Il primo passo sul satellite pallido di Armstrong ha favorito la nascita di giochi da tavolo che consentono di vivere emozioni spaziali anche nel proprio salotto

“One small step for a man, one giant leap for mankind”: un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l’umanità. Lo sbarco sul satellite pallido, avvenuto il 20 luglio di 50 anni fa, ha cambiato la storia. Il primo passo sulla luna dell’astronauta americano Neil Armstrong ha infatti rappresentato un evento straordinario che ha fissato un punto fermo e indelebile nella storia dell’umanità. In grado oltretutto, di stimolare negli anni successivi, la fervida fantasia di registi e scrittori, ma anche quella degli ideatori dei giochi da tavolo. Un legame, quest’ultimo, forse non così noto che ha portato alla nascita di diversi giochi – da Apollo XIII a 1969, da S.P.A.C.E. a Kepler-3042 – che permettono di portare nel proprio salotto emozioni spaziali.

“Si tratta di uno dei tantissimi effetti collaterali, inaspettati e curiosi, che l’allunaggio nel mare della tranquillità del LEM ha determinato e che ci fa particolarmente piacere ricordare in questi giorni in cui si rievoca questo fatto straordinario” evidenziano gli organizzatori di Play, il più grande festival del gioco italiano che proprio alla corsa allo spazio ha dedicato un ampio spazio nell’ultima edizione tenutasi ad aprile di quest’anno.

I giochi che consentono di “trasformarsi” in astronauti e vivere il sogno dello spazio sono diversi: da 1969 che rievoca il tema della corsa allo spazio delle varie nazioni con strategie, programmi e reclutamento di scienziati per essere i primi sulla Luna ad Apollo XIII che permette di ricostruire la missione spaziale più famosa. C’è inoltre S.P.A.C.E. che – realizzato in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana – consente di costruire sonde per esplorare i pianeti del sistema solare, oppure Kepler-3042 che prefigura una nuova corsa allo spazio tra mille anni. Non va poi dimenticato l’altro affascinante obiettivo, il pianeta rosso, Marte, protagonista di Terraforming Mars, First Martians, Pocket Mars, Missione Pianeta Rosso.

“In attesa della XII° edizione di Play organizzata da ModenaFiere, in programma, dal 3 al 5 aprile del 2020, un modo decisamente originale per rievocare lo sbarco sulla luna può essere quindi quello di farsi una partita con uno dei giochi da tavolo citati: il rischio di perdersi nello spazio è nullo, a fronte della certezza di passare qualche ora di divertimento, in famiglia o con gli amici” conclude Andrea Ligabue tra i maggiori esperti di gioco a livello nazionale e da sempre direttore artistico di Play-Festival del Gioco.

Qui troverete un video a riguardo 

GIOCHI DA TAVOLOA TEMA: CORSA ALLO SPAZIO

Terraforming Mars

Giocatori: 1-5

Età: 12+

Durata: 120 m

Anno: 2016

Autore: Jacob Fryxelius

Editore: FryxGames, Stronghold Games

Editore italiano: Ghenos Games

I giocatori guidano una delle corporazioni intente a colonizzare e terraformare il pianeta rosso: un processo che richiederà grandi progetti e diverse generazioni. Occorre innalzare la temperatura, creare oceani e aumentare il livello di ossigeno per popolare il pianeta con città e foreste. Il gioco dedica particolare attenzione agli aspetti scientifici, dalla mappa fino alle caratteristiche dei progetti.

 

First Martians

Giocatori: 1-4

Età: 10+

Durata: 60 m

Anno: 2017

Autore: Ignacy Trzewizcek

Editore: Portal Games

Editore italiano: Pendragon Game Studio

Un gioco collaborativo impegnativo ed avvincente, che mette i giocatori di fronte al compito di creare una stazione permanente su Marte, primissimo passo di una possibile colonizzazione del pianeta rosso. Il gioco presenta diverse missioni, tutte con un altro livello di rigiocabilità, e si appoggia ad una app che permette di gestire con facilità gli oltre 500 eventi e di rendere ogni sfida davvero unica.

 

Pocket Mars

Giocatori: 1-4

Età: 10+

Durata: 15-30 m

Anno: 2017

Autore: Michał Jagodziński

Editore:Board&Dice

Editore italiano: MS Edizioni

Un gioco di carte, veloce ma non banale, che racconta le fasi avanzate della colonizzazione di Marte. I giocatori avranno a disposizione uno shuttle per traghettare i nuovi coloni dalla terra al pianeta Rosso, sfruttando al meglio i propri moduli (carte) e le opportunità offerte dalle 5 installazioni sul pianeta.

