Sony infiamma la sua Game Collection del PlayStation Plus di novembre con due autentici capolavori.

Finalmente ci siamo, Sony ha alzato il sipario sulla prossima Instant Game Collection riservata ai suoi fedelissimi.

Il colosso giapponese ha infatti annunciato in via ufficiale quali sono i due videogame che tutti gli abbonati al servizio PlayStation Plus potranno scaricare gratuitamente nel mese di novembre. Videogame naturalmente indirizzati alla sua console di ultima generazione: PlayStation 4.

Nioh

Tutti gli appassionati della sontuosa trilogia ruolistica di Dark Souls avranno di certo già sentito parlare di Nioh. Il gioco a marchio Koei Tecmo, realizzato dai talentuosi ragazzi di Team Ninja, riprende infatti le meccaniche delle produzioni soulslike di Hidetaka Miyzakai, trascinandoci in una brutale avventura action in cui saremo chiamati ad affinare le nostre abilità, potenziare armi e sconfiggere alcuni dei più feroci antichi demoni del Giappone.

Ambientato nel sanguinoso periodo Sengoku, Nioh ci mette nei panni di un lupo solitario impegnato a combattere per liberare uno spirito guardiano dalle grinfie di uno stregone assetato di potere.

Outlast 2 

Passando al secondo titolo selezionato da Sony per i PlayStation Plus di novembre 2019, si tratta di uno dei survival horror più apprezzati degli ultimi anni, plasmato da Red Barrel dopo l’incredibile successo del primo capitolo.

Outlast 2 ci porta ad immergerci in una disperata lotta per la sopravvivenza in una comunità rurale isolata, mentre siamo sulle tracce di nostra moglie, rapita da una minacciosa setta. Dopo essere scampati alla morte in un incidente in elicottero, ci ritroveremo così a partire per il villaggio in rovina di Temple Gate alla ricerca della nostra amata mentre folli abitanti ci danno la caccia.

Nioh e Outlast 2 saranno disponibili per il download dal PlayStation Store a partire dal 5 novembre e fino al 3 dicembre. Vi ricordiamo inoltre che fino al 5 Novembre potrete scaricare i giochi gratis di Ottobre, ovvero The Last of Us Remastered e MLB 2019!

 

 

 

Il treno della nostalgia continua a correre imperterrito in questa particolare fase della nostra vita videoludica, con i posti a sedere delle prime carrozze che uno dopo l’altro sono stati occupati da mostri sacri ritornati in pompa magna con remake o remastered (come Residen Evil 2, Crash Team Racing e Spyro per citarne alcuni). Ad occuparsi della resurrezione del nostro Sir Daniel Fortesque stavolta è stata Other Ocean Interactive, che con questo remake di MediEvil può timbrare il biglietto come mai prima d’ora.

Da parecchio è già noto che non ci troveremo di fronte ad un nuovo gioco, e che le feature di questa nuova edizione saranno pressoché le stesse del titolo originale del 1998. Tuttavia, per la gran parte dei giocatori di vecchia data entrerà a gamba tesa il fattore nostalgia a conferire quel valore aggiunto alla produzione, un valore che, nonostante tutto, non ha né forma e né prezzo. In attesa che il titolo arrivi sugli scaffali il 25 ottobre in esclusiva PlayStation 4.

Bentornati a Gallowmere

L’antico incubo del reame di Gallowmere è tornato. Zarok, lo spietato stregone che viveva nella città, invidioso della felicità e della gentilezza della popolazione, si munì di un enorme esercito di demoni per conquistare l’intero regno. Le leggende narrano che il campione del Re, Sir Daniel Fortesque, riuscì a fare piazza pulita dei demoni e infine a salvare il reame sconfiggendo Zarok. Ci vorrà però ben poco per capire come le leggende abbiano smussato la verità e di come gli eventi siano stati travisati. Tuttavia, cento anni dopo questi avvenimenti, l’era di pace che si è venuta a creare ha fine, con lo stregone rivelatosi capace di riportare in vita dal sottosuolo antiche salme, mentre il mondo dei viventi viene corrotto dal suo potere malvagio.

Anche Sir Fortesque finisce però con l’essere riportato in vita da questo immenso potere, ed è ora pronto più che mai a prendersi la sua rivincita e divenire il vero eroe di cui vengono narrate le gesta. La nostra avventura, che molto probabilmente ben conoscete, avrà quindi inizio dalla cripta del campione, che pian piano inizierà ad equipaggiarsi e a migliorare le sue abilità, intraprendendo un viaggio che lo porterà al nascondiglio del suo nemico e all’inevitabile scontro finale.

In termini ludici, siamo davanti al classico action in terza persona con livelli predefiniti che potremo giocare anche più di una volta (magari per ottenere oggetti che non siamo riusciti ad aggiudicarci alla prima run). Anche se a un veloce sguardo iniziale l’esperienza di MediEvil sembri poggiare su una classica struttura a “corridoio”, alcuni livelli offrono delle “piacevoli” zone più aperte, che dovranno essere esplorate per ottenere determinati oggetti, il tutto senza mai sfociare nemmeno lontanamente in un open world. In quasi tutti i livelli sarà possibile ottenere un calice che, riempito con le anime dei nemici caduti, potremo portare nella Sala degli Eroi al fine d’ottenere armi ed oggetti utili dalle statue dei nostri vecchi compagni d’arme. Attenzione però, ottenerlo non sarà mai una passeggiata e non basterà solamente uccidere i nemici, perché spesso per raggiungerlo dovremo risolvere dei puzzle ambientali o simili. Sempre apprezzabili i combattimenti, con anche i mostri più semplici a rispecchiare una concreta minaccia, e le boss battle ogni volta diverse dove vi giocherete il tutto per tutto… pena, ricominciare il livello dall’inizio.

