Square Enix è lieta di annunciare che durante COMICON Bergamo che si terrà dal 23 al 25 giugno presso Fiera di Bergamo, Final Fantasy XVI, in arrivo in tutto il mondo su console PlayStation 5 il 22 giugno 2023, sarà protagonista di un panel speciale con numerosi ospiti per celebrare il lancio del nuovo capitolo del franchise. Il panel si terrà sabato 24 giugno dalle 15.00 alle 16.15 presso il palco HyperStage, e verrà introdotto da un video messaggio esclusivo di Naoki Yoshida, Producer di Final Fantasy XVI

Final Fantasy XVI, il prossimo capitolo standalone dell’iconica serie, sarà il primo ad includere il doppiaggio italiano e per festeggiare questo fantastico traguardo sul palco ci saranno anche i due doppiatori italiani di Clive Rosfield e di Benedikta Harman, Alessandro Capra e Katia Sorrentino. Il panel vedrà anche la partecipazione di Sabaku No MaikuCydonia Phenrir Mailoki, tre content creator d’eccezione super appassionati dell’intramontabile franchise di Square Enix, che parleranno della loro esperienza con il gioco e del perché questo nuovo titolo fantasy maturo sia imperdibile.

Infine, tutti i fan di Final Fantasy XVI potranno giocare il titolo in fiera all’interno dell’area Red Bull, dove sarà presente anche una imperdibile photo opportunity a tema oltre ai tre cosplayer di Clive (Leon Chiro), Jill (Luce Cosplay) e Benedikta (KamisaMalisa).

Per maggiori informazioni su COMICON Bergamo e per acquistare i biglietti, visita il sito ufficiale. Segui COMICON su comicon.itFacebookInstagramTiktokTwitter,TwitchTelegramLinkedinYoutube e attraverso gli hashtag ufficiali #comicon2023 #comiconbergamo23!

Final fantasy

FINAL FANTASY XVI introduce i giocatori in una storia completamente nuova nell’universo di FINAL FANTASY, un epico fantasy dark che si svolge nel regno di Valisthea, una terra benedetta dalla luce dei Cristalli Madre e dove la pace vacilla mentre la diffusione della Piaga minaccia di distruggere i suoi domini. Il destino della terra è deciso dagli Eikon, potenti bestie evocate e dai loro Dominanti, uomini e donne che sono stati benedetti con la capacità di invocarli e padroneggiarli. Questa è la storia di Clive Rosfield, un guerriero a cui è stato conferito il titolo di “Primo Scudo di Rosaria” e che ha giurato di proteggere suo fratello minore Joshua, il Dominante della Fenice, l’Eikon del Fuoco. In poco tempo, Clive sarà coinvolto in una grande tragedia e giurerà vendetta sull’Eikon Oscuro noto come Ifrit, un’entità misteriosa che porta con sé calamità.

Forspoken ha fatto parlare già tanto di sé. La demo, ad esempio, è stata un arma a doppio taglio perché non realizzata con la fase di gioco più adatta. Forspoken ha difetti importanti, è vero, ma ha personalità, cosa che spesso manca ai titoli che puntano ad entrare nella classifica della tripla A.

Di cosa parla Forspoken?

Alfre Holland – Frey per gli amici – è un orfana che vive a Hell’s Kitchen, un quartire difficile di New York. Durante la prima scena di gioco ci troviamo all’interno del tribunale: per tirare avanti, Frey è costretta a piccoli furti o altri reati da poco conto. Il giudice è clemente, la strada meno. Ed è per questo che la nostra protagonista si trova con le spalle al muro, senza un’apparente via d’uscita. La magia però, è dietro l’angolo.

Forspoken Paesaggio

Intravedendo un prezioso gioiello all’interno di un palazzo abbandonato, Frey si lascia trasportare dalla curiosità e di colpo si trova in un mondo che non è il suo. Quell’oggetto luccicante si rivela non solo animato, ma anche capace di fornire alla protagonista incredibili poteri magici. Le cose, comunque, non vanno tanto meglio nella dimensione parallela di Athia. L’intera regione è infatti minacciata dalla rovina, una sorta di tempesta maledetta che trasforma le persone in mostri e distrugge tutto ciò che trova davanti a sè, ma a cui a cui la protagonista sembra essere immune.

L’eroina che salverà Athia?

Frey si imbatte nell’ultimo baluardo dell’umanità, l’unica comunità a non essere ancora stata corrotta dalla rovina. Dopo un’accoglienza poco calorosa, la gente comincia a intravedere nella giovane l’unica speranza per un futuro migliore. Aspettative malriposte purtroppo, perché Frey è molto lontana dal modello di eroe senza macchia che salva il mondo. La protagonista è buona, in fondo, ma non per questo disposta ad aiutare il prossimo senza guadagnarci nulla. Tutte le sue azioni sono mosse dal desiderio di tornare a casa, soprattutto inizialmente, e poco importa se la gente di Athia soffre.

Forspoken magia

Un carattere forte, audace, a volte egoista, ma in costante evoluzione. Frey, per quanto ci riguarda, è un personaggio vivo e con cui è facile entrare in empatia. Non è priva di difetti, è umana, sbaglia e rimedia ai suoi errori. La sua fragilità, nascosta dietro a una corazza durissima, ci ha emozionato in più di un’occasione. Un’ottima caratterizzazione supportata da una trama che, proprio come la protagonista, inciampa e si rialza più volte. Ci sono incongruenze ed espedienti narrativi banali, ma anche colpi di scena d’impatto e personaggi che lasciano il segno (nel bene e nel male).

Menzione d’onore per Cuff, il gioiello animato già menzionato che ci accompagnerà durante l’avventura, scambia continuamente battute con la protagonista: lei, irriverente e sboccata, lui, dall’aria più sofisticata e seria. Un duo comico dallo stile discutibile: a qualcuno è piaciuto, a noi no. Ciò che davvero penalizza Forspoken, però, è la sua durata. Non fraintendete, per quanto ci riguarda un gioco può anche durare 30 minuti ed essere definito capolavoro. Quando però un open world su PS5 finisce dopo meno di 20 ore, forse qualcosa che non va c’è. E in effetti tutto sembra concluso in fretta e furia nelle fasi finali, un vero peccato.

Il gameplay di Forspoken

Se nel comparto narrativo sono diverse le crepe, altrettanto non si può dire del gameplay. L’opera di Luminous Productions e Square Enix è infatti sorprendente, capace di rapire fin da subito l’attenzione del giocatore. Un sistema tanto complesso e ricco di abilità, quanto semplice e appagante da gestire. I due tasti dorsali per le magie, una di attacco ravvicinato o a distanza e l’altra di supporto, frecce direzionali per cambiare elemento e cerchio premuto per svolazzare da una parte all’altra delle ambientazioni grazie al parkour magico. Durante ogni battaglia è fondamentale variare il proprio approccio e le proprie tecniche, ed è un piacere scoprirne ogni volta di nuove.