 

Missione Pianeta Rosso

Giocatori: 2-6

Età: 14+

Durata: 45-90 m

Anno: 2015

Autore: Bruno Cathala, Bruno Faidutti

Editore: Asmodee

Editore italiano: Giochi Uniti

Un gioco che tratta la conquista di Marte in maniera scanzonata e un po’ caotica. In una ambientazione SteamPunk i giocatori dovranno gestire al meglio i razzi per Marte, affidandosi anche alla fortuna per ottenere i posti migliori e puntare alle aree più interessanti. Un sistema di “ruoli” ispirato al famosissimo Citadels garantisce una partita ricca di colpi di scena e pugnalate alle spalle.

 

Apollo XIII

Giocatori: 2-5

Età: 13+

Durata: 45-75 m

Anno: 2015

Autore: Andrea Crespi

Editore: Pendragon Game Studio

Un gioco cooperativo che permette di ricostruire la missione spaziale più famosa, con molta tensione e grande attenzione agli eventi storici. I giocatori dovranno collaborare per affrontare i vari disastri che minacciano la missione. Nei momenti più critici avranno solo un minuto di tempo reale per prendere decisioni da cui dipenderà la vita degli astronauti.

 

S.P.A.C.E.

Giocatori: 2-5

Età: 8+

Durata: 30 m

Anno: 2016

Autore: Marco Garavaglia

Editore: Libreria Geografica, Post Scriptum

Ogni turno i giocatori possono costruire sonde da inviare nello spazio per esplorare i pianeti del Sistema Solare, oppure contribuire alla stazione spaziale ISS. Le carte riportano scoperte scientifiche reali da rivelare giocando. Un gioco di carte dal chiaro intento didattico, scritto con la collaborazione dell’Agenzia Spaziale Italiana, ma che non rinuncia a divertire i giocatori.

 

1969

Giocatori: 2-5

Età: 10+

Durata: 90 m

Anno: 2012

Autore: Aureliano Buonfino, Andrea Crespi, Lorenzo Silva, Lorenzo Tucci Sorrentino

Editore: Cranio Creations

Ciascun giocatore controlla il programma spaziale di una diversa nazione, in una corsa contro il tempo per essere i primi a mettere piede sulla Luna. I giocatori potranno assumere scienziati per far progredire le proprie ricerche, ma anche spie per rallentare quelle altrui, e dovranno decidere quanti rischi correre. Una insolita combinazione di gestionale e gioco di fortuna basato sui dadi.

 

Kepler-3042

Giocatori: 1-4

Età: 14+

Durata: 60-90 m

Anno: 2016

Autore: Simone Cerruti Sola

Editore italiano:Placentia Games

Anno 3042: le nazioni della Terra hanno la tecnologia per raggiungere lontani pianeti da terraformare e danno il via a una nuova corsa per lo spazio. Un gioco gestionale con un interessante sistema di azioni e risorse: i giocatori dovranno gestire con attenzione le loro riserve di energia, materia e antimateria.

 

Battlestar Galactica: The Board Game

Giocatori: 3-6

Età: 10+

Durata: 120-300 m

Anno: 2008

Autore: Corey Conieczka

Editore: Fantasy Flight Games

Una corsa allo spazio… al contrario. In questo gioco collaborativo basato sull’omonima e popolare serie TV, i superstiti dell’umanità cercano di fuggire dai terribili Cylon per raggiungere il perduto e ormai leggendario pianeta Terra. Ma attenzione: qualunque giocatore potrebbe essere segretamente un Cylon infiltrato, in lotta contro i giocatori umani.

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Downward Spiral: Horus Station è il punto di partenza per lo studio 3rd Eye che ha creato un’esperienza per la realtà virtuale ancora un po’ grezza. Interessante la possibilità di provare a muoversi a gravità zero, peccato per il gameplay da rivedere.

In Downward Spiral: Horus Station, il giocatore si ritrova proiettato all’interno di una stazione spaziale che appare completamente abbandonata dal suo equipaggio. Il giocatore dovrà quindi muoversi in totale assenza di gravità all’interno della stazione spaziale per riuscire non solo a riattivarla, ma anche per scoprire cos’è successo al resto dell’equipaggio. Il tutto con una narrazione veramente sottotono (alcuni potrebbero definirla persino inesistente). L’esplorazione è basata sulla risoluzione di enigmi alquanto semplici: infatti si tratta spesso di trovare qualche scheda o delle batterie.