Ricordiamo che se scaricherete e giocherete la demo del titolo (disponibile gratuitamente sul PlayStation Store), otterrete in game un oggetto: si tratta dell’Elmo di Daniel, che se equipaggiato vi farà giocare il titolo potenziando i nemici, che diventeranno ancora più coriacei e letali!

MediEvil

 

Il punto di vista di Dan

Anche se sul piano ludico la produzione è rimasto ancorata all’esperienza generale già vista in passato, il comparto tecnico moderno riesce a colmare il sottile limite tra fantasia e immaginazione che vivemmo su PlayStation 1, mostrandoci con gli occhi di oggi quello che già vedevamo (o meglio, che pensavamo di vedere) ai tempi. Le modifiche sono state infatti effettuate soprattutto nella gestione delle immagini e dell’HUD, rifinendo il box dell’inventario e i segnalatori di salute e di scudo. Chiaramente il comparto grafico, al livello di oggi, ha offerto molte più possibilità di quanto ci si sarebbe mai potuti immaginare, e l’adeguamento effettuato da Other Ocean ha reso giustizia al nome del brand anche con il supporto al 4K.

A farci storcere il naso tuttavia è stato altro: mantenere fedele il titolo è certo una buona mossa se il pubblico è formato da soli nostalgici, ma possiamo dire che il passaggio generazionale è riuscito solo a metà. Alcuni dei difetti da cui MediEvil era afflitto su PS1 sono stati inevitabilmente trasposti, senza però rinfrescare sufficientemente il lato tecnico (ora con meno limiti). Un esempio è legato al movimento di Sir Daniel, non sempre preciso al millesimo e che in più di una occasione ci vedrà incastrati in qualche spazio angusto (magari anche solo urtando uno spigolo) senza apparente motivo. Inoltre la gestione della telecamera si è rivelata in alcune mappe il vero “tallone da scheletro”, magari disorientandoci in momenti a dir poco cruciali. Ciliegina sulla torta, il mancato inserimento del target lock, che avrebbe a dir poco attualizzato una produzione di questo genere.

La difficoltà del titolo è rimasta quasi invariata, risultando solo leggermente più abbordabile di quanto ricordavamo (o forse siamo semplicemente cresciuti noi). A farci imprecare è stata invece la gestione dei checkpoint (praticamente inesistenti) che negli ultimi anni sono valsi a questo titolo l’appellativo di “soulslike ante litteram”; per fortuna però, a snellire l’esperienza c’è la features legata all’autosalvataggio, totalmente automatico ogni qualvolta termineremo un livello.

MediEvil

Il comparto audio risulta essere una delle cose meglio riuscite, con una soundtrack veramente importante registrata di nuovo da zero dalla Prague Symphony Orchestra affiancata a un team di doppiaggio degno delle grandi occasioni. L’audio originale vede Jason Wilson riprendere il proprio ruolo di Sir Dan e Lani Minella come narratrice.

Chiaramente il titolo, data la sua importanza e l’ampia richiesta, è stato anche localizzato completamente in italiano (doppiaggio compreso), cosa che ne incrementa ulteriormente l’appetibilità. Chicca dopo chicca, con effetti sonori ripresi a piè pari (e ripuliti per l’occasione), MediEvil al netto dei suoi limiti si conferma un titolo adatto a tutti i giocatori, sempre che si scenda a patti con qualche imprecazione e a qualche sbavatura.

Gameplay

Analogamente alla trama, il gameplay di Medievil richiama esattamente le stesse meccaniche (ed emozioni) provate all’epoca della prima PlayStation: l’opera infatti, per chi non lo sapesse, è un platform con degli elementi Hack ‘N Slash dove il giocatore deve attraversare una serie di livelli, ciascuno contenente una serie di ostacoli dalla difficoltà variabile.

Man mano che si progredisce nel gioco, il nostro eroe può sbloccare numerose e preziosissime armi ed oggetti di difesa (come armature e scudi) che sono utili ai fini dell’avanzamento del titolo e che si possono equipaggiare sfruttando un apposito inventario (per aprirlo basterà semplicemente utilizzare il touchpad del vostro controller Dualshock).

Fate attenzione quando utilizzate gli scudi: essi, infatti, hanno una resistenza limitata ai colpi dei nemici, dunque una volta superato il numero prestabilito l’oggetto tende a distruggersi e vi potreste ritrovare a dover sconfiggere i nemici senza una difesa adeguata. Fortunatamente il titolo concede, in alcuni punti della mappa, di trovare dei tesori dove al loro interno potreste trovare proprio degli scudi e quindi raggirare l’eventuale problema.

MediEvil

Le modalità d’attacco presenti in MediEvil sono due: fisica (per chi preferisce un approccio più diretto sfruttando armi come spade, martelli o clave) o a distanza (in questo caso, per poter attaccare, vengono utilizzate armi a distanza come coltelli, balestre o archi). Nel caso di quest’ultime, i colpi che avrete a disposizione saranno limitati. Tuttavia, in giro per i vari livelli, è comunque possibile trovare i negozi (rappresentati da delle inquietanti facce da Gargoyle) dove rifornirsi a prezzi non eccessivamente proibitivi. In entrambi i casi è consigliato fare molta attenzione alla strategia d’attacco che si vuole utilizzare, dato che le tipologie di nemici che vi trovate di fronte hanno differenti caratteristiche e, in alcuni casi, per eliminarli conviene utilizzare le armi a distanza per evitare di trovarsi in spiacevoli situazioni.