Forspoken parkour

La velocità della protagonista valorizza anche l’open world, che invece non ci ha convinto fino in fondo. Le attività secondarie sono praticamente identiche tra loro e non invogliano il giocatore a completarle tutte, cacciatori di trofei esclusi. Quantomeno, esplorare è veloce e divertente grazie alla freschezza del gameplay. In termini di difficoltà, Forspoken ci è sembrato equilibrato senza sfide troppo esagerate. Ciò è piacevole durante l’avventura, meno nel post-game, in cui non ci saranno più sfide o avversari in grado di impensierirci.

Seppur non centrali, sono tante le componenti RPG di Forspoken. Dalla possibilità di apprendere e potenziare nuovi incantesimi, alla presenza di farming di materiali e crafting per potenziare l’equipaggiamento. Ciò che ci ha più colpito è il metodo di sviluppo delle magie. Dopo aver acquisito un nuovo incantesimo, infatti, dovremo portare a termine delle azioni specifiche con esso per potenziarlo: un motivo in più per variare il nostro stile di combattimento in ogni battaglia. Tutte ottime trovate che però, purtroppo, difficilmente approfondirete: vuoi per la difficoltà mai eccessiva, vuoi per il già citato post game scarno.

Forspoken magia fuoco

Luminous Engine, promosso o bocciato?

Rimandato a giugno, data d’uscita di Final Fantasy XVI che utilizzerà lo stesso motore grafico. Le prestazioni di Forspoken, infatti, non sempre convincono e sicuramente non stupiscono. La modalità Performance ci ha sorpreso in negativo, condizionando molto il nostro impatto iniziale con l’avventura. Per quanto il framerate a 60fps risulti solido e gradevole, la resa generale non è all’altezza. A risentirne, in particolare, è il sistema di illuminazione: tutto risulta appiattito e nell’open world è addirittura difficile riconoscere i nemici.

In modalità Risoluzione o Ray Tracing, nonostante un framerate più basso, il gioco è piacevole da vedere, con personaggi e scenari più vivi. Ennesimo lato a due facce di questa produzione. La grafica, prestazioni a parte, è discreta, senza infamia e senza lode. Modelli non sempre convincenti si alternano a buoni effetti speciali, tra magie e parkour magico. Non aiuta il design generale del gioco: un mondo fantasy mediocre, uguale a mille altri già visti. Si poteva fare di più.

Promosso, infine, il comparto audio. Doppiaggio originale azzeccatissimo, ma lingua italiana solo nei sottotitoli. Ella Balinska, voce e volto di Frey, è stata a nostro avviso davvero impeccabile, in ogni situazione. La colonna sonora, poi, è sempre un piacevole accompagnamento all’avventura.

Forspoken vive di luci e ombre: l’ottima caratterizzazione della protagonista, Frey, è ostacolata da espedienti narrativi non sempre all’altezza. La storia però emoziona e il gameplay anche: volteggiare tra i nemici facendo sfoggio di decine di incantesimi diversi, cercando in ogni combattimento quello più adatto, è a dir poco appagante. Lo sono un po’ meno l’open world pigro e il comparto tecnico claudicante. Al di là dei problemi oggettivi però, Forspoken ha carattere e, magari aspettando il primo taglio di prezzo, dovreste assolutamente dargli una possibilità.

Scopri l’inizio di Dragon Quest Treasures gratuitamente: con degli oggetti bonus e la possibilità di trasferire i salvataggi nel gioco completo

Oggi SQUARE ENIX® ha pubblicato una demo giocabile gratuita di DRAGON QUEST TREASURES, uscito di recente, su Nintendo Switch™. La demo ti permette di scoprire le prime parti del gioco, che segue le avventure d’infanzia dei fratelli Erik e Mia di DRAGON QUEST XI: Echi di un’era perduta™ alla ricerca delle leggendarie Sette Gemme del Drago.

Tutti i progressi della demo, inclusi i dati di salvataggio, potranno poi essere trasferiti nel gioco completo. Chi decide di acquistare il gioco completo dopo aver giocato e finito la demo riceverà anche cinque proiettili dell’amicizia che saranno molto utili durante l’avventura.

Mettiti nei panni di Erik e Mia e segui il loro viaggio straordinario nel misterioso mondo di Draconia. Oltre ai due fratelli, potrai contare sulla compagnia di due bizzarre creature, Misha e Suyn, e di un gruppo di mostri amichevoli che recluterai nel corso dell’avventura. Potrai utilizzare le abilità uniche dei mostri per scoprire tesori nascosti e raggiungere aree altrimenti inaccessibili. Difenditi dai mostri nemici e dalle brigate rivali mentre torni alla base per far valutare i tesori che hai trovato. Più tesori raccoglierai, più aumenterai il valore della tua sala del tesoro, che ti permetterà di ingrandire la tua base e il tuo gruppo di mostri alleati.

Dragon Quest Treasures

DRAGON QUEST TREASURES è ora disponibile per Nintendo Switch. Chi acquisterà la Deluxe Edition digitale riceverà una copia di DRAGON QUEST TREASURES, tre mostri alleati (il Koguar, il Golem di rubino e il Draghetto di ghiaccio) e anche una serie di proiettili della grande fratellanza e di bombe Omnicura.


A poco più di un anno dall’uscita di Outriders ritorniamo a parlare di questo titolo grazie alla sua nuova espansione intitolata Worldslayer, la quale include una nuova serie di missioni e tanto altro! Avendovi già parlato in maniera approfondita del titolo di base all’interno della relativa recensione, questa volta ci dedicheremo all’analizzare nel dettaglio soltanto la nuova espansione pubblicata il 30 Giugno 2022 su tutte le piattaforme. Andiamo quindi ora a scoprire se questi nuovi contenuti saranno riusciti a dare nuova vita al titolo sviluppato da People Can Fly e Square Enix!