 

Nella stazione il giocatore non sarà da solo; ad accoglierlo troverà alcuni robot fluttuanti. In caso di sconfitta, si ripartirà da una delle tante camere di rigenerazione sparse in giro, mentre per procedere dovrà prima eliminare i nemici rimasti ancora in vita. Compito piuttosto semplice considerando che per i nemici non vi è respawn e che, dunque, saranno via via in inferiorità numerica.

L’esperienza di gioco si rivela senz’altro più apprezzabile attraverso l’utilizzo dei visori per la realtà aumentata. Provandolo infatti anche utilizzando mouse, tastiera e schermo del pc le sessioni di gioco in single player si sono rivelate meno coinvolgenti. Tuttavia Downward Spiral: Horus Station offre oltre all’avventura in solitaria, offre anche altre modalità di gioco come la modalità co-op e deathmatch, tutte rigorosamente in assenza di gravità… anche in questo caso però il divertimento è legato all’utilizzo dei visori.

Downward Spiral: Horus Station ci è sembrato quindi ancora parecchio grezzo, mostrando criticità un po’ su tutti i fronti, a partire dalla narrazione poco interessante. Vi consigliamo quindi di attendere che sia scontato e di giocarlo esclusivamente se dotati di un visore per la realtà aumentata.

Spice Pirates and Zombies 2 (d’ora in poi Spaz2) è un titolo indie veramente particolare, anche se non mi ha colpito positivamente. Inizialmente, avendo letto la presentazione che ne danno gli sviluppatori, questo titolo aveva sucitato in me moltissime aspettative, purtroppo ho avuto modo di ricredermi…

È inutile, nonostante le valutazioni utenti su Steam estremamente positive, per noi (o meglio, per me) Spaz2 è stata una delle peggiori delusioni videoludiche della mia vita da videogiocatore. Ma procediamo con calma.

Spaz 2 è ambientato in una galassia post apocalittica in continua evoluzione. Dopo che la minaccia zombie che ha sconvolto l’universo è stata finalmente sconfitta, la società è crollata, il carburante per le astronavi è piuttosto scarso e la sopravvivenza è legata al reperimento di varie risorse.

Inizialmente la Galassia contiene centinaia di flotte (200), ognuna che cerca in ogni modo di sopravvivere. I capitani delle flotte Npc possono fare tutto ciò che può fare anche il giocatore, il quale  non ha alcun ché di speciale e non ha alcuna “missione” per la salvezza della galassia, deve semplicemente trovare il modo di sopravvivere. Poiché la scarsità delle risorse, col passare del tempo, diventa sempre più critica, le varie flotte entrano inevitabilmente in conflitto tra loro per la sopravvivenza. È altresì possibile creare vere e proprie fazioni con Npc per ricevere protezione reciproca ma la fame può spingere i vecchi amici al tradimento. Il giocatore dovrà quindi costantemente guardarsi sia dai nemici che dagli amici.

Le fazioni più forti difendono i loro territori, creano centri di risorse e creano basi stellari. Le fazioni più deboli possono ricorrere alla pirateria. Ogni capitano è unico, persistente e concorre a plasmare la galassia. Quando due o più fazioni si incontrano, (quasi sempre) si arriva allo scontro. E qui cominciano a delinearsi le due anime principali di Spaz2 : Da una parte, il lato strategico con l’esplorazione, il controllo territoriale e la creazione di fazioni; dall’altro il lato action con la costruzione di navi, la tattica di combattimento e il recupero.

Il combattimento lascia dietro di sè navi danneggiate ed equipaggi morti, ma anche nuove parti e risorse da recuperare per i vincitori. Tutte le parti delle astronavi sono modulari e generate in modo casuale. La costruzione delle navi può essere fatta direttamente durante le battaglie, anche se talvolta sconfiggendo un nemico è possibile estrarre parti delle navi nemiche. Ma ogni battaglia altri capitani in cerca di parti di recupero.

Il mio parere

Nonostante le promettenti premesse ho trovato Spaz2 estremamente noioso, macchinoso e non divertente. A partire dall’ambientazione non particolarmente originale, dalle meccaniche di combattimento veramente difficili da comprendere appieno se non si passa del tempo a “studiarle”. Inoltre, alla lunga, appare veramente troppo ripetitivo: infatti si passerà necessariamente la maggior parte del tempo di gioco ad esplorare la galassia in cerca di risorse e nulla più. Senza aggiungere che una sconfitta in battaglia può risultare particolarmente frustrante, in quanto costringerà il giocatore a ricominciare da un livello praticamente inferiore rispetto a quello iniziale. Il gioco è stato rilasciato pochi giorni fa (7 novembre 2017) ma presenta ancora numerosi miglioramenti da apportare, e per il momento non vale il prezzo (19,99 € su steam) a meno che non siate affezionati al genere.

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