MediEvil

Recuperare la vita nei diversi mondi di gioco non è né semplice e né scontato: In alcune piccole zone della mappa sono presenti dei punti verdi che consentono di ricaricare la vostra barra vitale. Tuttavia non tutti i livelli hanno queste zone e, quindi, se sciaguratamente non dovreste trovarlo, per riprendere la vita dovrete pregare di trovare in giro delle pozioni della vita che, vi garantiamo, sono fondamentali non solo per riprendervi ma anche per poter avanzare nel gioco senza farsi troppi problemi, dato che le pozioni intervengono automaticamente (facendovi recuperare la vita) non appena perdete tutti i punti ferita.

MediEvil

MediEvil offre, al di là dei soliti livelli, anche delle piccole subquest che rendono il titolo ancora più longevo. Fortunatamente, nella nostra prova, non siamo incappati in clamorosi cali di frame rate anche se, quando le azioni sono concitate, il titolo ne soffre leggermente. Una menzione d’onore va alla meravigliosa colonna sonora che saprà allietarvi (e inquietarvi) ogni volta che terrete il pad alla mano. Meno piacevole è invece il doppiaggio, curato discretamente come d’altronde lo era anche nella versione originale.

Il lavoro svolto dai ragazzi di Other Ocean Interactive è sicuramente notevole, e siamo sicuri che, in questo prestigioso mese di Ottobre, la remastered di MediEvil riuscirà ad imporsi molto bene nel mercato videoludico nonostante l’agguerrita concorrenza di alcuni giochi dall’aspetto vagamente horror sotto il periodo di Halloween.

Avete mai pensato a ciò che può creare la mente di un giovane artista? Grazie alla nuova esclusiva per PlayStation 4 realizzata da PixelOpus, possiamo. Abbiamo avuto l’onore di provare il titolo Concrete Genie, disponibile per la console Sony dal giorno 8 ottobre 2019.

Si tratta di una storia particolare e decisamente molto colorata: attenzione però, mai giudicare un libro dalla copertina. Ci avrà convinti? Scopriamolo insieme in questa nuova recensione!

La storia ha inizio a Denska, una cittadina marittima ormai abbandonata e caratterizzata principalmente da  un forte inquinamento. E’ una città spenta, putrida, senza un briciolo di vitalità e colma di pessimi graffiti che fanno da cornice alle strutture malandate, vittime di atti di vandalismo quotidiani.

In cima alla città, intento a disegnare nel suo piccolo quaderno, incontriamo Ash, un giovane ragazzo che grazie a questi disegni ci mostra fin da subito i momenti di splendore di Denska: bambini sorridenti corrono per le strade, le strutture sono forti e resistenti e la città è piena di vivacità e colori.

Ora, purtroppo, tutto ciò è solo un triste e lontano ricordo: la città è ormai sovrastata da quella che viene chiamata oscuritàscure radici violacee che rendono la cittadina ancora più morta. Nessuno vi abita, solo un gruppetto di bulli che quotidianamente si divertono ad infastidire, anche brutalmente, il povero Ash.

Concrete Genie

In seguito ad un particolare evento, finalmente vestiremo i panni di Ash e ci ritroveremo al vecchio faro che un tempo illuminava la città, alla ricerca di alcuni fogli. Improvvisamente uno dei nostri disegni, precisamente la piccola Luna, prenderà magicamente vita e ci farà capire che la città ha bisogno di noi, della nostra arte: il solo modo per riportarla in vita è accendere delle lampadine che incorniciano i vicoli ed ogni angolo di Denska.

Come possiamo accendere queste lampadine? Luna ci regalerà un pennello speciale, grazie al quale potremo portare la nostra arte dal quaderno alle mura della città: il nostro compito sarà quello di riportare i colori a Denska, riempendola di dipinti, magia e sconfiggendo l’oscurità che si annida in essa.

Non sarà un’impresa così semplice, però. Nel corso della nostra avventura avremo bisogno di un piccolo aiuto da parte dei nostri Geni. I Geni sono delle creature realizzate dal piccolo Ash che, in determinate situazioni, ci aiuteranno a superare vari ostacoli e ci forniranno la Super Pittura, utile quando ci troveremo di fronte ad un’oscurità più fitta.

Possiamo suddividere i geni in tre categorie: fuocoelettro e vento. Potremo regalargli l’aspetto che più desideriamo: orecchie a punta, rotonde, corpo piccolo e paffuto o lungo e magro, una coda appuntita oppure dei fiori come cappello. Una volta scelto l’aspetto esteriore del nostro Genio, ci basterà animarlo e a quel punto diventerà il nostro fedele compagno di avventure!

A volte ci chiederanno di realizzare determinati dipinti: siate buoni ed accontentateli. In cambio vi daranno tanto amore e anche la Super Pittura. Inoltre, come detto in precedenza, ci aiuteranno in varie situazioni: ad esempio per attivare la corrente di qualche cancello oppure per bruciare degli oggetti o spostarne altri.