Una nuova minaccia

Per dare inizio ad Outriders: Worldslayer sarà innanzitutto necessario completare la campagna principale del gioco fino ad arrivare alla fase di endgame con la raccolta di pod e risorse essenziali per portare avanti la vita del genere umano su Enoch. Grazie ad una nuova funzione introdotta nel gioco (importante soprattutto per gli utenti interessati dalla costruzione di personaggi secondari) sarà anche possibile creare un nuovo personaggio direttamente al livello 30 e a fine campagna principale. A questo punto potrete parlare con Channa nel vostro campo base per avviare una nuova ricerca di un pod da sbarco, questa volta in un territorio estremamente gelido ed inospitale. Le condizioni climatiche ancor più avverse del solito sono principalmente da ricercarsi nelle tempeste dell’Anomalia, la cui intensità è cresciuta incessantemente nel corso del tempo, e non è tutto… Scopriremo ben presto che il pericolo è ancor più grave (e soprattutto imminente) di quanto ci saremmo potuti aspettare, e che l’Anomalia potrebbe finire per rendere vani tutti i nostri sforzi

Finiremo così per viaggiare attraverso nuovi e stupendi paesaggi alla ricerca di una soluzione più definitiva sia alla piaga atmosferica che agli scontri senza fine tra ECA e Ribelli. Incontreremo così alcuni nuovi personaggi, inclusa la nuova antagonista principale. Purtroppo però il tutto andrà a concludersi in circa 3-4 ore totali, partendo da un incipit promettente ed interessante e giungendo ad uno svolgimento e conclusione che, a nostro avviso, avrebbe meritato un approfondimento maggiore. Difatti molti dei nuovi dettagli che scopriremo sulla storia dei Pax saranno relegati a semplici nozioni del Diario; al contempo della nuova antagonista si saprà davvero molto poco, e sarà presente nella storia in maniera altrettanto ridotta (un vero peccato dato che era uno degli elementi più promettenti di questa nuova espansione). Di eccellente livello poi tutte le bossfight introdotte, inclusi diversi nuovi combattenti speciali (con anche una nuova classe di nemici), tra le quali ne figurano anche di inedite nel nuovo endgame.

Outriders Worldslayer

Endgame 2.0?

Concluse le 3-4 ore di campagna principale di Outriders: Worldslayer giungeremo al nuovo endgame del gioco che va ad aggiungersi a quello delle spedizioni con “caccia al pod” che tutti conosciamo. Parliamo infatti del tempio di Tarya Gratar, una nuova mappa di gioco composta da un percorso principale ed alcune stanze secondarie. Ogni stanza presenterà una tipologia di nemici casuale da affrontare e ,una volta sconfitti tutti quelli presenti, troveremo ad aspettarci un ricco bottino con loot casuale o (nel caso delle stanze secondarie) loot di una sola tipologia di equipaggiamento. Quest’ultima meccanica vi permetterà di andare specificatamente alla ricerca degli oggetti di vostro interesse, così se ad esempio alla vostra build dovesse mancare un guanto con uno specifico roll, potrete semplicemente affrontare la stanza che ha i guanti come ricompensa e poi andare dritti fino alla fine.

Nel complesso, anche senza affrontare le stanze secondarie, parliamo di un tempo medio per completare un’intera istanza molto più alto rispetto a qualsiasi spedizione già presente in gioco. In compenso però le ricompense che ci attenderanno saranno più sostanziose (e di parecchio!); ogni stanza avrà infatti un loot quasi paragonabile a quello di una spedizione, soprattutto considerando una scarsissima possibilità di ottenere equipaggiamento di qualità inferiore al viola, ma il bello viene alla fine. Una volta completato l’intero “dungeon” e sconfitto il boss finale potremo scegliere uno tra tre oggetti di livello “leggendario apocalisse”, una nuova rarità di cui vi parleremo a breve. 

Abbiamo apprezzato questa modalità soprattutto per le ricompense offerte, ma purtroppo alla lunga risulta essere abbastanza ripetitiva (nonostante una minima varietà data dai nemici minori), soprattutto se deciderete di sostituirla totalmente alle spedizioni. Inizialmente, in tutta onestà, speravamo si trattasse di una modalità con stanze, nemici e boss casuali di volta in volta (in stile camere del Caos di Tiny Tina’s Wonderlands per fare un esempio, o più in generale a mo’ di rogue-lite/like), e se fosse stato così a nostro avviso sarebbe stata una svolta in positivo per il gioco!

Outriders Worldslayer

Nuovi pericoli? Nuovi strumenti!

Per affrontare tutti i nuovi pericoli di Outriders: Worldslayer gli sviluppatori hanno messo a disposizione dei giocatori una serie di novità per rendere il vostro personaggio una vera e propria macchina di morte. Partiamo innanzitutto dalla già citata nuova rarità di oggetti, ovvero gli epici e leggendari “apocalisse”; si tratta di equipaggiamento con statistiche più alte rispetto al normale, ma soprattutto con un terzo slot di mod che può contenere anche modifiche di livello 3! Il terzo slot di questi oggetti non può essere modificato in alcun modo, pertanto potremo cambiare solo le prime due mod e per la terza dovremo affidarci al caso. In ogni caso tutti quelli che hanno avuto modo di provare Outriders sanno molto bene quanto una terza mod possa fare la differenza. La probabilità di trovare oggetti apocalisse sarà direttamente proporzionale al grado apocalisse del nostro personaggio (nuovi livelli di difficolta che vanno oltre il World Level 15).

Inoltre tutta l’esperienza che guadagneremo in questa nuova espansione non andrà sprecata, ma piuttosto sarà convogliata nei nuovi livelli ascensione grazie ai quali otterremo punti ascensione da spendere in quattro categorie utili a perfezionare le nostre build: Brutalità, Resistenza, Prodezza e Anomalia. A questi si aggiungono dei nuovi rami delle abilità Pax, ovvero nuove abilità passive (molte delle quali davvero molto forti) da aggiungere alle nostre build. Sarà possibile ottenere un massimo di cinque punti abilità Pax, e per farlo non dovremo fare altro che giocare e completare Worldslayer. Infine a quanto elencato finora bisogna aggiungere anche nuovi set leggendari per ciascuna classe, così come nuove armi e ovviamente nuove mod relative ad entrambi. Tutte queste novità potranno cambiare e potenziare radicalmente le nostre build, e la ricerca di una nuova build perfezionata sarà la principale spinta che ci porterà a continuare a giocare.

Outriders Worldslayer

In conclusione Outriders: Worldslayer risulta essere una buona espansione che aggiunge soprattutto potenziamenti e possibilità extra per le vostre build, soprattutto grazie agli oggetti apocalisse e ai punti Pax, ma anche in minima parte con il perfezionamento dato dai punti ascensione e, in determinati casi grazie ai nuovi set leggendari. La nuova campagna purtroppo si esaurisce fin troppo rapidamente ed in maniera quasi frettolosa, nonostante delle ottime premesse sia dal lato trama che da quello del nuovo antagonista. La nuova modalità di endgame, invece, risulta essere molto soddisfacente soprattutto dal punto di vista delle ricompense, ma purtroppo alla lunga finisce per essere abbastanza ripetitiva (cosa che invece avrebbe potuto dare una vera e propria svolta al gioco se soltanto le stanze consequenziali da affrontare fossero state casuali e più ricche di contenuti, quasi in stile Roguelike). Non aspettatevi dunque uno stravolgimento quanto piuttosto un motivo per tornare a creare nuove build e andare a caccia dell’equipaggiamento perfetto per affrontare sfide sempre più difficili!

