The Spectrum Retreat è un titolo indie rompicapo in grado di mettere alla prova tutta la vostra logica e la vostra capacità di pensare tridimensionalmente.

The Spectrum Retreat ci porterà all’interno di un albergo, nei panni di un uomo che ricorda a mal la pena il suo nome. Ben presto saremo contattati attraverso uno strano “cellulare” da una donna chiamata Cooper, la quale ci aiuterà a capire cosa è in realtà il Penrose Hotel e ricordare il perché ci troviamo lì, intrappolati in una specie di loop infinito. All’inizio le domande saranno tante (a partire dal perché dello strano aspetto degli inservienti dell’hotel) ma avanzando tutte troveranno una risposta, sia attraverso ricordi di dialoghi, sia grazie a documenti precedenti al nostro ingresso nell’albergo che troveremo un po’ ovunque ed infine anche grazie a dei cubi blu (nove in totale), i quali fungeranno anche da collezionabili.

Il nostro unico scopo sarà quello di trovare una via d’uscita dal Penrose, e per fare ciò dovremo affrontare un totale di 32 livelli rompicapo suddivisi in cinque “piani” e sarà d’obbligo completare ciascun piano per poter procedere al successivo, con intermezzi esplorativi e di enigmi ambientali. Il nostro principale strumento per risolvere questi puzzle sarà proprio il cellulare che riceveremo all’inizio del gioco, grazie al quale sarà possibile catturare dei colori da dei cubi bianchi o di vario colore così da poter oltrepassare delle barriere dello stesso colore. Se inizialmente questi enigmi sembreranno alquanto semplici, proseguendo aumenteranno in complessità ed aggiungeranno un paio di nuove meccaniche (che gli amanti di Portal apprezzeranno certamente). L’unica pecca che vi abbiamo riscontrato è che in alcuni sporadici casi sarà essenziale il cosiddetto “trial and error”, per cui per comprendere esattamente come completare un livello dovremo necessariamente sbagliare.

A livello tecnico il titolo non ha nulla da invidiare ad alcuni titoli tripla A, grazie ad una grafica di buon livello con texture e poligoni ben curati; un comparto audio di buon livello e doppiaggi (in lingua inglese) ben curati. Ed anche una longevità complessiva di circa quattro ore consona al tipo di titolo così da non renderlo nè eccessivamente lungo e noioso nè troppo breve. Parlando invece di problemi tecnici non abbiamo riscontrato nulla di grave se non qualche piccolo problema di collisioni, un freeze che ci ha costretti a riavviare il gioco (ma comunque si tratta di un problema di poco conto visto che tra ogni livello ci sarà un checkpoint) ed al più in qualche raro caso una desincronizzazione tra parlato e sottotitoli.