Nel corso del titolo dovremo anche fare attenzione a quel famoso gruppetto di bulli, che si aggirerà per i vicoli della città. Molte volte si fermeranno proprio nei luoghi in cui dobbiamo accendere le lampadine: a quel punto ci basterà attirarli lontano (principalmente chiamandoli) e fuggire via. Questi ragazzi, però, hanno delle storie particolari e ne verremo a conoscenza in futuro.

All’inizio il titolo potrà sembrare abbastanza monotono: creare un Genio, muoversi per la città, accendere le lampadine e sbloccare varie zone di Denska. In realtà, quando meno ve lo aspetterete, verrete colpiti da vari colpi di scena che ribalteranno completamente l’opinione che avete riguardo al videogioco.

Inoltre dal punto di vista narrativo Concrete Genie è abbastanza spoglio, alcuni dettagli riguardanti la vita dei personaggi ci verranno regalati sporadicamente sotto forma di flashback ma niente di più. Ciò che però offre questo titolo è qualcosa di intenso e speciale.

Verremo catapultati in un mondo incantevole ed unico, caratterizzato da una grafica vibrante e viva. I dipinti che realizzeremo assieme ad Ash sono magnetici e ogni volta che cliccheremo il tasto per dipingere, verremo avvolti da una particolare melodia che non potrà fare altro che strapparci un sincero sorriso.

Il modo in cui i Geni si rivolgono a noi e in cui si muovono o fanno smorfie, trasmette un senso di tranquillità e tenerezza mai provato prima.

Ogni angolo della città, una volta riportato in vita, acquisterà un proprio significato ed una propria storia, fino a diventare un libro che non ci stancheremo mai di sfogliare. E’ un vero e proprio Paese delle Meraviglie, solo che al posto di cappellai matti e tazzine di tè, troveremo teneri Geni e un piccolo ragazzo pieno di coraggio e colori.

Concrete Genie ci regala un viaggio inaspettato, caratterizzato da un’atmosfera ed una magia degni di nota. Ci permette di entrare nella mente di un giovane ragazzo e di osservare ciò che essa può realizzare, ci fa capire quanto l’arte sia importante e quanto possa giovare al mondo intero. Ash ci mostrerà il mondo dal suo punto di vista e ci permetterà di farne parte: un titolo che offre delle esperienze simili non può essere lasciato dietro.

Sotto alcuni punti di vista è quasi un invito a portare l’arte in ogni angolo della nostra vita perché senza di essa la vita è come Denska: cupa, scura e priva di ogni gioia.TV

Di fianco alla modalità di gioco principale ritroviamo anche una modalità dedicata al PlayStation VR. Si tratta principalmente di una modalità di “disegno creativo” su superfici 2D o anche 3D e basata sugli stessi principi del gameplay principale. In seguito ad un breve “tutorial” di circa 30 minuti sbloccheremo la modalità di disegno libero nella quale poter liberare la nostra fantasia su diversi scenari messi a nostra disposizione.

Finalmente Sony ha rilasciato la data d’uscita di Playstation 5 – Natale 2020. Oltre a questo ha rilasciato anche diverse informazioni:

  • Supporterà il Ray-Tracing grazie a un chip dedicato. Non sarà quindi una aggiunta software. La GPU a livello hardware ha una ray-tracing acceleration.

  • Monterà un lettore Blu-ray 4K.

  • Interfaccia Utente completamente ridisegnata: I giochi installati sulla console forniranno informazioni in tempo semi-reale su quelle che sono le possibilità attività in cui lanciarsi.

  • Il DualShock 5 introdurrà il feedback tattile, un sistema più immersivo del classico rumble e i trigger L2 ed R2 adattivi che offriranno vari livelli di resistenza, in modo ad esempio da percepire meglio il lancio di una freccia dopo aver teso la corda dell’arco. In più monterà un nuovo e più potente speaker, che in combinazione con il feedback tattile, andrà a generare degli effetti incredibili. Ultima cosa saranno ricaricabili via usb type-c.

  • Monterà un SSD: Ciò permetterà non solo tempi inferiori di caricamento ma anche una “installazione selettiva” dei giochi. I videogiochi non saranno più trattati come un unico enorme blocco di dati, ma diventeranno più “modulari”. Sarà possibile installare solo la parte di gioco che ci interessa. Ad esempio, solo la modalità multiplayer, tralasciando il resto o viceversa.

PlayStation 5
Uno dei tanti concept creati per la PS5

Speriamo di scoprire altre interessanti novità della PS5 nei prossimi giorni, incluso il design della console stessa ma anche dei controller, nonostante pare che questi ultimi saranno molto simili a quelli della PlayStation 4.

Anteprima MediEvil – I primi due livelli affrontati nella versione dimostrativa di certo non rendono ancora l’idea completa della ricostruzione effettuata da Other Ocean Interactive: malgrado ciò, possiamo dormire sogni tranquilli, perché l’atmosfera sembra rimasta intatta, e con lei il fascino di un cult indimenticabile, dipinto con una grafica moderna. MediEvil è uno di quei titoli che meritano di tornare, meritano un restauro e meritano anche un seguito vero e proprio.

Come per ogni mese Sony ha annunciato i giochi che verranno offerti gratuitamente agli abbonati al servizio Plus di PlayStation; questo mese troveremo WipEout Omega Collection e Sniper Elite 4. Questi due titoli saranno disponibili per il download dal PlayStation Store, all’interno del catalogo dei giochi mensili PS Plus, a partire dal 6 agosto.