Ai The Game Awards di questa notte, SQUARE ENIX e Luminous Productions hanno mostrato un nuovo trailer per il titolo di debutto dello studio, Forspoken, che annuncia la data d’uscita del gioco in tutto il mondo: il 24 maggio 2022. Il trailer è stato presentato dalla star di ForspokenElla Balinska, che interpreta la protagonista Frey Holland, e dall’attrice Pollyanna McIntosh (serie The Walking Dead), che si è unita al cast per interpretare la spietata Tantha Prav.

Nel nuovo trailer, i fan possono dare un’occhiata alla misteriosa terra di Athia e incontrare alcuni degli abitanti rimasti. Ci sono anche nuove informazioni sulla “Rovina”, ovvero un devastante miasma che corrompe incessantemente tutto quello che tocca. In qualche modo, Frey è sopravvissuta a questo strano fenomeno, offrendo così un filo di speranza ad Athia.

Le nuove immagini di gioco piene d’azione del trailer mostrano il modo in cui la missione di Frey ad Athia la porterà a scoprire varie ambientazioni in cui imparerà ad usare il suo parkour magico per viaggiare per questa terra sconosciuta in modo fluido e veloce. Si vedono anche alcune delle abilità magiche che userà per combattere le bestie feroci di Athia che incontrerà lungo il suo cammino, inclusi gli Zombie della Rovina e il Jabberwock, appena svelati. 

I giocatori hanno incontrato anche un nuovo personaggio di Forspoken, Tantha Prav, la malvagia strega impazzita interpretata dall’attrice della serie TV The Walking Dead, Pollyanna McIntosh. “È stato incredibile interpretare Tantha Prav, e non vedo l’ora che i giocatori la incontrino e la conoscano così come la vede Frey: una forza della natura inarrestabile e senza rimorsi, piena di segreti.” ha dichiarato la McIntosh. “Dimostrerà di essere un’avversaria spietata per i giocatori che seguiranno Frey nel suo viaggio nella terra di Athia.”

Forspoken

SQUARE ENIX e Luminous Productions hanno anche svelato i dettagli della Digital Deluxe Edition, il cui pre-order è disponibile da oggi. La Digital Deluxe Edition include dei fantastici bonus, tra cui:

  • Kit di risorse rare (incluso solo nella Digital Deluxe Edition per PlayStation 5);
  • Mini artbook (download digitale);
  • Mini-colonna sonora (download digitale);
  • DLC prequel “Forspoken: In Tanta We Trust”.

Chi effettuerà il pre-order della Digital Deluxe Edition riceverà anche gli oggetti e l’equipaggiamento descritti qui di seguito, che saranno d’aiuto nel corso dell’esplorazione di Athia:

  • Mantello Senza limiti, collana Combo di simboli, unghie Supporto aptico e il kit di creazione iniziale (PS5);
  • Mantello Élitecollana Combo spettrale eunghie Esplosione prismatica (PC).

Da oggi, inoltre, è possibile effettuare il pre-order della Digital Standard Edition. Coloro che lo faranno per la Digital Standard Edition per PS5 o PC (su STEAM, Epic Games Store o Microsoft Store), al lancio riceveranno anche i bonus del pre-order elencati qui sopra per le rispettive piattaforme. La versione fisica (su disco) del gioco sarà anche disponibile presso retailer selezionati. I pre-order della versione fisica (su disco) sono soggetti alla disponibilità e ai programmi dei retailer locali.  

Forspoken

Progettato per PS5, Forspoken sfrutterà al massimo la potenza della nuova console e permetterà a Luminous Productions di sviluppare la sua filosofia e offrire un’esperienza di gioco mai vista prima che fonde l’arte con le tecnologie più all’avanguardia. Forspoken uscirà simultaneamente su PS5 e PC (su STEAM, Epic Games Store o Microsoft Store) il 24 maggio 2022.

Oggi Eidos-Montréal ha pubblicato un nuovo, entusiasmante Spot TV per preparare il mondo all’uscita ufficiale di Marvel’s Guardians of the Galaxy. Nel trailer assistiamo a una delle adunate dei Guardiani, riunioni nel bel mezzo del combattimento che Star-Lord, Gamora, Drax, Rocket e Groot usano per valutare la situazione, discutere di strategia e punzecchiarsi a vicenda prima di decidere di passare al piano B: un assalto di squadra senza pietà sulle note di “Kickstart My Heart” dei Mötley Crüe.

Per i giocatori di Marvel’s Guardians of the Galaxy, la meccanica dell’adunata sarà una risorsa fondamentale per sopravvivere a ostacoli apparentemente insormontabili che incontreranno nel corso di questo folle viaggio attraverso il cosmo. Durante il combattimento, infatti, sarà possibile chiamare un’adunata e scegliere il discorso migliore per motivare i propri compagni. Scegliete correttamente e darete un bonus a tutti i Guardiani, che vi aiuterà a sbatacchiare le teste dei nemici mentre scapocciate al ritmo di uno dei 30 incredibili brani della colonna sonora.

Guardians galaxy spot

Marvel’s Guardians of the Galaxy sarà disponibile per PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One, PC e in streaming con GeForce NOW il 26 ottobre 2021. Marvel’s Guardians of the Galaxy è in arrivo anche su Nintendo Switch™ in versione cloud in alcune regioni, a partire dal 26 ottobre.

Outriders è un nuovo gioco sviluppato e pubblicato da People Can Fly e Square Enix che unisce ad una base di sparatutto in terza persona elementi tipici di RPG e di looter-shooter interamente online. Questa nuova IP, nata con l’obiettivo di dare vita a uno dei migliori giochi PvE, è stata pubblicata il 1 aprile per PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X/S, PC e Stadia.

Trama

L’incipit narrativo di Outriders è al contempo semplice ma altrettanto interessante: nel futuro l’umanità ha ormai esaurito ogni risorsa del pianeta Terra distruggendolo e arrivando inoltre al punto in cui la guerra è rimasta l’unica opzione per riuscire ad accaparrarsi le limitate risorse rimanenti. L’unica speranza per la sopravvivenza del genere umano diventa quindi la ricerca di un nuovo pianeta da colonizzare, pertanto si è deciso di inviare su diversi pianeti candidati delle sonde per carpirne al meglio le condizioni. Tra questi la scelta è infine ricaduta sul pianeta Enoch, un corpo celeste distante diversi anni luce dalla Terra, alla volta del quale vengono inviate due grandi navi spaziali (vere e proprie arche capaci di ospitare fino a 500.000 persone in criostasi), ovvero la Caravel e la Flores. Sfortunatamente, dopo 83 anni, la sola a riuscire a compiere il viaggio senza grossi danni è la Flores, mentre la Caravel non è riuscita a superare la sequenza di lancio.

