Spice Pirates and Zombies 2 (d’ora in poi Spaz2) è un titolo indie veramente particolare, anche se non mi ha colpito positivamente. Inizialmente, avendo letto la presentazione che ne danno gli sviluppatori, questo titolo aveva sucitato in me moltissime aspettative, purtroppo ho avuto modo di ricredermi…

È inutile, nonostante le valutazioni utenti su Steam estremamente positive, per noi (o meglio, per me) Spaz2 è stata una delle peggiori delusioni videoludiche della mia vita da videogiocatore. Ma procediamo con calma.

Spaz 2 è ambientato in una galassia post apocalittica in continua evoluzione. Dopo che la minaccia zombie che ha sconvolto l’universo è stata finalmente sconfitta, la società è crollata, il carburante per le astronavi è piuttosto scarso e la sopravvivenza è legata al reperimento di varie risorse.

Inizialmente la Galassia contiene centinaia di flotte (200), ognuna che cerca in ogni modo di sopravvivere. I capitani delle flotte Npc possono fare tutto ciò che può fare anche il giocatore, il quale  non ha alcun ché di speciale e non ha alcuna “missione” per la salvezza della galassia, deve semplicemente trovare il modo di sopravvivere. Poiché la scarsità delle risorse, col passare del tempo, diventa sempre più critica, le varie flotte entrano inevitabilmente in conflitto tra loro per la sopravvivenza. È altresì possibile creare vere e proprie fazioni con Npc per ricevere protezione reciproca ma la fame può spingere i vecchi amici al tradimento. Il giocatore dovrà quindi costantemente guardarsi sia dai nemici che dagli amici.

Le fazioni più forti difendono i loro territori, creano centri di risorse e creano basi stellari. Le fazioni più deboli possono ricorrere alla pirateria. Ogni capitano è unico, persistente e concorre a plasmare la galassia. Quando due o più fazioni si incontrano, (quasi sempre) si arriva allo scontro. E qui cominciano a delinearsi le due anime principali di Spaz2 : Da una parte, il lato strategico con l’esplorazione, il controllo territoriale e la creazione di fazioni; dall’altro il lato action con la costruzione di navi, la tattica di combattimento e il recupero.

Il combattimento lascia dietro di sè navi danneggiate ed equipaggi morti, ma anche nuove parti e risorse da recuperare per i vincitori. Tutte le parti delle astronavi sono modulari e generate in modo casuale. La costruzione delle navi può essere fatta direttamente durante le battaglie, anche se talvolta sconfiggendo un nemico è possibile estrarre parti delle navi nemiche. Ma ogni battaglia altri capitani in cerca di parti di recupero.

Il mio parere

Nonostante le promettenti premesse ho trovato Spaz2 estremamente noioso, macchinoso e non divertente. A partire dall’ambientazione non particolarmente originale, dalle meccaniche di combattimento veramente difficili da comprendere appieno se non si passa del tempo a “studiarle”. Inoltre, alla lunga, appare veramente troppo ripetitivo: infatti si passerà necessariamente la maggior parte del tempo di gioco ad esplorare la galassia in cerca di risorse e nulla più. Senza aggiungere che una sconfitta in battaglia può risultare particolarmente frustrante, in quanto costringerà il giocatore a ricominciare da un livello praticamente inferiore rispetto a quello iniziale. Il gioco è stato rilasciato pochi giorni fa (7 novembre 2017) ma presenta ancora numerosi miglioramenti da apportare, e per il momento non vale il prezzo (19,99 € su steam) a meno che non siate affezionati al genere.

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Durante il nostro tour tra gli stand della #MGW2017 abbiamo avuto l’occasione di provare su PS4 il nuovo capitolo della saga Ace Combat, ovvero Ace Combat 7: Skies Unknown la cui uscita è prevista per il 2018.

Durante la nostra prova siamo stati subito catapultati nel mezzo dello scontro, e abbiamo quindi avuto pochissimo tempo a disposizione per poter prendere confidenza con i comandi. Nonostante il nostro combattimento sia durato veramente poco abbiamo potuto constatare come questo nuovo Ace Combat abbia una grafica decisamente di ottimo livello, in particolare per quanto riguarda gli effetti atmosferici e le condizioni di visibilità ridotte in caso di incontro ravvicinato con eventuali nuvole.

Il combattimento seppur frenetico non è impossibile da affrontare anche per chi prende in mano un Ace Combat per la prima volta (come il sottoscritto). I comandi infatti non sono propriamente intuitivi se non si segue un tutorial, ma è comunque possibile orientarsi sul “terreno” di scontro grazie all’ hud che permette di identificare bene i nemici oltre a mettere in evidenza i vari target di missione. Il gameplay consiste infatti in un combattimento aereo a bordo di caccia militari durante i quali avremo da svolgere alcune missioni, che consistono principalmente (ci sembra di capire) nell’abbattere determinati nemici. Uniche pecche: non abbiamo avuto modo di avere alcun tipo di anticipazione rispetto alla storia, ne alcuna missione per VR, che saranno invece previste su Playstation.

Nel complesso possiamo dire di esserci divertiti nonostante due fattori che avrebbero potuto invece compromettere la nostra esperienza: il pochissimo tempo a disposizione ed il non avere (ahimè) mai preso in mano uno dei precedenti capitoli.  Vogliamo quindi consigliare Ace Combat 7: Skies Unknow non solo agli appassionati della serie (o dei simulativi in genere) ma anche a chiunque sia alla ricerca di un gioco con cui sia possibile svagarsi anche con poco tempo a disposizione.

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