WipEout Omega Collection

Il primo include in un unico pacchetto WipEout 2048, WipEout HD e l’espansione HD Fury, tutti e tre rimessi a nuovo per non sfigurare su PlayStation 4 e PlayStation 4 Pro – e compatibile anche con la realtà virtuale di PlayStation VR. Gareggerai contro il tempo e contro gli altri concorrenti per trionfare sul podio, sbloccando decine di navi mentre avanzi lungo le 26 piste. La competizione si fa più agguerrita online, dove otto giocatori si sfidano in circuiti ad alta velocità. Puoi anche giocare uno contro uno con un amico sul divano.

Sniper Elite 4

È uno sparatutto in cui dobbiamo affrontare i classici nazisti interpretando un cecchino. Intrufolati dietro le linee nemiche e impegnati a respingere le forze dell’Asse dalla penisola italiana. In qualità di agente segreto, dovrai esplorare ambienti sterminati e diversificati e annientare i nemici prima di mettere a segno il colpo perfetto su obiettivi di alto livello nella caccia alla super arma nazista che mette a rischio tutta l’Europa. Usa un mix di trappole ed esplosivi, ambienti pericolosi, attacchi corpo a corpo e, naturalmente, il tuo fedele fucile di precisione per seminare il caos nelle roccaforti nemiche. Per una strategia ancora più efficace, fai squadra con un amico online per abbattere i bersagli nella modalità campagna cooperativa o prova le missioni cooperative dedicate per due o quattro giocatori e le modalità multigiocatore competitive per un massimo di 12 giocatori.

Fino al 6 Agosto gli abbonati PlayStation Plus potranno ancora scaricare i giochi gratuiti di Luglio: Detroit Become Human ed Horizon Chase Turbo.

20 anni e non sentirli!

Sin dalla sua prima comparsa nell’ormai lontano 1996 Crash Bandicoot è riuscito ad appassionare buona parte degli utenti della prima PlayStation di casa Sony. Tre anni (e tre capitoli) dopo, Naughty Dog pubblicò una versione di Crash interamente incentrata su uno stile di guida arcade competitivo estremamente divertente. Ciò che più ha sancito il successo di questo “Crash Team Racing” è stata quasi certamente la modalità multigiocatore in locale grazie alla quale in molti hanno potuto sfidare gli amici, con tante ore di divertimento aggiuntivo.

A ben 20 anni dalla sua pubblicazione, rieccoci a parlare di questo titolo grazie all’uscita di questo magnifico Remake: Crash Team Racing Nitro-Fueled! Crash torna così, ancora una volta a bordo del suo bolide, per cercare di sconfiggere Nitros Oxide e salvare il nostro pianeta. Difatti, nella modalità storia, questo strano alieno ha promesso che risparmierà la Terra se un “campione” riuscirà a sconfiggerlo in una gara!

Con questo semplice pretesto ci ritroveremo ad affrontare numerose gare all’interno di un vasto scenario di piste tutte estremamente ispirate e rese in maniera ottimale, in linea con la grafica dell’attuale generazione. L’obiettivo sarà sempre arrivare al primo posto, così da vincere un trofeo; una volta ottenuti tutti i trofei di una zona (quattro per ciascuna area) dovremo affrontare un “Boss” in una sfida 1vs1, per sbloccare l’area successiva.

Classico ma non troppo

Data la sua natura di remake, Crash Team Racing: Nitro-Fueled segue fedelmente la base del vecchio Crash Team Racing, aggiungendo però alcune piccole, e spesso interessanti, novità. La prima a saltare all’occhio è la possibilità di selezionare all’inizio dell’avventura una modalità aggiuntiva, chiamata Nitro-Fueled, che si affianca a quella Classica, più vicina al titolo orginale; Questa nuova tipologia di story mode vi dà la possibilità di giocare le normali gare della storia principale, lasciandovi al contempo la libertà di personalizzare o cambiare il vostro personaggio e il vostro Kart in qualsiasi momento.

Buona parte degli elementi di personalizzazione può essere ottenuta completando l’intera storia principale, ma non solo. Molti oggetti possono anche essere acquistati all’interno di uno shop chiamato “Pit Stop”; non temete, non si tratta di uno shop con necessità di acquistare con “soldi veri”, ma con i crediti forniti dal gioco stesso, elargiti in giusta quantità in base ai vostri risultati nelle singole gare, fornendo una buona aggiunta alle possibilità di personalizzazione.

Ultima, ma non per importanza, novità introdotta è la presenza dei Gran Premi, ovvero vere e proprie seasons costituite da un insieme di sfide di varia natura, grazie alle quali è possibile ottenere del “Nitro“: una sorta di esperienza che permette di salire di grado e sbloccare personaggi, kart, e oggetti di personalizzazione aggiuntivi! La particolarità è che ciascuno dei Gran Premi si svolgerà su piste totalmente nuove che saranno rilasciate dagli sviluppatori con il tempo e che vanno così ad aggiungersi alle piste di Crash Team Racing più le tredici di Crash Nitro Kart presenti nel gioco.

Gare “all’ultimo sangue”

L’intero gioco è costruito su un gameplay di base solido e più profondo di quanto si possa credere. Per sgominare i nostri avversari abbiamo a disposizione un vasto arsenale di “armi e gadget” che dovrà essere sfruttato al massimo, anche perché gli altri piloti non hanno senza alcuna remora nei nostri confronti. Ci troviamo quindi a gareggiare e nel mentre lanciare o schivare casse di TNT, missili, bombe, turbo per accelerare e così via. Il tutto funziona egregiamente in qualsiasi modalità di gioco, senza alcuna eccezione.