Giunti sul nuovo pianeta Enoch, prima di permettere lo sbarco dei coloni, l’avanguardia militare chiamata Outriders atterra per recuperare gli ultimi dati dalle sonde ormai già giunte da diversi anni e trovare un luogo sicuro da cui poter ripartire con lo sviluppo del genere umano. Tra questi soldati esperti (e mercenari) troviamo il nostro protagonista (creato tramite un menu di personalizzazione non troppo generoso) e cominceremo a fare la conoscenza dei primi personaggi secondari di questo titolo. Purtroppo però l’ordine di sbarco viene dato con troppa fretta e la quasi totalità degli Outriders viene sterminata da una malattia a insorgenza rapida e da una strana tempesta elettromagnetica; i pochi sopravvissuti vengono riportati in criostasi con l’obiettivo di essere risvegliati quando sarà possibile fornire loro le cure adeguate. Finiremo però per risvegliarci ben 31 anni dopo, e in questo lasso di tempo la situazione è degenerata molto rapidamente.

La temibile tempesta (chiamata Anomalia), così come la non eccessiva disponibilità di risorse, ha infatti ricreato le condizioni per l’instaurarsi di una nuova guerra tra i sopravvissuti allo sbarco, con l’ente governativo dell’ECA da una parte e i ribelli dall’altra. Al nostro risveglio in un campo di ribelli non troppo sani di mente saremo spediti incontro a morte certa, nella terra di fuoco incrociato tra le due fazioni e con l’Anomalia in avvicinamento. Riusciremo però a sopravvivere alla tempesta dato che in alcuni casi, come nel nostro, questa riesce ad alterare le persone trasformandole in potenti Mutazioni dotate di capacità sovrannaturali che le rendono quasi delle divinità viventi. Da questo momento in poi ci ritroveremo a collaborare con l’ECA per trovare il modo di recuperare una buona parte delle risorse rimaste bloccate a bordo della Flores, ma soprattutto trovare un luogo sicuro in cui poter vivere senza il pressante pericolo dell’Anomalia. Purtroppo la trama, per quanto riesca ad essere interessante, non risulta particolarmente incisiva, probabilmente soprattutto a causa della caratterizzazione dei vari personaggi. Comunque noterete diversi spunti concettualmente molto interessanti che danno valore al mondo di gioco, anche grazie a diversi elementi di lore.

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Gameplay

Il nucleo centrale di Outriders è quello classico degli sparatutto in terza persona di stampo looter shooter (un po’ come visto recentemente con The Division 2); a questo va però ad aggiungere degli elementi da RPG estremamente ben azzeccati. Abbiamo infatti di base un gioco in cui dover sfruttare le coperture per evitare i colpi dei nemici e in cui dover raccogliere continuamente loot lasciato dai nemici per poter affrontare in modo sempre più efficiente le varie orde di nemici da affrontare. A questo bisogna dunque aggiungere la parte indubbiamente migliore rappresentata dalle classi e dalle mod. Nel primo caso parliamo di categorie di abilità che andranno a contraddistinguere il nostro personaggio, mentre nel secondo di modificatori per vestiario e armi in grado di aggiungere bonus attivi e passivi imprescindibili per riuscire ad avanzare al meglio delle nostre possibilità.

Sono dunque presenti quattro diverse classi: il Tecnomante, il Piromante, il Mistificatore e il Demolitore. Avremo il Tecnomante che sfrutta i poteri di gelo e veleno, oltre che la manipolazione di oggetti metallici per creare torrette e armi, il Piromante che utilizza il fuoco e ricopre i nemici di cenere per bloccarli sul posto, il Mistificatore che è in grado di controllare lo spazio e il tempo e, infine, il Demolitore, una classe più “tank” che manipola la pietra ed è capace di infliggere sanguinamento ai nemici. In aggiunta alle abilità uniche (un totale di otto tra cui potremo sceglierne tre da usare) e stati alterati di ogni classe avremo anche degli alberi delle abilità grazie ai quali dare vita a varie sottoclassi (da quella che si focalizza sulle cure o la resistenza a quella incentrata sull’uso delle armi, abilità e così via), e tra queste dovremo cercare di focalizzarci su una in particolare per massimizzare l’efficacia dei limitati punti esperienza.

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Ogni classe di Outriders presenta inoltre alcuni bonus passivi legati a particolari categorie di armi (come quelle a lunga distanza per il Tecnomante o, viceversa, a distanza ravvicinata per il Demolitore), ma anche e soprattutto delle abilità di cura passive molto importanti in termini di gameplay. Di base, infatti, un gioco di questo tipo porterebbe il giocatore all’uso continuato delle coperture per poi aver modo di contrattaccare nei momenti più opportuni. In questo caso invece viene incentivato uno stile di gioco più “aggressivo” con il Demolitore e Mistificatore che ottengono cure in base ai danni o uccisioni eseguite a distanza ravvicinata, il Piromante che ottiene cure per ogni nemico ucciso quando marchiato dalle sue abilità e infine il Tecnomante che ottiene semplicemente cure per una percentuale del danno inflitto. L’uso delle coperture diventa quindi relativamente secondario rispetto all’uso frequente delle abilità (soprattutto di quelle che più si adattano al nostro stile di gioco), delle armi giuste al momento giusto, degli attacchi corpo a corpo e l’uso sapiente del terreno di scontro.

Le possibilità offerte dalle classi con le rispettive abilità non si fermano qui, ma vengono ulteriormente incrementate dalle già citate mod. Si tratta di elementi presenti in tutti gli oggetti di vestiario e armi di livello blu o superiore e caratterizzate da un livello minimo di uno e massimo di tre in base ai loro effetti. Queste rappresentano forse la parte più importante del gameplay poiché per affrontare il gioco al massimo livello di sfida offerto (altro elemento di cui parleremo in seguito) è importante utilizzare delle mod adatte alle nostre abilità e stile di gioco. Potremo così avere modificatori che ci conferiscono vari bonus passivi o attivi o persino andare ad influire in maniera pesante sull’efficacia delle nostre abilità, permettendoci ad esempio usi multipli di una stessa prima di attivarne il cooldown, di infliggere danni aggiuntivi, aggiungere ad un’abilità capacità simili ad un’altra e tanto, tanto altro. Anche le mod presenti sulle diverse bocche da fuoco aggiungono effetti di diverso tipo come la possibilità di applicare uno status particolare, trasformare i nemici uccisi in bombe, far piovere fulmini su tutti quelli che subiranno i nostri colpi e via dicendo.

