L’universo di Warhammer 40K è vasto e ricolmo di sfaccettature d’ogni genere che abbracciano un arco temporale trentennale. Come molti sapranno, Warhammer nasce come gioco da tavolo a turni largamente diffuso nei primi anni 90 con un susseguirsi di espansioni ed adattamenti videoludici più o meno gloriosi.

In questa recensione analizzeremo il recente Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition, riedizione del precedente Space Hulk: Deathwing uscito nel dicembre 2016. Space Hulk: Deathwing altri non è che l’adattamento dell’espansione Deathwing uscita nel 1990.

 

 

Il gioco traspone dunque le vicende in tre dimensioni, lasciandoci impersonare il Bibliotecario atto a ricercare le reliquie perdute nell’agglomerato di navi alla deriva chiamate Space Hulk di cui, nello specifico, la Deathwing ne fa parte. La trama del gioco non ha un imprinting particolarmente immersivo ne cinematografico ma conferisce al giocatore gli spunti giusti per capire al meglio il perché si ci ritrova in un determinato luogo a fare tutto ciò che vi ritroverete a fare durante il vostro cammino.

 

 

Space Hulk: Deathwing nasce come sparatutto strategico, mettendo a disposizione del giocatore una certa componente manageriale volta al controllo di due compagni che vi seguiranno per tutta la durata dell’avventura. Il vostro compito sarà dunque quello di gestire gli alleati per più semplicemente affettare e riempire di piombo tutto ciò che si muove, di fatti avrete a disposizione diverse armi, sia bianche che non, da poter selezionare a vostro piacimento nella schermata di load-out.

Oltre al semplice attacco melee con spada e mitragliate continue avrete anche diverse abilità da sfruttare a seconda della situazione e disponibili solo per il personaggio principale; potrete scaraventare gli avversari altrove con una potente onda d’urto, controllare torrette, sprigionare fiamme per incenerire i nemici o, più semplicemente, curarvi quando serve. Oltre a quanto detto, potrete anche richiamare l’HUB ogni qual volta i vostri seguaci andranno K.O. o nel caso in cui abbiate finito le scorte di cure mediche, limitato a sei: richiamando l’HUB dunque potrete ripristinare totalmente i punti ferita del vostro schieramento e tornare in battaglia.

 

 

Tecnicamente Space Hulk: Deathwing Enhanced Edtion è un gioco molto semplice che si limita a replicare scenari angusti e tetri, che per certi versi richiamano produzioni simili a quella di Alien Isolation, il tutto con un motore grafico solido e leggero, capace di poter sfruttare anche la risoluzione 4K in modo egregio, grazie probabilmente alla mappa assai semplice e spesso anche ripetitiva. Ad ogni modo il gioco e godibile anche se il comparto tecnico risulta, a tratti, un po’ datato.

Dove Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition pecca è proprio nello scarso livello di originalità e sfida che spesso si traduce in ammassi di nemici pronti a farsi bucherellare senza sosta, il che rende il tutto molto ripetitivo e tedioso. Quanto detto però non significa necessariamente che il prodotto finale sia scadente ed è dunque necessario sottolineare come, in effetti, le dinamiche riscontrate in-game siano perfettamente in linea con l’edizione da tavolo. Il team di sviluppo su questo fronte ha certamente svolto un ottimo lavoro e l’errore è forse da ricercare alla base, poichè meccaniche simili al giorno d’oggi restano parecchio antiquate e poco esaltanti.

 

 

Ad ogni modo l’Enhanced Edition approdata su Steam lo scorso 22 maggio, porta con se una serie di migliori e contenuti esclusivi che arricchiscono e valorizzano l’esperienza di gioco senza intaccarne lo stile; edizione che, senza alcuna ombra di dubbio, gli amanti della serie sapranno apprezzare.

Space Hulk: Deathwing Enhanced Edition resta dunque un gioco per i fan di Warhammer 40K ed in linea con le produzioni scaturite dal franchise, senza esaltare ne innovare quanto fatto fin’ora, restando in parte un classico more of the same con ambientazione e contesto diverse dal solito.