Tutti questi “sistemi di distruzione” possono essere ulteriormente potenziati per infliggere danni maggiori o acquisire caratteristiche aggiuntive (ad esempio una cassa di TNT diventa una cassa di Nitro, e se la prima ci salta in testa per poi esplodere dopo qualche secondo, lasciandoci anche la possibilità di liberarcene, l’altra detona direttamente all’impatto). Per fare ciò dobbiamo raccogliere 10 dei classici “Frutti Wumpa” contenuti in apposite casse ed evitare di essere danneggiati, poiché ogni colpo fa perdere qualche frutto.

Inoltre più Frutti Wumpa avremo in nostro possesso e più acquisiremo velocità, ma le possibilità per finire in cima alla classifica non finiscono qui. Altre due meccaniche essenziali per raggiungere velocità estreme sono rappresentate dalle derapate e dai salti. Con la pressione dei “Trigger” anteriori del controller c’è la possibilità di saltare e fare ciò in prossimità di un rialzo sulla pista permette di andare più veloci per qualche secondo; allo stesso modo, eseguire un salto in curva e mantenendo premuto il relativo tasto dà il via ad una derapata. A questo punto è possibile attivare un turbo fino ad un massimo di tre volte consecutivamente premendo al momento giusto il Trigger opposto.

Divertimento di gruppo!

Così come per il gioco originale anche Crash Team Racing Nitro-Fueled offre un comparto multigiocatore in locale fino a quattro giocatori in schermo condiviso. In questo modo è possibile affrontare i propri amici in gare (singole o di coppia), battaglie all’ultimo sangue, cattura la bandiera e così via; è importante notare che ogni modalità ha un set di mappe totalmente dedicato! Ovviamente non poteva mancare anche una modalità Online per poter sfidare altri giocatori in gare personalizzate.

Nelle partite contro altri giocatori è possibile cambiare tanti parametri per ciascuna modalità, inclusa la difficoltà dei bot dato che non è possibile, purtroppo, giocare senza piloti controllati dal gioco. Anche in questo caso c’è la possibilità di personalizzare il proprio kart in ogni minimo particolare o, eventualmente, scegliere un altro personaggio nel vasto roster.

Una vista mozzafiato!

Infine non potevamo non fare un piccolo appunto sul comparto tecnico del gioco. Crash Team Racing Nitro-Fueled dimostra un ottimo lavoro tecnico da parte del team di sviluppo sotto diversi aspetti. Primo tra tutti il comparto grafico vero e proprio che riesce a dare un magnifico risalto a tutti i nostri ricordi del vecchio gioco. Texture stupende, modelli perfettamente costruiti, il tutto condito da una perfetta stabilità nel framerate. Il comparto audio non è assolutamente da meno: i nuovi doppiaggi riescono a dare una “nuova vita” a tutti i personaggi!

Come per ogni mese Sony ha annunciato i giochi che verranno offerti gratuitamente agli abbonati al servizio Plus di PlayStation; questo mese troveremo Pro Evolution Soccer 2019 e Horizon Chase Turbo. Questi due titoli saranno disponibili per il download dal PlayStation Store, all’interno del catalogo dei giochi mensili PS Plus, a partire dal 2 luglio.

Pro Evolution Soccer 2019

Sviluppato da Konami, Pro Evolution Soccer è una delle serie di videogiochi sportivi più famose di sempre. L’edizione 2019 offre la possibilità a centinaia di giocatori appassionati di prendere parte a una numerosa selezione di campionati reali, portando il brivido della competizione direttamente nel salotto di casa.

Con PES 2019 sarà possibile vivere momenti magici sia dentro sia fuori dal campo. Ogni giocatore è stato infatti riprodotto fedelmente, così da rendere più che realistico il modo in cui reagisce alle emozioni di gioco. Inoltre le modalità myClub e Master League permetteranno a tutti di creare la propria squadra e portarla al successo.

Pes 2019

Horizon Chase Turbo

Preparati a un’esplosione di pura nostalgia degli anni ‘90 con Horizon Chase Turbo, una dichiarazione d’amore per tutti gli appassionati piloti dell’età d’oro dei giochi arcade. Traendo ispirazione dal successo di Out Run, Top Gear e Rush, AQURIS Game Studio ha catturato l’essenza dell’era dei 16 bit con uno stile e una visione moderna, grazie alla fantastica colonna sonora e alla classica modalità multiplayer a schermo diviso.

Potrai giocare da solo o con fino a tre amici. Piloterai la tua auto in luoghi straordinari, osservando il sole che tramonta, affrontando pioggia, neve, ceneri vulcaniche e persino forti tempeste di sabbia.

Horizon chase turbo

Vi ricordiamo infine che i giochi mensili PS Plus di giugno, Borderlands: The Handsome Collection e Sonic Mania, sono ancora disponibili per il download fino al 1 luglio per tutti i membri attivi di PS Plus.

Qualche giorno fa un nuovo trailer dell’attesissimo Death Stranding ha visto la luce, tenendo in pugno per diverse ore migliaia di utenti durante un’enigmatica live su Twitch. Dopo aver fatto il re-watch del re-watch del re-watch…del re-watch siamo pronti, anche se con qualche tentennamento, a tirare le somme. Cosa aspettarsi? Cosa si cela dietro Death Stranding? Qual’è il messaggio che Hideo Kojima vuol far trapelare?