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La particolarità delle mod in Outriders è però che queste non sono strettamente vincolate a quel particolare oggetto ottenuto; ogni volta che otterremo un pezzo di equipaggiamento con una nuova mod ci basterà smantellarlo per poterla sbloccare in maniera definitiva. Una volta sbloccato un dato modificatore questo potrà essere inserito su qualunque altro oggetto dello stesso tipo (arma/arma o vestiario/vestiario) sostituendone uno già presente. Considerate però che sarà possibile sostituire solo una mod per oggetto, pertanto nel caso di oggetti di rarità epica o leggendaria (viola o gialla), i quali sono dotati di due slot, dovremo comunque sperare di ottenere una mod utile (da mantenere) e una facilmente rimpiazzabile o eventualmente fare una scelta per mantenere un setup complessivo di nostro gradimento. Considerato quanto detto sinora è quasi superfluo sottolineare quanto la varietà sia un elemento preponderante ed estremamente valido in questo titolo.

Concludiamo la parte dedicata al gameplay soffermandoci sull’applicazione pratica che gli sviluppatori hanno voluto dare alla difficoltà in questo nuovo Outriders. Sin da subito noteremo, sotto la barra relativa all’esperienza accumulata dal nostro personaggio, una barra relativa al cosiddetto “Livello del Mondo”; si tratta di un livello correlato con la difficoltà degli scontri che affronteremo, ma anche alla quantità e tipo di loot che potremo trovare (aumentando dunque la nostra possibilità di trovare oggetti leggendari). Questo avanzerà di pari passo con la crescita del nostro personaggio andando a sbloccare il livello successivo, e ciascuno di questi livelli andrà ad aumentare il livello massimo dei nemici rispetto al nostro così come quello degli oggetti ottenibili (ad esempio il level cap per il nostro personaggio è di 30, ma potremo ottenere oggetti anche di livello 50). Un modificatore di difficoltà e ricompensa analogo è inoltre presente nella parte legata all’Endgame, ovvero 14 missioni chiamate spedizioni e caratterizzate dal cosiddetto “Livello di Sfida”.

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Longevità

La durata complessiva di Outriders risulta essere ovviamente strettamente correlata a quanto vorremo dedicarci al completamento delle diverse missioni secondarie, incluse quelle di caccia a mostri unici o taglie. Per completare la sola campagna principale avrete bisogno di circa 10-12 ore di gioco, ma questa è appunto solo una parte del gioco completo. Le missioni secondarie, e soprattutto l’esplorazione dell’endgame alla ricerca della build perfetta per il nostro personaggio, potranno aggiungere facilmente decine di ore aggiuntive che possono inoltre essere arricchite dal gioco in coop con uno o due amici. Il titolo è infatti giocabile interamente in gruppo con la possibilità per ogni giocatore presente nella partita di completare le missioni del proprio personaggio anche se uniti a un’altra sessione. Anche se nessuno dei vostri amici è in possesso del gioco potrete comunque cercare giocatori casuali tramite il matchmaking che include anche il Cross-play, pertanto se deciderete di attivarlo potrete giocare anche con utenti di altre piattaforme.

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Comparto Tecnico

Abbiamo avuto modo di provare Outriders in maniera approfondita su PlayStation 5, PlayStation 4 e in misura minore su PC; il titolo mostra una grafica complessiva di buon livello sia per quanto riguarda le texture che i dettagli di personaggi e categorie di nemici, anche se le animazioni facciali non risultano essere particolarmente eccelse. Ottimi soprattutto gli effetti e i dettagli di illuminazione, ma anche l’efficienza dei caricamenti su PlayStation 5 e PC, mentre su PS4 risultano essere di media-lunga durata. In particolare segnaliamo una differenza non troppo importante tra console di vecchia e nuova generazione (così come nei confronti del PC) se non per la stabilità del framerate che nel caso della nuova si mantiene stabile sui 60fps (con solo una zona specifica a causare piccoli cali) con risoluzione dinamica in 4K, mentre sulla vecchia si attesta sui 30fps. Di eccellente livello l’ispirazione e la caratterizzazione del mondo di gioco, con i diversi biomi di Enoch, così come delle varie tipologie di nemici e boss da affrontare, anche se in quest’ultimo caso un pizzico di varietà in più non avrebbe guastato.

Ottimo il sonoro per gli effetti e musiche, mentre abbiamo riscontrato livelli qualitativi altalenanti nel caso del doppiaggio in lingua italiana, soprattutto se confrontato con il doppiaggio originale in inglese (cosa che potrebbe anche capitarvi di notare dato che molto raramente ci può essere la sostituzione delle voci o dei sottotitoli con quelli inglesi per via di un bug). Altra piccola nota da segnalare riguarda la gestione della regia delle cutscene, le quali risultano molto spesso tagliate in maniera fin troppo netta e con un effetto di tremolio della camera che per alcuni potrebbe risultare anche essere fastidioso, anche se può essere semplicemente rimosso tramite le opzioni. Infine dal punto di vista dei bug in gioco non abbiamo avuto modo di riscontrarne alcuno nel corso della nostra intera partita ma, purtroppo, ci sono attualmente episodi di crash del gioco relativamente frequenti così come di instabilità ai server (entrambi problemi ai quali gli sviluppatori sono attualmente al lavoro per risolvere il tutto quanto prima).

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In conclusione Outriders riesce a nostro avviso a trovarsi un proprio posto tra i titoli cooperativi di questo genere grazie alla sua ricchezza di contenuti tra gioco principale e endgame (con quest’ultimo che potrebbe essere ulteriormente aumentato con un supporto futuro dagli sviluppatori) oltre che meccaniche particolarmente riuscite in termini di gameplay, grazie all’ampia varietà dell’arsenale (dal punto di vista estetico e non) e soprattutto delle mod e delle classi, nonostante per queste ultime ci vorrebbe un leggero miglioramento nel bilanciamento che allo stato attuale fa in modo da rendere alcune build fin troppo efficaci rispetto alle altre (parlando nell’ambito di una stessa classe, tra classi invece il bilanciamento le rende abbastanza simili). Peccato per una trama che avrebbe potuto aggiungere quel qualcosa in più mentre invece si limita a fare da accompagnamento al gameplay, soprattutto dal punto di vista della lore. Ottima, infine, la longevità complessiva e il fattore divertimento che può essere incrementato dal gioco in cooperativo con uno o due amici e di buon livello un comparto tecnico attualmente minato da alcuni problemi di crash e instabilità ai server che speriamo vengano corretti quanto prima.

