece possiede il servizio Xbox Game Pass, il titolo è incluso nell’abbonamento.