Le risposte alle domande purtroppo non arriveranno ne prima ne dopo l’8 novembre, giorno in cui l’ultima fatica del geniale Game Designer (e padre di Solid Snake) verrà pubblicata.

Sin dal 2016 le perplessità si son fatte strada nella nostra mente, ipotizzando teorie impossibili, assottigliandosi (anche se di poco) poi via via con l’uscita d’ogni singolo trailer; un po’ di gameplay qua e là, dichiarazioni forvianti su Twitter, immagini ipnotiche su Instagram.. In pieno stile “Kojimiano”, Hideo Kojima ha saputo confezionare un’opera già scritta ma di cui ad oggi non sappiamo nulla.

Quel che sappiamo è che saremo chiamati ad interpretare Sam Porter Bridges (impersonato dall’attore Norman Reedus che molti di voi conosceranno per la serie The Walking Dead), che dovrà intraprendere un viaggio al fine d’unificare quanto rimasto degli Stati Uniti d’America. Per portare avanti la sua impresa, Sam sarà spalleggiato da un’organizzazione chiamata “Bridges” facente capo all’UCA ovvero United Cities of America. Tralasciando il movente però non ci ha ancora dato sapere il perché del contesto dell’universo di Death Stranding.

Sappiamo che sono presenti delle entità che si palesano con la pioggia denominate BT’s (Beached Things o Creature Arenate in Italiano), capaci di trascinare Sam una sorta di oblio dimensionale dal quale dovremo uscire per poter proseguire. Kojima ha parlato a più riprese infatti di un nuovo approccio al termine “Game Over”, ampiamente ripensato per Death Stranding; scelta indubbiamente interessante sul versante gameplay che senza ombra di dubbio avrà delle ripercussioni importanti sull’avventura stessa.

A fare da controparte troviamo un gruppo “terroristico” chiamato “Homo Demens” che se la gioca con le BT’s di cui parlavamo pocanzi e capitanato da una sorta di fanatico di nome Higgs, interpretato da Troy Baker. Questo terrorista sembra essere capace di controllare i cambiamenti climatici a proprio piacimento e, nell’ultimo trailer, lo vediamo “portare” la pioggia con un dito mentre in un precedente video lo abbiam osservato evocare un’enorme creatura per contrastare Sam. Quel che ancora non si è capito è quale effettivamente sia l’obiettivo del Villain che ci sembra agguerrito e pronto a tutto.

Un’altra figura interessante è quella di Cliff, personaggio interpretato da Mads Mikkelsen che sembra avere una forte connessione con “un mondo parallelo” (ndr. sembrerebbe ambientato nella prima guerra mondiale ma anche Vietnam), capace di chiamare a se dei soldati apparentemente non-morti o Skull-Soldier, se così possiamo definirli.

Se dapprima pensavamo che il possibile antagonista delle vicende potesse essere Cliff, ultimamente ci siamo ricreduti pensando che, effettivamente, potrebbe anche essere un personaggio giocabile o per lo meno non del tutto ostile nei confronti di Sam. Non per niente fino ad oggi, in nessun trailer, si son palesate scene con Cliff e Sam al centro dell’azione, il che ci induce a pensare che il legame fra i due possa essere talmente importante da cercare di mascherarlo.

Ad aggravare questa nostra ipotesi, dopo aver rivisto in sequenza tutti i trailer pubblicati, abbiam notato che Sam e Cliff condividono la stessa cicatrice sull’addome di cui foto:

Addome di Sam dal trailer d’annuncio del 2016.
Si palesa la “cicatrice” sull’addome di Cliff nel trailer del 29 maggio 2019.

E’ chiaro che vi sia una connessione tra i due personaggi, di che entità però, al momento non ci è dato sapere.

Avvolto nel mistero anche il bambino che Sam porta con se, chiamato “BB” da Cliff e “Bridge Baby” dai membri di Bridges (che sia effettivamente un acronimo?). Quel che si evince dai vari video è che il piccolo è posto all’interno di un pod e che se “collegato” a Sam può fornire a quest’ultimo una visione alterata della realtà, permettendo di spottare le BT’s con facilità mediante l’utilizzo di una sorta di sonda/radar in modo da evitarne il contatto e conseguente “inabissamento”.

A Bridge Baby ah!?

Sul fronte gameplay non abbiamo poi visto più di tanto, se non la possibilità di muoversi verticalmente ed orizzontalmente per superare ostacoli. Sam potrà utilizzare oggetti dedicanti alla scalata come una corda ed una scala (nulla di più semplice) per raggiungere punti altrimenti inarrivabili a mani nude o semplicemente per smorzare i tempi di spostamento tra un viaggio e l’altro.

Inoltre si è vista a più riprese una moto con la quale il protagonista può muoversi liberamente ma che nel precedente trailer del 2018 vediamo cadere giù da un dirupo. Non crediamo in alcun modo che nei trailer vengano mostrate scene chiave del gioco stesso e per questo motivo ipotizziamo che, come in Metal Gear Solid V, sia possibile selezionare un loadout customizzabile ogni qual volta dovremo intraprendere un viaggio.

Questa teoria viene tra l’altro fortemente alimentata dalla presenza di diversi outfit (e tagli di capelli) per Sam mostrati nei diversi trailer e che, durante la sequenza di “dress-up” dell’ultimo video fanno da sfondo contestuale (tuta nero/arancio fuori fuoco).