Abbiamo provato la “Royal Edition”, ovvero il nuovo DLC di Final Fantasy XV, e siamo rimasti colpiti dai contenuti messi a nostra disposizione da questo nuovo contenuto scaricabile dell’ultimo capitolo della saga di Final Fantasy.

Come potremmo descriversi in poche parole la “Royal Edition” di Final Fantasy XV? Beh è la versione “completa” del gioco, molto discusso, made by Square Enix nel lontano 2016. La casa giapponese, a quasi due anni dal day one, ci offre una versione “definitiva” del gioco che, oltre ai DLC già rilasciati, ci permette di godere appieno le avventure di Noctis e compagni; riducendo i buchi nella trama e dando, infine, molte delle spiegazioni richieste a gran voce dalla community dei gamers sin dall’uscita del gioco.

Ma andiamo con ordine, ecco i contenuti inclusi nella “Royal Edition” di Final Fantasy XV: 

  • le Rovine di Insomnia: una intera nuova zona con nuove missioni e nuovi nemici, come Cerberus e Omega;
  • Controllo totale dello Yacht reale: il mondo di Eos si espande con la possibilità di esplorare le acque tra Capo Caem e Altissia;
  • Un accessorio per attivare la nuova azione Panoplia Suprema: dopo aver raccolto tutte le armi ancestrali, sarà possibile sferrare degli attacchi potentissimi evocando la Panoplia;
  • Una nuova visuale in soggettiva: per giocare dalla prospettiva di Noctis;
  • Contenuti scaricabili: tra cui delle armi, delle verniciature per la Regalia e dei set di oggetti;
  • Tutti i contenuti inclusi finora nel Season Pass: Episode Gladio, Episode Prompto, Episode Ignis e Comrades;
  • Archivio: ora è possibile scoprire più informazioni sui miti e le leggende locali tramite le storie della Cosmogonia sparse per il mondo di Final Fantasy XV;
  • Missioni per ottenere e migliorare la Regalia Type-D;
  • Il gioco base con nuovi trofei e obiettivi.

Dopo aver elencato i contenuti della “Royal Edition” di Final Fantasy XV, possiamo passare ad una sommaria elencazione di cosa potrete trovare nel DLC.

Cominciamo dalle rovine di Insomnia che sono un vero e proprio pezzo di mappa aggiunto nel capitolo 14 selezionabile nel menu principale sotto la voce “selezione capitolo”. In questa mappa ci saranno missioni da portare a termine con l’aiuto di vecchie conoscenze. Non ci porteranno via troppo tempo e non saranno troppo difficile ma saranno utili per scoprire un po’ le origini della città che ha dato alla luce il principe Noctis.

Lo yacht invece non ci darà nulla di particolarmente innovativo: solo nuove ricette e nuovi luoghi in cui pescare, ma anche delle nuove location per le foto fatte da Prompto.

Parliamo della nuova visuale in prima persona; nuova modalità di cui non si sentiva il bisogno e che, fondamentalmente, lascia il tempo che trova. La visuale in prima persona è ,infatti, totalmente inutile nei combattimenti dato che non si capisce nulla ed è troppo frenetico; troverebbe, invece, maggiore ragion d’essere nell’esplorazione ma, di fatto, sono molto poche le situazioni in cui si può esplorare senza dover combattere.

Sono stati aggiunti dei libri da raccogliere e leggere in giro per Eos e che spiegano un po’ la storia per dare un po’ di profondità e spessore ad una Lore accusata, spesso e volentieri di essere troppo lineare.

In conclusione, per noi che abbiamo affrontato questo gioco fin dall’inizio, e che, dal Day One, abbiamo accumulato circa 150 ore di gioco acquistando finanche il Season Pass, questa “Royal Edition” non aggiunge nulla a quanto visto fin qui. Quello che viene aggiunto, al netto dei nuovi contenuti, non è indispensabile ai fini dell’esperienza di gioco. Per chi si approccia a Final Fantasy XV per la prima volta, invece, la “Royal Edition” è la versione definitiva che permette di godere del gioco nella sua interezza, godendone fino alla fine. In definitiva “Final Fantasy XV: Royal Edition” è la scelta consigliata per chi vuole giocare all’ultimo capitolo della saga più famosa di sempre nel modo più completo possibile; viceversa, se avete già il gioco nella sua versione originale con il season pass, questo contenuto aggiungerà davvero poco alla vostra esperienza di gioco.

 

Abbiamo provato “Lost Sphear” e siamo rimasti affascinati dall’ultima produzione dei ragazzi di Tokyo RPG Factory (sviluppatore fondato da Square Enix nel 2015); una piccola perla capace di restituirci le emozioni che provavamo a giocare ai grandi classici RPG degli anni ’90.

La trama di “Lost Sphear” è quella tipica dei giochi RPG old school: il nostro personaggio (Kanata), che negli ultimi tempi ha cominciato a fare dei sogni particolari, vede la sua vita stravolta dall’improvvisa scomparsa di buona parte del suo mondo sotto una coltre di nebbia bianca ed impenetrabile; il nostro eroe quindi, accompagnato ai suoi fidati amici Lumina e Locke, intraprenderà un viaggio alla ricerca dell’origine di questo strano fenomeno. Il nostro Kanata, infatti, è l’unico in grado di dissolvere questa nebbia grazie al potere dei ricordi che solo lui può materializzare; comincerà così la sua personale odissea che lo porterà ad attraversare l’impero rimanendo spesso invischiato nelle sue questioni politiche.

Lost Sphear ha dunque una trama che potremmo definire “classica” in cui il nostro eroe, durante un viaggio che lo porterà ai quattro angoli del mondo in compagnia dei suoi migliori amici (ottimamente caratterizzati), si troverà ad affrontare il suo personale percorso di crescita; scoprendo ben presto che la realtà non può dividersi tra buoni e cattivi o bianchi e neri ma che, come troppo spesso accade, il mondo offre una miriade di sfumature di grigio tra cui è difficile scegliere. Il tutto attraverso una lunga serie di dialoghi silenziosi (sul modello di Final Fantasy VII per intenderci) in un mondo vario e colorato, pieno di NPG ciascuno con la sua piccola storia da raccontare.