Sembrerebbe anche che durante l’avventura dovremo preoccuparci della salute di Sam. Nel trailer del 2018 si vede per un istante una borraccia dalla quale Sam beve, inoltre lo abbiamo visto più e più volte con un paio di scarpe di scorta, il che ci fa pensare che oltre a dover gestire dei bisogni fisici, alcune parti dell’equipaggiamento potrebbero deteriorarsi col tempo.

Cosa starà bevendo? Acqua?

La natura open-world del titolo Kojimiano è onnipresente e ci è parso di vedere, anche se per poco, un po’ di Metal Gear Solid; mentre per quanto concerne la natura del titolo, lo stesso Kojima ha smentito su Twitter che non ci troviamo d’innanzi ad un gioco di genere Stealth ma ad un nuovo genere di Action Adventure, più ben specificato dal Game Designer come “Strand Game”, ovvero basato sul legame sociale. Non è chiaro in effetti cosa voglia far trasparire Hideo Kojima con quest’affermazione ma la cosa ci intriga parecchio e non vediamo l’ora di capirne qualcosa in più.

Anche se le dichiarazioni del Game Designer sull’identità di Death Stranding appaiano a suo modo “chiare”, comunque sia, ci è perso di vedere dello stealth, dell’action e forse, perchè no anche dell’horror. Che possa effettivamente Death Stranding un conglomerato di generi che finisca col definire un nuovo modo d’intendere i videogame?

Abbiamo visto Sam nascondersi nell’erba alta, tapparsi la bocca per non fare rumore, attaccare i nemici a mani nude o con oggetti (pacchi/borse nella fattispecie) ed anche sparare con un fucile d’assalto. Quindi per quanto il titolo possa essere qualcosa di nuovo, non c’è certamente di che avere paura poichè l’impronta “classica” c’è e si vede.

Ovviamente sulla narrativa, se non per quanto detto all’inizio, non ci sono molte parole da spendere in quanto Death Stranding continua ad essere un mistero e lo resterà fino all’8 novembre, data tra le altre cose su cui nessuno avrebbe mai scommesso; si pensava infatti che il titolo sarebbe anche potuto uscire come line-up di lancio di PlayStation 5 (che sembra ancora assai lontana a nostro modesto parere) ed invece eccolo qui.

Se però calcoliamo che per tutti i suoi progetti, Hideo Kojima ed il suo team, hanno quasi sempre realizzato un engine apposito per la realizzazione di (quasi) ogni Metal Gear Solid è lecito aspettarsi grandi cose visto e considerato che per Death Stranding, Kojima Production si è avvalsa del motore grafico di Guerrila Games, autori di Killzone ed Horizon Zero Dawn, riducendo sensibilmente i tempi di produzione. Tre anni non sono pochi per creare un videogioco, basti pensare alle produzioni di Ubisoft con Assassin’s Creed (seppur a netto dei bug ovviamente), ed alla luce di ciò siamo decisamente fiduciosi sulla riuscita del prodotto finale.

Chiudiamo questa riflessione con un messaggio lasciato da Kojima che cerca di spiegare il senso dietro al progetto che ha dato luce a Death Stranding:

Le persone hanno costruito “Muri” e si sono abituate a vivere in isolamento.

Death Stranding è un tipo di gioco action completamente nuovo in cui l’obiettivo del giocatore è quello di riconnettere città isolate e una società frammentata. Tutti gli elementi, inclusi storia e gameplay, sono legati dal tema di “Strand” (filo?) o connessione. Come Sam Porter Bridges tenterete di creare ponti (Bridge) tra queste divisioni, e facendo ciò creare nuovi legami o “Strands” con altri giocatori sparsi per il mondo.

“Spero che attraverso la vostra esperienza giocando al titolo arriviate a capire la reale importanza del creare connessioni con gli altri.

Sony ha svelato i titoli disponibili con l’abbonamento Playstation Plus di giugno. A questo giro ci lecchiamo i baffi e ci sfreghiamo le mani!

Sony ha alzato il sipario sui titoli gratuiti disponibili a partire dal 4 giugno e inclusi con l’abbonamento Playstation Plus. E questa volta c’è proprio da essere contenti!
Il primo titolo che disponibile per il download è Sonic Mania, videogioco del 2017 in 2D, che ripercorre le origini storiche del porcospino più veloce dell’universo videoludico. Sembra che la casa nipponica voglia farci dimenticare il discutibile character design della versione cinematografica, che ha suscitato così tanto sdegno negli utenti da far capitolare lo studio di produzione del film, che lo ridisegnerà completamente per renderlo più somigliante all’originale.

Il Porcospino in tutta la sua velocità

 

Secondo titolo, ma non per importanza, scaricabile gratuitamente dal Playstation network è Borderlands: The Handosme Collection. Si tratta dei primi due Borderlands, completi di tutti i DLC usciti fin’ora, in versione rimasterizzata PS4. E non solo, visto che il gioco comprende una modalità multigiocatore locale e la possibilità di importare i salvataggi dai titoli PS3.  Niente male, considerando il recente annuncio (fatto con un trailer decisamente sopra le righe) fatto da Gearbox Software sull’uscita del terzo capitolo. Pare che Sony voglia darci la possibilità di fare un’altra comoda run in attesa del 13 settembre, giorno in cui uscirà il terzo capitolo.

Dite la verità, non vi manca un po’ tutta questa follia?!

In attesa del 4 giugno, giorno da cui sarà possibile scaricare gartuitamente i giochi sul Playstation Store, vi invitiamo, se ancora non l’avete fatto, a dare un occhio ai titoli disponibili per il mese di maggio!