Anche per quanto riguarda il gameplay, Lost Sphear non si discosta dai suoi illustri antenati e ci offre la possibilità di modificare l’equipaggiamento dei nostri personaggi con armi ed armature sempre più potenti mentre, per quello che riguarda abilità e magie, sarà necessario trovare ed equipaggiare degli accessori detti  “Spritnite” con i quali sarà possibile dotare i nostri eroi di skills sempre più potenti; indispensabili nel prosieguo del gioco per affrontare dei nemici sempre più forti. Anche il sistema di combattimento prende a piene mani dai caposaldi del genere RPG e ci offre un’esperienza tattica incentrata su un’oculata scelta del posizionamento dei nostri personaggi; il combattimento si svolge a turni (ricordate il vecchio ATB?) con Kanata ed i suoi che potranno colpire uno o più nemici a seconda della posizione scelta sul campo di battaglia. Per quello che riguarda il livello di difficoltà possiamo assicurarvi che, dopo una prima fase di ambientamento, il gioco saprà offrirvi battaglie decisamente impegnative. Una menzione a parte va fatta per il sistema “Momentum” grazie al quale sarà possibile accumulare energia subendo attacchi nemici; energia che sarà poi possibile rilasciare al momento opportuno premendo il giusto tasto ed infliggendo danni aggiuntivi. Starà a noi decidere come e quando utilizzare questa abilità, in grado di ribaltare anche gli scontri più ardui. Altra menzione d’onore riguarda l’introduzione delle Vulcosuit: armature capaci di potenziare gli attacchi dei nostri personaggi ed indossabili consumando una particolare energia ricaricabile solo dormendo nelle locande.

Per quello che riguarda il comparto grafico “Lost Sphear”, così come i capolavori che lo hanno ispirato, è caratterizzato da una realizzazione stilizzata dei personaggi che si muovono in un mondo colorato e pieno di vita; personaggi inquadrati dall’alto secondo la più classica visuale isometrica.

Ma non è tutto oro quello che luccica. Nonostante “Lost Sphear” sia una piccola meraviglia per tutti i nostalgici del genere RPG old school, non abbiamo potuto non notare alcune “leggerezze” nella realizzazione di questo titolo: un esempio su tutti sono i Dungeon che, troppo spesso, sono composti da due/tre stanze unite da corridoi.

 

Final Fantasy XV è stato uno tra i più discussi capitoli della famosa saga targata Square Enix e, con “Episodio Ignis” porta sotto i riflettori il cuoco più protettivo del mondo videoludico. Se non volete spoiler vi raccomandiamo di giocare alla campagna originale di Final Fantasy XV, di guardare l’anime brotherhood e godere del film kingslaive.

TRAMA

Episodio Ignis si svolge in uno dei momenti più tragici ed importanti della main story di Final Fantasy XV e, più nello specifico, racconta quello che accade al buon Ignis Scientia durante l’evacuazione di Altissia: mentre la sciamana Lunafreya invoca e cerca di domare il  potente Leviatano, uno dei sei Summons, e Noctis corre incontro alla sua amata per salvarla e prendere il potere del Leviatano, i nostri tre compagni di squadra cercano a loro volta di portare a termine il loro compito ossia far evacuare la città e proteggere i cittadini di Altissia. Mentre Ignis, Gladio e Prompto sono alle prese con il caos che si è propagato in città si dividono e Ignis si ritrova da solo contro l’impero che è sceso in campo. Così come in ogni precedente dlc anche in questo ci saranno dei compagni di avventura pronti a condividere il fardello ed il pericolo; non vogliamo spoilerarvi troppo ma il personaggio che vi accompagnerà sarà di grande aiuto per voi e scoprirete che i vostri obbiettivi non sono poi molto distanti.

GAMEPLAY

Per quello che riguarda il gameplay questo non sarà poi molto diverso da quello del gioco principale. Le uniche cose che cambieranno saranno le abilità utilizzabili (esempio su tutti è dato dal rampino che ci permetterà di salire sui tetti di Altissia) ed il fatto di poter cambiare l’elemento delle nostre daghe. Avremo infatti tre possibili scelte: ghiaccio (utile per immobilizzare i nemici per qualche secondo), fulmine (che implementa la velocità degli attacchi e ci permette di  muoverci molto rapidamente sul campo di battaglia) e fuoco (che aumenta il danno inferto ai nemici). Non mancheranno i momenti in cui premere triangolo ci darà un vantaggio e la possibilità di sferrare combo per eliminare velocemente i nemici. Esattamente come in Final Fantasy XV, sparsi per i quartieri di Altissia ci saranno gli ormai noti accampamenti che, però, non serviranno a cucinare ma solo come checkpoint; potremo, poi, liberare le zone occupate dai soldati, ci basterà uccidere tutti e passare alla prossima zona. La grande quantità di nemici e di zone da liberare permette al dlc di avere una longevità che si attesta sulle cinque ore.

FINALI MULTIPLI

Avete letto bene. In questo dlc ci saranno due finali ben distinti e saremo noi a scegliere quale vivere. Vi starete chiedendo come, in un gioco che avrete finito, ci possano essere più finali. Una domanda legittima che però trova risposta nel momento stesso in cui giocherete al dlc. In un momento specifico dovrete fare una scelta molto importante, una risposta che farà sì che la storia che conoscete si avveri. L’altra scelta invece darà vita a un pezzo di storia che non c’è mai stato ma che ,secondo noi, i fan avrebbero voluto vedere invece che il finale da tutti conosciuto. Non che il finale speciale non lo sia ma sembra quasi voler dire: ”ecco come sarebbe andata a finire la storia se Ignis avesse fatto la scelta sbagliata”.

Personalmente abbiamo amato il finale di Final Fantasy XV e questo nuovo finale non ci ha trasmesso le stesse emozioni. Ma è stato molto interessante vedere come potevamo andare a finire le cose se fossero stati i fan a creare la storia.

Dopo aver spolpato per bene la storia di Ignis, come al solito, ci sarà il caro vecchio scontro che non può mancare nei dlc. Ma invece che scontrarvi contro il partner vi scontrerete con il principino Noctis. Divenuto spavaldo deve essere rimesso in riga e chi meglio della sua balia per tale compito?

CONCLUSIONI

Il dlc più atteso dai fan di Final Fantasy XV non poteva deludere. E infatti non ci ha delusi. Ha risposto a domande che ci eravamo posti e chiarito molti dubbi. Giocare a questo dlc è stato come vedere un film in cui però siete voi a comandare il protagonista. Non vorremmo sbilanciarci nel dire che questo potrebbe essere il più bel dlc che sia uscito. Vi farà piangere e arrabbiare allo stesso tempo. Piangere perché saprete che il finale alternativo è solo una mera fantasia e arrabbiare perché quelli della Square Enix vogliono giocare con i vostri sentimenti e ci riescono alla grande. La colonna sonora è perfetta e calza alla perfezione.